venerdì 16 gennaio 2026

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


CONTESTO STORICO-RELIGIOSO DELLE APPARIZIONI 


La seconda guerra mondiale 

I fatti di Ghiaie si inseriscono come luce di speranza nella storia della seconda guerra mondiale. 
Era l' anno 1944, e il mondo bruciava tra le fiamme dell'odio e delle armi. 
Milioni di vittime, luoghi di tortura, città devastate, famiglie divise e disperse, fame, terrore costituivano la tragica realtà di quel tempo. L'Italia divisa in due dal fronte di una guerra combattuta da eserciti stranieri, vedeva aggiungersi alla rovine materiali gli orrori della guerra civile. 
Le truppe alleate si spostavano lentamente dal Meridione verso il Nord. Sembrava che la guerra non dovesse finire mai. 
Il cardinale Ildefonso Schuster, arcivescovo di Milano, nella lettera pastorale del 26 aprile 1945, festa della Madonna del Buon Consiglio, così ricordava la guerra appena terminata per l'Italia: "Dopo l'immane tradimento ai danni di un intero popolo venduto e consegnato ai tedeschi, che hanno occupato l'Italia senza colpo ferire, per comprendere a pieno l'importanza di questa pace mariana, bisognerebbe prima conoscere in tutti i particolari gli orrori della tragedia che durante questi anni si è svolta sulle regioni della penisola... Sin che saremo in vita non potremo dimenticare le atrocità che abbiamo veduto svolgersi sotto i nostri occhi, durante questo quinquennio. Ad incominciare da quella dozzina di Crocifissi decapitati e sfregiati dai militi germanici delle S.S. in Melegnano. Dobbiamo poi deplorare le varie esecuzioni capitali avvenute in Milano ed in altri luoghi dell'Arcidiocesi, dietro giudizio sommario capzioso, per supposte colpe politiche che non giustificavano davvero le enormità di quelle condanne eseguite talora senza accordare alle vittime neppure il conforto degli ultimi Sacramenti. 
Le atrocità di cui durante questi ultimi anni il carcere di S. Vittore, qui a Milano, è divenuto teatro, superano qualsiasi immaginazione e non possono ritrovare riscontro neppure nella storia dei più sanguinari tiranni dell'antichità pagana! 
Già si sa che contro gli Ebrei dapprima è stata data una vera e spietata caccia all'uomo. 
Non si è guardato né a condizione, né ad età, né a sesso. 
Uomini, donne, vegliardi, pargoli, lattanti, tolti magari dal letto e dalla culla, sono stati brutalmente gettati in carcere, ammonticchiati in locali insufficienti ed infetti, tormentati con bastonature ed altri vilipendi. Forniti di scarse vettovaglie, sono stati ammassati in vagoni chiusi e piombati, per essere tradotti in Germania e in Polonia nei tremendi campi di concentramento. 
Molti non hanno resistito ai tormenti e sono morti per strada. 
La carità cristiana è stata generosa e sollecita anche verso questi perseguitati figli di Israele e per questo appunto parecchi sacerdoti nostri e suore sono stati carcerati! 
Quante e quante volte intercedendo in loro favore presso le autorità, invano abbiamo tentato di spiegare come il supposto reato politico fosse null'altro che un atto di carità sacerdotale, imposto dall'Evangelo a tutti i Cristiani, non esclusi i Protestanti tedeschi. 
Che dire poi delle torture morali e fisiche inflitte alle vittime dei cosiddetti reati politici?...Alle interrogazioni del giudice seguivano normalmente colpi di nerbo di bue e di bastoni, sediate sulle spalle, flagelli con catene di ferro, legature dei polsi e delle caviglie, stringimenti di polsi con manette a vite ecc. Qualcuno ebbe spezzate le mascelle, parecchi vennero tormentati con spilli conficcati in varie parti del corpo e tra le unghie dei piedi. Non è stato neppure rispettato il pudore delle donne, talora obbligate a denudarsi per subire poi strazi e ignominie tali, che non è lecito qui descrivere. 
Denunciamo questi eccessi al mondo intero come a suo tempo e ripetutamente abbiamo interessata la pretura ed il governo, perché vi ponesse finalmente fine. Li ricordiamo ora su queste pagine, non per un vile atto di vendetta che non sarebbe da Vescovo, ma per dimostrare una volta di più ai nostri fedeli sin dove conducono quei principi di nazismo e idolatria che la Chiesa aveva costantemente condannato. Tutti ricordano la nostra Omelia in Duomo nel Novembre 1939. 
