mercoledì 27 maggio 2026

«Sono io. Non temete»

 


«Il Dio di maestà, colui che ha ogni potere su di voi, sono io. Non temete!

Il Signore del cielo e della terra, è questo Gesù che vi parla come un amico, sono io. Non temete!

La guida che vi traccia la via e vi conduce attraverso sentieri a volte tortuosi e scoscesi, sono io. Non temete!

Il confidente che a sera accoglie la vostra stanchezza con tutto il peso delle mancanze della giornata, sono io. Non temete!

Il Giudice che riceve la vostra domanda di perdono e vi apre le braccia della misericordia, sono io. Non temete! Quando avete la gioia e temete di perderla, sono io.

Non temete!

Quando arriva la sofferenza e il dolore si presenta improvviso, sono io.

Non temete!

Quando vorreste amarmi e sentite nel vostro cuore un vuoto desolante, sono io.

Non temete!

Quando desiderate pregare e trovate solo un'assenza, sono io.

Non temete!

Quando nell'ora della morte qualcuno vi chiamerà e vi accoglierà in un altro mondo, sono io. Non temete!»

 

VI PROTEGGERÒ DALLE CALAMITÀ CHE SI ABBATTONO SUL MONDO!

 


(Messaggio ricevuto da MYRIAM e MARIE il 26 maggio 2026)


IO SONO DIO Onnipotente: «DIO d’Amore che vi ama»!

Sì, Miei Amati, IO vi amo così come siete... Lasciatevi trasportare dal Mio Amore e, così, potrò compiere meraviglie in voi!

Sì, Miei Amati, lasciate che il Mio Amore entri in voi: non spegnete l’Amore: non spegnete l’Amore del vostro DIO: come ha fatto gran parte del mondo, che ha lasciato entrare l’odio in sé: Attraverso l’odio, la violenza, la sofferenza e la morte dell’anima.

AmateMi, Miei Amati, amateMi come IO vi amo: Consolate il mio cuore ferito... Con il vostro amore: «Consolate la Mia dolce mamma, con il vostro amore e con una fiducia totale in DIO, nell’Amore»!

IO vi proteggerò dai flagelli che si abbattono sul mondo.


AMEN, AMEN, AMEN,


Ricevete, Miei cari, la Mia Santissima Benedizione, insieme a quella della Beata VERGINE MARIA che È tutta Pura e Santa: «L'IMMACOLATA CONCEZIONE DIVINA» e di San GIUSEPPE, Suo castissimo sposo:


NEL NOME DEL PADRE,

NEL NOME DEL FIGLIO,

NEL NOME DEL SANTO SPIRITO,

AMEN, AMEN, AMEN,


IO SONO DIO Onnipotente: Salvatore del mondo: RE di tutto l’universo, IO SONO l’Amore che vi ama, che viene a liberarvi, che viene a darvi la vera libertà: La libertà che viene da DIO e non dagli uomini!


IO SONO!

IO vi do la Mia PACE! , Amen ….


( Alla fine del messaggio ricevuto, abbiamo cantato:

Pregate il Magnificat

Canto della promessa

Coronata di stelle


Il dramma della fine dei tempi

 


I segni precursori

( Primo articolo aprile 1885 )

I

Il tema della fine del mondo è stato agitato dall'inizio della Chiesa. San Paolo aveva dato su questo punto preziose lezioni ai cristiani di Tessalonica; e come a dispetto dei suoi insegnamenti orali, gli spiriti erano ancora inquieti a causa di predizioni e dicerie senza fondamento, gli rivolge una lettera molto grave per calmare queste inquietudini.

"Vi preghiamo, fratelli, per quanto riguarda l'avvento di Nostro Signore Gesù Cristo e il nostro incontro con Lui, di non stupirvi così presto, abbandonando i vostri sentimenti, né di allarmarvi, né di visioni, né di certi discorsi, né per vie che si suppone siano percorse da noi, né perché sia imminente il giorno del Signore.
Nessuno vi inganni in alcun modo; perché prima deve venire l'apostasia, e si deve manifestare l'uomo del peccato, il figlio della perdizione... Non ricordate voi che ancora camminando con noi, io vi dicevo questo?
E ora sapete cosa lo trattiene, perché non si manifesti se non a suo tempo. Perché il mistero dell'iniquità è già in azione; manca solo che colui che lo ferma ora sparisca di mezzo" 6.
Così la fine del mondo non arriverà senza che prima si svegli un uomo spaventosamente malvagio e empio, che san Paolo qualifica chiamandolo l'uomo del peccato, il figlio della perdizione. E questi, a sua volta, non si manifesterà se non dopo un'apostasia generale, e dopo la scomparsa di un ostacolo provvidenziale sul quale l'Apostolo aveva istruito di viva voce i suoi fedeli.

II

Di quale apostasia vuole parlare San Paolo? Non si tratta di una defezione parziale; perché dice, in modo assoluto, l'apostasia. Non lo può essere, purtroppo, ma dell'apostasia in massa delle società cristiane, che socialmente e civilmente rinegheranno del suo battesimo; della defezione di queste nazioni che Gesù Cristo, secondo l'energica espressione di san Paolo, aveva fatto con-corporales la sua Chiesa 7. Solo questa apostasia renderà possibile la manifestazione, e la dominazione, del nemico personale di Gesù Cristo, in una parola, del AntiCristo.

Nostro Signore disse: "Quando verrà il Figlio dell'uomo, vi sembra che troverà fede sulla terra?" 8. Il Divino Maestro ha visto la fine nel mondo arrivare alla sua vecchiaia. Non è che i venti del secolo possano far vacillare questa fiamma inestinguibile, ma le società, ubriache per il benessere materiale, la rifiuteranno come importuna.
Voltando le spalle alla fede, il mondo è in cammino verso le tenebre, e diventa un giocattolo delle illusioni della menzogna. Pensate a loro come a luci di meteorite ingannevoli. Potrei considerare come le prime luci del giorno il rosso bagliore del fuoco.
Nel negare Gesù Cristo, è necessario che egli cada malamente nelle grinfie di Satana, che è così giustamente chiamato il principe delle tenebre. Non può rimanere neutrale, non può creare indifferenza. La sua apostasia lo mette direttamente sotto il potere del diavolo e dei suoi satelliti.
Il docto Estio, studiando il testo dell'Apostolo, dice che questa apostasia è iniziata con Lutero e con Calvino. È il punto di partenza. Da allora ha percorso una strada terribile.
Oggi questa apostasia è da consumarsi. Prende il nome di Rivoluzione, che è l'insurrezione dell'uomo contro Dio ed il suo Cristo. Ha per formula il laicismo, che è l'eliminazione di Dio e del suo Cristo.
Così vediamo le società segrete, investite del potere pubblico, accanirsi nel descristianizzare la Francia, togliendole uno ad uno tutti gli elementi soprannaturali di cui l'avevano impregnata quindici secoli di fede. Questi settari perseguono solo uno scopo: suggellare l'apostasia definitiva, e preparare la strada all'uomo del peccato.

