venerdì 6 dicembre 2019

Alzate la vostra voce e informate i vostri sacerdoti!



Dio Padre: Scrivi Mia amata figlia perché la Mia Parola deve essere ascoltata, accettata e messa in pratica da ancora molte anime

Figlia Mia. Il tempo stringe. La vostra società si allontana sempre di più da Mio Figlio, e quelli che GLI hanno giurato ufficialmente fedeltà,  sono quelli che ora cacciano sempre di più il vostro santo Gesù dalle vostre chiese. Faranno questo con il pretesto  “dell’uguaglianza”, “dell’apertura” e “dell’amicizia fra tutte le razze“ e con l’obiettivo di un’ unica religione mondiale, che vi prenderà  completamente il vostro Gesù e in cui- al posto di pregare a Dio, il nostro Signore,- verrà adorata la bestia.

Figli Miei! Aprite occhi e orecchie e non permettetelo! Difendetevi! E siate certi che NESSUNO vi potrà prendere il vostro Gesù perché chi vive con LUI , chi GLI ha donato  il suo  SÌ, lo porta nel proprio cuore e lì  LUI sarà sempre con voi!

Non abbiate paura quindi e non scoraggiatevi mai! Ma alzate la vostra voce e informate i vostri sacerdoti! Presto infatti nulla sarà più com’era una volta e chi partecipa all’adorazione della bestia andrà perduto!

Ditelo ai vostri sacerdoti e pregate per loro, perché per loro e per i nostri figli fedeli, sinceri e credenti incominciano tempi brutti! Preparatevi per questi tempi che ora verranno, tenetevi stretti i vostri sacri libri e i vostri oggetti sacri e soprattutto: salvate le croci del vostro Signore! Poi  dovrete celebrare  le vostre sante messe  in segreto quindi  preparate già ora tutto per poterlo poi fare! Raccogliete  tutto quanto ciò che ancora avete di puro e Santo in modo che abbiate  tutto “a disposizione” nei giorni del male!

Figli Miei. PregateCi! Pregate a Me, la vostra sacra Mamma Celeste e a Gesù che vi ama moltissimo! Pregate lo Spirito Santo affinché illumini TUTTI i cuori e pregate il Padre affinché intervenga. La Sua santa mano darà molte punizioni ,ma voi dovete pregare figli Miei ,che la tribolazione non diventi troppo pesante per voi e per i vostri fratelli.

La purificazione la vedete ora in tutto il mondo. Riconoscetela per quella che è,  perché è il Signore che fa scatenare i venti , fa ribollire i mari e scuotere la terra. Molto fuoco seguirà a tutto questo, se vuoi non vi convertite e non cambiate strada!

Dio Padre, Nostro Padre Celeste ama ognuno dei Suoi figli, ma voi dovete dichiararvi per LUI di spontanea volontà e per profondo amore, perché chi vive con il Signore verrà risparmiato! Verrà protetto, guidato e amato!

Cambiate strada e percorrete il resto della via che vi rimane qui su questa vostra meravigliosa terra con LUI! Se ogni figlio trovasse la strada verso di LUI la vostra terra sarebbe già ora un paradiso, ma siccome così tanti figli si sono allontanati , avete dato al diavolo sempre maggior  potere sulla vostra terra e su di voi.

Cambiate strada! E venite al Padre e vi verranno donati il Suo amore e la Sua cura onnicomprensivi. Così sia.

Non abbiate mai paura, anche i Nostri amati sacerdoti non devono temere, perché chi crede sinceramente in Mio Figlio, chi LO ama e vive con LUI, sarà protetto e  guidato e la bestia non potrà danneggiare la sua anima.

Io vi amo. Abbiate coraggio! E resistete!

La vostra Mamma Celeste che vi ama.

Mamma di tutti i figli di Dio. Amen.

LA VERGINE MARIA negli scritti di Luisa Piccarreta



Perché piange la nostra Madre 

“La mia Mamma Celeste si era fatta vedere piangere, e avendole domandato: “Mamma mia, perché piangi?”, mi ha detto: “Figlia mia, come non debbo piangere, se il fuoco della Giustizia divina vorrebbe divorare tutto? Il fuoco delle colpe divora tutto il bene delle anime ed il fuoco della Giustizia vuole distruggere tutto ciò che appartiene alle creature; e vedendo che il fuoco corre, piango. Perciò prega, prega”. (12°, 18-9-1917)  

Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!



