domenica 24 maggio 2020

Lo Spirito Santo è la divina carità che, uscendo dalla sua intima dimora, si dona e si espande su tutto il creato, sulle cose e nei cuori degli uomini.



La «Voce» alla Povera Anima


— 19 - 5 - 1966 Festa dell’Ascensione. Giorno di tanta tribolazione.

«Mio Dio, quanto l’anima mia è torturata! Il mio cuore ne è spezzato! Ma accetto tutto... Sì tutto! Prendimi pure per quel lato che tu vuoi... per me tutto è uguale... purché giunga dove Tu mi attendi... e se tutto questo è da Te disposto e preparato per maggiormente dispormi a ricevere i tuoi desideri... eccomi anche a questo, pronta. Ma che dico? Signore, Signore, aiutami... Sì sono pronta... ma Tu vieni, discendi... e che il tuo divino Spirito mi sostenga! Amen!».



Lo Spirito Santo è la divina carità che, uscendo dalla sua intima dimora, si dona e si espande

su tutto il creato, sulle cose e nei cuori degli uomini.




20·5·1966 Mattino, prime ore. Dopo tre giorni di tanta sofferenza. L’anima viene svegliata e poco dopo si sente tutta attratta, sommersa dalla solita misteriosa azione.

Lo Spirito Santo è l’amore del Padre e del Figlio. È la divina carità che uscendo dalla sua intima dimora si dona, si espande su tutto il creato, sulle cose, e in modo speciale sul cuore degli uomini per farne un suo piccolo Paradiso sulla terra per poi trasportarli nei perenni gaudi del possesso di se stesso in Paradiso. Questa è la missione dell’Eterno divino Spirito. Ora a te è stato stabilito di penetrarne molto più intimamente, affinché poi il mondo sappia quanto è grande, infinita la sollecitudine del mio Cuore per la sua salvezza... Affinché si sappia e si comprenda bene, che nulla io lascio intentato per il maggior bene dell’umanità...
Questa umanità che mi è motivo di tanta sofferenza! Io, per questo ti ho scelta e ti ho fatta mia vittima d’amore... perché tu fossi poi mia interprete presso la mia Chiesa e le manifestassi, in mio nome, questo mio grido nell’ora attuale... grido che con nuovo palpito del mio Cuore intendo di visitarla e porgerle un nuovo mezzo di salvezza. E praticamente farai poi sapere, a suo tempo, con quali mezzi io desidero che venga onorato. Intanto nelle preghiere del mattino e della sera venga aggiunta anche questa: Gloria, adorazione, benedizione, amore a Te eterno divino Spirito che ci hai portato sulla terra il Salvatore delle anime nostre; e, gloria e onore al suo adorabilissimo Cuore che ci ama con il suo infinito amore!18

Madre Carolina Venturella

Maria, donami di amare Gesù



Maria, grande Maria, Madre di Dio e madre nostra, il mio cuore vuole amarti, le mie labbra cantarti, la mia anima pregarti. O beata fiducia e sicuro rifugio! La Madre di Dio è Madre nostra. La Madre di colui in cui speriamo, è Madre nostra. La Madre di colui che solo può salvare è Madre nostra. Gesù, Figlio di Dio, ti supplico: per l'amore infinito che porti a tua Madre, concedimi di amarla come l'ami tu e vuoi che sia amata. Maria, Madre buona, ti supplico per quell'amore così tenero che porti a tuo Figlio: ottienimi di amarlo come l'ami tu e vuoi che sia amato. E in questo amore si consumi la mia vita, perché tutto il mio essere canti per l'eternità: benedetto il Signore. Amen.

Anche gli ospedali saranno insufficienti per servire popolazioni segnate da malattie sconosciute e la tristezza sarà ancora maggiore perché il potere delle tenebre affliggerà il mondo



MESSAGGIO DALL'ANGELO DEL SIGNORE 16-03-2010

I parassiti appariranno ovunque, lasciando un grande tormento tra le famiglie e l'angoscia sarà insormontabile per molti e questo causerà la salute dell'uomo in crisi. Anche gli ospedali saranno insufficienti per servire popolazioni segnate da malattie sconosciute e la tristezza sarà ancora maggiore perché il potere delle tenebre affliggerà il mondo e questo sarà un momento di angoscia e quindi gli uomini dovranno affrontare tormenti spirituali, attraversando disturbi mai visti prima. (pausa) Una catastrofe lascerà la Spagna coperta da un velo scuro. Di 'a tutti di tornare a Cristo prima che ritorni.

PSJC

Lettere di Sant'Agostino



LETTERA 2 

Scritta nello stesso tempo (386-7). 


A. esprime a Zenobio la brama d'intrattenersi con lui anche di  persona e di terminare la questione che avevano cominciato a  discutere. 



AGOSTINO A ZENOBIO 

1. Siamo fra noi perfettamente d'accordo, come io penso, che tutte  le cose che la nostra percezione fisica può attingere, non possono  neppure per un istante rimanere nello stesso stato, ma passano,  spariscono e non hanno nulla di attuale: cioè, per parlare chiaro,  non hanno vera esistenza. Per questo la vera divina filosofia esorta  a frenare e a sopire l'amore per esse, che è quanto mai funesto e  fonte di moltissime pene; affinché l'anima, anche durante il tempo  in cui guida questo corpo, con tutto il suo essere tenda e  ardentemente aneli verso ciò che persiste sempre nel medesimo  stato e non piace per una bellezza peregrina. Stando così le cose, e  sebbene la mia mente ti veda in se stessa reale e schietto, come ti  si può amare senza alcuna inquietudine, tuttavia confessiamo che  quando ti diparti da noi fisicamente e sei in luoghi lontani,  cerchiamo di incontrarti e di vederti e perciò lo desideriamo finché è  possibile. Questo difetto, se ben ti conosco, senza dubbio non ti  dispiace in noi, e, pur desiderando ogni bene per le persone a te più  care ed intime, hai paura che esse ne siano guarite. Se poi tu hai una tale forza d'animo da poter riconoscere questa trappola e ridere  di coloro che vi sono incappati, sei davvero grande e diverso. Io,  per parte mia, desidero essere rimpianto nella misura in cui  rimpiango un assente. Tuttavia faccio attenzione, per quanto posso,  e mi sforzo di non amare nulla che possa essere lungi da me mio  malgrado. Insieme con questo dovere io ti ricordo anche,  qualunque sia la tua disposizione in proposito, che bisogna  concludere la discussione iniziata con te, se abbiamo cura di noi  stessi. Infatti non permetterei in nessun modo che si concludesse  con Alipio, anche s'egli lo volesse. Ma non lo vuole, giacché  l'educazione non gli permette ora d'adoprarsi meco per intrattenerti  con noi col maggior numero possibile di lettere, dato che cerchi di  evitarlo per non so quale necessità.

