domenica 7 luglio 2019

Cristianesimo vissuto



Gesù Cristo.

Ma l'autore e il consumatore della tua fede, colui sul quale devi avere fissi gli occhi, è Gesù Cristo33, il quale è Figlio di Dio fatto uomo. 
In lui Dio è unito all'uomo, con una unione perfetta, indissolubile, personale. Egli è la vera vetta della santità. In lui l'unione dell'uomo a Dio fu consumata in tutta la perfezione possibile. Ed è lui che fa i cristiani e i Santi. È da lui, dal suo nome di Cristo che deriva il nome di cristiano. Essere cristiano vuol dire esser fatto ad immagine di Gesù Cristo, essere a lui incorporato, ricevere la vita da lui e per mezzo di lui crescere nella piena vita divina.
Egli venne in mezzo a noi, visse della nostra vita umana, dandoci negli esempi della sua vita il modello da seguire, e nelle parole della sua dottrina la regola da compiere. Sì, è a lui che devi guardare, che devi  studiare,  se  vuoi  divenire  cristiano.  La  sua  vita  e  i  suoi insegnamenti  dovresti  saperli  a  memoria.  Leggi,  leggi  il  Santo Vangelo; non cessare di bere a questa fonte il vero spirito che deve animare la tua vita. Come puoi lusingarti d'esser cristiano, se conosci così poco e così male Nostro Signore Gesù Cristo? Tu studi la chimica e la filosofia, il che non è male, sono cose utili a sapersi, ed io godo di vederti studiare sul serio ciò che studi. Ma dimmi, lo studio di Gesù Cristo che posto occupa nell'organamento(?) delle tue occupazioni? Non è forse quello che in fondo sai meno? Hai letto il Vangelo almeno una volta nella tua vita? Avrai senza dubbio letto molti romanzi, ma il Vangelo!... O cristiano di nome! tu non sai fino a qual punto sia una menzogna il titolo che porti. Un cristiano che non legge il Vangelo! che  non  lo  conosce!  che  non  ne  fa  l'oggetto  principale  dei  suoi studi!... e tu credi in Dio?... E credi in Gesù Cristo? Metti dunque ancora una volta i tuoi atti d'accordo con le tue credenze. Non avere credenze morte come le erbe d'un erbario. La credenza che non si trasfonde nella vita pratica non è che una curiosità menzognera.
Ma Gesù Cristo non venne solo a vivere per noi, ma soprattutto venne  a  morire  per  noi.  Venne  ad  espiare  e  a  riparare  i  nostri disordini. E con le sofferenze della sua vita e coi dolori della sua morte, egli espiò i nostri delitti e lavò le nostre sozzure: egli ci riscattò e ci ricondusse a Dio. La virtù del suo sangue ci purifica e ci fortifica, ed alle nostre sofferenze comunica il potere d'espiare a nostra volta e di  meritare.  Le  nostre  sofferenze,  unite,  a  quelle  del  Salvatore, diventano immensi tesori di santificazione. Perciò la croce si erge da per  tutto  dinanzi  ai  nostri  occhi  di  cristiani,  per  indicarci  che, dovunque nella vita noi incontriamo una pena, la Croce di Gesù è lì per santificarla, trasformarla e darle un merito divino. Oh! la vita con Gesù!  Ma  soprattutto  la  sofferenza  con  Gesù!...  gran  segreto  dei grandi cristiani! Impara che cos'è Gesù Cristo. Impara che cos'è la sua croce e potrai dirti cristiano, e chiunque t'incontrerà potrà dire: Ecco un cristiano.
Ah! se tu credessi alle sofferenze di Colui che è il tuo Dio, e che volle farsi uomo come te, per morire per te!... Ma tu non le mediti abbastanza, e perciò esse non hanno nessuna efficacia nella tua vita. 
Cristiano  distratto,  la  più  piccola  notizia  di  curiosità  ha  maggior impero sopra di te che la morte del tuo Dio. Paventeresti tanto i sacrifici, se credessi sinceramente al sacrificio della Croce? La tua generosità  sarebbe  così  apatica  e  pigra,  se  comprendessi  la generosità di Gesù Cristo? A ben triste sentir dire che si crede a cose così sublimi, mentre per le azioni nostre sono così meschine. Te ne scongiuro, abbi la fede, e metti la tua vita all'altezza della tua fede. Il tuo Dio aveva forse bisogno di venir a soffrire e morire per te? Chi dunque l'obbligò a farlo? L'amore. Ti amò e morì per te. Tu dici a lui: mio Dio, ti amo; e non sai neppur vivere per lui!... E tuttavia hai bisogno di vivere per lui; questo è il tuo dovere. Se tu comprendessi il Crocifisso! Se  sapessi che significato  hanno, ai piedi d'una  Croce, queste parole: amare, darsi, prodigarsi, sacrificarsi!... Mettiti dunque una buona volta ai piedi del tuo Crocifisso, ed a Colui che visse e morì per te chiedi di saper vivere per lui. Vivere per lui, vale a dire darti, prodigarti, sacrificarti, il che in una sola parola significa amare. Ai piedi della Croce impara ad essere cristiano.

François de Sales Pollien

PREGHIERA AL PREZIOSISSIMO SANGUE




O Sangue prezioso di Gesù, prezzo infinito del riscatto dell'umanità peccatrice, bevanda e lavacro delle anime nostre che protegge continuamente la causa degli uomini presso il trono della suprema Misericordia, profondamente io vi adoro e vorrei, per quanto mi è possibile, compensarvi delle ingiurie e degli strapazzi, che Voi ricevete di continuo dalle umane creature e specialmente da quelle, che ardiscono temerariamente di bestemmiarvi. E chi non benedirà questo Sangue di infinito valore? Chi non si sentirà infiammato d'affetto verso Gesù che lo sparse? Chi sarei io, se non fossi stato ricomprato da questo Sangue Divino? Chi l'ha cavato dalle vene del mio Signore fino alla ultima stilla? Questo è stato certamente l'amore. O amore immenso, che ci ha donato questo balsamo salutare! O balsamo inestimabile scaturito dalla sorgente di un amore immenso, fate che tutti i cuori e tutte le lingue vi possano lodare, encomiare e ringraziare adesso e per sempre. Amen.

