domenica 27 agosto 2023

Rivelazioni di Gesù Cristo a suor Beghe, sulla Chiesa e da alcune anime in purgatorio

 


16 DICEMBRE 1987 (NOSTRO SIGNORE)

Sono il Signore e non prenderò nel Mio Amore nessuno che non desidera donarsi a Me. Non prenderò nel Mio Amore che coloro che Mi faranno il dono del loro amore. Non prenderò coloro che Mi rifiutano o coloro che Mi hanno tradito. Nondimeno, non prenderò coloro che Mi hanno dato solo la loro indifferenza, perché costoro li respingo, e non c'è peggiore ingratitudine che l'indifferenza. Prenderò nel Mio cuore gli umili di cuore e i poveri di spirito. Costoro li stringerò al Mio Cuore e nessuno Me li riprenderà. 
Sono il Signore, la Mia Chiesa non Mi ama più. Non vuole seguire il suo Sposo e non vuole lasciarsi amare. Tuttavia l'ho sempre amata teneramente, protetta e guidata. Non sono Io che l'ho tradita, non sono Io che le ho mentito. No, Io le sono rimasto fedele e resterò il suo Sposo, perché tra noi il divorzio è impossibile. Ma Io cambierò il suo cuore, cambierò il suo spirito e Mi riconoscerò di nuovo in Lei. Ѐ lei che mi domanderà perdono e, perdonandola, la stringerò contro il Mio Sacro Cuore. Rindorerò il suo abbigliamento e lei Mi guarderà di nuovo, indirizzandomi il suo amore rispettoso.
Sono il Signore. Nessuno Mi impedirà di fare ciò che Mi piace e Mi piace di servirMI dei Miei. Mi piace servirmi dei Miei perché Mi amano e Me lo manifestano senza timore e senza rispetto umano. Non hanno paura di rendermi testimonianza e Io testimonierò in loro favore di fronte a Mio Padre.


23 DICEMBRE  1987

Sono il Signore e permetto che la Mia Chiesa Mi sia infedele. Lo permetto, perché è arrivato il tempo in cui deve fare il suo cammino di croce e morire come Me, nella decadenza e nell'ignominia. Allora, come Me, resusciterà gloriosa. Come Me sarà sepolta nella tomba per un tempo. Sembrerà che sia stata vinta e nessuno può immaginare il vuoto che il suo crollo produrrà. Il vuoto nelle anime, il vuoto nei cuori e il vuoto concreto nelle chiese. Tuttavia questo vuoto non si farà sentire nelle anime e nei cuori dei Miei in una maniera così totale, ma essi saranno nel dolore del lutto che la morte della loro Santa Madre Chiesa provocherà al loro attaccamento di figli attenti a ciò che la tocca da vicino o da lontano. 
Voglio rivelare ai Miei fedeli ciò che sarà loro riservato nell'aldilà, come sarà la loro felicità  e quale sarà la loro gioia. Si, voglio che il velo che separa la conoscenza della verità rivelata alla Santa Chiesa Cattolica di Filadelfia, si sollevi e si sollevi talmente che il mistero del mondo invisibile non sia più un mistero, che, al contrario, questa conoscenza divenga parte integrante della verità rivelata alla Santa Chiesa da Nostro Signore Gesù Cristo, verità costruita sulle fondamenta della Croce del Salvatore, eretta nei muri dei Santi Vangeli e coperta dal tetto delle rivelazioni profetiche. 
Ti è stato accordato il carisma di essere la messaggera di questa rivelazione e di essere la prima tra i profeti che ho scelto e sceglierò per portare ai Miei questa conoscenza della meravigliosa Saggezza di Dio, che ha talmente incastrato il mondo visibile negli arcani del mondo invisibile, che è quasi inconcepibile di non conoscerne che la parte visibile. 
Ma Dio ha voluto riservare questa conoscenza alla Chiesa che Gli sarà fedele fra tutte, e delle sette chiese nominate da San Giovanni Evangelista, è la Chiesa di Filadelfia a cui è stato accordato questo insigne favore.

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(MESSAGGIO DI V. - UN'ANIMA IN PURGATORIO)   

Ho ricevuto dal Signore e dalla Vergine Maria Santissima, così buona e tenera, la grande grazia di parlarti. Puoi pregare per me? Mi sento così lontano e così abbandonato, perché non mi sono preoccupato del mio prossimo quando ne ho avuto l'occasione e la possibilità sulla terra. Ora mi rendo conto del mio egoismo e ciò che mi fa orrore. Brucio e le fiamme mi bruciano talmente il cuore che ne piango. Le mie lacrime mi pungono il viso a causa della loro sostanza salata e i solchi che hanno scavato lungo le mie guance, sono infiammati dall'irritazione del sale al contatto delle mie numerose bruciature al viso. Questi solchi discendono lungo il mio mento e il collo e non ho alcuna mitigazione possibile. I medicamenti e i cerotti qui non esistono ed è molto provante non poter né curare né medicare le proprie ferite. 
Il tuo appoggio reale sarebbe un balsamo nella mia desolazione e un incoraggiamento certo. Te ne sarò talmente riconoscente, che pregherò con tutto il mio cuore per le tue intenzioni, che sono numerose, perché porti sulle tue spalle le intenzioni di tutti quelli che si indirizzano a te. Vuoi prendermi a carico?


(MESSAGGIO DI C.Q. - ALTRA ANIMA DAL PURGATORIO)

Nessuno, oltre a te, prega per me e questo abbandono mi fa una pena enorme. Sulla terra pensavo di avere molti amici, ma nessuno mi da più la sua amicizia con le sue preghiere. Tuttavia è l'unica cosa che sia necessaria e Dio ha promesso di attribuirmi la maggior parte delle preghiere dette per me. Ma non ci sono che le tue preghiere che arrivano e quelle di nessun altro. È molto provante sapersi dimenticata ed io non mi ci abituo. Tu che sei sola, dovresti potermi comprendere, con la differenza che noi siamo con te e i santi sono con te, mentre io non ho tale compagnia. 

Soffro molto nel mio povero corpo, così indolente e fiacco, che la forza che avevo sulla terra non esiste più. Sono come una bambola molle, sballottata secondo le vibrazioni e questa impotenza mi angoscia e mi spaventa considerevolmente. Se tu preghi per me, credo che controllerò il mio corpo e le mie membra e potrò salire i gradini verso il paradiso.
Ma il mio attaccamento a tutto ciò che sulla terra mi rendeva la vita facile e comoda mi perseguita e i miei dispiaceri e i miei rimorsi non mi danno alcun respiro. Quando pregherai per me, non dimenticare di separarti da ciò che potrebbe essere una comodità superflua, poiché i tuoi sacrifici di questo genere mi sarebbero più propizi. 
Ora ti lascio e ti ringrazio con tutto il mio cuore per ciò che hai fatto e farai per me. 


Morte di San Giuseppe - Ven. Anne Catherine Emmerick

 


Secondo le visioni del  

Ven. Anne Catherine Emmerick 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E DELLA SUA SANTISSIMA MADRE 

(Dalla nascita di Maria Santissima alla morte di San Giuseppe).


Morte di San Giuseppe 


Man mano che Gesù si avvicinava al suo trentesimo anno, Giuseppe diventava sempre più debole e io vidi molte volte Gesù e Maria con lui. Maria si sedeva spesso sul pavimento davanti al suo letto, o su un basso bancale rotondo di un metro, che a volte usava come tavolo. Li ho visti mangiare solo raramente: quando portavano a Giuseppe un pasto nel suo letto, si trattava di tre fette bianche lunghe circa due dita, quadrate, messe su un piatto, o di piccoli frutti in una tazza. Gli davano da bere in una specie di anfora. Quando Giuseppe morì, Maria era seduta alla testa del letto, tenendolo in braccio, mentre Gesù era al suo seno. Ho visto la stanza piena di luce e di angeli. Giuseppe, con le mani giunte sul petto, fu avvolto in un lino bianco, messo in una stretta cassa e deposto nella bella caverna del sepolcro che un uomo buono gli aveva donato. Oltre a Gesù e Maria, poche persone accompagnavano la bara, che io vidi, invece, tra luci sfolgoranti e angeli. 

