domenica 2 febbraio 2020

MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA 28 GENNAIO 2020



Amati figli del Mio Cuore Immacolato:

VI PORTO NEL MIO CUORE MATERNO.

Ciascuno di voi è speciale per Me e non voglio che vi perdiate nella confusione in cui si trova ora e si troverà in seguito la Mia Chiesa.

Ciascuno di voi, in quanto parte del Corpo Mistico, deve vivere la Fede profondamente.
Ciascuno di voi deve in particolare rafforzare la Fede e vivere in continua unione con Mio Figlio.

Voi siete il Popolo di Mio Figlio, ma ciò nonostante dovete rimanere nella colonna che è in marcia (Cfr. Es 13,21), dovete compiere la Volontà Divina, ed essere consapevoli che NON POTETE NASCONDERVI AGLI OCCHI DI MIO FIGLIO. (Cfr. Ger 23,24).

Per il Popolo di Mio Figlio, questo è il tempo della sofferenza.
LA FEDE VERRÀ MESSA ALLA PROVA e pertanto dovete rendervi conto che non potete essere tiepidi (Cfr. Apoc 3,15-16), non potete dire di amare Mio Figlio con la bocca e fare un’altra cosa con la mente, non potete lodare Mio Figlio con una mano e con l’altra fare un’altra cosa.

Dovete lodare con ambedue le mani, dovete lodare Mio Figlio con il cuore, con le vostre potenze e con i vostri sensi, non potete fare le cose a metà. 

IL POPOLO DI MIO FIGLIO SARÁ MAGGIORMENTE MESSO ALLA PROVA, perché in ciascuno traspaia quello che ha nel profondo della sua mente, dei suoi pensieri, del suo cuore, quindi ciascuno risponderà nella verità, nella tiepidezza o nella negazione.

Quelli che si stanno avvicinando sono momenti difficili.
Il Popolo fedele a Mio Figlio sarà perseguitato da quelli che non amano Mio Figlio e da quelli che, pur facendo parte del Popolo di Mio Figlio, abbracceranno i modernismi, dimenticandosi della “tradizione e della sana dottrina” e a causa della confusione, gli uni saranno i persecutori degli altri.

VI METTO IN GUARDIA FIGLI MIEI, “NON SI GETTANO LE FONDAMENTA SUL VUOTO” VOI AVETE IL MAGISTERO DELLA CHIESA ED È IN QUESTO MAGISTERO CHE DOVETE RIMANERE.

Amati figli, per voi è importante continuare in una debita preparazione spirituale, solo e soltanto così riuscirete a sopportare, nella Fede, quello che si sta avvicinando all’umanità.

DOVETE MANTENERE LA PACE, NON SOLO IN VOI STESSI, MA ANCHE NELLE VOSTRE CASE E OVUNQUE ANDIATE, PERCHÈ SENZA LA PACE, APRITE LA PORTA ALLE INSIDIE DI SATANA.

Dovete comprendere che è necessario che vi rendiate conto del tempo in cui state vivendo, di quello che fate e di come vi comportate, perché non si può nascondere niente agli Occhi di Dio. (Cfr. Eb 4, 13)

Figli Miei, voi sapete bene che coloro che stanno al di sopra dei governi del mondo, stanno nascondendo quello che intendono fare e voi non dovete vivere come se non stesse succedendo niente.

Mantenete una sana alimentazione cosicché il vostro corpo non cada facilmente preda di quelle malattie, riguardo alle quali, Io, in nome della Casa Paterna, vi Ho messo in guardia in precedenza.

Grandi piaghe e pestilenze generate da virus sconosciuti, stanno avanzando sull'umanità. Nel caso in cui nella zona in cui vivete, vi troviate di fronte ad una malattia altamente contagiosa, come protezione utilizzate l'olio del Buon Samaritano (1) basterà la quantità di una punta di uno spillo sui lobi delle orecchie.

Se le infezioni dovessero aumentare, dovrete metterlo su entrambi i lati del collo e su entrambi i polsi delle mani. 

Figli Miei, la sottomissione dei governi al nuovo ordine mondiale non vi tiene in considerazione, ma al contrario gli ordini sono contro l'umanità. 

La terra continuerà a tremare fortemente, preparatevi con tutto il necessario, nessun paese potrà sentirsi libero dalla sofferenza.

Questi tremori faranno attivare i vulcani ed i Miei figli patiranno ancora di più.

