mercoledì 20 aprile 2022

… che tutto il mondo non sia in pezzi!

 


6 aprile 2022

Figlia Mia. Le rivelazioni si realizzano. Le vostre preghiere contribuiscono a far si che tutto il mondo non sia in pezzi, in frantumi. Molte atrocità sono state evitate, fermate, trattenute, e NON AVVERRANNO! Altre sono regionali e non mondiali!

 Il Padre trattiene la Sua mano adirata e MITIGA! EGLI dona mitigazione, affinché possiate resistere! EGLI ama i Suoi figli e ha un cuore immensamente affettuoso, pieno d’amore, misericordia e speranza che ancora molti più figli si convertano e LO trovino! EGLI vi ama con tutto il cuore e con tutto il Suo Essere, la Sua Esistenza! Grazie a questo amore vi ha creato. Per esso EGLI ESAUDISCE le vostre preghiere, amata schiera di figli!

Sapete dove sarebbe oggi il vostro mondo senza il Suo trattenersi, sareste perduti! RingraziateLo dunque, amati figli, perché il Mio e vostro Padre celeste ascolta le vostre preghiere e trattiene, se voi pregate, Lui mitiga, alleggerisce, abbrevia ma dovete continuare a pregare, amata schiera di figli, perché è grazie alla vostra comune preghiera che vi viene donato l’aiuto del Padre affinché possiate resistere fino alla fine. Amen

La vostra preghiera è molto importante e il Padre trattiene tantissimo, ma dovete continuare a supplicare perché non appena l’anticristo solcherà la scena mondiale, tutto accadrà velocemente e beato chi non si perderà in lui! Beato chi resta fedele a Me, al suo Gesù. Amen.

Il vostro Gesù. Amen

Dinanzi a Israele, tutta la creazione si pone a suo servizio per volontà di Dio.

 


LIBRO DEL PROFETA DANIELE


Cantico di Azaria nella fornace

24 Essi passeggiavano in mezzo alle fiamme, lodavano Dio e benedicevano il Signore. 

Qual è la prima notizia che il testo sacro ci rivela? I tre giovani non sono più legati. Essi passeggiano in mezzo alle fiamme. Sono liberi nei movimenti. 

Essi passeggiavano in mezzo alle fiamme, lodavano Dio e benedicevano il Signore. È già questo un primo miracolo. Da legati divengono liberi. 

Il secondo miracolo è che la fiamma nulla può contro di essi. I giovani passeggiano tra le fiamme lodando e benedicendo il Signore. 

È come se loro non fossero in mezzo alle fiamme, ma in un giardino all’ombra di grandi alberi e con un vento leggero e soave che accarezza il loro viso. 

Ma il re queste cose non le sa e nel suo palazzo è sicuro di aver vinto la sfida contro Daniele. Il suo Dio non è superiore a lui. Lui è il vero Dio sopra gli dèi. 

25 Azaria si alzò e fece questa preghiera in mezzo al fuoco e aprendo la bocca disse: 

Ora Azaria si alza ed eleva al Signore una preghiera. La eleva di mezzo al fuoco. Ancora una volta si vuole attestare il grande miracolo. 

Azaria si alzò e fece questa preghiera in mezzo al fuoco e aprendo la bocca disse: La preghiera è innalzata mentre essi sono avvolti dalle fiamme. 

Essi sono nelle fiamme, ma le fiamme non hanno alcun potere su di essi. È come se Dio avesse messo una barriera invisibile tra loro e le fiamme. 

Le fiamme restano fiamme. Non possono né toccare, né lambire, né accarezzare i tre giovani. Dove essi giungono le fiamme si tirano indietro.  

Può aiutarci a comprendere quanto avviene nella fornace il Salmo. Dinanzi a Israele, tutta la creazione si pone a suo servizio per volontà di Dio.  

Quando Israele uscì dall’Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo barbaro, Giuda divenne il suo santuario, Israele il suo dominio. Il mare vide e si ritrasse, il Giordano si volse indietro, le montagne saltellarono come arieti, le colline come agnelli di un gregge. Che hai tu, mare, per fuggire, e tu, Giordano, per volgerti indietro? Perché voi, montagne, saltellate come arieti e voi, colline, come agnelli di un gregge? Trema, o terra, davanti al Signore, davanti al Dio di Giacobbe, che muta la rupe in un lago, la roccia in sorgenti d’acqua (Sal 114 (113A).  

Non solo le fiamme, ma tutto l’universo si trasforma in ciò che il Signore vuole che esso sia per il più grande bene dei suoi figli.  

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

Ciò che è scritto avverrà, non dimenticate le profezie, la pestilenza e la guerra raggiungerà l’Europa. La terra è pronta per il grande terremoto

 


Trevignano Romano, 19 aprile 2022

Figlia mia, grazie per aver risposto alla mia chiamata e per aver piegato le ginocchia nella preghiera. Figlia, la Resurrezione del mio Gesù dovrà essere la Resurrezione di tutti voi, cambiate le vostre vite, cercate le cose del cielo, tenetevi pronti perché ai miei figli più fedeli tanti saranno i doni che riceveranno. Io vedo la rinascita di alcuni di voi e questo mi conforta. Mio Figlio sarà visto da tutti, credenti e non credenti, coloro che avranno creduto avranno grandi ricompense. Figlia mia, i malvagi sono già pronti, attendono un comando, Roma sarà colpita, i miei fedeli saranno perseguitati, ma Io vi dico: non abbiate paura, il demonio ha uno scopo preciso distruggere tutto ciò che rappresenta la casa di Dio, ma gli inferi non prevarranno. Continuate nella preghiera assidua! Figli, le vostre preghiere fatte con il cuore sono arrivate e molto verrà mitigato ma ciò che è scritto avverrà, non dimenticate le profezie, la pestilenza e la guerra raggiungerà l’Europa. La terra è pronta per il grande terremoto, ma ricordate che io vi amo e vi proteggerò insieme ai miei angeli. Ora vi lascio con la mia benedizione materna nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen


PADRE, PADRE MIO!

