sabato 5 settembre 2020

Oltre la morte



Maria Simma e le anime del purgatorio


b) Il mio rapporto con le anime del purgatorio

In questo suo libro Maria Simma dice fra le altre cose: «Fin dall’infanzia avevo un grande amore per le anime del purgatorio; anche mia madre ci teneva moltissimo e ci ripeteva sempre questo consiglio: quando avete qualcosa di importante da fare, rivolgetevi alle anime del purgatorio: sono gli aiuti più validi.
Nel 1940 si manifestò per la prima volta a me un’anima del purgatorio. Sentendo che qualcuno andava e veniva per la mia camera, mi svegliai. [...] Vidi allora uno straniero che passeggiava lentamente. Lo interpellai con tono burbero: “Come sei entrato? che cosa hai perso?” Fece come se non sentisse nulla e continuò il suo andirivieni. [...] Balzai dal letto e cercai di afferrarlo. Non presi che aria, non c’era più nulla. Ritornai a letto e l’intesi di nuovo camminare. [...] Mi alzai ancora una volta, camminai lentamente verso di lui, volli fermarlo... una volta ancora pescai nel vuoto. Dopo la Messa andai dal mio direttore spirituale e gli raccontai ogni cosa. Mi disse: «Se capita ancora qualcosa di simile, non domandare “chi sei”, ma, “che vuoi da me”.
La notte seguente ritornò: era la stessa persona della notte precedente. Le domandai: Che vuoi da me?Rispose: Fa’ celebrare tre messe per me e sarò liberato”.
Pensai allora che fosse un’anima del purgatorio. Lo dissi al mio confessore che me lo confermò. Dal 1940 al 1953 ogni anno vennero solo due o tre anime, di solito in novembre. [...] Padre Alfonso Matt, che era pure il mio confessore spirituale, mi consigliò di non allontanare mai un’anima, ma di accettare tutto generosamente.
Quando un’anima viene, mi sveglia bussando o chiamandomi, o scuotendomi, o in altro modo ancora. Le chiedo subito: “Che vuoi” o “che devo fare per te”. In questo modo essa può dirmi ciò che le manca.
Così un’anima mi domandò un giorno: “Una delle cose che ha più efficacia per noi è la sofferenza sopportata con pazienza, soprattutto quando si offre per le mani della madre di Dio affinché egli la utilizzi per chi vuole”. E mi chiese di soffrire per lei. Ciò mi parve abbastanza strano, poiché fino a quella volta nessuna anima mi aveva espresso un tale desiderio. Allora le risposi: “Sì, ma che devo fare?” Mi rispose: “Per tre ore proverai un grande dolore per tutto il corpo; ma dopo tre ore potrai alzarti e continuare i tuoi lavori come se non fosse successo nulla: Così potrai togliermi vent’anni di purgatorio”.
Accettai. Mi colsero allora tali dolori che capivo a malapena dove ero, pur essendo cosciente di aver accettato in espiazione di un’anima quelle sofferenze che dovevano durare tre ore. Mi sembrava che quelle tre ore dovessero esser passate da un pezzo, e che si trattasse piuttosto di tre giorni o di tre settimane. Quando tutto fu terminato, mi resi conto che in fondo erano passate solo tre ore. Alle volte dovevo soffrire soltanto cinque minuti; ma mi pareva lungo quel tempo!

Nel 1954 (era l’anno mariano) ogni notte venivano delle anime. Alle volte mi dicevano chi erano e mi incaricavano di varie missioni per i loro parenti. In questo modo il caso fu conosciuto dal pubblico; ciò per me fu spiacevole, poiché, per conto mio, non ne avrei parlato a nessuno se non al mio padre spirituale. [...] Mi capitava anche di dover annunciare alla parentela di rendere dei beni acquistati male, cosa che era chiaramente indicata. Ci furono dei casi in cui i membri della famiglia stessa non erano al corrente di simili fatti ed erano tuttavia veri. Era il mio parroco e direttore spirituale che trasmetteva i messaggi a gente di altri villaggi vicini e lontani.

Nell’anno 1954 le anime venivano a trovarmi anche durante il giorno. Al termine dell’anno mariano venivano due o tre volte alla settimana. Di solito appaiono il primo venerdì del mese o in un giorno di festa della Santissima Vergine o durante la Quaresima. Durante la Settimana Santa, soprattutto, molte di loro hanno il permesso di venire; poi nel mese di novembre e durante l’Avvento. [...]
Le anime che ho conosciuto le riconosco subito; le altre no, a meno che non mi dicano chi sono. Esse appaiono il più delle volte in abito da lavoro. Se erano persone invalide o con gravi deficienze fisiche o mentali appaiono risanate. Quelle che erano in carrozzella camminano perfettamente; i muti parlano, i sordi odono, i ciechi vedono.
Le anime sanno di noi e di quello che ci capita molto più di quello che noi crediamo. Sanno, ad esempio, chi prende parte alla loro sepoltura, se si prega o se si va semplicemente per fare atto di presenza, senza dire una preghiera, cosa che succede sovente. Sanno anche cosa si dice su di loro durante la veglia funebre, perché sono molto più vicine a noi di quello che supponiamo e si rendono conto di chi assiste alle messe offerte per loro. Esse sono presenti ai loro funerali e alle messe offerte per loro. Non hanno piacere di funerali in pompa magna; li preferiscono semplici ma fervorosi. Non vogliono che il loro corpo sia cremato, perché se non hanno un luogo di riferimento è più facile che ci si dimentichi di loro. La cremazione è permessa dalla Chiesa, purché non si neghi la risurrezione, ma esse preferiscono tutto quello che porti la famiglia a pregare e il non avere una tomba fa sì che ci si dimentichi di loro.
Vogliono anche che si rispetti il loro corpo e che si eviti qualsiasi profanazione. Piace loro che si versi sulla tomba acqua benedetta e si tenga acceso un cero benedetto. Le visite al cimitero fatte con amore, sono da loro gradite e le aiutano più di quello che immaginiamo. Anche il semplice atto di ripulire la loro tomba è di aiuto, corrispondente all’amore che ci mettiamo. Personalmente, quando vado al cimitero, che è assai prossimo alla mia casa, accendo per le anime una candela, aspergo acqua benedetta ed esse mi ringraziano. Un giorno venne a trovarmi una bambina di sei anni e mi disse che aveva spento una candela nel cimitero per prendere la cera e giocare. Per questo si trovare in purgatorio anche se per poco tempo. Mi chiese di accendere per lei due ceri benedetti.

