lunedì 24 giugno 2019

"Voglio che l'umanità si penta".



"Figlia Mia, veglia con Me. Voglio che tu Mi accompagni. Voglio che l'umanità sappia in che grave situazione si trova il mondo e capisca l'inesorabile giustizia di Dio. Voglio che si penta, altrimenti innumerevoli anime verranno scagliate nel fuoco eterno, insieme a Satana che instilla loro che il Mio Eterno Padre non esiste".

"Vengo attaccato da ogni lato nel Sacramento d'amore. Verso lacrime per l'umanità come un mendicante. Chiedo di essere consolato per il male che viene compiuto in Mia presenza".

"Guidata da...l'umanità corre verso il precipizio della perdizione".

"Prega molto. Innalza le anime a Me. Io desidero che l'umanità sia salvata. Vengo ferito dai Miei stessi...Come dei traditori, tradiscono la Mia presenza e trascinano le anime nell'abisso della perdizione".

"Ti benedico".

Suor Anna Ali  13 dicembre 1987

PERDONO



Il cristiano deve imparare a perdonare. Dobbiamo renderci conto che per ottenere il perdono dobbiamo essere capaci di perdonare.

Quando ci rendiamo conto che siamo peccatori bisognosi di perdono, ci sarà molto facile perdonare gli altri.

Non è necessario essere cristiani per perdonare.
Ogni essere umano viene dalle mani di Dio e tutti sappiamo quanto Dio ci ama. Qualunque sia la nostra credenza, dobbiamo imparare a perdonare, se vogliamo amare veramente.

Madre Teresa di Calcutta

Il Sacro Cuore



Conquiste del Sacro Cuore

Il ruolo di san Claudio de la Colombière

Una volta recepito il messaggio del Sacro Cuore, Margherita Maria si dedicò totalmente a «far sì che sempre Egli regni nei cuori come sposo, sovrano e padrone»
Ma come poteva una sconosciuta religiosa diffondere nel mondo questo messaggio? Dio non dà mai una missione senza fornirne gli strumenti. Così, mediante una parola interiore comunicò alla veggente che le avrebbe inviato in soccorso «il mio fedele servitore e amico perfetto». Quando, all’ inizio del 1675, il giovane sacerdote Claudio de la Colombière le venne presentato a Paray-le-Monial, Margherita Maria udì una altra voce interiore: «Ecco colui che t’invio» 48.
Claudio, nato nel 1641 da nobile famiglia, divenne gesuita e, sotto l’influsso della cosiddetta «scuola francese», predicò la fiducia in Dio contrastando il pessimismo giansenista.
Benché giovane, fu scelto come precettore dei figli di Colbert, il potente ministro di Luigi XIV. Il padre De la Chaise, superiore gesuita di Lione, sapendo che al convento di Paray-leMonial c’era una umile religiosa, che sembrava favorita da grazie mistiche ma che era contrastata dalle più autorevoli persone, decise d’inviarvi un uomo capace di verificare l’autenticità di quei fenomeni: appunto il padre de la Colombière.
Padre Claudio incontrò Margherita Maria e ne ricevette la confessione. Dopodiché, la rassicurò ch’ella era condotta da un buono spirito e la esortò ad essere grata a Dio per quei favori celesti. Le raccomandò solo di mantenersi obbediente ai superiori, offrendosi come guida spirituale. 
Egli poi incontrò la superiora del convento, la madre De Saumaise, che difendeva timidamente la sua religiosa, ma era preoccupata per le autorevoli opinioni contrarie. Con sapienza e acume, il padre dichiarò di credere nell’autenticità delle visioni, incoraggiando la superiora a propagarle. Difatti, da allora la madre De Saumaise divenne apostola della devozione al Sacro Cuore. Per dare l’esempio, Margherita Maria e il padre Claudio si consacrarono al Sacro Cuore, dando inizio ad un movimento che dal monastero di Paray-le-Monial si sarebbe diffuso in tutto l’orbe.
Nonostante l’appoggio di questo noto e stimato sacerdote, non cessarono né le critiche né le calunnie contro la santa.
Ma egli fu per lei una grande consolazione e un efficace impulso alla diffusione del suo messaggio.
Più tardi, Claudio dovette abbandonare Paray-le-Monial, perché il suo superiore gli aveva dato l’incarico di direttore spirituale di Maria Beatrice d’Este, divenuta Regina della protestante Inghilterra. Egli fece diventare la Regina devota del Sacro Cuore. Il 12 marzo 1696, ella scrisse una lettera a Innocenzo XII, chiedendogli di concedere a tutti i monasteri della Visitazione l’autorizzazione a celebrare la festa del Sacro Cuore, «preferibilmente nel venerdì successivo alla ottava della festa del Corpus Domini». Così, una Regina si era fatta paladina di una delle richieste rivolte da Gesù a santa Margherita Maria.
Padre Claudio aveva temprato nelle persecuzioni la sua fiducia nel Sacro Cuore. Visitato a Londra da un suo amico francescano, egli gli raccomandò la devozione al Sacro Cuore e aggiunse: «Nessuno può conoscere i misteri di questo Cuore, se non ha provato il calice di amarezze così pienamente bevuto da Cristo nell’ orto degli ulivi. Anche se riceveranno come consolazione il centuplo di quanto avranno abbandonato, gli amici di Cristo non possono sfuggire alla dolorosa spada delle persecuzioni» 49. Quel francescano, padre John Wall, confortato dalle parole udite, verrà martirizzato dagli anglicani e proclamato santo dalla Chiesa.
Tornato in Francia, il padre de la Colombière morì in odore di santità proprio a Paray-le-Monial nel 1682. Alla causa del Sacro Cuore, egli fu ancor più utile da morto di quanto non lo era stato da vivo. I suoi scritti vennero letti con devozione, specialmente nei conventi della Visitazione. Un giorno, proprio a Paray-le-Monial, durante la refezione, venne letto questo passo: «Essendosi Dio manifestato ad una persona della quale a ragione si crede che vive in conformità al suo Cuore, a causa delle grandi grazie che le ha concesso, questa persona mi spiegò la sua situazione e io le ho comandato di porre per scritto quanto mi aveva detto a viva voce».
Venne letto anche il passo successivo, nel quale egli riferiva l’apparizione contenente la terza rivelazione del Sacro Cuore. Le suore conoscevano già quel messaggio, perché Margherita Maria, in qualità di maestra di novizie, lo aveva diffuso nel convento, ma senza dire di averlo ricevuto in visione. Così le suore vennero a sapere che quel messaggio non era la opinione devota di una consorella ma una rivelazione di Gesù stesso 50. Ciò che Claudio, da vivo, aveva giudicato prudente nascondere, lo rivelava ora da morto, continuando la sua missione di sostegno alla misconosciuta messaggera del Sacro Cuore. 
Margherita Maria approfittò della circostanza per proporre alle novizie un omaggio al Sacro Cuore, nel primo venerdì successivo all’ottava del Corpus Domini. E così, il 20 luglio 1685, davanti ad una semplice immagine di Gesù, le suore si consacrarono al Sacro Cuore. Nonostante l’iniziale opposizio-
ne di molte consorelle, ella riuscì tre anni dopo ad aprire nel convento una piccola cappella dedicata al Sacro Cuore, inaugurata il 7 settembre 1688 con una processione popolare, guidata dai sacerdoti di Paray-le-Monial 51.

