martedì 26 maggio 2026
Finché c'è vita, c'è misericordia; dopo la morte vi attende la mia giustizia.
LA TAVOLA È APPARECCHIATA PER IL BANCHETTO DELL'AGNELLO; BEATO CHI HA VESTITO A FESTA LA PROPRIA ANIMA E RIMANE IN ATTESA CON LA LAMPADA ACCESA.
Figli miei, ricordate che ogni azione che compite sulla terra ha conseguenze d’amore o di peccato sui vostri fratelli e sulla natura. La mia creazione geme di dolore per le devastazioni che avete causato e si ribella contro l’uomo con tsunami, tempeste, vulcani in eruzione, perché non sopporta più il dolore di convivere con il peccato che l’essere umano custodisce nel proprio cuore e non ricorda che la natura è stata un dono del suo Creatore per vivere in pace e armonia con gli altri.
Questo è il momento in cui ciascuno deve esaminare le proprie azioni e, nell’ambito delle proprie libertà, cambiare la rotta della propria vita.
Avete davanti a voi un'eternità in cui ciascuno, con le proprie azioni, deciderà se sarà un eterno digrignare di denti, rinnegando la condizione di figli dell'Altissimo che un tempo possedeva e che nelle vostre ribellioni avete rifiutato, oppure se vi siederete alla mia tavola per condividere con me e benedire il Dio che vi ama e vi ha pensati santi fin da prima della creazione.
Finché c'è vita ci sarà misericordia, dopo la morte vi attende la mia Giustizia. Tenete accese le vostre lampade perché verrò come un ladro nella notte. Vi amo, Gesù.
María Rocío.
15/11/16
Gesù, Maria, Vi amo! Salvate le anime dei sacerdoti, salvate le anime. Ve lo chiediamo supplichevoli, e concedeteci di poter ripetere quest’Atto d'Amore MILLE VOLTE ad ogni respiro, ad ogni palpito.
Vergine Maria: Figlioli, quando i tempi sembrano difficili o dolorosi, invocatemi.
Figlia Mia, Mio Figlio è così felice per il modo in cui il Suo amato esercito obbedisce ai Suoi Santi desideri riguardo alla recita delle Sue crociate di preghiere.
Queste preghiere sono per i tempi moderni per aiutare tutti i figli di Dio a cercare la protezione di cui hanno bisogno per affrontare i tempi difficili che tante anime si trovano ad affrontare.
Quando i tempi sembrano difficili o dolorosi figli, invocate Me, vostra Madre Amata, perché interceda con il Mio Prezioso Figlio a vostro nome.
Ricordate sempre che i vostri sacrifici personali, offerti a Dio, aiutano a salvare tante anime sulla terra.
Le vostre preghiere sono sempre ascoltate.
Non sono mai ignorate, ma sono accolte in base alla Volontà del Padre Mio.
Perciò dovete essere pazienti, figlioli. Abbiate sempre piena fiducia in Mio Figlio.
Affidate a Lui tutte le vostre paure e sofferenze, poi siate certi che tutto sarà affrontato da Lui.
Per quelli fra voi, credenti, ma che trovano difficoltà a pregare o a mantenere vivo il vostro amore per Mio Figlio, ecco una speciale crociata di preghiera (47) per aiutarvi a riaccendere il vostro amore per Gesù.
Crociata di Preghiera (47) Riaccendi il tuo amore per Gesù
Oh beata Madre, Madre della Salvezza per il mondo intero
Prega perché il mio amore per Gesù possa essere riacceso
Aiutami a sentire la fiamma del Suo Amore in modo che riempia la mia anima
Aiutami ad amare di più Gesù
Prega che la mia fede, l’amore e la devozione per Lui diventino più forti
dissolvi i dubbi che mi tormentano e aiutami a vedere chiaramente il lume della divina Verità che si irradia dal tuo Figlio diletto, il Salvatore di tutta l’ umanità.
Amen.
Andate in pace, bambini. Ricordatevi che ogni qual volta che mi chiedete di pregare per voi col cuore, Io, la Madre della Salvezza, presenterò la richiesta al Mio amato Figlio.
