domenica 5 giugno 2022

Come la devozione al S. Cuore di N. S. G. C. sia giusta e ragionevole.

 


LA DIVOZIONE AL S. CUORE DI N. S. GESÙ CRISTO 

Le ragioni che persuadono ad amare Gesù Cristo superano ogni  sentimento: le anime le gustano secondo il loro stato nella grazia, e pare  che il voler investigare altri motivi che ci spingano ad amare N. Signore, sia  un dimenticarci di quello che siamo o credere d’ignorare chi Egli sia. 

Potrebbe dunque apparire cosa inutile riferire qui i motivi che ci  devono spingere alla devozione al S. Cuore di Gesù. Siccome pero non tutti  gli uomini sono sempre nelle stesse disposizioni, e non essendo la grazia  sempre uguale in essi, ci sembrò opportuno di fare alcune riflessioni su i  tre motivi principali che a prima vista ci si presentano, e a cui si arrende  ogni uomo ragionevole. Essi si ricavano da tre cose che con più forza  influiscono sul nostro spirito e sul nostro cuore, cioè dalla ragione,  dall’interesse e dal piacere. Mostreremo in questo capitolo e nei due  seguenti: 1° Quanto la devozione al Sacro Cuore di Gesù è giusta e  ragionevole; 2° Quanto è utile alla nostra salute e perfezione; 3° Quanto  questa devozione contenga di vera dolcezza. E veramente se si considera  l’oggetto sensibile di questa devozione, cioè il S. Cuore di Gesù, o ci si fermi  sull’oggetto principale e spirituale, ch’è l’amore immenso di Gesù per  l’umanità, dì quali sentimenti dì rispetto, dì riconoscenza e d’amore non  dovremo esser pieni! 

 

§ 1. Eccellenza del Cuore adorabile di N. S. Gesù Cristo. 

Il Cuore di Gesù è santo della santità di Dio stesso; per conseguenza  tutti i moti del suo Cuore, data la dignità della Persona che li compie, sono  atti di prezzo e di valore infinito, essendo azioni d’un Uomo-Dio. È giusto  dunque che si onori il S. Cuore di Gesù con un culto speciale, perché tale  onore si tributa alla stia Persona divina. 

Se la venerazione che tributiamo ai Santi ci rende il loro cuore così  prezioso, se lo consideriamo conte la più preziosa delle loro Reliquie, che si  deve pensare del Cuore adorabile di Gesù? Qual’è mai quel cuore che abbia  avuto disposizioni così meravigliose e così conformi ai nostri veri interessi?  Dove potremo trovarne un altro i cui moti ci siano stati più vantaggiosi? In  questo Cuore divino si formarono tutti i disegni della nostra salvezza, e per  l’amore che divampa in questo Cuore divino tali disegni vennero mandati  ad effetto. 

Il S. Cuore di Gesù, dice un gran servo di Dio, è la sede di ogni virtù,  la sorgente di ogni benedizione, il rifugio di tutte le anime sante. Le virtù  principali che si possono ancora onorare in lui sono: l’amore ardentissimo  verso Dio suo Padre, unito al rispetto più profondo e alla maggiore umiltà  che mai sia stata; la pazienza infinita nelle pene, il dolore eccessivo per i peccati che si era addossato, la confidenza d’un Figlio tenerissimo unita  alla confusione d’un grandissimo peccatore, infine la compassione più  sentita per le nostre miserie, l’amore immenso per noi, malgrado le nostre  stesse miserie; e non ostante tuffi questi moti, di cui ciascuno al più alto  grado immaginabile, un’uguaglianza inalterabile causata da conformità  perfetta alla volontà di Dio, da non poter venir turbata da nessun  avvenimento, per quanto contrario al suo zelo, all’umiltà, allo stesso amore  e a ogni altra disposizione in cui si trovava. 

Questo Cuore adorabile nutre ancora, in quanto, è possibile, gli stessi  sentimenti, ma soprattutto è, sempre ardente d amore verso gli uomini,  sempre aperto per versare su di loro ogni sorta di grazie e di benedizioni,  sempre compassionevole ai nostri mali, sempre stimolato dal desiderio di  comunicarci i suoi tesori e Se stesso, sempre disposto ad accoglierci per  essere nostro asilo, abitazione, paradiso anche in questa vita. 

Con tutto ciò Egli non riceve dagli uomini che durezza, oblio,  disprezzi, ingratitudine. Questi motivi non devono dunque indurre i buoni  cristiani a onorare il S. Cuore e a riparare tanti oltraggi con manifestazioni  vibranti d’amore? 

 

§ 2. Le amabilità che si trovano nella persona dì Gesù Cristo, 

Non possiamo applicarci a conoscere Gesù Cristo senza trovare in Lui  tutto ciò che c’è di più amabile nelle creature ragionevoli, o prive di  ragione. Ognuno ha il suo allettamento per amare. Chi è mosso da rara  bellezza, chi da insigne mansuetudine; per alcuni una bontà indulgente,  una singolare elevatezza congiunta a grande modestia sono attrattive tali a  cui non possono resistere. C’è anche chi si fa avvincere da certe virtù che  gli mancano, perché gli sembrano più ammirabili di quelle ch’egli possiede.  Qualche altro è attirato dalle qualità che gli pare siano più conformi alle  sue inclinazioni. Le belle doti e le vere virtù si fanno amare da tutti. 

Ma, dice un gran servo di Dio, se esistesse una Persona nel mondo in  cui fossero raccolti tutti i motivi d’amare, chi potrebbe negarle l’amor suo?  Ora tutti sono d’accordo nel dire che tutto ciò si trova unito in modo  eccellente nella Persona adorata di Gesù Cristo. E tuttavia Egli non è  amato che da pochissimi. 

La bellezza più splendida, dice il profeta, non è che un fiore appassito in confronto di quella del Salvatore divino. 

— Mi pareva (così S. Teresa) dopo un’estasi, in cui vidi alcuni raggi  della bellezza di Gesù, che il sole non mandasse, sulla terra più che ombre  pallide. — 

Le creature più perfette di questo mondo son quelle che hanno meno  difetti; le doti più belle degli uomini sono unite a tante imperfezioni, che  mentre quelle da una parte ci attirano, queste dall’altra ci respingono. Solo  Gesù è sovranamente perfetto, ché tutto in Lui è ugualmente amabile e  nulla gli manca che attiri i cuori di tutti. In Lui vediamo insieme raccolte  tutte le doti di natura, le ricchezze di grazia e di gloria, le perfezioni della  divinità. Non vi si scoprono che abissi e come spazi immensi, e una  estensione infinita di grandezze. L’Uomo-Dio insomma, che ci ama con tanta tenerezza e che gli uomini invece riamano cosi poco, e l’oggetto  dell’amore, degli ossequi, delle adorazioni e delle lodi di tutta la Corte  celeste. In Lui è l’autorità suprema di giudicare gli uomini e gli Angeli, nelle  sue mani stanno la sorte e la felicità eterna di tutte le creature, il suo  dominio si estende su tutta la natura. Tutti gli Spiriti tremano dinanzi a  Lui, costretti ad, adorarlo o con sottomissione volontaria d’amore, o col  patimento forzato degli effetti della sua giustizia. Egli regna con potere  assoluto nell’ordine della grazia e nello stato di gloria, ed ha sotto i suoi  piedi il mondo visibile e invisibile. 

