venerdì 12 maggio 2023

Le circostanze peggiorano nei vostri Paesi, mentre la barriera tra l'umanità e il regno delle tenebre si indebolisce.

 


Messaggio del Signore dato all'amata Shelley Anna l'11 maggio 2023


Gesù Cristo Nostro Signore e Salvatore, Elohim dice.


Miei amati

Avvicinatevi a me.

Rimanete entro i confini del mio Sacro Cuore, dove sarete protetti dalle turbolenze che si stanno intensificando.

Le circostanze peggiorano nei vostri Paesi, mentre la barriera tra l'umanità e il regno delle tenebre si indebolisce.(1). Il secondo giorno della settimana è il giorno della luna nel calendario dell'occulto, dove vengono evocate entità demoniache. Queste entità cercano la rovina delle anime e promuovono l'illegalità che ora è visibile mentre si diffonde da un cuore all'altro.

Se vi avvicinate a Me, vi riparo sotto le mie ali, perché sono il vostro rifugio sicuro.

Così dice il Signore.

 


giovedì 11 maggio 2023

Adorazione


 

La verità va detta, non nascosta.

 


          Non ci sarà più nessuno che ti dirà che non devi fare quello che fai, figlio mio, perché farai come Paolo: ha viaggiato per le frontiere e nessuno lo ha fermato, finché non ha portato a termine la sua missione. Così sarà per te, figlio mio. Le porte che ti sono state chiuse dovranno presto aprirsi, affinché tu possa parlare di tutto ciò che ti ho trasmesso come mio autentico Messaggero. Gli intellettuali dovranno sentire ciò che non hanno mai sentito prima.

          La verità va detta, non nascosta. A causa degli impegni che il mondo offre loro oggi, ciò che ho insegnato loro è nascosto. Sono servi malvagi che, per un po' di denaro in più, nascondono le mie cose. E tu, figlio mio, sarai il portavoce di questa discordia che c'è nella mia Chiesa.

          Benedetto, figlio mio, la mia pazienza è già finita. Ora sono io che ho fretta. Il mio lavoro è stato ostacolato da coloro che non volevano dire la verità. Hanno giocato con Me, senza sapere che un giorno Io Gesù avrei fatto giustizia, perché ciò che è mio deve essere pubblicato, leggendolo così come è scritto, e non manipolando i miei diritti. Così, figlio mio, sarai tu a dire ciò che gli altri non hanno detto. Attraverso la tua bocca, i sacerdoti dovranno sentire ciò che era loro dovere, e non di chiunque altro, servire alla Mia Mensa e sedersi con Me. Deve essere come ho fatto con i dodici apostoli: essi hanno fatto come ho comandato. Ora è il contrario: quelli che sono i miei servi si siedono dietro la tavola e ordinano agli altri di servire, come se fossero stanchi di lavorare. Questo, per Me, non è il mio servo, è solo una figura sul mio altare, che rappresenta soltanto. Per questi esigerò molto di più di quelli che hanno capito poco dei miei affari.

          Figlio mio Benedetto, ci sono alcuni momenti in cui la coscienza della persona sa cosa sta facendo, ma non si preoccupa che sia sbagliato, quello che vuole è farlo, anche se fa male a qualcuno. Coloro che fanno questo saranno rigorosamente giudicati per il danno che stanno arrecando a Me. Io, Gesù, non ho fatto l'uomo per essere invidioso, pugnalatore o manipolatore. Cosa ho chiesto quando ero sulla terra: "Ora, voi, fate tutto come vi ho insegnato". Ma l'avidità di denaro sta uccidendo i miei diritti, sia nell'insegnamento che nell'educazione, la morale è terribile.

          Per cominciare, all'interno della mia Chiesa, che è quella di Pietro, dove oggi c'è Giovanni Paolo II, non accetterò in nessun modo chi è vestito male o addirittura pretende di essere mio. Per questi non ci sarà perdono, come feci in quella grande Cena, quando ordinai di legare i piedi e le mani dell'uomo che non indossava la veste nuziale (Mt 22,12-13). Così farò con chiunque troverò nella Mia Casa. Non ci saranno scuse per questi, perché davanti a Me l'uomo deve essere ben vestito, e lo stesso la donna. Per questo, Io Gesù sono stato molto chiaro: "Felice l'uomo che ha le sue vesti quando tornerò" (Ap 16,15).

Figli miei, se non credete in questi miei messaggi, cosa volete che faccia ancora? Chi è già Mio, legga e faccia tesoro di tutti questi miei messaggi con amore e rispetto.

          Grazie, figlio mio Benedetto. Sii con la Mia pace.