Il dolore salga, il Sangue discenda



IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO


Se ci ami ancora, se ci perdoni, se ci vuoi salvi, deh! o Signore, ridona alla terra il tuo sorriso!
Abbi pietà di tutti!
Il dolore che ci opprime salga come espiazione ed il tuo Sangue divino discenda a redenzione nuova, a nuovo patto d'amore, di grazia e di benedizione q. 3 : 31 dicembre

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

I MIEI COLLOQUI CON LE POVERE ANIME



IL DIARIO DELLA PRINCIPESSA EUGENIA VON DER LEVEN

La Monaca.

9 Agosto 1921. Ore 5 pomeridiane, vidi in giardino fra due alberi una monaca in piedi. Poichè essa sembrava mi aspettasse e perchè credevo fosse una monaca che conoscevo da prima, mi affrettai a correrle incontro. Essa era sparita di colpo senza lasciar traccia. Io rifeci la strada di ritorno per vedere se poteva essere stato l'inganno dell'ombra; ma il posto, lo spazio fra gli alberi era come sempre.
13 Agosto. La vidi venirmi incontro sulla strada che porta alla Chiesa.
19 Agosto. La vidi passare proprio accanto a me in giardino così che potei vedere chiaramente che aveva l'abito delle Mallersdorfer .
Nota. Le Suore Mallesdorfer (povere Francescane della Sacra Famiglia) sono un Ordine Femminile molto diffuso in tutta la Baviera. La Casa Madre si trova nella Bassa Baviera, nella Marktgemeinde Mallersdorf (nel Comune mercantile di Mallersdorf).

25 Agosto. Sulle scale dell'Oratorio.
30 Agosto. Mi aspetta sulla porta di casa.
11 Settembre. In giardino.
14 Settembre. Nell'Oratorio. Prima della S. Messa vidi qualche cosa specchiarsi sulla finestra davanti a me; pensai che la finestra dietro di me non fosse fermata e quindi il movimento davanti a me, e così mi voltai! Stava subito dietro di me, io vidi molto bene il suo viso; grandi occhi neri con una espressione triste, come una persona viva, non pallida, ma a me del tutto sconosciuta. Mi pareva che la figura fosse senza braccia. Io provai una sensazione orrenda, perché essa era così vicina a me.
17 Settembre. Sgusciare accanto a me in giardino.
19 Settembre. Io giocavo a palla con un bambino, ed essa passò fra mezzo. Io devo aver fatto una faccia spaventata, perché il bambino mi domandò che cosa avevo visto.
22 Settembre. Essa stava seduta sulle scale dell'Oratorio.
2 Ottobre. Mentre raccoglievo dei fiori, lei stette sovrumanamente grande davanti a me. Non riuscii ancora a decidermi a parlare con lei, e quando ero arrivato a prendere coraggio, lei era sempre nuovamente sparita.
7 Ottobre. Essa arrivò purtroppo in camera mia; io mi svegliai con uno strano presentimento, accesi la luce, lei era accanto al mio letto. Io ebbi una tale paura che non riuscii a rivolgerle la parola; mi difesi contro di lei con l'acqua santa, poi passando sopra di me essa sparì nella parete. Fu una cosa tremenda.
11 Ottobre. Quando andai a dormire alle 10 non pensavo affatto a lei, perché mi ero divertita parecchio (si era in tempo di caccia) io accesi la luce nella mia stanza. Lei era là. Io passai davanti a lei per andare all'acquasantino, l'aspersi e domandai: "Che cosa vuoi da me?" Essa mi guardò fisso negli occhi e disse senza muovere la bocca: "Io non ti ho mandato venti marchi per le Missioni".
Nota. Leggendo queste righe molti restano sorpresi, che una persona per venti marchi, debba subire un simile castigo. Qui c'é un errore. Quali peccati abbia commesso la monaca nella sua condizione non è detto. In ogni caso quei venti marchi sono soltanto un piccolo segno della sua consueta maniera di vivere, che rese la sua anima così infelice.

Io non potrei dire, se le feci un segno di si o se le promisi di provvedere; perché il momento fu troppo impressionante, in ogni caso lei fu contenta perchè mi venne molto vicina come se volesse dirmi ancora qualche cosa. Ma io ebbi tanta paura, che subito la cospersi con l'acqua santa, dopo di che lei sparì dalla finestra. Benché fosse stato una cosa tremenda, io potei riposare benissimo dopo. I venti marchi furono consegnati alle missioni e furono celebrate delle Sante Messe per le povere anime.
Ebbi pace fino al 3 Novembre, in cui ebbi una grande gioia. Quando andai a dormire alle undici vidi l'interno della mia stanza illuminato.
Pensando che qualcuno avesse lasciato la luce elettrica accesa entrai. Ed ecco la monaca allo stesso posto come nell'ultima apparizione; ma quanto diversa! Usciva da lei come uno splendore di luce, il suo abito nero pareva come rivestito di splendore. Ma ciò che più riluceva era l'espressione del suo viso. Certamente i suoi occhi avevano già visto il Buon Dio. Essa mi guardò sorridente e felice. Le mani, che io vidi per la prima volta, erano incrociate sul petto. Il suo viso era paragonabile soltanto a un opale, non potrei trovare una espressione diversa. Io fui così gioiosamente sorpresa, che rimasi come impietrita e non riuscii a domandare altro che: "Come ti chiami?" Allora essa fece soltanto festosamente il segno di croce, si fece buio e lei era sparita. Allora la luce non era rimasta accesa. Mi pare sia da escludersi una illusione, perchè dal nulla non si puó sentir nulla di ciò che io provai. L'apparizione mi sembrò piú grande del solito, e per la prima volta non stava in piedi sul pavimento. Questa fu l'ultima apparizione della monaca, ma forse essa mi aprì il senso per altra visione.

