domenica 6 settembre 2020

«LISTA NERA» DELLE ETEROSOSSIE, CRIPTO-ERESIE E AFFERMAZIONI EQUIVOCHE DI PAPA BERGOGLIO



28 novembre 2015 : "In tasca porto sempre con me la storia del fallimento di Dio. È una via Crucis, una piccola via Crucis".


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1 ottobre 2013: "Non esiste un Dio cattolico"

20 dicembre 2013: "La Madonna ha sempre taciuto, anche ai piedi della Croce... Il Vangelo non ci dice nulla: se ha detto una parola o no. Era silenziosa, ma dentro il suo cuore, quante cose diceva al Signore! 'Tu, quel giorno - questo è quello che abbiamo letto - mi hai detto che sarà grande; tu mi ha detto che gli avresti dato il Trono di Davide, suo padre, che avrebbe regnato per sempre e adesso lo vedo lì!'. LA MADONNA ERA UMANA! E FORSE AVEVA VOGLIA DI DIRE: 'BUGIE! SONO STATA INGANNATA!'..."

7 luglio 2014: “Vivi e lascia vivere è il primo passo per la felicità” (11° comandamento?..., ndr).

11 maggio 2015“Le religioni ci aiutano tutte perché tutte hanno un Comandamento che è comune: amare il prossimo” (Giovanni 14, 6 “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me", ndr)

29 maggio 2015: "Se una persona è gay chi sono io per giudicare"?

17 novembre 2015: “[NEL GIORNO DEL GIUDIZIO] NON TI SARÀ CHIESTO SE SEI ANDATO A MESSA […] MA SE LA TUA VITA L’AVRAI USATA PER FARE MURI O PER SERVIRE […] Tutti noi battezzati, luterani e cattolici, siamo in questa scelta: il servizio, l’essere servo” (S. Bernardo: "si merita di più ascoltando devotamente una S. Messa, che col distribuire ai poveri tutte le proprie sostanze e col girare pellegrinando su tutta la terra"; S. Curato d'Ars: "Il martirio non è nulla in confronto alla Messa, perché il primo è il sacrificio dell'uomo a Dio, mentre la seconda è il sacrificio di Dio per l'uomo!", ndr.).

San Pio V il Pontefice della battaglia di Lepanto La vittoria della fiducia eroica



San Pio V e la visione della vittoria a Lepanto
(Lazzaro Baldi - 1673, Collegio Ghislieri di Pavia)

Le fonti cattoliche che raccontano la battaglia di Lepanto spesso non menzionano un dato importantissimo, che è presente in alcune fonti musulmane. Queste ultime dicono – e fin qui tutte le fonti cattoliche sono d’accordo – che ci fu un determinato momento in cui la situazione dei cattolici sembrava disperata. C’era stato uno scontro terribile fra le due armate a bordo delle navi, e in questo scontro, a un certo momento, noi cattolici stavamo battendo in ritirata e la situazione sembrava completamente persa.

All’improvviso, quando meno lo si attendeva, i musulmani cominciano a indietreggiare, e qualcuno di loro ai quali si chiede che cosa stia succedendo risponde che è apparsa in cielo una Signora in abiti da regina e li ha guardati con uno sguardo così terribile che è mancato loro del tutto il coraggio e sono fuggiti.

Riflettiamo su questa situazione. Si tratta di una battaglia navale, la maggiore fino ad allora combattuta nella storia, che creava una “suspense” in tutta la Cristianità, perché lì si giocava in un certo senso il futuro dell’Europa. L’Europa era miseramente divisa fra cattolici e protestanti: i protestanti avevano aperto una breccia nel seno della Cristianità e i Paesi cattolici, già provati dalla lotta contro i protestanti, non sarebbero riusciti a resistere se nel Sud dell’Italia fossero sbarcate forze musulmane importanti. Roma sarebbe caduta nelle mani dei musulmani e non si sa chi avrebbe potuto fermare la loro avanzata. Umanamente parlando, la causa cattolica sembrava perduta. In questa immensa battaglia navale combattevano quattro potenze cristiane convocate da San Pio V: - la Spagna, la maggiore potenza del tempo; - Venezia, che era una potenza navale apprezzabile ma soprattutto aveva molto denaro, con cui contribuiva a questa crociata; - Genova, che offriva un grande ammiraglio, Andrea Doria, per guidare le sue navi nella battaglia: - e una piccola squadra del Papa, che era quanto poteva mettere in campo perché tutte le forze cattoliche fossero presenti di fronte a un nemico tanto potente e brutale. Le sorti della battaglia erano incerte. Le descrizioni concordano nel dirci che fu terribile, una carneficina tremenda. I cattolici abbordavano le navi musulmane, alcuni musulmani erano già sulle barche cattoliche, si uccideva e si moriva da una parte e dall’altra, le navi si scontravano e alcune andavano in pezzi. Navi che affondano, gente gettata in mare con l’armatura che dopo qualche tentativo di restare a galla annega. Tuonare di cannoni, rumori tremendi, confusione. E i cattolici che arretrano… 

In questo momento della lotta, il comandante Don Giovanni d’Austria invoca l’aiuto di Nostra Signora e le forze cattoliche fanno ricorso alla fede, chiedendo alla Madonna che scenda in campo al loro fianco.

