venerdì 19 luglio 2019

PREPARAZIONE ALLA S. CONFESSIONE



EGO TE ABSOLVO 

ESAME DI COSCIENZA 


PREGHIERA IN PREPARAZIONE ALLA SANTA CONFESSIONE 

O Padre mio! Celeste Padre, guarda le piaghe del Figlio tuo e degnati riceverle affinchè 
le anime si aprano alla grazia! I chiodi che Gli trafissero, le mani e i piedi, trafiggano i 
cuori induriti e il Sangue di Lui commuova e li spinga al pentimento. Il peso della croce 
sulle spalle di Gesù, Tuo divino Figlio, ottenga alle anime di scaricarsi dei loro delitti 
nel! tribunale di penitenza! Ti offro, o Celeste Padre, la corona di spine del Tuo Figlio 
amatissimo, e contrizione delle loro colpe. Ti offro, o Padre, Dio di misericordia, 
l'abbandono di Gesù sulla croce, la Sua sete e tutti i Suoi tormenti, affinchè i peccatori 
ritrovino la consolazione e la pace nel dolore dei loro peccati. Infine, o Dio pieno di 
compassione, per quella perseveranza con cui Gesù Tuo divin Figlio, ti pregò per i suoi 
crocifissori, Ti chiedo e Ti supplico di concedere alle anime l'amor di Dio e del prossimo 
e la perseveranza nel bene. E come i tormenti del Tuo Figlio amatissimo hanno avuto 
termine nell'eterna beatitudine, così le sofferenze di coloro che fanno penitenza siano 
eternamente coronate con il premio della Tua gloria! 

ALLO SPIRITO SANTO 

Vieni, Spirito Santo, illumina la mia mente, affinché conosca i miei peccati, muovi il 
mio cuore a pentimento ed aiutami a fare una sincera confessione. 

ALLA BEATA VERGINE 

Ricordati, o pietosissima Vergine Maria che non si è mai inteso al mondo, che alcuno 
abbia ricorso alla Tua protezione, implorando il Tuo aiuto e chiesto il Tuo patrocinio e 
sia rimasto abbandonato. Animato da una tale confidenza, a Te ricorro, o Madre, 
Vergine delle Vergini, a Te vengo: e, sebbene del tutto indegno, umilmente invoco il 
Tuo soccorso. Non volere, o Madre del Divin Verbo, disprezzare la mia preghiera, ma 
benigna ascoltami ed esaudiscimi. Così sia. 

L 'ESAME DI COSCIENZA 

Richiama nella tua mente l'ultima confessione ben fatta. Quale proposito hai preso? L'hai 
mantenuto? Hai combattuto il tuo peccato o difetto dominante? Richiama ora nel tua 
mente i dieci Comandamenti, i 5 precetti della Chiesa, i sette vizi capitali secondo 
l'ordine esposto sopra. 

ATTO DI DOLORE 

Ho fatto male, o Signore, perché peccando ho offeso la Tua maestà che è infinita. 
Si dice anche tra gli uomini, che la gravità di un'offesa deve misurarsi dalla grandezza 
della dignità di chi è offeso; e Tu sei infinitamente grande, o Signore. 
Ho fatto male, o Signore, perché peccando ho provocato la Tua onnipotente giustizia. 
Che cosa avrebbe potuto accadermi, o Signore! Tu sei in ogni luogo, Padrone assoluto di 
tutto e di tutti. Ed io che sono nulla ho ardito ribellarmi a Te, insultare Te, provocare Te, 
sfidare Te. E sono qui, o Gesù, davanti a Te, quasi stupito che le creature non mi 
abbiamo preso d'assalto per vendicare la Tua giustizia oltraggiata da me. 
Ho fatto male, o Signore, perchè peccando ho perduto Te. 
Oh, lo so bene, Gesù sulla terra non sarà possibile ad alcuno misurare il disastro che si 
produce in un'anima quando da divina ridiventa infraumana e poi selvatica. 
Il mondo non sa, e io non so, o Signore che cosa è perdere Te. Non so, o Signore, il 
vuoto infinito che la Tua fuga provoca nell'istante in cui io pecco, dovrei chiederlo a un 
dannato, o Gesù, ed egli mi direbbe che il fuoco il terribile fuoco dell'inferno unito alla 
presenza di ogni male e all'assenza di ogni bene e perfino l'eternità di questo stato, sono 
nulla... nulla, paragonati con l'assenza Tua, o Gesù. 
Ed io, peccando, ti ho perduto, ho fatto male, o Signore. 
Ho tatto male, o Signore, perché peccando sono stato causa della Tua Passione e morte. 
Cominciasti ad aver paura, tedio, nausea, e poi... immensa tristezza: tristezza di morte. 
Eri nell'Orto, bocconi sulla terra; agli Apostoli che ti guardavano con occhi assenti, 
oppressi dal sonno Tu dicesti: « L'anima mia è triste alla morte. » Ma non Ti capirono e 
Ti lasciarono solo. Ero io, o Signore, con i miei peccati a farti agonizzare così. 
Nell'Orto il mistero del tradimento di Giuda. Egli venne e Ti baciò, o Signore: bacio 
gelido, fetido, bacio di traditore. Io che inorridisco davanti a quella profanazione del Tuo 
santo Volto, non Ti baciavo, forse con le labbra di Giuda? Quante volte, infatti, ti ho 
tradito, o Signore... il peccato è appunto un tradimento. 
E l'arresto, o Signore... l'essere trascinato giù verso il torrente Cedron, poi per le vie buie 
e vuote della città che aveva assistito ai Tuoi miracoli.... 
Era notte, o Signore, e quelli che ti amavano, dormivano o erano fuggiti. Davanti ad 
Anna, o Gesù ricevesti uno schiaffo sul volto, Prima un fetido bacio, poi una percossa 
volgare. Ero io, o Signore col mio peccato. E la notte, o Gesù! La notte tra gli sgherri 
avvinazzati, insonnoliti, irritati.., Ti sputarono sulla faccia. 
Il Vangelo che è di una discrezione incredibile, è pur costretto a dirci che la Tua faccia a 
un certo momento apparve ricoperta di sputi. 
Signore, che hai fatto il mondo e lo conservi, che hai creato i cieli e i mari, le piante e i 
fiori che crei i corpi e le anime degli uomini. O Signore onnipotente, Tu hai il volto 
ricoperto di sputi, di sputi schifosi! E, ancora una volta, ero io, o Signore! E fui io a 
flagellarti, a ridurti il corpo in una piaga. Io a coronarti di spini. La Tua faccia grondante 
di sangue che mescola agli sputi degli uomini. Io Signore, fui a condannarti alla morte. 
E io ti ho spinto verso il Calvario. E durante il viaggio, io ti ho fatto cadere per terra tre 
volte. Io Ti ho confitto in croce. E a chiudere il sepolcro ero io, o Gesù, con i miei 
peccati. 
Non eri disceso dal cielo per me? E sotto la terra non ci sei finito per me? Ho fatto male, 
ho fatto male diceva il ladro in croce timidamente a Gesù Crocifisso. « Oggi sarai con 
Me in Paradiso » e la certezza del perdono rendeva ancora più cocenti le lacrime che gli 
sgorgavano dagli occhi. 
O Gesù, amore acceso, Non ti avessi mai offeso O mio amato buon Gesù Con la Vostra 
santa grazia non Ti voglio offendere più! 

IL PROPONIMENTO 

Al dolore va aggiunto il proponimento. Chi ha la buona volontà di non più peccare, è 
simile al malato che fa tutti gli sforzi per guarire. Per aver un buon proponimento, tu 
devi essere risoluto: 
1. Di non commettere più almeno peccati mortali. 
2. Di fuggire le occasioni prossime del peccato. 
3. Di sforzarti seriamente, usando i mezzi per emendarti. 
4. Di restituire i beni al prossimo, di riparare il danno o lo scandalo cagionati. 
5. Di perdonare le offese. 
Rinnova ogni mattina il proponimento e, tieni d'occhio il tuo difetto predominante. 
«Tanto sarà il tuo progresso, quanto è la violenza che saprai usare contro te stesso.» 
Imitazione Cristo. 

