domenica 14 luglio 2019

LA VERGINE MARIA



negli scritti di Luisa Piccarreta

Tutta la vita e la santità di Maria sono uscite dalla parola “Fiat” 

Continuando il mio solito stato, mi son trovata fuori di me stessa, in un giardino, in cui vedevo la Regina Mamma messa su un altissimo trono. Io ardevo di desiderio di andare su per baciarle la mano e, mentre mi sforzavo di andare, Lei mi è venuta incontro, scoccandomi un bacio nel viso. Nel guardarla ho visto nel suo interno come un globo di luce, e dentro di quella luce stava la parola “Fiat”, dalla quale scendevano tanti diversi, interminabili mari di virtù, grazie, grandezze, gloria, gioie, bellezza e tutto ciò che nell’insieme contiene la nostra Regina Mamma, sicché tutte erano radicate in quel “Fiat”, e dal “Fiat” avevano principio tutti i suoi beni. O “Fiat” onnipotente, fecondo, santo, chi ti può comprendere?  Io mi sento muta; è tanto grande che non so dir niente; perciò faccio punto. Onde io la guardavo meravigliata e Lei mi ha detto:  “Figlia mia, tutta la mia Santità è uscita da dentro la parola «Fiat». Io non mi smovevo neppure per un respiro, né un passo, né un’azione, tutto, tutto, se non da dentro la Volontà di Dio. La mia vita era la Volontà di Dio, il mio cibo, il mio tutto, e questo mi produceva tale santità, ricchezze, glorie, onori, non umani ma Divini. Sicché quanto più l’anima è unita, immedesimata con la Volontà di Dio, tanto più si può dire santa, tanto più è amata da Dio; e quanto più amata più favorita, perché la vita di questa non è altro che il riprodotto della Volontà di Dio; e può non amarla se è la sua stessa cosa?  Sicché non si deve guardare al molto o al poco che si fa, ma piuttosto se è voluto da Dio, perché il Signore guarda più il piccolo fare, se è secondo la sua Volontà, che il grande senza di questa.” (8°, 5-4-1908) 

a cura di P. Pablo Martín 

Gesù morì vittima della sua carità



IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO


La Redenzione! Gesù è passato sulla terra amando, soffrendo, facendo del bene a tutti e morì vittima della sua carità.
Questo poema della Redenzione sarà in Cielo l'argomento della nostra beatitudine. Quaggiù non lo si comprende, meno ancora del Mistero della creazione, ma dobbiamo meditarlo, farlo oggetto della nostra pietà, d'el nostro amore.
Gesù è vissuto, è morto per noi; viviamo, lavoriamo, sacrifichiamoci, moriamo per Lui, per Gesù. q. 9 : luglio, s.g.

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

Ogni anima che voi portate sulla strada verso di Noi, vi sarà grata per l’eternità.



Maria Madre di Dio

Figli Miei. Non importa quanto oscuri e tremendi diventeranno i tempi, VOI PORTATE IN VOI LA LUCE DI DIO! Siatene consapevoli, Miei così amati seguaci. Siete voi, che rendete la terra degna di esistere. Siete voi che divulgate la luce e l’amore di Dio sulla terra. Siete voi che attraverso la fede in Noi, aiutate molte anime a trovare la strada verso di Noi. È un Compito di grande responsabilità, che voi tutti avete accettato e vi siete presi a carico, per Noi. E’ sicuro, che voi spegnerete il male su questa terra insieme a Mio figlio Gesù Cristo. Lo fate attraverso la preghiera. E siate certi che avete molti intercessori, perché ogni anima che voi portate sulla strada verso di Noi, vi sarà grata per l’eternità. Si tratta di un profitto meraviglioso! Il ringraziamento da parte del cielo è già sicuro e vi vengono regalate sempre più grazie.

Dio Padre: “Miei amati figli e figlie. L’unica strada verso di Me il Vostro Padre celeste, è attraverso Mio Figlio Gesù Cristo. La sua santa Madre, la Vergine Maria appare qui sulla terra per portarvi verso di Lui, Gesù Mio figlio. Accettate l’aiuto che vi dono adesso, in questi ultimi tempi. Infatti, quando il tempo della decisione sarà terminato, voi che non vi siete dichiarati per Mio figlio, soffrirete. Cambiate strada, miei amate figlie e figli e tornate verso di Me, vostro Padre e vostro Creatore, che vi ama, il, Dio l’Altissimo.”

PENSACI BENE



L'ABORTO: NULLA DI PIU NEFANDO!

« Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l'altissima missione di proteggere la vita: missione che deve essere adempiuta in modo degno dell'uomo. Perciò la vita dev'essere protetta con la massima cura fin dal momento della concezione; l'aborto, come l'infanticidio, sono abominevoli delitti » (Vat. II, G.S.).
« Come non riaffermare solennemente che la vita dell'essere umano è sacra, fin dal suo sprigionarsi sotto il cuore della madre, al momento del concepimento? Come dimenticare che proprio in quest'anno consacrato al fanciullo, il numero delle vite soppresse nel grembo materno ha raggiunto culmini paurosi? E' una silenziosa ecatombe, che non può lasciare indifferenti non dico noi uomini di Chiesa, noi cristiani e cristiane del mondo intero, ma altresì i responsabili della cosa pubblica, le persone pensose dell'avvenire delle nazioni... Io scongiuro gli uomini consapevoli della dignità insopprimibile di questi uomini non ancor nati, a prendere una posizione degna dell'uomo, perché questo oscuro periodo, che minaccia di avvolgere di tenebre la coscienza umana, possa essere finalmente superato » (Giovanni Paolo Il, 23, XII, 1979).
« Non c'è disposizione umana che possa legittimare un'azione intrinsecamente iniqua, né tanto meno obbligare chicchessia a consentirvi. La legge infatti ripete il suo valore vincolante dalla funzione che essa - in fedeltà alla legge divina - svolge a servizio del bene comune; e questo, a sua volta, è tale nella misura in cui promuove il benessere della persona. Di fronte pertanto ad una legge che si ponga in diretto contrasto col bene della persona, che rinneghi anzi la persona in se stessa, sopprimendone il diritto a vivere, il cristiano, memore delle parole dell'Apostolo Pietro al cospetto del Sinedrio: - Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini! - non può che opporre il suo civile ma fermo rifiuto! » (Giovanni Paolo II, 26, 1, '80).
Quante lacrime di commozione per i milioni di bambini, che ogni anno muoiono di fame. e per il sangue che i terroristi spargono sulle nostre strade, e non si piange su tanti milioni d'innocenti che quasi ogni giorno si uccidono, e legalmente, nel seno materno!