Si può anzi dire che la lunga persecuzione sofferta durante questi anni dal nostro venerato Clero, è stata unicamente perché si è trovato solo nel sostenere di fronte ai partiti allora dominanti i sacri diritti di Dio e del popolo, della famiglia e della personalità umana, contro l'assoluto potere statale e nazista che tutto voleva immolare alle proprie ideologie di uno stato totalitario. Ci si è accusati di assenteismo. Sta il fatto che tutti ci hanno lasciato soli a difendere a fronte scoperta i diritti di Dio, dell'uomo e della nazione tradita...I nemici assai superiori di forze e di numero, credevano ormai di sopraffarci; già dicevano che per il Papa non c'era più posto né in Roma né in Europa. 
Ma Maria da noi fervidamente invocata, è venuta finalmente in nostro aiuto. Mentre la nostra città era ormai pronta a saltare in aria allo scoppio delle mine; mentre le due Armate concordi dell'Asse avevano deciso di trasformare la Lombardia in una vasta "terra bruciata", e ad un certo punto, e prima ancora che l'esercito alleato potesse iniziare tra noi le sue operazioni, la Santissima Vergine dispose così gli eventi, che ad un medesimo tempo tanto il Gen. Wolf quanto Mussolini domandarono al Cardinale di Milano il favore della sua mediazione, disposti a firmare una conveniente capitolazione in Arcivescovado, ai piedi della Madonnina del Duomo. 
Tanto per la storia, e per ricordare anche ai posteri che la grande Vincitrice tra noi è stata la Santissima Vergine..." 
Dopo l'ampio stralcio della lettera pastorale del cardinale Schuster, che ha richiamato alla memoria, almeno in parte, le atrocità della seconda guerra mondiale e l'opera della Chiesa svolta per alleviarne le sofferenze provocate a tanti innocenti, continuo il racconto già iniziato. 
Il 13 maggio 1944 iniziò il grande attacco primaverile, sferrato dagli alleati che liberarono Roma il 4 giugno. 
La bambina Adelaide Roncalli, proprio sette giorni prima, vide il manto della Madonna arrivare fino a Roma. La visione indicava la protezione di Maria sulla città di Roma, su cui incombeva il pericolo di una distruzione totale, e sul Papa minacciato di essere deportato in Germania. Dello scampato pericolo, tra gli altri, scrive suor Pascalina Lehnert in Pio XII ed. Rusconi 1984. 
Il 24 aprile 1944, il Papa Pio XII inviava una lettera al cardinale Maglione, Segretario di Stato, nella quale, dopo avere rilevato di non potere scorgere ancora l'ora della pace, invitava i fedeli ad intensificare la preghiera e le opere di penitenza per ottenere una pace vera e cristiana. Egli, tra l'altro, scriveva: "Dovunque volgiamo lo sguardo e l'animo nostro, questa guerra micidiale e fratricida non ci fa scorgere che dolori, stragi e immense rovine. All'approssimarsi di questo turbine d'odio e di luttuosi avvenimenti che minacciano di scuotere e fare crollare le stesse basi della umana società...torniamo a rivolgere fiduciosi le nostre preghiere al Padre della Misericordia, il quale soltanto può con la sua divina luce e con la sua grazia trasformatrice addolcire i dolori e, col sollevarli in alto, renderli più tollerabili e meritori...Lui solo può illuminare, placare e dirigere la mente di coloro da cui dipende la sorte dei popoli...E poiché già si avvicina il mese di maggio consacrato alla Vergine Madre di Dio desideriamo ardentemente che si intraprenda anche quest'anno una crociata di preghiere, alla quale esortiamo soprattutto i fanciulli che, per il candore del loro animo, sono più cari al nostro Divino Redentore e alla sua benignissima Madre Maria. Sia pertanto cura dei genitori, dei sacerdoti e di tutti coloro a cui sta a cuore l'avvento di una pace vera e cristiana, di condurre i bimbi in numerose schiere attorno all'altare della Vergine Maria durante il prossimo mese, a offrire fiori, preghiere e opere di penitenza". 
La Madre di Dio rispose alle preghiere che salivano dalla terra, apparendo in quel mese di maggio, ad una bambina che stava raccogliendo fiori da portare davanti alla sua immagine. 
Essa venne per parlare a tutte le famiglie e a dire al mondo che la guerra sarebbe finita presto se gli uomini si fossero convertiti. 
La notizia delle apparizioni di Ghiaie fece il giro del mondo, con una rapidità incredibile, tenute presenti le difficoltà del tempo di guerra, e quindi l'interruzione dei mezzi di trasporto e delle comunicazioni e una censura rigorosa che non permetteva che trapelasse altro al di fuori di falsi bollettini di guerra. 
La notizia giunse perfino ai prigionieri nei lager nazisti e nei campi di concentramento degli Alleati, dove erano rinchiusi i prigionieri italiani, come si vede anche dalla lettera che il professore Lazzati ha inviato dal lager di Oberlangen, in Germania, in cui era internato, al fratello Agostino, il 16 agosto 1944. Il professore partecipa al fratello la grande speranza e l'incoraggiamento che quell'annuncio aveva suscitato. 