Giuseppe doveva morire prima di Gesù, perché non avrebbe potuto subire la crocifissione del Signore: era troppo debole e troppo amorevole. Le persecuzioni che il Salvatore dovette subire tra il ventesimo e il trentesimo anno furono già grandi sofferenze per lui, a causa di ogni tipo di macchinazione da parte dei Giudei, che non potevano sopportarlo: dicevano che il figlio del falegname voleva sapere tutto meglio ed erano pieni di invidia, perché contestava spesso la dottrina dei farisei e aveva sempre intorno a sé molti giovani che lo seguivano. Maria soffriva infinitamente per queste persecuzioni.  A me queste sofferenze sono sempre sembrate più grandi dei martiri veri e propri. Indescrivibile è l'amore con cui Gesù ha sopportato le persecuzioni e gli scherzi dei Giudei in gioventù. Poiché andava con i suoi seguaci alla festa di Gerusalemme e camminava con loro, i farisei di Nazareth lo chiamavano vagabondo. Molti di questi seguaci di Cristo non hanno perseverato e lo hanno abbandonato. 

Dopo la morte di Giuseppe, Gesù e Maria si trasferirono in un piccolo villaggio di poche case tra Cafarnao e Betsaida, dove un uomo di nome Levi di Cafarnao, che amava la Sacra Famiglia, diede a Gesù una piccola casa in cui vivere, situata in un luogo appartato e circondata da una vasca d'acqua. Alcuni servi di Levi vivevano lì per occuparsi delle faccende domestiche; il cibo veniva portato dalla casa di Levi. Anche il padre dell'apostolo Pietro si recò in questo piccolo villaggio quando cedette a Pietro la sua attività di pescatore a Betsaida. Gesù aveva allora alcuni seguaci di Nazareth, ma essi si allontanavano facilmente da lui. Gesù andava già con loro intorno al lago e a Gerusalemme per le feste del tempio. La famiglia di Lazzaro di Betania era già nota alla Sacra Famiglia. Levi gli aveva dato quella casa perché Gesù potesse rifugiarsi lì con i suoi discepoli senza essere disturbato. A quel tempo intorno al lago di Cafarnao c'era una regione molto fertile, con belle valli, e ho visto che vi si raccoglievano diversi raccolti all'anno: l'aspetto era bellissimo per il verde, i fiori e i frutti. Perciò molti nobili Giudei vi avevano case di piacere, castelli e giardini; anche Erode vi aveva una residenza. I Giudei del tempo del Signore non erano come i Giudei di un tempo; questi ultimi, a causa del loro commercio con i pagani, erano molto pervertiti. Le donne non si vedevano normalmente in pubblico o nei campi, tranne quelle molto povere che raccoglievano le spighe di grano. Si vedevano, però, nei pellegrinaggi a Gerusalemme e in altri luoghi di preghiera. Il commercio e l'agricoltura si svolgevano principalmente attraverso schiavi e servi. Ho visto tutte le città della Galilea, e dove ora vedo solo due o tre villaggi, allora un centinaio erano pieni di gente in movimento. Maria Cleofa, che con il suo terzo marito, il padre di Simeone di Gerusalemme, aveva fino ad allora abitato nella casa di Anna vicino a Nazaret, quando Maria e Giuseppe lasciarono la loro casa di Nazaret, si trasferì in quella casa con il figlio Simeone, mentre i suoi servi e parenti rimasero in quella di Anna. Quando in quel periodo Gesù passava da Cafarnao per Nazareth a Ebron, veniva accompagnato da Maria a Nazareth, dove rimaneva in attesa del suo ritorno. Maria era solita accompagnare il Figlio con grande affetto in questi brevi viaggi. Giuseppe Barsaba, figlio di Maria Cleofa, con il suo secondo marito Sabba, e gli altri tre figli del suo primo marito Alfeo, Simone, Giacomo il Minore e Taddeo, che lavoravano tutti fuori casa, vennero a Nazaret. Andavano tutti a consolarsi alla vista di Maria e a consolarla per la morte di Giuseppe, e a rivedere Gesù, che non avevano più visto dalla loro infanzia. Avevano ascoltato le parole di Simeone nel tempio e la profezia di Anna in occasione della presentazione di Gesù al tempio; ma non ci credevano quasi, e così si unirono a Giovanni Battista, che aveva fatto la sua apparizione in quei luoghi. 


Consacrazione al Sacro Cuore di Dio Padre

 


"Padre nostro che abiti nei cieli, mi avvicino al tuo trono e ti chiedo di darmi la grazia di rimanere nel seno del tuo Sacratissimo Cuore. Prometto di amarti e adorarti con tutto il mio cuore e la mia anima. O Padre potente, amami e lascia che io ti ami, affinché anch'io possa essere una cosa sola nella tua santissima volontà. Tu, o Dio, sei il mio Creatore e Padre di Misericordia e di Amore, ed è in Te che spero veramente che il tuo amore diventi il mio, che la tua volontà diventi la mia e che io possa vivere per fare la tua volontà, non solo in questo mondo, ma anche nell'altro. O Cuore di Padre misericordioso e amorevole, Ti amo e confido in Te per mezzo di Gesù Cristo, Tuo Figlio. Amen"]

La mia sorgente vi donerà l’amore, la confidenza e tutto ciò che vi manca per essere sempre amati dal vostro Padre e Creatore”.

 


Messaggio di Dio Padre a Madre Eugenia E. Ravasio: Secondo quaderno, 1932


“Ho appena aperto una sorgente d’acqua viva che, da oggi (12 agosto 1932) fino alla fine dei tempi, non si inaridirà mai. Vengo a voi, creature mie, per aprirvi il mio grembo paterno appassionato di amore per voi, figli miei: voglio che siate testimoni del mio amore infinito e misericordioso. Non mi basta avervi mostrato il mio amore, voglio anche aprirvi il mio Cuore dal quale uscirà una sorgente refrigerante a cui tutti gli uomini si disseteranno. Gusteranno allora le gioie che non avevano conosciuto fino ad ora, a causa di questo peso immenso di timore esagerato che avevano di me, loro tenero Padre”

“È da quando ho promesso un Salvatore agli uomini che ho fatto sgorgare questa sorgente e l’ho fatta passare attraverso il Cuore di mio Figlio perché giunga fino a voi”. 

“Ma il mio amore immenso per voi mi spinge a fare ancora di più aprendo il mio grembo dal quale sgorgherà quest’acqua di salvezza per i miei figli; e permetto loro di attingere liberamente tutto ciò che è loro necessario per il tempo e per l’eternità. Se volete provare la potenza di questa sorgente 23 di cui vi parlo, imparate prima a conoscermi meglio e ad amarmi fino al punto che Io desidero, cioè non soltanto come Padre, ma come vostro amico e vostro confidente”. 

“Perché stupirvi di quello che vi dico? Non vi ho creati a mia immagine? Vi ho fatti a mia immagine affinché non troviate niente di strano quando parlate e familiarizzate col Padre vostro, vostro Creatore e vostro Dio, poiché siete divenuti, per mezzo della mia misericordiosa bontà, i figli del mio amore paterno e divino.

Poiché mio Figlio Gesù è in me e Io sono in Lui, nel nostro scambievole amore che è lo Spirito Santo, questo Spirito ci tiene uniti con questo vincolo di carità che fa sì che Noi siamo UNO. Lui, mio Figlio, è il serbatoio di questa sorgente, affinché gli uomini possano andare ad attingere nel suo Cuore sempre pieno di acqua di salvezza fino a traboccare! Ma è necessario che abbiate la certezza di questa sorgente che mio Figlio vi apre, perché possiate convincervi che è rinfrescante e piacevole! Allora venite a me per mezzo di mio Figlio e quando sarete vicini a me confidatemi i vostri desideri. Vi mostrerò questa sorgente facendomi conoscere così come Io sono. Quando mi conoscerete, sarete dissetati e ristorati! I vostri mali guariranno, i vostri timori svaniranno, la vostra gioia sarà grande e il vostro amore troverà un riposo che non aveva mai provato fino ad ora!

Ma, mi direte, come possiamo venire a te? Ah! Venite per la via della confidenza, chiamatemi vostro Padre, amatemi in spirito e verità e ciò sarà sufficiente perché quest’acqua rinfrescante e potentissima giunga a dissetarvi”.

“Se volete veramente che essa vi dia tutto ciò che vi manca per conoscermi e amarmi, e se vi sentite freddi e indifferenti, chiamatemi soltanto col dolce nome di Padre e Io verrò a voi. La mia sorgente vi donerà l’amore, la confidenza e tutto ciò che vi manca per essere sempre amati dal vostro Padre e Creatore”.

