domenica 23 giugno 2019

I SEI PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO



EGO TE ABSOLVO


1. Disperazione della salute; 2 Presunzione di salvarsi senza merito; 3. Impugnare la verità conosciuta; 4. Invidia della grazia altrui; 5. Ostinazione nei peccati; 6. Impenitenza finale; 

G. Crux

Signore Gesù rendici vigilanti nell’attesa della tua venuta.



Signore Gesù, siamo qui raccolti davanti a te.
Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo,
da noi crocifisso e dal Padre Risuscitato.
Tu, il vivente, realmente presente in mezzo a noi.
Tu, la via, la verità e la vita:
tu, che solo hai parole di vita eterna.
Tu, l’unico fondamento della nostra salvezza,
e l’unico nome da invocare per avere speranza.
Tu l’immagine del Padre e il donatore dello Spirito;
tu, l’Amore: l’Amore non amato.
Signore Gesù, noi crediamo in te,
ti adoriamo, ti amiamo con tutto il nostro cuore,
e proclamiamo il tuo nome al di sopra di ogni altro nome.
Signore Gesù rendici vigilanti nell’attesa della tua venuta.

(Beato gIoVannI Paolo II)

"Attraverso i veli sacramentali guardo chi ha pietà di Me".



"Figlia Mia, veglia e prega. ConservaMi nella luce. Questa è la Mia difficile ora. Insultato e deriso, rimango fermo nel Mio tabernacolo, frustrato e rivolto a testa in giù. Vengo inesorabilmente ferito dai Miei...Attraverso i veli sacramentali guardo chi ha pietà di Me".

"Devo essere riposto in forma sacramentale nel tuo cuore. Voglio rafforzarti e darti nuova luce. Devi abbracciare l'umanità intera. Devi essere forte in questa suprema prova di obbedienza e amore. Tu preghi e fai penitenza. EsponiMi alle anime. I bestemmiatori, l'immagine dell'uomo attaccato alle cose del mondo, le azioni del suo spirito diabolico portano distruzione e rovina. Prega. Attraverso le preghiere attirerò l'attenzione di molte anime. Ciò che Mi ferisce di più sono i Miei...che Mi tradiscono e Mi attaccano da ambo i lati. Sono traditori che vanno alla perdizione. Dio, il Padre Eterno farà giustizia sopra tutte queste iniquità. Guardatene! Sarà peggio di Babilonia. Si avvicina il momento del giudizio. Gli speculatori periranno, perché hanno bevuto il veleno dei Satana. Si sono rivoltati contro il mio Eterno Padre. Questa è l'ora dolorosa in cui si mettono ad operare per abolire il Mio Santo Sacrificio della Messa. Si oppongono a Me. Il Padre Dio Mi ha indicato la terra e Mi ha detto:"questa è la terra! In parte è malata. Così pochi sono gli eletti!" I buoni non pregano! Molte nazioni spariranno dalla faccia della terra. Io, il Signore della rivelazione, ordino di assicurare a tutta l'umanità che Mi sto appellando alle loro coscienze".

"Prega, fai penitenza, riceviMi sempre. Voglio che si pentano. Molti non Mi ascoltano perché non sono consci della terribile realtà. La Mia pietà è grande se si pentiranno!".

"Ti benedico".

12 dicembre 1987  Suor Anna Ali

San Bernardo di Chiaravalle



L’umanità è afflitta da tre malattie, in principio, nel mezzo e alla fine: cioè la nascita, la vita e la morte. La nascita era immonda, la vita perversa, la morte pericolosa. È però venuto il Cristo, che contro questa triplice malattia ha addotto un triplice rimedio. Egli infatti nacque, visse e morì. La Sua nascita ha purificato la nostra, la Sua vita ha costituito un modello per la nostra, la Sua morte ha distrutto la nostra.

AVVISI DALL'ALTRO MONDO SULLA CHIESA DEL NOSTRO TEMPO



Che cosa è l’esorcismo? 

Bonaventura Meyer

Esorcismo è l’aiuto della Chiesa, che per mezzo di preghiere, letture dalla Scrittura Sacra, scongiuri, ordini nel nome di Gesù, ecc., uso di acqua santa, benedizioni, segni della croce, posa della stola, posa delle mani, cerca di cacciare il diavolo. É un errore credere che i demoni sgombrino il campo in 
seguito ad un ordine. É una dura lotta dell'esorcista coi demoni. 
Continuamente i demoni dicono all’esorcista: «Non andiamo ancora». Perciò vale anche qui: Dio ha l’ultima parola. 

Partirà da Luì, in tempi di angosciosa afflizione, una potenza, 
Come se non parlasse con una voce sola; 
Perché rintronerà da essa la grazia e la potenza delle sante schiere, 
Che erano compagni della via sua, avendo vissuto con loro, che morirono, 
il mondo lo risentirà costernato come uno, che i morti inviarono, 
Per rivelare mostruosità. 
Ed orrore assalirà coloro,  
che si aggrappano a quest’esistenza. 

Cardinale John Henry Newman

ADAMO E LA SUA VITA NELL’UNITA’ DEL SUO CREATORE E PADRE



dagli Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta

Nel Volume 24 - Giugno 7, 1928, Gesù ci spiega come Iddio nel creare l’uomo gli infuse tre soli: intelletto, memoria e volontà.  

