giovedì 19 marzo 2026

È l’ora del risveglio dei cuori, il dolore sarà sovrano, la gioia di molti finirà in lacrime.

 


Carbonia 18.03.2026

Andrai al colle e Mi chiederai l’amore infinito.

Sono Colui che Sono, sono il Dio dell’Eterno amore, sono il vostro Dio Amore.

Figli Miei, il tempo è chiuso, le vicissitudini quotidiane mutano, il Mio Sacratissimo Cuore si aprirà a coloro che Mi chiameranno Padre.

È l’ora del risveglio dei cuori, il dolore sarà sovrano, la gioia di molti finirà in lacrime.

È giunto il tempo di ravvedersi, o uomini, convertitevi a Me, non c’è tempo da perdere, il vulcano del terrore è ormai su di voi. Inginocchiatevi a Me e chiedetemi perdono dei vostri peccati, non tentennate più, Io attendo il vostro ritorno a Me, non perdetevi nelle illusioni del Demonio, abbiate il coraggio di rinnegarlo per Me.

Io sono Padre, Madre, Fratello e Amico sincero, nel vostro andare cercatemi. Non c’è più tempo per le cose del mondo, ora capirete perché Io sto pressando la vostra conversione. Ponetevi al Mio seguito, mostratevi degni di essere stati salvati dalla morte. Io conosco la vostra presunzione, l’uomo è caduto nel peccato proprio per questo, non ripetete l’errore, venite a Me in obbedienza, l’Inferno brama la vostra caduta, non siate stolti, o uomini!

Le cose ora precipiteranno all’unisono, tutto crollerà, le catastrofi si susseguiranno senza dare tregua.

In verità vi dico: state pronti perché il Figlio dell’Uomo è prossimo alla Sua manifestazione, Egli viene a prendere in Sé i Suoi figli, coloro che Lo avranno amato, adorato, seguito, servito.

Ecco, la Primavera sorge nuova per i figli dell’Amore, mentre coloro che hanno rinnegato il Creatore per seguire Satana saranno sua preda.

Sulla Terra già piove il fuoco della guerra … è pianto e stridore di denti.


Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


PROFEZIE NON AVVERATE? 


La pace fra due mesi? Le due versioni 

1. Il 15 maggio 1944, durante la terza apparizione, la bambina  chiede alla Vergine Maria quando sarebbe finita la  guerra. 
Dal quaderno di Adelaide riporto la risposta della Vergine:  "Se gli uomini faranno penitenza, la guerra finirà fra due mesi: se no,  fra poco meno di due anni". 
Il Cortesi riferisce così le parole di Adelaide: 
"Ha detto la Madonna che fra due mesi, un giovedì, verrà la pace, se  preghiamo e facciamo penitenza". Egli aggiunge: "La circostanza del  giovedì fu aggiunta nella visione del 30 maggio e in seguito  ripetutamente confermata da Adelaide come ricevuta dalla Vergine. Per  ovvie ragioni conveniva tenerla segreta e infatti fu depositata nella ven.  Curia di Bergamo con atto notatile. 
Tuttavia, alle Ghiaie, era già diffusa ai primi di giugno, per  indiscrezione di alcuno" (v. Il problema delle apparizioni di Ghiaie, o.c.,  p. 27). 

2. Il dott. Giulio Loglio, nella relazione citata, dice che finita l'apparizione, la piccola veggente fu portata via ma potè  interrogarla a casa sua. Egli scrive: 
"Quel giorno la Madonna non le parlò; vide sola la S.  Famiglia riunita in una chiesa, ma nei giorni precedenti le aveva  detto che "bisogna pregare e fare penitenza e - ripeto le esatte  parole — in cò du mis ederì cosa ghe sarà: = fra due mesi vedrete  cosa ci sarà —". 
Il dott. Loglio, nella stessa relazione, alla domanda che egli pone: quali delle profezie si sono avverate? Risponde: 
"Quella che la Roncalli mi ha esposto si è verificata totalmente: basta pensare che dalla fine maggio ad oggi (30 settembre 1944, data della relazione, n.d.r.), tre Stati hanno capitolato  e che la Germania si è ridotta a difendersi entro i suoi confini". 
Lo stesso dottore, l'11 giugno 1946 dichiara: 
"Il sottoscritto, che avvicinò la piccola Adelaide nei primi  giorni delle supposte apparizioni, attesta che la stessa interrogata se effettivamente avesse vista la Madonna, e cosa le avesse  detto, personalmente e spontaneamente rispose: 

 Sì, l'ho vista. 

 E cosa ti ha detto? 

 Mi ha detto che bisogna pregare e che fra due mesi  vedremo che cosa ci sarà (la m'ha dic che bisogna pregà e de  che du mis am vederà). 
Non ricordo più esattamente dopo quale apparizione mi  abbia detto ciò, ma certo fu nei primi giorni" (testimonianza  raccolta da don Italo Duci per incarico di mons. Bramini). 
Don Romualdo Baldissera, nella relazione stesa su invito  di don Cesare Vitali e col consenso di monsignor Giuseppe  Zaffonato, vescovo di Vittorio Veneto, riporta colloqui, interrogatori, giudizi suoi e di altri su Adelaide, che vanno dal 22 giugno 1944 al 21 gennaio 1948, giorno della stesura della relazione stessa. 

Don Romualdo scrive: 
"9 luglio 1944 — Dichiarazioni degne di nota fatte dalla  cugina e madrina di battesimo di Adelaide, Annunciata Roncalli, dopo una visita alla piccola, ricoverata presso le R.R.  Suore Orsoline a Gandino (Bergamo n.d.r.)... 

 Le ho chiesto (parla Annunciata, n.d.r.) se durante le  visioni si era ricordata di domandare alla Madonna notizie circa  il ritorno di Luigi, fratello di Adelaide, militare nelle "SS" tedesche, e del fratello mio, allora in Russia, e mi ha risposto che si  è ricordata: poi asserì che Luigi sarebbe ritornato senz'altro a  casa. 

- E mio fratello? — aggiunsi io. 

 Sospirò e disse che era morto da tempo e che per lui 
aveva già fatto tante comunioni. 

 Me l'ha dichiarato con tanta sicurezza che io non ho il  coraggio di raccontare ciò alla mia famiglia e lo dico a lei perché voglia pregare per lui e per noi. 

 Le ho chiesto anche se la Madonna sarebbe riapparsa il 13 luglio. 

Rispose: 

 No. Non ho mai detto questo, è già finito tutto. 

 Ma la gente è convinta e attende per il 13, ci sarà qualche cosa? 

 No, la Madonna non apparirà più, bisogna pregare e fare penitenza: sta attenta a giovedì dopo il 13 luglio. 

 Che cosa ci sarà? 

 Sta attenta e dì che preghino e facciano penitenza. 

Tutto questo (scrive don Baldissera, n.d.r.) ho sentito da  Annunciata Roncalli di Pietro, con altri particolari, il giorno 9  luglio 1944. 

