giovedì 24 dicembre 2020

Oggi l’umanità deve fare questa riflessione: perché c’è tanta paura? Perché manca la preparazione per incontrare Dio.

 


Cari figli,
con grande pace, con grande amore, [siamo qui] in preghiera in questo momento così bello, così speciale, nel quale i figli che tanto amo sono qui presenti per chiedere, ma anche per ringraziare. Nei momenti di battaglia, molti chiedono, mentre pochissimi ringraziano. Ed è nei momenti di battaglia che dobbiamo metterci in ginocchio, vedere nel silenzio del cuore Dio che agisce in noi e ringraziare in un modo molto speciale. Soprattutto nei momenti difficili, dobbiamo ringraziare con tutto il cuore, perché siamo chiamati alla santità, tutti i giorni. Tutti i giorni siete chiamati da Dio alla santità.

Siamo in un tempo di preparazione, un tempo di veglia per accogliere il Bambino Gesù nel cuore di tutte le famiglie, perché in quest’anno il Natale deve avere una luce diversa. La tua famiglia deve accogliere Gesù con tutto il cuore, dev’essere questo tabernacolo vivo di Gesù, questa mangiatoia che accoglie Gesù.

In quest’anno l’umanità vive una sofferenza che oggi ci fa ringraziare Dio, perché nelle prove l’uomo di fede si fortifica. Per chi non conosce Dio, è il momento di conoscere la grazia di Dio. Molti nemmeno nel dolore avranno questa conoscenza della grazia di Dio, ma è nel dolore che sentiamo quanto Dio ci ha resi forti!

Per questo devi preparare bene il tuo cuore, la tua vita, la tua famiglia. È tempo di pregare e intensificare le preghiere per la conversione della tua famiglia. Chi non vuole la conversione della propria famiglia? Quello che più vedo e sento è il cuore delle famiglia bisognose di questa conversione bella, di questa conversione forte, di questa conversione vera. Allora preparatevi, affinché nella vostra famiglia Gesù risplenda come deve risplendere.

È un anno in cui dobbiamo essere la luce che attende il Dio Bambino. Perché il Dio Bambino ha bisogno di ciascuno di noi. Ha bisogno del tuo cuore per fare di questa Terra una nuova Terra, per fare di questo mondo un regno di pace e di speranza. Dobbiamo iniziare questa preparazione principalmente da oggi, che è il giorno del Signore. In questa domenica di grazie, di benedizioni, ognuno rifletta su quello che il mondo sta vivendo nel momento presente. E Gesù ci dice chiaramente che nulla sarà facile finché l’uomo non otterrà il grande dono del Cielo, che è il trionfo del mio Cuore Immacolato.

L’umanità ha bisogno di questo trionfo, figli! Non puoi permettere che il demonio distrugga la tua famiglia, questo giardino bellissimo di Dio. Quando parlo della famiglia e Dio mi concede la grazia di dire “la famiglia è il giardino di Dio”, io mi sento una Madre benedetta da questo giardino di Dio, perché Dio mi ha dato la famiglia, e questa famiglia sono i figli che tanto amo, questa famiglia è la ricchezza della Sacra Famiglia di Nazareth: Gesù, Maria e Giuseppe. E voi fate parte di questa ricchezza.

Allora quando Dio ti dà la grazia di dire: “la mia famiglia è un giardino di Dio”, loda la Santissima Trinità per questo. Ringrazia. Dì al Signore: “Grazie, perché la mia famiglia è un giardino del quale devo prendermi cura”. Chi si prende cura di un giardino terreno sa quanto questo giardino abbia bisogno di attenzioni. Allora pensa a cosa significa prenderti cura di un giardino di Dio, di un giardino celeste. Quanto è grande la missione della famiglia: la catechesi, l’evangelizzazione dei figli, la lotta per la santità dei nostri giovani, la restaurazione dei più maturi! Perché spesso pensi al giovane, pensi al bambino, e dimentichi che tu sei il canale di luce per i giovani e per i bambini. Tuo figlio seguirà i tuoi passi, nella maggior parte dei casi. Quasi sempre, i figli seguono i passi dei genitori.

Ecco perché la famiglia deve dare testimonianza di santità e in quest’anno Gesù ha fatto sì che la famiglia riflettesse un po’ di più sul vivere l’amore. A volte lasci la tua casa, lasci i tuoi figli, smetti di catechizzare i tuoi figli, la tua famiglia, per andare verso le cose facili, che sono le trappole del demonio. Oggi la famiglia è diventata un bersaglio facile per le insidie del demonio. Il demonio ha distrutto la tua famiglia, si è preso gioco della tua famiglia.

Quest’anno è un anno di grande dolore, perché la malattia che colpisce il corpo causa un grande dolore, l’uomo teme il dolore della carne. Ecco perché Gesù vi ha insegnato e vi ha chiesto di recitare la preghiera in cui riflettete sul fatto che una ferita nella carne non è la ferita peggiore, la ferita peggiore è quella dell’anima. Gesù vi ha presentato questa riflessione bellissima: “Meglio mille ferite nella carne che una sola ferita nell’anima”. Avete già riflettuto sull’importanza di questa preghiera? Su cosa siano mille volte e cosa sia una sola volta? Sul danno che può fare una sola ferita nell’anima?

E oggi le famiglie sono molto ferite nell’anima, figli. Per questo la sofferenza non passerà, per questo la sofferenza che colpisce la carne vi ha portati a vivere un anno in cui vi siete sentiti soffocare. Perché è una ferita. Ma mille volte meglio questa ferita di quella che colpisce l’anima e che l’uomo non riesce a vedere! Perché l’uomo ha paura della morte ma spesso non ha paura di perdere la propria anima. La morte del corpo ci fa risorgere a Dio, alla vita, alla vita eterna. Nulla si perde, tutto si trasforma. [Gesù ha detto:] “Chi crede in me non morirà, ma risorgerà”. Oggi l’umanità deve fare questa riflessione: perché c’è tanta paura? Perché manca la preparazione per incontrare Dio.

Allora la malattia che colpisce direttamente la carne causa all’uomo una sofferenza molto grande, ma quella che colpisce l’anima, quella che l’uomo molte volte finge ancora di non vedere, porta l’uomo a oltrepassare anche la sua stessa famiglia – che è il giardino di Dio, che è quanto di più sacro esista per Dio – per soddisfare l’ego, la vanità umana. Per questo Gesù ha detto: non sarà solo una peste, non sarà solo una pandemia, possono arrivare sofferenze molto peggiori. Fino a quando otterrete la grazia della vittoria.

