sabato 19 dicembre 2020

I Dieci Comandamenti - Alla luce delle Rivelazioni a Maria Valtorta

 


Il sesto Comandamento: “Non commettere atti impuri”. 


6.4 La catechesi dello Spirito Santo sul peccato originale. 

Per secoli ci hanno raccontato che il Peccato Originale era un “peccato di lussuria” ed in effetti così è, ma questo è stato solo l’ultimo dei peccati commessi da Eva perché essa iniziò con una imprudenza: avvicinarsi all'albero proibito, quindi con una disubbidienza: cogliere il 'frutto' della Conoscenza del Bene e del Male, infine con una atto di superbia e di prevaricazione: pensando di poter così divenire come Dio.  

Come ha detto più sopra Maria SS, il peccato originale è un albero dai “quattro venefici rami e dalla radice confitta nel senso”.   

Però visto che, come dice Gesù la “favoletta del pomo, così come è detta, non persuade, non è accettata, non dà aumenti di fede, ma anzi indebolisce la fede sulla verità della Colpa d’origine 99 […]”, è bene fare lo sforzo di rileggersi la lezione dello Spirito Santo che si riferisce appunto al Peccato Originale. 

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20 - 5 - 1948 

Dice il Dolce Ospite 100 : 

«Per ben comprendere le parole di Paolo, bisogna ben considerare il Peccato d'origine 101 . 

Lezione data molte volte, ma che non è mai data troppe volte, perché la dolorosa realtà di quel peccato e le dolorose conseguenze reali di esso sono sovente negate o messe in dubbio da molti, da troppi. E tra questi non mancano quelli che più di tutti dovrebbero esser convinti della realtà del peccato originale e delle sue conseguenze per gli studi compiuti, e soprattutto per le loro esperienze di ministero che mette di continuo sotto i loro occhi saggi della decadenza dell'uomo che, da creatura perfetta, per il peccato di origine si è mutata in creatura debole ed imperfetta contro gli assalti di Satana e di ciò che è intorno ed entro all'uomo, meravigliosa creazione invidamente turbata dal Nemico di Dio. 

Alcuno dirà: "Lezione che si ripete, perciò lezione inutile''. Sempre utile, perché, al bisogno, non la sapete mai abbastanza, né per voi stessi, né per gli altri. 

Troppo preme a Satana che voi non la sappiate! E perciò esso crea in voi nebbie ad offuscarvi la giusta conoscenza di questo episodio che non ha avuto termine e limite nel giorno che Io vide e negli esseri che lo compirono, ma che, come per seme e per sangue tutti gli uomini hanno ereditato la vita (esistenza) da Adamo e da Èva — e nell'ultimo uomo nato sulla Terra sarà ancora la discendenza dei due Primi Uomini — così, per funesta eredità, si propaga dal primo generante. Adamo, di progenie in progenie a tutti i figli dell'uomo sino all'ultimo generato. 

Per ben comprendere la confessione di Paolo, che è la desolata voce di tutti gli uomini che, volonterosi di operare perfettamente il bene, si sentono impotenti ad eseguirlo con la perfezione desiderata, bisogna contemplare il frutto della Colpa prima, e perciò anche la Colpa prima, per non trovare ingiusta la condanna e la conseguenza. 

Pao lo confessa: ''Io sono carnale, venduto e soggetto al peccato". E prosegue: "Non so quel che faccio; non faccio il bene che voglio, ma il male che odio. Anche se faccio quello che non voglio, riconosco ugualmente che la legge è buona (nel proibire o comandare ciò che proibisce e comanda), però (quando faccio il male che odio con la mia parte migliore mentre non faccio il bene che vorrei fare) non sono, in questi momenti, io che opero, ma il peccato che abita in me... Nella mia carne non abita il bene... È in me la volontà di farlo, ma non trovo la via di compierlo... Quando voglio fare il bene, il male mi è già a lato... Mi diletto della Legge di Dio secondo l'uomo interiore, ma vedo nelle mie membra un'altra legge che si oppone alla legge della mia mente e mi fa schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra... ". 

"Io sono carnale''. 

Anche Adamo era formato di carne oltre che di spirito. Ma non era carnale, in quanto sopra la materia signoreggiavano lo spirito e la ragione. E lo spirito innocente e pieno di Grazia aveva somiglianza mirabile col suo Creatore, in quanto era intelligente tanto da comprendere quanto supera tutte le cose naturali. L'elevazione dell'uomo all'ordine soprannaturale, ossia alla figliolanza da Dio per mezzo della Grazia, aveva elevato l'intelligenza dell'uomo, già vastissima per il dono preternaturale di scienza infusa e capace perciò di capire tutte le cose naturali, alla intelligenza soprannaturale del poter comprendere ciò che è incomprensibile a chi non vi è predisposto da un dono soprannaturale: del poter comprendere Dio e, in misura minore, di poter essere una sua immagine fedele per l'ordine e la giustizia, per la carità, la sapienza, la libertà da ogni restrizione avvilente. 