“Poiché desidero soprattutto farmi conoscere da voi tutti, perché possiate tutti godere, anche quaggiù, della mia bontà e della mia tenerezza, fatevi apostoli presso coloro che non mi conoscono, che non mi conoscono ancora, ed Io benedirò le vostre fatiche e i vostri sforzi preparandovi una grande gloria vicino a me, nell’eternità!


LA’ DOVE CIELO E TERRA SI INCONTRANO

 


Chiedere con perseveranza

 Infine, l’umiltà vi porterà ad essere perseveranti; la perseveranza è un’altra condizione per l’efficacia della preghiera.  Anche qui, Gesù è stato assai esplicito. Ricordate le parabole dell’amico importuno e del giudice iniquo nel Vangelo di San Luca? (Lc.18,1-8;  11,5-10).  E’ necessario perseverare nella preghiera senza stancarsi mai, perché se un giudice iniquo si decide a rendere giustizia a una vedova che lo importuna, quanto più il Padre celeste ascolterà i suoi che gridano a lui giorno e notte! Alle volte il Signore tarda ad ascoltarci perché vuole far crescere la nostra fede, vuole convincerci che abbiamo in tutto bisogno di lui e vuole che purifichiamo le nostre intenzioni e le nostre richieste, perché sempre l’orazione deve procedere da un cuore puro e da un animo retto.

 Nell’Apocalisse la preghiera dei Santi è paragonata ad un caso che va riempiendosi di suppliche finché non sia colmo.  Dobbiamo perseverare e attendere con pazienza che il nostro vaso di orazioni si colmi e allora la grazia di Dio traboccherà sui nostri desideri e li porterà a compimento.  C’è un “tempo di Dio” anche nell’orazione e solo la fede viva e l’umile perseveranza lo possono accelerare. “Persevera nell’orazione. - Persevera, anche se la tua fatica sembra sterile - L’orazione è sempre feconda” (Cammino n.101).


Chiedere certi di ottenere

 Infine, dobbiamo chiedere convinti che il Signore ci concederà quello che gli domandiamo.  Gesù ce lo assicura con il linguaggio più commovente e convincente:

“Chi tra voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra?  O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Mt.7,9). Vedete?  La certezza di essere ascoltati nasce dal saperci figli di Dio.

 Fratelli cari, ecco il vero fondamento della nostra fiducia: la filiazione divina. Molti uomini se ne vanno per il mondo con la mentalità di orfani o di minorenni in attesa di una maggiore età per potersi appoggiare alle proprie forze e alle proprie risorse, o aspettando la fortuna di circostanze favorevoli sulle quali fondare le proprie sicurezze. Noi siamo chiamati a vivere con mentalità di figli, figli forti e responsabili, ai quali il Signore ha affidato la responsabilità del mondo, ma sempre figli che si appoggiano su di lui, sulla sua forza e sulla sua grazia.  Non vergognatevi di considerarvi figli piccoli, bambini che hanno nel loro padre una fiducia cieca e assoluta, che si affidano a lui anche quando non capiscono, anzi, proprio quando si trovano in mezzo a fatti che non capiscono perché sembrano assurdi e ingiusti.  Sanno invece che Dio non inganna, che non è insensibile alla nostra fiducia filiale, e che non c’è luogo più sicuro delle sue braccia forti e tenere anche quando rimprovera e punisce.

 Non possiamo dubitare di Dio e della sua fedeltà: dobbiamo imparare a rivolgerci a lui convinti che egli ci ascolta, chiedendo con la certezza viva di ottenere e insieme con la fiduciosa disposizione di abbandonarci a lui per tutto quello che Egli disporrà per noi. Se saprete abbandonarvi così, come bambini piccoli, non resterete delusi;  il Signore sopravanzerà i vostri desideri e le vostre attese e vi riempirà di sicurezza e di pace.


Il fascino della figura di Gesù

 Avviandomi ora a concludere queste riflessioni che, sia pure attraverso fogli di una lettera vogliono essere una conversazione fraterna e paterna con ciascuno di voi nella calda ospitalità delle vostre case, desidero ricordarvi ancora che l’unico mio desiderio è quello di animarvi a crescere nella vostra fede e di farvi riscoprire la figura amabilissima di Gesù Cristo, figlio di Dio e nostro Salvatore, che si è fatto per noi cammino e salvezza, perché in lui si è compiuta la nostra pace.

 Carissimi, se il Signore ci attira così poco è perché siamo ciechi, è perché voi e io, siamo così miopi che la sua figura ci appare sbiadita, evanescente, lontana; abbiamo una specie di cataratta sugli occhi dell’anima e il volto di Gesù ci appare appena visibile, come un’ombra, inespressivo, quando addirittura non deformato.  Credetemi, se purificheremo i nostri occhi, se li laveremo col collirio della contrizione e del pentimento, se ci avvicineremo a lui attraverso il sacramento della penitenza e della conversione, si aprirà il nostro sguardo e ci apparirà chiaro e luminoso il suo volto, quel volto che ha affascinato i pescatori di Galilea trasformandoli in apostoli, quel volto che ha innamorato i santi e che ora rende felici gli Angeli del cielo; succederà anche a voi quello che accadde all’apostolo San Giovanni quando, dopo la risurrezione, nella seconda pesca miracolosa, s’accorse, lui, l’apostolo-vergine, che quella figura sulle rive del lago, tra le brume del mattino, era Gesù e, preso da un sussulto gridò: “E’ il Signore!”.  Anche per voi, se aprirete il vostro cuore alla preghiera, all’umiltà e al pentimento, si scioglieranno le brume fredde dell’indifferenza, si diraderanno le nebbie del dubbio e scoprirete il Signore, vi apparirà più nitido il volto amabile di Gesù, e griderete anche voi con la fede e con l’amore del discepolo prediletto: “Sei tu, Gesù, il mio Signore!”.

Ferdinando  Rancan


La mia Chiesa è ancora una volta spaccata in due, quello che vi dicono sono menzogne dietro le quali c’è l’inferno con le sue legioni, la mano assassina di satana...

 


(25 Febbraio 2020) 

Questa sera, durante la consacrazione, Gesù mi ha fatto letteral- mente uscire da me stessa e mi ha portato in un luogo scuro, in penombra; poi ho visto un altare e l’interno fatto a forma di croce. Ho capito che fosse una chiesa, in realtà una basilica. Improvvisamente ho visto tanti calici, sia sull’altare che sul pavimento, sparsi per tutta la chiesa: erano calici rovesciati a terra e tanto sangue versato, e mentre Gesù mi diceva di guardare e capire, è iniziato un terribile temporale ed un fulmine è entrato attraverso una finestra grande e laterale della chiesa; aveva la forma di un arco medioevale, e ha spaccato l’altare e il pavimento fino alla porta d’entrata e si è sollevata tanta polvere.  

Gesù ha gridato: “Figlia, figlia mia, la Chiesa, la mia Chiesa è ancora una volta spaccata in due, quello che vi dicono sono menzogne dietro le quali c’è l’inferno con le sue legioni, la mano assassina di satana... Ah, Germania, Germania, quanto mi fai soffrire, quanto mi hai fatto piangere a causa delle tue filosofie,  idee  e  fedi  sataniche...!”

E ho visto e sentito Gesù singhiozzare e piangere in modo accorato. Che pena e dolore è il vedere Gesù piangere e soffrire, è  uno strazio dell’anima!!!  

Prima della Santa Messa, pregando, mi aveva già portata su di   una montagna alta, molto alta. Era freddo lassù e mi aveva detto di guardare in basso. C’era una coltre scura e densa come una bruma plumbea che arrivava circa a metà della montagna, non si poteva vedere nulla, e Gesù in piedi accanto a me mi ha detto: “Guarda la terra, guarda, figlia: il mondo è immerso nell’oscurità e manca l’aria per respirare e i miei poveri figli stanno morendo soffocati dai fumi dell’inferno. Prega, bambina, prega molto, ripara per i tuoi fratelli perché sono miei ed Io soffro tanto...” 

Poi una figura luminosa, quasi incandescente, ma che vibrava nell’aria, mi ha detto: “Alza i tuoi occhi e guarda verso oriente, e aspetta il fuoco freddo: arriverà, arriverà presto!” 

