giovedì 17 dicembre 2020

Nessun dialogo col mondo: il Vangelo è un’altra cosa. Come e perchè questo concetto, pone il cristiano di fronte a una scelta radicale: o per il Vangelo o per il mondo, o con Dio o contro di Lui, o per Cristo o per l’anticristo

 


Nessun dialogo col mondo: il Vangelo è un’altra cosa 


di 


Francesco Lamendola




Dal Concilio Vaticano II in poi è venuto di gran moda il concetto del dialogo col mondo moderno; anzi, è diventato pressoché un dogma, a dispetto del piccolo dettaglio che tale supposto dogma va a configgere frontalmente con duemila anni di dottrina e di teologia autenticamente cattoliche, come tali tramandate e insegnate dal sacro Magistero della Chiesa. E non ci riferiamo solo al cosiddetto  ecumenismo e al cosiddetto dialogo interreligioso; né soltanto, si fa per dire, alla questione della cosiddetta libertà religiosa, in tutta la sua portata di carattere generale (Dignitatis humanae), ma a un atteggiamento ancor più ampio, che non riguarda solo le false religioni e le sette ereticali, ma il rapporto con tutto l’insieme della civiltà moderna, della cultura moderna, delle istituzioni moderne. Quelle istituzioni, per esempio, che, appena dodici anni dopo la fatale svolta conciliare, anzi per chiamare le cose con il loro nome, dolo la rivoluzione conciliare che, ingannando i fedeli, ci ha dato la nuova religione modernista al posto di quella cattolica, conservando però abusivamente il nome e le apparenze di quest’ultima (con relative prebende, stipendi e conti finanziari), hanno introdotto l’aborto volontario nella legislazione italiana e hanno posto la categoria dei medici e degli infermieri, e in senso ampio gli italiani tutti, di fronte a una dilemma drammatico, solo in apparenza sanato dalla possibilità di fare ricorso all’obiezione di coscienza. In altre parole, il concetto del dialogo con il mondo pone sul tappeto non solo questa o quella materia di discussione, ma pone il cristiano di fronte a una scelta radicale: o per il Vangelo o per il mondo, o con Dio o contro di Lui, o per Cristo o per l’anticristo. E se qualcuno pensa, come certamente lo pensa, che questo che abbiamo ora indicato è un atteggiamento vecchio, superato, addirittura antidiluviano, espressione di un cristianesimo chiuso, bigotto, arroccato sulle proprie posizioni, rispondiamo che basta leggere le Sacre Scritture per trovare ovunque la conferma che questa e solo questa è la giusta maniera, per un cristiano, di porsi di fronte al mondo, e che viceversa non si troverà un solo passo, un solo versetto, una sola espressione che possano venire interpretati nella maniera opposta, ossia come un invito a dialogare con la menzogna e con quanti diffondono e pretendono d’imporre la menzogna al posto della Verità. E cosa sia la verità per il cristiano, o meglio chi sia la verità, non c’è bisogno di ricordarlo, perché egli sa che Gesù dice di Sé: Io sono la via, la verità e la vita; nessuno può venire al Padre se non per mezzo di me.

http://www.accademianuovaitalia.it/images/BALDISSERA/0000-galleri-prediacazione.jpg

Nessun dialogo col mondo: il Vangelo è un’altra cosa. Come e perchè questo concetto, pone il cristiano di fronte a una scelta radicale: o per il Vangelo o per il mondo, o con Dio o contro di Lui, o per Cristo o per l’anticristo!

 

Uno dei testi che più chiaramente ed eloquentemente chiariscono quale deve essere l’atteggiamento del cristiano di fronte al mondo (e il tanto sbandierato mondo moderno non è altro che il “mondo” all’ennesima potenza, ossia il mondo che ha scelto di essere senza Dio e contro Dio) si trova nel quinto capitolo della Lettera agi Efesini di San Paolo, specialmente nella parte iniziale, là dove l’Apostolo delle genti scrive (5, 1-17):


1Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, 2e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.

3Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; 4lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie! 5Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolàtri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio.

6Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l'ira di Dio sopra coloro che gli resistono. 7Non abbiate quindi niente in comune con loro. 8Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; 9il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. 10Cercate ciò che è gradito al Signore, 11e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, 12poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. 13Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce. 14Per questo sta scritto:


«Svègliati, o tu che dormi,
dèstati dai morti
e Cristo ti illuminerà».

15Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; 16profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. 17Non siate perciò inconsiderati, ma sappiate comprendere la volontà di Dio.

Dunque san Paolo afferma che della fornicazione dell’impurità non si dovrebbe neanche parlare, nel senso che dovrebbe essere assolutamente scontato che simili cose sono del tutto estranee alla vita di una comunità cristiana. Osserva, a questo proposito, il biblista Elio Peretto (in: Le lettere di san Paolo, a cura di P. Rossano, Edizioni Paoline, 1985, p. 484, nota ai vv. 3-8):

La frase ”non si sentano nominare tra voi” deve essere precisata. Non è in discussione la possibilità che nel’ambito della comunità si menzionino questi vizi, ma che non devono esistere. “Nominare”, nel testo, non indica il fatto fonetico, ma quello esistenziale; significa quindi riconoscerne, accettarne l’esistenza (cf. Rm 15,20).


http://www.accademianuovaitalia.it/images/00-CARTOLINE/0-VIA-VITA-JESUS-aforismi.jpg

Cosa sia la verità per il cristiano, o meglio chi sia la verità, non c’è bisogno di ricordarlo, perché egli sa che Gesù dice di Sé: Io sono la via, la verità e la vita; nessuno può venire al Padre se non per mezzo di me.


È appena il caso di osservare che la “pastorale” del signor Bergoglio va nella direzione diametralmente opposta: per quel signore, è scontato invece che la chiesa, fattasi ospedale da campo, deve andare incontro alle ferite degli uomini per medicarle, nel senso di compatire i feriti (non si chiamano più peccatori) e dar loro quel sollievo che proviene da un illusorio e illegittimo condono della loro sregolata condotta di vita. In Amoris laetitia quel signore spinge la sua impudenza fino ad asserire che Dio stesso non domanda altro, a un adultero pubblico e impenitente, che di perseverare nella sua vita di peccato, poiché quello è il massimo che costui, sinceramente, sente e ritiene di potergli offrire (§ 303):

Naturalmente bisogna incoraggiare la maturazione di una coscienza illuminata, formata e accompagnata dal discernimento responsabile e serio del Pastore, e proporre una sempre maggiore fiducia nella grazia. Ma questa coscienza può riconoscere non solo che una situazione non risponde obiettivamente alla proposta generale del Vangelo; può anche riconoscere con sincerità e onestà ciò che per il momento è la risposta generosa che si può offrire a Dio, e scoprire con una certa sicurezza morale che quella è la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessità concreta dei limiti, benché non sia ancora pienamente l’ideale oggettivo.