 


Padre, Padre mio!

Vedo le grandi grazie che mi hai fatto e con le quali mi hai prevenuto, e il destino eterno glorioso ed amoroso che mi hai dato, e grido: Padre mio, pietà, pietà e misericordia, in nome di Gesù.

Tu sei il Padre mio ed io non l'ho mai conosciuto e pensato fino ad ora, e non Ti ho mai amato quale sei, da figlio tanto amato e prediletto. Perdono!

Dammi ora di intenderTi quale sei: Padre mio, e di amarTi e onorarTi con vera pietà filiale.

Dovrei stare tutta la vita occupato ad investigare solo questa dolcissima ed onorifica verità: Io sono figlio di Dio. Che hai mai visto in me che potesse meritarmi tanto amore quando io ancora non esistevo? Forse i miei grandi e molti peccati? dove e come io non ho peccato?.....

Dio mio, perdono, pietà. Tu mi lasci ancora del tempo per fare penitenza, per riparare al non averTi amato. Senza di Te io posso cadere e morire e perdermi e peccare; ma non posso sollevare fino a Te il mio pensiero, la mia voce, il mio cuore. Ho bisogno di Te per conoscere e per essere; ma ho più bisogno di Te per continuare ad essere, a vivere, a pensare, ad agire; anche a chiamarTi in aiuto.

Tu però mi hai assicurato che usi misericordia con chi si pente e desidera ritornare a Te. "Cor contritum et humiliatum, Deus, non despicies".

lū mi abbandono al tuo amore misericordioso, lascio tutto, cedo tutto, rinuncio a tutto, ma voglio Te, Te solo, e tutto Te. Che farei io senza di Te?

Oh, Padre mio! Padre del mio corpo e Padre della mia anima, del mio spirito.

E chi mi ha ispirato il gusto, il desiderio del bene, del bello, del buono? E non ci ho mai pensato! E Gesù, il tuo stesso Figliuolo, è venuto dal seno tuo sulla terra, e mi ha insegnato un Nome che è il Tuo: chiamarTi Padre, Padre nostro!.....

lo Ti chiedo perdono per me e per tutti i figli di Adamo, che non Ti hanno conosciuto, né amato, né servito, né obbedito, né adorato, quale tutti avrebbero dovuto fare e non hanno fatto.

Per questo Ti offro tutte le Sante Messe che si celebrano, e si sono celebrate in tutto il mondo dal primo momento e fino ad ora.

Ma che tutti ora Ti conoscano, Ti chiamino, Ti amino, Ti adorino: Padre, Padre!

P.Gioacchino Rossetto


L’ANTICRISTO ORA SIEDERÀ SUL TRONO DI PIETRO, SI PRESENTERÀ AL MONDO QUALE MESSIA.

 


Carbonia 16-04-2022  –  ore 16.27 (locuzione).

L’Anticristo ora siederà sul trono di Pietro,
si presenterà al mondo quale Messia.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Siamo alla vigilia della Pasqua, Gesù a breve risorgerà, si solleverà con il suo Corpo da quel giaciglio e si presenterà al mondo quale unico e vero Dio, il Figlio di Dio, Dio stesso.

Egli è Risorto dai morti per donarvi la vita, abbiate amore per quel Dio che vi ha creati e amati fino alla sua totale Donazione per voi in una morte atroce, … tutto per amore a voi, figli miei, per voi che ancora non rispondete a questo amore e continuate a seguire le orme del nemico infernale.

Quanto dolore in Me, quanto dolore, figli miei, quanto dolore in Me! … vedervi così piccoli nelle mani di Satana, colui che a breve vi metterà nel suo Inferno e sarete dannati in eterno.

Vegliate, figli miei, vegliate, il tempo è finito. L’Anticristo ora siederà sul trono di Pietro, si presenterà al mondo quale Messia, il vero Messia! Ma, breve sarà la sua gloria perché Dio stesso discenderà dal suo Cielo per dire il suo Basta e metterlo alle catene eterne.

Sì! Le profezie annunciate ai miei profeti di ieri e di oggi si stanno realizzando. Io attenderò che si compia tutto ciò che è Parola di Dio! Tutto ciò che è venuto dal Cielo si deve realizzare su questa Terra, è per la vostra salvezza, o uomini!

Ora giungeranno uno dietro l’altro i castighi annunciati! Coloro che resteranno sulla Terra subiranno la grande tribolazione! Soffriranno per tutto quello che loro stessi si sono creati accettando di seguire il nemico di Dio. Lucifero adesso esulta nel suo piano perché è quasi sicuro di aver vinto la battaglia.

La guerra incalza, le profezie si realizzano, tutto sta accadendo, figli miei, ma in verità vi dico che nessuno di questi uomini rimarrà in piedi perché Io li scaraventerò, insieme a Lucifero, all’Inferno.

Maria Santissima:

Amati bambini miei, annunciate la gloria di Dio, Dio è Colui che a breve discenderà dal suo Cielo. Nel Segno della sua Croce attirerà a Sé tutti i Suoi: sarà il momento più bello per questa Umanità, … è la possibilità che Dio concede ancora all’uomo perché si ravveda e si converta, chieda umilmente perdono con vero pentimento di cuore.

Gesù:

Quando verrete dinnanzi a Me a chiedere il mio Perdono dovrete essere già spogli di tutto ciò che appartiene alla Terra.

Adoperatevi in questo breve tempo in opere buone, date a Dio quello che appartiene a Dio e rinunciate a Satana! Non permettetegli di realizzare il suo malefico piano su di voi.