Non è dunque, o uomini insensati, non è dunque Egli un oggetto  degno dei vostri omaggi? E quest’Uomo Dio con tutti i titoli e con tutta la  gloria che possiede, amandoci al segno che ci ama, non merita d’essere  amato da noi? 

Ma ciò che sembra più amabile ancora nel Salvatore divino è ch’Egli  unisce tutte queste rare doti, tutti questi titoli magnifici e questa sua  elevatezza sublime a una tale tenerezza per noi che giunge all’eccesso. La  sua mansuetudine è tanto amabile che incantava persino i suoi nemici più  accaniti. Come una pecorella fu portato al macello, dice il profeta, e non apri  la sua bocca, come appunto sta muto l’agnello dinanzi al tosatore. (Is 57, 7).  Da se stesso ora si paragona a un padre che non può frenare la sua gioia al  ritorno del figlio traviato (Lc. 15, 5); ora a un pastore che, avendo ritrovato  la pecorella smarrita, se la pone sulle spalle e invita gli amici e i vicini a  rallegrarsi con lui perché ha ritrovato la sua pecorella. (Lc. 15, 4). Nessuno  ti ha condannato? — dice all’adultera — e nemmeno io ti condanno; va’ e  non peccar più in avvenire. (Gv 8,11). Né minore dolcezza egli mostra  ancora ogni giorno verso di noi. È strano quante attenzioni dobbiamo usare  nella società per non urtare la suscettibilità d’un amico. Gli uomini sono  d’una delicatezza così sensibile, che spesso basta un pochino di malumore  per far dimenticare fino i quindici o più anni di servigi, e una parola detta  fuor di proposito rompe alle volte la amicizia più antica. 

Non è così però Gesù Cristo. La cosa sembra incredibile, ma tuttavia è  vera: non possiamo trovare un amico più riconoscente di Lui. Non lo si  creda capace di romperla con noi per la più leggera ingratitudine. 

Egli vede le nostre infedeltà, sa le nostre debolezze e sopporta con  bontà incredibile tutte le miserie di quelli che ama; le dimentica e finge di  non accorgersene. 

La sua compassione s’inoltra fino a consolare egli stesso le anime che  ne son troppo afflitte, perché non vuole affatto che il timore che abbiamo di  dispiacergli arrivi sino a turbarci e a tormentarci lo spirito. Brama che si  evitino le minime colpe, ma non vuole però che ci turbiamo delle gravi;  vuole che la gioia, la libertà e la pace del cuore siano l’eredità eterna di  quelli che l’amano davvero. 

Basterebbe la metà di queste qualità in un grande della terra per  acquistargli il cuore di tutti i sudditi. Il solo racconto di qualcuna di tali  virtù in un principe che non si è mai veduto e mai si vedrà, fa impressione.  E Gesù Cristo, il solo in cui si trovino raccolte tante belle doti, virtù e tutto  quel che si possa immaginare di grande, d’eccellente o d’amabile, come mai  tante ragioni non possono farcelo veramente amare? Eppure nel mondo  basta spesso tanto poco a guadagnare il nostro cuore! Noi lo doniamo il nostro cuore, lo prodighiamo in ogni occasione per cosa da nulla, e per Te  solo, Signore, per Te solo non c’è posto! 

Come si può riflettere a queste cose e non amare ardentemente Gesù,  e non avere almeno il dispiacere sensibile ch’Egli si ami sì poco? Noi gli  dobbiamo certo il nostro cuore per diversi motivi; ma possiamo  rifiutarglielo quando a questi si aggiungano i benefici immensi coi quali ci  ha prevenuti, e l’ardore e la tenerezza eccessiva con cui ci ha amato e  ancora ci ama, mai cessando, nemmeno un giorno, di darci prove  manifeste dell’amore immenso che ci porta? 

 

§ 3. Prove sensibili dell’amore immenso di Gesù verso di noi. 

Di tutte le prove d’amore, quelle che maggiormente toccano il cuore  degli uomini sono i benefici, o perché nulla meglio dimostra la passione di  chi ama, oppure perché niente piace di più al nostro genio, naturalmente  interessato, quanto un amore che ci è utile. Anche qui Gesù ha procurato  di obbligarci ad amarlo col prevenirci e colmarci di mille benefici, il numero  considerevole dei quali supera tutto ciò che potevamo meritare o  attenderci, o ragionevolmente desiderare. Tutti ricevono senza tregua i suoi  benefici, tutti riconoscono l’eccesso di quell’amore, i cui benefici sono prove  così manifeste, eppure quanto pochi sono guadagnati da questi, quanto  pochi sono grati all’amor suo! A forza di sentir parlare di Creazione,  Incarnazione, Redenzione, ci si abitua a queste parole e al loro significato;  tuttavia non c’è uomo così poco ragionevole che non si sia sentito subito  acceso d’amore per un altro, da cui abbia avuto la centesima parte del più  piccolo di tali favori. 

Ci sentivamo poco mossi dal ricordo di un Essere tutto spirituale,  essendo per lo più l’anima nostra soggetta ai sensi nelle sue operazioni;  perciò prima della Incarnazione del Verbo, per quanto grandi fossero i  prodigi che Dio compieva in favore del popolo suo, pare che fosse più  temuto che amato; ma finalmente questo Dio s’è reso, per così dire, più  sensibile col farsi uomo, e quest’Uomo medesimo ha fatto più di quello che  possiamo credere che sia capace di obbligare gli uomini ad amarlo. Se Egli  non avesse voluto riscattarci, non sarebbe stato meno santo, né meno  potente, né meno felice, è tuttavia ha avuto così fortemente a cuore la  nostra salute, che a considerare ciò che ha fatto e il modo con cui l’ha fatto  si direbbe che la sua felicità dipendesse dalla nostra. 

Poteva riscattarci con pochissima spesa, ed ha voluto meritarci la  grazia della salvezza con la morte, e la morte di Croce più disonorevole e  crudele; poteva applicarci i suoi meriti in mille modi, ed ha scelto quello del  più prodigioso abbassamento, che ha fatto stupire il Cielo e la natura  intera: e tutto questo per toccare dei cuori naturalmente sensibili al  minimo beneficio e al minimo segno d’amicizia. Una nascita povera, una  vita laboriosa e oscura, una Passione colma d’obbrobri, una morte infame e  dolorosa sono meraviglie a noi superiori, e son pure effetti dell’amore che  ha per noi Gesù. 

Abbiamo mai capito bene la grandezza del beneficio della nostra  Redenzione? E se l’abbiamo capito, come possiamo essere mossi tanto poco  al solo ricordo di questo beneficio? Il peccato del primo uomo ci ha causato tanti mali e privato di tanti beni; ma come si può guardare Gesù nel  presepio, mirarlo sulla Croce o nell’Eucaristia senza confessare che le  nostre perdite sono state con tanto vantaggio riparate, e che i vantaggi  dell’uomo ricomprato dal Sangue adorabile di Gesù Cristo pareggiano  almeno i privilegi dell’uomo innocente? 

La qualifica di Redentore universale è motivo non meno potente per  obbligarci ad amarlo. Tutti gli uomini erano morti per il peccato di Adamo,  dice l’Apostolo, e Gesù è morto universalmente per tutti gli uomini.  Nessuno s’era potuto difendere dal contagio d’un male sì grande, e  ciascuno ha sentito l’effetto d’un rimedio tanto potente. L’amabile Salvatore  ha versato tutto il suo Sangue per il pagano che non lo conosce, per  l’eretico che non vuol credere in Lui, e per il fedele che in Lui credendo,  rifiuta di amarlo. 

