venerdì 13 marzo 2026

Soffri, ami, credi.

 


Il dono della profezia è un grande dono. Maria ha ricevuto questo dono nella pienezza della perfezione. È Lei la Madre dei profeti, la loro protettrice, la loro educatrice, il loro modello.

Il Verbo che viene da Dio ti viene annunciato, e quando incontra il tuo «fiat», si incarna in te, vive in te e cresce nutrendosi di te, e attirandoti nella sua forza.

Cammini con lui e in lui; egli matura in te nell’amore intimo che è nascosto nel tuo cuore. Lo ami e vivi di lui. Lo nutri di te e ti nutri di lui. Il tempo non conta più, perché sei stata toccata dall’eternità.

Poi arriva il dolore del parto – della consegna del Verbo al mondo. All’esterno, dove non c’è più il liquido amniotico del tuo amore delicato.

Ti chini su di lui quando arriva. Ti meravigli della sua bellezza, della sua santità. Ma lo hai partorito per consegnarlo agli uomini, per consegnarlo al mondo. E ti preoccupi, e questo ti fa male: cosa ne faranno di lui?

Ma, come Maria, sai che bisogna offrirlo, e lo fai consegnando il tuo cuore alla spada – un cuore scoperto e nudo davanti al filo tagliente del mondo.

E poi guardi, proprio come guardava Lei: a Nazareth, a Cana, sulla Via Crucis, sotto la croce… Guardi la passione del Verbo, mentre non puoi più proteggerlo con il tuo corpo.

Soffri, ami, credi.

Sai che, nel Verbo che Dio ha generato attraverso di te, si trova la potenza dell’Amore, la potenza della Verità, la potenza della Pace. Che Egli non morirà, ma vivrà eternamente nei cuori che Egli rinnoverà e che genererà per vivere d’Amore – per l’Amore.

Ap 1,3 «Beati il lettore e gli ascoltatori di queste parole profetiche se ne osservano il contenuto, perché il Tempo è vicino!»

7 settembre 1989

Alice Lenczewska


"Tuttavia, non la mia, ma la Tua volontà sia fatta".

 


19 giugno 1947, S. Gervasio e Protasio. 

Gesù sale il monte degli Ulivi; malgrado il suo accasciamento morale, la sua depressione fisica, Egli si impone questa salita alla fine di una giornata di fatiche e di emozioni. Lassù, sarà al di sopra della città, più lontano dai rumori del mondo che non gli perverranno più che attenuati, più isolato, più vicino al Padre Suo, più cuore a cuore con Lui. Conosce nei dettagli l'immensità e l'intensità dei dolori che l'aspettano quando cadrà nelle mani di quei torturatori che sono i servi e i satelliti dei gran-sacerdoti, quando sarà flagellato oltre ogni limite permesso, coronato di spine, torturato dalla soldatesca romana; quando sarà oppresso sotto il peso della croce, scorticato quando lo si spoglierà; quando infine subirà una tra le morti più dolorose, la crocifissione. Ne ha la vista totale e non successiva come solo la sua perfetta prescienza può avere. Quando, sotto la paura dei supplizi possibili, dei prigionieri coraggiosi si suicidano, quale non dovette essere il terrore di Gesù davanti alla chiara visione di quel che l'attendeva? Allora come si comprende la sua preghiera umana: "Padre, se è possibile, si allontani da me questo calice!". Ma aggiunge subito: "Tuttavia, non la mia, ma la Tua volontà sia fatta". 

Gesù sottomette la sua volontà a quella del Padre; annienta la sua volontà, la confonde con quella del Padre. Non si limita ad accettare e subire, ma collabora, desidera, vuole; tende tutte le sue energie, tutte le potenze del suo Essere verso questo scopo. "E che devo dire? Padre, salvami da quest'ora? ma è per quest'ora che sono venuto. Padre, venga il Tuo Regno; Padre, glorifica il Tuo Nome!". Ecco cos'è l'accettazione della volontà divina; essa non è negativa, non passiva, è totale e attiva. Questo amore di volontà, è il solo vero amore; questo amore di fusione, è la sola vera unione; questo dono totale, senza riserve, è la più grande prova d'affetto che si possa dare; questa sottomissione premurosa, è il vero amore filiale; questa unione delle volontà, è la vera unità dei cuori. Se può essere faticosa, tuttavia ci riserva, se indirizzata a Dio, un abisso di felicità ben superiore alle gioie di un'unione carnale, superiore anche alla soddisfazione profonda del dovere compiuto che può non essere che personale. Qui è la fusione degli esseri interi: è la gioia infinita, incommensurabile, dal di dentro, dall'intimo. 

Quella gioia che Gesù ha conosciuto pienamente dopo il Suo Sacrificio, e che ha conosciuto in una misura di cui non possiamo avere l'idea, che si degni di farcene partecipi, e per far ciò, che dia la sua forza alla nostra debolezza, la sua fiducia alla nostra speranza, l'ardore del Suo Cuore al nostro cuore. 

scritti Fernand Crombette 

COSA RAPPRESENTA LA COLONNA VERTEBRALE PER IL CORPO; Essi sono i fedeli a questo mondo.

 



Figlio amatissimo del mio Sacro Cuore.

Presta attenzione alle parole che metto nel tuo cuore e a ciò che vedi, esprimilo nei dettagli, affinché il mondo possa comprendere l'importanza di ciò che rivelerai.

Amato, la colonna vertebrale, ciò che sostiene il corpo e senza la quale non si potrebbe camminare, è ciò che i fedeli del "Resto Fedele" sono oggi, ciò che sostiene il mondo.

La colonna vertebrale è composta da trentatré vertebre (33). Queste piccole vertebre, unite tra loro, sostengono il peso di un corpo.

Sono minuscole rispetto alle altre ossa del corpo.

Tuttavia, insieme, sostengono un peso che nessun singolo osso, per quanto grande, può sopportare: sostengono un intero corpo.

Sì, amato, oggi parlo a TUTTA l'umanità, specialmente al "Resto Fedele".

Il mondo oggi sarebbe nel caos, su una scala inimmaginabile per l'umanità, se non fosse per questa colonna vertebrale che lo sostiene.

Figli del mio Sacro Cuore, "Resto Fedele", sapete bene come rimanere uniti affinché, attraverso la vostra opera collettiva, possiate preservare il mondo dalla catastrofe.

Le vostre preghiere, i vostri sacrifici, le vostre comunioni, le vostre riparazioni e i vostri rosari sono per il corpo ciò che la colonna vertebrale è per il corpo.

 Nessuna singola vertebra, separata dalla colonna vertebrale, potrebbe sostenere alcunché.

Eppure, l'opera delle 33 vertebre sostiene un'intera struttura che non potrebbe reggersi da sola.

Così come un peso maggiore aumenta lo sforzo di ogni vertebra, allo stesso modo aumenta la sofferenza di ciascuno di voi quando il peccato nel mondo cresce. Molte conclusioni e congetture vengono fatte quando ci si chiede perché ci sia tanta sofferenza interiore...

Ma, in verità, la risposta sta nel fatto che il peso del peccato, in tutta l'umanità, vi colpisce. Poiché siete umani e cercate di razionalizzare ciò che accade dentro di voi, vi dirò che non è altro che "l'eccesso di peso che vi fa sentire dolore".

Non sarà la Chiesa come istituzione a salvare il mondo, ma piuttosto quella che amministra i Sacramenti e che ogni membro del Residuo Fedele sa usare con consapevolezza e cuore magnanimo per la conversione del mondo intero.

Vi dirò anche che nessuna vertebra può funzionare da sola, e anche se sono unite, non potrebbero farlo senza i dischi intervertebrali cartilaginei.

Questi dischi conferiscono a ciascuna vertebra un certo grado di flessibilità, in modo che non si tocchino tra loro, prevenendo così dolori profondi e acuti che possono portare all'immobilità.

