domenica 14 giugno 2026

State pronti, figli Miei, state per conoscere il Pianeta dell’Amore!

 


Carbonia 13 giugno 2026

Lo Spirito Santo opera sui Suoi figli, la Gemma celeste brilla su ognuno di loro. Accantonate tutto ciò che appartiene al mondo, state fermi nella santa dottrina della Chiesa, coltivate le Leggi di Dio, siate ligi ai Suoi Comandamenti.

Figli amati, avvicinatevi all’Amore, stringetevi all’Amore e abbracciate Maria, Colei che ora prenderà posto tra di voi e vi guiderà, istruiti nelle Cose di Dio, alla fine della battaglia.

Aprite il vostro cuore all’Amore, santificatevi, o uomini, la tenda di Giacobbe è già aperta per ricoverare coloro che si metteranno al seguito di Dio!

Maria SS.ma chiede ai Suoi figli l’abbandono totale allo Spirito Santo affinché possano essere rinnovati, ricolmati dei doni celesti.

Solo in Dio si trova la salvezza, o uomini, fate in fretta a tornare a Lui, siate severi con voi stessi, il tempo è chiuso, ora vedrete precipitare ogni cosa sulla Terra, conoscerete il dolore che il peccato ha procurato.

Dio attende per riabbracciarvi tutti a Sé, per questo motivo vi chiede la vera conversione, l’abbandono delle cose del mondo per poter godere di quelle celesti.

Ave santa Vergine del Carmelo! …ecco, noi bramiamo il Tuo arrivo, siamo al Tuo seguito, Ti attendiamo per essere guidati da Te, per essere vittoriosi in Tuo Figlio Gesù.

Miriadi di luci si muovono verso la Terra, preparano il campo per il Rapimento!

È l’ora della Grande Rivelazione! Dio è pronto a manifestarsi a questa Umanità perché si ravveda e torni a Lui. Il tempo è giunto, l’attesa è finita, tutto è in atto.

Un grande esercito di angeli celesti, guidati da san Michele, già discende, …l’appostazione è comandata da Dio!

Voi siete figli dell’Unico e vero Dio, non sarete abbandonati agli artigli di Satana. Pregate, abbandonatevi a Lui, credete in Lui, obbedite a Lui, affinché si compia la Sua santa volontà.

Tremano le mura di Roma! Addio, figli Miei e non più Miei per vostra libera scelta, il Demonio vi ha agguantati e voi avete seguito il suo comando mettendovi contro il vostro Dio Amore. Conducete una vita da sciagurati traditori, non avete il benché minimo rispetto di Colui che vi ha creati. Poveri uomini!

Ah! Quanto si diverte l’aguzzino guardando la vostra caduta! Ah! Quanto sarete umiliati!

Ah, quanto sarete seviziati, usati per il suo maledetto piano contro il Dio Creatore, …che disastro! Che disastro siete, figli Miei e non più Miei per vostra libera scelta. Pietà! Pietà di voi! Il Mio Cuore è a pezzi, gronda sangue: …la Mia Parola è stata cancellata per onorare la bestia! Che sciagura su di voi!

Con tutto il Mio amore ora chiamerò a Me i Miei figli, separerò il grano dalla pula, li solleverò a Me e li poserò dove tutto è amore.

State pronti, figli Miei, state per conoscere il Pianeta dell’Amore!

Vi unirete all’Amore e diverrete in Lui divini! Amen.

IL DOGMA DEL PURGATORIO

 


Sollievo delle anime: la S. Messa. - S. Teresa e Bernardino di Mendoza. - Molteplicità delle messe e pompa delle esequie, - Sante cerimonie della Chiesa e corone profane colle quali si copre il feretro. 

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    Terminiamo quanto dicemmo della santa Messa col racconto di S. Teresa, intorno a Bernardino di Mendoza. Narra il fatto nel suo libro delle Fondazioni (capitolo X). 

     Il giorno dei morti, Bernardino di Mendoza aveva dato a S. Teresa una casa ed un bel giardino, posti a Valladolid, per fondarvi un monastero in onore della Madre di Dio. «Due mesi dopo, scrive la santa, quel gentiluomo d'un tratto cadde infermo e subito perdette la favella di modo che non poté confessarsi, sebbene con segni dimostrasse il desiderio di farlo e la viva contrizione che provava dei suoi peccati. 

    «Non tardò a morire, lungi dal luogo ove io mi trovava a quel tempo; ma Nostro Signore mi parlò e mi fece conoscere che era salvo, sebbene avesse corso grande pericolo di non esserlo. Su di lui si era diffusa la misericordia di Dio, per i doni fatti al convento della S. Vergine: tuttavia la sua anima non doveva uscire dal Purgatorio prima che nella novella casa fosse celebrata la prima messa. 

    «Tanto profondamente sentii i patimenti di quell'anima che, ad onta del mio vivo desiderio di terminare il più presto la fondazione di Toledo, immediatamente partii per Valladolid. 

    «Un giorno che stava pregando a Medina del Campo, Nostro Signore mi disse di far presto, perché l'anima di Mendoza era in preda ai più vivi dolori. Perciò ripartii tosto, sebbene non vi fossi preparata, ed arrivai a Valladolid il giorno della festa di S. Lorenzo. 

    «Chiamai subito i muratori per alzare senza indugio i muri di clausura: ma siccome ciò richiedeva assai tempo, chiesi ad un vescovo l'autorizzazione di fare una cappella provvisoria per l'uso delle suore che mi avevano accompagnato. Avendola ottenuta, vi feci celebrare la messa, e alla comunione, nel momento in cui lasciai il mio luogo per avvicinarmi alla sacra mensa, vidi il nostro benefattore, il quale, colle mani giunte e col volto risplendente, mi ringraziava di quanto aveva fatto per trarlo dal Purgatorio. In seguito lo vidi pieno di gloria salire al Cielo. Ne fui tanto più contenta dacché non ardiva sperare un tal successo; poiché sebbene Nostro Signore mi avesse rivelato che la liberazione di quell'anima avrebbe tenuto dietro alla prima messa celebrata nella casa, pensava che ciò dovesse intendersi della prima messa, in cui il santo Sacramento sarebbe rinchiuso nel tabernacolo ». 

    Questo bel passo ci fa vedere, non soltanto l'efficacia della santa Messa, ma anche la tenera bontà colla quale Gesù Cristo s'interessa per le anime ed arriva sino a domandare in loro favore i nostri suffragi. 

    Giacché il divin Sacrifizio è tanto prezioso, qui si potrebbe domandare se un gran numero di messe arrechi alle anime maggior sollievo che non un numero minore, ma compensato da magnifiche esequie, e da abbondanti limosine. La risposta a questa domanda si deduce dallo spirito della Chiesa, che è lo spirito dello stesso Gesù Cristo e l'espressione della sua volontà. 

