venerdì 5 marzo 2021

L'ora delle tenebre

 


Il 4 marzo 2021, questa anima californiana ha “visto” il numero 150 del Libro blu. Questo messaggio è stato originariamente dato a P. Stefano Gobbi il 19 marzo 1978 la Domenica delle Palme e la festa di San Giuseppe.

È insolito per questa anima californiana ricevere così tanti messaggi così frequentemente, come è avvenuto di recente. Forse è perché la Madonna stessa ha indicato tramite un altro veggente che le sue apparizioni stanno per finire (vedi Presto, la giustizia di Dio ...).

 

L'ora delle tenebre!

Figli miei prediletti, rimanete nel mio Cuore Immacolato e vivete con Me i momenti della vostra dolorosa passione, che ora è iniziata. Dovete viverlo anche voi come ha fatto mio Figlio Gesù. Stai entrando in quel tempo che il Padre ha preparato, affinché il suo disegno possa essere realizzato. Oggi, all'inizio di questa Settimana Santa, anche voi dovreste dire il vostro “sì” alla volontà del Padre. Dillo con Gesù, suo Figlio e tuo Fratello, che ancora si offre ogni giorno per te.

Questa è l'ora di Satana e della sua grande potenza. È l'ora dell'oscurità! L'oscurità si è diffusa in ogni parte del mondo e, proprio quando gli uomini si illudono di aver raggiunto l'apice del progresso, camminano nell'oscurità più profonda. Così tutto è oscurato dall'ombra della morte, che ti sta uccidendo; del peccato, che ti imprigiona; e dell'odio, che ti sta distruggendo. L'oscurità ha pervaso anche la Chiesa. Si sta diffondendo sempre di più e ogni giorno sta mietendo vittime tra i suoi stessi figli eletti. Sedotti da Satana, quanti di loro hanno perso la luce che permette loro di camminare sulla via della giustizia: quella della verità, della fedeltà, della vita di grazia, di amore, di preghiera, di buon esempio, di santità! Quanti di questi miei poveri figli stanno già abbandonando la Chiesa, criticandola o sfidandola, o arrivando addirittura a tradirla e consegnarla nelle mani del suo Avversario! "È con un bacio, Giuda, che tradisci il Figlio dell'uomo?" Con un bacio… Anche tu, oggi, tradisci con un bacio la Chiesa, Figlia della tua Mamma celeste!… Le appartieni ancora e da lei hai la tua vita; esercitate i suoi ministeri e spesso siete anche i suoi pastori. Ogni giorno rinnovate il sacrificio eucaristico, amministrate i sacramenti e proclamate il suo messaggio di salvezza ... Eppure alcuni di voi la vendono al suo Avversario e la colpiscono al cuore corrompendo la verità con l'errore, giustificando il peccato e vivendo secondo lo spirito del mondo, che così attraverso di te entra nel suo interno minacciando la sua stessa vita. Sì, con un bacio, voi, miei stessi poveri figli, anche oggi tradite la mia Chiesa e la consegnate nelle mani dei suoi nemici. E così anche lei sarà presto trascinata da te davanti a lui che farà di tutto per sterminarla. Ancora una volta sarà condannata e perseguitata. Dovrà di nuovo versare il suo sangue.

Sacerdoti consacrati al mio Cuore Immacolato, figli prediletti che raduno da tutte le parti del mondo per formarvi nella mia schiera: se questa è l'ora delle tenebre, questa deve essere anche la vostra ora! L'ora della tua luce, che dovrebbe risplendere sempre più luminosa. L'ora della mia grande luce, che vi sto donando in modo straordinario, affinché possiate camminare tutti insieme per incontrare mio Figlio Gesù, il Re dell'amore e della pace che sta per arrivare.

Vi posso proteggere solo se seguite le Mie Indicazioni!

 


20. febbraio 2021 

Figlia Mia. Mia cara figlia. Il tempo che state vivendo non è bello per molte, moltissime persone, ma Io mitigo dove si prega e guido e conduco insieme alla Mia Santissima Madre quei figli che sono fedeli, devoti e Mi obbediscono.

Non ascoltate mai gli ultimi arrivati perché vi portano su strade sbagliate CHE NON CONDUCONO A ME, AL VOSTRO GESÙ, e NEANCHE al Nuovo Regno!

Restate forti e resistete, perché il tempo è già accorciato. Le vostre preghiere sono ascoltate, sono esaudite ma dovete continuare a pregare in modo che il peggio non possa realizzarsi.

I piani del maligno sono inimmaginabilmente malvagi e voi conoscete solo una piccola parte di ciò che ha progettato contro l’umanità. Vi ripetiamo continuamente che una mente sana non è in grado di intuire o immaginare così tanta malvagità, ma purtroppo essa è reale.

Molta sofferenza colpirà la vostra terra e fate bene a restare ancorati a Me, il vostro Gesù, con una forte fede. La divisione fra i Miei figli è grande e molti andranno perduti perché non vedono il pericolo che proviene da coloro che li ingannano mentendo.

Ascoltate la Mia Parola, amati figli, e non correte dietro agli ultimi arrivati! Portano il male su di voi e ancora peggio vi chiudono la strada per l’eternità con Me.

È un tempo triste ma ora dovete guardare in faccia alla realtà: chi dice di venire da Me non è voluto da Me e colui che ancora deve venire e che vi verrà presentato per quello che non è, porterà le vostre anime alla rovina e Io, il vostro Gesù, non potrò fare nulla per voi.

Figli, svegliatevi, perché la fine è così vicina! Voi non lo vedete, non volete vederlo, continuate a credere che tutto tornerà a posto nel vostro mondo, ma Io, il vostro Gesù, vi dico come vi ha già detto Mia Madre che non sarà così!

Non accettate mai il marchio del diavolo perché causerà la vostra rovina!

Non ascoltate i media del mainstream, perché diffondono la menzogna di quelli che non vi amano!

Non date retta agli ultimi arrivati perché vi conducono alla dannazione e Io, il vostro Gesù, non potrò fare nulla per voi.

Ascoltate il Mio appello e restate fedeli e sottomessi a Me, il vostro Gesù. Il Padre interverrà ma la data la conosce solo LUI. Amen.

Riguardo ai tre giorni di buio vi dico: Chi non chiude completamente finestre e porte, inviterà i demoni in casa propria! Sapete già cosa bisogna fare, quindi non tenete aperto nulla e tenete tutto ben serrato. Vi posso proteggere solo se seguite le Mie indicazioni. Chi pensa di non dover fare così andrà perduto perché non Mi ha ascoltato.

Le Mie Parole possono suonare dure ma sono dette per la salvezza della vostra anima. Avete dimenticato cosa significa fiducia assoluta in Me per questo non posso che avvisarvi insistentemente dei pericoli che incombono su di voi. Sfuggite a questi pericoli se ascoltate la Mia Parola: Non aprite né finestre né porte durante i 3 giorni di buio perché se lo fate ciò sarà la vostra rovina.

Ascoltate la Mia Parola perché è santa, e beato chi l’ascolta e chi segue Me, il vostro Gesù fedelmente e devotamente. Amen.

Santificate i vostri appartamenti e le vostre case, in modo che il Maligno non possa entrare.

Vi amo molto.

Il vostro Gesù, Io sono. Amen.

L’Avvertimento è vicino. Pregate, pregate, pregate e preparatevi. Amen.