Don Romualdo aggiunge: 
"17 luglio 1944 — Lascio Ghiaie e ritorno a Locara (Verona).  Racconto ogni cosa alla mamma, alla sorella e ad altri (una cinquantina), i quali rileveranno in detto giovedì (20 luglio 1944) la  notizia dell'attentato ad Hitler, accennando alla coincidenza con i  famosi "due mesi", che avevano destato tanto scalpore. 
Il parroco di Ghiaie mi dice arrivato in questi giorni (gennaio 1948) l'annuncio della morte in Russia del fratello di  Annunciata". 
Adelaide, secondo questa versione riportata in documenti  che meritano attenzione, non parla di pace che sarebbe avvenuta  fra due mesi, ma di qualcosa che sarebbe accaduto un giovedì,  dopo il 13 luglio, che si è visto coincidere con l'attentato a Hitler  del 20 luglio 1944, e che ha determinato la fine rapida della  guerra. 
La profezia è presentata in modo un po' diverso da quella  scritta nel quaderno di Adelaide e da lei riferita in qualche altra  occasione, ma il contenuto sostanzialmente non cambia. 
In modo più o meno esplicito viene promessa la pace a  breve distanza di tempo, a condizione che gli uomini preghino e  facciano penitenza. 
Se si vuole interpretare la seconda versione, secondo  quella che viene chiamata "la prospettiva profetica", si può dire  che nelle parole della Vergine è predetta la pace tra due mesi,  perché il fatto che la causa, o accelera la fine della guerra, è visto  nello stesso tempo con l'avvento della pace. E una visione  d'insieme, sullo stesso piano, senza successione di tempo. 
Sottolineo che quello che ha detto Adelaide ad Annunciata  Roncalli, a riguardo del fratello Luigi e del cugino si è realizzato: il primo è ritornato a casa, l'altro è morto in Russia. 
Si è voluto portare contro la verità delle apparizioni, la  mancata realizzazione di alcune previsioni fatte da Adelaide. 
Premesso che venivano attribuite alla bambina affermazioni mai fatte da lei, si può anche ammettere che interrogata su  molteplici fatti, possa avere espresso giudizi e previsioni non  confermate dagli avvenimenti. 
Il dono della comunicazione straordinaria con la Madre di  Dio non impedisce ad Adelaide di commettere peccati, né l'ha  resa immune da errore. 
Nessun veggente è infallibile. L'episodio del profeta Natan, che prima incoraggia Davide a costruire il tempio, e poi, mandato da Dio, va a dirgli: Non sarai tu a costruire una casa al  Signore, ma un tuo discendente (cfr. 2 Sam. 7,1-13), lo dimostra chiaramente. 
Le apparizioni e il messaggio dato dalla Vergine a Ghiaie  sono un fatto a sè stante, che va giudicato separatamente da  qualsiasi problema possa sorgere, inerente più o meno alle apparizioni stesse. 
Ci sono segni ed argomenti ben precisi per affermare la  verità delle apparizioni, nonostante le difficoltà che ogni apparizione presenta. 

Severino Bortolan 

mercoledì 18 marzo 2026

Comunione dei santi – Intercessione insensata

 


La Forza dell’amorevole intercessione


Ci vuole un estremo grande aiuto da parte del mondo spirituale per voi uomini, se volete sostenere l’ultima battaglia sulla Terra. Ma voi avete questo aiuto in piena misura a disposizione, se soltanto lo chiedete. E per questo vi deve essere spiegato, in quale modo vi viene concesso l’aiuto e come lo potete richiedere. E’, come voi uomini la chiamate, la “comunione dei santi”, che vi sta a fianco aiutandovi. Ma il concetto “santi” non è necessario che venga chiarificato, se dovete venire istruiti nella Verità e liberati da errate immaginazioni. Sono gli esseri di Luce le più fedeli guide ed aiutanti degli uomini, che sono sempre pronti, appena vengono invocati. Ma come vengono assegnati agli uomini, questo lo determina Dio Solo nella Sua Sapienza, come Egli colma anche gli esseri spirituali con Luce e Forza secondo il grado di perfezione. Ma degli uomini non possono misurare il grado di maturità di un prossimo, per cui non hanno neanche il diritto e la facoltà di elevarlo a “santo”; perché soltanto Dio sa, com’è costituita l’anima di colui che entra nel Regno spirituale, che è divenuto libero mediante la morte del corpo. Dio soltanto sa in quale rapporto l’uomo era sulla Terra con Lui, perché soltanto l’agire d’amore è determinante, e questo può avergli procurato già sulla Terra Luce e Forza in tutta la pienezza, in modo che ha potuto operare in modo straordinario, se questa era la sua volontà. Ma Dio Si riserva, di assegnare a tali anime mature quel campo d’azione nell’aldilà, che corrisponde al loro grado di maturità. Egli indica loro il tipo della loro attività nel Regno spirituale, come Egli però stabilisce anche il tipo d’aiuto, che deve essere concesso agli uomini sulla Terra. Gli esseri di Luce sono pieni di Forza; a loro tutto è possibile, perché operano con Dio e la Sua Volontà, e perché vengono costantemente attraversati dalla Sua Forza. Ogni essere di Luce però sta anche nella Volontà di Dio, cioè, esso stesso non può volere altro che quello che è la Volontà di Dio, perché ha già stabilito l’unione con Lui, e perciò si schiude totalmente nella Sua Volontà. Esso riconosce però anche – dato che è pieno di sapienza – l’irragionevolezza di certe preghiere da parte degli uomini, e perciò deve sovente negare l’adempimento di tali preghiere, dove l’adempimento sarebbe un danno per l’anima dell’uomo che chiede. Per gli esseri di Luce, l’aiuto concesso agli uomini è uno stato di felicità; per cui è anche concesso da Dio, che gli uomini invochino gli esseri di Luce per assistenza. Ma non è mai la Sua Volontà, di chiamare determinati “santi”, perché la loro attività e destinazione può essere del tutto diversa da quella che ci si aspetta, ed a causa di questa nonconoscenza degli uomini, che possono quindi anche chiamare un essere che è ancora molto lontano dalla perfezione, al quale però ora si consegnano attraverso la chiamata, e che possono ora anche essere influenzati da questi in modo poco vantaggioso, perché i chiamati arrivano, si spingono subito nelle vicinanze del chiamante e cercano di imprimergli i loro pensieri, che però non è detto che rispondano alla Verità. Inoltre la “dichiarazione di santo” è una posizione umana in prima linea dipendente da un cammino di vita corrispondente ad una “comunità di chiesa”, cioè, viene fatto qualcosa come premessa, che non viene mai preteso da Dio, ma da quella chiesa, e di conseguenza segue la dichiarazione di santo, che però non può mai essere la Volontà di Dio. Di conseguenza non uno di questi esseri di luce deve essere di una tale specie di “santo dichiarato”, d’altra parte però molti esseri di Luce sono nel Regno spirituale, il cui cammino di vita corrispondeva bensì alla Volontà di Dio, ma non alle pretese che venivano poste da quella comunità di chiesa. In tutti gli esseri di Luce dimora la “Forza di Dio”, che loro vorrebbero usare, e per questo a loro sono affidati degli uomini per assisterli, la cui perfezione loro vogliono e possono anche promuovere, se la volontà umana non è rivoltata contro. Una chiamata a questi esseri assegnati agli uomini per l’aiuto da Dio, non rimarrà mai senza successo, mentre però una chiamata a certi esseri, può essere bensì anche dannosa, dove viene aspettato aiuto da loro, che però non possono dare, se non sono ancora uniti con Dio. Ma è errato il pensiero, di poter ottenere dell’intercessione da esseri di Luce. La preghiera è una chiamata di preghiera a Dio, da ciò viene stabilito il contatto dall’uomo a Lui, e Dio pretende, che questa chiamata venga rivolta direttamente a Lui, perché questa chiamata di preghiera annuncia poi la volontà di rivolgersi a Lui. Secondo il punto di vista umano, ora quegli “esseri di Luce” devono stabilire il contatto con Dio, che sono già in strettissima unione con Lui. L’uomo sarebbe poi sospeso da questo contatto, che però è scopo e meta della vita terrena, perché solo nel contatto con Dio unicamente è possibile l’apporto di Forza, senza il quale la maturazione dell’anima non può aver luogo. La Forza però non può essere guidata dagli esseri di Luce agli uomini senza la Volontà di Dio, perché anche nel Regno spirituale esistono delle Leggi, a cui i suoi abitanti si piegano nella conoscenza, che sono state date dall’Amore e dalla Sapienza di Dio. Gli esseri di Luce in ogni caso sono pronti ad aiutare, ma si sottomettono anche sotto la Volontà di Dio, di conseguenza l’uomo deve dapprima rendersi favorevole la Volontà di Dio, per a venire poi ricompensato da Lui, direttamente o indirettamente attraverso gli esseri di Luce, che veramente non lasciano nessun uomo senza aiuto, se la Volontà di Dio lo dichiara buono. E così la chiamata agli esseri di Luce per aiuto non sarà mai inutile; ma la chiamata per l’intercessione è insensata, perché il figlio in tutta la confidenza deve venire esso stesso dal Padre, affinché l’Amore del Padre Si possa donare a lui, ma non viene mai stabilito questo rapporto confidenziale, se l’uomo crede, di arrivare pure alla meta mediante intercessione. Dio è un Dio dell’Amore, ed Egli non vuole, che gli uomini temano di venire da Lui. Egli vuole Essere il Padre dei Suoi figli, ma non un severo e Potente Giudice. Costoro uno cerca di farseli favorevoli attraverso l’intercessione, ma al Padre si viene incontro in confidenza. E questa confidenza la chiede Dio dalle Sue creature, perché Egli le ama infinitamente, e perciò Egli adempirà loro anche ogni preghiera. 