    Ora la Chiesa esorta i fedeli a fare per i defunti preghiere, limosine ed altre buone opere, ad applicar loro le indulgenze, ma sopratutto a far celebrare la santa Messa ed assistervi. Dando sempre un posto particolare al divin Sacrifizio, approva ed usa (vari generi di suffragi, secondo le circostanze, la divozione e la condizione sociale del defunto e dei suoi eredi. 

   È un'usanza cattolica, che fin dalla più remota antichità religiosamente osservavano i fedeli, quella di far celebrare per i defunti solenni esequie e funerali splendidi, per quanto lo permettono i loro mezzi. La spesa che per ciò fanno è una limosina alla Chiesa, limosina che agli occhi di Dio sommamente innalza il prezzo del divin Sacrifizio ed il suo valore soddisfattorio pel defunto. 

   Tuttavia è buona cosa il regolare i funerali in modo da lasciar sempre mezzi sufficienti per un numero conveniente di messe e per limosine ai poveri. 

Ciò che si deve evitare, si è che venga dimenticato il carattere cristiano dei funerali e riguardate le funebri esequie, più che un grande atto di religione, una dimostrazione di mondana pompa. 

   Ciò che ancora devesi evitare sono i simboli di duolo al tutto profani e che non sono conformi alle cristiane tradizioni. Tali sono le corone di fiori, di cui con grandi spese si carica il feretro del morto. 

È una innovazione a giusta ragione disapprovata dalla Chiesa, alla quale Gesù Cristo confidò di regolare il culto e le sante cerimonie senza eccezione delle funzioni funebri. Quelle di cui si serve alla morte dei suoi figli sono venerabili per la loro antichità, piene di senso e di consolazione per la fede. Tutto l'apparecchio spiegato agli occhi dei fedeli, la croce e l'acqua benedetta, i lumi e l'incenso, le lagrime e le preghiere, inspirano la compassione per le anime, la fede nella divina misericordia e la speranza nell'immortalità. 

    Che mai avvi di somigliante nelle fredde corone di viole? Dicono niente all'anima cristiana; tutt'al più presentano un simbolo profano della vita mortale, simbolo che contrasta colla santa immagine della Croce e che è estraneo ai sacri riti della Chiesa. 

Padre F. S. SCHOUPPE d. C. d. G. 


11° "LE PERSONE CHE PROPAGHERANNO QUESTA MIA DEVOZIONE AVRANNO IL LORO NOME SCRITTO NEL MIO CUORE E NON NE SARÀ MAI CANCELLATO".

 


LE PROMESSE DEL S. CUORE


1 Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

2 Io metterò la pace nelle loro famiglie.

3 Io li consolerò in tutte le loro afflizioni.

4 Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5 Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.

6 I peccatori troveranno nel mio cuore la fonte e l'oceano della misericordia.

7 Le anime tiepide diventeranno fervorose.

8 Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a grande perfezione.

9 Io benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata

10 Io darò ai Sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.

11 Le persone che propagheranno questa mia devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.

12 A tutti quelli che per nove mesi consecutivi si comunicheranno al primo venerdì di ogni mese io prometto la grazia della penitenza finale; essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i sacramenti e il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.


11° "LE PERSONE CHE PROPAGHERANNO QUESTA MIA DEVOZIONE AVRANNO IL LORO NOME SCRITTO NEL MIO CUORE E NON NE SARÀ MAI CANCELLATO".

Questa si potrebbe definire la promessa della gratitudine divina; infatti, se la dodicesima è un eccesso della misericordia, l'undicesima è un eccesso della riconoscenza del Cuore di Gesù.

L'amante del Cantico dei Cantici si incide sul braccio un segno dell'amata. Gesù, il vero amante delle anime nostre, non sul braccio pone un «segnacolo» dei suoi prediletti, ma scrive i nomi nel Cuore! Certo avere scritto il proprio nome in queste pagine rosseggianti del Cuore di chi ci ha creato e redento, di chi ci deve giudicare è una gioia immensa e dona tanta pace all'anima.

Infatti l'aver il proprio nome scritto nel Cuore di Gesù, vuol dire godere un intimo scambio di interessi, ossia un alto grado di grazie. Ma il privilegio straordinarissimo che rende la promessa «la perla del Sacro Cuore», sta nelle parole «e non ne saranno mai cancellati». Se si cadesse in un peccato mortale, almeno temporaneamente quella intimità cesserebbe e verrebbero cancellati quei nomi con la perdita dello stato di grazia; quindi se quei nomi non verranno mai cancellati vuol dire che le anime che portano quei nomi scritti nel Cuore di Gesù, saranno continuamente in stato di grazia e godranno, per così dire, del dono di impeccabilità. (P. Agostini).

Forse è un privilegio riservato a pochi, a poche anime scelte, innocenti e sante... NOI Dipende da noi. Il Signore ha messo una condizione facile: propagare la devozione al Cuore di Gesù. Ciò è possibile a tutti, in tutte le condizioni.

In famiglia, in ufficio, nella fabbrica, fra gli amici... Basta un po' di buona volontà; e la ricompensa è bellissima.

Facciamo perciò di tutto per costringere dolcemente Gesù a registrare i nostri nomi nel Cuore suo che è il libro della vita, è il libro dell'amore.


QUESTA UMANITÀ SENZA DIO NON È DIRETTA VERSO ALCUNA BUONA VIA, MA È NELLE MANI DI COLUI CHE È L'USURPATORE, L'INGANNATORE DELL'UMANITÀ.

 


MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO
A LUZ DE MARIA
11 GIUGNO 2026


Amati figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:
 
VENGO PER VOLONTÀ DIVINA, PER PORTARVI PACE E BENE NEI MOMENTI NEI QUALI AVRETE BISOGNO DELL'AIUTO DIVINO.


La maggior parte dell'umanità disprezza quello che è Sacro, disprezza il Divino e la Nostra Regina e Madre.
Quale sarà il destino di questa generazione?


QUESTA UMANITÀ SENZA DIO NON È DIRETTA VERSO ALCUNA BUONA VIA, MA È NELLE MANI DI COLUI CHE È L'USURPATORE, L'INGANNATORE DELL'UMANITÀ.


Voi siete figli del Re! Ma Lo abbandonerete ancora di più per rimanere assorbiti, giorno dopo giorno, in sogni momentanei, senza ritagliarvi uno spazio per adorare la Trinità Sacrosanta e senza pregare la Nostra Regina e Madre.
Ogni cosa a suo tempo e a sua misura figli. Non potete abbandonare il vostro Signore e il vostro Dio per qualcosa che poi porterà al mondo a soffrire.
 
Non dimenticatevi della malattia, tenetevi pronti...
Non dimenticatevi che il male si approfitta della tiepidezza spirituale per invadere e per rendersi presente con quello che ha già precedentemente minacciato di fare.


TUTTA L'UMANITÀ SOFFRIRÀ A CAUSA DI QUELLO CHE HA DIMENTICATO E CHE HA NEGATO POTESSE SUCCEDERE.