E oggi devi essere preparato, perché Gesù vi mostra nitidamente che è un tempo di giustizia di Dio sulla Terra, è un tempo di giustizia divina sugli uomini, e in questa giustizia divina si raccoglie quello che si semina. Allora è inutile voler raccogliere fiori bellissimi se semini solo dolore. Inizierai a raccogliere questo dolore: il dolore della tua avidità, il dolore della tua individualità, il dolore del tuo orgoglio, il dolore della tua gelosia, della tua invidia, della tua menzogna.

E a un certo punto l’umanità apre gli occhi dell’anima, gli occhi del cuore, e non trova una risposta per qualcosa che sembra invisibile, sembra intoccabile, ma del quale in quest’anno tutti hanno paura. Ma Gesù ci mostra che dobbiamo svegliarci, perché Dio può allontanare da noi qualsiasi peste, può allontanare dal mondo qualsiasi sofferenza, basta che crediamo nella sua misericordia. Se questa epidemia non si è ancora allontanata, è perché dobbiamo piegare di più le nostre ginocchia e credere in questa grazia. Per questo Gesù ha detto: Non smettere di ringraziare, anche per la sofferenza. Questa sofferenza arricchisce il tuo cuore e la tua anima.

Allora oggi che vi siete riuniti qui in quest’anno della famiglia, in quest’anno di conversione della famiglia, io Maria, la Madre di tutte le famiglie, chiedo a Gesù di risplendere nella vita di ogni famiglia. Che risplenda questo amore, che risplenda questa grazia del perdono, dell’unione, della fraternità, che risplenda la speranza, che risplenda la guarigione, perché Egli può allontanare ogni male che c’è nel mondo, che si tratti di una pandemia, di un’epidemia, della guerra, della violenza. Egli tutto può. Dio è onnipotente, figli.

Forse i figli non conoscono il potere che ha questo Padre e – ancora più bello – la misericordia che ha questo Padre! Perché Egli ama i suoi figli. Potrebbe esserci una sofferenza molto maggiore. Se doveste raccogliere quello che seminate, non affrontereste solo una pandemia, ma sofferenze molto peggiori. Ma Dio vi protegge sempre con la sua misericordia. Per questo Gesù ha detto: “la misericordia è l’ultima tavola di salvezza”. Felice chi si rifugia nel Cuore, nelle profondità di questo Cuore Misericordioso.

Sono certa che molti di voi qui presenti vi siete rifugiati nelle profondità del Cuore Misericordioso di Gesù, supplicandolo tutti i giorni con la coroncina della divina misericordia. E con le preghiere bellissime che il Cielo vi ha dato in questo santuario, rivolte alla misericordia divina. Preghiere che devono essere divulgate. La divulgazione maggiore è la tua fedeltà a Dio. A volte l’uomo pensa che il modo migliore per divulgare le cose di Dio sia parlare. No, la divulgazione migliore delle cose di Dio è fare la volontà di Dio.

Cosa sono stati i santi? Testimoni della volontà di Dio nelle loro vite. Molti di essi non sono nemmeno conosciuti, ma sono stati testimoni della volontà di Dio nei loro cuori. Forse in questo tempo di battaglia l’umanità ha approfondito la vita dei santi, come voi qui avete ricevuto il dono di conoscere la vita di un grande e forte santo, fedele a Dio (San Giovanni Maria Vianney). Allora per divulgare queste preghiere sii un testimone vivo, pregando.

Ecco quello che Gesù Cristo vuole da noi: che siamo luce per il mondo. Quello che abbiamo imparato in ogni messaggio è che dobbiamo essere luce per il mondo. Noi, figli! Ognuno guardi sé stesso. Anche se la tua piccolezza è enorme, Dio vuole che tu sia luce per il mondo. Allora voi oggi siete qui per uscire da qui – quelli che torneranno alle loro case e quelli che vivono qui in comunità e fraternità – per essere luce in questo Natale. Tu sarai la luce! Accendere una candela nella tua casa è molto facile, accendere la fiamma del tuo cuore a Gesù è una missione. Una missione di amore verissimo, di forte perseveranza. Allora quando sarai questa luce sarai tu che risplendi, sarai tu che illumini. E quando sarai questa luce anche la tua famiglia sarà luce. E tu ti prenderai cura di questo giardino che Dio tanto ama. Perché se un giardino terreno ha bisogno di cure, il giardino di Dio ha bisogno di molte più cure. Perché nel giardino della terra arrivano i piccoli infestanti che vogliono distruggerlo, mentre chi vuole distruggere il giardino di Dio è il demonio.

Anche se sembra difficile da credere, il demonio oggi si vince con il potere della preghiera quotidiana, con il potere del vivere la Parola di Dio, con il potere di una vita unita a Gesù nel Santissimo Sacramento. Il vostro tesoro più grande è la Santa Eucarestia, la Santa Comunione. Anche se in questo tempo di battaglia potete fare solo la Comunione spirituale, Cristo vive con te, perché il tuo cuore ha sete di Cristo, la tua anima ha sete di Cristo.

Allora dobbiamo essere questi testimoni bellissimi. Perché nell’anno della conversione delle famiglie dobbiamo prepararci. Se Dio chiede conversione è perché la famiglia deve essere forte per vincere qualcosa che è già qui o che arriverà. Allora la tua famiglia deve essere forte. E prendersi cura di questo giardino di Dio non significa solo preoccuparsi della vita terrena, ma coltivare sempre l’incontro con il Cielo.

E la trasformazione di questo mondo, figli. Perché Dio vuole un mondo migliore. Dio vuole figli santi. Allora che questa missione oggi possa essere veramente la fonte di luce e di amore per tutti i figli della Terra. Questa è la richiesta della Madre di Dio, Maria Madre della Pietà, l’Immacolata Concezione.

Con grande affetto voglio darvi la mia benedizione.

in questo momento la Madonna benedice tutti

Cari figli,
vi ho benedetti con molto affetto. Sono stata immensamente felice per questo momento di affidamento, di preghiera. Oggi riceviamo dal Cielo una luce molto grande per preparare le famiglie per questo Natale, per preparare i cuori affinché Gesù vi abiti, affinché Gesù regni in ogni cuore e anima.