Se vogliamo che questo piano della Beata Vergine Maria, Regina del Cielo e della terra, si realizzi, l’umanità deve riconoscere la sovranità del regno di Cristo su tutta la terra, attraverso la Sua Santa Chiesa Cattolica.



La Battaglia  Finale del Diavolo

Ha inizio un’opposizione destinata a durare a lungo 

Persino una lettura superficiale delle prime due parti del Grande  Segreto, nel Messaggio di Fatima, rivela che esso non è altro che una  sfida lanciata dal Cielo alle potenze del mondo, la cui morsa, persino  nei confronti del Cattolicissimo Portogallo, era andata sempre più  crescendo sin dall’inizio del ventesimo secolo.
Riesaminando il testo del Segreto che abbiamo riportato nel  primo capitolo, appare ovvio che l’obiettivo del Cielo era un vero e  proprio anatema, lanciato contro il regime Massonico portoghese e  in generale contro tutte quelle forze coalizzatesi per combattere la  Chiesa, che all’inizio del ventesimo secolo stavano architettando (per  loro stessa ammissione, come vedremo) un assalto finale alla “fortezza”  Cattolica. Gli elementi basilari del Messaggio costituiscono una potente  raccolta di strumenti per opporsi a queste forze: la salvezza delle  anime dall’inferno; l’instaurazione in tutto il mondo della devozione  Cattolica al Cuore Immacolato di Maria; la consacrazione della Russia  allo stesso Cuore Immacolato e la conseguente conversione della Russia  al Cattolicesimo; infine, la pace mondiale grazie al trionfo del Cuore  Immacolato di Maria.
Il Messaggio di Fatima è fondamentale per la salvezza delle anime,  è ovvio. Ma assai meno scontato – ed è questo ciò che fa infuriare i  nemici, sia interni che esterni, della Chiesa – è il fatto che il Messaggio  e l’apparizione di Nostra Signora sono anche essenziali per il buon  ordine della società civile. Se l’umanità accetta il messaggio della  Vergine, allora la pace tra gli individui, nelle famiglie, nelle città e  nelle nazioni e quindi di fatto nel mondo intero, verrà raggiunta nella  forma dell’ordine sociale Cattolico. (Vedremo nel prossimo capitolo  che questo ordine sociale non è solamente un sogno utopico, ma  un qualcosa di concreto, che è stato già raggiunto durante il secolo  scorso, in Portogallo, grazie alla consacrazione di quel paese al Cuore  Immacolato di Maria, avvenuta nel 1931.) Per intenderci, il Peccato  Originale rimarrà, ovviamente, ma potremmo assistere ad un periodo  della storia umana come quello profetizzato da Isaia - il quale, sotto  ispirazione divina, predisse un tempo in cui gli uomini non avrebbero  più mosso guerra l’un l’altro né avrebbero più studiato l’arte della  guerra, ma avrebbero bensì forgiato le proprie spade in vomeri.43 La tendenza dell’uomo a commettere peccati diminuirebbe drasticamente  ed essa verrebbe controllata più efficacemente dall’influenza benefica  della Chiesa e dei Suoi sacramenti. E non si può certo negare, viste le  condizioni del mondo attuale, che anche i peggiori “eccessi” commessi  dagli uomini che vissero nell’ultimo ordine sociale Cattolico esistito,  cioè prima della “Riforma”, non fossero niente in confronto al male  e alla violenza ormai virtualmente istituzionalizzati in ogni nazione,  ai giorni nostri – ci riferiamo principalmente all’orrendo olocausto  dell’aborto “legalizzato”. 
Le implicazioni che scaturiscono dal semplice testo del Grande  Segreto di Fatima sono evidenti a chiunque abbia un minimo barlume  d’intelligenza: un simile progetto per la pace nel mondo potrebbe  essere raggiunto se vi fosse la cooperazione volontaria di un adeguato  numero di individui, di ogni livello sociale. (Non stiamo parlando di  una dittatura religiosa imposta con la forza, come nel caso di certi stati  Islamici, ma di un ordine sociale che sorgerebbe con naturalezza dalla  comune fede Cattolica della gente.) Ma anche così, il piano potrebbe  funzionare solo se fosse basato sul disegno del Creatore dell’umanità,  il Quale ha inviato Gesù Cristo come nostro Redentore, Re dei re e  Signore dei signori (Apoc. 19:16). Gesù è il Re non solo dei singoli  individui ma anche delle nazioni e del mondo intero. Pertanto, se  vogliamo che questo piano della Beata Vergine Maria, Regina del Cielo e  della terra, si realizzi, l’umanità deve riconoscere la sovranità del regno  di Cristo su tutta la terra, attraverso la Sua Santa Chiesa Cattolica. Il  fatto che gli uomini verranno spinti concretamente alla conversione, in  numero sufficiente – prima in Russia e poi in tutti i luoghi del mondo –  costituisce il vero e proprio miracolo promesso dalla Vergine, se le Sue  richieste verranno esaudite. 