ACCUSA DEI PECCATI 

Al confessionale saluta. « Sia lodato Gesù Cristo! » Fa il segno della S. Croce e 
incomincia la Confessione: « Mi sono confessato l'ultima volta... Confesso davanti a 
Dio, alla beatissima Vergine Maria, a Lei Padre, i seguenti peccati...... 
Udita la penitenza, di « Grazie. » Prima dell'assoluzione recitala: Mio Dio mi pentono e 
mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i vostri 
castighi, e molto più perché ho offeso Voi infinitamente buono e degno di essere amato 
sopra ogni cosa. Propongo col Vostro santo aiuto di non offenderVi mai più e di fuggire 
le occasioni prossime del peccato Signore, Misericordia, Perdonatemi. 
Anche tu sentirai da Gesù per bocca del suo sacerdote le consolanti parole. «Confida 
figlio, i tuoi peccati ti sono rimessi. Va in pace.» 

LA PENITENZA O SODDISFAZIONE 

Fa la penitenza subito con esattezza, per scontare le pene temporali. Aggiungi qualche 
atto volontario, per riparare il peccato. Ringrazia la bontà di Dio e proponi di non 
abusare della Sua Misericordia in avvenire. Se puoi, prima di lasciare la Chiesa metti. in 
scritto il tuo proponimento. 

RINGRAZIAMENTO DOPO LA CONFESSIONE 

O Dio, che volgi in bene ogni cosa, a vantaggio di coloro che ti amano, infondi nel 
nostro cuore l'affetto inviolabile della Tua carità, affinché i buoni desideri, nati per la 
Tua ispirazione nei nostri cuori, non possano essere cambiati da nessuna tentazione. Ah 
Signore, quanto sei stato buono con me! Oh come fui ingrato verso di Te, macchiai la 
mia anima. Ti offesi e mi hai perdonato! Ti sei degnato lavare, purificare ed arricchire di 
grazie quest'anima redenta dal Tuo Preziosissimo Sangue. Ti ringrazio o Signore. 
Concedimi la grazia di essere fedele a Te. So che da me stessa e per me stessa nulla 
valgo, ma so altresì che in Dio e con Dio posso tutto ciò che Egli vuole da me, perché 
Egli è misericordia infinita. O mio Dio, fa che il mio cuore sia una fiamma di puro 
amore per te! Vergine Santissima Madre mia ammirabile, adesso sono tutto Tuo: 
prendimi per mano, guidami e proteggimi e non permettere ch'io ancora offenda Gesù. 
Insegnami ad amarlo sempre più e mantenermi costante nei propositi. E Tu pure, o 
glorioso Patriarca S. Giuseppe, aiutaci con la Tua potente mediazione, e offri per le mani 
di Maria i miei proponimenti a Gesù, S. Anna, Santa mia protettrice, Angelo Custode 
pregate per me. Amen. 

PENSIERI DI DIO SULLA VERA PENITENZA MANIFESTATA PER MEZZO 
DELLO SPIRITO SANTO NELLA SACRA SCRITTURA 

« Convertitevi a Me con tutto il vostro cuore, col digiuno, col pianto, con i sospiri, e 
spezzate in segno di dolore i vostri cuori e non le vostre vesti. Convertitevi al Signore 
Iddio vostro, perchè Egli è benigno, misericordioso, paziente, dotato di molta pietà e 
sempre pronto al perdono.» (Joel 1291) 
« Il digiuno che io voglio non consiste nell'affliggere per un giorno l'anima, nel chinare il 
capo come un giunco e nemmeno nel coricarsi sul sacco e sulla cenere. No! Non è 
affatto il digiuno che io accetto: Io voglio che tu rompa le catene del peccato, sciolga le 
obbligazioni gravose, metta in libertà gli oppressi, tolga ogni gravame, spezzi il tuo pane 
con chi ha fame, dia ospitalità ai poveri e ai pellegrini, rivesta gli ignudi e non disprezzi 
il prossimo, perché nel tuo fratello dovrai vedere Me tuo Padre. Lui è Immagine e 
Somiglianza Mia. 
Allora la tua luce sarà bella come l'aurora, diventerai subito sano e robusto, osservante 
della giustizia e ricoperto di gloria. Allora la tua preghiera sarà esaudita, e quando 
alzerai la voce al cielo, il Signore ti risponderà: « Eccomi a te, perché sono 
misericordioso Io Signore e Dio tuo. » (Is. 58. 1 9) 
« Se tu cesserai di opprimere i fratelli, di segnarli a dito, di parlarne male: se darai da 
mangiare con cuore generoso a chi ha fame e consolerai chi è afflitto, risplenderai di 
luce radiosa come il sole in pieno meriggio, e il Signore ti concederà eterno riposo, 
inondando l'anima tua di splendore. Darà alle tue ossa novello vigore ed apparirai come 
giardino irrigato e come fontana di acqua perenne. 
Se poi santificherai i giorni di festa omettendo di fare quello che ti sarebbe comodo, ma 
stimerai tali giorni come tua delizia e darai gloria a Dio: se inoltre mi onorerai 
coll'astenerti dal lavoro e dai vani discorsi, allora troverai la tua delizia nel Signore, ed io 
ti eleverò sopra le altezze della terra e ti darò per nutrimento l'eredità di Giacobbe, tuo 
patire. Ricordati che è il Signore che ti parla.» (Isaia 58 9 14.) 

ECCO, PROPRIO IO 

Andrò in cerca delle mie pecorelle per visitarle. Farò come il pastore che si trova in 
mezzo alle pecore sperdute e le conta ad una ad una... Sarò proprio Io che le pascerò e le 
farò riposare, Io che cercherò le smarrite e ricondurrò all'ovile le cacciate, fascerò le 
ferite e ristorerò le deboli. Io che custodirò le grasse e le nutrirò con giustizia, Io Signore 
Onnipotente (Ezech. 34.11 16) 

VENITE BENEDETTI DAL PADRE MIO.... 

Gesù disse un giorno ai discepoli: Quando verrà il Figlio di Dio nella Sua maestà, con 
tutti gli Angeli e si sarà seduto sul trono della Sua gloria, vedrà radunarsi dinanzi a Sè 
tutte le genti dell'universo. Allora separerà gli uni, dagli altri come il Pastore separa le 
pecore dai capretti; metterà le pecore alla destra e i capretti alla sinistra. 
Ai giusti che saranno alla destra il Re dirà: « Venite benedetti dal Padre mio; venite nel 
regno che vi ho preparato fin dalla creazione del mondo, perchè ebbi fame e mi deste da 
mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui pellegrino e mi deste ospitalità; ignudo e mi 
rivestiste; infermo e mi visitaste; prigioniero e veniste a trovarmi. » 
l buoni allora risponderanno: « Quando mai, o Signore Ti vedemmo affamato e Ti 
abbiamo dato da mangiare? Assetato e Ti abbiamo dato da bere? Pellegrino e Ti 
ospitammo, ignudo e Ti abbiamo ricoperto, infermo e carcerato e siamo venuti a 
visitarTi? » 
E il Re risponderà loro: « Vi assicuro in verità, che quanto avete fatto al più piccolo dei 
miei fratelli, lo avete fatto a Me! » 
Si volgerà poi a Quelli di sinistra e dirà: « Via da Me, maledetti, al fuoco eterno, 
preparato per il diavolo e i suoi seguaci. Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare, 
ero assetato e non mi deste da bere,. ero pellegrino e non mi alloggiaste, ignudo e non mi 
rivestiste, infermo e carcerato e non mi visitaste. Allora anch'essi risponderanno: 
« Quando mai, o Signore, Ti vedemmo affamato o assetato, pellegrino o ignudo, infermo 
o carcerato, e non Ti abbiamo assistito? » Allora Egli risponderà loro: « Vi assicuro che 
quanto non avete fatto Ciò al più piccolo dei Miei fratelli, non l'avete fatto a Me. » E 
questi andranno nell'eterna pena, mentre i giusti gioiranno nella vita eterna. (S. Matt. 25  31.) 