GESÙ

25/06/1995

     

LA GRATITUDINE PER LA GRAZIA DIVINA

 


L'Imitazione di Cristo 


1.     Perché vai cercando quiete, dal momento che sei nato per la tribolazione? Disponiti a patire, più che ad essere consolato; a portare la croce, più che a ricevere gioia. Anche tra coloro che vivono nel mondo, chi non sarebbe felice - se potesse ottenerli in ogni momento - di non avere il conforto e la letizia dello spirito, poiché le gioie spirituali superano tutti i piaceri mondani e le delizie materiali? Le delizie del mondo sono tutte vuote o poco buone; mentre le delizie spirituali, esse soltanto, sono veramente piene di gioia ed innocenti, frutto delle virtù e dono soprannaturale di Dio agli spiriti puri. In verità però nessuno può godere a suo talento di queste divine consolazione, perché il tempo della tentazione non dà lunga tregua. E poi una falsa libertà di spirito e una eccessiva fiducia in se stessi sono di grande ostacolo a questa visita dall'alto. Dio ci fa dono dandoci la consolazione della grazia; ma l'uomo risponde in modo riprovevole se non attribuisce tutto a Dio con gratitudine. E così non possono fluire su di noi i doni della grazia, perché non sentiamo gratitudine per colui dal quale essa proviene e non riportiamo tutto alla sua fonte originaria. La grazia sarà sempre dovuta a chi è giustamente grato; mentre al superbo sarà tolto quello che suole esser dato all'umile. Non voglio una consolazione che mi tolga la compunzione del cuore; non desidero una contemplazione che mi porti alla superbia. Ché non tutto ciò che è alto è santo; non tutto ciò che è soave è buono; non tutti i desideri sono puri; non tutto ciò che è caro è gradito a Dio. Invece, accolgo con gioia una grazia che mi faccia essere sempre più umile e timorato, e che mi renda più pronto a lasciare me stesso. Colui che è stato formato dal dono della grazia ed ammaestrato dalla dura sottrazione di essa, non oserà mai attribuirsi un briciolo di bene; egli riconoscerà piuttosto di essere povero e nudo.   

  2.     Da' a Dio ciò che è di Dio, e attribuisci a te ciò che è tuo: mostrati riconoscente a Dio per la grazia, e a te attribuisci soltanto il peccato, cosciente di meritare una pena per la colpa commessa. Mettiti al posto più basso, e ti sarà dato il più alto; giacché la massima elevazione non si ha che con il massimo abbassamento. I santi più alti agli occhi di Dio sono quelli che, ai propri occhi , sono i più bassi; essi hanno una gloria tanto più grande quanto più si sono sentiti umili. Ripieni della verità e della gloria celeste, non desiderano la vana gloria di questo mondo; basati saldamente in Dio, non possono in alcun modo insuperbire. Essi, che attribuiscono a Dio tutto quel che hanno ricevuto di bene, non vanno cercando di essere esaltati l'uno dall'altro, ma vogliono invece quella gloria, che viene soltanto da Dio; aspirano e sono tutti tesi a questo: che, in loro stessi e in tutti i beati, sia lodato Iddio sopra ogni cosa. Sii dunque riconoscente anche per la più piccola cosa; così sarai degno di ricevere doni più grandi. La cosa più piccola sia per te come la più grande; quello che è più disprezzabile sia per te come un dono straordinario. Se si guarda all'altezza di colui che lo dà, nessun dono sembrerà piccolo o troppo poco apprezzabile. Non è piccolo infatti ciò che ci viene dato dal Dio eccelso. Anche se ci desse pene e tribolazioni, tutto questo deve esserci gradito, perché il Signore opera sempre per la nostra salvezza, qualunque cosa permetta che ci accada. Chi vuol conservare la grazia divina, sia riconoscente quando gli viene concessa, e sappia sopportare quando gli viene tolta; preghi perché essa ritorni, sia prudente ed umile affinché non abbia a perderla. 


Dillo al mio popolo - Le ricchezze del Cuore Immacolato

 


Le ricchezze del Cuore Immacolato


Maria: "Mio amato sacerdote-figlio, quante volte ti ho stretto al mio Cuore materno e immacolato nel più grande amore! Quante volte ti ho fatto gustare la dolcezza di questo Cuore. Quante volte ti faccio capire che il mio Cuore è il tuo rifugio dove ti senti tanto amato, dove ti senti tanto sicuro, dove ti senti immerso nella pace! Desidero che tu parli a tutto il popolo delle ricchezze contenute nel mio Cuore Immacolato. Dite al mio popolo di venire ogni giorno al mio Cuore. Io li accarezzerò con il mio amore materno. Li condurrò sempre più vicino al Sacro Cuore di mio Figlio. Dirò loro di ascoltare Gesù. Ricorderò loro che Egli è il loro Signore e Maestro. Ricorderò loro di fare tutto ciò che Lui dirà loro di fare.

"Sì, figlio mio carissimo, dì al mio popolo tutte queste cose. Continua a ricordare loro il mio grande amore per loro. Continua a ricordare loro come amo attirarli al mio Cuore materno e immacolato!".


Perché stiamo permettendo al Male di crescere nel Mondo? Dove stiamo sbagliando?

 

Colpa nostra che permette al clima per il male di crescere nel mondo.