Severino Bortolan 

giovedì 15 gennaio 2026

La Benedizione del contatto mentale con Dio

 


Facoltà di pensare ed i Pensieri


Chi Mi dà ascolto, quando gli parlo, percorre la via sicura verso l’Alto. Ed Io parlo a tutti coloro che ricevono la Mia Parola, che l’accolgono di nuovo nell’interiore, che in pensieri Mi domandano e che ora possono anche valutare la Mia Risposta nei loro pensieri che ora affluiscono. Allora non potete pensare in modo errato, appena avete riconosciuto una volta Me come Origine della Verità mediante i vostri pensieri rivolti a Me, appena potete conoscere la Verità, non potete nemmeno più percorrere delle vie errate, appena Mi pregate che Io vi guidi. Mediante la vostra volontà stessa Mi dovete solo dare l’occasione di parlarvi, e questo avviene sempre, quando vi occupate mentalmente con Me, vostro Dio e Padre, perché ogni vostro pensiero Mi chiama a voi ed Io seguo questa chiamata.

Dovete occuparvi sovente di Me nei pensieri, perché questo significa un aprire il cuore per il Mio Discorso e perché con ciò potete sempre soltanto guadagnare, perché allora ricevete costantemente la Forza e fate ciò che Io vi chiedo, quello che vi viene annunciato come la Mia Volontà attraverso il Mio Discorso. Il collegamento con Me deve essere stabilito da voi stessi, perché voi stessi vi siete una volta isolati da Me. E non avete bisogno di fare altro che solo pensare a Me senza volontà di rifiuto. Io Sono sempre pronto a venirvi incontro, appena riconosco nei vostri pensieri la volontà di entrare in contatto con Me. Ed allora siete anche assicurati di non percorrere vie errate, perché ora ho anche conquistato l’influenza su di voi, perché posso parlarvi. E così nella vita terrena non è davvero difficile per voi conquistarvi una incommensurabile ricchezza che è imperitura, perché questa vi procura il legame mentale con Me. 

E’ assolutamente impossibile che Io vi lasci a mani vuote, è del tutto impossibile, che Io non sfrutti un tale legame e Mi tenga in silenzio verso di voi, perché Io aspetto questo soltanto nei momenti di silenzio, in cui vi collegate con Me, in cui tenete il colloquio con Me oppure vi rivolgete con interrogativi al vostro Dio e Creatore, ed Io vi do certamente anche la Risposta in forma di pensieri, quando posso parlare direttamente a voi mediante la Parola interiore. Perciò ogni uomo ha la possibilità ed il diritto di entrare in contatto con Me, ed ogni uomo riceverà quanto desidera, anche se il corpo non è gratificato evidentemente, ma l’anima può arricchirsi illimitatamente. 

Io voglio parlare a voi, ed Io parlo ad ognuno di voi che Mi ascolta, che vuole sentire la Mia Voce. E voi tutti dovete sfruttare questa assicurazione, dovete gareggiare e donare a Me ogni minuto libero, ed il vostro tempo sulla Terra sarebbe veramente ben valutato, il legame verrebbe stabilito sempre più sovente, perché ora desiderate Me dal più profondo del cuore, il Quale ora riconoscete come vostro Padre e Che disperate di poter interpellare continuamente. E premurosi eseguirete anche tutto, adempirete la Mia Volontà, perché voi stessi vi siete già appropriati di questa Mia Volontà, perché il costante legame con Me ha per conseguenza anche la costante sottomissione alla Mia Volontà, e perché in voi si è fatta Luce su Chi Sono Io e come Io Sto verso di voi e voi verso di Me. 

Pensate a Me giornalmente ed in ogni ora, non escludeteMi mai, qualunque cosa cominciate, fate che Io possa sempre Essere presente per il fatto che Mi chiamate a voi mediante i vostri pensieri. E non percorrerete davvero inutilmente la via attraverso la vita terrena, crescerete e maturerete e raggiungerete la meta. Seguirete di nuovo Me per non separarvi mai più in eterno da Me. 

Amen

28. giugno 1957

MOSE, ELIA ED ENOCH: CHI SONO I DUE TESTIMONI CHE TORNERANNO NELL’APOCALISSE?


 

GESU’ UBBIDIENTE

 


1. A chi obbediva. Che l'inferiore obbedisca al superiore è naturale; e così il servo al padrone, il figlio al padre, il sole a Dio; l'ubbidienza è legge universale, senza cui è impossibile l'armonia nel mondo. Ma che Dio obbedisca a Giuseppe ed a Maria, due creature soggette a lui, che nulla potevano senza di lui è ubbidienza che fa stupire. Impara a ubbidire, 

2. Per quanto tempo obbedì. Tutta la vita; non solo fanciullo, perciò bisognoso delle cure premurose di Maria; non solo giovanotto, sotto la guida di san Giuseppe, ma anche adulto obbedisce a Maria ed a Giuseppe: Erat subditus illis: era soggetto a loro. San Bonaventura lo contempla in atto di chiedere ancora licenza alla Madre prima d'avviarsi al Getsemani; e noi quante scuse, quanti pretesti alleghiamo per non obbedire! 

3. In che cosa obbediva. In tutte le cose, perfino le più comuni, le più servili; aiutava la Madre nelle faccende domestiche, si prestava al Padre - Custode in tutte le esigenze dell'arte del fabbro, senza ribattere parola, col sorriso sul labbro, con la prontezza dell'angelo al cenno di Dio. Quanta confusione per me tanto tardo, restio, recalcitrante Dell'obbedire'

Canonico Agostino Berteu

CHIEDIAMO PERDONO A NOI STESSI

 


Gesù, mi voglio perdonare di tutto cuore davanti a Te. Perdono me stesso per i miei peccati, le mie mancanze, i miei fallimenti, per tutto il male che è in me.

Mi perdono perché non mi accetto così come sono. Non accetto la mia persona, la mia situazione personale e familiare, il mio corpo e la mia psiche, i miei complessi di colpa e di inferiorità, i miei egoismi.

Mi perdono tutte le chiusure che ho verso di Te, verso gli altri, verso me stesso.

Mi perdono tutte le scelte sbagliate che ho fatto. Mi perdono tutte le mie tristezze e angosce.

Mi perdono per tutte le volte in cui ho offeso i miei genitori, il mio prossimo.

Mi perdono per aver calunniato, per aver giudicato, per non aver perdonato gli altri.

Gesù, mi perdono tutto e mi accetto totalmente così come sono davanti a Te, e mi affido al tuo amore misericordioso.