IL PREZIOSISSIMO SANGUE FORTIFICA LA SPERANZA



Nel sec. Xlll viveva nel convento di Bevagna (Perugia) un vecchio religioso di nome Giacomo, di grande umiltà. Sinceramente si credeva il più miserabile degli uomini e cadeva spesso in una grande angoscia per il timore dell'inferno. Passava i giorni e le notti ai piedi di un grande Crocifisso, unico ornamento della sua cella, tremando al pensiero dei suoi peccati. Quel Crocifisso gli era caro perché dono di sua madre. Un giorno, mentre era prostrato a terra, gravato dalla solita angoscia per i suoi peccati, vide sgorgare dal petto trafitto di Gesù uno zampillo di Sangue che gli coprì il volto e le mani e sentì una voce che diceva: "Giacomo, questo Sangue sia per te pegno sicuro di vita eterna". In un istante scomparve la sua angoscia e una grande pace gli inondò l'anima. Quando, perì numerosi miracoli che avvenivano alla sua tomba, si volle collocare il suo corpo in un luogo più onorevole, fu trovato intatto e con ancora visibili le tracce lasciate dal Sangue miracoloso.
Come il Beato Giacomo da Bevagno, operiamo per la nostra salvezza con timore e tremore, ma conservando anche una grande fiducia nel potere infinito del Sangue di Gesù.

«Io visiterò l’anima tua e ti manifesterò il mio mistero». «O Dio terribile e forte, sostieni la mia debolezza!».



La «Voce» alla Povera Anima

Non ti dissi già che in te si compiranno le misericordie del mio Amore? Ecco che io visiterò l’anima tua e ti manifesterò il mio mistero.


 «O Dio terribile e forte quanto è grande la tua maestà! Ti
prego, sostieni la mia debolezza... altrimenti io ne vengo
meno... Santa Madre, deh voi fate, che lo Spirito del Signore
si diffonda nel mio cuore! O Spirito ineffabile dell’eterna cari-
tà del mio Dio, eccoti adunque, aperte tutte le porte dell’ani-
ma mia, se vuoi eccomi... fa’ di me quello che vuoi...

O Cuore dolcissimo del mio Gesù, sorgente inesausta
d’ogni dono del Celeste Padre, aprimi dunque la via della tua
ineffabile carità... e io ti canterò in eterno!...
In eterno canterò l’inno della riconoscenza al Tuo Amore
disceso su questa misera terra! Ai prodigi operati per pene-
trare nel cuore degli uomini, onde poter portarli alla salvez-
za eterna!...».


POTENZA DIVINA D’AMORE

SPIRITO SANTO



Vieni, o. vero Maestro delle anime redente, e facci ben intendere e praticare la virtù della temperanza, armandoci al tempo stesso di soprannaturale fortezza, onde possiamo mortificare e vincere ogni desiderio sfrenato. 

La Madre della Salvezza: Mio Figlio mi ha concesso il potere di schiacciare la testa del serpente



Miei cari figli, quando udirete notizie di nuove guerre nei luoghi più impensati, dovrete essere consapevoli del fatto che le profezie contenute nel Libro della Rivelazione sono su di voi. 

Quando l‟ordine naturale del mondo ed il comportamento del genere umano cadranno nel caos, nei quattro angoli della terra, sarà giunto il momento di prepararvi. 

È necessario che tutte queste cose abbiano luogo durante la battaglia definitiva contro tutto ciò che è male, il quale ha origine dalla malvagia possessione del maligno. 

L‟uomo si rivolterà contro l‟uomo, le persone si tratteranno reciprocamente con crudeltà, senza provare neppure un briciolo di rimorso, ed ognuno tradirà la fiducia del suo prossimo. 
Questo è il risultato di quanto accade quando l‟amore, che viene da Dio, diminuisce nel cuore degli uomini. Persino coloro che credono in Mio Figlio si rivolteranno contro i Suoi Insegnamenti. Quelli più vicini a Lui, anche se Lo amano, Lo tradiranno. Coloro che Lo rappresentano, Lo consegneranno ai Suoi nemici, proprio come fece Giuda. 

Ci sono pochissime persone abbastanza forti da resistere e proclamare la Verità della Sacra Parola di Dio. L‟uomo è debole, ed è a causa del peccato che egli non può più tornare ad essere integro. Fino a quando il peccato non verrà eliminato, ci sarà molto dolore da sopportare; questo durerà fintanto che mio Figlio non ritornerà. Fino ad allora, la preghiera è l‟unica arma contro il potere di Satana. Pregate, in modo particolare, il mio Santissimo Rosario ogni giorno, poiché esso ha il potere di indebolire la forza di Satana e di tutti coloro che egli guida nella battaglia finale contro Gesù Cristo e la Sua Chiesa sulla terra. 

Vi dico adesso che io, la vostra amata Madre, l‟Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, oggi vi offro un dono speciale. Mi è stata data la Grazia di essere la protettrice dell‟umanità. In caso di conflitto dovete fuggire e rifugiarvi sotto la mia protezione. 
Io proteggerò tutti coloro che Mi invocheranno contro la malvagità del diavolo. 
Sotto la mia protezione troverete sollievo dagli attacchi che egli infliggerà ad ogni cristiano che cercherà di rimanere leale a mio Figlio durante le prove che troverà dinnanzi a sé. 