I cristiani devono reagire, con tutte le energie di cui dispongono, contro quest'opera abominevole; e per questo devono fare entrare Gesù Cristo nella vita privata e pubblica, nei costumi e nelle leggi, nell'educazione e nell'istruzione. Purtroppo, già da tempo che in tutto questo Gesu Cristo non è quello che dovrebbe essere, cioè tutto. È da tempo che regna una semi-apostasia. Come, ad esempio, dopo che l'istruzione è stata paganizzata, avremmo potuto formare altro che semi-cristiani?
Lavorando nel senso direttamente opposto alla Massoneria, i cristiani ritarderanno l'avvento dell'uomo del peccatore Essi renderanno alla Chiesa la pace e l'indipendenza di cui ha bisogno, per cogliere e convertire il mondo che si apre davanti a Lei.

Qui si concentra tutta la lotta dell'ora presente : lasceremo, sì o no, noi battezzati, che si consuma l'apostasia che in un breve lasso di tempo deve permettere la manifestazione dell'Anti-cristo?

III

L'Apostolo parla, in termini enigmatici per noi, di un ostacolo che si oppone all'apparizione dell'uomo di peccato : "Manca solo che colui che lo ferma ora, dice, sparisca di mezzo".
Finché l'Impero Romano è in corso, l'Anticristo non apparirà. Gli interpreti più recenti non si accontentano di questa brillantezza; non ammettono che il destino della Chiesa sembra legato a quello di un impero; ma invano cercano un'altra spiegazione che sia davvero soddisfacente.
Confesso ingenuamente che il pensiero degli antichi interpreti non mi sembra così spregevole, purché sia compreso con una certa ampiezza.

Notiamo che San Paolo, nell'annunciare ai fedeli un'apostasia, quando la conversione del mondo era appena abbozzata, deve aver dato loro una visione d'insieme di tutto il futuro della Chiesa. Aveva detto loro che le nazioni si sarebbero convertite, che si sarebbero formate società cristiane e che queste società avrebbero perso la loro fede. Abbiamo mostrato loro senza dubbio che l'Impero romano sarebbe stato trasformato, che un potere cristiano avrebbe sostituito il potere pagano, e che l'autorità dei re sarebbe passata nelle mani dei battezzati che l'avrebbero usata per estendere il regno di Gesù Cristo. E così potrebbe aggiungere: Mentre questo sta succedendo, state tranquilli, l'Anticristo non apparirà. Pertanto, il senso dell'Apostolo, ampiamente compreso, sarebbe quello guida: Finché il dominio del mondo rimarrà nelle mani battezzate della razza latina, il nemico di Gesù Cristo non apparirà.

Osserviamo, come corollario di questa interpretazione, che i massoni si oppongono innanzitutto e soprattutto al ripristino del potere cristiano. Che un principe si annunci come cristiano, si mettono in atto tutti i mezzi per disfarsene. È ciò che non deve venire a nessun prezzo 9. Così, dunque, il potere cristiano è ciò che impedirebbe alla setta di raggiungere il suo obiettivo.

D'altra parte, le razze latine sono destinate o a esercitare un'influenza cattolica nel mondo, o ad abdicare. La loro missione è di servire la diffusione del Vangelo; e la loro esistenza politica è legata a questa missione. Il giorno in cui vi rinunceranno a causa della completa apostasia, saranno annientati; e l'Anticristo, probabilmente proveniente dall'Oriente, li schiaccerà facilmente con i piedi. Anche in questo caso, spetta ai cristiani lavorare sullo spirito pubblico, costringere i governi ad adottare nuovamente le tradizioni cristiane, al di fuori delle quali non c'è più decadenza per le nazioni europee e soprattutto per il nostro Paese povero. 

Padre Emmanuel André

martedì 26 maggio 2026

Giobbe: il film che cambierà la tua fede | Cosa sapeva?


 

La necessità del soffrire

 


La motivazione di miseria e sofferenza


La sofferenza deve portare voi uomini all’ammissione che percorrete ancora vie errate sulla Terra, che non siete ancora purificati nel vostro pensare oppure che vi trovate ancora nella più grande lontananza da Dio. Se non lavorate su voi stessi, se credete di non aver più bisogno di nessuna educazione, rimanete fermi nel vostro sviluppo spirituale ed allora Dio vi deve mandare sofferenza, affinché vi rendiate conto delle vostre imperfezioni e Lo seguiate nell’intima preghiera. Allora sarà necessaria solo una minima misura di sofferenza, che cerchiate il collegamento con Dio e ve la può di nuovo togliere appena il vostro pensare è orientato bene. Ma l’uomo sta sovente nella più grande lontananza da Dio ed allora non Lo trova nemmeno attraverso la sofferenza. Allora gli uomini s’inalberano contro la Potenza di fronte alla Quale stanno comunque impotenti e devono portare maggior sofferenza. Perché se Dio toglie loro la sofferenza, allora ricadono nei loro vecchi errori e nell’arroganza e quindi non tendono di andare incontro a Dio, per cercare di formarsi nella perfezione. Ci sono solo molto pochi uomini ai quali può rimanere risparmiata la sofferenza, perché lavorano coscientemente su di sé e sono solo molti pochi ai quali Dio Si può avvicinare ad aiutarli a portare la sofferenza, se questa non può passare da loro per via dell’umanità. E perciò la Terra viene visitata in un modo che un avvenimento doloroso dà il cambio all’altro e verrà una grande oppressione sugli uomini il cui cammino terreno non corrisponde alla Volontà divina. Perché la dura miseria cambierà l’uomo appena gli sembra insopportabile e questo è lo scopo della sofferenza. Dio E’ sempre pronto con il Suo Aiuto, quando gli uomini Lo invocano e loro stessi possono rendere inefficace la più grande sofferenza in breve tempo attraverso l’intima preghiera. Ma quanto raramente gli uomini trovano la via verso di Lui, quanto raramente sale al Padre nel Cielo una profonda preghiera infantile che Egli Si chini al richiedente e gli possa adempiere la sua richiesta! Gli uomini rimangono duri e chiusi mentre possono ottenere tutto chiedendo con fiducia. E perciò aumentano la misura delle loro sofferenze, si spingono in certo qual modo sempre più profondamente nella sofferenza e miseria e non vi riconoscono l’Amore di Dio che vorrebbe aiutarli.

