venerdì 19 luglio 2019

PADRE PIO DA PIETRELCINA



L'EPISTOLARIO 

 Origine 
 
Padre Pio non fu spinto a manifestare per iscritto la sua vita intima e i suoi rapporti con la divinità né dal capriccio né dalla vana compiacenza, né da qualunque altro motivo umano. Anzi se fosse dipeso da lui, nessuno, al di fuori dei confessori e direttori, si sarebbe mai accorto del suo mondo interiore e dei segreti della sua anima. Se ne parlò e ne scrisse fu solo per compiere la volontà di Dio e per soddisfare alle impellenti necessità dello spirito, assetato di luce e di conforto, sempre bramoso di corrispondere fedelmente alla sua misteriosa vocazione, ben consapevole che il Signore voleva servirsi dei suoi rappresentanti per svelargli i suoi divini disegni e il modo concreto di attuarli ed anche per confermarlo sia sulla realtà dei fenomeni che sul modo di comportarsi nei momenti cruciali dell'ascesa verso la cima della perfezione.  
Ha un valore programmatico ciò che egli scriveva già il 1° ottobre 1910 a padre Benedetto: "Mi scriva poiché mi fanno bene i suoi consigli, e mi dica ancora ciò che Dio vuole da questa ingrata creatura". E pochi giorni più tardi: "Se non le dispiace mi scriva, poiché mi fanno tanto bene le sue lettere" (22 10 1910). 
Il desiderio di consigli e l'espressione di gratitudine si riscontrano spesso nelle sue lettere. Ed appunto perché è grande il bisogno che ne sente e notevole il frutto che ne ricava, chiede una corrispondenza frequente e lettere lunghe, soprattutto nei momenti di desolazione e di prove particolarmente intense e sconcertanti:  
"Sarei poi per pregarvi - scrive a padre Benedetto - che nell'usarmi la carità di scrivermi, aggiungiate ancora l'altra carità di scrivermi assai a lungo" (21 4 1915).  
Lo stesso pensiero e nello stesso giorno esprime anche a padre Agostino:  "Scrivetemi, quando Gesù il vuole, e sempre a lungo; le vostre risposte sui tanti problemi, dubbi e difficoltà io le aspetto come luce di paradiso, come rugiada benefica su pianta assetata" (21 4 1915).  
Si rendeva ben conto delle difficoltà che i suoi problemi procuravano ai direttori, ma non poteva fare a meno di ricorrere ad essi per superare taluni momenti assai complicati:  "Rispondetemi, o padre, oso pregarvi, e subito. Non mi abbandonate, per carità; la mia lampada oscilla, sta per spegnersi. Se è necessario l'alimento, la vostra santa parola e le vostre ardenti preghiere lo facciano per carità. Mi permetto ancora pregarvi di scrivermi e di scrivermi a lungo e non fare come avete fatto ultimamente. In contrario, preferisco l'assoluto silenzio, che voi non lo farete giammai. Mi accorgo che metto a dura prova la vostra pazienza; ma sopportatemi ancora, Gesù ve ne darà eterna ricompensa" (4 8 1915).  
E, quasi con un amabile rimprovero, ritorna sullo stesso argomento il 18 settembre dello stesso anno: "Perdonatemi, o mio carissimo padre, volevo imitare la brevità dolorosa di parecchie vostre lettere; me l'avevo proposto,  ma non vi adirate con me, non vi riesco proprio".  
Mentre, però, desiderava lettere lunghe dai suoi direttori, egli era piuttosto breve nei suoi resoconti di coscienza, a meno che non fosse stato espressamente richiesto il contrario. Perciò padre Benedetto per stimolarlo, e come reazione al desiderio di ricevere lettere lunghe, quasi come una minaccia, gli dice "di non esser breve solo quando tu sarai lungo" (18 3 1921).  
Dal canto loro anche i direttori desideravano che padre Pio scrivesse loro più spesso e più a lungo e il motivo di tale esigenza era duplice: da una parte, volevano essere informati tempestivamente dello stato dell'anima, per rendere più efficace la direzione; e dall'altra, anch'essi avevano bisogno dei suoi consigli e orientamenti, come si vedrà chiaramente quando ci occuperemo, in questa introduzione, dell'aspetto passivo e attivo della direzione. 
Dalle lettere di padre Benedetto stralciamo alcune testimonianze soltanto. 
Anzitutto, da esperto direttore di spirito, egli ci tiene ad essere regolarmente informato dei bisogni e dei progressi dell'anima, come pure delle esigenze di Dio a suo riguardo. Già dall'inizio della direzione raccomanda al suo diretto: "Scrivimi spesso, anche a costo di non ricevere da me risposta" (1 12 1910). E la stessa raccomandazione ritorna verso la fine del terzo periodo: "Continuo a regolarmi con le supposizioni sullo stato generale del tuo spirito, perché nulla, da mesi, so dei fenomeni interiori: siano pene siano gioie. E poiché le insistenze riescono vane, continuo a rassegnarmi argomentando e arzigogolando con la testa. Usquequo? Desideri che io guidi con particolari direttive, ma dove le briglie?" (16 11 1921; cf. anche la lettera del 18-3 1921).  
Ma la richiesta diventa più accorata e più urgente allorché padre Benedetto sente il bisogno di luce e di conforto nelle lotte del suo spirito. In questi casi non si rassegna facilmente al silenzio e malamente sopporta che padre Pio non sia sollecito nelle risposte: "Ricorda anche tu che mai ti ho lasciato senza risposta anche quando la folla delle occupazioni non mi permetteva di soffiarmi il naso. Poche parole, ma devi rispondere" (29 6 1919). Né gli sembrava ragione sufficiente lo straordinario lavoro di ministero: "Scrivimi a lungo; oso dirlo anche sapendo il tuo grande lavoro. Il giorno per gli altri, la notte per noi" 
(19 11 1919). E nemmeno lo stato cagionevole di salute: "Dal 18 dicembre al 4 gennaio vi sono 17 giorni! Quanto altro debbo attendere? Comprendo e compatisco le infermità, ma il silenzio non deve prendere l'aspetto di abbandono" (4 1 1921); "Attendo ansiosissimamente - insiste - . Voglio soccorso di preghiere, di parole, e informazioni sul tuo io invisibile" (4 6 1921).  
E il 1° giugno 1921, non senza un pizzico di invidia spirituale, scriveva:  "Le figlie di santa Anna mi dissero ieri che il tuo tempo è inferiore alle esigenze, e ne ero persuaso; ma non so se la relazione dell'anima tua e della mia abbiano ad aversi tra le ultime, giacché il tuo primo prossimo siamo tu ed io. Ora specialmente che il silenzio sui tuoi fatti interni si è molto prolungato e la mia necessità urgente risorta".  
Erano giustificate queste esigenze dei direttori ed i loro lamenti avevano un qualche fondamento? Il lettore troverà la risposta nell'epistolario. Qui vogliamo ricordare alcuni fattori soltanto, che spiegano e giustificano la condotta di padre Pio circa la frequenza e la lunghezza delle sue lettere ai direttori.  
a ) Spesso il suo abituale stato cagionevole di salute non gli permetteva di sbrigare la corrispondenza tempestivamente e comodamente ed il primo a soffrirne era proprio lui. Frasi come questa ritornano più d'una volta: "Sento in cuor mio un grande desiderio di dirvi tante cose, tutte di Gesù; ma [...] la vista non mi accompagna" (21 3 1912).  
"Sono stato sempre nemico della doppiezza, ed ora mi si accusa che per iscusarmi ho ricorso alla menzogna, solo perché dico la verità di essere quasi impossibilitato a scrivere. Non fu mia intenzione, padre mio, il disubbidirvi nell'aver fatto trascorrere tanto tempo senza scrivervi. A me mi si ordina il riposo completo della vista" (21 10 1912).  
"Immagino che lei non è contento della narrazione in generale del mio stato interno, ma, padre mio, la vista mi vuol privare anche di quest'ultimo, cioè di narrarle minutamente il mio stato interno. Iddio sa quanto sconquasso mi porta dopo aver scritto un po'" (31 3 1912).  
Non di rado gli sgorbi di penna rivelano l'agitazione del polso e la mano malferma, specialmente quando scrive tormentato da altissime febbri o da emicranie lancinanti. Tuttavia soltanto una volta si servì d'uno scrivano (26 8 1913).  
b) Si aggiungano le suggestioni e l'intervento di satana, il quale in certi periodi si accaniva contro di lui, anche in modo violento, per ostacolare la regolare corrispondenza con i direttori:  "Era già da assai tempo che avrei desiderato scrivervi; ma barbablù me l'ha impedito. Ho detto che me l'ha impedito, perché ogni volta che mi determinavo a scrivervi, ecco che un fortissimo dolore di testa mi assaliva, che sembrava che lì per lì si fosse per spezzare, accompagnato da un acutissimo dolore nel braccio destro, impossibilitandomi a tener la penna in mano" (9 8 1912). 
"Sapete dove si è appigliato il diavolo? Egli non voleva che nell'ultima mia lettera inviatavi vi fossi tenuto informato della guerra che lui mi muove. E siccome io, secondo il mio solito, non volli dargli ascolto [...], essi (dico essi, perché era più di uno, sebbene uno solo parlasse) mi si buttarono addosso maledicendomi e picchiandomi fortemente, minacciandomi di distruggermi, se non mi decidevo a mutare idea riguardo alle nostre relazioni" (14 10 1912; cfr. lett. del 13 12 1912).  
A questo diabolico intervento si collega la curiosa trovata di padre Agostino, della quale ci occuperemo in appresso, di servirsi cioè nella sua corrispondenza del latino, greco e francese. 
c) La frequenza e la lunghezza delle lettere era condizionata anche dalle assillanti occupazioni di ministero, soprattutto a partire dal 1919, quando le folle cominciarono a riversarsi al convento di San Giovanni Rotondo. Padre Pio si scusa presso i direttori, anche se questi - particolarmente padre Benedetto - non credono facilmente a tale impedimento.  
Il 25 agosto 1920 scriveva a padre Agostino: "Cosa dirvi del mio spirito? Troppo lungo sarebbe il dirvelo ed il tempo mi manca. Solo vi prego di pregare e far pregare per me il buon Gesù, affinché si compia su di me sempre e tutta la sua santissima volontà".  
La stessa giustificazione e motivo ritorna in parecchie lettere indirizzate al padre Benedetto, come in questa:  "Il lavoro che mi preme e mi opprime continuamente senza interruzione, sia di giorno che di notte, ed i miei mali fisici, che da più giorni si vanno accentuando [...]. Lavoro sempre sopra dolore ed il lavoro è tanto che non mi dà mai tempo di piegarmi sopra me stesso, ed è un vero miracolo se non perdo la testa" (14 3 1921);  
"Non risposi - spiega allo stesso padre Benedetto - innanzitutto perché non ho avuto un momento libero, sebbene voi, come sempre, non ci credete" (24 12 1921).  
Tali sono alcuni dei motivi principali che spiegano e giustificano il numero e la forma delle lettere della presente raccolta. 
La loro autenticità è fuori dubbio. Sia quelle di padre Pio che quelle dei suoi direttori sono state trascritte dagli autografi, quindi ogni sospetto a riguardo sarebbe infondato. A questo criterio di valore incontrovertibile si aggiunge il criterio interno del contenuto e della dottrina: dalla prima pagina sino all'ultima si riscontra sempre la stessa linea continua, sempre lo stesso personaggio, la medesima ricerca dello stesso ideale, battendo la stessa strada. 
 