Abbracciatevi tra di voi, figli miei, siate in un cuor solo un’anima sola, pregate gli uni gli altri, adoperatevi per il Regno di Dio.
Fate in fretta figli miei, tutto è compiuto! Il tempo è finito, Io devo presentarmi ora a questa Umanità.
Non perderò nessuno dei miei figli: tutti coloro che sono al mio seguito, che piangono e urlano il loro amore a Me e Mi attendono con il cuore pieno di gioia per stare con Me per sempre; il loro desiderio di Me è ardente, vogliono stare con Me il loro Dio Creatore, hanno rinunciato a tutto su questa Terra, si sono dedicati alla mia Opera, hanno risposto il loro sì fedele alla mia chiamata.

Figli miei, amatevi e amate il vostro Dio Creatore, amate Colui che presto incontrerete. Ecco, Egli viene come Giudice Giusto, starete alla sua destra o alla sua sinistra.

Arrivate a Lui con la zavorra dei vostri peccati leggera: Figli miei, confessatevi inginocchiandovi davanti a Dio Crocifisso se non trovate un sacerdote fedele a Dio, alla sua Dottrina, un sacerdote che segue il suo Papa, il Papa che Gesù ha scelto per la sua Chiesa!

Pietro, Pietro! Rialzati Pietro! … è giunta la tua ora!
Vieni a combattere la tua battaglia!
Dio ti darà la forza di sollevarti e annunciarlo
.

Avanti, figli miei, avanti! Tutti uniti in battaglia a fianco a Maria Santissima, date a Lei le vostre mani e fatevi guidare per arrivare certi alla vittoria finale.

Oggi l’uomo rincorre ancora le cose del mondo, mentre voi, mio piccolo resto, avete dimenticato il mondo per unirvi al Cielo. … L’Universo sarà la vostra casa, avrete tutto ciò che su questo mondo vi è stato negato, i vostri occhi oltrepasseranno la bellezza di questa Terra perché conoscerete l’Universo e abbraccerete l’Universo, farete parte dell’Universo!

Pasqua è domani, alzatevi in piedi, figli miei, e gridate: “Alleluia, Alleluia, Alleluia! Cristo è Risorto e noi risorgeremo con Lui”.

Ancora vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

"Non ci ardeva forse il cuore nel petto ..., quando ci spiegava le Scritture?" (Lc 24,32)

 


Quale è l'intima ragione della fecondità della parola di Dio? E' che Cristo è sempre vivo; è sempre il Dio che salva e vivifica. (...) Ora, mantenendo le proporzioni, ciò che è vero per la persona di Gesù, lo è anche per la sua parola; e ciò che era vero ieri lo è ancora ai giorni nostri.

Cristo vive nell'anima del giusto; sotto la direzione infallibile di questo Maestro interiore, l'anima (...) penetra nella divina chiarezza; Cristo le dona il suo Spirito, primo autore dei Santi Libri, affinché ella vi scruti "ogni cosa, anche le profondità di Dio" (1 Cor 2,10); ella contempla le meraviglie di Dio per gli uomini; misura con la fede le proporzioni divine del mistero di Gesù e questo mirabile spettacolo, i cui splendori l'illuminano, la tocca, l'attira, la rapisce, la solleva, la trasporta, la trasforma. Lei prova a sua volta quanto avvertivano i discepoli di Emmaus quando Cristo Gesù interpretava per loro lui stesso i santi libri: "Non ci ardeva forse il cuore nel petto, quando conversava e ci spiegava le Scritture?".

Nulla di straordinario allora che l'anima, deliziata e conquistata da questa parola viva "che penetra fino alle midolla" (Eb 4,12), faccia sua la preghiera dei discepoli: "Signore, resta con noi! Voi, Maestro incomparabile, luce indefettibile, verità infallibile, sola vera vita delle nostre anime!" Prevenendo questi pii desideri, lo Spirito Santo "fa sentire in noi gemiti inesprimibili" (Rm 8,26), che sono la vera preghiera, il desiderio veemente di possedere Dio, di non vivere più che per la gloria del Padre e del suo Figlio Gesù. L'amore, aumentato e ardente al contatto con Dio, invade tutte le potenze dell'anima, la rende forte e generosa per compiere perfettamente tutte le volontà del Padre, per donarsi pienamente al beneplacito divino.

Beato Columba Marmion 


martedì 19 aprile 2022

Com'è stata l'impressionante Apparizione di Gesù Risorto alla Vergine Maria?

 


Perché Gesù apparve alla Vergine Maria subito dopo essere risorto.

Uno dei grandi misteri dei Vangeli è che non menzionano che Gesù risorto apparve a Sua Madre, ad un certo punto, durante i 40 giorni in cui rimase sulla Terra dopo la risurrezione.

Dicono che egli apparve agli apostoli, agli altri discepoli, tra loro alle donne intimamente, e anche alle moltitudini riunite, ma non a Maria.

Com'è possibile che Gesù abbia dimenticato di avere un'apparizione privata con Sua Madre?

Un piccolo incontro personale tra il figlio e la madre.

Che non solo gli ha dato la natura umana, ma lo ha risuscitato amorevolmente e ha sofferto come nessun altro la sua crocifissione e morte.

E che sappiamo dai vangeli apocrifi, quelli che non fanno parte del canone della Bibbia, e dalle apparizioni successive, che erano uniti da un grande amore e che Lei lo accompagnava in tutti i suoi viaggi.

Ma sappiamo anche che nella Bibbia non è registrato tutto ciò che accadde durante i 33 anni di Gesù, Giovanni lo dice espressamente.

Tuttavia, ci sono mistici che hanno avuto visioni dell'incontro di Gesù con Maria dopo la risurrezione e numerose figure rilevanti della Chiesa credono che Gesù abbia incontrato anche Sua Madre.

Qui parleremo degli incontri che Gesù ebbe dopo la sua risurrezione, e in particolare dell'apparizione a Sua Madre e delle ragioni per cui non è registrata nei Vangeli.

La risurrezione di Gesù Cristo è la base della nostra fede ed è per questo che i Vangeli si sforzano di dare dati sufficienti dell'attività che ha avuto durante i 40 giorni in cui il risorto ha camminato sulla terra nel suo corpo glorioso.

