sabato 9 maggio 2020

Esto vir et non frasca! Dobbiamo essere gente di carattere!



ESTO VIR ET NON FRASCA

Don Bosco aveva di frequente sulle labbra questa espressione mezza latino e mezza dialetto:
Esto vir et non frasca! che voleva dire: "Sii uomo di carattere e non una banderuola". Essere "frasca" vuol dire essere uomini che, come le frasche, si agitano or di qua, or di là...
  
Anch'io, educato per divina grazia alla scuola di questo santo, più di una volta ho detto a me stesso questa esortazione. E ora la dico anche a voi.
  
Esto vir et non frasca!
  
Dobbiamo essere gente di carattere!
  
Vi fu un grande poeta che scrisse: "Uomini siate, e non pecore matte". Sii uomo! Sii uomo!
  
Esto vir et non frasca!
  
Meglio un giorno da leone, che un anno da pecora.
  
Esto vir et non frasca!

Sii uomo! cioè: sii fermo, saldo, "come torre che non crolla giammai la cima per soffiar di venti".
Tutti i santi e tutti gli uomini grandi, anche indipendentemente dalla luce della fede, furono uomini di carattere.
  
Quando uno è di carattere, è stimato anche dai suoi avversari. Carattere! Noi ci siamo dati a Dio, alla Chiesa, ama Congregazione.
  
Esto vir nell'amare Dio sul serio, non a chiacchiere, ma a fatti! Con una vita degna, coltivando la virtù, conformando la nostra vita alla vita di Gesù Cristo.
  
Esto vir et non frasca!
  
Essere forti nella professione e pratica delle virtù della nostra vita religiosa! Non lasciarci "girare"; non diventare dei "Girella", dei disertori.
  
Esto vir! Essere forte nella costanza del bene e vincere, con la bontà e con il bene, il male.
  
Esto vir! nella costanza, nella battaglia contro le passioni, nella fortezza per mantenersi fedeli a Dio in tutto, re:Esto vir! per mantenerci fedeli ai doveri d'ogni genere doveri religiosi, di pietà, di studio, di disciplina... Esto vir! essere calmi nelle prove. La vita è un combattimento il cui premio è il cielo.
  
Esto vir! Sii uomo! Sii buon soldato di Cristo, se vuoi meritare un giorno la corona, che si darà a colui che non si è piegato e non a chi è stato un debole, un fiaccone o un disertore.
  
Esto vir! Sii uomo forte da meritare di vincere il rispetto umano nel fare il bene.
  
Esto vir! Non essere di quelli che sbandano e ondeggiano e non valgono niente per sé, per la Chiesa, per la società,

S. Luigi Orione

La Stolta Superbia e Soave Umiltà



Trionfo dell’orgoglio

Messe nere, profanazione dell’Eucarestia, adorazione di Satana. Incredibile mistero di superbia di Lucifero e di umiltà di Gesù Sacramentato.
“Già il mistero di iniquità è in azione” (2 Tess. 2,7), scrive Paolo che però ignorava una perversità che precede l’avvento dell’apostasia e la manifestazione dell’uomo di peccato, l’Anticristo. La Misericordia di Dio ha tenuto nascosto a Paolo questo peccato (di profanazione dell’Eucarestia) che fa fremere tutto il Cielo. Ma quando i nove decimi dell’Umanità respingeranno Colui che trattiene l’evolversi del mistero di iniquità, allora questo mistero diventerà orrenda realtà col nefando regno della Bestia che si proclamerà Dio e pretenderà onori divini che le verranno trubutati. La Bestia verrà invocata ed evocata con riti osceni in suo onore. Che nome darò alle orrende orgie concluse in tresche sataniche nelle quali signore e sacerdote è lo stesso Licifero? Che nome userò per chiamare con termine proprio questo peccato supremo, questa religione satanica, superiore in atrocità ad ogni barbara religione antica o attuale dei Selvaggi?
Qui non s’immolano solo corpi di vittime innocenti, come un tempo a Moloch. Qui non si uccidono uomini civili per farne omaggio all’idolo selvaggio. Qui s’immola, si colpisce, si dà in sacrificio all’Avversario l’Innocente, l’incarnato e immolato Figlio di Dio, vivente nel SS. Sacramento col suo Corpo, col suo Sangue, con la sua Anima e Divinità. Come deve ridere col suo orrendo, sardonico riso. Lucifero in questa sua epoca di gloria! A questo Spirito maledetto, scacciato e fulminato da Dio, a Satana seduto su quel trono che gli uomini gli stanno innalzando. Al suo orribile scherno è offerto l’Agnello che mai poté vincere, ma che lo vinse cento e mille volte liberando le anime dall’infame suo potere.
Sarà vinto Satana, ma intanto egli ha una parvenza di vincitore, una larva di vittoria: il Sacramento dei sacramenti, questo mistero di amore, per il quale anche il più serafico amore riesce sempre insufficiente a dargli degno onore, è offerto a Satana come mezzo per il suo effimero trionfo. Se coloro che profanano le Sacre Specie ignorassero che in esse sta Cristo quale fu in Terra e ora sta in Cielo, se non credessero alla sua Presenza reale, le loro pratiche si ridurrebbero a semplice atto di magia. Ma essi sanno, capiscono, e ciò non ostante, compiono la suprema profanazione. Ciò costituisce il loro peccato senza perdono” (Lez. Epist. ai Rom. p. 52).
“Alcuni sono arrivati, che orrore per il mio Cuore, a vendere il mio Corpo (Ostie Consacrate) al Nemico perché ne faccia scempio nelle Messe nere. Non posso dire cosa il Nemico inventi per insultarmi. Chiudo gli occhi e apro il mio Cuore, perché la sua amarezza possa riversarsi nei cuori dei pochi miei fratelli. Il calice trabocca. Non può più contenere le tante crudeltà umane che l’arte diabolica va escogitando per provocare la pazienza di Dio” (A un’anima, 28 gen. ‘78).
E’ il trionfo dell’orgoglio di Satana sull’umiltà di Cristo. In pratica è la disfatta di Lucifero, dimostra tutta l’assurdità e malizia della sua stolta superbia.
“Satana sa che i tempi stringono... Dietro il paravento delle razze, delle hegemonie e delle politiche, in realtà combattono tra loro il Cielo e l’Inferno. Basterebbe che meno di un quarto dei credenti fosse realmente credente nel mio Nome perché Satana venisse sconfitto” (Quad. ‘43, p. 24).