Mio figlio mi ha concesso il potere di schiacciare la testa del serpente affinché Egli possa portarvi più vicino a Lui. Accettate la mia protezione ed io potrò rispondere a tutti coloro che mi chiedono aiuto. 

Il mio dovere è quello di fare la volontà di Dio, così come la mia fedeltà è tutta per il mio diletto Figlio, Gesù Cristo, che vi ama tutti così tanto. Non c‟è nulla che io non farei per mio Figlio e non c‟è niente che Egli non farebbe per liberarvi dalla pena e dalla sofferenza. 

Grazie, cari figli, per l‟amore che mi mostrate, ma sappiate che io prendo l‟amore che voi mi donate e lo presento a mio Figlio per la Gloria di Dio. 

Rimango un‟umile ancella di Dio. 

La vostra amata Madre 

Madre della Salvezza 

8 Dicembre 2014



sabato 13 luglio 2019

Chi apre la porta a satana, verrà buttato nell’inferno, da cui non ci sarà più ritorno



Chi Mi dona il suo SI, a Me il suo Gesù, verrà salvato.

Preparatevi per un nuovo mondo. Un mondo colmo di amore, pace, gioia e di gloria. Un mondo, che fino ad ora non avete potuto conoscere.

Dio Padre: ”cambiate strada miei amati figli e figlie, perché solo attraverso Mio figlio Gesù Cristo, riceverete la Vita Eterna, solo attraverso di Lui avrete accesso alla porta del Paradiso, solo attraverso di Lui troverete la via verso di Me, vostro Padre.”

Gesù: chi apre la  porta a satana, verrà buttato nell’inferno, da cui non ci sarà più ritorno.
Non rinunciate alla vostra eredità e non condannatevi con le vostre mani; perché è quello che fate, se non ritornate a Me.

Chi non si converte a Me si trova davanti ad una porta chiusa.


L’ITALIA



Dal Volume 21 - Marzo 31, 1927
Come l’anima che vive nella Volontà Divina è il trionfo di Essa.  Minacce di guerre.  Uomini di tutte le razze.
(…)
Onde mi lamentavo con Gesù delle sue privazioni, come ora, forse più che mai, mi sta facendo subire più a lungo la sua lontananza.  Eppure mi dice che mi vuole bene, chissà che non finirà col lasciarmi del tutto?  Ma mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù Si è mosso nel mio interno; circondandomi di luce faceva vedere in quella luce guerre e rivoluzioni accanite, civili contro i cattolici.  Si vedevano tutte le razze a combattere e tutti in atto di prepararsi ad altre guerre.  E Gesù, tutto afflitto, mi ha detto: “Figlia mia, tu non sai come il mio ardente Cuore vuole correre con l’Amore verso le creature, e mentre corre lo respingono, ma vi corrono presso di Me con le offese più brutali e con le finzioni più orrende. Quindi, vedendosi il mio Amore perseguitato, esce la mia Giustizia in campo e difende il mio Amore, e con flagelli colpisce coloro che Mi perseguitano, e scorre le finzioni che fanno non solo con Me, ma che si fanno fra loro le nazioni, perché truffandosi si fanno conoscere che invece di amarsi si odiano accanitamente.  Questo secolo si può chiamare il secolo delle finzioni più pessime, e tra tutti i ceti, e perciò mai s’accordano tra loro, e mentre apparentemente pare che si vogliono accordare, in realtà vanno macchinando nuove guerre. La finzione non ha portato mai vero bene, tanto nell’ordine civile quanto nell’ordine religioso, al più qualche ombra di bene che fugge. Ora perciò la decantata pace in parole, non i fatti, la convertono in preparativi di guerra.

Come già tu vedi, molte specie di razze si sono unite a combattere, chi per un pretesto e chi per un altro, altre vi si uniranno insieme. Ma Io me ne servirò delle unioni di queste razze, perché per venire il Regno della mia Divina Volontà è necessario che venga l’unione di tutte le razze per mezzo di un’altra guerra molto più estesa dell’ultima nella quale l’Italia era stata impegnata finanziariamente.  Con l’unione di queste razze i popoli si conosceranno e dopo la guerra sarà più facile la diffusione del Regno della mia Volontà.  

Perciò abbi pazienza nel sopportare la mia privazione e il vuoto che vuol formare la mia Giustizia per difendere il mio Amore perseguitato. Tu prega, ed offri tutto perché il Regno del mio Fiat venga presto”.

negli Scritti di Luisa Piccarreta

Offerta del Preziosissimo Sangue per i defunti



Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo Figlio diletto, sparse durante la dolorosa agonia nell'orto degli Ulivi per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio, specialmente per...
L'eterno riposo dona loro Signore, la luce perpetua risplende ad essi, riposino in pace. Amen.
   Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo Figlio diletto, sparse nella crudele flagellazione e coronazione di spine, per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio, specialmente per... L'eterno riposo.
   Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo figlio diletto, sparse lungo la via del Calvario, per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio, specialmente per... L'eterno riposo.
 Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo figlio diletto, sparse nella crocifissione e nelle tre ore di agonia sulla croce, per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio, specialmente per... L'eterno riposo.
   Eterno Padre, ti offro il Sangue che Gesù, tuo figlio diletto, sparse nella ferita del suo Cuore santissimo, per ottenere la liberazione delle anime benedette del Purgatorio, specialmente per... L'eterno riposo.

Per riconquistare la pace, invocare il Sangue



IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO


Allontanatosi da Dio, l'uomo perde la pace: per riconquistarla, non occorrono trattati diplomatici, non convenzioni, non decreti. Basta ritornare a Lui con la fede, con la pietà, con la giustizia, con l'amore; basta mettersi sotto la Croce e invocare il Sangue prezioso di Gesù ed i meriti della sua Redenzione. q. 7.- 5 gennaio 

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO

Voi dovete imparare a comprendere i misteri di Dio



Maria Madre di Dio

Il Nostro amato papa Benedetto XVI in pochi minuti, comincerà il suo meritato pensionamento, senza mai indugiare realmente nel riposo perché, come ha già annunciato più volte, continuerà a servirvi, Miei amati figli, nella preghiera e nella meditazione.