Poi, sempre durante la Messa, ho visto ancora Gesù in piedi su di un’altura vasta che aveva tante case, chiese e strade, e ha gridato con una voce simile ad un forte tuono: 

“ Roma, Roma, quante volte ho voluto che tu fossi la luce del mondo e invece ti sei trasformata in una prostituta idolatra!    Dentro la mia casa accade ciò che descrisse bene il profeta Ezechiele: uomini, ministri dell’altare che voltano le spalle allo stesso e alla mia croce, e adorano e si prostrano davanti al sol nascente come fosse un dio, tutti rivolti verso oriente... Serpenti, vipere velenose dalle lingue bugiarde, avete ingannato e abbandonato le mie pecore, quelle che vi avevo affidato, e le avete spinte giù dai burroni e non vi siete curati di andare a salvarle, ma avete gioito... Roma, Roma, pensi che sarai trattata come figlia prediletta e onorata dall’Eterno? Sarai distrutta, la terra si spaccherà e cadrai su te stessa, sei piena  di vermi e rifiuti! Solo il fuoco può purificarti. Urla, urla pure di dolore, ma sarai come Rachele, che non vuole essere consolata.” 

Io ho detto: “Signore, pietà e misericordia, abbi pietà, Signore, non distruggere la tua Chiesa...” 

“La mia vera Chiesa è piccola e ha paura, ma Io la salverò!!!” 

Poi mi ha mostrato un masso roccioso, una roccia biancastra: un agnellino stava sdraiato sulla cima e aveva il petto squarciato e il    suo sangue scendeva sulla bianca roccia; aveva la testa reclinata all’indietro e belava, belava. Ritto dietro di lui ho visto un pellicano, l’ho riconosciuto dal becco con il quale feriva e apriva il suo petto e   con il suo sangue nutriva i suoi 5 piccoli. 

Una voce tonante mi ha ripetuto: “Guarda, figlia prediletta, guarda e dillo ai miei ministri dell’altare, ai miei sacerdoti, dillo, dillo, non tacere, dì loro di non togliersi gli abiti sacri, preghino giorno e notte, chiamino il popolo a pregare e ad adorare il Santissimo Sacramento, non c’è tempo da perdere. La Madre sarà sempre con loro se saranno fedeli e l’angelo non li colpirà...” 

Poi mi sono ritrovata in ginocchio; si stava iniziando la preghiera del Padrenostro e così mi sono alzata, ma sono rimasta finora con   una sensazione di dolore e sgomento. È molto doloroso, quasi insopportabile vedere Gesù piangere e soffrire. 

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Tre giorni fa, ho sofferto molto e mi sono sfogata con Gesù dicendogli che da troppo tempo e per troppo tempo, Lui non mi aveva mai più permesso di avere qualcuno, un Padre o un direttore spirituale che mi aiutasse nel discernimento, che mi aiutasse a capire e mi confermasse o no ciò che vivo con Gesù da 32 anni... Ho detto al Signore che ho tanta paura che quello che sento, vedo, scrivo non venga da Lui. Cosa Gli costava mettermi accanto in questi anni qualcuno che mi aiutasse anche nella fede? E se tutto questo fosse una mia creazione mentale o una psicosi o, peggio, il nemico stesso travestito da angelo di luce? 

Dopo Padre Raffaele e Padre Casimiro, all ’inizio di tutto questo, non ho più potuto parlarne con nessuno. Quante persone hanno avuto locuzioni e visioni, ma sempre hanno avuto qualcuno, un Padre che   le guidasse, io no... 

Gesù stesso ha detto: “Guai a coloro che profetizzano nel mio Nome, ma che Io non ho inviato” Sarà che posso aver timore di sbagliare? Gesù è rimasto molto triste, mi ha chiesto il perché Lui non mi bastasse, ma non è questo; chiaro che mi basta, ma sono io che  non mi fido di me! Poi Gesù non si è fatto vedere per due giorni! Solamente una volta è venuto mezzo nudo, solo, con i fianchi cinti, legato, tutto ferito e gonfio e infreddolito, ma poi era sparito, lasciandomi con molta pena. 

Ieri sera durante la Santa Messa è venuto vestito con la sua tunica rossa, tutto legato, con corde e catene, tutto bagnato, aveva il viso tumefatto, gli occhi ed un labbro gonfi e violacei, era scalzo e tutto spettinato, sporco e maleodorante...  Poi mi ha mostrato per 3 volte i soldati che lo gettavano giù dal piccolo ponte che stava sul fiume Cedron in acque sporche, putride e puzzolenti. Poi lo ritiravano su e   lo picchiavano di nuovo, gli tiravano i capelli e la barba, la catena intorno al collo la tiravano tanto che credevo morisse soffocato, gli hanno sputato varie volte in faccia e spingendolo di qua e di là, l’hanno portato fino alla casa di Hanna. Io non capivo il perché Gesù mi si mostrasse in quel modo pietoso e come lo avessero ridotto in quelle circostanze, mi ha solo detto: “Sto soffrendo molto, molto, sono stanco, consolami, piccola mia.” 


Padri del deserto

 


Vita n. 2

La vita di Antonio

di Atanasio, vescovo di Alessandria


67. Inoltre era tollerante di carattere e umile di spirito. Infatti, pur essendo un uomo di tal fatta, osservava la regola della Chiesa con la massima rigidità e voleva che tutto il clero fosse onorato al di sopra di lui [17]. Non si vergognava infatti di chinare il capo davanti ai vescovi e ai presbiteri, e se mai un diacono veniva a chiedergli aiuto, discuteva con lui su ciò che era utile, ma gli cedeva il posto nella preghiera, non vergognandosi di imparare lui stesso. Spesso, infatti, faceva domande e desiderava ascoltare i presenti, e se qualcuno diceva qualcosa di utile, confessava di averne tratto profitto. Inoltre, il suo volto aveva una grazia grande e meravigliosa. Anche questo dono lo ebbe dal Salvatore. Infatti, se era presente in una grande compagnia di monaci e qualcuno che non lo conosceva prima desiderava vederlo, subito si faceva avanti, passava davanti agli altri e si precipitava da Antonio, come se fosse attratto dal suo aspetto. Tuttavia, egli non si distingueva dagli altri né per l'altezza né per l'ampiezza, ma per la serenità dei suoi modi e la purezza della sua anima. Infatti, poiché il suo animo era libero da turbamenti, il suo aspetto esteriore era tranquillo; così dalla gioia del suo animo aveva un volto allegro e dai suoi movimenti corporei si poteva percepire la condizione del suo animo, come è scritto: "Quando il cuore è allegro il volto è allegro, ma quando è addolorato è abbattuto" [18]. Così Giacobbe riconobbe il consiglio che Labano aveva in cuore e disse alle sue mogli: "Il volto di vostro padre non è più quello di ieri e dell'altro ieri" [19]. Così Samuele riconobbe Davide, perché aveva occhi allegri e denti bianchi come il latte. Così Antonio fu riconosciuto, perché non era mai turbato, perché la sua anima era in pace; non era mai abbattuto, perché il suo animo era gioioso.

68. E fu del tutto meraviglioso nella fede e nella religione, perché non fece mai comunione con gli scismatici meleziani, conoscendo la loro malvagità e la loro apostasia fin dall'inizio; né ebbe rapporti amichevoli con i manichei o con altri eretici; o, se li ebbe, solo per consigliare loro di convertirsi alla pietà. Infatti pensava e affermava che i rapporti con questi fossero dannosi e distruttivi per l'anima. Allo stesso modo detestava l'eresia degli ariani ed esortava tutti a non avvicinarsi a loro e a non sostenere la loro errata credenza. E una volta, quando vennero da lui alcuni pazzi ariani, dopo averli interrogati e aver appreso la loro empietà, li scacciò dalla montagna, dicendo che le loro parole erano peggiori del veleno dei serpenti. 

69. E una volta che gli ariani ebbero affermato in modo menzognero che le opinioni di Antonio erano uguali alle loro, egli si dispiacque e si adirò contro di loro. Allora, convocato dai vescovi e da tutti i fratelli, scese dal monte e, entrato in Alessandria [19a], denunciò gli ariani, dicendo che la loro eresia era l'ultima di tutte e un precursore dell'Anticristo. E insegnò al popolo che il Figlio di Dio non era un essere creato, né era nato dall'inesistenza, ma che era il Verbo eterno e la Sapienza dell'essenza del Padre. Perciò era empio dire: "Un tempo non c'era", perché il Verbo era sempre coesistente con il Padre. Perciò non abbiate comunione con gli ariani più empi. Perché non c'è comunione tra la luce e le tenebre [20]. Infatti voi siete buoni cristiani, ma essi, quando dicono che il Figlio del Padre, il Verbo di Dio, è un essere creato, non differiscono affatto dai pagani, poiché adorano ciò che è creato, anziché Dio creatore [1]. Ma credete che la creazione stessa è adirata con loro perché mettono in relazione il Creatore, il Signore di tutti, per mezzo del quale tutte le cose sono nate, con le cose che sono state originate.

