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venerdì 20 marzo 2026

Maria è la piena di grazia

 


ESERCIZI PREPARATORI 

alla Consacrazione a Maria SS. 


Chi vuole grazie deve ricorrere a Lei. Tale è la volontà di Dio, il quale ha disposto che ogni grazia venga a noi per mezzo di Maria.  

Maria è piena di grazia per sé; Ella è ancora piena di grazia per tutti noi. E' talmente piena di grazia da non essere quasi altro che grazia. In me omnis gratia.  

Fermiamoci un istante a riflettere su questi pensieri che, sebbene non nuovi, non sono però mai sufficientemente approfonditi.  

Ricordiamo e riteniamo col Montfort: «La Madonna è la creatura di Dio per eccellenza. 

Dopo la Umanità Sacrosanta di Nostro Signore Gesù Cristo; nessun'altra creatura è stata posseduta da Dio come Lei. "Ella è la divina Maria". È tale e tanta l'unione sua con Dio, che non è né può essere disgiunta da Lui in alcun modo».

 

1. Pienezza di Grazia nella sua creazione. La Madonna è la gran parte di Dio, la sua prima e più eletta porzione nel creato. E' tutta di Dio, non solo perché Egli ne è l'assoluto Padrone (nessuna creatura infatti fu mai tanto soggetta a Dio, né dipendente da Lui quanto Maria), ma anche perché Iddio l'ha riempita tutta di sé medesimo. Ne ha fatto, a così dire, il suo grande Sacramento 30.  

Osserviamo il modo con cui Dio si è comunicato a Maria. Egli si è dato a Lei in tale misura che mente umana non sa esprimere e nemmeno ideare.  

Pensiamo al modo in cui Dio si è dato al primo uomo.  

Lo creò a sua immagine e somiglianza. Gli creò l'anima, che arricchì della Grazia santificante, rendendolo partecipe della divina natura. L'uomo peccò e sappiamo ciò che avvenne.  

Orbene Maria SS. entrò nel mondo per privilegio singolarissimo, proprio nel modo in cui vi entrò il primo padre. E' verità di fede che fu concepita senza peccato, e Dio dava già fin d'allora a Colei, che doveva essere sua Madre, una grazia maggiore che non ad Adamo, destinato a non essere che un suo semplice servo.  

Si dice dei Santi, i quali con un lavoro intenso e continuo hanno saputo spegnere in sé gli effetti del peccato originale con una totale e generosa mortificazione, che Dio vive in loro e che sono ripieni di Spirito S. Ma pensiamo in che modo questo dovette avvenire in Maria la quale fu esente dalla disgraziata eredità del peccato. Come conservò sempre in sé lo Spirito di Dio, che le si comunicò fin dal primo istante del suo Immacolato Concepimento!  

 

2. Continuo accrescimento di grazia. - Maria SS. in tutta la sua vita lavorò ad aumentare in sé la grazia! E quali proporzioni avrà toccate in Lei, sempre immune da ogni macchia, non solo, ma, più ancora, sempre pronta e fedele nel rispondere alla grazia! Dio dovette darsi a Lei senza misura, mentre Ella non solo non vi metteva ostacolo di sorta, ma si rendeva di giorno in giorno, colla sua cooperazione generosa, sempre più degna delle comunicazioni del Signore! Oh, come Le si applica bene la parola del Salmo: Flununis impetus laetificat civitatem Dei! Questo fiume di grazia che si getta nell'anima di Maria e tutta quanta la penetra, la invade, raffigura bene la pienezza dello spirito di Dio che ricolma la Madonna già fin dalla sua origine e poi sempre più la riempie! Sanctificavit Tabernaculum suum ... Nessuno può immaginare il lavoro di santificazione che lo Spirito di Dio ha svolto attorno al suo Tabernacolo vivente, all'Arca della Nuova Legge. 

 

3. Riversarsi di Grazia in Maria nell'incarnazione. - Consideriamo ancora quello che il Signore operò in Maria nel tempo in cui Essa si disponeva alla sua altissima Missione, quando Dio la preparava a prendere accanto all'Uomo-Dio il posto di Corredentrice del genere umano! Si dice degli Apostoli e degli uomini che la Provvidenza ha suscitati per una missione speciale, che hanno Dio in sé e che sono ripieni del suo Spirito. Ma si può forse confrontare a questa pienezza con quella di Maria? A quale mai di costoro ha detto il Signore: «Tu sei la mia Madre?».  

E non è tutto ancora. Noi non siamo ancora arrivati a quel giorno (e chi ci dice lo splendore di quel giorno?) in cui lo Spirito S. venne sopra di Lei e la Virtù dell'Altissimo la ricoprì della sua ombra. La intravedi, o anima, la sublimità unica di quell'istante in cui la Trinità SS. discese in Maria ed operò in Lei in quel modo misterioso che ci insegna la Fede? Quale pienezza di grazia Dio riversò nell'anima di Maria in quel tempo! Il Divin Padre le si comunicò in maniera singolarissima, così da formare in Lei il suo stesso Figlio.  