Possiamo immaginare lo sforzo di Don Giovanni d’Austria per raccogliersi e prendere, per così dire, le distanze dalla battaglia. Sta in mezzo alla lotta, con un nemico alle spalle e uno di fronte, colpendone uno che gli arriva contro e non sapendo da che parte voltarsi. A questo punto tuttavia prende una distanza mentale dall’avvenimento per volgersi alla sua fede, per guardare alle sorti generali della battaglia e accorgersi che la sta perdendo, benché i cattolici moltiplichino i loro sforzi con grande zelo.

Immaginiamo lo spirito di fede di chi lotta e non si arrende, di chi dà la vita per una causa che dal punto di vista umano sembra molto compromessa. Ma questo prima che intervenga Nostra Signora! Si può dire che sperò contro ogni speranza, che ebbe fiducia contro le ragioni che lo inducevano a disperare. In effetti umanamente non c’era speranza e non fu per ragioni umane che i musulmani si ritirarono. Ma nello stesso tempo fu per la fiducia che avevano nell’intervento di Nostra Signora che Ella apparve nel punto più alto del cielo.

Curiosamente sembra che l’abbiano vista i nemici ma non i cattolici. Le truppe islamiche comunque fuggirono. Questo significa che quei combattenti cattolici ebbero il merito della fede pura, della fede oscura: non videro il miracolo, ma sentirono gli effetti del miracolo. Fu necessario che il nemico raccontasse del miracolo, che i nemici spiegassero perché erano fuggiti per rendersi conto che in effetti la preghiera era stata esaudita.

Quanta fede in questa situazione critica, in questa giornata storica! La battaglia era persa, o quasi persa. Avrebbero potuto pensare: “Salviamo almeno la pelle, arrendiamoci. Se combatto sono morto, se mi arrendo diventerò schiavo dei musulmani ma qualcuno pagherà il riscatto per me e dopo qualche mese sarò libero”. Non lo pensarono. Ciascuno si disse: “Vedo in mare come si dibattono nelle ultime angustie uomini che stanno morendo della stessa morte che mi attende. Ho fiducia che se muoio volerò in Cielo come martire, ma ho anche fiducia nella possibilità della vittoria”.

Di fatto questa fiducia fu premiata, e vinsero la battaglia.


Raffigurazione dell'Apparizione della Madonna durante la battaglia a Lepanto (Veronese