Il che, tradotto dal linguaggio untuoso e volutamente ambiguo di quel falso documento magisteriale (poiché l’autentico Magistero non può mai, dico mai, contraddire se stesso, come invece qui clamorosamente avviene), significa che l’adultero o l’adultera passati a una nuova convivenza possono restare tranquillamente in tale situazione di peccato, poiché Dio stesso non osa chieder loro di più, e perché quello è ciò che il peccatore, peraltro non riconosciuto come tale, ma ipocritamente definito come uno che, a causa della “complessità concreta dei limiti”, non vive ancora pienamente l’ideale oggettivo del Vangelo (e da quando la dottrina cattolica si chiama ideale?), per il momento può offrire a Dio. In altre parole: non esiste più il peccato; l’adulterio pubblico e pervicace è una bazzecola; la fedeltà coniugale non viene neppure nominata, essendo evidentemente un retaggio di altri tempi, così come la sacralità del vincolo matrimoniale; e non solo l’adultero è autorizzato dal papa in persona a rimanere impenitente, ma si attribuisce a Dio stesso il benestare riguardo a tale situazione, cioè si fa di Dio il mezzano del proprio adulterio e il giudice iniquo che assolve chi ha infranto la legge e promuove la sua ribellione contro l’ordine morale. È difficile immaginare una cosa più sacrilega, più sconcia e ripugnante di questo chiamare Dio a testimonio, garante e promotore del peccato cronico e istituzionalizzato, quale sarebbe il divorzio e un nuovo matrimonio o una nuova unione, che calpesta il sacro giuramento del Sacramento matrimoniale; pure, il signor Bergoglio è capace di superare se stesso e di spingere l’infamia della sua satanica contro-pastorale, il cui scopo evidentemente è quello di trascinare le anime sulla via dell’inferno, ancora più oltre.

Ed eccolo affermare, in un documento (non ufficiale, questa volta: si noti l’astuzia perversa dell’argentino, che si avvicina alla meta un passo alla volta, con la prudenza del brigante deciso a penetrare nell’ovile senza suscitare un allarme prematuro), e precisamente in un’intervista resa pubblica dal servile e adulatorio documentario Francesco, presentato alla Festa del Cinema di Roma, alla fine di ottobre del 2020:

Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo.


http://www.accademianuovaitalia.it/images/ULTIME/00000-super_quadro_papa_devil_cristo.jpg

Il papa è ormai solo un leader politico a caccia di popolarità? Mio Dio, che tristezza: questa che parla non è più la vera Chiesa fondata da Gesù Cristo: semmai è la sinagoga di Satana…


Che dire di questa pubblica affermazione del sedicente papa (e qualche prete, interrogato in proposito, si è arrampicato sugli specchi per distinguere fra le opinioni private del papa e il Magistero della Chiesa: come se le prime potessero smentire frontalmente il secondo)? Ogni parola è una menzogna: è tutto un castello di menzogne, costruito con una perfidia che ha veramente qualcosa di diabolico. Primo, che significa che le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia? Con la preposizione semplice “in” il furbo antipapa cerca di far credere che si riferisce alla famiglia di origine di tali persone: ma una cosa del genere, chi mai la mette in dubbio? Chi mai si è sognato di dire che una madre, un padre o un fratello dovrebbero disconoscere il figlio o il fratello omosessuale? Quando mai la Chiesa cattolica ha insegnato una cosa del genere? No: Bergoglio si riferisce alla “famiglia” che due persone omosessuali intendono costruire contraendo una sorta di vincolo matrimoniale, con tanto di figli, acquisiti con l’adozione, o con la pratica della fecondazione eterologa, o con quella del cosiddetto utero in affitto. Infatti, se non si riferisse a questo, avrebbe detto semplicemente “coppie” e non “famiglie”; e non avrebbe rivendicato per esse un diritto legalmente riconosciuto. Secondo, che vuol dire che sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia? Tutti gli uomini sono figli di Dio; ma per esserlo nel pieno senso della parola, e non nel senso massonico, bisogna che anch’essi si riconoscano tali, cioè che riconoscano la loro filiazione da Dio, in quanto creature che da Lui hanno ricevuto non solo la vita biologica, ma anche la vita morale e quella soprannaturale, frutto della grazia. Ora, qui egli opera una deliberata confusione tra peccato e peccatore. La Chiesa non ha mai insegnato che le persone omosessuali sono, in quanto tali, peccatrici; ha sempre insegnato, però, che devono sorvegliare le loro passioni oggettivamente disordinate, e quindi scegliere la via della castità, proprio per non incorrere nel peccato. Viceversa, non si è mai sognata di riconoscere a quelle persone il “diritto” ad avere una famiglia, modellata secondo la loro inclinazione, vale a dire una famiglia “arcobaleno”. Ed è qui che si vede come Bergoglio voleva arrivare appunto all’idea di una famiglia omosessuale, non a ribadire l’ovvio concetto che gli omosessuali hanno diritto ad essere accettati nella loro famiglia di origine. Terzo, che significa l’espressione, così politicamente corretta che starebbe bene in bocca a Scalfari o alla Bonino, un po’ meno in bocca al vicario di Cristo: nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo? Qui siamo sprofondati nella sola dimensione terrena, dove anche le cose più lontane dalla legge morale naturale possono essere rese legali a colpi di legge; ma non c’è alcun respiro soprannaturale, alcuna dimensione autenticamente religiosa. Per un cristiano, non diciamo per un sacerdote, o addirittura per il papa, è ovvio che la preoccupazione numero uno deve essere la salute della anime: e come possono essere salve le anime, se le si illude che il peccato non sia più peccato, che il male non sia male? Quarto: Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili; ma qui è il papa che sta parlando, o un leader politico a caccia di popolarità? Mio Dio, che tristezza.

Questa che parla non è più la vera Chiesa fondata da Gesù Cristo: semmai è la sinagoga di Satana…


Del 17 Dicembre 2020

Magnificat gregoriano


 

PREGHIERA ALLA BEATA VERGINE.

 


Oh divina Maria, mia unica Sovrana, e dopo Dio la mia vera consolazione in questo mondo! Sei la rugiada celeste che addolcisce la mia amarezza. Sei la luce splendente che dissipa l'oscurità che circonda la mia anima. Sei la guida dei miei passi, la forza delle mie debolezze, il tesoro della mia povertà, il balsamo che cura le mie ferite, la consolazione che asciuga le mie lacrime, il mio rifugio nelle miserie e la speranza della mia salvezza! Oh Mary! Abbi pietà di me, tu che sei la Madre di Dio, che tanto ama gli uomini, concedimi quello che ti chiedo. Tu che sei la nostra difesa e la nostra gioia, rendimi degno di godere con te di quella beatitudine di cui godi in paradiso. Amen.

(Da Saint German, Patriarca di Costantinopoli.)

Limitare la libertà del genere umano significa limitare la sua capacità di conformarsi alla volontà del Padre celeste.

 


Nostro Signore Gesù a Jennifer il 9 dicembre 2020:

Bambina Mia, il lavoro di un ragno riconduce sempre alla sua rete. Una volta che la rete è stata esposta, verrà sempre distrutta per avere un'abitazione pulita. La ragnatela sarà presto esposta e il ragno non lo sarà più perché ogni angolo dell'abitazione verrà pulito dal suo custode. Ti dico che ogni parte del web e la sua origine mostreranno dove inizia e finisce, perché Io Sono Gesù e la Mia Misericordia e Giustizia prevarranno.

Nota Isaia 25: 7: "Su questo monte distruggerà il velo che vela tutti i popoli, la tela che è tessuta su tutte le nazioni".  