L’umanità deve prepararsi a grandi cambiamenti, un paese soffrirà e un altro patirà allo stesso tempo, non ci potranno essere aiuti reciproci, se entrambi saranno colpiti.

SALVATE L’ANIMA, FIGLI DEL MIO CUORE, SALVATE L’ANIMA.

Disponetevi a rimanere nel rifugio dei Nostri Sacri Cuori. CIASCUNO FACCIA IN MODO CHE LA SUA CASA SIA UN RIFUGIO D’AMORE DOVE IL MALE NON POSSA PENETRARE.

Alcuni Miei figli si sono messi a preparare dei rifugi dove ospitare i loro fratelli; voi non preoccupatevi, non angosciatevi, perché Mio Figlio vi farà arrivare a questi rifugi, oppure vi farà rimanere nelle vostre case, dove sarete custoditi.

Ciascuno deve fare in modo di essere UN VERO TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO DIVINO, MESSAGGERI DELL’AMORE DIVINO, DELLA PACE DIVINA: IL RESTO VI VERRÀ DATO IN SOVRAPPIÙ.

LA CASA PATERNA VI CHIEDE DI CONTINUARE NELLA CONVERSIONE:

  • UNITI E CONFORMANDOVI A QUELLO CHE MIO FIGLIO MI PERMETTE DI TRASMETTERVI, IL CAMMINO È PIÙ FACILE.
  • VOI SIETE IL POPOLO DI DIO, SIETE AMATI DALLA TRINITÀ SACROSANTA.
  • QUESTA MADRE VI BENEDICE E VI AMA, NON TITUBATE E NON DISPERATE. ABBIATE FEDE!
  • INNANZITUTTO LA FEDE, FIGLI MIEI, INNANZITUTTO LA FEDE. SENZA FEDE L’UOMO NON È NULLA.
  • VOI SIETE IL POPOLO DI MIO FIGLIO E SICCOME SIETE FIGLI UBBIDIENTI, CHE METTONO IN PRATICA LA VOLONTÀ DIVINA, LA PROTEZIONE DIVINA RIMANE SU DI VOI.

NON TEMETE FIGLI, IO VI COPRO CON IL MIO MANTO!

Vi benedico.

Mamma Maria

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

(1) Preparazione dell’Olio del Buon Samaritano:

Ingredienti:

OE Cannella (siccome può essere irritante, se ne usa ½ dose)
OE Chiodi di garofano
OE Limone
OE Rosmarino
OE Eucalipto
(OE = Olio Essenziale)

L’olio di base (al quale aggiungere gli oli essenziali) può essere:
Olio di oliva
Olio di mandorle
Olio minerale
Si mescolano con un cucchiaio di legno i 5 olii essenziali indicati sopra in un recipiente di vetro, fino ad integrarli completamente all’olio di base, nella proporzione di 1 parte di OE e 5 parti dell’olio scelto per la preparazione.
Attenzione che per l’OE di cannella se ne usa ½ dose, quindi la metà degli altri olii impiegati.

  • Procedere alla preparazione in luogo fresco, usando i guanti, un recipiente di vetro e un cucchiaio di legno ben puliti, che serviranno ad amalgamare tutti gli ingredienti.
  • Una volta completata la preparazione, fare una prova con il prodotto ottenuto sull’avambraccio.
  • In caso di reazioni e arrossamenti della pelle, sciacquare immediatamente con abbondante acqua e tamponare con olio essenziale di lavanda.

In questi casi si consiglia di diluire maggiormente il preparato, aggiungendo altro olio di base.

  • Si deve evitare di esporre gli olii essenziali alla luce diretta e all’aria.
  • Imbottigliare il preparato ottenuto in contenitori di vetro scuro ben puliti e chiuderli ermeticamente, quindi conservarli in luogo fresco ed asciutto.

Uso: Grandi piaghe e pestilenze generate da virus sconosciuti, stanno avanzando sull'umanità. Nel caso in cui nella zona in cui vivete, vi troviate di fronte ad una malattia altamente contagiosa, come protezione utilizzate questo olio del Buon Samaritano.
Come prevenzione basterà la quantità di una punta di uno spillo sui lobi delle orecchie.
Se le infezioni dovessero aumentare, dovrete metterlo su entrambi i lati del collo e su entrambi i polsi delle mani e/o sulla pianta dei piedi.

Dove sei, Signore?