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Padre Paul Kramer


Nulla tornerà più come prima e non lasciatevi illudere da satana perché è padre della menzogna.



Trevignano Romano, 23 maggio 2020

Amati figli, grazie per essere riuniti nella preghiera e per aver ascoltato la mia chiamata nel vostro cuore. Figli miei, guardatevi intorno, i miei figli prediletti sono uno contro l’altro. Vi avevo chiesto preghiere e continuo a chiederne, perché adesso i sacerdoti sono contro i loro confratelli, i vescovi sono contro i vescovi e tutto ciò produce solamente una grande confusione nel gregge. Figli miei, tornate a Dio perché in questo modo non andrete da nessuna parte, ma solo verso la totale perdizione. Nulla tornerà più come prima e non lasciatevi illudere da satana perché è padre della menzogna. Svuotatevi del vostro io e riempitevi di Dio che è l’unica vera gioia. Siate in armonia con il cielo affinchè possiate affrontare con serenità l’Avvertimento che si avvicina sempre più. Ora vi lascio con la mia materna benedizione, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen”.
Io sarò con voi per tutta la preghiera

L’uomo non deve mai smettere di chiedere, perché Dio ad un determinato punto gli risponderà al suo modo, anche se non direttamente.



ILDEGARDA  DI  BINGEN

La ricerca delle vie che portano dalla lontananza da Dio alla sua vicinanza fa sì che anche il pensiero vada alla ricerca di strutture che ne siano l’espressione. Giacché l’uomo, immagine creata, rimandi al primo Essere increato, pure ogni altra cosa deve poter essere trasparente per essere riferita all’Eterno ed esserne un segno. Egli rende tutte le cose altrettanti segni, punti di riferimento per l’uomo che gli indica la sua provenienza. La natura non è guardata semplicemente come “natura”, gli avvenimenti e le cose in loro stessi, ma sono trasparenti, devono essere interpretati da noi per portarci a Dio. Ildegarda vede tutto quello che succede come una domanda; Dio interviene attraverso le persone e ci chiede determinate cose: pazienza, sopportazione, un determinato lavoro; anche un incontro con una persona è una “domanda” di questo tipo, a cui io devo dare una risposta. Dio non ci parla soltanto nella preghiera, ci parla ad ogni momento. Quello che ci è detto, dev’essere anche interpretato, non si tratta di un’accoglienza passiva, si tratta di un’accoglienza attiva, umana. Però, la vita è intesa come domanda e risposta. Ildegarda afferma che finché l’uomo ha l’esigenza di porre domande a Dio, anche se non trova le risposte, c’è sempre la speranza di una risposta; l’uomo non deve mai smettere di chiedere, perché Dio ad un determinato punto gli risponderà al suo modo, anche se non direttamente.

Sr. ANGELA CARLEVARIS osb

GESU’ AL CUORE DELLE MAMME



La tua pazienza dona la pace Nel tuo dolore e nella tua solitudine, sii come lampada del mio Tabernacolo che arde anche nella notte e, guizzando placidamente, dà, nelle ombre del giorno che declina, un'espressione di pace. Nella tristezza di certe ore, che solcano di ombre la tua vita, la tua pazienza doni alla tua casa la luce di una placida serenità. La tua vita sia una totale immolazione per me e per la tua famiglia.

don Dolindo Ruotolo

Guai al Popolo che non ascolta la Mia Chiamata! E che, non conoscendomi, crederà di riconoscermi nell'anticristo e camminerà verso di lui,



GOVERNO UNICO, MONETA UNICA, RELIGIONE UNICA



NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO

Guai al Popolo che non ascolta la Mia Chiamata! E che, non conoscendomi, crederà di riconoscermi nell'anticristo e camminerà verso di lui, accecato dalla sua menzogna degradata, abbandonandosi al dolore inimmaginabile che l'anticristo causerà, con un unico governo, usurpando a questo Re la Sua Terra e il Suo Trono, con un solo governo che pretenderà di reggere e far roteare il Mio Scettro. L'uomo disobbediente soffrirà ed Io giungerò con la Mia Giustizia per salvare le anime. 

Dobbiamo essere pronti a subire grandi prove in un futuro non troppo lontano;



Dobbiamo essere pronti a subire grandi prove in un futuro non troppo lontano; prove che ci richiederanno di essere pronti a rinunciare anche alle nostre vite e un dono totale di sé a Cristo e per Cristo. Attraverso le tue preghiere e le mie, è possibile alleviare questa tribolazione, ma non è più possibile evitarlo ... Quante volte il rinnovamento della Chiesa è stato provocato nel sangue! Questa volta non sarà diverso - 

Papa San Giovanni Paolo II

Preghiera per l'Ascensione



La tua ascensione al cielo, Signore, mi colma di gioia perché è finito per me il tempo di stare a guardare ciò che fai e comincia il tempo del mio impegno. 
Ciò che mi hai affidato, rompe il guscio del mio individualismo e del mio stare a guardare facendomi sentire responsabile in prima persona della salvezza del mondo. A me, Signore, hai affidato il tuo Vangelo, perché lo annunciassi su tutte le strade del mondo. Dammi la forza della fede, come ebbero i tuoi primi apostoli, così che non mi vinca il timore, non mi fermino le difficoltà, non mi avvilisca l'incomprensione, ma sempre e dovunque, io sia tua lieta notizia, rivelatore del tuo amore, come lo sono i martiri e i santi nella storia di tutti i popoli del mondo.