 

Per quelli che hanno bisogno di aiuto per onorare il vero Dio



Gesù aiutami perché sono smarrito e confuso, 
non so la verità della vita dopo la morte. 
Perdonami se ti offendo onorando falsi dii che non sono il vero Dio. 
Salvami e aiutami a vedere la verità con chiarezza  
e salva dalle tenebre la mia anima. 
Aiutami a venire nella luce della tua misericordia. 
Amen. 

Le vostre opere in favore degli altri non significheranno niente per Me, poiché voi sarete giudicati per la vostra lealtà alla Verità



Mia amatissima figlia, il Mio popolo ricevette da Me un grande Dono mediante la Mia Morte sulla Croce. Questo Sacrificio, offerto per redimere il mondo da morte certa, fa parte del Patto Finale di Mio Padre, prima del Grande Giorno in cui Egli metterà in salvo i sopravvissuti sulla terra. 

Una generazione dopo l‟altra parlò della Verità, contenuta nel Libro di Mio Padre, ed i Suoi servitori consacrati approvarono la Parola di Dio. Quanto avete dimenticato e quanto poco sapete! Molti di coloro che furono unti allo scopo di dirigervi, hanno sviato e per tale motivo, la loro testa, ammantata d‟orgoglio, tenuta alta poiché si occupano della Parola di Dio, si chinerà dalla vergogna e per la paura quando saranno di fronte all‟Avvertimento del Cielo. A questi servitori consacrati Io ho da dire questo: le vostre opere in favore degli altri non significheranno niente per Me, poiché voi sarete giudicati per la vostra lealtà alla Verità. Io vi punirò e la Mia Giustizia sarà implacabile fino a quando voi non strapperete le vostre leggi pagane e non proclamerete la Parola che vi fu data tanto tempo fa. Il vostro disprezzo verso le Leggi di Dio, Mi reca una grande vergogna, ma il vostro inganno, che Mi costerà la perdita delle anime, vi condurrà alla rovina. 
Coloro i quali fanno parte del Mio popolo, e che vivono per la Parola di Dio, anche se non sono nulla ai vostri occhi, siederanno sui Troni del Giudizio, quando verrete chiamati per rispondere, di fronte a Me, delle ragioni per cui avete fatto sviare il Mio Popolo. Potete credere che il vostro potere e la vostra influenza vadano oltre la disapprovazione, ma sappiate che la vostra gloria sta svanendo e pure presto; l‟oro e i mantelli bianchi che indossate diventeranno stracci e le vostre corone scintillanti sostituite con dell‟erbacce. 