30 novembre 2020:

Bambina Mia, quando l'umanità cerca la libertà, sta scegliendo di vivere il suo libero arbitrio che ho ordinato all'umanità dall'inizio della creazione in modo che possa compiere la missione per cui è stato mandato. [1] Limitare la libertà del genere umano significa limitare la sua capacità di conformarsi alla volontà del Padre celeste. Ora vai avanti perché Io Sono Gesù e la Mia Misericordia e Giustizia prevarranno.

Che significa questa "porta stretta"? Perché molti non riescono ad entrarvi? Si tratta forse di un passaggio riservato solo ad alcuni eletti? In realtà il messaggio di Cristo va inteso in senso opposto...

 


BENEDETTO XVI
ANGELUS
Palazzo Apostolico, Castel Gandolfo
Domenica, 26 agosto 2007
 XXI domenica del tempo ordinario - Anno C

Cari fratelli e sorelle!

Anche l'odierna liturgia ci propone una parola di Cristo illuminante e al tempo stesso sconcertante. Durante la sua ultima salita verso Gerusalemme, un tale gli chiede: "Signore, sono pochi quelli che si salvano?". E Gesù risponde: "Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno" (Lc 13, 23-24).

Che significa questa "porta stretta"? Perché molti non riescono ad entrarvi? Si tratta forse di un passaggio riservato solo ad alcuni eletti? In effetti, questo modo di ragionare degli interlocutori di Gesù, a ben vedere è sempre attuale: è sempre in agguato la tentazione di interpretare la pratica religiosa come fonte di privilegi o di sicurezze.

In realtà, il messaggio di Cristo va proprio in senso opposto: tutti possono entrare nella vita, ma per tutti la porta è "stretta". Non ci sono privilegiati. Il passaggio alla vita eterna è aperto a tutti, ma è "stretto" perché è esigente, richiede impegno, abnegazione, mortificazione del proprio egoismo.

Ancora una volta, come nelle scorse domeniche, il Vangelo ci invita a considerare il futuro che ci attende e al quale ci dobbiamo preparare durante il nostro pellegrinaggio sulla terra.
La salvezza, che Gesù ha operato con la sua morte e risurrezione, è universale. Egli è l'unico Redentore e invita tutti al banchetto della vita immortale. Ma ad un'unica e uguale condizione: quella di sforzarsi di seguirlo ed imitarlo, prendendo su di sé, come Lui ha fatto, la propria croce e dedicando la vita al servizio dei fratelli. Unica e universale, dunque, è questa condizione per entrare nella vita celeste.

Nell'ultimo giorno - ricorda ancora Gesù nel Vangelo - non è in base a presunti privilegi che saremo giudicati, ma secondo le nostre opere. Gli "operatori di iniquità" si troveranno esclusi, mentre saranno accolti quanti avranno compiuto il bene e cercato la giustizia, a costo di sacrifici. Non basterà pertanto dichiararsi "amici" di Cristo vantando falsi meriti: "Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze" (Lc 13, 26).

La vera amicizia con Gesù si esprime nel modo di vivere: si esprime con la bontà del cuore, con l'umiltà, la mitezza e la misericordia, l'amore per la giustizia e la verità, l'impegno sincero ed onesto per la pace e la riconciliazione. Questa, potremmo dire, è la "carta d'identità" che ci qualifica come suoi autentici "amici"; questo è il "passaporto" che ci permetterà di entrare nella vita eterna.

Cari fratelli e sorelle, se vogliamo anche noi passare per la porta stretta, dobbiamo impegnarci ad essere piccoli, cioè umili di cuore come Gesù. Come Maria, sua e nostra Madre. Lei per prima, dietro il Figlio, ha percorso la via della Croce ed è stata assunta nella gloria del Cielo, come abbiamo ricordato qualche giorno fa. Il popolo cristiano la invoca quale Ianua Caeli, Porta del Cielo. Chiediamole di guidarci, nelle nostre scelte quotidiane, sulla strada che conduce alla "porta del Cielo".


Fonte: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/angelus/2007/documents/hf_ben-xvi_ang_20070826_it.html

l Mistero dell’Iniquità è nemico di tutta l’umanità

 


Il Mistero dell’Iniquità


H) Le false dottrine dell’Anti-Chiesa vengono  smascherate dai principi di potenza e atto 


Il prefisso “anti” in greco denota qualcosa che non può reggersi o  comprendersi da solo – “anti” vuol dire “contrario a”, una controparte  ad un proprio opposto; oppure può voler dire “al posto di”, come nel  caso di un usurpatore o di un rivale che cerchi di soppiantare l’altro.  Il prefisso “anti”, posto dinanzi a “Cristo”, rappresenta perfettamente  l’essenza dell’“uomo del peccato”, l’Anticristo. Anche se le Scritture  ci dicono poco, su di lui, la Bibbia predice che si opporrà in tutto al  Signore, cercherà di prendere il posto di Gesù e di essere venerato  come Dio al posto Suo. Lo stesso concetto di “Anticristo”, pertanto, è  comprensibile solamente se posto in relazione a Gesù e al Suo Regno.  Gesù rappresenta la manifestazione del “Mistero di Dio” – Egli è  il “Mistero di Dio”, perché “è in Cristo che abita corporalmente tutta  la pienezza della Divinità” (Col 2,9). Gesù Cristo è il ‘logos’ divino  incarnato, giunto nel mondo per fondare il Regno di Dio sulla terra. In  quanto ‘logos’ o ‘Parola’, Egli è rappresentazione esatta e perfetta di Dio,  eternamente generata da Dio. Poiché il logos è la conoscenza che Dio  ha di Se stesso, la generazione della Parola è un’operazione che avviene  interamente all’interno della Divinità, e pertanto è un processo che  attiene essenzialmente ed unicamente alla Divinità stessa. Ne consegue  che la Parola è co-eterna e co-eguale a Dio, e la generazione eterna  della Parola stabilisce la relazione eterna, nella Divinità, tra Dio Padre  e Dio Figlio. Ecco perché nel Credo professiamo che Cristo è “nato dal  Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio  vero, generato, non creato, della stessa sostanza (consustanziale) del  Padre; per mezzo di Lui tutte le cose sono state create.” Quest’insegnamento è la base stessa del cristianesimo. Che sia  cattolico, ortodosso o protestante, una persona non è realmente  cristiana se non professa la piena divinità di Gesù Cristo – l’eterno logos  del Padre, nato dal Padre prima di tutti i secoli, che “per mezzo dello  Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto  uomo” (Credo Niceno). Gesù Cristo, pertanto, è vero Dio e vero uomo.  La persona di Gesù Cristo è Parola divina generata, non creata. Egli non  è una creatura, ma è per mezzo di Lui che tutte le cose vengono create. 

 Secondo tutte le formule cristologiche tradizionali e ortodosse,  il logos possiede la perfezione eterna della Divinità; e non potrebbe  essere altrimenti, dato che un logos creato, che partecipasse solamente  in parte alla Divinità, sarebbe una parola imperfetta. Se la Parola di Dio  non fosse essa stessa manifestazione infinita ed eternamente perfetta  dell’Essere divino, allora quell’Essere non sarebbe né eterno né perfetto  – Dio, insomma, non potrebbe essere Dio. Un “essere supremo” che  possieda una conoscenza imperfetta di Sé, non è né supremo né dio.