Splendida libertà dell'uomo pieno di grazia! Libertà rispettata da Dio stesso, libertà non insidiata da forze esteriori o da stimoli interiori. Regalità sublime dell'uomo deificato, figlio di Dio ed erede del Cielo, regalità dominante su tutte le creature 102 e su quel che ora vi è sovente tiranno: l'io in cui fermentano senza posa i veleni della gran ferita. 

Quando si dice: "l'uomo, re del creato sensibile, è stato creato con potere di dominio su tutte le creature", occorre riflettere che egli, per la Grazia, e per gli altri doni ricevuti sin dal primo momento del suo essere, era formato ad essere re anche di se stesso e della sua parte inferiore, per la conoscenza del suo fine ultimo, per l'amore che lo faceva tendere soprannaturalmente ad esso, e per il dominio sulla materia e i sensi esistenti in essa.  
Unito all'Ordine e amante dell'Amore, era formato a saper dare a Dio ciò che gli è dovuto, e all'io ciò che è lecito dargli, senza disordini nelle passioni o sfrenatezza degli istinti.  
Spirito, intelletto e materia, costituivano un tutto armonico in lui, e a quest'armonia pervenne sin dal primo momento del suo essere, non per fasi successive, come vogliono alcuni. 
Non ci fu autogenesi, e non ci fu evoluzione; ma ci fu la Creazione voluta dal Creatore. La ragione, di cui siete tanto orgogliosi, dovrebbe farvi persuasi che dal nulla non si forma la cosa iniziale, e dalla cosa unica ed iniziale non può venire il tutto. 
Solo Dio può ordinare il caos e popolarlo delle innumeri creature che formano il Creato. E questo potentissimo Creatore non ha avuto limitazioni nel suo creare, che fu molteplice, né nel creare creature già perfette, ognuna perfetta secondo il fine per il quale è stata creata. È stolto pensare che Dio abbia creato, volendo darsi un Creato, cose informi, attendendo di essere da esse glorificato quando le singole creature, e tutte le creature, avessero raggiunto, con successive evoluzioni, la perfezione della loro natura perché fossero atte al fine naturale o soprannaturale per il quale sono state create. 
E se questa verità è sicura per le crea ture inferiori, con un fine naturale e limitato nel tempo, ancor più è certa per l'uomo, creato per un fine soprannaturale e con destino immortale di gloria celeste.  
Può pensarsi un Paradiso le cui legioni di Santi, alleluianti intorno al trono di Dio, siano il prodotto ultimo di una lunga evoluzione di belve? 
L'uomo attuale non è il risultato di un'evoluzione ascendentale, ma il doloroso risultato di una evoluzione discendentale, in quanto la colpa di Adamo ha per sempre leso la perfezione fisico-morale-spirituale dell'uomo originale.  
Tanto l'ha lesa che neppure la Passione di Gesù Cristo, pur restituendo la vita della Grazia a tutti i battezzati 103 , può annullare i residui della colpa, le cicatrici della gran ferita, ossia quei fomiti che sono la rovina di coloro che non amano o poco amano Dio, e il tormento dei giusti, che vorrebbero non avere neppure il pensiero più fugace attirato dalle voci dei fomiti e che lottano per tutta la vita l'eroica battaglia pur di rimanere fedeli al Signore. […] 

[…] Ma seguitemi. La mia parola è luminosa e semplice perché sono Dio. E Dio, Sapienza Infinita, sa adeguarsi all'ignoranza e relatività dei suoi piccoli, perché Io amo i piccoli, purché siano umili, e dico loro: "Chi è piccolo venga a Me, ed Io gli insegnerò la Sapienza 104 ». 

***

a cura del Team Neval 

Riflessioni di Giovanna Busolini  

CONSACRAZIONE A MARIA

 


Mia Regina e mia Madre,
mi dono interamente a te;
e per mostrarvi la mia devozione,
vi consacro oggi i miei occhi, le
mie orecchie, la mia bocca, il mio cuore,
tutto il mio essere senza riserve.
Pertanto, buona madre,
poiché sono tuo,
tienimi, custodiscimi,
come tua proprietà e possesso.

Amen.

CHE CIASCUNO DI VOI SIA QUELLA PERSONA UMILE CHE RICONOSCE NELLA RAPPRESENTAZIONE DELLA NASCITA DI MIO FIGLIO NEL PRESEPE: L’UOMO DIO.

 


MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA
ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA

15 DICEMBRE 2020

Amati figli Miei:

ADORATE MIO FIGLIO!