Ti ringrazio e ti lodo per tutto il bene che mi dimostri in ogni istante e che continuamente mi doni durante il mio cammino terreno.

 

Premessa del Padre -24 - IL libro di Giovanni 2° parte

 


Il 23.03.2023 nel luogo santo


Messaggio di Giovanni

Figlia Mia. Io, il tuo Giovanni, sono venuto per dirti e mostrarti quanto segue.

Il santo Angelo del Signore e Padre Mi mostrò ciò che sarebbe accaduto alla fine di questo tempo. Mi mostrò tutta la sofferenza che sarà inflitta ai figli della terra e ciò che si infliggeranno essi stessi. Mi mostrò che la preghiera è l’arma più potente di tutte le armi e Mi spiegò che i figli del tempo finale possono cambiare il loro “destino”, cioè quello che Io il tuo Giovanni vidi, con preghiera e suppliche ferventi a Dio, l’Altissimo. Questi figli, che pregano, erano sempre protetti in ogni momento, nella vita come per tutto il tempo finale. Furono investiti di una forza divina grazie alla preghiera fervente e la loro forte Fede in Gesù, il loro Salvatore. Si aggrapparono alla Fede, a Gesù e non andarono perduti. Tutto ciò te l’ho già detto, ma lo vorrei sempre nuovamente ripetere, perché l’Angelo Mi mostrò questo mondo e questa protezione che scaturiva dalla loro preghiera. Egli Mi disse:

Giovanni, figlio Mio, devi ripetere ai figli del tempo finale, spesso e ripetutamente che solo e ripeto, solo con la loro fervente preghiera al Padre non andranno perduti e resteranno saldi finché il Signore, Gesù Cristo, ritornerà.

È solo con il loro fervente supplicare che il Signore e Padre interverrà, a ridurre e mitigare il tempo dell’anticristo!

Comunica questo ai figli del tempo finale, figlio Mio, perché chi non prega vacillerà, chi non è ancorato in Gesù seguirà l’anticristo, chi non è veramente con il Signore accetterà tutto ciò che viene dal diavolo solo per sopravvivere!

Mio caro Giovanni, purtroppo ciò significherà la morte eterna per quei figli, per questo motivo tu glielo devi ricordare sempre nuovamente.

Per questo, figlio Mia, Io lo ripeto sempre e sempre nuovamente: la preghiera cambia le cose e vi mantiene saldi, vi dona la forza e vi permette di resistere.

Dillo ai figli della terra da parte Mia e da parte dell’Angelo del Signore e Padre, perché solo e ripeto, solo con la loro costante preghiera resteranno saldi e fedeli a Gesù. Senza la preghiera purtroppo cederanno e andranno perduti.

È importante che TUTTI i figli lo sappiano e lo mettano in pratica.

Figlia Mia. Io, il tuo Giovanni, vidi moltissima sofferenza. Molte famiglie patirono la fame. I padri non avevano più lavoro, perché non accettarono il chip del maligno. Furono emarginati mentre gli altri sembravano godersi felici la vita. Ogni figlio però sentiva che qualcosa era diverso da prima e ciò cominciò già prima che l’anticristo apparisse.

Figlia Mia. Purtroppo, questi figli inseguono più il loro benessere, che entrare in loro stessi e farsi domande su ciò che sentono. Se lo facessero troverebbero molte verità, ma queste sarebbe ovviamente spiacevoli, perché richiederebbero un cambiamento di vita rispetto al loro passato. Di conseguenza preferiscono continuare a vivere come sempre e ad accettare un compromesso dopo l’altro. “Cosa sarà mai un chip digitale? Porta così tanti vantaggi! Ho dovuto farmelo impiantare altrimenti avrei perso il mio lavoro…” scuse su scuse solo per poter continuare a vivere comodamente.

Mi rattristò molto che questi figli per partito preso non volessero imparare nulla. Essi reprimevano ogni tipo di “risveglio”, solo per restare nella loro conosciuta comodità.

Figli, figli vi sveglierete TUTTI ma così tanti di voi purtroppo, troppo tardi. Se sapeste il dolore e il tormento che aspetta la vostra anima, avreste dato ascolto al vostro “sentire “e guardato in faccia alla verità!

Soffrii moltissimo vedendo tutte queste immagini che l’Angelo Mi mostrò. Era una vita senza senso quella che la maggior parte dei figli della terra vivevano e ciò Mi rattristò profondamente. Avrei voluto scuoterli per svegliarli ma naturalmente questo non era possibile.

Figlia Mia. Racconta ora ciò che vidi, scrissi e poi mangiai per comando dell’Angelo perché questo è il tempo che Io vidi e i figli della terra devono svegliarsi e convertirsi!

L’Avvertimento del Signore è vicino così vicino e i figli dovrebbero sfruttare questo immenso atto di Misericordia!

È l’ultima opportunità per non andare perduti, perché dopo inizia il periodo veramente terribile.

Io, il vostro Giovanni vi prego: Convertitevi!

Solo così raggiungerete la vita eterna al fianco del Signore! Solo così sarete veramente felici ora e nel Regno celeste. Rinunciate ai beni e alle ricchezze terrene e accumulate tesori per l’Eternità! Solo questo conta, figli Miei, solo questo conta!

Vivete con il Signore, Gesù Cristo. È LUI che vi ha redenti, ma solo colui che GLI dona il proprio SÌ e si abbandona a LUI, troverà veramente la Salvezza.