IL CONCETTO DI DIO NEL CORANO

la logica pura non è stata certo il forte di Maometto. Per esempio, il concetto di Dio, la sua natura, i suoi attributi, le sue relazioni con mondo creato, nel Corano si trovano solo alle prese con contraddizioni d'ogni genere. Ecco quali nozioni egli ci dà di Dio, Allah. 
Prima di tutto, inculca il monoteismo: "Dì: Egli, Iddio, è unico; Iddio, l'eterno; non generò e non è generato, ed a Lui non è eguale nessuno"'. Accusa i cristiani di idolatria perché credono e insegnano che Cristo è figlio naturale di Dio e Dio Egli stesso. 
Per Maometto, invece, Gesù Cristo è un uomo come tutti gli altri; nato non da uomo, però, ma da un prodigioso miracolo di Dio, e innalzato alla dignità di Profeta (inferiore, comunque, a Maometto!) e di "Legato" di Dio al suo popolo ebraico2• 
Di Dio dice: Egli è il creatore di tutte le cose e in tutto è perfetto e sapiente3• Egli è l'Altissimo che creò, confermò e tutto decretò e dirige secondo il suo decreto4• Egli è colui che ha mandato dal cielo l'acqua, e per essa produsse il seme di ogni cosa, ed estrasse da essa il verde, dal quale fa uscire un grano insieme agglomerato; le palme dai cui rami pendono grappoli serrati; e orti dalle uve, e le ulive e le melagrane, tra loro simili e non tra loro simili. Osservate i loro frutti quando fruttificano e la loro maturità. Certamente, in ciò sono i segni della divina potenza per gli uomini che credono5• 
Tutto questo, Dio lo ha fatto senza alcuna fatica6• Anche l'uomo è opera di Dio. Fu creato dalla polvere. Anche gli angeli sono a lui sottomessi, perché sue creature7• Ed è Dio che mantiene in vita tutte le cose; se a lui piacesse, potrebbe distruggerle tutte, ridurle al nulla e poi crearne altre e migliori. Egli abbatte e crea i popoli e le nazioni con un solo "Fiat! ". 
Dio, poi, è l'onniscente, e vede tutto ciò che avviene nell'universo. Nulla sfugge al suo occhio scrutatore, neppure il minimo pensiero che passa, volando, nella mente dell'uomo, perché Egli è colui che tiene "le chiavi del mistero, né le conosce se non lui; e lui sa quel che si nasconde nella terra e quel che si sperde nel mare, e non cade foglia che egli non lo sappia, né un grano solo è nelle tenebre della terra, né uno stelo fresco, né uno stelo secco che non sia scritto nel libro manifesto8• 
Dio, poi, è clemente, misericordioso, ma anche vendicatore spietato, per cui, per sfuggire queste vendette, gli uomini lo lodino mattina e sera, senza mai stancarsi o lasciarsi distrarre da cosa alcuna9• 
Dio è libero nel suo operare; fa ciò che vuole e nessuna creatura può alzare la voce contro i suoi voleri10• Egli, invece di tanti popoli differenti per razza e religione, avrebbe potuto farne uno e dotato di una sola religione; al contrario, egli ha poste le differenze di razza e, nella stessa razza, le differenze sociali, affinché alcuni uomini stiano sopra gli altri, ed altri stiano in servitù1\ poiché egli elargisce i suoi doni a chi vuole, o li misura.a chi vuole12• Ma essendo libero, Dio fa anche errare e dìtige chi vuole. "Certamente, Dio farà errare chi vuole e dirigerà chi vuole'm. E ancora: "Niente accade ali 'uomo di bene o di male se non per volontà di Dio4• E dice di peggio, insegnando che Dio ha ispirato nell'anima dell'uomo la malizia, l'istinto al male15• 
Quindi, per Maometto, l'uomo, di fronte al bene o al male, è un irresponsabile, perché sarebbe necessitato ad agire da un istinto intrinseco, cioè da una forza superiore e indipendente dalla sua volontà. 
Ora, ognuno può vedere la conclusione disastrosa a cui portano i dettami di Maometto; e cioè: verso un fatalismo immorale, paralizzatore e distruggitore di ogni iniziativa privata e sociale, anche buona. Infatti, perché darsi da fare per un ideale o l'acquisto di un bene, quando è già stabilito da Dio che non lo si potrà raggiungere? .. Perché vivere in virtù, fare digiuni, preghiere, penitenze, se è già decretato, ab aeterno, che io sia dannato? .. Perché cercare di diventar migliore, se Dio mi tiene inchiodato al male? .. 
Nelle sue continue contraddizioni, Maometto insegna ugualmente che l'uomo sarà premiato, o punito, a secondo delle azioni che farà, non accorgendosi della sua illogicità e immoralità della sua dottrina. Egli, per tutto il Corano, parla illogicamente di pene eterne e di gioie eterne nel suo Paradiso! 
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1 Cfr. "Sura" 112. 
2 Cfr. "Sura" XIX-16-37. 
3 Cfr. "Sura"VI-101. 
4 Cfr. "Sura" LXXXVII-14. 
5 Cfr. "Sura" VI-97 -100. 
6 Cfr. "Sura" L-37. 
7 Cfr. "Sura" XXXV-59. 
8 Cfr. "Sura" VI-59. 
9 Cfr. "Sura" XXIV -36-37. 
10 Cfr. "Sura" 11-254. 
11 Cfr. "Sura"XLIII-31. 
12 Cfr. "Sura"XVII-32; e "Sura" XVII-21. 
13 Cfr. "Sura" XXXV-9. 
14 Cfr. "Sura" LXXII-Il. 
15 Cfr. "Sura" XCI-8. 

sac. Luigi Villa 

San Bernardo di Chiaravalle.



