venerdì 14 giugno 2019

"Coloro che celebrano le messe nere mi attaccano...la testa di Satana sarà schiacciata".



"Figlia Mia, il Mio cuore è addolorato per ciò che sta succedendo a...Il Rosso Lucifero è lì con...Il Mio cuore ha sempre provato amarezza per questo.
Prega per...È circondato da massoni che vogliono la sua morte.
Prega molto e placa la collera di Dio.
Condividi il Mio spirito.
Io sono agonizzante per le anime.
Nel Mio Sacramento d'amore vengo insultato e condannato dai Miei.
Ognuno di loro ha fatto la sua parte per distruggerMi.
Coloro che celebrano le messe nere Mi hanno attaccato.
Si sono uniti alle schiere di Satana, allontanandosi dalla verità e dall'amore.
Per questo motivo scoppierà una cruenta battaglia.
Alla fine la testa di Satana sarà schiacciata e il male perirà.
Prega e non perdere neanche un minuto.
Ti sto incitando a fare ciò che ti chiedo in fretta".
"Ti benedico".

24 ottobre 1987  suor Anna Alì

Per mantenerci costanti nel suffragare le Anime del Purgatorio.



Dopo aver suffragato le Anime, incaricatele affmchè preghino pel Papa, per la Chiesa, per gl'infedeli e per tutti i poveri peccatori.

Il Sacro Cuore



Le rivelazioni a S. Margherita Maria Alacoque


La seconda rivelazione

Una seconda rivelazione avvenne probabilmente il 2 luglio 1674, nella festa della Visitazione. Così Margherita Maria la descrive in una sua lettera al padre Croiset: «Questo Cuore divino mi fu manifestato come su un trono di fiamme, più splendente del sole e trasparente come un cristallo, con la sua adorabile piaga. Esso era circondato da una corona di spine, che significava le offese fattegli dai nostri peccati. Era anche sormontato da una croce, volendo significare che, fin dai primi istanti della sua Incarnazione, (...) in Esso vi fu piantata la Croce e che Egli, fin dall’inizio, fu colmato di tutte le amarezze che gli avrebbero causato le umiliazioni, le povertà, i dolori e i disprezzi sofferti dalla sua sacra Umanità nel corso della sua vita e passione. Egli mi fece vedere che l’ardente desiderio che aveva di essere amato dagli uomini e di sottrarli alla via della dannazione, nella quale Satana li precipita a moltitudini, lo aveva spinto a formare questo progetto di manifestare il suo Cuore agli uomini, con tutti i suoi tesori di amore, di misericordia, di grazia, di santificazione e di salvezza ivi contenuti, affinché coloro che desiderassero tributargli tutto l’amore, l’onore e la gloria di cui fossero capaci, venissero da Lui arricchiti con abbondanza e profusione di quei divini tesori del Cuore di Dio, dei quali era la fonte: un Cuore che è necessario onorare nell’ immagine di questo Cuore di carne, esponendola pubblicamente secondo il suo desiderio. (...) Dovunque questa immagine verrà esposta per essere onorata, Egli da lì diffonderà le sue grazie e benedizioni. Questa devozione è come un estremo sforzo del suo amore, che desidera favorire gli uomini in questi ultimi tempi, per liberarli dal dominio di Satana, che intende distruggere» 28.