ALTRI PENSIERI 

Buona è l'orazione unita al digiuno, è molto meglio far elemosina che metter da parte 
mucchi d'oro. Perché l'elemosina libera l'anima dalla morte; essa purifica dai peccati e la 
trovare la misericordia e la vita eterna. (Tobia. 12 9) 
Il fuoco ardente lo spegne l'acqua e l'elemosina espia i peccati. 
Iddio osserva colui che rende grazie, e se ne ricorda più tardi, e nel tempo della sua 
caduta egli troverà un sostegno. 
Far elemosina coll'intenzione di applicare il merito alle anime del purgatorio è lo stesso 
che versare balsamo salutare sulle piaghe che le divorano. 
Ogni volta che una creatura umana offre al Padre quel Sangue col quale è stata riscattata, 
offre un dono di prezzo infinito, che nessun tesoro del mondo potrebbe compensare. 
Sia benedetto colui che, vivendo sulla terra, soccorre con orazioni e buone opere le 
anime purganti, poiché la giustizia di Dio esige che senza l'aiuto dei viventi siano queste 
necessariamente purificate nel fuoco (S. Brigida) 

GLI INSENSATI 

Quanto sono insensati coloro che non si curano affatto di far penitenza in questo mondo, 
aspettando di scontare i loro falli in Purgatorio. 
« Il meritare è proprio solamente di quaggiù; in cielo gli atti soprannaturali non hanno 
valore meritorio. Tanto meno potrebbero avère valore soddisfattorio, perché essendo 
compiuti in pieno possesso della felicità, manca loro l'elemento essenziale dello sforzo o 
del sacrificio, da cui sorge la virtù soddisfattoria. 
Gesù apparendo un giorno a S. Geltrude disse: « Tutte le volte che liberi un'anima dal 
Purgatorio fai un atto a Me si gradito, che più non lo sarebbe se riscattassi Me stesso 
dalla sofferenza. 
« Il giudizio sarà senza misericordia per chi non ha usato misericordia: ma la 
misericordia trionfa del giudizio. (Jac. 2. 13!) 
« Cessa dal tuo sterile dolore, e solleva l'anima con preghiere, con elemosina e con 
sacrifici. » 

G. Crux 

Beata Elisabetta Canori Mora



NATALE 1814

Un demonio di nome Gunone

Proseguo quello che ho tralasciato della notte del santo Natale, non solo entrai in quel beato tugurio ad adorare il divino infante, ma quel caro bambinello a sé mi chiamò, e, distese le piccole sue mani, mi degnò di un tenero abbraccio, e nell’abbracciarmi, mi donò una piccola croce: «Prendi», mi disse, «prendi, o mia diletta, questa piccola croce ti renderà certa la grazia da me ricevuta!».
Tre giorni dopo il santo Natale, mi ha preso a perseguitare un certo demonio tanto maligno, chiamato per nome Gunone. Questo non mi fa trovare pace né notte né giorno. Per particolare ispirazione di Dio, con la licenza del mio direttore, ho aggiunto ai voti di castità, povertà, obbedienza, il voto del più perfetto e il proposito di umiltà, come a suo luogo si dirà, ho aggiunto altri cinque propositi. E sono: di esercitarmi quotidianamente nelle sante virtù di mansuetudine, pazienza, mortificazione, silenzio, raccoglimento. Questo maligno demonio, chiamato Gunone, non vuole che mi eserciti in queste sante virtù. Si affatica tuttora di farmi credere che questi miei propositi formeranno il processo della mia condannazione. Mi va dicendo che è somma pazzia farmi rea di quello che a nessun conto lo sarei, e così, in vigore dei propositi fatti, mi faccio rea di gravi colpe, e così invece di fare del bene, faccio del male.
Le parole di costui mi danno a credere che realmente sia così; il mio spirito si affligge, perché nel tempo che si affatica per piacere a Dio, il demonio Gunone mi fa rea davanti al cospetto di Dio, mi parla con tanta eleganza che mi confonde. In questi casi, la povera anima mia ricorre con lacrime e con sospiri al suo Signore, perché si degni illuminare la mia mente, e senza proferire parola a quanto il maligno insidiatore mi va dicendo, con la grazia di Dio, mi armo di pazienza, e soffro tutti quegli insulti che mi va facendo il maligno tentatore di notte e di giorno. A tutte le ore mi si aggira intorno per inquietarmi e frastornarmi, ormai non posso più né mangiare né dormire, né orare, tanto è gravosa la sua persecuzione. Mi fa credere con prove evidentissime che tutte le mie operazioni dispiacciono a Dio; quando pranzo mi si mette in contro in qualche distanza e mi va dicendo: «Tu sei quella che hai promesso di essere mortificata? Oh, bella mortificazione di stare a tavola apparecchiata!».
Beffandomi e deridendomi mi dice: «Ci vuole altro che minestra, pane muffo e radiche di erbe!». Nel sentirmi rimproverare la mia troppa delicatezza, mi pare che dica bene, e non ho più coraggio di mangiare, così passo il pranzo. Tutto il giorno poi mi sta presente per criticare tutte le mie azioni, mi dice: «E lascia andare tanta sottigliezza! vivi alla buona! lascia andare i propositi, che questi ti sono di troppo aggravio!».
Se faccio orazione, mi fa tanti versi con la testa e con le mani, che mi fa girare la testa. Alle volte, quando mi trattengo ad orare, dalla bocca tramanda tanto fumo, che pare una folta nebbia, questo denso fumo mi toglie il lume all’intelletto, la mente resta oscurata dal gran fumo, confusa resta la volontà dalle tante diverse ciarle di questo astuto demonio, che pretende di confondere la povera anima mia, in guisa tale che non sappia distinguere il male dal bene.
Quando vado a riposare mi dice: «Oh, bella mortificazione! ti pare piccolo delitto il tuo, riposare in morbido letto? La nuda terra, lo stagno gelato, questa si chiama mortificazione! Perché non prendi riposo sopra la nuda terra?».
A queste sue parole il mio spirito resta sospeso, e dubita se possa, senza offesa di Dio, andare a riposare. Senza dilungarmi di più, in tutte le mie azioni dubito di offendere Dio, cosicché sono in uno stato di somma afflizione.

SPIRITO SANTO



Vieni, o Spirito di Dio, Amico delle anime umili e nemico delle superbe, vieni, e infondici quella sincera umiltà che chiama sulle anime i paterni tuoi sguardi e i tuoi favori. 

Ma non aspettate troppo a lungo, perché ben presto la misericordia deve lasciare il posto alla giustizia



Maria Madre di Dio

Gli avvenimenti che vi sono stati annunciati sono alle porte e presto accadranno, per questo siate avvisati e fate penitenza.

Tutti quelli di voi, che hanno un cuore puro non hanno nulla da temere.

Coloro che invece, si trovano nel profondo peccato, hanno ora, con la conversione, la possibilità di una vita nella gioia e nell’amore con Dio

Non sprecate questa possibilità.

Egli è la vostra unica possibilità per avere una vita nella pace.

Egli vi porta con sé nel Nuovo Mondo. Quando il cielo verrà sulla terra e tutto sarà uno, allora voi, Miei amati figli, saprete quanto è grande la ricompensa che vi è stata promessa e di cui vi è stato tanto raccontato. Seguite Gesù e sarete premiati riccamente.

Miei amati figli. Lui, il vostro Gesù, Mio Figlio, vi ama con tutto il Suo essere. Venite a Lui perché Egli vi aspetta. Aspetta ognuno di voi. Egli non giudica, ma dona misericordia. Ma non aspettate troppo a lungo, perché ben presto la misericordia deve lasciare il posto alla giustizia, quindi cambiate strada, prima che il grande giudizio cominci.