Amen

 10. giugno 1948

Come Identificare i Demoni in Amici e Familiari — I Segnali di Cui Nessuno Parla


 

Ricordate che, come l’uomo saggio, vivrà per la sua saggezza, l’uomo stolto morirà per la sua stoltezza.

 


Messaggio di Gesù dato a Gisella il 15 marzo 2026

Perché vi stupite e vi domandate con gelosia e invidia: “perché alcuni sono gli eletti”?
Per voi che giudicate e che chiedete conto vi dico: sareste esaltati non per amore di Dio, ma per amore di voi stessi, sostituendovi a Colui che è insostituibile.
I baciati da Dio sono quelli che vivono la vita casta, mortificata, amorosa del servo di Dio. Quelli che si perdono nella luce, che è Dio, col cuore pieno di fede e lo spirito di carità, aspiranti da Me la Verità e la cognizione. Non forzatori, non prepotenti, essi accolgono quanto Io do in semplicità, in amore, in onestà. E non pensate che, se è vero che Dio può accogliere il vostro desiderio di sentirlo come Padre è anche vero che a Dio nessuno, dico nessuno, neppure un santo, può imporsi e dirgli: “Vieni. Io te lo comando”? Io vengo quando, dove, come voglio, nell’ora e nell’ambiente che voglio. Io vi parlo per quanto voglio. E fra la semplicità che è il mio segno e l’umiltà semplice che è il segno dei miei servi. Ascoltate, mie creature, sentirete: di qua è Dio e la sua verace verità. Di là è Satana e il suo errore. Perché qua la mia mano è tesa a benedizione sugli umili fiori che accolgono la mia luce, benedicendomi e giudicandosene non degni. Di là, la mia mano è tesa a maledire, perché sono tossici fiori. Ricordate che, come l’uomo saggio, vivrà per la sua saggezza, l’uomo stolto morirà per la sua stoltezza.
Il vostro Gesù.


Commento al messaggio:

Le logiche di Gesù non sono quelle dell’uomo. Lui predilige gli umili, coloro che lo adorano con le tre virtù di religione: fede, speranza e carità.
Essere servi di Dio richiede, da parte nostra, semplicità, onestà, castità e mortificazione. Gesù, inoltre, ci ricorda che è Signore del tempo e dello spazio, per questo parla quando e dove vuole, confondendo le menti di tutti coloro che vogliono imprigionarlo dentro schemi predeterminati.
Gesù non è soggetto ad alcuna legge, è al di sopra di tutto e tutti.
Dobbiamo decidere da che parte stare: tra i fiori umili e profumati oppure tra i fiori tossici.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Recente riaffermazione della verità  delle apparizioni 

Adelaide Roncalli in varie occasioni, da bambina e in età matura, a  voce e per iscritto ha riaffermato la verità delle apparizioni, come  dimostra anche la seguente dichiarazione resa e sottoscritta il 20 febbraio 1989,  davanti al notaio dott. Nicola Grimaldi di Milano. 
Testo della dichiarazione: 

"Io sottoscritta Roncalli Adelaide nata a Ghiaie di Bonate Sopra (BG) il  23 aprile 1937, nel quarantacinquesimo anniversario torno a dichiarare, come  già più volte ho fatto in occasioni precedenti, che sono assolutamente convinta di  aver avuto le Apparizioni della Madonna a Ghiaie di Bonate dal 13 al 31  maggio 1944 quando avevo sette anni. 
Le vicende da me dolorosamente vissute da allora, le offro a Dio ed alla  legittima Autorità della Chiesa, alla quale sola appartiene di riconoscere o no  quanto in tranquilla coscienza ed in sicuro possesso delle mie facoltà  mentali ritengo essere Verità". 
In fede Adelaide Roncalli 
20 febbraio 1989. 

Nello stesso foglio vi è la seguente certificazione del notaio:  "Certifico io sottoscritto dott. Nicola Grimaldi, Notaio in Milano, iscritto al  Collegio Notarile di Milano che, previa rinuncia fatta con il mio  consenso all'assistenza dei testimoni, la Signora Roncalli Adelaide  Annunciata, nata a Bonate Sopra il 23 aprile 1937, residente a Milano, Piazza  San Nazaro in Brolo n. 15, infermiera, della cui identità personale io Notaio sono certo, da  me ammonita ai sensi dell'art. 26 della legge 4 gennaio 1968 n. 15, ha reso la su  estesa dichiarazione e l'ha sottoscritta in mia presenza. 
Milano, 28 febbraio 1989. 
Nicola Grimaldi". 