Amen

 20. gennaio 1942

Al popolo ebraico. Ribattezzerò col nome di “agnelli” gli inselvatichiti figli del gregge che già fu Mio, espellendo coloro che sotto il Segno Mio sono gli aspidi e i lupi della società umana.

 


Dice Gesù: 

«Salvatore delle genti, non posso non essere Salvatore del popolo mio. Mio per legge antica, mio per legge nuova. 

Sono, umanamente, uscito da quella razza e se essa mi ha deriso, misconosciuto, tradito, ucciso, se essa ha fatto ciò avendo l’anima appesantita e avviluppata dal magma della colpa che il mio Sangue non lava, essendo questa razza ramo che non vuole innestarsi al ceppo della vite divina, non è meno vero che sono morto anche per essa, che su essa ho diritti di Re e amore di Creatore. 

Con durezza e ferocia i padri dei padri di questi d’ora hanno respinto il dono dell’Eterno e chiesto il mio Sangue a sfamare il loro odio verso la Verità. Con pazienza, con intelligenza, con forza e con bontà li attirerò a Me. 

Le opere buone o inique dell’uomo servono sempre a un fine soprannaturale, perché la malvagità umana viene raccolta da Dio e al contatto delle sue mani si muta in strumento di bene. Nulla lascia intentato Dio nel suo lungimirante operare per raggiungere lo scopo che è quello di riunire in un unico nucleo gli umani per l’ultimo giorno, come da un unico nucleo si diramarono per la Terra dividendosi come rivoli che traboccano dalla coppa di una sorgente. 

L’opera è già iniziata ed i persecutori che ledono e offendono ciò che è umano non sanno di stare creando con la loro iniquità il gran giorno del Signore, in cui come pecore disperse radunerò il mio immenso gregge ai piedi della Croce e ribattezzerò col nome di “agnelli” gli inselvatichiti figli del gregge che già fu mio, espellendo coloro che sotto il segno mio sono gli aspidi e i lupi della società umana. 

Quando saprete riconoscermi e piangere col cuore contrito, Io muterò la secolare condanna di voi, deicidi, in perdono e benedizione, poiché non posso dimenticare il bene compiuto dai vostri Padri antichi, i quali dal Regno pregano per voi erranti. Spogliatevi dunque anche voi, che per primi avete avuto in dono la Legge, di ciò che è ingrato a Dio. 

Gli stessi comandi che faccio ai miei nati dal mistico travaglio della Croce, li dico anche a voi che della croce vi siete fatti un sacrilego patibolo e una fonte di condanna. 

Dite la verità e servite la Verità. Venite ad Essa. Battetevi il petto per coloro che l’hanno derisa ed hanno sperato di ucciderla. Hanno ucciso unicamente se stessi perché la Verità è immortale nella sua natura divina. Non ammantatevi delle insegne di essa per scopo umano. Ma una volta accostatala, amatela come sposa or or conosciuta. Essa è quella che vi deve generare la Vita eterna. Ma non si può generare se di due non si fa una sola cosa perseguendo non piacere di sensi, ma santità di scopo. Siate onesti e sinceri con tutti e specie con Iddio, il cui occhio trivella i cuori e li passa parte a parte e li vede come e meglio di quanto lo scienziato e il batteriologo vedano nei vostri corpi le malattie che vi consumano e i germi che vi rodono. 

Applicate l’amore alla verità nei rapporti con Dio e con l’uomo. Non tradite. Ha tradito or sono venti secoli uno della vostra razza, istigato e seguito da subdoli e malvagi. Levate quell’onta, che vi schiaccia da secoli, col vostro agire giusto e leale. 

Per essere amati occorre farsi amare. Lo avete dimenticato molte, troppe volte. Amate la pace. È il segno del Cristo, che i vostri padri hanno ucciso attirando su voi la guerra che non ha termine e con pause di tregua esplode e risorge come morbo insanabile nel corpo della Terra e non vi dà sicurezza e riposo. Ora dovete imparare ad amarla questa pace per potere essere del Cristo e finire così l’eterno esodo della vostra razza. 

Ogni zolla del mondo freme sotto il vostro piede e vi scaccia. Anche le vostre zolle antiche. Ma se Io, Signore del mondo, stenderò la mia Mano ed aprirò la mia Bocca a dire: “Basta! Costoro sono nuovamente miei”, la Terra più non potrà perseguitarvi. Le soprannaturali tende del Cielo saranno sopra di voi a protezione. 

Ricordate quando per voi ho perseguitato i potenti, ho aperto il mare, ho fatto scaturire fonti nell’aridità dei deserti e piovere cibo dai cieli, quando ho messo i miei angeli ad aprirvi un varco fra i nemici per addurvi nella Terra che avevo promessa ai primi santi della Terra. Sono sempre quel Dio potente e pietoso. Lo sono due volte di più ora che non sono solo il Padre Creatore ma il Figlio Salvatore, ora che la Terza Persona ha generato il miracolo della Incarnazione di un Dio per farne la Vittima espiatoria di tutta l’umanità. 

Io vi attendo per poter dire: “Pace” alla Terra, e dire al Cielo: “Apriti ad accogliere i viventi. Il tempo è finito!”. Venite. Non ho cuore diverso, ora che sono in Cielo, di quello che avevo sul Golgota quando pregavo per i padri vostri e perdonavo a Disma.» 