René Vuilleumier

NOBILISSIMA MADRE



O nobilissima Madre, rimedio di santità,
tu per merito del tuo santo Figlio
spargesti unguenti sulle dolorose ferite mortali,
che Eva procurò a tormento delle anime. 
Tu distruggesti la morte
Edificando la vita.
Maria, stella del mare*, prega tuo Figlio per noi.
O strumento di vita e gioioso ornamento, dolcezze supreme che in te abbondano.
Maria, stella del mare, prega tuo Figlio per noi. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo. Maria, stella del mare, prega tuo Figlio per noi. *Viene evocato uno dei più antichi appellativi di Maria,
 derivato dal nome ebraico Myriam.

Santa Ildegarda di Bingen

Geremia



Geremia e il clan dei Recabiti

1Durante il regno di Ioiakim figlio di Giosia, re di Giuda, il Signore diede a me, Geremia, questi ordini: 2'Va' a parlare con quelli del clan dei Recabiti. Poi conducili in una delle stanze annesse al tempio e offri loro del vino da bere'. 3Allora andai a prendere l'intero clan dei Recabiti: lazania figlio di un certo Geremia e nipote di Cabassinia, i suoi fratelli e tutti i suoi figli, 4e li condussi al tempio. Li feci entrare nella sala riservata ai discepoli del figlio di legdalia, Canan, uomo di Dio. Questa sala è adiacente a quella dei capi, sopra la stanza di Maasia figlio di Sallum, incaricato di sorvegliare l'ingresso del tempio. 5Misi poi alcuni boccali pieni di vino e dei bicchieri davanti ai Recabiti e dissi loro:
- Su, bevete un po' di vino!
6Ma essi risposero:
- Noi non beviamo vino, perché il nostro antenato Ionadab figlio di Recab ci ha lasciato quest'ordine preciso: 'Non berrete mai vino, né voi né i vostri discendenti; 7non costruirete case, non seminerete campi, non pianterete vigne, non ne possederete alcuna, ma abiterete sotto le tende tutta la vita. Così potrete vivere a lungo su questa terra dove abitate come forestieri'. 8Noi abbiamo ubbidito a tutti gli ordini che ci ha dato il nostro antenato Ionadab figlio di Recab. Così noi, le nostre mogli, i nostri figli e figlie, durante tutta la vita non beviamo mai vino; 9e nemmeno possediamo vigne, campi, sementi, né costruiamo case, 10ma continuiamo ad abitare sotto le tende. Insomma, eseguiamo fedelmente quel che ci ha ordinato il nostro antenato Ionadab. 11Però quando Nabucodonosor re di Babilonia ha invaso la nostra terra, abbiamo deciso di venire a Gerusalemme per sfuggire all'esercito babilonese e arameo. Ed ora ci troviamo qui, a Gerusalemme. 12Allora il Signore ordinò a Geremia 13di andare a riferire agli abitanti di Giuda e di Gerusalemme queste parole: 'Io, il Signore dell'universo, Dio d'Israele, vi chiedo: per quale motivo non avete imitato l'esempio dei Recabiti e non avete ubbidito ai miei ordini? 14Ionadab figlio di Recab aveva comandato ai suoi discendenti di non bere vino. I Recabiti sono stati fedeli alla prescrizione del loro antenato e fino ad oggi non hanno mai bevuto vino. Io invece ho continuato a ripetervi i miei ordini, ma voi non mi avete ascoltato. 15Ho continuato a mandarvi tutti i miei servi, i profeti, che vi esortavano ad abbandonare le vostre abitudini malvagie e a migliorare il vostro comportamento. Essi vi raccomandavano anche di non seguire divinità straniere e di non servirle, per continuare a vivere sulla terra che avevo dato ai vostri antenati e a voi. Però voi non mi avete ascoltato, non avete dato retta alle mie parole. 16Così i discendenti di Ionadab figlio di Recab hanno eseguito le prescrizioni del loro antenato, mentre voi, abitanti di Giuda, non mi avete ascoltato. 17Perciò farò venire su di voi, abitanti di Giuda e di Gerusalemme, tutte le sciagure che vi avevo annunziato, perché vi ho parlato ma non mi avete ascoltato, vi ho chiamati ma non mi avete risposto. Ve lo dico io, il Signore, Dio dell'universo e Dio d'Israele'. 18Geremia riferì poi ai Recabiti quest'altro messaggio del Signore dell'universo, Dio d'Israele: 'Voi avete ubbidito all'ordine del vostro antenato Ionadab, avete eseguito le sue prescrizioni, avete fatto fedelmente quanto vi aveva ordinato. 19Per questo, io il Signore dell'universo, Dio d'Israele, prometto che tra i discendenti di Ionadab figlio di Recab ci sarà sempre qualcuno che avrà l'onore di servirmi'.

Voi, Mio Resto (fedele), dovete essere la Verità: la Verità dei Miei Comandamenti



Quando l’anima tradisce la Verità, Satana promuove i suoi piani e allontana l’anima dalla Mia Divina Volontà.

16 gennaio 2020

Ancora una volta, io (Maureen) vedo una Grande Fiamma che ho compreso essere il Cuore di Dio Padre. Egli dice:

“Quando l’anima tradisce la Verità, Satana promuove i suoi piani e allontana l’anima dalla Mia Divina Volontà. Quando il maligno rimuove la giusta ragione da un cuore, egli è in grado di confondere molti cuori. Satana conosce i piani che Dio ha per ciascuna anima ed è in grado di muovere il suo operare a zig zag nella Volontà di Dio per ciascuno attaccando la Verità.
“Quando più l’anima influisce sugli altri, più subdoli si fanno gli attacchi di Satana. I suoi attacchi non sono riconoscibili dal grande pubblico. Pertanto, le persone che promulgano programmi bizzarri non vengono considerate sotto l’influenza del maligno. Poiché essi stessi credono che i loro piani siano propri e non ispirati dal male, continuano sul loro cammino dell’errore senza alcuna convinzione di coscienza.”
“È il Mio continuo appello al Mio Resto Fedele a ergersi sempre a difesa della Verità, specialmente in un forum pubblico. Voi, Mio Resto (fedele), dovete essere la Verità: la Verità dei Miei Comandamenti, la Verità dell’onestà, la Verità della responsabilità dell’umanità davanti a Me e verso Me. In questi giorni, il Mio Resto (fedele) diminuisce in quanto è più difficile vivere dentro la Verità e sostenerla. Assicurerò che vi sia sempre concessa l’opportunità di essere ascoltati. Dovete essere certi di usare le opportunità che vi do per influenzare i non-credenti nella Verità. Voi siete oggi la Mia Voce nel mondo.”
Leggi Efesini 5:6-10
Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l’ira di Dio sopra coloro che gli resistono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate ciò che è gradito al Signore
Leggi Efesini 6:12
La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti
Holy Love

ASCOLTARE LA PAROLA DI DIO


Dio è molto offeso soprattutto dall’Italia, la nazione che lo ha tradito pensando a tutto tranne che a Dio, nonostante ci sia la Chiesa fondata da Pietro!




Trevignano Romano 24 febbraio 2018
Amati Figli, grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore. Figli miei, il mio cuore è affranto perché so a cosa state andando incontro. Verranno tempi molto difficili, ma vi dico che dovrete sopportare queste croci con l’amore nel cuore verso mio Figlio. I nemici di Dio stanno organizzando l’ingresso in Vaticano e sarà molto doloroso. Soltanto con la preghiera potrete mitigare ciò che avverrà. Pregate, pregate, pregate tanto. Dio è molto offeso soprattutto dall’Italia,  la nazione che lo ha tradito pensando a tutto tranne che a Dio, nonostante ci sia la Chiesa fondata da Pietro! Guardate spesso il cielo, perché è dal cielo che arriveranno tutti i segni prima della grande tribolazione. Ora vi benedico nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo. Amen .
Stasera tante saranno le grazie che scenderanno su di voi.

Ritorno a casa



Cristiani, atei ed ebrei convertiti alla fede cattolica


Ephraim Croissant

Era un anziano pastore protestante francese, che si convertì al cattolicesimo e con sua moglie fondò nel 1974 una comunità formata da laici, consacrati e sacerdoti, celibi e sposati. Si chiama la Comunità dei Beati e attualmente conta già 1500 fratelli sparsi per il mondo.

Max Thurian

è stato uno dei teologi evangelici più importanti del XX secolo. Visse vari anni nella comunità ecumenica di Taizé, in Francia. Si convertì e fu ordinato sacerdote a Torino nel 1988. Fu membro della Commissione teologica internazionale. Morì il 15 agosto 1996 all’età di 75 anni.

Malcom Muggeridge (1903-1990)

Morì il 14 novembre 1990 in un ricovero per anziani di Sussex, a sud di Londra. Fu un brillante giornalista del Manchester Guardian e del Daily Telegraph. Ha scritto diversi libri. Fu rettore dell’Università di Edimburgo per l’anno accademico 1967-1968. Era anglicano e fece il suo ingresso nella chiesa cattolica il 27 novembre 1982. Nel suo libro Conversione scrive:
Ebbi la sensazione di “tornare a casa”, di raccogliere i fili di una vita perduta, di rispondere al suono di una campana che mi chiamava da molto tempo; infine di occupare durante la messa un posto da tanto tempo vuoto.
Non vi furono miracoli spettacolari né estasi... Fu un processo lento. Una delle ragioni per le quali avevo dubitato prima di farmi cattolico fu il mio disaccordo con taluni elementi umani che trovavo nella Chiesa cattolica. E senza dubbio, come sottolineò Hillaire Belloc, la Chiesa non ha maggior vantaggio se non il fatto che è opera di Dio; perché vedendo molte persone che ne hanno fatto parte, debbo concludere che non avrebbe potuto esistere se non avesse avuto un aiuto dall’Alto...
La ferma posizione della Chiesa cattolica riguardo alla contraccezione e all’aborto sono ciò che finalmente mi fece decidere di divenire cattolico. La contraccezione e l’aborto hanno causato enormi danni tanto tra i giovani che tra gli adulti. Tutto ciò che da questo segue si riassume in: pratiche sessuali precoci, libertinaggio nelle unversità che hanno reso l’erotismo un fine e non un mezzo; tutte queste cose sono la conseguenza dell’aver violato l’ordine naturale delle cose. Allo stesso modo degli antichi romani che consideravano il mangiare un fine, e questo li portava al vomitorio per proseguire a mangiare e continuare ad ingozzarsi di golosità, così la gente di oggi giace in una specie di vomitorio sessuale. La posizione della Chiesa cattolica su questo punto è assolutamente corretta. Il cammino dell’Amore è il cammino della luce e unicamente attraverso la croce arriveremo alla resurrezione.
Padre Bidone, un sacerdote italiano e Madre Teresa di Calcutta, sono state le persone che hanno influito in misura maggiore nella mia decisione di divenire cattolico, benché trascorse un periodo molto lungo prima che lo attuassi.
Madre Teresa è una conversione vivente: è impossibile starle accanto, ascoltarla, vedere ciò che fa e come lo fa senza sentirsi convertito in alcun modo... La sua semplice presentazione del Vangelo e la sua allegria nel ricevere i sacramenti attraggono irresistibilmente coloro che hanno l’occasione di star vicino a lei. Nessun libro di quelli che ho letto, nessun discorso, nessuna cerimonia, nessuna relazione umana o esperienza trascendentale mi hanno avvicinato tanto a Cristo né mi hanno reso tanto cosciente di ciò che significa l’Incarnazione per noi... Quando, giunto da Madre Teresa, giravamo il film “Qualcosa di bello per Dio”, lo facemmo nella dimora per moribondi, che in passato era stato un tempio indù ed era poveramente illuminata. Il nostro cameramen Ken McMillan sosteneva che fosse inutile girare lì. Non di meno, lo persuasi a tentare e a fare qualche provino, che avremmo aggiustato con del materiale di riserva che di solito non si utilizza. Quando la pizza fu sbobinata, le immagini girate apparvero invase da una luce soave che, secondo lo stesso McMillan, non poteva esser descritta secondo logiche terrene. E senza dubbio è lì nel film e nelle foto fatte. Per me la spiegazione di tutto ciò è semplice. Senza alcun dubbio, la felicità, espressione d’amore, è luminosa e questo è ciò che si vuole manifestare con le aureole disegnate intorno alle teste dei santi nelle raffigurazione del Medio Evo.
La videocamera aveva captato questa luce senza la quale la pellicola non si sarebbe impressa, come lo stesso McMillan constatò usando lo stesso materiale in circostanze simili senza riuscire a filmare.
Ora ho 84 anni, sono un ottuagenario che ha fatto molte cose che non si sarebbero dovute fare... Ora vivo ogni giorno sapendo che la mia vita terminerà presto e, come Michelangelo alla fine dei suoi giorni ho amato i miei amici e la mia famiglia. Ho amato Dio e la sua creazione. Ho amato la vita ed ora amo la morte come suo esito naturale, sapendo che, per quanto la Cristianità possa terminare, Cristo vive. 