Plinio Corrêa de Oliveira

SAN PIO V IL PONTEFICE DELLE GRANDI BATTAGLIE



IL SOVRANO DI ROMA 

***
Nel cuore di S. Pio V più che la giustizia poteva la carità. Le testimonianze a questo riguardo abbondano, e sono decisive, commoventi. Tutta Roma era veramente edificata nel vedere nel Giovedì Santo il Papa lavare e baciare rispettosamente i piedi a dodici poveri, senza che le loro ulceri destassero in lui alcuna ripugnanza. 
   Visitava volentieri gli ospedali; all'ospedale di Santo Spirito donò duemila scudi, e non giudicava cosa indegna d'un Papa pigliarsi cura degli ammalati, esortare alla rassegnazione i moribondi, e alleggerire la sorte dei ricoverati con generose elemosine. Nella bolla d'istituzione dei Fratelli di S. Giovanni di Dio chiama i poveri “poveri di Cristo”, e per poterli soccorrere prega i novelli religiosi di fondare un ospizio a Roma. 
   Questa sua carità diventava più ardente e generosa nell'occasione di pubblici flagelli. La carestia del 1566, elevando il prezzo delle derrate, aveva ridotta la popolazione alla fame. Il Papa fece copiose provvigioni di frumento in Francia e in Sicilia, e lo distribuì a bassissimo prezzo, quantunque il suo tesoriere gridasse allo sperpero. E avendo saputo che certi speculatori coi loro trust antelitteram provocavano la penuria di viveri, li obbligò a vendere le riserve a prezzo ragionevole. 
   La denutrizione produsse nel 1566 e 1568 varie epidemie, che decimarono soprattutto la classe povera. Migliaia di famiglie, prive di cure e di cibo, giacevano abbandonate. Pio V affidò ai cardinali Gambara ed Amulio e a dodici gentiluomini la missione di distribuire somme considerevoli per i casi più urgenti, ed egli stesso con S. Francesco Borgia 11 volle organizzare il servizio sanitario. Con uguale spirito di carità dotò il monastero di S. Caterina, destinato a raccogliere ed educare le fanciulle povere, e aperse in diversi quartieri della città delle scuole gratuite per l'istruzione dei figli del popolo. 
   Per far fronte a tante spese Pio V non ricorse, come qualcuno gli suggeriva, a mezzi che, se possono essere scusati dall'intenzione, non possono però essere giustificati. Ben lontano dall'accettare aiuto dai capitalisti, ch'egli conosceva inclinati a spremere il popolo, e meno ancora ad acconsentire ad alienazioni, dietro rimborso, di benefici e prebende, si mostrava addolorato che gli venissero suggerite simili misure, o che si potesse credere ch'egli in qualche modo vi potesse acconsentire. Ma prelevava il denaro necessario a tante liberalità, da un'attenta amministrazione, ed evitando le spese superflue. 
   Ai Papi-gran signori, che davano alla corte pontificia una nomina di sontuosità che risuonava in tutta Europa, era succeduto un Papa-monaco, desideroso di conciliare la maestà regale con le abitudini conventuali. Sotto i vestiti richiesti dall'etichetta portava la tonaca domenicana di grossa lana. In questo punto seppe dimenticare talmente se stesso, che fece adattare alla propria persona le vesti del suo predecessore, e volle che dai suoi appartamenti privati fosse esclusa qualsiasi comodità. Dormiva spesso vestito su un letto da campo, per poter più facilmente durante la notte attendere alla preghiera. 
   La frugalità della sua tavola faceva stupire i contemporanei, e non si spendeva quotidianamente per suo uso più d'un “testone italiano”, circa diciassette soldi francesi. E siccome sapeva che i maligni avevano falsamente accusato Paolo IV di assaporare gelosamente il magnaguerra e di bere volentieri “il forte vino nero del Vesuvio” 12 , non volle bere che acqua, a cui mescolò verso la fine della sua vita qualche goccia di vino, tanto per obbedire agli ordini reiterati dei medici. Ma considerò questa piccola condiscendenza come un atto di debolezza verso se stesso e minacciò di licenziare un domestico, il quale, per sostenere le forze visibilmente indebolite del Papa, ne aveva un giorno aumentato alquanto la dose. 
   Questo genere di vita senza alcun esteriore apparato e tanto mortificata divenne la regola nel suo palazzo. Tutto ciò che aveva apparenza di lusso disparve. “Il Papa, scriveva il 2 novembre 1566 San Francesco Borgia al cardo d'Hozius, essendo entrato nell'appartamento del card. Alessandrino e avendo veduto sul suo letto una tendina di seta, non poté trattenersi dall'esclamare: Quid tibi, pauperi monacho, cum huiusmodi ornatu? Il cardinale gli fece notare che era stata collocata dal maggiordomo senza il suo permesso. Ma il Papa volle che fosse subito rimossa. Egli, senza dare ordini, mostra molto bene come la pensi”. 
   Metà della servitù della corte pontificia fu congedata e il numero delle guardie fu assai ridotto. Il tesoro si trovava oppresso dalle spese di molte cariche avventizie; un controllo esatto fece abbassare le paghe stabilite per certi impieghi. 
   Allorché Annibale Altemps rivendicò i centomila scudi che Pio IV, suo zio, nonostante le rimostranze dell' Alessandrino, gli aveva assegnato sulla Camera Apostolica, Pio V gli fece cortesemente osservare che tale munificenza era di aggravio alla Santa Sede, e che non poteva approvarla senza sentire un intimo rimorso di coscienza. Ma, per rispetto alla memoria del suo predecessore, venne a una transazione e consenti che gliene fossero consegnati cinquantamila. 

Card. GIORGIO GRENTE

ADAMO E LA SUA VITA NELL’UNITA’ DEL SUO CREATORE E PADRE



Iddio creò l’uomo per tenerlo sulle sue ginocchia e fargli fare il ripetitore degli atti

(Volume 23 - Marzo 8, 1928)
Continuavo a starmi tutta abbandonata nel Santo Voler Divino - scrive Luisa -, seguendo i suoi innumerevoli atti come più potevo, ché son tanti, [è tanta] la loro molteplicità che molte volte non posso né seguirli né numerarli tutti e devo contentarmi di guardarli, ma non di abbracciarli; la sua attività supera in modo incredibile l’attitudine umana, e perciò alla mia piccolezza non mi vien dato di tutto fare, ma di fare quanto più posso e di non mai uscire da dentro le opere del Fiat Divino. Onde mentre la mia mente si sperdeva nelle opere del Voler Divino, il mio dolce Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto: “Figlia mia, la nostra paterna Bontà creò l’uomo per tenerlo sulle nostre paterne ginocchia, per godercelo continuamente, e lui per godersela in modo perenne col suo Creatore; e per essere stabili i suoi ed i nostri godimenti lo tenevamo sulle nostre ginocchia. E siccome la Volontà nostra doveva essere anche la sua, Essa portava l’eco di tutti i nostri atti nel fondo dell’uomo, che amavamo come figlio nostro, ed il nostro figlio nel sentire l’eco nostro faceva il ripetitore degli atti del suo Creatore. Quali contenti non si formavano tra lui e Noi, nel risuonare nel fondo del cuore del nostro figlio questo nostro eco creante, che formava in lui l’ordine degli atti nostri, l’armonia delle nostre gioie e felicità, l’immagine della nostra Santità. Che tempi felici per lui e per Noi! Ma sai tu chi strappò dalle nostre ginocchia paterne questo figlio tanto da Noi amato? Il voler umano; Ce l’allontanò tanto, che [l’uomo] perdette il nostro eco creante e non ne seppe più nulla [di] che cosa faceva il suo Creatore, e Noi perdemmo la felicità di vedere il nostro figlio felice e trastullarsi sulle nostre ginocchia paterne; perché in lui sottentrò l’eco del suo volere che lo amareggiava, tiranneggiava, con passioni le più degradanti, da renderlo tanto infelice da far pietà. È proprio questo che significa vivere nel nostro Volere: vivere sulle nostre ginocchia paterne, a cura nostra, a spese nostre, nell’opulenza delle nostre ricchezze, gioie e felicità. Se tu sapessi il contento che sentiamo nel vedere la creatura vivere sulle nostre ginocchia, tutta attenta a sentire l’eco della nostra parola, l’eco delle nostre opere, l’eco dei nostri passi, l’eco del nostro Amore per farne la ripetitrice, tu saresti più attenta per fare che nulla ti sfuggisse dell’eco nostro per darci il contento di vedere la tua piccolezza far da ripetitrice agli atti del tuo Creatore!” […]

Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta


Spirito d'unione



Poiché ogni unione si compie in te e per te, uniscimi sempre più intimamente a Cristo.  
Fammi aderire a lui con un amore affamato di assoluto. Insegnami a contemplarlo in un abbandono totale del mio spirito e del mio cuore.  
Fammi penetrare sempre più intimamente nei pensieri e nei desideri del Salvatore.  
Concentra sopra di lui tutte le mie aspirazioni, in maniera che io non viva ed operi se non per lui, col solo scopo di piacergli.  
Spingimi a cercare la sua presenza, a rallegrarmi di starmene solo con lui nella preghiera.  
Offrigli tutto il mio essere, con quanto v'è in me di così profondo che sfugge anche alla mia coscienza ma non già al tuo influsso divino.  
Dammi di gustare l'amicizia che il Maestro ha voluto stabilire coi suoi discepoli e di approfondirla sempre più. Riconcilia con lui ciò che in me se ne è distolto e fammi riparare con un accrescimento d'amore i miei rifiuti e le mie reticenze.  
Uniscimi a lui con una unione definitiva, che comporti la fusione delle persone e il loro mutuo compiacimento per tutta l'eternità.  

SOLO VOI LO POTETE CAMBIARE!



21. agosto 2020 

Figli Mia. Mia amatissima figlia. Il vostro mondo si volge alla fine e così tanti dei Miei amati figli non se ne accorgono. Non credono in Me, non credono nella Mia Parola, non credono a ciò che è scritto. Corrono invece dietro “all’ adesso”! Credono a tutte le bugie che vengono diffuse! Credono al vostro stato “protettore”, e non si rendono conto, anzi no: non vogliono rendersi conto di come voi tutti siete raggirati, privati della libertà, resi schiavi e spinti in un’unica direzione.

Figli svegliatevi perché ciò che vi riferiscono i media non è altro che falsità? Non lo vedete? Non lo capite? Credete veramente a TUTTO quello che vi è detto e scodellato dalla televisione, dai giornali e da altra stampa di propaganda? Ingoiate ciò che vi viene detto come se fosse un cibo delizioso, ma siate certi che non è altro che l’ultimo pasto del condannato a morte se non vi svegliate, vi alzate e guardate in faccia alla realtà!

Siete ingannati e truffati E SOLO VOI POTETE CAMBIARE QUESTO! Dovete pregare, figli Miei, dovete pregare, e dovete combattere, figli Miei, dovete combattere! Questo combattimento è un combattimento pacifico dei Miei figli, ma dovete combatterlo, perché se non fate nulla, soccomberete.

I piani del diavolo attraverso i suoi complici non sono comprensibili per un’anima pura perché sono profondamente malvagi e satanici tanto che la vostra sana immaginazione non è in grado di arrivare a pensieri così profondamente malvagi. Ma credeteMi, Miei amati figli, se Io il vostro Gesù vi dico che il peggio non è ancora cominciato.

Combattete ora quindi, Miei amati figli, combattete ora! Alzatevi e sorgete ma restate sempre pacifici e nell’amore. La vostra preghiera è l’arma più potente che avete! Sfruttatela dunque come tale e pregate, pregate, pregate! Unitevi a marce, movimenti PER LA VOSTRA LIBERTÀ e smascherate il male! Date testimonianza, figli Miei di Me, del vostro Gesù e informate l’umanità! Dovete diffondere la Mia Parola che è la Verità e dovete essere vigili nel guardare le cose che accadono nel vostro mondo!

Molti uomini e donne buoni e puri stanno già combattendo! Unitevi a loro, amati figli, con la preghiera, con le azioni, nel diffondere la verità. Amen.

Vi amo molto. Mio Padre vi ama molto. Non abbiate paura perché chi è con Me non andrà perduto. Amen.
Con profondo amore.

Il vostro Gesù. Io sono e sempre sarò! Sono con voi e presente per voi. Sono pronto e il segnale di Mio Padre, Dio l’Altissimo, sarà dato presto, molto presto. Siate pronti per la fine perché si avvicina con ogni giorno che passa.

Siate pronti per Me, per il vostro Gesù, e restate vigili perché la confusione sarà grande prima che venga la fine. Chi Mi è vicino, non ha nulla da temere.