Preghiera per vincere i pensieri negativi



Oh Gesù, so poco di Te. 
Ma Ti prego, aiutami ad aprire il mio cuore  
per permetterTi di entrare nella mia anima in modo che Tu possa guarirmi,  
confortarmi e riempirmi con la Tua pace. 
Aiutami a provare gioia, vincere tutti i pensieri negativi e imparare il modo di 
capire come farti piacere, in modo che io possa entrare nel Tuo Nuovo 
Paradiso dove potrò vivere una vita di amore, di gioia e meraviglia  
con Te nei secoli dei secoli. 
Amen. 

Coloro che hanno ceduto il loro diritto di nascita alla bestia, non potranno mai venire dinnanzi a Me



Mia amatissima figlia, è attraverso i deboli, gli indifesi, i dimenticati e gli umili che Io manifesto la Mia Divinità. La Mia Potenza si diffonde attraverso tali anime intimamente partecipi alla Mia Santa Volontà, ed è attraverso di loro, che Io posso portare a termine il Mio Piano per la salvezza dell‟umanità. 

Nel momento in cui, coloro che sono stati chiamati da Me per proclamare la Mia Santa Parola, vengono sviati dalle opere Sante a causa del peccato di orgoglio, cercano di spiegare la Mia Parola basandosi su un eccessivo rispetto per il proprio intelletto umano. Essi dimenticano che per seguire Me, così come è già stato stabilito, è la Mia Santa Parola a dover essere ascoltata e non il suono della loro voce. A causa del peccato della lussuria costoro metteranno da parte la Mia Parola, cercando di ecclissarMi nel loro ambizioso desiderio di raggiungere la propria glorificazione. Sarà invece attraverso il peccato d‟accidia, causato dalla pigrizia, che costoro saranno colpevoli del tradimento finale, quando mancheranno di lealtà verso di Me, per la mancanza di fede e di coraggio. 

Così sarà, nel momento ultimo che porta alla Mia Seconda Venuta, quando coloro i quali credono di essere i più degni, i più qualificati, ma che in realtà sono pieni d‟orgoglio, si troveranno ad affrontare un amaro rimprovero e cadranno giù. I deboli, gli umili e i senza pretese che vengono considerati persone di poco conto, dai seguaci nella Mia Chiesa, ma che invece si aggrappano alla Verità, saranno avvolti da Me, nel Grande Giorno. Io li chiamerò e li inviterò presso di Me, poiché li radunerò nel Mio Regno ed essi piangeranno lacrime di gioia. 

Quindi, raccoglierò tutti coloro che non Mi conoscono, ma che saranno risvegliati dalla Mia Luce – anime buone e dal cuore d‟oro – ed Io dirò loro: “Venite qui nel Mio Rifugio”. Poi sarà la volta dei peccatori che hanno commesso delle terribili atrocità, ma che hanno pregato per ottenere la Mia Misericordia; essi saranno chiamati ed Io dirò loro: “Venite, vi perdono per la ragione che voi avete ricercato la riconciliazione”. 

Poi, sarà il turno di coloro che Mi hanno tradito, i quali un tempo Mi conoscevano, ma in seguito Mi hanno voltato le spalle; essi verranno ma, non saranno in grado di guardarMi negli Occhi, né cercheranno la Mia Misericordia ed Io dirò loro: “Allontanatevi da Me, non siete degni di entrare nel Mio Regno”. 

Infine, sarà il momento di coloro che hanno ceduto il loro diritto di nascita alla bestia; essi non potranno mai venire dinnanzi a Me, poiché saranno gettati nella fornace insieme a tutti quelli che Mi hanno fatto perdere le anime di quanti appartenevano alla Mia Chiesa sulla terra, ma che purtroppo li hanno seguiti ciecamente nel buio della notte. 

Allora sarà tutto finito ed, in una frazione di secondo, sarà un nuovo inizio: un nuovo mondo sulla terra com‟era stato stabilito che dovesse essere, un mondo senza fine ! 

Il vostro Gesù 

29 Novembre 2014



sabato 6 luglio 2019

Verranno assegnati dei nomi nuovi ai titoli che si riferiscono a Me



Mia amatissima figlia, il mondo si sta preparando per la Mia Seconda Venuta, ma ci sono due entità separate impegnate a preparare il terreno per quel Giorno. 

Proprio come faccio Io, Gesù Cristo, che vi preparo per mezzo del Mio Intervento, parimenti, anche Satana prepara il suo esercito. Gran parte della pianificazione è già stata intrapresa ormai da diversi anni da parte dei Miei nemici, i quali nonostante conoscano la Verità, hanno scelto ugualmente di distruggere il Mio Piano di Salvezza. Sono in molti ad essere caduti, tra cui alcuni degli eletti, che si sono dedicati, viceversa all‟occulto. 

I Miei nemici hanno elaborato molti piani tra i quali, a loro insaputa, il genocidio degli innocenti. Mentre vengono orchestrate molte azioni malvagie contro il genere umano a causa dell‟avidità e del desiderio di dominare, il piano più ambizioso si rivelerà quando essi finalmente prenderanno il controllo della Mia Casa. 