Dio è venuto a portare il messaggio che dobbiamo abbandonare il peccato, perché è una trasgressione della legge divina; un atto di ribellione contro Dio e il Suo piano per l'umanità.

E ci ha dato indicazioni per riconoscere il peccato e il Suo piano, il bene e il male.

Ma oggi scopriamo che una buona parte dei cattolici opera di fatto come se non ci fossero chiari standard dati da Dio di assoluto giusto e sbagliato.

E che se ci sono, gli uomini non dovrebbero immischiarsi nel giudicare altre persone quando le violano, questo è compito di Dio.

Qui parleremo dell'errore di questo approccio, del perché Dio ci chiede di giudicare i peccati delle persone a nostro carico, e di come dovremmo farlo.

Se non ci sono regole assolute, allora il bene e il male sono relativi all'età e alla cultura.

Allora non c'è peccato contro Dio, ma comportamenti giusti e sbagliati, secondo la morale prevalente in quel momento storico e in quella cultura.

Pertanto, la conclusione logica è che non può essere giudicato su basi assolute.

Ma il peccato è reale perché Dio è venuto a portarci norme assolute perché derivano dal Suo piano per l'umanità.

In diversi passaggi del Vangelo, Gesù termina dicendo a una persona di "andare e non peccare più".

Questa espressione chiarisce che Egli considera il peccato come reale e raccomanda di non peccare.

Ma purtroppo questo comportamento di Gesù è ignorato da sempre più cattolici.

Gesù non approva di lasciare passare il peccato e il suo centro d'azione è combattere il peccato.

Ma per troppi cattolici il nucleo della loro fede è essere gentili con gli altri e non giudicare mai nessuno per non turbarsi e diventare odiosi.

La conseguenza è che non giudicheranno mai il peccato come peccato.

Non diranno che una cosa è sbagliata, ma la renderanno dipendente dalla persona e dalla situazione, e si sforzeranno di essere gentili e dolci con le persone.

Ovviamente non è sbagliato essere gentili e dolci con gli altri, ma questo va fatto, senza dimenticare il forte messaggio morale che Gesù ci ha portato. ?

Questa nuova dottrina, che di fatto opera oggi nella cultura cattolica, è fondata sulla caricatura che è stata fatta del comportamento di Gesù.

È descritto come una persona confortante, accogliente, amorevole, gentile, che accompagna, ma non pretende; che perdona tutto, senza pretendere una riforma comportamentale.

Ma ricordiamoci che Gesù ha rovesciato il tavolo dei cambiavalute nel tempio e che ha fatto molti passi del Vangelo con persone specifiche.

Disse cose molto dure ai farisei e agli scribi, come "razza di vipere".

Gesù ha ferito i sentimenti delle persone che non volevano convertirsi e non si è scusato per questo, secondo i criteri che la società attualmente gestisce.

Gesù è venuto per dare la buona notizia, per vincere i peccatori, ma anche per combattere coloro che non accettavano la buona notizia.

È venuto a dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. E ha pagato un costo per dirlo e per averci salvato, che era la sua stessa vita.

Ma purtroppo questa metà di Gesù non è quella che il mondo sta accettando.

E nemmeno quello che cerca una buona parte, e forse anche la maggioranza, di coloro che siedono nei banchi delle chiese.

Al contrario, è stata installata tra molti cattolici l'idea che il vero peccato è credere che tutto deve essere giudicato secondo quella moralità assoluta che Gesù ha portato.

Ecco perché non esitano a etichettare come rigidi coloro che pensano che Dio si sia fatto uomo per allontanarci dal vero peccato.

Ci sono abbondanti passi biblici in cui i fedeli sono esortati a non lasciare andare i peccati degli altri e ad avvertirli.

Anche passaggi che menzionano una pena a chiunque lasci passare il peccato di un fratello senza avvisarlo.

Purtroppo oggi questo non è menzionato e probabilmente la maggior parte dei cattolici non lo sa nemmeno.

Il criterio della misericordia si è degradato, al punto che non abbiamo nemmeno il coraggio di avvertire qualcuno che si sta smarrindo, perché il semplice avvertimento viene preso come una condanna.

E dicono, non è il mio ruolo giudicare le persone, viene da Dio.

Sappiamo tutti che solo Dio può condannare, ma si scopre che ora questi relativisti morali considerano anche che solo Dio è colui che può avvertire i peccatori della via sbagliata.

Molti cattolici credono davvero che la Bibbia richieda il non giudizio.

E lo fanno perché non hanno avuto una buona catechesi e perché le omelie che ascoltano rafforzano quella cattiva catechesi.

Essi interpretano male il passaggio di Matteo 7:1, che dice: "Non giudicate, per timore di essere giudicati. Poiché con il giudizio con cui giudichi sarai giudicato, e con la misura con cui misuri sarai misurato."

Questo passaggio non è contro il giudizio in sé, ma porta due avvertimenti.

Primo, che gli ammonimenti saranno emessi solo con un buon cuore libero da ipocrisia, arroganza, meschinità di spirito.