SPIRITO DI MORTIFICAZIONE E DI PENITENZA

 


RELIGIOSA DELLA VISITAZIONE  SANTA MARIA DI CHAMBERY 

“Voi siete morta al mondo e a voi stessa per vivere solo a Dio” viene detto alla Religiosa Visitandina nel giorno della sua Professione. Questo lavoro di mortificazione, che s'intravvede nell'energica espressione del cerimoniale, si comprende che non è l'opera di un giorno solo... è lavoro lungo, incessante, sempre ricominciato. 

Fin dai primi anni della sua vita religiosa, Suor Maria-Marta lo intraprese con generosità, sotto l'impulso divino che la sollecitava “a scegliere in tutto e per tutto, ciò che le apportava maggior mortificazione”. A l'abnegazione interiore e nascosta, che impone la pratica dei Consigli Evangelici, ai molteplici sacrifici richiesti da una costante fedeltà alla Regola, essa unì, in grado elevato, la mortificazione esteriore. Mai fu vista dipartirsi da un santo rigore verso se stessa.   

In refettorio, essa prendeva indifferentemente “ciò che le era presentato”, conforme al consiglio dell'Apostolo, e se le era permesso di scegliere, lo faceva in modo, da lasciare il meglio alle altre.  

Generalmente essa aveva ottimo appetito. Perciò la privazione del nutrimento doveva costarle molto. Gesù, tuttavia, le domandava talvolta, il sacrificio di una parte delle sue porzioni, “perché Io sono povero”, le diceva.   

Come il resto dei mortali, essa avrebbe apprezzato, all'occasione, un sapore più delicato; ma era precisamente su questo che il Divin Povero le faceva la sua richiesta... Egli aveva degli argomenti così belli per convincere la sua Serva! Dei richiami così commoventi per intenerire il suo cuore! Leggiamo il manoscritto:  

“Il nostro dolce Salvatore le apparve un giorno sulla Croce e abbeverato di aceto e fiele. Questa vista ferì il cuore di Suor M. Marta, di un sì straziante dolore, che non ne perdé mai più il ricordo.”  

“Bisogna, figlia mia, le diceva il Divin Maestro, che tu mi disseti con la tua mortificazione. Bisogna che mi compensi di tanti falli grossolani che si commettono nel mangiare e bere...”.  

Era specialmente nei giorni in cui il mondo si abbandona ai piaceri e al disordine che Gesù voleva trovare un compenso nella sua Eletta. Nel 1868, Egli l'avvertiva di prepararsi a un raddoppiamento di tribolazioni, per espiare e riparare i peccati d'intemperanza che si commettono in Carnevale.  

Da quel giorno, tutto ciò che la Serva di Dio prendeva sul far della sera, fosse pure una semplice minestrina le cagionava dolori atroci. Era il preludio del “gran digiuno” che le doveva ben presto essere richiesto, e del quale abbiamo parlato altrove. 

Però, malgrado la debolezza prodotta dalla privazione del cibo, nostro Signore la voleva assidua al sua faticoso lavoro, e l'aiutava visibilmente o invisibilmente, ma in modo così efficace che essa poteva bastare a tutto. 

Questa assiduità al lavoro, in mezzo ad ogni genere di patimenti, riveste tal carattere di virtù, che noi possiamo qualificare eroico, e questo eroismo non si smentì un sol giorno, nella nostra cara Sorella, fino al termine della sua vita.  

Ma è soprattutto nel campo delle penitenze afflittive che il suo coraggio provoca l'ammirazione. Certo essa non sfuggiva alle condizioni ordinarie. Grande era la sua sensibilità anche nei patimenti fisici... talmente la sofferenza è contro natura! Ma essa era così generosa con Gesù! e Gesù sapeva così bene che poteva chiederle tutto!  

Soffrire COME GESÙ, CON GESÙ! fu sempre, per la prediletta del di Lui Cuore, un potente stimolo alla penitenza. Questa unione effettiva alla Passione del Maestro, datava dai primi anni della sua vita religiosa.   

Una luce dall'Alto, in questo tempo le aveva data una sì profonda conoscenza dei suoi difetti, che essa si credeva la più miserabile creatura del mondo. Mentre essa si umiliava, discendendo fino nell'abisso del suo nulla, Nostro Signore, accordandole una visione commovente della sua Santa Passione, le ordinava che chiedesse il permesso di far la DISCIPLINA quattro volte ogni venerdì, per unirsi alle sue Divine Sofferenze.   

Il permesso fu sollecitato e ottenuto. E la nostra Sorella si flagellava con tale coraggio, che ogni volta la disciplina era sanguinosa.   

Poco dopo, Gesù la invitava ad aggiungere un'altra disciplina tutti i giovedì (se le Superiore lo consentono) senza però dimenticare quelle del lunedì e mercoledì “per onorare la sua flagellazione”:   

“I colpi del la mia flagellazione Mi glorificano, perché essi sono mostrati come esempio ai miei figli”.   

Ricordiamo che, nel 1866, Egli stesso aveva insegnato alla sua Serva ad intrecciare una CORONA DI SPINE. Qualche anno dopo, Egli esige ancora di più: “La tua corona non ti fa più soffrire abbastanza, - le disse un giorno. -  Va a trovare la tua Maestra; essa ha qualche cosa che la sostituirà e che è di misura alla tua testa”.   

La generosa Novizia, venne con tutta semplicità, a riferire alla nostra O. Sorella Maria Alessia Blanc, l'ordine ricevuto in quel momento. Questa, dapprima rispose: “No, non ho niente`”. Ma dopo un po' di riflessione soggiunse: “Abbiamo sì una CINTURA DI FERRO; ma questa non può andare bene alla vostra testa... tuttavia, andiamo a vedere”.  

La cintura è provata. Essa va bene. Lo strumento di penitenza faceva precisamente il giro della testa come una corona: si sarebbe detto che avevano preso la misura.   

Questa cintura o corona, armata di punte di ferro, le era dolorosissima. Suor Maria- Marta fu tentata di lasciarla da parte, ma Gesù le comparve in croce, in mezzo a spaventose sofferenze, con la fronte trafitta da crudelissime spine; grosse lacrime cadevano dagli occhi Divini... e il Sangue redentore scorreva da tutte le ferite di questo Capo Sacro: “Figlia mia, Io non lascio mai la mia corona”, le disse il Salvatore, in tono di amoroso rimprovero. A queste parole, la nostra Sorella, coperta di confusione, riprese coraggiosamente la sua e, a partire da questo punto non ebbe più esitazioni. 

Il DURO CILICIO che, sull'ordine di N. Signore, sanzionato da quello dell'obbedienza, portava giorno e notte questa cara vittima, la faceva pure terribilmente soffrire. Essa era un giorno, sul punto di sbarazzarsene. Per incoraggiarla, il Divin Maestro le disse: “Mia Figlia, con questo patimento puoi guadagnare il mio amore”. Poi, scoprendosi le adorabili Piaghe: “Vedi, Figlia mia, quanto Io ho sofferto per te!... Potrai tu, forse, soffrire troppo per Me?”.  

Un'altra volta ancora stava per soccombere alla tentazione di toglierselo, tanto questo contatto le era doloroso, quando Gesù glielo impedì con queste parole : “Io voglio farti soffrire a seconda delle offese che ricevo... Devi ricordarti che tu sei mia sposa e mio “Trastullo d'amore”. Avendole in seguito fatto gustare un istante le delizie del Paradiso, soggiunse: “Non vale forse la pena di soffrire per meritare una tal felicità? ma prima bisogna che tu divenga come sono stato Io, e che sii tutta lacerata dal tuo cilicio”.   