Dovete riuscire veramente a superare il vostro mondo ora esistente, e inoltrarvi nel Cielo, dove noi siamo di casa.

Voi dovete imparare a comprendere i misteri di Dio. Chi riesce a farlo, chi riesce a costruirsi e crescere nella vita spirituale, comprenderà sempre di più questi misteri e il vero valore della vita.

 Il tempo che avete a disposizione per cambiare strada e convertirvi stringe. Fate un passo verso Mio Figlio Gesù e dategli il vostro SI. PregateLo di aiutarvi a farlo e sentirete il Suo aiuto.

Cari figli, la chiamata del cielo presto cesserà. Voi vi dovete decidere, prima che sia troppo tardi per voi. Per adesso, potete ancora decidere liberamente. Presto però, sarete talmente confusi (sconcertati), che molti di voi, non sapranno più cosa e per cosa decidere. Svegliatevi e venite a Gesù Mio Figlio. 

Il tempo stringe.

L'INFERNO VISTO DAI SANTI



 L'INFERNO Sì, MA SULLA TERRA 

Magari, sì, un inferno esiste - dicono tanti -, ma sulla terra dove troppo spesso è preparato da uomini ad altri uomini con una ferocia inimmaginabile. Di ciò ne siamo tutti arciconvinti, tanto evidente è questa triste realtà, ma non sarà inutile addurne qualche esempio soprattutto perché - come si dirà più avanti - l'inferno dell'aldilà è la continuazione dell'inferno sulla terra. 
Si pensi ai gulag dei regimi comunisti, ai campi di concentramento dei nazisti, autentici inferni. Non esagerano coloro - soprattutto quelli che li sperimentarono sulla loro pelle - a qualificarli come tali. 
Una descrizione di un vero "inferno" sulla terra ci è offerto da Primo Levi che così presenta la vita da lui vissuta in un campo di concentramento nazista della seconda guerra mondiale: "Il viaggio non durò che una ventina di minuti. Poi l'autocarro si è fermato, e si è vista una grande porta, e sopra una scritta vivamente illuminata (il suo ricordo ancora mi percuote nei sogni): Arbeit macht frei, il lavoro rende liberi. 
Siamo scesi, ci hanno fatto entrare in una camera vasta e nuda, debolmente riscaldata. 
Che sete abbiamo! 
Il debole fruscio dell'acqua nei radiatori ci rende feroci: sono quattro giorni che non beviamo. Eppure c'è un rubinetto: sopra un cartello, che dice che è proibito bere perché l'acqua è inquinata. Sciocchezze, a me pare ovvio che il cartello è una beffa, 'essi' sanno che noi moriamo di sete, e ci mettono in una camera e c'è un rubinetto, e Wasser trinken verboten. Io bevo, e incito i compagni a farlo: ma devo sputare, l'acqua è tiepida e dolciastra, ha odore di palude. Questo è l'inferno. 
Oggi, ai nostri giorni, l'inferno deve essere così, una camera grande e vuota, e noi stanchi stare in piedi, e noi aspettiamo qualcosa di certamente terribile e non succede niente e continua a non succedere niente. Come pensare? Non si può più pensare, è come essere già morti. Qualcuno si siede per terra. Il tempo passa goccia a goccia". 
E continua: "Alla campana si è sentito il campo buio ridestarsi. Improvvisamente l'acqua è scaturita bollente dalle docce, cinque minuti di beatitudine; ma subito dopo irrompono quattro (forse sono i barbieri) che, bagnati e fumanti, ci cacciano con urla e spintoni nella camera attigua, che è gelida; qui altra gente urlante ci butta addosso non so che stracci, e ci schiaccia in mano un paio di scarpacce a suola di legno, non abbiamo tempo di comprendere e già ci troviamo all'aperto, sulla neve azzurra e gelida dell'alba, e scalzi e nudi, con tutto il corredo in mano, dobbiamo correre fino ad un'altra baracca, a un centinaio di metri. Qui ci è concesso di vestirci. Quando abbiamo finito, ciascuno è rimasto nel suo angolo, e non abbiamo osato levare gli occhi l'uno sull'altro. Non c'è ove specchiarsi, ma il nostro aspetto ci sta dinanzi, riflesso in cento visi lividi, in cento pupazzi miserabili e sordidi. 
Eccoci trasformati nei fantasmi intravisti ieri sera. Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c'è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. 
Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di far sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga. Noi sappiamo che in questo difficilmente saremo compresi, ed è bene che così sia. Ma consideri ognuno, quanto valore, quanto significato è racchiuso anche nelle più piccole nostre abitudini quotidiane, nei cento oggetti nostri che il più umile mendicante possiede: un fazzoletto, una vecchia lettera, la fotografia di una persona cara. 
Queste cose sono parte di noi, quasi come membra del nostro corpo; né è pensabile di venirne privati, nel nostro mondo, ché subito ne ritroveremmo altri a sostituire i vecchi, altri oggetti che sono nostri in quanto custodi e suscitatori di memorie nostre. 
Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengano tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno, dimentico di dignità e discernimento, poiché accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso; tale quindi, che si potrà a cuor leggero decidere e della sua vita o morte al di fuori di ogni senso di affinità umana; nel caso più fortunato, in base ad un puro giudizio di utilità. 
Si comprenderà allora il duplice significato del termine 'Campo di annientamento', e sarà chiaro che cosa intendiamo esprimere con questa frase: giacere sul fondo". 
Ed ecco la notte. "Così si trascinano le nostre notti. Il sogno di Tantalo e il sogno del racconto si inseriscono in un tessuto di immagini più indistinte: la sofferenza del giorno, composta di fame, percosse, freddo, fatica, paura e promiscuità, si volge di notte in incubi informi di inaudita violenza, quali nella vita libera occorrono solo nelle notti di febbre. 