Se poi riflettiamo al prezzo infinito del suo Sangue, oh, qual Salvatore! 

che abbondanza di Redenzione! 

Non bastava a Gesù di pagare i debiti contratti da noi, ma prevenne  tutti quelli che potevamo contrarre nel futuro, li pagò, per così esprimerci,  in anticipo, prima che fossero contratti. Aggiungete a ciò gli aiuti potenti, le  grazie grandi e i lavori segnalati di cui colma le anime fedeli, e con i quali  egli fa dolce e piacevole quanto c’è di aspro e di fastidioso nel nostro esilio.  O mio Dio, se ci faceste la grazia di capire quest’eccesso di  misericordia, potrebbe mai darsi che noi, non ci commovessimo e non  amassimo Gesù con tutto il nostro cuore? È veramente amabile questo  divin Salvatore, che ci ha voluto riscattare con un mezzo, tanto difficile. Ma  non è anche più amabile per aver Lui stesso desiderato di liberarci per  questo mezzo, costretto solo dalla sua carità immensa e dal desiderio di  obbligarci ad amarlo con prove sì splendide del suo amore ardente?  L’Eterno Padre, dice Salviano, ci conosce troppo bene per averci messo a  un sì alto prezzo; il perché è Gesù stesso che ci ha tassati e di sua libera  volontà ha offerto questo eccessivo riscatto. E dopo tanto noi non ameremo  Gesù Cristo? 

Ma avvertite che per quanto grande e ineffabile sia quello che il  Signore ha compiuto per la salvezza nostra, è ancor più grande l’amore che  l’ha indotto a compierlo, perché è infinito: e come se questo amore non  fosse ancora pago sino a che gli restasse ancora un prodigio da compiere,  istituisce il SS. Sacramento dell’altare, compendio di tutte le sue  meraviglie; cioè, abita ancora veramente con noi sino alla fine dei secoli, si  dona a noi nell’Eucaristia sotto le specie del pane e, del vino, fa della Carne  e del suo Sangue l’alimento delle anime nostre per unirsi più intimamente  a noi, o meglio per unirci più strettamente a sé. 

Cristiani, possiamo noi essere ragionevoli e sentirci poco commossi al solo racconto di questo prodigio? 

Possediamo ancora sentimenti d’umanità se non bruciamo d’amore per Gesù, alla vista di tali benefici? 

Un Dio che s’intenerisce, si compiace e si dà premura per un uomo!  Un Dio che desidera d’unirsi a noi, e a tal punto da annichilarsi ogni  giorno, da immolarsi ogni giorno, e voler che ogni giorno io mi cibi di Lui  senza punto mutarsi o per l’indifferenza, il disgusto e il disprezzo di quelli  che non lo ricevono mai, o per la freddezza o anche per la colpa di quelli  che lo ricevono spesso! 

Finalmente starsene chiuso sopra un altare in un ciborio ogni giorno e  tutte le ore del giorno; non sono queste, o cristiani, prove manifeste  dell’amore di Gesù per noi? Non sono motivi per obbligarci ad amarlo? O  uomini ingrati, per cui solo sono state compiute tali meraviglie, che ve ne  pare? Merita Gesù sui nostri altari d’essere onorato dagli uomini? E non  mostra Egli amore abbastanza per meritare d’essere amato? Infamia e  anatema a chi dopo tutto ciò non ama Gesù Cristo! 

E certo, se una cosa potesse far oscillare la mia fede sul mistero  dell’Eucaristia, diceva un gran servo di Dio, non sarebbe già sulla potenza  divina che Dio mostra in esso, ma dubiterei dell’amore estremo che Egli in  questo ci manifesta. Come mai ciò ch’è pane diventa Carne, senza cessare  d’essere pane? E il Corpo di Gesù come può trovarsi simultaneamente in  più luoghi? Come può essere limitato in uno spazio quasi indivisibile? A  queste domande ho una sola risposta: Dio può tutto. Ma se mi si chiede  perché mai Dio ami l’uomo, creatura tanto debole e misera, e con tanta  premura e trasporto, anzi fino a quel segno a cui è giunto, confesso di non  sapere affatto rispondere, che questa è una verità superiore alla mia  intelligenza, che l’amore di Gesù verso di non è un amore che dovrebbe  colpire d’ammirazione e di sbalordimento ogni uomo che ragioni. Io non so  se queste riflessioni, potranno muovere i fedeli dei tempi nostri, ma so bene  ch’esse hanno talmente scosso i popoli anche più inumani e barbari, che al  solo racconto di una parte di tali meraviglie si sono uditi gridare: — Che  buon Dio è quello dei Cristiani! Quanto è benefico, quanto amabile! — E  chi mai può tenersi dall’amare un Dio che ci ama con tanta passione? A  causa appunto di queste riflessioni e per dare qualche contraccambio a un  Salvatore che ci ama con tanta tenerezza, e per mostrargli qualche  riconoscenza, si son veduti i chiostri riempirsi di Religiosi e i deserti d’un  numero prodigioso di santi Anacoreti, tutti dedicati e consacrati alle lodi e  all’amore di Gesù Cristo. 

Per quanto sia giusta una tale riconoscenza tuttavia oggi non si esige  tanto dai cristiani, ma soltanto si esortano a non dimenticarsi affatto di  Gesù che ha operato il più grande dei miracoli solo per appagare il  desiderio infinito che ha di restare sempre con loro; si esortano ad essere  meno freddi agli oltraggi che attira a Gesù il troppo suo grande amore per  loro; infine ad essere tanto grati a Gesù, che li ama con assidua costanza  ed ha compiuto per loro più prodigi di quel che essi possano comprendere;  tanto grati, dico, quanto lo sono verso gli uomini, che pure son pronti a  sacrificare i migliori amici al minimo loro interesse. 

Non pare dunque giusta questa devozione che mira soltanto ad  ispirare gratitudine verso Gesù e che in verità non è che un esercizio  continuo d’amore perfettamente riconoscente? E non è giusto che si  studino i mezzi per destare verso Gesù qualche tenerezza, oggi  specialmente, ch’è amato sì poco? Egli è amato poco nel mondo, dove non  si curano quasi affatto i suoi benefici, si seguono sì poco i suoi consigli e si  screditano con tanta forza le sue massime. È poco amato oggi, che si è così  indifferenti verso la sua Persona, e ogni gratitudine e rispetto per Lui si  riducono il più delle volte ad alcune preghiere e cerimonie che l’uso ha fatto  degenerare in pura affettazione; oggi insomma, che la sua presenza divina genera la noia e il suo Corpo santissimo e il suo Sangue preziosissimo la  nausea. 

 

§ 4. Somma ingratitudine umana verso Gesù Cristo. 

Per quanto appaia incredibile l’amore del Figlio di Dio, mostratoci  nell’adorabile Eucaristia, pure c’è un fatto che stupisce ancora di più; ed è  l’ingratitudine con cui ripaghiamo un amore sì grande. Certo è cosa  sorprendente che Gesù voglia amare l’uomo, ma è più strano 1 ancora che  l’uomo non voglia amare Gesù, e che nessun motivo, beneficio ed eccesso  possa destargli il minimo sentimento di gratitudine. In Gesù ci potrà essere  qualche motivo d’amare gli uomini; essendo essi opera sua ama in loro i  suoi doni, e amando loro ama se stesso: ma che ragioni possiamo aver noi  di non amare Gesù, di non amarlo se non mediocremente, d’amar qualche  cosa con Lui? 