Il Verbo si diede a Lei in modo da divenir suo Figlio.  

Lo Spirito S. l'ha resa talmente feconda di Sé, da formare in Lei l'Uomo-Dio, non solo, ma da formare per mezzo di Lei ancora, Gesù Cristo in tutte le anime fedeli.  

Tale è la pienezza di grazia in Maria!  

E chi potrà sperare di partecipare più largamente a tanta pienezza sovrabbondante, se non coloro che si saranno fatti, per amore, suoi Schiavi? Se mai vi saranno anime che Ella riempirà per le prime, saranno certo le anime sue predilette. Esse avranno senza dubbio la prima parte e la più abbondante nella pienezza di grazia della loro Santa Padrona e Madre.  

Servo di Dio B. SILVIO GALLOTTI 


giovedì 25 novembre 2021

L'ARALDO DEL DIVINO AMORE

 


COME IL SIGNORE, ORIENS EX ALTO, LA VISITO' LA PRIMA VOLTA

L'abisso della sapienza increata invochi l'abisso dell'ammirabile onnipotenza per esaltare quest'incomprensibile bontà che fece discendere i torrenti della sua misericordia, fino alla valle profonda della mia miseria! Avevo compiuto venticinque anni ed era la seconda feria (giorno benedetto per me), che precedeva la festa della Purificazione della tua castissima Madre. Era la sera, dopo Compieta, nell'ora propizia del crepuscolo, quando Tu risolvesti, o Dio, che sei verità più pura della luce, e più intima di qualsiasi recondito segreto, di dissipare le folte tenebre che mi circondavano. Con un procedimento pieno di soavità e di tenerezza, hai incominciato a placare il turbamento che, già da un mese, Tu avevi suscitato nel mio cuore. Tale inquietudine era destinata, io penso, a rovesciare la fortezza della vana gloria e della curiosità, ch'io avevo innalzata nel mio insensato orgoglio, benchè portassi, ma senza frutto, il nome e l'abito di religiosa.

Era questo il cammino che Tu avevi scelto, o mio Dio, per mostrarmi la tua salvezza.

Pertanto, stando io, nell'ora sopraddetta, in mezzo al dormitorio, m'inchinai, secondo la regola dell'Ordine, verso una sorella anziana che mi passava dinanzi. Appena ebbi rialzato il capo, vidi davanti a me un giovane, splendente di grazia e di bellezza: poteva avere circa sedici anni, e il suo aspetto era tale, che i miei occhi non avrebbero potuto ammirare nulla di più attraente. Con accento di grande bontà Egli mi disse queste dolci parole: « Cito veniet salus tua: quare moerore consumeris? Numquid consiliarius non est tibi, quia innovavit te dolor? La tua salvezza non tarderà: perchè ti consumi nel dolore? Non hai un consigliere che possa calmare queste rinascenti angosce? ».

Mentre pronunciava queste parole, quantunque fossi sicura della mia presenza corporale in dormitorio, pure mi vidi in coro nel posto ove ero solita recitare le mie tiepide orazioni: Fu là che sentii queste altre parole: « Salvabo te et liberabo te, noli timere. Io ti salverò e ti libererò: non temere di nulla». Dopo tali accenti lo vidi prendere la mia destra nella sua nobile, delicata mano, come volesse ratificare solennemente le sue promesse.

Indi aggiunse: «Coi miei nemici hai lambito la terra ed hai succhiata il miele aderente alle spine: ritorna finalmente a me, ed io t'inebrierò al torrente della voluttà divina» (Ps. XXXV, 9).

Mentre così parlava io guardai e scorsi fra Lui e me, cioè fra la sua destra e la mia sinistra, una siepe così lunga che, nè davanti nè dietro di me, mi fu dato vederne il termine. La superficie appariva coperta di spine così fitte che in niun luogo trovavo un varco che mi permettesse passare, per raggiungere il bell'adolescente.

Me ne stavo titubante, ardendo di desiderio e sul punto di venir meno, quando Egli stesso mi afferrò la mano e, sollevandomi, senza alcuna difficoltà, mi pose al suo fianco; scorsi allora su quella mano che mi era stata tesa come pegno di fedeltà i preziosi gioielli delle sacre piaghe che hanno annullato i diritti di tutti i nostri nemici. Così io adoro, lodo, benedico, ringrazio, come posso, la tua sapiente misericordia e la tua misericordiosa sapienza, che seppe, in modo così carezzevole, piegare la mia testa ribelle sotto il tuo soave giogo, preparandomi un rimedio così adatto alla mia debolezza.

Da quel momento infatti, la mia anima ritrovò la calma e la serenità, incominciai a correre al profumo de' tuoi unguenti e, ben presto, gustai la dolcezza del giogo dell'amor tuo, che prima mi era sembrato duro e quasi intollerabile.

RIVELAZIONI DI S. GELTRUDE