Gesù parte benedicendo. Benedicendo se ne va e nella benedizione Egli rimane. Le sue mani restano stese su questo mondo. Le mani benedicenti di Cristo sono come un tetto che ci protegge. Ma sono al contempo un gesto di apertura che squarcia il mondo affinché il cielo penetri in esso e possa diventarvi una presenza. Nel gesto delle mani benedicenti si esprime il rapporto duraturo di Gesù con i suoi discepoli, con il mondo. Nell’andarsene Egli viene per sollevarci al di sopra di noi stessi ed aprire il mondo a Dio. Per questo i discepoli poterono gioire, quando da Betania tornarono a casa. Nella fede sappiamo che Gesù, benedicendo, tiene le sue mani stese su di noi. È questa la ragione permanente della gioia cristiana ( Joseph Ratzinger)

Questa bestia sembra una persona, ma è il demone Lucifero.



1 maggio 2020

Figlia mia cara, scrivi a tutti i Miei figli, voglio che siano consapevoli di tutto ciò che verrà perché tutto è in disordine. Non abbiate paura di tutto ciò che verrà, perché come Padre proteggerò tutti coloro che sono con me sulla mia Croce d'Amore. Dite ai miei figli che la tribolazione che verrà sarà grande, ma tutti coloro che sono con me non devono dimenticare ciò che vi ho detto, non abbiate paura di nulla perché io vi proteggerò da tutto il male che verrà. Questo virus sta contaminando molti dei Miei figli, ma solo per poco tempo ancora e finirà.

Verrò con tutta la Mia Maestà per liberarvi da questo male e portarvi fuori da questa prigionia, c'è solo una cosa, non scoraggiatevi perché darò al mondo quello che vi ho promesso, in modo che tutti possano vedere che Io Sono il Dio dell'Amore, l'Onnipotente. Tutti sono chiamati a svegliarvi da tutto ciò che vi darò per la vostra purificazione, perché vengo a liberarvi dai peccati di Adamo ed Eva, che non potevano dire di no. Ora, come Creatore di tutta l'Umanità, come Padre della Creazione, Sono venuto per dirvi chiaramente che vi darò tutto quello che vi ho promesso, perché molte cose sono state tolte dalla mia Sacra Scrittura, ma ora vengo di nuovo a darvi tutto, perché siete stati ingannati dalla bestia.

Io sono il Dio di ieri, di oggi e di sempre, e non vi abbandonerò. Tutti i Miei figli che sono stati ingannati non dovrebbero avere paura ora, ma essere vigili, perché questa bestia sembra una persona, ma è il demone Lucifero. Ho avvertito tutti che un grande traditore sarebbe venuto ad ingannarvi mostrandovi che Egli è il Cristo, ma non abbiate paura perché posso vedere tutto e verrò molto rapidamente a mostrarvi chi Io Sono. Il mondo che ho creato viene ingannato dal peccato, ma come vi è già stato detto, io sono il Signore dei Signori. Non abbiate paura, ma chiedete perdono dei vostri peccati e avrete la salvezza per sempre, perché Io sono il Signore vostro Dio. Amen.

Chi è come Dio? Amen.

Maria De Jesus Coelho

GESÙ BAMBINO NEGLI SCRITTI DI LUISA PICCARRETA



«Continuando lo stesso, è venuto il Confessore, che ha continuato a darmi  l’ubbidienza, ed essendo venuto il Bambino Gesù, gli ho detto le mie amarezze  sull’ubbidienza e Lui mi accarezzava, mi compativa e mi dava tanti baci. In questi baci  mi infondeva un alito di vita e, trovandomi in me stessa, sentivo come rinvigorita la mia  umanità. Dio solo può capire queste mie pene, perché sono pene che non so raccontare.  Spero almeno che il Signore voglia dar lume a chi dà questa razza d’ubbidienza. Il Signore mi perdoni, il dolore mi fa dire anche degli spropositi.» (Vol. 7°, 26.06.1906) 

Pablo Martín Sanguiao 

Vol. 1 – Insegnamenti di San Giovanni Vianney per i sacerdoti



8 giugno 1997 – (Guardo in alto per vedere di nuovo il Curato D’Ars…) “Perdona l’intrusione. Mi piace il tuo vestito, perché è modesto (avevo il timore che fosse troppo lungo). Egli continua: “Sono venuto a descrivere il Cardinale, l’Arcivescovo e il Vescovo perfetto. Quello che è completamente fedele all’attuale Santo Padre. Non sostiene l’eresia, ma la affronta. Non è politicamente motivato né si preoccupa della popolarità all’interno dei ranghi della Chiesa o del mondo. Egli è un pastore che si batte per la tradizione e la verità della Chiesa.Vengo a voi così che quelli che stanno ascoltando siano in grado di riconoscere il bene e discernere il male.”

Come raggiungere questo elusivo fiducioso abbandono attraverso l’amore



Vol. 1 – San Tommaso D’Aquino spiega il Santo Amore (Holy Love)


29 agosto, 2001 – “Sia lodato Gesù. Ti domandi su come raggiungere questo elusivo fiducioso abbandono attraverso l’amore. Prima di tutto, ama Gesù con tutto il tuo cuore. Allora accetterai qualsiasi cosa che Egli ti manda in ogni momento presente. Questo significa, mia cara, che cresci nell’amare la Volontà di Dio. Quando fai progetti, se Dio ti invia un piano diverso, lo accetti, sapendo che il Suo piano è il meglio per te. Lascia che ti mostri l’opposto dell’abbandono fiducioso attraverso l’amore. Questa è una persona che non può rinunciare ai suoi desideri. Si pone degli obiettivi e non vuole che Dio dica la sua. Codesta non può rinunciare al controllo ed essere indifferente riguardo all’esito di una situazione. Questo modo di pensare dice a Gesù e al Padre: ‘Amo la mia volontà, non la Tua’. Vedi la differenza? L’abbandono fiducioso attraverso l’amore assume una posizione umile – sempre nell’attesa e nello scrutare la Volontà di Dio”.