Lo Psichiatra di Yale che ha dovuto ammetterlo: "I demoni sono reali" (Storia Vera)


 

Finché c'è vita, c'è misericordia; dopo la morte vi attende la mia giustizia.

 


LA TAVOLA È APPARECCHIATA PER IL BANCHETTO DELL'AGNELLO; BEATO CHI HA VESTITO A FESTA LA PROPRIA ANIMA E RIMANE IN ATTESA CON LA LAMPADA ACCESA.


Figli miei, ricordate che ogni azione che compite sulla terra ha conseguenze d’amore o di peccato sui vostri fratelli e sulla natura. La mia creazione geme di dolore per le devastazioni che avete causato e si ribella contro l’uomo con tsunami, tempeste, vulcani in eruzione, perché non sopporta più il dolore di convivere con il peccato che l’essere umano custodisce nel proprio cuore e non ricorda che la natura è stata un dono del suo Creatore per vivere in pace e armonia con gli altri.

Questo è il momento in cui ciascuno deve esaminare le proprie azioni e, nell’ambito delle proprie libertà, cambiare la rotta della propria vita.

Avete davanti a voi un'eternità in cui ciascuno, con le proprie azioni, deciderà se sarà un eterno digrignare di denti, rinnegando la condizione di figli dell'Altissimo che un tempo possedeva e che nelle vostre ribellioni avete rifiutato, oppure se vi siederete alla mia tavola per condividere con me e benedire il Dio che vi ama e vi ha pensati santi fin da prima della creazione.

Finché c'è vita ci sarà misericordia, dopo la morte vi attende la mia Giustizia. Tenete accese le vostre lampade perché verrò come un ladro nella notte. Vi amo, Gesù.

María Rocío.

15/11/16

Gesù, Maria, Vi amo! Salvate le anime dei sacerdoti, salvate le anime. Ve lo chiediamo supplichevoli, e concedeteci di poter ripetere quest’Atto d'Amore MILLE VOLTE ad ogni respiro, ad ogni palpito.

 



Gesù, Maria, Vi amo! 
Salvate le anime dei sacerdoti, salvate le anime. 
Ve lo chiediamo supplichevoli, 
e concedeteci di poter ripetere quest’Atto d'Amore MILLE VOLTE 
ad ogni respiro, ad ogni palpito. 
 
 
Pregate assiduamente L’ATTO D’AMORE! E’ la chiave che apre. Niente le rimane chiuso. Badate bene alle Mie parole… Chiunque lo fa proprio almeno una volta, verrà annoverato tra gli operai assunti poco prima del tramonto (l’undicesima ora)… Cominciate sempre la giornata così e non finitela in altro modo! ... La parola "mille" ve la do in dono. Mai è stato così! È un dono d'Amore della Mia Anima divina ... Se ogni anima lo pregasse una sola volta al mattino e alla fine del giorno, si terrebbe conto di tutti i "mille" (della giornata)… [Si consiglia di pregarlo alla fine di ogni decina del Rosario]. (Da Dio parla all’anima rivelazioni di Gesù alla mistica Justine Klotz) 



L'ATTO D'AMORE "GESU' MARIA VI AMO,SALVATE LE ANIME" DETTATO DA GESU' A SUOR CONSOLATA BRETONE 
 
 
"Disse un giorno Gesù a Suor Josepha Menendez: 
« Ogni piccolo sacrificio offerto a me con amore, diventa nelle mie mani mezzo per Salvare qualche anima ». 
Intuì un giorno queste verità la piccola Suor Teresa del Bambino Gesù: essa, credendo che si poteva raggiungere la santità soltanto facendo grandi penitenze, s'era messa a farle. 
Ma, caduta poco dopo ammalata, ebbe proibito dalla superiora di fare qualunque penitenza. La santa a principio si mise a piangere, pensando che non avrebbe più potuto raggiungere la santità; ma poco dopo intuì che avrebbe potuto raggiungere lo stesso effetto facendo innumerevoli piccoli sacrifici e facendo tutto con grande amore. E cosi fece; e divenne la santa che è. 
 
Valore dell'atto d'amore 
 
a) Un atto d'amore di Dio è l'azione più grande e più preziosa che possa essere compiuta in terra; e nello stesso tempo è la cosa più semplice. Basta dire o anche solo pensare: 
«Mio Dio, ti amo»; oppure «Gesù mio, ti amo!». 
Il più piccolo atto di perfetto amore di Dio ha maggiore importanza agli occhi di Dio, maggiore utilità per la Chiesa e per l'anima stessa che lo fa di tutte le altre opere puramente esteriori messe insieme (s. Giovanni della Croce). 
 
b) Un atto di perfetto amore di Dio riconcilia immediatamente l'anima con Dio, anche la più aggravata di peccati, ancora prima dell'assoluzione sacramentale, purché si abbia la volontà di confessarsi (Conc. Trid. sess. 14-4). 
 
c) Ogni atto d'amore di Dio ci merita un aumento di grazia santificante, e quindi di gloria in cielo. 
 
d) L'atto d'amore di Dio, semplicemente interno, oppure esterno a modo di giaculatoria, purché sia sempre vivificato dall'amore interno, è l'azione più facile e più breve che si possa fare, senza che alcuno se ne accorga, in ogni momento e in ogni circostanza; basta un attimo di tempo. Dio e sempre presente in attesa affettuosa di ricevere dal cuore della sua creatura questa espressione di amore. 
 
e) L'atto d'amore di Dio può essere accompagnato da un forte sentimento e da un forte trasporto interno; può anche essere fatto senza sentire assolutamente nulla; ed ha lo stesso valore. Per amare Dio basta soltanto volerlo amare. Amare non è sentire di amare, ma voler amare. 
Quando il missionario o la missionaria curano il lebbroso, anche se non sentono simpatia per lui, anche se sentono tanto ribrezzo per le sue piaghe, esercitano un amore purissimo. 
 
f) L'anima più semplice e oscura che fa più atti di amore di Dio, e molto più utile alle anime e alla Chiesa di chi opera azioni grandiose con meno amore. 

g) L'atto frequente d'amore e il mezzo più efficace: per santificarci; per convertire i peccatori; per salvare i moribondi; per liberare le anime del purgatorio; per sollevare gli afflitti; per aiutare i sacerdoti; per frenare il potere di Satana; per aiutare le anime e la Chiesa; per evitare il peccato; per vincere le tentazioni. Moltiplicare durante la giornata tali atti d'amore, significa far diventare preziosissima la nostra vita, anche se esteriormente inutile. Un atto d'amore di Dio vale più di tutto l'oro della terra. 
 