CHE CIASCUNO DI VOI SIA QUELLA PERSONA UMILE CHE RICONOSCE NELLA RAPPRESENTAZIONE DELLA NASCITA DI MIO FIGLIO NEL PRESEPE: L’UOMO DIO.


Amate Mio Figlio, adoratelo in ogni momento, pregate con il cuore.  

Sappiate figli Miei, che la Nascita di Mio Figlio non deve essere oggetto di burle moderniste, ma è un grandissimo evento per la salvezza dell’umanità.


I seguaci del male intendono offendere Mio Figlio e Mio Figlio, nonostante ciò li ama.


Lui guarda però in modo speciale i cuori umili, semplici e veri.

Le rappresentazioni della Nascita (i presepi) realizzati con rispetto di quello che raffigurano, saranno benedetti in modo speciale.


Tenete le immagini sacre in casa, non mettetele da parte, lasciate che la Benedizione Divina sia la protezione per quello che si sta avvicinando all’umanità. 


Pregate, non trascurate di comportarvi e di agire nel modo giusto e di riparare i peccati personali.


Non dimenticatevi che arriverà l’Avvertimento e l’esaminarsi sarà un patimento per le anime e vorrete dire:


“allontana da me questo duro flagello” e non sarà possibile!
Vivete in santità!


NON TEMETE, IO STO CON CIASCUNO DEI MIEI FIGLI.


Amatevi vicendevolmente e che ciascuno ami sé stesso, cosicché possiate dare amore.


Vi benedico, vi amo.


Mamma Maria


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

AVVERTIMENTO

 


CONSIGLI DI DIO PADRE A TUTTI I SUOI FIGLI

 

Quando la punizione passò sulle case degli ebrei che avevano il segno del sangue degli agnelli sulle loro porte, portò alla morte dei primogeniti egiziani.


(Parla Nostro Signore Gesù Cristo)

 Mio Signore

Figlia: Ascolta, ascolta:

Vi ho già detto che l'Ora della fine è arrivata e che avreste dovuto, mettere in ordine i vostri affari perché molti non se ne sono resi conto, ma è già successo fino alla morte del primogenito e ho già tolto il Mio Popolo dalle vostre società. Non lo notate perché il Mio Popolo è disperso in tutti i continenti del mondo, e credete che il fatto di continuare a vederlo significhi che è ancora tra voi.

Ho già chiamato il Mio popolo, l'ho già ospitato nel Mio Sacro Cuore e non è più del mondo, anche se ci rimarrà per un po' di tempo.

Per voi ci sarà dolore, purtroppo, miei piccoli, perché la Mia terra si sta purificando e molti di quelli che amate vi lasceranno, ma, figli miei: Confidate completamente in Me, vostro Re e Signore Amato e confidate completamente nel vostro Amato Padre e abbandonatevi completamente alle ispirazioni del buono, lo Spirito Santo della Bontà e della Verità.

Sì, Mio Signore. La mia Madre è con me adesso, perché non riesco nemmeno a pensare, né a mangiare dopo questa terribile notizia, ed Ella è tornata a prendersi cura di me fino a quando non sarò guarita.

Cosa ti è successo?

Non potevo nemmeno più pregare per il dolore.

Era accanto a me che pregava con me.

Cosa vi ha mostrato durante la Santa Messa?

Che Tu, mio Signore, mi porti tra le Tue braccia e Maria sia al mio fianco.

Avrete tutti grandi dolori, ma se avrete fiducia nel vostro Signore, io vi porterò in Braccio, quando non potrete, e avrete sempre la vostra Madre che farà in modo che siate al sicuro.

Anno del Signore 2014


 Maria del Getsemani

Israele

 


Di 


"Senza dubbio, un giorno la Russia attaccherà Israele, dice la Torah": Benjamin Netanyahu, Primo Ministro di Israele 1996-1999

"Ti farò voltare, ti metterò ganci nelle mascelle e porterò fuori te e il tuo intero esercito "(Ez 38, 4): La Russia resiste all'entrata in guerra, ma alla fine vi cade.

Dal punto di vista profetico, Israele è “l'orologio” di Dio, il cronometro che ci dice quanto siamo vicini o lontani dalla fine dei tempi presenti delle nazioni e della Chiesa, e dall'inizio dei tempi messianici del Regno di Cristo.

Proprio per questo, per gli eventi a cui stiamo assistendo, possiamo essere certi che il mondo sta per cambiare bruscamente e drasticamente, da circostanze che interesseranno ebrei, cristiani e musulmani, prima di tutto, ma anche altre religioni. dalla terra.