Come per persuadere coloro che vuole evangelizzare sulla veridicità della sua risurrezione.

Ma non tutto ciò che accadde è riportato nella Scrittura come dice Giovanni 21:25, quindi solo perché non è registrato non significa che non sia accaduto. 

È documentato che apparve a Maria Maddalena, la più grande di tutti i penitenti, la domenica di Pasqua.

A Maria di Cleofa e Maria Salomè, madri di alcuni suoi discepoli anche la domenica di Pasqua.

Quel giorno anche all'apostolo Pietro.

Ai discepoli sulla via di Emmaus, a tutti gli Apostoli, tranne San Tommaso nel Cenacolo, la domenica di Pasqua.

Oltre a queste ben note apparizioni la domenica di Pasqua, Nostro Signore apparve prima della Sua ascensione a tutti gli Apostoli, incluso San Tommaso, riuniti nel Cenacolo una settimana dopo la domenica di Pasqua.

A sette apostoli in riva al lago di Genesaret, a una folla su una montagna in Galilea.

A Giacomo il Minore e Giuseppe d'Arimatea, a tutti gli Apostoli e a tanti altri sul Monte degli Ulivi nel giorno della sua ascensione al Cielo.

Lo scopo di queste apparizioni era apparentemente triplice.

In primo luogo, denota l'adempimento della promessa della sua risurrezione il terzo giorno.

Secondo, istruire, addestrare e incoraggiare gli apostoli riguardo alla missione che dovevano compiere.

E terzo, ringraziare la fede di coloro che hanno atteso la risurrezione e mostrare il loro affetto.

Tuttavia, i Vangeli non menzionano l'incontro con sua Madre Maria, che sarebbe stata una violazione del quarto comandamento "onora tuo padre e tua madre".

Il che è impossibile da parte di Dio, che è venuto sulla terra per adempiere i comandamenti che Egli stesso aveva dato agli uomini, e che Egli stesso ha espresso dicendo che non era venuto per abolire la legge, ma per adempierla, Matteo 5.

E d'altra parte colpisce che la Vergine Maria non fosse tra le donne, che andarono al sepolcro per curare il corpo di Gesù con unguenti la domenica di Pasqua e furono sorprese che il corpo non fosse più lì.

Come può essere che la Beata Vergine, che fu uno dei pochi discepoli rimasti ai piedi della croce quando morì ed era in discesa dalla croce, non andò a vedere il corpo di suo figlio al sepolcro la domenica?

Perciò c'è un certo consenso tra i padri e i dottori della Chiesa, che non solo Gesù risorto è apparso a sua Madre Maria, ma che è stato il primo ad apparire.

Anche se questo non è detto nelle Scritture.

I mistici Maria Valtorta e Ana Catalina Emmerick hanno avuto visioni di quel primo incontro.

Ad esempio, Anna Catherine Emmerich racconta la risurrezione dicendo di aver visto l'anima di Nostro Signore, tra due angeli vestiti da guerrieri e splendente come il sole, trafiggere la pietra e unirsi al Suo Corpo.

E proprio in quel momento apparve una forma mostruosa, un misto di serpente e drago, che usciva da sotto terra e si sollevava contro Gesù.

Gesù gli calpestò la testa e lo colpì tre volte nella coda con il bastone della sua bandiera.

Questo mostro gli ricordò un serpente che cadde in un'imboscata al concepimento di Gesù e il serpente del paradiso che sedusse Adamo ed Eva.

mentre la Beata Vergine era con le altre donne e pregava piena di ardente desiderio di vedere Gesù, credendo che sarebbe risorto, ma non sapendo il momento in cui lo avrebbe fatto, un angelo venne a dirgli di andare alla piccola porta di Nicodemo, perché Gesù era vicino.

Allora il cuore di Maria fu inondato di gioia, avvolto nel suo manto e lasciato senza dire nulla a nessuno.

Andò rapidamente alla piccola porta della città dove era entrato con i suoi compagni quando tornò dalla tomba.

Alzò lo sguardo in cima alle mura della città e l'anima di Nostro Signore, splendente, scese a sua Madre accompagnata da una moltitudine di anime e patriarchi.

E Gesù, rivolgendosi a loro, disse: "Ecco Maria, ecco mia Madre". 

Le anime dei patriarchi si inchinarono a Lei.

Gesù mostrò le Sue piaghe a Sua Madre, Lei si inginocchiò per baciarle i piedi, e Lui la sollevò e scomparve.

Poi baciò il luogo dove suo Figlio era apparso e le sue ginocchia e i suoi piedi erano segnati sulla pietra.

E poi tornò confortata e piena di gioia con le sante donne, che erano impegnate a preparare gli unguenti e i profumi per il corpo di suo figlio.

La loro intenzione era di andare al sepolcro prima dell'alba per versare quei profumi nel corpo di Nostro Signore.

Maria non disse loro quello che aveva visto, ma la sua forza si era rinnovata e confortava gli altri e li rafforzava nella fede.

Mentre Maria Valtorta aggiunge nella sua visione, che Gesù le mostra le piaghe, da cui emanano getti di luce, e lei le bacia una ad una.

E vi dice il Suo piano per confermare i Suoi seguaci nella fede e il piano che Egli ha per Lei.

Le dice che sarà portatrice della Trinità sulla Terra, in mezzo agli uomini, santificherà la Chiesa e sarà Regina del Sacerdozio e Madre dei Cristiani.

Giovanni Paolo II direbbe che il silenzio dei Vangeli sull'apparizione di Gesù alla Beata Vergine non dovrebbe portare alla conclusione che dopo la risurrezione Cristo non le è apparso.

Piuttosto, ci invita a cercare le ragioni per cui gli evangelisti tacevano, perché ad esempio san Paolo sottolinea che Gesù apparve "a più di 500 fratelli alla volta" (1 Corinzi 15:6), ma gli evangelisti non lo menzionano.