Guido Vignell

LO SVILUPPO NELL'UTERO



Handbook sull’aborto


Il feto, quando inizia a respirare? 

A undici-dodici settimane (3 mesi) egli respira regolarmente il liquido amniotico e continua così fino al momento della nascita, quando inizia a respirare aria. 
Egli non soffoca respirando tale liquido nel grembo materno, perché riceve l'ossigeno che gli necessita attraverso il cordone ombelicale. Ciò gli consente tuttavia di sviluppare l'apparato respiratorio (v. il feto di undici settimane nel sacco amniotico - fig. II).  

LIFE BEFORE BIRTH, Life Magazine Reprint, 1965, pag. 13  


“Un gruppo di medici di Oxford in Inghilterra ha osservato feti nell'utero, che respiravano, tossivano ed avevano il singhiozzo. Le loro scoperte sono molto più che una semplice curiosità, in quanto hanno messo i medici in condizione di accorgersi dell'esistenza di una patologia fetale molto più precocemente che in passato, consentendo loro di salvare un maggior numero di bambini e di prevenire in molti casi danni irreparabili al cervello”.  
Il gruppo di Oxford ha inoltre scoperto che se la madre fuma, la respirazione del feto ne risente immediatamente e l'effetto negativo permane anche dopo che la madre ha smesso di fumare. Quando una madre fuma una sigaretta, è talvolta possibile vedere il feto che respira affannosamente nell'utero, mostrando segni quasi certi di una temporanea insufficienza di ossigeno.  
La prolungata insufficienza di ossigeno provocata dal fumo può arrestare lo sviluppo del feto e causare anche danni al cervello”.  

The Sunday Times, 24 Febbraio 1974  


Cosa si può dire dello stomaco del feto? 

Il suo stomaco secerne succhi gastrici a otto settimane.  

E che cosa dello sviluppo delle unghie e delle ciglia?  

Le unghie sono presenti all'undicesima-dodicesima settimana, le ciglia alla 
sedicesima.  

Quando si può dire che tutti i sistemi del corpo sono presenti?  

All’ottava settimana (2 mesi) 

Quando sono funzionanti tutti questi sistemi del corpo?  

All’undicesima settimana 

E i denti? 

Le radici di tutti e venti i denti da latte sono presenti dopo sei settimane e mezzo.  

Dr. Jack C. Willke e Barbara Willke 


SPIRITO SANTO



Vieni, o Conforto dei tribolati, ed abbi compassione di tutti quei ciechi che invece di ricorrere a Te, ottimo Consolatore, vanno inutilmente a cercar consolazione dalle creature. Deh! Santo Spirito, richiama a Te tutti i cuori erranti e sviati. 

Il Seme della Verità piantato nel cuore dei fedeli mai sarà strappato.