LA MISERICORDIA DIVINA NELLA MIA ANIMA



Diario di Santa Sr. Faustina Kowalska 

O Gesù mio, Ti supplico per la  bontà del Tuo dolcissimo Cuore, si calmi il Tuo sdegno e mostraci la Tua  Misericordia. Le Tue Piaghe siano il nostro scudo di fronte alla giustizia  del Padre Tuo. Ti ho riconosciuto, o Dio, come sorgente di Misericordia,  con cui si ravviva e si nutre ogni anima. Oh, quanto è grande la  Misericordia del Signore, al di sopra di tutti i suoi attributi! La  Misericordia è il più grande attributo di Dio; tutto ciò che m circonda mi  parla di questo. La Misericordia è la vita delle anime, la Sua compassione  è inesauribile, O Signore, guarda verso di noi, comportaTi con noi  secondo la Tua sconfinata pietà, secondo la Tua grande Misericordia. 

Aprite i vostri cuori, perché solamente così sarete capaci di separare la zizzania dal grano, la menzogna dalla verità.




Cari figli, verrà il giorno in cui gli uomini saranno confusi. La mancanza di amore e rispetto per il Sacro causerà grande confusione nella Casa di Dio. Aprite i vostri cuori, perché solamente così sarete capaci di separare la zizzania dal grano, la menzogna dalla verità. Cercate la Luce di Dio per non essere trascinati dal fango delle false dottrine. Credete nelle Divine Parole del Mio Gesù. Non permettete che il demonio vi inganni e vi allontani dalla verità. Io sono la vostra Madre e sarò sempre con voi. Qualunque cosa accada, rimanete con gli insegnamenti del vero Magistero della Chiesa del Mio Gesù. Accogliete i Miei Appelli, perché solamente così contribuirete al Trionfo Definitivo del Mio Cuore Immacolato. Avanti nella difesa della verità. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

IL VERO SENSO DELLE APPARIZIONI MARIANE – Perché la Vergine Maria viene in mezzo a noi?



Nel nostro tempo in cui la santità della Chiesa militante è oscurata sia dai peccati interni, sia dalle calunnie esterne, molti battezzati perdono la fede perché perdono di vista la principale ragione di credibilità della Chiesa, che è la santità. Non sorprende, perciò, che a questo deficit di credibilità della Chiesa militante supplisca la Chiesa trionfante, specialmente attraverso gli interventi apparizionistici della sua Immacolata Regina, in virtù della sua funzione di Madre e Mediatrice universale della grazia.

Le apparizioni mariane non solo confermano nella fede cattolica chi è già credente, ma vi possono anche condurre – quali strumenti della grazia divina – coloro che non credono più. Lo testimoniano le migliaia di conversioni, alcune delle quali anche “spettacolari”, che costantemente avvengono nei luoghi dove appare la Santa Vergine.

Chi, dunque, può impedire allo Spirito Santo, per mezzo della sua Immacolata Sposa, di infondere la Fede nel cuore di molti battezzati che l’hanno persa? Chi può impedire alla Sede della Sapienza di esortare i suoi figli all’obbedienza della Fede, conformando la propria vita a tutto ciò che la Chiesa propone come rivelato da Dio?

Le apparizioni mariane sono non solo la conferma dei dogmi mariani – come Lourdes è l’esplicita conferma del dogma dell’Immacolata – ma sono anche la loro più bella e attraente attualizzazione nella vita della Chiesa. Sono la via pulchritudinis per giungere alla pienezza di Cristo. I dogmi mariani, in atto o in potenza, a loro volta, rimandano tutti all’immacolata persona della Madre universale, nel cui mistero è contenuta e quasi riflessa tutta la Fede della Chiesa.

Le mariofanie (apparizioni mariane), come mi sembra, diventano oggi come una sorta di “lente d’ingrandimento” attraverso cui guardare il nostro tempo; aiutano ad orientarsi per i sentieri tortuosi della nostra difficile epoca storica e sono, allo stesso tempo, come “un portale” attraverso cui si accede alla maestosa cattedrale del complesso dei principali misteri e verità della nostra santa Fede.

Attraverso le sue manifestazioni ed i suoi messaggi, Maria Santissima ci prende per mano, ci ri-catechizza, ci conduce per la via della salvezza, ci svela il mistero delle Scritture e ci fa penetrare nei segreti del Cuore di Dio e del suo Immacolato Cuore.

È mia profonda convinzione che, con lo studio e la meditazione delle apparizioni mariane, sia possibile riscoprire tutta intera la fede cattolica attualizzata oggi da Colei che ne è l’Arca, la Custode e la perfetta Interprete.

Considerando questa prospettiva, coloro a cui sembra che questa devolta attenzione al mistero del manifestarsi di Maria Immacolata nel mondo rischi di far scadere in una visione della fede troppo ridotta e settoriale, scoprirà che in effetti non è così: le epifanie di Maria Santissima sono, infatti, una modalità particolare e avvincente attraverso cui riportare in auge gli splendori della fede rivelata, capire cosa dobbiamo fare per farci santi e salvarci l’anima, prendere coscienza del perché di ciò che accade e di come accade nel mondo e nella Chiesa, prepararci a ciò che il futuro ci attende senza eufemismi né falsi ottimismi, appoggiati alla sola Fede e Speranza teologali che ci assicurano che, presto, il Regno di Maria verrà sulla terra, dopo il predetto tempo della dolorosa purificazione. Eh si, perché in effetti non pare proprio che gli uomini intendano interrompere il percorso di distruzione che sta portando alla rovina di tutto quanto Dio ha creato con la sua potenza e redento con la sua sofferenza.

Quali scuse potremo mai accampare noi, visto che, per farci rinsavire, l’eterno Re ci ha mandato addirittura Sua Madre? Quanti, nelle fila del clero, han preso davvero sul serio – per esempio – il messaggio di Fatima, attuandolo di persona e divulgandolo fra i fedeli? Quanti si applicano con zelo alla preghiera e alla penitenza? Quanti si son fatti ripetitori di ciò che ordina il Cielo, piuttosto che di quel che pretende il mondo? Quanti riconoscono l’inevitabilità del castigo imminente e si rifugiano invece in sicurezze umane apparentemente inattaccabili, ma in realtà puramente illusorie?

