L'avvocato Alberto Del Fante, bolognese, ex grado 33 della massoneria, scrisse questo libro dopo essersi convertito al confessionale di Padre Pio.
CONVERSIONE DI UN AVVOCATO GENOVESE
Un noto avvocato genovese, cugino di un dottore di Roma, aveva più volte, da quest'ultimo, sentito parlare di Padre Pio, ma non vi aveva dapprima fatto gran caso, ritenendo il cugino più che un fedele, un esaltato.
Inoltre l'avvocato era uno dei capi della massoneria della Superba e quindi non aveva tanto in simpatie né i preti, né i frati.
Un bel giorno, spinto dal desiderio di conoscere questo Frate miracoloso, partì da Genova per andare a S. Giovanni Rotondo.
Presentatosi al convento, prima ancora che egli potesse aprire bocca, Padre Pio gli andò incontro e gli disse:
- Come, lei qui fra noi? Ma lei è massone?
- Sì, Padre, - rispose l'avvocato sorpreso.
- E quale compito ha lei nella massoneria?
- Combattere la Chiesa dal punto di vista politico.
Padre Pio sorrise di pietà e di tenerezza, gli prese la mano e gli parlò dolcemente del figliuol prodigo, che ritorna alla casa paterna, gli disse della infinita misericordia del Signore, e del sommo bene che poteva ottenere accostandosi alla Chiesa, che apre il suo manto divino e tutti raccoglie quelli che a Lei tornano pentiti e buoni. Un'ora dopo l'avvocato genovese era ai piedi del Padre e gli chiese di essere confessato.
Pieno di gioia e di ardore, il nuovo convertito avrebbe, come tutti i convertiti, voluto gridare al mondo, e la gioia provata, e la felicità ottenuta.
Prima di partire chiese al Padre come doveva comportarsi, se doveva cioè buttar via pubblicamente le insegne della massoneria.
- No, - gli rispose il Padre - resta per ora e aspetta.
Quando sarà il momento opportuno, il Signore ti avvertirà.
L'avvocato ritornò a Genova, felice del suo rinnovamento.
Giunto, scrisse subito al cugino, dandogli la lieta notizia. Fra l'altro, gli disse:
«Grazie, tu mi hai aperto una via che percorrerò. Non posso dirti nulla per iscritto, perché non potrei scrivere. Ti dico solo che ritorno con una profonda dolcezza nell'animo, desideroso di silenzio, perché nulla turbi lo spirito mio».
Ma come avviene a tutti i convertiti, dopo una breve assenza, egli sentì il desiderio di ritornare a vedere il Padre.
Questo desiderio è una forza che non possiamo domare. Padre, Padre, Padre, questo nome lo ripeteremo le mille volte in un giorno, fino a che si sente di non poter più stare lontano da lui, e si prende il primo treno e si parte per S. Giovanni Rotondo.
Lo stesso avvenne all'avvocato genovese.
Padre Pio, sul frontespizio di un Vangelo, gli scrisse: «Beati quelli che ascoltano la parola divina, gelosamente la custodiscono, fedelmente l'adempiono».
Più felice ancora, l'avvocato ritornò nella sua città. La religione stava rimettendo le sue radici.
Pochi giorni dopo si recò a Lourdes, con un pellegrinaggio diretto dall'arcivescovo di Milano, l'attuale Pontefice.
Tornato a Genova, scrisse al cugino di Roma, in questi termini:
«Sono tornato ieri sera da Lourdes, città di miracoli e di preghiere. Ho fatto un lungo viaggio nella semplicità francescana, in terza classe, cogli ammalati, infermiere, e «brancardier».
Ricordavo che S. Francesco aveva tanta repugnanza pei lebbrosi, ma pur finì per servirli ed amarli. Io non potevo cedere certi ammalati; sono stato con loro lungamente a confortarti e servirli. Ho ricevuto la mia lezione. Ho visto, sentito, compreso quanto dolore è inciso nella carne.
Ma ho visto il miracolo. Quanto conforto e quanta gioia intima fa sopportare tanto dolore».
Al suo ritorno l'«Avanti!», l'organo del socialismo italiano, pubblicò un articolo con caratteri mastodontici: «Un massone a Lourdes», in cui l'avvocato venne attaccato acerbamente.
Immaginate lo sdegno dei «fratelli»; inviti a giustificarsi, soddisfazioni morali, provvedimenti draconiani, da ogni parte gli piovvero dei rimproveri e gli si preannunciarono sanzioni.
Egli invece non perdette mai la sua tranquillità.
Appena venne a sapere che i suoi antichi fratelli tenevano una riunione segreta, egli si recò da loro.
La mattina stessa, ricevette dal Padre, che da 4 mesi non gli scriveva, una lettera che concludeva con queste parole:
«Non ti arrossire del Cristo e della sua dottrina: è tempo oramai di combattere a petto scoperto. Il Datore di ogni bene te ne dia la forza».