Cari figli, coraggio. Non vi preoccupate eccessivamente dei vostri problemi. Confidate pienamente nel Potere di Dio. In Lui è la vostra vittoria. I nemici agiranno per distruggere i Miei Piani, ma il Signore ha il controllo di tutto. I Progetti che qui iniziai sono di Dio e nessuna forza umana potrà distruggerli. Il Seme della Verità piantato nel cuore dei fedeli mai sarà strappato. Rallegratevi, perché i vostri nomi sono già scritti in Cielo: siate miti e umili di cuore, e il Signore vi ricompenserà generosamente. Annunciate i Miei Appelli al mondo. I nemici di Dio riceveranno secondo le loro opere. Voi che Mi ascoltate, non perdetevi d'animo. Io vengo dal Cielo per chiamarvi alla conversione. Ascoltate la Voce del Signore che parla ai vostri cuori e siate fedeli. Pregate. Il Mio Signore ha bisogno del vostro Sì sincero e coraggioso. Cercate forze nell'Eucaristia e nelle Parole del Mio Gesù. Dopo tutta la tribolazione, vedrete la Vittoria di Dio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

domenica 23 giugno 2019

La presenza viva del Signore fra noi



Gesù dice a Catalina: "...Ripetigli che non mi considerino come qualcuno che non esiste o come un essere che esistette, un eroe della storia, perché Io sono Colui che sono, sempre vivo, sempre presente, sempre attivo nel cuore dell’uomo, come un amico fedele che mai tradisce o abbandona e sono sempre pronto a stendere le Mie braccia amorevoli verso Mio figlio". 

(23 gennaio 1996, messaggio di Gesù a Catalina Rivas, Bolivia)