Questa intimità, miei cari, tra ogni vertebra, intimamente legata a ogni membro della colonna vertebrale, non è altro che Maria, mia Madre e vostra Madre.

Per questo motivo, è essenziale che viviate sempre, dal profondo del vostro cuore, la devozione alla Beata Vergine Maria e tutto ciò che essa comporta: devozione, amore, conversione, il Rosario, consacrazione e obbedienza a Lei.

Ora, voi, figli miei carissimi, che spesso vi sentite insignificanti, vulnerabili, sofferenti e così piccoli di fronte all'immensa macchina che è il mondo (che genera costantemente peccato e male), sappiate che il vostro contributo è preziosissimo ai miei occhi , perché nessun corpo può reggersi in piedi senza la colonna vertebrale.

Perciò vi invito, pur nella sofferenza, a perseverare nello spirito e nella verità, come avete sempre fatto.

Ora, che ci sia pace nei vostri cuori. Il vostro Gesù

vi ​​ama .


8 marzo 2026, ore 18:46.

Città di Salta, Argentina.

 

Gesù a Ofra - Secondo le visioni della Beata Anna Caterina Emmerick -

 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E 

DI SUA MADRE SANTISSIMA 

(Dalla Seconda Festa dei Tabernacoli 

fino alla Prima Conversione di Maria Maddalena) 


Gesù a Ofra


Un'ora a sud-ovest di Corea si trovava la città di Ofra, nascosta tra le montagne. Partendo da Corea, il viaggio inizialmente saliva e poi scendeva lungo il sentiero di montagna.

Un'ora e mezza verso ovest, per la maggior parte, e sul lato nord del deserto di Betoron verso ovest, si ergeva la fortezza montana di Alexandrium. Il monte Garizim giaceva a nord-ovest, a sud e a ovest della pianura che abbiamo appena menzionato e delle montagne della tribù di Beniamino. Maria spesso attraversava questa pianura. Molte capanne di pastori solitari erano sparse su di essa, e la città di Betel fu costruita ai suoi confini.

Tre strade reali attraversavano Ofra. Carovane da Hebron passavano costantemente da queste parti, quindi l'intero luogo era formato da locande pubbliche e case di commercio. La gente era un po' rozza e avida di guadagni. Una volta, l'anno precedente, avevano ricevuto la visita di alcuni discepoli di Gesù, e da allora erano migliorati un po'. Al momento dell'arrivo di Gesù, gli uomini del luogo erano occupati nella raccolta dell'uva nei vigneti che costeggiavano la strada su entrambi i lati, poiché una solenne festa stava per iniziare la sera. I tabernacoli erano deserti, tranne che per i bambini, i giovani e le fanciulle, che con bandiere andavano in processione attraverso di essi. I sacerdoti erano anche impegnati a rimuovere le liste di preghiera e altre cose sante dai tabernacoli alla sinagoga, dove posizionarono un rotolo di preghiera su ogni sedile. Vidi le donne nelle loro case. Erano vestite con tuniche festive e pregavano da rotoli di pergamena.

Gesù fu avvistato da alcuni uomini fuori dalla porta. Andarono da Lui e Lo condussero in città. Gli lavarono i piedi e prese un po' di pranzo in una locanda vicino alla sinagoga. Dopo aver visitato diverse case, guarì i malati e diede istruzioni. Quella sera, il rotolo della Legge fu portato intorno alla scuola, e tutti lessero un po' da esso. Questa cerimonia fu seguita da un grande intrattenimento che si svolse nella sala delle feste pubbliche. Vidi gli agnelli sulla tavola e anche le mele Esrog che erano state acquistate per la Festa dei Tabernacoli venivano mangiate. Queste mele erano preparate con alcuni ingredienti. Ognuna era tagliata in cinque parti, e queste erano legate di nuovo insieme da un filo rosso. Cinque persone mangiavano da una mela. Le prelibatezze erano state preparate dagli ufficiali del riposo, cioè dai pagani che sembravano essere in una sorta di schiavitù.

La mattina seguente, Gesù andò di casa in casa, esortando la gente ad allontanarsi dalla loro avidità e dall'amore per il guadagno, e impegnandoli a partecipare all'istruzione che sarebbe stata data nella sinagoga. Salutò tutti con una parola di congratulazioni per la chiusura della festa. La gente di Ofra era così usuraia e rozza che era tenuta nella stessa bassa stima dei pubblicani. Ma ora erano migliorati un po'. Quella sera, i rami dei tabernacoli, che erano stati formati, furono portati in processione dai ragazzi alla piazza di fronte alla sinagoga, lì ammucchiati in un mucchio e bruciati. Gli ebrei osservarono con interesse l'uscita delle fiamme, presagendo dai loro vari movimenti buona o cattiva fortuna. Gesù predicò poi nella sinagoga, dando ai suoi sudditi la felicità di Adamo, la sua caduta, la promessa, e alcuni passaggi di Giosuè. Parlò anche della troppa preoccupazione per le cose della vita, dei gigli che non filano, dei corvi che non seminano, ecc., e portò esempi nelle persone di Daniele e Giobbe. Essi, disse, erano uomini di pietà, assorti nelle occupazioni, ma ancora senza ansie mondane.

Gesù non fu intrattenuto gratuitamente a Ophra. I discepoli dovettero pagare tutte le spese nella locanda. Mentre lui e loro erano ancora lì, un uomo di Cipro venne a vederlo. Era andato a vedere Giovanni a Macheronte, a dieci ore da Ophra, ed erano stati condotti fin lì da un funzionario di Zorobabele, il centurione di Cafarnao. Era stato incaricato da un uomo illustre di Cipro di portare notizie affidabili su Gesù, anche su Giovanni, di cui aveva sentito parlare così tanto. Il messaggero non si fermò a lungo a Ophra. Partì non appena ebbe eseguito la sua missione, poiché una nave lo attendeva per riportarlo a casa. Era un pagano, ma di indole più gentile e umile. Un servo del centurione, su richiesta di quest'ultimo, lo condusse da Giovanni a Cafarnao, a Macheronte, e da lì a Gesù a Ophra. Gesù conversò con lui a lungo, e i discepoli misero per iscritto prima della sua partenza tutto ciò che desiderava sapere. Uno degli antenati del suo maestro era stato re di Cipro. Aveva accolto molti ebrei in fuga dalla persecuzione e li aveva persino intrattenuti alla sua tavola. Quest'opera di misericordia diede frutti in uno dei suoi discendenti, ottenendo per lui la grazia di credere in Gesù Cristo. In questa visione, ebbe una visione di Gesù che dopo l'ingresso pasquale si ritirava a Tiro e Sidone, e da lì navigava fino all'isola di Cipro per annunciare la sua dottrina.


IL MISTERO DEL TABERNACOLO


 

CONSACRAZIONE ALLA SACRA FAMIGLIA

 


(Approvata dal Papa Alessandro VII, 1675)

Gesù, Maria, Giuseppe, che avete composto la più casta, la più perfetta, la più Santa Famiglia che ci sia mai stata, per essere il modello di tutte le altre, io (nome) alla presenza della Santissima Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo e di tutti i Santi e Sante del Paradiso, oggi scelgo voi e i santi Angeli per miei protettori, patroni e avvocati e mi dono e consacro interamente a voi, facendo un fermo proposito e una forte risoluzione di non abbandonarvi mai né di permettere che sia detta o fatta alcuna cosa contro il vostro onore, per quanto è in mio potere. Vi supplico dunque di ricevermi per vostro servitore, o servo perpetuo; assistetemi in tutte le mie azioni e non abbandonatemi nell'ora della morte. Amen.


Ricordate che siete piccoli, e un bambino piccolo ha bisogno dell'aiuto di un adulto.