Perché si chiede, come potrebbe essere esclusa da Gesù Cristo?

E poi sottolinea che "il ruolo di Maria nella risurrezione di Cristo è stato il culmine della sua missione nell'Annunciazione a Nazaret".

così è legittimo pensare che la madre sia stata probabilmente la prima persona a cui è apparso Gesù risorto.

San Vincenzo Ferrer dà altri tre argomenti sul perché Gesù probabilmente apparve per primo a Sua Madre: per il precetto divino di onorare i suoi genitori, per il merito della sua fede e per l'intensità del suo amore, perché dice che non c'è mai stata una madre che amasse suo figlio più di Maria.

Sant'Ignazio di Loyola sostiene che l'incontro di Maria con il risorto non è nei Vangeli, perché la Scrittura presuppone che abbiamo comprensione per discernere ciò che è ragionevole che accada.

E padre John Hardon dà un argomento di autorità, che non meno di sei Dottori della Chiesa, tra cui santi come Ambrogio, Anselmo e Alberto Magno, sostenevano che la Madonna fosse il primo testimone della risurrezione.

Perché la risurrezione è il compimento dell'annunciazione.

Nell'Annunciazione, Maria è diventata l'anello di congiunzione tra l'umanità di Cristo e la nostra.

Gli fornì il corpo che doveva sacrificare a suo Padre per la nostra salvezza.

E nella risurrezione, Maria ha completato questo legame cooperando con Lui come mediatrice delle grazie, che ha cominciato a dispensare a una famiglia umana, dopo aver ristabilito l'amicizia misericordiosa con Dio.

Bene, finora perché Gesù risorto apparve per la prima volta a Sua Madre prima degli altri discepoli, com'era quell'apparizione e le ragioni per cui la Scrittura non la menziona.

LETTERE D'UN EREMITA

 


I  RIMEDI

Il mio lavoro volge al suo termine. Nel porvi mano, io mi proposi di rintracciare, in mezzo alla confusione ed alle tenebre che regnano d'intorno a noi, il carattere dei tempi in cui viviamo. Era questo, signore, il mio scopo, e non già di presentarvi una nuova interpretazione dell'Apocalisse, nè d'indicarvi l'ora od il giorno preciso della venuta del figlio del peccato e della fine del mondo. Io lessi la Bibbia, i Padri ed i Dottori, e mi convinsi che questi tempi strani, pericolosi, erano da lunga mano stati annunziati e dipinti con estrema cura. Ed allora ho pensato di rendermivi utile, cercando di far penetrare nel vostro spirito la mia profonda convinzione; imperocchè se egli è vero, come è annunziato, che ha da venire un'epoca in cui gli eletti stessi correranno gran rischio di perdersi, pare a me che questo rischio abbia ad essere anche assai maggiore per coloro a cui essa giungerà inaspettata. 

Ora siamo noi propriamente all' aprirsi dell'epoca anticristiana? Il rapido esame che abbiamo fatto delle istituzioni e delle tendenze del secolo mi pare che lo provi più che a sufficienza. L'Impero romano, di fatto, è caduto; esso non esiste più che di nome e di diritto, e noi sappiamo dalla storia del popolo ebreo che il lavoro di disorganizzazione sociale, che doveva andar a finire colla distruzione di Gerusalemme, cominciò appunto quando il regno di Giuda si trovò in simili condizioni.

 Sta scritto in pagine venerabilissime che il mondo ha da durare sei mila anni, ma che l'ultimo periodo della sua esistenza sarà abbreviato per riguardo degli eletti. Alcuni Padri, indotti in errore da false cronologie, o guardando solo alcuni segni precorritori senza badare agli altri, fecero assai più vicina la fine del mondo di quello che non fosse. Ma anche ai di nostri, la credenza più comune e seguita dai migliori continua ad essere tuttavia che il mondo ha da durare sei mila anni. Inoltre a segno degli ultimi tempi noi abbiamo che, oltre la comparsa d'un gran numero di falsi profeti, ci saranno questi due avvenimenti, la caduta dell'impero ottomano, la ricostruzione di Gerusalemme ed il risorgimento della nazione ebrea. E questi due avvenimenti non mi paiono ben lontani, se considero la fiacchezza in cui sono caduti i successori di Baiazette, e la potenza che gli ebrei hanno ai di nostri acquistata in Europa. 

Ma io temerei d'aver speso invano il mio tempo se, dopo avere a tanti segni ricononosciuti i pericoli che ne circondano io non avessi qualche cosa altro da dirvi. 

A me pare che in epoca così straordinaria quale è la nostra, ai fedeli più non bastino i mezzi ordinari. E di fatto, anche le opere di pietà da qualche tempo hanno ricevuto dal cielo un più grande impulso. Si direbbe che quanto più il numero dei credenti si va diradando, tanto più quelli che si tengono uniti alla Chiesa sentono quasi per istinto il dovere di raddoppiare lo zelo, moltiplicare le pratiche di pietà, mandare a Dio per così dire una somma di preghiere che tenga luogo delle proprie, e di quelle di coloro che disgraziatamente se ne sono separati. 

Pio IX ci schiuse un asilo; cerchiamovi innanzi tutto il nostro rifugio. Si estenda dovunque il culto della SS. Vergine sotto l'invocazione speciale dell'Immacolata Concezione; portiamo questo dolce nome scolpito nei nostri cuori. La regina del cielo, che può dare ancora al mondo la pace universale, e che, siccome io spero vivamente, ce la darà, può frattanto far nascere questa pace nelle anime di tutti quelli che gliela domandano umilmente e sinceramente in mezzo alle tempeste della vita. 

- Stringiamoci intorno al Vicario di Cristo. Difendendo le verità eterne, i Papi difendono eziandio l'ordine sociale. Tutti i nostri più cari interessi, non esclusi quelli materiali, e quelli delle nostre famiglie, dipendono dalla conservazione della libertà ed indipendenza del papato.