Sono in corso dei progetti per mettere in ginocchio la Mia Santa Casa mentre sono stati eseguiti tutti i preparativi perché la “bestia” occupi la sua posizione. Per garantire che essa venga acclamata dal mondo intero, è stato messo in atto un piano dettagliato che toccherà tutti gli aspetti della politica mondiale e delle religioni; ma, prima che la bestia venga incoronata e prenda il proprio posto sul suo trono, all‟interno della Mia Chiesa, in segreto avranno luogo molti gesti sacrileghi sugli altari. Le Messe nere dilagheranno, fornendo perciò grandi poteri a Satana e alla sua gerarchia. Essi divoreranno tutto ciò che è Santo e faranno di tutto per distruggere il Cristianesimo, attraverso quello che sarà il più grande inganno nella storia della Mia Chiesa sulla terra. Otterranno tutto ciò fingendo di abbracciare il Cristianesimo stesso, ma nulla sarà come sembra, e solo coloro che sono stati benedetti con il Dono del discernimento, capiranno cosa sta realmente accadendo. 

Ogni peccato verrà giudicato accettabile. Io, Gesù Cristo, sarò maledetto, ma il Mio Nome verrà utilizzato per legittimare l‟accettazione del peccato mortale. Il diavolo, attraverso le sue coorti fedeli, trasformerà al contrario, tutto ciò che viene da Me. 
Verranno assegnati dei nomi nuovi ai titoli che si riferiscono a Me e a coloro che Mi rappresentano; quelli precedenti saranno sostituiti con altri nuovi, i quali saranno comunicati al mondo dicendo che rappresentano un nuovo, innovativo e attento approccio all‟uguaglianza. 

I peccati dell‟uomo verranno esaltati davanti ai Miei Occhi e posti dinnanzi ai Miei Altari, in gesto di sfida. Sappiate che coloro i quali affermano di venire da Me, se non sostengono la Mia Santa Parola e se rifiutano di proclamare la Verità, sono dei bugiardi. Essi sono degli impostori dai quali Io sarò deriso non solo attraverso semplici parole, azioni e cambiamenti della Santa Dottrina, ma anche mediante dei rituali messi in scena con cura, i quali si svolgeranno sui Miei Altari. 

Verrà il giorno in cui Mio Padre interverrà e fermerà questa profanazione finale. I tentativi, da parte dei Miei nemici, di infondere vitalità alle loro nuove cerimonie pagane, saranno inutili. Essi organizzeranno degli eventi sofisticati e divertenti come “culto a Dio”, ma dai quali non verrà alcun bene poiché la Fiamma dello Spirito Santo verrà a mancare; invece, tutto ciò che si vedrà sarà solo del fumo denso di un fuoco che non può ardere: questo è il fumo di Satana ed esso soffocherà i figli di Dio! 

Il vostro Gesù 

28 Novembre 2014


Supplizi di coloro che non amarono mai il loro Dio.



S. Matilde, stando in orazione, vide sotto di sè l'inferno aperto e dentro una miseria e un orrore infinito: come serpenti e rospi, leoni e cani e ogni sorta di bestie feroci che si laceravano crudelmente fra loro. Allora ella disse: O Signore, chi sono quei disgraziati? E il Signore a lei: « Sono coloro che mai non si sono ricordati dolcemente di me, nemmeno per un'ora » (P. V, c. xx).  

GESU’ OSTIA



LA «PRESENZA» NEI GESTI E NEI SIMBOLI DELLA LITURGIA

La liturgia è la celebrazione della storia della salvezza che culmina in Cristo, facendo memoria di ciò che il Signore ha operato e detto, espressa anche con simboli e gesti.
In merito, sorgono spontanee alcune domande: Perché Gesù istituisce l'Eucaristia in un banchetto? Perché sceglie il pane e il vino per indicare il suo corpo e il suo sangue? Qual è il significato del vino mescolato con l'acqua? del pane spezzato? e di un suo frammento unito al vino nel calice?
C'è una risposta fondamentale e comune a queste domande: rendere al massimo l'efficacia espressiva del suo messaggio.

Il banchetto

Il banchetto è pasto in comune; è mangiare e bere con gli altri. Questa immagine racchiude diversi significati:

IL NUTRIMENTO: Senza mangiare e senza bere non si può vivere. Il pasto è fonte di energia per l'uomo.
Pasto vuol dire vita: non solo perché è necessario per vivere, ma anche perché è il segno più concreto dell'essere vivi. Mangia, infatti, chi è in vita; i morti non ne hanno più bisogno.
Gesù, dopo aver risuscitato la figlia di Giairo "ordinò di darle da mangiare" (Lc 24,55). Per dimostrare ai discepoli che non è un fantasma, il Risorto domanda loro nel cenacolo: "Avete qui qualche cosa da mangiare?" (Lc 24,41). E mangia una porzione di pesce arrostito. Anche sulla riva del lago di Tiberiade prepara loro un pasto a base di pane e pesce: "Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti" (Gv 21,14).
Il nutrimento, quindi, è il simbolo della vita. E l'Eucaristia è l'unico Sacramento datoci sotto forma di nutrimento. Da ciò si comprende l'intenzione di Gesù nell'istituirlo: darci una fonte da cui attingere forza e vita, poiché è lui il nostro vero cibo e la nostra vera bevanda.
Chi, infatti, si nutre di sole cose terrene appartiene alla terra e alla morte, ma chi si nutre di cose celesti appartiene al cielo e alla vita.

L'INTIMITA: II fine della creazione dell'anima è la sua unione con Dio. Per simboleggiare questa unione non c'è esempio migliore del cibo. Infatti il cibo materiale, introdotto e trasformato nel nostro corpo, divenendo - coi suoi elementi vitali - parte dell'organismo, è l'espressione della perfetta unione, della massima intimità, cioè di quello stato che il Signore vuole raggiungere coi suoi amati.