Gli ebrei aspettano la venuta del Messia per la prima volta, i cristiani lo aspettano alla sua seconda venuta. Quel grande avvento sarà preceduto da una serie di eventi attraverso i quali Dio preparerà l'intera umanità. Nel prossimo futuro, Dio romperà il silenzio che ha mantenuto fino ad ora riguardo al popolo ebraico, e agirà di nuovo direttamente e portentosamente come ha fatto con mirabili meraviglie in passato.

L'intera storia di Israele è caratterizzata da vari momenti di punizione e silenzi divini, sempre dovuti alle infedeltà del popolo da Lui adottato. Le Scritture sottolineano che le deportazioni e la dominazione (dell'Egitto, Babilonia, Persia, Grecia, Roma) furono consentite da Dio in considerazione del fatto che i suoi stavano infrangendo il patto. Di per sé, quella drammatica storia di correzioni da parte di Dio è una prova indiretta che essi sono davvero il popolo eletto, perché lo sono nonostante ciò.

L'ultima delle punizioni di Dio avvenne nel 70 d.C. per aver rigettato il proprio Figlio. L'imperatore romano Tito Flavio Vespasiano ordinò la totale distruzione di Gerusalemme, costringendo gli ebrei a lasciare la terra promessa e ad emigrare in tutto il mondo. Del Tempio, come predetto da Gesù Cristo stesso, non c'era "pietra su pietra".

Quindi l'ultimo dei silenzi di Dio rispetto agli ebrei, il presente, è quello che va dalla straordinaria manifestazione divina del giorno di Pentecoste, fino al suono della prima tromba dell'Apocalisse. È il silenzio divino più lungo della storia.

Ora, il profeta Ezechiele predisse che, dopo la dispersione, gli israeliti si sarebbero incontrati di nuovo nella terra promessa: "Ecco, prenderò i figli d'Israele dalle nazioni alle quali sono andati, li raccoglierò e li condurrò a il loro paese "(Ez 37:21). Quella profezia si adempì il 14 maggio 1948. Da quel momento in poi iniziarono formalmente i cosiddetti "tempi della fine".

Nell'Antico Testamento, l'attenzione di Dio era concentrata sugli ebrei e sulla loro presenza nella terra promessa sotto la legge che Dio diede a Mosè. Nel Nuovo Testamento, Dio tace riguardo al suo popolo e si concentra sulla Chiesa, offrendo la salvezza a tutti i Gentili.

Quando la chiamata di Dio a far parte della Chiesa sarà completa, il tempo della grazia finirà, Dio rimuoverà la Chiesa fedele attraverso la prima risurrezione e il rapimento dei fedeli, e si concentrerà nuovamente sul suo piano di salvezza sul Ebrei.

Grazie al profeta Ezechiele sappiamo in che modo Dio romperà il suo silenzio, prima che inizi il periodo della Grande Tribolazione. Descrive una battaglia, comunemente nota come "Guerra di Gog e Magog", in cui Dio distruggerà portentosamente un'alleanza di invasori che attaccheranno Israele, così come le nazioni da cui provengono quegli eserciti.

La guerra di Gog e Magog è un conflitto unico nella sua cronologia, nel suo scopo, nelle sue caratteristiche e nei suoi effetti su Israele e sul mondo intero.

Ezechiele predisse che, dopo essersi incontrati di nuovo nella terra promessa, alla fine dei tempi, gli israeliti saranno attaccati dai nemici del nord (paesi arabi) insieme alla Russia: “Ecco, io sono contro di te, Gog, principe sovrano di Messec. e Tubal (l'attuale Russia) (...) Ti porterò fuori con tutto il tuo esercito (...) Con loro ci sono Persia (Iran), Cush (Etiopia) e Fut (Libia), tutti armati di scudo ed elmo. Gomer, con tutte le sue truppe, e la casa di Togarma (Turchia), dall'estremo nord con tutte le sue truppe e molti popoli con te (...) Dopo molti anni invaderai un paese salvato dalla spada, radunato da molti popoli a i monti d'Israele (...) Negli ultimi giorni attaccherai il mio popolo Israele come una nuvola per coprire il paese ”(Ez 38, 3-8, 16).

In tutti i capitoli 38 e 39, i nomi Gog e Magog sono usati insieme come titolo che nomina la combinazione di un grande avversario di Dio: Gog come "principe" e Magog come paese o regione. Per due volte usa “Magog” per indicare il territorio da cui proviene il capo chiamato “Gog”, che in ebraico antico significa “esaltato”. Menzionando Gog come proveniente dal "lontano nord", Ezechiele sembra indicare il più alto livello di autorità all'interno di un'alleanza di nazioni di quelle che ora sono le ex repubbliche sovietiche, territorio dell'ex regno di Anatolia e oltre il Caucaso.