Non potrò mai ignorare una richiesta che si accorda con i desideri di Mio Figlio e secondo la Santa Volontà del Padre.
Imparate ad avere più fiducia, bambini. Quando confidate nel mio prezioso Figlio dimostrate il vostro amore per Lui.
Se il vostro amore è debole, allora anche la vostra fiducia in Lui sarà debole.
Solo quelli di voi che sono umili davanti a Mio Figlio saranno benedetti con le grazie concesse per rafforzare la vostra fede.
Non mollate mai quando sentite disperazione.
La disperazione è creata dal Maligno.
Basta che vi rivolgiate a me ed io pregherò perché la pace ritorni nella vostra anima.
Quando farete questo, sarete in grado di respingere la tentazione da parte del Maligno e diventerete liberi.
La vostra amata Madre,
Regina degli Angeli,
Madre della Salvezza.
Che aiuta grandemente ad acquistare la perfezione il metter gli occhi in cose alte ed egregie.
ESERCIZIO DI PERFEZIONE E DI VIRTÙ CRISTIANE
I. Aver la mira ad alte cose.
2. Pericolo del contrario
3. perché l'amor di Dio è il primo comandamento.
4. Ad alte cose mirano i ferventi, a basse i tiepidi.
5. Ma questi quanto sono ignobili.
6. Mezzi: desiderare cose egregie.
7. Eccitarci a questo vicendevolmente.
8. Leggere vite di Santi.
1. Ci aiuterà anche grandemente ad approfittare e ad acquistare la perfezione il porre sempre gli occhi in cose alte e di molta virtù, secondo quello che ci consiglia l'Apostolo S. Paolo, scrivendo a quelli di Corinto: «Aspirate perciò ai doni migliori: anzi vi insegno una via più sublime» (1Cor 12, 31). Date mano a cose e imprese grandi ed eccellenti. Questo mezzo è di grande importanza, perché è necessario che andiamo molto in là coi nostri disegni e desideri, per poter con l'operazione arrivare almeno a quel che è ragionevole e conveniente. S'intenderà bene quel che vogliamo dire e l'importanza e necessità di questo mezzo con una similitudine materiale. Quando si tira al bersaglio bisogna, per dar nel centro, pigliar la mira più in su del centro medesimo, perché il proiettile è tirato al basso verso il centro di gravità. E questo tanto più, quando si tirasse con un arco allentato. Ora noi siamo appunto come l'arco, o la balestra lenta: siamo tanto snervati e deboli, che per arrivare a dar nel segno abbiamo bisogno di pigliar la mira molto più alta.
Diventò l'uomo tanto miserabile per il peccato, che per arrivare ad una mediocrità nella virtù è necessario che coi proponimenti e coi desideri passi molto più oltre. Dice colui: Io non pretendo altro, che non commettere peccato mortale; non voglio maggior perfezione. Ho gran paura che né anche sin là arriverai, perché è lenta la balestra. Se tu prendessi la mira più alta, potrebbe essere che vi arrivassi; ma non pigliandola con vantaggio, temo che andrai a cogliere molto al disotto: stai in gran pericolo di cadere in peccato mortale. Il religioso che intende di osservare non solo i precetti di Dio, ma anche i consigli, e di guardarsi non solo dai peccati mortali, ma anche dai veniali pienamente deliberati e dalle imperfezioni, cammina per la buona strada, per non cadere in peccato mortale; perché ha presa la mira molto più alta: e quando, per sua fragilità e debolezza, non arrivi ove ha proposto di arrivare e venga a coglier più basso, mancherà unicamente in una cosa di consiglio, in una piccola regola, o cadrà in una imperfezione o in qualche peccato veniale. Ma quell'altro, il quale pigliò la mira a non commettere peccato mortale, quando gli fallirà il colpo, per esser l'arco e la balestra lenta, cadrà in qualche peccato mortale. E però vediamo, i mondani cascare e giacere in tanti peccati mortali, e i buoni religiosi, per bontà del Signore, tanto liberi e lontani da essi.