L’UMILTÀ INTERIORE



Tu, Filotea, mi chiedi di condurti avanti nell’umiltà: quello che ho detto finora riguarda più il campo della saggezza che quello dell’umiltà; quindi andiamo avanti.
Molti non vogliono pensare alle grazie che Dio ha loro dato personalmente, non ne hanno il coraggio perché temono di cadere nella vanagloria e nel vuoto compiacimento. E qui si sbagliano: S. Tommaso d’Aquino dice che il mezzo per giungere all’amore di Dio è il pensiero dei suoi benefici; meglio li conosciamo e più amiamo Dio.
Direi proprio che niente può umiliarci di fronte alla misericordia di Dio quanto i suoi benefici, e niente può umiliarci di fronte alla sua giustizia quanto le nostre offese. Pensiamo a quello che Egli ha fatto per noi e a quello che noi abbiamo fatto contro di Lui; e, come dobbiamo pensare ai nostri peccati più piccoli, dobbiamo pensare alle sue grazie più piccole. Non dobbiamo temere che il conoscere i doni che ha posto in noi ci gonfi; è sufficiente che abbiamo sempre presente questa verità: ciò che di buono c’è in noi non viene da noi.
Rifletti: i muli, animali pesanti e maleodoranti, non cessano di essere tali solo perché sono carichi di mobili preziosi e profumati appartenenti al principe. Che cosa abbiamo di buono che non ci sia stato dato?
E se ci è stato dato, perché insuperbircene? È proprio il contrario: la seria riflessione sui doni ricevuti ci rende umili; la conoscenza genera la riconoscenza.
Ma se poi, vedendo i doni di Dio in noi, venisse a solleticarci in qualche modo la vanità, c’è sempre pronto un rimedio infallibile: pensiamo alla nostra ingratitudine, alla nostra imperfezione, alla nostra miseria: se pensiamo ai guai che abbiamo combinato quando Dio non era con noi, scopriremo subito che quanto di buono riusciamo ad imbastire con Lui, non è nel nostro stile e del nostro sacco. Ne proveremo gioia sincera perché il bene c’è, ma ne daremo il merito a Dio perché Lui solo ne è l’autore.
La Santa Vergine dice che Dio opera in lei meraviglie, e lo fa soltanto per umiliarsi e dare gloria a Dio; la mia anima magnifica il Signore, dice, perché ha fatto in me cose grandi.
Spesso diciamo che non siamo nulla, anzi che siamo la miseria in persona, la spazzatura del mondo; ma resteremmo molto male se ci prendessero alla lettera e se ci considerassero in pubblico secondo quanto diciamo. È proprio il contrario: fingiamo di fuggire e di nasconderci solo perché ci inseguano e ci cerchino; dimostriamo di voler essere gli ultimi, seduti proprio all’ultimo angolino della tavola, ma soltanto per passare con grande onore a capotavola.
L’umiltà vera non finge di essere umile, a fatica dice parole di umiltà; perché è suo intendimento non solo nascondere le altre virtù, ma soprattutto vorrebbe riuscire a nascondere se stessa; se le fosse lecito mentire, o addirittura scandalizzare il prossimo, prenderebbe atteggiamenti arroganti e superbi, per potercisi nascondere e vivere completamente ignorata e nascosta.
Eccoti il mio parere, Filotea: o evitiamo di dire parole di umiltà, oppure diciamole con profonda convinzione, profondamente rispondente alle parole. Non abbassiamo gli occhi senza umiliare il cuore; non giochiamo a fare gli ultimi se non intendiamo esserlo per davvero. Questa è la mia regola generale e non faccio alcuna eccezione; aggiungo soltanto questo: la buona educazione esige qualche volta che cediamo la precedenza a persone che certamente non l’accetteranno; questa non è doppiezza o falsa umiltà: in tal caso l’offerta della precedenza è un segno d’onore, e poiché non ci è concesso di tributarlo a chi di dovere secondo il merito, non è cosa fatta male darne almeno un piccolo segno. Questo vale anche per alcune espressioni di onore e di rispetto che, strettamente prese, non sembrano rispecchiare la verità: ma lo sono abbastanza se colui che le pronuncia ha seriamente l’intenzione di onorare e dimostrare rispetto a colui cui sono indirizzate. Anche se le parole hanno un significato che va oltre la nostra intenzione, non facciamo nulla di male a servircene quando l’uso è corrente. Personalmente preferirei che le parole fossero rispondenti, il più fedelmente possibile, ai nostri pensieri, e questo per poter seguire sempre e dappertutto la linea della semplicità e della spontaneità affettuosa.
L’uomo sinceramente umile sarebbe più contento se fosse un altro, anziché lui stesso, a dire di lui che è un miserabile, un nulla, un buono a nulla; o, perlomeno, se sa che si dice, non si oppone, ma approva di cuore. Perché, se è vero che ne è convinto, è naturale che ne sia contento di vedere condivisa la sua opinione.
Molti affermano che vogliono lasciare l’orazione mentale ai perfetti perché essi non ne sono degni; altri protestano che non hanno il coraggio di fare spesso la comunione, perché non si sentono sufficientemente purificati; altri ancora dicono di temere di essere causa di disonore per la devozione se ci si impegnano, a causa della loro enorme miseria e fragilità; altri rifuggono dal mettere i loro talenti al servizio di Dio e del prossimo perché, dicono, conoscono la loro debolezza e potrebbero inorgoglirsi vedendosi strumenti di qualche cosa di buono; temono di consumarsi facendo luce agli altri. Tutte queste preoccupazioni sono soltanto inganni, una sorta di umiltà non soltanto falsa, ma perversa, per mezzo della quale, con molta sottigliezza e senza dirlo, si critica l’operato di Dio, o almeno si tenta di coprire di umiltà l’orgoglio della propria opinione, della propria indole, della propria pigrizia.
Domanda a Dio un segno dall’alto, dal cielo o dal basso, dal profondo del mare, dice il Profeta all’infelice Acaz, che risponde: No, non lo domanderò e non tenterò il Signore! È veramente perverso. Ostenta un grande sentimento di rispetto verso Dio e, colorando d’umiltà la sua presunzione, rifiuta la grazia di cui Dio vuole dargli un segno. Non pensa che rifiutare i doni che Dio vuole darci è orgoglio! Dobbiamo ricevere i doni che Dio ci manda; l’umiltà è obbedire e seguire da vicino i suoi disegni. Dio vuole che noi siamo perfetti e unendoci a Lui esige che lo seguiamo da vicino il più possibile. Il superbo, che confida solo in se stesso, ha infinite ragioni per non porre mano ad alcuna iniziativa; ma l’umile trova tutto il coraggio nella sua incapacità: più si sente debole e più diventa intraprendente, perché tutta la sua fiducia è riposta in Dio, che si compiace di manifestare la sua potenza nella nostra debolezza e far trionfare la sua misericordia basandola sulla nostra miseria.
Molto umilmente e santamente dobbiamo tentare tutto quello che è giudicato opportuno per il nostro progresso spirituale da coloro che hanno la responsabilità della nostra anima.
Pensare di sapere ciò che non si sa, è stupidità manifesta; voler fare il sapiente in un campo in cui sappiamo benissimo di essere ignoranti, è una vanità insopportabile; per conto mio non vorrei fare il sapiente nemmeno in quello che so, ma nemmeno atteggiarmi a ignorante.
Quando lo richiede la carità, bisogna dare al prossimo, con franchezza e dolcezza allo stesso tempo, non soltanto quanto gli è utile all’istruzione, ma anche ciò che gli fa piacere. L’umiltà nasconde e copre le virtù per conservarle, le lascia vedere quando lo esige la carità, per accrescerle, svilupparle e perfezionarle.
L’umiltà richiama alla mente quell’albero delle isole di Tilo che di notte chiude e protegge i suoi bei fiori di colore incarnato e li dischiude soltanto quando si alza il sole, sicché la gente del paese dice che questo fiore di notte dorme. Così fa l’umiltà che copre e nasconde tutte le virtù e le perfezioni umane e le lascia apparire solo per il servizio della carità, perché è una virtù del cielo, non della terra, divina, non umana: è il vero sole delle virtù sulle quali deve sempre brillare. Si può concludere che le forme di umiltà che portano pregiudizio alla carità, sono certamente false.
Non vorrei atteggiarmi a matto, ma nemmeno a saggio: perché se l’umiltà mi impedisce di fare il saggio, la semplicità e la franchezza mi impediscono di fare il matto; se è vero che la vanità è contraria all’umiltà, è anche vero che l’artificio, l’affettazione e la finzione sono contrarie alla franchezza ed alla semplicità.
E anche se qualche celebre servitore di Dio ha fatto il matto per essere schernito dal mondo, ammiriamolo pure, ma non imitiamolo. Per lasciarsi andare a quegli eccessi quei Servi di Dio hanno avuto motivi personali fuori dall’ordinario che non ci autorizzano a trarre conclusioni per noi.
Davide, saltando e danzando più di quanto sembrasse opportuno, davanti all’Arca dell’alleanza, non voleva fare il matto; ma, molto semplicemente e senza artifici, con quelle danze voleva dimostrare la gioia straordinaria di cui traboccava il suo cuore.
Quando sua moglie Micol glielo rimproverò cime una follia, non fece caso all’umiliazione, ma continuò a manifestare con naturale schiettezza la sua gioia e diede prova di saper accettare un po’ di disprezzo per il suo Dio.
Per questo io ti dico che, se a seguito di atti di una vera e schietta devozione, sarai stimata persona di poco conto, degna di disprezzo o pazza, l’umiltà ti farà gioire per quel fortunato attacco che non ha le sue ragioni in te, ma in coloro che ti attaccano.