Di tutti i peccati nel mondo, non c‟è niente di peggio ai Miei Occhi, di quegli ipocriti che si presentano in qualità di Miei servitori, ma che invece non Mi servono. Quando arriverà il momento in cui voi bestemmierete contro di Me, e “nutrirete” i figli di Dio attraverso le menzogne circa il senso del peccato, Io manderò su di voi una punizione così grande che avrete difficoltà a riprendere fiato. Chicchi di grandine di notevole dimensione verranno scagliati giù dai Cieli ed ogni Chiesa, che è stata consegnata ai Miei nemici, nella quale essi profaneranno i Miei Altari, sarà distrutta da grandi inondazioni. Ogni genere di crimine che voi commetterete contro di Me, lo commetterete contro un figlio di Dio, e per tale motivo, Io vi manderò un avviso dopo l‟altro, fino a quando voi non rigetterete la nuova falsa dottrina: finché non testimonierete la Verità – la Santa Parola di Dio – e sosterrete i Sacramenti come vi fu insegnato dal principio. 

Attraverso questi Messaggi, Io vi rammenterò la Verità e continuerò a mettervi in guardia fino al giorno in cui voi deciderete chi scegliere: Me o coloro che professano di essere Miei, ma che sono schiavi della bestia. 

Il vostro Gesù 

14 Dicembre 2014

giovedì 18 luglio 2019

Signore, accresci la nostra fede.



Signore Gesù, tu sei con noi,
vivo e vero, nell’Eucaristia.
Signore, accresci la nostra fede.
Signore, donaci una fede che ama.
Tu che ci vedi, tu che ci ascolti, tu che ci parli:
illumina la nostra mente perché crediamo di più;
riscalda il nostro cuore perché ti amiamo di più!
La tua presenza, mirabile e sublime
ci attragga, ci afferri, ci conquisti.
Signore, donaci una fede più grande.
Signore, donaci una fede più viva.

(Beato gIoVannI Paolo II)

Esistono piccole e grandi prove sulla via verso Dio, ma chi la percorre nell’amore sarà premiato riccamente.



Maria Madre di Dio

I cuori di molti uomini si sono raffreddati.

Essere cattivo non è bello per nessuno. Non dimenticate, che il diavolo e i suoi demoni pongono delle trappole a tutti i Nostri figli.

Nelle situazioni più semplici gli è presente e vi attacca. Se rimanete nell’amore, l’avversario non ha alcuna possibilità, ma è proprio questo, restare nell’amore che è così difficile per voi. Provateci lo stesso e sempre nuovamente e portate tutte le azioni, in cui l’amore è mancato, davanti a Dio Padre e in confessionale, in modo che i vostri cuori siano liberi e la vostra anima sia di nuovo pura.

Esistono piccole e grandi prove sulla via verso Dio, ma chi la percorre nell’amore sarà premiato riccamente. 

Seguire Gesù Cristo è fonte di gioia!



Se qualcuno di voi, cari ragazzi e ragazze, avverte in sé la chiamata del Signore a donarsi totalmente a Lui per amarlo “con cuore indiviso”, non si lasci frenare dal dubbio o dalla paura. Dica con coraggio il proprio “sì” senza riserve, fidandosi di Lui che è fedele in ogni sua promessa. Non ha Egli forse assicurato, a chi ha lasciato tutto per Lui, il centuplo quaggiù e poi la vita eterna?

CARMELITANI DELLA SS TRINITA



Maria Maddalena de' Pazzi (1566-1604)

Vede le tre Persone divine «influirsi l'una l'altra li sua divini influssi con modo indicibile. Il Padre influiva al Figliuolo el Figliuolo rinfluiva nel Padre. Influiva ancora esso Padre et Figliuolo allo Spirito Santo; et esso Spirito Santo rinfluiva nel Padre e nel Figliuolo, e continuamente vedeva mandarsi essi divini influssi».
«Al Padre s'appartiene la potentia con la gubernatione; al Verbo la sapentia con la comunicazione; allo Spirito Santo la bontà co' sua influssi e tranquillità» 

Apparizioni Mariane



Tinos

Nell’isola di Tinos in Grecia apparve ad un vecchio giardiniere per dirgli di scavare nel terreno di Antonio Doxaras e trovare una sua icona. Un anno dopo apparve ad una religiosa, suor Pelagia e per tre volte le chiese la stessa cosa. Lei lo comunica alla sua superiora ed al vescovo. 
Iniziarono gli scavi ed il 30 gennaio 1823 trovarono un’antica icona della Vergine dell’Annunciazione. Quello stesso anno iniziò a sgorgare una sorgente di acqua miracolosa in un pozzo secco da lungo tempo. Nel 1831 si costruì un grande santuario, centro di pellegrinaggi, dove avvengono molte guarigioni e conversioni. Nel 1972 l’isola di Tinos fu dichiarata “Isola sacra”. Tutti gli anni, nel giorno dell’Annunciazione, migliaia di pellegrini portano in processione l’immagine miracolosa. 

Padre Angel Peña

Regnerà l’amore puro, e ognuno di voi proverà e sarà quest’amore.



Maria Madre di Dio

Mia amata figlia. Di al mondo, che Noi amiamo i Nostri, figli e che faremo tutto il possibile per portare ognuno di loro nel Nuovo Mondo. La dove cielo e terra s’incontrano, ci sarà posto per tutti voi. Lì non esiste più la fame, che tiene in scacco il vostro attuale mondo, non esiste alcuna macchinazione malvagia. 

Regnerà l’amore puro, e ognuno di voi proverà e sarà quest’amore.

Ciò che avete oggi è l’inizio della fine, per questo, Miei amatissimi figli e ora il tempo di svegliarsi e di prepararsi per i tempi futuri.

Chi permane nella sua” rigidità” non conoscerà il Nuovo Mondo, il Regno di Mio Figlio.