Il potere temporale che la provvidenza ha dato ai papi ha un doppio scopo: garentire il libero esercizio del potere spirituale, e presentare all'umanità il tipo del vero e savio governo dei popoli. Il giorno in cui i papi fossero obbligati a lasciar Roma ed abbandonare il potere temporale, sarebbe un giorno nefasto per il mondo: la più sfrenata tirannia si vedrebbe tosto dominare su tutte le nazioni. So bene che la Chiesa, giusta le promesse di Dio, non può perire, e veramente non perirà: essa è destinata a sopravvivere al mondo, passando dallo stato militante allo stato trionfante. 

Ma se Cristo fece alla Chiesa, sua sposa, questa grande promessa, ei non la fece però alla società. Le nazioni Dio le può ben sempre guarire, ma a patto che conservino taluni principii cristiani. Le nazioni cristiane possono risanare, allo stesso modo che il credente, il quale abbia abusato del libero arbitrio, può col pentimento ridiventar mondo. Ma quando le basi della società crollano, quando l'apostasia invade tutte le nazioni, allora l'Onnipotente mette mano a rimedi radicali; e il diluvio ne fa testimonianza.

Se le nazioni dell'èra cristiana sono sanabili (come si suole da molti sostenere) non così il mondo intero quando s'ostina a rigettare i principii del cristianesimo. Già fin d'ora possiamo vedere che si prepara un grande cataclisma, e le stesse apprensioni di coloro che più si danno attorno ad affrettarlo ce ne fanno avvertiti. Tutti i governi, tranne quello del Papa, sono entrati in una via che mena all'abisso. 

Ma in tutte le nazioni v'hanno dei cattolici; tocca a loro a non esitare più a lungo ad unirsi di cuore e di mente al Santo Padre, a riconoscere non solo l'autorità spirituale di lui, ma ascoltare e seguire gl'insegnamenti che egli stima di dare per la salvezza della società. 

L'Onnipotente pare che rivolga lo sguardo dalla umanità. Ei lascia libero il campo a questi disgraziati uomini di Stato, che presumono nel loro orgoglio di ordinare una società senza di lui o contro di lui. Ma la Chiesa, Dio la guarda e l'ascolta ancora. Egli è per mezzo di lei che noi possiamo far giungere al cielo le nostre umili supplicazioni. Se sono sincere, se sono fervide, Dio può ritardare il giorno dell'espiazione, può renderla meno severa, ed al postutto ei saprà dare ai fedeli le grazie speciali onde hanno bisogno.

 I cattolici sparsi in tutte le nazioni, ed in talune di esse costituenti la maggioranza, non figurano più alla testa del potere. Sebbene non siano ancora trattati come i vinti, sebbene i nemici si mostrino ancora generosi con loro, essi li tengono per poveri idioti incapaci di comprendere tutto lo sfolgorante splendore dell'Era novella. 

Che rispondere a questo ? 

Tu desisti, deve rispondere il cattolico seguendo le traccie del suo Divin Maestro. Si, l'Era novella è tale che un cattolico non la può comprendere. Essa però ci era stata annunziata, ed eravamo avvertiti che noi non dovevamo prender parte a tutti i suoi falsi splendori. Noi stiamo contenti alla nostra sorte, e rendendo a Cesare quello che è di Cesare, ci teniamo uniti di cuore a questa Chiesa, che ci fa pur essa sperare un'Era novella nell'eternità. Se il potere civile abbandona il Papa e si separa apertamente da lui, noi non cessiamo per questo di fissare sul Papa i nostri sguardi, di accordare il nostro al suo volere, di ubbidire a suoi santi precetti. Egli è così che deve rispondere il cattolico. 

Ubbidienza alle autorità costituite, ed amore cristiano verso il paese che lo vide nascere; ma, allo stesso modo che la rivoluzione si fa cosmopolita per tutto rovesciare, bisogna che tutti i cattolici d'ogni nazione s'uniscano sotto l'egida del Papa per difendere le verità religiose e sociali. Questo vogliono le necessità del nostro tempo, questo è il dovere più imperioso per ogni credente. Ma non basta. 

Sappiamo dai santi Padri che la fede e la carità, a misura che il mondo si avanza verso la sua distruzione, dovranno sempre più raffreddarsi; ed in fatti noi vediamo che queste due fiaccole del cristiano vanno a poco a poco spegnendosi, quasi senza che il mondo se ne accorga. È venuta di moda una filantropia tutta umana, che tende mano mano a porsi in luogo della carità cristiana, quella carità che muove dalle regioni soprannaturali. 

Cotesta filantropia ci porta talvolta a far opere buone in sè, ma prive di merito agli occhi di Dio, e ci mena talora ad opere cattive, quali sono i balli di beneficenza, le rappresentazioni teatrali, cose che potranno avere un merito agli occhi di Satana, non già a quelli di Dio.

 Non sarebbe niente di troppo, secondo me, se i fedeli, impensieriti dai segni del tempo che tutto intorno appariscono, si avvisassero di stringere una grande e forte alleanza per opporla a quella stretta dalle potenze delle tenebre coi malvagi. Anche noi abbiamo bisogno di allearci con esseri invisibili, e questi siano le anime del purgatorio. L'atto eroico in favore di queste anime sante, approvato e confermato per decreto di Pio IX, in data 30 settembre 1852, a mio parere, fa appunto per le circostanze attuali. 

