domenica 11 ottobre 2026

Visioni e rivelazioni.

 


EPISTOLARIO


A - Visioni e rivelazioni.   Secondo i maestri della vita spirituale le visioni consistono essenzialmente nella percezione soprannaturale di oggetti che naturalmente non possono  essere visti o percepiti dall'uomo. Queste visioni possono essere sensibili, immaginative, intellettive. Invece le locuzioni sono manifestazioni del pensiero divino intese dai sensi (esterni o interni) o dall'intelletto.  Anche una sola affrettata lettura della corrispondenza del padre Pio presenta l'abbondanza di questi doni, con cui lo favorì il Signore fin dai primi anni della vita religiosa. Ad una domanda di padre Agostino fattagli il 30 settembre 1915 padre Pio risponde:  

"La prima vostra dimanda è che volete sapere da quando Gesù cominciò a favorire la sua povera creatura delle sue celesti visioni. Se male non mi appongo, queste dovettero incominciare non molto dopo del noviziato" (10 10 1915).  Per ciò che riguarda la natura di queste manifestazioni divine, visioni e locuzioni, nessuno meglio di padre Pio è in grado di spiegarla. E lo fa con cognizione di causa e da vero maestro.  Padre Benedetto gli scrive il 15 giugno 1913:  "Vorrei sapere però qualche cosa di distinto su quel che ti pare d'intendere nelle rivelazioni o locuzioni soprannaturali, di cui mi fai cenno e sebbene ti riesca impossibile l'esprimerle esattamente, nondimeno dimmene quello che sai e puoi dirmene: in queste cose bisogna andar cauti e non prendere per oro tutto ciò che luce".  Padre Pio risponde il 20 dello stesso mese e fa una diagnosi quanto mai chiara e precisa del fenomeno, che può dividersi in due grandi categorie:  a ) manifestazioni ed apparizioni puramente soprannaturali intorno a Dio, alle sue perfezioni e ai suoi attributi. Si ha una percezione chiarissima e certissima dell'oggetto, ma non è possibile "trarle in scritto". Per spiegare la certezza di quanto si vede, adopera l'esempio d'uno specchio:  

"Cosa vediamo [nello specchio]? Non altro se non una immagine umana. Il nostro intelletto, se pur non è infermo, non dubiterà, neanche per sogno, essere quella un'immagine che non sia la nostra [...]. Noi non possiamo separare di certo quell'immagine dallo specchio e molto meno noi possiamo toccarla col tatto. 

Eppure l'immagine esiste fuori di noi sebbene non senza di noi" (20 6 1913).  

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PADRE PIO DA PIETRELCINA 


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