In questo tempo di universale crisi toccante ogni settore della vita sociale ed ecclesiale, il diavolo trova oggi abbondantissimo materiale per tentarci contro la speranza; ma non dobbiamo certo prestarci al gioco, bensì rinnovare continui atti di fede che corroborino l’attesa, infiammino il desiderio e alimentino la carità. Un vivo amore di Dio e del prossimo, concretamene praticato nella preghiera e nell’intercessione, rafforza a sua volta la fede e la speranza: «Mio Dio, io credo, adoro, spero e Ti amo. Ti chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano». Quant’è attuale ed efficace la preghiera insegnata dall’angelo ai pastorelli di Fatima! La sua urgenza non si spiega adeguatamente se non al pensiero dell’ultimo giudizio, dell’eterna dannazione che rischiano increduli e peccatori, per scongiurare la quale la Vergine benedetta viene in nostro soccorso da molto tempo.

Dai messaggi di Nostra Signora apprendiamo il ruolo decisivo di tanti aspetti oggi trascurati della vita cristiana e che invece vanno riaffermati, rispolverati, riscoperti, rivissuti: l’Eucaristia, il Santo Rosario, la preghiera del cuore, i Sacramenti tra cui soprattutto la Confessione, la partecipazione frequente e attiva alla Santa Messa, il valore e la necessità della riparazione, il sacrificio e la penitenza per purificarsi ed espiare i propri ed altrui peccati…Tutto ciò e molto altro ci viene raccomandato della Vergine Benedetta.

Il compianto Mons.René Laurentin (†2017), massimo esperto di apparizioni mariane, individuava due filoni contenutistici fondamentali nei messaggi mariani moderni, potremmo definirli le due “macrocategorie” delle apparizioni mariane:

- Da una parte l'annuncio profetico del futuro, i suoi pericoli, le sue urgenze più attuali;

- dall’altra il ricordo del messaggio evangelico (2).

Un messaggio evangelico sempre più dimenticato, disatteso, disprezzato. Come a Cana, la Vergine Maria, con i suoi insistenti appelli, non fa altro che dire a tutti: “Fate quello che (cristo) vi dirà” (Gv 2, 5).

Poche ed essenziali le parole di Maria, che dicono tutto ciò che è necessario. Sono rivolte ai servi, e sono le uniche parole che la Santissima rivolge a semplici uomini in tutte le narrazioni evangeliche. Dettaglio non secondario, questo. Sono parole a taglio unico: di spinta e adesione a Cristo. Sono parole imperative, le uniche che i vangeli ci testimoniano. In sostanza Maria dice una cosa sola, quella veramente fondamentale: bisogna ascoltare e fare tutto ciò che dice suo Figlio Gesù.

Da notare che la Madre del Signore, nei Vangeli, parla soltanto 6 volte ma, dei verbi da Lei usati, soltanto uno è all'imperativo: “fate” (Gv 2, 5), per l'appunto. Il che significa che il suo comando è unico: Ella vuole, senza condizione, che facciamo la volontà di Dio nella nostra vita e ce ne viene perciò a riproporre e attualizzare le esigenze perché possiamo trovare Pace e Salvezza per le anime nostre.

Solo in Cristo Gesù, infatti, c’è tale Pace e Salvezza perché Egli è stato costituito “unico Mediatore tra Dio e gli uomini” (1 Tm 2, 5), solo Lui ha “parole di via eterna” (Gv 6, 68) perché esse sono in verità “spirito e vita” (Gv 6, 63).

Gli appelli e le apparizioni della Madre Celeste sono, allora, una opportuna e commovente declinazione di quell'imperativo, una sua estensione, puntualizzazione, precisazione, attualizzazione.

Facciamone tesoro!

Tempi di Maria

sabato 23 maggio 2020

Geremia



I Babilonesi conquistano Gerusalemme
(vedi 52, 4-16; 2 Re 25, 1-12)

Ecco come avvenne la conquista di Gerusalemme.

1Il re di Babilonia Nabucodonosor aveva schierato tutto il suo esercito per assediare la città. Era il decimo mese del nono anno del regno di Sedecia re di Giuda. 2Dopo un anno e mezzo, nell'anno undicesimo del regno di Sedecia, nel giorno nove del quarto mese, i Babilonesi aprirono una breccia nelle mura della città. 3Vi entrarono tutti gli ufficiali del re di Babilonia e stabilirono il comando vicino alla porta Centrale: erano Nergal-Sarezer, Samgar Nebo, Sarsechim capo dei funzionari, Nergal-Sarezer capo degli indovini e altri ufficiali del re di Babilonia. 4Appena il re Sedecia e i suoi ufficiali se ne accorsero, cercarono di fuggire dalla città durante la notte. Attraversarono il giardino del re e, passata la porta fra le due mura, si diressero verso la valle del Giordano. 5Ma i soldati babilonesi li inseguirono, e raggiunsero Sedecia nella pianura vicino a Gerico. Lo fecero prigioniero e poi lo condussero da Nabucodonosor re di Babilonia che allora si trovava nella regione di Camat, a Ribla. Qui, Nabucodonosor pronunziò la sentenza contro Sedecia 6e la fece eseguire sul posto: ordinò di uccidere i figli di Sedecia sotto gli occhi del padre e fece uccidere anche tutte le persone importanti di Giuda. 7Poi fece cavare gli occhi al re Sedecia e ordinò di legarlo con una doppia catena per condurlo a Babilonia. 8Intanto a Gerusalemme i Babilonesi avevano incendiato il palazzo reale e le case della gente, e avevano demolito le mura della città. 9Poi il comandante generale Nabuzaradan fece deportare a Babilonia la popolazione rimasta in città e tutti quelli che si erano arresi. 10Invece lasciò nel territorio di Giuda la gente più povera, quelli che non possedevano nulla, ed assegnò loro, in quell'occasione, vigne e campi.