Vi sono quattro generi di retribuzione: due in questo mondo, due nell’altro. La retribuzione della fortuna e della ricchezza degli empi, a proposito dei quali sta scritto: «Ricevettero la loro mercede»; e quella della dannazione e della vergogna, che li attende. Alla confidenza e alla grazia dei giusti è invece dovuta la mercede dell’amorosa dolcezza e della gloria. Due sono le cose ricompensate: la giustizia delle azioni e la purezza del cuore.

PREGHIERA DI S. BONAVENTURA



Trafiggi, o Gesù dolcissimo la parte più intima dell'anima mia con la soavissima e salutare ferita del tuo amore e con vera, pura e santissima carità, affinché languisca e mi strugga dall'unico desiderio di amare: Te solo, di bramare Te, di anelare verso di Te, di morire per essere con Te. Fa che io sia affamato di Te, che sei il Pane degli Angeli, il cibo delle anime sante, il nostro pane quotidiano, nutriente più di ogni altro cibo, pane che ha tutte le dolcezze, tutti i sapori, tutte le delizie più soavi. Fa che abbia fame dì Te che gli Angeli contemplano; di Te si nutra il mio cuore e della dolcezza del Tuo sapore si riempia l'intimo dell'anima mia. Concedimi d'aver sempre sete di Te, che sei la sorgente della vita, la fonte della sapienza e della scienza, la fonte dell'eterna luce. Il torrente delle delizie, la fecondità della casa di Dio. Dammi la grazia che il mio cuore desideri sempre Te, cerchi Te, aneli a Te, mediti Te, giunga a Te, parli di Te, e tutto operi in lode e gloria, del tuo Nome, con umiltà e prudenza, con amore e con piacere, con facilità e con affetto, con perseveranza che duri fino alla fine. E Tu solo siimi sempre l'unica fiducia, l'unica ricchezza, l'unica delizia, l'unica gioia, l'unica quiete e tranquillità, l'unica pace, l'unica soavità, l'unico profumo, l'unica dolcezza, l'unico cibo ed alimento, l'unico rifugio, l'unico aiuto, l'unica sapienza, l'unica parte di eredita, l'unico bene, l'unico tesoro nel quale rimangono sempre fissi e incrollabilmente radicati la mia mente ed il mio cuore Cosi sia. 

giovedì 5 dicembre 2019

Il nostro Signore viene scacciato e voi lasciate che questo accada!



San Bonaventura

”Il Nostro Signore viene scacciato e voi lasciate che questo accada.

Dì ai Nostri figli che devono custodire Gesù nel loro cuore.

Dì ai Nostri sacerdoti  che così non va. Peccano contro il Signore  se non si alzano e non si oppongono.

L'INFERNO VISTO DAI SANTI



L'inferno visto dai Santi 

Ma è tempo di sentire e analizzare quanto ci dicono i Santi con le loro visioni o apparizioni. Ci fermeremo naturalmente solo ad alcuni, privilegiando soprattutto Santi più vicini a noi per il tempo e per la cultura. E questo anche per non perdersi dietro racconti o episodi non del tutto storicamente accertati o addirittura leggende e miti, da non prendere in considerazione. 