Battibecco fra esorcista e demonio



Non si tratta di discorsi completi, ma di domande e risposte o battute che scaturiscono al momento e non sempre si ricorda tutto. Più volte il demonio si arrabbia e si lamenta perché  soffre molto.  
Prontamente gli dico:  
“È proprio quello che voglio: quando sarai stanco di soffrire, tornerai nella geenna dove ti ha mandato il Signore”.  
“Oh no, io rimango qui perché io sono più forte di te. Tu creperai, ma io no, perché sono eterno. E poi all’inferno si soffre molto di più e si litiga, ci si odia l’un l’altro. Qui sto meglio, mi diverto. Tu fai soffrire me e io faccio soffrire lui; più fai soffrire me, più faccio soffrire lui (Tobia)”.   
“Tu dici di essere il principe dei demoni, dunque sei Lucifero! Non è vero, sei falso, devi obbedire e star qui come un cane a catena. Dov’è la tua forza, la tua libertà?”.  
 “No no, sono libero, sono io che voglio stare qui perché sto meglio e non posso andarmene perché mi hanno venduto l’anima”.   
 “E io continuerò a bastonarti con le preghiere, con le benedizioni finché il Signore ti manderà via; e tu obbedirai”. 
 “Prete, ti sbagli, io non ho mai obbedito e starò qui perché sono più forte di te, sono il più forte. Prete, non hai altro da fare? Qui con me perdi il tempo? Pretucolo, non vali niente. Cos’hai fatto di bello nella vita? Niente! Vieni con me; mi interessano i preti perché le loro maledizioni sono più forti”.  
“Sono un pretucolo perché nella vita ho fatto solo il prete. 
Se vengo con te a fare il male allora sono un bravo prete”.  
“Sì, sì, facciamo tante cose insieme!”.  
E poi ride a non finire, per disturbare la preghiera e soddisfatto della risposta. Nel recitare le preghiere succede, dato l’impegno di tenere a bada il demonio, o per rispondere alle sue domande, di dire qualche parola non esatta, o di passare da un mistero doloroso ad uno  glorioso. Subito mi dice:  
“Prete, hai sbagliato. Sì sì, hai sbagliato, te lo dico io: sono intelligentissimo, so tutto”. E poi ride e sghignazza a lungo, sempre per disturbare la preghiera. 
Un giorno mi interrompe e mi dice: “Prete quelle preghiere lì non ci sono sul libretto; leggi quelle e non aggiungerne altre”. Ed era vero: avevo aggiunto qualche altra preghiera personalizzata alle esigenze del giovane e della sua fidanzata, ma a lui non piacevano perché contrarie al suo progetto. Lui non vuol sentire le preghiere per ridare ai due giovani il reciproco amore, per formarsi una famiglia, un futuro.   
È certo che non gli sfugge niente. Qualche volta mi dice: “Prete hai sbagliato; ed avevi sbagliato anche prima due volte, ma ho taciuto: sei un ignorante”. Ogni volta sottolinea un errore si diverte, sghignazza abbondantemente e riafferma: “Io sono intelligentissimo, tu sei un ignorante”.    
Gli ricordo: “Ma non sei così intelligente come credi di essere! Nella scelta più importante e decisiva della tua esistenza hai sbagliato tutto, ti sei rovinato, sei stato maledetto e confinato all’inferno. Sai che mi dispiace sapere che soffri molto all’inferno e sulla terra tutti ti cacciano via. Se potessi fare qualcosa per liberarti verrei anche all’inferno, non per starci, ma per benedirti con l’acqua santa”.  
“Ah, sei un cretino! L’acqua santa all’inferno non può starci”, e giù una risata!  
“Povero pretucolo, che hai fatto nella vita? Vieni con me!”. Non vuole sentirsi ricordare che è stato maledetto. Un giorno gli porto un quadretto raffigurante Michele Arcangelo e gli Angeli fedeli che cacciano dal cielo Lucifero e gli angeli ribelli: un ricordo di famiglia.  
Abbassa la testa e non lo vuole vedere. La stessa cosa ha fatto anche dinanzi al Santissimo e al Crocifisso! 
FRATELLO ESORCISTA 

Preziosissimo Sangue




O Gesù Bambino, col primo Sangue versato per la nostra salvezza, ci riveli il valore della vita e il dovere di affrontarla con fede e coraggio, nella luce del tuo Nome e nella gioia della Grazia. 

Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli, che hai redenti con il tuo Sangue prezioso. 

Traggo la speranza dal tuo Sangue



IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO

Perché non sono vissuta come i santi, senza macchie e senza infedeltà? Sento, o Signore, la pena de' tuoi giudizi; il cuore è stretto dal rimorso crudele e l'anima paurosa invoca pietà, invoca un'acqua purificatrice, l'acqua della tua grazia; invoca il fuoco che ritempri, che ravvivi, che riscaldi, il fuoco del tuo santo amore.
Io mi rifugio nel tuo Tabernacolo, mi prostro a' piè della tua Croce. Deh! per lo strazio delle tue carni immacolate, per il martirio del tuo cuore ferito, per le angosce de' tuoi spasimi, abbi pietà di me.
Io traggo la mia speranza dal tuo Sangue divino; prostrata a' piè della tua Croce, annichilita, pentita, supplicante, io sento tutta la potenza del tuo riscatto; sento il tuo Sangue prezioso penetrare nelle intime fibre dell'anima, sento che esso può tutto: purificarmi, riabilitarmi, santificarmi.
O Sorgente inesauribile di salvezza, onda prodigiosa che scaturisci dal Cuore di Gesù, scendi in me in tutti gli istanti della vita perché, nonostante la mia volontà, quaggiù io sono sempre debole, meschina, peccatrice.
«Sanguis Christi, inebria me». g. 11 : ottobre, s.g.

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

Pregate per chi non vuole sentire nulla di Me. La preghiera è, e rimane la vostra arma più forte in questa battaglia per le anime.



Mia amata figlia. Io il vostro Gesù sono presente durante ogni Santa Messa, ma, dove è adorato il diavolo, Io non posso essere presente.

Per favore, continuate a partecipare alle Mie Sante Messe e a ricevere la Santa Eucaristia il più spesso possibile. Attraverso il ricevimento dell’Ostia Io, rinforzerò in modo particolare i Miei amati seguaci ma anche a quelli fra voi che non hanno la possibilità di partecipare giornalmente al Sacrificio Eucaristico, Io regalerò benedizione e forza.

Pregate per chi non vuole sentire nulla di Me. La preghiera è, e rimane la vostra arma più forte in questa battaglia per le anime. 

PADRE PIO E IL DIAVOLO



Gabriele Amorth racconta... 

La masseria di Piana Roma, il convento di Sant'Anna, San Giovanni Rotondo; anche a Sant’Elia a Pianisi, un’altra tappa del viaggio verso quella che sarà la sua sede definitiva per cinquant’anni, il demonio segue il suo nemico. Così il giovane fra' Pio ci racconta quest’episodio: «Mi trovavo a Sant'Elia a Pianisi nel periodo di studio della filosofia. La mia cella era la penultima del corridoio che gira dietro la chiesa, all'altezza della nicchia dell'Immacolata che domina il prospetto dell'altar maggiore. Una notte d'estate, dopo la recita del mattutino, avevo la finestra e la porta aperte per il gran caldo, quando sentii dei rumori che mi sembravano provenire dalla cella vicina. "Che cosa farà a quest'ora fra' Anastasio?" mi domandai. Pensando che vegliasse in orazione, mi misi a recitare il Santo Rosario. C'era infatti fra noi due una sfida a chi pregasse di più e io non volevo rimanere indietro. Continuando però questi rumori, anzi diventando più insistenti, volli chiamare il confratello. Si sentiva intanto un forte odore di zolfo. Mi spinsi dalla finestra per chiamare: le due finestre; la mia e quella di fra' Anastasio, erano così ravvicinate che ci si poteva scambiare i libri o altro allungando la mano. "Era' Anastasio, fra' Anastasio..." cercai di chiamare senza alzare troppo la voce. Non ottenendo nessuna risposta mi ritirai, ma con terrore dalla porta vidi entrare un grosso cane dalla cui bocca usciva tanto fumo. Caddi riverso sul letto e udii che diceva: “E isso, è isso!". Mentre ero in quella positura vidi l'animalaccio spiccare un salto sul davanzale della finestra, da qui lanciarsi sul tetto di fronte, per poi sparire». Padre Pio cadde svenuto sul letto, dopo aver emesso un grande urlo. Accorsero fra’ Clemente e fra’ Anastasio, e subito dopo anche il direttore dello studentato; a tutti il monacello raccontò l’apparizione diabolica. Il mostruoso cane nero, con una testa enorme, accoccolato sulle zampe posteriori lo guardava fissamente. 