L'AMICIZIA: Il pasto in comune 'unisce' i commensali, li rende partecipi della stessa tavola, dello stesso cibo, come membri della stessa famiglia.
Gesù, sotto questo aspetto, ci indica di essere fra noi uniti e solidali, vivendo in un clima di fraterna amicizia.
San Giovanni Crisostomo insegna: «Il Padre, volendo indurci ad amare, nella sua sapienza ha escogitato anche questo, cioè che noi bevessimo dallo stesso calice, simbolo della perfetta carità... Noi siamo partecipi di una comune mensa spirituale, dobbiamo quindi essere uniti dal medesimo amore spirituale. Se i banditi risparmiano, secondo il loro costume, coloro con i quali hanno mangiato e bevuto insieme, quale scusa potremmo avere noi se, dopo aver mangiato insieme lo stesso corpo del Signore, non imitiamo nemmeno la mitezza dei briganti verso i loro compagni di mensa?».

LA SAZIETA’: La terra promessa è presentata come "paese di frumento, di orzo, di viti... dove non mangerai con scarsità il pane, dove non ti mancherà nulla... Mangerai dunque a sazietà e benedirai il Signore Dio tuo a causa del paese fertile che ti avrà dato" (Dt 8,8-10).
La terra promessa e il banchetto eucaristico sono l'immagine del convito celeste.
A tavola si cerca il completo appagamento della fame e della sete. Gesù ci chiede di essere 'sazi' di lui, per provare il vero piacere che scaturisce dallo stare con la sua persona. Nel discorso della montagna, infatti, dice: "Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati" (Lc 6,21).
La sazietà in Cristo, fattosi cibo, è nelle parole del profeta: "Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro patrimonio per ciò che non sazia? Su ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti" (Is 55,2). E ancora: il Signore "ti sazia con fior di frumento" (Sal 147,14).

LA FESTA: Il banchetto esprime la gioia di mangiare e bere in compagnia. Non c'è vero banchetto senza l'allegrezza negli animi.
"Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato" (Lc 15,23), racconta Gesù con la parabola del figliuol prodigo: immagine del peccatore pentito accolto nella casa di Dio Padre; e viene ordinato un banchetto per festeggiare il suo ritorno.

L'ACCOGLIENZA: Il prendere posto a tavola significa, per un ospite, essere accolto nella comunità della famiglia.
Con le parole: "prendete e mangiate... prendete e bevete", Gesù ci accoglie nella famiglia divina, da dove l'uomo si è staccato quando ha scelto di cibarsi del frutto proibito, cioè da quando ha fatto propria la conoscenza del bene e del male. L'invito di Gesù ricongiunge l'uomo a Dio, ospite della sua tavola.
Alla mensa eucaristica si attua una reciproca accoglienza: Dio che accoglie l'uomo, e l'uomo che accoglie Dio. È il regno dei cieli che spalanca le porte della grazia e del perdono, che dilata i suoi confini d'amore.
A conclusione, ricordiamo che il banchetto eucaristico avviene di sera. Questo segno indica la fine del giorno, il tramonto di un'era, l'attesa del nuovo giorno, della nuova era, dell'alba della risurrezione.
Il banchetto eucaristico, perciò, anticipa il banchetto della vita beata che gli eletti godono già in Cielo.

REGOLE ED ESORTAZIONI



DEL CHIEDERE L’ELEMOSINA


1 Tutti i frati si impegnino a seguire l’umiltà e la povertà del Signore nostro Gesù Cristo, e si ricordino che nient’altro ci è consentito di avere, di tutto il mondo, come dice l’apostolo, se non il cibo e le vesti, e di questi ci dobbiamo accontentare.

 2 E devono essere lieti quando vivono tra persone di poco conto e disprezzate, tra poveri e deboli, tra infermi e lebbrosi e tra i mendicanti lungo la strada.

3 E quando sarà necessario, vadano per l’elemosina.
4 E non si vergognino, ma si ricordino piuttosto che il Signor nostro Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, onnipotente, rese la sua faccia come pietra durissima, né si vergognò; 5 e fu povero e ospite, e visse di elemosine lui e la beata Vergine e i suoi discepoli. 6 E quando gli uomini facessero loro vergogna e non volessero dare loro l’elemosina, ne ringrazino Iddio, poiché per tali umiliazioni riceveranno grande onore presso il tribunale del Signore nostro Gesù Cristo.
7 E sappiano che l’umiliazione è imputata non a coloro che la ricevono ma a coloro che la fanno.
 8 E l’elemosina è l’eredità e la giustizia dovuta ai poveri; l’ha acquistata per noi il Signor nostro Gesù Cristo. 9 E i frati che lavorano per acquistarla avranno grande ricompensa e la fanno guadagnare e acquistare a quelli che la donano; poiché tutte le cose che gli uomini lasceranno nel mondo, periranno, ma della carità e delle elemosine che hanno fatto riceveranno il premio dal Signore.

10 E con fiducia l’uno manifesti all’altro la propria necessità, perché l’altro gli trovi le cose necessarie e gliele dia. 11 E ciascuno ami e nutra il suo fratello, come la madre ama e nutre il proprio figlio, in tutte quelle cose in cui Dio gli darà grazia. 12 E colui che non mangia non giudichi colui che mangia.

13 E ogniqualvolta sopravvenga la necessità, sia consentito a tutti i frati, ovunque si trovino, di prendere tutti i cibi che gli uomini possono mangiare, così come il Signore dice di David, il quale mangiò i pani dell’offerta che non era permesso mangiare se non ai sacerdoti. 14 E ricordino ciò che dice il Signore: «Badate a voi che non vi capiti che i vostri cuori siano aggravati dalla crapula e dall’ubriachezza e dalle preoccupazioni di questa vita 15 e che quel giorno piombi su di voi all’improvviso, poiché cadrà come un laccio su tutti coloro che abitano sulla faccia della terra». 16 Similmente, ancora, in tempo di manifesta necessità tutti i frati provvedano per le cose loro necessarie cosi come il Signore darà loro la grazia, poiché la necessità non ha legge.