Quella guerra mondiale, in cui diversi paesi si uniranno per attaccare Israele, si concluderà, dice Ezequiel, con un portentoso intervento divino che ostacolerà l'invasione. Mesi dopo avverrà il falso accordo di pace firmato dal personaggio che il profeta Daniele chiamava la "quarta bestia" (chiamato da San Giovanni "l'anticristo"), che dominerà il mondo per sette anni: "per un'altra settimana suggellerà un patto con molti "(Dan 9:27). Gesù Cristo ha chiamato questo periodo la "Grande Tribolazione" ed è lo stadio in cui l'umanità sarà purificata e preparata per il suo glorioso Ritorno, un evento che chiude i tempi della Chiesa e delle nazioni e dà inizio ai nuovi tempi messianici del Regno. di Dio sulla Terra.

La guerra contro Israele descritta da Ezechiele, e che è anteriore ai sette anni della Grande Tribolazione, sarà interrotta da un'azione diretta di Dio: "Sui monti d'Israele cadrai, tu e tutte le tue truppe, e le genti che erano con te ( ...) E farò conoscere il mio santo nome in mezzo al mio popolo Israele, e non lascerò mai più che il mio santo nome sia profanato; e le nazioni sapranno che io sono Geova, il Santo in Israele ”(Ez 39, 4, 7).

Il profeta ci dice che gli eserciti che attaccheranno Israele saranno sconfitti in modo miracoloso e abbagliante: da un grande terremoto (Ez 30:19); da tempesta, grandine enorme, fuoco e zolfo (Ez 38, 22); e da una massiccia confusione in cui gli aggressori cominceranno a uccidersi a vicenda (Ez 38, 21).

Questo intervento divino per proteggere Israele farà rivivere negli ebrei la coscienza dell'elezione, ma li confonderà facendogli credere che il leader russo annientato fosse la quarta bestia di Daniele, e che il pacificatore è il messia, quanto in realtà verrà discusso dell'anticristo, il falso messia degli ebrei e del mondo.

Va detto che la guerra mondiale descritta da Ezechiele non è, come a volte si pensa erroneamente, la battaglia di Armageddon, che sarà un'altra campagna militare che sarà combattuta verso la fine della Grande Tribolazione, una volta che l'anticristo avrà rotto l'accordo. di pace e si rivoltano contro gli stessi ebrei. La campagna di Aramageddon è descritta dall'apostolo San Giovanni nel libro dell'Apocalisse (Ap 16, 12-16), ed è quella che porterà alla Parusia, poiché Gesù stesso tornerà per salvare Israele dalla distruzione che il anticristo.

Tuttavia, la guerra di Gog e Magog può anche essere chiamata "di Armaghedon" perché si svolgerà anche nella valle di Armaghedon, pianura di Megiddo, a nord di Israele, ma differiscono chiaramente l'una dall'altra, nel tempo e in le sue CARATTERISTICHE.

I sette anni della Grande Tribolazione, noti anche come la "settanta settimana di Daniele" (perché è il periodo che manca alla profezia delle 70 settimane, di cui 69 settimane sono già state completate), sono due parti divise in tre anni e mezzo, di 1260 giorni esatti ciascuna metà (Ap 12, 14; 13, 5; Dn 7, 21).

È nel mezzo della settimana, cioè tre anni e mezzo dopo l'inizio della Grande Tribolazione, quando l'anticristo romperà il falso accordo di pace, bandirà il sacrificio divino e scatenerà la persecuzione contro tutti coloro che non si sono sottomessi al suo governo: “a metà settimana fermerà il sacrificio e l'oblazione; e nell'ala del Tempio ci saranno abominazioni desolate fino alla fine, quando la rovina decretata sarà riversata sulla desolata ”(Dan 9:27).

Com'era prevedibile, la guerra Gog-Magog seguirà un precedente attacco israeliano alla Siria. Questo attacco, profetizzato da Isaia, sembra riflettere un'aggressione nucleare, poiché la capitale siriana sarà completamente distrutta: “Qui Damasco cesserà di essere una città; sarà un mucchio di rovine. Il regno di Damasco cesserà e ciò che resta della Siria sarà come la gloria dei figli d'Israele, dice il Signore degli eserciti ”(Is 17: 1-3; 9). Geremia e Amos sottolineano anche che Damasco sarà distrutta da un incendio (Jr 49, 23-27; Am 1, 3-5).

Isaia stabilisce una relazione tra la devastazione del Libano (Is 10, 23-25; 34) e la distruzione totale di Damasco. Entrambe le nazioni sono assire e il Libano è stato essenzialmente sotto il controllo siriano.

La guerra di Gog e Magog porterà cambiamenti significativi per Israele, per il Medio Oriente e per il mondo intero.

Israele passerà attraverso un processo di pulizia e seppellimento dei cadaveri dei suoi nemici che durerà sette mesi (Ez 39, 11-16), il che indica l'entità della guerra.