(Luisa:)  Il mio volo nel girare negli atti della Volontà Divina continua sempre, e quando giungo nell’Eden mi sembra che Gesù ha voglia di dire qualche cosa.  Il ricordo, il luogo dove creò l’uomo, la sua Volontà creante, il suo Amore sfoggiante, le prerogative, la bellezza con cui creò l’uomo, i beni, la grazia con cui lo arricchì, sono i più dolci e cari ricordi al suo Cuore Paterno, che Lo fanno affogare d’amore;  e per dare sfogo alle sue vampe vuol parlare di ciò che fece nel crearlo, tanto che, mentre scrivo, sento il suo Cuore che batte forte forte  […]:  
(Gesù:)  “Quanti nostri prodigi concorsero nel creare l’uomo!  Col nostro alito gli fu infusa l’anima, nella quale la nostra paterna bontà gli infondeva tre soli in cui formava in essa il perenne e fulgido giorno, non soggetto a nessuna notte.  Questi tre soli venivano formati dalla Potenza del Padre, della Sapienza del Figlio, dall’Amore dello Spirito Santo.  Questi tre soli, mentre venivano formati nell’anima, restavano in comunicazione con le Tre Divine Persone, in modo che l’uomo teneva la via per salire a Noi e Noi tenevamo la via per scendere in lui.
Questi tre soli sono le tre potenze:  intelletto, memoria e volontà, che mentre son distinte tra loro, si danno la mano e giungono a formarne anche una sola.  Simbolo della nostra Trinità adorabile, che mentre siamo distinti nelle Persone, formiamo una sola Potenza, un Intelletto solo ed unica Volontà.  Fu tanto l’amore nel creare l’uomo, che il nostro Amore allora si contentò, quando gli comunicammo la nostra somiglianza.  Questi tre soli furono messi nel fondo dell’anima umana come il sole nel fondo della volta del cielo,   […]  
Questi tre soli esistono nell’uomo, ma si trovano nelle condizioni di quando il sole che splende nel cielo si trova circondato da dense nubi e non può riempire la terra con la vivezza della sua luce.  E sebbene le comunicazioni non sono né interrotte né spezzate in virtù delle nubi, però gli effetti la terra li riceve stentati e non gode tutto il bene che le potrebbe fare il sole   […].   Tale si trova l’uomo.  Tutte le cose stanno a posto, tra Noi e lui niente è spezzato né interrotto, ma l’umano volere ha formato dense nubi e perciò si vede l’uomo senza la gloria, l’ordine ed armonia della sua creazione;  e quindi le sue opere sono senza frutti, guaste e senza bellezza, i suoi passi sono vacillanti, si può dire ch’è il povero malato perché non si [fa] dirigere dai tre soli che possiede nell’anima sua.  Onde venendo a regnare la mia Volontà, la prima cosa che abbatterà sarà l’umano volere e, soffiando, metterà in fuga le nubi e l’uomo si farà dirigere dai tre soli che tiene nel fondo dell’anima che posseggono la nostra comunicazione;  e subito salirà alla nostra origine e tutto sarà festa e gloria per Noi e per lui”.

CORPUS DOMINI: SEQUENZA




[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.


Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.


Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.


È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.


Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.


Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.


Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.


È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.


Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.


È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.


Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.


Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.



Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.


Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!


Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.


È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]


Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.


Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.


Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.


Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

"I massoni Mi hanno gravemente insultato. Questa è l'ora buia in cui essi cercano di abolire la Mia presenza. Insultano anche il Mio Vangelo".



"Figlia Mia, sii paziente ed ascoltami. Tu sai cosa ti chiedo: preghiere e penitenza. Veglia e tieni esposto il Mio divin Sacramento. Queste sono ore difficili per Me, perché sono veramente tenebrose. Satana opera con...per corromperli, instillando nelle loro menti che il Santo Sacrificio della Messa debba essere abolito. Il diavolo è molto astuto".

"Che sofferenza per Me! Stanco di vegliare sull'umanità giorno e notte, resto in attesa tra i veli sacramentali. Io amo l'umanità e sono venuto a chiamarla. Desidero che tutti gli uomini siano salvati. Voglio che si rendano conto della terribile verità. I massoni Mi hanno gravemente insultato. Questa è l'ora buia in cui essi  cercano di abolire la Mia presenza. Insultano anche il Mio Vangelo. La loro malvagità è ripugnante! Gridano "non vogliamo Cristo" e Mi girano a testa in giù. Satana ha incatenato le loro anime".

"Figlia Mia, unisci il tuo cuore alle Mie lacrime. ContemplaMi nel Mio divin Sacramento. Che grande dolore! Come posso far capire loro che li amo? Ecco perché Mi rendo visibile".

"I massoni stanno preparando la loro esecuzione con le loro stesse mani. L'inferno li aspetta! Prega molto e senza sosta. Devi sempre essere ubbidiente, serena ed umile; sii pronta a tutto".

"Figlia Mia, fai attenzione a lui per il bene delle anime. Il Padre Eterno vuole così. Voglio che tu segua ciò che ti dico. Ti ho preparata in tanti anni. Prega. Molto si deve ancora compiere: veglia con Me e tieni l'umanità racchiusa nel tuo cuore".

"Mi rendo visibile per mendicare preghiere e penitenza al fine di convertire le anime e portarle al pentimento. Prega molto ed unisciti ad esse".

"Ti benedico".