Per poter comprendere a fondo il motivo per cui l’Essere Divino  deve necessariamente essere perfetto ed eterno in modo infinito,  bisogna prima capire che cos è l’essere di cui è fatto il creato, e quindi  comprendere i principi costitutivi dell’essere: potenza e atto. I principi  di potenza e atto sono stati espressi nel modo migliore da San Tommaso  d’Aquino. 

Questi principi sono alla base delle prove dell’esistenza di Dio fornite  da San Tommaso (le quinque viae, le cinque prove dell’esistenza di Dio).  È grazie a questa dottrina che San Tommaso è in grado di dimostrare  l’esistenza di Dio; non solo, queste prove contengono al loro interno  anche la dimostrazione che Dio è essenzialmente e necessariamente un  essere infinito e assolutamente perfetto. Tutte le cinque prove di San  Tommaso (moto, causa efficiente, necessità e contingenza, perfezione  e finalità), si fondano sui principi di potenza e atto, vero e proprio  fondamento metafisico del suo sistema.326

La comprensione dell’essere inizia con la prima cosa ad essere  compresa dall’intelletto, e cioè l’essere stesso, proprio in virtù del  fatto che una cosa è, cioè è intelligibile, e pertanto capace di entrare  nell’intelletto sotto forma di conoscenza. La mente non può creare  conoscenza dal nulla, perché dal nulla si può ottenere solo il nulla. 

La conoscenza dell’essere può quindi provenire solamente da  un essere reale, poiché la realtà dell’essere è un atto che si pone in  relazione alla potenzialità come non-attualità, e pertanto come un nonessere. “Con il non-essere”, afferma Manser, “niente è comprensibile.”327  In virtù della percezione di questa vera e propria polarità ontologica,  viene stabilita la dualità dei principi che costituiscono l’universo reale:  potenza e atto sono realmente distinti tra loro. 

Che ci si trovi dinanzi ad una distinzione ontologica tra due principi  che caratterizzano tutto il creato, è evidente dall’analisi che si può fare  del moto, nel senso più metafisico del termine, e cioè la riduzione della  potenza in atto, o il processo di divenire essere. Esistono due momenti  fondamentali, in questo processo, che sono parte atto e parte potenza.  Se vi fosse solo l’atto, allora tutto l’essere sarebbe assolutamente  perfetto, e non vi sarebbe alcuna possibilità di mutazione, di moto o  di cambiamenti. Parimenti, se vi fosse solo potenza, il processo sarebbe  altrettanto inconcepibile perché non può esistere un soggetto del moto  o del cambiamento, se questi non esiste già in atto.

Come dice Aristotele, il movimento è l’atto di ciò che è in potenza,  in quanto in potenza. O come disse San Tommaso: “il movimento è  l’atto dell’essere in potenza”.328 È nella natura o nell’essenza stessa di  una cosa che il suo atto di essere sia determinato e circoscritto. Una cosa  agisce secondo la propria natura mentre rimane se stessa; pertanto, la natura è un principio di movimento, nel senso che una cosa mantiene la  sua identità, mentre la potenza la muta in qualcosa di diverso.329 Senza  la potenza non vi potrebbe essere moto o cambiamento. Senza l’atto,  non potrebbe esistere la natura o qualsiasi altra cosa. 

In Dio non può esistere una dualità di principi, come dimostrato  chiaramente dalla prima via di San Tommaso, che si basa esplicitamente  sulla dottrina della Potenza e dell’Atto. In questa prima via, non solo  si dimostra l’esistenza di Dio, ma anche che Dio è necessariamente  perfezione assoluta e infinita dell’essere. Dio è l’atto infinito e perfetto  di essere se stesso, che esclude ogni altro non-essere o potenza.

Qualunque cosa sia fatta in potenza, può subire movimento e  ricevere perfezionamenti del suo essere, dato che la potenza presuppone  un certo grado di non-essere, in base al quale esiste la possibilità per  qualcosa di diventare in atto ciò che è solo in potenza, o di assumere  una perfezione che non ha ancora acquisito. Pertanto, qualsiasi cosa  possa entrare in movimento, non è essenzialmente un essere puro, ma  è composto sia di essere o atto (e pertanto esiste) sia di potenza (e  pertanto capace di moto e di cambiamento). Ogni cosa che non sia  composta solo di essere, o atto, ma è composta sia di atto che di potenza,  è un essere partecipato, e pertanto non può esistere in virtù di se stesso,  ma dipende da una causa esterna per la sua esistenza. Questo perché il  suo essere in potenza non può realizzarsi da solo – secondo un principio  interno a se stesso – perché l’essere non può provenire dal non essere.  Poiché il movimento e la potenza sono aspetti essenziali  dell’universo, la stessa esistenza di quest’ultimo è inconcepibile a meno  di una sua totale dipendenza da un Creatore assolutamente perfetto, un  Atto puro ed infinito la cui essenza è l’essere. Da queste considerazioni,  pertanto, emerge la dimostrazione che è metafisicamente inconcepibile  che 1) Dio sia costituito da due principi duali; 2) che Dio esista  immanentemente come principio costitutivo della natura, una specie di  “anima del mondo”; e 3) che il Logos sia una creatura in qualche modo  subordinata ad una più alta Divinità. 

Questi tre aspetti, metafisicamente inconcepibili e quindi irreali,  sono alla base dei dogmi dello Gnosticismo, del Cabalismo e della  Massoneria. Questi dogmi dell’anti-Chiesa si oppongono al Signore  1) negando la Sua infinita perfezione e bontà; 2) negando la Sua  distinzione e la Sua trascendenza rispetto al creato; e 3) negando che  Gesù Cristo sia il Dio incarnato, che si è fatto carne per noi. Queste  negazioni costituiscono l’essenza stessa dell’Anticristo.  

Padre Paul Kramer

Questo è il calice che ho chiesto a mio Figlio di prendere, siete disposti anche voi a bere?

 


Messaggio di Dio Padre a J. V.


Coroncina della Divina Misericordia - Messaggio UNICO


19 novembre 2020

Qui è Dio Padre.

Visione: Vedo Dio Padre e ci offre da bere e dice:

Questo è il calice che ho chiesto a mio Figlio di prendere, siete disposti anche voi a bere? Certamente non siete soli, ma io cerco anime che mi vogliano accompagnare e aiutare nella salvezza delle anime.

È anche un calice come quello che ha preso mio Figlio, che se lo accettate per il bene dei vostri fratelli, li aiuterete nella loro salvezza. È una coppa con la quale state firmando un Patto Divino con me, il vostro Dio. Vi chiedo personalmente, in privato e nel profondo se volete bere questo bicchiere, come quello che, a suo tempo, mio Figlio rifiutò, sapendo, come Dio, ciò che Gli stava per accadere nella Sua Offerta di Donazione per la salvezza delle anime.

Certo che la vostra offerta, in privato con me, lo rispetto, ma contate su di me, il vostro Dio, che se accettate il vostro dono è perché salviate le anime e vi uniate ai meriti di mio Figlio per la salvezza degli uomini.