Severino Bortolan

martedì 17 marzo 2026

Dio come “Entità” oppure come “Forza della natura”

 


Dio come Essere e Forza


Per il Cosmo valgono le Leggi divine che sono alla base dell’Opera di Creazione sin dall’Eternità. Nessun potere opposto potrà rovesciare oppure cambiare queste Leggi e questa Regolarità determina sovente l’uomo a rinnegare una Divinità Essenziale. E questo ha il suo motivo che l’uomo stesso come essere è incostante, che cambia sovente la sua volontà, che arbitrariamente fa una volta questa o l’altra cosa secondo il suo pensare che testimonia pure di un certo arbitrio o incostanza. L’uomo che attraverso la sua imperfezione non ha ancora una sicura sensazione, quando il suo agire e pensare è così buono o saggio da non aver più bisogno di nessun miglioramento, usa la stessa misura per il divino Creatore, il Quale riconosce ed ha riconosciuto nella Sua somma Perfezione e Sapienza sin dall’Eternità il senso e lo scopo di ogni Opera di Creazione. Di conseguenza le Sue Creazioni non hanno bisogno di nessun miglioramento, ma sono eternamente sottomesse alle Leggi che Dio ha considerato sagge e buone e le ha poste come fondamento alle Sue Opere di Creazione. L’Eterno Immutabile non corrisponde quindi all’immaginazione umana di una Entità, di conseguenza l’uomo usa quasi sempre l’espressione “Forza della natura” per ciò che s’immagina come “Dio”. Ad una Forza però è sottoposto tutto senza volontà, perché ad una Forza soltanto dev’essere in certo qual modo negata una Volontà determinante, mentre il riconoscere una Forza richiede anche il riconoscere una Entità. Una Forza agisce in modo elementare, ed una Volontà è riconoscibile, quando alla Forza viene imposto un Alt. Quindi sorgerebbero costantemente delle Creazioni che però in sé non cambierebbero se fosse solo attiva la Forza, ma nessuna Volontà. Ma solo la Volontà forma ciò che sorge. La Volontà richiede poi però anche una Entità, come anche l’uomo come tale sarebbe una creatura senza essere, qualcosa di meccanico, se fosse senza volontà benché possa essere attivo. Solo la volontà rende il creato una entità, come anche la Forza del Creatore dev’essere considerata come Entità in collegamento con la Volontà. La regolarità nella natura fa bensì negare all’uomo una Volontà, dato che sin dall’Eternità sono riconoscibili sempre gli stessi effetti della manifestazione di Forza. L’Opera di Creazione uomo però è solo poco toccato da quella regolarità. Le forme esteriori deviano comunque solo poco l’una dall’altra, ma attraverso la volontà ogni uomo forma sia sé stesso, cioè la sua vita interiore, come anche le condizioni esteriori di vita, quando non vuole riconoscere una Entità Che guida ogni destino umano. Allora l’uomo sarebbe più che quella Forza, se può rovesciare la regolarità delle cose attraverso la sua volontà, se può formare sé stesso secondo il suo beneplacito, come anche lui stesso come Opera di Creazione di questa Forza della Natura, se può persino trasformare delle Creazioni della natura attraverso la sua volontà e la sua attività, mediante appunto quella volontà che è il marchio di una entità. La Forza che non viene guidata solo dalla Volontà, avrebbe un effetto senza limite e non farebbe riconoscere nessun Ordine, perché ogni Regolarità dev’essere stata stabilita attraverso una Volontà che è più forte della Forza, cioè che domina la Forza. La Volontà sarebbe ineseguibile senza la Forza, ma la Forza senza la Volontà non avrebbe nessuna origine di una Creazione testimoniando di un Ordine certo, regolare. Volontà e Forza insieme però contrassegnano una Entità che E’ saggia ed onnipotente, la Quale può quindi essere chiamata la Fonte della Forza. La Sapienza e la Volontà ha posto un compito ad ogni Opera di Creazione. La Forza senza la Volontà potrebbe bensì far sorgere delle cose, ma senza un collegamento reciproco e senza una destinazione l’una per l’altra. Una Creazione sorta dalla Forza senza Volontà sarebbe un inimmaginabile caos di cose senza scopo e meta, quindi dev’essere stata attiva una Volontà, che è stata usata nella più sublime Sapienza nel sorgere della Creazione. E dove si riconoscono Volontà e Sapienza, là difficilmente Sarà rinnegabile una Divinità come Entità. Il concetto di una Divinità essenziale rende comprensibile il tendere a Dio, mentre l’immagine di “Forza della Natura” ne esclude un tendere, ma rende anche contemporaneamente caduco la preghiera che è la cosa più importante. Perché una Entità può bensì essere invocata nella preghiera di fede, ma mai una Forza, perché la preghiera e la speranza nell’esaudimento, premette anche la fede in una Entità che può esaudire ogni preghiera. Ma per poter pregare in modo giusto, l’uomo deve sempre essere nella fede in una Divinità essenziale, la Quale non E’ immaginabile dall’uomo, ma la Quale Si manifesta attraverso appunto quella Forza della natura che è una Irradiazione di Dio, il Quale ha fatto sorgere secondo il Suo Piano attraverso la Sua Volontà quelle cose nel Cosmo che rivelano il più saggio Spirito di Creazione, il Marchio di una Divinità esenziale. 

Amen

22. novembre 1941 

CHE COSA ACCADDE A LOT DOPO LA DISTRUZIONE DI SODOMA E GOMORRA?


 

ATTO DI ABBANDONO

 


Mio Dio, credo alla tua infinità bontà, non solo a quella bontà che abbraccia il mondo, ma anche a quella bontà particolare e personale, che raggiunge me, povera creatura, e che dispone tutto per il mio più grande bene. Per questo, Signore, anche quando non vedo, non comprendo, non avverto, credo che lo stato in cui mi trovo e tutto quello che mi capita è opera del tuo amore. Con tutto il mio volere, lo preferisco a qualunque altra situazione, che mi sarebbe più gradita, ma che non viene da te. Mi affido alle tue mani: fa' di me ciò che ti piacerà, non lasciandomi nessuna altra consolazione che quella di obbedirti. Amen.


State vivendo un momento molto serio: convertitevi e salvatevi, non solo il corpo ma soprattutto l’anima.

 


Messaggio di Gesù dato a Gisella il 14 marzo 2026


Fratelli e figli,
grazie per essere nella preghiera comunitaria.
Fratelli miei, vi chiedo in questo periodo di Passione: pregate, pregate, pregate tanto, soprattutto per il mio Preziosissimo Sangue. Non lasciatemi da solo come hanno fatto i miei apostoli, che prima si sono addormentati e nel momento più grande della storia per la salvezza dell’umanità sono fuggiti per paura, arrivando a vendermi e a rinnegarmi. Amici miei, io devo saper contare sul vostro amore, grande, forte e coraggioso. Vi chiedo di pregare la mia Santissima Madre, la quale è la strada più veloce per arrivare a Dio. Vi dico che Lei supplica Dio per voi e la commozione di Dio fa rimandare il castigo; sì, quel castigo che l’umanità si merita, perché si sta disumanizzando e va ogni momento verso il peccato. Mia Madre amorosa, che ha sofferto tutti i dolori, anche quello della Redenzione, eppure, spesso, molti figli non la amano. Lei, Madre di Misericordia, che vi prende le mani per portarvi dove tutto è perfetto. Fratelli, state vivendo un momento molto serio: convertitevi e salvatevi, non solo il corpo ma soprattutto l’anima.
Ora vi benedico nel nome della Trinità sacrosanta.
Il vostro Gesù.

Commento al messaggio:

Gesù ha a cuore soltanto una cosa: la salvezza della nostra anima. Ecco perché ci indica i mezzi necessari a tale obiettivo:
– la preghiera incessante, specie quella al suo Preziosissimo Sangue;
– la preghiera alla Santissima Vergine, la quale commuove il cuore del Padre;
– un amore impavido per Lui.
Ancora una volta Gesù vuole che questo periodo di Passione non sia una copia di quella da Lui vissuta, fatta di abbandoni, tradimenti, assopimenti dello spirito.
Vigiliamo, perché i tempi non consentono distrazioni.
Possa il Sangue di Gesù proteggere noi e le nostre famiglie da ogni male.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Lucia Dos Santos 

Lucia di Fatima dubitò dell'autenticità delle apparizioni,  dopo che fu interrogata dal parroco del suo paese, alla presenza  della mamma. 
Essa scrive: "L'interrogatorio fu molto minuzioso, quasi  oserei dire, estenuante. Il reverendo mi fece una piccola avvertenza, perché diceva: "Non mi pare una rivelazione del Cielo.  Quando queste cose succedono, di solito il Signore ordina alle  anime a cui si rivela di riferire quanto succede ai loro confessori  o parroci; ma questa, al contrario, si nasconde il più possibile.  Ciò può anche essere un inganno del demonio. Vedremo. Il  futuro ci dirà quel che dobbiamo pensarne". 

Quanto mi fece soffrire questa riflessione, solo nostro  Signore può saperlo, perché solo Lui può penetrare nel nostro  intimo. Cominciai allora a dubitare che le manifestazioni fossero  del demonio, che cercava con quel mezzo di condurmi alla  perdizione. E siccome avevo sentito dire che il demonio porta  sempre la guerra e il disordine, cominciai a pensare che, realmente, da quando vedevo quelle cose, non c'era più stata allegria  né benessere in casa nostra. Che angoscia ne provavo! Manifestai  il mio dubbio ai cugini. Giacinta rispose: "Non è il demonio, no!  Il demonio dicono che è molto brutto e che sta sotto terra, nell'inferno; invece quella signora è così bella, e noi l'abbiamo  vista salire al cielo!". 
Dio si servì di queste parole per dissipare un po' il mio  dubbio. Ma, nel corso di quel mese, perdetti l'entusiasmo per la  pratica del sacrificio e della mortificazione, ed ero in dubbio se  decidermi a dire che avevo mentito, per finirla così del tutto. 
Giacinta e Francesco mi dicevano: "Non fare così! Non  vedi che proprio adesso tu stai per mentire, e mentire è peccato". 
Stando io così, ebbi un sogno che aumentò ancor di più le  tenebre del mio spirito: vidi il demonio che , ridendo perché mi  aveva ingannato, si sforzava di trascinarmi all'inferno... Questo  sogno lasciò nel mio spirito una nuvola di vera paura e preoccupazione. L'unico mio sollievo era rimaner sola, in qualche cantuccio solitario, per piangere liberamente. Cominciai a sentir noia  perfino della compagnia dei miei cugini e perciò cominciai a  schivarmi anche da loro... 
Si avvicinava il 13 luglio e io ero in dubbio se andarci  ancora o no... Giacinta e Francesco facciano quel che vogliono; io  non torno più alla Cova d'Iria. La decisione era presa, e io ben  decisa a metterla in pratica" (v. Memorie di Suor Lucia —Vice —  Postulazione della beatificazione dei veggenti — Fatima maggio  1980, pp. 68-69). 
Lucia, spinta da una forza cui non le era facile resistere, 
andò il 13 luglio all'appuntamento con la Vergine. 
Dopo la lettura di queste pagine delle Memorie di Lucia,  viene alla mente una considerazione ovvia; se il solo dubbio  avanzato dal parroco sull'origine diabolica delle apparizioni, ha  messo in crisi Lucia fino a indurla a chiedersi se fosse il caso di  dire che aveva mentito, e a farla decidere di non andare più alla  Cova d'Iria, non ci si può meravigliare se Adelaide ha negato di  avere visto la Vergine, considerate le condizioni in cui si è trovata, e senza l'aiuto morale che ricevette Lucia dai cugini Giacinta e Francesco. 

Severino Bortolan

lunedì 16 marzo 2026

La Figliolanza di Dio, scopo della vita terrena – La Parola di Dio

 


La Figliolanza di Dio


Il cammino sulla Terra come uomo è un Mio Dono di Grazia ultragrande, dato che vi offre la possibilità, di formarvi a figli Miei, perché una volta siete proceduti da Me come creature della Mia Volontà, del Mio Amore e della Mia Forza. Vi trovavate bensì nella perfezione più sublime, perché da Me non poteva procedere nulla di imperfetto, e ciononostante eravate soltanto un’Opera della Mia Volontà, che non poteva essere diverso, di come l’avevo creato. Ma volevo avere dei figli, che dovevano creare ed operare con Me nella Beatitudine più sublime. E voi stessi dovevate tendere e conquistarvi questa figliolanza nella libera volontà, sottomettendovi totalmente alla Mia Volontà, benché possedevate la libertà, di pensare e volere autonomamente anche contro la Mia Volontà. Dovevate quindi essere messi alla prova, dovevate dimostrare il vostro amore per Me, non lasciando valere nessun’altra Volontà che la Mia. E questa prova di volontà è stata pretesa da voi e non l’avete sostenuta. Avete percorso da voi la vostra via benché stavate nella Luce più chiara della conoscenza. Ma non eravate costretti di pensare e volere come Me. E voi avete abusato di questa libertà della volontà. Una volta siete stati degli esseri auto consapevoli, ma dopo questa errata decisione della volontà avete perduto questa consapevolezza dell’io, perché era il Mio Piano dall’Eternità, che voi dovete una volta comunque di nuovo creare ed agire nella Mia Volontà nella più sublime beatitudine. Dovete poter formarvi a figli Miei e questo ha richiesto un percorso infinitamente lungo dello sviluppo verso l’Alto, dall’abisso più profondo a cui siete andati incontro volontariamente, verso l’Altura più elevata. E voi avete percorso questo cammino, dissolti in piccolissime particelle, attraverso tutte le Creazioni della Terra. Senza consapevolezza dell’io, finché avevate raggiunto un grado di sviluppo, che vi ha di nuovo procurato la consapevolezza dell’io, dato che passate da uomo sulla Terra, per assolvere nuovamente la giusta decisione di volontà nella libera volontà, che però vi fa conquistare anche la figliolanza di Dio, che vi garantisce la più sublime beatitudine. Questa giusta decisione nella vita terrena non vi viene resa troppo difficile da uomo, perché dato che Io Stesso bramo il ritorno delle Mie creature come figli Miei, vi aiuto anche in ogni modo immaginabile purché raggiungiate la meta. Devo soltanto sempre rispettare la vostra libera volontà, che deve produrre questo cambiamento a figlio di Dio. Ma faccio di tutto, affinché la vostra libera volontà si orienti bene. Io Stesso vi parlo, e questo Discorso ha è veramente un grande effetto di Forza, richiede solo anche la vostra libera volontà per essere ascoltato. La Mia Parola è il Dono di Grazia più grande, che voi potete accogliere da Me, perché una volta avete rifiutato questa Parola, quando vi siete volontariamente separati da Me, e vi dovrebbe veramente giungere soltanto nel vostro stato della perfezione. Ma ve la regalo, vi faccio pervenire un Dono di Grazia immeritato e richiedo soltanto la vostra disponibilità di accoglierlo. Ma poi potete essere anche certi, che raggiungete la meta della figliolanza di Dio, perché appena siete volonterosi e Mi fate parlare a voi, la Mia Parola ottiene anche che siete pronti a fare la Mia Volontà e ci provate, anche quando dovete ancora lottare e combattere, perché siete delle creature deboli, finché camminate ancora imperfetti attraverso la vita terrena. Ma da questo potete riconoscere il Mio ultragrande Amore per voi, che non lascia nulla di intentato per riconquistarvi come veri figli, per poter prepararvi anche delle beatitudini illimitate. E quando il Mio Amore per voi è così forte, allora assisterà anche ogni creatura e non la lascia a sé stessa. Soltanto non deve opporsi a Me come una volta, e questo succede, quando non ascolta il Mio Discorso, quando rifiuta i Miei messaggeri oppure passa totalmente indifferente al più grande Dono di Grazia, che può esserle offerto sulla Terra. Perché allora all’essere manca la Forza per la sua ultima risalita, ed allora anche il suo percorso terreno come uomo è senza scopo e può condurlo di nuovo verso l’abisso, se l’uomo non cambia ancora prima della sua morte. Ma quello che può avvenire da Parte Mia per la salvezza di tali anime, viene anche fatto, perché in Verità, non voglio la vostra rovina, voglio che voi tutti diventiate beati. 

Amen

31. dicembre 1962

Quando questo ricchissimo Sposo vuol arricchire l'anima e inondarla di maggiori delizie, l'attira in tal modo da farla rimanere come persona svenuta per l'eccesso del gaudio e del contento,

 


Quando questo ricchissimo Sposo vuol arricchire l'anima e inondarla di maggiori delizie, l'attira in tal modo da farla rimanere come persona svenuta per l'eccesso del gaudio e del contento, onde le pare d'esser sorretta dalle sue braccia divine, appoggiata al suo sacro costato e alle sue divine mammelle. In tal stato non sa far altro che godere, nutrita di quel latte celeste con il quale lo Sposo la va sostenendo e perfezionando per poi concederle altri favori più grandi e darle la possibilità di farsi ogni giorno dei meriti. Perciò mi pare che quando rinviene da quel sonno e da quell'ebbrezza celeste, possa veramente esclamare, attonita, stupita e tutta presa da santa follia: Le tue mammelle sono migliori del vino. 

 Quando era in quell'ebbrezza, non le pareva possibile andar più innanzi. Poi, vedendosi più in alto e sommersa nell'immensurabile grandezza di Dio, da cui si sente abbondantemente nutrita, ricorre al medesimo delicato paragone, e dice ancora: le tue mammelle sono migliori del vino. 

 Qui avviene come di un bambino che cresce e poppa senza intenderne il modo; anzi, molte volte senza nemmeno poppare, perché gli sprizzano il latte in bocca senza che egli si muova. L'anima non sa nulla di sé, non agisce, non comprende, e nemmeno può comprendere in che modo a da chi le venga un tanto bene. Sa soltanto che è il più gran bene che si possa godere in questa vita, superiore a tutti i beni e a tutte le soddisfazioni del mondo presi insieme. Si sente cresciuta e migliorata senza sapere quando abbia ciò meritato; edotta in grandi verità senza aver veduto il Maestro che l'ha istruita; riaffermata nella virtù e inondata di delizie da parte di Colui che può e sa farlo così bene. – Sono dolcezze che non si sanno meglio paragonare che alla tenerezza di una madre, la quale, ardendo di amore per un suo figliuolo, s'indugia ad allattarlo e a coprirlo di carezze. 

SANTA TERESA DI GESÙ 

Chiunque voglia venire dietro a Me deve essere pronto a rinnegare se stesso e seguirmi come nuovo risvegliato.

 


Messaggio di Gesù dato a Gisella il 12 marzo 2026


Fratelli,
Io sono venuto per essere Via, Verità e Vita.
Vi dò la Verità con ciò che insegno.
Vi spiano la Via col mio sacrificio, ve la traccio, ve la indico.
Ma la Vita ve la dò con la mia Morte.
E ricordate che chiunque risponde alla mia chiamata e cooperera alla redenzione del mondo deve essere pronto a morire per dare ad altri la Vita. Perciò chiunque voglia venire dietro a Me deve essere pronto a rinnegare se stesso e seguirmi come nuovo risvegliato. Prenda ognuno la sua croce come Io la prenderò. La prenda se anche gli sembra troppo infamante. Lasci che il peso della sua croce stritoli il suo se stesso umano per liberare il se stesso spirituale, al quale la croce non fa orrore ma anzi è oggetto di appoggio e di venerazione, perché lo spirito sa. E con la sua croce mi segua. Sia felice e giubili, perché sarà atteso nel Regno di Dio mentre sarà disonore l’essere vili di fronte agli eroismi spirituali. Fratelli dite di volermi seguire allora fatelo per la via più stretta ma santa. Preparatevi con coraggio, non sarete soli, perché il vostro appoggio sarò Io.
Vi lascio la mia pace.


Commento al messaggio:
Essere amici di Gesù ed essere suoi seguaci non è semplice. La via da seguire è quella della croce, delle sofferenze quotidiane, dei dispiaceri, delle malattie fisiche, delle umiliazioni. Seguire Gesù significa mettersi al servizio di chi è nel bisogno, donare tutte le proprie energie a chi è nella prova. Questa è la sola via che porta al Cielo, ma non è una via desolata. C’è un altro viandante con noi, che ci fa compagnia e ci sostiene.
Il suo nome è Gesù di Nazareth.

"Il mio Cuore soffre di nuovo per le anime come nelle ore di agonia sul Monte degli Ulivi, e il mio Sangue scorrerà fino a che l'ultimo peccatore non sia convertito."

 


Oggi, unita a Lui nella S. Comunione, Gesù mi disse: "Il mio Cuore soffre di nuovo per le anime come nelle ore di agonia sul Monte degli Ulivi, e il mio Sangue scorrerà fino a che l'ultimo peccatore non sia convertito." E contemporaneamente vidi in spirito il Suo Cuore aperto e sanguinante; lo vidi chiaramente come la prima volta. Pregai, affinchè scaturissero dalle sue SS. Piaghe torrenti di grazie, supplicandoLo, per la Sua Misericordia, di infiammare con il Suo Amore e di benedire ogni giorno i Sacerdoti, Suoi rappresentanti. E Gesù mi disse di nuovo: "Per te, poichè voglio scegliere coloro che sono deboli, affinchè restino umili".

novembre 1949

DAGLI APPUNTI DI MARIA GRAF – SUTER

CONSACRAZIONE ALLA SACRA FAMIGLIA

 


(Dell'Associazione delle famiglie consacrate alla S. Famiglia, approvata da Pio lX, 1870)


O Santissima Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, speranza e consolazione delle famiglie cristiane, accogliete la nostra: noi ve la consacriamo interamente e per sempre. Benedite tutti i membri, dirigeteli tutti secondo i desideri dei vostri cuori, salvateli tutti.

Noi ve ne scongiuriamo per tutti i vostri meriti, per tutte le vostre virtù, e soprattutto per l'amore che vi unisce e per quello che portate ai vostri figli adottivi. Non permettete mai che qualcuno di noi abbia a precipitare nell'inferno. Richiamate a voi quelli che avessero la disgrazia di abbandonare i vostri insegnamenti e il vostro amore. Sorreggete i nostri passi vacillanti in mezzo alle prove e ai pericoli della vita. Soccorreteci sempre, e specialmente nel momento della morte, affinché un giorno possiamo trovarci tutti riuniti nel cielo intorno a voi, per amarvi e insieme benedirvi per tutta l'eternità. Amen.


Nella vostra sofferenza vi unirò a me e vi trasformerò in qualcosa di meraviglioso. Sperate e amatemi ed Io vi condurrò sulla strada che porta al Regno di Dio.

 


Messaggio di Gesù dato a Gisella il 7 marzo 2026


Fratelli miei, ricordate che Io sono qui e siete amati oltre ogni misura. Siete preziosi e siete Miei. Vi chiamo per nome e vi conoscevo prima ancora della vostra nascita. Nessuno può rubare dove Dio ha soffiato con il Suo respiro. Io vi ho segnati per la vita eterna! La Mia Parola ve lo promette. Ho preso e prendo tutto il male per voi per darvi una via per tornare a casa. Il mio disegno per voi è perfetto anche se adesso non comprendete. Il vostro dolore sarà la mia glorificazione e a voi l’ingresso per la vita eterna. Per questo vi chiedo non disperatevi nella sofferenza ma credete in Me, lasciate che vi immerga nella sorgente di acqua viva, lasciate che vi nascondi nelle mie piaghe.
Nella vostra sofferenza vi unirò a me e vi trasformerò in qualcosa di meraviglioso. Sperate e amatemi ed Io vi condurrò sulla strada che porta al Regno di Dio.
Ora vi benedico nel nome della Santissima Trinità.

Commento al messaggio:
Queste parole sono commoventi e fanno emergere la grandezza dell’amore che Gesù ha per noi. È un amore che travalica il tempo, perché Gesù ci ama addirittura prima ancora che veniamo al mondo. Siamo preziosi ai suoi occhi e per questo ci assicura la protezione da ogni male, affinché possiamo fare ritorno alla nostra Patria Celeste.
La sofferenza è un mistero ma Gesù dice di abbandonarci a Lui e di avere fede, perché tutto concorrerà ad un bene maggiore.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


La prova segreta di Bernardetta Soubirous 

Bernardetta, soprattutto negli ultimi anni della sua vita,  temette di essersi ingannata riguardo alle apparizioni. A proposito di questa prova, René Laurentin scrive: 
"La visita di mons. Bourret, vescovo di Rodez, già professore alla Sorbona, ce ne lascia intravedere qualcosa. 
Bernardetta aveva sperato di poter evitare questo incontro... Mons. Bourret non si arrese. Ottenne più di quanto avesse sperato: un incontro privato e anche una confidenza. Lasciamo  che egli stesso ci narri l'incontro di quel sabato 1° settembre  1877. Bernardetta si mostra restia a parlare della visione della  sua giovinezza: "Ormai sono lontane... molto lontane... tutte  quelle cose, non me ne ricordo più, non mi piace parlarne, perché, mio Dio, se mi fossi ingannata..." 
Laurentin aggiunge: "Questa eclisse può stupire solo le  persone prive di ogni esperienza spirituale". (v. Bernardetta vi  parla, Edizioni Paoline, Roma 1983, pp. 413-414). 

Severino Bortolan 

domenica 15 marzo 2026

Il percorso di sviluppo dell’anima prima dell’incorporazione come uomo

 


La dottrina sulla Re-incarnazione conduce nell’errore


Voi uomini siete passati attraverso molte formazioni, cioè il vostro vero io – l’anima – doveva percorrere un percorso di sviluppo infinitamente lungo, prima che avesse il permesso di incarnarsi nel corpo umano. E questo percorso di sviluppo dunque era il percorso attraverso tutte le Opere di Creazione. L’anima doveva – dissolta in innumerevoli particelle, vivificare queste Opere di Creazione e con ciò maturare lentamente, doveva sempre di nuovo dimorare in forme nuove, quando si erano raccolte diverse particelle e tutte le forme, le innumerevoli Opere di Creazione hanno quindi contribuito alla maturazione di queste particelle dell’anima; finché alla fine tutte le particelle possono di nuovo unirsi ed entrare come anima umana nell’ultima forma, il corpo umano e vivificare questo. Quindi voi tutti avete dovuto percorrere questo cammino di sviluppo, perché la distanza da Dio mediante la vostra caduta del peccato primordiale di una volta è stata troppo grande e l’anima non avrebbe mai potuto superare questa grande distanza da Lui per via del suo stato morto, che le aveva procurato la caduta. Doveva prima essere portata alla vita. Ma a quegli esseri diventati peccaminosi non poteva essere regalata la Vita, se la dovevano conquistare mediante il servire. Ma l’essere non avrebbe mai servito volontariamente, perché l’avversario di Dio il quale aveva una volta seguito nell’abisso glielo impediva. Ma non doveva nemmeno rimanere in eterno nella morte, gli doveva essere offerta l’opportunità, di giungere alla Vita. E quest’opportunità era quindi la Creazione. Dio ha sottratto al Suo avversario lo spirituale caduto e lo ha reso servile a Sé Stesso. Egli ha assegnato ad ogni Opera di Creazione una destinazione secondo la legge della natura ed ha lasciato adempiere questa destinazione al caduto nello “stato dell’obbligo”. Di conseguenza doveva servire e con ciò si è conquistato, anche se soltanto dopo un tempo infinitamente lungo, di nuovo una debole vita, che però la rendeva abile ad una costante attività più alta. Perché tutto ciò che una volta era proceduto dall’Amore di Dio come essenziale era la Sua Forza irradiata, che spingeva all’attività. Ma l’essenziale, che ha seguito l’avversario, si è opposto all’Irradiazione dell’Amore di Dio, che è necessaria per la Vita, quindi all’attività di un essere. E perciò cadde nello stato di morte. E non troverebbe mai in eterno il ritorno alla Vita, se fosse lasciata alla Vita stessa, perché è diventato totalmente debole attraverso la caduta in quest’abisso. Per questo Dio ha chiamato in vita un’Opera, che dapprima ha dischiusa la volontà dell’essere all’attività, perché questo era soltanto sottoposto alla Sua Volontà ed ha eseguito secondo la ‘legge della natura’ la destinazione, che Egli ha attribuito a quest’Opera – l’intera Creazione. Il Suo Piano consisteva nel fatto di portare lentamente ciò che era morto alla Vita, di dargli la possibilità di attivarsi. E così è stato assegnato in minuscole particelle alle singole Opere di Creazione, e stimolato all’attività secondo la legge della natura. Era legato in quelle Creazioni e non si poteva opporre, doveva servire, ma così poteva anche raggiungere un grado di sviluppo, che gli procurava sempre maggiore libertà ed alla fine trasporta l’essere anche di nuovo in uno stato di libera volontà, nel quale ora però può decidersi liberamente se vuole di nuovo tendere in Alto, oppure vuole di nuovo scegliere l’abisso. Perché Dio aiuta bensì l’essere a salire in Alto, ma non lo costringe a ciò, quando la sua volontà chiede di scendere verso il basso. Ora la decisione nella libera volontà si svolge nell’ultimo stadio di sviluppo sulla Terra, quando l’anima è incorporata come uomo e può di nuovo usare la libera volontà secondo il proprio benestare. Allora l’uomo deve riconoscere la grande Grazia del percorso di sviluppo effettuato e valutare coscientemente la vita terrena, deve mostrarsene degno e volere, che l’ultimo tratto di tempo oltremodo breve lo porti alla meta, deve tendere all’ultima perfezione con tutti i sensi e dimostrare perciò l’appartenenza a Dio, deve fare di tutto per non cadere di nuovo nelle mani dell’avversario, per cui l’Amore di Dio lo ha aiutato a staccarsi in tempi infiniti. Non deve vivere con leggerezza questo breve tempo, deve sempre soltanto ricordarsi della meta spirituale, la liberazione da ogni legame, che è riunificazione con Dio nella Luce, Forza e Beatitudine. E per questo vi è stata data la vita terrena, affinché le vostre anime diventino libere da una catena, che da tempi Ur le è stata messa dall’avversario di Dio, che è però la sua propria colpa e perciò deve anche portare una parte, per diventare libera e poter vivere nell’Eternità. Amen

29. settembre 1957

Il Documento Segreto di Pilato sulla Morte di Gesù (Sconvolgente)


 

PERCHÉ GESÙ NON HA SALVATO GIOVANNI BATTISTA? (MISTERO BIBLICO)


 

Gesù vuole innamorare l’anima del patire per amore suo: perciò la porta ad immergersi nel mare sconfinato della sua Passione. La prima visione di Gesù

 


Dopo queste cose, un giorno, dopo la Comunione, me lo sentivo in me tutto amore e che tanto mi voleva bene, che io stessa ne restavo tanto meravigliata, perché mi vedevo così cattiva ed incorrispondente, e dicevo dentro di me: “Fossi buona, almeno corrispondessi! Ho timore [che] ancora mi lasci” (Questo timore di lasciarmi l’ho avuto sempre e lo tengo ancora, e delle volte è tanta la pena che sento, che credo che la pena della morte sarebbe minore, e se Lui stesso non viene a quietarmi non so darmi pace) 41. Ed invece vuole stringersi più intimamente a me.  

Mentre così me lo sentivo dentro di me, con voce interna mi disse: “Diletta mia, le cose passate non sono state altro che un preparativo. Adesso [28] voglio venire ai fatti, e per disporre il tuo cuore a fare quello che voglio da te (cioè, l’imitazione della mia vita) voglio che ti interni nel mare immenso della mia passione. E quando tu avrai ben capito l’acerbità delle mie pene, l’amore con cui le soffrii, Chi sono o, che tanto soffrii, e chi sei tu, vilissima creatura, ahi, il tuo cuore non ardirà di opporsi ai colpi, alla croce, che o per solo tuo bene gli tengo preparato; ma anzi, al solo pensare che o, tuo Maestro, ho sofferto tanto, le tue pene ti parranno ombre, confrontate con le mie, ti sarà dolce il patire e giungerai a non poter stare senza patimenti”. 

La natura tremava al solo pensare ai patimenti; lo pregavo che Lui stesso mi desse la forza, ché senza di Lui mi sarei servita dei suoi stessi doni per offendere il Donatore. Onde mi diedi tutta a meditare la passione e fece tanto bene all’anima mia, che credo che tutto il bene mi sia venuto da quella fonte. Mi vedevo la passione di Gesù Cristo come un mare immenso di luce, che [29] coi suoi innumerevoli raggi mi feriva tutta, cioè raggi di pazienza, d’umiltà, d’ubbidienza e di tante altre virtù. Mi vedevo tutta circondata da questa luce e ne restavo annichilita nel vedermi così diversa da Lui. Quei raggi che mi inondavano erano tanti rimproveri per me. Mi sentivo dire: “Un Dio paziente, e tu?...  Un Dio umile e sottomesso anche ai suoi stessi nemici,  e tu?...  Un Dio che soffre tanto per amor tuo, e le tue sofferenze, dove sono, per amor suo?”.  

Lui stesso, delle volte, mi faceva la narrazione delle pene da Lui sofferte, e ne restavo tanto commossa, che piangevo amaramente. 

Un giorno, mentre lavoravo, stavo considerando le pene acerbissime che soffrì il mio buon Gesù. Il mio cuore lo sentivo tanto oppresso dalla pena, che mi mancava la respirazione. Temendo di qualche cosa, volli distrarmi con uscire fuori al balcone. Faccio per guardare in mezzo alla strada, ma che vedo? Vedo la strada tutta piena di gente e, in mezzo, il mio amante Gesù, con la croce sulle spalle [30] –chi lo tirava da una parte e chi dall’altra– tutto affannoso, col volto grondando sangue, che alzò gli occhi verso di me, in atto di chiedermi aiuto.  

Chi potrà dire il dolore che provai, l’impressione che fece sull’anima mia una vista così compassionevole? Subito entrai dentro; non sapevo io stessa dove mi trovavo, il cuore me lo sentivo spezzare per il dolore, gridavo piangendo; gli dicevo: “Mio Gesù, Vi potessi almeno aiutare! Vi potessi liberare da quei lupi così arrabbiati!  Ahi, vorrei almeno soffrire quelle pene in vece vostra, per dare un sollievo al mio dolore! Deh, mio Bene, datemi il patire, che non è giusto che Voi tanto soffriate ed io, peccatrice, stia senza penare!” 42 

D’allora in poi, ricordo, si accese in me tanta brama di patire, che non si è smorzata ancora. Ricordo ancora che dopo la Comunione lo pregavo ardentemente che mi concedesse il patire, e Lui delle volte, per contentarmi, mi pareva che prendesse le spine della sua corona e mi pungeva il cuore; altre volte mi sentivo prendere il cuore tra [31] le sue mani, e me lo stringeva tanto forte che per il dolore mi sentivo perdere i sensi. Quando avvertii che le persone se ne potevano avvertire di qualche cosa, essendo Lui disposto a darmi queste pene, subito gli dicevo: “Signore, che fai? Ti prego di darmi il patire, ma che sia nascosto a tutti”.  

Fino ad un tempo mi contentò 43, ma i miei peccati mi hanno reso indegna di patire di nascosto, senza che nessuno se ne avveda. 

Luisa Piccarreta