Reagite amati figli! Dovete convertirvi, non c’è un'altra via.

Il Nuovo Regno è vicino. Chi non si converte starà davanti a porte chiuse. Amen.

Figlia Mia. Comunica ai figli che solo con la conversione la loro vita è degna di essere vissuta e ha un senso. Chi vive SENZA il Signore è tagliato fuori dalla vita vera ed eterna. Dillo ai figli. Amen.

Il tuo Giovanni. Apostolo e “prediletto” di Gesù. Amen.

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Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


CONTESTO STORICO-RELIGIOSO DELLE APPARIZIONI 


Giovanni XXIII e le apparizioni di Ghiaie 

Il nunzio apostolico a Parigi, Angelo Giuseppe Roncalli, forse nel mese di marzo del 1945, in una lettera inviata al vescovo di Bergamo, monsignor A. Bernareggi, così scriveva: 
"...Ora poi si aggiunge - da una quindicina di giorni — l'interessamento dei cattolici francesi per i fenomeni delle Ghiaie di Bonate che un articolo de la Croix, traduzione dal giornale religioso Il Rosario di Friburgo, ha incominciato a far conoscere, suscitando l'interessamento più vivo. E coll'articolo è venuto fuori, in luce di grande dignità, il nome di Mons. Bernareggi, della commissione da lui formata per il controllo dei fatti con altre particolarità riuscite nuove anche a me. 
A proposito di questi avvenimenti - circa l'apprezzamento dei quali mi rendo ben conto della delicatezza con cui Vostra Eccellenza procede — le dirò che il Santo Padre (Pio XII, n.d.r.) nel colloquio che ebbi il 29 dicembre mi espresse la sua incertezza per il fatto che da tempo non sapeva più nulla, e credeva diminuito il fervore perché erano passati due mesi, anzi ormai 7, senza che la guerra fosse finita. A me qui farebbe molto piacere disporre di dati certi, seri ed edificanti. Ma non oso troppo chiedere a Vostra Eccellenza. Come ella sa, le Ghiaie mi sono familiari come i colli di Sotto il Monte: e c'è tutta una modesta preistoria degli avvenimenti recenti che tocca la mia adolescenza e la mia giovinezza clericale che io potrò ben richiamare. La famiglia poi della piccola Adelaide ho motivo di credere che sia del ramo dei Roncalli Maitini provenienti da Sotto il Monte, giusto i miei. La parentela sfuma fra le varie germinazioni: ma il ramo principale è sempre lo stesso. Potrebbe darsi che sia invece dei Roncalli Piretti. Questo del resto conta poco o niente. Ciò che conta sarebbe la realtà delle apparizioni, come mi si dice siano reali i prodigi che amerei però conoscere più in dettaglio. Se V.E. potesse farmi scrivere da qualcuno in argomento e così da potermi valere dei dati per la pubblicità sui giornali cattolici, "servatis servandis", le sarei proprio grato... aff.mo + Angelo Giuseppe Roncalli n. apost." (v. Pubblicazioni del seminario di Bergamo, Studi e Memorie, Bergamo 1973, p. 105). 

Da un' altra lettera inviata da Parigi, il 10 agosto 1946, dallo stesso monsignor Roncalli a don Cesare Vitali, leggiamo: 
"Carissimo don Cesare, non mi è possibile accettare l'invito per il 25 agosto, perché fino ai primi di settembre sicuramente non potrò lasciare Parigi. Né mi è lecito prevedere quando potrò partire più tardi. Mi sarebbe certo stato piacevole tornare alle Ghiaie dopo tanto tempo. Quanto alle fiducie ed alle diffidenze circa gli avvenimenti (le apparizioni, n.d.r.) di due anni or sono il meglio è conservare la massima calma e serenità spirituale. Potrete leggere non inutilmente il volumetto stampato a Bergamo da Colombo nel 1868: D. Carlo Tacchi primicerio di Scano: Notizie Storiche delle apparizioni e delle Immagini più celebri di Maria SS. nella città e provincia di Bergamo di Flaminio Cornaro. La zona di rispettoso silenzio che ora avvolge i ricordi che sono nel cuore di molti circa i fatti delle Ghiaie è provvidenziale. Fa onore alla saggezza della Autorità Ecclesiastica: ed è degna di ogni rispetto. Il Signore benedice sempre chi obbedisce. In questo anno cade il centenario della Apparizione della Salette: precisamente il 19 settembre. Io mi recherò colà per il Pontificale del 15 agosto e penserò alle Ghiaie. Storia interessante anche quella de la Salette. Leggetela a vostra istruzione e conforto. Saluto di cuore e benedico voi e le care conoscenze che ancora mi restano alle Ghiaie, dove dall'ottobre 1894 io ebbi buoni impulsi alla devozione alla Madonna di Lourdes ed alla Sacra Famiglia. 