 


Puoi iniziare a vivere una vita di Amore Celeste


Un messaggio da Dio Padre a JV


Dio Padre dice:

L'unico bisogno di tutti i Miei figli dovrebbe essere solo uno: Io, il vostro Dio. Non c'è nulla di più sublime sulla Terra che pensare e agire nell'interesse del vostro Padre.

I miei interessi sono: la salvezza, l'Amore e provvedere a voi. Non avete capito che quando agite nel mio miglior interesse, agite nel vostro miglior interesse?

Io, vostro Padre, ho bisogno solo dell'amore che i vostri cuori possono dare. Tutto in Cielo è Amore: si parla solo di Amore; si vive dell'amore più puro e santo, perché tutti vivono pienamente in Me.

Voi, figli miei, che vivete ancora sulla Terra, potete iniziare a vivere in questo Amore Celeste quando mi cedete il vostro libero arbitrio senza riserve. Tutto ciò che è vostro appartiene a Me, ma Io rispetto il vostro libero arbitrio e la vostra risposta alla Mia Grazia. Io posso aspettare, ma pensate: avrete, tutti voi, abbastanza tempo per la vostra salvezza?

Se non potete aiutare voi stessi, come potete pensare di aiutare i vostri fratelli a raggiungere la loro salvezza?

Pensate, figli miei, perché il tempo è breve e il male intrappola molti dei Miei, e voi cosa state facendo per impedirlo? Siete piccoli; avete bisogno di una guida superiore alla vostra natura povera. Avvicinatevi a Me, chiedete aiuto alla vostra Madre Celeste, chiedete l'aiuto Divino. Ricordate che siete piccoli, e un bambino piccolo ha bisogno dell'aiuto di un adulto.

Venite a Me con spirito contrito, e Io, vostro Padre, aprirò le mie braccia per attirarvi al Mio Cuore, da dove non vi lascerò mai andare via.

Datemi tutto il vostro amore, tutto il vostro libero arbitrio, e Io vi darò il Mio, vi arricchirò con il Mio Amore, che è il tesoro supremo del Mio Cuore.

Tornate a Me, creature del Mio Cuore. Vi amo tanto, figli Miei, vi amo tanto.

21 maggio 1998

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


L'intervento del Cortesi sui medici per  influenzare in senso negativo il loro giudizio  su Adelaide 

Dalla lunga descrizione del 31 maggio 1944, ultimo giorno delle apparizioni, cito quanto segue: 
" Per le 16 attendevo i medici. Era nostro progetto che  tutte le specialità mediche a consulto, esaminassero minutamente la fanciulla prima della visione. Non è colpa nostra se il  progetto non fu eseguito che in minima parte. 
Arriva Zonca... a vari intervalli arrivano i dottori Zilocchi,  Castoldi, Paganoni, Sala, Reggiani e infine la dott. Merli e il dott.  Mazzoleni. Discutiamo. Penso che elementi nuovi e interessanti  non emergeranno dall'esame organico e neurologico della piccina,  patentemente sana, ma, semmai, dallo studio paziente della sua  complessa e delicata psicologia. All'uopo comunico all'esimio  alienista Zilocchi alcuni dati che meritano attenzione: la piccola  assistette con passione alla rappresentazione scenica dei fatti di  Fatima: desiderava veder la Madonna e la pregava, anche di  notte, che le comparisse: bramava presentarsi sul palcoscenico:  l'inizio delle visioni fu segnato da una crisi; noto gli altri dati preoccupanti che offrono l'anamnesi ambientale, familiare e  individuale della bimba, la storia e il contenuto delle sue visioni,  l'ambiente in cui si svolgono... Tutti elementi che, vedevo bene,  in mano a uno psichiatra non possono che incanalare la ricerca  verso una soluzione negativa. Il buon dottore apprezzò la mia  onestà scientifica. Per la stessa onestà avrei dovuto esporre anche  gli aspetti positivi della questione, capaci di bilanciare e di sanare  quegli elementi negativi, il che allora non feci. Ond'è che mi  crogiolai in un acuto rimorso; peraltro, ero convinto che la  soluzione del problema delle Ghiaie non si poteva attendere  dall'esame della piccola, ma solo dall'accertamento delle  guarigioni cosiddette miracolose, sulle quali, dunque doveva  cadere il precipuo interesse della scienza... 

Scrive Zilocchi: "Ebbi occasione di vedere assieme a vari  colleghi, la Adelaide in un istituto di suore di Bergamo, ove ho  proceduto a sommario esame somatico e neurologico... Somaticamente mi parve immune da anormalità. Così anche l'esame  neurologico fu negativo. La Roncalli sembrava seccata dagli  esami e parve incline al pianto. Né si prestava ad un  interrogatorio... Non ho potuto approfondire lo studio  psicologico; studio, si comprende, che non poteva essere che ben  ponderato e guardingo e solo svolto dopo prolungata  osservazione in ambiente adatto, lontano da azioni  eterosuggestive..." Zilocchi tenta, con alcune domande, di  penetrare nella psicologia di Adelaide. Ma la bimba, ancora  agitata dal pianto e dai singulti, non risponde. M'impegno a farla  cantare. Con qualche astuzia, la libero dalle crisi di pianto e le  faccio narrare — un'altra volta! E chissà per quante volte ancora! 
— le circostanze della prima apparizione. Zilocchi, lasciandoci,  mi consiglia di indagare a fondo quelle circostanze. 
Nessun altro medico può visitare la bambina, poiché il  tempo destinato al consulto è scaduto... tra i dottori che assistevano la bambina, notai: Zonca e Borroni, a destra; Loglio, indietro, a sinistra; davanti a sinistra, il prof. Ferdinando Cazzamalli di  Como, libero docente di clinica neuropsichiatrica nella R.  Università di Roma, presidente dell'Ist. di Metapsichica Ital., il  quale offrirà generosamente alla questione delle Ghiaie la sua  profonda competenza, studiando la piccina ed esaminando  numerosi casi di "miracolati"; Ippolito Pipia e Adolfo Mazzoleni  di Bergamo; Vittore Negri, Giuseppe Mastrangelo e il Prof.  Rosario Ruggeri, dell'Ospedale psichiatrico di Mombello; fuori  del recinto rimasero Zilocchi e Carlo Sala... Quella sera, in qualità di... come dire? delegato vescovile, era con noi anche il  Can. Sac. Giovanni Magoni, professore di diritto canonico nel  seminario di Bergamo e cancelliere della Ven. Curia..." (v. Storia  dei fatti di Ghiaie, pp. 168-173). 
Quale sia stata l'onestà scientifica del Cortesi, in quella occasione e non solo, lo dice lui stesso nelle pagine citate. 
Egli agì sul dott. Zilocchi prima che questi compisse l'esame somatico e neurologico su Adelaide, trovata dallo stesso  dottore normale sotto ogni aspetto. Così intervenne in vario  modo, a riguardo dell'esame compiuto da padre Gemelli e dalla  sua assistente prof. Agata Sidlauskaitè. I due, il 30 giugno 1944,  vanno a Gandino (Bergamo), nel convento delle Suore Orsoline,  per compiere il loro esame su Adelaide. Là trovano don Cortesi,  il quale ci informa che padre Gemelli partì soddisfatto. 
Il Cortesi scrive: "A mons. Bernareggi, incrociato nel  ritorno a livello di Nembro, comunicò le sue impressioni:  Adelaide è soggetto assolutamente normale, con una forte  personalità, buona sociabilità e con un grado mentale superiore di  due anni alla sua età cronologica (v. Il problema delle apparizioni  di Ghiaie, p. 99). 