Con l'intervento divino nella guerra di Gog e Magog, Israele si risveglierà spiritualmente a Dio, al Dio dei miracoli dell'Antico Testamento. Gli ebrei si riuniranno per le festività in Israele mentre le nazioni che hanno tentato di attaccarlo piangeranno le loro perdite.

Israele espanderà i suoi confini, riprenderà il pieno controllo su Gerusalemme e ricostruirà il Tempio, ma il fondamentalismo islamico, sostenuto dal sionismo internazionale, farà rispettare la sua legge della sharia contro il vero Dio, Gesù Cristo.

Le nazioni del Medio Oriente e molte persone riconosceranno apertamente il Dio di Israele, ma senza distinguere che quel Dio si è fatto uomo nella persona di Gesù.

A torto, il mondo intero proclamerà che la guerra che si è verificata è stata la battaglia di Armaghedon, che il millennio del benessere è iniziato e che il nuovo leader emerso dalle ceneri del conflitto mondiale è l'atteso Messia.

Ma in realtà, ciò che sarà iniziato è l'inganno supremo e la battaglia finale tra il bene e il male, tra l'unto di Satana e il vero Messia, che tornerà sette anni dopo, alla fine di quel periodo di tribolazione.

Non importa quanto violento e corrotto percepiamo il mondo nella situazione attuale, non importa quanto Dio ci sembri assente e silenzioso riguardo a questa situazione, la verità è più che clamorosa. Il silenzio di Dio durante quest'epoca può essere paragonato alla quiete che precede la tempesta. La tempesta sarà l'adempimento del periodo di giudizio di Dio noto nelle profezie come "il giorno del Signore".

Dio non resterà in silenzio per sempre. Nelle parole di Isaia: "Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non tacerò" (Is 62: 1).

Il fulcro della profezia di Gog e Magog è significativamente l'implicazione in prima persona di Dio. Non userà persone come Mosè o Aaronne contro il faraone egiziano, poiché non vi è alcun riferimento qui ai due testimoni di San Giovanni (un altro motivo che porta alla conclusione che questa guerra è precedente alla 70a settimana di Daniele).

All'inizio dei due capitoli 38 e 39, Dio dichiara "Ecco, io sono contro di te, Gog ..." Dio stesso in persona è adirato contro Gog e la sua alleanza di nazioni per essere contro di lui. E Dio stesso è quello che lo provoca a lasciare Magog e andare contro Israele, facendolo cadere nella trappola: "Ti farò voltare (...) e ti farò partire con tutto il tuo esercito" "Io stesso ti porterò contro di me persone "(Ez 38, 4).

Alcuni autori ritengono che il riferimento al voltarsi e all'essere portati "con i ganci nelle fauci" (Ez 38, 4) denoti il ​​riferimento a Gog o alla Russia che resiste per entrare in guerra, ma alla fine viene trascinata dalla coalizione delle nazioni occidentali pro sionisti.

L'apertura del primo sigillo dell'Apocalisse che presto vivremo è la manifestazione pubblica dell'anticristo, poiché il suo modo di acquisire prestigio internazionale sarà dovuto al suo apparente carattere di "pacificatore". Ciò avverrà dopo che il Papa sarà fuggito da Roma, secondo San Paolo (2, Thess, 2, 3-8).

venerdì 18 dicembre 2020

PURO D'AMORE SONO IO

 


Puro d'Amore Sono io. Chi mi ascolta, sente la verità; chi mi segue non inciampa; chi mi cerca mi trova sempre; chi mi trova non vuole più perdere. Niente, non si può fare niente senza il mio permesso. Poiché sono io che guido, non c'è mai stata una colpa, la colpa è nel cuore di molte persone che non sanno cosa vogliono e cosa chiedono. Io do spontaneamente ciò che è mio. Io illumino le persone con la Mia Luce, ma ci sono quelli che vogliono assomigliare a Me, che sono falsi, ingannevoli e bugiardi. Questo è il mio nemico, non ha niente a che fare con Me. Si mette al mio posto, ma è solo per ingannare la gente. Quello che fa è un lavoro diabolico, ecco perché, Benedetto, figlio mio, non lo sopporto più. Sono stato tradito da pastori che non sono del mio gregge. Hanno fondato le loro chiese per prendere ciò che è mio e milioni di persone sono cadute nella loro trappola.

          Quando si cerca uno dei Miei, a volte non si può fare più nulla, perché lo spirito della persona che era malata non era più solo il corpo che aveva la malattia, ma era il suo stesso spirito. E l'aiuto, quando Me lo chiede, è già tardi, perché quella persona si è lasciata ingannare dal malvagio pastore che parla nel Mio Nome, ma non ha nulla con Me. Sono persi nel tempo. Ma ci sono altri che si pentono, mi chiedono perdono e tornano a casa come il figliol prodigo. A questi perdono e restituisco la mia vita. Ma sono pochi quelli che amano e sono perdonati.