Portate il Sigillo, figli Miei, portate il Sigillo sempre con voi. Datelo anche ai vostri figli, perché chi porta il Sigillo di Mio Padre, supererà questo tempo. Io, il vostro Gesù, vi do questa promessa. Amen.( nota: Il Sigillo del Dio vivente)

Ordinazione di un diacono amazzonico



La notizia è stata ripresa dal sito americano Tradition in Action

Domenica 15 marzo 2020, Antelmo Pereira, della tribù Ticuna, è stato ordinato diacono. La cerimonia si è svolta nella città di São Francisco de Assis, nella diocesi di Alto Solimões, Stato di Amazzonia, Brasile.
L’ordinazione è stata conferita dal vescovo della diocesi: Mons. Adolfo Zon.

Antelmo Pereira è un insegnante locale, sposato e con nove figli. Ha aiutato la sua chiesa locale per molti anni.

La cerimonia, condotta secondo il Novus Ordo, ha registrato l’aggiunta di molte note indigene, per compiacere Papa Francesco e soddisfare le sue richieste espresse nella sua Esortazione Apostolica Querida Amazonia.

Il giornale della Conferenza Episcopale brasiliana ha riportato l’evento, arricchendo la notizia con alcune note messianiche:

“I Ticuna di Belém di Solimões si sono diretti alla chiesa di São Francisco de Assis cantando e ballando, ognuno con il volto dipinto secondo i 12 clan dell’etnia della Terra Santa degli Eware. Questi clan, confrontandoli con la storia del popolo di Dio riportata nella Bibbia, possono essere messi in relazione con le 12 tribù di Israele nel contesto di un’evangelizzazione inculturata”.


La cerimonia è stata accompagnata da strumenti musicali indios, suonati dagli indios con i volti dipinti, da danze e da canti. Tra gli altri simboli indios adottati nella cerimonia c’era il copricapo di paglia del diacono Antelmo, ornato di piume e piccole noci di cocco rosse, il tappeto di paglia in buriti - una palma locale - su cui Antelmo si è prostrato, e un arazzo circolare che è rimasto esposto durante tutta la cerimonia: un talismano pagano portafortuna per propiziare all’ordinando la protezione delle forze della natura.


Dopo l’ordinazione, il nuovo diacono ha celebrato con il vescovo.


Padre Pio, Paolo VI e la Massoneria.