Senza Dio, nessun uomo riuscirà ad andare oltre quello che i suoi sensi umani gli consentiranno; è lo Spirito Divino che colma l'uomo, è lo Spirito Divino che concede Doni e Virtù:


DONI:


SAGGEZZA: un Dono che vi permette di analizzare le cose come Dio le giudicherebbe.
INTELLETTO: un Dono che vi permette di approfondire la Verità Divina e anche di comprendere il proposito di Dio.
CONSIGLIO: un Dono che vi permette di agire con rettitudine e con determinazione nei momenti di dubbio.
FORTEZZA: un Dono che vi permette di essere coraggiosi e costanti in tutti i momenti difficili, senza perdere la Fede.
SCIENZA (O CONOSCENZA): Viene elargita dallo Spirito Divino affinché, illuminati dalla Luce dello Spirito Divino, possiate conoscere Dio, voi stessi e l'umanità.
PIETÀ: questo Dono è speciale, perché conferisce all'uomo un cuore disposto ad amare Dio, a rispettarLo come Padre e ad obbedirGli e allo stesso tempo abilita l'uomo ad amare il prossimo senza distinzioni.
TIMORE DI DIO: un grandissimo Dono, che poche anime possiedono, il timore di offendere Dio, avendo una chiara coscienza del peccato e dell'irriverenza nell'offendere Dio.

Figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:

Siate cauti nel giudicare, l'uomo non deve agire con leggerezza.
Questa generazione ha attribuito un diverso significato alla Parola di Dio ed è talmente implacabile con il prossimo, che vuole essere giudice e al tempo stesso fare parte della giuria.

L'AVVERTIMENTO (1) NON SI È ALLONTANATO, È PRESENTE NEL TEMPO DI DIO e sembra che voi abbiate tralasciato di guardarvi dentro e di esaminarvi quotidianamente, avete tralasciato di confessare i vostri peccati.
Vi siete dimenticati delle tenebre e quanto vi pentirete di averlo fatto!

Le malattie (2) e i rimedi del Cielo (3) sono stati messi da parte, piangerete anche per questo figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo; la malattia apparirà e voi piangerete.

Figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, io non voglio che voi soffriate, la Trinità Sacrosanta ha impiegato gran parte di questa Missione per fornirvi qualcosa con cui difendervi quando, in tempo di crisi, non avrete nulla con cui alleviare la malattia. 


Ancora non avete capito che l'Amore Divino va al di là di ogni comprensione e vi dà in anticipo i mezzi e quello che serve perché vi prepariate.
Ascoltate figli, fatelo!
 
Fate attenzione al movimento insolito del sole (4) e prendete le precauzioni che già sapete. Preparatevi!
 
Aiutatevi l'un l'altro in ogni momento.
 
Cercate di essere persone del bene e siate il riflesso dell'amore che vive nei vostri cuori.


IO VI DIFENDO CON LA MIA SPADA, VI PROTEGGO CON LE MIE ALI, VI ILLUMINO CON LA MIA LUCE.


Amate la Regina e Madre, lasciate che sia la Nostra Regina d'Amore e di Misericordia a guidarvi.
 
Voi non siete soli, rimanete saldi nella fede.
 
Amen.


San Michele Arcangelo


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO




COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli:
 
Sappiamo bene che non è obbligatorio credere nelle Rivelazioni Private, ma verranno momenti in cui a molti verrà in mente quello che avevano disprezzato, allora comprenderete che la preparazione spirituale e prudente non era paura, ma obbedienza, non era un'esagerazione, ma un Appello dell'Amore Divino.

Chi ascolta, si umilia e obbedisce, sarà rafforzato.
Chi deride, ritarda e indurisce il suo cuore, piangerà per non aver risposto quando c'era ancora tempo.

Questa è l'ora in cui l'uomo deve scuotersi dalla sua indifferenza, perché non ci sarà rifugio sicuro per chi chiude il cuore a Dio.

Non basta ascoltare, bisogna convertirsi, pregare, riparare e tornare con umiltà sulla via del Signore.

L'anima che oggi si aggrappa al mondo, domani scoprirà il vuoto di aver disprezzato la grazia; ma l'anima che si inginocchia, che riconosce il suo peccato e che cerca l'Aiuto Divino, sarà sostenuta anche in mezzo alla prova.

Che ogni cuore comprenda che l’Appello non è una minaccia, ma Misericordia, non è una paura vuota, ma un amorevole avvertimento del Cielo affinché nessuno si perda.

Uomo di questa generazione, torna a Dio prima che il dolore ti costringa a cercarlo tra le lacrime!
Amen.


Sappiate che il dolore del rifiuto sarà esattamente come quello che Io e i Miei apostoli dovemmo soffrire durante il Mio Tempo sulla Terra.

 


PERSECUZIONI 

Mia amata figlia prediletta, nessun uomo tra voi ha una anima così pulita da poter giudicare gli altri, nel Mio Nome. Tuttavia sappiate questo, quelli di voi che sono leali a Me e coloro che seguono i Miei Insegnamenti – dovrete sopportare molto dolore, quando sarete testimoni della più grande abominazione del male, a cui il mondo dovrà far fronte. 

In nome della giustizia e della compassione sociale, il falso profeta stabilirà, quello che il mondo crederà essere, di evangelizzare e creare una nuova chiesa moderna. Questa chiesa, verrà vista raggiungere tutti i peccatori ed abbracciare quei peccatori i cui peccati non sono accettabili da Me. 

Voi, Miei amati seguaci, verrete visti come una setta eretica, in quanto continuerete a proclamare la Verità. Tutti i tentativi di rimanere fedeli a Me, verranno attaccati vigorosamente. Verrete emarginati e dichiarati come dissidenti conservatori. Qualsiasi tentativo di mantenere le tradizioni delle Sacre Cerimonie verrà ignorato. 

Il potere di coloro che inganneranno le Mie chiese sulla Terra, non deve essere sottovalutato, poiché milioni di consacrati abbracceranno queste nuove false dottrine. Essi, erroneamente, crederanno che queste siano una forma di evangelizzazione. Il loro supporto, come servi consenzienti all‟abominazione, renderà tutto molto difficile per quei Cristiani che conoscono la Verità. Le loro voci saranno come sussurri, in mezzo alle urla di coloro che diverranno schiavi delle falsità, create in Mio Nome. 

Sappiate che il dolore del rifiuto sarà esattamente come quello che Io e i Miei apostoli dovemmo soffrire durante il Mio Tempo sulla Terra. I sacerdoti di quei tempi, che dicevano di amare Dio, non ebbero alcuna esitazione a mettere a tacere la voce dei Miei discepoli che portavano loro la novella su Chi Io fossi. Questa volta, mentre proclamo la Mia Seconda Venuta, i Miei profeti ed i Miei discepoli troveranno straziante quando le loro voci verranno respinte e saranno accusati di blasfemia. 