11 dicembre 1987  Suor Anna Ali

SANT’AGOSTINO



Se amate Dio, rapite all'amore di Dio tutti quanti sono uniti a voi, tutti quelli che abitano con voi; se amate il corpo di Cristo, cioè l'unità della Chiesa, trascinate tutti a godere di essa. (En. in ps. 33, d. 2. 6) 

PROGRAMMA DESTABILIZZANTE ED EVERSIVO IN ATTO



Il demonio non ha nel suo pensare nessuna ortodossia perché non possiede nessuna verità, ma possiede al massimo grado il genio della guerra. Si accanisce ogni giorno più a separare ciò che Diounisce e a unire ciò che Dio separa per intralciare e vanificare, se fosse possibile, il piano di salvezza di Dio. E questo un tratto caratteristico dal quale si riconosce l’azione demoniaca. Dio unisce due sposi nel matrimonio e il demonio fa di tutto per separarli col divorzio, con la separazione, con l’adulterio. Dio separa i sessi in vista della procreazione e il demonio fa di tutto per metterli insieme in quella contaminazione tanto cara agli esoteristi di oggi.

Gli esempi si possono moltiplicare. Li vogliamo esaminare in breve sintesi nei diversi settori della vita e dell’attività umana con speciale attenzione a ciò che avviene tutti i giorni accanto a noi e sotto i nostri occhi.

Dio creando l’uomo non ha pensato soltanto a dargli l’essere per poi abbandonarlo al suo destino senza più interessarsi di lui, ma ha provveduto anche a ciò che serve a continuare la sua vita sulla terra, a ordinaria con sapienti e pratiche norme, a organizzarla nelle sue strutture e ad aiutarla a raggiungere il suo fine. Dio creando l’uomo gli ha dato la terra da dirigere e da lavorare per trovare in essa i mezzi necessari alla sussistenza; gli ha dato la famiglia — l’inventore della famiglia è Dio — come aiuto alla sua solitudine e per la conservazione e propagazione della specie umana; gli ha dato il lavoro come mezzo di educazione ed elevazione personale e come fonte di ricchezza per venire incontro alle più urgenti necessità della vita e della famiglia gli ha dato la società, ossia la compagnia di altri individui coi quali dividere le fatiche e le gioie; gli ha dato lo stato fondato su norme di giustizia, su diritti e su doveri che tutti sono tenuti a rispettare, su leggi che tutti sono tenuti a osservare; gli ha dato finalmente una struttura religiosa, la chiesa, che unisce tutti insieme questi doni, famiglia, lavoro, vita individuale e vita sociale, economia e politica, educazione e cultura, in vista di un obiettivo da raggiungere a completamento delle sue aspirazioni più profonde epiù intime.

Quando Dio ebbe creato il cielo e la terra e tutto ciò che in essi è contenuto — dice la Sacra Scrittura — «Egli vide che tutto era cosa buona» (Gn 1,12). Se era «cosa buona» l’ordine meraviglioso da lui stabilito nella natura in generale, nel mondo inanimato, lo era in misura molto superiore e più perfetta nell’uomo fatto a sua immagine e somiglianza e costituito da lui re del creato. Tutte le volte che l’uomo è stato fedele a quest’ordine ha avuto la possibilità di assolvere ai suoi compiti e di raggiungere i propri destini; tutte le volte che se n’è allontanato ha creato la confusione e ha trovato la rovina.

Questo è il piano e l’ordine stabilito da Dio. Quale il piano di satana?

Evidentemente tutto il contrario. E siccome satana non è mai riuscito, né mai riuscirà a costruire qualche cosa, a creare, portare avanti e portare a termine nulla di buono, di positivo, di utile per l’uomo, è destinato solamente a distruggere. La sua opera sarà costantemente eversiva, negativa, destinata a impedire, a frustrare per insipienza e per odio quello che la sapienza e l’amore di Dio avevano costruito a beneficio dell’uomo. L’opera distruttrice si è fatta visibile alla sua prima apparizione nel mondo creato con la tentazione a Adamo e a Eva, e da allora in poi non si è fermato più, ha continuato con lo stesso accanimento, con lo stesso metodo e purtroppo con gli stessi risultati a danno dell’uomo.

La continuità di questo programma destabilizzante ed eversivo dell’opera di Dio si manifesta ai nostri giorni forse in misura molto superiore che in altri tempi. Almeno a noi sembra così anche perché i mali presenti ci toccano più da vicino dei mali passati che rimangono solo nel ricordo. 
Comunque sia è certo che oggi — a confessione di molti più autorevoli di noi - viviamo in un mondo assatanato. Ne ha fatto un accenno abbastanza chiaro anche papa Giovanni Paolo II il 24 maggio 1987 nel santuario di San Michele Arcangelo sul monte Gargano, Foggia:

«Questa lotta contro il demonio, che contraddistingue l’arcangelo Michele, è attuale anche oggi perché il demonio è tuttora vivo ed operante nel mondo.

Infatti il male che è in esso, il disordine che si riscontra nella società, l’incoerenza dell’uomo, la frattura interiore della quale è vittima non sono solo conseguenze del peccato originale, ma anche effetto dell’azione infestatrice ed oscura del satana, di questo insidiatore dell’equilibrio morale dell’uomo, che san Paolo non esita a chiamare “il dio di questo mondo” (2 Cor 4,4) in quanto si manifesta come astuto incantatore che sa ingannare nel gioco del nostro operare per introdurvi deviazioni tanto nocive quanto all’apparenza conformi alle nostre istintive aspirazioni»40.

E il 4 settembre 1988, parlando a Torino dove si era recato per il centenario della morte di san Giovanni Bosco, il papa accennava a «due realtà» tra loro inconciliabili anche «se vanno sempre insieme»:

«Dove c’è l’opera della salvezza, dove c’è l’attività dello Spirito Santo, dove ci sono i santi, là arriva anche un altro, cioè il demonio. Naturalmente non si presenta col proprio nome, cerca di trovare altri nomi... Qui a Torino si vive questa storia della salvezza come una sfida, come una provocazione dei nostri tempi, della nostra epoca». Torino, città di santi, è anche una città del diavolo? E il papa la pensa così?