Parlate, o uomini ingrati, insensibili: c’è forse in Lui qualche cosa di  repellente? Forse Egli non ha fatto abbastanza per aver diritto al vostro  amore? Che ne pensate? Avremmo noi ardito di desiderare, anzi ci  saremmo mai immaginato quanto Egli ha fatto per conquistarsi il nostro  cuore in questo Mistero adorabile? E tutto ciò non ha potuto ancora  obbligare gli uomini ad amare Gesù Cristo! 

Che vantaggio recava a Gesù un abbassamento cosi prodigioso? Si  potrebbe dire in certo modo che gli altri Misteri, tutti conseguenza  dell’amor suo, vennero accompagnati da tali circostanze gloriose e da  prodigi sì strepitosi, che facilmente si scorgeva come Egli, pure curando i  nostri interessi, non trascurava però la sua gloria: ma in questo amabile  Sacramento sembra che Gesù si sia dimenticato dei suoi vantaggi e che  solo l’amore ve l’occupi interamente. Dopo ciò chi non direbbe che un  eccesso d’amore così prodigioso dovesse eccitare almeno la premura, il  desiderio e l’amore illimitato di tutti gli uomini? Ahimè, è tutto il contrario!  Se Gesù ci avesse amato di meno, forse l’avremmo amato di Più. 

Mio Dio, io fremo d’orrore solo al pensiero delle indegnità e degli  oltraggi che l’empietà dei cattivi cristiani o il furore degli eretici Ti hanno  recato in questo Sacramento augusto! Con quali sacrilegi orribili sono stati  profanati i nostri altari e le nostre Chiese! Con quanti obbrobri, empietà ed  infamie venne trattato cento volte il Corpo di Gesù! Come può un cristiano  pensare a tali scelleratezze senza accendersi di desiderio di risarcire con  tutte le forze oltraggi sì crudeli? Oh, se almeno Gesù, così maltrattato dagli  eretici, fosse assiduamente onorato e ardentemente amato dai fedeli, e  potesse in certo modo consolarsi degli oltraggi di quelli con l’amore e gli  omaggi sinceri di questi! Ma ahimè! Dov’è quella folla di adoratori solleciti e  assidui intorno a Gesù nelle nostre chiese? 0 piuttosto dove non si trovano  chiese deserte e vuote di fedeli adoratori? 

Può esserci davvero freddezza e indifferenza maggiore di quella che si  ha per Gesù nel SS. Sacramento? E il numero esiguo di persone che si  trova nelle chiese nella maggior parte del giorno, non è anch’essa una  prova palpabile della dimenticanza e del poco amore verso Gesù di quasi  tutti i cristiani? Quelli che s’accostano più spesso agli Altari s’assuefanno ai nostri più formidabili Misteri, e sì può dire che ci sono dei sacerdoti i  quali si rendono così famigliari con Gesù da giungere sino all’indifferenza e  al disprezzo. Quanti ce ne sono che offrendo ogni giorno questa Vittima  accesa d’amore per se stessi, lo amino dì più? Quanti celebrando i Misteri  divini dimostrano di crederci? Si pensa forse che Gesù sia insensibile a così  cattivi trattamenti? E anche noi possiamo pensarci ed essere sì insensibili  da non studiarci con tutte le forze di ripararli? 

Chi riflette a queste verità e non vorrà non dedicarsi tutto all’amore  dell’Uomo Dio, che per tante ragioni deve possedere il cuore degli uomini?  

Per non amarlo bisogna non conoscerlo o esser peggio di quell’infelice  demonio, di citi si parla nella vita di S. Caterina da Genova: questi non si  lagnava delle fiamme che lo bruciavano, né d’altre pene che soffriva, ma  solo di essere senza amore, cioè senza quell’amore che tante anime  ignorano o rifiutano per loro eterna disgrazia. Ricordiamoci che nel  SS. Sacramento il Sacro Cuore di Gesù è ancora, quanto può esserlo, di  quegli stessi sentimenti che ha sempre avuto, cioè sempre sensibilmente  commosso ai nostri mali, sempre stimolato dal desiderio di parteciparci i  suoi tesori e di darci se stesso, sempre vigilante per noi, sempre disposto  ad accoglierci e a servirci d’asilo e di Paradiso in vita, e sopratutto di rifugio  in punto di morte. E per tutto ciò quale corrispondenza riconoscente Egli  trova nel cuore degli uomini, quali premure, quale affetto? Ama e non è  riamato; l’amore suo non è nemmeno conosciuto perché non ci si degna di  accettare i doni coi quali vuole testimoniarlo, né di ascoltare le affettuose e  segrete dichiarazioni ch’Egli vorrebbe fare al nostro cuore. 

Non è questo un motivo assai stringente per commuovere il cuore di  chi per poco rifletta e senta anche un pochino di tenerezza per Gesù  Cristo? 

Ben prevedeva il nostro amabile Salvatore l’ingratitudine umana  quando istituiva il Sacramento dell’Amore, e ne sentiva in anticipo nel  cuore tutta l’afflizione; eppure essa non poté trattenerlo, né impedirgli di  mostrare l’eccesso dell’amor suo con l’istituire questo Mistero. 

Non è forse giusto che fra tanta incredulità, freddezze, profanazioni e  oltraggi Egli abbia almeno degli amici del Suo S. Cuore, ai quali rincresca  la pochezza dell’amore che si ha per Lui, e sentano le offese che gli si  fanno, gli siano fedeli e assidui nell’onorarlo nell’adorabile Eucaristia, e  nulla trascurino per riparare, col loro amore con le adorazioni e con gli  omaggi d’ogni sorta, le ingiurie a cui l’amore suo l’espone ogni ora  nell’augusto Sacramento? 

Ecco il fine a cui si mira con questa devozione, onorando il S. Cuore,  che deve esserci infinitamente più caro del nostro. La riparazione d’onore,  gli atti d’offerta, le visite regolate del SS. Sacramento, le preghiere, le  Comunioni e tutte le altre pratiche che si troveranno nella 3ª parte di  questo libro, tendono appunto a renderci più riconoscenti e più fedeli,  facendoci amare ardentemente Gesù. Ma se non si può trovare devozione  più giusta e ragionevole, non se ne troverà altresì altra più utile alla nostra  salvezza e perfezione. 

P. GIOVANNI CROISET S.J.

Dio parla e tu ascolterai - Non sei inutile. Non sei degno di stare alla mia presenza.

 


Oggi in chiesa ho detto al Signore che ero un peccatore inutile. La sua risposta è stata la seguente: 

Non sei inutile. Non sei degno di stare alla mia presenza. Per favore, rispondimi alle seguenti domande. 


Se sei senza valore, perché ti ho: 

(1) ti ho creato a mia immagine e somiglianza? Genesi 1:26 

(2) Sei diventato un essere umano? Io sono il creatore dell'universo. Notate, non sono diventato un angelo o un'altra creatura. 

(3) Ho permesso che nascessi come un bambino e diventassi soggetto alla mia creazione? 

(4) Di vivere e insegnare in mezzo a voi? 

(5) Ho sofferto, sono morto e sono stato sepolto per i vostri peccati? 

(6) Risorgere dai morti? 

(7) Istituire la mia Chiesa per la vostra salvezza? 

(8) Vi ho dato mia Madre Maria come madre? 

Perché io? 

