domenica 8 novembre 2026

Abbiamo compassione delle povere anime!

 


Propositi:

 Impegniamoci a custodire gelosamente gli insegnamenti di questa giornata, imprimendoli profondamente nelle nostre anime. Il ricordo dei defunti sia avvolto dal profumo della preghiera e dalla carità degli atti di suffragio. Il Giorno dei Defunti sia un tempo di intensa devozione verso coloro che ci hanno lasciato. Partecipiamo alla Santa Messa, riceviamo la Santa Comunione e, se possibile, visitiamo il cimitero. Possiamo adornare con amore le tombe dei nostri cari con dei fiori; tuttavia, facciamo in modo che tali fiori siano simbolo delle nostre preghiere e accompagnati dalle nostre intercessioni. Come abbiamo già ribadito più volte, i fiori e le lacrime puramente sentimentali e sterili non portano alcun beneficio ai defunti. Non sacrifichiamo l'essenziale per l'accessorio, né la sostanza per il superfluo. Rechiamoci al cimitero liberi da ogni vanità e con spirito di fede. Una volta giunti sul posto, comportiamoci da veri cristiani, con il massimo rispetto. Riflettiamo seriamente sul nostro destino eterno. Come ebbe a dire San Camillo de Lellis: «Oh, se coloro che giacciono in queste tombe potessero tornare, come si sforzerebbero di vivere santamente e quanto si adopererebbero per la propria salvezza! Essi se ne sono già andati, e un giorno anch'io li seguirò! E, a tempo debito, altri verranno a far visita a me, in un cimitero!».

Sono preparato? La morte giungerà quando meno me l'aspetto. Mio Dio! Abbi misericordia di coloro che, per causa mia, potrebbero soffrire in Purgatorio! Davvero, quante riflessioni serie e decisive possono scaturire in un cimitero! 

San Silvestro, abate, si convertì e giunse alla santità contemplando un cadavere in decomposizione: il corpo di un caro amico, che egli rinvenne in una tomba aperta, in un pietoso stato di disfacimento. La preghiera dedicata al Santo nel Breviario ricorda questo episodio: «O Dio misericordiosissimo, che hai voluto chiamare il santo abate Silvestro alla vita solitaria mentre, davanti a una tomba aperta, meditava piamente sulla vanità di questo mondo — così come lo hai arricchito dei meriti di una vita illustre, Ti supplichiamo umilmente di concederci, seguendo il suo esempio, di disprezzare i beni terreni per poter godere della Tua compagnia per tutta l'eternità».

Ecco ciò che dobbiamo fare nel giorno della Commemorazione dei Defunti: contemplare le tombe e cercare la solitudine di una meditazione solenne. Riflettiamo sulla vita che verrà. Non è necessario che le sepolture vengano aperte affinché possiamo assistere — come accadde a san Sulpizio — al triste spettacolo della corruzione a cui tutti, un giorno, saremo destinati. Davanti a queste tombe sigillate c’è molto su cui riflettere; un cimitero offre numerosi insegnamenti. Decidiamoci, dunque, a far visita ai defunti, affinché possiamo imparare a vivere. Facciamo sì che il giorno della Commemorazione dei Defunti diventi un’occasione per compiere i nostri atti di carità più grandi e generosi verso i fedeli defunti.

Mons. Ascanio Brandao


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