I Babilonesi liberano Geremia

11Il re di Babilonia, Nabucodonosor, aveva dato al comandante generale Nabuzaradan le disposizioni seguenti nei confronti di Geremia: 12'Va' a cercarlo e abbi cura di lui. Bada che nessuno gli faccia del male, anzi concedigli tutto quel che vuole'. 13Così Nabuzaradan si mise d'accordo con Nabusazban capo dei funzionari, con Nergal-Sarezer capo degli indovini e con gli altri ufficiali del re di Babilonia: 14diede l'ordine di andare a liberare Geremia dall'atrio della prigione. Lo affidarono a Godolia, figlio di Achikam e nipote di Safan, perché lo accompagnasse a casa sano e salvo. Così Geremia tornò a vivere tra la sua gente.

Promessa di salvezza per Ebed-Melech

15Al tempo in cui Geremia si trovava ancora rinchiuso nell'atrio della prigione, il Signore l'aveva incaricato 16di riferire a Ebed-Melech, l'Etiope, queste parole: 'Ascolta il messaggio del Signore dell'universo, Dio d'Israele: Avevo annunziato la distruzione e non il benessere per questa città. Tra poco porterò a compimento le mie minacce e tu stesso potrai vederle attuate. 17Infatti io, il Signore, ti proteggerò e non ti lascerò cadere nelle mani degli uomini che ti fanno tanta paura. 18Sta' tranquillo, ti salverò da una morte violenta. Avrai salva la vita perché hai avuto fiducia in me. Te lo prometto io, il Signore'.

CRISTO, VITA DELL'ANIMA



IL DISEGNO DIVINO NELLA NOSTRA PREDESTINAZIONE ADOTTIVA IN GESÙ CRISTO

Riprendiamo ora l'esposizione particolareggiata, seguendo il testo dell'apostolo. Questa esposizione porterà   inevitabilmente con sé qualche ripetizione, ma io confido che la vostra carità le sopporterà in ragione dell'elevazione e dell'importanza di queste questioni così vitali. Noi non possiamo penetrare bene la grandezza di questi dogmi e la loro fecondità per le anime nostre che prolungandone un po' la contemplazione.  
   
In ogni scienza, come sapete, ci sono dei principi primi, dei punti fondamentali, che bisogna conoscere subito, perché su di essi riposano tutti gli sviluppi ulteriori e le ultime conclusioni. Questi primi elementi vogliono essere tanto più approfonditi e reclamano tanto più attenzione in quanto le loro conseguenze sono più importanti e più estese. Il nostro spirito, veramente, è così fatto che si disgusta facilmente dell’analisi e della meditazione delle nozioni fondamentali.  

Ogni iniziazione ad una scienza, come le matematiche, ad un'arte, come la musica, ad una dottrina, come quella della vita interiore, esige un'attenzione, alla quale il nostro spirito si sottrae volentieri. Nella sua impazienza naturale "esso vorrebbe correre subito agli svolgimenti per ammirarne l'ordine, alle applicazioni per coglierne e gustarne i frutti.  
   
Ma è da temere che, se non approfondisce i principi con cura, non manchi poi di solidità negli sviluppi che potrà trarne in seguito, per quanto questi sembrino brillanti.  

Le conclusioni saranno spesso instabili e le applicazioni avventate.  
   
Perciò io non esito a ritornare con voi su queste verità fondamentali, a rischio di fare delle ripetizioni. Non sentite voi stessi, d'altronde, che solamente restando nel cuore del dogma, potremo attingervi vita, gioia e fecondità per le anime nostre.  
   
Secondo il pensiero di S. Paolo, di cui, cominciando, vi ho citato le parole, questo disegno può riassumersi in tre grandi linee: - Dio vuol comunicarci la sua santità. «Dio ci ha scelti per essere santi ed irreprensibili»; - questa santità consiste in una vita di figli adottivi, vita di cui la grazia è il principio ed il carattere soprannaturale: «Dio ci ha predestinati ad essere suoi figli adottivi»; - infine, e soprattutto, questo mistero ineffabile non si effettua che «per opera di Gesù Cristo».  

Dio ci vuole santi. È la sua volontà eterna; perciò ci ha eletti. (1) «La volontà di Dio è la vostra santificazione», dice ancora S. Paolo (2).  
   
Dio desidera, con volontà infinita, che siamo santi. Lo vuole perché è santo egli stesso (3); perché ha posto in questa santificazione la gloria che aspetta da noi (4) e la gioia di cui desidera saziarci (5).  
   
Ma che cosa vuol dire «essere santo»? Noi siamo creature, la nostra santità non esiste che per mezzo di una partecipazione a quella di Dio; per comprenderla, noi dobbiamo dunque risalire fino a Dio. Egli solo è santo per essenza, o, piuttosto, è la stessa santità.  

La santità è la perfezione divina, che forma l'oggetto dell'eterna contemplazione degli angeli. Aprite il libro delle Scritture. Voi constaterete che, due volte soltanto, il cielo si è aperto davanti a due grandi profeti, l'uno dell'Antica Alleanza, l'altro della Nuova, Isaia e Giovanni. E che cosa hanno veduto? Che cosa hanno inteso? Tutti e due hanno veduto Dio ella sua gloria, tutti e due hanno veduto gli spiriti celesti circondare il suo trono, tutti e due li hanno sentiti cantare senza posa, non la bellezza di Dio, né la sua grandezza, ma la sua santità: Sanctus, Sanctus Sanctus, Dominus Deus exercituum, plena est omnis terra gloria eius (6). 