  IL FAMOSO MONUMENTO DI PAOLO VI

VENERDÌ 4 SETTEMBRE 2020


Abbiamo ricevuto una rivista italiana Alfa & Omega (Bimestrale di analisi politica e orientamenti culturali, fondata nel 2004, Ediciones Segno, via E. Fermi 80, Feletto Umberto, 33010 Tavagnacco, Italia, Tel. 0432-575: 179;  www.edizionise -gno.it ).
Abbiamo tratto dal n. 6 un articolo di 21 pagine dal titolo “ Santo Padre Pio e la Massoneria, una battaglia dello spirito che continua ” . Ecco il riassunto:
Al tempo di Papa Paolo VI,  Padre Pio incontrò Luigi Villa, un sacerdote al quale impose il compito di dedicare la sua vita alla lotta alla Massoneria ecclesiastica. Ha detto: “ Coraggio, coraggio, perché la chiesa è già invasa dalla Massoneria. La massoneria è già arrivata alle pantofole del Papa ”.
Don Luigi Villa, dottore in teologia dogmatica, divenne agente segreto del cardinale Ottaviani, capo del Sant'Uffizio. Nel 1971 fonda la sua rivista  Chiesa Viva  [1]. Per zittirla, hanno tentato più volte di assassinarlo, ma la rivista rimane più combattiva che mai. L'autore di questo articolo, Franco Adessa, vi collabora da molti anni.
Circa 12 anni fa gli è stato commissionato uno studio riguardante il monumento a Paolo VI costruito sul Sacro Monte di Varese e pubblicato nel 2000 il libro:  A Paolo VI un monumento massonico , un monumento che glorifica la vittoria della Massoneria sul Cattolicesimo . Sorge davanti alla statua della Vergine Incoronata, simbolo della vittoria della Chiesa sul protestantesimo e muro contro l'eresia. Raffigura Paolo VI con una mitra identica a quella del faraone Akhenaton e lo stesso monogramma di questo: "Dio, sommo sacerdote e re". Il Papa è vestito di efod, come il grande sacerdote Caifa, al momento della condanna di Cristo.
Decifrando numerosi simboli massonici sul monumento, Franco Adessa conclude che Paolo VI è rappresentato come un 'Pontefice ebraico' del 18 ° grado della Massoneria di rito scozzese, il più grande dei Cavalieri della Rosa Croce, il cui segreto è quello di "cancellare il sacrificio di Cristo in croce ”!
Successivamente F. Adessa è stata incaricata da Don Luigi Villa di studiare la “Chiesa Nuova” dedicata a Padre Pio a San Giovanni Rotondo, inaugurata nel luglio 2004 .  “Se l'idea guida del monumento a Paolo VI rappresenta il simbolo della vittoria della Massoneria sulla Chiesa cattolica e su Maria, è un muro contro questa“ madre di tutte le eresie ”che si confronta con l'eterna dottrina della Chiesa di Cristo! ; in questa "Nuova Chiesa" l'idea guida è la glorificazione della Massoneria e del suo dio Lucifero. Un Lucifero che trionfa su Cristo e sulla Trinità, che è sostituito dalla Satanica Trinità massonica. In questa rappresentazione geometrica, Lucifero sostituisce Cristo in croce (rituale del 25 ° grado), come "Redentore dell'uomo"(vedi il Tabernacolo) ed era rappresentato come il "Re dell'universo" (vedi la croce di pietra di 40 m di altezza e la sua geometria, al centro di una creazione e di un'umanità divinizzata, centro di una stella a 5 punte e di una  stella  6 punti). L'umanità composta da 70 pietre (ricordando i 70 popoli che Dio disperse nella Torre di Babele), si alza orgogliosa per costruire la sua seconda "Torre di Babele".
Siamo al centro del combattimento dell'Apocalisse in cui il culto di Dio è sostituito dal culto di Lucifero, cosa che non è possibile se non con la distruzione della Chiesa cattolica e della civiltà cristiana. È l'obiettivo del governo mondiale secondo i massoni Giuseppe Mazzini e Albert Pike:  "I cittadini riceveranno la vera luce attraverso la manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero, rivelata al pubblico dopo la distruzione della cristianità".
Quella che Padre Pio chiamava la famigerata setta della Massoneria " voleva dunque vendicarsi di lui. Franco Adessa ricorda il discorso pronunciato in una loggia di Parigi: “Indignando Cristo, aboliremo la  sua gloria. Un giorno il Principe di questo mondo, Satana, il nostro Maestro, trionferà su Cristo e sarà adorato come il vero Dio ", e questa strategia ben nota: Corromperemo il popolo attraverso i sacerdoti e i sacerdoti attraverso di noi "," fate marciare il clero sotto i nostri vessilli pensando che lo faccia sotto le chiavi apostoliche ”.
Chi è il vero autore del progetto di costruzione di questa "Chiesa Nuova", in cui la presenza di simboli massonici e significati nascosti sono di fondamentale importanza?
La Massoneria, essenzialmente, è una società segreta, con alti iniziati. Lo scultore Floriano Badini, autore del monumento a Paolo VI sul Sacro Monte, ha realizzato anche la porta del Tabernacolo di questa nuova chiesa.
Tutti i simboli non compaiono agli occhi del profano. Ma per gli high insider, bastano pochi accenni per scoprire cosa trovare lì! "Professionisti che lavorano per il 3 ° millennio", come l'architetto Renzo Piano, obbediente ai precisi ordini dei "fratelli", si sono detti "felici di ricevere precise indicazioni dagli specialisti vaticani", soprattutto da monsignor Crispino Valenziano che ricevette le direttive dal suo superiore, il cardinale Virgilio Noé, famigerato massone.
L'  Osservatorio Romano  del 1 ° ottobre 1893 dice: “La massoneria è satanica in tutto: nella sua origine, nella sua organizzazione, nella sua azione, nel suo fine, nei suoi mezzi, nei suoi codici e nel suo governo, perché ha diventare la stessa cosa con il giudaismo ”. Satanico, sì; Ma non stupido!
F. Adessa ha pubblicato la sua opera sulla “Chiesa Nuova” dedicata al Santo Padre Pio, ma non ha provocato alcuna reazione ufficiale da parte degli ecclesiastici che hanno collaborato al progetto; "il silenzio dà il consenso" ...
Alla domanda: "Come è possibile che il Vaticano possa far costruire un tempio satanico a spese di milioni di fedeli cattolici nel mondo che hanno collaborato in buona fede?" La risposta è inquietante: o queste sono persone che sono state colossalmente ingannate; o si tratta di persone che sapevano cosa stavano facendo! Presta attenzione agli avvertimenti dati da Padre Pio negli anni '60.
Al termine, questo articolo presenta elementi della corrispondenza tra il Venerabile Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia e il Cardinale Baggio, dove sono nominati il ​​Vicario Generale del Vaticano, Cardinale Francesco Marchisano, il Segretario Personale di Paolo VI, Pasquale Macchi, l'Abate. Marsili Salvatores, monsignor Aníbal Bugnini [2], il rettore del Laterano, Franco Biffi, il cardinale Virgilio Noé, e altri, in qualità di “fratelli”, sulla questione della morte di Paolo VI e dell'elezione del suo successore.
Questi testi danno purtroppo ragione alle accuse di Padre Pio e del suo delegato: don Luigi Villa, nonché del nostro autore Franco Adessa.
Furono pubblicate anche tre lettere del 1961 del cardinale Marchisano al Gran Maestro che spiegavano il piano per la demolizione dei seminari italiani, chiedendo la partecipazione della Massoneria, e si concludevano con un "saluto di affettuoso affetto" al Gran Maestro. La pubblicazione di questa corrispondenza, diffusa tra il clero italiano, non ha provocato proteste o smentite.
Don Luigi Villa ha pubblicato nel 1992 la "Lista Pecorelli" contenente i nomi di oltre cento prelati con la data della loro iscrizione in Massoneria, il loro numero di iscrizione e il loro soprannome. Ha pubblicato anche due libri: “ Paolo VI, Beato? "  E  Paolo VI, prova di un Papa "  che parla della" sua apertura alla Massoneria "e ai suoi documenti segreti recuperato dalla sua segretaria dopo la sua morte, che erano sulla sua scrivania.
Il nostro autore conclude che, da tutto questo, ne consegue che "la Massoneria è a capo del Vaticano".
Ricordate le parole della Vergine de La Salette: “ Roma perderà la fede e diventerà la sede dell'Anticristo ”, e anche di suor Lucia di Fatima: “ Cardinale contro cardinale, vescovo contro vescovo, e Satana marceranno in mezzo a loro. ... Satana entrerà finalmente in cima alla Chiesa ... Ciò che è marcito a Roma cadrà e ciò che è caduto non risorgerà mai più ... "
Infine si ricorda l'avvertimento del Santo Padre Pio, prima di morire: Farò più guai da morto che vivo "