AVVISI DALL'ALTRO MONDO SULLA CHIESA DEL NOSTRO TEMPO



Bonaventura Meyer:

Dalla vita della possessa 
 
Gioventù 
 
Su richiesta dell'editore, la possessa ha scritto una biografia. Malgrado che la donna, visto il suo stato dì salute e la grande distanza dal suo paese campestre, lontano dal luogo con scuole superiori, poteva frequentare soltanto la scuola popolare ha, malgrado ciò, un’intelligenza di media elevata, una comprensione facile e buona memoria. Dalla sua biografia, scritta a macchina da lei stessa, riportiamo quanto segue (tralasciamo per ragioni di discrezione i nomi dei luoghi, raccorciando per ragioni di spazio, le annotazioni): 

«I miei genitori abitavano in un piccolo podere. Il luogo era molto remoto. 
Sono nata nel 1937, esattamente nella domenica scapolare, in cui si festeggiava l’ammissione dei fanciulli nella Confraternita Scapolare. Il martedì successivo venni battezzata. Secondo le dichiarazioni di mia madre, gridai incredibilmente come bambina lattante e non dormivo quasi mai o almeno considerevolmente poco. La madre si faceva per questo grandi pensieri per me. Benché dava l’impressione, come se qualche cosa negli intestini non fosse in ordine, questa presunzione non provava lo stato preoccupante o almeno non del tutto. 

In primavera 1944 mi recai per la prima volta alla scuola. Ero una bambina timida, molto calma. L'imparare mi era facile. Particolarmente leggere, scrivere e raccontare non presentavano nessun problema per me. Il mio luogo preferito era al ruscello in mezzo a fiori e erbe. Sovente sì accompagnavano anche i mici compagni di giuoco, parlavamo su cose diverse, di cui i bambini di questa età sogliono parlare, lasciando ciondolare le gambe nell’acqua. 
Parlavamo spesso anche in abbondanza di cose religiose come pure del cielo, dell’inferno e del purgatorio. Tra il secondo e il terzo anno di scuola avvenne il tempo della mia prima comunione. L'ho presa molto seriamente e mi preparai meglio che potevo, Del resto il tempo di scuola passò senza incidenti notevoli. Andai già molto spesso sui canapi e cercai di rendermi utile. Anche i miei fratellini occupavano una gran quantità di tempo e di lavoro. 

Dopo la mia prima comunione andai quasi giornalmente alla santa messa e alla santa comunione. Sentii però che la grazia era meno presente quando ero più negligente nella frequenza della messa o quando pregavo di meno. A tredici armi ebbi però una volta da sopportare un assalto, secondo la mia impressione, più o meno grave, da parte degli altri bambini. Correva voce, che io fossi una "bigotta" e che volessi andare certamente nel convento. Ero profondamente confusa, ma la mia nonna mi assicurava dicendo: "Beh, non ascoltare gli altri bambini, non lo capisco. Quel che importa è soltanto come tu stai davanti a Dio”. In seguito a ciò cercai di dimenticare le osservazioni dei compagni di scuola, ma purtroppo mi avevano colpita profondamente. Per lo più andavo volentieri in chiesa, e quando il coro della chiesa cantava alla messa solenne, gli altari erano ornati con fiori e si spandeva il profumo dell’incenso, avevo l’impressione che noi tutti, che ci trovavamo in chiesa, fossimo molto vicini al cielo». 

Irrompe la notte 
 
«Qualche tempo dopo la morte della nonna (1951) venne per me un’epoca di dure lotte e di sbigottimento. Timori e scrupoli s’impadronivano tutto d’un colpo della mia anima, che non avevo ancora mai sentito prima. Questo non era solo durante un piccolo scorcio di tempo, ma si protraeva paurosamente oltre. Non ero più me stessa, significa che i miei sentimenti per Dio e i miei principii rimanevano gli stessi, ma tutto il mondo di sentimenti cominciò a crollare, e mi trovai in mezzo a grandi tribolazioni, Sentivo soltanto vagamente e senza partecipazione intima. Le cose pesanti e le sofferenze invece le sentivo in maniera esagerata, cosicché mi trovai spesso come quasi spezzata. Le idee venivano e se ne andavano. Qualunque cosa pensavo, non trovavo in nessuna parte una luce. Quello però che era difficile, era che non potevo più troncare questi pensieri. Tutto era come ottuso e spento. Un giorno - credo fosse Tutti i Santi 1952 (dunque a 15 anni) - dissi molto triste a mia madre: "Mamma, mi sembra di essere il sentimento in un duro brando". Mi disse alcune parole di fiducia ed aggiunse che tutto si aggiusterà di nuovo. Che solo dovevo aver io stessa la volontà e cercare il piacere. Ma era appunto questo: non lo trovavo, benché lo cercassi con tutte le forze.  

Per quanto riguarda la volontà, cosa avrei dato se avessi ritrovato la libertà di una volta. Ma non era nel mio potere. La mia paura aumentava ed io non sopportavo più di restare sola nella mia camera, cosicché mio padre cambiò la camera ed io potei andare da mia madre. Benché mia mamma si trovasse vicina a me, mi si strozzava la gola per la paura e il terrore. Il cuore mi batteva fino alla gola e un orrore profondo come un abisso s’impadroniva di me, cosicché potevo parlare ancora solo con pena. La paura e il tormento trapanavano, ed un’ora mi sembrava una mezza eternità. A parte questo avevo però il sentore, come se Dio volesse, che io accettassi questa sofferenza per la salvezza delle anime. Cercai di consentire. In quella notte successe inoltre qualcosa di straordinario, che mi incitò ad accettare questa sofferenza. Se dico accettare vorrei quasi dire, che questo successe in questa notte, quando pronunciai il mio consenso. Più tardi volevo sfuggire sempre nuovamente a questa sofferenza, e supplicavo spesso e sovente il cielo, di concedermi ancora il sonno e la salute dell’anima. Ma non mi fu concesso, almeno lungamente no. 

Questo era solo l’inizio dell’insonnia totale, ed allora era ancora più facile di accettare ciò, così come lo voleva Dio, Più tardi si dimostrò, che mi dimenavo e piegavo miseramente in mezzo a queste tenebre e non trovavo una via d’uscita. Questo supplizio era da allora giorno e notte la mia parte, e non c’era nessuno che potesse aiutarmi. La mia madrina venne con me dal medico lontano più di un’ora. Questi disse, che fui colpita da infiammazione alle reni e alla vescica, e che, come si esprimeva, il mio sistema nervoso era gravemente estenuato. Mi diede medicine, ma era sempre peggio, e dopo qualche tempo il medico mi condusse all’ospedale». 

Così venne torturata la povera creatura umana dal 14° anno di vita. Come aiuto casalingo - interrotto da cure mediche senza riuscita e soggiorni brevi all’ospedale - ha trascorso gli anni seguenti. Con suo grande dispiacere dovette farsi estrarre i suoi bei denti per ordine di un medico, che lì credeva di vedere la ragione del male. Ma non cambiò niente al suo stato, salvo il fatto che la povera donna ne soffriva ancora di più. La provvidenza di Dio introdusse un giovane presso di lei, senza mezzi, ma dabbene. Sposò costui nel 1962 malgrado fosse sconsigliata da parte dei congiunti. 

La donna oggi quarantenne partorì in seguito quattro cari bambini, per la cui gravidanza e nascita non provava nessun miglioramento della sua inspiegabile sofferenza, anzi!... Indebolita ulteriormente dovette essere portata nuovamente in istituti e case di cura, ma venne dichiarata dagli specialisti - ultimamente da una clinica di fama mondiale - di mente normale, e congedata come un caso inspiegabile. 

Iniezioni, elettroterapia e trattamenti le causarono sofferenze ulteriori insopportabili, appena interrotte da alcuni sprazzi di luce. 

Verso l’anno 1972 subentrò un breve miglioramento. Lei ne scrive: «Si è trovato per caso, che soffrivo di una carenza quasi completa di fosforo. 
Ricevetti delle capsule ed infatti si constatò un miglioramento dello stato generale. In quanto effettivamente il fosforo fosse colpevole cd in quanto la permissione di Dio avesse cooperato, che io abbia finalmente trovato miglioramento, non lo so. Potevo, se non dormire - se si intende questo come dormire - almeno però cadere in torpore o tutt'al più sonnecchiare. Gli stati di angoscia diventarono sempre più rari, anzi riuscivo perfino a ridere, e potevo, anche se non perfettamente, fare i lavori casalinghi. 

Mio marito era felicissimo, ma probabilmente nessuno era più sollevato di me. 
Potevo allora riavere due figli con me, del che ero oltremodo felice. 

