lunedì 15 giugno 2026

La Croce luminosa.

 


«Accostatevi al Trono della Grazia per ottenere misericordia in questo giorno della Redenzione. 

Guardate, con amore ed immensa gratitudine, a Colui che oggi hanno trafitto. 

È il Verbo eterno del Padre che si è fatto Uomo. 

È il Figlio di Dio offerto per il vostro riscatto. 

È il vero Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. 

È mio figlio Gesù, nato e cresciuto da Me, assistito e seguito, contemplato con materna beatitudine nel ritmo della sua crescita umana. 

È mio figlio, da Me confortato ed incoraggiato di fronte ad ogni ufficiale rifiuto, da Me seguito ed ascoltato nel deserto di tanta incredulità, consolato dalla voce dei piccoli, dei poveri, degli ammalati e dei peccatori. 

È mio figlio, che oggi incontro, mentre sulle sue spalle piagate porta il duro peso del suo patibolo. 

Vivete con Me l'istante indicibile di questo incontro. Il mio amore materno si depone come balsamo su ogni sua ferita; il suo immenso dolore di Figlio cade sul cuore della Madre, trapassato dal suo stesso patire. 

E la Croce schiaccia Figlio e Madre, ormai uniti in questa unica offerta. 

Restate con Me, figli prediletti, sotto la Croce, assieme al vostro fratello Giovanni. 

C'è tanto bisogno di conforto. 

Per Gesù, che viene inchiodato al patibolo, innalzato da terra e vive le ore sanguinose della sua agonia. 

Per me sua Mamma, intimamente associata alla sua passione redentrice. 

C'è tanto bisogno di fede. 

Ecco Gesù schiacciato come un verme; sul suo corpo immolato pesano tutti i peccati del mondo; il suo Cuore è oppresso dalla umana ingratitudine e da una così profonda mancanza di fede. 

"Ha salvato gli altri e non è capace di salvare se stesso. Scenda dalla Croce se è Figlio di Dio, allora gli crederemo". 

Con Me, con Giovanni, con le pie donne fedeli, con il centurione pentito, dite anche voi: Costui è veramente il Figlio di Dio! 

C'è tanto bisogno di amore. 

Sul Golgota l'amore pare sconfitto. C'è solo odio, rancore, cattiveria e disumana ferocia. Le tenebre scendono ed oscurano il mondo. 

L'amore è tutto raccolto nel Cristo Crocifisso, che prega, perdona, s'inchina al Volere del Padre e docilmente a Lui si abbandona. 

L'amore da Lui discende sulla Madre, chiamata ad aprire il suo cuore ad una nuova e spirituale maternità e su Giovanni, che tutti vi rappresenta, nell'accogliere questo dono supremo del Cuore divino del Figlio. 

C'è tanto bisogno di speranza. 

Ormai il corpo esanime di Gesù dalla Croce viene deposto fra le mie braccia materne. Lo ricopro di baci e di lacrime e, con l'aiuto delle donne fedeli, lo avvolgo di purissimo lino e lo deponiamo nel suo nuovo sepolcro. Ed una grossa pietra lo chiude. 

Ma si apre la porta della speranza. La speranza che Gesù non può restare nella morte, perché è il Figlio di Dio; che risorgerà, perché tante volte lo aveva predetto; che di nuovo s'incontrerà coi discepoli nella terra gioiosa e fertile della Galilea. 

Nel dolore di questo venerdì santo, la vostra Mamma Celeste vi domanda di aprire i cuori alla speranza. 

La Croce insanguinata, che oggi contemplate nel pianto, sarà la causa della vostra più grande letizia, perché si trasformerà in una grande Croce luminosa. 

La Croce Luminosa, che si distenderà da oriente ad occidente ed apparirà nel cielo, sarà il segno del ritorno di Gesù nella gloria. 

La Croce Luminosa da patibolo si trasformerà in trono del suo trionfo, perché Gesù verrà su di essa ad instaurare il suo Regno glorioso nel mondo. 

La Croce Luminosa, che apparirà nel cielo alla fine della purificazione e della grande tribolazione, sarà la porta che apre il lungo e tenebroso sepolcro in cui giace l'umanità, per condurla nel nuovo regno di vita, che Gesù porterà col suo glorioso ritorno».

1° aprile 1994. Venerdì santo. 

Don Stefano Gobbi 


12° "LA GRANDE PROMESSA"

 


LE PROMESSE DEL S. CUORE


1 Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato.

2 Io metterò la pace nelle loro famiglie.

3 Io li consolerò in tutte le loro afflizioni.

4 Io sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte.

5 Io spanderò le più abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.

6 I peccatori troveranno nel mio cuore la fonte e l'oceano della misericordia.

7 Le anime tiepide diventeranno fervorose.

8 Le anime fervorose s'innalzeranno rapidamente a grande perfezione.

9 Io benedirò le case dove l'immagine del mio Sacro Cuore sarà esposta e venerata

10 Io darò ai Sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.

11 Le persone che propagheranno questa mia devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore e non ne sarà mai cancellato.


12° "LA GRANDE PROMESSA"


Un eccesso del Suo amore e della Sua onnipotenza, definisce Gesù la sua ultima promessa che i fedeli in coro hanno definita «grande».

La grande promessa, nei termini fissati dall'ultima critica testuale, suona così: «Io ti prometto nell'eccessiva misericordia del mio Cuore che il mio amore onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno per nove primi venerdì del mese, consecutivi, la grazia della penitenza; ESSI NON MORRANNO IN MIA DISGRAZIA, ma riceveranno i santi Sacramenti ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo».

Da questa dodicesima promessa del Sacro Cuore nacque la pia pratica dei «Primi Venerdì». Questa pratica è stata vagliata, accertata e studiata scrupolosamente a Roma. Infatti la pia pratica insieme col «Mese al Sacro Cuore» riceve una solenne approvazione ed un valido incoraggiamento da una lettera che il Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti scrisse per volere di Leone XIII il 21 luglio 1899. Da quel giorno gli incoraggiamenti dei romani pontefici per la pia pratica non si contano più; basti ricordare che Benedetto XV aveva tanta stima della «grande promessa» da inserirla nella bolla di canonizzazione della fortunata Veggente.

In che consiste la grande promessa?

Tutte le promesse sono bellissime, ma tutte sono in funzione della grande che annunziano o preparano. Essa è la grande effettivamente perché promette il massimo dei doni: la perseveranza finale. Per perseveranza finale si intende la perseveranza nel bene, ma soprattutto la morte in stato di grazia. In altri termini Gesù promette la coincidenza dell'ultimo istante della vita con lo stato di grazia, e con la perseveranza finale Gesù promette anche la grazia degli ultimi Sacramenti che costituiscono i mezzi normali per la perseveranza medesima. Si capisce che, siccome la promessa riguarda lo stato di grazia in punto di morte, passa in secondo ordine la recezione degli ultimi Sacramenti qualora il morente fosse già in grazia di Dio.

È ovvio, però, che la privilegiata pratica non va presentata come un talismano dal momento che l'ingresso al cielo non è determinato da nessuna pratica, ma esclusivamente dallo stato di grazia. Non si intende affatto dire che i primi venerdì aprirebbero l'ingresso in cielo anche a coloro che muoiono in peccato mortale, assolutamente, ma che Gesù, nella sua bontà, non permetterà che chi con fervore ha seguito la pratica abbia a morire in stato di peccato o impenitente. Si tenga anche presente che la pratica dei primi venerdì è soltanto una condizione voluta dal Sacro Cuore e non può mai assurgere a diritto per la perseveranza finale. Se ogni grazia è appunto grazia perché gratuita, tanto più deve essere gratuita la perseveranza finale che è la grazia delle grazie. Essa non è legata ad un nostro diritto, ma soltanto all'eccessiva misericordia del Sacro Cuore.

La grande promessa limita il tremore, attutisce il timore, alimenta la speranza del Paradiso e dona un fiducioso abbandono nel Sacro Cuore. È anche da notare che chi fa bene i primi venerdì del mese è sicuro di salvarsi, ma non con quella sicurezza con cui sa, per esempio, che per la morte l'anima si separa dal corpo o con cui sa che due più due fanno quattro, ossia la grande promessa offre una certezza, ma una certezza morale e non già metafisica o matematica. La certezza di tipo morale esclude la temerarietà spregiudicata e ci tiene nell'umile circospezione di chi è sempre vigilante, anche perché non siamo certi di avere fatto bene le nove comunioni; fondandosi però la grande promessa sull'eccessiva misericordia e sul trionfo «di un amore onnipotente», ci offre la garanzia piena per il più fiducioso abbandono sul Cuore di Gesù che si apre quale «asilo sicuro in quell'ultimo momento».

Se sbalordisce la grandezza del dono, si porti lo sguardo sulla ricchezza del donatore; non per altro, Gesù alla magnificenza del privilegio ha premesso che è accordato dall'«amore onnipotente nell'eccessiva misericordia».

Se la grande promessa ha per causa l'amore che può tutto e la misericordia che è eccessiva, qualunque sia il suo sconfinato valore, resterà sempre un effetto sproporzionato alla causa che è infinita, perciò nessun timore può essere giustificato per poco che si conosca il Sacro Cuore! «Chi mangia di questo pane vivrà in eterno». Così aveva detto Gesù ed ora sembra che sia ritornato a precisare e a stabilire le condizioni del minimo indispensabile di quel pane per conseguire la vita eterna.

Non resta che premunirsi per tempo del tanto economico biglietto di ingresso al Paradiso. E si tenga anche presente che, come neppure un miliardario è dispensato dal premunirsi contro gli infortuni, così anche i fervorosi devono prepararsi all'incertezza della morte, con la pratica dei primi venerdì. (P. Agostini).

 

Spirito dei Primi Venerdì

Gesù, un giorno, mostrando il Suo Cuore e lamentandosi delle ingratitudini degli uomini, disse a S. Margherita Maria (Alacoque): «Tu almeno dammi questa consolazione, supplisci quanto puoi alla loro ingratitudine... Mi riceverai nella S. Comunione con la maggior frequenza che l'obbedienza ti permetterà... Farai la Comunione ogni primo venerdì del mese... Pregherai con Me per mitigare l'ira divina e per chiedere misericordia verso i peccatori».

In queste parole Gesù fa intendere quale debba essere l'anima, lo spirito della Comunione mensile dei primi Venerdì: spirito di amore e di riparazione.

Di amore: per contraccambiare con il nostro fervore l'immenso amore del Cuore divino verso di noi.

Di riparazione: per consolarlo delle freddezze e delle indifferenze con cui gli uomini ripagano tanto amore.

Questa richiesta, dunque, della pratica dei Primi Venerdì dei mese, non deve essere accolta solo per ottemperare alle nove Comunioni e così ricevere la promessa della perseveranza finale, fatta da Gesù; ma deve essere una risposta d'un cuore ardente e fedele che desidera incontrarsi con Colui che gli ha donato tutta la sua vita.

Questa Comunione, intesa così, porta con certezza ad una unione vitale e perfetta con Cristo, a quell'unione che Egli ci ha promesso in premio alla Comunione ben fatta: «Colui che mangia di Me, vivrà per Me» (Gv. 6,57).

Per Me, ossia avrà una vita che è simile alla Sua, vivrà quella santità che Egli desidera.

 

Condizioni richieste

Questo incontro mensile deve possedere alcune condizioni e disposizioni, richieste da Gesù, per ottenere il fine della «Grande Promessa».

1 - Accostarsi alla Comunione con le dovute disposizioni. La S. Comunione deve essere fatta bene, cioè in grazia di Dio, senza che si richieda un fervore speciale. È evidente che colui che facesse qualcuna o tutte queste Comunioni, sapendo di essere in peccato mortale, si rende indegno della Misericordia divina e mette in pericolo la salvezza eterna.

Gesù, inoltre, non parla di Comunioni fervorose; basta che siano comunioni ben fatte. È evidente che le comunioni dei primi venerdì non sarebbero ben fatte se il fedele ragionasse così: «Ora posso liberamente darmi al vizio, tanto ho messo al sicuro l'anima mial». Non è affare di banca il nostro, ma è problema di grazia e di amore.

2 - Ogni primo Venerdì del mese.

Queste Comunioni vanno fatte assolutamente al primo Venerdì del mese, e non otterrebbero il loro fine della «Grande Promessa» se venissero compiute in altro giorno della settimana oppure in un altro venerdì del mese.

Invece si può iniziare in qualsiasi mese dell'anno.

3 - Per nove mesi consecutivi.

Significa che le nove Comunioni devono essere fatte, al primo venerdì del mese, di seguito, senza alcuna interruzione. Quindi chi avesse incominciato le Comunioni e poi per dimenticanza, per malattia, ecc. ne avesse tralasciata anche una sola, deve incominciare da capo, sebbene le Comunioni già fatte siano sante e meritorie.

 

Offerta

In unione con tutte le anime consacrate, io ti offro, o mio Dio, per il Cuore immacolato di Maria, rifugio dei peccatori, le espiazioni e l'amore infinito del Cuore di Gesù in riparazione delle colpe, che feriscono più amaramente il tuo amore, perché commesse da quelli che maggiormente hai amato, in riparazione dei peccati miei, dei peccati di coloro che io amo, dei peccati degli agonizzanti e per la liberazione delle anime del Purgatorio.

O Cuore di Gesù, vittima di carità, fa' di me un'Ostia viva, santa, a Dio gradevole. Distaccato da me stesso e dalle creature, in ispirito di penitenza e di riparazione io voglio con te, che ogni giorno ti immoli per amor mio sul santo altare, abbandonarmi interamente alla tua volontà, per essere una vittima del lavoro, della preghiera e della sofferenza, secondo le intenzioni che ti sono più care: la gloria della SS. Trinità e la salvezza delle anime.

Sacro Cuore di Gesù, abbi pietà di noi!

Cuore Immacolato di Maria, rifugio dei peccatori, prega per noi!

S. Margherita Maria, prega per noi!

 

Un Cuore aperto a tutti O Cuore, arca che racchiudi la legge non dell'antica schiavitù, ma della grazia, del perdono e d'ogni misericordia.

O Cuore, santuario inviolato del nuovo patto d'amore, tempio più santo del primo e velo più utile di quello squarciato. L'amore ti volle trafitto da una ferita a tutti visibile, perché potessimo venerare le ferite dell’amore invisibile. Sotto un tal simbolo d'amore, soffrendo in modo cruento e mistico Cristo sull'altare della Croce immolò l'anima e il corpo.

Come non riamare chi ci ha tanto amati? Come non prediligere il nostro Salvatore? Come non riporre nel suo Cuore la nostra eterna dimora? Gloria a te, o Signore, che dal Cuore effondi ogni grazia, e al Padre e allo Spirito Santo, sempre per tutti i secoli. Amen. (Brev. Rom. )


E’ l’uomo che castiga sé stesso e si lascia cadere nelle mani del male.

 


NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO 


Amati figli:

Oggi mi rivolgo con amore e misericordia a tutti i membri di tutti i cenacoli del mondo. Oggi vengo come Padre di amore e di misericordia. Questa è la Mia essenza, questa è la Mia natura. Per amore e per misericordia Mi sono sacrificato sulla Croce, per amore e per misericordia, vengo continuamente a voi.

Figli: trovo tanta paura nel cuore di alcuni, di fronte alle frasi ripetute e ripetute di coloro che comunicano i Miei messaggi all’umanità. Il fatto è che, quale Padre, non avviso per causare timore, ma per il vostro bene, per il bene delle anime. Oggi, ancora una volta vengo a voi con le Mie mani ed il Mio Cuore pieni di abbondante amore. In quante occasioni vi ho chiamato a prepararvi con tutto il necessario per affrontare gli avvenimenti futuri, quando si compiranno le profezie! Ma oggi dovete riconoscere che alcuni non sono ancora preparati. Ho posto un termine al tempo, l’ho ridotto notevolmente; tutto si è accelerato infinitamente, per il vostro bene ed attendete ancora l’ultimo momento; non è così che deve essere.

Dovete vivere l’oggi come se fosse l’ultimo giorno, dovete vivere questo momento come se fosse l’ultima opportunità di salvezza; dovete vivere in stato di grazia; dovete cercare continuamente il Sacramento della Riconciliazione dove Io mi dono a voi, se voi arrivate da Me pentiti.

Cercatemi! Io sono Misericordia! Alcuni continuano nel peccato, dimenticano che il corpo è il Tempio del Mio Santo Spirito (I Cor 6,19) e a volte amate più con amore umano che con Amore Divino. Non esponetevi alle tentazioni umane, perché cadrete.

Sapete che Io vi amo e che soffro quando i Miei figli si espongono alla tentazione e al piacere umano. Oggi vi chiamo a rinnovare questo esame di coscienza al quale vi ho chiamati precedentemente. Non continuate a cadere nel peccato per compiacere il corpo; non fatelo, perché il Mio Cuore ne soffre enormemente. E’ necessario che cerchiate un affetto spirituale; è necessario che voi lottiate ogni giorno per elevarvi spiritualmente. Voi non appartenete più a questo mondo, siete nel mondo ma non lasciate che il mondo vi tocchi e che vi avvolga con le sue seduzioni ed i suoi piaceri inutili e vani. Io vi offro un Regno, vi offro pace, tranquillità, amore e nonostante non Mi vediate nel modo umano, Io vivo e dimoro in ciascuno e lotto, lotto continuamente per tenervi al Mio Fianco.

Da Re, vengo come un Mendicante d’amore. Ed ognuno saprà se mi rivolgo a lui oppure no, faccio appello al cuore umano con la Mia misericordia, accudisco i tuoi sentimenti e quello che ho costantemente seminato in te. Ti dico che ti amo, che ti amo più di quanto qualsiasi essere umano ti possa amare, che ti offro un amore che trascende quanto è terreno, un amore che è infinito, un amore che non ha fine, un amore che non ti può offrire quello che ti offre l’amore terreno: Io ti offro il Paradiso, ti offro la vita eterna, ti offro la Mia Croce, i Miei chiodi, la Mia Corona di Spine. Amami così, amami così, anima, amami così!

Giorno dopo giorno vi accompagno e vi ho preparato per gli avvenimenti e vi siete preparati come vi ho detto, ma bisogna ancora concludere questa preparazione, quindi oggi vengo a chiedere questa preparazione che non avete terminato, “la preparazione spirituale”. Nonostante alcuni siano pietra d’inciampo per i loro fratelli, perché si impongono con il loro carattere, con i loro desideri di mantenere in ordine, secondo loro, tutto quanto li circonda, hanno trascurato l’ordine di “una casa, di un’abitazione che è molto più importante: l’anima”.

Io non voglio più, più permetterò, dissapori tra fratelli; cedete, cedete quanto sia necessario per mantenere la pace tra fratelli. Si parla tanto dell’Avvertimento, si parla tanto di castighi e sapete in che cosa esaminerò in quel momento, in che cosa vi esaminerò? NELL’AMORE. Ciascuno avrà di fronte a sé le mancanze d’amore commesse verso i propri simili; non potete amare Me senza amare il vostro simile. In questo verrò ad esaminarvi, nell’amore. Dalla mancanza d’amore derivano tutti i peccati. Vi siete accostati al Sacramento della Riconciliazione, siete accorsi a cercare i Miei sacerdoti ed avete dichiarato e confessato con dolore e sommo pentimento i vostri peccati e questi sono stati perdonati ed Io non Mi contraddico.

Per questo vengo, perché non agisco senza avvisare. Ed ancora una volta vi chiamo a correggere tutto quello che vada contro l’amore; tutto quello che va contro l’amore va contro i Miei insegnamenti. Per tanti anni abbiamo camminato! Ed ancora temete quegli avvenimenti che potrebbero succedere o che succederanno? Di questi avete paura? Ne avete più paura che di continuare in stato di peccato.

No! Temete voi stessi, il vostro interiore, l’egoismo, la vanagloria, il giudizio che avete emesso ingiustamente contro qualche fratello. Temete le volte in cui avete segnalato ingiustamente un fratello. Temete tutte le volte che avete negato l’amore a un fratello, che avete negato una parola di conforto, un sorriso, un abbraccio; temete voi stessi.

Quante volte avete imposto il vostro criterio ed i vostri voleri, con un potere di comando esagerato ed ingiusto? Temete voi stessi, le occasioni in cui avete fatto cattivo uso del dono della parola, usandola per denigrare o distruggere l’onore o la stima di un fratello, temete quell’ Ego che avete cercato in molti modi di annichilire e nonostante ciò a volte torna a prevalere in voi.

Perché angosciarsi? Perché la coscienza suggerisce alla persona che non è debitamente preparata per affrontare quanto si dovrà, con fede.

Sì, non temete il compimento delle profezie, perché è un Mio atto d’amore e di misericordia.Temete voi stessi, temete quello che è dentro di voi e vuole uscire e prevalere.Temete questo, non temete Me. Io non vengo a castigarvi, vengo ad amarvi e a consolarvi, vengo a proteggervi, perché i Miei fedeli saranno protetti ovunque si trovino; non li consegnerò nelle mani del nemico.

E’ l’uomo che castiga stesso e si lascia cadere nelle mani del male. Io sono misericordia, sono amore. Non vedete forse le Mie mani piagate, non vedete forse i Miei piedi perforati, forse non vedete il Mio costato e la Mia spalla ferita, ferita d’amore, di pietà, ferita di ausilio per voi, ferita di desiderio di essere corrisposto?

Perché temere quanto verrà, se siete in pace con Me? Preparatevi solamente e lasciate a Me il resto. Vi preoccupate tanto per i vostri familiari? Lasciatelo a Me, lasciatelo a Me. Io Mi occuperò dei Miei. Io proteggerò i Miei fedeli. Voi occupatevi di crescere, occupatevi di crescere in amore, perché siate testimoni vivi del Mio Amore ed i vostri fratelli cambino, grazie a questo vostro amore.

Non assillatevi pensando al giorno e alla data; questi sono disegni di Mio Padre. Voi vivete ogni giorno come se fosse l’ultimo. Vi ho già annunciato tutti i segni necessari. Ve ne ho parlato in reiterate occasioni, affinché nessuno vi inganni. Perché vi angosciate, se Io vi amo e vi proteggerò? Io non sono un Dio di contraddizione, sono un Dio d’amore, sono un Dio che dice sì, sì, no, no.

Rimanete nella Mia pace! (Jn 14,27).

Il vostro Gesù


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

 AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

 AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO

FEBBRAIO 2009


La più grande persecuzione sarà inflitta dai Cristiani ai Cristiani.

 


PERSECUZIONI 

Mia amata figlia prediletta, esorto  tutti i figli di Dio a unirsi insieme e pregare per la Mia Chiesa sulla Terra. 

Il Mio Cuore si agita in questo momento, perché c‟è un grande odio manifestato verso coloro che sono Cristiani praticanti. La persecuzione dei Cristiani continuerà in tutti i paesi e questo include tutti coloro che hanno, in questo momento, la libertà di rendere omaggio a Me. La più grande persecuzione sarà inflitta da Cristiani a Cristiani. La flagellazione del Mio Corpo sulla terra sarà peggiore al suo interno, il fratello si rivolterà contro il fratello e la sorella contro la sorella. Presto vedrete la presentazione delle nuove preghiere, che saranno introdotte dalla nuova liturgia.  

Le principali modifiche riguarderanno la Santa Comunione, che verrà presentata come qualcosa che ha poco a che vedere con la Mia Morte sulla Croce, quando offrii il Mio Corpo per tutti i peccatori. Dichiarando che la Santa Comunione rappresenta l‟unione di tutta l‟umanità, insieme davanti a Dio, voi Mi insultate, perché ciò sarebbe contrario alla Verità. La Verità non significa più la Verità, perché molti diffondono menzogne, esagerano e non capiscono come la Verità possa essere manomessa così facilmente. Quando sarà distorta, in modo sottile, molti non noteranno i cambiamenti, quando non saranno più aderenti alla Verità. Le menzogne prenderanno il posto della Verità, divideranno la razza umana e creeranno una separazione da Dio che porterà alla distruzione. 

Amate sempre la Verità, perché senza di essa il sole si oscurerà, la luna non farà più luce quando calerà la notte e le stelle non brilleranno più in quei giorni che annunceranno il buio finale, prima che Io venga a reclamare il Mio Regno. 

Fino ad allora, solo la Verità vi salverà. 

Il vostro Gesù. 

2 Novembre 2013

domenica 14 giugno 2026

Cosa Rivela la Bibbia su Alieni, Nefilim e Angeli Caduti?


 

Premessa del Padre 41 - Parte 3, Messagio di Giovanni nel luogo santo

 


Il 12.05.2023 nel luogo santo

Messaggio di Giovanni

Figlia Mia. Io, il tuo Giovanni, sono venuto qui da te per dire oggi quanto segue a te e ai figli della terra.

Figlia Mia. Il santo Angelo del Signore e Creatore Mi mostrò molte atrocità del mondo della fine dei tempi, del tempo finale. Vidi quanto grande diventò l’apostasia e come il male, il diavolo in persona, la sfruttava per precipitare i figli del tempo finale nel caos, nello smarrimento e nello sconcerto. Il suo obiettivo era di attirare a sé TUTTI i figli del Signore e Padre, per rubarli e precipitarli nel suo regno infernale. Aveva preparato questo piano da secoli, figlia Mia, ma riuscì a realizzarlo solo alla fine dei tempi grazie al grande conflitto, allo scisma, al distacco della chiesa cattolica dal vero insegnamento di Gesù Cristo, grazie a falsificazioni, agli adattamenti al mondo moderno, alla menzogna e alla doppiezza di molti capi di chiesa cattolici.

Procedette con molta astuzia e menzogne, ma ci fu sempre “del vento contrario” perché molti cristiani rimasero fedeli.

Con l’infiltrazione del falso profeta nella santa Chiesa cattolica e la “dimissione” di un santo papa, egli riuscì a espandere il suo potere progressivamente sempre più a macchia d’olio nel santuario di Gesù Cristo.

 Lui, il falso profeta, abbandonò i veri credenti e li sostituì con simpatizzanti delle sue posizioni, posizioni che derivavano tutte direttamente dal diavolo e riuscì a portare grandissima confusione e divisione nella Chiesa di Gesù Cristo. Molto della Parola di Gesù Cristo fu cambiato. Furono modificati libri, libri sacri. Molti cristiani così non trovarono più un vero rapporto e il giusto approccio all’insegnamento di Gesù Cristo perché nonostante si impegnassero molto, nei nuovi libri pubblicati c’erano troppe modifiche e la loro anima sperimentava l’insufficienza invece della speranza, si chiuse, invece di fiorire e unirsi alla Luce eterna di Gesù e del Padre.

Figli era tremendo, vedere questo! L’incontro con Gesù Cristo restava loro precluso a causa di queste modifiche!

E sarebbe peggiorato sempre più, perché nella santa chiesa del Signore e Redentore penetrò il modernismo. I sacerdoti erano confusi e invece di avvicinare i credenti a Gesù aprirono le loro chiese alla mondanità e alla confusione delle persone! Non predicarono la Parola di Dio ma dicevano alle persone ciò che faceva loro piacere!

Figli era atroce vedere questo!

Erano appese bandiere di ogni sorta su molte chiese in tutto il mondo. Gli uni si mostrarono tolleranti per una certa devianza umana, gli altri erano tolleranti nei confronti di ancora altre aberrazioni umane!

Vedere ciò era tremendo!

Tutti erano contaminati e confusi dal diavolo e i suoi demoni! Issarono bandiere sulle sacre chiese di Gesù Cristo e non si accorgevano quanto si erano allontanati dalla retta via!

C’erano coloro che restarono nella chiesa e si arricchirono lordando la Chiesa di Gesù Cristo! Altri se ne andarono anche se erano servitori consacrati di Gesù per dedicarsi alle loro inclinazioni sia di tipo politico, sessuale o altro.

Figli, figli fu atroce vedere cosa diventarono tanti, non tutti, servitori consacrati di Gesù Cristo!

Figlia Mia. Vidi tante atrocità ma, Io il tuo Giovanni, supplico i servitori consacrati a Gesù Cristo di restare fedeli a LUI e di resistere!

Fu molto triste per Me vedere tutto questo e piansi molto. Mi sembrava nuovamente che la Sua Morte fosse stata vana ma il santo Angelo Mi disse: ” Giovanni, amato figlio. Non temere perché il Signore vi ha preparato la via per la vita eterna nella Gloria Sua e del Padre. Chi la percorre, fedele e devoto vivrà in eterno! Non essere triste perché moltissimi figli possono entrare nel Regno Celeste, molti sono in Purgatorio e anch’essi entreranno nel Regno Celeste. Non aver paura quindi, perché la Sua opera di redenzione porta frutti.”

Questo disse, al tuo Giovanni, il santo Angelo del Signore e Creatore e Io asciugai le Mie lacrime e cominciai a scrivere in modo che nulla di quello che Mi venne rivelato andasse perso e in modo che Io, il tuo Giovanni potessi dare testimonianza del vero insegnamento di Gesù Cristo e della gloria che ci attende come figli fedeli al Signore. Amen.

Figlia Mia. L’opera di redenzione del Signore è compiuta per tutti i Suoi veri Figli. Ora dipende da voi, accettarla o no. Chi non lo fa, non riceverà il Regno Celeste. Chi invece sceglie Gesù e Gli è fedele e devoto riceverà i frutti della vita eterna e Gesù sarà con lui qui e nel Regno Celeste!!

Di quindi ai figli della terra che devono decidersi e li esorto a non divenire ribelli.

Io, il tuo Giovanni, tornerò. Amen.

Il tuo Giovanni. Apostolo e “prediletto” di Gesù. Amen.

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IL DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI

 


Si espongono i diversi modi con cui opera nelle anime lo spirito del Signore. 


§. I. 

171. Sebbene lo spirito di Dio muova sempre a ciò che è vero, a ciò che è onesto e santo; non muove però tutti all'onesto ed al vero con egual perfezione, a cagione delle indisposizioni che ritrova nel soggetto al ricevimento delle divine influenze. Così in alcuni lo spirito divino opera più nell’intelletto che nella volontà; in altri poi opera più nella volontà che nell'intelletto. Della prima classe, al dir di S. Gregorio sono quelli a cui non manca lume per conoscere le verità di nostra fede, e per intendere tutte le loro obbligazioni ed i modi con cui devono effettuarle: solo manca loro nella volontà un affetto forte che efficacemente li spinga alla esecuzione di ciò che intendono doversi fare (S Greg. In evang. Hom. n. 31). Della seconda classe poi, come espressamente ragiona S. Bernardo, sono quelli a cui non manca volontà per abbracciare il bene. trovandosi pieni di divozione e di santo ardore, solo manca luce per intendere i modi con i quali devono venire alla esecuzione dei loro santi desideri (S. Bern. Serm. 1. in fest. Pentec.). Tale era il celebre Cornelio, che tutto acceso di desiderio della sua salute, non sapeva ciò che avesse a fare per conseguirla. Perciò fu dall'angelo mandato a S. Pietro, per essere istruito (At. 10,7). 

 172. Oltre le indisposizioni morali del soggetto, due altre ragioni vi sono per cui Iddio opera con i suoi istinti sì diversamente in noi. La prima si è la soave disposizione della sua divina Provvidenza per cui accomoda la sua grazia alla nostra natura, e trovando in persone colte e letterate migliore intelletto da questo dà principio all'opera della loro perfezione, con donar loro gran copia di luce per l'intelligenza del vero: viceversa, scorgendo nelle persone semplici e devote migliore la volontà, da questa dà principio alla loro santificazione, accendendole in santi affetti. La seconda ragione si è il nostro maggior profitto: perché quelli che hanno più lume nell'intelletto che vigore nella volontà vedono con chiarezza, le loro mancanze e profondamente si umiliano; e quelli che hanno più affetto nella volontà che luce nell'intelletto, sono costretti a cercare padri spirituali che li dirigano, a sottoporsi al loro magistero, ed a dipendere in tutto dai loro consigli. Così e gli uni e gli altri procedono alla loro perfezione per la strada sicura di una profonda umiltà. Finalmente dona Iddio ad alcune anime e luce per intendere il vero, e forte e vigorosa mozione di affetti per eseguirlo. Questi sono più felici degli altri, perché, come dice S. Bernardo, ricevono con pienezza lo spirito del Signore (S. Bern. Serm. 1. in fest. Pentec .).). 

G. BATTISTA SCARAMELLI SERVUS IESUS 


Figli, vi prego, vi chiedo: cambiate, preparatevi a quello che dovrà venire.

 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 9 giugno 2026


Figli amati,
grazie per essere uniti nella preghiera e grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore.
Figli, abbiate fede e conservate questo dono prezioso.
Chi ha fede deve imparare a vivere con umiltà, amore e perdono.
Il mio cuore sanguina, perché vi ho chiesto:
– unione e amore tra fratelli, ma questo non sempre avviene;
– di perdonare, così come Gesù ha perdonato, ma non siete pronti a fare questo passo;
– umiltà, invece vedo l’orgoglio nel vostro cuore.
Figli, vi prego, vi chiedo: cambiate, preparatevi a quello che dovrà venire.
Siate fratelli, chiedete allo Spirito Santo luce. Chiedete di aprire il cuore a Dio e fare ancora un passo avanti, un salto che vi porterà verso il Paradiso.
Ora vi benedico, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.


***


Riflessione sul messaggio:
Amore, unione, perdono e umiltà: questo è ciò che la Madonna vorrebbe dai suoi figli ed invece la risposta, spesso, è l’odio, la discordia, l’orgoglio e la superbia ovvero i tratti distintivi di Satana e dei suoi seguaci.
Il nostro modello da imitare è Gesù e solo con l’aiuto dello Spirito Santo possiamo riconoscere i nostri peccati, le nostre miserie e avviarci in un cammino di conversione.
Hai ricevuto offese da un fratello? Perdonalo.
Ti sei sentito escluso? Riconciliati.
Sei stato ferito nel tuo orgoglio? Ringrazia Dio, perchè ti dà modo di esercitarti nella virtù dell’umiltà, la stessa che Gesù ha mantenuto durante la sua dolorosa passione.


Cambiamento di Confessore. La prima cosa che il nuovo Confessore le ingiunse per obbedienza fu di assoggettarsi al patire soltanto con la sua autorizzazione

 


Dopo questo ebbi un’altra mortificazione, e fu il dover cambiare confessore, perché essendo lui religioso fu chiamato in convento. Io ero contenta di lui e la maggior parte di quei fracassi 71 detti di sopra succedevano quando lui stava in campagna, specialmente l’ultimo anno che fu confessore,  per il colera che stava nel paese, e vi dimorò sei mesi. 

Onde il mio Confessore non faceva tante parti 72; mi faceva stare un giorno in quello stato di sofferenze e poi veniva. [89] Quindi non stette neppure un mese dacché si era ritirato dalla campagna e si intese che se ne partiva. Questo fu doloroso per me, non perché ci avessi attaccamento, ma per la necessità che avevo. Onde andai dal Signore e gli dissi la mia pena, ed Egli mi disse: “Non volerti affliggere per questo; o sono il padrone dei cuori e posso volgerli e rivolgerli come a Me pare e piace. Se lui ti ha fatto del bene, non è stato altro che un porgitore, che riceveva da Me e lo dava a te. Così farò degli altri: di che temi dunque? Mia cara, fino a tanto che tu avrai l’occhio ora a destra, ora a sinistra, e lo lascerai posare ora sull’una e ora sull’altra cosa e non avrai l’occhio fisso in Me, non potrai camminare spedita per la via del Cielo, ma andrai sempre zoppicando e non potrai seguire l’influsso della Grazia. Perciò voglio che con santa indifferenza guardi tutte le cose che intorno a te succedono, stando tutta intenta a Me solamente”.   

[90] Onde dopo queste parole, il mio cuore acquistò tanta forza, che poco o niente soffrii una tanta perdita di chi tanto bene aveva fatto all’anima mia.  

Così successe che cambiai confessore e ritornai al Confessore che mi confessava quando ero piccola 73. Ma sia sempre benedetto il Signore, che si serve di quelle stesse vie che sembrano a noi contrarie e quasi che dovrebbero portare danno all’anima nostra, per il maggior bene nostro e per la sua gloria. Così avvenne che incominciai ad aprire l’animo mio, ché fino a quel punto non avevo detto niente a nessuno; per quanto sforzo facessi, non ci riuscivo, anzi, più impotente mi vedevo a dire le cose del mio interno. Era tanto il rossore che sentivo al solo pensare di dire queste cose, che vedevo essere più facile dire i più brutti peccati 74. Donde procedesse, non so dirlo: da parte [91] del Confessore credo di no, perché egli era tanto buono, fiducioso, dolce, paziente nel sentire; prendeva una cura esattissima dell’anima, aveva l’occhio su tutto, affinché si potesse camminare dritto. Da parte mia, neppure, perché mi sentivo un intoppo sull’animo e avevo tutta la volontà di liberarmi e    di sentire almeno come la pensava il Confessore, ma mi sentivo impossibilitata a farlo. Per me,   credo che ci fu una permissione del Signore. 

Onde, trovandomi col nuovo Confessore, incominciai a poco a poco ad aprire il mio interno. Il Signore molte volte mi comandava che manifestassi al Confessore ciò che Lui mi diceva, e quando io non lo facevo, il Signore mi riprendeva, mi rimproverava severamente e delle volte giungeva a dirmi che se ciò non avessi fatto, Lui non sarebbe più venuto. Questa è per me la pena più amara, [92] che tutte le altre pene, confrontate con questa, non mi sembrano altro che fili di paglia. Perciò, era tanto il timore che ancora veramente non ci venisse, che facevo quanto più potevo a manifestare il mio interno. È vero che delle volte mi costava molto, ma il timore di perdere il mio caro Gesù mi faceva superare tutto. Da parte del Confessore ero pure spinta a dirgli donde procedesse un tale stato, che cosa mi succedeva quando stavo in quell’assopimento, quale ne era la causa. Ora mi comandava di manifestarlo, ora mi costringeva coi precetti d’ubbidienza ed ora mi metteva innanzi il timore che potessi vivere nell’illusione e nell’inganno, vivendo a me stessa, mentre se avessi manifestato al Sacerdote, avrei potuto stare più sicura e tranquilla, perché il Signore non permette mai che il sacerdote s’inganni quando l’anima è obbediente. Così Gesù Cristo mi spingeva da una parte, il Confessore dall’altra. Mi pareva delle volte che se la intendessero [93] tutti e due insieme, il Confessore e Gesù Cristo. Così riuscii a manifestare l’animo mio. Ciò non faceva il Confessore passato, non mi faceva nessuna domanda, non cercava di sapere che cosa mi succedeva in quello stato di assopimento, donde io stessa non sapevo come uscire a parlare di queste cose. La cura che si prendeva era che stessi rassegnata, uniformata al volere di Dio, a sopportare la croce che il Signore mi aveva dato, tanto che, se delle volte mi vedeva un po’ infastidita, ne soffriva grande dispiacere. 

Dunque, avvenne che passai circa un altro anno con questo Confessore nello stesso stato detto di sopra. Onde, siccome il Confessore sapeva donde procedesse quello stato di sofferenza, mi diceva che quando Gesù Cristo volesse che mi venissero le sofferenze, andassi da lui a chiedere l’obbedienza.


Il Cuore Eucaristico di Gesù è nuovamente ferito dai suoi, nella sua Casa, nello stesso luogo ove ha posto la sua divina dimora fra voi.

 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 7 giugno 2026



Figli prediletti,
purtroppo in questi tempi la tenebra ha oscurato anche il Tabernacolo: attorno vi è tanto vuoto, tanta indifferenza.
Il Cuore Eucaristico di Gesù è nuovamente ferito dai suoi, nella sua Casa, nello stesso luogo ove ha posto la sua divina dimora fra voi.
Tornate ad essere gli adoratori perfetti. Mi rivolgo ai ministri ai quali ogni giorno aumentano i dubbi, le negazioni e i sacrilegi.
Siate ferventi nell’amare Gesù Eucaristico che, per mezzo di voi, ancora si rende presente, ancora si immola e si dona alle anime.
Portate tutti a Gesù nell’Eucaristia: all’Adorazione, alla Comunione, ad un amore più grande.
Aiutate i vostri fratelli ad accostarsi a Gesù Eucaristico in maniera degna, con l’invitarli a presentarsi alla Comunione sacramentale in stato di grazia, con l’educarli alla confessione frequente, la quale diventa necessaria, a chi si trova in peccato mortale, per ricevere l’Eucarestia.
Insegnate a non aver paura di Gesù ma a chiedere nell’Adorazione.
Figli, aprite i vostri cuori affinché possiate sentire la Sua voce. Gesù vi ama, vi attende e vi protegge. Siate benedetti nel nome di Gesù Cristo.
Vostra Madre.


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Riflessione sul messaggio:
I Padri della Chiesa dicevano che non esiste Chiesa senza l’ Eucarestia. Essa ne è l’essenza stessa, è il sacramento per eccellenza su cui si fonda la Chiesa. La Madonna, pertanto, oltre a ricordarci i numerosi sacrilegi che vengono perpetuati al Corpo di suo Figlio, ci ricorda ancora una volta il compito di ciascuno di noi, suoi nuovi apostoli: portare la gente a Cristo, per farlo conoscere e trasformare la vita di chi vive nel peccato in una creatura nuova. Noi che siamo già in Cristo dobbiamo educare chi è ancora lontano dal Suo amore.
La Madonna ci ricorda l’importanza della virtù teologale della “fede” e del primo comandamento: come si ama Dio? Con l’Adorazione, con la Confessione, con la Preghiera e con l’Eucarestia ricevuta correttamente.
La Madonna ci svela, infine, un segreto prezioso: durante l’Adorazione eucaristica possiamo presentare a Gesù le nostre richieste.


ANGELI E DEMONI LA LOTTA CONTRO IL POTERE DELLE TENEBRE

 


Ecco i santi angeli, principi degli eserciti del Signore, ma anche nostri amici e protettori.


IL MERAVIGLIOSO MONDO ANGELICO


Potere degli angeli sulla materia


È alquanto misterioso per noi il modo in cui gli angeli, esseri spirituali, possano muovere la materia.

Tuttavia tale potere è formalmente rivelato, come si può vedere, ad esempio, nel libro di Daniele. Il profeta fu gettato nella fossa dei leoni affinché perisse; per azione divina, gli animali non gli fecero del male: “Il mio Dio ha mandato il suo angelo e ha chiuso le fauci dei leoni, e questi non mi hanno fatto alcun male” (Dan 6, 21). Tuttavia, per nutrirlo, Dio volle servirsi del profeta Abacuc, condotto fino alla fossa da un angelo.

Narra la Scrittura: “Il profeta Abacuc si trovava allora in Giudea, e aveva preparato una minestra, e spezzato del pane in una ciotola, e stava per portarlo ai mietitori che erano nei campi. E l’angelo del Signore disse ad Abacuc: Porta questa refezione che hai a Babilonia, per darla a Daniele che è nella fossa dei leoni. E Abacuc rispose: Signore, io non ho mai visto Babilonia e non so dove sia la fossa. Allora l’angelo del Signore lo prese per la sommità del capo e, tenendolo per i capelli, lo portò con l’impeto del suo spirito fino a Babilonia, sopra la fossa” (Dan 14, 32-35).

Lo stesso Salvatore si lasciò trasportare dal demonio fino all’alto monte per essere tentato (cfr. Mt 4, 5-8).

In San Matteo, sulla Resurrezione di Nostro Signore, è scritto: “Un angelo del Signore scese dal cielo, e, avvicinatosi, rotolò la pietra, e stava seduto su di essa” (Mt 28, 2).*

*Cfr. Summa Teologica, 1,qq. 52, 107,110-112.

Sebbene la questione, come abbiamo detto, sia alquanto misteriosa, cercheremo di sintetizzare qui la dottrina di San Tommaso d’Aquino al riguardo.

Prima di tutto, conviene ricordare ciò che insegna il santo Dottore riguardo al modo in cui gli angeli si trovano in un luogo: mentre gli esseri corporei manifestano la loro presenza in un luogo circoscrivendolo attraverso il contatto fisico del loro corpo con il luogo occupato, le creature incorporee delimitano il luogo mediante un contatto operativo. Vale a dire: esse si trovano nel luogo dove agiscono.

Gustavo Antônio e Luiz Sergio Solimeo


Figli miei, San Paolo quando parlava dei morti non era solo riferito ai vostri parenti o amici che sono andati in un altro luogo ma parlava in un senso più ampio: si riferiva a quelli che non hanno dentro Dio. Sono coloro che non vivono con Dio e per Dio, questi sono i morti che sono in vita.

 


Messaggio della Regina del Rosario a Gisella del 3 giugno 2026


Figli cari,
grazie per essere qui riuniti per la preghiera a me tanto cara e grazie per aver risposto alla mia chiamata nel vostro cuore.
Figli miei, sono la vostra mamma e vi chiedo di pregare tanto, viste le vicissitudini del mondo.
Figli miei, San Paolo quando parlava dei morti non era solo riferito ai vostri parenti o amici che sono andati in un altro luogo ma parlava in un senso più ampio: si riferiva a quelli che non hanno dentro Dio. Sono coloro che non vivono con Dio e per Dio, questi sono i morti che sono in vita.
Allora vi dico che è questo il momento di lavorare insieme fianco a fianco, affinché il nome di Gesù possa risuonare in tutto il mondo, in tutte le famiglie, chiese domestiche.
Figli cari, il mio Gesù non vi lascia soli se voi sarete pronti per questa battaglia in attesa che Lui venga come Re e Giudice.
Ora vi lascio con la Speranza nei vostri cuori e con la mia benedizione materna, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Pregate per un forte terremoto che farà tremare l’Italia.

***

Riflessione sul messaggio:
La Madonna ci invita nuovamente a pregare tanto per le situazioni drammatiche che affliggono il mondo e soprattutto ci ricorda la situazione interiore di tanti uomini, che sono come morti viventi, cioè vivono senza Dio, dediti alle opere della carne, come dice San Paolo.
L’unica salvezza è nel nome di Gesù, per questo è importante annunciare a tutti la Sua parola. Nel chiederci di lavorare fianco a fianco, la Madonna ci ricorda che siamo noi le mani di Gesù protese in questo mondo.
Facciamoci apostoli anche noi, con la certezza, dataci dalla Mamma celeste, che Gesù sarà con noi se saremo pronti a combattere per Lui.

 


PER TUTTI I DEFUNTI

 


O DIO, CREATORE E REDENTORE DI TUTTI I FEDELI, CONCEDI ALLE ANIME DEI TUOI SERVI E DELLE TUE SERVE LA REMISSIONE DI TUTTI I LORO  PECCATI, AFFINCHÉ, PER LE UMILI SUPLICHE DELLA CHIESA, OTTENGANO IL PERDONO CHE HANNO SEMPRE DESIDERATO; PER NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. AMEN. 

«Le vostre paci non sono che raccolte di forze e di mezzi per future e più demoniache guerre».

 


Dice Gesù: 

«…E finché rimarrete la generazione perversa che siete, nemica a Dio e allo spirito e amica della carne e del sangue e dell’Aizzatore della carne e del sangue, non godrete della vera pace. Vera: non illusoria come la stasi di un male cronico che altro non è che segreta raccolta di nuove tossine destinate a traboccare poi nel sangue per dare aggravamento sempre più forte al male che uccide. 

Le vostre paci sono uguali. Non sono che raccolte di forze e di mezzi per future più demoniache guerre. Ve l’avevo detto100 e fatto dire dalla santa Madre mia, da miei servi a cui era svelato il futuro. Ma voi negate il miracolo, voi negate la rivelazione, voi negate Dio. 

Cosa non negate voi? Tutto quello che non è frutto della vostra superbia negate, e agite non secondo le luci che vengono dall’alto, ma secondo i fumi che escono dal vostro essere acceso dalla superbia, aizzato dalla prepotenza, insatanassato dalla triplice lussuria. 

Ed Io che sono curvo come un Padre, che sono Amore per chi m’è fedele, non posso benedire i vostri disegni ed essere reggitore delle vostre imprese. E, ricordatelo, chi non ha Dio con sé perisce.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943