Aff.mo + A.G. Roncalli n.a.". 
In un' altra lettera inviata da Parigi, il 26 giugno 1948, al vescovo di Bergamo A. Bernareggi, monsignor A.G. Roncalli, tra l'altro scrive: 
"Qualche tempo fa lessi su L'Eco la comunicazione circa i fatti delle Ghiaie. 
La feci subito pubblicare su La Croix: e tutto il mondo tace. Parmi che la dichiarazione sia stata felicemente stilizzata per salvare la rettitudine di tanta gente che si lasciò e si lascia sospingere in buona fede. Qui invece c'è ben altro. Appena ieri in Lorena si è dovuto organizzare un servizio di 30 poliziotti per obbligare un parroco ad uscire dal presbiterio ed ottemperare agli ordini del vescovo. La cosa non finirà così presto. Per me molta pazienza da esercitare. Far capire a certe teste che bisogna fidarsi e credere alla Chiesa prima ancora che alla Madonna è ben difficile. 
Vedo peraltro che i casi delle Ghiaie si moltiplicano anche in Italia. Tempi malati ed anime in pena dappertutto... 
Dev.mo e aff.mo + A.G. Roncalli (v. Pubblicazioni del seminario di Bergamo, o.c., pp. 117-120). 
Il cardinale Angelo G. Roncalli, da Sotto il Monte, il 10 agosto 1957, nella lettera inviata a Lina Colnago di Bergamo, scrive: 
"Ottima Signorina, La ringrazio dei suoi cari auguri per il 53° anniversario della mia ordinazione sacerdotale. 
Questa mi permise di seguire per parecchio tempo lo spirito di Lei e la sua edificante vita cristiana. 
Ora Ella mi dice che abita in Via S. Bernardino, 56, al ricovero... 
Per la seconda volta Ella mi tocca sulla vicenda delle Ghiaie. Mi perdoni la brevità della mia risposta su questo punto. 
Conviene tener conto della delicatezza per un vescovo e più per un Cardinale, benché umile e dappoco come sono io, di metter bocca, senza un compito speciale affidatogli dalla Santa Sede, in una questione che fu giudicata dalla competente Autorità Ecclesiastica diocesana. Vede? Io conosco le Ghiaie e quell'ambiente più che pochi altri, perché ho seguito l'attività del canonico Alessandro Locatelli che insieme col sig. Bonzanni costruì la chiesa dedicandola alla Sacra Famiglia, ma mi sono sempre astenuto dall'occuparmi di quegli avvenimenti: ed una volta che la situazione fu giudicata dalla legittima autorità, mi guardai sempre e mi guarderò bene dall'interloquire. 
Crede Lei, buona signorina, che se le apparizioni sono vere, alla Madonna Santa manchino forme e mezzi per farle trionfare? E non posso andare più in là. Mi accontento di dire alla Madonna: "Fate voi, è causa vostra, è causa di bene per molte anime; fate voi". Ma non credo sia giudizioso andare più in là, imponendo il tempo e le circostanze per un intervento celeste. Le unisco qui due immagini che Ella gradirà. L' anno scorso mi sono recato a Fatima, dove predicai a circa 600.000 uditori a vista d'occhio, forse più. Le manderò da Venezia il testo del discorso che però pronunciai in portoghese. 
Il Signore la benedica, buona signorina, e dia al suo spirito pace e gaudio. Preghi per me: io continuerò a darle il ricambio. + Angelo Giuseppe Card. Roncalli Patriarca di Venezia (v. La domenica del Popolo, 30 maggio 1976). 
Angelo G. Roncalli diventato Papa col nome di Giovanni XXIII, 1'8 luglio 1960, invia una lettera riservata al bergamasco monsignor Giuseppe Battaglia, vescovo di Faenza, in cui scrive: 
"Cara Eccellenza, siamo sempre bene uniti di pensiero, di cuore, di preghiera. Circa l'affare Ghiaie comprendete che si ha da cominciare non dal vertice, ma dal piano: e non toccare chi deve pronunciare non la prima ma l'ultima parola. Più che di sostanza, qui devesi tener conto delle circostanze, che vanno studiate e tenute in gran conto. Ciò che vale in "subiecta materia" è la testimonianza della veggente: e la fondatezza di quanto ancora asserisce a 21 anni ed in conformità alla sua prima asserzione a 7 anni: e ritirata in seguito alle minacce, alle paure dell'inferno fattele da qualcuno. Ma pare che insista quel terrore di quelle minacce. 
Comunque vs. comprenderà che non è pratico, né utile, che la prima mossa per una revisione venga dal sottoscritto a cui spetta il "verbum" per la Congregazione dei Riti, o di altro dicastero, che a suo tempo "faciat verbum cum S.S." ecc. Scusate la semplicità della mia parola, e statemi sempre bene "in laetitia et in benedictione" anche se "dies mali sunt". Aff.mo Jo. XXIII". 
L' atteggiamento di Angelo Giuseppe Roncalli, divenuto poi Giovanni XXIII, rispetto alle apparizioni di Ghiaie, va dalla fiducia in una conclusione positiva degli avvenimenti del maggio 1944 (prima lettera), ad una attesa prudente del giudizio dell'autorità ecclesiastica (seconda lettera), all'accettazione del non consta mostrando un giudizio negativo sui fatti del 1944 (terza lettera), ad una riconsiderazione in senso positivo della vicenda (quarta lettera), all'aperta convinzione della verità delle apparizioni (quinta lettera). 
Quindi non si può affermare che monsignor Angelo Giuseppe Roncalli abbia sempre avuto un giudizio negativo sui fatti di Ghiaie e lo abbia mantenuto anche da Papa, come si è scritto nel periodico La Vita Diocesana di Bergamo, nel novembre del 1976, pp. 439-440. 
Il periodico, riportata la lettera che il nunzio apostolico a Parigi, monsignor Roncalli ha scritto il 26 giugno 1948 (la terza), così commenta: 
"Questo giudizio non venne riformato durante il periodo del pontificato, come si rileva da chiara documentazione esistente". 
La suddetta lettera non è stata l'unica che Monsignor Roncalli ha scritto con riferimento ai fatti di Ghiaie mentre era nunzio apostolico a Parigi, né la stessa si può portare come prova per sostenere che il giudizio dato allora rimase immutato. 
Quella lettera manifesta solo il giudizio dato sui fatti di Ghiaie, dal nunzio apostolico monsignor Roncalli, nel 1948. Per provare che quel giudizio rimase immutato si dovevano pubblicare quei documenti che pure si dicono esistenti. Invece ci sono le lettere (quarta e quinta) da me pubblicate, che dimostrano che Angelo Giuseppe Roncalli, da cardinale e soprattutto da Papa, credeva autentiche le apparizioni di Ghiaie. 
Si è tentato di ridurre il valore della lettera del Papa Giovanni XXIII, e addirittura si è detto che non era sua. Monsignor Giuseppe Battaglia si sentì in dovere, il primo novembre 1977, di rilasciare, sull'autenticità della lettera, una dichiarazione scritta che riporto di seguito: 
"Il sottoscritto Mons. Giuseppe Battaglia dichiara, al fine di garantire l'autenticità della lettera datata l'8-VII-1960 di S.S. Papa Giovanni XXIII, di avere ceduto fotocopia della stessa al sig. Prof. Walter De Giuseppe, Presidente Fondatore dell'Associazione di Ricerche Storiche di Bonate '44 con residenza in via C. Carsana 22, Ghiaie di Bonate. 
Detta lettera che è stata pubblicata su quotidiani e settimanali col mio consenso, fu da S. Santità Papa Giovanni XXIII inviata al sottoscritto e garantisco, tranquilla coscienza, l'autenticità della stessa. Papa Giovanni credeva all'apparizione della Madonna alle Ghiaie di Bonate, e che la bambina fu costretta a rinnegare con le minacce dell'inferno. 
L'originale di detta lettera si trova presso il sottoscritto. In fede. Giuseppe Battaglia, vescovo". 
N.B.: il sottoscritto è lieto di dichiarare che, dopo aver sentito a Faenza — ove nel '45 venne a lavorare nel nostro Duomo - e anche a Bergamo - quell'ottimo cristiano e artista Prof. Galizzi, che ebbe a trattare a lungo con la bambina Adelaide per il bel quadro della Madonna da lui dipinto, non ha mai avuto dubbi sulla realtà della apparizione della Madonna alle Ghiaie. G.B. 