Glorificavo e lodavo Dio e gli ero molto riconoscente per questa liberazione finalmente avvenuta. Ma peraltro vedevo pure, o credevo di vedere, che la sofferenza era pure una grazia, per quanto pesante e schiacciante essa fosse. 
E così pensai sovente, che Egli sapeva bene, perché mi aveva condotta attraverso queste tenebre». 

Esorcismi e rivelazioni 
 
Nel 1974 avvenne una ricaduta grave. «Mia sorella mi condusse da un brav’uomo, che aveva già prestato aiuto a molti. In sua presenza venivo scossa repentinamente al mio braccio destro, senza che io stessa l’avessi mosso. D’un tratto l'uomo gridò: "Io credo, che voi siete ossessa!" Mi recai dopo da un sacerdote, che pur essendo scettico, mi fece un esorcismo. Egli constatò poi, che tutti gli indizi di una ossessione erano presenti». 

Con scongiuri penosi e lunghe preghiere un esorcista sperimentato poté finalmente realizzare una breccia decisiva. Dopo ripetuti scongiuri sono dovuti comparire ad intervalli demoni, umani e angelici, anzi riuscì un esorcismo temporaneo, ma tutti i demoni ritornarono. Era stato chiesto, che un vescovo avesse dovuto dare il permesso per un esorcismo pubblico e che se ne fosse reso garante. 

L’8 dicembre 1975 cinque esorcisti ebbero il permesso per il grande esorcismo. 
Seguirono altri scongiuri in circolo ristretto, durante i quali il più delle volte erano presenti tre sacerdoti. Che cosa dovevano dire i demoni a questi scongiuri su ordine della Madre di Dio per la salvezza delle anime e per la Chiesa decaduta in uno stato così lamentevole, è raccolto nella prima parte (identico con la prima edizione) del libro «Avviso dall’altro mondo». Viene completato nella seconda edizione da altri scongiuri. Questi vennero intrapresi il 25 aprile 1977 in presenza del prelato prof. dott. Giorgio Siegmund di Fulda, il 10, 11 e 18 giugno (Festa del Cuore di Maria) come pure il 13 luglio 1977 in presenza e sotto la direzione del Padre Arnold Renz SDS, di altri sacerdoti e dell’editore del libro. 

Situazione presente 
 
L’ossessa non è ancora liberata, perché la sua missione non è ancora conclusa. 
I suoi genitori hanno confermato in frasi concise e sobrie le date esterne della vita della loro figlia. Ugualmente come la loro figlia così angustiata essi erano ignari sull’origine della smisurata sofferenza della loro cara figlia. Avevano provato tutto ciò che avrebbe potuto procurare alleviamento e guarigione tramite l’arte medica o psichiatrica. Non rimaneva loro altro che ricorrere alla preghiera. 

Quel che è particolarmente impressionante dei genitori è la loro maniera robusta e sobria, lontana da ogni brama miracolosa e da ogni mania o tendenza allo straordinario. L’origine della grave sofferenza della loro figlia è per loro inspiegabile ed essi si sottomettono con la preghiera e la calma speranza, alla volontà misteriosa di Dio. 

I numerosi documenti - nastri magnetici, fotografie, che vennero fatte durante gli scongiuri, come pure lettere - sono a disposizione per una ulteriore revisione ecclesiastica. Ma dovrebbe essere comprensibile ad ognuno, che in questo libro non vennero pubblicati né nomi di luoghi, né stampate fotografie, affinché non si diano noie alla donna travagliata ed alla sua famiglia con una fiumana di visitatori, là dove la provvidenza di Dio ha già disposto, che né i suoi vicini di casa, né la sua amica, ne abbiano avuto conoscenza. La sua ossessione si manifesta soltanto nel suo vivere intimo, quando viene torturata per notti e notti, ma di giorno assolve ai suoi doveri casalinghi. Alle funzioni non può più assistere dal 1975, perché a certi punti della santa Messa, come pure alla benedizione del sacerdote, al contatto con reliquie ed oggetti sacri, i demoni si manifestano disturbando. Quando è possibile viene visitata una volta a settimana da un sacerdote, il quale le può amministrare i sacramenti. 

Il piano di Dio 
 
La sofferenza espiatoria accettata con tanta rassegnazione dalla donna, la grave pena interiore e l'abbandono completo, che deve rivivere soprattutto nei giorni che seguono gli esorcismi, in unione con la sofferenza di Cristo, della sua ultima dura agonia e del suo ultimo respiro, serviranno alla salvezza di anime immortali. Ecco la grande preoccupazione della nostra tormentata anima, che per propria colpa non impedisca gli avvisi ordinati dalla Regina del cielo e della terra e pronunciati attraverso i demoni, per i nostri tempi, cosicché anime, che avrebbero potuto essere salvate, possano cadere per negligenza e trascuratezza nell'eterna dannazione. Ad ogni lettore di queste righe perciò sia caldamente raccomandata la preghiera speciale per quest’anima tormentata. 

L'editore.  

IL RITORNO DELLA GNOSI



Trattato di Demonologia

«Vanità delle vanità dice il Qoélet — tutto è vanità. Una generazione va e una viene, ma la terra resta sempre la stessa. Il sole sorge e il sole tramonta. Tutti i fiumi vanno al mare e il mare non è mai pieno. Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà. Non c’è niente di nuovo sotto il sole» (Qoélet 1, 1-9).

«Niente di nuovo sotto il sole», tutto si riproduce, tutto si ripete sia nel bene sia nel male. La storia umana difficilmente e raramente riesce a produrre modelli nuovi, di solito non fa che ricalcare, magari con colore e con linguaggio diversi, quelli antichi.

Giovanni Battista Vico, il filosofo napoletano del Seicento, ha parlato di corsi e ricorsi nella storia. 
Vi sono nella storia dei cicli costanti che si ripetono a rotazione con precisione quasi matematica. 
Dall’analisi dei fatti passati è facile arrivare alla descrizione e alla comprensione dei fatti presenti, edall’avvicendarsi costante degli stessi fenomeni si può con relativa certezza prevedere e preannunciare anche da lontano il loro svolgimento futuro.

I cicli vichiani sono fondamentalmente tre, che egli chiama il ciclo degli dèi, il ciclo degli eroi e il ciclo degli uomini.

Il ciclo degli dèi, proprio delle popolazioni primitive all’inizio della loro storia, caratterizzato dalla religione o più spesso dalla mitologia, in cui la presenza e l’opera della divinità, o comunque di esseri superiori, è costantemente in atto e spiega tutte le vicende liete e tristi della vita quotidiana per l’individuo e per la comunità.

Il ciclo degli eroi, è la seconda fase della storia di un popolo già in parte evoluto, che è stato capace,o crede di essere stato capace di emanciparsi dagli dèi o esseri superiori che determinavano il suo destino, per costruire da sè il mondo attraverso quegli individui assurti all’onore di «eroi». E l’epoca della poesia lirica, epica e in gran parte leggendaria, che subentra alla religione e canta le glorie degli eroi e, attraverso loro, le glorie del popolo da cui derivavano e al quale hanno portato i loro benefici.

Il ciclo degli uomini è caratterizzato dalla tecnica intesa come il dominio dell’uomo sulla natura chelo circonda e come sfruttamento di tutte le energie che contiene. Protagonista e autore di questa conquista è lui stesso, l’uomo che a un certo momento, per il successo raggiunto e ottenuto, si crede superiore agli dèi e agli eroi di ieri, addirittura l’arbitro di tutto, della legge, della morale, dei bene e del male, capace di arrivare al cielo con la costruzione della torre di Babele per insediarsi al posto di Dio e sostituirsi a lui nel corso della storia e nel governo del mondo.

Poi, passata l’ubriacatura della tecnica e dei progresso illimitato, a poco a poco fa ritorno il ciclo degli dèi, seguito da quello degli eroi per finire nuovamente in quello degli uomini: «Ciò che è stato sarà e ciò che è stato fatto si rifarà. Non c’è niente di nuovo sotto il sole». Il vecchio Qoèlet ha detto una grande verità.

A quale stadio è oggi l’umanità?