Siamo uniti: Maria è insieme ai figli di Dio, amati e protetti dalla misericordia. Sono tempi forti di sofferenza: nella famiglia, nell’umanità, in Brasile, nelle comunità. Il demonio cerca sempre di dividere, di avvelenare, di portare la divisione. E Dio sempre ci insegna ad essere uniti, fraterni, forti e fedeli. Per arrivare a questo, la grande vittoria è la preghiera. Soprattutto quando Gesù ci parla della devozione e della supplica alla sua misericordia divina. Quanto è bella la misericordia di Dio! Quando guardo il mondo e vedo tempi di pandemia, tempi di malattie nel corpo, nell’anima, di divisioni nelle famiglie, Io Maria Madre vostra guardo la misericordia infinita di mio Figlio Gesù e chiedo a Gesù: “metti nel tuo Cuore Misericordioso tutti questi figli amati”. Perché io so quanto è grande questo Cuore e quanto Gesù vi darà grazie e benedizioni. Per questo, anche davanti alla sofferenza di quest’anno, non smettere di ringraziare. L’uomo non deve ringraziare solo per il giubilo, deve ringraziare anche per la croce. Ringrazia Dio per la tua croce. Perché è la croce che ti porterà la vittoria. Per questo vi auguro la pace. Siate forti per portare la vostra croce.

Faccio gli auguri ai festeggiati. Sono tanti quelli che oggi compiono gli anni. A te che oggi compi gli anni: voglio consacrarti a Dio. Voglio consacrare la tua vita, la tua missione, la tua vocazione come padre, madre, sacerdote, missionario, religioso. Oggi sei consacrato al mio Cuore Immacolato di Madre.

Chiedo a mio Figlio di benedire i fiori per la guarigione e liberazione dei malati nel corpo e nell’anima.

Ecco la Serva del Signore, Maria l’Immacolata Concezione. Il Signore mi chiama.

20 dicembre 2020

AVVERTIMENTO


 

La vera storia della nascita verginale di Gesù Cristo ...

 


"Ricordate, figli Miei, venite a Mia Madre; poiché nel Suo ricordo dei Suoi giorni umani sulla terra, Lei ha creato al di sopra di tutti gli esseri umani - senza peccato, senza lo stigma del peccato, una vita perfetta sulla terra senza peccato, e assunta in e spirito - Lei soprattutto può guidarti perché è tua madre; è la regina del cielo e la madre di ogni essere umano sulla terra ". - Gesù, 14 agosto 1979

Veronica Lueken ha ricevuto una locuzione da Gesù l'8 aprile 1976:

L'8 aprile 1976, Gesù venne da me e disse: "Veronica, scriverai esattamente come io ti do questo. Lo chiamerai La storia della nascita della Vergine".

            In questo anno 1976, ci sono intellettuali, teologi, scienziati e così via che mettono in dubbio la nascita verginale di Maria, la Madre di Dio. Non capisci il potere onnipotente di Dio? Niente è impossibile per Lui o per Lui. Permettetemi nel mio umile sapere, limiti, tentare di spiegarvi cosa ha fatto il Padre Eterno per l'umanità.

            Quando Dio creò Adamo, poi gli diede una donna, Eva, perché fosse parte e compagna di lui, furono i primi uomini e donne sulla terra creati a immagine di Dio.

            Satana, l'alto angelo caduto, che era stato scacciato dal Cielo perché cercava di detronizzare Dio Padre e prendere il controllo del Cielo — bene, satana andò dietro ad Eva per tentarla a disobbedire a Dio. Ci riuscì, e Adamo ed Eva — sì, Eva fecero sì che Adamo la seguisse nel peccato e furono scacciati dal paradiso.

            Dio Padre disse a Eva: "Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue concezioni". Ascoltate questo, tutti voi sostenitori dell'aborto: Dio crea la vita nelle Sue concezioni. Dio ha detto che metterà la vita dentro di lei, Eva e la sua prole. Poi Dio disse: "Nel dolore partorirai figli". Questo dolore è dolore, prova e fatica. "E tu sarai sotto il potere di tuo marito." Se leggerai Genesi 3, versetto 16 capirai. Devi obbedire a questo, tutte le donne liberazioniste. Devi, partorirai figli e sarai sotto il potere di tuo marito e lui avrà il dominio su di te. L'uomo guiderà la donna e sarà il capo, e avrà il dominio su di te.

            Ad Adamo fu dato a lavorare e faticare tutta la sua vita per lavorare, mangiare e sopravvivere. Il paradiso è stato chiuso fino a quando non è stato possibile compiere un sacrificio perfetto per aprire le porte a un'umanità decaduta. Il triste Padre celeste aveva un piano ei profeti lo rivelarono all'umanità e lo scrissero come parte della testimonianza nella Bibbia. Il seme, il seme, di cui Dio ha parlato nella Genesi, capitolo tre, verso quindici, quella Maria, il seme che Maria ha portato dentro di sé. satana aveva la sua discendenza, gli angeli cattivi, gli angeli caduti, i demoni che furono scacciati dal cielo con lui e quelli che avrebbe rivendicato nel suo futuro sulla terra, le anime e gli umani caduti condannati all'inferno.

            Quindi, vedi, con Gesù, Dio Padre voleva dire che Maria avrebbe guidato la lotta contro satana. Naturalmente, tutto sotto la direzione della Trinità finché Lei non gli avrebbe schiacciato la testa, il suo governo, e lui, il serpente, satana, sarebbe rimasto in agguato conoscendo il piano. Quindi, satana sapeva che avrebbe avuto solo così tanto tempo per sedurre, per catturare anime per il suo regno dell'inferno, per prenderle con rabbia e frustrazione dal loro Creatore, Dio Padre nei cieli. Quindi, vedi, satana vuole che le anime disprezzino Dio e poi le torturerà per sempre all'inferno. Allora perché devi cadere nella sua trappola?

            Giuseppe era fidanzato, il che significa fidanzato con Maria. Prima di essere presentati l'uno all'altro — cioè, si sono riuniti per prepararsi per il matrimonio e si sono sposati Maria è stata trovata incinta dallo Spirito Santo. Questo era prima che si sposasse. Era una manifestazione soprannaturale di Dio. Il seme, il bambino, è stato posto nel grembo da Dio, il Padre Eterno, senza che Maria avesse conosciuto l'uomo, nessun contatto fisico con l'uomo nel rapporto. Maria era pura, vergine per sempre. Era il piano di Dio. Naturalmente, Mary capì. L'angelo le aveva spiegato prima, ma Giuseppe era confuso e spaventato, e l'amorevole Maria voleva nasconderla fino a dopo la nascita, sentendo che le persone non avrebbero capito. Ma Dio gli mandò un angelo per spiegare cosa stava succedendo; che era tutto nel piano di Dio; che questo era il Messia promesso e che Maria fu scelta per essere la Madre del Figlio di Dio, il Salvatore del Suo popolo dai loro peccati. Joseph fu molto sollevato e pregò e poi ricevette la grazia di capire tutto.