E poi Venafro. Non rimase molto a lungo, nemmeno qui, fra’ Pio da Pietrelcina, ma Venafro è importante perché fu proprio in quel luogo che le persone che gli vivevano intorno cominciarono a percepire i segni straordinari della sua personalità. A Venafro stava male; tanto male che non riusciva a trattenere nessuna forma di alimento, anche se continuava a studiare, pregare e celebrare. Per ventuno giorni di seguito digiunò, nutrendosi solo dell’ostia consacrata dell’Eucarestia. Lo videro cadere in estasi spesso, e come sempre ci furono manifestazioni diaboliche. Padre Benedetto annota nel suo Diario questi avvenimenti: «Padre Pio si è aggravato paurosamente. Deve restare a letto giorno e notte, rinunciando anche alla celebrazione della Messa. Cominciano a manifestarsi fenomeni clamorosi a cui tutti possiamo assistere: estasi e apparizioni diaboliche. Padre Agostino da San Marco in Lamis assiste a questi fenomeni con un block notes in mano, annotando tutto ciò che Padre Pio dice conversando con i misteriosi personaggi. Le estasi e le apparizioni diaboliche si alternano. Una sera, prima di cena, fui avvisato che il Padre stava male e delirava: corsi nella sua stanza dove erano altri frati e vidi il Padre a letto e col viso agitato, diceva: “Mandate via quel gatto che mi si vuole avventare”. Satana appare sotto le forme più svariate: sotto forma di giovanette ignude che lascivamente ballano; in forma di Crocifisso; sotto forma di un giovane amico dei frati; sotto forma del Padre Spirituale, del papa Pio X, dell'Angelo Custode, di san Francesco, di Maria Santissima, ma anche nelle sue vere fattezze orribili, con un esercito di spiriti infernali. Il povero Padre viene battuto a sangue da questi esseri malefici, straziato con rumori assordanti, riempito di sputi in viso. Ma lui riesce sempre a liberarsi, vincendo invocando il nome di Gesù». 

MARCO TOSATTI 

Impariamo ad apprezzare l'obbedienza a Dio come condizione indispensabile perché i meriti di Gesù siano applicati alle nostre anime.



S. Maria Maddalena de' Pazzi in un'estasi vide presentarsi davanti a Dio i santi protettori della città di Firenze con molti altri santi. Ognuno di questi supplicò il Signore di concedere ai fiorentini il perdono delle loro colpe, ma Dio sembrava non ascoltare le loro preghiere. Con lo stesso rifiuto il Signore rispose alla supplica degli angeli custodi.
Vide allora presentarsi a Dio le anime buone che erano sulla terra e unire alle loro preghiere l'offerta del Preziosissimo Sangue versato da Gesù per gli uomini. Contemporaneamente sentì riecheggiare le parole di Cristo. "Chiedete e vi sarà dato".
Solo allora Dio si mosse a pietà e concesse quanto le preghiere del cielo e della terra da sole non avrebbero potuto ottenere.

SPIRITO SANTO



Vieni, o Spirito d'infinita purezza e santità, e togli da noi ogni macchia coll'infonderci contrizione perfetta e costante spirito di mortificazione. 

Grida di aiuto si udranno a Belém. I Miei Devoti avranno da piangere e lamentarsi.




Cari figli, il cammino della santità è pieno di ostacoli, ma voi non siete soli. Mio Figlio Gesù cammina con voi. Credete fermamente nel Suo Potere e sarete grandi nella fede. Vivete nel tempo peggiore del tempo del Diluvio ed è arrivato il momento del vostro ritorno. Non rimanete a braccia incrociate. Dio ha fretta. Quello che dovete fare, non lasciatelo per il domani. Camminate per un futuro di grandi difficoltà. Non vi allontanate dalla preghiera. Quando siete lontani, voi tornate bersaglio del nemico di Dio. Curate la vostra vita spirituale. Tutto in questa vita passa, ma la Grazia di Dio in voi sarà eterna. Pentitevi sinceramente dei vostri peccati. Cercate la Misericordia del Mio Gesù per mezzo del Sacramento della Confessione. Cercate forze nell'Eucaristia e ascoltate Gesù per mezzo del Suo Vangelo. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro a causa delle vostre sofferenze. DateMi le vostre mani e Io vi condurrò per il cammino della conversione. Piegate le vostre ginocchia in preghiera. Grida di aiuto si udranno a Belém. I Miei Devoti avranno da piangere e lamentarsi. Pregate. Pregate. Pregate. Io vi amo e sarò sempre con voi. Siate uomini e donne di preghiera. Non vi allontanate dalla verità. Coraggio. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

mercoledì 17 luglio 2019

Come può Mio Figlio essere presente in una messa che è celebrata dall’adoratore del male?



Maria Madre di Dio

Mia amata figlia. Ai nostri cuori fa molto male vedere come tanti dei Nostri figli sono ciechi di fronte al falso profeta. Essi credono che lui, l’adoratore del Male, sia il vero rappresentante di Mio Figlio qui sulla terra ma, Miei amati figli, SVEGLIATEVI! Perché egli non è designato da Mio Figlio.

Dio Padre ha richiamato Gesù, il vostro Gesù a se’ in Cielo perché Egli non può più stare in Vaticano, che ora è stato profanato.

La Chiesa, il Sacro Corpo di Mio Figlio, è stato diffamato, profanato e deriso, ma gli uomini non lo vedono. Come può Mio Figlio essere presente in una messa che è celebrata dall’adoratore del male?

Miei amati figli. Quest’uomo che ora siede sulla sedia di Pietro, causerà grandi danni alla santa Chiesa cattolica. Le masse lo amano, perché essa, la massa umana, anche oggi , dopo i numerosissimi santi messaggi mandati a voi, da Me, Mio Figlio, e Dio Padre non vuole cambiare. Meglio che la Chiesa si adatti a loro, piuttosto che essi si conformino alla Chiesa. Miei amati figli così non può andare.

Chi non si apre verso il Mio Santo Figlio non riceverà mai il Regno Del Cielo. Svegliatevi! Aprite i vostri occhi! Aprite le vostre orecchie! Aprite i vostri cuori! Così, e soltanto in questo modo potete trovare la strada verso Mio Figlio Gesù, che è qui e aspetta a braccia aperte ognuno di voi.


Il Santo Sacrificio Eucaristico, rimane ciò che è, indipendentemente dal fatto che Dio Padre abbia richiamato a sé Gesù, Suo Figlio.

Mia amata figlia. Mio figlio è presente in ogni Santa Ostia, ciò vuol dire che ogni volta che ricevete la Santa Comunione, voi ricevete Gesù. Non cambia nulla in questa Sacramento, anche se Mio Padre ha richiamato a sé, Suo Figlio. Vi vorrei far sapere ciò, perché vedo confusione in alcuni dei Miei figli.

19 marzo 2013

MONDO NUOVO PROFETIZZATO



TRASFORMAZIONE DEL MONDO RIVELATA.

  Cambiamenti radicali.

 I cambiamenti radicali che si annunciano possono essere qualificati di apocalittici. Questa parola non ha solo un senso distruttivo ma anche, e soprattutto, un senso costruttivo. Infatti, come l’oro si purifica nel crogiuolo, così pure il mondo. Bisogna che muoia se vuol conoscere la gioia della risurrezione. Il passo seguente è di don Stefano Gobbi, e porta la data del 22 novembre 1992. 

La Madonna a don Gobbi: «Per giungere a questi cieli nuovi e a questa nuova terra occorre passare attraverso la prova dolorosa e sanguinosa della purificazione, della grande tribolazione e del castigo. Miei prediletti e figli consacrati al mio Cuore Immacolato, ascoltate le parole della vostra Mamma celeste. Sono ormai giunti i tempi che vi sono stati predetti dal Profeta Zaccaria: “Oracolo del Signore. 