Nel 1881, la On. Madre Teresa Eugenia Revel, rendeva questa testimonianza a riguardo di Suor M. Marta: “Sono già più di tredici anni che essa passa le notti davanti al SS. Sacramento, o stesa sul pavimento della cella, con i suoi strumenti di penitenza: corona, braccialetto di ferro, cilicio, salvo qualche volta quando è malata grave e due o tre settimane durante il rigore dell'inverno, nelle quali le ordiniamo di andare a letto”.   

“In tutto questo, la nostra cara Sorella obbedisce alla espressa Volontà del Divin Padrone dell'anima sua.  

“Una sera, sentendosi molto stanca, Suor M. Marta avrebbe desiderato passare la notte in letto. Noi le dicemmo: “Ebbene, chiedete a Nostro Signore il permesso di riposarvi in letto in unione al riposo che Egli prendeva nella sua culla”. Gesù lo permise. Ma era appena trascorsa un'ora, che Egli chiama la sua Serva e le dice: “Benché la tua domanda abbia onorato la mia Santa Infanzia, non è qui che ti voglio, figlia mia”. E Suor M. Marta si dové alzare per obbedire alla voce Divina. “Talvolta essa soffre molto, altre volte il suo cuore si unisce a Gesù crocefisso così intimamente, che non sente più sofferenza fisica, tanto l'anima sua è inondata di consolazione.   

“E' notevole, che dopo notti intere di eccessivi dolori, essa si trovi l'indomani, forte e vigorosa come persona che abbia fatto un ottimo sonno”. (Manoscritto).   

Il Salvatore, d'altra parte, ricompensa talvolta la generosità della sua fedele Sposa non permettendo che essa rimanga senza sollievo.   

Il 13 gennaio 1869, la nostra Sorella si era appena coricata in letto, quando N. Signore le dimostrò il desiderio di vederla passare la notte sul pavimento. Senza esitare, essa si alzò e, malgrado il freddo intenso di quella notte, non ne fu incomodata, anzi le pareva di avere da ciascun lato, un fuoco che la riscaldasse. 

I nostri Santi Fondatori facevano Essi pure, delle paterne visite alla loro umile ed eroica figlia. Con la sua abituale semplicità essa ardì una volta domandare a S. Francesco di Sales, se le notti passate sul pavimento gli erano gradite: “Oh! sì, rispose, perché è la via che Iddio ha scelta per voi; ma questo non può essere comandato; Dio solo lo chiede e a chi vuole”. 

Commento all‟Apocalisse

 


La seconda epoca della Chiesa militante, quella irrigativa. 

Le dieci persecuzioni fino a Costantino il Grande (64-312 d.C.) 


Cap. v. 8-11 

 

I. E all‟Angelo della Chiesa di Smirne scrivi: ecco quanto dice Colui che è il primo e l‟ultimo, fu morto e vive: So la tua tribolazione e la tua povertà; ma sei ricco, e sei bestemmiato da quelli che si dicono Giudei e non sono, e sono invece la Sinagoga di Satana. Non ti spaventare di quello che stai per patire. Ecco il diavolo caccerà in prigione alcuni di voi, per mettervi alla prova, e sarete tribolati per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte, e ti darò la corona di vita. Chi ha orecchi ascolti quello che lo Spirito dica alle Chiese: Il vincitore non sarà offeso dalla morte seconda.  

Il secondo periodo della Chiesa è quello, per così dire, dell‟irrigazione. La Chiesa, vigna del Signore, infatti, nutre tanti tralci quanti sono i suoi santi. Questa vigna nella prima epoca fu piantata da Cristo e dagli Apostoli, venne poi irrigata nella seconda dal torrente del sangue dei martiri, che era come una sorgente che scaturiva dalla terra e inondava tutta la superficie della Chiesa. questo spargimento del sangue dei cristiani durò dieci giorni, ossia i dieci tempi dei principali tiranni re- gnanti sulla terra. Il diavolo, infatti, vedendo che non riusciva ad impedire il diffondersi della fede di Cristo per mezzo dell‟invidia dei giudei, eccitò gli animi di quei tiranni contro la cristianità, sforzandosi in questo modo di eliminarla e annientarla. Dio permise queste lunghe e terribili persecuzioni per la maggior gloria dei suoi soldati scelti, e per rafforzare maggiormente la verità della fede cattolica, che, pur agitata da tanto immani persecuzioni, rimase immacolata e fu ogni giorno nobilitata da una sempre più grande diffusione. Dio permise poi queste persecuzioni per eccitare la sua Chiesa alla carità perfetta, che fu perfettissima nell‟epoca dei martiri. Allude a quest‟epoca della Chiesa la parabola evangelica narrata in San Giovanni: Se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane infecondo; se invece muore produce molto frutto (XII, 24). Anche nei Salmi vi allude: Per la via si disseta al torrente, e per questo terrà alta la testa (CIX, 7) ovvero il Padre celeste si compiacque di bere nella via di questa vita presente dal torrente di sangue dei martiri. Perciò, ad esempio dei suoi soldati, esaltò sulla croce Cristo suo Figlio, capo di tutti. 

II. A quest‟epoca corrisponde il secondo dono dello Spirito Santo, la fortezza e l‟invitta pazienza nelle cose ardue e nelle avversità. Muniti di questo scudo i santi di Dio d‟entrambe i sessi vinsero il mondo e pervennero al regno dei cieli. Figura di questa seconda età della Chiesa fu il secondo giorno della creazione del mondo, in cui Dio creò il firmamento nel mezzo delle acque. Questo firmamento prefigura la fermezza ossia la fortezza dei martiri, poiché Dio li pose nel mezzo delle acque di ogni tribolazione che però non poterono estinguere il fuoco della loro carità. Inoltre, come nel secondo giorno fu posto il firmamento nel cielo, così nella seconda epoca la Chiesa, simboleggiata dal cielo, fu stabilita saldamente dalla testimonianza dei martiri, che ne divenne il sostegno. A quest‟epoca della Chiesa corrisponde poi la seconda età del mondo, che va da Noè ad Abramo. Come infatti nella seconda età del mondo Noé e la sua discendenza iniziarono ad offrire sacrifici a Dio, così nella seconda epoca della Chiesa i cristiani erano immolati come vittime. L‟effusione del loro sangue e la loro morte era un sacrificio preziosissimo e assai gradito a Dio Padre, che nel suo Figlio Gesù saliva al cielo in odore di soavità. Questo periodo di martirio e tribolazione viene giustamente riferito alla Chiesa di Smirne. Smirne infatti significa „cantico‟ e „mirra‟, vocaboli che ben s‟attagliano entrambi all‟epoca dei martiri. La parola „cantico‟ ricorda che i cristiani d‟entrambi i sessi s‟avviavano al martirio quasi ballando di gioia, come si ricava dalla storia ecclesiastica e dagli Atti degli Apostoli: Essi se ne andavano dal cospetto del consiglio contenti per essere stati fatti degni d’essere vituperati per il nome di Gesù (V, 41). Le tribolazioni e la morte dei santi martiri sono poi un gratissimo cantico, in cui Dio trova diletto, gli Angeli s‟allietano e tutti i santi gioiscono con il Figlio di Dio. Sono però anche mirra. La mirra è infatti amara e impedisce la putrefazione. Così le persecuzioni e le tribolazioni sono amare, e tuttavia preservano la Chiesa e i suoi membri dalla corruzione dei difetti, dei piaceri e dei peccati, e rendono il corpo mistico robusto mediante la pazienza, la povertà, l‟umiltà, il disprezzo del mondo, la carità verso Dio e l‟amore dei beni eterni. La mirra emana poi una soave fragranza, per cui era impiegata nei sacrifici che si rendevano a Dio. Così il sangue e la morte dei martiri sono una fragranza soavissima e un sacrificio che sempre sale fino al cospetto di Dio. 