Ciò che è chiaro in Matteo 7:5, "Ipocrita, prima tira fuori il raggio del tuo occhio, e poi puoi vedere, per togliere la lama dell'occhio di tuo fratello".

E in secondo luogo, ci avverte che l'onere di giudicare è che saremo anche "giudicati come abbiamo giudicato".

Lo scopo principale di una prova è aiutare il fratello ad evitare azioni che possano portarlo alla perdizione; ma anche un avvertimento per noi che non dovremmo fare lo stesso.

in contrasto con questo passaggio biblico, che alcuni interpretano erroneamente contro il giudizio, ce ne sono molti altri che richiedono esplicitamente il giudizio.

In Ezechiele 33:7 Yahweh dice: "Se non gli parlerai per avvertire i malvagi di fermare la sua condotta, i malvagi moriranno a causa tua, ma del suo sangue ti riterrò responsabile.

E se, al contrario, avverti il malvagio di convertirsi dalla sua condotta, ed egli non si converte, morirà a causa della sua colpa, mentre tu avrai salvato la tua vita".

In Galati 6:1 San Paolo dice che "quando qualcuno è in colpa, voi spirituali lo correggete in uno spirito di mitezza".

E in Atti 8:20 San Pietro dice a Simon Mago: "Pentiti della tua malvagità e prega il Signore, vedi se ti perdonerà".

E come dovresti giudicare l'altro?

Non puoi mai giudicare l'intento di qualcun altro.

Devi giudicare l'oggetto delle azioni dell'altra persona, che è il peccato.

E sei particolarmente obbligato a giudicare l'oggetto degli atti di un altro, quando i suoi tentativi di influenzarti influenzano la tua salvezza o la salvezza di coloro che ti sono stati affidati.

San Paolo sottolinea che l'ammonimento dovrebbe essere fatto con amore, umiltà e mitezza, e con l'obiettivo di restaurare la persona che ha peccato, piuttosto che semplicemente condannarla.

E che dovrebbe prima essere fatto in privato, per evitare di causare inutili imbarazzi o umiliazioni.

Ma se continua, chiede un rimprovero pubblico, specialmente quando si tratta di disciplina nella Chiesa.

Ebbene fin qui quello di cui volevamo parlare, sottolineando che la lotta contro il peccato era un compito centrale che Gesù è venuto a svolgere, e come noi dovremmo agire, affinché amici e parenti non soccombano a lui, un compito certamente molto difficile ai nostri tempi.

Fori della Vergine Maria

(Molti aspettano di credere come Tommaso)

 


Messaggio ricevuto il 9 maggio 2023

Mia cara figlia scrivi, Io sono il tuo Dio, il tuo Salvatore. Sono venuto con il Mio Amore di Padre per darvi un altro messaggio che viene dal Mio Sacro Cuore al vostro. Sono venuto a dirvi tutto ciò che il mio Spirito desidera dare, perché siete i miei figli che Mi danno tanta gioia. Sì, figlia mia, voi siete il sale della Terra che condisce tutto ciò che vi viene dato. Perché sappiate che tutto ciò che fate sulla Terra ha già il sapore della mia Alleanza, che dà a tutti voi AMORE, e con questo AMORE voglio abbracciare tutti i miei figli che sono sulla mia Croce d'Amore e sanno accettare ciò che vi viene dato solo per amore. Ho scelto voi, figli miei, perché attraverso di voi Mi date molti figli che non si sono ancora abbandonati, anima e corpo, al Sacrificio della Santa Messa come era all'inizio.

Ho chiesto ai miei apostoli di ascoltarmi con amore, affinché non accettassero tutto ciò che sarebbe arrivato (dal mondo) nella loro vita, e sono stati loro a dare la vita per Me. Voglio darvi tutto il mio amore e la mia chiamata, perché voglio annunciarvi che la mia venuta non è lontana, affinché impariate tutto ciò che vi è stato dato, ma molti non lo accettano. Voglio darvi tutto, affinché non abbiate paura di affrontare ciò che vi raccomando. Ci sono molti che mi hanno abbandonato, ma alla fine ne subiranno le conseguenze, perché chi non è con me non parteciperà con me alla mia Terra Promessa. Darò tutto, affinché tutti vedano che ho sempre detto la verità. Tutto ciò che dico è: preparatevi, perché non c'è nulla che possiate fare qui in questo mondo, perché è marcio di tanto peccato.

Quindi, figli miei, non posso fare nulla, perché ho chiesto a tutti di collaborare a tutto, affinché possano trovare la felicità nel mio posto che ho per tutti, ma molti vogliono vederlo per crederci. Quindi non posso fare nulla, ma fate tutto (noi) come il mio Spirito Santo vi chiama a fare, perché è per questo che ho chiamato tutti, perché tutti sono chiamati, ma molti aspettano di credere come Tommaso. Io sono il Buon Pastore, proteggo le mie pecore e loro mi seguono solo per amore.

Amen.