Percuoterò il pastore, ed il gregge andrà tutto disperso; allora volgerò la mano sopra i deboli.” ... “In tutto il paese due terzi saranno sterminati e periranno; un terzo sarà conservato. Farò passare questo terzo per il fuoco; lo purificherò come si purifica l’argento, e lo proverò come si prova l’oro. Invocherà il mio nome, ed Io lo ascolterò; dirò: questo è il mio popolo, ed esso dirà: il Signore è il mio Dio”. » [64] “Percuoterò il pastore”. Chi è questo pastore? Giovanni Paolo II? E chi, se non lui? Sarà dunque “percosso” come Gesù? Sì, e la nave della Chiesa rimarrà senza timoniere; peggio ancora, al posto del timoniere amico ci sarà un timoniere nemico travestito da amico. Ecco l’abominio, il massimo della desolazione! Chi potrà sopravvivere? Sopravvivrà chi avrà invocato il nome del Signore e si sarà consacrato al Cuore Immacolato di Maria.

 Nel fascicolo intitolato: “Messaggi del Cielo dedicati ai due Cuori”, [65] in data 5 giugno 1995 si incontrano le seguenti parole che il Cielo ha trasmesso a un coltivatore americano:

 Gesù a un coltivatore americano: «Fra poco il Pastore sarà percosso e il suo gregge disperso. Colui che vuole impossessarsi della Cattedra di Pietro possiede le più alte conoscenze, ed è considerato uno dei più grandi sapienti della vostra epoca. Non si preoccupa del mio gregge ma solo del suo potere. In cambio di una sola ora di potere ha concluso un patto con le forze nemiche. Non vede l’ora di profanare i miei altari e di negare la mia divinità. Molti lo seguiranno volentieri perché le sue parole suoneranno gradevoli ai loro orecchi. Offrirà loro quel famoso frutto corrotto che molti di voi hanno già assaggiato o vogliono assaggiare.

 Sì, l’hanno già assaggiato. Satana li ha convinti che questo frutto li farà diventare come Dio. Ha detto loro che esso proviene dall’albero della conoscenza. Ma è un inganno, una falsità! Mentre l’aspetto esteriore del frutto è chiaro e brillante, l’interno è amaro e putrido, pieno di un veleno che corrompe le vostre papille gustative, rendendole poi inabili a gustare i frutti buoni. Allora la con fusione nella mia casa diventerà grande quanto quella che spinse gli apostoli a disperdersi al momento del mio arresto, quando fui arrestato, e per redimervi soffersi la mia Passione, e fui messo a morte. Nel momento in cui la mia Chiesa salirà lungo il Calvario camminando sulle mie orme, soltanto un piccolo gruppo si manterrà nella Verità e seguirà la mia vera dottrina comè accaduto all’ora della mia Passione.

 Uno su dodici farà un mercato con Satana, e mi tradirà di nuovo con colui che occuperà il mio Trono. Solo uno su dodici rimarrà fedele. Tutti gli altri saranno come un gregge disperso... Per continuare a far parte del fedele piccolo resto dovete rimaner vicini a mia Madre, come fece il mio fedele discepolo Giovanni sul Calvario. » [66] 

Gesù a Mgr Michelini: «Non è la prima volta che nella storia dell’umanità si verifica questo triste fenomeno per cui, per Volontà permissiva di Dio, l’umanità viene distrutta nella sua quasi totalità. Al tempo del Diluvio tutti gli abitanti della terra sono stati distrutti, salvo Noè con i figli e i figli dei suoi figl i. Siccome oggi le condizioni sono come quelle precedenti al Diluvio, l’umanità sarà distrutta ad eccezione di quelli che il Signore ha decretato di salvare. È necessario dire che gli esseri umani, in grande maggioranza, sono rimasti sordi alle numerose chiamate di conversione che Dio ha indirizzato loro. ... Figlio mi o, ti confermo ancora una volta l’ora della purificazione, dopo di che vi saranno cieli nuovi, terra nuova, e Chiesa nuova. Evidente apparirà a tutti l’intervento decisivo della Madre mia, Regina delle vittorie, e la gloria e la potenza di Me, vero Dio e vero Uomo. Una nuova Era avrà corso nella storia dell’umanità. » [67] 

Nel libretto italiano: «Il Gran Messaggio d’Amore», in data del 31 agosto 1968, l’autrice del libro, una Monaca di clausura, testimonia del dialogo seguente tra lei e la Voce divina:

 Voce divina a una Monaca di clausura: «Mia Madre, in altri tempi, aveva predetto il castigo, ma adesso l’ora è molto più vicina. I popoli più forti demoliranno quelli più deboli. Ogni umano diritto sarà sopraffatto. Sangue e fuoco sopra tutta la terra. Cose mai viste fin dalla fondazione del mondo! Il cielo non avrà ch e i riflessi del fuoco, non sarà più azzurro, ma carico del fumo dei mezzi di di struzione. ... Farà buio su tutta la terra, ... e la terra sarà avvolta in un nero mantello. »

 La monaca: «O Signore! Si direbbe l’Apocalisse!»

 Voce divina: «Il tempo della vera Apocalisse è molto lontano, e sarà voluto da D io, mentre questo sarà voluto e preparato dall’uomo! Gerusalemme, Gerusalemme, quante volte ho voluto radunare i tuoi figli come la gallina raduna i pulcini sotto le sue ali, e tu non hai voluto! Questo è il messaggio di cui ti parlavo l’al tra notte. Messaggio d’amore e di dolore. Te lo affido! »

 La monaca: «Ma, Signore! Se il mondo potesse almeno sapere quel che mi dici! » 

Voce divina: «Questo mondo incredulo e infedele non crede facilmente a certe cose, perché è più facile vestirsi di scetticismo che di verità. Fa più comodo! Ancora una volta ti dico che nessuno è Profeta in casa sua. Il mondo ha bisogno di un segno per credere, e lo avrà. » (31 agosto, 1968). [68] 

Le parole suddette confermano che la vera Apocalisse (quella assoluta della Fine del Mondo), è ancora lontana nel tempo. Essa arriverà fra una decina di secoli, non ora che siamo alla Fine dei tempi (o fine del “Tempo delle nazioni”), un periodo che corrisponde alla fine del sesto millennio della storia umana, che in t utto ne comporta sette, come già abbiamo visto. [69] L’ultimo millennio della storia umana dovrebbe terminare verso l’anno 3000. [70] Le opere di Dio riflettono l’ordine, e una persona che ama l’ordine non si lascia condurre dal padre del disordine, che è l’avversario di Dio. [71]

* * * 

PICCOLA DIGRESSIONE: L’ora della supremazia ebraica.

 L’ora della supremazia ebraica? Tutti gli Ebrei l’aspettano. Da secoli. Anche gli Apostoli di Gesù l’aspettavano. Quando verrà? Si tratta di una promessa fatta da Dio, promessa secondo la quale alla maturazione dei tempi i Figli di Abramo guideranno il mondo. Che significa? Supremazia spirituale o supremazia materiale? 