Promesse di Gesù a Suor Consolata (Suor  Consolata Betrone fu una clarissa cappuccina, morta in concetto di santità il 17.4.1946 nel convento di Testona a Torino) 
 
Gesù le rivelò questa giaculatoria: «Gesù, Maria, vi amo; salvate le anime»; e le fece, in merito, queste promesse: 
 
- Ricordati che un atto d'amore « Gesù, Maria, vi amo; salvate le anime" decide l'eterna salvezza di un'anima... Non perdere tempo. Ogni atto d'amore è un'anima... Solo in Paradiso ne conoscerai il valore e la fecondità per salvare le anime. 
 
- Consolata, dimmi, che preghiera più bella puoi farmi? «Gesù, Maria, vi amo, salvate anime »: amore e anime. Che cosa vuoi di più bello? 
 
- «Gesù, Maria, vi amo, salvate anime » comprende tutto: le anime del purgatorio, come quelle della Chiesa militante; le anime innocenti e quelle colpevoli; i moribondi, gli atei, ecc, tutte le anime. 
 
- Fa' sempre tale atto d'amore: quando siedi e quando cammini, quando lavori e quando riposi, di giorno e di notte; fallo anche solo col pensiero ad ogni respiro. In tale atto incessante d'amore c'e racchiusa tutta la santità. 
- Consolata, di' alle anime che preferisco un atto d'amore e una comunione di amore a qualunque altro dono che possono offrirmi, perché ho sete di amore. Sono venuto a portare il fuoco e cosa altro voglio se non che si accenda? (Lc. 12, 49). Consolata, di' al mondo quanto sono buono e materno, e come dalle mie creature io chiedo solo e sempre amore. Oh, potessi scendere in ogni cuore e versarvi a torrenti le tenerezze del mio amore! 
Io bramo essere servito dalle mie creature per amore. Ora evitare il peccato per timore dei miei castighi non è quello che bramo. Io voglio essere amato, io voglio l'amore dalle mie creature; quando mi ameranno, non mi offenderanno più. Metti tutta l'attenzione nel dovere attuale per compierlo con tutto l'amore possibile. Trasforma tutte le cose disgustose che incontri nel cammino in roselline; raccoglile con amore e offrimile con amore; allora anche i vostri nonnulla mi diventeranno preziosi." 


Vergine Maria: Figlioli, quando i tempi sembrano difficili o dolorosi, invocatemi.

 


Figlia Mia, Mio Figlio è così felice per il modo in cui il Suo amato esercito obbedisce ai Suoi Santi desideri riguardo alla recita delle Sue crociate di preghiere. 

Queste preghiere sono per i tempi moderni per aiutare tutti i figli di Dio a cercare la protezione di cui hanno bisogno per affrontare i tempi difficili che tante anime si trovano ad affrontare. 

Quando i tempi sembrano difficili o dolorosi figli, invocate Me, vostra Madre Amata, perché interceda con il Mio Prezioso Figlio a vostro nome. 

Ricordate sempre che i vostri sacrifici personali, offerti a Dio, aiutano a salvare tante anime sulla terra. 

Le vostre preghiere sono sempre ascoltate. 

Non sono mai ignorate, ma sono accolte in base alla Volontà del Padre Mio. 

Perciò dovete essere pazienti, figlioli. Abbiate sempre piena fiducia in Mio Figlio. 

Affidate a Lui tutte le vostre paure e sofferenze, poi siate certi che tutto sarà affrontato da Lui. 

Per quelli fra voi, credenti, ma che trovano difficoltà a pregare o a mantenere vivo il vostro amore per Mio Figlio, ecco una speciale crociata di preghiera (47) per aiutarvi a riaccendere il vostro amore per Gesù. 

Crociata di Preghiera (47) Riaccendi il tuo amore per Gesù 

Oh beata Madre, Madre della Salvezza per il mondo intero 

Prega perché il mio amore per Gesù possa essere riacceso 

Aiutami a sentire la fiamma del Suo Amore in modo che riempia la mia anima 

Aiutami ad amare di più Gesù 

Prega che la mia fede, l’amore e la devozione per Lui diventino più forti 

dissolvi i dubbi che mi tormentano e aiutami a vedere chiaramente il lume della divina Verità che si irradia dal tuo Figlio diletto, il Salvatore di tutta l’ umanità.  

Amen. 

Andate in pace, bambini. Ricordatevi che ogni qual volta che mi chiedete di pregare per voi col cuore, Io, la Madre della Salvezza, presenterò la richiesta al Mio amato Figlio. 

Non potrò mai ignorare una richiesta che si accorda con i desideri di Mio Figlio e secondo la Santa Volontà del Padre. 

Imparate ad avere più fiducia, bambini. Quando confidate nel mio prezioso Figlio dimostrate il vostro amore per Lui. 

Se il vostro amore è debole, allora anche la vostra fiducia in Lui sarà debole. 

Solo quelli di voi che sono umili davanti a Mio Figlio saranno benedetti con le grazie concesse per rafforzare la vostra fede. 

Non mollate mai quando sentite disperazione. 

La disperazione è creata dal Maligno. 

Basta che vi rivolgiate a me ed io pregherò perché la pace ritorni nella vostra anima. 

Quando farete questo, sarete in grado di respingere la tentazione da parte del Maligno e diventerete liberi. 

La vostra amata Madre, 

Regina degli Angeli, 

Madre della Salvezza. 


Che aiuta grandemente ad acquistare la perfezione il metter gli occhi in cose alte ed egregie.

 


ESERCIZIO DI PERFEZIONE E DI VIRTÙ CRISTIANE 


I. Aver la mira ad alte cose.  

2. Pericolo del contrario 

3. perché l'amor di Dio è il primo comandamento.  