Ci si sveglia a ogni istante, gelidi di terrore, con un sussulto di tutte le membra, sotto l'impressione di un ordine gridato da una voce piena di collera, in una lingua incompresa. La processione del secchio e i tonfi dei calcagni nudi sul legno del pavimento si mutano in un'altra simbolica processione: siamo noi, grigi e identici, piccoli come formiche e grandi fino alle stelle, serrati l'uno contro l'altro, innumerevoli per tutta la pianura fino all'orizzonte; talora fusi in un'unica sostanza, un impasto angoscioso in cui ci sentiamo invischiati e soffocati; talora in marcia a cerchio, senza principio e senza fine; con vertigine accecante e una marea di nausea che ci sale dai precordi alla gola; finché la fame, o il freddo, o la pienezza della vescica non convogliano i sogni entro gli schemi consueti. 
Cerchiamo invano, quando l'incubo stesso o il disagio ci svegliano, di districarne gli elementi, e di ricacciarli separatamente fuori dal campo dell'attenzione attuale, in modo da difendere il sonno dalla loro intrusione: non appena gli occhi si richiudono, ancora una volta percepiamo il nostro cervello mettersi in moto al di fuori del nostro volere; picchia e ronza, incapace di riposo, fabbrica fantasmi e segni terribili, e senza posa li disegna e li agita in una nebbia grigia sullo schermo dei sogni". 
Per sopravvivere: nel lager "vi è una vasta categoria di prigionieri che, non favoriti inizialmente dal destino, lottano con le sole loro forze per sopravvivere. Bisogna risalire la corrente; dare battaglia ogni giorno e ogni ora alla fatica, alla fame, al freddo, e alla inerzia che ne deriva; resistere ai nemici e non aver pietà per i rivali; aguzzare l'ingegno, indurare la pazienza, tendere la volontà. O anche, strozzare ogni dignità e spegnere ogni lume di coscienza, scendere in campo da bruti contro altri bruti, lasciarsi guidare dalle insospettate forze sotterranee che sorreggono le stirpi e gli individui nei tempi crudeli. 
Moltissime sono state le vie da noi escogitate e attuate per non morire: tante quanti sono i caratteri umani. Tutte comportano una lotta estenuante di ciascuno contro tutti, e molte una somma non piccola di aberrazioni e di compromessi. Il sopravvivere senza aver rinunciato a nulla del proprio mondo morale, a meno di potenti e diretti interventi della fortuna, non è stato concesso che a pochissimi individui superiori, della stoffa dei martiri e dei Santi". 
Ed ecco ancora un'altra pagina che dà un'idea di un altro "inferno" escogitato dagli uomini: "La Securitate, la polizia politica rumena, durante gli interrogatori ricorreva ai metodi di tortura classici: pestaggi, percosse sulle piante dei piedi e sospensione per i piedi, a testa in giù. A Pitesti la crudeltà delle torture ha di gran lunga superato questi metodi. 
Venne praticata tutta la gamma dei supplizi possibili e impossibili; alcune parti del corpo venivano bruciate con la sigaretta; alcuni prigionieri avevano le natiche necrotizzate e la carne che cadeva come quella dei lebbrosi; altri erano obbligati a ingurgitare un'intera gamella di escrementi e quando vomitavano gli veniva ricacciato il vomito in gola. La fantasia delirante di Turcanu si scatenava in modo particolare contro gli studenti credenti che rifiutavano di rinnegare Dio. 
Alcuni venivano 'battezzati' tutte le mattine nel seguente modo: si immergeva loro la testa in una tinozza piena d'urina e di materia fecale, mentre gli altri detenuti attorno salmodiavano la formula del battesimo. Perché il suppliziato non annegasse, di tanto in tanto gli si tirava fuori la testa e lo si lasciava respirare un attimo prima di reimmergerlo in quella mistura. Uno di questi battezzati, che aveva subìto sistematicamente questa tortura, aveva acquisito un automatismo che durò circa due mesi: tutte le mattine andava a immergere da solo la testa nella tinozza, con grande gioia dei rieducatori. I seminaristi invece erano obbligati da Turcanu a officiare le messe nere che lui metteva in scena, soprattutto durante la settimana santa, la sera di Pasqua. 
Alcuni facevano i cantori, altri i sacerdoti. Il testo della liturgia di Turcanu era evidentemente blasfemo e parafrasava in maniera demoniaca l'originale. La Santa Vergine era chiamata "la grande puttana" e Gesù "il coglione che è morto sulla croce". Il seminarista che faceva il prete veniva fatto spogliare completamente, gli veniva avvolto addosso un mantello macchiato di escrementi e appeso al collo un fallo confezionato con il sapone e la mollica di pane e cosparso di DDT. 
Nel 1950, durante la notte di Pasqua, gli studenti in corso di rieducazione dovettero passare davanti a un simile prete, baciare il fallo e dire: "Cristo è resuscitato". 
La prima fase della rieducazione si chiamava "smascheramento esterno; il prigioniero doveva dare prova della propria lealtà confessando quanto aveva nascosto durante l'istruttoria del processo, in particolare i legami con amici in libertà. 
Nella seconda fase, lo smascheramento interno. doveva denunciare quanti l'avevano aiutato all'interno della prigione. Nella terza fase, lo smascheramento morale pubblico si chiedeva al detenuto di schernire tutto ciò che considerava sacro: i genitori, la moglie, la fidanzata, Dio se era credente, gli amici. Si arrivava così alla quarta fase: il candidato all'adesione all'ODCC veniva designato a ‘rieducare’ il suo migliore amico, torturandolo con le sue stesse mani e diventando, quindi, a propria volta un carnefice". 
Le scene descritte sono così orripilanti da giustificare, in qualche modo, l'idea di un inferno posto in atto dalla perversità e dalla fantasia di uomini inqualificabili. E, tuttavia, esiste pure l'inferno, quello eterno dell'altra vita, incomparabilmente più spaventoso. 
 
Padre Antonio Maria Di Monda

Lui e io



Il diario spirituale di Gabrielle Bossis


1° luglio 1937 – Durante la Comunione. 
«Se tu potessi vedere il mio splendore in questo momento!»