            L'angelo spiegò che Dio Padre era triste per il fatto che satana gli avesse portato via così tante anime, quindi doveva mandare il suo unigenito Figlio per cercare di salvarle, tutte quelle che avrebbero ascoltato e creduto dopo il prossimo Sacrificio.

            Sì, Giuseppe conosceva la vita futura per Maria e Gesù e il sacrificio a venire, e la parte che avrebbe dovuto svolgere nelle loro vite. Dio gli fece conoscere tutto e gli diede forza e scopo.

            Quando Giuseppe sperimentò la nascita di Gesù, non c'era mai stata la possibilità di dubitare. Vide Maria cadere in un sonno profondo e sentì un cambiamento in lui, un senso di presenza divina, una grande luce che avvolgeva l'area della stalla. E davanti ai suoi occhi — senza alcuno sforzo fisico da parte di Maria — e Maria rimase coperta da una coperta nel sonno, completamente vestita — il Cristo-Bambino apparve, come dal nulla sul letto preparato di paglia e stoffa.

            Joseph guardò negli occhi questo bambino appena nato, nato in un modo generato solo da Dio solo; oltre la maggior parte della comprensione umana, una nascita indolore, una nascita soprannaturale senza passaggio dalla vagina; Il suo ingresso nel mondo somigliava in forma umana a qualsiasi altro bambino, ma questo non era un essere umano ordinario, questo era, è Dio, il Figlio di Dio che prendeva solo su di sé una forma umana per venire all'umanità come riconoscibile in un corpo per camminare tra l'umanità per perorare la causa del Cielo, per risvegliare un'umanità decaduta alla necessità di comprendere il Padre Eterno e seguire il Suo piano per raggiungere il Cielo, per salvare la loro anima eterna e vivente, il loro essere immortale, le loro anime.

            Sì, il Figlio di Dio ha fatto miracoli. Quelli che vedevano credettero, e alcuni videro ma credettero per un breve periodo finché satana non li accecò o chiuse i loro cuori. Furono date grazie in abbondanza, cure del corpo e dello spirito, eppure Egli fu perseguitato e il Suo corpo ucciso sulla croce, il Sacrificio più perfetto, per morire nel corpo in modo che altri possano vivere nello spirito con Lui in Cielo. "A Te, Padre, raccomando il Mio Spirito". Si prega di vedere Luca capitolo 23 versetto 46.

            Devo anche aggiungere che Maria è nata senza peccato originale; Non portava la macchia di Eva, poiché la venuta di Maria era stata pianificata da Dio molto prima che Sant'Anna la portasse al mondo. Di lei era scritto nell'Antico Testamento: "Ecco, la Vergine sarà incinta e partorirà un Figlio, ed essi lo chiameranno Emmanuele, che significa che Dio è con noi. (Controlla questo, per favore. Fai riferimento a questo in Isaia capitolo 7 versetto 14.) Giuseppe Lo chiamò Gesù, la forma greca e latina del tardo nome ebraico e aramaico, Jeshua, che significa che il Signore è salvezza.

            Beata Maria sempre Vergine, prega per noi adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.

            Gesù ha parlato semplicemente all'umanità, se solo si volesse ascoltare. Disse: "Lascia che i morti seppelliscano i morti". In riferimento a questo, leggi Matteo capitolo 8 versetto 22. Ovviamente, mentre Gesù andava in giro, trovò alcune persone già con anime morte tra i cadaveri. In riferimento a ciò, posso dire che ci sono corpi viventi con anime morte già perse in Paradiso, troppo indurite per tornare; amare troppo il loro peccato per rinunciarvi per salvare le loro anime.

            Sei un'anima che vive nella luce sulla via del Cielo, o soffri un'oscurità dello spirito sulla strada della morte della tua anima per essere rivendicata da satana, eternamente dannata? C'è ancora tempo per prendere la strada giusta. Non vuoi tornare indietro e seguire la Mia direzione?

            Questo mi fu dato, dettato da Gesù con la Madonna presente verso la fine del messaggio alle due del mattino dell'8 aprile 1976. Sono rimasto molto sorpreso perché stavo per andare in pensione, avendo passato un bel po 'di tempo a fare la Madonna. lavoro scritto in risposta alle lettere, quando Gesù disse: "Veronica, penitenza, è necessaria più penitenza".

            Ho capito Gesù. Vedi, tutto ciò che è difficile, come ha detto spesso Gesù, la penitenza è dura, ma alla fine la penitenza è una grande gioia. Quindi qualsiasi cosa, anche se devi rimanere sveglio più tardi la sera per fare un lavoro che coinvolge l'opera di Dio, Gesù chiamerà tutto ciò che è penitenza difficile. Pensa a quante grazie possiamo fare e ottenere. Voglio dire, quante grazie possiamo ottenere con la nostra accettazione di tutta la penitenza che Dio ci permetterà di ricevere.

            E così fu alle due del mattino dell'8 aprile 1976, che Gesù disse: "C'è bisogno di molta penitenza a causa della vile diffamazione di Mia Madre e del rapporto del modo in cui sono nato. È per questo. motivo per cui molta sofferenza sarà inviata all'umanità a meno che, e dico a meno che ", disse Gesù, poiché ogni punizione è condizionata alla risposta dell'uomo —" a meno che non ci sia penitenza ed espiazione all'Eterno Padre per le abominazioni e i peccati commessi nel vostro mondo, "Gesù disse," e il peccato ora dilagante e le abominazioni commesse dalla Mia fiducia in tutte le Mie chiese, la Mia Chiesa, la Chiesa cattolica romana universale sulla terra ".

            Ecco perché dobbiamo pregare per la nostra gerarchia, pregare per Papa Giovanni Paolo II, pregare per tutti i vescovi, i cardinali, i sacerdoti. Perché ora c'è una guerra degli spiriti in corso in tutto il mondo. Molti non riconoscono ormai i segni dei tempi. Ma presto, attraverso la sofferenza se necessario, Dio farà conoscere la Sua volontà all'umanità.

            Dobbiamo forzare la mano di Dio su di noi? Come ai tempi di Noè, come ai tempi di Sodoma e Gomorra, non possiamo salvare il nostro paese e il mondo? È troppo chiedere penitenza ed espiazione ora prima che sia troppo tardi? Per favore pregate il rosario. Per favore accetta tutte le prove permesse dal Cielo su di te quando svolgi il lavoro di Nostra Signora delle Rose e la Missione dal Cielo. Pregherò per tutti voi, e spero che pregherete tutti per me, perché anch'io sono solo un comune peccatore tra l'umanità, una casella vocale per Nostra Signora e Gesù, ma pur sempre un normale essere umano.