S. Francesco d’Assisi

Il Sacro Cuore



Le pie pratiche del Sacro Cuore


I nove primi venerdì del mese

L’ultima fra le promesse fatte dal Sacro Cuore a Margherita Maria è nota anche come «grande promessa», perché è la più importante al fine della salvezza. 
Essa venne formulata da Gesù in questi termini: «Nell’ eccessiva misericordia del mio Cuore, ti prometto che il suo onnipotente amore accorderà la grazia della penitenza finale a tutti coloro che faranno la Comunione per i primi venerdì di nove mesi consecutivi. Essi perciò non morranno in mia disgrazia né privi dei Sacramenti. Il mio Cuore diventerà per loro sicuro rifugio in quel supremo momento» 61. Il Redentore promette quindi, per chi seguirà questa pratica con buono spirito, la «penitenza finale» e la conseguente «perseveranza finale» 62. 
Ricordiamo che la penitenza finale è l’atto con cui il moribondo, mosso da autentico amore di Dio o perlomeno da un santo timore, prova un sincero pentimento per tutte le offese fattegli. Con essa, il fedele si libera dal peccato mortale e si predispone ad ottenere la «perseveranza finale». 
La perseveranza finale è un dono di Dio al moribondo, predisponendo le cose in modo ch’egli non si angosci per la propria fine imminente né disperi della propria salvezza, ma abbia fiducia nella divina misericordia e muoia nella pace del Signore.
Insomma, è la morte in stato di grazia, quella che ci assicura la salvezza eterna: «Colui che persevererà fino alla fine, sarà salvato» (Mt.,10,22). E’ il dono supremo, perché nessuno merita questa salvezza e solo Dio può disporre che, nonostante una vita forse passata nel peccato, la morte coincida con un momento in cui si è in stato di grazia. Tuttavia noi dobbiamo inclinare Dio a questa decisione, offrendogli una vita fedele e virtuosa, segno di predestinazione alla salvezza: «La perseveranza è il sigillo delle buone azioni, (…) l’ultima disposizione alla gloria celeste, l’ingresso nella beata eternità» 63. 
Sulla scia dei giansenisti, alcuni devoti scrupolosi hanno criticato a volte con vigore la pratica dei primi venerdì. Essi hanno creduto che pretendesse assicurare automaticamente la salvezza, senza meriti, senza la contropartita di una vita virtuosa. 
Ma si è trattato di un grossolano equivoco. In realtà, la stessa Margherita Maria più volte precisò che Gesù sarà fedele alle proprie promesse e ci darà quel gran dono finale solo a patto di amarlo e imitarlo, «vivendo in conformità alla sue sante Leggi» 64. Ella aggiunse: «Quando parlai della devozione a questo Cuore, intendevo una devozione fatta non di sola preghiera, ma anche di perfetta conformità alle sue sante virtù» 65. In ogni caso, bisogna ricordare che Dio è padrone di concedere la salvezza a chi vuole, indipendentemente dai meriti della persona; pertanto, può misericordiosamente assicurare la redenzione in cambio di una inezia. Tuttavia, ciò non vuol dire che si possa vivere lontani da Lui illudendosi di ottenere questa misericordia finale: sarebbe il miglior modo per dannarsi!
Del resto, tale pratica è raccomandata dalla Chiesa. Secondo la Congregazione per il Culto Divino, «nel nostro tempo la devozione dei primi venerdì del mese, se praticata in modo pastoralmente corretto, può recare ancora indubbi frutti spirituali» 66. Analogamente ne ha parlato più volte Giovanni Paolo II 67. 

Guido Vignelli

MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO A LUZ DE MARIA 3 LUGLIO 2019



Popolo di Dio:

ADORANDO DIO UNO E TRINO, DITE CON ME:  
CHI È COME DIO?

Siate partecipi della grandezza dell’essere figli di Dio ed unitevi nell’Amore Divino, affinché la confusione che sta separando l’umanità, non vi colga impreparati.

Figli di Dio, l’umanità patirà un grande freddo, un freddo che è causa del disamore che regna tra i figli di Dio, che non riconoscono l’Amore e la Creazione, percependo questa carestia, dice all’uomo: REAGISCI, PERCHÈ SENZA L’AMORE DIVINO, I SENSI FISICI E SPIRITUALI SI ATROFIZZANO!

State aspirando ai beni spirituali e ad elevarvi? SIATE AMORE DIVINO ED OTTERRETE LA PACE.  

Il Nostro Re e Signore Gesù Cristo non vuole che beviate il calice amaro della confusione che vi porterà a soffrire e mi ha mandato ad accendere continuamente la Fiamma dell’Amore Divino in ogni essere umano che lo chieda.

La maggioranza degli uomini sta vivendo tenebrosi propositi che stanno incrementando l’invidia, l’impazienza, l’imprudenza ed il disamore, che si riflettono poi sui sensi spirituali e danno come risultato una mancata crescita spirituale dell’umanità, che è proprio quello di cui ha bisogno il demonio per intrappolare il maggior numero di anime possibile.

Vi chiedo di pregare in ogni momento (1Tess 5,17) per non farvi assorbire dalle cose mondane e quindi predicate, annunciate la Parola Divina affinché non vi perdiate né voi, né i vostri fratelli.

Non negate gli appelli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo né quelli della Nostra e vostra Madre Santissima. Siate persone che intercedono per i propri fratelli (Cfr. 1 Tim2,2) e per il bene di tutta l’umanità di fronte ai grandi cambiamenti che stanno avvenendo su tutta la terra.