Un bambino di 11 anni di Kaiser chiese a Maria Simma di pregare per lui. Era in purgatorio per avere, il giorno dei morti, spento al cimitero le candele che ardevano sulle tombe e per aver rubato la cera per divertimento.
Come si vede, ci sono anche bambini in purgatorio, perché, prima di quello che noi pensiamo, hanno coscienza del bene e del male. Un giorno venne una bambina di quattro o cinque anni e mi disse che era in purgatorio perché aveva ricevuto in dono da sua madre una bambola, uguale a quella ricevuta da sua sorella gemella. Aveva rotto la sua e, temendo di essere scoperta, la cambiò con quella della sorella sapendo che stava facendo qualcosa di male e che sua sorella ne avrebbe sofferto.

Vi sono anche sacerdoti in purgatorio. Una volta mi si presentò un sacerdote per chiedermi aiuto; vidi che la sua mano destra era nera e sporca. Mi disse: “Dì a tutti i sacerdoti che incontri di benedire senza stancarsi le persone, le case, gli oggetti sacri. Io trascurai di farlo perché non davo grande importanza a ciò e per questo motivo soffro in questa mano”. I sacerdoti possono dare tante benedizioni e esorcizzare le forze del male. Soprattutto i sacerdoti possono celebrare messe per le anime purganti e questo è il più grande aiuto! Se si sapesse qual è il valore di una sola messa per l’eternità, le chiese sarebbero piene anche durante la settimana! Nell’ora della morte, le messe cui abbiamo partecipato con devozione saranno il nostro maggior tesoro. Hanno più valore delle messe fatte celebrare per noi dopo la nostra morte. Sono importanti anche le indulgenze. Un’anima mi parlò della loro importanza e disse che per acquisire un’indulgenza plenaria è necessaria la totale purezza dell’anima, che sia distaccata da tutto quello che è terreno.

Quando un’anima mi appare e, dopo che ha avanzato le sue richieste, rimane più tempo con me, so che posso parlare con lei e farle delle domande. Normalmente, dopo un po’ di tempo, viene un’altra anima a darmi la risposta con il permesso di Dio. Nel mio quaderno tengo annotate le risposte riguardo ad altre anime, se sono state liberate o sono ancora in purgatorio. Può succedere che trascorrano due o tre settimane o anni prima di ricevere una risposta. Non mi hanno mai parlato di nessuno che sia all’inferno, ma da questo non si deve concludere che non esiste, ma solo che Dio non permette di dirlo. L’inferno c’è e lì vi è molta gente. Se mi chiedono qual è il mezzo più efficace per non andare all’inferno, dirò che è quello di essere umili. le persone umili non vanno all’inferno. Gli orgogliosi sono coloro che corrono il maggior pericolo di finire all’inferno.

I peccati che ricevono un castigo più severo sono quelli contro la carità: maldicenza, calunnia, rancore, i litigi per invidia e cupidigia... Quante volte si pecca contro la carità, esprimendo parole o emettendo giudizi senza carità! Una parola può “uccidere” o risanare un’anima. Per questo è molto importante perdonare e non serbare rancore neppure verso i defunti. Ricordo un caso avvenuto a Innsbruck. Una donna non riusciva a perdonare suo padre. Mentre era vivo, non le aveva dato l’affetto di padre e non le aveva dato neppure l’opportunità di studiare per diventare una professionista. Per questo non poteva perdonarlo. Dopo la sua morte, il padre apparve a sua figlia, non una, ma tre volte, supplicandola di perdonarlo, ma lei non voleva. Dopo un certo tempo, questa donna si ammalò e allora capì che doveva perdonarlo, altrimenti non sarebbe vissuta in pace. Presa questa risoluzione, lo perdonò di tutto cuore e l’infermità cominciò a scomparire. L’odio avvelena l’anima fino a produrre infermità fisiche e mentali, Al contrario, l’amore apporta sempre salute, pace e gioia.

Un contadino venne a visitarmi e mi disse:

- Sto costruendo una stalla. Ogni volta che il muro arriva ad una certa altezza cade dall’altra parte. [...] Deve esserci qualcosa di soparannaturale lì dentro. Cosa si può fare?

- Hai forse un defunto che ha qualcosa contro di te? - gli chiesi - o che era animato da sentimenti ostili nei tuoi riguardi?

- Per questo sì! Pensavo giustamente che non potesse essere che lui che, anche sotto terra, non mi lasciava tranquillo, rispose.

- Chiede solamente che tu gli perdoni, null’altro.

- Cosa? perdonargli? a lui che mi ha fatto tanti torti da vivo? perché possa andarsene in cielo? No, no! non ha che da espiare.

- Non se ne andrà subito in cielo; dovrà ben espiare questo torto, ma sopporterà più facilmente la sua pena. Non ti lascerà più in quiete finché tu non gli abbia perdonato dal fondo del cuore. Come puoi dire nel Padrenostro: perdona le nostre offese come noi perdoniamo coloro che ci hanno offeso? è come se dicessi a Dio: non perdonarmi come neanch’io perdono.

L’uomo rimase pensoso, poi disse: “Hai ragione. In nome di Dio lo perdono perché Dio perdoni anche a me”. Da quel giorno non ebbe più problemi con la stalla ed ebbe amore e pace nel suo cuore.

Un giorno venne a trovarmi un uomo la cui moglie era morta l’anno prima; da allora tutte le notti sentiva bussare alla porta della sua camera da letto. Andai a casa sua e nella notte mi apparve un grosso animale che sembrava un ippopotamo. Poi venne il demonio sotto forma di un serpente gigantesco che voleva strangolare l’ippopotamo... Sparirono. Poco tempo dopo venne un’anima dalla parvenza umana e disse: non temere: lei non è dannata, ma è nel purgatorio più terribile che esista. Mi disse che aveva vissuto dieci anni in inimicizia con un’altra donna e che lei era la causa di tutto. L’altra donna avrebbe voluto rappacificarsi, ma lei si era sempre negata. Inoltre aveva rifiutato di far pace anche durante la sua ultima infermità. Per questo è importante perdonare, altrimenti il nostro purgatorio sarà molto lungo.

Un giorno venne a visitarmi un uomo che voleva informarsi sulla sorte eterna di due defunti del suo villaggio. Era l’anno mariano 1954 e la risposta giunse immediata. Un mese dopo io diedi la rispsota: La signora S è in cielo e il signor H è nel più profondo del purgatorio. Lui mi disse: è impossibile. La signora S morì in ospedale in seguito a una pratica d’aborto, mentre il signor H che era sempre il primo in chiesa e l’ultimo ad uscire sarebbe ancora in fondo al purgatorio? [...]