"Figli miei, è solo perché molti anni fa mi avete consacrato il vostro paese * che non avete ricevuto la distruzione che si sta avvicinando gradualmente a voi dal mondo esterno. Ma se vi allontanate da Me adesso non potrò più per proteggerti. " - Nostra Signora, 1 luglio 1971

* Nel 1846, otto anni prima che Papa Pio IX proclamasse il dogma dell'Immacolata Concezione, il Sesto Concilio di Baltimora scelse formalmente la Beata Vergine Maria concepita senza peccato come Patrona degli Stati Uniti.

 

La visione di Veronica del primo Natale ...

VeronicaVedo un buco scavato in profondità all'interno di una collina. L'ingresso è molto ampio. Vedo una Signora seduta per terra. Il terreno sembra polveroso e duro. Ci sono alcuni animali intorno a Lei; ci sono tre pecore. La Signora raccolse gli agnelli più vicini per scaldarsi intorno alla piccola figura distesa su un mucchio di paglia o erba secca.

     C'è un uomo: deve essere San Giuseppe, vestito con una tunica di stoffa marrone, che guarda il Bambino. Il neonato è molto piccolo, avvolto in un rivestimento color crema. La Signora, la nostra Beata Madre, stava spingendo le pecore più vicine. Vicino all'ingresso c'era un grosso animale con grandi corna e una pelle marrone dall'aspetto duro, delle dimensioni di una mucca.

     È molto buio nella grotta, ma sembra che ci sia una luce tutt'intorno a loro. La luce sembra provenire dall'aria. Ci sono due angeli molto grandi dietro l'uomo. Ma non credo che la Signora, la nostra Beata Madre, ne sia consapevole perché continua a guardare in basso.

     Oh, come sembrano poveri! Ma sembrano così felici. La Madonna è seduta dritta sul terreno duro, nella polvere. Deve essere stato molto difficile per Lei aver dato alla luce il bambino nel mondo, ma sembra così felice!

Nostra Signora delle Rose  "Il cibo che mangiavamo era duro, ma la luce era su di Noi e abbiamo accettato tutto con gioia".

VERONICA Ho potuto vedere che la Madonna aveva un pezzo di quello che sembrava essere pesce essiccato, e che era molto difficile da masticare. Joseph aveva in mano una parte scura, quasi nera di quello che sembrava essere pane. Non era un pane largo, ma piuttosto piatto, come cotto senza lievitare o qualcosa del genere. Inoltre sembrava duro e asciutto.

      Riesco a sentire la musica. La Madonna e Giuseppe sorridono perché sentono la musica. La grotta era piena delle molte voci di bambini piccoli che cantavano. Le voci cantano: “Ti saluto, piccolo Salvatore vestito di luce. Nato per partecipare alla battaglia del paradiso. "

Nostra Signora delle Rose"Molti sono venuti portando doni, ma noi abbiamo guardato nel loro cuore e li abbiamo mandati per la loro strada" 

VERONICAPoi qualcuno, un uomo in abito bianco, ha spinto la testa attraverso l'apertura nella grotta, ma non ha sentito la musica né ha visto gli angeli. (Sarebbe stato evidente sul suo viso.) L'uomo iniziò a parlare con Joseph. Non riuscivo a cogliere le sue parole.

     Sono convinto che è solo per la grazia speciale data dal Padre che si può partecipare a una manifestazione soprannaturale.

     Il volto del bambino neonato era molto insolito, perché sembrava così giovane, eppure il suo volto conteneva la conoscenza e la saggezza dei secoli. Mary sembra così amorevolmente felice. Ma c'è anche una sfumatura di malinconica tristezza, perché conosce già la strada da percorrere, i dolori che dovrà affrontare in futuro, perché le sono stati resi noti. Mary disse, nel più tenue dei toni:

Nostra Signora delle Rose“Ecco la serva del Signore. Fai di noi come vuoi ".

L'angelo venne al fianco di Maria e disse:

Angelo"Questo bambino sarà nutrito dalla luce." (24 dicembre 1970)

Pio XII e il Natale del 1943

 


Il Natale del 1943 fu a Roma, occupata dai nazisti, uno dei più duri Natali del tempo di guerra. Vigeva il coprifuoco e le Messe di Natale vennero abolite. Pio XII celebrò una sola solenne Messa nel pomeriggio del 24 dicembre a San Pietro.

Quel giorno il Papa pronunciò un discorso al Sacro Collegio e alla Prelatura Romana, di cui riportiamo i passi principali.

Pio XII inizia ricordando una espressione cara ai cristiani: “un cuor solo e un’anima sola”. “Questo «cor unum et anima una», che riuniva i primi seguaci di Cristo, fu l’infiammata arma spirituale del piccolo gregge della Chiesa primitiva, il quale, senza mezzi terreni, con la parola, con l’amore disinteressato e col sacrificio anche della vita, iniziò e condusse a termine la sua vittoriosa azione di fronte ad un mondo ostile. Contro la forza di resistenza, di zelo, di disprezzo dei patimenti e della morte di un tal cuore e di una tale anima non valsero e s’infransero le arti e gli attacchi delle potenze avverse, che ne combattevano l’esistenza, la dottrina, la diffusione e il consolidamento”.

“Così dall’unione dei cuori e delle anime di tutti i fedeli si formava come un cuor solo e un’anima sola, che la propagazione della fede attraverso i tempi estese e ancora estende per tante regioni e popoli; e un così bel vincolo di cuori e di anime da tutte le terre e da tutti i lidi arriva fino a Noi, e più vivo e forte si rinnova nell’ora presente delle comuni afflizioni e invocazioni e delle comuni brame e speranze, mercé del divino Spirito Vivificatore e Santificatore, che fa e conserva la Sposa di Cristo, sempre la medesima nella sua unità e universalità, anche in mezzo ai rivolgimenti che sovvertono le Nazioni”.

Il Papa passa poi a descrivere la guerra e le sue dure conseguenze.

“Nel corso di quest’anno la tormenta della guerra si è avvicinata sempre più anche alla città Eterna; e dure sofferenze si sono abbattute su molti dei Nostri diocesani. Non pochi tra i più poveri hanno visto il loro focolare distrutto da attacchi aerei. Un Santuario, caro al cuore della Roma cristiana e vero gioiello di una venerabile antichità, fu colpito e ricevette ferite difficilmente sanabili”.

Le rovine, aggiunge il Papa, non sono solo materiali, ma anche economiche: “Se l’interruzione e la paralisi della normale produzione di ciò che è necessario alla vita avesse a procedere col ritmo presente, è da temere che, nonostante le sollecite cure delle competenti Autorità, il popolo di Roma e gran parte della popolazione italiana, tra non molto tempo, verrebbero a trovarsi in condizioni di indigenza, quali a memoria d’uomo non si sono forse mai avverate e sofferte in questa terra già tanto provata”.