E trovarono Maria e Giuseppe col bambino

 


l. I pastori e i magi giunti alla grotta Vi trovarono, col Bambino, Maria e Giuseppe. Il Bimbo non parlava ancora; Maria e Giuseppe accoglievano, spiegavano, offrivano: erano i presentatori di Gesù, gli interpreti della sua voce.

Dio giunge a noi attraverso mediazioni create, il Trascendente comunica con noi attraverso varie specie visibili della sua presenza. Possiamo distinguere innumerevoli mediazioni gerarchizzate secondo la loro maggiore o minore connessione con lo Spirito di Dio. Così, ad esempio, il pane e il vino sono segni sensibili della presenza eucaristica di Gesù, e la sua umanità è rivestimento visibile del Verbo invisibile di Dio.

2. Tra le varie mediazioni c'è Maria. Essa è l'annunzio materno del Cristo: lo rende presente e comprensibile ai pastori e ai magi, e anche a noi. Non solo: prima della venuta di Gesù, essa, che già ne possiede lo Spirito, lo prennunzia con la propria fisionomia immacolata e verginale; quando Gesù nasce, lei gli dà un volto fatto a sua somiglianza, poi gli insegnerà un linguaggio, le prime abitudini, lo stile umano e sociale.

È vero che col tempo il Figlio trascenderà l'impalcatura educativa impressagli dalla Madre e sarà sempre più lui il maestro di lei, ma nel frattempo ne accetta tutta la mediazione materna: attinge da Maria la propria impalcatura infantile come degno supporto del suo ulteriore sviluppo, per irradiare a sua volta sulla Madre le perfezioni insondabili della sua maturità.

Gesù tra le braccia di Maria ci insegna ad accogliere con rispetto tutte le mediazioni: della Chiesa, dei Santi, del Vicario di Cristo, del sacerdote, dei genitori, dei superiori, dei buoni amici, di ogni creatura, e in modo particolarissimo quella di sua Madre. Il rifiuto delle mediazioni comporterebbe la rottura dell'armonia sapientissima con cui Dio provoca la nostra crescita.

3. Darsi a Maria significa aprirsi al rispetto, addestrarsi con amore al gioco provvidenziale degli eventi con cui Dio stimola la nostra maturazione, e cogliere, al di là di ogni mediazione creata, il volto amante di Dio.

La realtà terrena, nel suo insieme, è segno della presenza di Dio. Questa presenza ha certo dei luoghi privilegiati, quali la Chiesa, e soprattutto l'Eucaristia, dove Gesù è presente come Dio e anche come Uomo. Attraverso tutte le specie create, noi siamo chiamati e comunicare con Dio stesso, «Colui che sta al di là di tutte le case» (S. Gregorio Nazianzeno ).

I pastori e i magi si unirono all'adorazione di Maria e Giuseppe. Noi pure ci metteremo in adorazione d'amore verso il Verbo di Dio fatto Uomo.

Più che un atto, l'adorazione è un modo di essere. L'adorazione è la prostrazione del cuore verso Colui che ci ha creati, e che quindi ha su di noi il diritto di essere considerato come il Primo Amore. Egli solo può dire parole di una esigenza radicale: «Chi ama il padre e la madre più di me, non è degno di me. Chi non rinuncia alla sua stessa vita, non può essere mio discepolo» (Lc 14, 25 s e paralleli).


PREGHIERA DI CONSACRAZIONE

 


Maria, Fiore di Galilea, Figlia di Davide, tu sei il Tempio che tuo padre non poté costruire nonostante 1e indicazioni del profeta Natan: «il Signore é con te.» Tu sei il velo del Tempio ed il Santo dei Santi, tu sei l'Arca e la Porta che conduce nel cuore del santuario, tu sei Gerusalemme, la città santa le cui membra formano un corpo. Cittadella che vede la pace, Sposa del Messia, il Principe della Pace, tu sei la Regina della pace e ci doni Colui che dona la pace non come la dà il mondo, ma come solo Dio può stabilirla.

O Maria mi consacro totalmente a te per divenire un artefice di pace, un artefice della presenza divina che salva e ristabilisce l'alleanza dell'uomo con l'uomo, dell'uomo col mondo, dell'uomo con Dio.


Sappiate che, durante un sinodo inconsueto, riceverete un segno dal Cielo, presagio della vicinanza dell'Avvertimento.

 


MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA
A LUZ DE MARIA

8 MAGGIO 2023


Figli amati del Mio Cuore Immacolato:

 

VI BENEDICO CON IL MIO AMORE, AFFINCHÉ IL MIO AMORE SIA PRESENTE IN OGNUNO DI VOI.  I Miei figli si distinguono per avere l'amore in loro e perché provano e desiderano il bene per i loro fratelli (cfr. 1 Gv. 4, 7-8).

Questo mese, che in modo speciale dedicate a questa Madre e durante il quale pregate il Santo Rosario, desidero che il 13 maggio lo offriate:


Pregando per quei Miei figli che non adorano il Mio Divin Figlio.
Offrite il Santo Rosario per coloro che irrompono nella vita dei Miei figli piccoli e inculcano in loro di dedicarsi a pratiche demoniache e di dimenticare e negare il Mio Divin Figlio. Queste persone saranno duramente castigate.