(1) Continuo a essere presente tra voi nella Santa Eucaristia, anche se molti mi bestemmiano? 

(2) Continuo a mostrare misericordia per la vostra generazione peccatrice? 

(3) Vi dono quotidianamente le mie grazie? 


Perché io: 

(1) vi risusciterò e vi darò corpi glorificati e una parte della mia gloria? 

(2) Porterò un'era di pace sulla vostra terra? 

(3) Condividere con voi la mia felicità eterna? 


Se siete veramente senza valore, perché mai io, vostro Signore e Maestro, dovrei fare una di queste cose per voi? Non potete rispondermi. Perché non siete senza valore, semplicemente non siete degni. Quando dite di non valere nulla, commettete il peccato di orgoglio. State dicendo al vostro creatore che non avete bisogno di nessuna delle mie benedizioni. Questa è una vera e propria menzogna di Satana. Alla fine della vostra vita, potete commettere l'ultimo atto di orgoglio. "Signore, il mio peccato è più grande della tua misericordia. Non posso accettare la tua misericordia". Allora, nel vostro orgoglio, sarete gettati all'inferno per trascorrere l'eternità con il padre dell'orgoglio, Satana. È lì che volete finire? Ci vuole umiltà per accettare le mie benedizioni e ammettere che senza di me non potete davvero fare nulla. Riflettete seriamente su queste parole. Molti nella vostra generazione sono intrappolati nella stessa rete di inganni. La parola del Signore! 

14 maggio 2007

PREGARE: RESPIRARE AL RITMO DELLA GRAZIA



SOTTO LA GUIDA DELLO SPIRITO

IN STATO DI CONVERSIONE


Quando preghiamo non cessiamo di camminare con la grazia, o meglio, è la grazia che ci scorta e cammina con noi. Pregare significa molto semplicemente vivere e respirare al ritmo della grazia.


SULL'ORLO DELLA NUOVA GERUSALEMME - Le mie delusioni d'amore

 


27 novembre 2009 

Gesù dice: 

Le mie delusioni d'amore: sono in mezzo a voi. Vi porto una grande notizia: la mia seconda venuta. Vi invito a un'adesione totale ai miei Misteri divini. Vivere la mia Parola, il mio Vangelo. Saper aspettare in pace, desiderando che questo mondo sia purificato, trasformato. 

C'è così tanto male in tutta la terra, ecco perché rimarrà solo un terzo dell'umanità. 

C'è così tanto male sulla terra che è molto meglio raggiungervi tutti piuttosto che permettere che tante altre anime siano dannate. Preoccuparsi di una vita di santità. Attenzione alla sottigliezza di satana. Fate attenzione a non cadere nelle sue insidie, nei suoi vili inganni. 

Fate attenzione a non lasciarvi contagiare dalle cose del mondo. 

Siate attenti ad ascoltare i miei messaggi di Amore Divino in questo tempo finale. 

L'Amore Divino in questo tempo di fine. 

Non mi dispiace essere chiamato pazzo. 

Non vi dispiace essere criticati, relegati, isolati, esclusi da certi ambienti. 

Guai a quelle anime che sostengono che l'Apocalisse sia un mero gioco di parole, un mero uso di figure letterarie. Ciò che è scritto è scritto e dovrà essere adempiuto. Siate riverenti nel ricevermi sotto le specie del Pane e del Vino. Siate consapevoli di chi sta per scendere nei vostri cuori. 

Siate consapevoli che si tratta del vero Dio, rivestito della semplicità dell'Ostia Santa. 

Siate consapevoli che è il cibo che vi dà la salvezza e la vita eterna. 

Siate un esempio di pietà, un esempio di tolleranza, un esempio di fede, un esempio di responsabilità morale per i vostri fratelli. 

Chi scandalizza i miei piccoli, sarebbe stato meglio non nascere affatto. Siate quindi cauti nel vostro vivere, molto meticolosi nel vostro comportamento. 

Vi amo e vi benedico. Amen. 


Fuoco mai visto scenderà sulla terra e gran parte dell'umanità sarà distrutta...


 La Nueva Pentecoste :

Tempo di Misericordia e Tempo di Giustizia


«Voglio che si sappia che il flagello è vicino: fuoco mai visto scenderà sulla terra e gran  parte dell'umanità sarà distrutta... Quelli che resteranno troveranno nella mia protezione la  misericordia di Dio, mentre tutti coloro che non vogliono pentirsi delle loro colpe periranno in un  mare di fuoco!... La Russia sarà quasi completamente bruciata. Anche altre nazioni  scompariranno. L'Italia sarà salvata in parte per il Papa» 

 (11 aprile 1952)

Senza di Te, mio Dio, senza il soccorso della Tua grazia e la forza dello Spirito Santo, non andremmo lontano!

 


8 marzo 1946, S. Giovanni di Dio. 

Tu hai detto, dolce Gesù "Lo spirito è pronto, ma la carne è  debole".  É che non basta essere emuli del Tuo dolore, desiderosi di esserti utili, bisogna realizzare  questo desiderio e non solo questo desiderio, ma  anche quel che ti aspetti da noi e che noi non aspettiamo, non desideriamo: le prove impreviste e  contrarie.  Come dobbiamo temere di non saper  rispondere alle Tue attese: la nostra carne è così  debole!  Senza di Te, mio Dio, senza il soccorso  della Tua grazia e la forza dello Spirito Santo, non  andremmo lontano!  Il grande San Pietro, lasciato  alle sue sole forze, passa in poche ore dalla devozione assoluta al rinnegamento completo.  Quanto  più noi, poveri peccatori, dobbiamo diffidare della  nostra debolezza!  Siamo meno della terra magra  dove il seme non può prosperare, niente come la  strada in cui il vento porta via i buoni propositi ancor prima che siano germinati. Quando la stigmatizzazione stessa ha le sue anime decadute, cosa siamo noi per perseverare, noi che  non abbiamo conosciuto tali grandezze, ricevuto tante luci, gustato tante consolazioni,  raccolto tanti meriti!  Veramente dovremmo tremare per la nostra perseveranza.  Ma Tu,  mettici in guardia dal pericolo che nemmeno conosciamo, e nello stesso tempo donaci il  mezzo di resistere alle tentazioni di scoraggiamento: la vigilanza nella preghiera. La  preghiera è la confessione della nostra debolezza, ed è già una forza questa confessione;  è la fiducia in Dio, ed è una forza contro Dio questa fiducia, è l'unione con Dio più che  con gli uomini, è il buon consiglio assicurato. Anche la vigilanza è una forza giacché è  diffidenza contro noi stessi e contro i nemici esterni; è lo sforzo contro l'ingordigia, e  ogni sforzo è una sorgente di forza. 
 
Ma, mio Dio, chi ci darà questa vigilanza se non Tu, giacché gli stessi apostoli sono stati deboli e si sono addormentati?  Bisogna dunque prima pregare per non dormire, per  ricevere la forza per non dormire; e bisogna non dormire per pregare. Pregare perché?   Per tutti quelli e quelle che sono in agonia, affinché la sappiano sopportare coraggiosamente. Che io le ami, mio Dio, queste vittime volontarie che Tu hai scelto!  E come meritano la Tua gratitudine quelle che hanno accettato di soffrire per salvarci dai nostri  peccati e dai giusti castighi divini! Com'è ingegnoso il Tuo amore che soddisfa così la  sua rigorosa giustizia!  Quanto è grande la Tua giustizia che esige che, per gli stessi giusti, Tu abbia così tanto sofferto e ancora soffra nelle Tue anime vittime!  Io voglio pregare anche per i Tuoi apostoli, i sacerdoti, affinché anch'essi preghino e veglino.  Essi  soprattutto devono vegliare non solo su se stessi, ma anche e soprattutto sul gregge che  è loro stato affidato; sventurati cani da guardia muti che non avvertono della venuta del  nemico, che non ne svelano i traditori, che lasciano consegnare Gesù! 
 