70. Tutto il popolo, dunque, si rallegrò quando sentì anatemizzare l'eresia anticristiana da un uomo simile. E tutti gli abitanti della città corsero a vedere Antonio; e i greci e quelli che sono chiamati sacerdoti entrarono in chiesa dicendo: "Chiediamo di vedere l'uomo di Dio", perché così lo chiamavano tutti. Perché anche in quel luogo il Signore purificò molti dai demoni e guarì quelli che erano pazzi. E molti greci chiesero di poter anche solo toccare il vecchio, credendo di trarne vantaggio. Sicuramente in quei pochi giorni divennero cristiani tanti quanti se ne sarebbero visti fare in un anno.  Quando poi alcuni pensarono che fosse turbato dalla folla e che per questo motivo li allontanasse tutti da lui, egli disse, indisturbato, che non ce n'erano più di quelli che lottavano con i demoni sulla montagna.


Il conflitto finale e il martirio della Chiesa

 


Messaggio di Gesù Cristo a Suor Beghe riguardo il conflitto finale e il martirio della Chiesa


25 NOVEMBRE 1987 (NOSTRO SIGNORE)


Manifesterò la Mia Potenza e la Mia Grandezza come non l'ho ancora mai fatto, e nessuno negherà più la Mia esistenza e la Mia autorità. Non sarò più Colui che non si fa conoscere che agli uomini di buona volontà, ma sarò Colui che calpesta il grano, lo impasta e lo mette al forno. Mi manifesterò in cielo alla quattro estremità della terra: coloro che avranno creduto in Me Mi riceveranno, ma coloro che non avranno voluto credere in Me saranno presi da un tale terrore, che morranno sul posto e il loro corpo sarà annientato allo stesso tempo.
Molti mostreranno la loro contrizione mostrandosi davanti alla luminosità della Mia Maestà ed è allora che trasformerò il loro cuore di pietra in un cuore di carne. Rinnoverò la loro anima. Il Mio ritorno tra i Miei sarà incontestato e nessuno ne sarà escluso. Mia Madre sarà la Madre molto venerata, e molto amata da tutti i Miei fedeli, e noi condurremo il Nostro gregge, senza timore del lupo, perché Satana sarà stato vinto. Mi permetterò incessantemente di venire nelle vostre dimore e nelle vostre anime. Così voi Mi avrete non soltanto "con" voi, ma anche sempre "in" voi. Ciò voi non potete immaginarlo oggi, ma è così vero, come quando ho annunciato che occorreva che gli uomini mangiassero la Mia Carne e bevessero il Mio Sangue, per avere la vita eterna. Nemmeno i Miei discepoli potevano comprenderne la realtà. 


UN SEGRETO - SPIRITUALE - RIVELATO

E ora sto per rivelare un segreto ai Miei bambini: voi non morrete se prenderete la decisione - e la metterete in pratica - di pregare coscienziosamente due ore al giorno. 
La vostra preghiera s'innalzerà verso la Santissima Trinità e Ella l'ascolterà. Ella vi prenderà sul Suo Seno, nel momento in cui la terra sarà diventata inabitabile e non vi restituirà alla terra, che quando sarà stata purificata e resa di nuovo abitabile. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo si faranno anche conoscere, ma Ella conserverà sempre il Suo Mistero, perché la natura umana non potrà mai comprenderLa senza morirne. 
Ecco il segreto che voglio far conoscere ai Miei bambini. Io non l'ho mai annunciato in una maniera così chiara ed esplicita, sebbene alcuni Miei bambini l'abbiano compreso meditando, o leggendo i rendiconti di queste meditazioni. Ora lo dico ufficialmente, perché i Miei bambini devono prepararsi con una preghiera fervente a vivere degli avvenimenti che sarebbero loro mortali, se non ricevessero la protezione divina per sopravvivere. La Mia Potenza può proteggere o annientare: ella proteggerà ed ella annienterà, ma siete voi, bambini Miei, che farete la scelta. Siete voi che potete scegliere, da adesso, di far parte del popolo della Chiesa di Filadelfia o di non farne parte. Siete voi, bambini Miei, che determinerete la scelta del vostro Dio, ed è perché la scelta sarà stata vostra che Mi piacerà tanto. 
E dirò ancora che coloro che morranno, quando avranno risposto al Mio richiamo alla preghiera, saranno immediatamente trasportati in Cielo dagli angeli e là essi godranno una gioia talmente ineffabile, che non proveranno nessun dispiacere per la loro sorte. L'amore umano è un'immagine molto povera dell'amore Divino. L'amore Divino è meraviglioso, più grande del più forte amore di due sposi sulla terra. L'amore Divino può paragonarsi a niente, perché supera tutto il creato. È l'amore Divino che ha motivato la creazione dell'universo: come potrebbe allora essergli sottomesso?


2 DICEMBRE 1987 (NOSTRO SIGNORE)

LA PROTEZIONE DEL SIGNORE VERSO I SUOI ELETTI


Io sono il Signore. Venite, bambini Miei. Volete entrare nel Mio Reame e servirMi per secoli senza fine? Questo ve lo offro, Miei cari bambini, e non vi domando niente in cambio. No, non vi domando niente in cambio, Io non voglio che il vostro amore. Ora Mi permetto di manifestare il Mio amore avvertendovi dei mali che stanno per piovere sulla terra, perché il Mio amore per voi non vuole che siate sorpresi dalla paura e dal panico. No, bambini Miei, il Mio amore vi proteggerà e non temete niente. Il Mio amore si prenderà cura di voi e voi non soffrirete più di ciò che nel Mio amore avrò permesso. Troverete nella preghiera tutto il conforto e il sostegno di cui avrete bisogno e il Mio amore non vi abbandonerà se voi non Mi ritirate la vostra fiducia. La vostra fiducia in Me deve essere solida come una roccia. Non lasciatevi abbattere dallo scoraggiamento, siate convinti che sono con voi e, per questo motivo, siate convinti che siete al sicuro, anche se tutto vi porta a credervi perduti.  Io sono il Signore e i Miei bambini non mancheranno di niente. Il superfluo sarà loro tolto, ma conserveranno sempre il necessario. Che essi si esercitino da adesso a privarsi di mille e una piccola comodità che la vita moderna fornisce loro e la cui inutilità vitale non li sfiora nemmeno. Tutte queste piccole comodità li rammolliscono e li trasformano disgraziatamente in una facile preda per il nemico infernale. 


L'ARRIVO DEI DOLORI 

La grande guerra arriverà, perché i capi di stato non si accorderanno e questo disaccordo sarà provocato da una crisi economica internazionale. Questa è già cominciata, ma il fallimento delle nazioni non è ancora riconosciuto. Il fallimento di ogni paese provocherà delle sommosse interne e dei focolai di rivolta spunteranno in molti luoghi del pianeta. Gli uomini si uccideranno gli uni gli altri, perché la fame e la mancanza di soldi li renderanno folli dello stesso furore di Satana. Il re dell'odio li ecciterà ed essi si abbandoneranno a tutti gli orrori e a tutte le passioni. 
Ma Io sarò vicino ai Miei ed essi non dovranno cedere alla paura che il Mio nemico vorrà svegliare in loro. Quando le nazioni saranno completamente esangui e senza più alcun ordine ne autorità, la Russia si metterà in cammino e il terrore sarà suo fratello. Allora la Mia Giustizia si abbatterà sul mondo: Essa non risparmierà nessuno, nemmeno i Miei fedeli, perché i Miei fedeli Mi seguiranno sul Calvario dove, con Me, saranno crocifissi. Ma essi non saranno abbandonati come lo sono stato Io. Essi cammineranno nella gioia e nella pace nel cuore, come i Miei primi martiri.

Ora preparatevi nella preghiera e nella mortificazione a raccogliere la palma del martirio e Io vi darò la forza e il coraggio nell'ora della prova. Vi dico tutte queste cose, non per spaventarvi, ma per prepararvi e salvarvi. E se voi avete già paura, mettetevi a pregare, con Me, nel Giardino degli Ulivi e vegliate, supplicando il Padre amatissimo di allontanare il calice. Egli vi ascolterà e vi libererà da questa paura, come ha fatto per Suo Figlio.