Sebbene i Miei seguaci si espanderanno e cresceranno, saranno come poveri che salgono la Collina del Calvario – nudi, senza nulla, tranne la fede. Mentre manterranno la Fiamma della Mia Luce accesa, nella Mia Chiesa – La Mia Vera Chiesa – non devieranno mai dalla Verità e porteranno sulle loro spalle, una croce pesante. Questa è la croce della salvezza poiché nelle loro povere schiene logore, porteranno i peccati di coloro che Mi hanno abbandonato. La loro sorte sarà dura. A causa del loro amore per Me, soffriranno a causa degli altri, al fine di salvare le loro misere anime. 

Queste anime, non meritano di essere salvate. Queste verranno risparmiate, solamente in quanto Io scelgo di farlo. Costoro Mi avranno insultato, avranno causato una terribile sofferenza ai Miei fedeli seguaci e tormentato il Mio Esercito Rimanente. Nonostante ciò, Io le salverò, a causa della fede di coloro che sono nel Mio Esercito Rimanente. 

A quelle persone che hanno venduto le loro anime alla bestia, sappiate questo. Potrete anche non credere all‟Inferno, ma Io vi rivelerò la sofferenza che esso vi causerà. Il giorno in cui vi mostrerò  i livelli di tortura dell‟Inferno, ciò vi terrorizzerà e molti urleranno per avere la Mia Misericordia. Ed Io vi salverò, se Mi chiederete di perdonarvi. Lo farò, durante il Giorno del Mio Grande Avvertimento. Coloro che testimonieranno i fuochi brucianti dell‟Inferno, ma che non si rivolgeranno a Me – non sopravviveranno all‟Avvertimento e il momento in cui Mi rifiuteranno, sarà il loro ultimo. 

A tutti coloro che rimarranno fedeli a Me e leali alla Mia Parola – sebbene soffrirete – il vostro futuro avanti a voi sarà di grande gloria. 

A coloro che invece non presteranno attenzione al Mio Avvertimento o non ascolteranno la Verità, sappiate che siete in grande pericolo. 

A quelli di voi, che idolatreranno la bestia e che seguiranno il falso profeta nella nuova religione mondiale, verrete gettati nelle fiamme ardenti dell‟Inferno, da vivi, assieme a questi due. 

La Verità è amara da sentire, ma quando l‟accetterete, essa vi porterà la Vita Eterna, dove godrete del Mio Regno, per sempre, assieme ai vostri amati. Non tagliate il vostro cordone ombelicale con la Vita Eterna, poiché soffrirete una terribile sofferenza e non vi verrà mai dato alcun sollievo. 

Il Vostro Gesù. 

10 Agosto 2013


sabato 13 giugno 2026

Sant'Antonio di Padova: Il Santo dei Miracoli






 

Parole profetiche nel Tempio

 


Maria 

Venne il tempo di portare il bambino al tempio, che era una struttura impressionante, piena di bellezza naturale e soprannaturale. Giuseppe ed io andammo al tempio, come tanti altri genitori avevano fatto, ma sapevo che mio Figlio era diverso. Le leggi ebraiche di offrire il primo maschio nato perché era santo per Dio e poi riscattarlo, erano solo una immagine della realtà. Le coppie volentieri acquistavano la redenzione del loro bambino con un paio di tortore o due giovani colombi. 

Giuseppe ed io abbiamo fatto la stessa cosa, ma sapevamo entrambi, senza comprendere appieno, che le leggi ebraiche e la messa a fuoco sul maschio primogenito era tutta diretta a questo momento, quando il primogenito di Dio sarebbe stato portato al tempio. 

Simeone e Anna 

Dopo aver adempiuto a tutti i riti ebraici, un sant’uomo di nome Simeone e la santa profetessa di nome Anna improvvisamente sono venuti da noi. Erano come Elisabetta e Zaccaria. Sapevano. Hanno capito. Lo Spirito Santo li ha condotti. Avevano le parole che Dio voleva farci sentire. Simeone parlò per primo in un modo molto personale. La sua vita santa era ormai completa, egli aveva visto “la gloria di Israele”. Andò oltre Israele e parlò di Gesù come della “luce delle nazioni”. Egli ci ha detto che Dio gli aveva rivelato i suoi misteri. Il bambino sarebbe stato un “segno di contraddizione”, determinando “l’ascesa e la caduta di molti in Israele”. Lui ci ha benedetto e mi ha parlato: “Una spada trafiggerà la tua anima”. 

Le parole profetiche 

Ha parlato per pochi e brevi momenti, ma non ho mai dimenticato quelle parole profetiche - Il segno di contraddizione - l’ascesa e la caduta di molti in Israele - la spada che avrebbe trafitto il mio cuore. Tanto era contenuto in quel breve incontro. Giuseppe, inoltre, aveva sentito quelle parole. Sono entrate nel suo cuore. 

Anna, inoltre, aveva avuto una visione chiara. Questo bambino era per la redenzione di Gerusalemme. Abbiamo lasciato il tempio tenendo Gesù nelle nostre braccia, ma sapevamo che il Padre lo aveva dato a noi solo per qualche tempo. Il Padre teneva la sua mano su Gesù e sarebbe arrivato un momento in cui Gesù avrebbe lasciato la nostra casa di Nazareth e sarebbe andato al Giordano. Dopo essere stato unto dallo Spirito, avrebbe cominciato la sua missione. 

Il compito di un genitore 

Per tutti i genitori, dico questo. Dio vi ha affidato i suoi figli e figlie. Essi appartengono al Padre. Li mette semplicemente nelle vostre mani per alcuni anni. Il vostro compito è quello di risvegliarli a Dio e prepararli per l’attività del Padre celeste. Il vostro lavoro è santo e lo potete effettuare solo se siete santi. 

Guardate ai vostri figli. Un giorno, lasceranno la vostra casa. Essi vi annunceranno la loro decisione. A quel punto, sarà troppo tardi. Saranno in grado di lasciare la vostra casa per adempiere lo scopo di Dio o per soddisfare le ambizioni egoistiche e mondane? Saranno in grado di lasciare la vostra casa con chiarezza o con confusione? Con il Dio vero o uno falso? 

Con desideri propri o impropri? Guardate avanti. Rendetevi conto che il momento arriverà quando non saranno più nelle vostre mani e non vivranno più in casa vostra. 

Mentre sono ancora con voi, date loro la vostra fede. Lasciate che vedano la santità di Dio nella vostra vita e imparino le verità di Dio con i vostri insegnamenti. Essi, inoltre, possono portare avanti la gloria di Dio e la salvezza delle nazioni. 

Commento: Per i prossimi trent’anni, Gesù avrebbe vissuto con Maria. Lei gli avrebbe insegnato le Scritture e il più puro stile di vita. Avrebbe formato il suo intelletto umano e la volontà, proprio come qualsiasi madre. Chiede a tutti i genitori di fare lo stesso con i loro figli. 