I giornalisti, amanti sempre del nuovo e del sensazionale, l’hanno detto e scritto a chiare lettere. 
Certò è, caso mai, che «città del diavolo» non è soltanto Torino, ma molte altre città, grandi e piccole, d’Italia e di fuori Italia.

Il padre Denis Fahey, irlandese (1954), già da noi ricordato e citato diverse volte in queste pagine, compendia in sei punti le linee programmatiche dell’azione satanica per la distruzione dell’opera di Dio nel mondo: famiglia, stato civile e politico, vita internazionale, educazione della gioventù, distribuzione della ricchezza e della proprietà, missione e attività della chiesa cattolica.

La famiglia, come sappiamo, è la base insostituibile della società civile perché è la sede dove l’uomo, il singolo, vive, opera, si realizza, trova il suo sviluppo omogeneo interiore e esteriore. 
Famiglia sana vuol dire società sana, famiglia ordinata società ordinata e, per contrario, famiglia malata, disordinata, disunita, instabile, privata di quella forza interiore che sola può garantire la sua esistenza e la sua efficienza, vuol dire società in preda al disordine e destinata presto o tardi allo sfacelo, alla dissoluzione e alla rovina.

Dio ha corredato la famiglia umana, da lui voluta, di tre valori: unità, indissolubilità e fecondità. Unità, uno e una, contro la poligamia, la poliandria e l’adulterio; indissolubilità, «ciò che Dio ha unito l’uomo non lo separi» (Mt 19,6), contro il divorzio e la separazione; fecondità, contro l’aborto e i contraccettivi di tutte le specie.

Il demonio si è impegnato da sempre allo smantellamento di questi tre valori e nella promozione dei falsi valori opposti, adulterio, divorzio, controllo delle nascite, libero amore, aborto. Leone XIII  analizza così i disastri del divorzio:

«A causa del divorzio il contratto nuziale diventa un capriccio volubile e instabile, l’amore è indebolito, è dato incentivo all’infedeltà coniugale, è impedita la cura e l’educazione dei figli, è seminato nelle famiglie il seme della discordia, è diminuita e annullata la dignità della donna o, in caso estremo, è ridotta a solo strumento di piacere. E perché è vero che per la rovina della famiglia e la distruzione dello stato nulla è tanto fatale e determinante quanto la corruzione morale, è facile vedere come il divorzio, elemento di distruzione della famiglia, non lo sia meno come elemento di distruzione dello stato»41.

L’immoralità che minaccia da vicino la famiglia d’oggi prende diversi nomi: la stampa in generale, i mass media, i giornali, i rotocalchi, la radio, la televisione, i teatri, i cinema a luci rosse e non rosse, la pornografia, la propaganda sessuale portata fino all’esasperazione (cioè la propaganda dell’impurità), certe forme dell’arte detta realistica, in pratica adatta solo a eccitare nell’animo i più dannosi e pericolosi sentimenti, la propaganda dei contraccettivi e dell’aborto per impedire il sorgere di nuove vite o per sopprimere quelle che stessero per affacciarsi alla vita, con un crimine che prima di gridare vendetta al cospetto di Dio segna la più degradante bassezza a cui può arrivare l’animo di due genitori, specialmente di una madre.

La crisi della famiglia che si è sempre più allontanata da quella linea che a salvaguardia della sua dignità era stata tracciata da Dio, ha le sue prime fatali ripercussioni nello stato civile:

«Beato il popolo di cui il Signore è Dio», dice il salmo (Sai 143,15), ma quando Dio è allontanato dalla famiglia, necessariamente è allontanato anche dallo stato. Quando il governo civile non tien conto, anzi si oppone e combatte il governo religioso, la chiesa cattolica, combatte Dio e le conseguenze si fanno subito visibili: «Se il Signore non custodisce la città — dice ancora il salmo che è la vera scuola di economia e politica — invano si sforzano i suoi custodi» (Sal 126,2). Al posto dell’ordine troviamo l’anarchia, al posto del progresso il regresso, al posto dell’edificazione la distruzione. Quanto è stata, e continua a essere fatale per lo stato la sua separazione dalla chiesa!

I disastri del liberalismo e della falsa tolleranza, dell’accettazione indiscriminata di tutte le religioni purché siano, mettendole tutte sullo stesso piano, il pluralismo incontrollato, il riconoscimento dei diritti dell’uomo, ai quali si dà tanta importanza senza mai accennare al contrappeso dei doveri, la cui importanza non è minore, anzi, la persecuzione spesse volte condotta, direttamente o indirettamente, contro la chiesa cattolica, e tutto ciò (persone, riti, associazioni, luoghi sacri) che a lei si riferisce — come è capitato per tanti anni nei paesi dell’Europa orientale e in altri — non sono stati certamente strumenti e spinte al progresso materiale e civile, alla pace e concordia tra i cittadini, al benessere e alla collaborazione reciproca per la difesa contro i comuni pericoli e per il conseguimento dei comuni scopi.

Perché l’uomo, il cittadino comune, il responsabile della conduzione della cosa pubblica, non avverte questi disguidi e non corre ai ripari? La risposta è ovvia: perché c’è una regia occulta che tiene le fila della politica umana e la conduce come vuole e dove vuole, a cui nessuno non sa, o non può, o non vuole in qualche modo sottrarsi.