Molti dati fanno pensare al declino, o alla fine, di una età degli uomini e a un inizio di ritorno all’età degli dèi, cioè al fallimento dell’età della tecnologia e dell’industrializzazione spinta fino ai limiti estremi — basta pensare ai disastri detti ecologici senza accennare al cumulo di ricchezze in mano di pochi e alla povertà al livello di miseria e di fame della maggior parte dell’umanità — a cui tien dietro un ritorno alla religione e la ricerca di una forma di religiosità, vera o falsa non importa, che soddisfi in qualche modo il bisogno di interiorità che l’uomo ha sempre sentito.

«Religiosità vera o falsa». Il fenomeno religioso interessa ormai diverse categorie di persone, lo storico, lo psicologo, il sociologo. Si nota ovunque, in tutti i settori, una corsa in massa verso valori fino a ieri obliterati o considerati di second’ordine, adatti a soddisfare le esigenze interiori di una certa categoria di persone rimaste allo stato primordiale e non arrivate ancora alla completa luce della verità. Oggi però la ricerca di qualche cosa superiore si è fatta più generale. Prova ne sia la proliferazione incontro!lata e sempre in aumento di movimenti e gruppi a sfondo mistico o misticoide, alcuni autentici, ma altri di dubbia e falsa provenienza - e sono i più numerosi — che riempiono la cronaca quotidiana. Tra questi movimenti anche quelli orientati verso il satanismo — come si è visto — tanto da poter parlare di un vero ritorno alla gnosi antica in veste moderna. 
Qualcuno ha voluto parlare di «tradizione diabolica». Che cos’è la tradizione?

E il ponte che unisce i! presente al passato e prepara le necessarie basi al futuro: tràdere, in latino, vuoi dire consegnare, trasmettere. E il terreno spirituale sul quale l’uomo vive, prende coscienza di se stesso, riconosce gli altri, i passati e i presenti, e si trova ancorato per affrontare e superare l’incertezza del domani.

Come c’è una tradizione positiva e buona quella della verità nata dal buono e dal vero: ricordiamo che le fonti della rivelazione divina sono due: la Sacra Scrittura, fonte scritta, e la tradizione, fonte orale, ambedue valide a sostegno e a conferma della verità rivelata — esiste anche una tradizione del male e del falso, la tradizione deIl’anti-tradizione, antica quanto l’uomo, cioè, per chiamarla col suo vero nome, «la tradizione diabolica».

Alla tradizione buona, che Elémire Zolla chiama «tradizione di eccellenza», si oppone dunque la tradizione diabolica. Lo stesso autore riassume i quattro aspetti di questa tradizione diabolica che di tempo in tempo, in coerenza coi corsi e ricorsi della storia, si ripresentano con rigurgiti e nomi nuovi, ma con moventi e direttive sempre identici:

— l’esaltazione delle novità come valori supremi, con rifiuto della tradizione qualificata a priori come un male, causa di tutti i mali del presente;

— l’invito ad un’aspettazione vaga del futuro come assicurazione e garanzia di una palingenesi che tutto trasformerà e migliorerà. Proiettando l’uomo in un futuro ipotetico che forse non si avvererà mai, il demonio ottiene un primo importante risultato: staccato l’uomo dalla realtà concreta, isolato e indifeso, sarà più facilmente sua preda e sua conquista. Tutte le volte che il demonio si accosta all’uomo per tentarlo coniuga sempre il verbo al futuro: «Sarete come Dio, tutto io ti darò se mi adorerai»;

— avversione radicale a qualunque norma preesistente, esaltazione della violenza e dell’anarchia fine a se stessa. In altre parole: odio all’autorità comunque si presenti; e siccome ogni autorità vieneda Dio, odio a Dio. Ma siccome dipendere da qualcuno o da qualche cosa fa parte della natura umana, e l’uomo da solo, senza gli altri, non si realizza, la violenza e l’anarchia, oltre che utopia irrealizzabile — perché eliminato un avversario se ne presenterà un altro — sono anche una forma di suicidio. Parlare di «santità della violenza» — come è stato fatto in un passato recente — è un’aberrazione pericolosissima, gravida di tristissime conseguenze;

— esaltazione e insieme rifiuto della natura e della persona umana come tale. Esaltazione della natura per permettersi tutto quello che la sana morale vieta, l’immoralità, la pornografia, il libero amore, il nudismo, la sessualità in tutte le sue espressioni più deformanti, la criminalità... Rifiuto della natura umana col disprezzo della vita diventata giocattolo in mano di pochi, nei campi di concentramento e nei lager della morte, diventata cavia col controllo delle nascite e dell’inseminazione artificiale, con l’aborto e l’uso dei contraccettivi, diventata oggetto di sfruttamento nei milioni di schiavi che ancora gemono in catene sulla terra.

Parlare di gnosi, o di ritorno alla gnosi, ai nostri tempi potrà sembrare a prima vista anacronistico o una «caccia alle streghe» o un combattere come nuovi Donchisciotte contro i mulini a vento scambiati per giganti scesi in campo di battaglia. Ma non è così:

«Noi sappiamo che ora le forze organizzate dei demoni nell’umanità sono al massimo del loro potere — scrive Jean Vaquié —. La malizia del secolo è praticamente universale e irreversibile. 
Lucifero vi lavora dentro in tutti i continenti. Ritardato per un certo tempo dal contrattacco vittorioso della chiesa, si è ripreso e nel momento attuale ha rinnovato le sue energie di simbiosi umano-demoniaca più potenti di quanto lo fossero nell’antico paganesimo. Il secondo stadio della storia del mondo è diventato peggiore del primo. L’apparizione dell’anticristo non è lontana»58.

Il satanismo, finora poco menzionato conosciuto, tende, come la massoneria, a «disoccultarsi» pensando che può ora agire più apertamente in un mondo sempre più tentato dall’evoluzione dei tempi nuovi: un satanismo in genere presentato come un fatto di cronaca occasionale, anche se spesso criminale, o come la semplice attività di pochi tipi originali dei quali si ride.

Il satanismo che era stato «criminale» nella gnosi antica, prima del cristianesimo e nel cristianesimoprimitivo, si dimostrava non inferiore all’antico nelle diverse manifestazioni del nuove che risalgono alla fine del secolo scorso e agli inizi di questo. Vediamoli brevemente al dettaglio.

Nel 1912 abbiamo la fondazione in Germania del Germanen Orden, Ordine germanico, emanazione delle logge tedesche, in contrapposizione con la loggia massonica ebraica B’nai B’rith, riserbata ai soli membri di razza ebraica. Già nel1918 contava 200 logge con 1500 membri. Nel 1917 l’ordine è affidato a Rudolf von Sebottendorf (1875-1945), indicato come uno dei migliori astrologhi e maghi del tempo, che aveva soggiornato per anni in Turchia diventando cittadino turco, frequentando centri esoterici e occultisti e acquistando una larga conoscenza di tutte le scienze occulte.

Nel 1918 il Seottendorf trasformava la Gran Loggia del Germanen Ordsen a Monaco di Baviera in Thule Gesellschaft, società della Thule. Sede iniziale della Thule era l’Hotel delle Quattro Stagioni (Vier Jahreszeiten), il cui nome aveva un significato esoterico in quanto «l’intera religione degli Iprborei — gli abitanti nordici della mitica Thule – poggia v. sui ritmi delle stagioni»59. La Thule si ricollegava a una vera famiglia iniziatica, ad una branca fra le più chiuse della tradizione rosicruciana. Il nazismo hitleriano trovò nella Thule un efficacissimo appoggio fin dalla fondazione in seguito. Nel 1924 la Thule pubblicava un opuscolo dal titolo: La pratica operativa dell’antica massoneria turca, la chiave di comprensione dell'alchimia, in cui veniva sviluppata l’idea di costituire un ordine militare religioso e razzista sui modello di quello degli Ismaeliti del Vecchio della Montagna60. La massoneria turca era particolarmente dedita alle arti magiche evocatorie di forze occulte che poi passarono in blocco alla Thule. Hitler stesso come si è saputo più tardi — era dedito a queste pratiche e ciò dovrebbe dire molto a chi vuole comprendere il complesso fenomeno del nazismo.