Padre ángel Peña

L'INFERNO VISTO DAI SANTI



 TERESA MUSCO 

Nacque a Caiazzo (CE) il 7 giugno 1943 e morì a Caserta il 19 agosto 1976. Ebbe innumerevoli fenomeni mistici tanto che P Roschini l'ha detta la più grande mistica del secolo scorso. Pare che non una volta sola abbia visto l'inferno o vi ci sia portata in qualche modo. Il 29 novembre 1961 Teresa si lagna dolcemente con Gesù, dicendo: "Io quel poco che sto facendo, lo faccio di vero amore, ma Tu perché mi hai mostrato l'inferno e mi hai fatto scendere nell'abisso? Mi è sembrato di esservi da secoli ed ho subìto tutti i tormenti, tra cui non è stato il minimo quello di ascoltare le sterili confessioni dei dannati e le grida di odio, di dolore e di disperazione. Perché mai, Gesù, mi hai mostrato ciò? Forse io sono una di quelle anime? Quanto orrore sento nella mia anima! "Un'altra volta, Teresa sogna di essere in un grande prato con tante margherite bianche. Ad un bel momento il grande fabbricato è scomparso e Teresa si è ritrovata a guardare una cosa spaventosa, in una grande luce: questa era piena di fuoco e di demoni che, con le loro mani misteriose afferravano giovani, vecchi, bambini, signorine, trascinandoli giù, mentre venivano divorati dalle fiamme e le loro braccia scarnite, trasparenti erano alzate in alto, verso il cielo. Quel grande vuoto era divenuto un mare di fuoco, che ondeggiante cercava di prendere qualche anima, che passava di lì". Un altro giorno, alle ore 11,25, Teresa, avvertendo molta stanchezza, si è appoggiata sul letto. Ma come se lì fosse stato qualcuno ad attenderla, si sente fermata sul letto da due mani, come inchiodata in croce, e due persone hanno cominciato a percuoterla come se le strappassero la carne. Poi si sente come trasportata in un deserto dove vi erano innumerevoli serpenti di ogni colore. Vi era pure un serpente di mille colori, lungo dieci metri e con sette teste che sbranava ogni persona che passasse per quel deserto. Teresa cerca di rendersi conto di dove si trovi, lotta tanto, ma quando vede scritto su un cartello "luogo di dannazione" le viene la forza di pregare l'Angelo Custode a salvarla. Si ritrova sul letto tutta coperta di lividure: erano le ore 2 di pomeriggio. Un altro giorno si ritrova di fronte ad un deserto da attraversare. Camminò a lungo e poi senti lunghi lamenti e poi ancora fortissimi lamenti, e vede in una stanza il grande demonio, Lucifero, che prendeva quelle anime, erano ragazze e ragazzini, e le metteva nel fuoco, facendo sentir loro grandi dolori e, poi comandava la loro volontà. Quando le anime non obbedivano, la bocca del demonio si legava al cuore delle persone e ne beveva tutto il sangue. Ancora. È il 10 gennaio 1975. All'improvviso Teresa è portata fuori dal suo corpo, mentre accanto ad esso lo guardano due angioletti. Si è ritrovata, assieme al suo Angelo Custode come in un grande deserto. Arrivati in mezzo ad esso, l'Angelo scompare ed ella si è trovata in mezzo a due crepacci di montagna che doveva attraversare. Riesce a passare a fatica e si ritrova ancora in un deserto dove vi era un pagliaio con dentro tanti uomini, simili a vampiri con tutti i denti fuori della bocca. Va a chiedere a loro dove si trovasse la strada, ma essi l'afferrano e la colpiscono con un frustino. Teresa cade per terra sotto le loro mani e non ha la forza di rialzarsi, mentre quelli continuavano a menarla. Invoca aiuto dalla Madonna e quegli esseri scompaiano. Teresa si alza e vede il suo corpo tutto sporco di sangue e pieno di lividure. Ha cominciato a camminare e la strada si apriva da sola davanti, chiudendosi di nuovo dietro le sue spalle. Arriva in un piazzale dove era il suo Angelo Custode che le dice: "Teresa, io ero con te e tu non mi hai sentito, ma ora ti dirò che verrà un giorno che gli abissi dell'inferno si apriranno sotto i piedi dei dannati, mentre nel cielo vi sarà un gran trionfo di Santi. Con orrore gli abissi si spalancheranno davanti, per poi chiudersi sopra di essi, senza scampo e per tutta l'eternità". L'Angelo l'invita poi a tornare a casa e Teresa si ritrova di nuovo davanti al letto col suo corpo lì disteso. Rientrata in se stessa trova il suo corpo, vivo e vero pieno di lividi. Anche quanto segue deve riferirsi a una visione dell'inferno del 27 dicembre 1974: "... sola qui? Sola no, non voglio restare sola! Il fuoco, il fuoco! Ah, quante anime che si disperano! Gesù, senti che grida disperate? Aiutale, Gesù, ti prego! Non puoi aiutare, Gesù? Perché? Com'è terribile, Gesù! Non permettere a nessuno che ci possa andare. Che cosa è quello? No, è il fuoco! Che calore! D'inverno non l'ho mai sentito un calore simile! O Gesù, io mica ci voglio andare in quel posto, aiutami, perché voglio aiutare gli altri a non andarci. Nulla si può fare per non farli urlare così, Gesù? ". A solo titolo di curiosità riportiamo qui anche quanto visto da una veggente di Lucera, dove ha lasciato un nome e una fama non comune: Rosa Lamparelli (n. 6.3.1910 +12.6.2000). La Madonna le descrisse il paradiso, l'inferno e il purgatorio. Così lei racconta: "Vuoi vederlo? Mi disse. Mi prese per mano e mi condusse. Il primo a visitare fu l'inferno; era composto di un gran sotterraneo con una grande porta all'entrata e di dentro formato come tanti archi tutti affumicati. Un calore immenso e una puzza insopportabile vi era. Dal fondo venivano grida disperate di tanti dannati. Quello che potei vedere mi è sempre impresso; da una parte vi erano tanti uomini che si dibattevano disperatamente e vicino vi era una donna di una forma orribile coi capelli scarmigliati, gli occhi fuori dalle orbite, nera come un carbone, faceva orrore. Non dico poi di tanti altri dannati trasformati in tanti animali spaventosi che non posso ricordare senza rabbrividire. Non volli andare più avanti e pregai il mio angelo e la Madonna di condurmi indietro. Mi portarono al Purgatorio... ". Che dire delle visioni di Teresa Musco? Ecco qualche considerazione: a) L'inferno è il luogo di dannazione: un mare di fuoco, pieno di demoni, presentati questi anche sotto l'immagine di serpenti dai mille colori. b) I dannati sono divorati dalle fiamme, dal fuoco di cui è impossibile dire il calore e l'intensità: "P. Franco, che fuoco, che fuoco! No, Gesù, abbi pietà di noi, Signore. Gesù non puoi buttarmi così. È terribile! Quanto fuoco". Assieme al fuoco, mille altri tormenti (inutili confessioni= rimorsi di coscienza, rimpianti di non aver corrisposto alle grazie, ecc.) che strappano loro grida di odio, di dolore e di disperazione. c) Assieme a tutto ciò, i dannati sono tormentati dai diavoli (i serpenti dai mille colori) e da Lucifero (il serpentaccio lungo dieci metri). "I demoni che, con le loro mani misteriose afferrano giovani, vecchi, bambini, signorine, trascinandoli giù, mentre venivano divorati dalle fiamme e le loro braccia scarnite, trasparenti erano alzate in alto, verso il cielo. Lucifero, che prende ragazze e ragazzini, e le mette nel fuoco, facendo sentir loro grandi dolori e, poi comandava la loro volontà. Quando le anime non obbedivano, la bocca del demonio si legava al cuore delle persone e ne beveva tutto il sangue". 
d ) Nessuno, neanche Gesù, può aiutare i dannati divorati dal fuoco: "Il fuoco, il fuoco! Ah, quante anime che si disperano! Gesù, senti che grida disperate? Aiutale, Gesù, ti prego! Non puoi aiutare, Gesù? Perché? Com'è terribile, Gesù! Non permettere a nessuno che ci possa andare". e) Sono tante le anime che vanno a finire nel fuoco eterno: "Quante anime che si disperano! Quanto fuoco, quante anime! Non ne ho visto mai così, mi sento scoppiare. Attento! Attento! No, come può finire così tanta gente? Gesù non vuole questo. Allora preghiamo tutti". f) La visione finale dopo il giudizio universale: non ci sarà che paradiso e inferno. Così parla a Teresa il suo Angelo Custode: "Teresa (...) ora ti dirò che verrà un giorno che gli abissi dell'inferno si apriranno sotto i piedi dei dannati, mentre nel cielo vi sarà un gran trionfo di Santi. Con orrore gli abissi si spalancheranno davanti, per poi chiudersi sopra di essi, senza scampo e per tutta l'eternità".