Ma alcuni giorni dopo venne a trovarmi una signora che conosceva bene questi due e mi disse: La signora S. era per me come una sorella. Era debole dal punto di vista morale, è vero, ma ne ha sofferto molto; in lei questo difetto era dovuto in gran parte a tare ereditarie. Morì in seguito a pratica anticoncezionale, è vero, ma il prete che l’ha assistita nel momento della morte ha dovuto ammettere: vorrei morire con i sentimenti di pentimento di questa donna. Ella morì nel Signore e fu seppellita religiosamente. Il signor H. invece era il primo in chiesa e l’ultimo ad uscire, ma criticava gli altri senza limitarsi. Ciò che mi ha indignato maggiormente fu che durante il funerale della signora S. nessuno era più eccitato di lui. Non poté fare a meno di questa riflessione: una simile carogna non doveva essere sepolta al cimitero.
Allora dissi alla signora: Ora tutto è chiaro per me: il Signore non vuole che giudichiamo gli altri. Il signor H. criticava questa donna anche al cimitero, ma il Signore fu misericordioso con lui perché l’ha salvato. è molto pericoloso condannare qualcuno. [...] Non possiamo dunque mai giudicare. Ora il signor H. è nel purgatorio profondo.

Una volta venne un’anima e mi disse: Ho commesso un crimine contro Dio. Un giorno, per superbia, presi una croce e la distrussi pensando che, se Dio esisteva, non me lo avrebbe permesso. Quasi subito mi venne una paralisi che fu la mia salvezza. In seguito mi chiese di dire a sua moglie di fare alcune cose per aiutarlo e per liberarlo dal purgatorio. Ella era uscita dalla chiesa cattolica e si era fatta protestante. Quando le narrai la vicenda del suo sposo, mi disse: Credo in quello che mi dice, perché l’episodio della distruzione della croce lo sappiamo solo io e lui. Così tornò nuovamente nella chiesa cattolica.

Un medico un giorno si presentò lamentandosi che doveva soffrire molto per aver accorciato la vita dei suoi pazienti con iniezioni, affinché non soffrissero oltre [eutanasia]. Nessuno ha il diritto di togliere la vita, perché mentre si è vivi, anche se si è in coma, si possono ricevere le benedizioni di Dio tramite le nostre preghiere e le buone opere.

Una donna mi disse: Ho dovuto stare 30 anni in purgatorio per non aver lasciato entrare in convento mia figlia. Per questo dobbiamo riflettere sulla grave responsabilità dei genitori che non acconsentono alla vocazione sacerdotale o religiosa dei loro figli. Nessuno ha il diritto di modificare i piani che Dio ha tracciato per ognuno da tutta l’eternità.

Un altro giorno si presentò un’anima e mi disse: Mi conosci? Io le risposi di no. Lui replicò: Ma tu mi hai incontrato. Nel 1932 hai fatto un viaggio in treno e io ero tuo compagno di viaggio. Allora mi ricordai molto bene di quell’uomo orgoglioso che criticava a voce alta la Chiesa e la religione. Avevo 17 anni e gli risposi come potei. Lui mi disse: Sei troppo giovane per darmi lezioni. Quando scesi dal treno, dissi al Signore: Signore, non lasciare che questo uomo si perda. Proprio questa preghiera l’aveva salvato. Quanto può fare la preghiera, seppure piccola ma fatta con fede. Quanto valgono le opere di carità per gli altri!

Un giorno mi apparve un’anima con un secchio vuoto. Le chiesi perché lo portasse con sé. Mi disse: è la mia chiave del paradiso. Non ho pregato molto durante la vita; andavo in chiesa raramente, ma una volta per Natale pulii gratuitamente la casa di una povera anziana, e questo fu la mia salvezza.

Nel 1954 cadde una valanga che seppellì molte persone in un piccolo villaggio di montagna. Un giovanotto di vent’anni seppe che chiedevano soccorsi e uscì a portare aiuto. Sua madre voleva trattenerlo, perché vi era un grande pericolo per lui. Il giovane tuttavia uscì per salvare coloro che chiedevano soccorso, ma una valanga seppellì anche lui. La seconda notte dopo la sua morte venne a chiedermi che gli facessi celebrare tre messe. I suoi familiari si meravigliarono che potesse essere liberato così presto, perché non era mai stato molto fervente, anzi proprio il contrario. Ma il giovane mi confidò che Dio era stato molto misericordioso con lui percé aveva voluto aiutare il suo prossimo e aveva compiuto un’azione così bella. Se avesse vissuto più a lungo, non avrebbe potuto ottenere una morte così bella agli occhi di Dio: e cioè una morte durante un atto di carità verso il prossimo.

In quello stesso anno 1954 in un altro villaggio ebbe luogo un’altra valanga che causò molti disastri. Si raccontava che cent’anni prima un’altra valanga aveva distrutto il villaggio, ma questa era stata peggiore, pur senza conseguenze più gravi. Perché? Le anime mi dissero che una donna di nome Stark aveva offerto le sue preghiere e le sue sofferenze per la sua gente. Altrimenti mezzo paese sarebbe stato distrutto. Quanto valgono le sofferenze sopportate con pazienza! Salvano più anime della preghiera! Per questo non si deve ritenere la sofferenza un castigo, poiché può essere un tesoro se lo offriamo con amore per la salvezza degli altri. Solo in cielo potremo sapere tutto quello che abbiamo ottenuto con le nostre sofferenze sopportate con pazienza, in unione con i patimenti di Cristo. La sofferenza è un grande dono che ci avvicina a Dio e agli altri.

Un giorno del 1954, verso le 2,30 della sera, passeggiando nel bosco incontrai una donna molto anziana tanto che sembrava avesse cent’anni. La salutai amabilmente ed ella mi disse: Perché mi saluti? Nessuno mi saluta, Nessuno mi dà da mangiare e debbo dormire sulla strada. La invitai a mangiare e a dormire nella mia casa. Lei mi disse: Ma io non posso pagare.
Non importa, insistei. Non ho una bella casa, ma sarà meglio che dormire in strada. Ella allora mi ringraziò e mi disse: Dio ti ricompensi. Ora sono liberata. E sparì. Fino a quel momento non avevo capito che si trattava di un’anima del purgatorio. Certamente durante la sua vita non aveva voluto aiutare qualcuno che aveva bisogno di cibo e di alloggio e doveva attendere che qualcuno le offrisse quello che lei aveva rifiutato agli altri.

Un altro giorno mi apparve l’anima di un giovane che mi disse: per non aver rispettato le leggi del traffico, ebbi un incidente stradale e morii a Vienna. Gli chiesi: Eri pronto per entrare nell’eternità?
Non ero pronto, rispose, ma Dio dà due o tre minuti per potersi pentire e solo colui che rifiuta questo viene condannato. Quando uno muore in un incidente, le persone dicono che era la sua ora. Questo è vero quando uno non ha colpa. Ma io avevo colpa, perché nei disegni di Dio io avrei dovuto vivere ancora trent’anni. Per questo l’uomo non ha diritto di esporre la sua vita ad un pericolo mortale senza necessità.
Egualmente è molto importante nell’ora della morte abbandonarsi alla volontà di Dio e accettarla. Una madre di quattro figli stava per morire e disse a Dio: Signore, se è la tua volontà accetto la mia morte, ma ti affido il mio sposo e i miei quattro figli. Per questo atto di confidenza e di abbandono totale andò dritta in cielo. Vale la pena abbandonarsi senza condizioni nella mani del nostro Padre Dio e confidare in lui fino alla fine.