Dove sei, Signore?
Ho gli occhi, ma non ti vedo.
Ascolto, ma non ti sento.
Ti cerco, ma non ti trovo.
Dove sei, Signore?
- Io sono dove tu non vuoi essere,
dove tu non vuoi vedere,
dove tu non vuoi ascoltare,
dove tu non vuoi perdonare.
Non mi trovi 
perché cerchi solo te stesso,
la tua stima, le tue sicurezze,
le tue soddisfazioni, le tue ricompense.
Mi troverai quando deciderai
di non pensare a te, ma a me,
Perché io sono nel luogo
dove ti ho salvato:
sulla croce.
Lì mi incontrerai, lì incontrerai 
il mio amore e la mia misericordia. Non temere.
Io ti attendo e con me sarai felice.

PER FAVORE: SIATE IL MIO ESERCITO!



Maria
Comunica a quei Miei figlioli che stanno veramente combattendo per vivere i Miei messaggi,  che essi sono motivo di grande gioia per Me e di consolazione per Mio Figlio: ma ce ne sono molti  che ascoltano e leggono i Miei messaggi e non li vivono, perché la loro fede è debole e sono ancora  molto attaccati alle cose mondane.
Figlioli Miei, presto cesseranno le Mie apparizioni e i messaggi. In molti luoghi sapranno che il  momento sta per giungere. Io ho detto tutto ciò che Dio ha voluto e voi non Mi avete ascoltato. I  vostri cuori sono come pietra!
Dovete credermi, i castighi e le prove aumenteranno. Tutte le nazioni soffriranno molto per i  loro peccati e per la loro mancanza di riparazione. Ma nella Sua Misericordia, Dio darà dei segni ai  Suoi figli e allora, il momento dell'avvertimento starà per accadere. Obbeditemi e pregate.
Per favore, siate il Mio esercito, un esercito meraviglioso purificato nel Cuore del Mio Gesù.  Aiutatevi gli uni con gli altri a compiere quanto vi ho chiesto, perché tutte le Comunità Eucaristiche  si formino nelle loro totalità e si mantenga la vera fede. Credete e confidate e Dio vi darà l'aiuto  necessario.
In quei luoghi, dove verrà mantenuto il Sacro Sacrificio della Messa e tutto l'onore, la reverenza,  l'adorazione e la gloria dovuta al Figlio Mio, lì i miei figlioli saranno nutriti e riceveranno la forza  per perseverare. Io verrò nel silenzio. Ascoltate dentro i vostri cuori e permettete che lo Spirito Santo vi guidi in tutte le cose.
Unitevi a Me nella preghiera costante e continua, poiché il mondo è entrato nel calvario e molte  sono le anime che sono vicine alla perdizione. Io amo tutti i Miei figli. Amate, sacrificatevi, amate il  Mio Gesù.
Padri: affrontate la vita con coraggio e vigilate stando vicino ai vostri figli, che sono bersagli vulnerabili di satana. Pregate per loro e pregate con loro. Unitevi nell'amore attraverso l'amore infinito del Padre e non  permettete che nessuna discordia regni tra voi; fate che il vostro amore sia un amore tenero e  compassionevole.
Ragazzi, giovani: pregate molto, poiché il maligno cerca con avidità le vostre anime. Permettete  ai vostri padri di essere le vostre guide e non siate, nelle vostre famiglie, motivo di discordia.  Apritemi i vostri cuori, perché è l'unico modo per poter riposare sicuri nel Mio sacro rifugio.  Pregate tutti i giorni e consacratevi allo Spirito Santo, questo è l'unico modo per tenere il nemico  sotto controllo. Pregate, digiunate, siate umili, poiché è cominciato il fiume della tristezza...

19 novembre 1994 

MORTE AL CLERICALISMO o RISURREZIONE DEL SACRIFICIO UMANO



IL GRIDO DI GUERRA

Morte al Clericalismo! Ecco il grido di guerra  che da diciotto secoli di cristianesimo risuona al  presente dall'un capo all'altro dell'Europa. Dal  Messico al Brasile, l'eco di tutta l'America lo  ripete. Lo ripetono la Turchia, la Cina, la Corea.
Insomma voci d'Oriente, voci d'Occidente, voci  di Levante, voci di Ponente, voci de' quattro venti,  non formano che una voce sola: Morte al Cleri­calismo. 

Monsignor Gaume

A che serve il Papa?