4. Ad alte cose mirano i ferventi, a basse i tiepidi.  

5. Ma questi quanto sono ignobili.  

6. Mezzi: desiderare cose egregie.  

7. Eccitarci a questo vicendevolmente.  

8. Leggere vite di Santi. 

 

 1. Ci aiuterà anche grandemente ad approfittare e ad acquistare la perfezione il porre sempre gli occhi in cose alte e di molta virtù, secondo quello che ci consiglia l'Apostolo S. Paolo, scrivendo a quelli di Corinto: «Aspirate perciò ai doni migliori: anzi vi insegno una via più sublime» (1Cor 12, 31). Date mano a cose e imprese grandi ed eccellenti. Questo mezzo è di grande importanza, perché è necessario che andiamo molto in là coi nostri disegni e desideri, per poter con l'operazione arrivare almeno a quel che è ragionevole e conveniente. S'intenderà bene quel che vogliamo dire e l'importanza e necessità di questo mezzo con una similitudine materiale. Quando si tira al bersaglio bisogna, per dar nel centro, pigliar la mira più in su del centro medesimo, perché il proiettile è tirato al basso verso il centro di gravità. E questo tanto più, quando si tirasse con un arco allentato. Ora noi siamo appunto come l'arco, o la balestra lenta: siamo tanto snervati e deboli, che per arrivare a dar nel segno abbiamo bisogno di pigliar la mira molto più alta. 

 Diventò l'uomo tanto miserabile per il peccato, che per arrivare ad una mediocrità nella virtù è necessario che coi proponimenti e coi desideri passi molto più oltre. Dice colui: Io non pretendo altro, che non commettere peccato mortale; non voglio maggior perfezione. Ho gran paura che né anche sin là arriverai, perché è lenta la balestra. Se tu prendessi la mira più alta, potrebbe essere che vi arrivassi; ma non pigliandola con vantaggio, temo che andrai a cogliere molto al disotto: stai in gran pericolo di cadere in peccato mortale. Il religioso che intende di osservare non solo i precetti di Dio, ma anche i consigli, e di guardarsi non solo dai peccati mortali, ma anche dai veniali pienamente deliberati e dalle imperfezioni, cammina per la buona strada, per non cadere in peccato mortale; perché ha presa la mira molto più alta: e quando, per sua fragilità e debolezza, non arrivi ove ha proposto di arrivare e venga a coglier più basso, mancherà unicamente in una cosa di consiglio, in una piccola regola, o cadrà in una imperfezione o in qualche peccato veniale. Ma quell'altro, il quale pigliò la mira a non commettere peccato mortale, quando gli fallirà il colpo, per esser l'arco e la balestra lenta, cadrà in qualche peccato mortale. E però vediamo, i mondani cascare e giacere in tanti peccati mortali, e i buoni religiosi, per bontà del Signore, tanto liberi e lontani da essi. 

 E questo è uno dei grandi beni, che abbiamo nella religione e per il quale dobbiamo rendere molte grazie al Signore, che ci ha condotti ad essa. E quando non vi fosse nella religione altro bene che questo, basterebbe per vivere con grande consolazione e contentezza, e per riputar grande grazia e beneficio del Signore l'averci tirati ad essa: perché qui confido che passeremo tutta la vita senza cadere in peccato mortale; che se ce ne fossimo restati nel mondo, forse non saremmo stati un anno, né un mese, né per avventura una settimana senza cadervi. 

ALFONSO RODRIGUEZ 


PERSONAGGI DELLA PASSIONE - Pietro

 


PERSONAGGI  DELLA  PASSIONE


CAPITOLO I 

Pietro


Il dramma più interessante del mondo intero è il dramma dell’anima umana. Se non fosse dotata di libertà, potrebbe andare in guerra e affrontare imprese da sola e inosservata; ma, padrona delle sue scelte, a differenza del sole e delle pietre, può usare il tempo e le cose per decidere il suo destino, la sua eternità e il suo giudizio. Sebbene vi siano molte fasi in questi drammi, forse la più interessante di tutte è la psicologia di una caduta e di una risurrezione. Più concretamente, come fanno alcune anime a perdere la fede, e attraverso quali passi la recuperano in seguito? 

La risposta a tali domande si trova nella storia dell’apostolo Pietro, il cui nome appare per primo nella narrazione evangelica, e che potrebbe essere appropriatamente chiamato “Il Filosofo Pescatore”, poiché pose alla Divina Sapienza più domande di qualsiasi altro dei Suoi seguaci. Per esempio: “Da chi andremo?”, “Dove vai?”, “Perché non posso seguirti?”, “Che ne sarà di costui?”. A questo indagatore intellettuale della Galilea, nato Simone e il cui nome fu cambiato in Pietro, e che dall’amarezza del suo spirito gridò: “Allontanati da me, o Signore, perché sono un uomo peccatore”, ci rivolgiamo per studiare i passi attraverso i quali cadde e le tappe attraverso le quali tornò.  

Sembra che ci siano state cinque tappe nella caduta di Pietro.  

1. Primo, la trascuratezza della preghiera.  

2. Secondo, la sostituzione dell’azione alla preghiera.  

3. Terzo, la tiepidezza.  

4. Quarto, la soddisfazione dei bisogni materiali, dei sentimenti e delle emozioni.  

5. Quinto, il rispetto umano. 

Trascuratezza della preghiera. Nessuna anima si è mai allontanata da Dio senza aver prima abbandonato la preghiera. La preghiera è ciò che stabilisce il contatto con la Potenza Divina e apre le risorse invisibili del cielo. Per quanto oscura sia la via, quando preghiamo, la tentazione non potrà mai dominarci.  

Il primo passo verso il basso nell’anima media è l’abbandono della pratica della preghiera, l'interruzione del circuito con la divinità e la proclamazione della propria autosufficienza. La notte in cui Nostro Signore si recò, sotto la luce della luna piena, nel Giardino del Getsemani per imporporare le radici degli ulivi con il Suo stesso sangue per la redenzione degli uomini, si rivolse ai Suoi discepoli e disse: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Mt 26, 41). Allontanandosi da questi tre discepoli circa a un tiro di sasso — un modo così significativo per misurare la distanza la notte in cui si va a morire — pregò il Suo Padre Celeste: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!” (Mt 26, 39). Quando Nostro Signore tornò l’ultima volta a visitare i Suoi discepoli, li trovò addormentati. Una donna veglierà non un’ora o una notte, ma giorno dopo giorno e notte dopo notte in presenza di un pericolo che minaccia suo figlio. Questi uomini dormivano. 