Una piccola parte di Ebrei – si tratta di Ebrei veramente santi – aspetta la supremazia spirituale, tutti gli altri aspettano la supremazia materiale. Questa diversità dipende dal fatto che presso gli Ebrei il “Regno d’Israele” non è pensa to da tutti allo stesso modo. Alcuni lo aspettano dal Cielo, gli altri lo aspett ano dalla terra. Gli Ebrei santi lo aspettano dal Cielo, i non santi dalla terra , e un profondo abisso separa le due correnti. 

Finché perdura tale situazione è mia convinzione che la supremazia mondiale degli Ebrei non potrà realizzarsi nè in un senso nè in quell’altro, nè sul piano spi rituale nè su quello materiale. Segno è che i tempi non sono completamente maturi per questa supremazia. Sì, quasi maturi, ma non per essere colti all’istante. [72] 

Le due correnti che dividono gli Ebrei sono le seguenti: la prima è formata dagli Ebrei che accettano il progetto di Dio, la seconda da quelli che non lo accettano, e inevitabilmente scelgono il progetto di Satana. Quello di Dio dice: 1) Supremazia spirituale; 2) concepita e voluta da Dio; 3) destinata al Popolo ebreo nel suo insieme. Quello di Satana dice: 1) Supremazia politica; 2) concepita e voluta da menti ebraiche; 3) destinata a un pugno d’individui a mentalità elitistica: i Farisei.

 I Profeti cristiani contemporanei ripetono con insistenza che il progetto di Sat ana sarà una contraffazione di quello di Dio. Aggiungono che tale progetto avrà il suo successo, ma che tale successo sarà effimero, essendo permesso da Dio unicamente allo scopo di dare ai reprobi come agli eletti la possibilità di mostrar e il loro rispettivo valore, negativo da un lato, positivo dall’altro. Un istante prima della catastrofe finale (la spaventosa auto distruzione del mondo presente nel progetto di Satana, ma presente di nascosto perché occultata dalla furbizia del medesimo), a tutti gli Ebrei accadrà quanto è accaduto a S. Paolo sulla strada di Damasco: si convertiranno tutti alla legge d’amore predicata da Cristo, e grazie a tale conversione le sorti dell’Umanità subiranno una mutazione radicale. [73] Gli uomini della terra esulteranno davanti agli Ebrei convertiti a Cri sto, felicissimi di riconoscere in essi le guide scelte da Dio per condurre il mondo sul cammino della Verità. 

Il progetto di Dio è presente nelle Scritture ebraiche, quelle sacre, la Torah per esempio. Quello di Satana invece è presente nelle scritture ebraiche presunte sacre, per esempio i Protocolli dei Saggi di Sion. [74] In che consiste il progetto di Satana? È un progetto di Governo Mondiale concepito da uomini praticanti l’occultismo. Questo sistema, soprannominato Novus Ordo Sæculorum, [75] non è a ffatto di origine divina. L’ha concepito l’Inferno, che per realizzarlo ha scelto di allearsi a un piccolo gruppo di Farisei ricchi e potenti fuori misura, i cosiddetti“Illuminati”. Codesti signori vogliono dominare il mondo a modo loro, e pensano di poterlo fare in nome di Dio, mentre l’evidenza mostra che lo fanno in nome proprio. Nell’interpretare le Scritture del mondo ebraico essi continuano a fare lo stesso sbaglio che i loro padri hanno fatto due mila anni fa, quando C risto, vero Messia, è stato da essi qualificato di criminale, il peggiore dei criminali, e fatto crocifiggere. 

Noi tutti sappiamo che le Scritture sacre attribuiscono al Popolo eletto una certa supremazia mondiale, ma non in chiave materialistica bensì in chiave spiritualistica. Gli “Illuminati”, che non concepiscono altri valori al di fuori di quel li materiali, sono convinti del contrario, e si preparano oggi a rifare il gesto di Prometeo, quello di rubare a Dio il suo potere. Ma se non è lecito rubare ag li uomini, come potrebbe essere lecito rubare a Dio? È in chiave spiritualistica che gli uomini, tutti, ivi compresi gli Illuminati, dovrebbero interpretare le promesse divine, lasciando poi che dette profezie si realizzino per iniziativa d i Dio, non per iniziativa loro, nel modo e nei tempi scelti da Dio, non nel modo e nei tempi scelti da loro. [76] Inoltre – guai dimenticarlo – le Scritture sacre parlano del futuro prestigio del Popolo ebraico nel suo insieme, non del prestigio riservato a una classe di strapotenti, che in un caso come questo diverrebbero ancora più potenti, potenti all’inverosimile, potenti all’infinito. 

Purtroppo i Farisei del presente si comportano come quelli del passato. Il libretto dei Protocolli, che rappresenta la loro filosofia, dice che è lecito ammazza re se la morte è inflitta “in nome di Dio”. Infliggere la morte, secondo i suddetti Protocolli, diventa persino un dovere quando si tratta di preservare un “ben e comune”. E dov’è il “bene comune”? I Farisei lo vedono nei loro interessi pers onali, nei vantaggi derivanti da una supremazia umana, materiale, nazionale, ovvero pseudo nazionale. Eppure il buon senso dice che la vita non si protegge infliggendo la morte, e il trionfo dell’ordine non si prepara provocando disordini i n maniera deliberata. In casi come questo il buon senso non esiste davvero. Dov’è finito il buon senso quando il Messia non ha più diritto di presentarsi come Messia se non la pensa come la pensiamo “noi”, machiavellici per eccellenza, fino al midollo delle ossa? [77]

 L’autore Ildebrando Santangelo, nel suo libro “L’ultima battaglia” dice che a spingere Hitler contro gli Ebrei siano stati i Protocolli. La lettura di detto libro lo avrebbe reso impaziente di distruggere tutti gli Ebrei, da lui percepiti c ome indegni di vivere, visto che erano, secondo lui, tutti complici diretti o in diretti degli autori del famigerato libro. [78] 

FINE DELLA DIGRESSIONE. 

* * *

 Tornando al tema principale del capitolo, che è la Purificazione, è lecito chiedersi in che modo essa avverrà. Maria Valtorta parla di collera divina, ma è Dio stesso che parla attraverso di lei: 

Gesù a Maria Valtorta: «Non occorrono folgori perché questa collera divina sia manifesta. Non cataclismi. Non diluvi. Basta che Dio vi lasci in balia di voi stessi, ed ecco che voi stessi vi date la morte, l’angoscia, la disperazione. L’ira di Dio, quella vera e immutabile, più che manifestarsi con castighi si manifesterà coll’abbandono di Dio a voi stessi. Quelle che voi chiamate “ira di Dio”, le guerre, i mezzi atroci di distruzione, i cataclismi, le pestilenze, ancora non sono ira senza mutazione, ira assoluta. Sono rimproveri, sono richiami da parte di un Padre offeso sì, ma ancora premuroso di dare soccorso e perdono ai figli colpevoli. Ma quando ogni “empietà e ingiustizia” sarà nel cuore del 99% dell’umanità, quando empietà e ingiustizia mentale o materiale avrà invaso ogni classe sociale, e financo l’abominio, sarà penetrato nella casa di Dio l’abominio della desolazione di cui parla il Profeta, e lo conferma il Verbo, né ancora avete dato il giusto significato alla parola “desolazione” di cui è detto che sarà il segno della fine, e lo sarà allora Dio non vi riprenderà più con paterni castighi c he purtroppo, è vero, ne salvano pochi, ma perché i più sono già servi di Satana ma vi abbandonerà a voi stessi. Si ritirerà. Non farà più atto. 