«Offrimi la sofferenza. Non si può offrirmene in cielo. Offrimela!

«La mia Misericordia e la tua piccolezza».

«Metti il tuo cuore sul mio Cuore. Aspira, bevi la mia sofferenza. Purificatevi».

5 luglio 1937 – 
«La tua vita è così colma di incontri... Fa' il tuo esame di coscienza su ciò che hai diffuso in ogni luogo: il Bene? l’Amore di Me?».

«A chiunque cercasse di ascoltarmi, Io parlerei.
Da chiunque mi desiderasse, Io andrei».

10 luglio 1937 – A San Pietro. Mentre salivo alla cappella del terzo piano pensavo: “Lo troverò nella sua camera”. Lui mi ha detto rapidamente: 
«La mia camera è la tua camera. Ciò che è mio è tuo». 
E mi ha fatto sentire il mio nulla. È l’eccesso della sua misericordia umana e divina che lo porta a queste squisite delicatezze.

Io gli ho detto: “Come potete amare una creatura così miserabile!”. Lui mi ha risposto: 
«Non posso fare altrimenti».

«Non mirare a voler dire tante parole di preghiera: amami semplicemente.
Uno sguardo interiore. Un sorriso di tenera amica»

TRATTATO DELLA PREGHIERA E MEDITAZIONE



In questo giorno penserai al Giudizio finale, perché, pensando ad esso, si ridestino nell'anima tua i due sentimenti principali che deve avere ogni vero cristiano, vale a dire il timor di Dio e l'odio del peccato. 

Pensa dunque, in primo luogo, quanto sarà terribile il giorno in cui si investigheranno le cause di tutti i figli di Adamo, si concluderanno i processi della nostra vita e si darà la sentenza definitiva del nostro eterno destino. 
Quel giorno compendierà i giorni di tutti i secoli passati, presenti e futuri, perché in esso il mondo renderà conto di tutti i tempi e in esso proromperanno l'ira e lo sdegno raccolti in tanti secoli. Tanto precipitoso scorrerà allora il fiume prorompente dell'indignazione divina, che ha raccolto tanta ira e sdegno quanti peccati si sono compiuti dall'inizio del mondo. 

Considera in secondo luogo i sintomi spaventosi che precederanno questo giorno, poiché, come dice il Salvatore, prima che questo giorno venga, ci saranno segni nel cielo, nella luna e nelle stelle e, infine, in tutte le creature del cielo e della terra" (Lc 21, 11-28). 

Tutte infatti presagiranno la propria fine prima che avvenga e tremeranno e cominceranno a cadere prima di cadere. Gli uomini, dice, cammineranno secchi e smagriti dalla morte, udendo gli spaventosi muggiti del mare e vedendo le grandi onde e flutti che esso solleverà, preannunciando le grandi calamità e sventure che minacceranno il mondo con questi terribili segni. 
Così andranno attoniti e spaventati, coi volti lividi e sfigurati, misurando i pericoli col proprio timore, così in pena per se stessi da non ricordarsi di nessun altro, neppure del padre o del figlio. Nessuno potrà far nulla per nessuno, perché nessuno riuscirà neppure a badare a se stesso. 

In terzo luogo, considera il diluvio universale di fuoco che verrà prima del giudizio e il terribile suono di tromba che suonerà l'Arcangelo per convocare tutte le generazioni del mondo, perché si radunino al proprio posto e siano presenti al giudizio e soprattutto la spaventosa maestà con cui il Giudice si presenterà. 

Dopo di ciò, considera quanto severo sarà il conto che a ciascuno si chiederà. Veramente, dice Giobbe, l'uomo non può essere giustificato se posto a confronto con Dio (Gb 9, 2). 

E se si vuol porre a giudizio con Lui, di mille imputazioni che gli siano fatte, non potrà rispondere a una sola. 
 
Cosa proverà allora ciascuno dei malvagi quando Dio entrerà con lui in questo esame e dall'interno della sua coscienza gli dirà:  
 
"Vieni qui, uomo malvagio, cosa hai visto in me per disprezzarmi tanto e per passare dalla parte dei miei nemici? Io ti ho creato a mia immagine e somiglianza. Io ti ho dato la luce della fede, io ti ho fatto cristiano e ti ho redento col mio sangue. Per te ho digiunato, camminato, vegliato, sofferto, sudato sangue. Per te ho subito persecuzioni, percosse, bestemmie, scherni, colpi, oltraggi, tormenti e croce. Ne fanno testimonianza questa croce e i chiodi che vi compaiono, queste piaghe dei piedi e delle mani che sono restate nel mio corpo, ne fanno testimonianza il cielo e la terra di fronte a cui ho sofferto. Che cosa hai fatto di questa anima tua che ho fatto mia col mio sangue? A qual fine usasti ciò che io ho comprato a prezzo così alto? Oh, generazione stolta ed adultera, perché hai voluto servire con affanno il tuo nemico piuttosto che me, tuo redentore e creatore, con gioia? Tante volte vi ho chiamato e non avete risposto, ho bussato alla vostra porta e non vi siete destati, ho steso le mie mani sulla croce e non le avete guardate, avete disprezzato i miei consigli, le mie promesse, le mie minacce. Dite ora dunque voi, Angeli, giudicate voi, giudici, fra me e la mia vigna, cosa dovevo fare io più di quello che ho fatto?"  
 
Cosa risponderanno allora i malvagi, coloro che si sono fatti beffe delle cose di Dio, coloro che hanno deriso la virtù, coloro che hanno disprezzato la semplicità, coloro che hanno tenuto in maggior conto le leggi del mondo che quelle di Dio, coloro che furono sordi a tutti suoi richiami, insensibili a tutte le sue ispirazioni, ribelli a tutti i suoi comandamenti, ingrati e duri ai suoi castighi e ai suoi benefìci? 
 
Cosa risponderanno coloro che vissero come se Dio non esistesse e coloro che non tennero conto di nessuna legge, ma solo del loro interesse? 
 