          Benedetto, figlio mio, non ti arrendere. Alcuni dicono che hai fallito. Non sono state le tue mani a non ottenere le grazie che mi hai chiesto, ma i turbamenti di coloro per i quali non potevi fare altro.

          Io, Gesù di bontà, uso la Mia Misericordia con coloro che non si allontanano da Me, ma per coloro che cercano altre strade, si sono persi. Perché così ho lasciato scritto: In quei tempi verranno alla tua porta dicendo che sono io, Gesù, ma non sono stato io a comandare (Mt 24,5). Sono pastori della rovina del Mio Tempio. Il mio Tempio è sacro, vi entrano solo coloro che ho battezzato con il Mio Santo Spirito. Benedetto, come te, anch'io ho scelto altri sulla faccia della terra, perché sono stato io a scegliere e non tu a scegliere me (Gv 15,16). C'è chi può dire: "Quello che scrivi tu, lo posso scrivere anch'io". Parlare è facile per loro, ma in realtà è puro inganno. Fuori di me nessuno ha le tracce che ho lasciato segnate sul tuo corpo. Sono frutti che sono nati da un cattivo albero, non hanno sapore e non sono adatti a My Barn. Ora, sì, Benedetto, figlio mio caro, il seme che è nato su un buon terreno è quello che ho piantato, sono i Miei servi. Questi semi che ho piantato sono già nati e stanno già separando tutto ciò che è mio: il grano da un lato e le erbacce dall'altro. Ma manca un piccolo tocco e tutto si compirà.

          Ho sofferto, ho pianto, ho sofferto, ma sono vivo e con le ultime parole in bocca da pronunciare: "Vieni, benedetto del Padre mio nella mia casa, tutto è preparato" (Mt 25,34) oppure "Vieni fuori da me, maledetto, falso e ingannevole, questa è l'ora, i limiti sono stati superati" (Mt 25,41). Io, Gesù, ho usato tutta la Mia Misericordia, ma il diavolo, il mio nemico, sarà arrestato e legato ai suoi seguaci per non distruggere mai ciò che ho piantato.

Tu sei la luce che ora illuminerà il mio popolo.

Prendi la mia pace, figlio mio. Il vostro compito mi ha molto soddisfatto. 

GESÙ

Bento 28/12/1994

Cattivo presagio: il sangue di San Gennaro non si liquefa a Napoli

 



AGGIORNAMENTI 16-DIC-20 21:42 UTC:


Il quotidiano italiano Il Mattino riporta che l'atteso miracolo della liquefazione del sangue del vescovo martire San Gennaro († 305) il 16 dicembre di ogni anno non si è verificato questa volta.

Di solito il sangue secco, che si conserva in un reliquiario a fiasco nella cattedrale della diocesi di Napoli (Napoli), di cui è il santo patrono, si trasforma in liquido tre volte l'anno in giorni ben precisi: il sabato precedente la prima domenica a maggio; il 19 settembre, festa di San Gennaro; e il 16 dicembre. In rare occasioni, tuttavia, il sangue non riuscirà   a liquefare, come è successo oggi. Storicamente, tale fallimento è stato il presagio di una calamità imminente.

Il Mattino ha diffuso un video clip della cerimonia in cui il sangue del santo era previsto, ma non riuscito, a liquefarsi:


Sebbene le persone nella cattedrale avessero sperato che il miracolo sarebbe forse accaduto più tardi nel corso della giornata, alle 18:30 ora locale, neanche questo è accaduto.

L'ultima volta che il sangue non è riuscito a liquefare è stato il 16 dicembre 2016 , un anno in cui l'Italia era stata scossa da una serie di terremoti, centrati intorno a Norcia (Nursia), città natale di San Benedetto, il padre del monachesimo occidentale. L' ultimo terremoto del genere ha distrutto la basilica costruita nel luogo in cui si ritiene siano nati il ​​santo e sua sorella gemella, Santa Scolastica.

Il terremoto del 23 novembre 1980 - l'anno in cui il sangue essiccato di San Gennaro non si era sciolto il 19 settembre - fu devastante, come mostrano i seguenti link:

Sempre nel 2016  Napoli è stata aggiunta alla lista delle città a rischio di essere colpite da un'eruzione del Vesuvio, considerato il vulcano più pericoloso del mondo . Il 16 dicembre è storicamente legato a San Gennaro e allo scoppio vulcanico del Vesuvio nel 1631, come menzionato nella notizia di cui sopra.