La Thule, costituitasi in loggia massonica, stabilì dite- nere le sue sedute rituali nel giorno di sabato, giorno sacro, nella dottrina esoterica, a Saturno, sotto i cui aspici essa si metteva. Un ritorno al paganesimo, dunque, anzi al satanismo in forma esplicita. Saturno infatti, secondo la mitologia antica, era il dio della nuova età dell’oro, del potere sotterraneo, del mondo infernale e occulto. La Blavatski — la incontreremo fra poco in questo stesso capitolo — va oltre:

«Saturno è satana, è il settimo pianeta nell’ordine macrocosmico che vede il sole — simbolo della sapienza — al centro. Gli gnostici avevano ragione — continua la Biavatski quando chiamavano il Dio degli ebrei «Agnello di materia» il cui pianeta è Saturno. E Dio ha cinto i suoi lombi di una cintura — gli anelli di Saturno — e il nome della cintura è la morte61».

Simbolo della Thule era la croce uncinata — antichissimo simbolo sanscrito dell’induismo fatto proprio poi dal partito nazista — dentro un sole raggiante. Tutto questo aveva un significato occultista derivato dalle antiche tradizioni pagane del nord Europa. Infatti secondo le antiche saghe dell’Edda il sole, impersonato in Baldur, dopo le lunghe notti invernali esplodeva trionfante in un nuovo natale detto Karma, prefigurazione dell’uscita dalle tenebre dell’ignoranza e della superstizione e dell’ingresso nella luce degli iniziati: la massoneria, si sa, è stata definita un rito religioso di tipo solare62.

Nella Thule erano ammesse anche speciali forme rituali con sacrifici umani63.

Negli anni Venti e Trenta assistiamo in Europa a una nuova recrudescenza della società teosofica fondata a New York nel 1875 da Helena Petrovan Blavatski. Abbiamo gi accennato al carattere fondamentale, fortemente illuministico ed occultistico anzi esplicitamente satanico, della teosofia, definita da un suo più importante teorico, René Guénon, «un miscuglio confuso di neoplatonismo, gnosticismo, cabala ebraica, ermetismo e occultismo»64.

Ora dobbiamo aggiungere le molto profonde e frequenti collusioni della teosofia con la Thule e con l’hitlerismo iniziale. La teosofia, con le sue pretese totalizzanti nel campo della vita comune, della politica e della religione, svolse alla vigilia del nazismo una funzione propedeutica. Base filosofica generale della nuova corrente era l’identificazione di Dio con lo stato mondiale abbracciante tutti gliuomini: panteismo integrale in cui Dio, mondo e uomo sono una cosa sola65.

Thule e teosofia si confondono ormai insieme e si distinguono soltanto nel nome. Tutti e due i movimenti sono impregnati di idee tipicamente gnostiche anche se espresse con terminologia moderna. Per l’antica gnosi dei riti egiziani, pitici, eleusini, druidici, cabalistici germanici, l’universo è succube di un piano cosmico — indipendente da Dio — il cui svolgimento rimane occulto a tutti, eccetto a un ristretto numero di «eletti» (cioè gli gnostici). Lo svolgimento del piano cosmico avviene per cicli disposti a spirale, alternativamente ascendenti — e allora chiamati ordo — o discendenti — detti chaos. L’ordo indicherebbe la perfezione, la meta da raggiungere, mentre ilchaos indica la distruzione, o piuttosto la premessa necessaria per arrivare all’ordo. La concezione ordo a chao si pone quindi quale sintesi della dottrina massonica per la quale «non si può giungere all’ordine nuovo — cioè al dominio del mondo intero

— se non attraverso un disordine sapientemente organizzato:

«Il male è una necessità per il progresso e l’evoluzione — scrive la Blavatski — come la notte è necessaria per produrre il giorno e la morte per avere la vita»66.

L’urnanitì è un cammino attraverso il caos del mondo verso il Cristo cosmico»67.

In questo senso si comprende lo scoppio della seconda guerra mondiale, lo sterminio degli zingari e degli ebrei in Germania, la bomba atomica su Hiroschima, i genocidi, le deportazioni di popoli interi, i campi di concentramento, i manicomi di concentramento, senza insistere per il momento su tutte le deviazioni morali che hanno preparato, accompagnato e seguito questi fenomeni nei quali il profumo di satana, per chi lo vuoi sentire, non è stato certamente assente.

Simbolo dell’iniziazione teosofica e nazista è, oltre la croce uncinata, il serpente che si morde la coda — ecco tornato l’antico efitismo gnostico! — che inquadra la stella di Davide — ecco l’ombradell’ebraismo che si riaffaccia! — tutti e due derivati dalla simbologia cabalistica. Il serpente Ouròboros (= che si morde la coda) indica — secondo la Blavatski — l’eternità della teosofia, senza principio e senza fine, e il simbolo della «sophia», dell’immortalità e della conoscenza segreta, ossia è satana che si libera dalla vecchia pelle e fa nascere un corpo nuovo68.

Il serpente che si morde la coda è immagine della coincidentia oppositorum, coincidenza dei contrari, cioè della possibilità di conciliare in una simbiosi unica l’inconciliabile, il Bene-Male, il vero-falso, Dio-satana. L’armonia finale sarà il risultato di questa conciliazione:

«E grazie a tale legge — scrive la Blavatski — che l’umanità verrà liberata dagli dèi falsi e bugiardi e otterrà alla fine la sua autoredenzione»69.

La redenzione operata da Cristo evidentemente non serve più, o meglio non è servita mai!

La stella di Davide a sei punte, formata da due triangoli intersecati tra loro — che vorrebbe significare l’unione sessuale dell’uomo con la donna — è un talismano di origine cabalistica. La compenetrazione dei due triangoli vorrebbe significare anche la discesa dello spirito sulla materia e la rinascita in senso opposto verso la deificazione dell’uomo in pieno accordo con l’antica promessa del serpente nella Genesi.

Domandiamo scusa al lettore per aver dovuto elencare un cumulo simile di scempiaggini e di assurdità blasfeme che probabilmente egli non aveva mai, nella stessa quantità ed enormità, trovato altrove. Ma era necessario farlo per mettere in mostra una delle maniere meno visibili e meno pubbliche, ma non per questo meno frequenti e meno vere, nelle quali il demonio si presenta e opera nel mondo. Questo è il vero regno di satana, un cumulo di enormità, di stupidaggini e di assurdità a non finire. L’occultismo è oggi una delle sue armi più efficaci, dove egli cerca e trova i suoi più fedeli e validi collaboratori e dove, in certo senso, egli detta legge sicuro di non trovare resistenza ma obbedienza perfetta. Nelle assemblee occultistiche è presente il demonio e fa sentire ilsuo influsso e la sua autorità.

Quando noi parliamo di influsso demoniaco nelle assemblee iniziatiche e nelle società di pensiero — è necessario dire anche questo per evitare equivoci — non vogliamo però intendere che il demonio sia sempre presente visibilmente e venga a dettare i suoi ordini e le sue consegne. Diciamo solamente che sotto l’effetto della mistica iniziatica si crea un rapporto di collaborazione tra l’uomo e il demonio. La connivenza dell’uomo è sempre necessaria perché l’influsso demoniaco si esteriorizzi. L’influsso infernale si unisce al pensiero umano e diventa uno degli elementi costitutivi di una sinergia umano-diabolica70.

Paolo Calliari

ADAMO E LA SUA VITA NELL’UNITA’ DEL SUO CREATORE E PADRE



Scritti della Serva di Dio Luisa Piccarreta 

Dio vuole partecipare alla sua creatura tutte le particelle della sua Divinità, per quante ne può contenere.
Nel creare l’uomo, Dio infuse l’anima col suo alito, volendogli infondere la parte più intima del suo interno qual è la sua Volontà;  ora, volendo disporlo di nuovo a ricevere questa sua Volontà, è necessario che ritorni di nuovo ad alitarlo. 