1 - L'inferno visto da S. Teresa d'Avila 

Monaca e riformatrice del Carmelo, Teresa di Gesù, nata ad Avila in Spagna il 28 marzo 1515 e morta ad Alba il 4 ottobre 1582, è una dei Santi che ha visto l'inferno. Lo racconta essa stessa nella vita scritta da Lei in questi termini: "Un giorno mentre ero in orazione; mi trovai tutt'a un tratto trasportata intera nell'inferno. Compresi che Dio mi voleva far vedere il luogo che i demoni mi avevano preparato, e che io mi ero meritato con i miei peccati. 
Fu una visione che durò pochissimo, ma vivessi anche molti anni, mi sembra di non poterla più dimenticare. L'ingresso mi pareva un cunicolo molto lungo e stretto, simile a un forno assai basso, buio e angusto; il suolo tutto una melma puzzolente piena di rettili schifosi. Infondo, nel muro, c'era una cavità scavata a modo di nicchia, e in essa mi sentii rinchiudere strettamente. E quello che allora soffrii supera ogni umana immaginazione, né mi sembra possibile darne solo un'idea perché cose che non si sanno descrivere. Basti sapere che quanto ho detto, di fronte alla realtà sembra cosa piacevole. 
Sentivo nell'anima un fuoco che non so descrivere, mentre dolori intollerabili mi straziavano orrendamente il corpo. Nella mia vita ne ho sofferto moltissimi, dei più gravi che secondo i medici si possano subire sulla terra, perché i miei nervi si erano rattrappiti sino a rendermi storpia, senza dire dei molti altri di diverso genere, causatimi in parte dal demonio. 
Tuttavia non sono nemmeno da paragonarsi con quanto allora ho sofferto, specialmente al pensiero che quel tormento doveva essere senza fine e senza alcuna mitigazione. Ma anche questo era un nulla innanzi all'agonia dell'anima. Era un'oppressione, un'angoscia, una tristezza così profonda, un così vivo e disperato dolore che non so come esprimermi. Dire che si soffrano continue agonie di morte è poco, perché almeno in morte pare che la vita ci venga strappata da altri, mentre qui è la stessa anima che si fa in brani da sé. Fatto sta che non so trovare espressioni né per dire di quel fuoco interiore né per far capire la disperazione che metteva il colmo a sì orribili tormenti. Non vedevo chi me li faceva soffrire, ma mi sentivo ardere e dilacerare, benché il supplizio peggiore fosse il fuoco e la disperazione interiore. 
Era un luogo pestilenziale, nel quale non vi era più speranza di conforto, né spazio per sedersi o distendersi, rinserrata com'ero in quel buco praticato nella muraglia. Orribili a vedersi, le pareti mi gravavano addosso, e mi pareva di soffocare. Non v'era luce, ma tenebre fittissime; eppure quanto poteva dar pena alla vista si vedeva ugualmente nonostante l'assenza della luce: cosa che non riuscivo a comprendere. 
Per allora Dio non volle mostrarmi di più, ma in un'altra visione vidi supplizi spaventosissimi, fra cui i castighi di alcuni vizi in particolare. A vederli parevano assai più terribili, ma non mi facevano tanta paura perché non li sperimentavo, mentre nella visione di cui parlo il Signore volle farmi sentire in ispirito quelle pene ed afflizioni, come se le soffrissi nel corpo. (...) Sentir parlare dell'inferno è niente. Vero è che io l'ho meditato poche volte perché la via del timore non è fatta per me, ma è certo che quanto si medita sui tormenti dell'inferno, su quello che i demoni fanno patire, o che si legge nei libri, non ha nulla a che fare con la realtà, perché totalmente diversa, come un ritratto messo a confronto con l'oggetto ritrattato. Quasi neppure il nostro fuoco si può paragonare con quello di laggiù. 
Rimasi spaventatissima e lo sono tuttora mentre scrivo, benché siano già passati quasi sei anni, tanto da sentirmi agghiacciare dal terrore qui stesso dove sono. Mi accade intanto che quando sono afflitta da qualche contraddizione o infermità, basta che mi ricordi di quella visione perché mi sembrino subito da nulla persuadendomi che ce ne lamentiamo senza motivo. Questa fu una delle più grandi grazie che il Signore m'abbia fatto, perché mi ha giovato moltissimo non meno per non temere le contraddizioni e le pene della vita che per incoraggiarmi a sopportarle, ringraziando il Signore d'avermi liberata da mali così terribili ed eterni, come mi pare di dover credere". 
Nella visione della Santa si evidenziano vari ed importanti fattori riguardanti l'inferno: 

a) Il luogo dove starebbe l'inferno, il cui ingresso è costituito da un cunicolo lungo e stretto, simile ad un forno basso, buio e angusto. Un luogo pestilenziale dove non c'è più né speranza di conforto, né spazio per sedersi o distendersi. 
Il suolo, tutto melma puzzolente, è pieno di rettili schifosi. Non c'è luce, ma tenebre fittissime e intanto tutto ciò che può dar pena alla vista si vede ugualmente. 

b) Le pene sofferte dai dannati. L'anima è investita da un fuoco che Teresa non sa descrivere; il corpo (la Santa è lì con l'anima e il corpo) è straziato orrendamente da dolori intollerabili. Ma tutto questo è ancora niente di fronte all'agonia dell'anima che soffre un'oppressione, un'angoscia, una tristezza e un vivo e disperato dolore "che non so - dice la Santa - come esprimermi ". "Dire che si soffrano continue agonie di morte è poco, perché almeno in morte pare che la vita ci venga strappata da altri, mentre qui è la stessa anima che si fa in brani da sé. La sofferenza più atroce è il pensiero che queste pene non hanno né fine né mitigazione alcuna". I supplizi peggiori sono il fuoco e la disperazione interiore. 
Le pene e le afflizioni sono sentite in ispirito ma si soffre veramente, come se si soffrisse nel corpo. 