Per quanto riguarda la cerimonia che circonda l'abituale liquefazione del sangue del santo, l' Enciclopedia cattolica del 1910 descrive ciò che accade come segue:

Ciò che effettivamente accade può essere così brevemente descritto: in un reliquiario d'argento, che per forma e dimensioni fa pensare un po 'a una piccola lampada da carrozza, sono racchiuse due fiale. Il minore di questi contiene solo tracce di sangue e non deve riguardarci qui. Il più grande, che è un piccolo pallone a forma di fiasco di quattro pollici di altezza e circa due pollici e un quarto di diametro, è normalmente piuttosto più della metà pieno di una massa scura e solida, assolutamente opaco quando tenuto alla luce e nessuno spostamento quando il reliquiario è capovolto. Entrambi i flaconi sembrano essere così fissati nella cavità della lanterna del reliquiario per mezzo di una sostanza gommosa dura che sono sigillati ermeticamente. Inoltre, a causa del fatto che la massa scura nel pallone è protetta da due spessori di vetro, è presumibilmente ma poco influenzata dalla temperatura dell'aria circostante. Diciotto volte in ogni anno, vale a dire (1) il sabato prima della prima domenica di maggio e gli otto giorni seguenti, (2) nella festa di San Gennaro (19 settembre) e durante l'ottava, e (3) il Il 16 dicembre, sull'altare viene esposto un busto d'argento che si crede contenga la testa di San Gennaro, e il reliquiario appena descritto viene portato fuori e tenuto dall'officiante in vista dell'assemblea. Le preghiere vengono recitate dalla gente, supplicando che avvenga il miracolo, mentre un gruppo di donne povere, conosciute come le "zie di San Gennaro" (zie di San Gennaro), si fanno particolarmente notare dal fervore e, talvolta, quando il miracolo è ritardato dalla stravaganza,

L'officiante di solito tiene il reliquiario per le estremità, senza toccare il vetro, e di tanto in tanto lo capovolge per notare se nella massa oscura racchiusa nella fiala è percepibile qualche movimento. Dopo un intervallo di durata variabile, solitamente non inferiore a due minuti o superiore a un'ora, si vede gradualmente la massa staccarsi dai lati della fiala, diventare liquida e di una tinta più o meno rubino, e in alcuni casi schiumare e ribollire aumentando di volume. L'officiante annuncia quindi “Il miracolo é fatto”, si canta un Te Deum e si porta sulla balaustra dell'altare la teca contenente il sangue liquefatto affinché i fedeli la venerino baciando il vaso di contenimento. Raramente la liquefazione non è avvenuta nelle esposizioni di maggio o settembre,

The Catholic Encylopedia , sv "St. Januarius" )

Per quel che vale, il 16 dicembre è anche il giorno prima del   compleanno del blasfemo Antipapa Francis . Domani compirà 84 anni.

Parlando di Francesco, il 21 marzo 2015, festa di San Benedetto, c'è stato un evento strano che ha coinvolto il sangue di San Gennaro, mentre il "Papa" Francesco ha visitato la cattedrale di Napoli e ha baciato la reliquia: Il sangue essiccato si è liquefatto inaspettatamente ma solo parzialmente , il che, rilevato dall '“Arcivescovo” Crescenzio Sepe, fece esclamare Francesco: “Il vescovo ha appena annunciato che il sangue si è mezzo liquefatto. Possiamo vedere il santo che solo la metà ci ama. " Alcuni media in seguito hanno riferito, ironicamente, che Francis aveva compiuto "mezzo miracolo":

In una nota a margine, ricordiamo che questo è lo stesso Francesco che  abitualmente rifiuta di genuflettersi o inginocchiarsi davanti a ciò che afferma di credere è il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo. E naturalmente sappiamo che così come non possono esserci mezzi santi o mezzi papi, non possono esserci mezzi miracoli.

Due anni fa, il 19 settembre 2018, il “cardinale” Sepe di Napoli si ammalò quando officiava la cerimonia per la miracolosa liquefazione del sangue di San Gennaro: “… non riuscì a portare fuori l'ampolla con il sangue appena liquefatto del santo in piazza per mostrare i dignitari riuniti e i cittadini ”, ha riferito l' ANSA italiana .

Il 12 dicembre 2020, Francesco ha nominato un nuovo “Arcivescovo” per Napoli, il Sig. Domenico Battaglia . È un uomo secondo il cuore del falso papa, e in Italia è conosciuto come il "Bergoglio dell'Italia meridionale".

Preghiamo San Gennaro affinché, qualunque cosa possa significare il mancato verificarsi del miracolo del sangue, le persone finalmente respingano la pretesa di Francesco al papato e si convertano  alla vera fede cattolica dei secoli. Possano tutti noi pentirci sinceramente dei nostri peccati e rivolgerci a Dio con fede, speranza e carità.

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