Pensaci seriamente
Non vedi quante anime vanno alla perdizione come andassero a un lussuoso banchetto? Rimangono proprio come istupidite dai vizi. Non possono più ragionare perché, in certo qual modo, sono ipnotizzate dal Demonio e non si sentono di reagire.
Voi non potete comprendere il mio dolore nel vederle perdersi così; sembra che una parte di Me stesso si strappi violentemente da Me. È il mio Sangue sparso per loro, che vedo sprecarsi, ridursi all'impotenza.
Non rimanere indifferente a tanti oltraggi che ricevo, alle amarezze che provo, alle possibilità di dannazione eterna a cui tante anime si espongono.
Amami nelle anime e soffri volentieri per esse. La consolazione l'avrai a suo tempo, quando capirai l'effetto meraviglioso delle tue sofferenze e delle tue preghiere. Per ora accontentati di non veder niente e di non sentir niente.
Come il lavoro della mia grazia spesso è profondamente nascosto, così la consolazione e la certezza di operare il bene stanno in voi sepolte sotto un cumulo di sofferenze.
Fammi questo piacere: guadagnami anime anche tu e non mi lascerò vincere in generosità! Sii perseverante nei doveri delle anime Piccolissime.
Se tu mi preghi con ardore, non potrai fare a meno di accontentarmi in questa mia ansia insuperabile.
Vedi, gli uomini aizzati e guidati da Satana si studiano di disfare quanto Io compio; ci vogliono molte preghiere per immobilizzare la forza umana depravata. Soltanto con dighe spirituali si può far argine ai torrenti di questa acqua devastatrice che si rovescia terribilmente.
Per un Dio buono all'estremo, generoso all'infinito, che ha dato tutto per l'uomo e, in contraccambio, riceve ogni sorta di mostruosità, non è una delusione dolorosa? Ecco perché Io, Figlio di Dio e fratello vostro, cerco un debole compenso nell'amore di anime semplici. Mi contento del poco che potete darmi, mi compiaccio dei vostri incessanti atti d'amore; anche del tuo, anima carissima, benché ancora così misero e non certo incessante.
DON RENZO DEL FANTE

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