L'editore dell'opuscoletto intorno a questo atto eroico pubblicato in Roma nel 1857, lo dice anch'egli colle seguenti parole: - « Sono pregate tutte le persone pie a fare questo Atto di carità per suffragare le sante anime del Purgatorio, e a suggerire pure ad altri che lo facciano, anche colla speranza che queste sante anime ci ottengano da Dio le grazie delle quali abbisogniamo, particolarmente in questi tempi tanto pericolosi per la salute delle anime nostre. Il Signore accetterà la nostra carità, ascolterà la voce delle sue spose da noi suffragate, e si muoverà a farci quelle misericordie che troppo demeritiamo pei nostri peccati. » 

Se non si dà esempio che le largizioni in favore della Chiesa militante abbiano mai rovinata alcuna famiglia, possiamo ben fare assegnamento che un'offerta intera, completa, assoluta di tutte le nostre opere satisfattorie in pro di quella parte della Chiesa trionfante che soffre ancora nel terribile luogo di espiazione, non menomerà punto il tesoro di buone opere, di cui il cielo tiene esatto conto a ciascun fedele. «

 Considerate, scrive il conte Emiliano della Motta nelle sue Meditazioni pel mese di Novembre, considerate quale opera sia questa di suffragare e liberare le anime del purgatorio. È opera di fede, perchè dalla sola fede noi possiamo apprendere i patimenti e le cose dell'altra vita. È opera di speranza perchè la sola speranza nelle divine promesse può sollevarci a confidare che noi miseri peccatori tanto addebitati con Dio siamo da tanto da poter ottenere grazia per altri colle nostre preghiere, e soddisfare colle nostre opere ai debiti altrui. È opera di carità, perchè è diretta immediatamente a porre nel numero dei beati glorificatori di Dio, quelle anime sulle quali egli ha confermata la sua grazia, e che ama con amore irrevocabile, cavandole da un orribile stato di pena in cui giacciono per loro colpa sì, ma senza che ormai resti più di tali loro colpe altro che il reato di pena. Oh questo sì che è veramente dare gloria a Dio nel più eccelso dei cieli portandovi quelle anime benedette, e dar pace agli uomini di buona volontà, di volontà tutta assorta in quella di Dio. Tutte l'opere cristiane misurano il loro valore intrinseco dalla loro relazione coll'ultimo fine che è la visione beatifica; ora vi tende nel modo più diretto e immediato, quello di portare anime dal purgatorio in paradiso. « 

Considerate che questa è l'opera stessa della redenzione nell'ultimo suo punto. Tutto ciò che Gesù Cristo in persona ha fatto e patito sulla terra per la salute delle anime, tutto ciò che opera continuamente dal cielo e dall'altare colla sua grazia per santificarle, e che fa operare dai suoi ministri in terra, tutto è poi diretto a niente altro, che a mettere le anime dei suoi eletti nel seno del suo eterno Padre, e farle partecipi della propria sua gloria, come figlie adottive del Padre, e sue spose dilette. Ora tutto quello ancor non raggiunse l'ultimo suo scopo per l'anime ditenute nel purgatorio, e il più vivo dei desiderii di quel divino Cuore amantissimo non avrà pieno appagamento, se non quando quelle anime verranno liberate dalla carcere in cui gemono. E noi possiamo con poche opere buone caritatevolmente adempire a ciò che manca per esse alla passione di Cristo, possiamo ricomprarle a poco prezzo dalle loro pene temporali, come Cristo ricomprò noi dalle pene eterne a costo di tutto il suo sangue, e non lo faremo? » Verissimo quello che ci dice questo pio scrittore. 

Ma riflettiamo un poco; vediamo un po' se lo spirito del secolo, saturo di paganesimo, non abbia agito anche su noi cattolici. Ci ricordiamo talvolta, è vero, dei morti, ma per tessere loro delle ghirlande di fiori. 

- Il giorno dei morti non si tralascia di fare una passeggiata al camposanto; c'è per fino chi innalza ancora dei monumenti funebri; si scrivono pomposi elogi sul marmo in onore dei defunti; ma in generale queste iscrizioni non si chiudono più con un requiescat in pace, pietosa formola che, in secoli veramente cristiani, chiamava sul labbro del passeggero una breve preghiera in favore del defunto. Ora il cenno di cavaliere o d'altro titolo qualunque pare che faccia meglio sopra un epitaffio, ed io non lo contesto, ma quanto se ne giovi l'anima del defunto non saprei vederlo. 

L'uso degli uffizi funebri religiosi si mantiene tuttavia. Non se ne fa uno spreco, ma in fin de'conti si mantiene presso quelli che non hanno fatto compiuto divorzio dal cattolicismo. Ci si invitano i conoscenti più cospicui del defunto, non esclusi gli ebrei, i protestanti e neppur gli atei, massimamente se costoro hanno una bella posizione in società. Ed in generale tutti accettano l'invito, che è diventato un affare di convenienza, in cui pare che le convinzioni religiose non ci abbiano nulla a vedere. Bene spesso a queste funzioni il tempio è gremito di gente. Credete voi che dal seno di questa folla s'innalzino cordiali e fervide preghiere per disarmare la giustizia di Dio? Per parte mia ne ho qualche dubbio, perchè ricordo che Sant'Agostino chiama certe pompe funebri ricreazioni dei vivi anzi che soccorsi ai morti (De verb. Apost., 1 Thess.)

 Anche la pietà inverso i moribondi subisce, come tante altre cose, una trasformazione nel nostro secolo. Le persone che stanno loro attorno stimano conveniente di nascondere ad essi il pericolo in cui versano, e non di rado i medici stessi ci prestano la mano. Il ministro della religione, quegli che deve riconciliare l'anima col creatore, che deve consolarla nelle ultime ore, non vien chiamato che su gli ultimi istanti. 

Ma noi cattolici, non ci rendiamo noi con troppa leggerezza completamente pagani in coteste circostanze? Il nostro zelo per la salute eterna del prossimo, invece di andare innanzi a tutto, non è esso superato di molto dalla nostra sollecitudine per la salute fisica? 