S. Francesco di Sales

LA SANTISSIMA VERGINE MARIA




L’anima è in costante contatto con la Trinità Sacrosanta e con lo Spirito Santo, che attraverso lo spirito dell’uomo, gli comunica la Volontà di Dio. Per questo, chiamo il Popolo di Mio Figlio a reagire e a non farsi coinvolgere dalla mediocrità degli istinti più bassi.

La Confessione



Carissimo Gesù, Ti chiedo perdono per tutti i Miei peccati  
e per il male e le ferite che ho causato agli altri. 
Prego umilmente per le grazie, per evitare di offenderti di nuovo  
e per offrire la penitenza secondo la Tua Santa volontà. 
Chiedo il perdono dei peccati futuri nelle quali potrei prendere parte  
e che ti causano dolore e sofferenza. 
Portami con Te in questa nuova Era di Pace  
in modo da poter diventare un membro della Tua famiglia per l’eternità. 
Ti amo Gesù. 
Ho bisogno di Te. 
Onoro Te e tutto ciò che Tu rappresenti. 
Aiutami Gesù affinché io meriti  di entrare nel Tuo regno. 
Amen.

Dio non detterebbe mai un‟altra dottrina poiché Egli ha già trasmesso la Sua Parola al mondo



Mia amatissima figlia, Satana è il re delle menzogne, il maestro dell‟inganno e vaga liberamente sulla terra divorando le anime ogni secondo. Il suo potere è alimentato dal fatto che la maggior parte delle persone non credono che egli esista. Ha conquistato i cuori e le anime di molti poiché questo è il modo con cui lavora. 

Egli racconta delle menzogne a coloro che infesta, per spingerli a peccare. Egli riesce a convincere le anime del fatto che il peccato è innocuo e che è ammissibile commetterne di ogni genere soprattutto quelli particolarmente associati a lui. Viene giustificato ogni immorale atto della carne quali sono la promiscuità sessuale, l‟immoralità, la dissolutezza e il degradamento morale. Sappiate che quando il corpo umano viene utilizzato quale mezzo con cui commettere tali vergognosi atti, agli Occhi di Dio, questo è un segno dell‟influenza satanica. 

Tutte le volte che il maligno influenza le anime di coloro i quali sono incaricati della direzione spirituale delle anime, nella Mia Chiesa, affinché favoriscano in esse l‟accettazione del peccato, egli lo fa in un modo furbo. Sarete redarguiti per aver giudicato il peccatore, ma non una sola parola verrà pronunciata per condannare il peccato agli Occhi di Dio. 

Quando Satana vuole distruggere l‟amore lo fa provocando la discordia all‟interno delle relazioni; egli crea odio nel cuore degli uomini riempiendogli la testa di menzogne, che li incoraggiano a combattere tra di loro attraverso gli atteggiamenti ostili e le guerre. Egli tenta l‟uomo, servendosi dell‟influenza che esercitano in lui le altre anime, che hanno già ceduto alle sue tentazioni. 

Le menzogne, le bestemmie e l‟odio sono i mezzi attraverso i quali Satana opera per diffondere la sua infestazione. Egli seduce le anime inculcando in esse una falsa sicurezza, ogni qual volta un uomo dice ad un altro che il peccato non va contro le Leggi di Dio, poiché esso è una cosa naturale. I figli di Dio quindi, si ritrovano ad essere molto confusi dal momento che le leggi da Lui stabilite sono state sradicate, pertanto le persone sono indecise sulla via da seguire. 

Avete una sola scelta: leggere la Sacra Bibbia per tenere a mente la Verità, infatti é lì che la leggerete nero su bianco. Accettando la Verità contenuta nel Santo Libro di Mio Padre, crederete a ciò che dettò a Mosè, i Suoi Dieci Comandamenti, ma non dovrete mai accettare nessun‟altra dottrina. 