Pio XII tuttavia invita alla tranquillità spirituale e morale: “A tutti, e in particolare agli abitanti dell’Urbe, raccomandiamo instantemente di conservare la calma e la moderazione e di astenersi da qualsiasi atto inconsulto, che non farebbe se non provocare ancor più gravi sciagure.”

Soprattutto, afferma il Papa, non bisogna scoraggiarsi nelle difficoltà.

“In mezzo a tali perturbamenti ben s’intende quanto convenga ad ognuno di mantenersi franco e coraggioso nella pratica morale della vita, mentre non pochi cristiani, anche fra quelli che sono al servizio della Chiesa e del santuario, si lasciano sgomentare dalla tristezza dei tempi, dall’amarezza delle privazioni e degli sforzi richiesti, dalla catena di delusioni, che si stringe e si abbatte su di loro; talmente che non sfuggono al pericolo di smarrirsi d’animo e di perdere quella freschezza e agilità di spirito, quella robustezza di volontà, quella serenità e quella letizia dell’osare e portare a termine ciò che si imprende, senza di cui non è possibile una feconda opera di apostolato”.

Nell’avversità del tempo presente, tempo di guerra e di miseria il Pontefice invita “i pusillanimi, gli sfiduciati, gli spossati” a volgere “uno sguardo al presepio di Betlemme e al Redentore, che dà inizio al rinnovamento spirituale e morale del genere umano in una povertà senza esempio, nella quasi totale separazione dal mondo dei potenti di allora”. Questa visione “deve ricordare e ammonire che le vie del Signore non sono le vie illuminate dalla falsa luce di una saggezza puramente terrena, ma dai raggi di una stella celeste ignota alla prudenza umana. Dalla grotta di Betlemme quando si rivolga l’occhio alla storia della Chiesa, tutti dovrebbero convincersi che ciò che fu detto del divino suo Fondatore: « Sui eum non receperunt » (Io. I, 11), è rimasto sempre la divisa dolorosa della Sposa di Cristo nel corso dei secoli, e che più volte i tempi di dura lotta prepararono vittorie grandiose, d’importanza definitiva per lunghe epoche avvenire”.

Pio XII si rivolge quindi alle anime generose.

“Se Ci è lecito di penetrare nella visione dei disegni di Dio, dei quali è luce il passato, le ardue e cruente condizioni dell’ora presente altro forse non sono se non il preludio di una aurora di nuovi svolgimenti, nei quali la Chiesa, mandata a tutti i popoli e per tutti i tempi, si troverà di fronte a doveri ignoti ad altre età, che solo animi coraggiosi e risoluti a tutto potranno portare a compimento : cuori non timorosi di assistere al ripetersi e rinnovarsi del mistero della Croce del Redentore nel cammino della Chiesa sulla terra, senza pensare ad abbandonarsi con i discepoli di Emmaus ad una fuga dalla amara realtà; cuori consapevoli che le vittorie della Sposa di Cristo, e specialmente le definitive, sono preparate e ottenute in signum cui contradicetur, in contrasto, cioè, con tutto quello che l’umana mediocrità e vanità si studiano di opporre alla penetrazione e al trionfo dello spirituale e del divino.”

Il Santo Padre continua così il suo appello:

“Se oggi dobbiamo portare aiuto al nostro tempo, se la Chiesa ha da essere per gli erranti e per gli amareggiati dalle angustie spirituali e temporali dei nostri giorni quella Madre che aiuta, consiglia, preserva e redime; come potrebbe essa attendere a tanto bisogno, se non disponesse di una acies ordinata, reclutata tra le anime generose, che al di sopra della cara visione del neonato Bambino non temono né dimenticano di sollevare lo sguardo al crocifisso Signore, consumante sul Calvario il sacrificio della sua vita per la rigenerazione del mondo, e ritraggono come forza e valore nel loro vivere e nel loro operare la legge suprema della Croce?”.

Le parole con cui Pio XII conclude il suo discorso del Natale 1943 sono di fiducia nelle infallibili promesse divine.

“Noi preghiamo per il genere umano, avvinto e legato nelle catene dell’errore, dell’odio e della discordia, quasi in una prigione da lui stesso costruitasi, ripetendo la invocazione della Chiesa nel sacro Avvento: O clavis David et sceptrum domus Israel; qui aperis, et nemo claudit; claudis, et nemo aperit: veni, et educ vinctum de domo carceris, sedentem in tenebris et umbra mortis!

“O Chiave di Davide e Scettro della casa d’Israele, che apri e nessuno chiude, chiudi e nessuno apre: vieni e conduci fuori dal carcere il prigioniero che siede nelle tenebre e all’ombra della morte”.

Queste parole della Sacra Scrittura risuonano ancora oggi con la loro forza perenne. Anche oggi, come allora, siamo prigionieri delle tenebre, ma nelle tenebre, riponiamo tutta la nostra speranza nel Santo Bambino di Betlemme, nella sua Divina Madre e in san Giuseppe capo della Sacra Famiglia, chiedendo loro la forza per essere una vera acies ordinata che combatte “cor unum et anima una” per amore della Chiesa e della Civiltà cristiana.

Roberto de Mattei     

Radio Roma Libera

Ci sono molti pericoli in agguato in tutto il mondo, dai virus microscopici ai globalisti assetati di potere. Ma coloro che sono nella grazia di Dio e hanno una vita di preghiera, non hanno bisogno di "tremare" di paura per nulla di tutto questo ...



Deum non invocavérunt: illic trepidavérunt timóre, ubi non erat timor , “ Non hanno invocato Dio; dove non c'era nulla da temere, tremavano di paura ”( Sal 52, 6) [1]: queste parole si applicano così bene alla situazione attuale dell'umanità, che bisognerebbe anche verificare che non siano state scritte dal salmista come profezia per il 2020. .. 

Scherzi a parte, in realtà è un'illusione pensare che le circostanze che stiamo attraversando siano assolutamente senza precedenti. Non siamo così speciali: come dice l' Ecclesiaste , “non c'è niente di nuovo sotto il sole” (1, 9). Inoltre, non è senza motivo che le Scritture siano ispirate. Lo Spirito Santo ha pensato a ciascuna delle sue linee senza tempo, e leggendole e meditando su di esse troviamo grande conforto nel mezzo della tribolazione [2].