Con questi fatti innanzi agli occhi, che si ripetono così spesso, che entrano nei nostri costumi, io mi domando: Non hanno più forse bisogno le anime del purgatorio che i fedeli s'occupino di loro? O siamo noi certi che i nostri parenti, i nostri amici, quelli che ci furono tanto cari mentre erano in vita siano sfuggiti alla giustizia divina? Quell'abisso di tormenti che si chiama il purgatorio si sarebbe forse cambiato? Ovvero si sarebbe egli ingannato San Gregorio allorquando diceva: Questo fuoco, che non è eterno, è pur non di meno più doloroso di tutte le tribolazioni che possono colpirci in questo mondo? (In. Ps., 3 poemit.) 0 non diceva forse il vero San Francesco di Sales quando affermava che dopo il paradiso non c'è luogo migliore del purgatorio, perchè non vi si sta sempre, ma che questo è ad un tempo il luogo peggiore che vi sia dopo l'inferno, perchè vi si soffre senza paragone con qua lunque pena terrena?

 - Come mai noi, uomini di cuore, cotantosensibili ai mali fisici dei nostri simili, siamo così indifferenti verso quelle anime i cui patimenti debbono vincere in asprezza tutte le tribolazioni, tutti i supplizi, tutti i malori che sia dato all'uomo d'immaginare? Oportet dice San Tommaso, quod poena purgatorii, quantum ad poenam damni et sensus, ea cedat omnem poenam istius vitae » Chi è che ci promette che in questo secolo, più che non fosse nei passati, le persone che ci furono care in vita non abbiano da rendere dei conti a Dio dopo la morte? 

Aimè! che all'opposto tutto tende a persuaderci che in questo secolo non solo il numero degli eletti diminuisce, ma che anche coloro i quali si salvano avranno a pagare de' grandi debiti alla giustizia divina prima di giungere tra i beati. 

Nei tempi in cui viviamo la via della perfezione cristiana è ben difficile a percorrere. Lo spirito del secolo vi semina ostacoli sopra ostacoli; l'atmosfera che respiriamo è pagana od atea. Chi vuol menar vita di perfezione è forzato a nascondersi, ed i raggi benefici e salutari del suo esempio non si spandono che in una cerchia ben ristretta.

La vita pubblica, posta alla faccia del sole, quella che abbaglia e trascina coll'esempio, è diventata uno scandalo permanente. Per ciò anche quel cristiano, che si mantenne saldo nella fede, può aver sofferto in qualche modo da queste influenze perniciose. Egli ha resistito, ha combattuto, si è pentito, e Dio ebbe di lui misericordia; ma questa misericordia deve andare di pari passo colla giustizia, con quella giustizia che in vita loro punì severamente anche dei santi quali furono Mosè, Davide ed Ezechiello, per un peccato d'orgoglio, un atto di poca fede, o di vanità; tutte colpe che a noi paiono leggiere. Vivendo in un secolo vertiginoso, in cui tutto ci trascina al male, chi è di noi che non abbia a rimproverarsi qualche colpa più grave ? 

Permettete, signore, che io ritorni ancora una volta al libro del conte Della Motta per convincervi appieno del quanto importi richiamare in tutto il suo vigore il culto cristiano dei morti, per opporlo a questo invadere del culto pagano.

 - « Gesù Cristo, che venne al dir del s. apostolo Giovanni sulla terra per congregare in uno i figli di Dio dispersi, ora tiene le sue pecorelle divise in tre ovili, in cielo, in terra, in purgatorio; ma egli vuole che queste tre greggie sieno unite tra loro. Per questo adopera il vincolo il più ampio, il più perfetto che Dio s'abbia, la carità; la carità che si spande in tutte le parti del regno di Dio, a tutte le membra del corpo mistico di Cristo, siano sane o inferme, mortali o gloriose. Ed ecco che come fece del purgatorio il luogo più compassionoso dell'universo, così lo ha fatto il centro a cui collima la carità dal cielo e dalla terra. I Santi e gli Angeli del cielo sentono infinita pietà di quelle anime afflitte, e ne desiderano ardentissimamente lo scioglimento, poi chè sono esse loro sorelle ed amiche carissime; noi operiamo a loro sollievo con quelle azioni meritorie che i Santi non possono più fare, ma che possono rendere accette a Dio colle loro preghiere, e l'anime beneficate ricambiano il benefizio con indicibile riconoscenza, che ben sapranno rendere un giorno efficace a nostro profitto. » 

Che vi può essere di meglio per armare il cristiano alle ultime lotte, di quest'opera che abbraccia e riassume la fede, la speranza e la carità ? Non potrebbe essere questa quel mistico thau, che, secondo l'Apocalisse, l'angelo deve segnare in sulle fronti degli eletti degli ultimi giorni ?

di J. E. DE CAMILLE

L'attività di tuo padre

 


Io so di cosa avete bisogno, figli miei. Non ignoro le situazioni in cui vi trovate. Ho alcuni di voi in uno schema di attesa - state facendo la mia volontà, ma sapete che non rimarrete dove siete ora. Siate pazienti mentre elaboro ogni dettaglio del vostro prossimo incarico, poi vi metterò rapidamente in posizione.


Altri figli miei, siete stati in un posto per un lungo periodo e non vi sposterete altrove. Avete del lavoro da fare dove siete.


Perché non vi occupate degli affari del Padre vostro? Perché piangete e vi lamentate con Me invece di occuparvi degli affari delle anime perdute? Cosa state aspettando? Ogni giorno le anime perdono e vanno dal Mio nemico per un'eternità di tortura nel lago di fuoco. Perché aspetti? Vi ho sovraccaricato? Non siete benedetti?


È tempo per i Miei figli di smettere di piangere e di occuparsi dei Miei affari sulla terra. Figli, molto tempo fa ho parlato a qualcuno per pregare per voi, per testimoniarvi, per condurvi a Me. Ora parlo a voi per fare lo stesso per gli altri. Non deludetemi in questo compito perché non prendo alla leggera coloro che rifiutano i loro compiti e invece corrono a giocare nel mondo.


Glynda