c) Dette pene sono tali da superare ogni umana immaginazione: a paragone di esse, le sofferenze più atroci di questa terra sono un niente. Quanto vien detto o si medita sull'inferno e i suoi supplizi non ha nulla a che vedere con la realtà, perché totalmente diversa. È certo che "quanto si medita sui tormenti dell'inferno, su quello che i demoni fanno patire, o che si legge nei libri, non ha nulla a che fare con la realtà, perché totalmente diversa, come un ritratto messo a confronto con l'oggetto ritrattato. Quasi neppure il nostro fuoco si può paragonare con quello di laggiù ". 

d) Oltre ai castighi diciamo così comuni per tutti i dannati, ci sono pure spaventosissimi castighi per ogni vizio particolare. 

e) È la stessa anima dannata che si dilania, che si fa in brani da sé. "Non vedevo - dice la Santa - chi me li faceva soffrire (detti tormenti), ma mi sentivo ardere e dilacerare, benché il supplizio peggiore fosse il fuoco e la disperazione interiore". 
 
Padre Antonio Maria Di Monda

EVITARE I GIUDIZI TEMERARI




 1.     Rivolgi gli occhi a te stesso e stai attento a non giudicare quel che fanno gli altri. In tale giudizio si lavora senza frutto; frequentemente ci si sbaglia e facilmente si cade in peccato. Invece, nel giudizio e nel vaglio di se stessi, si opera sempre fruttuosamente. Spesso giudichiamo secondo un nostro preconcetto; e così, per un nostro atteggiamento personale, perdiamo il criterio della verità. Se il nostro desiderio fosse diretto soltanto a Dio, non ci lasceremmo turbare così facilmente dalla resistenza opposta dal nostro senso umano. Di più, spesso, c'è qualcosa, già nascosto, latente in noi, o sopravveniente dall'esterno, che ci tira di qua o di là. Molti, in tutto ciò che fanno, cercano se stessi, senza neppure accorgersene. Sembrano essere in perfetta pace quando le cose vanno secondo i loro desideri e i loro gusti; se, invece, vanno diversamente, subito si agitano e si rattristano. 

2.     Avviene di frequente che nascono divergenze tra amici e concittadini, persino tra persone pie e devote, per diversità nel modo di sentire e di pensare. Giacché è difficile liberarsi da vecchi posizioni abituali, e nessuno si lascia tirare facilmente fuori dal proprio modo di vedere. Così, se ti baserai sui tuoi ragionamenti e sulla tua esperienza, più che sulla forza propria di Gesù Cristo, raramente e stentatamente riuscirai ad essere un uomo illuminato; Dio vuole, infatti, che noi ci sottomettiamo perfettamente a lui, e che trascendiamo ogni nostro ragionamento grazie ad un fiammeggiante amore. 

 L'Imitazione di Cristo 

LEGGENDA PERUGINA



( COMPILAZIONE DI ASSISI )


UNA CASA COSTRUITA DAL COMUNE

11. Quanto segue, accadde all’avvicinarsi di un Capitolo; a quei tempi ne veniva celebrato uno all’anno, presso Santa Maria della Porziuncola. Il popolo di Assisi, considerando che i frati per grazia di Dio si erano moltiplicati e crescevano di giorno in giorno, notò che specialmente quando si riunivano tutti per l’assemblea capitolare, non avevano colà che una angusta misera casetta, coperta di paglia e dalle pareti fatte con vimini e fango: era la capanna che i frati si erano approntata quando erano venuti a stabilirsi in quel luogo.

Allora gli assisani, per delibera dell’arengo, in pochi giorni, con gran fretta e devozione murarono ivi una grande casa in pietra e calce, senza però il consenso di Francesco, che era assente. Quando egli fu di ritorno da una provincia per partecipare al Capitolo, nel vedere quella casa rimase attonito. Pensando che con il pretesto di quella costruzione, i frati avrebbero eretto o avrebbero fatto edificare case del genere nei luoghi dove già dimoravano o dove si sarebbero stabiliti più tardi, – poiché era sua volontà che la Porziuncola fosse sempre il modello e l’esempio di tutta la fraternità –, un giorno, prima che il Capitolo avesse fine, salì sul tetto di quella casa e ordinò ai frati di raggiungerlo poi cominciò insieme con loro a buttare giù le tegole, nell’intento di demolirla

Alcuni cavalieri di Assisi e altri cittadini erano presenti in rappresentanza del comune per il servizio d’ordine, al fine di proteggere quel luogo da secolari e forestieri affluiti da ogni parte e che si assiepavano fuori per vedere l’assemblea dei frati. Notando che Francesco con altri frati avevano l’intenzione di diroccare l’edificio, subito si fecero avanti e dissero al Santo: «Fratello, questa casa è proprietà del comune di Assisi, e noi siamo qui in rappresentanza del comune. Ti ordiniamo quindi di non distruggere la nostra casa».

Rispose Francesco: «Va bene, se la casa è di vostra proprietà non voglio abbatterla». E subito scese dal tetto, seguito dai frati che vi erano saliti con lui.