Beato Dom COLUMBA MARMION 

La battaglia continua



LA LINGUA LATINA

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Sono parole di autentici vaneggiamenti conciliari!.. Pio XII, sempre nella sua “Mediator Dei”, lo ebbe a dire:

«... Si deve osservare che sono fuori della verità e del cammino della retta ragione coloro i quali, tratti da false opinioni, attribuiscono a tutte queste circostanze tale valore da non dubitare di asserire che, omettendole, l’azione sacra non può raggiungere lo scopo prefissosi. 
Non pochi fedeli, difatti, sono incapaci di usare il “Messale Romano”, anche se è scritto in lingua volgare, né tutti sono idonei a comprendere rettamente, come conviene, i riti e le cerimonie liturgiche!
L’ingegno, il carattere e l’indole degli uomini sono così vari e dissimili che non tutti possono egualmente essere impressionati e guidati da preghiere, da canti, o da azioni sacre, compiute in comune. I bisogni, inoltre, e le disposizioni delle anime, non sono uguali in tutti, né restano sempre gli stessi nei singoli!

Chi dunque potrà dire, spinto da tale preconcetto, che tanti cristiani non possono partecipare al Sacrificio Eucaristico e goderne i benefici? Questi possono certamente farlo in altra maniera che ad alcuni riesce più facile, come, ad esempio, meditando piamente i misteri di Cristo, o compiendo esercizi di pietà, e facendo altre preghiere che, pur differenti nella forma dei sacri riti, ad essi, tuttavia, corrispondono per la loro natura!».

Quale grande sapienza “pastorale”, psicologica, penetrante le più intime fibre dell’animo umano in queste parole di Pio XII!
Purtroppo, invece, un altro frutto del Modernismo in atto è anche la “mutilazione della Messa”, il cui creatore fu il framassone mons. Annibale Bugnini che riuscì a strappare il consenso a Paolo VI. 
E così, adesso, abbiamo una Messa bugniniana-massonica col “Dio dell’Universo”, col “panis vitae”, col “potus spiritualis”... Nella “traduzione tedesca”, sempre nel testo latino, la parola “hostia” (= vittima, sacrificio cruento) è tradotta sempre come “dono” (Gabe), mentre la traduzione italiana, qualche volta, conserva la parola “sacrificio”.
Ancora: mentre nella traduzione italiana del nuovo mini Offertorio (detto anche “preparazione dei doni”!) conserva la preghiera “Orate, frates”, in cui, oltre al concetto di “sacrificio”, c’è anche una traccia di differenza tra sacerdote e popolo (“il mio e vostro sacrificio”!), nella traduzione tedesca, invece, si fa dire al sacerdote: “Preghiamo che Dio onnipotente accetti i “doni” della Chiesa come lode e per la salute del mondo intero”!.. e poi, più sotto, si legge: “ovvero un altro invito idoneo alla preghiera”; il che significa:
piena libertà per invenzioni fantastiche!

Ma anche lo stesso “Messale nuovo” è un grande scandalo! Bisognerebbe leggere, qui, il “Breve esame critico del Novus Ordo Missae” dei cardinali Bacci e Ottaviani, in collaborazione con grandi “esperti”, pubblicato nel 1969, che contiene un grave giudizio da parte dell’allora Prefetto del Sant’Uffizio!..
Cominciamo dalla definizione di Messa (paragrafo 7: “De structura missae”, nella “Istitutio generalis”, o preambolo del Messale:

«La “Coena dominica”, o Messa, è la sacra assemblea del popolo di Dio che si raduna sotto la presidenza del prete per celebrare la cerimonia del Signore. Per questa assemblea locale della Sancta Ecclesia vale in modo eminente la promessa di Cristo: “dovunque due o tre persone sono riunite nel mio nome, Io sono in mezzo a loro»!..

Ed ecco il commento del card. Ottaviani:

«la definizione di “Messa” è dunque limitata a quella di “cena”, il che è poi continuamente ripetuto. Tale cena è inoltre caratterizzata dall’assemblea, presieduta dal sacerdote, e dal compiersi il “memoriale del Signore”, ricordando quello che egli fece il giovedì santo. Tutto ciò non implica né la “presenza reale”, né la “realtà del sacrificio”, né la sacramentalità del sacerdote consacrante, né il valore intrinseco del sacrificio eucaristico, indipendentemente dalla presenza dell’assemblea; non implica, in una parola, nessuno dei valori dogmatici essenziali della Messa che ne costituiscono, pertanto, la vera definizione. Qui, -conclude il cardinale - l’omissione volontaria equivale al loro superamento, quindi, almeno in pratica, alla loro negazione!».

Ce n’è abbastanza per dire che quella definizione di “Messa” era “eretica”! E il Papa Paolo VI, leggendo quello scritto dei due cardinali, ne ebbe paura e fece cambiare quel “paragrafo 7”, correggendolo;4 ma lo si fece in parte, però, perché il “testo della Messa” è rimasto ancora tale e quale! Non fu cambiata una parola!
Con quella “furba” riparazione, gli “errori” di quel paragrafo sembrerebbero riparati. Invece, no! La “Messa” rimane “cena”, come prima; il “sacrificio” è solo un “memoriale”, come prima; la “presenza di Cristo” nelle due specie è qualitativamente uguale alla sua presenza nell’assemblea, nel prete e nella sacra Scrittura. I laici (e molto clero!) non hanno notato la sottile distinzione del “sacrificio dell’altare”, detto, adesso, “duraturo”; ma la “mens” dei compilatori è quella, spiegata da Rahner nel suo commento al “Sacrosanctum Concilium”, art. 47:

«L’art. 47 contiene - era già nel Concilium! -una descrizione teologica dell’Eucarestia. Due elementi sono specialmente degni di attenzione: si parla di lasciar “durare” il sacrificio di Cristo, mentre le espressioni “repraesentatio” (Concilio di Trento) “renovatio” (testi papali più recenti) sono state evitate di proposito. La celebrazione eucaristica è caratterizzata con una parola, presa dalla recente discussione protestante, e cioè: “memoriale della morte e della risurrezione di Gesù”».

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sac. dott. Luigi Villa