La stessa regia occulta di questa politica eversiva si riscontra nelle relazioni internazionali tra i popoli della terra. Tutti essi formano, o dovrebbero formare una sola famiglia tenuta insieme dall’amore, dalla mutua comprensione, dal mutuo aiuto materiale e morale. La ricchezza, dove abbonda, dovrebbe venire in aiuto alla povertà in modo da ristabilire l’equilibrio che è la premessa indispensabile della pace sociale. Non esiste una razza superiore, un «popolo eletto» destinato a dominare, e una razza inferiore condannata a obbedire, né un governo superiore, un governo mondiale dotato di soli diritti senza doveri, al quale tutti debbano sottostare. Il dominio universale del mondo è stato l’obiettivo di sempre dei governi dominati dal maligno. Le tecniche sovversive adottate da questi governi sono: infiltrarsi segretamente in tutte le strutture sociali per disintegrarle dall’interno; scatenare una folle esigenza di libertà tra i popoli; impadronirsi dei mezzi di comunicazione sociale per orientare e disorientare, per informare e disinformare l’opinione pubblica; creare il caos a ogni livello per disorientare le intelligenze; provocare il caos legislativo e amministrativo; creare la divisione; creare il disordine nel mondo del lavoro per ricattare le masse operaie; annientare l’influsso della chiesa nelle masse.

Questa è la vera «politica». Non bisogna avere scrupoli di sorta nell’uso dei mezzi. Il fine giustifica,anzi «santifica» i mezzi, come diceva Adam Weihaupt, fondatore degli Illuminati di Baviera, ripetendo e allargando il detto di Machiavelli.

«Franchezza e onesta, attributi dei regni cristiani, in politica rappresentano vizi perché rovesciano i troni meglio del più potente nemico. In politica vale la spregiudicatezza e la forza; l’astuzia e l’ipocrisia devono essere la regola per i governi che non vogliono il potere nelle mani di una forza nuova. Il male è l’unico mezzo per arrivare al bene. Ecco perché non dobbiamo indietreggiare di fronte alla corruzione e al tradimento ogni volta che possono servire al nostro scopo»42.

Com’è possibile la pace internazionale con queste premesse?

Satana ha una speciale predilezione per i giovani. Tutte le età lo interessano senza eccezione e senza distinzione di sesso, di condizione, di lingua, di colore, di religione, ma, è evidente, la gioventù è più facile ad essere adescata e, inoltre, essa è il domani della società. Chi riesce a conquistare la gioventù ha in mano il mondo. Ma conquistare la gioventù vuoi dire, da parte di satana, indirizzarla sulla via del male. Per questo saranno necessarie due cose: tenerla costantemente lontana da coloro che potrebbero indirizzarla sulla via del bene e, secondo, ubriacarla con la corruzione di tutte le forme. Dopo aver sconsacrato e profanato la famiglia, sacrario primo in cui la gioventù cresce e si forma, satana ha sconsacrato la scuola dalle classi minime all’università: «la scuola se non è tempio è tana», ha lasciato detto Nicolò Tommaseo. Messe fuori combattimento la famiglia e la scuola, comincia l’offensiva dell’immoralità. Quest’offensiva prende il nome di droga, di violenza, di liberoamore, di pansessualismo, di cinema, ditelevisione, di discoteca, di pornografia, di matrimoni selvaggi, di prostituzione, di sequestri di persone, di malavita, di contestazione e ribellione: tutti fenomeni che trovano attuazione soprattutto nell’ambiente giovanile. E chiaro che in tutta questa problematica destabilizzante la parte della massoneria, del marxismo, della politica in genere non è poca.

Un altro elemento destabilizzante non meno grave dei precedenti è l’ingiusta distribuzione dei danaro tra i membri della società.

La ricchezza concentrata nelle mani di pochi che la usano e la manipolano ad arbitrio lasciando i più, le masse, nella povertà più vergognosa e impedendo loro di migliorare la propria condizione, è la mina sotterranea che a poco a poco, lentamente ma sicuramente, si avvia all’esplosione finale. Il liberalismo ha portato all’individualismo, come il collettivismo ha portato al comunismo, due mali parimenti gravidi di conseguenze che tengono in allarme e col fiato sospeso il mondo, dove il demonio, tramite i suoi più prossimi collaboratori, gioca allegro la sua partita sicuro di vincere.

Ma c’è l’asso nella manica che il demonio tiene in serbo per le grandi occasioni: la lotta e la persecuzione contro la chiesa cattolica.

Tutte le religioni monoteistiche sono per il demonio un pugno negli occhi, ma protestanti, giudei, maomettani, gli danno poco fastidio, talvolta egli trova li i suoi più validi collaboratori. Dove concentra i suoi sforzi e usa la più violenta e subdola lotta con satanica astuzia è contro la chiesa cattolica, l’unica vera chiesa «cristiana» fondata da Gesù Cristo. La strategia della lotta è diversa secondo i luoghi e secondo i tempi e secondo i gusti delle persone: la persecuzione aperta come è avvenuto al tempo degli imperatori romani, o nella rivoluzione francese del 1789, o bolscevica nel 1917, o spagnola nel 1936, o comunista nei paesi dell’est europeo e in Cina dopo il 1945; la disgregazione interiore come è avvenuto — per limitarci ai casi più vicini a noi — nel 1968 e negli anni Settanta con la contestazione dei fedeli, dei religiosi, delle religiose, dei sacerdoti, dei teologi progressisti e ribelli all’autorità del magistero e della disciplina della gerarchia, con conseguente e logica apostasia in massa dalla chiesa, calo delle vocazioni religiose e sacerdotali, crisi di seminari, di parrocchie, di missioni estere, sbandamento dei fedeli, calo di frequenza religiosa a percentuali bassissime, e intensificazione dell’attività eversiva dei nemici esterni, framassoni, laicisti, agnostici e atei; e finalmente il pullulare delle sette ereticali, delle nuove correnti pseudoreligiose, zizzania mescolata al buon grano, che cerca di contaminare, di soffocare e di distruggere la fede pura e semplice predicata dal vangelo e insegnata dalla chiesa.