Vers. 8. E all‟Angelo della Chiesa di Smirne scrivi. Letteralmente qui s‟intende al Vescovo di quel luogo, che è però figura di tutti i Pontefici, vescovi e prelati che riuscirono vincitori in quest‟epoca di tribolazioni della Chiesa. Ecco quanto dice Colui che è il primo e l‟ultimo, fu morto e vive. Più sopra già vedemmo il significato di tali parole. Sono poste qui all‟inizio come esempio. Come infatti Cristo il Figlio di Dio e nostro Re dovette patire ed entrare così nella sua gloria, allo stesso modo i suoi eletti devono patire e morire per vivere con lui in eterno. Perciò centinaia di migliaia di martiri d‟entrambi i sessi rimasero fermi nella fede sull‟esempio del dolcissimo sposo e Re Gesù cristo. Tanto efficace è l‟esempio che dà il superiore. 

Vers. 9. So la tua tribolazione e la tua povertà. Sono queste le proprietà e le note caratteristiche dell‟epoca dei martiri. Infatti „tribolazione‟ è un vocabolo pieno di enfasi, che deriva da tribolo, e significa ogni genere d‟avversità, persecuzioni, ingiurie, angustie e tutti i più orribili e terribili tipi di morte. La parola „povertà‟ invece indica la spogliazione dei beni terreni, la cacciata dalle sede episcopali, dalla Chiesa, dalla casa paterna in esilio ecc. Cose queste che i santi di Dio patirono con gioia per il loro sposo Gesù Cristo dai tiranni che per oltre trecento anni incrudelirono contro di loro, come si legge nella storia ecclesiastica. Ma sei ricco – aggiunge – dei tesori spirituali dei meriti, di eroiche virtù, dell‟oro della carità, del ferro della fortezza, dell‟eredità del regno celeste, ossia della gloria eterna preparata per voi nel cielo in cambio della perdita dei beni transitori di questo mondo. Sei ricco, poiché siete amici di Dio, e i vostri nomi sono scritti in cielo. Al contrario, i potenti di questo mondo, che vi tormentano e spogliano, andranno dopo questa vita passeggera agli eterni tormenti, che li affliggeranno potentemente. E sei bestemmiato da quelli che si dicono Giudei e non sono, e sono invece la Sinagoga di Satana. Per giudei s‟intende qui 1) i resti degli ebrei o della Sinagoga dell‟Antico testamento, che, essendo stati rigettati da Dio, non hanno né avranno più in sè la salvezza. Perciò si aggiunge: che si dicono Giudei, ovvero gli eletti, in quanto discendenti di Abramo, ma non lo sono, e sono invece la Sinagoga di Satana, ovvero la congrega dei riprovati. I giudei, infatti, a causa della loro incredulità e ostinazione nel male, sono stati abbandonati da Dio nelle mani di Satana, di cui sono membra. Non sarà, infatti, popolo di Cristo, chi non lo riconoscerà, come sta scritto in Daniele, cap. II. 2) Inoltre il termine giudei indica qui anche la Cristianità, ossia allegoricamente i cattivi cristiani, che dicono d‟essere gli eletti e asseriscono di conoscere Dio, ma lo negano nei fatti, come in San Paolo ai Romani, cap. I, mentre d‟entrambi parla lo stesso Apostolo al cap. II: Vero giudeo non è chi tale appare, né è circoncisione quella che si manifesta nella carne; ma Giudeo è colui che è tale interiormente; la circoncisione è quella del cuore, secondo lo spirito e non secondo la lettera. Questa avrà lode non dagli uomini, ma da Dio (II, 28-29). Queste espressioni intese in senso letterale vanno riferite ai giudei secondo la promessa fatta da Dio alla discendenza di Abramo, allegoricamente invece si parla dei cristiani secondo la promessa di Cristo. E da costoro la Chiesa di Dio, nei suoi eletti e santi membri, viene bestemmiata. Infatti i giudei la rimproverano, pensando così: se la fede in Cristo fosse vera, se Cristo fosse il vero Messia e il vero Figlio di Dio onnipotente, certamente non permetterebbe che i suoi eletti e diletti siano afflitti, patiscano e vengano assassinati come pecore, perché la morte è una cosa infamante e la croce di Cristo era per essi motivo di scandalo, come dice l‟Apostolo San Paolo: Noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i giudei, stoltezza per i gentili (I Corinti I, 23). I cattivi cristiani e gli eretici bestemmiavano la Chiesa di Dio con le loro pessime azioni e perverse dottrine, per cui avvilita agli occhi dei giudei e dei pagani la Chiesa era sempre più disprezzata, e i suoi santi membri erano oggetto di più gran disprezzo, e pativano persecuzioni più gravi anche dagli stessi falsi cristiani. 

Vers. 10. Non ti spaventare di quello che stai per patire. Con queste parole Cristo anima la sua Chiesa a sopportare intrepidamente ogni male per quanto lungo. E poiché i colpi che si vedono per tempo feriscono di meno e i mali del mondo che si prevedono in anticipo sono più tollerabili, così Cristo decise – come indicano le parole che seguono - che anche noi dovessimo patire secondo l‟ordinazione divina, e quanto grande fosse la persecuzione, e da chi e per quanto tempo dovessimo riceverla. Ecco il diavolo manderà in prigione alcuni di voi, per mettervi alla prova, e sarete tribolati per dieci giorni ecc. Ecco il diavolo manderà, poiché egli, mosso dalla sua consueta invidia contro i fedeli di Cristo, spingerà i Re e i cattivi Principi, inciterà i giudei, e subornerà quelli tra i cristiani che insegnano dottrine perverse, ovvero, i cattivi e falsi cattolici, i quali tutti, come suoi agenti, getteranno alcuni di voi, ovvero molti di voi e tutti coloro che in questa seconda epoca della Chiesa conquisteranno la corona immortale, in prigione. Saranno quelli insomma come i littori del diavolo. Per questo il testo dice manderà in prigione, mediante cioè i sicari del principe di questo mondo. Egli si servirà, infatti, sulla terra dell‟opera degli uomini empi per saziare la sua inestinguibile e forsennata brama di nuocere alle pie membra di Cristo. In prigione, il che significa: 1) la lunghezza delle future persecuzioni. Chi infatti viene mandato in carcere, non se ne libera subito. Così si dice mandare il danaro di qualcuno nel tesoro del Tempio o nel tesoro del Re, per esservi là custodito. 2) In secondo luogo il vocabolo „prigione‟ indica ogni genere di mali che i santi ed eletti di Dio dovranno patire. La prigione è infatti l‟officina, per così dire, di ogni tribolazione. Chi viene mandato in carcere infatti è separato dagli uomini come un malfattore. In carcere vi è sete, fame, freddo, calore, catene, nudità, perdita dei beni, in carcere tortura, tormenti, flagelli, bastonature, oltraggi, veglie, angustie, puzzo. Dalla prigione infine si esce a causa di un‟ingiusta sentenza di condanna per andare a morire per pentole, teglie, ruote, spade, l‟infamia della croce, la decapitazione, l‟affogamento, l‟esilio, le bestie, gli orsi, i leoni, le tigri e i leopardi. Perciò dice Cristo qui queste chiare parole: Ecco il diavolo manderà in prigione alcuni di voi, ossia con il permesso del Padre celeste, per mettervi alla prova come il fuoco nel crogiolo. Questa prova però non è nell‟intenzione del diavolo, che non considera il bene delle persecuzioni. Solo Dio sa infatti trarre il bene dal male. E così dalla crudeltà dei tiranni si ricava la pazienza dei martiri e la corona della gloria eterna. Dio fa lo stesso con la sua Chiesa anche oggi, quando i suoi prelati e i suoi membri abbandonano il cuore ai peccati, ai piaceri e alle ricchezze temporali della terra. E sarete tribolati per dieci giorni, ossia per dieci regni o periodi di altrettanti pessimi prìncipi, che succedendosi l‟uno altro quasi a senza interruzione, come fossero giorni, incrudeliranno contro i cristiani. Questi dieci giorni devono intendersi allora per quel periodo di tempo continuo che dal regno dell‟Imperatore Nerone, il primo persecutore della Chiesa, va fino a Costantino il Grande. Trascorsero quindi quasi trecento anni durante i quali la Chiesa nuotò quasi senza tregua nel sangue dei martiri d‟entrambi i sessi, come l‟arca di Noè nel diluvio, finché dopo dieci persecuzioni non si fermò come l‟arca su di un eccelso monte, Costantino il Grande. La prima persecuzione esplose sotto Nerone; la seconda sotto Domiziano; la terza sotto Traiano; la quarta sotto Marco Aurelio; la quinta sotto Settimio Severo; la sesta persecuzione sotto Massimino. La settima iniziata sotto l‟imperatore Decio continuò durante i regni di Gallo e Volusiano; l‟ottava durante i due Valeriani e Gallieno; la nona sotto Aureliano; la decima infine, che fu la più imponente di tutte, fu scatenata da Diocleziano e dal suo collega Massimiliano. Vedi quel che ne scrive la storia ecclesiastica. 

III. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona di vita. La Chiesa viene esortata a perseverare nelle future tribolazioni proponendole il premio. Questa esortazione alla pazienza è un segno della clemenza di Dio, che incoraggia la Chiesa di fronte alla crudeltà immane e alla lunghezza dei mali che si scateneranno, per permesso divino, contro i santi ed amici di Dio. Sii fedele fino alla morte: sii costante e perseverante fino alla morte nella tua tribolazione. Sii fedele nella fede, speranza e carità. Non venir meno, lasciandoti scandalizzare da mali così numerosi, crudeli e lunghi, che Dio permette contro di te. E ti darò la corona di vita: l‟aureola del martirio secondo la misura delle tribolazioni che hai sopportato per me. La corona di vita di chi ha ottenuto il trionfo nei cieli, corona che non ti sarà sottratta. Nessuno, infatti, che non abbia combattuto secondo le regole, otterrà la corona della vittoria. La corona di vita: il Regno ossia la libertà dei figli di Dio, così da non dover più sottostare a nessun re della terra. 

   Vers. 11. Chi ha orecchio ascolti quel che lo Spirito dica alle Chiese. Con queste parole vuole incitare il nostro intelletto a scrutare qualche significato recondito pieno di misteri celesti, che bisogna trarre dalla proprietà del contenuto e delle parole, riguardante la sua Chiesa. Chi vincerà non sarà offeso dalla morte seconda: dall'inferno ovvero dalla morte eterna dei dannati. Si dice morte seconda, perché segue alla morte corporale, che è la prima morte, della vita caduca. Cristo aggiunge queste parole come fossero il motivo più forte della perseveranza nella grave congiuntura delle persecuzioni. Se infatti si considera l‟immane incendio dell‟inferno e l‟eterna dannazione degli empi e si tenga presente i raffinati tormenti e mali che questa comporta, con gioia e facilmente ci si sottoporrà ad ogni tribolazione e alla morte temporale, per evitare le tribolazioni e la morte eterna. Avendole sempre dinanzi agli occhi, infatti, i servi di Dio superarono ogni tormento e giunsero al regno celeste.

Venerabile Servo di Dio Bartolomeo Holzhauser 

COME IN CIELO COSI' IN TERRA

 


Sia fatta la tua volontà  

come in cielo, così in terra;

affinché ti amiamo con tutto il cuore,  

pensando sempre a te;  

con tutta l'anima, desiderandoti sempre;  

con tutta la mente,  

dirigendo a te tutte le nostre intenzioni,  

e cercando in tutte le cose I'onor tuo;  

e con tutte le nostre forze,  

impiegando tutte le potenze dell'anima

e i sentimenti del corpo  

in ossequio del tuo amore,  

e non in altro.  

Sia fatta la tua volontà  

come in cielo, così in terra;  

affinché amiamo altresì i nostri prossimi,  

come noi stessi, traendo tutti,  

giusta le nostre forze, al tuo amore,  

godendo dei beni e avendo compassione  

dei mali altrui, come dei nostri,  

e non recando a chicchessia

offesa alcuna.

  

S. Francesco d' Assisi

Figli miei, siete giunti al tempo della fine, questa sarà l’ora che ogni uomo vedrà il Volto di Dio. Conoscerà Dio e sarà in Dio se si prostrerà a Lui e Gli chiederà perdono di tutti i suoi peccati.

 


Gesù e Maria hanno scelto questo luogo della Sardegna.


Gesù tuona la sua voce, chiama il suo popolo al raduno, chiede preghiera incessante e penitenza!

Figli miei, siete giunti al tempo della fine, questa sarà l’ora che ogni uomo vedrà il Volto di Dio. Conoscerà Dio e sarà in Dio se si prostrerà a Lui e Gli chiederà perdono di tutti i suoi peccati.

Dio ama la sua creatura, e attende, perché tutti i suoi figli si salvino. Il Cielo freme nell’attesa di intervenire a salvare questa Umanità.

Tutto è compiuto, il Banchetto Nuziale è pronto per i figli di Dio! … avanti popolo di Dio, avanti con il Rosario in mano! Sia la preghiera incessante in voi, … penitenza! Figli miei, penitenza! Avete la possibilità con le vostre offerte di salvare molte anime.

Oggi vedo in voi la volontà di ascoltare e seguire le mie parole. Dio c’è amati figli, Dio esiste, Dio è in mezzo a voi, non rifiutate la sua voce, ascoltate la sua Parola, vivete il santo Vangelo e donatevi a Lui per essere in Lui santificati.

Il mondo è alla sua fine, un asteroide presto colpirà la Terra
e sarà pianto e stridore di denti per molti.

I miei figli saranno ricoverati nei miei rifugi,
essi godranno di tutti i miei beni,
avranno il giusto conforto per la loro fedeltà al loro Dio Creatore.

Luce del mondo, Creatore di tutte le cose, … Dio È! Nessuno è come Dio, nessuno può prendere il suo posto, Egli È, o uomini! Avanzate con tutto il vostro  sincero, è tempo di grande conversione, è tempo di tornare in fretta all’Altissimo Padre Creatore.

Mettete in voi la santità, rivestitevi di luce, indossate la veste bianca! … non tarderò a far sentire nei vostri cuori la mia voce e sarà terrore per chi si sarà allontanato da Me, ma sarà gioia immensa per chi Mi avrà seguito e amato in fedeltà assoluta.

Gesù e Maria hanno scelto questo luogo della Sardegna, terra amata dal Signore e mirata dal Padre Eterno per la sua fedeltà. In questo luogo non è entrata l’eresia ma Satana è forte, prima che colpisca anche questo popolo Io devo intervenire, questa è la Patria dove Io metterò il mio piede e solleverò questa terra alle altezze divine dove resterà assieme ad un popolo santo in Dio.