Don Attilio Goggi scrive: 
"Non si creda che Papa Giovanni si sia limitato a scrivere quella lettera. Il padre Raschi mi ha precisato che al Papa furono offerte alcune copie del suo libro "Questa è Bonate" rilegate in pelle rossa e una in pelle bianca riservata a lui. Secondo un'informazione del vescovo mons. Obert questa copia il Papa stesso l'ha poi inviata al Santo Ufficio con il seguente autografo: "Deponiamo presso il nostro Supremo Tribunale del Santo Ufficio il libro "Questa è Bonate" scritto dal rev.do p. Bonaventura Raschi dei Frati Minori Conventuali come testimonio dei fatti là avvenuti, che, se sono veri, come Noi li crediamo, altro non si potrà fare che lasciar libero culto all'Apparizione della Santa Vergine delle Ghiaie". 
Questo testo, che già conoscevo, il padre Raschi me lo ha citato a memoria assicurandomi della sua effettiva esistenza" (v. Sarò riconosciuta, Apostolato Mariano, Milano 1983, p. 153). 
Vi è un altro documento che ci fa conoscere il pensiero del Papa Giovanni XXIII, sulle apparizioni di Ghiaie: la lettera inviata dal padre Antonio Lozza, missionario del P.I.M.E. di Milano, il 5 ottobre 1977, a don Italo Duci. 
Padre Antonio Lozza scrive: 
"Rev. Sig. Parroco, sono un missionario anziano del P.I.M.E., degente in questa nostra casa di riposo. Mi è arrivato in questi giorni un ritaglio di giornale che, dato lo stile laicista, non è L'Eco di Bergamo. Tratta delle apparizioni della Beata Vergine alle Ghiaie, auspicandone la ripresa del processo. L'avrà ricevuto anche lei. Per conto mio, non me ne ero mai interessato. 
Nel 1949, l'obbedienza mi fece assistente della nostra chiesa di S. Francesco Saverio a Milano, frequentata anche dalla signorina Ersilia Galli professoressa di pianoforte, alla quale monsignor Bernareggi aveva affidato la piccola Adelaide. Questa, trovandosi finalmente tranquilla, cominciò spontaneamente a raccontare le sue vicende: ogni sera dopo il brano ascoltato, la Galli metteva tutto in iscritto; dopo due mesi ella mi consegnò trenta pagine dattilografate da consegnare al vescovo di Bergamo. Senza disturbare S. E. io affidai il plico al cancelliere della Curia ...e stop. 
Nel 1960, trovandomi a Roma, ebbi un'udienza da Papa Giovanni, già mio professore di apologetica nel Seminario di Bergamo (1907-1910). Ebbi da lui confidenze circa l'affare di Adelaide e proposte per una ripresa del processo. Io tenni sempre tutto segreto pensando che non c'era "nulla da fare" dopo il decreto negativo del vescovo, tanto meno per un estraneo alla diocesi. Ebbene? Ora che il tema torna di attualità sui giornali, io le chiedo un consiglio: devo mantenere il mio segreto? O è meglio che dia relazione di quanto sopra detto a L'Eco di Bergamo, o piuttosto mi rivolga al nuovo vescovo direttamente o tramite il cappellano della Madonna, il benemerito parroco delle Ghiaie? 
Resto in attesa di un cenno per regolarmi...Grazie infinite. E la Vergine Santissima la benedica largamente. 
Lecco, via M. Sabotino, 1, 5 ottobre 1977, sac. Antonio Lozza" 
Dalla lettera risulta che il Papa Giovanni XXIII non solo credeva alle apparizioni di Ghiaie, ma dava suggerimenti per la ripresa del processo canonico, come si rileva nella lettera inviata a monsignor Giuseppe Battaglia, proprio nel 1960. 
Dopo la digressione storico-religiosa, torno a parlare del luogo e del tempo che videro gli avvenimenti del maggio 1944. 