30 Marzo 2012 


“Oh carne, e voi, mie membra, nelle quali ho la mia abitazione, io mi rallegro di cuore di essere stata messa in voi, perché se voi sarete sempre d’accordo con me, mi porterete voi all’eterna ricompensa”.

 


ILDEGARDA  DI  BINGEN


Il movimento dell’anima ragionevole è l’opera del corpo con i suoi sensi, perché, dice Ildegarda,“Tutto l’uomo è, anima e corpo. Il corpo e i sensi del corpo devono muoversi in pieno accordo con l’anima, perché l’anima riceve dal corpo le sensazioni e non può fare a meno del corpo nel tradurre queste sensazioni in pensieri intellettualmente o spiritualmente e il corpo può realizzarsi soltanto se è sollecitato dall’anima. In questo modo vanno in pieno accordo con tutte le loro forze e danno luce sia in alto che in basso. Tutto l’uomo viene illuminato in ogni sua opera se agisce concordemente, anima e corpo. Questo è l’ottimo stile di vita dell’uomo che in verità è ben educato”. Riflettendo su quello che Ildegarda dice sul rapporto tra l’anima e il corpo, notiamo che, secondo lei, il corpo non solo prende parte al movimento dell’anima, con la quale è in rapporto, ma pure si sente partecipe di una responsabilità comune. La natura è indifferente all’anima, ma il corpo, no.

“Se l’anima non avesse questa conoscenza del bene e del male, questo ordine di valori non si manifestasse negli ambiti corporei, allora il corpo sarebbe uno strumento messo a disposizione del piacere. Sarebbe come un soffietto con il quale il fabbro non può incominciare il suo lavoro”.

Il corpo non è un semplice strumento, esso è in rapporto con l’anima e deve essere in accordo con l’anima. Se il corpo agisse di per sé, come uno strumento, non ci sarebbe più l’uomo. Abbiamo parlato della malattia, quando la reazione affettiva comincia, opera di un momento, e poi continua a mettere in movimento tutto l’organismo. La melanconia è il sostrato di ogni affezione patologica all’interno dell’organismo. Nella costituzione degli umori, l’uomo non è più capace di reggere il suo corpo. Ogni cambiamento porta con sé un intimo malcontento e con questo fa crescere il male.

Questa intima discordia, questo malumore, è il fondamento dell’affezione fisica, come anche di un danno spirituale. L’uomo allora ondeggia, tra l’incertezza e la fiducia, ha le sue ore improduttive e a volte poi riprende il coraggio. Ma la situazione affettiva del momento può produrre una disposizione, sia positiva che negativa. Ad esempio, qualcosa è mal riuscita: l’uomo si deprime, s’irrita e senza accorgersene, quasi, s’irrita di più. Nel corso di questo movimento affettivo, perde il suo equilibrio biologico, se non riesce a dominarsi e la sua situazione. Se continuano le condizioni che possono aumentare la sua eccitazione, il suo stato peggiora sempre di più.

Quando le emozioni agiscono in lui, trovano la strada al fegato e al cuore, per lasciarvi i loro stimoli e questi a loro volta rivolgono ai vari organi specifici e il circolo vizioso continua. La reazione iniziata viene mantenuta da stimoli esterni; da riguardi sociali, può essere mitigata, può essere soffocata, stimolata di nuovo dall’esterno e così avanti, se non si riesce a fermarsi al primo momento. Poi, si arriva allo stato della malattia o della depressione, e allora la via di ritorno riesce difficile. La persona può riprendere la padronanza di sé,  stabilizzarsi psichicamente, ma con grande difficoltà. Per questo è sempre meglio cominciare subito a porre un freno. Ildegarda dimostra  con saggezza e con acutezza come e con quali fasi si svolga il processo patologico. Per lei questo processo non è considerato come un avvenimento, semplicemente come qualcosa che accade, ma come un’omissione: andava fatto qualcosa che si è rifiutato di fare. È un rifiuto, un’azione mal riuscita. Questo velo di tristezza, quasi una nebbia, che avvolge il cuore, stimola l’umore bilioso, la bile attacca il cervello e provoca la confusione della coscienza.

Si depositano sugli organi della digestione, mettono sottosopra le viscere, e così l’uomo è attaccato dal capo ai piedi. Egli non si riconosce più e fa cose di cui non si può più dire responsabile.

Tuttavia, una tale situazione succede solo se ci si lascia andare. Ildegarda insiste che bisogna avere dominio su se stessi. Un dominio che non deve essere violento, perché non si deve fare nulla con violenza, ma con dolcezza e ragionevolmente. Bisogna persuadersi, se si è capaci di farlo, che è un bene. Può verificarsi anche il contrario, che un organo sia malato: questo fatto mette in azione la parte intellettuale, spirituale, ma anche qui il rimedio è sempre lo stesso. Non è un rimedio che si possa acquistare da qualche parte, è un rimedio che dobbiamo trovare in noi stessi. Ildegarda ci mostra come gli affetti sono profondamente implicati nell’apparato del corpo e nel macchinario della corporeità e l’interpreta in maniera del tutto positiva, come lo dimostra il canto dell’anima alla carne: “Oh carne, e voi, mie membra, nelle quali ho la mia abitazione, io mi rallegro di cuore di essere stata messa in voi, perché se voi sarete sempre d’accordo con me, mi porterete voi all’eterna ricompensa”.

Sr. ANGELA CARLEVARIS osb


OPERA DEI "TABERNACOLI VIVENTI"

 


Il grande dono di Gesù agli uomini d'oggi tramite Vera Grita


8-V-1968 Gesù. Per te, figlia mia, si sono Padre, ed ho pena per te che sei la mia creatura. Io voglio renderti felice, tanto felice nel mio Regno. È bene per ora che tu soffra le agonie del mio Cuore; che tu condivida con Me il dolore causato dal peccato. Ora devi soffrire per te stessa, per la purificazione della tua anima. Domani soffrirai le stesse sofferenze per altre anime. Ma allora sarai più forte, e saprai vedere, pur tra le croci e le aridità, il mio Volto. Asseconda la Grazia perché Io sono per te, soprattutto, Padre. Perché a te parlo, e ad altre anime, anche se belle e pure, non parlo? Io sono venuto per i poveri, per i malati, per i peccatori. C'è un punto dal quale tu ti senta esclusa? Sei povera, sei malata, sei peccatrice. Il mio Amore è così immenso, che ha cercato in questo mondo piagato chi era più bisognoso delle mie Cure. Io sono il Medico della tua anima: voglio curarla! Io sono ricco, e voglio farti partecipe delle mie Ricchezze, dei miei Doni, poiché tu non hai nulla. Io sono la Vittima Santa che può cancellare le tue colpe col mio stesso Sangue. Ora sai perché ho cercato te senza alcun merito da parte tua, e tutto ti è stato dato e ti si dà per dono gratuito. Io ti affido alla mia Mamma. Ti porterò a Lei sempre più vicino, e tu, Vera, tu, figlia mia, amami e confida in Me: impara a fidarti di Me. Io non ti inganno perché queste parole scorrono dal fiume della mia Grazia. La mia Opera sorgerà: Io te lo prometto. Arriverà in ogni parte del mondo, perché fa parte della mia Redenzione: perché è la Volontà. Nel riposo custodirò la tua anima come un Padre la sua creatura. Ora Gesù è con te: riposa anima mia; povera e piccola! Sono con te: non ti lascio in questo mese, perché Io so sempre obbedire alla mia Mamma. Io ti mando a Lei, e Lei ti dà Me. Amala, amala molto; onorala, falla conoscere e amare. Ella ti amerà di più. Io ti benedico dalla Croce, dal S. Tabernacolo, dalla mano del Sacerdote, perché tu venga a Me.