E questo è uno dei grandi beni, che abbiamo nella religione e per il quale dobbiamo rendere molte grazie al Signore, che ci ha condotti ad essa. E quando non vi fosse nella religione altro bene che questo, basterebbe per vivere con grande consolazione e contentezza, e per riputar grande grazia e beneficio del Signore l'averci tirati ad essa: perché qui confido che passeremo tutta la vita senza cadere in peccato mortale; che se ce ne fossimo restati nel mondo, forse non saremmo stati un anno, né un mese, né per avventura una settimana senza cadervi.
ALFONSO RODRIGUEZ
PERSONAGGI DELLA PASSIONE - Pietro
PERSONAGGI DELLA PASSIONE
CAPITOLO I
Pietro
Il dramma più interessante del mondo intero è il dramma dell’anima umana. Se non fosse dotata di libertà, potrebbe andare in guerra e affrontare imprese da sola e inosservata; ma, padrona delle sue scelte, a differenza del sole e delle pietre, può usare il tempo e le cose per decidere il suo destino, la sua eternità e il suo giudizio. Sebbene vi siano molte fasi in questi drammi, forse la più interessante di tutte è la psicologia di una caduta e di una risurrezione. Più concretamente, come fanno alcune anime a perdere la fede, e attraverso quali passi la recuperano in seguito?
La risposta a tali domande si trova nella storia dell’apostolo Pietro, il cui nome appare per primo nella narrazione evangelica, e che potrebbe essere appropriatamente chiamato “Il Filosofo Pescatore”, poiché pose alla Divina Sapienza più domande di qualsiasi altro dei Suoi seguaci. Per esempio: “Da chi andremo?”, “Dove vai?”, “Perché non posso seguirti?”, “Che ne sarà di costui?”. A questo indagatore intellettuale della Galilea, nato Simone e il cui nome fu cambiato in Pietro, e che dall’amarezza del suo spirito gridò: “Allontanati da me, o Signore, perché sono un uomo peccatore”, ci rivolgiamo per studiare i passi attraverso i quali cadde e le tappe attraverso le quali tornò.
Sembra che ci siano state cinque tappe nella caduta di Pietro.
1. Primo, la trascuratezza della preghiera.
2. Secondo, la sostituzione dell’azione alla preghiera.
3. Terzo, la tiepidezza.
4. Quarto, la soddisfazione dei bisogni materiali, dei sentimenti e delle emozioni.
5. Quinto, il rispetto umano.
Trascuratezza della preghiera. Nessuna anima si è mai allontanata da Dio senza aver prima abbandonato la preghiera. La preghiera è ciò che stabilisce il contatto con la Potenza Divina e apre le risorse invisibili del cielo. Per quanto oscura sia la via, quando preghiamo, la tentazione non potrà mai dominarci.
Il primo passo verso il basso nell’anima media è l’abbandono della pratica della preghiera, l'interruzione del circuito con la divinità e la proclamazione della propria autosufficienza. La notte in cui Nostro Signore si recò, sotto la luce della luna piena, nel Giardino del Getsemani per imporporare le radici degli ulivi con il Suo stesso sangue per la redenzione degli uomini, si rivolse ai Suoi discepoli e disse: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Mt 26, 41). Allontanandosi da questi tre discepoli circa a un tiro di sasso — un modo così significativo per misurare la distanza la notte in cui si va a morire — pregò il Suo Padre Celeste: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!” (Mt 26, 39). Quando Nostro Signore tornò l’ultima volta a visitare i Suoi discepoli, li trovò addormentati. Una donna veglierà non un’ora o una notte, ma giorno dopo giorno e notte dopo notte in presenza di un pericolo che minaccia suo figlio. Questi uomini dormivano.
Se potevano dormire in una tale occasione, era perché non avevano un’adeguata concezione della crisi che il Nostro Salvatore stava attraversando, nessuna consapevolezza della tragedia che era già su di loro. Trovandoli addormentati, Nostro Signore parlò a Pietro e disse: “... Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me?” (Mt 26, 40). Pietro aveva rinunciato sia a vegliare che a pregare.
***
FULTON J. SHEEN
Gesù formerà la catena dell’amore.
Sono Gabriele.
Amore sempre, da Colui che ci ha creati.
Oggi siamo insieme, con tutto l’amore di Colui che sempre ama.
Egli è il Creatore: sulla croce si è donato per la salvezza del mondo intero. Lui sarà sempre il nostro Dio d’amore e carità, Re del Cielo e della Terra e presto arriverà.
Oggi ricorre il giorno del battesimo di Gesù: cerchiamo di capire questo significato. Gesù compì questo gesto come amore per tutti coloro che stavano lontani dall’amore. Carità e amore vogliono essere sempre vicini, tutto è nelle mani dello Spirito Santo Amore.
Nel Giordano videro Gesù che si faceva battezzare: segno di purificazione e ubbidienza al Padre, dicendo: “Io Mi chino a Te e lavo per Te le Mie «sporcizie*»” (*Nota: ovviamente per «sporcizie» intende quelle dell’umanità che Egli ha assunto su di Sé come Redentore). Ora si rivolge a noi e dice: Io sono qui con voi e vi chiedo di essere sempre puliti dentro, nell’amore per il Padre vostro che è nei Cieli. Con questo Io devo dirti: lavati dalle impudicizie del peccato e sii come Gesù, limpido e trasparente nell’amore verso il Padre e verso tutti i fratelli.
Il Cuore di Gesù è amore infinito nel Padre celeste, e nella Sua umanità, Egli Si è reso tale per la salvezza delle genti.
Siate sempre a Sua immagine e somiglianza nell’amore, affinché l’Universo sia nuovamente come quando è stato creato: il Paradiso terrestre prima del peccato dell’uomo “che non è una mela”, ma è la disobbedienza, la superbia di voler essere Dio, così come volevano diventare Adamo ed Eva. Io li ho amati di amore infinito e loro Mi volevano derubare, stare al Mio posto, ma Io sono Colui che È e nessuno potrà mai essere “Colui che È”. Io, Gesù, starò attento a tutti coloro che cercheranno di derubarmi.
Le Mie ancelle sono due stelle nel Mio Cuore Immacolato: siate le vere stelle dell’amore di Gesù e Io sarò per voi un buon Maestro nella Terra e sarete con Me nel Paradiso. Siate due stelle nel mio Cuore Immacolato e Io vi darò il promesso Paradiso. Come due sentinelle vegliate, affinché nessuno Mi sia smarrito.
Siate luce per le genti: voi dovete essere pulite, un fiore di purezza dovete essere, pure come un giglio.
Io sono qui per guidarvi nel cammino, le Mie ancelle dovranno amarsi e trasmettere amore verso il Padre celeste, a tutti coloro che sono lontani dall’Amore.
Io vedo dall’alto dei Cieli e vi aspetto qui con Me. Amatevi come Io vi ho insegnato, datemi amore e obbedienza ed Io, il vostro Gesù, sarò con voi fino alla fine dei tempi ormai molto vicini. Non passeranno anni, vi ho detto, non passeranno. Vi dico: “sono alle porte”.
Amatevi come Io vi ho chiesto e insegnato, perché solo nell’amore e nella carità si avrà la pace sulla Terra.
Non ci saranno più guerre e spargimenti di sangue, il Mio popolo urla dal dolore del peccato umano, ma Io arriverò a togliere tutta questa sofferenza; amore darò al Mio popolo gemente nella pazzia degli uomini di Satana.
Io farò pulizia di tutto il male, “orrido peccato” che l’amore infinito del Padre farà sparire e mai più, mai più ci sarà Satana nella Terra.
Gesù formerà la catena dell’amore: unirà anello dopo anello e li salderà nel sigillo della felicità e dell’amore.
Maria Santissima è con voi che siete come due madri amorevoli e senza nessun riscontro per se stesse. Date amore ai vostri figli che cresceranno nell’amore e sapranno che l’amore è il dono più grande e ameranno.
Siate caritatevoli con tutti e mostrate il vostro amore per Gesù; Lui vi ama di amore infinito, Lui sarà con voi per sempre, camminerà con voi, vi prenderà per mano e “Lo vedrete”. Lui, presto sarà qui con voi come Re dei re sulla Terra.