P. Angel Peña

Ogni giorno la provvidenza di Dio sorge prima del Sole.



Provvidenza e miracoli


Non mi dimenticherò mai di ciò che disse una volta una madre di famiglia: “Molti bambini muoiono, perché i loro genitori non pregano”. Allo stesso modo, potremmo dire che molti miracoli non accadono e molti malati non guariscono, perché non si prega. Pregare è dare il permesso a Dio affinché intervenga nella nostra vita per il nostro bene. E, quindi, molte cose buone accadono, mentre diversamente, potrebbero facilmente condurci alla morte, invalidità o al disastro totale. Abbiamo già parlato di casi straordinari, miracoli operati da Dio. Ma l’intervento di Dio dovrebbe essere normale, anche in casi estremi, se avessimo fede e se lo chiedessimo con fiducia di figli.

Madre Briege Mckenna ha scritto un libro I miracoli accadono davvero, dove racconta casi di guarigione straordinari, prodotti dalla fede. Dice che un giorno “portarono un bambino che presentava bruciature molto gravi e vesciche in tutto il corpo. Ricordo di aver pensato: Dio mio, non c’è veramente nulla da fare! Sta molto male. Qui non abbiamo medici né medicine. Preghiamo per il piccolo e, poi, il sacerdote disse alla donna anziana che lo aveva portato a messa: - Lascialo lì ed iniziamo la celebrazione della messa”... - Al termine della messa, andai a vedere come stava il bambino. L’avevano collocato sotto la tavola che serviva da altare, ma lì non c’era. Chiesi alla donna: - Dov’è? - Lei mi indicò un gruppo di bambini che giocavano lì vicino. Vidi il bambino e si vedeva che stava molto bene. Era sparito tutto. E le chiesi: -Cosa è successo? - L’anziana mi guardò e disse: - Come che cosa è successo? Non è forse venuto Gesù?”(78)
Sì, Gesù Eucaristia è la maggior fonte di miracoli in qualsiasi parte del mondo e non solo nei grandi santuari mariani come Lourdes o Fatima. Un giorno le telefonò un giovane sacerdote perché pregasse per lui; aveva un cancro alle corde vocali e doveva essere operato entro tre settimane per asportare la laringe. Lei gli disse: “Padre, ogni giorno, quando celebra la messa e consuma l’ostia consacrata, lei si incontra con Gesù. Lei tocca Gesù e lo riceve dentro di lei e non solo come la donna emorroissa che gli toccò il bordo del mantello. Chieda a Gesù Eucaristia di essere guarito”.
Tre settimane dopo, entrò all’ospedale per essere operato. Mi chiamò più tardi per dirmi che non ci fu operazione. I medici scoprirono che il cancro era sparito e le sue corde vocali erano come nuove(79). Ho conosciuto sacerdoti straordinari come padre Emiliano Tardif o padre James Manjackal con un ministero straordinario di guarigione degli infermi. Dio ha operato meraviglie tramite loro. E così molti altri. E Dio continua operando meraviglie nella misura della nostra fede e della nostra fiducia in lui. Ricordo padre Feliciano Diez, agostiniano riformato che raccontava sempre di quando era bambino, gravemente ammalato con le gambe paralizzate. Suo padre lo portò al santuario della Madonna del Pilar di Saragozza per pregare per lui. Il giorno seguente quando si svegliò, era completamente guarito.

Un giovane sacerdote di Lima mi raccontava che, quando era bambino, si ammalò gravemente di polmonite. Poiché i genitori vivevano nella Sierra del Perù e non vi erano medici né possibilità di portarlo all’ospedale più vicino, sua madre lo portò in chiesa e lo consacrò alla Madonna, offrendoglielo perché, guarito, potesse diventare sacerdote. Dopo tre giorni, senza nessuna medicina, era completamente guarito. Da giovane, non era molto disposto a diventare sacerdote; ma, a poco a poco, il Signore lo guidò al seminario e venne ordinato sacerdote a 29 anni il 7 marzo 2004. Il suo nome è Ivan Luna.

Padre Giovanni Salerno, del quale abbiamo già parlato, racconta molti casi di guarigioni straordinarie: “Durante i miei anni da missionario ho visto molti miracoli. Parlo di miracoli straordinari, non solo di guarigioni da una forte febbre o cose simili, incluse malattie o traumi che necessitavano un intervento chirurgico. Non dimenticherò mai il caso di Justo, che cadendo da cavallo si era rotto la spina dorsale. Il guaritore lo curava con urine sedimentate, mescolate a foglie di coca. E questo, per lunghi mesi. è facile immaginarsi che infezione venne fuori!... Nella spina dorsale di Justo brulicavano i vermi. Gli mancavano almeno tre chili di carne: i suoi muscoli erano scomparsi completamente, consumati dalla malattia. Si era creata come una caverna... Preferii non toccarlo in assoluto. Dissi: - Non posso fare nulla. Se hai fede (dissi a sua madre), Dio t’aiuterà. - E lei mi rispose: - Cosa devo fare per avere fede ed ottenere questo miracolo? Non ho più nulla: il guaritore si è già portato via le mie galline ed i porcellini d’india. -
- Per ottenere il miracolo, le dissi, devi solo chiederlo a Dio: non occorre denaro, né animaletti, solamente pregare con fede. Recita tre Ave Maria, chiedendo alla Vergine Santissima che ti faccia il miracolo.
Dopo tre giorni, andai a visitarlo e quale fu la mia sorpresa, quando constatai che a Justo si era riformata la carne, dove prima si vedeva solo una specie di caverna! Ed era carne tenera e rosata come quella di un neonato. Restai a bocca aperta, rabbrividendo. Al quinto giorno Justo tornò al suo più che normale stato di salute”(80).

Teodosia aveva un braccio roso dalla uta, un tipo di lebbra che esalava un odore pestilenziale. Avevo preparato i ferri chirurgici per amputarglielo e dicevo a me stesso: Cosa faccio? Amputandole il braccio la farei diventare ancora più povera. Allora, con l’intenzione guadagnare un po’ di tempo per decidere meglio come procedere, le dissi: - Vieni domani per l’amputazione del braccio. - Nel congedarla, le dissi: - Perché non chiedi alla Vergine Maria che ti faccia il miracolo?
Lei mi chiese: - Cosa devo fare? Le diedi un po’ di acqua di Lourdes, dicendole: - Prendila e, durante la notte, chiedi alla Vergine Maria che ti faccia questo miracolo. -
Il giorno seguente la stavo aspettando, deciso ad amputarle il braccio... All’improvviso, sentii uno schiamazzo crescente intorno al dispensario. Era Teodosia che, incontenibilmente felice, mostrava il suo braccio agli altri malati che la circondavano e diceva loro: - Guardate il mio braccio. Lo avete visto come fino a ieri cadeva in pezzi e appestava. Ora è sano. - E sulla spalla portava un agnellino come regalo”(81).