Dio non detterebbe mai un‟altra dottrina, poiché Egli ha già trasmesso al mondo la Sua Parola. Nulla di essa può essere cambiato. L‟uomo che osa manipolarla, per adattarla alle esigenze dei peccatori, sarà colpevole di un peccato terribile e in quanto tale soffrirà per questo affronto allo Spirito Santo. 

Il vostro Gesù 

16 Novembre 2014

Charles de Foucauld



Per quanto mi riguarda, nulla di nuovo: calma, pace, silenzio, ringrazio Dio di questa vita nascosta, così perduta, così simile a quella di Nazareth. Da parte di Dio nulla mi manca: ho tutto ciò che desideravo, anzi di più. 
Continuo a benedire Dio, a sentirmi felice, infinitamente felice, in questa vita di Nazareth che egli mi ha fatto tanto desiderare e che mi ha donato così perfettamente. Sto bene in salute, ma vado declinando; non faccio più ciò che facevo in passato; la mia vita si indebolisce; sento anche che il corpo a poco a poco si va dissolvendo, e confesso che, nonostante tutto, nonostante i miei pochi meriti ed i miei tanti peccati, nonostante il lungo purgatorio che mi attende, provo una gioia grande ed immensa. Non merito certo che castighi, ma Gesù ci comanda di sperare; dunque, spero e mi abbandono alla speranza nella sua misericordia. 

“FIGLIO, NON DIMENTICARE LE LACRIME DI TUA MADRE!” (Siracide 7, 27)



IL  GRANDE  SIGNIFICATO  DELLE  LACRIME  DI  MARIA 

Il “FIAT” che Maria pronuncia al momento dell’Annunciazione racchiude tutta la sua vita passata, fin dal suo Immacolato Concepimento: esso è la somma di milioni e di miliardi di volte che ha detto “FIAT” per ogni pensiero, per ogni palpito, per ogni respiro... Mai niente in lei, che non avesse vita dal “FIAT” Divino.   
È come se Dio Padre avesse “nel Cuore”, “nel suo Seno”, un  meraviglioso mosaico vivente: suo Figlio. Un mosaico composto da infiniti attributi divini; formano nel Figlio il suo Autoritratto vivente. E Maria, a poco a poco, poiché è creatura ed è limitata, è andata col suo “FIAT” fin dentro il Cuore del Padre, a prendere ad uno ad uno i tasselli di questo mosaico per riprodurlo nel suo Cuore di Madre. Il giorno che completò il divino Ritratto in se stessa mediante l’ultimo “FIAT” (quello detto all’Angelo), il Verbo Divino vide in lei tutti i suoi lineamenti divini, il suo Ritratto perfetto, e disse: “Vado a vivificarlo con la presenza della mia Persona! 
Vado a prendere da lei e in lei ciò che è mio!”. E così si è incarnato nel suo seno. Ha potuto  farlo, perché prima era stato già concepito nel suo Cuore.   
E non solo è questo. Il “FIAT” di Maria all’Incarnazione racchiude e determina tutte le conseguenze, tutta  la sua vita futura. Infatti, il Verbo s’incarnò per essere anche il Redentore. 
Lo fece racchiudendo in Sé tutte le creature e perciò racchiuse in Sé tutte le loro colpe, tutte le loro miserie e dolori. Il Verbo s’incarnò già Crocifisso. Se così non fosse stato, avrebbe escluso da Sé tutte le creature, tutto il dono d’amore che Gli aveva preparato il Padre.  
S’incarnò Crocifisso e al tempo stesso si può dire Risorto, trovando cioè la morte e portando la Vita, in Maria, da Maria, grazie a Maria.   
Se esistono per noi le pagine del Vangelo, lo dobbiamo al “FIAT” di Maria. Se ci sono le parole di Gesù, è grazie al “FIAT” di Maria. Se ci sono le preghiere, le suppliche, le lacrime di Gesù, è grazie al “FIAT” di Maria. Se c’è il “FIAT” di Gesù al Padre nel Getsemani, è grazie al “FIAT” di Maria. Se c’è per noi Redenzione e Salvezza, è sempre grazie al “FIAT” di Maria.   

Pablo  Martín  Sanguiao

I SEI PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO



EGO TE ABSOLVO


1. Disperazione della salute; 2 Presunzione di salvarsi senza merito; 3. Impugnare la verità conosciuta; 4. Invidia della grazia altrui; 5. Ostinazione nei peccati; 6. Impenitenza finale; 

G. Crux

Signore Gesù rendici vigilanti nell’attesa della tua venuta.



Signore Gesù, siamo qui raccolti davanti a te.
Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo,
da noi crocifisso e dal Padre Risuscitato.
Tu, il vivente, realmente presente in mezzo a noi.
Tu, la via, la verità e la vita:
tu, che solo hai parole di vita eterna.
Tu, l’unico fondamento della nostra salvezza,
e l’unico nome da invocare per avere speranza.
Tu l’immagine del Padre e il donatore dello Spirito;
tu, l’Amore: l’Amore non amato.
Signore Gesù, noi crediamo in te,
ti adoriamo, ti amiamo con tutto il nostro cuore,
e proclamiamo il tuo nome al di sopra di ogni altro nome.
Signore Gesù rendici vigilanti nell’attesa della tua venuta.