Padre Antonio Maria Di Monda

Io sono il tuo nulla, o mio Dio!



Mio Dio, eccomi io vengo per fare la tua volontà!
È questo il grido, espressione di amore e di confidente abbandono nel Tuo Cuore di Padre, che parte dal profondo del mio essere, che vuole annullarsi in Te!
Io sono il tuo nulla, o mio Dio: serviti di me, usami quando e come Tu vuoi!
Madre santa, rinnovo la consacrazione di tutta me stessa al Tuo Cuore Immacolato: prendimi come sono e rendimi come il Signore mio Dio mi chiede di essere, a suo onore e gloria!
Grazie, mio Dio, perché la tua volontà si compie in me e per me e per quanti lavorano a tua lode e gloria! Amen!

La giustizia di Dio si diffonderà in grandi proporzioni, soprattutto dove si commettono il maggior numero di aborti.



Messaggio della Regina del Rosario e della Pace


Figlio mio, quante cose ho da dirti! Gli uomini ogni giorno offendono sempre più il Signore con i loro innumerevoli peccati. La Chiesa sarà terribilmente attaccata dai nemici di Dio. Ciò che più addolora il mio Cuore Immacolato è che molti di quelli che prendono parte a questa ribellione sono molti dei miei figli sacerdoti. Gesù è già molto offeso, figlio mio. Egli guarda l’umanità e la vede assopita nel peccato. Quante offese e oltraggi rivolti a Dio!... 
Nostra Signora aveva una voce triste e piena di dolore. 
Presto cadrà sull’umanità intera il fuoco della Giustizia Divina. Quando giungerà questo giorno il mondo intero vedrà ciò che ha fatto per non avermi ascoltato. Molti piangeranno amaramente, molti soffriranno le conseguenze che il peccato ha causato nella loro vita. Figlio mio, saranno momenti di grande pianto e dolore. Molte città saranno distrutte. Onde gigantesche inonderanno varie città. Molte di queste spariranno dalla faccia della Terra. Qui, in Brasile, saranno coinvolte Rio de Janeiro e Sao Paulo, ma anche in molti altri Stati la giustizia di Dio si diffonderà in grandi proporzioni, soprattutto dove si commettono il maggior numero di aborti. E’ per questo che ho detto: guai ai padri e alle madri assassini! Per coloro che non si pentiranno dei loro crimini non ci sarà pietà, poiché si sono presi gioco dell’autorità di Dio che è l’unico autore della vita. Figlio, è molto triste quello che ti dico e tutto questo dovrà accadere tra poco tempo. Il tempo è molto breve e gli uomini non mi vogliono ascoltare. 