Appunti:

[1] Aparece hasta hoy: Via G. Galilei 121,1- 25123 Brescia (Italia)

[2] Monsignor Aníbal Bugnini, all'epoca solo padre Bugnini era responsabile della “nuova messa”, in qualità di presidente della commissione che la partorì. Successivamente, quando la sua affiliazione massonica fu rivelata al pubblico, fu messo a parte e mandato in Iran; dove si dice che sia morto di "morte naturale provocata". I massoni sono noti per mangiare i loro figli.

Jacques Villemonais pubblicato su " Patria Argentina " n. 232, 11 aprile 2007. Tratto da " Lectures Françaises ", n. 598, febbraio 2007, pp. 11, 12 e 13. Visto nel  Syllabus .

Ut Quis Fidelis Inveniatur

sabato 5 settembre 2020

La Repubblica Mondiale della Massoneria sarà governata dai Sionisti



Il Mistero dell’Iniquità


D) Gli Illuminati, Adam Weishaupt e l’Alta Vendita

La Rivoluzione Francese, tuttavia, non è stata architettata principalmente dalle logge francesi, bensì dall’Ordine Internazionale  degli Illuminati, guidato dal massone Adam Weishaupt. Le istruzioni di  Weishaupt erano le seguenti: “Lasciate che la forza segua quest’impero  invisibile; legate le mani di chi resiste, soggiogateli...”214 Il massone  Louis Blanc rivelò che la Frammassoneria era diretta da società ancor  più segrete e potenti, mentre l’ex massone John Robinson affermò che “all’interno della Massoneria esiste un’associazione, pesantemente  armata, che ha lo scopo specifico di sradicare tutte le religioni e  rovesciare tutti i governi.”215 È esattamente il programma degli  Illuminati: niente più religione, niente più governi, niente più proprietà  privata.216 Il programma di rivoluzione Sociale degli Illuminati prevede  infatti: 

1.  L’abolizione della Monarchia e di tutti i governi legittimamente costituiti.

2. L’abolizione della proprietà privata.

3. L’abolizione dell’eredità.

4. L’abolizione delle nazioni sovrane e del patriottismo.

5. L’abolizione della famiglia come istituzione (il matrimonio, ad esempio, verrà rimpiazzato dalla vita nelle comuni).

6. L’abolizione di qualsiasi religione. 217

Weishaupt descrisse lo scopo ultimo al quale era finalizzata la rivoluzione mondiale: “è indispensabile creare  un regime universale che domini su tutto il mondo.”218

Fu Weishaupt a dare alla Massoneria “una forma ed un carattere  che l’avrebbero motivata e spinta... fino ai giorni nostri, e che le  permetteranno di avanzare ancora, fino allo scontro finale con la  Cristianità, nel quale si dovrà determinare se sarà Gesù Cristo oppure  satana a regnare su questo mondo fino alla fine dei tempi.”219 Weishaupt riuscì nel suo intento di trasformare l’Ordine degli Illuminati in una  specie di organizzazione ombrello della Massoneria, o “alto arco”,  ottenendo il controllo delle attività rivoluzionarie massoniche in tutto  il mondo.

Nel 1780, sotto gli auspici e la protezione del Principe Ferdinando,  Duca di Brunswick, venne indetta un’assemblea generale dei massoni  che si sarebbe tenuta l’anno successivo. Con il Duca di Brunswick che  “agiva come Gran Maestro Supremo, giunsero deputati da ogni nazione  in cui esisteva la Massoneria… giunsero da ogni parte dell’Impero  Britannico; dagli Stati Uniti d’America, formatisi di recente; da tutte le  nazioni dell’Europa continentale... dai territori dell’Impero Ottomano e  dai possedimenti indiani e coloniali di Francia, Spagna, Portogallo ed  Olanda.220
Per quale motivo questi uomini, uniti da un voto di segretezza  inviolabile, vennero chiamati da tutte le parti del mondo perché si  incontrassero in Germania per partecipare ad un convegno segreto?  La risposta è facile: “Era stata ordinata la rivoluzione”221 – non da  Weishaupt, ma dai Consigli Supremi della Massoneria. Già sin dal 1776, il Comitato Centrale del Grand’Oriente aveva raccomandato ai propri  deputati di preparare i loro fratelli massoni alla rivoluzione.222 Nel  1776 Voltaire scrisse al Conte d’Argental: “Da tutte le parti si annuncia  una rivoluzione.”223 Copin-Albancelli osservò che la Massoneria era  andata preparando la Rivoluzione Francese per ben 60 anni.224 Quando  ho iniziato il mio lavoro di ricerca sull’argomento, fino alla stesura  della prima bozza di questo libro, ritenevo che alcuni di questi autori  potessero essere scusati per aver pensato che gli annunci del 1776 sull’imminente rivoluzione riguardassero esclusivamente la rivoluzione  Francese; tuttavia, più sono andato avanti nelle mie ricerche più mi sono  convinto che non fu affatto così. Fu la Rivoluzione Americana, e non  quella Francese, ad essere preannunciata dalle logge massoniche in quel  1776 – perlomeno in modo prioritario rispetto all’altra; la Rivoluzione  Americana venne considerata dai massoni come l’inizio della Grande  Rivoluzione che avrebbe portato all’eliminazione di tutte le nazioni  della terra e quindi alla creazione di un Nuovo Ordine Mondiale. 