Io sono il Signore, e la Mia nuova chiesa sarà battezzata nel sangue dei Miei agnelli.
 La nuova Chiesa sarà purificata dal sangue dei Miei agnelli e sarà bella come una fidanzata, perché Mi avrà dato tutto. Ella sarà la Mia amata e riceverà il Mio Amore con un tale ardore che Io non le rifiuterò niente. Ma prima di questo momento, occorre prima che sia lavata nel sangue dei Miei agnelli. 


PROMESSE FINALI PER GLI ELETTI

Io il Signore, ti ho rivelato il nome del Re e il nome di Colui che deve rilevare la Mia Chiesa. Dio li proteggerà e Io te li affido. Metti questo nei fogli, affinché gli uomini cessino di fare congetture e si rimettano alla Provvidenza. Non ho rivelato questi nomi a nessuno dei Miei strumenti, perché li confido solo a te. Tu mi obbedirai ed essi Mi serviranno, perché sono puri ed avranno fiducia in te.  
Ci sono dei giusti sulla terra e, grazie a loro, Dio non annienterà la Sua creazione. Dio manifesterà il Suo Amore, prendendo sul Suo Seno tutti coloro che Gli avranno provato la loro fedeltà a il loro amore. Prendendoli sul Suo Seno, Egli comunicherà loro di nuovo le grazie di cui il peccato originale li ha privati. Dio renderà loro i doni soprannaturali che mettevano l'essere umano al riparo dalla concupiscenza che è la sorgente di tutti i mali.  
Dio non sarà più il Dio vendicatore del Vecchio Testamento né il misericordioso del Nuovo Testamento, ma sarà il Dio Amore, quel Dio che conservava con Adamo nel Paradiso terrestre, confidente e amico nello stesso tempo. Dio non sarà più il Dio che si manifesta soltanto a coloro che lo cercano, ma sarà l'Eterno presente nei cuori, come pure nella realtà della vita quotidiana. Dio non sarà più Colui che attende le visite nella prigione dei Tabernacoli, ma sarà Colui che si farà accogliere nelle dimore di ciascuno, dentro di voi.

Dio non sarà più Colui che ricevete ogni volta che fate la Santa Comunione, ma Egli sarà Colui che vi dispenserà il nutrimento quotidiano, Dio non sarà più Colui che vi comprende e vi ascolta ogni volta che Lo pregate, ma sarà Colui che voi ascolterete e che vi consiglierà in ogni vostra azione.

Suor Beghe

ALLA RICERCA DEL PARADISO PERDUTO

 


(M. Valtorta: 'Il Poema dell'Uomo-Dio', Vol. I, Cap.43, pag.173 - Centro Ed. Valtortiano.)


L' uomo è così come Dio lo voleva, una minor perfezione che rispecchia il suo Autore. Ma Dio voleva per l'uomo la Gloria... 


La mia vita di uomo di città che ha scelto di trasferirsi a vivere in campagna è stata una vita, in questi ultimi anni, da 'pendolare'.  

Il mattino parto con il mio comodo treno e la sera rientro con uno altrettanto comodo.  

Non è che io sia pagato dalle Ferrovie per far loro 'pubblicità' ma, rispetto al viaggiare in auto, è proprio tutto un altro viaggiare.  

Mi prendo un caffè alla stazione, i giornali - il mio libro prediletto del momento lo conservo sempre nella valigetta da lavoro - mi accomodo sul sedile, vicino al finestrino e - se non ho qualche amico con il quale scambiare due chiacchere - leggo...  

Anzi leggo sempre, ed è per questo che - rifletto - in tanti anni non ho potuto quasi farmi amici in viaggio.  

Dunque, dicevo, anche stamattina sono in treno e mi colpisce una frase di un brano che stavo leggendo - questa volta è la Madonna che parla alla mistica - e che dice: '...l'uomo è così come Dio lo voleva: una minor perfezione che rispecchia il suo Autore...'.  

Mi sembra una frase 'criptica', anche sibillina, perché mi sembra che non venga spiegata dal testo che precede o che segue, e rimango un poco soprappensiero a riflettere sul suo possibile significato... 

 

Luce: 

L'uomo è così come Dio lo voleva: una minor perfezione che rispecchia il suo Autore.  

Hai letto in passato delle religioni antropomorfe, cioè di quelle religioni in cui i credenti si fanno un'immagine di Dio a loro... immagine e somiglianza. Suggestioni sataniche sono suggestioni della Scimmia che 'imita' sempre l'Eterno e che, fra i tanti inganni, ha escogitato anche questo: che Dio assomigli all'uomo, satanico! Ma poiché l'Imitatore falso è ma l'imitazione, proprio perché tale, sempre presuppone un punto di contatto di verità, nel caso nostro, di questa nostra spiegazione, il punto di contatto sta nella 'immagine e somiglianza', non di Dio all'uomo - ché questo significa volerlo sminuire, e questa era l'intenzione, anche, del Satana - ma dell'uomo a Dio. 

Ma quale immagine? Perfetta? Quale somiglianza? 

Non perfetta, perché il 'creato' non può essere perfetto come l'Increato, il Potente, l'Infinito, il Buonissimo, l'Intelligentissimo, ma immagine e somiglianza minore - non direi imperfetta - per 'assomigliare' all'Autore, Autore e Padre. 

I Primi Due, in effetti, erano umanamente perfetti, cioè perfetti nel loro essere umani. Perché perfetti? Perché pieni di 'Grazia', e la Grazia viene da Dio. La Grazia è Pienezza di Dio: la Grazia dell'uomo primo, dell'uomo prima del Peccato, ché la Grazia nell'uomo attuale - anche battezzato, anche in 'Grazia' - risente ormai delle limitatezze imposte dalla Ferita, rimarginata dalla Medicina della Redenzione e dei Sacramenti ma che pur ha lasciato le sue conseguenze in uno spirito, ritornato vivo, ma debilitato e continuamente soggetto a ricadute. 

Ritorniamo al 'tema': L'uomo è così come Dio lo voleva, una minor perfezione...! 

Ma - come ti dissi - Dio voleva per l'uomo la Gloria, per l'uomo come per il suo Cristo. 

E come non risparmiò al suo Cristo la Croce, per dargli la Gloria e il Popolo, così ai suoi 'figli', proprio perché somiglianti ma imperfetti, concede la ‘croce’ perché questa sia occasione di Gloria, per diventare Popolo di Dio in Cielo ed avere il Cristo, il Figlio, il Fratello, come Re. 

 

Rimango sbalordito ed un bel po' a rimuginare...  

Qui il discorso diventa sempre più 'difficile', mi dico.  

Ma insomma Dio ci voleva perfetti o, piuttosto, imperfetti per poterci guadagnare - attraverso la 'croce' - la 'Gloria', cioè il Paradiso celeste che altrimenti non avremmo meritato?  

Allora Satana non rovinò la 'frittata' al Signore, rovinando con la tentazione del Peccato originale i primi due progenitori, ma fu in realtà uno 'strumento' inconsapevole nelle mani di un Dio che vedeva più lontano, molto più lontano di lui, e che vide nella caduta, che i primi due si procurarono volontariamente e liberamente - e nella conseguente debolezza spirituale, morale e fisica dell'uomo - proprio il mezzo che avrebbe consentito all'uomo l'opportunità di combattere contro i propri cattivi istinti e - attraverso la sofferenza di questa vita, attraverso la 'sua' personale 'croce' - guadagnarsi la 'Gloria'.  

Mi sbaglierò certamente ma sembrerebbe quasi che se i primi due non avessero peccato, i successivi non avrebbero potuto 'meritarsi' di diventare 'popolo di Dio'.  

Allora - forse - la nostra imperfezione, rientrava ‘abinitio’ nei piani di Dio. 

Non fu un sovvertimento imprevisto dei suoi piani al quale Dio pose poi rimedio 'scrivendo dritto sulle righe storte' o volgendo il Male in Bene. 

La nostra fu forse una imperfezione in un certo qual modo 'necessaria' per consentire da un lato a Cristo - dopo averci indicato la strada della salvezza, essersi anche cruentemente sacrificato per noi ed aver superato la 'sua' Prova - di avere la 'sua Gloria ed il 'suo' Popolo di Santi, e dall'altro lato a noi uomini, figli 'minori' divenuti umanamente 'imperfetti' , di 'meritarci' - attraverso le nostre sofferenze di questa vita ed i nostri sforzi per diventare migliori - la Gloria del Paradiso, diventando Popolo di Dio ed avendo Cristo come Re. 