Il fenomeno della proliferazione delle sette, vera minaccia per la Chiesa d’oggi, è tipicamente moderno e proprio dei paesi cristiani. Solo in Italia ci sono più di seicento tra sette, associazioni e gruppi magico-esoterici che si occupano di parapsicologia, ufologia, esoterismo, ma anche di magiasatanica a sfondo sessuale. A questi seicento gruppi si aggiungano la massoneria del Grande Orientee quella di rito scozzese, la così detta chiesa di scientologia — Dianetics Institute — e quella «unificazionista», del «reverendo» Moon, una quindicina di gruppi religiosi di ispirazione orientale e altrettanti di ispirazione apocalittica, tra i quali il più noto è quello dei così detti testimoni di Geova. I dati che emergono da questa ricerca mettono in evidenza un mondo magico che prolifera con impressionante velocità in tutti gli strati sociali e in tutte le regioni italiane soprattutto nel Nord43.

Questa massiccia offensiva satanica contro la chiesa cattolica presenta aspetti variegati e prende forma a seconda delle circostanze: ostruzionismo all’insegnamento religioso nelle scuole, propaganda per l’aborto, critica ai discorsi e ai viaggi del papa, sostegno e difesa degli ex preti, ma dove le batterie più esplosive sono gettate in campo è nella propaganda della sporcizia sotto tutti gli aspetti e dell’immoralità nella forma più sfacciata. Riportiamo un documento vecchio di centocinquant’anni, ma sempre nuovo e attuale nella sua applicazione, che fa vedere fino a qual punto può arrivare la perfidia e la malizia degli odiatori di Dio e del suo Cristo. Si tratta di una lettera di Vindice, pseudonimo di un membro della carboneria e dell’Alta Vendita, scritta da Castellammare di Stabia, Napoli il 9 agosto 1838 a Nubius, altro carbonaro nascosto da pseudonimo. Dopo aver deplorato e condannato il facile ricorso al pugnale e al delitto per far fuori inemici della carboneria — la chiesa cattolica e la monarchia, l’altare e il trono — perché «i martiri non fanno che aumentare la gloria degli avversari», espone senza eufemismi gli estremi della nuova strategia da adottare:

«Il cattolicesimo (ecco il nemico da abbattere!) non ha più paura di uno stiletto bene affilato, e neppure la monarchia, ma queste due basi dell’ordine sociale possono crollare sotto i colpi della corruzione. Non dobbiamo perciò stancarci mai di corrompere. È stato deciso nelle nostre assemblee di non voler vedere più cristiani al mondo, ma di non fare più dei martiri, e piuttosto di rendere popolare il vizio tra le masse. Che lo respirino, il vizio, da tutti e cinque i sensi, che ne sianosaturi fino al collo. Questa terra, l’Italia, è sempre stata disposta a ricevere gli insegnamenti più lubrici. Riempite i cuori del vizio e non avrete più cattolici. Allontanate il prete dal suo ministero, dall’altare e dalla virtù, cercate con l’astuzia di occupare in altre cose il suo pensiero e il suo tempo,fate che viva nell’ozio, nella ricerca della buona tavola, interessato della politica sotto il pretesto delpatriottismo, egli diventerà presto ambizioso, intrigante, perverso. In questo modo voi avrete raggiunto il vostro scopo e assolto il vostro compito mille volte meglio che se aveste affilato i vostripugnali e li aveste immersi nelle carni di qualche povero prete. È la corruzione in grande la nostra principale impresa, la corruzione del popoio attraverso il prete, e la corruzione del prete attraverso noi, la corruzione che ci deve dare un giorno la gioia di aver seppellito la chiesa. Ho sentito giorni fa un amico dirmi ridendo: «Per abbattere il cattolicesimo bisogna cominciare col sopprimere la donna». La cosa sta veramente così, ma siccome non è possibile sopprimere di colpo la donna, cerchiamo di corromperla per mezzo della chiesa. Corruptio optimi pessima. Il fine è troppo bello per lasciare freddi e indifferenti uomini come noi. Il migliore pugnale per colpire al cuore la chiesa è la corruzione morale. Rimbocchiamoci le maniche, quindi, amico mio, e mettiamoci all’opera subito per portarla avanti fino in fondo!»44. 

All’oscuro Vindice di un secolo e mezzo fa si avvicenda un suo emulo dei nostri giorni, l’ebreo Emiljan Jaroslawski, presidente della Lega dei senza-dio russa, che ha l’impudenza di dire essere lo scopo dei senza-dio fare del Vaticano, fra 100 anni, il più grande museo antireligioso del mondo in cui si potranno vedere nella stessa sala il fantoccio che simboleggia l’ultimo papa e il fantoccio dell’ultimo prete idolatra tibetano.

A tanto può arrivare l’odio incarnato di satana — e dei suoi alleati — contro la chiesa di Cristo!

Citiamo a conclusione e a conferma del fin qui detto altre espressioni sporadiche, provenienti da fonti diverse, tutte autentiche e tutte in perfetta consonanza col programma satanico di destabilizzazione del piano di salvezza divina:

«Il cattolicesimo deve essere distrutto in tutto il mondo. La nostra cospirazione è soltanto contro Roma» (Tigrotto, membro dell’Alta Vendita della carboneria italiana).

«Los von Rom!», “via da Roma”: motto del Kulturkampf tedesco del 1870.