Monsignor Gaume

sabato 1 febbraio 2020

GESU’ OSTIA



La Comunione: un mezzo di suffragio

Iddio promette ad Abramo di non distruggere la città di Sodoma, con la condizione di trovare in essa dieci uomini giusti (Cfr. Gen 18,32).
Giosuè vince un'aspra battaglia contro gli Amaleciti perché Mosè prega sulla cima del colle (Cfr. Es 17,8-12).
Questi sono alcuni dei tanti esempi biblici che ci fanno capire l'importanza di come gli uni possono diventare strumenti di salvezza per gli altri.
La parola 'suffragio', nel linguaggio della fede, vuol dire: soccorso spirituale. Quindi indica un'espressione di solidarietà fra i membri della Chiesa, che si spinge oltre la vita terrena.
Diversi sono i mezzi per dare sollievo alle anime che sono nel bisogno, e che da sole non possono aiutarsi: le sofferenze, le preghiere, le buone azioni, il Sacrificio eucaristico, la Comunione.
È come se questi mezzi fossero della chiavi che Iddio ci mette in mano per farci diventare angeli di libertà! Sant'Agostino insegna: «La S. Comunione, dopo il Sacrificio dell'altare, è l'Atto più sublime della religione, meritorio per i vivi e per i defunti».
Comunichiamoci, allora, offrendo il sangue e il corpo di Cristo per la purificazione non solo delle nostre anime, ma anche di quelle del Purgatorio, e le aiuteremo ad entrare nel regno dell'eterna beatitudine, mèta finale di tutta la Chiesa.
«Tutti i santi - scrive la Beata Angela da Foligno -, che regnano nella patria celeste, godono e possono gioire ancora in questo mistero per il bene e l'utilità che le anime sante ne ricevono nella Chiesa militante. Per questo l'altissimo beneficio, offerto all'uomo in questo mistero, non solo è causa, materia e via di gioia e dolcezza per le anime devote e sante, che militano nella vita presente, ma è causa di gioia, dolcezza e letizia per tutti i santi che regnano con Dio nella gloria».

Vieni, o Spirito di vita e di santità.



O Spirito Santo, Tu sei Signore e dai la vita. Al Battesimo mi fai rinascere alla vita  divina, mi dai la grazia che mi rende santo e figlio del Padre Celeste.  

Il peccato che commetto uccide o ferisce, come una malattia, questa mia vita divina.  

Nel sacramento della Penitenza, mi risusciti a questa vita o mi risani: fai risplendere  la grazia del Battesimo.  

Perché la mia salute spirituale donata o riacquistata sia stabile e piena ho bisogno di  Te, Medico Divino e medicina sicura.  

Vieni, o Spirito di vita e di santità.  

O Spirito Santo, forza dall'alto, spezza ogni catena del peccato, taglia alla radice ogni  tendenza cattiva, fammi resistere alle tentazioni, proteggimi dal maligno, rendimi  immune dal clima corrotto di questo mondo in cui sono costretto a vivere.  

Con la tua luce: fammi vedere sempre la strada giusta da percorrere.  

Con la tua azione: fammi crescere e maturare nella perfezione; educami alla  preghiera, al sacrificio, all'acquisto delle virtù, alla fedeltà alla mia vocazione.  

Vieni, o Spirito di vita e di santità. 

O Spirito Santo, con la tua presenza: fa' che il mio amore al Padre e ai fratelli non  venga mai meno.  

Con i tuoi doni e i tuoi carismi: fa' che io dia gloria al Padre, edifichi la Chiesa,  testimoni la gioia della mia fede dinanzi al mondo.  

Con la tua potenza: fa' risplendere in me la grazia e la santità del Battesimo, perché  sia sempre degno e preparato per la vita e la felicità eterna.  

Vieni, o Spirito di vita e di santità.  

Grazie, o Spirito Santo, perché risani la mia anima, mi dai la salute spirituale.  

La vostra preghiera e la chiave per il cambiamento!



Non potete negare i segni dei vostri odierni tempi, dovete riconoscere gli intrighi dei vostri politici, dei direttori bancari e di altre “persone molto influenti” e non dovete nascondervi dicendo che tutto segue il proprio corso e che da solo poi tutto nuovamente migliorarerà, perché non sarà così!

Anche se tentate di evitare di guardare in faccia alla realtà cercando di distrarvi e quindi rendendo al diavolo ancora più facile il controllo su di voi, la verità resterà sempre vera e reale. Anche se nascondete la vostra testa nella sabbia minimizzando tutto e inventandovi delle spiegazioni, il dato di  fatto che la fine dei tempi è dietro l’angolo, non cambierà; ma ciò che voi potete modificare è il vostro comportamento, la vostra apertura piuttosto che la vostra reticenza, la vostra determinazione piuttosto che la vostra passività.