La trasformazione del modo di pensare dell’uomo ha raggiunto il suo cuore e di conseguenza il suo comportamento ed il suo modo di agire l’hanno indurito oppure intenerito, perché ciascuno sceglie ciò che vuole ottenere: benedizione o distruzione. (Cfr. Deut 30,15-19).

La benedizione sta di fronte all’umanità in un modo speciale affinché il maggior numero di persone si salvino.

Guarda in alto, Popolo di Dio, voi non state camminando invano, ma state procedendo verso la crescita spirituale o verso la decadenza spirituale, siete voi a deciderlo con il vostro libero arbitrio.

Ogni nazione sarà purificata, alcune più di altre, perché il Desiderio Divino è che l’ausilio nel Popolo di Dio cresca come tra fratelli ed in questo modo diate testimonianza dell’Amore Divino che convive con voi.

Vi trovate nel momento del dolore a causa della disobbedienza umana e per 
l’accoglienza che l’umanità ha riservato al demonio, con i suoi vizi e perversioni.

Pregate figli di Dio, pregate per l’umanità, perché non sprofondi 
nei vizi del male.
Grandi errori vengono sparsi sul popolo di Dio, con la finalità che il 
Popolo di Dio non ubbidisca al Nostro e Vostro Re e Signore, Gesù Cristo, vi allontanano da quello che è il bene e giungerete ad essere perseguitati, spogliati da ogni bene, erranti e colpiti da quelli che si sono uniti al male.

Pregate figli di Dio, pregate, l’umanità patirà l’impensabile. Pregate, la terra tremerà fortemente.
L’umanità non riesce a comprendere che è incamminata verso grandi e terribili calamità causate dalla disobbedienza alla Trinità Sacrosanta e dalla mancanza di rispetto per la Nostra e vostra Regina e Madre.

Pregate figli di Dio, l’acqua del mare contaminata dall’uomo gli causerà 
serie malattie.

Vi trovate di fronte allo Spirito Divino che vi porta a risalire le alture spirituali e pertanto ad essere portatori della Fede, a portare la conoscenza, la forza, la speranza e la disposizione ad operare e ad agire nelle profondità della Grandezza Divina, che otterrete solo e soltanto se siete persone vere che aspirano continuamente a quello che è Divino.

Per quanto dure siano le prove, non venite meno, andate avanti senza cedere, perché la Verità appartiene a Dio e Lui solo conosce le profondità del cuore umano.  (Cfr. 1 Cor 2,10-11).

Siate fedeli e lottate per l’UNITÀ dei figli di Dio. Quello che sta per arrivare non sarà facile da vivere per l’uomo e dovrete proteggervi a vicenda.

Nel momento dei grandi accadimenti l’ausilio vicendevole sarà quello che vi farà andare avanti con Fede.

Proteggendo il Popolo di Dio,

San Michele Arcangelo

AVE MARIA PURISSIMA CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA CONCEPITA SENZA PECCATO


COMMENTO DI LUZ DE MARIA

Fratelli:

San Michele Arcangelo, Difensore del Popolo di Dio, traccia dettagliatamente il cammino da seguire per coloro che, in quanto figli di Dio, vogliono salvare l’anima.

Questo Appello inizia con la descrizione della condizione per proseguire il cammino verso Cristo:

L’AMORE DIVINO, scolpito nell’essere umano con punta e martello o con un pennello ed una soave piuma.

L’AMORE DIVINO, quello che l’uomo non può descrivere, ma può sentire e può farlo sentire ai suoi fratelli.

Di fronte a quello in cui stiamo per entrare come umanità, con ogni genere di gravi eventi nel mondo, invochiamo:

SAN MICHELE, CON LA TUA SPADA DIFENDICI, CON LA TUA LUCE ILLUMINACI, CON LE TUE ALI PROTEGGICI! 

Amen.

venerdì 5 luglio 2019

Chi ascolta veramente il proprio cuore seguirà la Nostra chiamata.



Maria Madre di Dio

Dio Padre è il Padre di tutti i figli. Egli vi ha creato. Se mettete la vostra vita al Suo servizio allora starete bene. Sulla vostra terra, aspirate a fare tutto con la vostra forza, quando invece con la Grazia di Dio, tutto è molto più facile. Dio vi esaudisce ogni desiderio che è in armonia con il suo Progetto divino per voi.

Le regole sono molto semplici: tutto ciò che favorisce il Bene dei Suoi figli può essere esaudito, ciò che li danneggia, no.

I vostri desideri invece sono per la maggioranza completamente egoistici, ciò vuol dire rivolti solo al vostro singolo benessere personale. Questo non è buono. Dovreste pensare anche ai vostri confratelli; soprattutto a quelli che soffrono. Questo può essere addirittura il vostro vicino di casa. Voi stessi non sapete, chi ha bisogno di aiuto e perciò non pensate neanche veramente a dare il vostro aiuto.

Amatevi gli uni gli altri e pensate concretamente uno all’altro, aiutatevi!

 Là dove c’è amore, c’è anche aiuto; dove c’è l’aiuto, la sofferenza e le difficoltà diminuiscono.

Così vi dovreste comportare gli uni con gli altri, andatevi incontro. Rispettatevi e regalatevi gioia vicendevolmente. Hai più del tuo vicino, allora condividi con lui; 

 I comandamenti di Dio sono la vera via per un mondo meraviglioso. Se tutti li seguissero, sareste uomini felicissimi. Non ci sarebbero le guerre, nessun litigio, ne la fame, la violenza, la paura e si starebbe bene in mezzo a voi.

Chi ascolta veramente il proprio cuore seguirà la Nostra chiamata.