Edson Glauber  14 GENNAIO 1998  -  Estratto  -

SUOR MARIA-MARTA E LA SANTA EUCARESTIA



Nostro Signore istituì il Sacramento d'amore, per abitare con noi e continuare in noi il mistero della sua Incarnazione. 
  
A questa continuazione dell'Incarnazione, Suor Maria-Marta partecipò in larga misura. L'Eucarestia fu il suo nutrimento quotidiano dal giovedì Santo 1867 fino alla sua morte, cioè per circa quarant'anni. Durante un periodo di parecchi anni, il Pane Celeste fu, anzi, per la Serva di Dio, l'unico alimento del corpo e dell'anima. E ricordiamo che la O.ma Madre Teresa Eugenia scriveva: “La Santa Comunione, che è il suo unico cibo, le infonde tanto vigore fisico che essa sopporta agevolmente le più gravi fatiche”. 
  
Assegnandole un posto davanti al Tabernacolo, e al piè della Croce, Nostro Signore aveva fatto intendere chiaramente alla sua Sposa che essa vi avrebbe trovato la parte migliore delle sue forze: 
  
“Figlia mia, se tu non salissi ogni giorno il Calvario nonostante le sofferenze, e se tu non venissi a ricevermi tutte le mattine, tu non avresti la forza di lavorare. La S. Comunione è la tua vita!... E' il mezzo che Io impiego per renderti capace di servire la Comunità. Senza questa grazia della Comunione quotidiana, tu avresti passata la vita in letto”. 
  
“La Santa Comunione e la sofferenza: ecco il tuo nutrimento, ecco i tuoi due pasti”. 
  
Questo alimento divino era la forza per il suo corpo, perché esso era dapprima la vita, poi la forza dell'anima sua... Oh quanto bella anima eucaristica è quella di Suor Maria- Marta! In quest'anima quanta fame di Gesù Sacramentato!... 
  
Essa trovava soltanto in Lui il suo sostegno e la sua consolazione. Essa languiva di desiderio da una Comunione all'altra e si sentiva, quando s'appressava alla Sacra Mensa, che essa correva alle Sorgenti della vita. Il suo volto assumeva allora un aspetto di gioia calma e raccolta, notevolissimo per chi poteva intravederla. Si leggeva alla trasparenza del suo volto, l'amore ardente di un cuore che possiede il suo Gesù: 
  
“Tengo Colui che l'anima mia desidera e non Lo lascerò andar via”. 
  
Sul far del mattino, nota il manoscritto, Suor M. Marta si sente attirata irresistibilmente a Dio e talvolta, al momento della Santa Comunione sente Gesù che la chiama: “Vieni, affrettati mia Sposa! Vieni a fare ciò che i Santi fanno in Paradiso... Vieni a ricevermi nella Santa Comunione per godermi... 
  
“ - Buon Maestro, dice con trasporto la felice Sorella, vedendosi Gesù in cuore e sentendosi trasfusa in Lui, buon Maestro, io Vi possiedo; Voi siete tutto mio. - Sì, risponde il Salvatore, sono tutto tuo!... Portami con te... Io lavorerò con te”. 

Tali parole l'infiammano d'amore e le giornate passano nella più intima unione con Gesù. 
  
Quest'amore ardente le rendeva penosissimo il minimo ritardo e, soprattutto, la menoma sospensione. 
  
Dopo la morte del Canonico Bouvier, il nuovo Confessore della Comunità non volle fare eccezioni durante il Ritiro ed impose alla Serva di Dio qualche giorno di privazione Eucaristica, come portava l'uso di allora. L'umile privilegiata del Salvatore si sottomise senza mormorare, ma il suo dolore fu tale che cadde svenuta all'uscire dal confessionale. 
  
Devota amante della Eucarestia, iniziata ai sentimenti di ineffabile tenerezza del suo Divino Sposo, era solita dire: “Il tempo sembra lungo a Nostro Signore, la vigilia delle Comunioni! Egli desidera tanto di entrare nei nostri cuori”. 
  
Citiamo un brano che ci fa conoscere a quale prezzo la nostra Sorella comprava talvolta la contentezza procurata al Cuore del Celeste Sposo. 
  
 “La domenica 31 dicembre 1871 dopo la Messa Conventuale, Suor Maria-Marta, tremante di febbre e non potendo più reggersi in piedi, fu costretta a mettersi a letto. Vi rimase tre giorni estremamente sofferente. Nostro Signore veniva ogni mattina a visitarla; ma il quarto giorno fece capire alla sua Sposa che Egli non sarebbe più venuto; se voleva riceverlo doveva andarlo a cercare essa medesima. 
  
“Piena di Fede, la Nostra O.ma Madre Maria Alessia permise alla sua figlia d'obbedire al desiderio del Signore. Malgrado un sudore abbondante, Suor M. Marta comincia a vestirsi, ma la sua debolezza è così grande che essa cade semisvenuta. L'infermiera è costretta di rialzarla e aiutarla a vestirsi. Con l'aiuto della Superiora la conduce fino alla tribuna delle inferme, dove la povera ammalata si abbandona sopra una seggiola, simile a moribonda. 
  
“Essa ascolta la Santa Messa, le dànno la Santa Comunione, ma appena ricevuto Nostro Signore, le sue forze ritornano. Dopo il ringraziamento, Suor Maria-Marta riprese il suo lavoro, e il giorno stesso fece tutto il servizio nel refettorio delle educande” (Manoscritto ). 
  
Si può asserire che tutta la vita della nostra Sorella fu una continua preparazione alla Santa Comunione e un continuo ringraziamento. 
  
Umiltà, purezza, distacco da tutte le cose create, confidenza semplice e amorosa, tali erano le disposizioni nelle quali, per mezzo delle sue grazie e dei suoi insegnamenti, il Divino Maestro manteneva la sua fedele discepola. 
  