Immaginiamoci l'ardore dal quale fu invaso l'avvocato, e curiosi e strani saranno stati i visi dei suoi ex compagni, quando essi in «Loggia» avranno udito parlare di Gesù, di Dio, e della religione di Cristo, collo stesso ardore di un predicatore quaresimale.
Oggi, questa nobile figura, che non conosco, ma che amo come un fratello, poiché egli è figlio del nostro amato Padre, oggi è un fervente terziario francescano, un conferenziere elegantissimo ed uno scrittore di pura fede francescana.
I suoi scritti, i suoi atti, tutte le sue azioni sono volte a quel Dio, che ama di amore infinito.
Spero di poter incontrare presto quest'anima pura e pia e stringergli la mano, chiamandolo Maestro. Uso un termine massonico, ma qui invece con diverso significato, Lui mi è maestro in fatto di fede e di spiritualità. [Per la gloria di Dio, pubblico il suo nome. È il Comm. Festa, podestà di Arenzano, e cugino del Prof. Festa di Roma. (Certi nomi, se resi noti, fanno tanto bene].
Quando io pure avrò levate definitivamente le scorte, poche è vero, che ancora mi restano, io purè entrerò nei terziari, e alloca potrò chiamare, nel nome del «più santo di tutti gli Italiani» come chiamò S. Francesco l'on. Mussolini, e nel nome del «Padre delle conversioni» come viene chiamato Padre Pio da tutti, chiamerò allora «Fratello» l'avvocato genovese.
Prima di chiudere e di venire a parlare della mia conversione, dirò che al suo ritorno da S. Giovanni Rotondo, l'avvocato fu ricevuto dal Sommo Pontefice Benedetto XV.
Al Vicario di Cristo, l'avvocato parlò del Padre.
Sua Santità gli disse con immenso amore: «Padre Pio è veramente l'uomo di Dio. Prenda lei l'impegno di farlo conoscere, perché non è da tatti apprezzato come merita».
Queste sono le parole di un Papa, che fu un ammiratore del Padre.
Ma non fu il solo, poiché più di un cardinale e di un Vescovo, chiesero al Padre, quando si recarono a S. Giovanni Rotondo, di potergli servire la Messa.
(1) - Elenco di alcune personalità, della nostra Santa Chiesa, che si recarono a visitare il Padre. - Mons. Giuseppe Florezak uditore alla Santa Romana Rota. - Conte E. DeRougè, cameriere segreto di S. Santità. - Mons. Laurent, cameriere segreto di s. Santità Pio XI. - S. Em. Mons. Angelo Poli, Vescovo di Allahabad, - S. Em. Mons. Thomas Gregorio Camacho, Vescovo del Salto nell'Uruguay. - S. Em. Mons. Antonio Valbonesi, canonico della Basilica Vaticana. - Mons. Ferruccio Damiani, Vescovo generale della Diocesi del Salto nell'Uruguay. - Mons. Antonio Williams, prelato domestico di s. Santità. - Rev. Bac. Dott. Patrizio Cummis, già rettore del Collegio Benedettino internazionale. - Mons. Nicola Santopaolo, Canonico della Basilica Liberiana. - Rev. Sac. D. Giovanni Di Albera, Direttore del Collegio Salesiano di Sanctu Lussurgin in Sardegna. - S. Em. Cardinale Augusto Syli. - S. Em. Cardinale Giovanni Cagliero. S. Em. Cardinale Von Faulhater, Arcivescovo di Monaco. - S. Em. Cardinale Carlo Perosi. - S. E. Mons. Alberto Costa, Vescovo di Venosa, Melfi, Rapolla e Vescovo di Lecce. - S. E. Mons. Giuseppe Antonio Lucchetti, Arcivescovo di Trebisonda ora a Rovereto. - S. E. Mons. Anselmo Kenealy, Vescovo di Symla (Indie inglesi), e molti e molti altri. Fra questi uno si espresse così: Padre Pio è: Dignitus Dei est hic.
***
Ho citato varie conversioni di uomini umili e modesti e di uomini di valore.
Dio entra in tutti i cuori nello stesso modo, non ha preferenze per nessuno. È l'Unico che sia uguale con tutti coloro che non lo rifiutano.
Narrerò la mia conversione. Premetto, che per la prima parte riporto quanto ho già pubblicato nel mio opuscolo: «Dal dubbio alla Fede», L'opuscolo come il presente volume sarà venduto per beneficenza.
Ho fatto un libretto alla Banca Credito Romagnolo di Bologna, tutto ciò che incasserò, dedotte le pure spese, sarà dato in beneficenza.
E incomincio subito, poiché mi accorgo che il tempo vola e che il mio dovere mi chiama.
Dopo la conversione di un operaio, di un avvocato, di un contadino, dopo quella di un medico, ecco la conversione di un commerciante.

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