«No popery! Abbasso il papato!»: motto degli anglicani del secolo scorso.

«Setta di perdizione», Pio VI a proposito della massoneria giacobina.

«Sinagoga di satana», Pio IX a proposito del liberalismo massonico.

«La lotta tra cattolicesimo e massoneria è una lotta a morte, senza tregua e senza pietà»45.

«La lotta contro il papato è una necessità sociale e costituisce il dovere costante della massoneria».46

«Morale è ciò che è utile al partito comunista. Per fornire attività comunista in ogni modo bisogna essere pronti ad ogni sacrificio anche ad usare metodi illegali, a occultare la verità. Può darsi che unmascalzone ci diventi utile appunto perché mascalzone» (Lenin).

Paolo Calliari

GESÙ BAMBINO NEGLI SCRITTI DI LUISA PICCARRETA



«Continuando il mio solito stato, è venuto il benedetto Bambino Gesù e dopo essersi messo fra le mie braccia, mi ha benedetto con le sue manine e mi ha detto: “Figlia mia, essendo la razza umana tutta una famiglia, quando uno fa qualche opera buona e mi offre qualche cosa, tutta l’umana famiglia partecipa a quell’offerta e mi è presente come se tutti me la offrissero. Come oggi, nell’offrirmi i Magi i loro doni, Io ebbi presenti nelle loro persone tutte le umane generazioni e tutti parteciparono al merito della loro opera buona. La prima cosa che mi offrirono fu l’oro, ed Io, in contraccambio, diedi loro l’intelligenza e la conoscenza della verità. Ma sai tu qual è l’oro che voglio adesso dalle anime? Non l’oro materiale, no, ma l’oro spirituale, cioè, l’oro della loro volontà, l’oro degli affetti, dei desideri, dei propri gusti, l’oro di tutto l’interno dell’uomo; questo è tutto l’oro che l’anima possiede e lo voglio tutto per Me. Ora, per darmi questo all’anima riesce quasi difficile senza sacrificarsi e mortificarsi, ed ecco la mirra, che qual filo elettrico lega l’interno dell’uomo e lo rende più risplendente, gli dà la tinta di variopinti colori, dando all’anima tutte le specie di bellezza. Ma questo non è tutto, ci vuole chi mantenga sempre vivi i colori, la freschezza, che quasi [come] profumo e venticello spiri dall’interno dell’anima, ci vuole chi offra e chi ottenga doni maggiori di quelli che dona, come pure ci vuole ancora chi costringa a dimorare nel proprio interno Colui che riceve e Colui che dona e tenerlo in continua conversazione e in continuo commercio con lui. Onde, chi fa tutto questo? L’orazione, specie lo spirito di orazione interiore, che sa convertire non solo le opere interne in oro, ma anche le opere esterne, e questo è l’incenso.” (Vol. 6°, 06.01.1904) 

Pablo Martín Sanguiao 

Per il Dono della Santa Comunione



Oh Ostia Celeste, riempi il mio corpo con il nutrimento di cui ha bisogno. 
Riempi la mia anima con la Divina Presenza di Gesù Cristo. 
Dammi la grazia di compiere la Santa Volontà di Dio. 
Colmami della pace e della tranquillità che vengono dalla tua Santa Presenza. 
Non permettere mai che io dubiti della Tua Presenza. 
Aiutami ad accettarTi in Corpo e Anima e, per la Santa Eucaristia,  
fa che le grazie concesse mi aiutino a proclamare  
la gloria del Signore Nostro Gesù Cristo. 
Purifica il mio cuore. 
Apri la mia anima e santificami quando ricevo  
il grande Dono della Santa Eucaristia. 
Accordami le grazie e i favori che dai a tutti i figli di Dio  
e concedimi l’immunità dal fuoco del Purgatorio. 
Amen. 

Partecipando ogni giorno alla Messa quotidiana e ricevendo il Corpo e il Sangue di Mio Figlio nella Santa Eucaristia, avrete garantita l’immunità dalla purificazione nel fuoco del Purgatorio.



Maria Madre di Dio

I favori concessi a coloro che ricevono ogni giorno il Suo Corpo e il Suo Sangue includono la salvezza dal Purgatorio. Mio Figlio, nel momento della vostra morte, vi porterà tra le sue braccia lontani dal fuoco del Purgatorio.

La Santa Messa inoltre, che offre il vero Corpo di Mio Figlio in onore del Padre Mio, porta con sé grandi benefici.

Partecipando ogni giorno alla Messa quotidiana e ricevendo il Corpo e il Sangue di Mio Figlio nella Santa Eucaristia, avrete garantita l’immunità dalla purificazione nel fuoco del Purgatorio.

Quelli di voi che rifiutano la presenza reale di Mio Figlio nella Santa Eucaristia, negano un grande Dono. Non saranno condannati per aver rifiutato il Suo Corpo nella Santa Messa, ma non riceveranno le grazie che Egli intende concedere a tutti i Figli di Dio.

La Santa Comunione che ricevete deve essere consacrata correttamente. Quando ricevete il Suo Corpo, Egli vi colma di un amore profondo e umile che rafforzerà la vostra fede e vi porterà alla Vita Eterna.

La Santa Eucaristia è il dono che vi garantisce la Vita Eterna. Non dimenticatelo mai.
Mio Figlio ha sofferto profondamente per donare al mondo questo grande Dono, il passaporto per il Cielo. Non lo respingete. Non sfidate la Sua Generosità. Non sottovalutate il potere dell’Ostia Santa.

PADRE PIO E IL DIAVOLO



Gabriele Amorth racconta... 