Partito padre Gemelli, la prof. A. Sidlauskaitè resta a Gandino fino al 4 luglio, ospite nello stesso convento, dove si trovava Adelaide, così la può tenere sotto osservazione durante il  giorno ed anche nella notte. Padre Gemelli, 1'11 luglio 1944,  invia a mons. Bernareggi la sua relazione. In essa, verso la fine, segue "un appunto critico,  dove si deplora l'insufficienza delle osservazioni raccolte dai  medici che assistettero Adelaide durante le presunte visioni, e la  grave decadenza della psicologia e della psichiatria in Italia...",  così scrive Cortesi, nella nota a pagina 109 del libro citato, il  quale aggiunge: "Soltanto di questo studio era stato incaricato P.  Gemelli; al quale perciò avevo comunicato, a puro titolo di  saggio, solo due relazioni di medici sullo stato estatico di  Adelaide". È questo, se non l'unico, uno dei motivi per cui  l'illustre scienziato lamenta l'insufficienza delle osservazioni  raccolte dai medici presenti alle apparizioni? Il Cortesi doveva  dare a padre Gemelli tutto il materiale già raccolto sulla personalità di Adelaide, essendo egli l'unico incaricato dal vescovo di  Bergamo di esaminare la bambina. 
Il Cortesi, venuto a conoscenza della relazione di padre  Gemelli, ne fa la critica e si angustia, fino a soffrirne fisicamente.  Comunica subito le sue riserve e le sue apprensioni al vescovo e  alla commissione medica di Bergamo. 
Con due lunghe lettere e in due colloqui espone dubbi,  chiede chiarificazioni ed aiuto allo stesso padre Gemelli, a vari  specialisti e in particolare al prof. Ferdinando Cazzamalli di  Como. Ma la sua azione non si ferma qui. 
Egli scrive: "Convinto che soltanto una lunga convivenza  colla piccina, ben più lunga di 4 giorni avrebbe permesso di sbendare appieno la sua complicata psicologia, arrogandomi un'autorità che non avevo, invitai a Bergamo la dott. Sidlauskaitè.  Questa gentilmente accettò e soggiornò presso la fanciulla per  molto tempo, a più riprese, in luglio, in agosto, in settembre. Non  le nascosi la mia inquietudine (alla quale l'ottima collega, mi  ricordo bene, rispondeva sempre così: "Vuoi forse ch'io dica che  Adelaide è un'anormale, quando è più normale di...?")". 
Dalla lunga critica fatta dal Cortesi allo studio di padre  Gemelli, cito il nucleo della teoria dell'inganno. Egli scrive:  "Adelaide era capace di "farla a tutti": lo confessava ella stessa con giocosità tracotante. Che l'avesse fatta anche allo specialista?  Questi, pensavo, è gravemente fuori centro quando dichiara che  tutta la personalità (di Adelaide) si presenta allo psichiatra come  dominata dalla spontaneità, dalla semplicità, dalla immediatezza.  Sì, la piccina ha tanta intelligenza e tanta furbizia da simulare  spesso la spontaneità, ma in verità la seconda faccia della sua  anima è terribilmente complessa e anfrattuosa, un nodo di vipere,  custodito da sette draghi. 
Chi potrà sollevare alquanto il coperchio di quello scrigno,  dove stanno isolati e nascosti i ricordi delle visioni, riceverà l'impressione che Adelaide voglia celare un episodio doloroso e vergognoso della sua vita; sospetterà che le apparizioni siano state  un'infelice menzogna e che le oscillazioni, i fastidi, gli imbarazzi,  palesati dalla fanciulla, quando è costretta a chiacchierare della  sua Madonna, siano provocati dallo sforzo estenuante che la bambina deve fare per nascondere il suo fallo all'insidioso indagatore,  dal disagio, dal disappunto e dal dispiacere che la bambina deve  provare ricordando e ripetendo la grave finzione. Tale sospetto  gettava una luce sinistra su tutta la psicologia di Adelaide e  velava ai miei occhi quella normalità psichica che il comportamento ordinario della bimba chiaramente manifesta. 
Invece il ricercatore (padre Gemelli n.d.r.) s'era astenuto,  del resto per buone ragioni e con fine saggezza, dall'esaminare i  sentimenti di Adelaide, circa le apparizioni di maggio, perciò  disgraziatamente, non aveva potuto penetrare e dissotterrare  quell'angolo misterioso della sua anima. A dir vero, l'aveva  avvertito, ma ne aveva data un'interpretazione esattamente contraria alla mia, ricavandone un nuovo argomento, non per insinuare, ma per espungere e bocciare l'ipotesi della menzogna" (v.  Il problema delle apparizioni di Ghiaie, o.c. pp. 115-116).

Severino Bortolan

giovedì 12 marzo 2026

La Comunità di Gesù Cristo

 


La Chiesa di Cristo


E' nella Mia Volontà che la Mia piccola comunità stia solidamente insieme, affinché uno sia sostegno all’altro, spiritualmente e terrenamente. Tutti si devono schierare intorno alla Mia Fonte di Vita e quivi ristorarvi, devono attingervi Forza, di cui hanno molto più bisogno, più si avvicina la fine. E che la fine arriva, lo saprà e crederà ognuno che si lascia compenetrare dalla Mia Acqua della Vita, perché ora vede più in profondità, perciò egli sa anche, perché si va verso la fine. E voglio, che questo sapere venga sottoposto a molti uomini, voglio che a tutti venga offerto la bevanda della Vita, a tutti coloro che incrociano la vostra via. E poi ogni uomo è libero, se vuole rimanere con voi, oppure se si distoglie di nuovo dalla Fonte, che il Mio Amore ha aperta per tutti voi. Distribuite a tutti l’Acqua della Vita, che scaturisce dalla Mia Fonte. Diffondete su tutti la Mia Parola, che vi viene guidata dall’Alto, e contribuite affinché si ingrandisca la cerchia di coloro a cui possa apportare la Forza attraverso la Mia Parola, perché so quanto hanno tutti bisogno di questa Forza, nel tempo che viene. Tutto quello che può essere fatto per portare fuori nel mondo il Mio Vangelo, lo dovete anche fare; e voglio benedire per questo ognuno, perché soltanto so che possono sempre ancora essere salvate delle anime che sono ammalate, ma le quali, se si rifugiano alla Fonte guaritrice, guariscono anche attraverso la deliziosa Acqua della Vita. Voi tutti che ricevete la Mia Parola, direttamente oppure attraverso i Miei servi sulla Terra, voi tutti appartenete al Mio piccolo gregge, che viene protetta da Me, loro Pastore. Voi tutti appartenete alla Mia Chiesa, che ho fondato, quando camminavo sulla Terra. Voi tutti siete Miei discepoli nella fine del tempo, che mando fuori con l’incarico, di annunciare agli uomini il Mio Vangelo. Sappiate che Io Sono con ognuno che Mi si offre per il servizio di voi che vuole prestare il suo lavoro per Me ed il Mio Regno, e sappiate che vi guido da coloro che dovete ristorare con cibo e bevanda; sappiate che ognuno può prestare del lavoro nella Vigna, . Ma credete anche che ho anche bisogno di ognuno di voi, perché deve essere fatto ancora molto lavoro fino alla fine, e perché questo lavoro può esser fatto solamente da uomini che sono pronti ad eseguire la Mia Volontà, che quindi prendono delle Istruzioni direttamente da Me Stesso. Credetelo, che so molto bene, che cosa serve alle anime erranti, affinché diventi chiaro in loro, e che vi do sempre i mezzi in mano, per questo che hanno un buon effetto su di loro. Credetelo, che dico anche sempre le giuste Parole attraverso voi per loro, quindi che a tutti voi viene guidata la Mia Parola, in modo che possa parlare direttamente ad ogni uomo, e le Mie Parole in Verità non possono mancare il loro effetto, dove soltanto vi è la buona volontà, dove vedo ancora una possibilità, che l’uomo possa essere salvato. Agite insieme con Forza unita, e siate certi, che anch’Io Sono in mezzo a voi, che Io Stesso invito gli uomini di venire alla Fonte dell’Amore, per lasciarsi quivi ristorare e saziare. Siate certi, che benedico ogni servizio per Me ed il Mio Regno, spiritualmente e terrenamente, e perciò lavorare ancora ferventemente nella Mia Vigna, perché ora è venuto il tempo del raccolto, in cui IO ho bisogno di molti tagliatori, che sono diligentemente attivi, perché non rimane più molto tempo fino alla fine.