La vostra preghiera è la chiave per il cambiamento! Pregate, figli Miei, pregate perché ora le guerre s’inaspriranno, e soltanto la vostra preghiera potrà mitigarle! Difendetevi figli Miei, contro tutte le dottrine che ora “essi” tenteranno di imporvi e NON SEGUITE MAI LE MASSE!

Chi continua a nascondersi, a non credere e a non pregare non avrà la salvezza, perché i malvagi si scaglieranno su di lui e il diavolo s’impossesserà della sua anima.

Pertanto alzatevi Miei tanto amati figli, difendetevi con la preghiera! Con la fede! Con gruppi di preghiera! Con la sincerità! Ciò comporta anche il parlare contro l’opinione delle masse per portare alla luce la verità, perché soltanto in questo modo molti figli “dormienti”, saranno salvati e il vostro coraggio di essere sinceri e di fare chiarezza donerà anche a loro (nuovo) coraggio.

Alzatevi e guardate i segni così come sono! Pentitevi e dichiaratevi per Gesù perché LUI verrà a liberare tutti i Suoi figli fedeli. Amen. Così sia.

Il vostro amorevole Padre Celeste.

Creatore di tutti i figli di Dio e Creatore di tutto ciò che è.

Amen.

VI PRESENTO L'AMORE



IL FONDAMENTO


Aspetti del pensare umano.

Il pensare umano presenta tre aspetti: è parola; è generato; è personale.

1) L'uomo pensa, per esempio, giustizia, fede, fortezza, carità, ecc. Questi pensieri  sono parole anche prima di venire pronunciate, perché le parole vocali sono soltanto espressioni delle parole interne alla mia mente.
Questi pensieri o queste parole interne sono generate: ma nessuno le vede, le gusta, le  tocca ecc. Chi di voi si è mai seduto a mensa con la signora Giustizia? Chi di voi ha veduto la signora Carità andare a passeggio? Chi conosce la grandezza e il colore  della Fortezza?

2) Queste interne parole donde vengono? Esse devono venire o essere generate  dalla mente, perché non si trovano tali e quali nel mondo esterno. Esse non sono generate per una nascita fisica, come sono generate le bestie; ma da una nascita  spirituale, appunto perché esse non sono materiali, cioè, sono spirituali. Bisogna tener presente che la vita non è soltanto generata in un modo fisico. Il modo più puro per  generare la vita è quello dei pensieri e delle idee che sono generate nella mente.

3) I pensieri sono anche personali. Molti pensieri umani sono banali, ordinari, non  meritevoli d'essere ricordati; altri invece, sono spirito e vita.
In certi pensieri umani uno mette tutta la propria anima, tutto il suo essere, tutto  quello che ha e tutto quello che è. Sono pensieri tanto individuali da portare in sè  stessi la personalità e lo spirito di chi li generò, di modo che sono riconosciuti come  suoi. Ecco perché noi diciamo: questo è un pensiero di Pascal, di Bossuet, di  Shakespeare, di Dante, ecc.