“Basilio, un bambino di nove anni, soffriva di idrocele. Questa infezione si era estesa a tutto il suo corpo, così da sembrare una grande palla gonfiata. In qualsiasi parte della sua pelle, dove si appoggiava un dito, questo affondava. Gli amministrai un certo tipo di medicine, ma inutilmente: il bambino non guariva, anzi, al contrario, peggiorava sempre di più... Dissi a sua madre,dandole un po’ di acqua benedetta: - Chiedi questo miracolo alla Vergine Maria. Nessuna medicina può guarirlo. -
Il giorno seguente, venne sua madre e mi disse: - Basilio ha fame. Deve darmi qualcosa da mangiare... - Andai nella capanna di Basilio. Non potevo credere a ciò che stavo vedendo. Tutto era tornato normale. Tornai ad esaminarlo nel dispensario con maggior attenzione e dovetti ammettere che Basilio era stato guarito”(82).

“Una volta arrivai verso sera a Coyllurqui. Mi portarono un capo della guardia civile disteso sopra una lettiga improvvisata. I parenti che lo trasportavano mi dissero che da otto giorni non mangiava e sputava continuamente sangue dalla bocca. Anche davanti a me continuò a vomitare sangue fino a riempire un recipiente. Era veramente molto grave ed io non avevo farmaci neanche per arrestare l’emorragia.
La moglie del malato mi supplicava perché facessi tutto il possibile per salvarlo. Allora, dovetti parlarle molto chiaramente, dicendole che avevamo bisogno di un miracolo della Vergine Maria per poterlo guarire. Devo dire che, curando i malati, ho sempre fatto molto ricorso alla medaglia miracolosa ed anche in questo caso parlai al malato ed a sua moglie delle grandi grazie che la Vergine Santissima concede a quelli che con molta fede portano su se stessi la sua medaglia miracolosa. Vedendo la viva fede dei due, misi la medaglia miracolosa al collo dell’infermo ed insieme a sua moglie recitammo tre Ave Maria. Verso mezzanotte, un forte rumore, proveniente dall’inferriata del dispensario, mi svegliò si soprassalto, mentre uno strano calore si propagava nella mia camera. Mi alzai in fretta per vedere cosa era accaduto, ma pensai che poteva essere stato uno dei figli del malato venuto a visitare suo padre a provocare quel frastuono. Il mattino dopo fu grande la mia sorpresa quando lo vidi seduto sul letto. Stava mangiando un bel pezzo di pollo! Con calma mi raccontò che verso mezzanotte, la Signora rappresentata sulla medaglia miracolosa gli aveva fatto visita e lo aveva toccato sulla fronte e lui era guarito immediatamente. Dopo volle che gli dessi una gran quantità di quelle medaglie per far conoscere a tutti il potere misericordioso e materno della Vergine Maria. Quanti chili di medaglie miracolose abbiamo distribuito ai poveri! Potrei raccontare molti altri prodigi operati dalla Vergine Santissima per mezzo della medaglia miracolosa, quando la si porta con molta fede(83).

Madre Teresa di Calcutta racconta che una volta “uno dei nostri dottori, oculista, lavorava molto con i nostri poveri ed era molto amabile con loro. Dedicava loro due ore al giorno. Durante queste due ore si dedicava solamente ai poveri, tutto gratis: visita, lenti, medicine ... Un giorno mi disse: - Madre, ho un tumore maligno e morirò entro tre mesi. - Andò negli Usa e gli dissero la stessa cosa. Ritornò a Calcutta e la sua famiglia lo portò all’ospedale. Andai a visitarlo all’ospedale, portai una medaglia della Vergine Miracolosa e gli chiesi di dire: - Maria, Madre di Gesù, dammi la salute. - Incaricai anche la famiglia di pregare la Madonna. Nonostante fosse una famiglia indù, dovettero pregare con molta fede. Dopo tre mesi, quando sarebbe dovuto morire, l’oculista venne a casa mia e mi disse: - Madre, sono stato dal medico, mi ha esaminato ai raggi x, fatto le analisi e non ha trovato traccia del tumore. - Un autentico miracolo. Ora porta un catenina al collo con la medaglia miracolosa”(84).
Dio fa miracoli con le cose più semplici, quando c’è la fede. Santa Margherita Maria Alacoque, a volte, scriveva su un foglietto Sacro Cuor di Gesù confido in Voi e lo faceva prendere al malato affinché lo guarisse.

Di san Giovanni Bosco si racconta che quando era in se-minario, adottava uno stratagemma per aiutare i malati con l’invocazione di Maria. Consisteva nel ripartire pillole di mollica di pane oppure piccole buste con una miscela di zucchero e farina, imponendo a quelli che ricorrevano alla sua scienza medica, l’obbligo di accostarsi ai sacramenti, pregare un numero determinato di Ave Maria alla Vergine e la Salve Regina. La prescrizione delle medicine e delle preghiere era di tre giorni, a volte di nove. I malati, inclusi i più gravi, guarivano(85).

Quanti prodigi continua ad operare il nostro buon Dio tra la gente che ha fede! Dio ama tutti, perché per lui, ricchi o poveri, dotti o ignoranti, tutti sono suoi figli e ama tutti con amore infinito e vuole benedire tutti con abbondanti grazie e miracoli.

PREGHIERE DI LUISA CHE SI TROVANO NEI SUOI SCRITTI



“Signore, insegnaci a pregare!” 

...Onde dopo stavo dicendo al mio Gesù: “Fammi pregare nel tuo Volere, affinché la tua  parola, moltiplicandosi in Esso, abbia per ogni parola di ciascuna creatura una parola di  preghiera, di lode, di benedizione, di amore, di riparazione. Vorrei che la mia voce, innalzandosi  tra il Ciclo e la terra, assorbisse in sé tutte le voci umane, per ridonarle a Te in omaggio e gloria,  (nel modo come) Tu vorresti che la creatura se ne servisse della parola”. 
Ora, mentre ciò dicevo, il mio amabile Gesù ha messo la sua bocca vicino alla mia e col suo  Alito, soffiando, assorbiva il mio alito, la mia voce, il mio respiro nel Suo, e mettendolo come in  via nel suo Volere, percorreva ciascuna parola umana e cambiava le parole, le voci, a seconda  che io avevo detto; e come le percorreva così si elevava in alto per fare l’ufficio presso Dio a  nome di tutti, di tutte le voci umane...  (Vol. 15°, 02.04.1923).

a cura di D. Pablo Martín

QUESTO AUTUNNO SARÀ DOLOROSO PER TUTTO CIÒ CHE SUBIRETE.