STATE VIVENDO IN UN COSTANTE CAMBIAMENTO. I disastri naturali (1) si stanno verificando uno dopo l'altro e ancora non si comprende che sono segni e segnali che servono da monito per la conversione.


COSA STA SUCCEDENDO IN QUESTO MOMENTO ALL'UMANITÀ
Sta predominando l'oblio nei confronti del Mio Divin Figlio, si nega ciò che è Divino e si crede che il bene sia opera dell'uomo e quello che succede di male nella vita degli uomini o dei popoli, sia colpa di Dio. (cf. S. Giac. 1, 13)


Gli uomini sono imprevedibili, vanno alla costante ricerca di ciò che credono sia più sicuro, più giusto e non conoscono la Parola Divina, né sono spirituali, ragion per cui mancano di discernimento (2). Voi state andando di qua e di là in cerca di quello che non troverete, andate da un posto all'altro cercando di trovare ciò che non riuscirete a trovare, finché non guarderete in voi stessi e non vedrete il Mio Divin Figlio in tutto e in tutti.

In questo momento la battaglia contro il male è continua (3) e i Miei figli vengono tentati più e più volte, ma non reagiscono.


Pregate figli Miei e rimanete fedeli alla Legge di Dio.


Pregate figli Miei, ricevete la Sacra Eucaristia, pregate e riparate.


Pregate figli Miei e chiedete la Grazia di sentire l'Amore della Mia Maternità, resistendo al male senza cadere.


Pregate figli Miei, come parte del Mio Esercito Mariano che combatte con Amore, Fede, Speranza e Carità; assieme a San Michele Arcangelo e alle Sue Legioni Celesti e al Mio amato Angelo di Pace, Io compirò il Mandato Divino di schiacciare il serpente infernale e le sue legioni.


Pregate figli Miei, i figli del Mio Divin Figlio sono Miei figli, Io vi allerto su un Corpo Celeste (4) che si sta avvicinando alla Terra.


LA FEDE VERRÀ PROVATA E QUESTA MADRE VI AVVERTE DI PREGARE CON FEDE, CON SPERANZA E CON LA CERTEZZA DI ESSERE PROTETTI DALLA MANO DIVINA.


Sappiate che, durante un sinodo inconsueto, riceverete un segno dal Cielo, presagio della vicinanza dell'Avvertimento.

SENZA TIMORI, SIATE PERSONE DEL BENE, CERTI CHE CON LA FEDE TUTTO È POSSIBILE. (cfr. 1 Gv. 5,4; Mt. 9, 21-22)
Se manterrete la fede, ciò che ai vostri occhi crederete impossibile, l'unione della fede di ciascuno dei Miei figli, compirà grandi miracoli.


OFFRITE PER TANTE ANIME CHE VIVONO NELL'OSCURITÀ, NELLA ROVINA SPIRITUALE E NELLA NEGAZIONE SPIRITUALE.


Siate amore affinché l'Amore Divino vi inondi.

Io vi tengo nel Mio Cuore Materno.  Vi benedico e vi chiedo di essere portavoce di questa Mia Chiamata. Vi invito a invocarmi, quando il pericolo assedia:


Ave Maria, Ave Maria, Ave Maria.


Rifugiatevi nel Mio Cuore, crescete nel Mio Ventre e conoscete il Mio Divin Figlio tenendomi per mano.


Mamma Maria


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


(1) Riguardo ai disastri naturali, leggere…
(2) Riguardo al discernimento, leggere…
(3) Riguardo alla battaglia spirituale, leggere…
(4) Riguardo al pericolo di asteroidi, leggere…




COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli:


In questo appello della Nostra Madre Santissima si sente un Cuore che senza dubbio batte per Dio, Lei, la creatura scelta, il Vaso Sacro che al saluto dell'Angelo pronunciò il: Fiat Voluntas Tua.


Oggi la nostra Madre Santissima ci invita ad accompagnarla con quella fede che aumenta nelle preoccupazioni, con quella fede che quando è perseguitata, si copre con lo scudo del Prezioso Sangue di Cristo.


Fratelli, l'avvenire non sarà facile, ma non sarà impossibile rimanere fedeli a Cristo e a Nostra Madre, se il cuore e il pensiero verranno riposti nella Volontà Divina.


Ci è stata rivelata una grande novità:
L'Angelo della Pace sarà presente alla battaglia finale e assieme alla Nostra Madre Santissima, a San Michele Arcangelo e alle Legioni Celesti, affronterà il nemico dell'anima e i suoi seguaci.


Ricordiamoci, fratelli, quanto il Cielo ci ha rivelato dal 2013 riguardo all'Angelo di Pace e accogliamo già da adesso questa infinita benedizione, riservata a questa generazione e alla fine di questi tempi. 


