giovedì 26 settembre 2019

LA CROCE



Volume 7
“ Figlia mia,  non furono soltanto le mani ed i piedi che furono inchiodati in Croce, ma tutte le particelle della mia Umanità, della mia Anima e della mia Divinità;  tutte restarono inchiodate nella Volontà del Padre, poiché la Crocifissione fu Volontà del Padre;  perciò, restai tutto nella sua Volontà inchiodato e trasmutato.  Ciò era necessario:  cosa è il peccato se non un ritirarsi dalla Volontà di Dio, da tutto ciò che, essendo buono e santo, Dio ci ha dato?  Credersi di essere per se stesso qualche cosa, è offendere il proprio Creatore.  Ed Io, per riparare questa audacia e questo idolo proprio che si fa la creatura di se stessa, volli perdere del tutto la mia volontà e vivere della Volontà del Padre, a costo di grande sacrificio ”. 
“ Figlia mia,  quando ricevetti la Croce, l’abbracciai come il mio più caro tesoro, perché nella Croce dotai le anime e le sposai a Me. Ora, guardando la Croce, la sua lunghezza e larghezza, Io giubilai, perché vedevo in essa le doti sufficienti a tutte le mie spose; nessuno poteva temere di non potersi sposare con Me, tenendo Io in mio pugno, nella Croce, il prezzo della loro dote. Però, c’è una condizione;  se l’anima accetta i piccoli donativi che Io le invio, che sono le croci, come pegno che Mi accetta per sposo, lo sposalizio viene firmato e le dono la dote;  se, invece, l’anima non accetta i donativi, cioè non si rassegna alla mia Volontà, resta sciolto tutto e, nonostante che Io voglia donarle la dote, non posso.Per formare uno sposalizio, ci vuole sempre la volontà di ambedue le parti;  l’anima, non accettando i donativi, non vuole accettare lo sposalizio ”.
“ Figlia mia,  la Croce è un tesoro; il luogo più sicuro dove mettere in salvo questo pregiato tesoro è l’anima propria, che è luogo sicuro quando l’anima è disposta con la pazienza, con la rassegnazione e con le altre virtù a ricevere questo tesoro. Le virtù sono tante chiavi che lo custodiscono, per non sciuparlo e per non esporlo ai ladri. Se non c’è, specialmente, la chiave d’oro della pazienza, questo tesoro troverà tanti ladri che lo ruberanno e ne faranno sciupio ”. 
“ Figlia mia,  la Croce sta alla creatura come la briglia al cavallo. Cosa sarebbe del cavallo, se l’uomo non usasse la briglia? Sarebbe indomito, sfrenato, ed andrebbe di precipizio in precipizio, fino ad inferocirsi ed a rendersi nocivo all’uomo ed a se stesso. Invece con la briglia, il cavallo si fa guidare, diviene mansueto, cammina per la via diritta, serve ai bisogni dell’uomo come un fido amico ed è salvato da qualunque precipizio, perché l’uomo lo custodisce e lo protegge. Tale è la Croce per l’uomo; la Croce lo doma, lo frena, lo arresta nella corsa di precipitarsi nelle vie delle passioni che sente in sé, che come fuoco lo divorano;  quindi, invece di inferocirsi contro Dio e fare danno a se stesso, la Croce smorza le passioni, lo rende mansueto, lo guida, serve alla gloria di Dio ed alla salvezza sua.  Se non fosse per la Croce, che la divina provvidenza, per sua misericordia, tiene come briglia per frenare l’uomo, in quanti altri mali si vedrebbe giacere la povera umanità! ” 
“ Figlia mia, se la perfetta rassegnazione è il segno certo e sicuro della predestinazione, la Croce allarga i confini del regno del Cielo ”. 
“ Figlia mia,  la Croce è un frutto spinoso, che, al di fuori, è molto pungente;  tolte le spine e la scorza, si trova un frutto prezioso e saporito.  Soltanto chi ha la pazienza di sopportare le molestie delle punture può giungere a scoprire il segreto della preziosità e del sapore di questo frutto.  Soltanto chi è giunto a scoprire questo segreto, guarda la Croce con amore e, con avidità, va in cerca di questo frutto, senza preoccuparsi delle punture;  tutti gli altri la guardano con sdegno e la disprezzano ”.
Ed io: “ Dolce mio Signore, qual è questo segreto che c’è nel frutto della Croce? ”
E Lui: “ Il segreto dell’eterna beatitudine. Nel frutto della Croce si trovano tante monetine che valgono soltanto per entrare in Cielo. L’anima, con queste monetine, si arricchisce e si rende beata in eterno ”. 

Estratti dall’Opera sulla Divina Volontà scritta da Luisa Piccarreta

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