Non era facile neanche per i confratelli di Padre Pio, credere, all’epoca, a quanto avveniva. Il protagonista di queste vicende straordinarie era ai loro occhi soltanto un giovane frate come molti altri, e di cui si sapeva solo che aveva vissuto molto tempo fuori del convento, con il permesso dei superiori, per una malattia grave, che probabilmente lo avrebbe presto portato via. 
In seguito furono raccolte altre testimonianze. Per esempio, padre Nazareno D’Arpaise, che all’epoca era padre Superiore del Convento di Sant’Anna, ha descritto così ciò che accadde una sera in cui Padre Pio, all’ora di cena, si era ritirato nella sua celletta mentre la comunità sedeva ancora in refettorio: «Si intese una forte detonazione nella sua stanzetta, ch’era sulla volta del refettorio. Mandai fra Francesco da Torremaggiore alla stanza di Padre Pio, immaginando che avesse bisogno di qualche cosa e avendo chiamato invano pensai avesse lanciato una sedia in mezzo alla stanza per essere inteso. Il fratello andò su e domandò di che cosa avesse bisogno, ma Padre Pio rispose: “Non ho chiamato, né ho bisogno di niente”. 
Assicuratomi che non aveva bisogno di niente, si continuò a cenare. Nelle sere successive la detonazione avveniva egualmente. A refettorio i frati incominciarono a immaginare e a fantasticare». 
Aggiunge padre Nazareno nella sua relazione: «Una volta mi raccontò che il demonio lo tentava con tutte le forze e avveniva tra loro una forte colluttazione ma egli mi diceva: “Grazie a Dio vinco sempre”». Un’altra annotazione riporta a quello che ha testimoniato padre Paolino da Casacalenda: «Dopo la detonazione, cioè la “lotta” tra il maligno e Padre Pio, si trovava in un bagno di sudore e bisognava cambiarlo da capo a piedi. Ricordo, e non esagero, che una volta con le sole mutande riempii quasi un bacile d'acqua». 

MARCO TOSATTI 

Il Sacro Cuore



La richiesta del Sacro Cuore al Re di Francia


Una richiesta non esaudita

Non sappiamo se Luigi XIV ricevette effettivamente questa richiesta. E’ molto probabile che sia stata trasmessa dalla madre De Saumaise alla madre Croiset, e che questa l’abbia trasmessa al padre De La Chaise. Ma non è sicuro che questi l’abbia a sua volta trasmessa al Re. Quello che è certo, è che la richiesta del Sacro Cuore non venne esaudita. Come mai questo fallimento?
Il motivo non è chiaro. Tuttavia bisogna tener presente che Luigi XIV, benché sinceramente cattolico, in quel tempo aveva rapporti difficili con la Santa Sede; egli infatti promuoveva una politica che spesso sottometteva le questioni religiose ai suoi sogni di potenza. E’ quindi probabile che il suo confessore non abbia ritenuto opportuno rivolgergli il messaggio di Margherita Maria. Glielo avrà rivolto più tardi, dopo il 1693, quando il nuovo Papa Innocenzo XII stabilì migliori rapporti con lui? Non lo sappiamo. In ogni caso, non se ne fece nulla. 
Comunque siano andate le cose, c’è un fatto innegabile: le conseguenze di questa inadempienza furono tragiche. Gli anni che seguirono la mancata corrispondenza di Luigi XIV alle richieste del Sacro Cuore segnarono l’inizio della decadenza del regno, con l’arrivo di umiliazioni e sconfitte. Dopo la sua morte, quella Francia che avrebbe dovuto diventare promotrice della riscossa cristiana, cedette alla crescente influenza del razionalismo e del libertinismo, che la indebolirono spiritualmente e moralmente. Ma anche l’intero continente entrò in un lungo periodo di crisi, indicato dagli storici come inizio della decadenza europea, e che sfociò nella tragedia della Rivoluzione Francese 44.
Tuttavia, nel XVIII secolo, alcuni membri della Corte francese vennero a conoscenza delle divine richieste e diventarono apostoli della nostra devozione. Ad esempio, la Regina Maria Leczinska e suo figlio, il Delfino (cioè erede al trono) di Francia, fecero erigere a Versailles una cappella in onore del Sacro Cuore, inaugurata però molto tardi, nel 1773, quando l’erede era morto prima di salire sul trono. Successivamente anche la principessa Maria Giuseppa di Sassonia trasmise questa devozione al figlio Luigi XVI; eppure nemmeno questo pio sovrano esaudì le richieste rivolte al suo avo.
Toccò proprio allo sfortunato Luigi XVI la drammatica sorte di pagare le conseguenze di queste inadempienze. Nel 1789 scoppiò la terribile Rivoluzione Francese. 1789: esattamente un secolo dopo il messaggio del Sacro Cuore al «Re Sole»! Tre anni dopo, nel 1792, mentre era prigioniero dei rivoluzionari, il deposto Luigi XVI, diventato ormai il «cittadino Luigi Capeto», si ricordò del messaggio di santa Margherita Maria. Allora, in uno scritto commovente, promise che, se fosse scampato alla morte e tornato sul trono, avrebbe consacrato se stesso e il regno al Sacro Cuore, promovendone il culto ed erigendo una basilica 45. Ma, come dirà poi Gesù stesso in una sua rivelazione a Suor Lucia di Fatima, era troppo tardi. La famiglia regale, pagando le colpe dei suoi avi, venne sterminata; a Luigi XVI, che si rifiutò di eseguire le leggi anticristiane imposte dalla Rivoluzione, restò la grazia di morire da martire, come proclamò subito dopo papa Pio VI.

Guido Vignelli