Se accetterete di bere da questa coppa, Io vi darò tutto il necessario per compiere questa nuova missione che vi chiedo. Io non vi esporrò davanti agli uomini, questa sarà una donazione personale, in privato, e vi porterò sulla via che ho bisogno che andiate, per salvare tante anime che hanno bisogno della donazione delle vostre anime.

Certo, siete piccoli, siete niente, ma nel momento in cui prendete la coppa, se volete, prenderò possesso della vostra anima e agirò insieme per il bene di infinite anime che hanno bisogno della Mia Grazia, del Mio Amore, del Mio Perdono, per la loro salvezza eterna.

Mio Figlio vi ha mostrato la via perché poteste salvare anime, è la vostra donazione d'amore, come fu la Donazione di Mio Figlio. Ma io vi sottolineo, è una donazione di Amore e quello che ha il Mio Amore, Ha Me, ha tutto, tutto il Potere Divino in lui, perché l'Amore è Creazione, l'Amore è Donazione, l'Amore è Perdono, l'Amore recupera tutto.

Come uomini, certamente temerete di bere, perché immediatamente pensate alla Passione di mio Figlio, e certamente non la sopporterete, ma ricordate che se io sono in voi, colui che agirà in voi, e per tutti voi, sarò io, il vostro Dio.

Quello che cerco in voi è la vostra donazione privata e personale. Se mi date la vostra approvazione, che rimanga personale, e vi preparerò per i momenti in cui vi prenderò per andare a vincere le forze del male ed insieme, con ciò, andare salvando infinite anime.

Le mie Benedizioni rimangano con voi e anche il Mio Amore Infinito.

Grazie, miei piccoli amici.

IL MANOSCRITTO DEL PURGATORIO

 


Il 15 febbraio 1874 dovette subire il primo colloquio... E fu così che fino al novembre del 1890 fra l'anima di Suor Maria Gabriella e Suor Maria della Croce si ebbero le misteriose relazioni


NOVEMBRE. - I giorni di Comunione, in cui si celebra una prima Messa, potreste far colazione un po prima delle otto. Non vi occorrono più di tre minuti. Vi dico questo perché il buon Dio vorrebbe che prolungaste il ringraziamento il più possibile. Facendo così, avrete un quarto d'ora di più. Il primo quarto d'ora sarà per voi come di solito. Quante cose avete da dire a Gesù, non è vero? Il secondo quarto d'ora sarà per Lui. Potreste ancora continuare così anche durante le Ore Minori e una gran parte della Santa Messa. Chiedetene il permesso alla Madre Superiora. Vedete quante grazie!

Per uno speciale favore di Gesù, le Sacre Specie rimangono a lungo in voi dopo la santa Comunione; profittate, dunque, con riconoscenza di quei felici istanti, in cui, cuore a cuore con Colui che i Cieli non riescono a contenere, tutto potete ottenere. Quale amore d'un Dio per la sua povera creatura d'abbassarsi fino ad intrattenersi con essa, come un amico con l'amico! Allora si deve adorare, ringraziare, chiedere e riparare in modo particolare per tutte le ingiurie che Gesù riceve dal mondo in questi tristi tempi! È tanto offeso il buon Gesù! Oh! amatelo molto! Voi sapete ch'Egli vi ama: ne avete delle prove!

Essendo ancora sulla terra, non potete comprendere quel che il buon Dio esige da un'anima che espia le sue colpe nel Purgatorio. Voi credete che molte preghiere, d'altronde ben fatte, metteranno un'anima quasi subito in possesso della felicità eterna! Non è così. Chi può scrutare i giudizi del buon Dio? Chi può comprendere la purezza ch'Egli esige da un'anima, prima di ammetterla alla partecipazione della sua felicità eterna? Oh, se si sapesse, se si riflettesse a tutto questo mentre si sta sulla terra, quale vita si condurrebbe! Esaminate seriamente quanti peccati veniali commette al giorno una persona negligente, poco sollecita della sua salvezza, tutta dedita alle cose della terra... Quanti minuti essa consacra al buon Dio? Vi pensa almeno con attenta considerazione? Ebbene, ecco 365 giorni simili in un anno... e, se molti anni si rassomigliano, tale persona muore con l'anima gravata di una moltitudine di peccati veniali non rimessi, perché essa non ne ha fatto caso. Appena appena rimane nell'anima così oppressa un piccolo barlume d'amore, quando viene a render conto della sua vita a Colui che gliela richiede. Ecco quelle vite pressoché nulle, che bisogna ricominciare nell'espiazione, vite senza amor di Dio, senza purità d'intenzione. L'anima, che deve vivere di Dio, non ha vissuto per Lui; bisogna, dunque, che ricominci la sua vita e questo tra sofferenze inaudite! Sulla terra essa non ha approfittato della misericordia divina. Era schiava del suo corpo; una volta nel luogo di purificazione, deve soddisfare fino all'ultimo centesimo e riacquistare il suo primiero splendore; questo, quanto alle anime indifferenti per la loro salvezza, ma quanto alle anime ancor più colpevoli, è tutt'altra cosa. Amate tanto il buon Dio da non essere obbligata a venir qui ad acquistare il suo amore mediante la sofferenza senza meriti. Le sofferenze della terra, le pene sono meritorie, non lasciatevele sfuggire: soprattutto amate! L'amore cancella molti peccati e li fa anche evitare perché non si vuole recar dispiacere a Colui che si ama; per questo l'anima che ama veramente Gesù sta continuamente in guardia ed evita tutto ciò che potrebbe offendere i suoi sguardi divini.

Molte anime del Purgatorio fanno assegnamento su di voi per essere liberate dal luogo delle loro sofferenze. Pregate con tutto il cuore per esse.

SUOR MARIA DELLA CROCE


MORTE AL CLERICALISMO o RISURREZIONE DEL SACRIFICIO UMANO

 


CAPITOLO XI 

SACRIFICIO UMANO 

I. 
Abele, Noè, Abramo e gli altri Patriarchi offrivano sacrificii al Signore. Satana se ne av­vide, e tosto, scimmia di Dio, o piuttosto suo ambi­zioso rivale, vuole avere anch'esso i suoi sacri­ficii. E tanta fu sin dal principio la sua formidabile  potenza, che ottenne fino dal popolo di Dio vittime  umane. È vero che gli Ebrei, durante il loro sog­giorno in Egitto, non offriron mai nessun sacrificio agl'idoli; ma appena usciti dalla schiavitù, comin­ciarono ad adorare il vitello d'oro. 