Se potevano dormire in una tale occasione, era perché non avevano un’adeguata concezione della crisi che il Nostro Salvatore stava attraversando, nessuna consapevolezza della tragedia che era già su di loro. Trovandoli addormentati, Nostro Signore parlò a Pietro e disse: “... Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me?” (Mt 26, 40). Pietro aveva rinunciato sia a vegliare che a pregare. 

***

FULTON J. SHEEN 


Gesù formerà la catena dell’amore.

 


Sono Gabriele.

Amore sempre, da Colui che ci ha creati.

Oggi siamo insieme, con tutto l’amore di Colui che sempre ama.

Egli è il Creatore: sulla croce si è donato per la salvezza del mondo intero. Lui sarà sempre il nostro Dio d’amore e carità, Re del Cielo e della Terra e presto arriverà.

Oggi ricorre il giorno del battesimo di Gesù: cerchiamo di capire questo significato. Gesù compì questo gesto come amore per tutti coloro che stavano lontani dall’amore. Carità e amore vogliono essere sempre vicini, tutto è nelle mani dello Spirito Santo Amore.

Nel Giordano videro Gesù che si faceva battezzare: segno di purificazione e ubbidienza al Padre, dicendo: “Io Mi chino a Te e lavo per Te le Mie «sporcizie*»” (*Nota: ovviamente per «sporcizie» intende quelle dell’umanità che Egli ha assunto su di Sé come Redentore). Ora si rivolge a noi e dice: Io sono qui con voi e vi chiedo di essere sempre puliti dentro, nell’amore per il Padre vostro che è nei Cieli. Con questo Io devo dirti: lavati dalle impudicizie del peccato e sii come Gesù, limpido e trasparente nell’amore verso il Padre e verso tutti i fratelli.

 Il Cuore di Gesù è amore infinito nel Padre celeste, e nella Sua umanità, Egli Si è reso tale per la salvezza delle genti.

Siate sempre a Sua immagine e somiglianza nell’amore, affinché l’Universo sia nuovamente come quando è stato creato: il Paradiso terrestre prima del peccato dell’uomo “che non è una mela”, ma è la disobbedienza, la superbia di voler essere Dio, così come volevano diventare Adamo ed Eva. Io li ho amati di amore infinito e loro Mi volevano derubare, stare al Mio posto, ma Io sono Colui che È e nessuno potrà mai essere “Colui che È”. Io, Gesù, starò attento a tutti coloro che cercheranno di derubarmi.

Le Mie ancelle sono due stelle nel Mio Cuore Immacolato: siate le vere stelle dell’amore di Gesù e Io sarò per voi un buon Maestro nella Terra e sarete con Me nel Paradiso. Siate due stelle nel mio Cuore Immacolato e Io vi darò il promesso Paradiso. Come due sentinelle vegliate, affinché nessuno Mi sia smarrito.

Siate luce per le genti: voi dovete essere pulite, un fiore di purezza dovete essere, pure come un giglio.

Io sono qui per guidarvi nel cammino, le Mie ancelle dovranno amarsi e trasmettere amore verso il Padre celeste, a tutti coloro che sono lontani dall’Amore.

Io vedo dall’alto dei Cieli e vi aspetto qui con Me. Amatevi come Io vi ho insegnato, datemi amore e obbedienza ed Io, il vostro Gesù, sarò con voi fino alla fine dei tempi ormai molto vicini. Non passeranno anni, vi ho detto, non passeranno. Vi dico: “sono alle porte”.

Amatevi come Io vi ho chiesto e insegnato, perché solo nell’amore e nella carità si avrà la pace sulla Terra.

Non ci saranno più guerre e spargimenti di sangue, il Mio popolo urla dal dolore del peccato umano, ma Io arriverò a togliere tutta questa sofferenza; amore darò al Mio popolo gemente nella pazzia degli uomini di Satana.

Io farò pulizia di tutto il male, “orrido peccato” che l’amore infinito del Padre farà sparire e mai più, mai più ci sarà Satana nella Terra.

Gesù formerà la catena dell’amore: unirà anello dopo anello e li salderà nel sigillo della felicità e dell’amore.

Maria Santissima è con voi che siete come due madri amorevoli e senza nessun riscontro per se stesse. Date amore ai vostri figli che cresceranno nell’amore e sapranno che l’amore è il dono più grande e ameranno.

Siate caritatevoli con tutti e mostrate il vostro amore per Gesù; Lui vi ama di amore infinito, Lui sarà con voi per sempre, camminerà con voi, vi prenderà per mano e “Lo vedrete”. Lui, presto sarà qui con voi come Re dei re sulla Terra.

Signore sii Tu benedetto fra tutte le genti.                           Gabriele

12 gennaio 2003


Devi credere che non puoi ottenere il perdono dei peccati se non per la misericordia di Dio; che non puoi fare alcuna opera buona se non sei assistito da Dio stesso; infine che non potrai meritare la vita eterna con le tue opere, se egli non te la desse come dono gratuito.

 


Qualunque sia quindi la mia colpa, egli non può volere la vendetta, così come non vuole né può perdere la sua bontà.

 

Pensa a Dio tuo creatore, pensalo come benefattore, pensalo padre, pensalo Signore.

 

Dio ha voluto che tutto fosse per lui, così anche noi vogliamo che né noi stessi né alcun’altra cosa sia stata o sia se non per lui, solo cioè per la sua volontà e non per il nostro piacere.

  San Bernardo di Chiaravalle.


Le PROFEZIE di SAN FILIPPO NERI sull'Italia che Nessuno ha il Coraggio di Spiegare: VERITÀ


 

La verità su Dio e sugli uomini è stata così rivelata.