Vi invito a meditare il libro in cui sono state raccolte le rivelazioni sull'Angelo della Pace e a chiedere alla Madonna di accoglierci nel Suo Cuore Immacolato e di aiutarci ad abbracciare con vera fiducia questo immenso dono del Cielo.


Fratelli, senza timore, andiamo avanti con più Fede che in passato.


Amen.

 


mercoledì 10 maggio 2023

Padre Pio di Pietrelcina, il primo Sacerdote stigmatizzato

 


L'avvocato Alberto Del Fante, bolognese, ex grado 33 della massoneria, scrisse questo libro dopo essersi convertito al confessionale di Padre Pio.


ODORE DI SANTITÀ  

Chi forma il corpo, che viene nutrito dai vasi capillari attraverso la sua forza plastica e genetica, è l'anima, che è il principio vitale che risiede nel cuore e nel cervello.  

Ne viene di conseguenza che trasformando il principio vitale, anche l'organismo intero ne risente e subisce un mutamento.  

La mistica soprattutto ha questa caratteristica, se così si può chiamare, di trasformare il corpo secondo le aspirazioni dello spirito, cioè se lo spirito dà un ritmo diverso al nostro organismo, il corpo diviene più agile, più sano, più flessibile, più forte, più accessibile alle impressioni esterne e più tranquillo quindi all'interno.  

Questa trasformazione della vita corporale spesso si rivela con un odore caratteristico, che emana dal corpo.  

Odore di santità, quindi, non è solamente un modo di dire, ma è fondato sulla esperienza.  

Tommaso da Kempis afferma che la camera della beata Liduina era ripiena di odore delizioso, tanto che lui pure, come Padre Sepas, per Santa Teresa di Gesù, dubitò dapprima che si profumasse.  

Il profumo in Liduina, diveniva più intenso quando ella aveva ricevuto Nostro Signore, o dopo una visita del suo Angelo Custode, oppure dopo qualche visione, che la aveva trasportata in cielo.  

Tale profumo aveva pure una ripercussione sul senso del gusto, poiché gli lasciava in bocca l'impressione come se avesse masticata della cannella.  

La mano poi, per la quale era stata presa dal suo Angelo custode, profumava assai di più dell'altra.  

Prima di venire a parlare di altri Santi, debbo dire del Padre, poiché ciò che si verificò per S. Teresa di Gesù e per la beata Liduina, si verificò pure per Padre Pio.  

Il dottor Romanelli di Barletta, che come ebbi a dire nella biografia, fu il primo a visitare il Padre, nella sua relazione a proposito del profumo ebbe così ad esprimersi: «Nel giugno 1919, allorché per la prima volta visitai Padre Pio, notai un certo profumo, tanto che al Padre Valenzano, che era con me, dissi che non mi pareva buona cosa che un frate, tenuto in quel concetto, usasse profumi. Per altri due giorni, pur restando in cella od in compagnia del Padre, non notai più nulla. Prima di partire, salendo le scale, notai lo stesso profumo, ma fu cosa di pochi istanti».  

Il dottore poi diceva che non poteva trattarsi dì suggestione, sia perché non aveva mai sentito parlare del profumo di Padre Pio, sia perché la seconda volta il profumo gli si era presentato solo per pochi istanti e poi era subito svanito.  

Ho voluto consultare alcuni dotti scienziati e sentire il loro parere sul profumo del sangue. Tutti hanno escluso che il sangue possa emanare profumo, invece il sangue che stilla dalle stigmate del Padre, manda un profumo caratteristico che anche coloro che hanno poco olfatto lo sentono. Inoltre spesso anche il suo sangue coagulato o sopra indumenti da Lui portati, emana profumo.  

Ciò è contrario ad ogni legge naturale e scientifica, pur tuttavia molti lo hanno sentito e lo sentono.  

Dirò per allontanare il dubbio a coloro che potrebbero credere che dò possa dipendere da suggestione che: mentre la luce e il suono sono fenomeni vibratori, il profumo invece è una emanazione reale di particelle organiche che partono da una sorgente odorosa e procurano un caratteristico e specifico effetto posandosi materialmente sulla mucosa olfattiva del soggetto. Alcuni dissero che baciando le mani del Padre, invece di sentire profumo di rosa, di giglio o di altro, sentirono odore di acido fenico o di tintura di iodio.  

Dirò che il Padre, da molti anni, non fa più uso di tali sostanze, che gli furono ordinate nel 1919, perché «le lesioni» venissero rimarginate, il che mai avvenne. La chimica poi ci insegna che le sostanze caustiche distruggono il profumo, quindi se ancor oggi, per umiltà o per obbedienza, cioè per nascondere il suo vero profumo, le dovesse usare, queste sostanze distruggerebbero gli altri profumi, mentre invece avviene che contemporaneamente alcuni sentono il profumo di rosa, di giglio, di violetta, ecc., altri invece sentono solo odore di acido fenico, manifestando quindi agli uni una cosa, agli altri un'altra.  