FULTON J. SHEEN

Regina della Famiglia



IL MESSAGGIO DI GHIAIE 


La Sacra Famiglia luminosa 

Mentre Adelaide stava ammirando un bel fiore di sambuco,  vide un puntino d'oro che scendeva dall'alto e si ingrandiva fino  a scorgere in esso una bella Signora con Gesù Bambino in  braccio e alla sua sinistra San Giuseppe. Le tre persone erano  avvolte in tre cerchi ovali di luce. 
La Sacra Famiglia è apparsa sette volte a Ghiaie. Credo  che sia l'unico caso nella storia delle apparizioni. La luce è il  riflesso di Dio. San Giovanni apostolo scrive: "Dio è luce e in lui  non ci sono tenebre" (1 Gv 1,5). Gesù dice di sé: "Io sono la luce  del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà  la luce della vita" (Gv 8,12). 
Le apparizioni celesti spesso sono accompagnate dalla  luce: la venuta della Vergine a Fatima, a Ghiaie, è preceduta da  lampi o altri segni e seguita dai miracoli del sole. Lucia di  Fatima così descrive il primo incontro con la Madre di Dio:  "Vedemmo una Signora vestita di bianco, più luminosa del sole,  diffondere una luce più chiara e intensa di un bicchiere di cristallo pieno di acqua cristallina attraversato dai raggi del sole più  ardente... eravamo così vicini che restavamo immersi nella luce  che la circondava o che lei diffondeva... aprì per la prima volta le  mani, comunicandoci una luce così intensa, una specie di riflesso  che da essa usciva e ci penetrava nel petto e nel più intimo  dell'anima, facendoci vedere noi stessi in Dio, che era quella  luce" (v. Memorie, pp. 160-162). 
La dottoressa Maggi, il 19 maggio 1944, notò che Adelaide durante l'estasi teneva gli occhi semiaperti e sulla sclera  proprio lungo l'asse visivo era visibile una netta linea di arrossamento della congiuntiva, che persistette oltre la visione con  una particolare lucentezza del globo oculare. Chiese alla piccola  perché le bruciassero gli occhi ed essa pronta rispose: "È lo  splendore della Madonna che mi fa bruciare gli occhi". Adelaide  vede la Madonna, Gesù Bambino e San Giuseppe avvolti in tre  cerchi ovali di luce. In questa espressione viene richiamato il  mistero della Santissima Trinità. Certo, non si può confondere la  Trinità con la Sacra Famiglia. 
Approfondendo il significato dell'apparizione vediamo che  Gesù è il Figlio unigenito del Padre ed è anche il Figlio di Maria,  la quale ha una particolare relazione con la Trinità. Giovanni  Paolo II, il 24 settembre 2000, a conclusione del XX congresso  mariologico-mariano, disse: "Maria è il luogo in cui la Trinità,  relazione d'amore, si manifesta per la prima volta; Maria è la  figlia prediletta del Padre, la Madre del Cristo, al tempo stesso  discepola dal cuore attento e fedele e sua compagna generosa  nell'opera della redenzione, sacrario purissimo dello Spirito Santo, che rende feconda la sua verginità". 
La Vergine della Rivelazione, apparsa il 12 aprile 1947, a  Bruno Cornacchiola, a Roma, nella località chiamata "Le Tre  Fontane", disse: "Sono colei che sono nella Trinità divina".  Dinanzi al protestante che cercava di abbassarla, negando la sua  verginità ed altri privilegi, lei mostra la sua grandezza, la sua  altezza vertiginosa, usando un'espressione mai pronunciata così  esplicitamente. Maria non è la quarta persona della Trinità, ma  vive e opera nella Trinità che la compenetra tutta, rendendola  simile a sé. Anche San Giuseppe ha una particolare relazione con  la Trinità, perché è sposo di Maria e il padre di Gesù in un  ordine di parentela che non è quello della carne e del sangue.  Tale parentela non può vantare diritti nel Regno di Dio. La vera  parentela che lega a Gesù non è fondata sui diritti naturali, ma  sulla volontà divina (cfr. Mt 12,50). 
Non solo la Santa Famiglia di Nazareth è l'immagine della  Santissima Trinità, ma anche tutte le famiglie, come ogni  persona umana sono immagine della Trinità, perché noi siamo  stati creati ad immagine di Dio, che per la rivelazione di Gesù  Cristo, sappiamo che è uno e trino.

 Severino Bortolan 

Geremia



Il lamento del popolo

19'Signore, hai messo Giuda
completamente da parte?
Ti è diventata insopportabile
la città di Sion?
Perché ci hai colpiti così duramente
che non possiamo più riprenderci?
Aspettavamo la pace, ma non c'è stata;
aspettavamo la guarigione,
ma è arrivato il terrore.
20È vero, Signore, abbiamo peccato
contro di te:
riconosciamo i nostri peccati
e quelli dei nostri padri.
21 Per amore del tuo nome,
non abbandonarci!
Non permettere che Gerusalemme
sia disprezzata!
È la città dove tu regni glorioso!
Ricordati della tua alleanza con noi:
non venir meno alle tue promesse!
22Fra tutti gli idoli delle nazioni
nessuno è capace di far venire la pioggia!
Da solo, il cielo non può mandare temporali!
Noi speriamo in te, Signore Dio nostro,
perché solamente tu fai tutte queste cose'.

Chi è don Luigi Villa?