Amen

2. luglio 1955

La comunione celeste, ossia l'unione deliziosa dei corpi gloriosi al corpo glorificato di nostro Signore Gesù Cristo.

 


Secondo le rivelazioni del Cielo e dei Santi 


IL CIELO. 


« Che dire di quella gioia ineffabile dei corpi glorificati nell'umanità glorificata dell'Unigenito mio Figliuolo, che vi dà la certezza della vostra risurrezione! Ivi esulteranno nelle sue piaghe, le quali sono rimaste fresche, e conservate le cicatrici nel corpo suo, le quali gridano continuamente misericordia: per voi a me sommo ed eterno Padre, e tutti saranno conformi con lui in gaudio e giocondità. Sì, per i vostri occhi, per le vostre mani, per il vostro corpo tutto quanto voi sarete uniti agli occhi, alle mani, al corpo del dolce Verbo mio Figliuolo. Essendo in me, voi sarete in lui, perchè egli è una medesima cosa con me » (Dialogo, c. XLI). 


Guai ai genitori che danno un cattivo esempio ai loro figli! Terribile sarà il loro giudizio.

 


Nostra Signora d'America 


"Figlia mia, non sono amato nelle case degli uomini. E poiché non sono amato, la Divina Trinità rifiuta di dimorarvi.

"Ai bambini non viene insegnato ad amarmi, perché coloro che hanno la responsabilità di occuparsi di loro non hanno né il tempo né la pazienza per farlo.

Il mio Cuore soffre per i miei figli nel mondo. I loro cuori si allontanano sempre più da me. Non ascoltano nemmeno mia Madre, perché non è mai stato loro insegnato ad ascoltare.

Sono un mendicante d'amore, ma quanti pochi mi danno i mezzi per soddisfare la mia fame divina. Ho fame dell'amore dei miei figli, e ricevo solo le briciole che nessun altro accetterebbe.

"Mio Padre è adirato. Se i miei figli non ascolteranno il mio Cuore, che è una voce di misericordia e di insegnamento, la punizione arriverà rapidamente e nessuno potrà fermarla. Le suppliche del mio Cuore hanno trattenuto la giustizia divina che stava per abbattersi su una generazione ingrata e peccatrice.

"Guai ai genitori che danno un cattivo esempio ai loro figli! Terribile sarà il loro giudizio. Chiederò un resoconto rigoroso di ogni anima affidata alle loro cure.

"Guai ai genitori che insegnano ai propri figli come ottenere beni materiali in questo mondo e trascurano di prepararli per il prossimo!

“Guai ai figli che disobbediscono e mostrano mancanza di rispetto verso i propri genitori! ”Onora tuo padre e tua madre“. Su questo saranno giudicati con severità”. 

11 luglio 1954

Non vi sarà tregua… Io sono Colui che vi può dare Pace con la Mia arma santa: la Croce. Non precipitate il Giudizio di Dio col passare la misura del peccare.

 


Dice Gesù: 

«Lascia cadere tutto e trattieni solo Dio, la Luce, la Grazia, l’Amore di  Dio. Nulla di ciò che è della terra ti turbi. Sei figlia di Dio. Ti ho dato di vedere questa sublime condizione per rivestirti di forza e serenità. Le cure dell’Altissimo, come due braccia amorose, sono protese su te. Verrà il momento in cui si uniranno per portarti oltre queste terrestri brutture, portarti nella Luce che ora con amore ti guarda. 

Pensalo sempre: “Su me c’è il Padre di Gesù che è anche il Padre mio. L’Amore che ha unito il Padre al Figlio mi unisce al Padre, ed è l’amore del Figlio che mi ha dato l’amore del Padre. In me ho dunque Dio Uno e Trino poiché ho il loro amore”. Ti sentirai alzare come da aquila in volo da questo pensiero e penetrerai nel Fuoco che ti vuole accendere tutta per farti degna di Esso. 

Ed ora avanti, mia piccola voce. Il tempo è breve e molta è la Parola. E ancora maggiore è l’ignoranza della Parola. Diamo a questi disgraziati tutto quanto si può, acciò non ci facciano accusa della loro rovina. 

Il mondo perirà ugualmente perché vuole perire. Ma la Giustizia e i giusti del Signore potranno dire: “Tutto vi è stato dato per salvarvi, anche più di quanto era dovere, poiché l’Amore è un prodigo mai sazio di donare”. 

Non ti accasci la convinzione che è inutile la fatica che compi perché le parole sante cadono su anime tetragone e chiuse come forzieri di acciaio. Per quel Volto tre volte santo che la Bontà t’ha mostrato79 e che per te è un riso d’amore, per quel Volto che gli uomini hanno forzato a ritirarsi sotto il montare di una valanga di delitti che dopo avere devastata la Terra si avventano contro i Cieli, continua ad essere mano che serve la Parola. Hanno nascosto il Volto di Dio. Lo negano. Non credono in Lui. Vi hanno sostituito ciò che è loro rovina. Sono in balìa delle forze occulte ribelli al segno di Dio e quelle servono, quelle credono, quelle ubbidiscono. Voci e voci escono da fonti bugiarde e non ve ne è una che dica il vero o un riflesso di vero. Sono risa di demoni che irridono l’uomo e che si mutano in parole di menzogna per portarlo sempre più fuori via, quelle che ascoltano. 

Vogliono conoscere il futuro per regolarsi. Il futuro è qui: nella mia Parola. Per evitare questo presente che è peggio di un incubo e di una condanna bisognava studiare questa Parola, saperla leggere e regolarsi sui suoi insegnamenti morali, storici soprannaturali. Per rendere meno atroce il futuro ancora occorrerebbe studiare questa Parola che insegna il Bene e la Verità. 

Ripeto80: lasciate i morti là dove sono. Se sono beati non possono dirvi che ciò che già la Parola vi dice, perché i santi del Signore parlano la stessa lingua del Signore. Se sono dannati non possono che dirvi le parole del loro padre, maestro e re di menzogna. 

E potete credere che il Menzognero abbia un atomo di pietà e vi conceda una luce che sia luce di salvezza? Ma no, che anzi, perseguendo il suo scopo, vi crea miraggi entro i quali è il baratro d’abisso. 

E nell’abisso state precipitando non avendo più a vostra guida la luce del mattino: Dio vostro Padre santo. Orbi guidati da ciechi, i vostri spiriti traviati vagano di errore in errore, di rovina in rovina. Cozzate e vi date dolori sempre nuovi l’un coll’altro e provocate nuove ferite e nuove sciagure, vi odiate per il male che vi fate e prendete a piene mani quest’odio che vi lievita in cuore e lo lanciate contro Dio rendendolo responsabile del male vostro. E l’odio, non potendo raggiungere il Cielo, ricade su voi in fuoco e fiamme, in fame, in morti, in desolazioni, in disperazioni, in oscurità. Né vi sarà tregua sinché conoscerete a vostre spese che la violenza non serve, che il sangue imbarazza e non nutre, che l’odio non crea, ma distrugge. Né vi sarà tregua finché i vostri cuori non si volgeranno a Dio. 

Io sono Colui che vi può dare pace, e non coll’uso delle vostre armi omicide ma della mia arma santa: la Croce, ma spezzando col mio amore le vostre armi omicide. 