Figlia Mia, non vivi per te stessa, ma per le anime.

 


LA MISERICORDIA DIVINA NELLA MIA ANIMA 


23.1.1937.

 Oggi non ho avuto voglia di scrivere. All'improvviso udii nell'anima una voce: 

«Figlia Mia, non vivi per te stessa, ma per le anime. Scrivi per il loro bene. Sai che è la Mia volontà, per quanto riguarda lo scrivere, già più volte i confessori te l'hanno confermata. Tu sai ciò che Mi è più gradito e se hai qualche dubbio sulle Mie parole sai a chi devi rivolgerti. Gli do lumi, affinché giudichi la Mia causa e il Mio occhio lo protegge. 

Figlia Mia, di fronte a lui devi essere come una bambina, piena di semplicità e di sincerità. Anteponi la sua opinione a tutte le Mie richieste. Egli ti guiderà secondo il Mio volere. Se non ti permette di attuare le Mie richieste, stai tranquilla: non ne farò una questione con te. Questa faccenda rimarrà fra Me e lui; tu devi obbedire».

 Diario di Santa Sr. Faustina Kowalska 


Per ottenere una grazia speciale

 


Richiesta:

Ammirabile sant’Antonio, glorioso per fama di miracoli e per predilezione di Gesù, venuto in sembianze di bambino a riposare tra le tue braccia, ottienimi dalla sua bontà la grazia che desidero ardentemente nell’interno del mio cuore. Tu, così pietoso verso i miseri peccatori, non badare ai miei demeriti, ma alla gloria di Dio, che sarà ancora una volta esaltata da te a e alla mia salvezza eterna, non disgiunta dalla richiesta che ora sollecito vivamente.

(Si dica la grazia che si ha nel cuore)

Della mia gratitudine, ti sia pegno la mia carità verso i bisognosi con i quali, per grazia di Gesù redentore e per la tua intercessione, mi sia dato entrare nel regno dei cieli.

Amen.


AMICI E CORREDENTORI

 


Confidenze di Gesù ad un Sacerdote 


Ti ho detto che ogni cosa mi appartiene: il mondo visibile ed invisibile. Tutto e tutti mi appartengono, tutto è stato fatto per mezzo di Me, e senza di Me nulla è stato fatto di ciò che esiste. Ma in modo tutto particolare, come ti ho già manifestato, mi appartengono i miei sacerdoti. I sacerdoti sono i miei corredentori; investiti di poteri misteriosi e soprannaturali, debbono tenere con Me rapporti di grande intimità. Non servi ma amici vi chiamo.  

Figlio mio, sono pochi i sacerdoti che hanno compreso la portata di questo dono, della mia reale amicizia. Sono pochi perciò i sacerdoti consapevolmente responsabili della necessaria e insostituibile solidarietà di fede e di amore che deve intercorrere tra Me Maestro e Salvatore e loro miei amici e corredentori. Sono pochi quelli che hanno compreso che tra Me e loro deve esserci uno scambio reciproco di forze e di energie. Io mi dono interamente a loro, ed essi dovrebbero donarsi esclusivamente a Me. Se viene a mancare questo interscambio assolutamente essenziale e insosti-tuibile, si ha la morte spirituale dei miei ministri; e morte vuol dire putredine che contagia e perde le anime. Molti non sembrano rendersi conto delle conseguenze che ne derivano. 

Interrotta la linfa vitale, il mio ministro, da amico mio e corredentore diventa alleato di Satana, diventa come un demonio e dei demoni compie le gesta. L'insensibilità di molti miei ministri dinnanzi allo scandalo del rifiuto di Dio, dinnanzi allo scandalo della apostasia universalizzata, la passività con cui essi assistono alla perdizione di tante anime, sono veramente una lacerante ferita al mio Cuore misericordioso. Tu mi dirai che molti si muovono. Si agitano, ma non si muovono nella direzione giusta! Almeno sentissero il bisogno di chiedermi la loro conversione, che non nego a nessuno di coloro che la chiedono con sentimento di fede viva e di sincera umiltà. 

 Non mi amano 

É ben vero che non mancano santi sacerdoti, ma sono pochi. Mancano bravi confessori e direttori spirituali. Figlio mio, potessi farti comprendere a fondo quante anime sono appena vive, vivacchiando come piante ammalate; ingialliscono per mancanza di illuminata direzione spirituale. Perfino nei conventi, tra le anime consacrate, manca una valida direzione spirituale. Vi sono anime che se fossero ben dirette, avrebbero raggiunto i più alti livelli della santità. 

Qui non diligit manet in morte. 

Molti miei sacerdoti sono nella morte perché non mi amano, perché non hanno voluto conoscermi. 

S. Giovanni dice: "Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto".  

Ma che non mi accolgano nel loro cuore i miei prediletti, questo, figlio mio, è peccato enorme. Che all'amore si risponda con la freddezza e con l'ingiustizia, è una ferita grande che viene incessantemente inferta al mio Cuore misericordioso. Fui scacciato quando ero ancora nel seno materno. Continuo ad essere cacciato via dai miei ministri, prescelti con amore infinito. Per dignità e potenza i miei sacerdoti li ho posti al di sopra delle stesse schiere angeliche. Mi sono affidato al loro arbitrio. Io ho concesso a loro il potere divino di rimettere i peccati, di transustanziare il pane e il vino, nel mio Corpo, nel mio Sangue, Anima e Divinità.  

Chi poteva supporre che il mio amore fosse arrivato a tanto? Figlio mio, amami tanto da riparare così mostruosa ingratitudine: donami tutto te stesso, con quello che hai, con quello che sei. Ripara, figlio, ripara per gli innumerevoli Giuda che quotidianamente mi tradiscono. 

 Accetta di soffrire 

Vagano i miei ministri nell'oscurità, ignorando colpevolmente ciò a cui vanno incontro. Non hanno raccolto, con cosciente responsabilità, i numerosissimi interventi della Madre mia. Dovevano, con chiarezza inequivocabile, rendere edotti i fedeli. Invece! Presunzione, orgoglio, rispetto umano, incredulità li hanno acciecati. Quale emorragia di anime consacrate! 