“Buon Maestro, che cosa troverete nel miserabile mio cuore? - Figlia mia, vi troverò tutto ciò che Io vi ho messo. Vi troverò anche le tue mancanze per annientarle. Ma per questo bisogna che nel tuo cuore tu sia proprio sola con Me. 
  
“Bisogna appressarsi alla Santa Comunione con l'ardore degli Angeli e l'umiltà di mia Madre”. 

Corri a Me come un'affamata”, diceva un'altra volta il Salvatore. Non sapendo come regolarsi, la nostra ignorante Sorella interrogò il suo Maestro: “Figlia mia, devi umiliarti profondamente; questo è altresì l'unico mezzo di far fruttificare la Santa Comunione”. 
  
Ricevuta la Santa Eucarestia, Suor Maria-Marta sentiva il suo cuore così intimamente unito e legato con quello di Gesù, che non poteva esprimere la forza di questa unione, e noi sappiamo come essa rimaneva con delizia in questo Cuore adorabile. 
  
Tuttavi a, un giorno Gesù le disse: “Vi sono alcuni che ricevono di rado questo Pane celeste, eppure sanno cavarne profitto, mentre tu che te ne cibi così spesso, non sai approfittarne!” – “Ah! Madre mia - confessava essa sospirando con umiltà convinta - è proprio vero! Nostro Signore è sempre con me..... Oh come son lontana da saperne approfittare! Ma ho pregato la Santa Vergine, i nostri Santi Fondatori e i buoni Angeli che degnino supplire a ciò che mi manca.... ed Essi me lo hanno promesso!”. 
  
Era la parola dell'umiltà. Noi sappiamo quanto Gesù si compiaceva nella sua Sposa. Egli le insegnava il modo di fare bene il ringraziamento come già le aveva insegnato a fare la preparazione. 
  
“Figlia mia, per ringraziarmi della Santa Comunione, donami il cuore e Io ti c oncederò nuove grazie per il contento che Mi avrai procurato. 
  
“Quando mi tieni nel cuore, devi essere intenta unicamente a guardarmi, Io pure ti guarderò e staremo insieme tutto il giorno. Ecco il tuo ringraziamento!” 
  
Una mattina di novembre, Suor M. Marta obbligata ad uscire dal Coro per un lavoro di assoluta necessità, non osava farlo prima di aver finito il ringraziamento regolamentare; ma il buon Maestro la rassicurò con queste parole: “Va pure figliuola, Io non cerco, né guardo che il cuore. Tu puoi fare il ringraziamento in qualsiasi luogo. L'amore del mio Cuore unito al tuo, opera costantemente”. 
  
A questo riguardo la nostra cara Sorella non si perdeva in considerare sé stessa. Bisognava anzi interrogarla perché scoprisse i suoi interni sentimenti e la sua attitudine verso Gesù. 
  
Un giorno, la sua aiutante spirituale (1) le domandava quale metodo seguiva per ascoltare la Santa Messa:  
“Sempre lo stesso, le rispose con un linguaggio che ricorda quello del Santo Curato d'Ars, io seguo Nostro Signore nella sua Santa Passione. Lo vedo davanti ai giudici ove l'hanno tanto maltrattato!... Riceve uno schiaffo, Lo spingono, Lo gettano a terra. Chi Lo tira a destra, chi a sinistra, chi per i capelli. Gli strappano la barba... Oh! quanto Lo fanno soffrire! E Lui, sempre mansueto sopporta tutto... E da Erode? Lo vestono di bianco, si burlano di Lui; gliene fanno d'ogni specie... O mio Gesù! mio Gesù!” 
  
A misura che Suor Maria-Marta parlava, la sua voce si faceva affannosa come quella di persona oppressa dal dolore: “Dopo la flagellazione, Egli cade a terra tutto lacero, coperto di sangue... e la prigione! e la coronazione di spine!...” 

Enumerando così le sofferenze del suo Maestro, come se essa le avesse realmente sotto gli occhi, le lacrime calavano. Essa finì per scoppiare in singhiozzi dicendo con voce interrotta: “Ah! non posso parlare di queste cose. Ah! mio Gesù! mio Gesù”. 
  
“ - E vostra Carità vede questo tutti i giorni? - Si, tutti i giorni, fino all'Elevazione. Allora è Gesù Bambino (e il suo viso s'illuminava), è Gesù Bambino fino alla Comunione, in cui Lo ricevo. Non si può esprimere; ma è il Paradiso. Oh! come ci si sente felici! Quando stiamo così, tutti e due insieme, le ore passano come minuti”. 
  
“Le ore passano come minuti”. Tuttavia, la tent azione trova modo d'insinuarsi in questa felicità per turbarla. 
  
I divini fiori della grazia non vanno mai disgiunti dalle spine crudeli, e i desideri più santi di quest'anima sono sempre attraversati dalla contraddizione! Contraddizione, dubbi, timori e perplessità. E contraddizioni altresì procurate da certi modi di agire delle creature. 
  
Le si dimostrava, qualche volta, una santa invidia unita a una certa meraviglia del favore accordatole, favore allora tanto raro, della Comunione quotidiana. “Dovreste essere una santa - le dicevano - poiché fate la Comunione tutti i giorni!..... (2) “L'umile Conversa taceva: il suo intimo dolore non era forse di sentire potentemente la sua indegnità? Le imperfezioni non erano scomparse dalla sua vita, e le occupazioni quotidiane lasciavano ogni tanto trapelare la sua natura!... Il pensiero delle sue Comunioni si trasformava allora in argomento di grave pena interna. Ben si comprende come le osservazioni altrui aumentavano questa pena. 
  
Ma Nostro Signore non le permetteva di fermarsi a queste riflessioni. Un giorno, Suor M. Marta fu tentata di non fare la Santa Comunione per rispetto umano. Gesù glielo rimproverò: “Come, Figlia mia, tu vorresti privare le anime del gran bene che esse ricevono dalla tua Comunione?.. La tua Comunione deve compensarmi degli oltraggi dei cuori ingrati, che mi ricevono male... e tu vorresti lasciarla per amor proprio!...”. 
  
Un'altra volta, - racconta la sua Superiora -la nostra cara Sorella trovandosi in angustie di spirito, non osava avvicinarsi alla Santa Mensa, tuttavia, fiduciosa nella parola dell'obbedienza, vinse il proprio timore. Gesù l'accolse con bontà e: “Figlia mia, devi dire alla tua Superiora che ha compiuto il più grande atto di carità che essa avrebbe potuto fare, mandandoti a Comunicare. Vieni a Me, Figlia mia, perché tu sei malata in due modi. Primieramente tu soffri della privazione di Dio e, per guarire, bisogna venire a Me. In secondo luogo tu soffri altresì del tuo nulla e della tua miseria che si riassumono in un gran vuoto, che dev'essere riempito da Me!”. 

RELIGIOSA DELLA VISITAZIONE  SANTA MARIA DI CHAMBERY 

IL SEGRETO DELLA CROCE



IL REGALO DELL’AMORE ALLE ANIME AMANTI

Il regalo più prezioso per l’anima innamorata è la croce di Cristo dove Egli ci dà la sua gloria. (6-4-67)

La croce è il regno dell’amore per noi che cerchiamo ed amiamo Cristo crocifisso. (22-4-75) 

Come potrà dire di amare, colui che, di fronte al dolore della persona amata, si spaventa e l’abbandona nella sua agonizzante solitudine? (16-8-77)

L’amore ha bisogno di dare al Signore il massimo, e ciò, mentre stiamo sulla terra, si dimostra rimanendo sul Calvario con il divino Crocifisso. (1-2-64)

Soffrire è la respirazione dell’anima innamorata che, davanti all’incomprensione di coloro che ama, corre verso l’Amore. (10-9-63)

Il trionfo dell’amore è la croce, poiché solo in essa si dimostra alla persona amata l’amore.  (16-8-77)

Nel dolore si ha bisogno della compagnia e della comprensione di coloro che amiamo. (16-8-77) 

La croce è l’insegna del cristiano, e l’Amore posseduto è il premio della croce. (6-3-67) 

La maggiore gioia dell’anima innamorata è quella di poter soffrire qualcosa per e con la persona amata. (6-4-67)

Dici che ami e fuggi il dolore? Scusa, anima cara, ti confondi. L’amore chiede crocifissione, e la sofferenza aumenta l’amore. (30-10-61)

Cosa è più perfetto, amare o sofrire per amore?; è identico, giacché l’amore è croce e la croce è amore. (20-3-62)

Il pane di coloro che amano sta sulla croce, dove l’Amore infinito ci si è dato in manifestazione cruenta per portarci a Lui. (14-4-67)

Grazie, Signore, per rendermi partecipe delle tue agonie, solitudini, incomprensioni e pene di morte. Grazie, mio Gesù, grazie! (22-4-75) 

Quando l’acqua mi arriva alla gola e non trovo dove poggiare il piede, quando la tristezza mi soffoca, il timore mi avvolge e il dolore mi schiaccia, emetto un grido di gioia, abbraccio fortemente il mio Crocifisso, e canto sulla croce, vuota di consolazioni, le infinite e sconosciute ricchezze che il mio Cristo effuse nella mia Chiesa nel donarsi ad essa morendo. (1-3-61)

Sempre così...? Tu sai fin dove arriva il mio amore e dolore...! Ma se sei Tu che lo vuoi, grazie, Amore, per stare sempre così...! (18-4-61) 

La croce è il regalo dell’Amore alle anime amanti; per questo, in essa, la mia anima trova un p ofondo assaporamento di gaudio spirituale.  (27-5-71)

Non lasciar passare alcun sacrificio per amore al Signore, poiché Egli ti ha detto il suo amore infinito. (1-2-64)

Come diventa facile la croce per l’anima che sa soffrire per amore, e com’è difficile per quella che ha un amore così povero, che non sa neppure desiderare la croce! (27-11-63)

La croce è dolce speranza che incoraggia l’anima innamorata a continuare a cercare l’Amore. (10-9-63)

La croce è il premio sicuro che lo Sposo oggi mi porge come dimostrazione del suo amore per me. (10-9-63)

Gesù trionfò morendo, nello sconcerto di tutti i suoi persecutori. Nella nostra croce è il trionfo del nostro duro pellegrinare. (6-1-75)

La croce, qualunque sia, fu così sublimata da Cristo che, ogni volta che la si porti per Lui con amore, è già cammino di gloria, incontro di Dio ed amore di risposta. Così, la croce è dolore, ma in amore a colui che amiamo. (1-5-76)

L’anima che soffre con Cristo crocifisso è semenzaio di Chiesa, portatrice di anime per l’eternità. (7-3-67)

Anima mia, non piangere. Dio è veritiero! Anima mia, soffri, taci e sorridi morendo, se occorre, per la Chiesa... Godi della tua morte; e, quando non ce la farai più, non dimenticare che Dio è il tuo eterno riposo. Se nell’andare a Lui ti chiede ciò che ti procura la morte, non respingerlo, poiché dietro a ciò c’è la risurrezione e la vita. (25-4-75)

MADRE TRINIDAD DE LA SANTA MADRE IGLESIA

8 maggio 2020 – La più grande minaccia per l’umanità è la mancanza di amore nei cuori



Ancora una volta, vedo una Grande Fiamma che ho conosciuto essere il Cuore di Dio Padre. Egli dice:

“Figli, rendetevi conto che la più grande minaccia per l’umanità, in questi giorni, non è il coronavirus e i suoi effetti mortali. Non è nemmeno guerra. La più grande minaccia per l’umanità è ed è sempre stata la mancanza di amore nei cuori. La mancanza di amore nei cuori porta all’allontanamento dell’uomo dalla Mia Divina Volontà. Questa è la porta all’accettazione del peccato e, in ultima analisi, all’amore al male.”
“L’anima che non ama Me sopra ogni cosa e il prossimo come se stesso, sostituisce quel Santo Amore con l’amore malvagio al mondo e con un amore disordinato di sé. È necessario nel mondo di oggi che l’umanità tenga conto di dove la conducono le sue decisioni attuali. Se essa non lo fa, potrebbe essere sorpresa dal suo posto davanti a Me o lontano da Me nell’eternità.
Leggi Efesini 5:15-17
Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. Non siate perciò inconsiderati, ma sappiate comprendere la volontà di Dio.
Holy Love