Gradite queste mie parole, amatevi tra di voi e amate Me il vostro Creatore; state uniti tra di voi e non giudicate mai, lasciate che sia il Signore il solo, … l’unico Giudice.

Servitemi nella vita terrena, fate offerte d’amore al vostro Dio Amore: santità e castità, oltre la vita in amore e serenità.

Amate le vostre famiglie, amate i vostri figli, non odiate nessuno, figli miei, non odiate nessuno, pregate per i vostri nemici, offriteli al Signore nelle vostre preghiere perché in voi entri la santità.

La Terra è per essere rinnovata in Dio, avrete una Terra nuova, un luogo santo, un paradiso, un nuovo eden da vivere nell’amore e nella pace, nella condivisione di ogni cosa e nella grazia di Dio che sarà al vostro fianco, … Egli camminerà con voi assieme a tutto il Cielo.

Queste sono le mie parole oggi, vi basta?

Siete convinti che queste siano mie parole?

Se è sì, andate nella mia benedizione.

Oh, gente mia! Popolo mio! Amato mio! … quanto ti amo e quanto ti attendo! Arde d’amore il mio Cuore per voi! Nell’attesa di riabbracciarvi a Me per sempre, segno il vostro cuore in Me e lo consacro al trionfo del mio Sacro Cuore e al trionfo del Cuore Immacolato di Maria.

Le porte del Cielo stanno per essere aperte alla discesa del Figlio dell’Uomo, attendete con paziente amore, senza stancarvi e brontolare, il Cielo è in attesa del vostro tutto, siate santi come il vostro Dio è santo.

Maria SS. è qui con Me, in queste mie parole Ella è con Me, veglia su di voi e vi custodisce già nel suo manto, … tutto, presto sarà un rogo.

Vi benedico, attenti alle mie parole, siate vigili e seguite attentamente i consigli che Dio vi elargisce.

Amen, pace e bene.

Carbonia 03-03-2021


 

Con la forza dei piccoli

 


Il 2 marzo 2021, questa anima californiana ha “visto” il numero 578 del Libro blu. Questo messaggio è stato originariamente dato a P. Stefano Gobbi a Bratislava, in Slovacchia, l'8 settembre 1996 nella festa della Natività della Beata Vergine Maria. È insolito per quest'anima californiana ricevere messaggi così frequentemente, come è avvenuto di recente. Forse è perché la Madonna stessa ha indicato attraverso un altro veggente che le sue apparizioni stanno per finire (vedi Presto, la giustizia di Dio ...).

 

Con la forza dei piccoli

Riunitevi, come fiori profumati d'amore e di purezza, attorno alla culla in cui mi trovo al momento della mia nascita. Poiché sono piccola, sono gradita al Signore. Poiché sono piccolo, sono stato destinato dal mio Dio a guidare la schiera dei suoi figli contro il terribile esercito di Satana, degli spiriti ribelli e dei loro potenti seguaci. Con i miei bambini, alla fine, otterrò la mia più grande vittoria.

Con la forza dei piccoli vincerò il grande potere di Satana, che ha stabilito il suo regno nel mondo e ha sedotto, con la coppa del piacere e della lussuria, tutte le nazioni della terra. Per questo, con il mio Movimento Sacerdotale Mariano, raduno dappertutto i miei piccoli figli, e con gioia vedo che mi rispondono con generosità e sempre più numerosi.

Con la forza dei piccoli, riporterò a Dio questa povera umanità, ingannata e sedotta da false ideologie, e particolarmente intrappolata dal grande errore dell'ateismo. Con esso Lucifero, l'antico serpente Satana, ha voluto rinnovare davanti a Dio la sua orgogliosa sfida, portando l'umanità a ripetere il suo gesto di ribellione contro il Signore: non serviam: Non lo servirò. E così raccolgo nel giardino del mio Cuore Immacolato la grande coorte dei miei piccoli figli e li offro al perfetto compimento della Volontà del Padre Celeste. Così, in loro e per mezzo di esse, ripeto il mio gesto di umile e perfetta disponibilità alla sua Volontà, ripetendo ancora il mio Fiat: sia fatta la tua santa e divina Volontà.

Con la forza dei piccoli guarirò questa umanità malata e ferita dal peccato, dall'orgoglio, dalla violenza e dall'impurità. Per questo guido con dolce fermezza tutti i miei piccoli figli sulla via della santità, dell'umiltà, dell'amore e della purezza. E allora questo mondo tornerà ad essere il giardino, in cui il Signore potrà ancora una volta essere amato, goduto, servito e perfettamente glorificato. Si realizzerà così la grande vittoria annunciata e cantata nelle Sacre Scritture: 'Dalla bocca dei bambini e dei lattanti, hai affermato il tuo potere contro i tuoi avversari, per mettere a tacere il nemico e il ribelle' (Sl 8: 3).

Benedico questo piccolo Paese che, in questi giorni, ha regalato tanta gioia e conforto al mio Cuore Immacolato. Hai visto, figlioletto, con quale entusiasmo i sacerdoti e i fedeli hanno risposto al mio invito a partecipare ai cenacoli: quante grazie sono scese a tanti bambini in questo Paese, dove la Madre celeste ha ricevuto uno dei risposte più grandi al suo invito ad appartenere al Movimento Sacerdotale Mariano, per far parte della vittoriosa coorte dei miei piccoli figli.


 

Il mini-giudizio è una realtà. Le persone non si rendono più conto che Mi offendono.
Per la Mia infinita Misericordia fornirò un mini-giudizio.
Sarà doloroso, molto doloroso, ma breve.
Vedrai i tuoi peccati, vedrai quanto Mi offendi ogni giorno.
So che pensi che suona come una cosa molto buona,
ma sfortunatamente, anche questo non porterà il mondo intero nel Mio amore.
Alcune persone si allontaneranno ancora di più da Me,
saranno orgogliosi e testardi….
Coloro che si pentono riceveranno una sete inestinguibile per questa luce ...
Tutti coloro che Mi amano si uniranno per contribuire a formare il tallone che schiaccia Satana.

- Gesù a Matthew Kelly, 1993; a partire dal Il miracolo dell'illuminazione della coscienza 
del dottor Thomas W. Petrisko, pp.96-97

Poi la legione di piccole anime, vittime dell'Amore misericordioso,
diventeranno numerosi "come le stelle del cielo e le sabbie della riva del mare".
Sarà terribile per Satana; aiuterà la Beata Vergine a schiacciare completamente la sua testa orgogliosa. 

-St. Teresa di Lisieux, Manuale di The Legion of MaryP. 256-257

DRAGHI E L'AGENDA GLOBALISTA

 


Lettera di Mons. Carlo Maria Viganò. L’agenda globalista: Draghi rappresenta la Quintessenza del Nuovo Ordine Mondiale. Se davvero dev’esserci un Great Reset della nostra società, si compirà solo con il pentimento per le colpe pubbliche delle Nazioni  



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ET CONCULCABIS LEONEM ET DRACONEM

 

 

Super aspidem et basiliscum ambulabis,

et conculcabis leonem et draconem.

 

Ps. 90, 13

 

 

I liberi pensatori, sino al secolo scorso, potevano propagandare le proprie idee intrise di principi massonici e di retorica perché il corpo sociale non era liberale; potevano rimanere sul sagrato delle chiese, la domenica mattina, mentre le loro donne e i loro figli assistevano alla Messa, andavano a catechismo, venivano istruiti dalla Chiesa e dallo Stato ai principi morali e ai valori condivisi dell’onestà, del senso del dovere, dell’amor patrio. Potevano mandare a morire in guerra milioni di giovani vite, in nome di ideali che ancora erano legati ad un mondo essenzialmente cristiano, anzi profondamente cattolico e romano: quel mondo in cui i nostri soldati al fronte recitavano il Rosario, pregando per i propri cari e per la cara Italia, terra benedetta dalla Provvidenza, culla della civiltà e sede del Papato. Ma quei principi liberali e massonici, pur denunciati dai Pontefici e combattuti da Vescovi, predicatori e teologi, sono riusciti a far breccia nella nostra società, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale ed ancor più dopo il nefasto Sessantotto.

Ci siamo così ritrovati, per il necessario e inevitabile ricambio generazionale, ad avere un’intera classe dirigente che è stata formata alla scuola del libero pensiero, all’ideologia massonica, all’indifferentismo religioso, alla laicità dello Stato e alla conseguente crisi morale del Paese. Decenni di indottrinamento hanno cancellato l’eredità religiosa e morale dell’Italia, portando gli Italiani a vergognarsi di un passato glorioso e a rinnegare duemila anni di Cristianità.

Doveva essere una scelta di progresso, senza privilegiare la verità a discapito dell’errore, senza riconoscere il primato del bene sul male, senza imporre leggi e dottrine con la forza ma promuovendone l’applicazione con la scelta consapevole; ci ritroviamo una Nazione corrotta, che approva il concubinato e l’aborto, promuove la sodomia e la perversione, riconosce diritti al crimine e deride o addirittura condanna l’onestà, la rettitudine, la virtù. In nome della tolleranza ci è stato chiesto di consentire legittimità al male, rassicurandoci che comunque il bene non sarebbe stato ostacolato: oggi lo Stato garantisce e tutela il male ed è giunto a vietare il bene. Si possono commettere i crimini più abominevoli, come uccidere una creatura innocente nel ventre materno o l’anziano inerme e il malato terminale nel letto d’ospedale, ma è proibito difendere la vita, la famiglia, la Religione.

D’altra parte, l’essenza del liberalismo – che, ripeto, è l’applicazione politica e sociale dei principi della Massoneria – risiede proprio nel disarmare progressivamente la maggioranza dei buoni, e al contempo nel sostenere e rafforzare la minoranza dei corrotti, sotto il pretesto di una presunta quanto assurda parità di diritti. Eppure non dovrebbe essere così difficile, se si usasse un po’ di raziocinio, comprendere che la sola idea di uguaglianza è assurda, perché presuppone un appiattimento delle differenze, un’omologazione delle diversità che di fatto finisce col cancellare ciò che viceversa dovrebbe rendere il corpo sociale – e quello ecclesiale per coerenza – efficiente in tutte le sue membra, diverse ma armonicamente connesse.

Pretendere che un piede possa vedere o che una mano possa ascoltare, o ridurre le funzioni degli organi al minimo comun denominatore è un’operazione assurda e sciagurata, come lo sarebbe pretendere che in un’automobile la frizione svolga la funzione delle ruote o che il motore faccia il lavoro dei fari. Eppure nella cosa pubblica si lascia comandare chi non è costituito in autorità, si permette di definire famiglia un’unione che per natura è destinata alla sterilità del vizio, si riconosce il diritto di decidere se una legge sia giusta non a chi ha la saggezza e la prudenza di farlo, ma a chi antepone il proprio interesse particolare al bene comune. E si finisce con l’adorare il vitello d’oro rifiutando il culto esclusivo al Dio vivo e vero. In questo la democrazia rivela la sua debolezza, dal momento che pone come postulato una bontà innata nella moltitudine, che viceversa è incline al male e al peccato e che ha bisogno di esser guidata da un’autorità che abbia come modello valori trascendenti.

Questa corsa verso il baratro ha i chiarissimi connotati della nemesi, punizione di una hybris che non conosce freni, che sfida il Cielo, che nella vertigine della ribellione e del caos rifiuta ogni gerarchia e ogni ordine impresso dal Creatore e Signore di tutte le cose. Solo così possiamo comprendere le decisioni scellerate dei governanti, dalla gestione dell’emergenza pandemica all’indiscriminata accoglienza degli immigrati clandestini; solo così riusciamo a vedere la follia che unisce in un unico disegno fatti apparentemente scollegati tra loro. Cercare una qualche ragionevolezza nelle parole del sedicente esperto che impone le mascherine per proteggere la popolazione da un virus influenzale, o nell’ordine dell’autorità di chiudere le scuole e i ristoranti mentre sui mezzi pubblici i cittadini sono costretti a viaggiare stipati asseconda questa follia, riconoscendole una razionalità e una logicità che non può avere. Così come è assurdo contestare la presunta inevitabilità dei prestiti che l’Italia dovrebbe richiedere all’Unione Europea, dopo che questa – con modalità criminali degne dei peggiori usurai – ha creato scientificamente le premesse sociali ed economiche della crisi economica. È altrettanto assurdo chiedersi perché le cure per il Covid siano boicottate per favorire cosiddetti vaccini sperimentali realizzati con feti abortivi e dagli effetti ancora ignoti, quando è evidente che la pandemia è stata pianificata con lo scopo da un lato di arricchire spropositatamente la lobby farmaceutica e dall’altro di imporre misure di controllo altrimenti inaccettabili.

Ma se questo nostro atteggiamento costruttivo e aperto al confronto poteva in qualche modo esser giustificato e scusato fino a qualche anno fa in nome di una parziale comprensione del quadro globale, oggi esso rischia di degenerare in una sorta di complicità ottusa, perché la presunzione di buonafede da parte dei nostri interlocutori è stata ampiamente sconfessata. Le vicende recenti della crisi del governo Conte bis e la fiducia accordata al governo del Presidente Draghi non fanno eccezione, e se non stupisce il generale entusiasmo dei partiti anche della cosiddetta opposizione, lascia sconcertati il consenso delle vittime alla nomina di un carnefice ben peggiore dell’avvocato di Volturara Appula.

Pare anzi che l’avvento del cinico tecnocrate sia stato salutato con sollievo, dopo un anno di reboanti proclami e plateali fallimenti del predecessore e di tutta la sua grottesca accolita di impresentabili. Se infatti vi è stato chi fino a ieri deplorava la pessima gestione della pandemia a colpi di DPCM tanto illegittimi quanto devastanti, oggi l’efficienza nel perseguimento del medesimo piano sembra rappresentare un miglioramento, come se il condannato a morte si rallegrasse della migliore affilatura della lama della scure, mentre abbassa consenziente il capo sul ceppo per ricevere il colpo del boia.

Gli Italiani, indotti alla soggezione e alla servitù dal martellamento dei media e da un’operazione di manipolazione delle masse, sono stati ancor più obbedienti di altre Nazioni apparentemente più disciplinate: mentre nelle nostre città qualche politico raccomanda il distanziamento sociale durante timide manifestazioni di protesta, in molti Paesi europei i cittadini scendono in piazza spontaneamente e fronteggiano la repressione violenta delle forze dell’ordine con determinazione. Mentre la nostra “opposizione” si scandalizza per l’inefficienza del commissario Arcuri nella distribuzione dei vaccini, all’estero gruppi di avvocati e medici ne denunciano la pericolosità e si oppongono all’obbligo vaccinale, ottenendo che le stesse autorità ne vietino la distribuzione. E se c’è chi viola per esasperazione norme palesemente illegittime, in Italia è criticato come irresponsabile proprio da coloro che, non fosse che per calcolo politico, dovrebbero cavalcare la rivolta e dimostrare quanto sia assurdo chiudere le attività commerciali in assenza di evidenze scientifiche che legittimino l’adozione di misure così drastiche.

Mario Draghi rappresenta la quintessenza della tirannide del Nuovo Ordine, nella sua cinica competenza, nella professionalità della sua azione devastatrice, nell’efficienza dei suoi funzionari. E non stupisce che egli sia stato educato, come Joe Biden e tanti altri leader globalisti, alla scuola ideologica dei Gesuiti. Non stupisce, ed anzi non avrebbe potuto essere altrimenti: solo una struttura fortemente gerarchica e quasi militare poteva manipolare le giovani coscienze di intere generazioni, con diabolica lungimiranza, preparando l’avvento di una società tirannica e disumana. L’abbiamo visto in Italia, ben prima del Sessantotto, quando i professori universitari salutavano con scomposto entusiasmo l’elezione di Roncalli, amico del modernista Bonaiuti, ben sapendo come la sua apparente bonomia nascondesse una mente avvelenata dalle dottrine combattute da San Pio X e ancora avversate da Pio XII fin sul letto di morte. L’abbiamo visto negli Atenei di mezza Europa e nelle Università cattoliche americane, da cui sono usciti i protagonisti del Vaticano II e del postconcilio, gli agit-prop del Movimento Studentesco e dei sindacati di sinistra, i terroristi delle Brigate Rosse e gli ideologi della Teologia della Liberazione, i teorizzatori della liberazione sessuale, del divorzio e dell’aborto. Potremmo affermare che negli ultimi decenni non si sia avuto alcun evento politico, sociale, culturale e religioso che non abbia trovato un potente ispiratore nei Gesuiti. I quali, dopo aver rinnegato il giuramento e i voti pronunciati il giorno della loro Professione, hanno messo a disposizione del nuovo padrone la loro rete di relazioni e la loro capacità di infiltrare i propri emissari nei posti chiave della politica, dell’amministrazione pubblica, dell’istruzione, della cultura, dei media, dell’imprenditoria e della finanza. Una rete che replica, forse con maggior efficienza e incisività, quella non meno eversiva delle sette massoniche e delle conventicole di cospiratori.

Giuseppe Conte, homo novus sponsorizzato oltretevere da Prelati ampiamente compromessi con la peggiore politica democristiana e cattocomunista, ha svolto la sua funzione di inconsistente burattino dalle ambizioni tanto ridicole quanto velleitarie: la sua parabola ha consentito il perseguimento di un progetto di ingegneria sociale che prevedeva proprio un avvocato sine nomine come ignaro esecutore degli ordini del burattinaio globalista. E che proprio facendo leva sulla sua vanità ha potuto usarlo per imporre alla popolazione decisioni devastanti, senza alcuna ratifica del Parlamento né tantomeno della volontà degli elettori. Ma il suo ruolo chiaramente temporaneo, quasi come una comparsa, si doveva esaurire nel momento in cui, divenuta evidente la sua inconsistenza e imperizia su tutti i fronti, si sarebbe reso necessario quel “cambio di passo” che già dalla scorsa estate qualche raro osservatore della politica italiana prevedeva si sarebbe realizzato con l’avvento di Mario Draghi, ex Governatore della BCE, esponente della lobby finanziaria e naturale erede di Mario Monti.

Potremmo vedere un istruttivo parallelo di questa situazione nello speculare ruolo che il gesuita Jorge Mario Bergoglio si è visto assegnare dalla cosiddetta Mafia di San Gallo: anche l’Argentino, fino ad allora quasi sconosciuto, è stato eletto Papa per demolire le ultime vestigia della Chiesa Cattolica; e come Conte, anche Bergoglio crede di essere l’autore di un cambiamento radicale ed irreversibile, pensando di passare alla storia mentre chi lo manovra ha già designato chi prenderà il suo posto. Anche in questo caso la vanità, l’egocentrismo, anzi il delirio di onnipotenza del personaggio gli impediscono di comprendere di essere usato e che l’appoggio di cui oggi beneficia si tramuterà in spietato cinismo non appena i suoi disastri saranno abilmente enfatizzati dai media. L’uno e l’altro hanno un simile destino, né farà eccezione Joe Biden, la cui Vicepresidente Kamala Harris attende con impazienza il momento in cui il copione prevederà l’estromissione del corrotto democratico col pretesto della sua salute mentale e fisica.

È quindi importantissimo, e parimenti ineludibile, che quanti hanno a cuore le sorti della Patria comprendano che il Presidente Draghi in nulla si discosterà dall’agenda globalista, se non nella maggiore efficienza con cui la realizzerà. Nutrire la speranza che il tecnocrate al quale si deve la devastazione della Grecia possa in qualche modo venir meno al suo compito è da sprovveduti, così come è ogni forma di collaborazione o di supporto a questo governo non può che condurre inesorabilmente alla ulteriore perdita di sovranità nazionale e all’asservimento completo al Nuovo Ordine. Non dimentichiamo che il gabinetto del Primo Ministro annovera personaggi quali Vittorio Colao e Roberto Cingolani, per i quali il Great Reset è ormai in stadio avanzato di compimento, con o senza il consenso degli elettori. Chi governa oggi, in Italia come negli Stati Uniti, non considera minimamente rilevante che il proprio potere sia usurpato con manovre di palazzo o con frodi elettorali, né che il totem della democrazia grazie al quale ha potuto illudere le masse sia sostituito da una crudele dittatura, con o senza l’alibi dell’emergenza pandemica. Sappiamo bene che era tutto programmato da anni, e che per realizzare fino in fondo il progetto globalista l’élite non esiterà a violare i diritti fondamentali, col pretesto di farlo “per il nostro bene”. Ma sappiamo anche che quanto più ci avviciniamo alla fine dei tempi, tanto più la Provvidenza moltiplica le grazie per il pusillus grex che rimane fedele al Signore.

Se sapremo capire che ciò che avviene in Italia fa parte di un unico copione sotto un’unica regia, riusciremo a cogliere la coerenza tra fatti apparentemente eterogenei, e soprattutto comprenderemo che le motivazioni che vengono addotte per legittimare provvedimenti in violazione delle libertà naturali degli individui non sono altro che pretesti, tanto falsi quanto razionalmente incongruenti. E siccome tutto si regge su una colossale menzogna, sarà sufficiente che crolli uno solo degli inganni per far sprofondare l’intera Torre di Babele globalista, i suoi gerarchi, i suoi sacerdoti, i suoi cortigiani, i suoi servi. Cadent a latere tuo mille, et decem millia a dextris tuis; ad te autem non appropinquabit: il Salmo 90 ci ricorda la protezione dell’Altissimo, la punizione che aspetta i peccatori; ci sprona a riporre la nostra fiducia in Dio, il Quale manderà i Suoi angeli per proteggerci lungo il nostro cammino.

Non lasciamoci sedurre dall’apparente ineluttabilità del male: Satana è l’eterno sconfitto, sia che cerchi di distruggere la Chiesa di Cristo – roccia incrollabile per le stesse parole del Salvatore – sia che si accanisca su quel che rimane dell’umano consorzio. E se davvero dev’esserci un Great Reset della nostra società, esso si compirà solo con il pentimento per le colpe pubbliche delle Nazioni, con un nuovo rinascimento della Cristianità, con un ritorno alla Legge di Dio. Fiat volutas tua, recitiamo nel Padre nostro: sia questa la nostra agenda, sull’esempio della Vergine Santissima, Nostra Signora e Regina, che per prima ha calpestato l’aspide e il basilisco, ha schiacciato la testa del leone e del drago.

 

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo 

3 Marzo 2021