Severino Bortolan 

mercoledì 14 gennaio 2026

Spazi di tempo stabiliti come Epoche di Redenzione

 


Epoche di Redenzione 


Dinanzi a Me mille anni sono come un giorno, per Me è davvero senza importanza, quando ritornate a Me, fino a quando vi tenete lontani da Me, perché Io so che una volta sicuramente verrete a Me e poi sarete eternamente uniti con Me. Voi stessi però soffrite incommensurabilmente in questo tempo di lontananza, perché soltanto l’unificazione con Me è la Beatitudine. Ed Io vi amo e vorrei perciò abbreviarvi il tempo dell’infelicità per via di voi stessi. Io non voglio, che voi soffriate, ma vedo nella Mia Sapienza la benedizione della sofferenza per voi, perché vi può indurre, di accelerare il ritorno a Me, perché vi può cambiare nella vostra mentalità e nella vostra volontà. Ma per quanto è nel Mio Potere faccio di tutto, per abbreviare la durata del tempo della vostra resistenza, senza però toccare la vostra libera volontà, perché questa stessa determina la durata del tempo della vostra lontananza da Me ed Io non vi costringo. Benché il tempo sia per Me senza significato, sono comunque determinati nel Mio Piano di Salvezza degli spazi di tempo, che sono stati previsti per lo sviluppo dello spirituale, cioè, anche il Mio Piano di Salvezza è stabilito secondo il tempo e verrà osservato secondo il Mio Amore e la Mia Sapienza. Sono previste delle Epoche di Redenzione che sono limitate, cioè si offrono sempre di nuovo nuove possibilità di sviluppo, nella saggia previsione, che la sempre nuova resistenza da parte del mondo degli spiriti caduti richiede anche un certo nuovo orientamento, oppure anche: che l’Ordine legislativo deve di nuovo essere ristabilito di tanto in tanto, che lo spirituale che si trova nella resistenza, non osserva e perciò viene ostacolato uno sviluppo verso l’Alto. Questi spazi di tempo stabiliti quindi sono le “Epoche di Redenzione”, che vengono osservate da Me irrevocabilmente e che significa perciò il finire di un vecchio periodo di sviluppo e l’inizio di uno nuovo, che da parte di voi uomini non possono essere stabiliti nel tempo, ma che possono essere aspettati con irrevocabile sicurezza da parte degli uomini nei tempi, dove non è più riconoscibile uno sviluppo spirituale verso l’Alto. Ma nel Mio Piano di Salvezza dall’Eternità è compreso anche che per gli uomini un tale sapere è e rimane non dimostrabile, perché le differenti “epoche” si trovano così distanti nel loro inizio e nella loro fine, che agli uomini manca ogni conoscenza ed anche solamente dei risvegliati spiritualmente è accettabile un tale sapere come degno di fede. Dinanzi a Me mille anni sono come un giorno. Ma voi uomini sentite il tempo incommensurabilmente lungo e voi stessi ve lo potreste abbreviare, se soltanto aspiraste seriamente la vostra salvezza dalla forma, che come uomo potete anche raggiungere nella vita terrena. A voi stanno davvero tutti i mezzi a disposizione, soltanto la vostra volontà non può essere costretta di cambiare il vostro essere nell’amore. Ma questo cambiamento nell’amore deve essere eseguito, e per questo avete bisogno soltanto di poco tempo. E quando un periodo di salvezza va alla fine, senza che avete raggiunto la vostra meta, allora un infinito prolungamento del vostro stato da Dio può essere di nuovo la vostra sorte, che è per voi appunto estremamente tormentoso, ma che Mi induce soltanto di creare per voi, lo spirituale perseverante nella ribellione contro di Me, sempre di nuovo delle nuove possibilità, per promuovere la vostra maturazione. Perché Io so, che una volta raggiungo la Mia meta, e per Me non esistono dei concetti di tempo, per Me tutto è presente, anche il passato ed il futuro. Voi non lo comprendete, finché il vostro pensare è ancora limitato. Ma una volta lo comprenderete e voi stessi troverete incomprensibile, che Mi avete opposto resistenza così a lungo, perché l’unificazione avrà luogo una volta irrevocabilmente, e questo significa anche incommensurabile beatitudine, nella quale la sofferenza passata impallidisce, quando riconoscerete il Mio Amore soltanto lodando e glorificando, che vi ha anche inseguito nell’abisso più profondo e che non ha riposato prima di aver raggiunto la meta.

Amen

22. gennaio 1962