Quindi - continuo nella mia elucubrazione che forse è sballata - la sofferenza ed il male non sarebbero una anomalia, un 'errore' della creazione, ma un tassello indispensabile alla perfezione di un Progetto che per essere 'perfetto' doveva prevedere da un lato un Sacrificio Perfetto: perché sacrificio di un ‘Dio’, e perché frutto di amore perfetto, e dall'altro che la Gloria, per l'uomo, di una vita felice ed eterna (ripeto: felice ed eterna!) dovesse essere, per giustizia, meritata. 

 

Infatti - mi dico sempre nel mio soliloquio mentale mentre tengo un occhio al finestrino per ricordarmi di scendere alla mia fermata di stazione - non mi aveva mai 'convinto' una cosa: se Dio è perfetto, se è eterno, se da sempre 'Lui' sapeva, se aveva 'pensato' un Progetto creativo (né si può pensare che Egli non lo avesse 'pensato' prima), non poteva, non poteva lasciarsi... 'rompere le uova nel paniere' da un Satana qualsiasi, un angelo creato, grande finché si vuole ma sempre creato e 'distruttibile'.  

L'errore dell'angelo, la sua ribellione, ancorché liberamente realizzata, rientrava dunque perfettamente in un 'Progetto di Gloria', per Dio-Gesù e per l'uomo, che non sarebbe stata vera 'Gloria' se le cose non fossero andate così. 

Questa mia riflessione - come ho detto - sarà anche sballata ma mette a posto nella mia testa un elemento del 'puzzle' che non sapevo dove collocare e che ora mi completa il 'quadro'. 

Infatti in tutta questa storia della creazione, in tutta questa storia della ribellione di Lucifero e dell'uomo, mi sembrava quasi che ne uscisse una immagine... 'imperfetta' di Dio, quasi fosse stato un Dio che in qualche modo aveva dovuto 'subire' eventi che non poteva controllare...  

Che 'non poteva'? Che non poteva o 'non voleva'? Mah!... 

Mi dico fra me e me che le 'elucubrazioni filosofiche' che io 'contestavo' a Jean Guitton mi sembrano ora quelle di un 'apprendista' rispetto alle mie 'contorte'.  

Per di più mi si confondono un poco le idee. Scusatemi, ci ripenserò in un altro momento... 

Guido Landolina


(Molti Mi abbandoneranno e faranno come Giuda)

 


Messaggio ricevuto il 16 agosto 2023

Mia cara figlia, scrivi a tutti i Miei amati Sacerdoti. Sono venuto ancora una volta con il Mio Amore per portarvi la Pace e il Mio Amore per tutti, perché voglio darvi tutto! Poiché sei amata da Me, voglio allontanarti dal male che ti viene incontro e che tu non vedi. Vi chiamo, perché vi amo e voglio distogliervi da questo male, perché tutto è vicino e non posso stare da solo. Ho bisogno dei miei figli che hanno rinunciato alla loro vita per Me, ma sono così pochi quelli che vogliono donarsi, per amore del mio Tabernacolo, che sta per essere portato via, perché il mio nemico verrà con le unghie e con i denti per portarlo via. Perciò, chiedo a tutti di inginocchiarsi e di pregare senza sosta nella mia Chiesa per ottenere protezione, perché molti saranno massacrati.

Non ci sarà nessuno a difenderli, perché molti non pregano e non ascoltano la mia chiamata. Chiedo la conversione attraverso la mia Eucaristia, che sarà odiata dai miei figli che mi volteranno le spalle. Ho bisogno di anime che venerino vicino al Mio Tabernacolo per proteggere tutta la Mia Chiesa che abbandoneranno e dove non ci saranno sacerdoti fedeli per la Mia Eucaristia. O figli miei, ho chiesto protezione, perché è tempo di pregare senza sosta, e ci sono molti che non guardano il Mio Tabernacolo, che sarà abbandonato da molti. Pregate, figli Miei che Mi amate, perché molti non piegano più le ginocchia, dove ci saranno molte bestemmie nella Mia Chiesa.

Tutti sono chiamati, ma molti Mi abbandoneranno e faranno come Giuda e come Pietro quando disse di non conoscermi. Continuano a fare la stessa cosa. Vi sto chiamando, figli Miei! È il momento, andate avanti e ascoltate ciò che vi dico.

Vi amo, Gesù di Nazareth. Amen.

Maria De Jesus Coelho

E se il mondo, il male o il maligno ci ostacolano,


E se il mondo, il male o il maligno ci ostacolano, ricordiamo ciò che scrive l’apostolo Paolo:

«Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza,  ma di forza, di amore e di saggezza. 

Non vergognarti dunque della testimonianza  da rendere al Signore nostro» (2 Tm 1, 7-8).

Quali responsabilità sono mai le nostre! Chiunque ci avvicini, per qualsiasi problema spirituale, deve trovare in noi dove porre la massima fiducia.

Non rimaniamo ammirati, incoraggiati, quando incontriamo dei santi?

Sono persone che hanno il culto dell’ordine morale, una grande stima delle proprie azioni, tanto da aver acquistato un modo di vivere coerente, una rettitudine abituale, resa facile dalla perseveranza nella virtù, una fedeltà anche alle piccole cose costruita dalla consuetudine per l’amore del bene.

Niente è insignificante per chi si mette sul serio al servizio di Dio!

Commentando l’Ottavo Comandamento, il Catechismo della Chiesa Cattolica richiama al dovere di rendere testimonianza alla verità.

«Nelle situazioni in cui si richiede che si testimoni la fede, il cristiano ha il dovere di professarla senza equivoci, come ha fatto san Paolo davanti ai suoi giudici. Il credente deve “conservare una coscienza irreprensibile davanti a Dio e davanti agli uomini” (At 24, 16)» (n. 2471).

È la testimonianza che troviamo di continuo nei martiri, anche in quelli del nostro tempo, che non sono pochi.

I testimoni del Vangelo sono persone scomode non perché sono dei pensatori, ma perché operano per il trionfo del Regno di Dio, perché rendono le persone coscienti della loro dignità di figli di Dio.

Quando il Signore Gesù ci chiede di schierarci dalla parte del bene, non lo fa con mezze misure.

Chiede una dedizione totale, un amore che prende tutto il cuore e la vita, sempre.

La testimonianza cristiana è una testimonianza che sconfina ordinariamente nel martirio, capace di un sacrificio perfetto.

È questo che rende credibile l’esistenza di una realtà che «vale più della vita» (Sal 62, 4)!

Padre Bartolomeo Sorge, ricordando i vent’anni trascorsi dalla morte di mons. Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador, trucidato sull’altare dagli “squadroni della morte” (24 marzo 1980), ha riportato questa testimonianza:

«Ho conosciuto mons. Romero ai lavori della III Conferenza generale dell’Episcopato Latinoamericano a Puebla, nel 1979... Un giorno mons. Romero – in un momento di pausa – mi disse che la scelta preferenziale per i poveri era divenuta per lui una ragione di vita. E mi spiegò come era avvenuta la sua ‘conversione’. “Quando assassinarono il mio braccio destro, il padre Rutilio Grande, anche i campesinos rimasero orfani del loro ‘padre’ e del loro più strenuo difensore. Fu durante la veglia di preghiera davanti alle spoglie dell’eroico padre Gesuita, immolatosi per i poveri, che io capii che ora toccava a me prenderne il posto, ben sapendo che così anch’io mi sarei giocato la vita”.

Mi parlò della situazione drammatica del suo Paese, dei diritti umani calpestati, di tanti suoi figli spariti nel nulla, delle torture e delle esecuzioni sommarie...

A un certo punto – lo ricordo bene come se fosse accaduto ieri – s’interruppe; e cambiando di tono, aggiunse testualmente: “Ho appena saputo che un mio quarto sacerdote è stato assassinato. Lo so. Appena mi prenderanno, uccideranno anche me”.

Lo guardai. Non mostrava alcun segno di rammarico o di paura. Sorrideva. Il suo volto lasciava trasparire una serenità che solo la fede profonda e un amore grande possono dare. Quel volto non l’ho più potuto dimenticare. Il volto di un martire dei nuovi tempi. Appena un anno dopo, la sua profezia si compì» (di mons. Romero è iniziata la causa di beatificazione). 


NEL CAMMINARE

 


Gesù metto i miei passi nei tuoi per camminare insieme a Te con le tue stesse intenzioni. Intendo abbracciare insieme a Te tutti i passi delle creature e riparare, con le tue riparazioni, tutti i passi sbagliati e rifarli nella Volontà del Padre, per la sua gloria.