Per questo motivo,  il  popolo  di  Assisi  stabilì,  e mantenne  per lungo tempo  tale decisione, che ogni anno il podestà in carica fosse obbligato alla manutenzione ed eventualmente ad eseguire lavori di riparazione di quell’edificio.

Traduzione di VERGILIO GAMBOSO

La preghiera dell’ateo



Gesù, aiutami ad accettare l’amore di Dio come mi è stato mostrato. 
Apri i miei occhi, la mia mente, il mio cuore e la mia anima  
in modo che io possa essere salvato. 
Aiutami a credere riempiendo il mio cuore col Tuo Amore. 
Infine sostienimi e salvami dal tormento del dubbio. 
Amen. 

LE 24 ORE DELLA PASSIONE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO



La Serva di Dio Luisa Piccarreta scrive „Le 
24 Ore della Passione di N.S.G.C.’ 
contemplando il suo Sposo Crocifisso e 
condividendone le pene Leggiamo 
nell’epistolario di Luisa: 

“La mente al Cielo, lo sguardo al Crocifisso, 


PRIMA ORA 
 Dalle 5 alle 6 del pomeriggio 
Gesù si congeda dalla sua Madre Santissima 
( Preghiera di Preparazione, pagina 19 ) 

O Celeste Mamma, l’ora del distacco già s’appressa, ed io da Te vengo. O Madre, dammi il tuo 
amore e le tue riparazioni, dammi il tuo dolore, perché insieme con Te voglio seguire passo 
passo l’adorato Gesù. Ed ecco che Gesù viene e Tu, coll’animo traboccante 
d’amore, Gli corri incontro, e nel vederlo sì pallido e triste, il 
Cuore Ti si stringe per il dolore, le forze Ti vengono meno e sei 
già per cadergli ai piedi. 

O dolce Mamma mia, sai Tu perché è venuto da Te l’adorabile Gesù? Ah, Egli è venuto per 
darti l’ultimo addio, per dirti l’ultima parola, per ricevere l’ultimo abbraccio! O Madre, a 
Te mi stringo con tutta la tenerezza di cui è capace questo mio povero cuore, affinché stretta e 
avvinta a Te, anch’io possa ricevere gli abbracci dell’adorato Gesù. Mi disdegnerai tu forse, o 
piuttosto non è un conforto per il tuo Cuore avere un’anima a Te vicina che ne divida le pene, 
gli affetti, le riparazioni? O Gesù, in quest’ora sì straziante per il tuo tenerissimo Cuore, 
quale ammaestramento non ci dai Tu di filiale ed amorosa obbedienza verso la Mamma tua! 
Qual dolce armonia non passa fra Te e Maria! Che incanto soave di amore che sale fino al 
trono 
dell’Eterno, e si dilata a salvezza di tutte le creature della terra!  

O Celeste Mamma mia, sai Tu che vuole da Te l’adorato 
Gesù? Non altro che l’ultima benedizione. È vero che da tutte le particelle del tuo essere altro 
non escono che benedizioni e lodi al tuo Creatore; ma Gesù, nel congedarsi da Te, vuol sentire 
la dolce parola: Ti benedico, o Figlio; e quel Ti benedico storna tutte le bestemmie dal suo 
udito, e dolce e soave scende al suo Cuore; e, quasi a mettere un riparo a tutte le offese delle 
creature, Gesù vuole il tuo Ti benedico. Anch’io mi unisco con Te, o dolce Mamma: sulle ali 
dei venti voglio girare il Cielo per chiedere al Padre, allo Spirito Santo, agli Angeli tutti, un Ti 
benedico a Gesù, affinché, andando a Lui, Gli possa portare le loro benedizioni. E qui in terra 
voglio andare da tutte le creature e chiedere da ogni labbro, da ogni palpito, da ogni passo, da 
ogni respiro, da ogni sguardo, da ogni pensiero, benedizioni e lodi a Gesù; e se nessuno me le 
vorrà dare, intendo io darle per loro.  
O dolce Mamma, dopo aver girato e rigirato per chiedere alla Triade Sacrosanta, agli Angeli, 
alle creature tutte, alla luce del sole, al profumo dei fiori, alle onde del mare, ad ogni alito di 
vento, ad ogni favilla di fuoco, ad ogni foglia che si muove, al luccicar delle stelle, ad ogni 
movimento della natura, un Ti benedico, vengo da Te, e insieme alle tue metto le mie 
benedizioni.  

Dolce Mamma mia, vedo che Tu ne ricevi conforto e sollievo, e tutte le offri a Gesù le mie 
benedizioni, a riparazione delle bestemmie e maledizioni che egli riceve dalle creature. Ma 
mentre io tutto a te offro, sento la tua voce tremante che dice: 

“ Figlio, benedici me pure! ”. 
O dolce mio Amore, benedici anche me insieme alla Mamma tua: benedici i miei pensieri, il 
mio cuore, le mie mani, i miei passi, le mie opere, e con la Madre tua tutte le creature. 
 