II. 
Bentosto, al contatto delle abominevoli na­zioni di Chanaan, immerse nella più licenziosa  e sanguinaria idolatria, dovevano essi lasciarsi  corrompere e troppo spesso partecipare al loro  culto. Il Signore, a premunire il suo popolo contra  lo scandalo, dettò a Mose quell' articolo di legge :  « Chiunque sacrificherà agli dèi stranieri, sarà punito di morte: qui immolai diis occidetur.» 1 
Poscia il medesimo divieto é rinnovato con  pena più grave. « Se qualcuno, dice il Signore,  sacrifica a Moloch uno dei suoi figli, sarà punito  di morte, e tutto il popolo lo lapiderà; che se  il popolo trascurando i miei ordini, non ne fa  conto, esterminerò io stesso il colpevole, la sua  famiglia, e tutti coloro i quali avranno accon­sentito al suo delitto. » 2 

III. 
Malgrado questi divieti reiterati e le pene  terribili comminate contro i prevaricatori, gli  Ebrei affascinati dal demonio e dall' esempio dei  popoli che essi avevano missione di sterminare,  si lasciano trascinare all'idolatria. Disertori del  vero Dio, si vedono troppo spesso offrire vittime  agli' idoli. Questo è il rimprovero che Mose stesso  sul punto di morire fa ad essi : « Hanno offerte  vittime agl'idoli, e non a Dio; a dèi sconosciuti,  non adorati giammai da' loro padri. » 3 

IV. 
Quali erano queste vittime? Ce lo dice Da­vide. Delineando a grandi tratti la storia dei suoi antenati, li accusa d'avere offerto al de­monio numerose vittime umane e soprattutto  vittime preferite, giovanetti dell'uno e dell' altro  sesso. « Si commischiarono ai gentili; impara­rono le loro opere; adorarono i loro idoli, ed  immolarono i loro figli e le loro figlie ai de­moni! ; sparsero il sangue innocente, il sangue  dei loro figli e delle loro figlie, cui sacrifica­rono agl'idoli diChanaan: quos sacrificaventnt smlptilibìis Chanaan. » 1 

V. 
Trecento anni dopo Davide, Isaia ci mostra  il sacrifizio umano sempre in vigore presso gli  Ebrei, suoi contemporanei. « Non siete voi, loro  dice, figli scellerati, una razza menzognera, voi  che cercate la vostra consolazione negl'idoli,  sotto alberi fronzuti, immolando i fanciulli nelle  caverne dei torrenti: Immolantes parvulos in lorrentibtts. » * 
Cento anni dopo Isaia, il Profeta Geremia  prova la persistenza del sacrifizio umano presso i suoi compatriota', e ci dice di qual maniera  compievasi: « Essi inondarono di sangue la  valle dei figli di Ennon; ofFriron sacrifizi agli dèi stranieri, ed innalzaron altari a Baal, per  bruciarvi i loro figli in onore di Baal. Et aedificaverunt excelsa Baalim, ad comburendos filios  suos igni in holocauslitm Baalim. » 1 

VI. 
Cento anni dopo Geremia, udiamo il Pro­feta Ezecchiello levar la voce contro lo stesso  scandalo. « Voi avete, dice il Signore, preso i  vostri figli e le vostre figlie, cui avete messo  al mondo per me, e li avete immolati agl'idoli  per servir loro di pascolo: Et immolasti eis ad devorandum. » B 
Il medesimo rimprovero è nel Profeta Osea  il quale ci avvisa, che non solo si sacrificavano  fanciulli, ma ancora uomini fatti, a somiglianza  di tutti i popoli pagani : Immolale homines, vitulos adoranles. 3 
Finalmente, il libro della Sapienza ne rivela  le abominevoli turpitudini che accompagnavano i sacrificii umani : Filios suos sacrificantes, obsctira  sacrificia facientes, insaniae plenas vigilias habentes, etc. 4 
Avveniva lo stesso presso tutt' i popoli pagani, presso i Romani in particolare, i cui an­fiteatri erano ogni giorno accompagnati da terme 0 fornice». Dopo d'aver preso un bagno di sangue  umano, si andava a prendere un bagno di lus­suria. Ecco quanto avveniva ogni giorno nella bella antichità. 

VII. 
La principale divinità dei Cananei, alla  quale gli Ebrei immolavano i loro fanciulli, era  Moloch. È qui il luogo di far conoscere questo  spaventevole demonio. Moloch passava pel Si­gnore degli dèi. Con tal titolo, il suo culto era  più comune e più celebre che quello di tutti  gli altri dèi, maschi o femmine. Era onorato  in due principali maniere, consacrando a lui  1 fanciulli, ovvero immolandoli in suo onore. 

VIII. 
La prima maniera consisteva in far passare  queste innocenti creature fra due siepi di fuochi  accesi, i quali metteano capo alla statua di Mo­loch. Il che appellavasi iniziare a Moloch. Co­testo atto d'idolatria era proibito sotto pena  di morte. Nondimeno gli Ebrei non se ne aste­nevano. Era una parodia sacrilega del batte­simo. 

IX
La seconda maniera, la cui sola memoria  fa fremere, aveva luogo come segue: Moloch  era rappresentato da una mostruosa statua di  bronzo, di forma umana, sormontata da una  testa di vitello; aveva larghissime mani, sopra  le quali deponevansi le piccole vittime; e un  braciere ardente scaldava la statua che era con­cava. Il fanciullo posto su queste mani incande­scenti era bentosto consumato. Gli spettatori  sclamavano che egli era morto tra gli abbrac­ciamenti di Moloch, che il sacrificio era gradito al  dio, e che il fanciullo era sollevato al cielo. Per  soffocare le grida dilanianti delle innocenti vit­time, i sacerdoti del dio facevano una musica  assordante. 
Credesi che il Moloch, al quale gli Ebrei  sacrificavano i lor fanciulli, avesse una testa  di vitello, in memoria del vitello che essi ave­vano adorato nel deserto. 
Se, malgrado i lumi, di cui il Signore avevali favoriti, malgrado la pena di morte com­minata a chiunque sacrificasse agli' idoli, gli  Ebrei si mostravano talmente inchinati all' ido­latria, che per molti secoli inondarono del sangue dei loro figliuoli gli altari dei falsi dèi, si può  giudicare anticipatamente di ciò che doveva aver  luogo presso le nazioni infedeli. 
Ne daremo un cenno nel corso di questa opera. 

Monsignor Gaume

SPIRITO SANTO, ANIMA DELLA MIA ANIMA

 


Spirito Santo,

 tu sei l'anima della mia anima.

Ti venero umilmente.

Illuminami, fortificami,

Guidami, confortami.


E per quanto riguarda il piano

dell'eterno Padre Dio

 rivelatemi i vostri desideri.


Fammi sapere

ciò che l'Amore eterno desidera in me.

Fatemi sapere cosa devo fare.

Fatemi sapere cosa devo soffrire.

Fammi sapere cosa, in silenzio,

con modestia e nella preghiera,

Devo accettare, portare e sopportare.


Sì, Spirito Santo,

fai conoscere il tuo testamento

e la volontà del Padre.


Per tutta la vita

non vuole essere nient'altro

che un continuum perpetuo Sì

ai desideri e ai desideri

dell'eterno Padre Dio.


(P. José Kentenich)


Tutto è ancora calmo adesso, ma tra poco vedrai cosa farà quello che c'è (in Vaticano) perché tutto venga distrutto.

 




Messaggio ricevuto Maria De Jesus Coelho 29 novembre ° 2020

Mia cara figlia scrivi: Io sono il tuo Dio, il tuo Salvatore. Sono venuto con il mio amore per darvi un messaggio in più che arriva dal mio Sacro Cuore al vostro. Voglio che tu dia tutto quello che ti è dato al mio amato figlio (il Sacerdote di Maria), sono venuto a chiamarlo per raccontare ai miei sacerdoti tutto ciò che è vicino, perché tutto sarà contaminato dalla bestia, e come un Padre , Sono venuto a invocare i Miei figli che Mi obbediscono e stanno facendo di tutto per obbedirmi. Molti non vogliono sentire quello che dico, vogliono solo vedere cosa succederà giorno dopo giorno e nient'altro importa, quindi voglio che tutti i miei figli conservatori stiano in un luogo di rifugio, in modo che il mio nemico non lo faccia vieni a portarmeli via.