Ma perché diciamo che queste righe sono così appropriate? Perché l'attuale pandemia ha scatenato una vera ondata di terrore nel mondo Non c'è nessuno a cui è stato risparmiato questo. Per alcuni, è la paura della malattia e della sofferenza, della solitudine e della morte. Per altri è la paura del caos sociale ed economico, di un futuro incerto e poco promettente: si parla ora di un “Big Reset” globale, un tentativo di trasformare completamente le relazioni tra le persone nel mondo post-coronavirus, e il Le discussioni etiche e politiche sui vaccini sono solo all'inizio. I motivi per temere, a quanto pare, abbondano. 

Citando il verso di cui sopra, tuttavia, la nostra intenzione non è di puntare il dito contro gli altri e ridere delle loro paure, come anche noi le sentiamo. La paura è un'esperienza universale, una reazione naturale al male, che non possiamo semplicemente “cancellare” dalla nostra umanità. Nostro Signore stesso, “provato come noi in tutto tranne che nel peccato” ( Eb 4, 15), ha sperimentato la paura della morte nell'Orto degli Ulivi, con il suo Preziosissimo Sangue che gli scorreva dalla pelle come sudore (cfr Lc 22,39) -46; STh III 15 7c. ).

Il problema , quindi, non è la paura che proviamo, ma ciò che ne facciamo . La paura non è riprovevole quando è solo una sensazione , un raffreddore alla spina dorsale o un brivido al collo. Quando va al cuore e comincia ad essere pensato, nutrito e anche “razionalizzato”, questo è il grande pericolo. 

Pericolo che diventa ancora più grande quando la paura è nutrita da un'anima che non chiama Dio. Deum non invocavérunt , dice l'Autore sacro. È interessante notare che, sebbene questo salmo inizi con una chiara allusione ai non credenti, che oggi chiamiamo atei - Dixit insípiens in corde suo: Non est Deus , "Lo stolto ha detto nel suo cuore: Dio non esiste" (v. 1) -, non sono gli unici a “scuotersi” in questa era di pandemia. Paura e tremore sono ospiti anche di religiosi, cristiani, cattolici. E perché siano colpiti è molto semplice: basta che non preghino o, se pregano, che smettano di farlo Ricetta infallibile del destino! 

Non stiamo parlando del Rosario o di qualsiasi altra pratica di pietà che, in un certo giorno, qualcuno ha smesso di pregare, per stanchezza o per qualche evenienza, no. Stiamo parlando di ateismo pratico, un'abitudine consolidata di vivere come se Dio non esistesse, di vivere la vita, di trascorrere giorni, occupandosi solo di cose materiali, inseguendo solo ciò che può soddisfare la carne ... senza dare a Dio il che viene da Dio, senza rivolgere i nostri occhi al Cielo e riconoscere che tutto ciò che abbiamo e siamo viene da Lui, e che il nostro futuro è in definitiva nelle Sue mani. 

Si tratta, insomma, della mancanza (o perdita) di fede nella divina Provvidenza : questa è la causa delle vane paure in cui vive gran parte della società. Infatti, nonostante i virus microscopici che attaccano il nostro sistema immunitario e i potenti globalisti che minacciano l'autonomia delle nazioni, se le persone credessero davvero che Dio ha il controllo di tutto , sarebbe facile vedere che, al di là delle apparenze, in nessuna di queste cose c'è motivo per avere paura. Se tutti i peli della nostra testa sono contati, perché temere i pericoli di questo mondo, che può raggiungere solo il nostro corpo?

Ora, naturalmente, se la nostra anima non è con Dio, se non siamo in uno stato di grazia, allora sì, abbiamo qualcosa da temere . “Tutto funziona per il bene di chi ama Dio” ( Rm 8, 28), ma lo stesso non è garantito per chi non lo ama. Dormendo e risvegliandoci al peccato mortale, ci troviamo esposti alla più grande disgrazia che esista: la dannazione eterna. In una situazione del genere, tutto è motivo di paura. Ecco perché chi vive nel peccato non è mai a suo agio : lo sfortunato può anche avere sicurezza in questo mondo, può anche avere molti beni e ricchezze, può anche avere "salute di ferro" ... Se la morte lo prende, tutto andrà giù per l'acqua. Ecco perché anche lui trema.

Il verbo usato nella Vulgata è questo: "to trepidar". Ascoltandolo, la prima immagine che mi viene in mente è quella di un'auto. Un'auto che trema dove non dovrebbe - guidata da un buon pilota e su una pista regolare - ha sicuramente un problema meccanico e va portata in officina. Ebbene, allo stesso modo, una persona che trema di fronte alle avversità di questa vita deve essere risolta Se il suo problema è il peccato, ha bisogno di pentimento (e di un sacerdote, per confessare). Se è in grazia, tuttavia, l'unica cosa che deve fare è smettere di ascoltare la voce del nemico e ascoltare la parola di Dio : incúrsu, et dæmónio meridiáno, "Non temerai gli spaventi notturni, né la freccia che vola di giorno, né il nemico che cammina nelle tenebre, né gli attacchi del demone di mezzogiorno" ( Sal 90, 5-6). 

Il rimedio alle nostre paure è, quindi, nell'obbedienza a Dio e nella fiduciosa preghiera rivolta a Lui. Qui confídunt in Dómino, sicut mons Sion: non commovébitur in ætérnum, qui habitat in Ierúsalem , "Coloro che confidano nel Signore sono come i monte Sion; l'abitante di Gerusalemme non sarà mai scosso ”Sal 124, 1-2).

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mercoledì 23 dicembre 2020

DAL SORGERE DEL GIORNO NEL TUO VOLERE IO TI LODO E T’AMO, PADRE MIO!

 


Signore, apri le mie labbra e la tua Volontà in me preghi e lodi.

Mi fondo nel mare immenso della tua Volontà Suprema, o Padre mio e mio Creatore e, mentre i miei occhi si aprono alla luce del giorno, voglio che tutto il mio essere sorga nei confini immensi della Luce della tua Volontà. Solo in Essa io voglio vivere, pensare, respirare ed amare; nei suoi confini infiniti io voglio girare per tenerle compagnia in ogni sua opera ed in Lei darti, o Padre, il mio: “Ti amo!”

Sì, Padre Santo, il mio primo atto di questo giorno voglio che sia un atto d’amore per Te, nella tua Volontà Divina. E, nella tua Volontà, faccio girare il mio primo Ti amo in ogni intelligenza creata, in ogni sguardo d’occhio umano, in ogni parola, in ogni opera, passo, palpito e respiro di creatura.

Nell’Atto Unico ed Eterno della tua Volontà, vengo con Te nell’Eden per legare il mio atto d’amore e l’amore di tutte le creature agli atti fatti da Adamo nella Santa tua Volontà e con tutti quelli che faranno le creature che vivranno nella Volontà Divina, fino all’ultimo atto che in Essa si compirà sulla terra.