(Beato gIoVannI Paolo II)

"Attraverso i veli sacramentali guardo chi ha pietà di Me".



"Figlia Mia, veglia e prega. ConservaMi nella luce. Questa è la Mia difficile ora. Insultato e deriso, rimango fermo nel Mio tabernacolo, frustrato e rivolto a testa in giù. Vengo inesorabilmente ferito dai Miei...Attraverso i veli sacramentali guardo chi ha pietà di Me".

"Devo essere riposto in forma sacramentale nel tuo cuore. Voglio rafforzarti e darti nuova luce. Devi abbracciare l'umanità intera. Devi essere forte in questa suprema prova di obbedienza e amore. Tu preghi e fai penitenza. EsponiMi alle anime. I bestemmiatori, l'immagine dell'uomo attaccato alle cose del mondo, le azioni del suo spirito diabolico portano distruzione e rovina. Prega. Attraverso le preghiere attirerò l'attenzione di molte anime. Ciò che Mi ferisce di più sono i Miei...che Mi tradiscono e Mi attaccano da ambo i lati. Sono traditori che vanno alla perdizione. Dio, il Padre Eterno farà giustizia sopra tutte queste iniquità. Guardatene! Sarà peggio di Babilonia. Si avvicina il momento del giudizio. Gli speculatori periranno, perché hanno bevuto il veleno dei Satana. Si sono rivoltati contro il mio Eterno Padre. Questa è l'ora dolorosa in cui si mettono ad operare per abolire il Mio Santo Sacrificio della Messa. Si oppongono a Me. Il Padre Dio Mi ha indicato la terra e Mi ha detto:"questa è la terra! In parte è malata. Così pochi sono gli eletti!" I buoni non pregano! Molte nazioni spariranno dalla faccia della terra. Io, il Signore della rivelazione, ordino di assicurare a tutta l'umanità che Mi sto appellando alle loro coscienze".

"Prega, fai penitenza, riceviMi sempre. Voglio che si pentano. Molti non Mi ascoltano perché non sono consci della terribile realtà. La Mia pietà è grande se si pentiranno!".

"Ti benedico".

12 dicembre 1987  Suor Anna Ali

San Bernardo di Chiaravalle



L’umanità è afflitta da tre malattie, in principio, nel mezzo e alla fine: cioè la nascita, la vita e la morte. La nascita era immonda, la vita perversa, la morte pericolosa. È però venuto il Cristo, che contro questa triplice malattia ha addotto un triplice rimedio. Egli infatti nacque, visse e morì. La Sua nascita ha purificato la nostra, la Sua vita ha costituito un modello per la nostra, la Sua morte ha distrutto la nostra.

AVVISI DALL'ALTRO MONDO SULLA CHIESA DEL NOSTRO TEMPO



Che cosa è l’esorcismo? 

Bonaventura Meyer

Esorcismo è l’aiuto della Chiesa, che per mezzo di preghiere, letture dalla Scrittura Sacra, scongiuri, ordini nel nome di Gesù, ecc., uso di acqua santa, benedizioni, segni della croce, posa della stola, posa delle mani, cerca di cacciare il diavolo. É un errore credere che i demoni sgombrino il campo in 
seguito ad un ordine. É una dura lotta dell'esorcista coi demoni. 
Continuamente i demoni dicono all’esorcista: «Non andiamo ancora». Perciò vale anche qui: Dio ha l’ultima parola. 

Partirà da Luì, in tempi di angosciosa afflizione, una potenza, 
Come se non parlasse con una voce sola; 
Perché rintronerà da essa la grazia e la potenza delle sante schiere, 
Che erano compagni della via sua, avendo vissuto con loro, che morirono, 
il mondo lo risentirà costernato come uno, che i morti inviarono, 
Per rivelare mostruosità. 
Ed orrore assalirà coloro,  
che si aggrappano a quest’esistenza. 

Cardinale John Henry Newman

ADAMO E LA SUA VITA NELL’UNITA’ DEL SUO CREATORE E PADRE



dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta

Nel Volume 24 - Giugno 7, 1928, Gesù ci spiega come Iddio nel creare l’uomo gli infuse tre soli: intelletto, memoria e volontà.  