Quanti Giuda vi saranno ancora! Quanto sangue, quanto sangue sarà versato... Quanto tempo hanno avuto, a quanti avvenimenti hanno assistito! La rivoluzione spagnola, la persecuzione nei paesi dove impera il comunismo, non hanno servito a nulla o ben poco. La crisi di fede li ha materializzati a tal punto che non pochi hanno perfino perduto il senso cristiano della vita. Come possono questi miei sacerdoti, che nonostante tutto Io voglio salvi, addestrare le anime contro Satana, se essi di Satana sono diventati zimbelli? 

Hanno ignorato i ripetuti richiami del mio Vicario sulla terra. Non amano il mio Vicario e come potrebbero educare le anime all'amore del mio Vicario, all'amore mio? 

Figlio, quale desolazione! Prega, ripara, accetta di soffrire per la salvezza di questi miei ministri. 

Ti benedico, figlio mio, voglimi bene. 

26 agosto 1975 

Don Ottavio Michelini


VANITÀ DEL CONFLITTO

 


Ciò che Dio ha unito


VANITÀ DEL CONFLITTO


Il conflitto umano è necessario e fecondo perché l'uomo si trova diviso. Ma, per quanto profondo possa essere questo dualismo interiore, non è meno certo che l'uomo è un essere unico e che, spinto oltre certi limiti, eretto in assoluto, il conflitto tra lo spirito e la vita annulla l'unità comune dello spirito e della vita. L'uomo è indissolubilmente vita e spirito: qualsiasi opzione eccessivamente brutale a favore di uno di questi elementi è disumana.

«Lo spirito di Dio aleggiava sulle acque». Lo spirito dell'uomo fluttua sopra le acque della sua vitalità, e se le acque si agitano, la barca dello spirito corre il rischio di essere trascinata e fatta a pezzi. E questo pericolo giustifica i costumi ascetici che, in sé, non hanno altro obiettivo se non rendere navigabili allo spirito le acque della vita. Tutta la parola ascetismo nel suo senso molto generale di controllo rigoroso della vita sensibile da parte dell'elemento spirituale: sotto questo punto di vista, è possibile affermare che tutte le grandi forme della cultura umana poggiano su basi ascetiche.

Ma una cosa è contenere un fiume nel suo letto, e un'altra è seccarlo. L'ascetismo che, per meschinità o per orgoglio, si convertisse nel fine stesso e si mutasse in odio verso la vita, lavorerebbe per questo stesso motivo a detrimento dello spirito. Le acque che, troppo alte, portano la barca al naufragio, quando basse, la fanno incagliare nella sabbia.

Alla base di molti ideali spirituali, sussiste di fatto un profondo misconoscimento di due caratteristiche essenziali della vita sensibile: la complessità e il mutamento. Ci sono sistemi di morale che si riducono a un'usurpazione pericolosa dell'idea pura (direi dell'idea fissa – non è per caso che questo termine possieda nel linguaggio corrente quel significato poco lusinghiero che gli conosciamo) nel dominio della vita e dell'azione umana. Fanno dell'uomo una semplicità e un'immobilità di essenza, schiacciano il fluire della vita sotto un'eternità morta. Basta pensare alla morale stoica dell'atarassia, alla morale cristiana delle beatitudini, alla morale dell'onestà del secolo XIX, ecc. In questi sistemi, l'uomo non ha più il diritto di cambiare, non ha neppure il diritto di lanciare uno sguardo alle sue spalle mentre cammina: gli impongono, allo stesso tempo, giogo e paraocchi! È necessario che tutte le cose, nella sua vita multipla e piena di movimento, si appaghino di fronte a un principio astratto, esistente una volta per sempre; è necessario, secondo Racine, che «i suoi giuramenti occupino il posto dell'amore». Lo spirito (spiritus promptus...) va avanti: la vita lo segue come può o rimane a metà strada! Tali sistemi di morale ammettono il dovere di fedeltà: non danno la minima importanza a quella necessità di rinnovamento e di espansione che tutta la natura terrena racchiude in sé e che assicura, in parte, la freschezza e l'originalità dell'essere vivente. Ma lo spirito, al congelare la vita, si congela esso stesso, e l'eternità che, invece di integrare in sé il divenire, tende a ucciderlo, non è quell'eternità viva che illumina il tempo. È un'astrazione, una finzione... C'è, tuttavia, una cosa peggiore dell'oppressione e della meccanizzazione della vita da parte dello spirito (che inevitabilmente provocano, per reazione, il formalismo dello spirito): è la falsificazione dei valori spirituali, la contaminazione dello spirito da parte delle energie vitali represse. I costumi, i valori che rifiutano alla carne e all'io individuale i loro diritti legittimi, non si limitano a sterilizzare la vita: la pervertono. La vita, così compressa, non dispera, non si trasforma in ruggine, ma inganna lo spirito, si fa passare per spirito, e riappare insidiosamente sotto la maschera di valori superiori. Questa falsificazione è stata denunciata in tutti i tempi dai moralisti come un effetto della miseria dell'uomo: ma io preferisco vedere in essa il fuoco delle ambizioni deluse di questo essere miserabile. Non diventiamo falsari solo perché siamo poveri, ma soprattutto perché, essendo poveri, pretendiamo di essere ricchi.

Esistono ormai da tempo affetti e rapporti sociali che rappresentano e reagiscono a livello delle cose "vergognose" sentimenti tanto elementari come l'istinto sessuale o l'attaccamento alla vita: è naturale che questi sentimenti, da un lato indecifrabili e dall'altro privati della loro espressione normale, si travestano, per raggiungere i loro fini, rivestendosi dell'ideale che li condanna. Un'eroina di Corneille, avvolta in un'atmosfera morale che permetteva solo di respirare preoccupazioni politiche, sapendo che colui che ama sposerà un'altra, dichiara, per spiegare il sospiro che la notizia le strappa:

L'immagine dell'Impero in mani così giovani mi ha strappato questo sospiro per lo Stato che piango.

Ma non per riconoscere una debolezza questa adattazione "impura" della passione all'ideale, della vita allo spirito:

Per l'interesse pubblico, raramente si sospira, a meno che qualche tormento segreto non vi mescoli il suo martirio; l'uno si nasconde sotto l'altro, producendo un falso splendore, e mai, alla tua età, si lamenta lo Stato.