Seguite le Sue leggi e vivete secondo le Sue leggi



Provate a vedere il Bene, e il vostro mondo sarà molto più bello. Le catastrofi avrebbero fine, non ci sarebbero guerre, nessuna oppressione, nessuna violenza, nessuna fame, nessuna tristezza, nessuna solitudine, nessuna di queste sofferenze che adesso esistono  sulla vostra terra.

Mio Padre, Dio l’Altissimo, vi ha rivelato la via per una perfetta vita comunitaria. Seguite le Sue leggi e vivete secondo le Sue leggi, questa è la semplice ricetta per un mondo meraviglioso.

Pregate lo Spirito Santo affinché Egli vi faccia discernere cos’è giusto.

“FIGLIO, NON DIMENTICARE LE LACRIME DI TUA MADRE!” (Siracide 7, 27)





Per incarnarsi, il Verbo ha voluto la collaborazione di Maria. Quindi, per ogni cosa della sua Vita e della sua Missione di Redentore, di volta in volta ha voluto la collaborazione di sua Madre. “Non è bene che l’Uomo stia solo”  (Gn. 2,18), Dio lo ha detto innanzi tutto di suo Figlio, così come disse di Adamo e come prima ancora aveva detto: “Non è bene che il mio Amore stia solo”.  
Questa collaborazione di Maria si è compiuta mediante la risposta di un “FIAT” Divino, che Dio le ha domandato, sempre nel massimo rispetto della sua libertà. Per ogni cosa glielo ha chiesto. Maria ha sempre ubbidito. Ad ogni richiesta dell’Amore, Maria ha risposto con il medesimo Amore. Per ogni cosa Dio le ha chiesto il permesso e la collaborazione e lei ha ubbidito: Maria è “figlia di Obbedienza, fino alla morte e morte di Croce” (cfr. Fil. 2,8).  
Tra Dio e Maria, sempre c’è stata festa: mai si sono negati niente. Ma per ogni cosa Gesù ha voluto che sua Madre Gli desse la Vita, e per Gesù la Vita è la Volontà del Padre. Gesù ha voluto che sua Madre Gli comandasse di farla in obbe-dienza; per ogni cosa glielo ha chiesto. 
Maria lo ha fatto e Gesù ha sempre ubbidito a lei, per onorare la Volontà del Padre in lei.  
Anche in questo consiste la sua collaborazione: Maria è “Madre di Obbedienza”, fino a dover dire un giorno –senza bisogno di parole– per dare compimento al Volere del Padre e al suo Amore: “Figlio mio, sì, vai a compiere la tua Missione, vai alla tua vita pubblica..., alla tua Passione, alla Croce, a salvare i tuoi fratelli e figli miei... Ed io, la tua Mamma, verrò con Te!”   
Solo così Maria, perdendo la sua Vita, l’ha ritrovata (Lc. 9,24).  
Solo così ha potuto dire un altro giorno, facendo in tutto quello che fa il Padre: “Figlio mio, Ti chiedo: risorgi dalla morte!... MARANATA! Vieni, Gesù!  È il mio Amore che lo chiede al tuo Amore!”  

Pablo  Martín  Sanguiao 
 

IL PREZIOSISSIMO SANGUE ANIMA DEL SACRIFICIO



Nella vita della Ven. Anna di Gesù, compagna di S. Teresa, si legge che una volta nella Comunione si sentì la bocca piena di dolcissimo Sangue sgorgato dall'Ostia. Un'altra volta ebbe una visione della gioia che un numero incalcolabile di anime beate del cielo hanno trovato grazie a quel Sangue.
Portentoso è pure il caso della sete misteriosa di S. Clara da Rimini, una sete che veniva soddisfatta solo dal Sangue di Gesù ricevuto nella S. Comunione.

La presenza viva del Signore fra noi



"Mi rivolgo a quelli che sono soli, senza la compagnia di nessuno: cercate compagnia nel Signore e non sentirete la solitudine..."; "Non lasciate intristire il vostro cuore, pregate il Signore ed Egli sarà presente...". 
(3 agosto 1984, 12 settembre 1984, messaggio della Madonna a Gladys Quiroga de Motta, S. Nicolas)

I QUATTRO PECCATI CHE GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO



EGO TE ABSOLVO

1. Omicidio volontario; 2. Peccato impuro contro natura; 3. Oppressione dei poveri; 4. Defraudare la mercede agli operai. 

G. Crux 

Dammi la Croce, o Signore!



IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO

Fu il grido dei Santi e salirono il Calvario seguendo Gesù. Non vollero altro sulla terra: croce e martirio, distacco e dolore. Vollero come Gesù passare disprezzati, dimenticati, negletti da tutti; vollero l'umiliazione, la povertà, il patimento: null'altro! Dammi la Croce, o Signore!

Anch'io balbetto queste parole come un piccolo bimbo che ripete a stento, tronche e difettose, le parole dei grandi.
Lo so che la croce è martirio, e che il martirio, sebbene lo chieda a Te ogni mattina, come grazia, mi spaventa.
Ma Tu, o Signore, sei potente, sei buono, sei Padre ed amore. La tua forza sarà il mio sostegno, la tua bontà, come luce dissiperà ogni tenebra, come dolcezza attenuerà le mie pene, come speranza sarà il mio conforto ed il tuo amore sarà la mia guida. Dammi la croce, ma dammi, o Gesù, la tua grazia; dammi la croce, ma dammi il tuo amore; dammi la croce, ma dammi la pazienza, il fervore, la costanza.
Per favore dammi la croce, quella che pare a Te, quella che mi guiderà alla perfezione, alla santificazione, al tuo regno. Dammi la croce, ma che io, conoscendola, l'apprezzi, la tenga cara, la porti alta come vuoi tu; la tenga nascosta, tutta, nel cuore, perchè Tu solo abbia la fragranza de' miei sacrifici e delle mie pene. q. 3 : novembre, s. g.

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO