domenica 18 gennaio 2026

MESSAGGIO N. 19 SAN MICHELE ARCANGELO - ESERCITO DI CRISTO GESÙ, PRONTO PER IL GRIDO FINALE TUTTO HA INIZIO!!!

 


MESSAGGIO N. 19  SAN MICHELE ARCANGELO


 ESERCITO DI CRISTO GESÙ, PRONTO PER IL GRIDO FINALE

TUTTO HA INIZIO!!!


Io, San Michele Arcangelo, Principe delle Milizie Celesti, vengo oggi, esercito militante, ad annunciarvi che la battaglia finale avrà presto inizio.

Gli angeli e gli arcangeli del cielo, in questi giorni di silenzio, si sono allineati e preparati a dare il grido di battaglia.

Il cielo ha preparato l'esercito trionfante e l'esercito purificatore ha quasi completato la sua preparazione.

Anche voi, mio esercito militante, siete stati preparati con tutte queste istruzioni che vi ho dato attraverso Lore.

È quasi pronto a dare il grido di battaglia, e ci vorrà poco tempo prima che abbia luogo. Gli angeli, gli arcangeli e gli abitanti del cielo sono pronti e allineati alle loro stazioni.

I Santi del Cielo intercederanno per tutti gli eserciti, ma principalmente per il Militante, perché per questo esercito la battaglia sanguinosa sarà più difficile che per il Trionfante e il Purgante, perché l'esercito Trionfante gode già della Gloria del Cielo e il Purgante, sebbene in espiazione dei loro peccati, ha già avuto molti misteri rivelati loro, e conosce bene il Paradiso, l'Inferno e il Purgatorio.

Ma l'esercito militante vive ancora sotto la carne e il corpo, che lo rendono più incline ad essere più nel mondo, e a non avere la sensibilità per conoscere più chiaramente i disegni di Dio; vive ancora sotto l'effetto degli istinti carnali, che lo imprigionano e lo riducono ad essere carne e non spirito.

Quando gli uomini metteranno da parte la carne e innalzeranno il loro spirito al di sopra della carne, cominceranno a comprendere i misteri di Dio e ad avere rivelazioni mistiche.

Ecco perché per voi, esercito militante, tutto sarà più pesante; ma non scoraggiatevi, lasciate tutto nelle mani del Padre Eterno.

La battaglia sanguinosa comincerà presto; resta solo che l'Esercito Purgante metta a punto gli ultimi dettagli e faccia conoscere all'Esercito Militante l'ultima istruzione.

L'esercito trionfante in questi giorni ha messo a punto gli ultimi dettagli ed è più che pronto, quindi, abitanti della terra, pronti a dare il grido finale, il grido di guerra.

Al suono delle trombe tutto comincerà; presto comincerà tutto l'ordine degli eventi descritti nell'Apocalisse; cominceranno a svolgersi a poco a poco, uno dopo l'altro, ma senza fermarsi.

Molti si sono chiesti cosa verrà prima e cosa dopo, e la risposta è nella Bibbia, studiatela attentamente e troverete la risposta a tutte le vostre domande.

Posso solo dirvi di prepararvi a tutto ciò che verrà; il tempo non è più tempo.

Gli angeli e gli arcangeli del cielo stanno solo aspettando le indicazioni del Padre per dare il grido di battaglia. Le trombe apocalittiche suoneranno presto, si sentiranno come non mai in tutto il cielo, molte persone le sentiranno. Saranno, come l'inizio della grande battaglia, i più forti mai sentiti.

Gli uomini tremeranno e saranno pieni di paura, si sentiranno in tutte le estremità della terra.

Abitanti della terra, morite alla carne e lasciate che lo Spirito Santo viva nelle vostre vite, affinché ogni cosa vi sia chiara e possiate vedere la luce di Dio nei vostri cuori, che illuminerà il vostro cammino e vi darà la saggezza per prendere le giuste decisioni nella grande tribolazione. Siete ancora soggetti alla carne, che intrappola le virtù e non le fa fiorire.

Siate più spirito che carne e sperimentate il dono dello Spirito Santo nei vostri cuori; tutto vi sarà chiaro e avrete saggezza e intelligenza per discernere e prendere le giuste decisioni in questa battaglia che sta per iniziare.

Eserciti di Cristo: Esercito Trionfante, Purgante e Militante, lo scuotimento della terra è vicino nel mezzo della guerra, che inizierà al suono delle trombe.

Eserciti: è tempo che cominciate ad unirvi in un solo esercito, unite i vostri cuori in uno solo e siate attenti ai suggerimenti del Padre.

Interagite tra di voi, in modo da essere tre eserciti fusi in uno, che essendo diversi avranno i loro capi; ma il Padre Eterno vi guiderà tutti e tre e vi darà ordini insieme, quindi preparatevi e prendete posto.

Il Padre Eterno non può più sostenere la sua giusta ira; il mondo deve essere purificato al più presto da tutto il suo male, per far posto al nuovo millennio.

Tutto è preparato, la Madre in cielo li ha amorevolmente preparati e forgiati nel suo grembo. La gestazione delle primizie è giunta al termine, mancano solo le mie ultime istruzioni e tutto avrà inizio.

Dopo aver gettato nel grembo della Vergine Maria di Guadalupe e aver ricevuto le mie istruzioni, mancano solo le vostre trasformazioni, quindi siate docili alle ispirazioni dello Spirito Santo, pregate le vostre preghiere, affinché siate pronti per le vostre trasformazioni.

Eserciti Trionfanti, Purganti e Militanti, pronti a dare il grido di battaglia. Tutti ai vostri posti che il Leone della Tribù di Giuda, Re Vittorioso, darà presto, con voce potente, l'ultimo avvertimento agli abitanti della terra, e al grido di guerra, sotto il suo comando i tre eserciti inizieranno la grande battaglia.

Il Leone della Tribù di Giuda è incaricato di quest'ultimo comando, e alla sua conclusione, le trombe suoneranno forte in tutto il cielo.

Sarà l'ora dell'inizio della grande tribolazione, quindi siate pronti e cantate questo canto di guerra:

"Siamo tutti pronti ai nostri posti e gridiamo all'unisono:

Chi come Dio, nessuno come Dio!

Uniamo i nostri cuori in uno solo e siamo con le nostre anime, un solo esercito determinato a dare il nostro Fiat alla Volontà della Santa Trinità.

Cantiamo e ci rallegriamo in Cristo Nostro Signore, Re dei Re, Signore dei Signori, perché Egli come Leone della Tribù di Giuda, conquisterà e verrà a stabilire il Suo Regno di Pace.

Noi, come soldati di Cristo Gesù, prendiamo le nostre armi e ci arruoliamo sul campo di battaglia, e insieme all'Esercito Trionfante e Purgante daremo il nostro Fiat alla Santissima Trinità e alla Vergine Maria di Guadalupe, e sotto gli ordini di San Michele Arcangelo, glorioso Principe della Milizia Celeste, cantiamo questo canto di guerra:

Chi come Dio, nessuno come Dio!".

Eserciti di Cristo Gesù, pronti per il grido finale, la battaglia inizia. Sarà salvato chi resisterà fino alla fine. La forza necessaria è data a tutti dando il Fiat al Santo Cielo.

Tutto è consumato, le benedizioni e le grazie del cielo sono su tutti voi, avete tutto da vincere, non vi abbiamo lasciato soli. Siete stati preparati per tutto questo tempo, quindi vi aspettiamo tutti alle Nozze dell'Agnello.

Nessuno deve perdersi, vi sono stati dati tutti gli strumenti e la Saggezza di Dio vi dirà cosa fare, quindi non c'è nulla da temere.

Vi lascio nella pace di Cristo Gesù.

Chi come Dio, nessuno come Dio!

03 settembre 2016


Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


 LE APPARIZIONI 


13 maggio 1981: 
Fatima, Ghiaie, il Papa e la famiglia 

Ho accennato ad un legame tra le apparizioni di Fatima e quelle di Ghiaie. Quanto è avvenuto il 13 maggio 1981, rende ancora più visibile il filo che collega le due apparizioni, nella persona del Papa Giovanni Paolo II e nella sua attività a favore della famiglia. 
Il 13 maggio 1981, prima di essere colpito dal proiettile di Agca, il Papa aveva pranzato con Jerome Lejeune e con la sua moglie. Lejeune, noto genetista francese, scopritore della sindrome di Down, era anche un convinto assertore dell'inviolabilità della vita umana, un avversario tenace dell'ideologia aborti-sta. 
Giovanni Paolo II, che lo conosceva da tempo, l'aveva convinto ad accettare la presidenza della Pontificia Accademia per la vita. 
Nessuno, tranne i diretti collaboratori, sapeva ancora che la Santa Sede si apprestava a varare un organismo pensato in maniera specifica per occuparsi della vita umana e di tutte le questioni connesse. Il Papa avrebbe dovuto annunciarlo nell'udienza pomeridiana di quel 13 maggio, quella che non si tenne a causa dell'attentato. Nel pomeriggio di quell'incontro mancato c'erano altre due novità molto importanti che Giovanni Paolo II non riuscì ad annunciare: la fondazione del Pontificio Consiglio per la Famiglia e la realizzazione dell'Istituto internazionale di studi su matrimonio e famiglia presso l'Università Lateranense, quello che oggi porta il nome di Giovanni Paolo II. Al Pontificio Consiglio per la Famiglia spettava la promozione della nuova pastorale della famiglia e dell'apostolato specifico in campo familiare in applicazione degli insegnamenti e degli orientamenti del Magistero ecclesiastico, in modo che le famiglie siano aiutate a compiere la missione educativa ed evangelizzatrice a cui sono chiamate. L'Istituto internazionale di studi su matrimonio e famiglia doveva offrire a tutta la Chiesa quel contributo di riflessione teologica e pastorale, senza la quale la missione della Chiesa viene a mancare di un importante aiuto. Le tre realtà sopra indicate iniziarono ugualmente la loro opera, nonostante il ritardo nell'annuncio imposto dall'attentato. 
Qualche mese dopo, nel novembre del 1981, il Papa volle pubblicare anche l'Esortazione apostolica Familiaris Consortio, una guida magistrale sui compiti della famiglia. 
Nel 1984, in occasione della prima Giornata mondiale delle famiglie, organizzata a Roma, il Pontefice fece arrivare da Latina la statua della Vergine che già portava incastonata nella corona il proiettile estratto dal suo addome. Di fronte a quell'immagine, così carica di significati, Giovanni Paolo II pronunciò solennemente la formula di affidamento del mondo a Maria. In unione con i vescovi di tutto il mondo, in una piazza gremita di famiglie, il Papa tornò a sottolineare il ruolo avuto dalla Madonna al momento dell'attentato. "Una mano ha sparato, un'altra ha deviato il colpo", ripeterà più volte, con il preciso intento di sottolineare la protezione concessagli dalla Vergine. 
Maria ha voluto che gli obiettivi pastorali del Papa sulla famiglia non andassero dispersi. Deviando la pallottola di Agca dal suo percorso di morte, la Vergine ha voluto annunciare la vittoria della famiglia e della vita. 
Nel 1994 ricorreva il 50° anniversario delle apparizioni di Ghiaie ed era anche l'anno internazionale della Famiglia, indetto dall'O.N.U. e dal Papa Giovanni Paolo II. Era solo un caso? Per i credenti non esiste il caso. Il santo Padre volle che fosse inserita, in quell'anno, nelle litanie lauretane la nuova invocazione: Regina della Famiglia. 
Il Papa volle che questa invocazione già in uso tra i fedeli della Madonna di Ghiaie, fosse posta dopo quella di "Regina del Santo Rosario", per ricordare, penso, che la preghiera quotidiana del Rosario nella famiglia ha una particolare efficacia per ottenere l'unità e la santità della stessa. Inoltre, l'invocazione fu posta prima di "Regina della Pace" per sottolineare che la pace del mondo deriva dalla pace delle famiglie. 
Fu monsignor Macchi, ex segretario di Paolo VI ed arcivescovo delegato pontificio per il santuario di Loreto a chiedere a Giovanni Paolo II che venisse aggiunta alle litanie lauretane l'invocazione "Regina della Famiglia". Egli così motivava la sua domanda: "Contro i continui attacchi all'istituzione familiare è necessario che almeno i cristiani si sentano sostenuti e accompagnati nella loro quotidiana battaglia e nell'impegno per condurre la loro famiglia nella linea indicata dalla fede. Aggiungere alle litanie lauretane l'invocazione "Regina della Famiglia" può essere un segno, un momento intenso in cui ritrovare la certezza ideale e la forza concreta per costruire ogni giorno la propria vita familiare". 
Monsignor Macchi diede l'annuncio che la domanda venne accolta dal Papa il 31 dicembre 1995, durante la solenne concelebrazione eucaristica, da lui presieduta, alla quale io pure partecipai, fatta nella basilica di Loreto, come atto di ringraziamento nell'ultimo giorno dell'anno. Quella sera mi trovavo là, perché andai insieme ad altri in pellegrinaggio alla santa Casa, dove visse la più santa delle famiglie. Finita la celebrazione i pellegrini mi dissero: "Questo è un regalo che la Madonna ha voluto farle". 
Come non vedere nelle apparizioni di Fatima e di Ghiaie un intreccio di coincidenze non casuali, d'interventi del Cielo e per quanto riguarda il messaggio di Ghiaie un annuncio profetico alla Chiesa e al mondo per la famiglia e la vita. 
La Madre di Dio rispose alle preghiere che salivano dalla terra; venne a dire al mondo che la guerra in atto sarebbe presto finita se gli uomini si fossero convertiti e ad avvisare, in anticipo, che una guerra ancora più tragica sarebbe stata scatenata da potenti forze del male contro la famiglia. Apparve per tredici giorni divisi in due cicli: il primo dal 13 al 21 maggio, il secondo dal 28 al 31 maggio. 

Severino Bortolan

sabato 17 gennaio 2026

La fede nella Presenza di Dio

 


Fede – Miscredenza - Superstizione 


Io viSsono presente appena vi collegate con Me nello Spirito e nella Verità. Ma voi uomini Mi cercate sempre ancora nella lontananza. Sono solo pochi coloro che Mi si danno come figlio, che quindi stabiliscono il giusto rapporto con Me. La maggioranza degli uomini parla bensì di un Dio e Creatore, crede anche in un Essere oltremodo potente, ma crede anche che questo Essere Sia infinto e lontano da loro; non sanno che Io come loro Dio e Creatore vorrei avere contatto con loro, e che loro stessi lo devono stabilire, perché sono stati loro stessi che si sono una volta allontanati da Me, e quindi ora devono essere loro stessi a ritornare di nuovo a Me. Ma non sono nemmeno in grado di pregare intimamente, cioè, di tenere con Me un dialogo nello Spirito e nella Verità oppure di mandare a Me soltanto una chiamata interiore, che proviene dal cuore. Si servono soltanto di preghiere imparate a memoria, che non hanno nessun valore davanti a Me, che non ascolto e perciò non posso nemmeno esaudire, perché voglio Essere chiamato nello Spirito e nella Verità. Io voglio, che a Me salgano dei pensieri intimi, che poi Mi inducano anche, a chinarMi al richiedente, ad avvicinarMi a lui, per Essergli vicino.

Ma benedetti sono coloro, che hanno già stabilito questo intimo collegamento con Me, che Mi inducono quindi alla Presenza mediante una preghiera nello Spirito e nella Verità ed ai quali Io quindi posso parlare, mentalmente oppure anche a Voce, quando il loro stato di maturità lo permette. Dovete soltanto bramare e permettere la Mia Presenza. Ma anche un cuore purificato ha per conseguenza la Mia Presenza, che si è preparato per amore come dimora, nella quale Io Stesso ora posso entrare. 

Se però voi uomini credete in un Dio, con il Quale voi stessi potete collegarvi, allora il cammino della vostra vita è un cammino nell’amore, altrimenti non avreste questa fede, perché la fede diventa vivente soltanto mediante l’amore. Ma l’umanità è priva di qualsiasi amore, perché l’amore tra gli uomini si è raffreddato. E per questo motivo s’incontra solo di rado una fede vivente, una fede, che cerca Me ed induce l’uomo di entrare in contatto con Me, perché l’amore è già in contatto con Me, mediante l’agire d’amore l’uomo attira Me Stesso a sé e Mi induce alla Presenza. E così solo l’amore è determinante in quale rapporto l’uomo sta verso di Me, perché dove l’amore si accende nel cuore, lì può già essere percepita una leggera spinta, la cui meta Sono Io. 

Dunque, l’uomo amorevole pregherà anche, e questo nello Spirito e nella Verità, perché l’amore stabilisce il contatto con l’Eterno Amore, con Me, al quale ora posso Essere presente. E se Io gli Sono presente, allora posso anche esprimerMi nei suoi confronti, posso guidare i suoi pensieri, posso guidare a lui una ricchezza di pensieri, Io Stesso posso poi agire in lui, come l’ho promesso. Ma è sempre necessaria la Mia Presenza, ed è sempre solo l’agire d’amore che Mi induce ad Essergli presente. 

Ma quanto distanti da Me si tengono gli uomini stessi mediante la loro vita disamorevole. Non Mi possono riconoscere, perché sono ancora di spirito oscurato, e perciò rendono anche impossibile a Me di agire direttamente su di loro mediante un Discorso mentale, perché non lo sentono nella loro lontananza da Dio, e non lo comprendono nemmeno, se gliene dessero conoscenza i prossimi. E’ anche difficile muoverli alla fede in un Dio, Che vuole Essere il loro Padre, che vorrebbe renderli felici come figli, quando questi cercano il contatto con Lui. Non possono credere, perché non hanno in sé l’amore che risveglierebbe la fede alla vita. E perciò non saranno in grado di eseguire nessuna preghiera nello Spirito e nella Verità a meno, che una ultragrande miseria non irrompa su di loro e Mi invochino, il potente Creatore del Cielo e della Terra, Che ha creato anche loro. E quando una tale chiamata proviene dal cuore, allora la sentirò e la esaudirò. Ma Io Solo so com’è costituito il cuore di ogni singolo uomo, ed Io so, se un aiuto terreno è di Benedizione per lui, oppure se è meglio, che Io lo richiami prima del tempo. 

Amen

18. marzo 1962

È questo il motivo delle grida che vengono alzate nel tempio. Il Dio ritenuto onnipotente e invincibile era caduto. Era stato abbattuto. Si fa festa.

 


LIBRO DELLE LAMENTAZIONI 


Il Signore ha rigettato il suo altare, ha aborrito il suo santuario. Ha consegnato le mura dei suoi palazzi in mano ai nemici. La città di Dio è città del nemico. 

Cosa fecero i nemici nel tempio e in Gerusalemme? Essi alzarono grida nel tempio del Signore come in un giorno di festa. 

Alzano grida di gioia come in giorno di festa per attestare la loro vittoria. Anche il Dio potente, onnipotente, è caduto. Il suo tempio è devastato. 

Anticamente era mentalità diffusa – e anche nella Scrittura essa compare più volte – che la caduta di un popolo era anche sconfitta del Dio del popolo. 


Nell’anno quattordicesimo del re Ezechia, Sennàcherib, re d’Assiria, salì contro tutte le città fortificate di Giuda e le prese. Il re d’Assiria mandò da Lachis a Gerusalemme, dal re Ezechia, il gran coppiere con una schiera numerosa. Egli si fermò presso il canale della piscina superiore, che è nella via del campo del lavandaio. 

Gli andarono incontro, Eliakìm, figlio di Chelkia, il maggiordomo, Sebna lo scriba e Iòach, figlio di Asaf, l’archivista. Il gran coppiere disse loro: «Riferite a Ezechia: “Così dice il grande re, il re d’Assiria: Che fiducia è quella nella quale confidi? Domando: forse che la sola parola delle labbra può essere di consiglio e di forza per la guerra? Ora, in chi confidi per ribellarti a me? 

Ecco, tu confidi su questo sostegno di canna spezzata, che è l’Egitto, che penetra nella mano, forandola, a chi vi si appoggia; tale è il faraone, re d’Egitto, per tutti coloro che confidano in lui. Se mi dici: Noi confidiamo nel Signore, nostro Dio, non è forse quello stesso del quale Ezechia eliminò le alture e gli altari, ordinando alla gente di Giuda e di Gerusalemme: Vi prostrerete solo davanti a questo altare? Ora fa’ una scommessa col mio signore, re d’Assiria; io ti darò duemila cavalli, se potrai mettere tuoi cavalieri su di essi. Come potrai far voltare indietro uno solo dei più piccoli servi del mio signore? Ma tu confidi nell’Egitto per i carri e i cavalieri! Ora, non è forse secondo il volere del Signore che io sono salito contro questa terra per mandarla in rovina? Il Signore mi ha detto: Sali contro questa terra e mandala in rovina”». 

Eliakìm, Sebna e Iòach risposero al gran coppiere: «Per favore, parla ai tuoi servi in aramaico, perché noi lo comprendiamo; non parlarci in giudaico: il popolo che è sulle mura ha orecchi per sentire». Il gran coppiere replicò: «Forse il mio signore mi ha inviato per pronunciare tali parole al tuo signore e a te e non piuttosto agli uomini che stanno sulle mura, ridotti a mangiare i propri escrementi e a bere la propria urina con voi?». 

Il gran coppiere allora si alzò in piedi e gridò a gran voce in giudaico, e disse: «Udite le parole del grande re, del re d’Assiria. Così dice il re: “Non vi inganni Ezechia, poiché non potrà liberarvi. 15Ezechia non vi induca a confidare nel Signore, dicendo: Certo, il Signore ci libererà, questa città non sarà consegnata in mano al re d’Assiria”. Non ascoltate Ezechia, poiché così dice il re d’Assiria: “Fate la pace con me e arrendetevi. Allora ognuno potrà mangiare i frutti della propria vigna e del proprio fico e ognuno potrà bere l’acqua della sua cisterna, fino a quando io verrò per condurvi in una terra come la vostra, terra di frumento e di mosto, terra di pane e di vigne. Non vi inganni Ezechia dicendo: Il Signore ci libererà! Forse gli dèi delle nazioni sono riusciti a liberare ognuno la propria terra dalla mano del re d’Assiria? Dove sono gli dèi di Camat e di Arpad? Dove sono gli dèi di Sefarvàim? Hanno forse liberato Samaria dalla mia mano? Quali mai, fra tutti gli dèi di quelle regioni, hanno liberato la loro terra dalla mia mano, perché il Signore possa liberare Gerusalemme dalla mia mano?”». 

Quelli tacquero e non gli risposero nulla, perché l’ordine del re era: «Non rispondetegli». 

Eliakìm, figlio di Chelkia, il maggiordomo, Sebna lo scriba e Iòach, figlio di Asaf, l’archivista, si presentarono a Ezechia con le vesti stracciate e gli riferirono le parole del gran coppiere (Is 36,1-22).  

Quando udì, il re Ezechia si stracciò le vesti, si ricoprì di sacco e andò nel tempio del Signore. Quindi mandò Eliakìm il maggiordomo, Sebna lo scriba e gli anziani dei sacerdoti ricoperti di sacco dal profeta Isaia, figlio di Amoz, perché gli dicessero: «Così dice Ezechia: “Giorno di angoscia, di castigo e di disonore è questo, perché i bimbi stanno per nascere, ma non c’è forza per partorire. Forse il Signore, tuo Dio, udrà le parole del gran coppiere che il re d’Assiria, suo signore, ha inviato per insultare il Dio vivente e lo castigherà per le parole che il Signore, tuo Dio, avrà udito. Innalza ora una preghiera per quel resto che ancora rimane”». 

Così i ministri del re Ezechia andarono da Isaia. Disse loro Isaia: «Riferite al vostro signore: “Così dice il Signore: Non temere per le parole che hai udito e con le quali i ministri del re d’Assiria mi hanno ingiuriato. Ecco, io infonderò in lui uno spirito tale che egli, appena udrà una notizia, ritornerà nella sua terra e nella sua terra io lo farò cadere di spada”». 

Il gran coppiere ritornò, ma trovò il re d’Assiria che combatteva contro Libna; infatti aveva udito che si era allontanato da Lachis, avendo avuto, riguardo a Tiraka, re d’Etiopia, questa notizia: «Ecco, è uscito per combattere contro di te». 

Allora il re d’Assiria inviò di nuovo messaggeri a Ezechia dicendo: «Così direte a Ezechia, re di Giuda: “Non ti illuda il tuo Dio in cui confidi, dicendo: Gerusalemme non sarà consegnata in mano al re d’Assiria. Ecco, tu sai quanto hanno fatto i re d’Assiria a tutti i territori votandoli allo sterminio. Soltanto tu ti salveresti? Gli dèi delle nazioni, che i miei padri hanno devastato, hanno forse salvato quelli di Gozan, di Carran, di Resef e i figli di Eden che erano a Telassàr? Dove sono il re di Camat e il re di Arpad e il re della città di Sefarvàim, di Ena e di Ivva?”». 

Ezechia prese la lettera dalla mano dei messaggeri e la lesse, poi salì al tempio del Signore, l’aprì davanti al Signore e pregò davanti al Signore: «Signore degli eserciti, Dio d’Israele, che siedi sui cherubini, tu solo sei Dio per tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la terra. Porgi, Signore, il tuo orecchio e ascolta; apri, Signore, i tuoi occhi e guarda. Ascolta tutte le parole che Sennàcherib ha mandato a dire per insultare il Dio vivente. È vero, Signore, i re d’Assiria hanno devastato le nazioni e la loro terra, hanno gettato i loro dèi nel fuoco; quelli però non erano dèi, ma solo opera di mani d’uomo, legno e pietra: perciò li hanno distrutti. Ma ora, Signore, nostro Dio, salvaci dalla sua mano, perché sappiano tutti i regni della terra che tu solo sei il Signore». 

Allora Isaia, figlio di Amoz, mandò a dire a Ezechia: «Così dice il Signore, Dio d’Israele: “Poiché tu mi hai pregato riguardo a Sennàcherib, re d’Assiria, questa è la sentenza che il Signore ha pronunciato contro di lui: Ti disprezza, ti deride la vergine figlia di Sion. Dietro a te scuote il capo la figlia di Gerusalemme. Chi hai insultato e ingiuriato? Contro chi hai alzato la voce e hai levato in alto i tuoi occhi? Contro il Santo d’Israele! 

Per mezzo dei tuoi ministri hai insultato il mio Signore e hai detto: Con la moltitudine dei miei carri sono salito in cima ai monti, sugli estremi gioghi del Libano: ne ho reciso i cedri più alti, i suoi cipressi migliori, sono penetrato nel suo angolo più remoto, nella sua foresta lussureggiante. 

Io ho scavato e bevuto le acque, ho fatto inaridire con la pianta dei miei piedi tutti i fiumi d’Egitto. Non l’hai forse udito? Da tempo ho preparato questo, da giorni remoti io l’ho progettato; ora lo eseguo. E sarai tu a ridurre in mucchi di rovine le città fortificate. 

I loro abitanti, stremati di forza, erano atterriti e confusi, erano erba del campo, foglie verdi d’erbetta, erba di tetti, grano riarso  prima di diventare messe. Che tu ti sieda, esca o rientri, io lo so.  

Poiché il tuo infuriarti contro di me  e il tuo fare arrogante è salito ai miei orecchi, porrò il mio anello alle tue narici e il mio morso alle tue labbra; ti farò tornare per la strada per la quale sei venuto”. Questo sarà per te il segno: mangiate quest’anno il frutto dei semi caduti, nel secondo anno ciò che nasce da sé, nel terzo anno seminate e mietete, piantate vigne e mangiatene il frutto. Il residuo superstite della casa di Giuda continuerà a mettere radici in basso e a fruttificare in alto.  

Poiché da Gerusalemme uscirà un resto, dal monte Sion un residuo. Lo zelo del Signore degli eserciti farà questo. Pertanto così dice il Signore riguardo al re d’Assiria: “Non entrerà in questa città né vi lancerà una freccia, non l’affronterà con scudi e contro di essa non costruirà terrapieno. Ritornerà per la strada per cui è venuto; non entrerà in questa città. Oracolo del Signore: Proteggerò questa città per salvarla, per amore di me e di Davide mio servo”». 

Ora l’angelo del Signore uscì e colpì nell’accampamento degli Assiri centoottantacinquemila uomini. Quando i superstiti si alzarono al mattino, ecco, erano tutti cadaveri senza vita. 

Sennàcherib, re d’Assiria, levò le tende, partì e fece ritorno a Ninive, dove rimase. Mentre si prostrava nel tempio di Nisroc, suo dio, i suoi figli Adrammèlec e Sarèser lo colpirono di spada, mettendosi quindi al sicuro nella terra di Araràt. Al suo posto divenne re suo figlio Assarhàddon (Is 37,1-38).  

Frattanto a Oloferne, comandante supremo dell’esercito di Assur, fu riferito che gli Israeliti si preparavano alla guerra e avevano bloccato i valichi montani, avevano costruito fortificazioni sulle cime dei monti e avevano posto ostacoli nelle pianure. Egli andò su tutte le furie e convocò tutti i capi di Moab e gli strateghi di Ammon e tutti i satrapi delle regioni marittime, e disse loro: «Spiegatemi un po’, voi figli di Canaan, che popolo è questo che dimora sui monti e come sono le città che abita, quanti sono gli effettivi del suo esercito, dove risiede la loro forza e il loro vigore, chi si è messo alla loro testa come re e condottiero del loro esercito e perché hanno rifiutato di venire incontro a me, a differenza di tutte le popolazioni dell’occidente». 

Gli rispose Achiòr, condottiero di tutti gli Ammoniti: «Ascolti bene il mio signore la risposta dalle labbra del tuo servo: io dirò la verità sul conto di questo popolo, che sta su queste montagne, vicino al luogo ove tu risiedi, né uscirà menzogna dalla bocca del tuo servo. 

Questo è un popolo che discende dai Caldei. Essi dapprima soggiornarono nella Mesopotamia, perché non vollero seguire gli dèi dei loro padri che si trovavano nel paese dei Caldei. Abbandonata la via dei loro antenati, adorarono il Dio del cielo, quel Dio che essi avevano riconosciuto; perciò quelli li scacciarono dalla presenza dei loro dèi ed essi fuggirono in Mesopotamia e là soggiornarono per molto tempo. Ma il loro Dio comandò loro di uscire dal paese che li ospitava e di andare nel paese di Canaan. Qui infatti si stabilirono e si arricchirono di oro e di argento e di molto bestiame.  

Poi scesero in Egitto, perché la fame aveva invaso tutto il paese di Canaan, e vi soggiornarono finché trovarono da vivere. Là divennero anche una grande moltitudine, tanto che non si poteva contare la loro discendenza. Ma contro di loro si levò il re d’Egitto, che con astuzia li costrinse a fabbricare mattoni. Li umiliarono e li trattarono come schiavi.  

Essi alzarono suppliche al loro Dio ed egli percosse tutto il paese d’Egitto con piaghe per le quali non c’era rimedio. Perciò gli Egiziani li cacciarono via dal loro cospetto. Dio prosciugò il Mar Rosso davanti a loro e li condusse sulla via del Sinai e di Kades Barne. Essi sgominarono tutti quelli che risiedevano nel deserto, dimorarono nel paese degli Amorrei e con la loro potenza sterminarono tutti gli abitanti di Chesbon; quindi, attraversato il Giordano, si impadronirono di tutta la regione montuosa. Cacciarono lontano da sé il Cananeo, il Perizzita, il Gebuseo, Sichem e tutti i Gergesei, e abitarono nel loro territorio per molti anni.  

Finché non peccarono contro il loro Dio erano nella prosperità, perché un Dio che odia il male è in mezzo a loro. Quando invece si allontanarono dalla via che egli aveva disposto per loro, furono terribilmente sconfitti in molte guerre e condotti prigionieri in paese straniero; il tempio del loro Dio fu raso al suolo e le loro città furono conquistate dai loro nemici. 

Ma ora, convertìti al loro Dio, hanno fatto ritorno dai luoghi dove erano stati dispersi, hanno ripreso possesso di Gerusalemme, dove è il loro santuario, e si sono stabiliti sulle montagne, che prima erano deserte. Ora, mio sovrano e signore, se vi è qualche colpa in questo popolo perché hanno peccato contro il loro Dio, se cioè ci accorgiamo che c’è in loro questo impedimento, avanziamo e diamo loro battaglia. Se invece non c’è alcuna iniquità nella loro gente, il mio signore passi oltre, perché il loro Signore e il loro Dio non si faccia scudo per loro e noi diveniamo oggetto di scherno davanti a tutta la terra». 

Quando Achiòr cessò di pronunciare queste parole, tutta la folla che circondava la tenda e stazionava intorno alzò un mormorio, mentre gli ufficiali di Oloferne e tutti gli abitanti della costa e i Moabiti proponevano di ucciderlo. «Non avremo certo paura degli Israeliti – dicevano – perché è un popolo che non possiede né esercito né forze per un valido schieramento. Dunque avanziamo, ed essi diventeranno un pasto per tutto il tuo esercito, o sovrano Oloferne» (Gdt 5,1-24).  

Cessata l’agitazione della gente radunata attorno al consiglio militare, parlò Oloferne, comandante supremo dell’esercito di Assur, rivolgendosi ad Achiòr, alla presenza di tutta quella folla di stranieri, e a tutti i Moabiti: «Chi sei tu, o Achiòr, e voi, mercenari di Èfraim, per profetare in mezzo a noi come hai fatto oggi e suggerire di non combattere il popolo d’Israele, perché il loro Dio li proteggerà dall’alto? E chi è dio se non Nabucodònosor? Questi manderà il suo esercito e li sterminerà dalla faccia della terra, né il loro Dio potrà liberarli. Saremo noi suoi servi a spazzarli via come un sol uomo, perché non potranno sostenere l’impeto dei nostri cavalli. Li bruceremo in casa loro, i loro monti si inebrieranno del loro sangue, i loro campi si colmeranno dei loro cadaveri, né potrà resistere la pianta dei loro piedi davanti a noi, ma saranno completamente distrutti. Questo dice Nabucodònosor, il signore di tutta la terra: così ha parlato e le sue parole non potranno essere smentite. 

Quanto a te, Achiòr, mercenario di Ammon, che hai pronunciato queste parole nel giorno della tua sventura, non vedrai più la mia faccia, da oggi fino a quando farò vendetta di questa razza che viene dall’Egitto. Allora il ferro dei miei soldati e la numerosa schiera dei miei ministri trapasserà i tuoi fianchi, e tu cadrai fra i loro cadaveri quando io tornerò a vederti. I miei servi ora ti esporranno sulla montagna e ti lasceranno in una delle città delle alture; non morirai finché non sarai sterminato con quella gente. Ma se in cuor tuo speri davvero che costoro non saranno catturati, non c’è bisogno che il tuo aspetto sia così depresso. Ho parlato: nessuna mia parola andrà a vuoto». 

Allora Oloferne diede ordine ai suoi servi, che erano di turno nella sua tenda, di prendere Achiòr, di condurlo vicino a Betùlia e di abbandonarlo nelle mani degli Israeliti. I suoi servi lo presero e lo condussero fuori dell’accampamento verso la pianura, poi dalla pianura lo spinsero verso la montagna e arrivarono alle fonti che erano sotto Betùlia. Quando gli uomini della città li scorsero sulla cresta del monte, presero le armi e uscirono dalla città dirigendosi verso la cima del monte. Tutti i frombolieri occuparono la via di accesso e si misero a lanciare pietre su di loro. Ridiscesi al riparo del monte, legarono Achiòr e lo abbandonarono, gettandolo a terra alle falde del monte; quindi fecero ritorno dal loro signore. 

Scesi dalla loro città, gli Israeliti si avvicinarono a lui, lo slegarono, lo condussero a Betùlia e lo presentarono ai capi della loro città, che in quel tempo erano Ozia, figlio di Mica, della tribù di Simeone, Cabrì, figlio di Gotonièl, e Carmì, figlio di Melchièl. Radunarono subito tutti gli anziani della città, e tutti i giovani e le donne accorsero al luogo del raduno. Posero Achiòr in mezzo a tutto il popolo e Ozia lo interrogò sull’accaduto. In risposta riferì loro le parole del consiglio militare di Oloferne, tutto il discorso che Oloferne aveva pronunciato in mezzo ai capi degli Assiri e quello che con arroganza aveva detto contro la casa d’Israele. 

Allora tutto il popolo si prostrò ad adorare Dio e alzò questa supplica: «Signore, Dio del cielo, guarda la loro superbia, abbi pietà dell’umiliazione della nostra stirpe e guarda benigno in questo giorno il volto di coloro che sono consacrati a te». Poi confortarono Achiòr e gli rivolsero parole di grande lode. Ozia, da parte sua, dopo il raduno lo accolse nella sua casa e offrì un banchetto a tutti gli anziani, e per tutta quella notte invocarono l’aiuto del Dio d’Israele (Gdt 6,1-21).  


È questo il motivo delle grida che vengono alzate nel tempio. Il Dio ritenuto onnipotente e invincibile era caduto. Era stato abbattuto. Si fa festa. 

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI 

(Coloro che invoco dovranno scegliere da quale parte stare)

 


Messaggio ricevuto da Maria de Jesus


31 dicembre 2025

Mia cara figlia, scrivi, Io sono il tuo Dio, il tuo Salvatore. Sono venuto con il Mio Amore per darti un altro messaggio che viene dal Mio Sacro Cuore al tuo. Sono venuto per darti tutto ciò che voglio darti qui. Tutti sono chiamati, ma pochi sono eletti, tutto sarà dato qui e tutti saranno chiamati. Lo voglio per la Mia Chiesa Rimanente, perché molti non prestano attenzione. Coloro che chiamo dovranno scegliere da che parte stare, perché non tutti vogliono prestare attenzione a ciò che sono venuto a dare. Pensano che tutto vada bene e continuano a fare come hanno sempre fatto, non sono lucidi, ma Io vengo per regolare i conti con i Miei figli sacerdoti, che stanno facendo tutto ciò che vuole il Mio nemico. È così che fanno tutto, al suo fianco [del nemico].

Sto venendo per dire basta, avrò tutto e farò ciò che devo fare, perché molti non vogliono rinunciare a ciò che stanno facendo. Quindi, presto metterò fine a tutto questo, dovranno chiarire da che parte vogliono stare, perché il male è ovunque. Non c'è altro modo se non quello di togliere tutto ciò che non va bene e rendere nuovo ciò che Mi appartiene. Coloro che camminano sulla via del male bruceranno tutto per distruggere il male, perché tutto è fatto attraverso il male, e quindi non ho nulla di buono da portare dalla mia parte. Quindi sono venuto per dare tutto ciò che molti desiderano. O il bene con me o il bene con il mio nemico, perché lui vuole condurre tutti sulla strada sbagliata, ma come Padre, non permetterò che coloro che mi servono solo per amore vengano portati via.

Tutti sono chiamati, ma Io vengo a chiamare ciascuno per vedere se ho quelli che voglio mettere nel posto che Mi appartiene, perché sono pochi quelli che Mi aspettano. Dopo che lui [il nemico] sarà entrato, quelli che sono suoi dovranno dargli tutto, se non fanno ciò che Io voglio, cioè servirMi solo per Amore. Io sono il Buon Pastore, voglio portare le Mie pecore al Mio pascolo che Mi appartiene e portare quelli che sono suoi nel fuoco eterno. Non posso prendere tutti, perché potrei perdere i Miei figli che Mi amano.

Io sono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.


INSEGNAMENTI OCCULTI DELLA BIBBIA: COSA SAPEVA ENOCH CHE È STATO NASCOSTO PER SECOLI?


 

Preghiera di abbandono

 


MIO DIO e Salvatore, nelle Tue braccia io sono al sicuro. Tienimi e non avrò nulla da temere; abbandonami e non avrò nulla da sperare. Non Ti chiedo di rendermi ricco, né di farmi povero; ma rimetto tutto a Te, perché sai mentre io non so. Se mi porti sofferenza e dolore, concedimi la grazia di ben sopportarli. Se mi dai salute, forza e successo su questa terra, fa che io sia sempre attento a che questi grandi doni non mi allontanino da Te.

Dammi di aspirare sempre a procurare la Tua gloria, a vivere in Te e per Te, a dare buon esempio a tutti quelli che mi circondano. Concedimi di morire in quel momento e in quel modo che sono migliori per la Tua gloria e per la mia salvezza.

John Henry Newman

CIASCUNO DEVE ESSERE RESPONSABILE DELLA PROPRIA SALVEZZA!

 


MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO
A LUZ DE MARIA

13 GENNAIO 2026


Amati figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:


Io vengo a voi per Volontà Divina.


LE MIE LEGIONI VI STANNO PROTEGGENDO COSTANTEMENTE; SE NON LO STESSERO FACENDO MOLTE PIÙ PERSONE SI SAREBBERO PERSE.


Amati figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, la necessità primordiale per l’umanità è quella di guardarsi attorno, senza sminuire gli eventi della natura e accettare che i cambiamenti non sono gli stessi del passato.
A causa del cattivo comportamento e delle cattive azioni degli uomini, praticamente voi siete degli sconosciuti per la Creazione.

 

È il momento di decidervi tra il bene o il male: ossia tra la tiepidezza che vi porterà ad essere vomitati dalla Bocca del Padre, oppure ad essere persone che compiono la Volontà Divina.

 

IL DEMONIO INFERNALE SI È IMPOSSESSATO DELLE ANIME CHE NON RISPETTANO NÈ AMANO LA TRINITÀ SACROSANTA E LA OFFENDONO COSTANTEMENTE E DI QUELLE CHE NON AMANO LA NOSTRA REGINA E MADRE.


Se sei una persona che offende il prossimo e non si pente, considera il tuo stato spirituale…

Se sei una persona che si compiace nel far sentire gli altri inferiori, considera il tuo stato spirituale…

Se sei di quelli che incolpano i fratelli dei propri errori, considera il tuo stato spirituale…

Se non cerchi Dio, se non confessi i tuoi peccati, se ti rifiuti di riconoscere che stai agendo e ti stai comportando contro l’amore, contro la carità e contro l’umiltà, considera il tuo stato spirituale…

Se critichi tutti i Figli Prediletti della Nostra Regina e Madre, considera il tuo stato spirituale…

Se non ti importa di rispettare i Comandamenti, considera il tuo stato interiore…

 

Amati del Nostro Re e Signore Gesù Cristo:


SE NON OBBEDITE AI COMANDAMENTI E DITE CHE I SACRAMENTI SONO UN’INVENZIONE E NON VI CONFESSATE, PERCHÈ DITE CHE QUESTE COSE NON VENGONO DA DIO, FIGLI, IL MALE VI HA PRESO TRA I SUOI ARTIGLI E NON VI SIETE SVEGLIATI.


PRENDETEVI CURA DELLA VITA SPIRITUALE E DOPO OCCUPATEVI DEL RESTO!


Quale sarà il sostegno della persona che non rispetta Dio?
Le cose mondane? La perdizione? Seguire l’Anticristo?


Il sole sta continuando a inviare le sue emanazioni di plasma verso la terra e l’acqua si addentrerà su di essa in modo inaspettato, facendo soffrire moltissimi dei vostri fratelli.


Vi troverete di fronte a un altro Corpo Celeste che causerà grande inquietudine all’umanità: cadrà fuoco dal Cielo.


I terremoti non si fermeranno, le faglie tettoniche si accentueranno.


Grandi vulcani entreranno in eruzione e causeranno devastazioni.


La guerra tra il bene e il male si accentuerà, si generalizzerà sotto lo sguardo attonito del resto dell’umanità. Tutti vivranno nella paura di quello che succederà; Paesi che sono estranei a tutto, verranno attaccati.
Il dolore si sentirà su tutta la terra, così come gli effetti della guerra.


Di fronte alla diffusione della malattia, premunitevi subito, utilizzate già adesso i rimedi del Cielo e assicuratevi che quello che avete vi basterà!
Vivrete un altro periodo in silenzio, lavorando faticosamente da casa, senza presenza a scuola o nei collegi e il comportamento e le azioni dell’uomo saranno soggetti nuovamente a una procedura.


Siate più spirituali, non convivete con il male, siate amore e mettete in pratica quello che la Casa Paterna vi ha insegnato.


CIASCUNO DEVE ESSERE RESPONSABILE DELLA PROPRIA SALVEZZA!


San Michele Arcangelo


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO



COMMENTO DI LUZ DE MARIA


Fratelli:

 

San Michele Arcangelo ci invita a vivere in modo più corretto, cosicché rispettando il prossimo, rispettiamo anche noi stessi.

 

Se la nostra priorità è la salvezza dell’anima, Dio rimarrà in noi, per fare in modo che la nostra anima si strugga per raggiungere altezze spirituali.

 

La lotta tra il bene e il male non è finita, ma l’uomo sofisticato di questo tempo non è in grado di riconoscerla¸ poiché la minimizza.

 

Come fugare questa battaglia perché non ci coinvolga?

 

Imparando, istruendoci su come è Dio, come opera ed agisce, cosicché non ci facciamo trovare impreparati e non ci possano portare su strade che sono contrarie a Dio.
Impariamo a conoscere Dio nella Sacra Scrittura e cercando di essere come Lui ci chiede e non rimaniamo indifferenti all’operare e all’agire Divini.

 

Fratelli, prepariamoci per la battaglia finale, alla quale tutti prenderemo parte.
Siamo di quelli che si incamminano sulla retta via e sbarazziamoci di quello che ci potrebbe ostacolare.
Impariamo a discernere e allora procederemo sicuri.

 

Se Dio è con me, chi sarà contro di me?


Amen.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


 LE APPARIZIONI 


L'origine delle apparizioni 

Ogni intervento soprannaturale operato da Dio direttamente o attraverso la sua Santissima Madre, come nel caso delle apparizioni, si innesta su qualche fatto precedente. 
Annunciata Roncalli, cugina e madrina di Battesimo di Adelaide, racconta i fatti e in particolare la storia dell'altarino: "Io ero a Milano infermiera in un sanatorio, ma dopo nove anni dovetti lasciare il posto per tornare a casa perché le mie due sorelle andavano suore e non c'era nessuno con i genitori. Tornai il 19 marzo 1944; in casa mi guardavo attorno e trovai che c'erano molte cose da sistemare e riordinare. Quando si trattò d'imbiancare le pareti lungo le scale, passaggio obbligato per tutte le famiglie del nostro caseggiato, dovetti trasportare sul solaio le gabbiette degli uccelli che mio padre teneva sul pianerottolo, tra la prima e la seconda rampa, sopra una sporgenza del muro. Ma dopo l'imbiancatura fatta da me perché nelle nostre case dovevamo arrangiarci a fare un po' di tutto, non riportai le gabbie su quel ripiano, perché lo trasformai in altarino. Mio padre protestò, ma io gli dissi: "Ormai le gabbie sono trasportate. Puoi lasciarle là sul solaio". Da un po' di tempo io coltivavo il desiderio di trasformare quel ripiano in altarino, perché noi della frazione Torchio siamo lontani dalla chiesa di Ghiaie e non tutte le sere possiamo andarci per la funzione del mese di maggio. 
Pensai: "L'altarino sarà un richiamo alla Madonna" e per questo avevo ritagliato dal Pro famiglia, giornaletto religioso, 
un'immagine della Madonna di Lourdes e ne avevo fatto un quadretto che poi appesi sulla parete sopra il ripiano. Pensavo con soddisfazione che chi saliva le scale l'avrebbe salutata anche solo con una giaculatoria ed erano tanti i bambini che passavano su quelle scale per andare nelle camere da letto, tutte poste sul lungo terrazzo. C'erano i figli della famiglia di mio cugino Enrico Roncalli, otto fra cui Adelaide; un'altra famiglia con cinque bambini... Per mettere i fiori sull'altarino presi dei barattoli di latta della conserva di pomodoro e li avevo smaltati all'esterno col pennello". 
La sera di quel sabato, 13 maggio, Annunciata vede Adelaide nel cortile e le dice: "Adelaide, vai giù nel prato a cogliere fiori che metteremo nei vasi davanti alla Madonna sulle scale". 
Annunciata continua: "Io avevo appena finito di sistemare il mio nuovo altarino e ci avevo messo perfino una tovaglietta di pizzo per ornamento e i vasi ancora vuoti chiedevano qualche fiore. Poi partii verso la chiesa parrocchiale con la sorella maggiore di Adelaide, Caterina, chiamata di solito Catì e con le altre ragazze della frazione. Nessuno dei piccoli andava alla chiesa per la funzione perché troppo distante per loro. 

Annunciata umile e generosa 

Quando i genitori la richiamano, torna subito a casa, anche se il lavoro le piaceva e nello stesso tempo le permetteva di provvedere a se stessa e di costituirsi una piccola dote in vista del matrimonio. 
Giunge al Torchio il 19 marzo 1944, festa di San Giuseppe. Mi pare che la data sia significativa. La vecchia casa contadina , nella luce dell'incipiente primavera, le appare bisognosa di ripuliture. Perciò il giorno dopo inizia il suo lavoro. 
Tra una fatica e l'altra, trova il tempo di acquistare tende per le camere, salviette, lenzuola e copriletti. Compera anche due sedie e provvede a laccare due letti di ferro. 
Terminato il lavoro pesante, scende nel cortile e lì rivolge ad Adelaide l'invito ad andare nel prato per raccogliere i fiori da mettere davanti all'immagine della Madonna. Non sapeva che quelle parole avrebbero dato il via ad un disegno celeste, facendo sorgere una fonte di grazie per tutte le famiglie. 
Per Annunciata quello fu il maggio più movimentato della sua vita. Iniziò il lavoro di riordino e di abbellimento della sua casa il 20 marzo 1944 e lo terminò proprio il 13 maggio, quando iniziarono le apparizioni. Qualcuno dirà: una combinazione, ma non sono troppe le combinazioni in questa storia di Ghiaie? 
Quando il 20 marzo iniziò il lavoro pensò: se capita qualcosa di male alla mia famiglia o a quella di Enrico (il papà di Adelaide), non abbiamo degli ambienti in ordine allora voglio rendere più belle e decorose almeno le mie stanze. Infatti, avvenne che proprio le sue stanze servirono subito. 
Adelaide riceveva le persone nella camera dei genitori di Annunciata, non nelle camere della sua famiglia. Annunciata disse: "Né loro, né io avevamo salotti o tinelli e neppure ingressi o corridoi; le cucine a pianterreno avevano gli usci che davano direttamente sul cortile". 
Quando da Roma arrivò a Ghiaie un cardinale, Annunciata gli cedette la sua camera e lei passò la notte, assieme ad altri, in preghiera sul luogo delle apparizioni. 
Essendo in tempo di guerra, spesso venivano soppressi i treni e i sacerdoti che restavano bloccati a Ghiaie cercavano alloggio, ma nessuno li ospitava. Era Annunciata che li accoglieva dando loro da mangiare e da dormire. 
Annunciata disse: "Avevamo la casa piena di gente e non avevamo neanche una sedia libera per sederci. Di solito le persone entravano in casa di Adelaide per vederla e poi uscivano. 
Invece, la gente in casa mia si fermava e dovevo anche preparare da mangiare". 

Ghiaie e Fatima 

Le apparizioni iniziarono nell'anniversario della prima apparizione della Vergine a Fatima. Non si tratta di una coincidenza, ma di una scelta voluta dal Cielo. 
Le apparizioni di Ghiaie non sono un fatto isolato, ma si inseriscono nel disegno di Dio che vuole salvare l'umanità attraverso la Vergine Maria. 
Le apparizioni avvenute specialmente nel secolo XX, sono come tessere di uno stesso mosaico. Una tessera sta unita all'altra, ognuna ha la sua particolarità, la sua importanza e tutte vanno tenute insieme, se si vuole avere e vedere il mosaico stesso. 
A Fatima nell'ultima apparizione del 13 ottobre 1917, i pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta videro la Sacra Famiglia. 
Qui c'è un legame con l'apparizione di Ghiaie. Lucia, nelle sue "Memorie", scrive: "Sparita la Madonna nell'immensa distanza del firmamento, vedemmo accanto al sole, San Giuseppe col Bambino e la Madonna vestita di bianco con un manto azzurro" (v. Memorie di Suor Lucia, Fatima 1988, pp. 172-174). 
A Fatima la Madonna è vestita sempre di bianco. Invece quando appare con San Giuseppe e il Bambino Gesù, indossa un vestito bianco con il manto azzurro, proprio come nella prima apparizione di Ghiaie, per indicare la continuità tra i due avvenimenti. Dobbiamo interpretare i segni se vogliamo comprendere il messaggio. L'apparizione stessa è un segno. Per farlo occorre tenere in mano la Bibbia, essa è la chiave che ci aiuta a penetrare nei segreti di Dio, a conoscere la sua volontà. Dio non si lascia circoscrivere nei nostri schemi e limiti razionali. Se non ci lasciamo illuminare dalla parola di Dio, sicuri di bastare a noi stessi, chiusi nella nostra autosufficienza, non vedremo nulla della realtà soprannaturale. 

Severino Bortolan 


venerdì 16 gennaio 2026

Esaminare le “ricezioni” spirituali

 


Falsi Profeti


Voglio guidare ovunque la Mia Parola, voglio che tutti gli uomini ne prendano conoscenza, e perciò guido tutti voi sulla via nella quale dovete trasmettere la Mia Parola. Riverso il Mio Spirito su ogni carne, e Mi eleggo ovunque i giusti vasi che posso istruire mentalmente oppure anche mediante la Parola interiore, perché è necessario che gli uomini sappiano della Mia Volontà e del loro compito terreno. E così Sono operante ovunque, perché l’ultimo tempo prima della fine richiede prestazioni d’Aiuto insolite. Vi ripeto sempre di nuovo che Mi rivolgo a voi in modo diretto oppure indiretto attraverso i Miei messaggeri di Luce, attraverso degli uomini che ricevono da Me la Mia Parola e ve la trasmettono. Ma anche nell’ultimo caso, riconoscerete la Mia Parola che viene data da Me a questi messaggeri di Luce, nella forma della Parola. Sarà sempre la Mia pura Verità, perché i Miei messaggeri di Luce adempiono soltanto la Mia Volontà e non trasmetteranno nient’altro che la Verità a voi, che desiderate seriamente la Verità. Ciononostante dovete sempre esaminare tutto e ricordarvi costantemente del fatto che anche il Mio avversario si vuole esprimere nell’ultimo tempo, che si presenterà come angelo di luce. Perciò dovete sempre ricordarvi che vi ho avvertito da falsi cristi e falsi profeti, perché anche questi compiono i loro malfatti sulla Terra e vogliono confondere gli uomini. Ma potete sempre eseguire un esame invocando la Mia Assistenza ed osservando la Mia Parola: “Che ogni spirito che confessa che Sono venuto in Gesù Cristo nella carne, può anche da Me venire considerato ad essere chiamato per istruirvi.” Con ciò deve sempre essere tenuto conto che a voi deve essere data chiarificazione su questa Venuta nella carne, perché anche uno spirito cattivo può usare le stesse parole per ingannarvi, che gli sono ben note, ma non è in grado di fornire una chiarificazione. Così pure potranno voler esprimersi anche degli spiriti immaturi, che non si trovano ancora nella Luce, ma che non hanno delle cattive intenzioni, ed ora forniscono ciò che conoscono dalla vita terrena, ma questi non si devono riconoscere come forze istruttive. In tutti costoro è determinante la predisposizione d’animo del ricevente, se tali esseri immaturi possono esprimersi, oppure se mediante la seria volontà per la Verità vengono impediti nelle loro intenzioni. Come esistono sulla Terra dei predicatori che usano come contenuto per le loro prediche ciò che a loro è noto, senza però essere illuminati dallo spirito e malgrado ciò non sono necessariamente cattivi, così si esprimono anche gli esseri dell’aldilà, che hanno svolto anche sulla Terra questa funzione; ora nell’aldilà continuano con i loro ammaestramenti. E se ora si possono mettere in contatto con degli uomini e si presentano a questi come maestri dell’aldilà, verranno ascoltati oppure respinti, secondo la maturità di quell’uomo che cercano di istruire. Ma dato che questi stessi esseri dell’aldilà non sanno che Dio e Gesù è Uno, che in Gesù Sono diventato il Dio visibile, ma vedono sempre soltanto “l’Uomo” Gesù che si è perfezionato sulla Terra, ma loro non sanno che cosa s’intende per questo Perfezionamento, allora si servono del Suo Nome umano per rendere credibili i loro insegnamenti. Ma a loro manca la piena conoscenza che con le loro trasmissioni commettono un grande peccato, altrimenti non le eseguirebbero. Perché hanno sempre ancora l’intenzione, di guidare gli uomini verso il “Regno dei Cieli”, come lo hanno voluto fare sulla Terra con la loro attività da predicatori. Per questo motivo le loro relazioni dal Regno spirituale faranno impressione sugli uomini come se si trattasse di qualcosa di spirituale perfetto, che proviene da sfere più elevate. Ma il risvegliato spiritualmente percepisce che non Sono e posso Essere la Fonte di tale patrimonio spirituale, perché la Mia Divinità in Gesù non viene rappresentata chiaramente; ma questo vi deve sempre essere reso chiaro mediante la Mia Parola, perché soltanto allora l’Opera di Redenzione di Gesù Cristo viene compresa e riconosciuta, quando voi uomini ne ricevete la chiarificazione secondo Verità. Perciò non vi può essere data mai abbastanza sovente l’indicazione che vi dovete costantemente collegare con Me, che dovete pregare Me nello spirito e nella verità, affinché venga escluso tutto ciò che è per voi erroneo o incomprensibile, che non procura alla vostra anima vantaggio, ma piuttosto del danno. Perché il Mio avversario è ferventemente intenzionato, di oscurare ovunque la Luce con ombre, ma là dove predomina la volontà per la Verità, la Luce splende così chiara, che non può confondere questi uomini. Ma dove vi trovate nella confusione, chiedete a Me, voglio donarvi la Luce e confermarvi sempre di nuovo la Dimostrazione del Mio Amore che vuole portare tutti voi alla Luce affinché possiate diventare beati. 

Amen

24. novembre 1962