Sino al momento in cui un baleno del suo volere ordinerà ai suoi angeli di aprir e i sette sigilli, di suonare le quattro trombe, di liberare l’aquila dei tre gu ai, e poi, orrore, sarà dato fiato alla quinta tromba, e il Giuda dei tempi ulti mi aprirà il pozzo d’abisso per farne uscire ciò che l’uomo avrà desiderato più di Dio. ... 

E allora, come astro pacifico sull’orrore e terrore delle onde in tempesta – tutta la Terra sommossa come mare in tempesta, e tutti gli uomini naufraganti come in mare in tempesta, meno i servi di Dio raccolti sulla barca di Pietro, fedeli al Nauta santo – e allora verrà l’aurora della Stella del Mare, precorritrice al sorgere, all’apparire ultimo della Stella del Mattino. » [79]

 La Stella del Mare è la Madonna. La radiosa Stella del Mattino, è Gesù. Da anni la Madonna è fra noi, e si mostra in parecchi punti della terra, come per esempi o a Medjugorije, S. Damiano, Naju, Akita, Kibeo, S. Martino di Schio, Fatima, Garabandal... In tutti questi posti essa annuncia l’imminente ritorno di Gesù nell a gloria, e invita i cristiani a prepararsi per questo suo secondo avvento, che segna l’inizio del meraviglioso Testamento futuro. L’ora del mutamento è ormai  prossima, anche se coloro che ascoltano il Cielo sono un piccolissimo gruppo, quelli che la Madonna soprannomina: il suo “piccolo gregge”. 

di: Johannes De Parvulis

AMORE E MISERICORDIA



Serva di Dio Madre Speranza di Gesù

"Gesù mio, vorrei proprio ricopiare da te l'amore, la carità e la misericordia; vorrei, cioè, ricopiare in me le virtù del divino modello e vedermi libera da tutti gli ostacoli che m'impediscono l'unione con te".

di don Domenico Labellarte

SPIRITO SANTO



Vieni, o Dispensatore di grazie, e ricolmaci di quelle amabili virtù che arrecano la vera pace e coltivano la fraterna carità: dacci dunque moderazione, pazienza, condiscendenza, dolcezza, e generoso amore per le anime. 

Tutto è compiuto.




Tutto è compiuto. L’illuminazione Di Coscienza accadrà presto. Io, il vostro Gesù vi amo molto. Dillo ai Miei amati figli.

Preparatevi. 

Difendete la vera parola di Dio.



Maria Madre di Dio


Non perdete mai il coraggio, di annunciare la Nostra Parola, perché sarà la Nostra Parola, che vi diamo, a salvare milioni di anime. Credete in Noi. Restate forti. Difendete la Vera Parola di Dio e di Mio Figlio in ogni tempo.

Al di là della sofferenza



Signore, sono distrutto interiormente. Mio figlio che tanto amavo è morto. è stato un incidente assurdo. Qualcosa che non doveva mai accadere. Perché hai permesso, Signore, che quel giovane irresponsabile guidasse a così alta velocità e investisse mio figlio che andava tranquillo per la strada? Perché? Signore, molte sono le domande che vorrei farti in questo momento, ma so che nessuna risposta mi potrà dare di nuovo mio figlio. Mi sento male. Sono disperato al punto che mi pare sarebbe meglio finirla con tutto per sempre e uccidermi per ricongiungermi a lui; ma so che questo non risolverebbe nulla. Per questo voglio continuare a vivere.

Signore, perdona tutti i miei pensieri di odio e di vendetta contro quel giovane e contro la sua famiglia. Il mio dolore è troppo grande per poter vivere in pace. Perdonami e lascia che pianga davanti a te mentre cade la sera. Signore, dammi la pace; ho bisogno di pace. Così non posso andare avanti a vivere: troppo grande è il mio dolore. La mia vita non sarà più la stessa. Mio figlio aveva solo otto anni. Era la mia speranza; sognavo un futuro promettente per lui. Era così buono e obbediente! Era tanto intelligente... O Signore, grazie per questi anni in cui me lo hai lasciato. Grazie per mio figlio. Fa’ che sia felice con te nel tuo regno. Dammi la pace.

..Padre Angel Peña

LA’ DOVE CIELO E TERRA SI INCONTRANO



 A voi che pregate un pò stancamente

Mi rivolgo, infine, anche a voi che pregate ogni giorno, ma forse fate convivere la vostra preghiera con tante mediocrità quotidiane, senza quel vigore divino che mette la forza e l’amore di Dio nelle cose di ogni giorno. E così la vostra preghiera rischia di trascinarsi nell’abitudine, o di languire nelle preoccupazioni egoisticamente personali, incapace di accendere in voi la santa inquietudine di servire generosamente la Chiesa e le anime.
 Non voglio certamente scoraggiare i vostri propositi di bene, la vostra costanza quotidiana nelle pratiche della vita spirituale, dando quasi ragione a quanti vi dicono che piuttosto di trascinare la preghiera nell’abitudine è meglio smettere di pregare; vengo, invece, a dirvi il contrario, a fare quello che un tempo si faceva nelle nostre case, quando la fiamma del focolare si era esaurita o spenta: uno dei nostri vecchi, con un soffio robusto e deciso, spazzava via la cenere e alimentava le braci che tornavano ad ardere e a bruciare con una fiamma viva e pulita, attraversata da scoppi di generosità e da guizzi di vita che diffondevano gioia e calore in tutta la casa.  Vorrei anch’io, con l’aiuto della grazia divina, soffiare sulla cenere della vostra preghiera e riaccendere nel vostro cuore la fiamma dell’amore di Dio che innalzi la temperatura spirituale della vostra anima e comunichi luce e calore a quanti vi stanno intorno.
 Non lasciatevi ingannare.  Il male dell’abitudine non si guarisce smettendo di fare le cose, ma mettendo amore, ravvivando la fede, lottando contro la pigrizia che sempre si nasconde dietro la malavoglia, la noia o la mancanza di tempo.
 Mi rivolgo, dunque, a tutti, con l’unico desiderio di aiutare tutti a vivere un po’ più vicini a Dio, con la certezza di aver così contribuito alla vostra felicità, quella del cielo, ma anche quella sulla terra.

Ferdinando  Rancan

L'olocausto è pingue perchè il Sangue lo irrora



IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO


Il presente e l'avvenire, quello che mi consola, che mi affascina e che mi attrae, i desideri generosi, gl'ideali più santi, le dolcezze più care, tutto depongo sul tuo cuore, Gesù mio. E l'olocausto è pingue perchè il tuo Sangue lo irrora, lo feconda, lo avvalora; perchè la tua bontà lo accoglie, lo gradisce e lo sublima, perchè infine sacrificando, in questa vita, tutta me stessa per il tuo amore, ho il tuo amore che mi inebria e mi arricchisce della stessa tua grandezza e santità.
La nostra somma speranza sei Tu, o Signore! il tuo Tabernacolo è la sorgente della nostra forza, e il pegno della nostra vittoria è il tuo Cuore adorabile. g. 7 : gennaio, s.g.

 SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO