venerdì 9 gennaio 2026

Quando la creatura chiama la Divina Volontà nei suoi atti, il Creatore le dà Amore nuovo e duplicato ed essa può amare Dio con duplicato amore.

 


Dal Vol. 34 - Gennaio 5, 1936

Quando la creatura chiama la Divina Volontà nei suoi atti, il Creatore le dà Amore nuovo e duplicato ed essa può amare Dio con duplicato amore.

La mia piccola e povera volontà sente l’estremo bisogno del Voler Divino; senza di Esso mi sento digiuna, senza forza, senza calore e senza vita, anzi sento la morte ad ogni istante, perché mancandomi non vi è chi può sostituirsi ad alimentare la sua vita in me. Perciò vado ripetendo: “Ho fame, vieni o Volontà Divina a darmi la tua Vita per saziarmi di Te, altrimenti io muoio”. Ma mentre deliravo che volevo sentire in me la pienezza della Divina Volontà, il mio dolce Gesù ripetendomi la sua breve visitina, tutto bontà mi ha detto: “Figlia mia benedetta, i tuoi deliri, la tua fame che sente l’estremo bisogno che vuoi sentire in ogni istante la vita della mia Volontà, sono ferite al mio Cuore, sono strappi d’amore, che violentandomi Mi fanno correre, volare, per venire a farti crescere la vita della mia Volontà in te. Tu devi sapere che come la creatura vuol fare la mia Volontà per vivere ed emettere i suoi atti in Essa, chiama il suo Creatore, il quale si sente chiamato dalla potenza del suo stesso Volere nella creatura, cui non gli è dato di resistere o di mettere il minimo indugio. Anzi, siccome non Ci facciamo mai vincere in amore, come vediamo che sta per chiamarci non le diamo il tempo, Noi chiamiamo essa ed essa corre nel nostro Essere Divino come nel suo proprio centro, si getta nelle nostre braccia e Noi la stringiamo tanto da trasformarla in Noi; succede un accordo perfetto tra il Creatore e la creatura, ed è tanta la nostra enfasi d’amore che l’amiamo di nuovo e duplicato amore; ma ciò non basta, le diamo tale comunicazione del nostro Essere Supremo, da farci amare con amore nuovo e duplicato da essa. E se tu sapessi che significa essere amato da Dio con amore nuovo e duplicato, e poterlo amare con amore nuovo e duplicato! Solo nella nostra Volontà Divina ci sono queste maraviglie e prodigi. Dio ama Se stesso nella creatura; tutto è suo, quindi non è maraviglia che mette in campo il suo sempre nuovo Amore, lo duplica, lo centuplica quanto vuole e dà grazia ad essa di farsi amare col suo stesso Amore. Se ciò non fosse si vedrebbe grande disparità tra Chi può amare e tra chi non può amare, e la povera creature resterebbe umile, annientata, senza slancio ed unione d’amore col suo Creatore; e quando due esseri non si possono amare d’eguale amore, l’ineguaglianza già produce l’infelicità, mentre la nostra Volontà è Unità e liberamente dà alla creatura il suo Amore per farsi amare, dà la sua Santità per farla santa, la sua Sapienza per farsi conoscere; non vi è cosa che possiede che non vorrebbe darle. Molto più che [la creatura,] col vivere nel nostro Fiat, come ha messo da parte la sua volontà per dar vita alla Nostra negli atti suoi, ha formato la piccola vita del nostro Volere in essa, il Quale reclama, sospira la crescenza; e basta un atto in più in Esso per crescere, un sospiro per sfamarsi, un desiderio totale, che il mio Voler corre in tutto l’essere suo per formarsi cibo sufficiente per sentirsi [la creatura] sazia di tutto ciò che appartiene al suo Creatore. Attenzione somma ci vuole, e la mia Volontà farà tutto ciò che ci vuole per formar la sua vita nella creatura”.

(Dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta)


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