. (Volume 17 - Luglio 16, 1924)
 […]  (Gesù:)  “Il Creatore va in cerca della creatura per deporre nel suo grembo i beni che Lui ha messo fuori nella Creazione, e perciò dispone sempre, in tutti i secoli, che ci siano anime che vadano solo in cerca di Lui, affinché deponga i suoi beni in chi lo cerca e vuole ricevere i suoi doni.  Sicché il Creatore si muove dal Cielo e la creatura si muove dalla terra per incontrarsi:  l’Uno per dare, l’altra per ricevere.  Sento tutta la necessità di dare;  preparare i beni per darli e non avendo a chi poterli dare, e tenerli inoperosi per incorrispondenza di chi non se ne cura di volerli ricevere, è sempre una gran pena.  Ma […] in chi posso Io deporre i beni da Me messi fuori nella Creazione?  In chi fa sua la mia Volontà, perché Essa sola le dà la capacità, l’apprezzamento e le vere disposizioni per ricevere i doni del suo Creatore, e le somministra il ricambio, la gratitudine, il ringraziamento, l’amore che è dovuto di dare per i doni che con tanta bontà ha ricevuto.  […]
Nel creare l’uomo gli infusi l’anima col mio alito, volendogli infondere la parte più intima del nostro interno, qual è la nostra Volontà, la quale gli portava insieme tutte le particelle che poteva contenere, come creatura, della nostra Divinità, tanto da renderlo una nostra immagine;  ma l’uomo ingrato volle romperla con la nostra Volontà, e sebbene gli rimase l’anima, la volontà umana che prese posto invece della Divina lo offuscò, lo infettò, e rese tutte le particelle divine inoperose, tanto da disordinarlo tutto e contraffarlo.  Ora, volendo Io disporlo di nuovo a ricevere questa mia Volontà, è necessario che Io ritorni di nuovo ad alitarlo, affinché il mio alito gli metta in fuga le tenebre, le infezioni, e renda operose le particelle della nostra Divinità, infuse in lui nel crearlo.  Oh, come vorrei vederlo bello, ripristinato come lo creai!  E solo la mia Volontà può operare questo grande prodigio”.  […] 

L'amore e la misericordia di Gesù per tutti i Suoi figli



"Dire come vedo Gesù, che cosa mi trasmette e come mi sento quando lo vedo, è come squarciarmi dentro, tale è la sensazione che provo, ma è il dolore di un amore traboccante. Lo vedo come l’Essere Supremo che Egli è, del Cielo e della terra, pieno di Amore, di dolcezza e di forza, una forza dirompente, una forza imponente. Lasciarsi portare da Lui è avere l’assoluta sicurezza di raggiungere la perfezione e con essa la salvezza, che è ciò che Egli realmente desidera da noi.
E’ esigente, ma non esige nulla di impossibile e lo fa soltanto per il nostro bene, poiché siamo i suoi figli. Mi trasmette Amore, un grande Amore per il prossimo, sicurezza e la convinzione che Egli è l'unica Via...".

 (19 novembre 1984, testimonianza della veggente Gladys Quiroga de Motta, San Nicolàs)

CONTEMPORANEI DELLA SS TRINITA’



Lucie Christine (1844-1908)


[30° Anno di grazie. Età: 58 anni]

25 maggio 1902. - Quale che sia delle tre Persone della santa TRINITA che si comunica all'anima, è lo stesso e solo Dio che si rivela, in una differente personalità, ma con la stessa e unica natura. Sarebbe così impossibile all'anima, già prima educata dalla fede, di non credere a un solo Dio in tre Persone. Che egli sia benedetto!

3 settembre. - L'anima riconosce, al punto da non potersi ingannare, l'unità della natura divina. Essa la riconosce anche nelle tre Persone divine, ma sentendo con una forza non meno grande, con un'evidenza non meno palpabile, la distinzione delle Persone. Altro è il Padre, altro è il Figlio, altro è lo Spirito Santo. Se voi domandate all'anima da che cosa essa li riconosce, essa non potrà dirvelo, pur tuttavia essa sa chi dei Tre l'ha toccata. Nessuno le si comunica allo stesso modo; uno non è l'altro, non ha le sembianze dell'altro (se così si potesse dire); non agisce come l'altro; ma tutti sono Dio, che non ha affatto aspetto, che è l'uno, l'immutabile, l'infinito...

Preziosissimo Sangue



Gesù versa Sangue nell'orto degli ulivi

O Figlio di Dio, il tuo sudore di Sangue nel Getsemani, susciti in noi l'odio al peccato, l'unico vero male che ci ruba il tuo amore e rende triste la nostra vita.

Ti supplichiamo, o Signore, di soccorrere i tuoi figli, che hai redenti con il tuo Sangue prezioso.

La piccola anima è posta tra il Sangue e la colpa



IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO

Da ogni anima, come da una sorgente attiva e continua, partono rivi di peccati e questi crescono e diminuiscono in proporzione dello studio dell'anima nel santificarsi, o dell'abbandono totale di ogni energia atta a resistere alla colpa. E questi rivi di iniquità formano un immenso oceano che nessuno può misurare, un oceano spaventoso dove si accozzano tutte le passioni e il cui mugghio sale fino al cospetto di Dio.

Ma, da tutti gli altari del mondo scorrono, con maggiore attività rivi di Sangue; scorrono, per vie misteriose, sopra quelli della colpa e formano oceani ancor più immensi, profondi, capaci di coprire, sommergere, distruggere l'oceano dell'iniquità.
La mia piccola anima è posta, da Gesù, tra queste forze poderose, tra l'iniquità e la grazia, tra il Sangue e la colpa, tra il cielo e la terra, tra il suo Cuore santissimo e l'umanità peccatrice. lo sono un atomo, o Signore, la stella uscita, per la tua misericordia, dall'oceano delle colpe; porto in me - come tutti - le stimmate delle mie infedeltà; non fidarti, o Signore: piuttosto sommergimi nel tuo Sangue, e fa che mi distrugga in esso e per esso. q. 11: s. d.

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


Quando vi sarà mostrata la vostra anima, inginocchiatevi.



Maria Madre di Dio

Quando vi sarà mostrata la vostra anima, ciò vuol dire : tutto ciò che avete fatto nella vostra vita di buono e di cattivo, allora inginocchiatevi. Rallegratevi per l’intimità spirituale che avrete con Mio Figlio e stendete le braccia verso di Lui.

Egli terrà le mani solo a coloro che si allungheranno (protenderanno) verso di Lui. Voi vivrete tutti la stessa cosa, però ognuno di voi, la percepirà in modo diverso. Sarà sconvolgente per quelli il cui cuore è aperto a Gesù e che lo amano dal più profondo del cuore. Piangerete per la gioia e la felicità e non vorrete lasciar andare via Gesù mai più, voi che avete un cuore puro percepirete un tale amore, che lo vorrete tenere stretto.

Preparatevi per questo meraviglioso avvenimento. Siate benedetti. Mio Figlio vi ama moltissimo, tanto da regalare a ognuno di voi quest’ora .

Preparatevi in modo tale che questo “stare insieme  a Gesù” sia per tutti così bello come il vostro amato Gesù, l’ha voluto per voi.

 Solo chi si prepara, potrà percepire Mio Figlio, così come Egli è.

Gesù: "A coloro che ancora adesso si rifiutano, siano dette le seguenti parole: il Mio amore non conosce limiti, la Mia misericordia abbraccia ognuno di voi. Colui però che non si rivolge a Me, proverà dolore.

 Preparatevi perché quest’ora sarà un regalo per tutti i Miei fratelli e sorelle

Solo chi Mi ama, vivrà quest’avvenimento come tale, cioè come un regalo.

Visione: ho potuto vedere e sentire come è questo “stare insieme a Gesù “. E’ così bello, che dovetti piangere, per la gioia, la beatitudine e per la gratitudine. L’amore di Gesù non è per me descrivibile con parole umane e non è un amore percepibile fra due persone umane. Io vidi e sentii soltanto l’intimità spirituale con Gesù, non ho visto lo svolgimento della mia vita. M’inginocchiai e Gesù prese le mie mani nelle sue. È sconvolgente. Il Suo viso, il Suo sorriso, ciò che Egli emana, è puro, luminoso e irradiante Amore. Non lo posso descrivere a parole. Auguro a ognuno di voi di poter provare quest’incontro, anche così bello e intimo.

Beata Elisabetta della Trinità



Dopo la Comunione, possediamo tutto il cielo nella nostra anima, eccetto la visione.