Non precipitate il Giudizio di Dio col vostro passare la misura nel peccare. Non fate che troppo breve sia la sosta fra il tempo dell’Anticristo e il tempo di Cristo, perché, se è vero che gli ultimi giorni saranno abbreviati per amore degli eletti, è anche vero che vi è necessario avere una sosta di pace per ritemprarvi alla ultima satanica lotta. 

Io farò ribaltare la pietra sull’antro di Lucifero dopo la sconfitta della Bestia e dei suoi servi; ma voi, col vostro acclamare il Male, non date forza al Demonio di scuotere quel serrame. Non fate, dei vostri spiriti devoti alla carne e a Satana, leve per aprire la prigione infernale e farne uscire il Maledetto per l’ultima preda prima che i cuori degli uomini si siano ribattezzati nella Parola del Signore». 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


Ancora una volta vi invito a pregare di più per la pace. Se tutti voi che appartenete al Nome di Cristo foste vere luci, ci sarebbe più luce tra la gente e anche tra i potenti.

 


Kurescek, 

Cari amanti del mio Cuore e del Cuore di mio Figlio! Ancora una volta vi invito a pregare di più per la pace. Se tutti voi che appartenete al Nome di Cristo foste vere luci, ci sarebbe più luce tra la gente e anche tra i potenti. Abbandonatevi attraverso mio Figlio come possesso completo del Padre, affinché Egli possa trasformarvi e risplendere attraverso di voi con la luce della salvezza.

Pregate, pregate per i potenti che minacciano con le armi dell'odio la vita di coloro il cui Padrone è DIO. Distruggono e uccidono perché sono nelle tenebre. Pregate affinché abbiano la vera saggezza, affinché la loro coscienza si risvegli e DIO possa guidare le loro decisioni.

Unitevi nelle famiglie del mio Cuore e del Cuore di mio Figlio. Il Padre ha posto nel Cuore del Figlio il tesoro infinito e inesauribile della grazia. Venite a me, il mio Cuore batterà davanti al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

Sacerdoti, miei amati figli, siate luci per i vostri fedeli. Pregate molto e incoraggiate le persone a pregare. Ci sono molti fedeli che vorrebbero pregare insieme ma che non hanno un direttore spirituale perché alcuni sacerdoti non ascoltano i loro bisogni. I gruppi senza guida corrono il pericolo di smarrirsi. Non temete il lavoro in più; la preghiera non deve essere un peso perché porta benedizioni e gioia.

Pregate, pregate molto per la pace, per gli avversari e per tutti coloro che hanno potere. Guidate il popolo alla vita e lavorate per la pace. Il mio Cuore vi aiuterà!

Benedico tutti voi che gioite nel visitarmi e tutti coloro che portate nei vostri Cuori, specialmente i sacerdoti.

3 agosto 1991.

L’onnipotenza di Dio governa non solo le anime ma l’intero universo.

 


Ma come queste anime che hanno la volontà di nuocere e la facoltà di pensare sono ordinate sotto le leggi divine affinché nessuno soffra alcunché di ingiusto, così tutte le cose sia animate sia corporee sono, nel loro genere ed ordine, sottomesse alle leggi della divina Provvidenza e amministrate da esse. Perciò dice il Signore: Forse che due passeri non si vendono per un denaro ed uno di essi non cade in terra senza la volontà del Padre vostro? 28 Questo infatti disse volendo dimostrare che qualunque cosa che gli uomini stimano di pochissimo conto è governata dall’onnipotenza di Dio. Gli uccelli del cielo sono nutriti da Lui e i gigli del campo sono vestiti da Lui 29, così parla la Verità, e aggiunge che anche i nostri capelli sono contati 30. Ma poiché Dio cura da se stesso le anime razionali che sono pure, sia negli ottimi e grandi angeli, sia negli uomini che servono a Lui con tutta la volontà, governa poi le altre cose mediante questi stessi e poté anche in modo verissimo affermarsi dall’Apostolo quel detto: Non spetta a Dio prendersi cura dei buoi 31. Nelle sante Scritture Dio insegna agli uomini come debbono agire con gli altri uomini ed essi stessi servire Dio. Essi sanno già come agire con le loro bestie, cioè come governare la salute del loro bestiame con la pratica e la perizia e la ragione naturale: tutte cose queste che essi ricevettero dai grandi doni del loro Creatore. Chi dunque può capire come Dio creatore della natura universale la governa per mezzo delle anime sante che sono sue ministre in cielo e in terra; perché anche le stesse anime sante furono da Lui fatte e nella sua creazione tengono il primato: chi dunque può capire capisca ed entri nella gioia del suo Signore 32 .

Sant'Agostino


ATTO DI CONSACRAZIONE A GESÙ, MARIA E GIUSEPPE

 



Gesù, Maria e Giuseppe, amori miei dolcissimi, io, piccolo figlio vostro, mi consacro totalmente e per sempre a voi: a te, o Gesù, come mio adorato e unico Signore, a te, o Maria, come Madre mia Immacolata e piena di grazia, a te, o Giuseppe, come padre e custode della mia anima. Vi dono la mia volontà, la mia libertà e tutto me stesso. Voi vi siete donati tutti a me, io mi dono tutto a voi. Io non voglio più essere mio, voglio essere vostro e solo vostro.

Voglio che la mia vita sia tutta vostra, con il mio corpo e la mia anima. A voi consacro tutti i miei pensieri, i miei desideri, i miei affetti e vi offro il valore delle mie buone opere presenti e future.

Accettate la consacrazione che vi faccio: fate voi in me, disponete di me e di tutte le mie cose, come vi piace. Gesù, Maria e Giuseppe, datemi i vostri cuori, prendete il mio. Unitemi con voi alla Santissima Trinità. Aiutatemi ad amare sempre più la Chiesa. lo vi amo, vi amo. Così sia.


IL TEMPO CHE STATE VIVENDO ATTUALMENTE È IL TEMPO PREDETTO DA Ciascuno DEI MIEI PROFETI!

 


(Messaggio di NSJC a Robert Brasseur sabato 7 marzo 2026 alle 4:05)


«Caro figlio, Io Sono la Luce del mondo! E che questa Luce risplenda nel cuore di tutti i Miei figli!

Questo Fuoco, sì, questo Fuoco che invaderà l'Universo e riempirà il cuore di tutti i Miei figli, si diffonderà come una miccia.


Ognuno riceverà nel proprio cuore questa Luce, e così percepirà la propria fragilità e la gravità dei propri peccati. Molti non riusciranno a superare questo periodo estremo; ma senza questo intervento, un numero incalcolabile dei Miei figli convergerebbe verso le porte dell'Inferno.


Nulla può prevedere tutte le conseguenze e tutti i vincoli che il peccato comporta per l'uomo. Tuttavia, se questi si prendesse il tempo di comprendere tutta l'importanza della preghiera e soprattutto del Sacramento del Perdono, molte malattie potrebbero essere evitate.

Le conseguenze del peccato sono disastrose: portano alla distruzione del corpo e dell'anima.

Oggi chiedo a ciascuno dei Miei figli di prepararsi per la Grande Pentecoste. È giunto il momento in cui tutto deve concretizzarsi, perché tutti i segni si stanno realizzando. Le intemperie si intensificheranno e il cuore dell'uomo si indurirà.

Caro figlio, questo tempo che state vivendo è il tempo predetto da ciascuno dei Miei Profeti. Pregate! Per mantenere la pace nel vostro cuore e la serenità verso coloro che vi circondano.

Caro figlio, grazie per avermi ascoltato. Benedico te e tutti coloro che ti sono cari.

Il tuo Gesù, nell'Amore del Padre


Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 

***

Il ruolo del Cortesi 

Dopo la lettura di alcuni giudizi dati da persone autorevoli  sull'opera del Cortesi, è giusto conoscere ciò che egli scrive sul  ruolo da lui svolto nell'affare Ghiaie. 
Sarà bene che ci facciamo prima un'idea su quello che egli  pensa delle apparizioni in genere, e di quelle di Ghiaie in  particolare. 

Nel tentativo di demolire la relazione di padre Gemelli, che  presenta la bambina Adelaide Roncalli non suggestionabile, non  isterica, sincera, insomma un soggetto normale e quindi credibile,  don Luigi Cortesi, scrive: "Sospesi il giudizio su di essa  (normalità di Adelaide, n.d.r.) e la trascurai, come cosa oscura,  sterile; dispostissimo a negarla, qualora non si potesse conciliare  con una spiegazione naturale delle visioni" (v. L. Cortesi, Il  problema delle apparizioni di Ghiaie, o.c. p. 114). 

Domenico Argentieri commenta: "Dunque il Cortesi già  prima di fare ogni indagine, era convinto che le visioni di  Ghiaie dovevano avere un'origine puramente naturale... Poiché la  spiegazione naturale è per lui premessa ad ogni e qualsiasi  indagine, questa premessa assiomatica vale non solo per  Bonate, ma per tutte le manifestazioni soprannaturali in ogni  tempo e in ogni parte del mondo..." (v. o.c., p. 31). 

Domenico Argentieri continua: "Dalle pagine 130 e 131 "in  nota" del primo volume (Storia dei fatti di Ghiaie, n.d.r.), il Cortesi  stesso afferma di avere partecipato intimamente ai fatti di Ghiaie  "senza un incarico speciale" e confessa di violare perciò "un  espresso divieto generale del vescovo", e afferma anche che "quei  lunghi contatti con la bambina erano lunghi furti quotidiani". 

Il Cortesi scrive anche, dopo un'udienza dal vescovo il giorno 27 maggio 1944: "Alla fine del rapido colloquio S. E. mi  rimprovera di avere accostato la bambina in convento senza  quel permesso che io esigevo dagli altri. Non c'è che dire:  debbo incassare in silenzio. Per fortuna il vescovo non me ne  vuol troppo male"... 

Nel diario del vescovo affidato alla commissione d'inchiesta  trovasi annotato in data 29 maggio 1944: "Dò istruzione a don  Cortesi che non si faccia vedere come un direttore dei  movimenti, per togliere pretesto all'osservazione fatta da qualche  confratello che, ora che si è cercato di togliere la bambina alla  suggestione dei familiari, sono i sacerdoti che sembrano  suggestionarla". 

Quelle istruzioni non furono ascoltate da don Cortesi che apparve invece come un vero "direttore dei movimenti"... 

Ma la più grave "usurpazione" di don Cortesi fu proprio  quella vietata a tutti nel n. 5 del decreto vescovile 14 giugno  1944: 

"Nessun sacerdote o laico, qualunque sia l'autorità sua o  l'incarico che dicesse avere, è autorizzato a fare inchieste o  indagini se non con licenza scritta dell'ordinario di questa diocesi  e in relazione con gli organi di inchiesta già debitamente  costituiti"... 

"Restava a fare — scrive il Cortesi — lo studio del contenuto  e della storia delle visioni. Aspettai che alcuno fosse deputato a così  fatto lavoro fondamentale, massacrante. Ma non si poteva aspettare  a lungo, giacché, allontanandosi dai fatti, la memoria di Adelaide  e dei testimoni si sarebbe irrimediabilmente oscurata. Allora, per  la confidenza e la consuetudine che aveva con me la piccina, per le  amicizie che avevo contratto alle Ghiaie, per l'ampia esperienza  personale che avevo dei fatti, mi credetti in grado di assumermi quel  lavoro". 

Dunque il Cortesi ammette che si assunse arbitrariamente  l'incarico delle indagini sulle apparizioni di Bonate senza averne prima ottenuto il necessario mandato dalla suprema  autorità diocesana; anzi, aggiungiamo noi, contro l'espresso  divieto del vescovo... 

Il Cortesi voleva far presto, e voleva fare da solo, per evitare il pericolo che altri indagatori potessero riconoscere il  carattere soprannaturale delle visioni, cui egli attribuiva una  spiegazione naturale. 

La testimonianza di un solo uomo non è mai accettabile e tutte le legislazioni richiedono almeno due testimoni... 

Il Cortesi, volendo indagare da solo..., escludendo l'assistenza di testi qualificati... toglieva a quei suoi tre volumi ogni  garanzia di veridicità". (v. o.c., p. 31-33). 

Severino Bortolan 

mercoledì 11 marzo 2026

La Purificazione della Scuola da Vivaio di Dio

 


La Chiamata di Dio al mondo morente


Nella Mia Scuola da Vivaio deve essere eseguita sovente una profonda purificazione, quando l’erbaccia minaccia di soffocare tutte le nobili semenze, quando le piante sane non possono più svilupparsi, affinché prosperino per la Mia Gioia. Allora le buone piante devono essere accuratamente separate, l’erbaccia deve essere allontanata e bandita ed il terreno arato, e soltanto allora possa accogliere nuova semenza. Può di nuovo germogliare nuova vita e renderMi felice, che prima non era più possibile. Ed una tale purificazione fondamentale è prevista dall’Eternità. E voi uomini la potete  aspettare ogni giorno ed ogni ora. La Terra non adempie più il suo scopo. Il male domina su tutto. Sovente soffoca anche delle piantine delicate, che vorrebbero spuntare, per arrivare alla Luce ed alla Vita. E così si guasta qualche piantina, che prometteva di diventare forte e sana. Gli uomini vengono attirati nel vortice del mondo. E così qualche anima che era destinata alla Vita vi trova la sua morte. Non è più un’atmosfera pura, nella quale le anime degli uomini possono perfezionarsi. E’ solo ancora un regno del peccato e della rovina. E perciò una purificazione fondamentale non è più evitabile, che voi uomini ora lo crediate oppure no. Il basso stato è stato raggiunto, perciò è giunta anche l’ora, in cui il Mio Piano di Salvezza viene eseguito, nel quale è previsto anche questa fondamentale purificazione della Terra. E così deve essere distrutto ciò che è incapace di vivere, dopo che vengono estratti i pochi, che hanno ancora in sé la Vita. Perché non è più sufficiente che venga allontanato il male, l’inservibile, perché questo ora trabocca. Ma non lascio cadere vittima anche ciò che si è opposto nei confronti del male. Mi raccolgo quegli uomini, che sono Miei e lo vogliono rimanere, che non si sono lasciati catturare dal Mio avversario. Io li prelevo dalla Terra, per poi apportare un totale cambiamento, per rendere di nuovo adeguata la Terra come Suola da Vivaio per la nuova razza umana. Quello che fa ogni buon agricoltore, che ara il suo terreno, che lo purifica e lo rende di nuovo adeguato per la nuova semenza, lo farò anch’Io, perché per questo è venuto il tempo, e perché anch’Io vorrei una volta di nuovo ottenere un buon raccolto, dopo che questo ora è diventato impossibile. Gli uomini decedono da questa Terra quasi sempre in uno stato esamine. La loro vita terrena non ha portato a loro nessuna crescita. Sono rimasti com’erano in principio della loro vita terrena, oppure sono raggrinziti e diventati incapaci a vivere. E questo non è lo scopo della loro incorporazione sulla Terra. E così Io Stesso devo preparare un suolo fertile alla futura razza umana. Devo purificare la Terra ed impedire per un tempo l’accesso al Mio avversario. Devo di nuovo creare le possibilità alle anime di poter maturare. Il Tempo che il Mio avversario ha utilizzato veramente bene, per la rovina degli uomini, è trascorso. Perché una volta è anche giunta l’ora per il Mio avversario, dato che viene impedito nel suo agire. Ma devo anche contemporaneamente rendere impossibile l’agire al suo seguito. E questo è solo possibile, quando tutto ciò che gli è succube viene nuovamente rilegato, per cui lascio sorgere una nuova Terra con Nuove Creazioni dei più differenti generi, che ora celano di nuovo in sé lo spirituale caduto, finché si è di nuovo ammansito e può di nuovo cominciare il suo percorso di sviluppo. La Terra deve di nuovo essere resa adeguata, affinché su di lei gli uomini possano di nuovo giungere alla perfezione. Perché il Mio infinito Amore per le Mie creature desidera per loro la vita spirituale, ma non la morte spirituale, che però è entrata su questa Terra. E perciò voglio scacciare la morte e fare di nuovo della Terra un campo della Vita, dal quale il debole può di nuovo trarre la forza e giungere alla Vita. 

Amen

24. marzo 1957 

Padre John D. Saint John

 


Padre John Saint John, gesuita, cappellano del 15' Forze Armate, incontrò Padre Pio il 3 gennaio 1944 in sacrestia. Durante la Messa Padre John notò che "Padre Pio sembrava di essere in estasi. Alla Consacrazione, tenendo l’Ostia sollevata, sembrava che fosse fuori di questo mondo. I suoi occhi brillavano." Però, notando la lunghezza della messa, chiese a Padre Pio: “Dato che la regola dice che la messa non deve durare più di un’ora, com’è che dici una messa che dura quasi due ore.” Padre Pio rispose a questa ed alle altre domande che Padre John gli fece: “Ho il permesso.” Padre John ritornò nove volte da Padre Pio nei diciotto mesi seguenti spesso accompagnato da cinquanta a cento soldati che venivano sui camion. Padre John descrisse: “Padre Pio era un sant’uomo che passava la maggior parte del suo tempo confessando. Parlava poche parole d’inglese. Non zoppicava. Ho sentito il suo profumo. Lo sentii quando gli baciai la mano. Era leggero e piacevole. Come un dopobarba.”

Nel suo diario Padre John annotò una straordinaria esperienza.

Un giorno Padre Pio gli chiese di andare da un certo sergente del secondo gruppo bombardieri. 

" Digli che il bambino è nato ieri e che mamma e figlio stanno bene.”

Senza chiedergli come Padre Pio lo sapesse, Padre John guidò la sua jeep allo squadrone indicatogli e trovò il sergente. Gli chiese se avesse mai sentito parlare di Padre Pio, e quello, anche se cattolico, disse che non ne aveva mai sentito parlare. Padre John gli spiegò che era un frate cappuccino con le stimmate, e poi disse: “Veramente questa non è la ragione per cui ti sto parlando. Padre Pio mi ha detto di dirti che tuo figlio è nato ieri.” Il sergente impallidì. Sua moglie era di fatto in attesa di partorire, ma egli non sapeva che lei aveva partorito. Fu solo due giorni dopo che la Croce Rossa diede al sergente la notizia della nascita del figlio. Concluse Padre John in una intervista al Rev. Bernard Ruffin nel 1989: “Non voglio dire che questo fosse un miracolo, ma questo per me fu una cosa veramente speciale.” 157

Giuseppe Caccioppoli

 

Dio Padre chiede ai suoi figli di unirsi in preghiera.

 


Vengo oggi figlia Mia, a radunare i Miei preziosi figli e tutti coloro che credono in Me, per pregare uniti e salvare tutte le anime sulla terra. 

E’ Mio desiderio che voi proviate amore infinito per la Santissima Trinità, mostrando umiltà nell’amore dell’uno verso l’altro in modo che il peccato possa essere perdonato per l’intera umanità. 

Io sono il Dio di Giustizia, ma sono prima di tutto il Dio dell’Amore e della Misericordia . Il Mio Divino amore paterno per voi si riflette nella Mia bontà Misericordiosa. Come tale, è Mia intenzione salvare tutte le anime in questa fine dei tempi, come sapete, sulla terra . Non abbiate paura bambini. Mia intenzione non è quella di spaventare, ma abbracciare voi tutti nell’Amore onnicomprensivo che ho per ogni Mio figlio. 

Invito tutti i Miei figli soprattutto quelli anime così piene di amore per Me, il loro Creatore, ad unirsi con i vostri fratelli e sorelle e alzarsi contro il male nel mondo. 

Bambini, Satana e ogni demone dell’Inferno vagano sulla terra in spregio verso di Me durante questa fine dei tempi. Essi sono sparsi in tutto il mondo per perseguitare le anime e spingerle sull’orlo della follia. 

L’influenza del male è sentita da ognuno di voi in questo momento. E’ perché la Mia esistenza e quella di Mio Figlio diletto sono state negate, respinte e messe da parte, che ora il buio ricopre il vostro mondo. Senza riconoscere la verità della vostra creazione su questa terra voi, Miei cari figli, diventate involontariamente un bersaglio per satana. 

Noterete una serie di cambiamenti nella vostra vita da quando questa infestazione ha attanagliato il vostro mondo. Omicidio, odio, disgusto nel proclamare la Mia Gloria o riconoscere la Mia esistenza, guerra, persecuzione, avidità, controllo e degrado morale. Tutta malvagità che è stata creata nel vostro mondo da satana e diffusa dai peccatori così aperti alle sue false vuote promesse. 

Egli, Satana, prima tenta i peccatori affamati di potere e quelli deboli di fede. Avendoli sedotti poi se ne impossessa. Essi, a loro volta, infettano e causano terribile dolore infliggendo abusi sui loro fratelli e sorelle. 

Voi, Miei carissimi fedeli ora siete chiamati da Me ad alzarvi e difendere la Mia Parola Santa, in modo che l’umanità possa essere salvata. Farete questo in due modi . In primo luogo con la preghiera costante e, in secondo luogo, attraverso la diffusione della Mia Parola Santissima. La preghiera non solo aiuterà a salvare l’umanità dall’Inferno e dall’abbandonarmi completamente, ma anche a ridurre le conseguenze del castigo della Mia mano. Questa mano del castigo, senza nessun dubbio su questo, cadrà su quei peccatori malvagi che hanno permesso allo spirito delle tenebre di controllare il loro comportamento verso quelle innocenti persone dipendenti sui quali essi esercitano il controllo. 

Io, Dio Padre, invito i Miei figli dal Cielo ad ascoltare la Mia supplica, mentre vi esorto a risorgere immediatamente. Unitevi in preghiera recitando quanto segue: 

“Dio l’Altissimo, nel nome del Tuo diletto Figlio Gesù Cristo, che si è sacrificato per salvare noi, Tuoi poveri figli, dal fuoco dell’inferno ascolta la nostra preghiera. Possa io offrire i miei umili sacrifici e accettare prove e tribolazioni come mezzo per salvare tutte le anime durante l’Avvertimento. Ti preghiamo di perdonare i peccatori che hanno difficoltà a tornare indietro e accettare la Tua Misericordiosa bontà per fare i sacrifici necessari da Te richiesti per redimerli ai Tuoi Santi occhi.” 

Pregando Me, il vostro Padre Celeste, Dio, l’Altissimo, Creatore dell’universo e dell’umanità, Io ascolterò la vostra preghiera e concederò l’immunità a tutte quelle anime per le quali pregate. 

Grazie Miei cari figli per aver riconosciuto questo Mio appello divino dal Cielo. Grazie per la vostra umiltà di cuore nel riconoscere la Mia voce quando parlo. 

Ricordate che sono un oceano di carità e vi amo tutti con tenerezza paterna. Io lotto solamente per salvare tutti e ciascuno di voi dalla morsa del maligno in modo che possiamo unirci come una sola Sacra Famiglia. 

Dio, l’Eterno Padre. 

15 Novembre 2011