Don Villa a Brescia

Fu la situazione grave in cui si trovavano i Genitori, che spinse don Villa ad accettare dall’arcivescovo di Chieti, mons. Giambattista Bosio, l’incardinazione nella sua diocesi, come era stato suggerito dal Segretario di Stato, cardinale Tardini. Ma fu una incardinazione segretissima, fatta nello studio del Vescovo, e, come testimone, solo il suo Segretario, mons. Antonio Stoppani. Ma mons. Bosio, per consentire a don Villa di aiutare i Genitori, avuto il beneplacito da Roma, trasferì don Villa nella diocesi di Brescia, con l’aprovazione del Vescovo locale.
Il 15 settembre 1962, don Villa aprì una “Casa di formazione”, a Codolazza di Concesio – Brescia, intitolata “Villa Immacolata”, per erigere l’Istituto “Operaie di Maria Immacolata” nato con la paternità di Mons. Bosio.
Nel 1964, l’anziano Vescovo di Brescia, mons. Giacinto Tredici, morì e fu sostituito dal montiniano mons. Luigi Morstabilini.

Il 12 dicembre 1964, mons. Morstabilini promise a mons. Bosio di concedere, in breve tempo, il Decreto di approvazione dell’Istituto; la stessa promessa la fece a don Villa, tre giorni dopo; in gennaio 1965 vi fu il trasferimento dei documenti; il 2 febbraio furono accettate da don Villa alcune condizioni restrittive sulle vocazioni estere; il 4 febbraio, mons. Morstabilini assicurò mons. Bosio che il documento di approvazione era “sicuro”; il 7 febbraio mons. Morstabilini, in visita alla parrocchia in cui risiedeva l’Istituto di don Villa gli evitò l’onore di una sua visita; il 18 maggio, mons. Bosio, dopo un colloquio con mons. Morstabilini assicurò don Villa che il Decreto di approvazione era ormai prossimo al rilascio. 


Ma il 1° luglio 1965, don Villa ricevette dalla Curia di Brescia una lettera del delegato vescovile che lo informava del parere sfavorevole della Commissione a riguardo dell’approvazione dell’Istituto.

Di fronte a tanta ostilità e doppiezza, don Villa comunicò a mons. Bosio la sua intenzione di incardinarsi in un’altra diocesi. Il suo Vescovo dispiaciuto, gli rispose: «No, non farlo, per me!».
Ma questa doppiezza nel modo di agire, obbligò il così paziente e buono mons. Bosio ad AGIRE!
«Adesso basta – disse a don Villa – in fin dei conti il tuo Vescovo sono Io. Se non comprendono la mia delicatezza e carità, andrò a Roma, e ti scriverò».
Il 4 dicembre 1965, mons. Bosio scriveva a don Villa: «Carissimo Padre Villa, puoi dire alle tue figlie che l’Immacolata ha esaudito le nostre e le loro preghiere. Visto che a Brescia non si viene a capo di nulla, ho fatto visita al card. Pietro Palazzini…». La lettera terminava così: «.. non avendo qui, a Roma, i timbri della Curia, potrete ugualmente celebrare la “fondazione” il giorno dell’Immacolata. Il “Documento” ve lo manderò quanto prima».
L’8 dicembre 1965, Mons. Bosio inviò a don Villa il “Decreto” con cui si erigeva canonicamente il suo Istituto “Operaie di Maria Immacolata”.
Il 20 maggio 1967, la sede dell’Istituto fu trasferita in città, in via Galileo Galilei, 121, Brescia, dove risiede tuttora.
Mons. Giambattista Bosio, però, morì pochi giorni dopo, il 25 maggio 1967.
Don Villa non era a conoscenza di alcuna malattia o altro problema di salute che potesse far pensare ad una morte imminente del suo Vescovo. Solo poche settimane prima della morte, lo stesso mons. Bosio, gli aveva detto: «Quando andrò in pensione, vorrei venire a vivere con te, nel tuo Istituto». Le stesse Suore dell’Istituto erano elettrizzate al pensiero di avere con loro un personaggio così famoso e importante.
Quando Mons. Bosio morì, don Villa si trovava all’estero e, al suo ritorno, si recò immediatamente a Chieti per pregare sulla sua tomba.