Dirò infine che il profumo sentito da persone anche lontane da lui è sempre una forma di ubiquità, poiché come ho detto precedentemente, per sentire profumo bisogna che una sorgente odorifera sia sempre a portata della nostra mucosa olfattiva.  

Se sentiamo profumo del Padre, lontani da Lui, vuol dire invece che Lui ci è vicino.  

Presso altri Santi, invece, il profumo si è verificato solo quando essi celebravano i Sacri Misteri.  

Il Beato Venturini da Bergamo emanava profumo quando diceva la Santa Messa, il popolo allora a Lui si accostava per aspirare il grato odore.  

S. Domenico aveva la mano profumata e tutti se ne accorgevano quando gliela baciavano.  

S. Francesco di Paola, emanava profumo quando aveva compiuti i suoi digiuni di tre, di otto o di quaranta giorni. La beata Elena, la Venerabile Maria Villana, profumavano quando avevano fatta la S. Comunione.  

Tale profumo in alcuni santi fu riscontrato durante una malattia, come avvenne alla Beata Ida da Lovanio. Al beato Dideo, invece, profumavano le piaghe, mentre invece il profumo, in altri Santi, si rivelò solo dopo la loro morte.  

Così fu di S. Celetta, di S. Umiliana, della Beata Domenica di Paradiso, di Maria Vittoria da Genova e della grande S. Teresa di Gesù, e di S. Giuseppe da Copertino. Il profumo di quest'ultimo, come ho già detto, era quasi simile a quello che emanavano le reliquie di S. Antonio da Padova o il breviario di S. Chiara di Assisi, che ancor oggi si conserva nella chiesa di S. Damiano.  

Il domenicano G. Salomoni da Venezia, fu negli ultimi quattro mesi di sua vita, colpito da un cancro allo stomaco, invece di mandare cattivo odore, emanava profumo.  

La Terziaria Bartola, colpita da lebbra (verso il 1300) divenne tutta una piaga; le caddero i capelli, le unghie, le si corrose il naso, gli occhi le uscirono dalle orbite, le si contrassero le dita, mentre la carne lasciava vedere i tendini. Per venti anni sopportò pazientemente tali sofferenze. A lei accorrevano i pellegrini i quali, invece di sentire odore nauseante, sentivano un grato profumo.  

L'odore di santità però si sviluppa quasi sempre dopo la morte.  

Le reliquie di Papa Marcello, conservarono per 700 anni il profumo, quelle di S. Aldegonda per 800 anni. Quando morì S. Burgondelfore, il corpo emanò un profumo deliziosissimo, che invase la chiesa e il bosco circostante. A coloro che diedero sepoltura a S. Domenico, rimasero le mani profumate per molto tempo.  

Profumarono i corpi di S. Gandolfo, di Fra Roberto da Napoli, di Giovanna della Croce, di Francesco di S. Maria, di Saverio della Concessione, di S. Treverio, ecc. ecc.  


CHIUNQUE DISPREZZI LA MIA DOTTRINA E IL MAGISTERO DELLA CHIESA È INTRAPPOLATO DA SATANA.

 


Figli miei, la dottrina cattolica è la dottrina della salvezza. Io, Gesù, ti parlo.

Figli, ci sono quelli che svalutano la dottrina cattolica e la censurano, la attaccano, la sminuiscono e persino la odiano, ma Io, Giudice Eterno, vi dico che chiunque disprezzi la Mia santa dottrina e il Magistero della Chiesa Cattolica, è intrappolato da Satana che interferirà in mille modi per impedirgli di accedere a questa dottrina che è la porta della salvezza eterna. Io, Gesù, ti parlo.

Per secoli e secoli con questa dottrina sono diventati santi eroici in tutti gli stati di vita, in tutte le età, razze e sesso, ma ora sempre più la disprezzano, la mettono all'angolo, la ignorano e la attaccano ferocemente, perché dicono che è difficile da realizzare, e ho persino sacerdoti che pensano e agiscono così.

E' deplorevole che ciò stia accadendo. Date un'occhiata alla società della nazione che volete e vedete quanto è inquinata e corrottaCon permessi aberranti, con peccati atroci, con atti che rendono i bambini schiavi e strumenti sessuali, questo non è permesso dalla dottrina cattolica ed è per questo che la attaccano, perché vogliono vivere tranquilli, senza alcuna disciplina. I matrimoni omosessuali non sono permessi dalla Mia dottrina e voi anime deboli, con poca fede e amore per Me, accettate quei concetti che vi influenzano e persino li credete ragionevoli. Io, Gesù, ti parlo.

Figli, quando tornerò sulla Terra troverò la fede? (Lc 18,8). Andate nelle vostre anime e vedete dove vi trovate. Vedete se accettate la Mia santa dottrina, le Mie leggi, i Miei consigli, il Mio Vangelo, e se li accettate, allora percorrete sentieri adatti di salvezza per entrare nella Vita Eterna. Io, Gesù, vi parlo e vi istruisco. Pace a tutti coloro che leggono questo messaggio lo mettono in pratica.

20 Dicembre 2012