Il numero delle logge massoniche andò aumentando, ed esse  venivano guidate da emissari inviati e istruiti da Weishaupt. Venne  organizzata “una seconda convenzione”, riferisce Mons. Dillon,  “organizzata dagli Illuminati francesi, durante la quale si approntarono  i piani per la rivoluzione. Le figure chiave di questo conclave furono  quei personaggi che sarebbero di lì a poco saliti sul palcoscenico della  Rivoluzione: Mirabeau, Lafayette, Fouche, Talleyrand, Danton, Marat,  Robespierre, Cambaceres, e in sostanza tutti i nomi più importanti  dietro ai sollevamenti che scoppiarono in Francia; non erano solamente  degli Illuminati, ma ne rappresentavano l’elite”. 
La Massoneria si era infiltrata così profondamente nei ranghi delle  autorità ecclesiastiche e governative dell’epoca, che quando vennero  scoperti e mostrati alle autorità bavaresi alcuni documenti sovversivi  degli Illuminati, nel 1786, quest’ultimi dovettero fuggire dal paese e  trovare rifugio nei paesi limitrofi. Weishaput cercò ed ottenne rifugio  presso il Duca di Sassonia-Coburgo. Come lui, tanti altri suoi adepti  vennero accolti e ricevettero la protezione di varie corti Europee.225  “La scoperta dell’organizzazione,” afferma Epperson, “fu forse una  benedizione per gli Illuminati, più che un problema: i membri fuggirono  alla persecuzione del governo della Baviera … creando nuove società  segrete in tutta Europa ed in America.”226
Uno dei paesi dove fuggirono gli Illuminati furono infatti gli Stati  Uniti d’America. Il Primo Capitolo degli Illuminati in America venne  creato in Virginia, nel 1786, seguito da altri 14 in diverse altre città.227  A. Ralph Epperson riporta come una costola degli Illuminati, i Cavalieri  del Circolo Dorato, aiutati dagli interessi economici dei Rothschild, abbia organizzato la secessione degli Stati del Sud, che portò alla più  sanguinosa guerra della storia Americana.228 Nel 1798, Jeddiah Morse  (padre del più famoso Samuel, inventore del telegrafo) scrisse: “L’Ordine  [degli Illuminati] ha filiali ed emissari all’opera in tutti gli Stati Uniti.”229  Nel 1812, il Rettore dell’Università di Harvard, Joseph Willard, affermò:  “Vi sono prove a sufficienza dell’esistenza di un certo numero di società  degli Illuminati che si sarebbero insediate in questo paese. Stanno senza  dubbio tentando in segreto di minare alle fondamenta le nostre antiche  istituzioni, civili e religiose. Queste società segrete sono chiaramente in  combutta con i loro confratelli Europei… viviamo in un momento assai pericoloso. I nemici dell’ordine stanno cercando di portarci alla rovina.  Se l’infedeltà dovesse prevalere, la nostra indipendenza verrebbe meno  ed il nostro governo repubblicano sarebbe annientato.”230
Gli Illuminati erano comunque presenti in molti altri luoghi. John  Robison, che per un certo periodo aveva fatto parte di quell’ordine,  scrisse nel 1798: 

Sono stato in grado di tracciare questi tentativi, compiuti  nel corso di 50 anni, sotto l’assurdo pretesto di illuminare il  mondo con la luce della filosofia, e di disperdere le nuvole della  superstizione civile e religiosa, che secondo loro terrebbe le nazioni  d’Europa nell’oscurità e nella schiavitù. Ho osservato queste  dottrine diffondersi e mischiarsi gradualmente a tutti i diversi  sistemi della Massoneria; finché, alla fine, È STATA FORMATA UN’ASSOCIAZIONE con lo scopo specifico di SPAZZARE VIA TUTTE LE ISTITUZIONI RELIGIOSE E ROVESCIARE TUTTI I GOVERNI  ESISTENTI IN EUROPA… ho visto che i leader più attivi, durante la Rivoluzione Francese, provenivano tutti da quest’Associazione, e hanno guidato i propri primi movimenti secondo i principi di  quest’ultima… infine, ho visto che quest’Associazione esiste e  opera tuttora in segreto, e che... i suoi emissari stanno lavorando per diffondere tra di noi le loro detestabili dottrine… L’Associazione ha logge, in Bretagna, che sono costantemente in contatto con la  Loggia Madre, a Monaco, sin dal 1784.231

Padre Paul Kramer