Il nuovo Vescovo di Chieti, e quindi il diretto superiore di don Villa, fu mons. Loris Capovilla, ex uomo di fiducia del Vescovo di Padova, mons. Girolamo Bortignon, uno dei peggiori nemici di Padre Pio, ex segretario personale di Giovanni XXIII ed ex segretario personale di Paolo VI, dal 1963 al 1967.
Don Luigi si recò subito da Lui ed ebbe un colloquio in cui, il Vescovo, più che trattare la questione della sua incardinazione, per più di un’ora, cercò di convincerlo a non scrivere più articoli contro il comunismo, poiché – diceva – il comunismo sovietico vincerà e si dovrà venire a patti con Mosca!
Con la morte di mons. Bosio, don Villa si trovò stretto in una morsa: da una parte, l’ex segretario personale di Paolo VI, mons. Capovilla; dall’altra, il montiniano Vescovo di Brescia, mons. Morstabilini.
Mons. Capovilla chiedeva a don Villa di incardinarsi a Brescia, mentre mons. Morstabilini insisteva che don Villa rimanesse incardinato a Chieti e continuasse la sua opera a Brescia, riconfermandogli la sua fiducia, stima e benevolenza e consigliandogli di “far maturare i tempi”.
Il 4 febbraio 1968, don Villa, in una lettera al Vicario Generale di Brescia, mons. Pietro Gazzoli, lamentandosi della “poca intelligenza e onestà” e del modo doppio di agire di mons. Morstabilini, riportava due documenti che attestavano la sua mala fede: 

1. una lettera di mons. Morstabilini a mons. Bosio (scritta dopo il Decreto di approvazione di Roma dell’8 dicembre 1965) in cui si scusava per non averlo dato lui tale “Decreto”, perché questa era la sua intenzione, e dove incolpava la Commissione di Curia di averglielo impedito.
2. un’altra lettera di mons. Morstabilini, ad un parroco bergamasco, in cui, invece, il Vescovo affermava esattamente il contrario; pur riconoscendo che don Villa aveva ricevuto un Decreto di approvazione del suo Istituto, disse, però, che, se fosse dipeso da lui, tale Decreto non gli sarebbe mai stato concesso.

Il 3 settembre 1968, don Villa ricevette un “ultimatum” dal Vicario Generale di Chieti, mons. F. Marinis, il quale gli intimava di farsi incardinare a Brescia, entro fine anno.
Il 15 dicembre 1968, don Villa scrisse una lettera al card. Pietro Palazzini per metterlo al corrente di tutte queste manovre che miravano a “scardinare” l’Istituto che aveva da poco fondato.

Questi sono solo i primi esempi del modo di agire dei “nemici” di don Villa: nemici che non l’hanno mai affrontato lealmente e in campo aperto, ma che hanno sempre agito alle spalle, con doppiezza, colpendolo con ogni mezzo, incluso, come vedremo, il tentativo di assassinio.

a cura dell’Ing. Franco Adessa

AMORE E MISERICORDIA



"Voglio vivere unicamente per amarlo e, unita a lui, vivere soffrendo e morire amando".

Serva di Dio Madre Speranza di Gesù

Al di là della sofferenza




Signore, aiutami ad essere cosciente 
dei miei limiti.
Fa’ che io sia tanto coraggioso da non perdermi d’animo 
di fronte alle inevitabili difficoltà della vita.
Fa’ che sia tanto umile da giungere a scoprire
che senza di te non sono nulla e non valgo nulla.
Fa’ sì, Signore, che quando il dolore 
bussa alla mia porta
non lo veda mai come un castigo 
che tu mi invii,
ma come un’opportunità che mi offri 
di poterti dimostrare che ti amo davvero,
e che sono conscio che tu mi ami 
nonostante tutto.
Che la sofferenza, Signore, 
mi renda ogni volta più maturo,
mi renda più disponibile agli altri,
e mi faccia più amabile e più umano. 
Quando verrà il dolore, 
lungi dal ribellarmi contro di te,
che sappia offrirtelo e condivere amore e pace
con tutti coloro che mi circondano.
Signore, ti avevo chiesto forza per uscire vittorioso.
Tu mi hai dato la debolezza
affinché impari ad obbedire con umiltà. 
Ti avevo chiesto salute
per compiere grandi imprese.
Mi hai dato l’infermità 
per realizzare cose migliori.
Desideravo la ricchezza per poter essere ammirato.
Mi hai dato la povertà per acquisire 
sapienza.
Volevo avere potere 
per essere apprezzato dagli uomini.
Mi hai dato debolezza 
perché arrivassi ad avere desiderio di te.
Chiesi una compagna per non vivere solo,
mi desti un cuore
perché potessi amare tutti gli uomini.
Anelavo a cose che potessero rallegrare la mia vita
e mi hai dato vita
perché potessi godere di tutte le cose.
Non ho nulla di quello che ho tanto richiesto,
ma ho ricevuto tutto quello che avevo sperato.
Perché senza rendermi conto
le mie preghiere sono state ascoltate.
e io sono, fra tutti gli uomini, il più ricco.

(Parole incise su una piastra di bronzo 
all’Istituto di Riabilitazione di New York). 


..Padre Angel Peña