Che farete voi, dice Isaia, il giorno della visitazione e della sventura che vi verrà da lontano? (Is 10, 3) A chi chiederete aiuto? A cosa vi gioverà l'abbondanza delle vostre ricchezze? 
 
In quinto luogo, dopo tutto questo, considera la terribile sentenza che il Giudice scaglierà contro i malvagi e quella tremenda parola che farà arrossire le orecchie di chi l'ascolterà. 
 
Le sue labbra, dice Isaia, sono piene d'indignazione e la sua lingua è come fuoco che inghiotte (Is 30, 27). Quale fuoco brucerà come quella parola: Allontanatevi da me, maledetti, al fuoco eterno preparato da Satana e dai suoi demoni (Mt 25, 41)? 
 
Ciascuna di queste parole da molto da meditare e da pensare: la separazione, la maledizione, il fuoco, la compagnia e, soprattutto, l'eternità. 
 
 San PEDRO DE ALCÁNTARA 

SPIRITO SANTO



Vieni, o Condottiero delle anime viatrici, e guidaci a salvezza sostenendoci nella via di perfetta giustizia e di quella cristiana prudenza che ad ogni bene temporale antepone i beni eterni. 

Riconoscete dai segni del vostro tempo, che il mondo così come voi ora lo conoscete, non ha possibilità di sopravvivere.



Maria Madre di Dio

Vivete l’amore, Miei amati figli e fate tutto PER AMORE anche le cose, che vi riescono difficili.

Noi vi aiutiamo, se voi Ci pregate di farlo.

Non indugiante più a lungo. Convertitevi. Seguite la via della bontà. Tenetevi lontano da tutto ciò che danneggia la vostra anima, cioè il peccato, che dovete evitare. 

Noi siamo qui per voi!

Noi aspettiamo che voi Ci permettiate di aiutarvi!

Figli Miei. Io vi amo ed è proprio per questo amore, che appaio a molti figli nel vostro odierno tempo, in modo tale da poter raggiungere, il maggior numero possibile di anime. Mio figlio, Gesù e vostro Dio Padre l’Altissimo hanno dato la loro approvazione alla Mia apparizione ad alcune anime scelte, qui sulla terra. Queste, sono i nostri messaggeri; i messaggeri della fine dei tempi e nello stesso tempo i messaggeri del tempo nuovo, perché non appena, questo vostro mondo finirà, voi entrerete in un nuovo e pacifico mondo, governato da Mio figlio. Affinché questo possa accadere, è necessario ancora un duro combattimento: il combattimento per le anime.

Non sbarratevi da soli, la via verso l’Eternità, Miei amati figli! Riflettete, come vorreste vivere: in pace, nell’amore, nella piena realizzazione e gioia o nella desolazione, nella sofferenza, nella tortura e nella pena? Questo è ciò che Satana riserverà alle anime che riuscirà a rubare.

Voi miscredenti, credete! Il tempo stringe, e dovete prendere al più presto una decisione.

Chi non prende nessuna decisione morirà. Rendetevi conto di questo!

Svegliatevi! Pregate ogni giorno! Ricercate la confessione e cominciate a provare pentimento per vostri peccati.

Ascoltate la Nostra parola! Seguitela! Vivete secondo essa!  Divulgate le Nostre parole! Così anche voi potete aiutare le vostre famiglie, i vostri amici e molte altre anime a salvarsi! 

Che cosa aspettate ancora? Riconoscete dai segni del vostro tempo, che il mondo così come voi ora lo conoscete, non ha possibilità di sopravvivere. Ci deve essere un cambiamento e un cambiamento avverrà!

EVITARE L'ECCESSIVA FAMILIARITA'



"Non aprire il tuo cuore al primo che capita" (Sir 8,22); i tuoi problemi, trattali invece con chi ha saggezza e timore di Dio. Cerca di stare raramente con persone sprovvedute e sconosciute; non metterti con i ricchi per adularli; non farti vedere volentieri con i grandi. Stai, invece, accanto alle persone umili e semplici, devote e di buoni costumi; e con esse tratta di cose che giovino alla tua santificazione. Non avere familiarità con alcuna donna, ma raccomanda a Dio tutte le donne degne. Cerca di essere tutto unito soltanto a Dio e ai suoi angeli, evitando ogni curiosità riguardo agli uomini. Mentre si deve avere amore per tutti, la familiarità non è affatto necessaria. Capita talvolta che una persona che non conosciamo brilli per fama eccellente; e che poi, quando essa ci sta dinanzi, ci dia noia solo al vederla. D'altra parte, talvolta speriamo di piacere a qualcuno, stando con lui, e invece cominciamo allora a non piacergli, perché egli vede in noi alcunché di riprovevole. 

 L'Imitazione di Cristo

Il Sacro Cuore



Le pie pratiche del Sacro Cuore

L’icona dell’Amore misericordioso

 La più recente pratica legata al culto al Sacro Cuore è la devozione all’ icona dell’Amore misericordioso, nata dalle apparizioni del Redentore alla suora polacca santa Faustina Kowalska, negli anni Trenta del XX secolo. Nel suo Diario, ella racconta che Gesù le apparve il 22 febbraio 1931 con gli occhi bassi, con la mano destra benedicente e con la sinistra indicante il proprio Cuore, dal quale uscivano due raggi, uno di colore pallido e l’altro rosso. Questi raggi significano l’acqua e il sangue sgorgati dal suo petto al colpo di lancia ricevuto sulla Croce, e simboleggiano la virtù purificatrice del Battesimo e della Confessione e la virtù rigeneratrice della Eucaristia74. L’icona dell’Amore misericordioso si è diffusa dovunque con la scritta: «Gesù, confido in Te». Il Salvatore così presentò la devozione a santa Faustina: «Desidero che questa immagine venga venerata nel mondo intero; prometto che l’anima che tributerà culto a questa immagine non si dannerà; le prometto pure la vittoria sui suoi nemi ci, già qui sulla terra, ma specialmente nell’ora della morte. Io stesso la difenderò per la mia gloria». Gesù stesso spiegò così il significato di questa devozione: «Figlia mia, dì che io sono l’Amore e la Misericordia in persona. La piaga del mio Cuore è la sorgente della Misericordia illimitata. Dì alle anime che io do a loro come scudo la mia Misericordia; è per loro che combatto, affrontando la giusta collera del Padre mio. (...) Figlia mia, dì all’ umanità sofferente che si stringa alla Misericordia del mio Cuore, e io la colmerò di pace. (...) Questa icona è un segno per gli ultimi tempi, dopo i quali arriverà il giorno della giustizia»75 . Esaudendo la richiesta fatta da Gesù a suor Faustina, Giovanni Paolo II ha istituito nel 2000 la festa liturgica della divina Misericordia, da celebrarsi ogni anno nella prima domenica dopo Pasqua.