(Luisa:)  Il mio volo nel girare negli atti della Volontà Divina continua sempre, e quando giungo nell’Eden mi sembra che Gesù ha voglia di dire qualche cosa.  Il ricordo, il luogo dove creò l’uomo, la sua Volontà creante, il suo Amore sfoggiante, le prerogative, la bellezza con cui creò l’uomo, i beni, la grazia con cui lo arricchì, sono i più dolci e cari ricordi al suo Cuore Paterno, che Lo fanno affogare d’amore;  e per dare sfogo alle sue vampe vuol parlare di ciò che fece nel crearlo, tanto che, mentre scrivo, sento il suo Cuore che batte forte forte  […]:  
(Gesù:)  “Quanti nostri prodigi concorsero nel creare l’uomo!  Col nostro alito gli fu infusa l’anima, nella quale la nostra paterna bontà gli infondeva tre soli in cui formava in essa il perenne e fulgido giorno, non soggetto a nessuna notte.  Questi tre soli venivano formati dalla Potenza del Padre, della Sapienza del Figlio, dall’Amore dello Spirito Santo.  Questi tre soli, mentre venivano formati nell’anima, restavano in comunicazione con le Tre Divine Persone, in modo che l’uomo teneva la via per salire a Noi e Noi tenevamo la via per scendere in lui.
Questi tre soli sono le tre potenze:  intelletto, memoria e volontà, che mentre son distinte tra loro, si danno la mano e giungono a formarne anche una sola.  Simbolo della nostra Trinità adorabile, che mentre siamo distinti nelle Persone, formiamo una sola Potenza, un Intelletto solo ed unica Volontà.  Fu tanto l’amore nel creare l’uomo, che il nostro Amore allora si contentò, quando gli comunicammo la nostra somiglianza.  Questi tre soli furono messi nel fondo dell’anima umana come il sole nel fondo della volta del cielo,   […]  
Questi tre soli esistono nell’uomo, ma si trovano nelle condizioni di quando il sole che splende nel cielo si trova circondato da dense nubi e non può riempire la terra con la vivezza della sua luce.  E sebbene le comunicazioni non sono né interrotte né spezzate in virtù delle nubi, però gli effetti la terra li riceve stentati e non gode tutto il bene che le potrebbe fare il sole   […].   Tale si trova l’uomo.  Tutte le cose stanno a posto, tra Noi e lui niente è spezzato né interrotto, ma l’umano volere ha formato dense nubi e perciò si vede l’uomo senza la gloria, l’ordine ed armonia della sua creazione;  e quindi le sue opere sono senza frutti, guaste e senza bellezza, i suoi passi sono vacillanti, si può dire ch’è il povero malato perché non si [fa] dirigere dai tre soli che possiede nell’anima sua.  Onde venendo a regnare la mia Volontà, la prima cosa che abbatterà sarà l’umano volere e, soffiando, metterà in fuga le nubi e l’uomo si farà dirigere dai tre soli che tiene nel fondo dell’anima che posseggono la nostra comunicazione;  e subito salirà alla nostra origine e tutto sarà festa e gloria per Noi e per lui”.

CORPUS DOMINI: SEQUENZA




[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.


Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.


Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.


È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.


Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.


Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.


Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.


È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.


Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.


È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.


Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.


Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.



Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.


Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!


Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.


È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]


Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.


Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.


Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.


Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

"I massoni Mi hanno gravemente insultato. Questa è l'ora buia in cui essi cercano di abolire la Mia presenza. Insultano anche il Mio Vangelo".



"Figlia Mia, sii paziente ed ascoltami. Tu sai cosa ti chiedo: preghiere e penitenza. Veglia e tieni esposto il Mio divin Sacramento. Queste sono ore difficili per Me, perché sono veramente tenebrose. Satana opera con...per corromperli, instillando nelle loro menti che il Santo Sacrificio della Messa debba essere abolito. Il diavolo è molto astuto".

"Che sofferenza per Me! Stanco di vegliare sull'umanità giorno e notte, resto in attesa tra i veli sacramentali. Io amo l'umanità e sono venuto a chiamarla. Desidero che tutti gli uomini siano salvati. Voglio che si rendano conto della terribile verità. I massoni Mi hanno gravemente insultato. Questa è l'ora buia in cui essi  cercano di abolire la Mia presenza. Insultano anche il Mio Vangelo. La loro malvagità è ripugnante! Gridano "non vogliamo Cristo" e Mi girano a testa in giù. Satana ha incatenato le loro anime".

"Figlia Mia, unisci il tuo cuore alle Mie lacrime. ContemplaMi nel Mio divin Sacramento. Che grande dolore! Come posso far capire loro che li amo? Ecco perché Mi rendo visibile".

"I massoni stanno preparando la loro esecuzione con le loro stesse mani. L'inferno li aspetta! Prega molto e senza sosta. Devi sempre essere ubbidiente, serena ed umile; sii pronta a tutto".

"Figlia Mia, fai attenzione a lui per il bene delle anime. Il Padre Eterno vuole così. Voglio che tu segua ciò che ti dico. Ti ho preparata in tanti anni. Prega. Molto si deve ancora compiere: veglia con Me e tieni l'umanità racchiusa nel tuo cuore".

"Mi rendo visibile per mendicare preghiere e penitenza al fine di convertire le anime e portarle al pentimento. Prega molto ed unisciti ad esse".

"Ti benedico".

11 dicembre 1987  Suor Anna Ali

SANT’AGOSTINO



Se amate Dio, rapite all'amore di Dio tutti quanti sono uniti a voi, tutti quelli che abitano con voi; se amate il corpo di Cristo, cioè l'unità della Chiesa, trascinate tutti a godere di essa. (En. in ps. 33, d. 2. 6)