Guido Vignelli

LEGGENDA PERUGINA



PENITENZA E DISCREZIONE

 Nei primordi dell’Ordine, quando Francesco cominciò ad avere dei fratelli dimorava con essi presso Rivotorto. Una volta, sulla mezzanotte, mentre tutti riposavano sui loro giacigli, un frate gridò all’improvviso: «Muoio! muoio!». Tutti gli altri si svegliarono stupefatti e atterriti. Francesco si alzò e disse: «Levatevi, fratelli, e accendete un lume». 
Accesa la lucerna, il Santo interrogò: «Chi ha gridato: Muoio?». Quello rispose: «Sono io». Riprese Francesco: «Che hai, fratello? di cosa muori?». E lui: «Muoio di fame».
Francesco, da uomo pieno di bontà e gentilezza, fece subito preparare la mensa. E affinché quel fratello non si vergognasse a mangiare da solo, si posero tutti a mangiare insieme con lui. Sia quel frate sia gli altri si erano convertiti al Signore da poco tempo, e affliggevano oltremisura il loro corpo.
Dopo la refezione, Francesco parlò: «Cari fratelli, raccomando che ognuno tenga conto della propria condizione fisica. Se uno di voi riesce a sostenersi con meno cibo di un altro, non voglio che chi abbisogna di un nutrimento più abbondante si sforzi di imitare l’altro su questo punto; ma, adeguandosi alla propria complessione, dia quanto è necessario al suo corpo. Come ci dobbiamo trattenere dal soverchio mangiare, nocivo al corpo e all’anima, così, e anche di più, dalla eccessiva astinenza, poiché il Signore preferisce la misericordia al sacrificio».
Disse ancora: «Carissimi fratelli, ispirato dall’affetto io ho compiuto un gesto, quello cioè di mangiare assieme al fratello, affinché non si vergognasse di cibarsi da solo. 
Ebbene, vi sono stato sospinto da una grande necessità e dalla carità. Sappiate però che, d’ora innanzi, non voglio ripetere questo gesto; non sarebbe conforme alla vita religiosa né dignitoso. Voglio pertanto e ordino che ciascuno, nei limiti della nostra povertà, accordi al suo corpo quanto gli è necessario».

Traduzione di VERGILIO GAMBOSO

Voglio amare con te la volontà del Padre



Signore mio Gesù,
voglio amare tutti coloro che tu ami.
Voglio amare con te la volontà del Padre.
Non voglio che nulla separi il mio cuore dal tuo,
che qualcosa sia nel mio cuore
e non sia immerso nel tuo.
Tutto quel che vuoi io lo voglio.
Tutto quel che desideri io lo desidero.
Dio mio, ti do il mio cuore,
offrilo assieme al tuo a tuo Padre,
come qualcosa che è tuo e che ti è possibile offrire,
perché esso ti appartiene.

(Beato charleS de Foucauld)

Io fui ritenuto un uomo malvagio ed un falso profeta e così Mi flagellarono



Mia amatissima figlia, oggi ti rivelo uno dei misteri più grandi dei tempi della fine. 

La sequenza di eventi che condurrà all‟ultimo giorno, sarà analoga alla Mia Crocifissione, la quale sarà ricostruita con esattezza in ogni sua fase, fino al giorno in cui verrò di nuovo, per mettere in salvo il mondo. 

Quando ero nel Giardino del Getsemani, Mi sentivo sperduto, solo e distrutto dal dolore, poiché ben pochi credevano che stessi dicendo la Verità. L‟Amore per Mio Padre Mi sostenne, ma il Mio Amore per l‟umanità fece sì che il tormento che dovetti sopportare, inclusa la tortura mentale e fisica per mano di Satana, venisse da Me accettato, anche se con uno sforzo tremendo. 

Quanto soffrii in quel Giardino! Quanto supplicai Mio Padre per avere sollievo! Quanto Mi sentii affranto quando il maligno Mi mostrò come il mondo sarebbe finito! Egli Mi insultò, rise di Me, Mi sputò e derise, quando Mi mostrò le anime dei Miei nemici, i quali, un giorno, avrebbero detto al mondo che servivano la Mia Chiesa. Tutto ciò fu come se Mi venissero mostrati i Miei amati apostoli, i quali Mi condannavano ed in seguito, promettevano la loro fedeltà a Satana. Egli Mi mostrò le anime dei fedeli, le cui voci sarebbero state considerate pari a quelle dei più fanatici estremisti i quali sarebbero stati accusati di crimini terribili. Vidi coloro che affermavano di rappresentarMi, perseguitare i profeti ed i veggenti, così come vidi coloro che avrebbero cercato di distruggerli. Io dovetti sopportare una grande oscurità quando vidi il mondo, in cui una volta abitai, divenire non solo cieco in merito a chi Io Sono realmente, ma al quale non sarebbe mai stato raccontato di Me. 

Io venni gettato a terra, la Mia Faccia schiacciata al suolo, preso a calci, frustato ed i Miei vestiti strappati via da parte di Satana. Mi tormentò, oltre la Mia umana capacità di sopportazione e con estrema sofferenza fisica del corpo. Nonostante questo, Mi venne data la forza per continuare ad affrontare la Mia inevitabile Crocifissione, la quale Mi terrorizzava. Il Mio Amore per l‟uomo, tuttavia, soppiantò il Mio timore umano. 

