PERSONAGGI DELLA PASSIONE
CAPITOLO I
Pietro
DISAGGREGAZIONE DI SÉ
– L'uomo moderno non è più un'unità, ma un groviglio confuso di complessi e di nervi. Si sente così disgregato, così alienato da sé stesso che si vede meno come una personalità e più come un campo di battaglia, dove infuria una guerra civile tra mille e una lealtà antagoniste. Non c’è uno scopo unico, sotto ogni aspetto, nella sua vita. La sua anima può essere paragonata a una gabbia in cui numerose belve, ciascuna alla ricerca della propria preda, si accalcano l’una sull’altra. Può essere anche paragonata a una radio sintonizzata su diverse stazioni.
Invece di sentirne alcune chiaramente, riceve solo un’intollerabile interferenza.
Se l'anima frustrata è colta, possiede una patina di frammenti sconnessi di informazione, privi della filosofia che li unisca. Per questo l'anima frustrata può dire a se stessa: «A volte mi sembra che in me ci siano due io: un'anima viva e un dottore in filosofia». Un uomo del genere proietta la propria confusione mentale nel mondo esterno e conclude che, poiché lui non conosce la verità, nessuno può conoscerla.
Il suo stesso scetticismo (che egli rende universale in una filosofia di vita) lo respinge ogni volta, se non verso quelle forze che strisciano nelle caverne buie e umide del suo inconscio. Cambia la sua filosofia come si cambia d'abito. Il lunedì posa i binari del materialismo; il martedì legge un libro famoso, smonta i vecchi binari e ne posa di nuovi, quelli di un idealista; il mercoledì, la sua nuova strada è comunista; il giovedì vengono posati i nuovi binari del liberalismo; il venerdì ascolta una trasmissione e decide di viaggiare sui binari freudiani; il sabato beve a lungo per dimenticare il suo viaggio e, la domenica, rimane a rimuginare sulla follia della gente che va in chiesa. Ogni giorno ha un nuovo idolo, ogni settimana un nuovo capriccio. La sua autorità è l’opinione pubblica. Quando questa cambia, la sua anima frustrata cambia con essa. Non c’è un ideale fisso, una grande passione, ma solo una fredda indifferenza per il resto del mondo. Vivendo in un continuo stato di riferimento a se stesso, i “io” della sua conversazione si ripetono con crescente frequenza, poiché ritiene che tutti i suoi simili diventino sempre più noiosi per l’insistenza nel parlare di se stessi, invece che di lui.
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FULTON J. SHEEN

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