Non è necessario invocare, a sostegno della nostra tesi, tanti ideali di purezza angelica impregnati di libido, tanti miti politici veramente fondati sul puro spirito collettivo, e spudoratamente sul peggiore degli egoismi individuali. Questa ipocrisia spontanea - questa prostituzione inconsciente dello spirito e dei valori nobili - costituisce la trama del romanticismo in tutte le sue forme. Il romanticismo, sia in ordine estetico, sia in politica o religione, si caratterizza sempre per una confusione malsana delle realtà vitali e delle realtà spirituali, delle cose della terra e delle cose del cielo. E questa confusione si produce sempre sotto il velo del più elevato ideale. È il romanticismo che è confusione, dice Goethe. Ma la menzogna romantica non sorge per generazione spontanea: sempre la vedremo preceduta e preparata da una falsa concezione delle relazioni tra lo spirito e la vita, da un falso eroismo o da un falso idealismo. Dietro la pudicizia di un Rousseau, c'è la rigidità disumana di un Calvino. Ecco, infatti, il passo in falso di tutti gli spiritualismi esagerati: si pretende di soffocare o reprimere la vita sana, e così la vita diventa malata, e questa vita malata corrompe e sconvolge lo spirito. Gli ideali troppo attivi per essere in concorrenza con la terra e la carne si degradano fino a convertirsi in tentatori e passaporti al servizio della terra e della carne: mai lo spirito si trova così vicino a diventare schiavo della vita come quando si converte in suo tiranno, dominandola.

D'altra parte, è fuori di dubbio che i sistemi di morale e le culture che attribuiscono un rilievo sproporzionato ai valori spirituali e conferiscono loro una dignità quasi autonoma, favoriscono la menzogna interiore. È certo che, in sé, le cose dello spirito sono superiori in realtà e in profondità alle cose della vita: è meglio e più vero essere un grande poeta, che un buon operaio; e la vocazione di una vergine consacrata a Dio è molto superiore a quella della migliore madre di famiglia. Ma i valori vitali hanno il vantaggio di essere sinceri: per esempio, non è in alcun modo possibile che un uomo normale alimenti illusioni (e le trasmetta ad altri) sul grado della sua forza e destrezza fisiche: in questa materia, i criteri di valutazione sono così facili e così precisi! Non succede lo stesso con i valori spirituali: poiché sono immateriali e si sviluppano in gran parte nell'invisibile, sfuggono a ogni controllo rigoroso e molte volte anche a ogni controllo obiettivo. Un cattivo poeta può giudicarsi un genio sconosciuto, ma nessun nano si considera un colosso ignorato! Quanto più elevata è un'attività umana, tanto più difficile è "conoscerla dai suoi frutti", tanto misteriosi e lontani essi sono... Ma chi dice difficoltà di controllo, dice anche invito alla frode. La grande tragedia dei più alti valori umani è che sono facilmente falsificabili. È per questo che molti uomini la cui impotenza o mediocrità si denuncerebbero in un'attività sociale ordinaria si valgono della soluzione naturale di rifugiarsi, per compensazione, nel servizio di idee speciose: così, già la loro inferiorità non è suscettibile di verifica immediata, ed è loro possibile - caso possiedano il dono di esprimere realtà che non vivono - ottenere brillanti successi passeggeri.

Un cattivo carpentiere può prosperare nel suo mestiere, ma un cattivo filosofo, un falso mistico possono ingannare gli uomini sul loro valore e brillare esteriormente, cosa che si verifica tutti i giorni. È normale, inoltre, che per l'uomo per il quale le realtà spirituali, invece di essere oggetto di una intuizione oggettiva, sono apprezzabili solo attraverso i sensi – i valori più nobili siano anche i più vulnerabili alla menzogna. È una delle numerose debolezze dello spirito incarnato, che ha suscitato, parallelamente ai fallimenti dell'ideale, una legione di "smascheratori" che hanno portato la reazione contro la menzogna dello spirito all'estremo di contestare l'esistenza e la dignità dei valori spirituali.

Ma il conflitto vita-spirito non si risolve necessariamente a favore dello spirito. Si arriva anche al risultato che questi due si attraggono l'un l'altro come il giorno e la notte, cosicché l'uomo si decide per la vita contro lo spirito. I miti del ritorno assoluto alla vita e alla natura sono sempre fioriti in tutte le epoche, e più di quanto si creda ai nostri giorni.

Uno dei più antichi sogni dell'uomo è stato quello di liberarsi dei suoi doveri, ideali e promesse per abbandonarsi al ritmo della buona vita cosmica. Per me, gran parte della letteratura contemporanea gravita intorno a questo tema. La legge dell'unità e dell'interdipendenza tra spirito e vita interviene anche qui. Farci bestie non ci favorisce più che farci angeli: siamo uomini. E le pretese autarchiche dei valori vitali hanno il loro esito fatale nella falsificazione dei valori vitali.

Lo spirito che si pretende eliminare in nome della vita scivola fino al cuore della vita e la avvelena. Coloro che tentano di umiliare l'uomo riescono solo a seppellirgli la testa nelle viscere, a farlo pensare con le viscere. Se osserviamo da vicino la vita dei nemici dello spirito e dei valori morali e intellettuali, immediatamente comprenderemo che il motivo profondo della loro rivolta non è la vita intesa nella sua semplicità animale, è sempre lo spirito—uno spirito vergognoso, camuffato, che cerca se stesso attraverso la carne e i sensi. La rivolta della vita contro lo spirito si converte nella rivolta dello spirito contro se stesso.

Deluso dal falso spiritualismo, lo spirito fa ricadere sulle cose sensibili la sua sete di dominio e di sapere: gioca la carta della vita! Quanti uomini non desiderano il frutto proibito, non perché sia dolce (ciò che è biologicamente certo), ma perché è proibito! Più che di attrazione vitale, i loro peccati nascono da curiosità spirituale. Non sono illogici né amorali, come pretendono; costruiscono, sotto il manto della vita, della natura, della voluttuosità, una contro-logica e una contro-morale. Sono più convenzionali nelle loro rivolte delle convenzioni che attaccano. Ci sarà cosa più bassa e più prevedibile dei loro capricci, o meno fantasiosa delle loro fantasie? Sono convenzionalmente spontanei, artificialmente naturali. La loro ultima maschera è di essere più freddi, per citare un esempio, il cui pan-sessualismo non è altro che l'espressione dottrinale dell'ipetrofia sessuale dell'uomo moderno, non ha descritto l'istinto sessuale come tale: quella sessualità che, secondo lui, regge l'uomo, appare totalmente imbevuta di logica degradata e camuffata. Proust poté vedere, con ragione, nella sua opera, un'urgente tentativo di razionalizzazione dell'istinto.

In questo modo, il conflitto lasciato a se stesso genera l'impurità e la menzogna. Lo spirito e la vita sono fatti per essere uno e distinti. Separarli è mescolarli. L'unità amica si vendica con la confusione: la carne repressa riappare sotto la maschera dello spirito; lo spirito messo da parte riappare sotto la maschera della vita.

C'è, nel Vangelo, un'espressione che può essere interpretata come la condanna delle lotte ingloriose tra lo spirito e la vita: «Che l'uomo non separi ciò che Dio ha unito».

GUSTAVE THIBON