I Miei servitori consacrati, che rifiuteranno di condannarMi, subiranno anch‟essi un isolamento del tutto simile. Cadranno in disgrazia e verranno lasciati da parte. Il loro isolamento, non sarà condannato dalla Mia Chiesa, a causa della paura che regna al suo interno. 

Quando Io venni flagellato, coloro che compirono gli atti più vili e crudeli sul Mio Corpo, gioivano. Io fui ritenuto un uomo malvagio ed un falso profeta e così Mi flagellarono. Costoro si vantarono della loro santità, della loro rettitudine e della loro conoscenza delle Sacre Scritture, mentre disonoravano il Mio Corpo. Costoro mancarono di accettare la profezia secondo la quale il loro Messia sarebbe venuto per salvarli. Coloro che proclameranno la Mia Seconda Venuta, subiranno lo stesso trattamento. 

Quando Mi spogliarono, essi vollero umiliarMi ulteriormente e così Mi vestirono con uno straccio rosso che Mi copriva a mala pena, con l‟intento di profanare ancor più il Mio Corpo. 
Ma, quando conficcarono le spine sulla Mia Testa, come fossero aghi, dichiararono che il Figlio dell‟Uomo era un impostore e quindi, non meritevole di accettazione. Strapparono il Mio Occhio fuori dalla sua orbita, ma il dolore fu insignificante, se paragonato a quello provato quando essi dichiararono che Io non ero stato accettato in qualità di Salvatore dei figli di Dio. 

Presto, tutte queste cose, si compiranno nuovamente, non appena Io, Gesù Cristo, in qualità di Capo della Mia Chiesa, verrò scartato e la Mia Corona sarà portata via da Me. Un falso leader, l‟anticristo, Mi sostituirà come Capo ma, a differenza dell‟Agnello Sacrificale, egli indosserà una scintillante corona d‟oro. Dietro questa facciata si annida un animo corrotto dalla cui bocca usciranno un insieme di menzogne, falsificazioni, bestemmie ed eresie che egli pronuncerà come si trattasse di miele, che cola da un favo. Non fatevi alcuna illusione, la bestia avrà un aspetto magnifico, la sua voce sarà suadente ed il suo contegno maestoso. Egli sarà bello ed attraente ma, dalla sua bocca uscirà il livore, che avvelenerà la vostra anima. 

Quando portai la Mia Croce, non potei farlo da Me Stesso. Essa era così pesante, che potevo fare solo un passo alla volta camminando molto lentamente. Il Mio Corpo venne lacerato in molti punti e a causa del Sangue perduto, svenni molte volte, tanto ero debole. Venni accecato ad un occhio e le spine sulla Mia Testa fecero sì che il Sangue, che usciva a fiotti dalle Mie Ferite, doveva essere continuamente asciugato da coloro che camminavano di fianco a Me, altrimenti, non sarei mai stato in grado di fare un altro passo. 

Ugualmente sarà per la Mia Chiesa Rimanente, l‟ultima parte stabile del Mio Corpo. Essa marcerà come feci Io, con una croce pesante, ma nonostante il dolore, l‟abuso, la sofferenza e lo spargimento di sangue, sopporterà tutto fino alla fine. Il Mio Prezioso Sangue, infatti, scorrerà sulle loro anime, ma sarà seguito dal Mio Stesso Dolore e dalla Mia Stessa Crocifissione, ed inoltre, nel giorno in cui non si terranno più i Sacrifici quotidiani della Messa, la Mia Presenza si estinguerà. Il giorno in cui il Mio Corpo – “la Mia Chiesa sulla terra” – verrà definitivamente depredato, crocifisso e profanato, tutto cambierà per sempre. 

È il Mio Corpo, la Mia Chiesa, mentre è ancora vivo e presente nel mondo, che sostiene la vita, ma quando esso sarà distrutto, la vita, così come la conoscete, finirà. Nel momento in cui la Mia Chiesa verrà tradita, sacrificata e abbandonata, così come avvenne durante la Mia Crocifissione, questo segnerà la fine dei tempi. 

Il vostro Gesù 

13 Novembre 2014


giovedì 13 giugno 2019

"La preghiera e la penitenza di oggi devo essere incrementate".



"Figlia Mia, ascoltami e scrivi tutto.
È per il bene delle anime.
Il mondo attuale è peggio di Ninive quando, tramite Giona, ho minacciato l'umanità di mandare la punizione che meritava.
Con questo, intendo dire che oggi la penitenza e la preghiera devono essere maggiori di allora.
Siano maledetti coloro che non detestano sinceramente le proprie colpe!
Devono sapere che la luce splende nel buio.
Parlo con le lacrime nel cuore.
Figlia Mia, offri le tue sofferenze personali per l'umanità.
Io voglio che tu sia universale.
Lascia da parte le tue preoccupazioni.
Non perdere questo tempo prezioso.
Voglio che tu ti abbandoni a Me totalmente.
Ho bisogno della tua semplicità e del tuo distacco dalle cose del mondo per poter trasformare la tua anima".
"Ti benedico".

23 novembre 1987  suor Anna Alì

Il Sacro Cuore



Le rivelazioni a S. Margherita Maria Alacoque


La prima rivelazione

La prima rivelazione avvenne probabilmente la mattina del 27 dicembre 1673. Essa indica l’intensità del desiderio divino di salvare gli uomini mediante la devozione al Sacro Cuore. La santa così la racconta: «Un giorno, mentre stavo davanti al Santissimo Sacramento, (...) mi sentii tutta presa dalla sua divina presenza. (...) Mi abbandonai al suo divino Spirito e, affidando il mio cuore alla potenza del suo amore, Egli mi fece riposare a lungo sul suo divino petto e mi svelò le meraviglie del suo amore e gli inesprimibili segreti del suo Sacro Cuore. (...) Egli mi disse:  «“Il mio divin Cuore è talmente appassionato di amore per gli uomini e per te in particolare, che, non potendo più trattenere in sé le fiamme della sua ardente carità, sente il bisogno di diffonderle per mezzo tuo, e di manifestarsi agli uomini per arricchirli con i propri preziosi tesori che ti rivelerò, e che contengono le grazie santificanti e salvifiche necessarie per sottrarli all’abisso della dannazione. Per eseguire questo gran progetto, io ti ho scelto come un abisso d’indegnità e d’ignoranza, affinché tutto venga fatto da me”. 
«Poi, Egli mi chiese il mio cuore, e io Lo supplicai di prenderselo; Egli lo fece collocandolo nel suo, adorabile, nel quale mi parve come un piccolo atomo che si consumava in quella sua ardente fornace. Poi lo ritirò come una fiamma viva in forma di cuore e lo ripose nel luogo dal quale l’aveva tratto, dicendomi: «“Eccoti, o mia prediletta, un prezioso pegno del mio amore, contenente una piccola scintilla delle sue più vive fiamme, perché ti serva da cuore e ti consumi fino all’ultimo istante della vita. (...) Per dimostrarti che la grande grazia che ti ho concesso non è immaginaria, ma è fondamento di tutte le altre grazie che ti darò, il dolore della ferita del tuo costato, benché io l’abbia già chiusa, ti durerà per tutta la vita. E se finora tu non hai preso altro nome che quello di mia schiava, ora io ti do quello di prediletta discepola del mio Sacro Cuore”» 27.

Guido Vignelli

Le spose di Gesù



Sposa di Gesù Eucaristia

Tu, come sposa di Gesù Eucaristia, devi avere un cuore eucaristico, sempre in adorazione davanti al tabernacolo, devi essere un’ostia viva con Gesù e come Gesù. Quando partecipi alla santa messa, guarda Gesù nei sacerdoti, poiché essi si identificano con Gesù, sono Gesù. E prenditi l’impegno di pregare specialmente per loro. Amali con tutto l’amore e la tenerezza che hai verso Gesù. Sii madre speciale per tutti i sacerdoti e consacra la tua vita per loro. Non dimenticare che sei sacerdote per l’amore. Sei vicaria dell’amore di Cristo, il che significa che devi  rendere visibile e credibile con la tua vita, agli occhi del mondo, l’amore del tuo sposo Gesù Cristo.
Sei chiamata ad essere come la piccola goccia d’acqua che durante la messa si mescola col vino e diventa Gesù. Come il frumento che si trasformerà in ostia ed arriverà ad essere Gesù. Egli è prigioniero nel tabernacolo e lì deve esserci il tuo posto di guardia, accanto a Lui. Egli ha bisogno di te: non lasciarlo solo. Pensa che sta soffrendo a causa dei tanti peccati del mondo e ha bisogno della tua consolazione. Puoi negargliela? Egli si sente solo. Puoi negargli la tua compagnia? Vuole sfogarsi con te e raccontarti tutte le sue preoccupazioni, vuole che tu lo comprenda e lo aiuti a portare la sua croce. Sei tanto occupata da non aver tempo di andare a visitarlo per offrirgli il tuo affetto? Ogni tanto smetti di lavorare, e corri davanti al tabernacolo per dirgli che lo ami... Egli sarà felice della tua compagnia e ti riempirà di benedizioni. Il tabernacolo deve essere per te: fuoco, amore, riposo, silenzio, abbandono... Il tuo cuore deve essere un piccolo tabernacolo, pieno di amore per Lui. Digli spesso: «Signore, Tu sai tutto. Tu sai che ti AMO» (Gio 21, 17). E ripetigli col Salmo 63:

«Oh Dio, Tu sei il mio Dio,
all’aurora ti cerco.
Di Te ha sete l’anima mia,
a te anela la mia carne 
come terra senz’acqua, arida, deserta.
Perché la tua grazia vale più della vita,
le mie labbra diranno la tua lode.
Così ti benedirò finché io viva
nel tuo nome alzerò le mie mani».

Che la tua vita sia una Eucaristia vivente, una messa continua un’offerta perenne attraverso Maria. Che sia un sacerdozio d’amore in servizio permanente..., che tu sia «suor Eucaristia» di Gesù.

Padre Angel Peña

LA SANTISSIMA EUCARESTIA



L'EUCARISTIA, BISOGNO DEL NOSTRO CUORE

O Signore, ci hai fatti per Te.
S. Agostino.


Perché Gesù Cristo sta nell'Eucaristia? A questa domanda si possono fare molte risposte, ma tutte si riassumono nella seguente: perché Gesù ci ama e vuole che lo amiamo. L'amore, ecco il motivo della istituzione dell'Eucaristia.

Senza l'Eucaristia l'amore di Gesù Cristo sarebbe per noi un amore di persona morta, un amore passato, che dimenticheremmo presto e ne saremmo quasi scusabili. L'amore ha le sue leggi, le sue esigenze: soltanto l'Eucaristia vi soddisfa pienamente e così per essa Gesù Cristo ha tutti i diritti di essere amato, perché in essa ci da la prova d'un amore infinito. Ora l'amore, come Dio l'ha messo naturalmente nei nostri cuori, vuole tre cose: la presenza, cioè la vita in comune, la comunanza dei beni, l'unione perfetta.

I. Quando si ama, è una pena, un supplizio l'assenza. La lontananza indebolisce e, se troppo si prolunga, finisce con l'uccidere l'amicizia più forte. Se Nostro Signore è assente, lontano da noi, il nostro amore subirà l'azione dissolvente dell'assenza.
E' nella natura dell'uomo e del suo amore di esigere, per vivere, la presenza dell'oggetto amato. Vedete i poveri Apostoli nell'intervallo di tempo che Nostro Signore restò nel sepolcro; i discepoli di Emmaus sono là per dirci com'essi abbiano pressoché perduta la fede: non hanno più con loro il caro Maestro. Ah, se Gesù non ci avesse lasciato altro pegno del suo amore che Betlemme ed il Calvario, come l'avremmo dimenticato presto, quale indifferenza regnerebbe nel mondo a suo riguardo!

L'amore vuol vedere, udire, conversare, toccare. Nulla tiene il luogo della persona amata, né ricordi, né doni, né ritratti; tutte queste cose sono senza vita. Ben lo sapeva Nostro Signore. Nulla avrebbe potuto tenere il luogo della sua Persona. Ci abbisogna Nostro Signore stesso.

Ma la sua parola? Non basta, non è più la sua parola vibrante; non udiamo più dalla bocca del nostro Divin Salvatore quegli accenti così teneri. E il suo Vangelo? E' un testamento.

I Sacramenti non danno forse la vita? Sì, ma ci vuole l'autore della vita per mantenerla in noi. La Croce? No, senza Gesù ci rende tristi. E la speranza? Senza Gesù è l'agonia. I protestanti hanno pure tutte queste cose e si sa come il protestantesimo è freddo, gelido.

Avrebbe mai Gesù voluto metterci in questa condizione cosi triste di vivere e combattere senza di lui? Oh! noi saremmo troppo infelici senza Gesù presente con noi. Esuli, soli sopra la terra, obbligati a privarci dei beni di questo mondo, delle consolazioni della vita, mentre il mondano ha quanto desidera: la vita non sarebbe più tollerabile.

Ma con l'Eucaristia, con Gesù in mezzo a noi, sotto il medesimo tetto; sempre là, giorno e notte, accessibile a tutti, in atto di aspettarci tutti nella sua casa sempre aperta; ricevendo, anzi chiamando i piccoli con una dichiarata predilezione: così la vita è meno amara. E' il buon padre in mezzo ai figli. E' la vita in comune con Gesù.

Come ci fa grandi, come ci nobilita questa società! E quale facilità di comunicazioni, di ricorso al Cielo, a Gesù Cristo in persona!
E' questa veramente la dolce compagnia dell'amicizia semplice, affettuosa, familiare ed intima. Proprio di questo avevamo bisogno.

II. L'amore vuole la società dei beni, il possesso in comune, vuol condividere la felicità e la sventura. E' sua natura, suo istinto dare, dar tutto, con gioia. Così, vedete Gesù Cristo nel SS. Sacramento come da con profusione, con prodigalità, i suoi meriti, le sue grazie, la sua gloria stessa. E qual premura ha di dare! Risponde mai con un rifiuto?

Gesù da se stesso, a tutti e sempre; copre il mondo di Ostie consacrate; vuole che tutti i suoi figli lo possiedano. Dei cinque pani moltiplicati nel deserto sopravanzarono dodici sporte: bisogna che tutti ne godano!

Gesù in Sacramento vorrebbe avvolgere il mondo nel suo manto sacramentale, ristorare tutti i popoli delle sue acque vivificanti, che andranno a perdersi nell'oceano dell'eternità, ma soltanto dopo aver dissetato, riconfortato l'ultimo dei suoi eletti! Dunque Gesù è nell'Eucaristia proprio per noi, tutto per noi!

III. - La tendenza dell'amore, la sua tendenza finale, è l'unione di quelli che si amano, la fusione di due in uno, di due cuori in un cuore, di due intelligenze in un'intelligenza, di due anime in una sola anima.

Udite quella madre che stringe il suo bimbo sul seno: «Io lo mangio!».
Gesù subisce questa legge dell'amore, fatta da lui medesimo. Dopo aver diviso con noi la nostra condizione, la nostra vita mortale, si da a noi in comunione: ci fonde in Sé stesso.

Unione divina delle anime, sempre più perfetta, sempre più intima a seconda della vivacità crescente dei nostri desideri. In me manet et ego in illo. Noi dimoriamo in Lui ed Egli dimora in noi. Noi facciamo una cosa sola con Lui, fino a che in Cielo, nella unione gloriosa ed eterna, si consumi questa unione ineffabile cominciata quaggiù dalla grazia e perfezionata dall'Eucaristia.

L'amore vive dunque con Gesù presente nel Santissimo Sacramento; partecipa a tutti i beni di Gesù; si confonde con Lui. Sono soddisfatte le esigenze del nostro cuore, che non può domandare di più. 

di San Pietro Giuliano Eymard

Per i peccatori perduti e indifesi



O Gesù, aiutami perché io sono un peccatore perduto,  
inerme e nelle tenebre io sono debole e non ho il coraggio di cercarTi. 
Dammi la forza di invocarTi ora,  
in modo che possa rompere il buio dentro la mia anima. 
Portami verso la Tua luce Caro Gesù, perdonami. 
Aiutami a diventare tutto nuovo  
e portami verso il Tuo Amore, la pace e la vita eterna. 
Ho fede in Te completamente  
e Ti chiedo di portarmi in mente, corpo e anima  
mentre mi abbandono alla Tua Misericordia Divina. 
Amen. 

La vostra vita sulla terra è una prova del vostro amore per Me



Mia amatissima figlia, è abbastanza naturale per le persone provare timore di ciò che non si conosce e questo è il motivo per cui costoro temono la morte. La morte è una delle cose più spaventose nella mente dell‟uomo, in quanto molte di esse sono cieche davanti alla Mia Promessa di Vita Eterna. Qualora esse vedessero il Mio Glorioso Regno, allora la morte non avrebbe più alcun potere su di loro. 

Nel Mio Regno, Io do il benvenuto a tutte le anime. Io non riservo un posto solamente ai santi e agli eletti, sebbene ve ne sia uno tutto speciale per loro, nel Mio Regno. Io accolgo tutti i peccatori, inclusi coloro che hanno commesso dei terribili peccati, poiché Io Sono prima di tutto, un Dio di Immenso Amore. Io accoglierò chiunque Mi invocherà per la riconciliazione con rimorso. Quando questo accadrà, prima della morte, ogni anima verrà ricevuta da Me ed Io la abbraccerò. 

La sola barriera tra l‟anima di un uomo ed il Mio Regno, è il peccato d‟orgoglio. 
L‟uomo orgoglioso, quantunque possa vergognarsi del suo peccato, lotterà sempre per giustificarlo in qualche maniera. Ora, Io gli dico questo: due sbagli non giustificano, un gesto malvagio. L‟uomo orgoglioso sprecherà troppo tempo nel ponderare se abbia bisogno o meno di esser redento da Me. Ma la morte può venire in un solo istante e quando meno la si aspetta. L‟uomo libero dall‟orgoglio, cadrà di fronte a Me e Mi supplicherà di perdonarlo ed in tal modo sarà esaltato. 

Non temete la morte, poiché è la porta che conduce al Mio Regno. Tutto ciò che Io vi chiedo, è che vi prepariate per quel giorno, vivendo la vita come Io vi ho insegnato. Non vi chiedo di interrompere tutte le vostre responsabilità quotidiane. Avete un dovere verso gli altri; non dovete mai pensare di dovervi isolare dai vostri cari, quando Mi seguite. Desidero che voi amiate le vostre famiglie ed i vostri amici e doniate loro il tempo di cui hanno bisogno, per assicurare che l‟amore sia espresso apertamente l‟un l‟altro. Amate tutti come Io vi amo e fatelo con il modo in cui trattate le persone, vivendo in armonia durante il tempo che trascorrete con gli altri, in ciò che dite di loro agli altri e nel modo in cui aiutate coloro che non possono aiutare se stessi. La vostra vita sulla terra è una prova del vostro amore per Me. Voi Mi dimostrate il vostro amore, dal modo in cui mostrate lo stesso amore agli altri, inclusi coloro che vi maledicono. 

È sempre importante che voi Mi parliate quotidianamente, anche se per pochi minuti. È in quel momento che Io vi Benedico. Per favore, non permettete mai alla paura che provate nei confronti del nuovo mondo prossimo a venire di spingervi ad abbandonare coloro che vi sono più vicini. Dovete concentrare l‟attenzione su di Me ed, ogni qual volta lo farete, troverete la pace. Successivamente é necessario che portiate il Dono della pace anche ai vostri cari. 
Sappiate comunque, che soffrirete a causa del vostro amore per Me e sperimenterete l‟odio da parte degli altri. Per rimanere al di sopra di quest‟odio, voi dovete rispondere solo con l‟amore. 
Sempre! 

Io vi porto la libertà dai lacci della morte e questa, non avrà più alcuna presa su di voi. A motivo della Mia Resurrezione, nel Mio Nuovo Regno, sarete nuovamente integri e perfetti in corpo ed anima. Cosa c‟è da temere, se Io vi porto questo Dono della Vita Eterna? 

Il vostro amato Gesù 

12 Novembre 2014


mercoledì 12 giugno 2019

"C'è troppo odio nella società di oggi. Ci sono troppi nemici...Che grande desolazione! Figli che si ribellano contro i genitori, anime innocenti uccise, il divorzio, i comunisti e tutti i peccatori!"