O Madre mia, nel mirare il Volto dell’addolorato Gesù, pallido e triste, straziante, si risveglia in 
Te il ricordo dei dolori che tra poco dovrà Egli soffrire. Prevedi il Volto di Lui coperto disputi, 
e Lo benedici; il Capo trapassato dalle spine, gli occhi bendati, il Corpo straziato dai flagelli, le 
mani e i piedi forati dai chiodi, e dovunque Egli sta per andare Tu lo segui con le tue 
benedizioni; ed insieme a Te Lo seguo anch’io. 
 
Quando Gesù sarà colpito dai flagelli, trapassato dai chiodi, schiaffeggiato, 
coronato di spine, dovunque troverà insieme al tuo il mio Ti benedico. 
 
O Gesù, o Madre, Vi compatisco; immenso è il vostro dolore in questi ultimi momenti; il Cuore 
dell’Uno pare che strappi il Cuore dell’Altra. O Madre, strappa il mio cuore dalla terra e legalo 
forte a Gesù, affinché stretto a Lui, possa prendere parte ai tuoi dolori. E mentre Vi stringete, Vi 
abbracciate, Vi gettate gli ultimi sguardi, gli ultimi baci, stando io in mezzo ai vostri due Cuori, 
possa ricevere i vostri ultimi baci, gli ultimi vostri abbracci. Non vedete che io non posso stare 
senza di Voi, malgrado la mia miseria e la mia freddezza? 

Gesù, Mamma, tenetemi stretta a Voi; datemi il vostro amore, il vostro Volere; saettate il 
povero mio cuore, stringetemi fra le vostre braccia. E insieme con Te, o dolce Madre, 
voglio seguire passo passo l’adorato Gesù, con l’intenzione di dargli conforto, sollievo, 
amore e riparazione per tutti. 
 
O Gesù, insieme alla Mamma tua Ti bacio il piede sinistro, pregandoti di voler perdonare a me 
e a tutte le creature le quante volte non abbiamo camminato verso Dio. Bacio il tuo piede 
destro: perdona a me e a tutti le quante volte non abbiamo seguito la perfezione che Tu volevi 
da noi. Ti bacio la mano sinistra: comunicaci la tua purità. Bacio la tua mano destra: 
benedicimi tutti i miei palpiti, pensieri, affetti, affinché avvalorati dalla tua benedizione, 
tutti si santifichino; e con me benedici anche tutte le creature e suggella la salvezza delle 
loro anime con la tua benedizione. 

O Gesù, insieme alla Mamma tua Ti abbraccio e, baciandoti il Cuore, Ti prego di mettere in 
mezzo ai vostri due Cuori il mio, affinché si alimenti continuamente dei vostri amori, dei vostri 
dolori, dei vostri stessi affetti e desideri, della vostra stessa Vita. 

Riflessioni e Pratiche 
Gesù, prima di dar principio alla sua passione, va da sua 
Madre per chiederle la benedizione. In quest’atto Gesù c’insegna 
l’ubbidienza, non solo esterna, ma anche interna, che dobbiamo 
avere per corrispondere alle ispirazioni della grazia. 
Alle volte noi non siamo pronti ad eseguire una buona ispirazione, o 
perché trattenuti dall’amor proprio a cui si unisce la tentazione, o per 
rispetto umano, o per non fare santa violenza a noi stessi. Ma il respingere 
la buona ispirazione di esercitare una virtù, di compiere un atto virtuoso, 
di fare una buona opera, di praticare una devozione, fa ritirare il Signore, 
che ci priva di nuove ispirazioni. Invece la pronta corrispondenza pia e 
prudente alle sante ispirazioni ci attira maggiori lumi e grazie. 


Nei casi dubbi si ricorre prontamente e con retta intenzione, 
al gran mezzo della preghiera e al retto e probo consiglio. Così il 
buon Dio non lascia d’illuminare l’anima ad eseguire la salutare 
ispirazione e ad accrescergliele con sempre maggior profitto della medesima. 

Le nostre azioni, i nostri atti, le nostre preghiere, le Ore della Passione, dobbiamo farle 
con le stesse intenzioni di Gesù, nella sua Volontà, e sacrificando noi stessi come Lui, per 
la gloria del Padre e per il bene delle anime. 