Eccomi, Signore, la tua serva Ti ascolta.
Amata figlia, l’uragano è per entrare a gamba tesa, non sarà facile superare la sua forza, solo chi si sarà ricoverato in Me, il Dio Creatore, avrà l’aiuto. Questa Umanità sta per essere punita per la sua grande superbia e perversione. 
Quale Dio e quale Padre, detterò le mie ultime volontà per la salvezza degli uomini.
Figli miei e non più miei per vostra libera scelta, Io oggi vengo ancora a supplicarvi la conversione, tornate a Me, non c’è più tempo, l’uragano sta per entrare a stravolgere questa Umanità e metterla in ginocchio, … a causa della sua stoltezza attraverserà l’Inferno sulla Terra.
Amato popolo mio, Israele mio, quanto ancora devo supplicarti per tornare a Me?
Apri i tuoi occhi, o uomo, guarda cosa è divenuta la tua vita, vedi la sporcizia che scorre in te e davanti a te, rialzati in fretta. O uomo, Io sono il tuo Dio Amore, non voglio che tu ti perda, voglio riabbracciarti a Me e donarti del mio immenso bene. non voltarmi le spalle o uomo, per non finire con Satana all’Inferno.
Questo autunno sarà doloroso per tutto ciò che subirete, o uomini.
Questa Terra diventerà rovente
e non saprete come spegnere il fuoco che divamperà all’improvviso.
Privi dell’ACQUA VIVA, vi troverete nella grande siccità,
… nessuna sorgente sulla Terra vi disseterà.

Stolti! Siete stati stolti, o uomini, avete prestato il vostro fianco al nemico e ora lui conduce la vostra vita nelle sue miserie infinite.
Tuonerà presto l’ira del Padre su questa Umanità fallita che non ha voluto ravvedersi, che non ha accolto la misericordia di Dio per ritornare alla Vita e abitare la Vita nella felicità e nell’amore.
Gode il bastardo nel vedervi strisciare ai suoi piedi, vi abbaglia con le sue false luci, vi avvinghia a sé e vi sputa il suo veleno.
Figli miei, siete stati avvertiti, il vostro Dio è vostro Padre e attende di riabbracciarvi a Sé, … non fate scendere il buio prima di essere tornati a Lui.
Meditate, o genti tutte, meditate perché in verità in verità vi dico: sono in attesa della vostra conversione.
Non piangete, o genti mie, perché per voi il vostro Dio è pronto ad accogliervi sulle sue braccia, sollevarvi dal rovente inverno che succederà su questa Terra.
Abbracciatemi al vostro seno, o genti mie, e pregate, pregate perché attraverso la preghiera possono essere mitigate tante situazioni.

Ho sete! Pregate e digiunate perché questo istante si compia in fretta.
Carbonia  03.09.2020

Alzate gli occhi al Cielo …. Vedrete la Croce Gloriosa…. E la Luce di quella Croce arriverà fino al fondo dei vostri cuori, perché piangiate per i vostri peccati…



Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo,– dato a Discipulo in Fatima, Portogallo il 24 settembre

Chi che Mi rende grazie è colui che Mi onora veramente.
Dite a tutti… che il Signore sta arrivando…  

Il Signore del Cielo e della terra sta preparando la Sua venuta…

Guai a coloro che stanno dormendo!
Guai a coloro che rimangono nella pigrizia, senza fare nulla!
Guai a quelli che dubitano!
Guai a coloro che rubano!

Guai a coloro che mentono!
Guai a coloro che non hanno compassione del loro fratello!
Guai a coloro che seguono dottrine perverse, completamente estranee al Sacrificio della Mia Croce Redentrice.


La Croce di Luce brillerà nel Cielo con grande intensità… il tempo sufficiente perché comprendiate quello che dovrete fare immediatamente, una revisione della vostra vita, perché facciate una buona confessione dei vostri peccati.


I profeti ed i sacerdoti andranno nel deserto, andranno a nascondersi, ma anche se loro mancheranno, non mancherà la Mia Parola per tutti quei Miei figli che rimangono fedeli, sicuri della loro fede, senza dubitare della loro fede, inamovibili nella loro fede.

Io realizzerò la Mia Opera Finale in questa terra, quella di purificare i cuori tramite la sofferenza ed il dolore, Ogni sofferenza, ogni dolore, verrà da Me utilizzata per santificare i Miei figli e per liberarli dalle pene temporali ed eterne.


Io Sono e reclamerò il sangue dei giusti e dei martiri, Io reclamerò la vita che venne rifiutata nel mondo dal momento in cui si manifestò nel ventre della madre.

Io chiederò conto ai giudici e a quelli che governano i popoli e le città, a coloro che governano le nazioni, a coloro che mettono in atto conflitti che danno origine a guerre e a divisioni, dove il povero viene abbandonato e la vedova e l’orfano gridano a Me.

Io ascolto la loro voce ed il loro pianto.
 

Io abbasso il Mio Sguardo dall’alto del Cielo per vedere le azioni degli uomini.
 

Io li metto sulla bilancia, la bilancia del bene e del male ed in base a come si inclina la bilancia, in base a questo, otterrete il premio per le vostre azioni, se le vostre opere sono giuste otterrete la pace e la forza in mezzo alla prova e alla sofferenza.

Oh… amati figli, perché rifiutate la Mia Croce.  Perché vi burlate della Mia Croce? Guardate che apparirà nel Cielo per sette giorni e per sette notti, completamente piena di Luce, cercate di capire che questa è l’ultima opportunità per l’anima peccatrice…

Dovete stabilire le croci degli ultimi tempi*, in ogni tempo e momento, in ogni luogo ove sia possibile, perché questa Croce gloriosa, luminosa, proteggerà i paesi ed i loro abitanti dalle calamità e dai disastri che presto devasteranno la terra.


Questa terra poco a poco diventerà sterile e non produrrà alimento, ci sarà scarsità di alimenti e allora rivolgerete i vostri occhi al Cielo, Miei amati figli, perché la Croce che apparirà nel Cielo sarà il Segnale di Vittoria e di Trionfo per coloro che credono.


Alzate gli occhi al Cielo …. Vedrete la Croce Gloriosa…. E la Luce di quella Croce arriverà fino al fondo dei vostri cuori, perché piangiate per i vostri peccati…

Perché Io venni a morire sulla Croce, per voi. Perché Io ho dichiarato che trionferanno coloro che adorano e benedicono la Mia Croce.