Sono pochi, ma posso fare di tutto per farti stare al Mio fianco come era all'inizio. Sì figli Miei, non abbiate paura di fare tutto ciò che vi è dato, perché dovrò fare la Mia alleanza con voi affinché tutto rimanga bene per tutti coloro che credono in Me. Tutto è ancora calmo adesso, ma tra poco vedrai cosa farà quello che c'è (in Vaticano) perché tutto venga distrutto. Non voglio che chi crede in questi messaggi sia separato da Me, farò vedere a tutti quello che devono fare, perché molti sono con gli altri che non credono come quelli che Mi obbediscono. Questo è il motivo per cui c'è così tanta confusione nella Mia chiesa, perché stanno cercando di capire chi sta facendo il bene per me.

Non viene fatto nulla a coloro che pensano di essere perfetti e non hanno nulla a cui aggrapparsi. Figli miei, parlo a tutti con la stessa lingua, anche se in modo diverso, ma per chi non crede, sembra che non capisca quello che dico. Quindi c'è confusione nel non fare ciò che è dato loro, ma la Mia casa è una, e tutti i Miei figli sono tutti uguali a Me, ma non vogliono ascoltare il comando che è dato a tutti. Sono venuto a chiamarli perché si convertano il prima possibile, perché da un momento all'altro potresti non vivere più in questo mondo. La bestia porterà via tutto ciò che hai, sarai lasciato in immensa sofferenza e non sarai in grado di combattere tutto ciò che verrà.

Pertanto, sarà una grande sofferenza per tutti coloro che vivono e non possono aiutare se stessi, se non hanno la preghiera per potersi aiutare per il futuro che vogliono. La tua vita è molto importante, ma la tua anima vale molto di più, quindi voglio che preghi e digiuni di più in modo che possa aiutarti con qualunque cosa accada. Tutti sono chiamati a prendere parte a ciò che è mio, ma sono pochi quelli che ascoltano ciò che ho da dire. Quindi siate pronti figli Miei, affinché tutto sia come era all'inizio, ma non posso aiutarvi se non lo volete. Ti amo.

Io Sono Quello Che Sono, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.

AVVERTIMENTO

 


Il santo sacerdozio, parte 1 - Bayside



"Sono la gloria e le colonne inamovibili della Chiesa; sono le porte della città eterna; attraverso di loro tutti raggiungono Cristo; sono i guardiani vigili ai quali il Signore ha affidato le chiavi del Regno dei Cieli". Dignità e Doveri del Sacerdote , Sant'Alfonso Liguori


ORA SANTA
"E ti prometto, figlia Mia, attraverso tutta l'eccessiva sofferenza che stai facendo, e mentre la offri al sacerdozio, stai radunando alcune anime per il Cielo ...
     " Le preghiere che hai condotto per il sacerdozio nelle domeniche dei vostri anni sulla terra sarà conteggiato nel momento in cui tutti voi andrete oltre il velo. Allora gioirai con tutto il Cielo per il numero di anime sacerdotali che hai riportato all'ovile ". - Nostra Signora, 27 settembre 1986

MOLTO FELICE
"Sono molto felice di vedere i numeri del Mio dedicato qui questa sera." - Gesù, 24 novembre 1973

DEDICATO
"I bambini piccoli devono essere portati dai loro genitori ai templi, le case di Mio Figlio in tutto il mondo. Devono imparare per abitudine un buon esempio di purificazione della loro anima mediante la confessione
     " I buoni sacerdoti della terra, quelli che hanno è stata dedicata e ha ricevuto questa consacrazione da Mio Figlio, deve prendere queste tenere anime e nutrirle nella loro fede. "- Nostra Signora, 20 novembre 1975

VERO
"Attraverso questo tesoro [la medaglia di Nostra Signora delle Rose] sgorgheranno molte grazie dal Cielo. Falli benedire anche da un vero e amorevole sacerdote e indossali per i giorni a venire. Perché, come gli storpi saranno guariti, il i ciechi possono vedere, così saranno salvati tutti coloro che credono e indossano questa medaglia ". - Nostra Signora, 11 febbraio 1971

AMA COSÌ CARAMENTE
Veronica - La Madonna è vestita con lo stesso bellissimo vestito. Ha questa - la definirei piuttosto un'abitudine, poiché si riferisce alle suore, che Lei - oh, le suore che ama tanto - tutte le Sue suore e preti. - 18 giugno 1982

VITA DI PREGHIERA
"Mio Figlio ha scelto molti dal mondo per rappresentarlo nella Sua Casa. Il Nostro cuore rattrista sapere che molti ora preferiscono la vita tra la razza umana. Non preferiscono farsi avanti come esempio di Mio Figlio. A meno che I rappresentanti di mio Figlio torneranno alla loro vita di preghiera, saranno condotti più lontano dal cammino ". - Nostra Signora, 24 dicembre 1972

MOLTO SUPERIORE
"Un vero sacerdote legalmente ordinato è di gran lunga superiore a qualsiasi uomo, poiché Mi rappresenta nella Divinità". - Gesù, 23 maggio 1979

RACCOGLIERE
"Clero, seguaci di mio Figlio, voi che avete cercato una vocazione e siete stati grati di essere scelti tra gli uomini, non raccoglierete le Nostre pecore smarrite? Non raccoglierete i miei gigli dal campo e non darete loro le acque della vita per Noi?" - Nostra Signora, 24 luglio 1976

MADRE DELL'AMORE
Figlia mia e Figli miei, vi parlo e vengo a voi come vostra Madre, una Madre d'amore. Se solo poteste essere uno con Me e Mio Figlio. Quanto siamo grati per coloro che hanno scelto dedicare la propria vita e rinunciare a tutti gli attaccamenti che hanno portato nello spirito umano e distruggerlo ". - Madonna, 7 settembre 1985

SOFFRE GRANDE
"Farai conoscere al mondo che coloro che ho scelto per essere pastori del Mio gregge soffriranno molto nei giorni a venire". - Gesù, 7 settembre 1974

BISOGNO DI PREGHIERE
"Molti sacerdoti, vescovi, cardinali nella Casa di Mio Figlio hanno bisogno di preghiere da parte dei laici affinché siano abbastanza forti da non cadere nel piano dei terzi-mondiali, che sono anche conosciuti, figlia Mia, come i monomondi. Cercano di distruggere la Chiesa di Mio Figlio e di costruirne una sulla creazione dell'uomo ". - Nostra Signora, 6 ottobre 1976

RISPETTO
"Ripeto, figli Miei, come vi ho detto in passato, che il grande Concilio del Vaticano II è stato manipolato da Satana. Stava lì in mezzo a voi e vi ha lavorato come una scacchiera." Cosa potete fare ora per riprendervi ? È semplice, figli Miei: tornate indietro e ricominciate dalle fondamenta che vi sono state date. Devi riportare rispetto al tuo sacerdozio ". - Nostra Signora, 15 maggio 1976