 


Esortazioni

ricevute da Alice Lenczewska, 1989-2010


10 settembre 1989

Una volta che avrai consegnato la Mia Parola al mondo, non potrai più, non avrai più il diritto di correggere il rapporto tra il Verbo e il mondo, perché Egli vive ormai di vita propria. È Lui che plasma questo rapporto e che suscita le reazioni dei cuori umani, mettendo a nudo e rivelando la verità su di essi. La verità sul loro amore per Dio, per il prossimo e per se stessi.

Non è forse ciò che è accaduto quando il Verbo era Uomo? E non sono forse venuto al mondo anche per questo, per mostrare il mondo nella Verità? Per realizzare il confronto tra il mondo e Dio – Verità e Amore?

La verità su Dio e sugli uomini è stata così rivelata. Su com’è Dio e su come sono gli uomini. Ciò è stato rivelato dalle relazioni reciproche: da Dio verso gli uomini e dagli uomini verso Dio.

Questo rapporto continua e si accentua in modo particolare quando il Verbo si trova davanti a un uomo e quest’ultimo non può ignorarlo senza accorgersene. Allora reagisce come vuole, e ne ha il diritto – in accordo con il libero arbitrio che ha ricevuto. Ma è responsabile delle sue reazioni e ne risponderà davanti alla giustizia del Padre e davanti alla Mia misericordia – se vi fa appello con contrizione.

Tale è la volontà dell’Unico Dio nella Trinità. Amen.

Mt 10,40-42 «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie Colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta in quanto profeta riceverà una ricompensa da profeta, e chi accoglie un giusto in quanto giusto riceverà una ricompensa da giusto. Chiunque darà da bere a uno di questi piccoli anche solo un bicchiere d’acqua fresca, in qualità di discepolo, in verità vi dico che non perderà la sua ricompensa».


Il Santo Rosario: la semina delle grazie

 


Un episodio edificante si legge nella vita di san Giuseppe Cafasso. Nella città di Torino, un lunedì mattina, molto presto, il Santo, camminando per la strada, incontra una donnetta che percorre lentamente la strada con una coroncina del Rosario in mano. Il Santo, salutandola, non si trattenne dal chiederle come mai andasse girando a quell'ora insolita per le strade, e la donnetta con molta semplicità e modestia gli rispose: «Cammino per le strade di Torino e recito il Rosario seminando le Ave Maria per purificare la città da tutti i peccati della domenica ... la Madonna sola può purificare la città dalle immondizie dei peccati commessi...». Il Santo rimase ammirato della donnetta e fece tesoro di questo esempio parlandone con frequenza nelle sue prediche e nelle esortazioni al popolo.  

Un episodio simile si legge anche nella vita di Don Giovanni Rossi, il Fondatore della Pro Civitate Christiana, ad Assisi, come leggiamo in una cronaca:  

«Una mattina, sulle primissime ore, Don Giovanni Rossi, l'apostolo della Cittadella di Assisi, incontrò per una via di Milano una giovane operaia che lo salutò rispettosamente.  

È così raro il caso di ricevere in una città come Milano simili cortesie, che il buon sacerdote si fermò.  

"Buon giorno, figliuola", le disse. "Dove vai?".  

"Alla fabbrica di ... ".  

"Fin là? Mi pare un po' distante".  

"Eh, abbastanza, padre".  

"Quanto c'impieghi?".  

"Circa un'ora".  

"E perché non prendi il tram?".  

"Preferisco andarvi a piedi".  

"Non sai che il tempo è oro? Ti par poco un'ora di cammino? Quando arrivi alla fabbrica sei già stanca".  

"Ha ragione, padre; ma vado sempre a piedi, tutti i giorni".  

"Economia sbagliata, figliuola. Risparmi lire e ci rimetti di scarpe, di salute, di tempo".  

"Ma io non lo faccio per economia".  

"E perché allora?".  

"Perché ... Vuole proprio che glielo dica?".  

E con un leggero rossore l'operaia soggiunse:  

"Per le vie della città, ancora immersa nel sonno, non faccio che dire il Rosario, ripetendo le Ave Maria. Le semino a centinaia le mie povere Ave Maria, a destra e a sinistra. Spero che la Madonna metta il buon seme in qualche cuore che ne ha bisogno e che non sa pregare".  

Don Giovanni rimase ammirato e commosso.  

"Se questo è il motivo - disse dopo una pausa - credo che valga la spesa di consumare un più di tempo e di scarpe. Fa' pure così, figliuola. Dio ti benedica. Spargi ogni mattina il buon grano delle tue Ave Maria; qualche cosa spunterà. Il seme non cade sempre sulla polvere della via o sul marciapiede o sulle spine ... "».  

 

Impariamo dai Santi  

Questi sono due piccoli episodi edificanti e istruttivi per tutti. Con il Rosario, con le Ave Maria noi possiamo operare il bene senza che nessuno ci veda o se ne accorga.  

Ogni Ave Maria è grazia che purifica, che illumina, che sostiene, che conforta. Quanto tempo non perdiamo noi per le strade? sui pullman? nelle file di attesa alle poste o al negozio? ... Che cosa costerebbe sgranare la coroncina e dire un po' di Ave Maria?  

Così facevano i santi, nostri modelli. Pensiamo, ad esempio, al beato Carlo de Foucauld che recitava il Rosario fra le dune del deserto; a santa Bernardetta Soubirous, che riempiva l'infermeria, dove era ricoverata, con la recita ininterrotta di Rosari; a san Massimiliano Maria Kolbe che pregava con il Rosario sui treni e sulle navi, nei viaggi e stando ricoverato in sanatorio; a san Pio da Pietrelcina che sgranava la corona del Rosario anche nei viali dell’orto del convento, salendo e scendendo le scale. Erano davvero instancabili, i santi, nel seminare grazie sui loro passi con la corona del Santo Rosario!  

Se ci impegniamo, possiamo anche noi diventare seminatori di Ave Maria sui nostri passi ovunque ci troviamo, sgranando la coroncina del Rosario. E sarebbe una piccola semina di grazie dappertutto, per le strade, sui pullman, alle poste e al negozio ... Semina silenziosa e santa, semina di grazie e di benedizioni per noi e per gli altri ... Impariamo dai santi e mettiamo in pratica.  

Padre Stefano Manelli