Guido Vignelli

Per salvare gli Stati Uniti d’America dalle mani del seduttore



Oh caro Gesù, ricopri la nostra nazione con la Tua protezione più preziosa. 
Perdona i nostri peccati contro i Comandamenti di Dio. 
Aiuta il popolo Americano a ritornare a Dio. 
Apri le loro menti alla Vera Via del Signore. 
Sciogli i loro cuori induriti affinché afferrino la Tua Mano di Misericordia. 
Aiuta questa nazione a resistere alle bestemmie che potranno essere imposte 
per obbligarci a negare la Tua Presenza. 
Noi ti supplichiamo, Gesù, di salvarci, di proteggerci da ogni male e di 
stringere il nostro popolo nel Tuo Sacro Cuore. 
Amen. 

Dio Padre: Senza di Me non ci sarebbe nulla: nessun universo, nessun amore e nessuna vita.



Mia carissima figlia, non lasciare che nessuno di voi si dimentichi di Chi Io Sono. Io, il vostro amato Padre, Sono il Creatore di tutto ciò che era sin dal principio e Colui che sarà sino alla fine. Tutte le cose vengono da Me ed ogni uomo si inchinerà davanti a Me se non vorrà essere gettato fuori dalla Mia Santissima e Divina Gerarchia. 

Voi, Miei amati figli, siete tutto ciò che il Mio Cuore desidera ed ogni battaglia che vedete svolgersi sulla terra avviene per la salvezza delle vostre anime. Tutto ciò che è male viene causato dal Mio Avversario, il re della menzogna, il seduttore, l‟accusatore, il più grande dei Miei nemici e quindi anche dei Miei figli. Colui che è contro di Me è contro di voi. Tutto quello che dà Gloria a Me, dà gloria a tutto ciò che è Mio, tra cui il Mio unigenito Figlio e voi, Mia amata progenie. 

L‟uomo che perseguita i Miei figli non viene da Me; sappiate infatti che, ogni sofferenza, ogni pena o solitudine che quelli di voi più vicini a Me, devono sopportare, sono causate da Satana e dalla sua gerarchia di angeli caduti. Il loro più grande desiderio è quello di portarvi via da Me ed è per questo che voi soffrite. 

Siccome Io non Mi riprendo quello che ho donato, il vostro libero arbitrio sarà il vostro trionfo oppure la vostra rovina, a seconda della via che sceglierete; ciò significa che se Mi offrite il vostro libero arbitrio, per il bene della vostra anima e di quelle altrui, riuscirete a sconfiggere il vostro più grande nemico, ossia il diavolo; se invece lascerete che il male si insinui nelle vostra anima, voi reciderete, per mezzo del vostro libero arbitrio, ogni genere di legame con Me. 

Io non posso interferire con il vostro libero arbitrio poiché questo significherebbe infrangere la Mia Promessa. Io non posso costringervi a fare delle scelte; posso solamente mostrarvi la via: la strada che conduce alla salvezza eterna. Dovrete quindi decidere che cosa desiderate. Tutti i Doni della Mia Gerarchia Celeste vi verrebbero dati generosamente, qualora decideste che questa è la vita che desiderate intraprendere. Per favore, per il vostro stesso bene, non abbandonateMi in cambio dello sfarzo e degli splendori che vi vengono presentati tramite le tentazioni dei demoni. 

Molti di voi non sono sicuri di Me o di Chi Io Sia realmente, poiché Satana, attraverso i poteri che ha ricevuto, vi rende ciechi alla verità della Mia Esistenza. 
Egli vi provoca apertamente con ogni tipo di logica e ragionamento umano, allo scopo di negare la Mia Divinità. Si discuterà apertamente su di Me con disprezzo, ma Satana da vile codardo quale è non rivelerà mai se stesso, poiché ciò intralcerebbe il suo proposito. Fino a quando non crederete nell‟esistenza del diavolo, sarà improbabile che voi riusciate a credere in Me. Vi avverto però: credete quello che volete su di Me, ma non negate l‟esistenza del male, poiché esso si trova dappertutto intorno a voi. Se negherete l‟esistenza del male, voi rinnegherete Me, in quanto il male è l‟opposto di tutto quello che Io rappresento. Io Sono l‟Amore. 
L‟Amore è Mio. Coloro che amano possono anche non riconoscerMi ma, senza di Me, non ci sarebbe nulla: nessun universo, nessun amore e nessuna vita. 

Non fate l‟errore di scegliere colui che diffonde malignità riguardo alla Mia Divinità. Presto sorgerà l‟alba del giorno in cui capirete tutto ciò che Io vi dico. Quando le scaglie cadranno dai vostri occhi, dovrete correre da Me. Io sto aspettando di abbracciarvi nel Mio Rifugio e da quel momento in poi, asciugherò le vostre lacrime, bandirò ogni sofferenza e vi condurrò nella Luce del Mio Regno per l‟eternità. 

Vi amo, cari figli. Attendo con impazienza il giorno in cui voi ritornerete nel Mio Celeste Abbraccio. 

Il vostro amato Padre 

Dio l‟Altissimo 

7 Dicembre 2014