Mio Dio, donaci, Te ne supplico, dei santi, santissimi sacerdoti, delle sante, generosissime anime vittime.  Io voglio, con la Tua grazia, unirmi molto umilmente ad esse.  Maria, regina delle anime vittime, regina degli apostoli, intercedi per loro e per me. 

meditazioni, ritrovate tra i suoi scritti Fernand Crombette

A che cosa va incontro l’umanità? - Davanti a Dio mille anni sono come un giorno

 


Davanti a Dio mille anni sono come un giorno

Passeranno anche dei tempi eterni, finché tutte le Opere della Creazione, l’intero mondo materiale, che cela lo spirituale non redento, possa essere dissolto, finché tutto lo spirituale si sarà spiritualizzato, finché tutto ciò che è diventato imperfetto abbia di nuovo raggiunto la perfezione. Tempi eterni passeranno. Ma davanti a Dio mille anni sono come un giorno, perché Egli E’ di Eternità in Eternità, per Lui ogni tempo è come un attimo. Ma per lo spirituale imperfetto sono dei tempi infiniti, finché sarà di nuovo arrivato alla perfezione, ma allora il tempo generale della ritrasformazione gli parrà un attimo. E così voi uomini lo potete credere tranquillamente, che anche la Terra esisterà ancora per tempi eterni per compiere il suo grande compito, di aiutare gli uomini alla figliolanza di Dio; potete credere che vivranno sempre di nuovo degli uomini su questa Terra, e che con ciò una “fine” dell’Opera di Creazione Terra non è ancora matura da essere pronunciata. Ma che la Terra cambia sempre di nuovo, cioè viene rinnovata, che deve sempre di nuovo essere messa in Ordine, per poter eseguire il suo compito, e che questo si svolgerà sempre in certi spazi di tempo, lo potete credere pure con convinzione, benché il processo di sviluppo non sia ancora per tanto tempo perfezionato e che non potete parlare di una fine del mondo, se con ciò intendete una totale cessazione delle Creazioni terreno-materiali. Ancora molto dello spirituale infinito attende la sua Redenzione, lo spirituale una volta caduto è ancora in minima parte redento e ritornato a Dio. La parte maggiore si trova ancora nel giudizio, cioè è legato nelle Creazioni di ogni genere. E tutto questo caduto legato deve ancora giungere fino allo stadio come uomo per poi potersi incorporare come uomo sulla Terra. E perciò la Terra sorgerà sempre di nuovo, quando un tale periodo di sviluppo si blocca. Ma il sorgere di una nuova Terra significa sempre la totale trasformazione della sua superficie terrestre, una fine per gli uomini che vivono sulla Terra, eccetto pochi, ai quali il cammino terreno ha procurato la maturità. E per questo agli uomini deve anche essere annunciata una fine in arrivo, a loro deve essere reso comprensibile, che cosa è da intendere con ciò, perché non vogliono e non possono credere in un totale terminare dell’intera Creazione mondo e voi non potete confutare loro gli argomenti relativi. Ma per gli uomini è indifferente, se una “cessazione del mondo” sia possibile. Devono soltanto prendere confidenza con il pensiero, che per loro stessi è venuta la fine, che questa Stella Terra sperimenta una trasformazione, alla quale gli uomini cadono vittime, anche se passano ancora delle Eternità, prima che la Terra si sia una volta totalmente spiritualizzata. Questo momento non è ancora venuto, e ciononostante l’umanità si trova davanti alla fine, perché un procedimento dello sviluppo dello spirituale sulla Terra secondo l’Ordine richiede una dissoluzione e una nuova riformazione della Creazione ed un tale evento si svolge sempre in certi spazi di tempo. Questo sapere può essere trasmesso agli uomini soltanto per via spirituale, e perciò non troverà quasi la credibilità. E si crederà ancora di meno, più si va verso la fine, perché l’assenza di conoscenza degli uomini è anche un segno, che lo sviluppo verso l’Alto dello spirituale sulla Terra si è bloccato, che gli uomini non raggiungono più il grado di maturità che devono e possono anche raggiungere, altrimenti avrebbero la comprensione per il Piano di Salvezza di Dio. La Stazione di scuola Terra sussisterà ancora eternamente per lo spirituale caduto, ma sempre deve di nuovo essere messo in Ordine, per portare lo spirituale alla maturità secondo il divino Piano di Salvezza. E sempre di nuovo vivranno nuove razze umane sulla Terra, perché Dio Stesso conduce sulla Terra nuovamente formata degli uomini, dai quali procedono tali razze, che alla fine di un periodo di Redenzione si trovano poco dinanzi alla loro perfezione, in modo che ogni epoca comincerà nuovamente nella più piena armonia con Dio e con il tendere per l’unificazione con Lui, ed allora è anche sempre data la garanzia, che gli uomini giungono alla perfezione, che da esseri spirituali beati stando nella Luce ritornino di nuovo al loro Padre dall’Eternità.

Amen

18 febbraio 1956

La Madonna collabora all'azione dello Spirito Santo nelle anime

 


Tutto ciò che è stato fatto nella Chiesa dalla sua nascita ai giorni nostri è opera dello Spirito Santo: l'evangelizzazione del mondo, le conversioni, la forza dei martiri, la santità dei suoi membri... "Ciò che l'anima è per il corpo dell'uomo – insegna sant'Agostino – è lo Spirito Santo nel Corpo di Gesù Cristo che è la Chiesa. Lo Spirito Santo fa nella Chiesa ciò che l'anima fa nelle membra di un corpo", gli dà vita, lo sviluppa, è il suo principio di unità... Attraverso di Lui viviamo la vita stessa di Cristo Nostro Signore in unione con Santa Maria, con tutti gli angeli e i santi del Cielo, con coloro che si preparano in Purgatorio e con coloro che sono ancora in pellegrinaggio sulla terra.

Lo Spirito Santo è anche il santificatore della nostra anima. Tutte le buone opere, le ispirazioni e i desideri che ci spingono ad essere migliori, gli aiuti necessari per realizzarle... Tutto è opera del Paraclito. «Questo divino Maestro pone la sua scuola nelle anime che gliela chiedono e desiderano ardentemente averlo come Maestro».18 "La sua performance nell'anima è morbida, la sua esperienza è piacevole e piacevole e il suo giogo è molto leggero. La sua venuta è preceduta dai raggi luminosi della sua luce e della sua scienza. Viene con la verità del vero protettore; poiché egli viene a salvare, a guarire, a insegnare, a consigliare, a rafforzare, a confortare, a illuminare, prima di tutto, la mente di colui che lo accoglie e poi, per le opere di quest'ultimo, la mente degli altri".

E come colui che era nelle tenebre, all'alba del sole, riceve la sua luce negli occhi del corpo e contempla con tutta chiarezza ciò che prima non vedeva, così anche colui che si trova degno del dono dello Spirito Santo è illuminato la sua anima e, innalzato al di sopra della sua ragione naturale, vedi cosa ignoravo.

Dopo la Pentecoste la Madonna è "come il cuore della Chiesa nascente". Lo Spirito Santo, che l'aveva preparata ad essere Madre di Dio, ora, a Pentecoste, la dispone ad essere Madre della Chiesa e di ciascuno di noi.

Lo Spirito Santo non cessa di agire nella Chiesa, suscitando ovunque nuovi desideri di santità, nuovi figli e nello stesso tempo migliori figli di Dio, che hanno in Gesù Cristo il Modello compiuto, poiché egli è il primogenito di molti fratelli. La Madonna, collaborando attivamente con lo Spirito Santo nelle anime, esercita la sua maternità su tutti i suoi figli. Per questo viene proclamata con il titolo di Madre della Chiesa, "cioè Madre di tutto il Popolo di Dio, sia dei fedeli che dei Pastori, che la chiamano Madre amorevole, e noi vogliamo – proclamava Paolo VI – che d'ora in poi sia onorata e invocata da tutto il popolo cristiano con questo titolo più gradito".


Santa Maria, Madre della Chiesa, prega per noi e aiutaci a preparare la venuta del Paraclito alle nostre anime.

Preghiera allo Spirito Santo

 


(Dettata da Nostro Signore Gesù Cristo, 17.01.2011)

 

Siate veri evangelizzatori, specchi fedeli del Mio stesso Amore; non siate specchi

appannati, dove io non sono presente, chiedete:

 

Spirito Santo, Amore del Padre e del Figlio, vieni,

 colma questa Tua creatura dei Tuoi doni. 

Splendore Divino, Fuoco Sacro,

Sorgente Cristallina di pura fraternità,

vita dei cristiani, bastone degli indifesi, 

luce nelle tenebre, calore nel gelo, 

 il mio essere addormentato, 

eleva la mia anima verso di Te. 

 

Vieni Spirito Santo, 

Donami la Tua saggezza per agire rettamente 

Dammi l’intelligenza santa, per attirare i miei fratelli, 

per non sentirmi superiore ai miei simili, 

bensì il più piccolo, affinché Tu possa sorgere con forza.

 

Vieni, prendi la mia mente e rinnovala; 

fa che io sia un’eco della Tua voce 

e una guida verso la Divina Volontà, non verso la mia. 

Dammi la forza di non vacillare e di resistere guardandoti; 

estasiato dalla Tua forza, fa che io sia un apostolo fedele. 

 

Oh Divino Spirito, che io sia il riflesso della Tua saggezza, 

fa che io ricerchi la Tua gloria, 

allontana da me le cose mondane. 

Penetra nella profondità del mio cuore 

e infondi in esso la Tua stessa pietà, 

per amare col Tuo stesso amore. 

Realizza nel mio essere il miracolo del timore di Dio; 

dammi sete di anime, in modo che, senza guardare altro, 

io operi per il Regno.

 

O Santo Spirito, 

infondi in me il dono dell'amore vero. 

Ti ringrazio, Santo Spirito Divino, 

vivi in me con pienezza; 

consapevole del mio bisogno, 

ti chiamo a prendere liberamente possesso della mia vita. 

Grazie, o Divina Bontà, 

Misericordioso Sovrano, Sacro Fuoco.

 Amen 

È L’ORA DELLA GRANDE TRIBOLAZIONE.

 


Carbonia 03.06.2022 – (ore 18.52)

È l’ora della grande tribolazione.

Abbandonate in fretta le città o uomini, la saetta è per colpire la Terra, i mari si agiteranno con potenza e i monti crolleranno, gli astri si muoveranno, il cielo si tingerà di rosso, … è l’ora della grande tribolazione. Il Dio dell’Eterno amore grida la sua giustizia a questa Umanità scellerata che non vuole ravvedersi e continua a peccare con piacere.

La luna rossa apparirà nuovamente in cielo e segnerà la fine di un tempo vecchio.

Io, Dio Padre Onnipotente, vi rivelo la mia sofferenza per la perdita di molti figli.

In verità vi dico o uomini, dico a voi che snobbate i miei appelli e ancora Mi rinnegate, voi che rifiutate la salvezza e continuate la vostra vita peccaminosa, certi che tutto vi è dovuto, … voi incontrerete la grande tribolazione e solo allora capirete che il vostro andare era sbagliato, che il bene che pensavate di avere era effimero, che la vera felicità è solo in Dio il vostro Padre Creatore.

Vi accorgerete del grande buio che avete attraversato a causa della vostra stoltezza, della vostra miseria di uomini “colpevoli” per aver accettato di servire Satana al mio posto.

Oh, quando dolore verrà in voi o uomini scellerati!
Quanto sarà grande la vostra disperazione!

E quando il vostro cuore non riuscirà più a sopportare il grande dolore, ecco finalmente urlerete il mio Santo Nome e invocherete il mio aiuto.

Pentitevi o uomini, pentitevi ora per non entrare nel grande tormento, confessate i vostri peccati, pregate senza sosta, l’ora è già nella sua grande amarezza. ... Pianto e stridore di denti per tutti coloro che hanno rinnegato Me il Dio Amore.

Verrò con potenza! Eccomi a voi, la mia giustizia sarà grande.

Amen!

Come possiamo usare il potere soprannaturale che abita dentro di noi [e lasciato a noi da Gesù Cristo]

 


Come attivare quel vero potere che Gesù Cristo ci ha lasciato.

C'è un potere soprannaturale che dimora in noi da quando Gesù Cristo visitò la terra.

L'ha lasciata a noi stessi.

È un potere reale non una metafora, non è un mero espediente retorico, ma qualcosa che possiamo attivare per farne uso.

E per di più, oltre ad attivarlo, possiamo farlo crescere.

Poco si dice su questo, perché si sta diffondendo la tendenza a non credere a tutto ciò che è soprannaturale e a trattare Gesù Cristo solo come un profeta.

Ma la verità è che Gesù Cristo è venuto a portarci quel potente strumento, che ci accompagna per tutta la vita.

Fu questa potenza soprannaturale che, per esempio, trasformò gli apostoli timorosi, che avevano paura di accompagnare Gesù nella crocifissione, in uomini di coraggio, che sfidarono il mondo e lo evangelizzarono.

Qui parleremo di cos'è quel potere soprannaturale che abita in noi, cosa ci serve, come possiamo attivarlo e usarlo e come svilupparlo.

Il Dio cristiano che Gesù Cristo ci ha rivelato è una trinità, quella che chiamiamo la Santissima Trinità.

È composto da tre persone: il Padre, il Figlio che è Gesù Cristo e lo Spirito Santo.

Lo Spirito Santo è onnisciente perché è Dio Stesso, e ci guida alla verità, che è la qualità che solo Dio possiede.

Egli abita dentro di noi da quando Gesù lo ha mandato.

E quindi i nostri corpi sono il suo tempio.

Quindi lo Spirito Santo non esisteva sulla terra prima che Gesù Cristo Lo mandasse a Pentecoste?

Lo Spirito Santo esisteva in alcune persone scelte da Dio prima della nuova alleanza, cioè prima della venuta di Gesù Cristo.

Lo Spirito Santo ha agito nei profeti dell'Antico Testamento.

Ma nell'Antico Testamento c'erano già menzioni che lo Spirito Santo sarebbe stato effuso su molti in futuro.

Nel libro di Gioele 2 Yahweh dice: "Io riverserò il mio Spirito su ogni carne e i vostri figli e figlie profetizzeranno".

E in Ezechiele 36 si dice: "E io metterò il mio Spirito dentro di te".

E prima della sua assunzione in cielo Gesù Cristo annunciò agli apostoli che lo Spirito Santo li avrebbe mandati, come aiuto divino, come consolatore e spirito di verità.

Pochi istanti prima della Sua ascensione al cielo, Gesù Cristo disse agli apostoli: "Riceverete la potenza dello Spirito Santo quando Egli scenderà su di voi, e sarete miei testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea, in Samaria e fino ai confini della terra" Atti degli Apostoli 1:8.

Questo sarebbe accaduto dopo che Egli fosse partito per il Padre.

Per questo chiede agli apostoli di andare a Gerusalemme e attendere la promessa che sarebbero stati battezzati con lo Spirito Santo.

pochi giorni dopo, mentre erano tutti insieme a pregare a Gerusalemme, come il Signore aveva indicato, venne un vento che riempì il cenacolo e lingue di fuoco caddero su ciascuno di loro.

Erano tutti pieni di Spirito Santo e la prova di ciò fu che cominciarono a parlare in altre lingue.

E da lì il regno annunciato da Gesù Cristo è a disposizione di tutti coloro che credono in Lui, dimorando in ognuno di noi.

Così lo Spirito Santo ci dà un potere soprannaturale che possiamo attivare perché abita dentro di noi.

Egli è l'agente del cambiamento sulla terra, è Dio all'opera nel mondo.

Egli fu colui che diede potere soprannaturale ai discepoli per l'evangelizzazione del mondo.

Ha fatto sì che le persone timorose, che si nascondevano quando Gesù fu crocifisso, diventassero persone con il coraggio e la determinazione di predicare e sviluppare la Chiesa.

E quali qualità soprannaturali ci dà lo Spirito Santo se Lo invochiamo?

Ci dà qualità soprannaturali che chiamiamo carismi, ma possiamo anche chiederle, cioè possiamo sviluppare un potere soprannaturale.

Secondo padre Emiliano Tardiff, solo nelle sue epistole, San Paolo ne menziona un totale di venti, ma c'è consenso sul fatto che ci siano più carismi.

Alcuni sono carismi di sapienza, di scienza, di fede, di guarigioni, di miracoli, di profezia, di discernimento degli spiriti, delle lingue, ecc.

Ma lo Spirito Santo dà molto più dei carismi, dà vita e forza al nostro corpo.

In Romani 8 San Paolo dice che se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti, darà vita ai nostri corpi mortali perché abita in noi.

In altre parole, la vita di risurrezione è già dentro di noi.

Ma dobbiamo imparare a sfruttare quel potere per edificare la nostra fede.

Se preghiamo nello Spirito all'inizio della giornata, lo spirito apparirà in noi a scatti per tutto il giorno.

Dovremmo diventare così naturali che la nostra risposta automatica nei momenti di bisogno è quella di elevare preghiere guidate dallo Spirito.

Ma lo Spirito Santo ci aiuta anche a pregare quando non sappiamo come farlo.

Come dice San Paolo, lo Spirito Santo intercede per noi con gemiti ineffabili.

Perché possiamo pregare male, ed è per questo che è conveniente chiedere aiuto allo Spirito Santo.

Perché lo Spirito ci aiuta a pregare nella perfetta volontà di Dio.

Lo Spirito Santo conosce sempre la perfetta volontà del Padre e fa sempre rispondere alle vostre preghiere.

Se gli chiediamo qualcosa secondo la sua volontà, egli ci ascolta.

E se sappiamo che ci ascolta tanto quanto gli chiediamo, allora abbiamo ottenuto ciò che abbiamo chiesto.

Lo Spirito Santo ci aiuta anche a resistere alla tentazione.

Quindi, se stai lottando con una tentazione di qualsiasi tipo, chiedi allo Spirito Santo di aiutarti.

Ma una qualità centrale dello Spirito Santo è che Egli ci conduce a tutta la verità.

Gesù stesso disse agli apostoli che da quando sarebbe venuto lo Spirito Santo, li avrebbe condotti alla piena verità.

E questo è molto importante, poiché l'inganno sta aumentando dilagante nel mondo e all'interno della Chiesa.

Ecco perché dobbiamo stare uniti allo Spirito Santo e chiederGli di fare ciò che Gesù ha promesso, di rivelare la verità.

E in relazione a questo, lo Spirito Santo ci aiuterà a trovare le parole giuste da dire in situazioni difficili.

Gesù disse agli apostoli che quando venivano portati nelle sinagoghe, davanti ai magistrati e alle autorità, non dovevano preoccuparsi di come difendersi o di cosa dire, perché lo Spirito Santo avrebbe insegnato loro in quel preciso momento ciò che doveva essere detto.

Ci sono momenti in cui dobbiamo impegnarci in conversazioni cruciali e scontri difficili, e lo Spirito Santo può darci le parole da dire se Lo invochiamo.

Quindi non devi entrare e immaginare cosa dire e speculare su come si svolgerà la conversazione.

Devi solo pregare e credere che Egli ti darà saggezza e consigli in questo momento.

Anche se le circostanze non ti danno il tempo di pregare, Egli può metterti le parole in bocca in un istante.

E come attivare l'azione dello Spirito Santo che abita in noi?

Prendi l'abitudine di pregare lo Spirito Santo più spesso.

Soprattutto di fronte a decisioni e azioni importanti, dobbiamo invocare la presenza potente dello Spirito Santo.

La trasformazione radicale degli Apostoli avvenne solo dopo che essi fecero una potente invocazione in unione con la Vergine Santa.

E il risultato prodotto fu il vento e la discesa dello Spirito Santo sotto forma di lingue di fuoco.

Una breve preghiera che tutti noi possiamo recitare è:

"Vieni Spirito Santo, vieni per la potente intercessione del Cuore Immacolato di Maria, la Tua Carissima Sposa, vieni".

I Padri della Chiesa fanno l'analogia dei Doni dello Spirito Santo in relazione a una barca a vela.

La nave è la nostra anima e le sette vele sono i sette doni dello Spirito Santo.

Il vento potente è il soffio di Dio o dello Spirito Santo.

La costa verso cui si dirige la barca a vela è la nostra dimora paradisiaca.

Le vele devono essere spalancate per catturare il vento.

Quindi le nostre anime devono essere aperte ad afferrare le ispirazioni morbide, ma insistenti dello Spirito Santo.

Se lo si fa costantemente, raggiungeremo inevitabilmente la costa, che è la vita eterna con Dio in cielo.

Spesso invocare lo Spirito Santo ci assicura il successo nelle situazioni della nostra vita.

Ci dà la certezza di ricevere nell'anima più ispirazioni dallo Spirito Santo e la forza di metterle in pratica.

Siamo attratti dall'anima dall'aiuto spirituale, da un'unione più intima con Dio, da un maggiore progresso nella preghiera e da maggiori consolazioni.

E produce in noi un notevole aumento di tutte le nostre devozioni, specialmente alla Santa Eucaristia, al Cuore di Gesù e alla Vergine Santa.

Infine, San Luigi Grignon de Montfort affermava che lo Spirito Santo si avventa sulle anime che amano Maria.

E ha messo in evidenza la presenza di Maria nella Santissima Trinità: Maria è figlia di Dio Padre, madre di Dio Figlio e Sposa dello Spirito Santo.

Bene, finora quello che volevamo parlare di qual è il potere soprannaturale che abita dentro di noi, come attivarlo e come possiamo usarlo.