Secondo giovedì di ottobre 1895
«Sì, perché è mia gioia stare con i figli degli uomini e mio desiderio dimorare in loro.»
Barbara:
«O amantissimo Gesù, ti ricordo quella triste ora sul Monte degli Ulivi, quando versasti sudore di sangue per l’angoscia. Concedi anche a me la grazia di sopportare con pazienza ogni paura, per amore verso di Te. Il Tuo esempio mi insegni a dire con Te in rassegnazione: “Padre, non come voglio io...”. Con Te voglio soffrire, affinché un giorno anch’io sia glorificata.”
Vedo il mio Gesù, tutto bagnato di sangue, il Suo santissimo volto è completamente sfigurato, i Suoi capelli sono arruffati, e in preda al terrore e all’angoscia la Sua alta statura è piegata.
O mio Gesù, mi unisco a Te. Accogli le mie lacrime, anche se non sono sanguinose, per i miei peccati e per i peccati del mondo intero. Oh, se solo gli uomini prendessero a cuore la Tua amara sofferenza. O è per questo che tanti vanno in rovina, perché l'umanità non lo riconosce più e perché coloro che ci credono lo ignorano così facilmente, come se fosse stato solo uno spettacolo e non una realtà sanguinosa, eppure Tu sei il Figlio unigenito del Padre Eterno, Dio da Dio, Luce dalla Luce, e hai sofferto tutto questo per noi per infinito amore. O mio Gesù, mi unisco a Te.
Ti offro tutte le mie sofferenze, in unione con le mie due confratelle, per il Tuo maggiore onore e glorificazione, per l’onore della Tua santa Chiesa, affinché il Tuo Regno si estenda su tutto il mondo, affinché anche coloro che Ti disprezzano tornino in sé. Ti offro tutti i cuori che sono separati da Te, tutti quelli tiepidi e indifferenti.
Oh, se potessi dividere il mio cuore in tanti pezzi quanti sono tali anime e offrirlo a Te per coloro che non Ti amano.
Mi unisco a Te anche per tutti quei milioni di persone che il Santo Padre raccomanda in modo particolare ai bambini, affinché pregano per loro. È forse possibile che ora ci stiamo avvicinando alla fine?”
Gesù:
«Ecco, voglio operare in te, figlia mia! Voglio che il Mio Regno si espanda sempre più in tutto il mondo, ma soprattutto in coloro che si sacrificano al Mio amore. Essi dovranno gusteranno il Mio Regno in tutta la sua ampiezza, in tutta la sua profondità, in tutta la sua altezza, in tutta la sua lunghezza. Essi regneranno nel Mio Regno come un re sul suo trono, trionferanno su tutti i loro nemici, abbracceranno con amore il Mio Amore e godranno di Me in tutta la Mia dolcezza e in tutta la Mia delizia. Ti prometto, figlia Mia, che tante anime giungeranno alla conversione quante tu e le tue due consorelle reciterete di rosari.
Ti prometto, figlia Mia, che tante anime dalle pene del Purgatorio saranno introdotte nelle gioie del Cielo quante Ave Maria reciterete in questo mese. Siate quindi zelanti, non temete i pettegolezzi degli uomini e non lasciatevi scoraggiare se altri vi rimproverano. Vi prometto che non ne deriverà alcun danno alla vostra salute e alla vostra vita, e aumenterete il vostro grado di beatitudine tanto quanto reciterete devotamente il rosario.”
Barbara:
«O mio Gesù, Tu sei infinitamente buono. O povera peccatrice che sono, o puoi forse dimenticare come Ti ho offeso?
L’hai forse dimenticato? È possibile che Tu sia così infinitamente clemente per quel poco che ho fatto? Oh, se solo tutti gli uomini Ti riconoscessero e Ti amassero con tutto il cuore, se solo volessero lodarTi e onorarTi con tutte le loro forze e sopra ogni cosa! Oh, io Ti prego anche per amore della Tua agonia per i sacerdoti. Io non posso fare altro che soffrire quando Tu vieni, amarti, tanto quanto Tu mi dai grazia, e il resto devo lasciarlo solo a Te.»
Gesù:
«N. non se ne andrà, resterà; digli solo che si accontenti della vita attiva finché Io stesso non gli conferirò la vita contemplativa; verrà il tempo in cui Io provvederò a ciò. Non deve appesantire la sua croce, inserendovi egli stesso la trave trasversale. È mia volontà che egli rimanga qui, e quanto più profondamente si umilia e scende nell’abisso dell’umiliazione, sottomettendosi a tutto e lasciandosi opprimere e umiliare da chiunque, tanto più in alto sale nel mio amore. Digli che per trentatré anni sono sceso, giorno dopo giorno più in profondità, fino a quell’abisso dove ho esalato l'ultimo respiro sulla croce, che ha ancora molti gradini da percorrere, prima di scendere a quell'ultimo gradino su cui Mi sono trovato, e quando sarà giunto il tempo in cui dovrà essere innalzato sulla croce, avrà ancora tempo a sufficienza per godere e contemplare le cose divine».
Barbara:
«Oh, quanto sei infinitamente buono! Noi uomini siamo fatti così, oh, abbi pietà della nostra debolezza. Guarda, Signore, un povero vermicello Tu lo sollevi dalla polvere e lo elevi alla presenza della Tua divinità.»
Gesù:
«Sì, perché è mia gioia stare con i figli degli uomini ed è mio desiderio dimorare in loro.»
Barbara:
«O mio Gesù, Ti ringrazio per tutta la bontà che hai già dimostrato a me, povera peccatrice, e che ancora mi dimostrerai. Apprezzo il fatto che Tu mi abbia condotta a M., ma non nel modo in cui avrei voluto. O abbi indulgenza e pazienza con me. Tu mi hai condotta a M. per arricchirmi di Te stesso nella Santa Comunione. O come posso ringraziarti per questo!
O cielo e terra, o rendete grazie al mio Dio, che ha fatto cose così grandi per me e viene da me ogni giorno nella Santa Comunione.
O miei santi patroni: Santa Barbara, Santa Elisabetta, San Giuseppe, Sant’Antonio, Santa Caterina e Sant’Agnese, o voi tutti santi, voi cari e santi patroni, o rendete grazie con me per la grande grazia che Dio, che voi contemplate, si umilia, venendo ogni giorno da me per unirsi a me, e che mi ha condotto a M. per raggiungere questo obiettivo.
Ti prego anche per le ragazze del mio villaggio, e poiché Tu vuoi che la Santa Comunione quotidiana sia introdotta ovunque, fa’ pure in modo che sia resa più facile anche per loro. Ti ringrazio per avermi guidato tra persone così buone, o benedici loro e le loro famiglie. Ti ringrazio per averlo tenuto nascosto fino ad ora. Oh, non riesco a crederci, oh mio Gesù, quanto sei infinitamente buono. Il mio cuore è troppo piccolo. Sì, è creato per Te, e non riposa finché non riposa in Te.
Come puoi essere così infinitamente buono verso le Tue creature, che Ti offendono ancora. Quanto dovrai essere buono quando potranno possederti e godere di Te in quel luogo dove non potranno più offenderti. O ascoltate, figli della terra, quanto è infinitamente buono il nostro Dio. O mio Gesù, guarda, te l’ho chiesto già tante volte, mostrami, se è tua volontà, il fratello di N.”
«Cara Madre, mi rivolgo a Te, Ti offro l’Ave Maria recitata in questo mese. Ti offro tutte le sofferenze che i Tuoi figli devono sopportare nelle loro famiglie, perché recitano il Santo Rosario, ogni passo e ogni mossa; ti offro tutto ciò che ho già sofferto e che ancora dovrò soffrire, ti offro tutto! Ti dono tutto con un atto eroico d’amore».
Come il mio Gesù sulla croce ha pregato per i suoi nemici, così io prego per coloro che mi hanno offeso e che ancora mi offenderanno, e se a volte mi viene un po’ di risentimento, oh, perdonami. Ti offro tutte le contraddizioni che dovrò ancora sopportare. Dammi quest’anima, o Signore, Tu sai perché, lo so anch’io, ma proprio perché vedi che io amo disinteressatamente, proprio per questo devi darmela.
Ecco, disinteressato come il Tuo amore sulla croce, è anche il mio amore. Mi hai promesso delle anime. Mi getto verso di Te, devi consegnarmele, voglio solo chiedere anime che Ti glorifichino. Dammelo. Ave Maria.”
Fratello redento:
“Ma di’ a mia sorella che smetta di essere testarda.”
Barbara:
«Oh, se solo potessi arrivare là dove non sarei più separata da Te! Oh, ho tanta paura di perderti di nuovo. Oh, rafforza la mia fede, la mia speranza e il mio amore. Oh, fa’ che io superi ogni cosa.»
Gesù:
«Lascia che gli uomini ti considerino come vogliono, perdona tutti.»
Barbara:
«Oh, non valgo altro che essere giudicata male da loro.»
Gesù:
«Non devi stancarti nella sofferenza, come anche la Mia Madre non si è stancata di camminare al Mio fianco nella Mia amara sofferenza. Segui le Sue orme.»
Barbara:
«Oh, povera peccatrice che sono.»
Gesù:
«E quando arriveranno le sofferenze interiori, non devi confonderti, non darci peso. Guarda come Mia Madre ha vissuto tutta la Sua vita accanto al Figlio. Così anche tu devi camminare accanto a Me, guardando costantemente alla Madre di Dio.
Per questo ti ho scelta. Devi tenere il Mio esempio davanti agli occhi. Guarda, non faccio caso a tutti i tuoi errori, torno sempre da te. Così anche tu devi fare con i tuoi simili, vedrai a quale grado di beatitudine ti condurrò, se persevererai.»
Barbara:
«O mio Gesù, mi sento così intrappolata nella mia famiglia.
Non ho nessuno che mi capisca, oh, se solo non mi avessi portato via la mia Maria; quel cuore buono, ora sono così completamente sola. Oh, dimmi, perché l’hai fatto? Avremmo servito Te insieme con tanta dedizione.»
Gesù:
«Guarda, ti ho dato altre sorelle, non ti lasceranno più, affinché la Mia gloria sia maggiormente promossa. La tua Maria è la Mia sposa e tutte coloro che Mi servono sono le Mie spose.»
Barbara:
«Ora sono consolata e mi arrendo, come Tu vuoi.»
(La sorella Maria è una monaca a K.)
Gesù:
«Io non sono un Dio che vuole sempre adirarsi e punire, Io sono un Dio d’amore e di misericordia.»
Barbara:
«O Signore, ti chiedo: cosa regalerai a N. per i suoi venticinque anni di professione?»
Gesù:
«Come dono di giubileo voglio darle un grande aumento di amore e una pazienza insuperabile in tutte le sofferenze che ancora le verranno. Verrà un tempo in cui tutto ciò che ha fatto a Me e alle sue sorelle sarà rivelato. Voglio che questa famiglia sia mostrata agli altri.»
Gesù voleva andarsene. Luisa, però, continuava a presentargli nuove richieste. Egli si voltò con grande gentilezza e disse con cortesia:
Gesù:
«Non mi stanco mai di accogliere le tue richieste».
Quando Barbara, a causa delle parole di altri, si sentì molto spaventata e si chiese se fosse davvero il buon Dio a parlarle, Lo supplicò in lacrime di non lasciarla andare perduta, poiché lei non cercava altro che compiacerLo. Quando finì la Via Crucis con tali suppliche, sentì la Sua presenza così evidente che non riuscì più ad andare avanti. Egli iniziò ad istruirla amorevolmente sui suoi dubbi e sulla sua paura e a rassicurarla in un modo impossibile da descrivere a parole.
Gesù:
«Voglio mostrarti perché sono così generoso e ti faccio promesse così grandi, non certo per te, ma affinché si riconosca quanto sono buono e che non mi faccio superare in magnanimità. La mia Sposa, la Chiesa, mi ha rivestito di una nuova luce e mi ha trasportato in un nuovo cielo in questo mese, perché i miei figli si radunano così numerosi intorno a me per lodare la mia Santa Madre.
Poiché, ecco, onorando mia Madre, glorificano me, il loro Dio».
La sera: il Santissimo Sacramento era esposto e si era dato inizio al Rosario. Finora Egli non si era mostrato a lei, sebbene lei sapesse per certo che Egli era vicino a lei, con lei. Ma ora Egli le apparve sull’altare in una tale bellezza che non può essere né immaginata né descritta. Era avvolto in uno splendore come lei non aveva mai visto prima. In quella luce vide un alone, o meglio ancora, un arcobaleno, ma senza colori, che circondava completamente Gesù, e in quell’arco ovale stava estremamente amabile il caro Salvatore, con il volto rivolto verso la gente. Intorno al misterioso arco c’erano in campi delimitati i dodici articoli del Credo apostolico. Dietro di Lui stava Sua Madre, e lo splendore che circondava il caro Salvatore ricadeva su Sua Madre, e Lei lo distribuiva con entrambe le mani ai presenti, così che tutti – sebbene in modo molto diverso – fossero circondati dalla stessa luce. Allora il Signore le spiegò cosa ciò significasse, poiché lei non lo aveva compreso. Lo splendore che ella vedeva, infatti, non proveniva – come sempre – da Lui stesso, ma era diffuso dall’arcobaleno che Lo circondava con i dodici articoli del Credo Apostolico. Con ciò Egli voleva mostrarci quale grande gioia la Sua Gli procura il fatto che in questo mese abbia radunato attorno a Lui così numerosi i Suoi figli, e che anche loro sappiano che non chiedono invano e che Egli non si lascia superare.
Per questo motivo, giovedì mi ha fatto quelle promesse quasi incredibili di donarci, per ogni rosario, un povero peccatore e, per ogni Ave Maria, un'anima in pena.
Con questo, il caro Salvatore vuole mostrarci quanta gioia provi per la preghiera della Sua Chiesa e quante grazie ne derivino per noi, per la Chiesa, e che noi stessi possiamo accrescere la Sua gioia e la Sua gloria. Se ci uniamo veramente a Lui e seguiamo la chiamata della Chiesa, otterremo tutto ciò che Egli ha promesso, non grazie ai nostri sforzi, ma grazie alle Sue suppliche e a quelle della Sua Chiesa, alle quali ci uniamo.
Barbara Weigand

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