Gesù, Ti amo con la tua Volontà!

Vieni, Divina Volontà, a camminare nei miei passi.

Vieni, Divina Volontà, a muoverti nel mio moto.

Dolcissimo Amor mio, Ti offro questi movimenti del mio corpo che Tu stesso mi hai fatto e tutti gli altri che posso fare io per il solo fine di piacerti e glorificarti.

Ah, sì, voglio che anche i movimenti delle palpebre, dei miei occhi, delle mie labbra e di tutto me stesso, siano fatti col solo fine di piacere solo a Te.

Fa’, o mio amato Gesù, che tutte le mie ossa, i miei nervi, risuonino fra loro ed a chiare voci Ti attestino il mio amore. (Cfr. Vol. 3 - 6.11.1899)

 

(Il male verrà con grande forza ad attaccare tutti i Miei Sacerdoti)

 


Messaggio ricevuto il 15 agosto 2023

Mia cara figlia scrivi, Io sono il tuo Dio, il tuo Salvatore. Sono venuto con il Mio Amore per darti un altro messaggio che viene dal Mio Sacro Cuore al tuo. Sono venuto per darti tutto ciò che è necessario, in modo che tu sappia tutto ciò che sono venuto a dirti, prima che accadano le cose peggiori che stanno arrivando. Molti non lo sanno, ma io vi do tutto qui, e quello che sono venuto a darvi non è uno scherzo, è molto serio, perché molte cose cambieranno. Quello che sono venuto a darti non sarà facile, ma quando voglio qualcosa, sarà per il bene delle mie anime. Sì, figlia mia, non voglio che tu sia triste, ma la verità deve essere detta, non importa chi la ferisce. Perciò, sono venuto a darti tutto, in modo che venga fuori prima che il male accada.  

Voglio che tu dia tutto presto e che chiami mio figlio (il sacerdote di Maria che sta arrivando dal Brasile) per prepararsi. Non voglio che rimanga bloccato nella tragedia che si verificherà, quindi dovrà venire prima, perché le cose si metteranno male. Ora, dovrete parlare con lui e dargli ciò che deve essere fatto, in modo che non aspetti oltre. Ditegli che è urgente e di parlare con l'agenzia di viaggi per vedere se può cambiare il suo volo in modo che possa venire prima. Voglio che sia qui ora, prima che tutto accada, perché tutto cadrà in disgrazia e lui deve andarsene da lì (Brasile). Il male verrà con grande forza per attaccare tutti i miei sacerdoti e voglio che si allontanino da quel luogo prima di questo. Chiedo a tutti di ascoltare questo messaggio e di prepararsi a stare in un luogo sicuro, perché le cose si metteranno male.

Quindi, figlia mia, fai attenzione affinché non ti accada nulla. Spero che tu capisca tutto, e tutti coloro che leggono questo messaggio, perché tutto è alle vostre porte. Vi chiedo, per favore figlioli, di ascoltare quello che vi dico per non mettervi nei guai. Invito tutti a prepararsi prima che tutto accada.

Io sono Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.

Maria De Jesus Coelho



 

sabato 26 agosto 2023

 


Quinta risposta

 


Lettera di nostro Signore e nostro Dio tramite Suor Beghe: quinta risposta - 25 agosto 2023


Cari bambini,

         molti di voi hanno posto la domanda sulle virtù e sui vizi, e anche sul futuro.

        Sì, il mondo di oggi è incline ai vizi e quindi dovete stare molto attenti. La società di oggi vi porta, se non state attenti, a essere licenziosi, irriverenti, e queste caratteristiche vi fanno perdere ogni moderazione e correttezza. Nella mia terza risposta ho elencato le virtù secondo il catechismo. I vizi sono l'opposto; ci sono peccati spirituali e peccati carnali. Sempre secondo il catechismo, ecco il loro elenco: I peccati capitali, fonte di molte colpe, sono 7: superbia, avarizia, invidia, ira, impurità, gola e accidia.

        Ci sono 4 peccati che gridano vendetta al cielo: 1) l'omicidio volontario (l'aborto, che lo Stato vuole inserire nella sua Costituzione, è un omicidio volontario), 2) l'impurità innaturale (che è ampiamente promossa nella vostra società immorale), 3) l'oppressione dei poveri e degli orfani, 4) la trattenuta ingiusta del salario dei lavoratori.

        Ci sono 6 peccati contro lo Spirito Santo: 1) disperare della grazia di Dio e della salvezza della propria anima, 2) pretendere di essere salvati senza virtù o opere buone, 3) combattere le verità conosciute della fede, 4) invidiare la virtù del prossimo, 5) essere ostinati nel peccato, 6) voler vivere e morire nell'impenitenza.

        Che Dio vi preservi da questi molti peccati. L'uomo è un peccatore e il sacramento della penitenza è necessario per liberarlo dalle sue colpe e acquisire la santità necessaria per entrare in Paradiso. Pentitevi, confessatevi e, per la vostra felicità, siate santi!

        Ero rispettato dai miei discepoli e non esitavo a rimproverarli quando erano troppo umani o non sufficientemente elevati nel loro pensiero. Per esempio, non ho esitato a dire a Pietro quando si opponeva alla prospettiva della mia Passione: "Vattene da me, Satana, tu mi ostacoli perché i tuoi pensieri non sono quelli di Dio ma quelli degli uomini". (Mt 16,23).

        Quindi, figli miei, quando verrà la vostra passione, perché verrà, siate desiderosi come me di redimere le anime. Sì, attraverso la vostra sofferenza, attraverso le prove che sopporterete, siate come Me, il vostro Maestro, desiderosi di partecipare alla redenzione delle anime, perché tutti avrete la vostra piccola parte da guadagnare con la mia Croce. Il servo non è superiore al Maestro e "se gli uomini hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi" (Gv 15,10).

        Cari figli, voi dell'Occidente siete negli ultimi giorni di pace e il vostro dolce stile di vita sta per finire. La guerra si avvicina, sì, ma non temetela. Gli uomini si solleveranno contro di voi, approfittando dell'instabilità mondiale, e si insedieranno nei vostri organi decisionali civili. Non saranno della vostra educazione, non saranno della vostra religione, calpesteranno tutto ciò che è il vostro riferimento e sarete perseguitati. Sì, questo tempo è alle vostre porte, ve l'ho già annunciato e ve lo annuncio di nuovo. L'apostasia del vostro popolo ne sarà la causa, perché la religione è come ogni altra cosa: il diavolo fa presto a riempire il vuoto. Non troverete più chiese aperte se non per pochi, sarete privati della Santa Eucaristia se non per pochi di voi. Ma pregate, perché avete bisogno solo di voi stessi per pregare. Io ascolterò le vostre preghiere e vi darò la forza e la perseveranza per non perdervi d'animo, per restare fedeli a Me.

        Siete i miei figli, i miei cari, e se cadete nelle reti di coloro che vi perseguiteranno, siate miti, siate sereni, siate come il vostro Maestro e Signore davanti a Pilato. Ho sorpreso il governatore romano con la mia rettitudine, la mia calma e la chiarezza delle mie parole. Mi vide coperto di ferite e non mi lamentai né mi ribellai. Se vi trovate in trappola, e alcuni di voi lo faranno, sarete incoraggiati dai miei Angeli. Il vostro Angelo custode vi aiuterà a dire ciò che è necessario, niente di più e niente di meno. Il vostro Angelo custode non vi abbandonerà e siate certi della sua presenza.

        Nelle carceri romane, al tempo dei martiri, tanti cristiani sono stati eroici perché si sono lasciati guidare dal loro Angelo custode. Alcuni si salvarono miracolosamente, altri perirono, ma Dio li accolse tutti nella sua dimora divina. Ora sono i santi più felici, non hanno rimpianti e saranno con voi, incoraggiandovi a essere come loro: gentili, resistenti e inflessibili nella loro fedeltà a Dio.

        Molti di voi mi hanno chiesto informazioni sugli eventi che precederanno il tanto atteso rinnovamento, e io ne rivelo qui un aspetto, anche se il futuro è il segreto di Dio, che rivela solo ciò che ha deciso di rivelare.

Vi benedico, figli Miei carissimi, e questa benedizione è molto preziosa perché porta le grazie e le penitenze così necessarie per salire in alto nel Cielo alla Mia presenza.

        Vi benedico e voi inginocchiatevi perché questa benedizione è speciale per questo tempo che sta arrivando: nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo; così sia.

Il vostro Signore e Redentore