Accompagnandoti nei confini infiniti della tua Volontà, mi elevo un poco più su nella Creazione. Per amore dell’uomo, per amor mio, tutto Tu hai creato, spargendo, per me, il tuo Amore in ogni cosa: nel sole, nelle stelle, nel mare, sulla terra, nell’uccello, nel fiore, in ogni cosa Tu hai messo il tuo: “Ti amo”, per me. Ed ecco che io prendo tutto questo Amore che per me hai sparso, lo faccio mio ed a Te l’offro, come altrettanti atti di omaggi, di amore, di benedizioni, di lodi e ringraziamenti e gloria a Te, o Padre mio, mio Creatore.

E girando nella tua Volontà, vengo ancor più in alto, lassù nel Paradiso e, visitando tutti gli Angeli ed i Santi, mi unisco a tutta la Corte Celeste, per darti per tutti e per ciascuno il mio atto d’amore, il mio Ti amo, per Te, mio sommo Bene, Gesù.

Ed avvicinandomi alla Regina del Cielo, tua e mia dolce Mamma, a Lei chiedo tutti gli atti e meriti suoi. Tutto Lei mi dona, ed io, con confidenza di figlio piccolino, prendo tutto, tutto ciò che ha fatto sin dal suo Immacolato Concepimento fino all’ultimo suo respiro e, come se tutto fosse mio, tutto offro a Te, Maestà Suprema, come l’omaggio, mio, più bello.

E vengo a Te, Verbo Divino Umanato, per chiederti di farmi partecipe di tutti gli atti tuoi: il tuo Concepimento, la tua Nascita, la tua fuga in Egitto, i tuoi trent’anni di vita nascosta ed i tre anni della tua vita pubblica, la tua Passione, ogni goccia del tuo Sangue, la tua Morte e la tua Risurrezione ed Ascensione al Cielo. Tutto Tu hai fatto per le tue creature, tutto hai fatto per me e tutto mi doni; ed io tutto prendo e facendo tutto mio, offro tutto alla Trinità Santissima in omaggio di gloria e di riconoscente amore.

Così, da misera creatura qual sono, posso offrirti il mio atto d’amore, che, solo in questo modo, è un atto il più completo e santo, perché nulla di mio Ti do, ma solo Ti ridò, o Padre, tutta la gloria che Ti viene da tutto ciò che Tu stesso hai fatto, gloria che, sola, è degna di Te, che sei Dio.

Quindi, nel tuo Volere io T’amo, Padre mio! Nel tuo Volere voglio corrisponderti per tutto l’Amore che per me hai sparso nella Creazione, Redenzione e Santificazione; nel tuo Volere voglio darti tutta quella gloria divina che Ti deve e che Tu Ti attendi da ogni tua creatura. Nel tuo Volere io vengo, a nome mio ed a nome di ogni tua creatura, per accogliere tutte quelle vite divine che il tuo Amore ha preparate per me e per tutti i miei fratelli e che noi, ingrati, non abbiamo accolto; ecco che io vengo, o Padre, a ricambiare ogni tua vita in amore.

SARETE COLTI DI SORPRESA E SARETE PRESI DAI MIEI ANGELI.

 


Amata figlia, veglia sui miei figli.

L’ora è giunta per essere letta in tutte le sue parti.
Il Signore Dio aprirà i cieli e muoverà tutti i Pianeti e manderà lo Spirito Santo a tutti i suoi figli, proclamerà la sua gloria e regnerà sulla Terra per sempre.

Avete finito il vostro tempo o uomini malvagi, il Signore Dio si affaccia alla Terra perché questa Umanità creda che solo Lui è l’unico e vero Dio!

Sarete colti di sorpresa e sarete presi dai miei Angeli
e sarete trasportati in un Pianeta celeste
dove lì giacerete per tre giorni e tre notti
finché sulla Terra non si adempia la mia profezia.

Popolo d’Israele, preparati ad incontrare il tuo Dio, Colui che ti scelse per essere popolo eletto. Grandi cose farà il Signore e grandi saranno le sue meraviglie.

Avviatevi alla santità figli miei, perché ecco che il tempo è compiuto, l’Aurora dipinge nuovi i cieli, … è la vita che viene nuova a voi, in Me.

Credete a queste mie parole e pregate per coloro che sono lontani da Me, pregate perché possano ritrovare la via e chiedermi perdono per le loro colpe.

Suonano i flauti, i cembali, le cetre, … accompagnano il melodioso canto dei miei Angeli mentre Mi accompagnano verso la Terra per la mia manifestazione gloriosa.

Pioveranno melodie infinite che faranno vibrare i cuori dei miei figli e li allieteranno di Me.

Ecco il Signore, il Re dei re si affaccia al suo popolo! Popolo mio, benedetto sei tu dal tuo Signore Iddio, grandi saranno le tue gesta, magnificherai dinnanzi ai miei nemici che vedranno in te la mia Potenza.

È l’ora più bella, la vita del popolo d’Israele cambia faccia, la mia benedizione la prenderà in Me. Ravvedetevi in fretta o voi che non Mi ascoltate perché presi dalle illusioni dell’adulteratore!

Il falso profeta crollerà e tutto sarà come per incanto nuovo, la vita sulla Terra sarà rinnovata in Me. La mia Chiesa tornerà a Me e sarà guidata dai nuovi sacerdoti quelli che Io benedirò in Me, essi saranno santi perché erediteranno Dio.

Dico a voi che ancora non capite, o uomini, il mio nuovo popolo sarà un regno di sacerdoti fedeli al loro Dio perché Dio regnerà in essi.

Profeti di questi tempi, avanzate nella missione, il vostro Dio vi ricolma di Sé, non abbiate timore di nulla, annunciate la mia Santa Parola a questa Umanità perché abbia il ravvedimento e possa tornare al suo Dio Creatore.

Tremeranno le mura di Roma, tutto crollerà all’improvviso: quando penseranno di avere ormai la vittoria in mano la situazione precipiterà, Dio riprenderà possesso di ciò che Gli appartiene.

È l’ora che volge al desio, la battaglia è ormai finita; Dio, il Re dell’Universo torna con il suo Esercito celeste a riprendere in Sé ciò che è suo da sempre.

Maledetti sarete per sempre o voi che Mi avete tradito per seguire il mio nemico.

Sorga nuova la vita in Me, il Cristo trionfa assieme ai suoi fedeli, il suo Trono riprenderà e nell’amore e gaudio regnerà senza fine sulla Terra.

Avanzate figli miei, avanzate senza timore alcuno, … Dio è con voi! 

Victoria est!

Carbonia 23.12.2020