RITORNA MICHAEL
"Dovete entrare, miei pastori, Michele nelle vostre case, nelle vostre chiese. È urgente. Lui è il guardiano della vostra fede. Dovete rientrare in lui ora nelle vostre chiese." - Nostra Signora 24 dicembre 1975

AIUTO
"Devi aiutare i tuoi sacerdoti. Non è costruttivo parlare con rabbia contro la casa di mio Figlio, la Chiesa. Se hai qualcosa da dire che ritieni sia stato fatto male, vai dagli interessati: i tuoi sacerdoti, i tuoi vescovi . Non spargere parole tra i miscredenti, quelli che aspettano di prendere tutto ciò che può essere rigettato per distruggere la Casa di Mio Figlio ". - Nostra Signora, 3 aprile 1971

NESSUN UGUALE
"Figlio mio, rendi noto ai nostri sacerdoti nelle case di mio Figlio sulla terra, nelle chiese, che vogliamo che i nostri sacerdoti risplendano come puri esempi di castità e santità ..." L'esempio che deve essere mostrato e dato a i figli della terra dai Nostri sacerdoti devono distinguerli come rappresentanti di Mio Figlio. Non hanno eguali sulla terra, perché la loro vocazione è un dono speciale di Dio. "- Nostra Signora, 18 giugno 1974

PER LA VITA
"Quando un uomo si è donato, ed è stato scelto fuori dal mondo come sacerdote del suo Dio, sarà sacerdote per la vita". - Nostra Signora, 18 marzo 1973

DISTINTIVO D'ONORE
"Un sacerdote debitamente ordinato nella Casa di Dio non si toglierà l'abito. Non gli toglierà il distintivo d'onore della sua vocazione. Così facendo, sottopone la sua anima alla contaminazione da influenze mondane". - Nostra Signora, 2 marzo 5. 1973

RICOMPENSA
"La vita semplice, figlia Mia, è la migliore per i devoti. I devoti, coloro che hanno accettato una vocazione, devono vivere solo come esseri umani nel mondo, ma devono accettare la spiritualità .... La disciplina deve essere restituita a gli Ordini. Molti devono ora ritirarsi dal mondo che è stato dato a Satana. Sappiate ora, miei fratelli e sorelle degli ordini religiosi: sarete derisi, sarete disprezzati, ma farete piacere all'Eterno Padre e riceverete la vostra ricompensa in il Regno." - San Francesco d'Assisi, 28 maggio 1975

ETERNITÀ
"Grazie addizionali che ti do, Mio dedicato. Coloro che rimangono fedeli ai tuoi insegnamenti sanno che non c'è nessuno a cui rispondere se non il Padre. L'eternità è per sempre. Non contrattare la tua anima per i pochi anni che hai sul tuo pianeta Terra." - Gesù, 13 settembre 1974

POLITICA
"Non dovete coinvolgere voi stessi, miei pastori, con le macchine politiche del vostro mondo. È un coinvolgimento satanico". - Gesù, 15 maggio 1976

STRUMENTO
"Durante la consacrazione del mio corpo, indipendentemente dalla sua natura umana, che sia santo o peccatore, vengo a te in pieno corpo e spirito. Vengo a te attraverso di lui come medium da Dio, attraverso lui come strumento da Dio." - Gesù, 18 giugno 1977

UN SACERDOTE PER LA VITA
"Una volta vi ho chiesto, vi ho chiesto di nuovo, figli Miei, di non abbandonare le vostre chiese parrocchiali. È il piano di satana chiudere le porte. Ricordate, figli Miei, e ripeto ancora, che il Mio Il Figlio è con voi nell'Eucaristia. È presente con voi in Corpo e Spirito. Vi sarà portato da un sacerdote legalmente ordinato, un uomo di Dio. Non giudicate la Chiesa di Mio Figlio o la sua struttura secondo le vie dell'uomo Lo Spirito opererà miracoli sulla corruzione dell'uomo Un sacerdote legalmente ordinato è un sacerdote per la vita.
     "Per favore, figli Miei, pregate per i vostri sacerdoti. Molti sono stati sviati. La disciplina e la regola devono essere seguite nel sacerdozio. Questo porta grande dolore al Padre Eterno ea Mio Figlio per vedere il modo in cui il sacerdozio ha messo da parte la regola in nome del modernismo e dell'umanesimo ". - Nostra Signora, 25 marzo 1978

"NON ANDATE A CERCARE ALTROVE"
"Chiedo a tutti voi di non abbandonare la Mia Chiesa. Non giudicate la Mia Chiesa dal sacerdote, perché nella sua natura umana può sbagliare. Ma vi assicuro che lo sto usando, come sacerdote legalmente ordinato , per portarti il ​​mio corpo e il mio sangue. Non andare a cercare altrove, perché perderai il tuo diritto di battesimo, e non sarai più accettato come cattolico romano, e non entrerai nel luogo più alto del cielo, il regno di Paradiso." - Gesù, 6 ottobre 1980

mercoledì 16 dicembre 2020

Vogliono scacciare Dio dai cieli - VIDEO VALLI D'AMICO LAMENDOLA

 


Video consigliato di Vox Italia con Aldo Maria Valli, Francesco Lamendola e Matteo D'Amico. Dietro la "narrazione terroristica" costruita intorno alla pandemia si nasconda in realtà il desiderio di "élite senza Dio" di colpire le libertà e le Nazioni  


Vogliono scacciare Dio dai cieli


di


Francesco Toscano

Vox - Italia




Il cardinale Burke sostiene come dietro la narrazione terroristica costruita intorno alla pandemia si nasconda in realtà il desiderio di "élite senza Dio" di colpire la libertà delle famiglie e delle Nazioni. Di questo e di molto altro si discute a "Dietro il Sipario" in compagnia del giornalista Aldo Maria Valli, del filosofo Francesco Lamendola e del saggista Matteo D'Amico.



Fonte: Vox Italia Tv del 16 Dicembre 2020

Rimanete svegli, figli Miei, perché sta arrivando un grande cambiamento.

 


Nostro Signore Gesù a Jennifer il 6 dicembre 2020:

Bambina Mia, chiedo ai Miei Figli, sei tu che ti stai mettendo in quarantena da Me o Sono in quarantena da te? Dov'è la tua fiducia? Riposa in Me o nelle vie del mondo? Non puoi servire due padroni. In un momento in cui tanti desiderano immergerti in grandi dubbi e confusione, devi concentrarti su di me. Questo mondo sta passando e la tua vera casa è in paradiso. Vieni spogliato e distaccato dai tuoi piaceri mondani. Ti viene mostrato come separare ciò che è di questo mondo e ciò che è di Me, poiché Io Sono Gesù. Rimanete svegli, figli Miei, perché sta arrivando un grande cambiamento. Devi essere pronto a difendere la verità, a difendere la tua fede e testimoniare il messaggio del Vangelo. Quando il mondo ti dice di tacere, io ti dico, grida dalle cime delle montagne e lascia che la tua voce risuoni finché non penetra nel cuore di chi si è allontanato. Di 'la verità e non hai nulla da temere, perché Io Sono il Dio della Misericordia e della Giustizia, ed è giunto il momento in cui farò brillare la Mia Luce nelle anime dell'umanità, perché è la Mia Misericordia e Giustizia che prevarranno.