Dobbiamo metterci nella disposizione di sacrificarci in tutto per amore del nostro amabile 
Gesù, uniformandoci al suo spirito, operando con gli stessi suoi sentimenti e abbandonandoci in 
Lui, non solo in tutti i dolori e contrarietà esterni, ma molto più in tutto ciò che potrà disporre 
nel nostro interno; e così, all’occasione, ci troveremo pronti ad accettare qualunque pena. Così 
facendo noi daremo al nostro Gesù piccoli sorsi dolci; se poi tutto ciò lo faremo nella Volontà 
di Dio, che contiene tutte le dolcezze, tutti i contenti ed in modo immenso, noi daremo a Gesù 
dei larghi sorsi dolci, in modo da mitigare l’attossicamento che Gli arrecano le creature, e 
consolare il suo Divin Cuore. 
Prima di cominciare qualunque azione invochiamo sempre 
la benedizione di Dio, per fare che le nostre azioni abbiano il tocco della divinità e attirino 
su di noi, non solo, ma su tutte le creature, le sue benedizioni. 
Mio Gesù, la tua benedizione mi preceda, mi accompagni e 
mi segua, affinché tutto ciò che faccio porti l’impronta del tuo Ti 

benedico. 
( Preghiera di Ringraziamento pagina 19) 

Le spose di Gesù



Riflessioni

In questo momento voglio farti delle domande perché tu mediti:
Sei innamorata di Gesù? Lo consideri tuo Sposo e vivi totalmente per lui? Sei disposta a renderlo felice in ogni momento? Gli obbedisci, obbedendo ai tuoi superiori? Ti senti orgogliosa di essere sposa di Gesù o cerchi qualche volta di nasconderlo a chi ti circonda? Vivi come una regina dedita al tuo divino Re? Hai paura delle sue richieste e cerchi la tua comodità, allontanandoti da Lui?
Un giorno mi chiamò una donna per telefono e io credetti di riconoscerla e le dissi: “Ah, lei è la moglie di Alberto?” E lei ridendo felice mi rispose: “No, io sono la moglie di Gesù” (era una religiosa felice della sua vocazione).
Ora analizza la tua vita e conta i piccoli dettagli di affetto e tenerezza con i quali ogni giorno cerchi di renderlo felice. Quanti baci dai ogni giorno alle sue immagini? Sei soddisfatta del tuo matrimonio con Gesù? Gli sei fedele? Hai pensato seriamente alla separazione o al divorzio? Ti senti frustrata o fallita? Quando hai dei problemi o delle tentazioni corri a dirglielo e a chiedere aiuto davanti al tabernacolo? Digli ora con tutto il tuo cuore: Oh Gesù, mio Re come hai potuto innamorarti di me? Il tuo cuore divino mi affascina. Che dolce rifugio sei per una peccatrice come me!
«“Al mattino fammi sentire la tua grazia, poiché in te confido” (Sal 143, 8). Grazie, per avermi scelta. Ti supplico di darmi un cuore di fuoco, un’anima ardente perché io sia capace d’infiammare la terra. Sazia la mia sete d’amore, che io ti ami fino alla pazzia. Tu sei il mio tutto e io spero in te. Sono sicura del tuo amore per me. Mio sposo, dammi la grazia di morire d’amore per te. E finché dura la mia vita, fai del mio cuore un giardino pieno di fiori d’amore per te. 
Vieni a riposare qui perché ho piantato dei gigli molto belli per te. E quando morirò fammi la grazia come a santa Teresina, di stare nel mio cielo, facendo il bene sulla terra e di versare sul mondo una pioggia di rose. Voglio continuare ad essere madre degli uomini fino alla fine del mondo».
Ed ora voglio dirti, facendo mie le parole di san Giovanni della Croce:

«Nel mio petto fiorito,
che tutto per te solo conservavo, 
rimanesti tu addormetato
e io ti donavo
e col ventaglio dei cedri aria ti davo.
Rimasi e mi obliai, 
il volto sul mio Amato inclinai,
tutto finì, e mi lasciai,
lasciando la mia mente
tra i gigli obliatamente».

Padre Angel Peña

Geremia



Ostinazione d'Israele

16Così dice il Signore al suo popolo: 'Fermatevi per strada e guardatevi attorno, imparate come ci si comportava nel passato. Camminate sulla strada giusta e vivrete in pace. Ma voi rispondete: 'Non vogliamo seguire quella strada'. 17Ho anche messo sentinelle presso di voi per darvi in tempo l'allarme, ma voi avete risposto: 'Non vogliamo sentire'. 18'Perciò ascoltate, popoli di tutta la terra, e anche tu, comunità d'Israele, sappi bene quel che sta per accaderti. 19Farò venire la rovina su di te a causa dei tuoi progetti malvagi, perché non hai dato importanza alle mie parole e hai rifiutato il mio insegnamento. 20Che me ne faccio dell'incenso importato dalla regione di Saba, o delle spezie aromatiche fatte arrivare da lontano? I tuoi sacrifici non mi fanno piacere e le tue offerte non mi sono gradite. 21Perciò, Israele, ti metterò davanti alcuni ostacoli per farti inciampare. Allora morirete tutti, padri e figli, amici e vicini. Così dice il Signore'.