"Figlia Mia, sono il Signore della Rivelazione.
AscoltaMi.
Unisciti al Mio cuore che soffre.
Prega per l'espiazione e trattieni la collera del Padre Eterno.
Ogni giorno il mondo si avvicina sempre più al precipizio.
Rifletti su ciò che sta accadendo in...ed in tutta l'umanità.
C'è troppo odio, ci sono troppi nemici del Mio Eterno Padre.
I massoni e tutti gli altri adoratori del diavolo vogliono cancellare l'amore fraterno dalla faccia della terra sostituendolo con la divisione e sanguinose ferite.
Ti dico, figlia Mia, fai riecheggiare la Mia parola su tutta la terra.
Chiamo tutti a far penitenza e a pregare.
Non aver paura.
La croce portata con amore, figlia Mia, ti  aprirà la porta del Paradiso.
Prega e fai penitenza per salvare l'umanità e sarai prediletta del Padre che è nei cieli.
Ti assicuro anche questo.
Il Padre Eterno ed Io schiacceremo la testa del dragone infernale se solo l'umanità ritornerà al Mio cuore pieno d'amore e di misericordia!"

"Se non sarà così, dal cielo verranno scagliate fiamme che distruggeranno tutti i peccatori insieme all'opera del maligno: abissi, montagne e lava fiammeggiante inghiottiranno interi villaggi.
Ci saranno terremoti, inondazioni, elettroesecuzioni, mari in tempesta, suicidi, droghe e malattie di ogni sorta".

"Che grande desolazione!
I Figli che si ribellano contro i genitori, anime innocenti uccise, il divorzio, i comunisti e tutti i peccatori.
Una giusta severità pesa su di loro".
"Ti benedico".

suor Anna Alì  30 novembre 1987

Madre Teresa di Calcutta



La nostra vocazione è di appartenere a Gesù. Il modo più semplice, il modo più facile di appartenergli è questo: lo Spirito Santo ci rende capaci di questa donazione di sé, di questo abbandono totale a Dio, senza stare a riflettere, senza valutarne il prezzo. Noi lo chiamiamo « abbandono cieco ». Come ha fatto la Madonna, che quando comprese che il Signore la chiamava, disse il suo sì, e mai lo ritrattò. Fu un sì cieco, continuo nella sua vita. Così deve essere per noi. Tutta la nostra vita deve tendere a un'unica parola: si. Il sì a Dio è la santità. 
Permettiamo a Dio di prendere da noi tutto ciò che vuole e da parte nostra accettiamo con gioia qualunque cosa ci mandi. In questo deve consistere il nostro si. 

Il Sacro Cuore



Le rivelazioni a S. Margherita Maria Alacoque


Dal Costato al Cuore divino

Da religiosa, Margherita Maria s’impegnò seriamente a progredire nella vita spirituale, ritenendo che avrebbe mancato alla sua vocazione, se non fosse riuscita a raggiungere presto la santità. Con questo coraggio, attirò la benevolenza di Dio, che le rivolse queste parole interiori: «Io cerco una vittima, che voglia sacrificarsi come ostia d’immolazione per il compimento dei miei disegni» 23. Avendo corrisposto a questa chiamata, ricevette ben presto molte e grandi grazie mistiche. 
Ella racconta così una prima apparizione del Redentore, che la preparava alle successive rivelazioni: «Appena mi recai alla preghiera, Gesù mi si presentò coperto di piaghe, chiedendomi di guardare lo squarcio del suo sacro Costato: un abisso senza fondo scavato dall’enorme freccia dell’amore. (...) Esso è la dimora di tutti coloro che Lo amano. (...) Ma siccome l’ingresso è piccolo, per entrarvi è necessario farsi piccoli e spogliarsi di tutto» 24. Indicando le proprie ferite, Gesù le disse queste aspre parole: «Osserva in quale stato mi riduce il mio popolo eletto 25, da me destinato a placare la mia giustizia, e che invece segretamente mi perseguita! Se esso non si pente, lo punirò duramente. Una volta preservati i miei giusti, immolerò tutti gli altri al furore della mia collera»
La santa arrivava così alla contemplazione del Costato ferito, ma non ancora a quella del Cuore ivi nascosto. Essa fu resa possibile dalle quattro Rivelazioni celesti, ricevute tra il dicembre 1673 e il giugno 1675, mentre era in adorazione del Santissimo Sacramento.