Adorate e benedite la Mia Croce, abbracciate la Mia Croce.
Abbracciate la vostra Croce di ogni giorno e non lamentatevi, perché in questo modo riceverete infinità di grazie per difendervi dagli attacchi del nemico.

Il potere della Luce, della Mia Croce… invaderà la terra intera e questa croce riceverà, lì dove è stata messa, in qualsiasi luogo dove sia stata installata, lì proteggerà con il potere soprannaturale del Mio Cuore.
 

Fate molte croci visibili, che nella notte diffondano Luce, affinché nell’oscurità brillino di Luce, perché quando la notte oscura si presenterà, allora brillerà la Luce nel firmamento per illuminarvi il cammino verso la Verità e verso la santificazione totale.  

​Oggi vi do il regalo della Mia Croce Gloriosa. Ricevete questa benedizione…
Ricevete questa Grazia della Mia Croce Gloriosa… perché dovete portarla con voi, perché dovete tenerla con voi, nelle vostre case, dovete averla in tutta la terra, perché è l’ultimo segnale di Misericordia e di Giustizia per l’umanità.
Beati i popoli, beati gli uomini che hanno innalzato le Croci del Perdono, continuate a farlo in fretta, senza tardare, perché il Cielo ve lo richiede, perché la Mia Croce proteggerà il mondo, perché la Mia Croce è segnale di  
Salvezza. Perché la Luce della Mia Croce vincerà le tenebre di satana.

Chi farà conoscere, da questo momento in poi… quello che veramente significa il Messaggio della Mia Preziosissima Croce…. ….chi riuscirà a capire il mistero che vi è racchiuso, avrà scoperto il mistero della Verità, non sarà confuso e riceverà una conoscenza speciale nel suo cuore, nella sua mente, nella sua memoria, per vivere in stato di grazia, perché non potrà più peccare, la sua anima si santificherà, sarà pura.

Questo è…. Il segreto della Mia Croce….

Innalzate quindi molte croci in tutto il mondo.

Vi do questo messaggio e questo urgente avviso. Fatelo conoscere in ogni parte del mondo e della terra e dite:
 Oh Croce gloriosa e benedetta!

 Oh Croce gloriosa e benedetta, proteggici e salvaci!

 Oh Croce gloriosa e benedetta benedicici nella lotta quotidiana contro l’azione del male!


Oggi, figli Miei, fate di questa preghiera una supplica quotidiana, perché in questo modo proteggerete le vostre case, le vostre famiglie, dagli attacchi del male, dalle opere delle tenebre, dalla menzogna e dall’errore, dalla malattia e dalla morte.
Date questo messaggio, fatelo conoscere immediatamente, perché è necessario ed urgente che questa Croce brilli prima che l’oscurità invada la terra con le tenebre dell’errore, dell’eresia e dello scisma, dell’idolatria.
Vi ha parlato il Giusto Giudice dei popoli, dei re e delle nazioni.


Il Mio Sacro cuore vi benedice, vi benedice l’Immacolato Cuore della Mia Madre Immacolata, vi benedice San Michele Arcangelo, vi benedice San Gabriele Arcangelo, vi benedice San Raffaele Arcangelo ed il Mio amato padre San Giuseppe!

Amen, amen, amen.

Miracoli del coronavirus Aspersione con la pistola a spruzzo



La notizia è stata ripresa dal sito americano Tradition in Action

L’arrivo del coronavirus, pur essendo questo invisibile, o forse proprio per questo, ha permesso che certi preti moderni si sbizzarrissero a giuocare con le cose sacre.

Così è accaduto a Pasqua in America, terra di immaginifiche innovazioni.
Don Timothy Pec, parroco della parrocchia St. Ambrose, a Grosse Point Park, Detroit, Michigan, forse allo scopo di evitare il diffondersi del contagio (!?), ha pensato bene di usare una pistola a spruzzo per l’aspersione con l’acqua benedetta.
Il “distanziamento” è stato rispettato! I fedeli sono rimasti ben chiusi in auto!

Così, ecco trasformata la celebrazione della Messa in uno spettacolo da “drive in”.


Sembra proprio che il coronavirus sia diventato l’ispiratore dei nuovi preti della nuova Chiesa, i quali è come se non vedessero l’ora di praticare ogni sorta di bizzarria, pur di non seguire la pratica liturgica e sacramentale usata da sempre dalla Chiesa.
In venti secoli ne sono capitate di epidemie, e i preti, per debellarle, si sono sempre preoccupati di seguire rispettosamente le prassi proprie della Chiesa.
Oggi, invece, dimentichi che il loro primo dovere è di assistere moralmente e spiritualmente i fedeli, questi preti moderni si industriano per rendere ridicolo ogni atto legato al proprio ministero.

Poco importa loro di svilire e di ridicolizzare le cose sacre, purché possano mostrare il loro protagonismo per dimostrare la loro sudditanza alle pretese del mondo, anche le più stolte, e la loro rinuncia ad ogni riverenza nei confronti del sacro.
Così, invece di assistere spiritualmente i fedeli, offrono loro l’esempio di come si possa essere irrispettosi e blasfemi. 

Lungi dalla facile critica, segnaliamo questo caso per invitare a riflettere sul fatto spiacevole che i nuovi preti della nuova Chiesa dimostrano di aver perso, non solo il rispetto per il sacro che amministrano e per i fedeli loro affidati, ma perfino il minimo buon senso e il rispetto di sé.

maggio 2020



venerdì 4 settembre 2020

Presto arriverà l'Avvertimento o illuminazione e Io sono qui a chiedervi di farvi trovare pronti per questo evento importante per l’umanità



Trevignano Romano, 3 settembre 2020

Figli amati, grazie per essere qui nella preghiera e grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore. Figli miei, presto arriverà l'Avvertimento o illuminazione e Io sono qui a chiedervi di farvi trovare pronti per questo evento importante per l’umanità, dove finalmente si avrà l’ultima possibilità di scegliere da quale parte stare, quello sarà il momento. Prepararsi significa fare una buona confessione, dove ripulire la vostra anima, cibatevi dell’Eucaristia spesso, ecco questo sarà il modo migliore. Cari figli, la Chiesa e nella più totale confusione, ma Io voglio dire ai miei Santi sacerdoti di non temere, perché Io e il mio Gesù, unico vero Salvatore non vi abbandoneremo mai. Figli, bambini miei, Io sono qui per salvarvi e per ricordarvi di pregare la corona del Santo Rosario, unica arma contro Satana. Figli, sarete perseguitati, camminerete tra pugni e sputi, ma non temete, nessuno potrà mai toccarvi e chi si rivolgerà a Dio con tanta umiltà, sarà testimone del Regno dei cieli e del Trionfo del mio cuore Immacolato. Figli, siate sempre luci accese nel mondo e siate testimoni del mio amore, vi aspetto sempre in questo luogo Benedetto dal Padre mio. Ora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen.

Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!



L'ERRORE ESSENZIALE DELL'ISLAM: LA NEGAZIONE DELLA SS. TRINITÀ

*** 

La posizione del Corano, quindi, riguardo la SS. Trinità, come mistero centrale del Cristianesimo e come religione rivelata, in quanto riguarda la vita intima di Dio, è del tutto ignorata e condannata. Puerile, perciò, è pretendere di vedere nel Corano dei presunti accenni a questo mistero cristiano, come, ad esempio, citando la "Sura" 5:47-48: "Giudichi la gente del Vangelo secondo ciò che in esso Dio ha rivelato( ... )"; come pure la "Sura" 4:136: "O voi che credete ( = Musulmani), credete in Dio, nel suo messaggero (Maometto), nel Libro che ha rivelato al suo messaggero (il Corano), e nel Libro che ha rivelato prima di lui. Chi non crede in Dio, nei suoi angeli, nei suoi Libri, nei suoi messaggeri e nell'ultimo giorno, si allontana enormemente dalla verità"... È quindi puerile dire che Maometto, approvando i cristiani e incoraggiandoli a mantenere la propria fede, implicitamente approva la stessa fede nella Trinità(!!); come pure il dire che la "Sura" 2:253: "Noi abbiamo dato a Gesù, figlio di Maria, segni evidenti, e lo abbiamo confermato con lo Spirito Santo", vale quasi a conferma di una esplicita professione di fede nelle tre Persone divine, quali credute, adorate e professate dal Cristianesimo; e così anche la professione di fede dell'unità e unicità di Dio che si legge nel Corano alla "Sura" 112: "Dì: Egli, Iddio, è unico. Iddio, l'eterno, non generò e non è generato, ed a Lui non è eguale nessuno", sono tutt'altro che sufficienti per dire che quelle formule del Corano esprimono la fede in un Dio-Trino, quando altrove, invece, il Corano annulla decisamente la divinità di Cristo, Figlio di Dio, perché proprio la morte di Gesù, come sacrificio espiatorio, e la sua risurrezione, costituiscono l'anima della Rivelazione e la prova suprema della divinità di Gesù Cristo. Lo stesso dicasi anche per lo Spirito Santo, ignorato del tutto, nel Corano, come Terza Persona della SS. Trinità!

 Dunque, né il Padre, né il Figlio, né lo Spirito Santo, sono accettati soggetti di fede nell' lslam
Difatti: 

1°- IL PADRE 

Per Maometto, "Allah" non è "padre": "Dio non è generato e non ha generato" { "Sura" 112, 1-4). Con questa formula, l'Islam nega che Dio è Padre, e nega, con fermezza, la filiazione divina di Gesù. Per Maometto, Dio è infinitamente troppo alto, inacessibile, perché la sua creatura possa permettersi di vedere in Lui un "Padre". 

2° - IL FIGLIO 

Il Corano rifiuta di credere nell'Incarnazione. La "Sura" XXIII.92 dice: "Dio non ha affatto dei figli, e al suo fianco non ci possono essere altri dei: diversamente, ogni dio si impadronerebbe della sua creazione, e gli uni sarebbero più elevati degli altri (dei) ••. ". E nella "Sura" V. 76 si legge: "Infedele è colui che dice: Dio è il Messia, figlio di Maria. Il Messia non ha detto lui stesso: O figli d'Israele, adorate Dio che è mio Signore e il vostro! Chiunque associerà a Dio altri dei, Dio gli chiuderà l'entrata del giardino (paradiso) e la sua dimora sarà il fuoco" .•. La "Sura" XXXIX.6 dice: "Se Dio avesse voluto avere un Figlio, l'avrebbe scelto tra gli esseri che egli ha voluto creare. Ma che questa bestemmia sia lontana dalla sua gloria! Egli è unico e potente!". E nella "Sura" XIX, si leggono imprecazioni, di tono apocalittico, contro coloro che "attribuiscono un Figlio al misericordioso"! L'lslam, quindi, rigetta l'Incarnazione. Il suo "Credo" è ben lungi dal nostro!

3°- LO SPIRITO SANTO 

Nel Corano, il termine "Routh" (Spirito-Allah, Spirito Santo) indica sia l'arcangelo Gabriele, considerato come l'intermediario designato delle rivelazioni profetiche, sia il Cristo, "Messia, Verbo e Spirito d'Allah. Comunque, in nessun caso, questo vocabolo "Routh", nel Corano, avrà il significato di "Spirito Santo", ossia la Terza Persona della Trinità. Il Corano, cioè, tace completamente anche su questa terza Persona della SS. Trinità. Niente Padre; niente Figlio; niente Spirito Santo (quando non sia confuso con Gabriele!). 

***
sac. Luigi Villa

TRATTATO SULL’INFERNO




LA PENA ETERNA

Monsignor De Ségur (1881) nel suo libro L'Enfer racconta il seguente episodio che apprese direttamente da un parente della dama a cui il fatto si riferisce: "In quel tempo, Natale del 1859, ella era ancora viva. Si trovava a Londra nell'inverno dal 1847 al 1848, vedova sui 29 anni, ricca e appassionata dei divertimenti. Fra le eleganti persone che frequentavano il suo salotto, si faceva notare un giovane signore le cui continue visite la compromettevano non poco. Una notte, la signora stava leggendo a letto un romanzo. Udito suonare il tocco dell'orologio, spense le candele e stava per addormentarsi, quando s'accorse che una luce strana, pallida, sembrava avvicinarsi. Con stupore e sgomento vide aprirsi lentamente la porta ed entrare nella camera quel giovane signore, il quale prima che ella potesse pronunciare parola, le si avvicinò, le strinse il braccio sinistro al polso e con accento disperato le disse: "Vi è l'inferno". Per lo spavento e per il dolore di quella stretta, la signora svenne. Rinvenuta chiamò la cameriera. Costei, entrando, sentì un forte odore di bruciato, e avvicinatasi alla pa- drona che a stento poteva parlare, vide che aveva intorno al polso una scottatura così profonda che le carni si erano quasi consumate. Osservò pure che dalla porta del salone fino al letto e dal letto alla porta c'era sul tappeto impressa l'orma di un passo d'uomo che aveva bruciato il panno da parte a parte. L'indomani, l'infelice signora venne a sapere, con spavento, come quella notte, verso l'una, quel giovane era caduto ubriaco fradicio e che i servi l'avevano raccolto e portato nella sua camera dove improvvisamente morì". All'epoca in cui quel vicino parente della signora narrava il tragico caso, la sventurata portava ancora al polso sinistro una larga fascia in forma di braccialetto che non toglieva mai.