Signore sii Tu benedetto fra tutte le genti. Gabriele
12 gennaio 2003
Devi credere che non puoi ottenere il perdono dei peccati se non per la misericordia di Dio; che non puoi fare alcuna opera buona se non sei assistito da Dio stesso; infine che non potrai meritare la vita eterna con le tue opere, se egli non te la desse come dono gratuito.
Qualunque sia quindi la mia colpa, egli non può volere la vendetta, così come non vuole né può perdere la sua bontà.
Pensa a Dio tuo creatore, pensalo come benefattore, pensalo padre, pensalo Signore.
Dio ha voluto che tutto fosse per lui, così anche noi vogliamo che né noi stessi né alcun’altra cosa sia stata o sia se non per lui, solo cioè per la sua volontà e non per il nostro piacere.
San Bernardo di Chiaravalle.
La verità su Dio e sugli uomini è stata così rivelata.
Esortazioni
ricevute da Alice Lenczewska, 1989-2010
10 settembre 1989
Una volta che avrai consegnato la Mia Parola al mondo, non potrai più, non avrai più il diritto di correggere il rapporto tra il Verbo e il mondo, perché Egli vive ormai di vita propria. È Lui che plasma questo rapporto e che suscita le reazioni dei cuori umani, mettendo a nudo e rivelando la verità su di essi. La verità sul loro amore per Dio, per il prossimo e per se stessi.
Non è forse ciò che è accaduto quando il Verbo era Uomo? E non sono forse venuto al mondo anche per questo, per mostrare il mondo nella Verità? Per realizzare il confronto tra il mondo e Dio – Verità e Amore?
La verità su Dio e sugli uomini è stata così rivelata. Su com’è Dio e su come sono gli uomini. Ciò è stato rivelato dalle relazioni reciproche: da Dio verso gli uomini e dagli uomini verso Dio.
Questo rapporto continua e si accentua in modo particolare quando il Verbo si trova davanti a un uomo e quest’ultimo non può ignorarlo senza accorgersene. Allora reagisce come vuole, e ne ha il diritto – in accordo con il libero arbitrio che ha ricevuto. Ma è responsabile delle sue reazioni e ne risponderà davanti alla giustizia del Padre e davanti alla Mia misericordia – se vi fa appello con contrizione.
Tale è la volontà dell’Unico Dio nella Trinità. Amen.
Mt 10,40-42 «Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie Colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta in quanto profeta riceverà una ricompensa da profeta, e chi accoglie un giusto in quanto giusto riceverà una ricompensa da giusto. Chiunque darà da bere a uno di questi piccoli anche solo un bicchiere d’acqua fresca, in qualità di discepolo, in verità vi dico che non perderà la sua ricompensa».
Il Santo Rosario: la semina delle grazie
Un episodio edificante si legge nella vita di san Giuseppe Cafasso. Nella città di Torino, un lunedì mattina, molto presto, il Santo, camminando per la strada, incontra una donnetta che percorre lentamente la strada con una coroncina del Rosario in mano. Il Santo, salutandola, non si trattenne dal chiederle come mai andasse girando a quell'ora insolita per le strade, e la donnetta con molta semplicità e modestia gli rispose: «Cammino per le strade di Torino e recito il Rosario seminando le Ave Maria per purificare la città da tutti i peccati della domenica ... la Madonna sola può purificare la città dalle immondizie dei peccati commessi...». Il Santo rimase ammirato della donnetta e fece tesoro di questo esempio parlandone con frequenza nelle sue prediche e nelle esortazioni al popolo.
Un episodio simile si legge anche nella vita di Don Giovanni Rossi, il Fondatore della Pro Civitate Christiana, ad Assisi, come leggiamo in una cronaca:
«Una mattina, sulle primissime ore, Don Giovanni Rossi, l'apostolo della Cittadella di Assisi, incontrò per una via di Milano una giovane operaia che lo salutò rispettosamente.
È così raro il caso di ricevere in una città come Milano simili cortesie, che il buon sacerdote si fermò.
"Buon giorno, figliuola", le disse. "Dove vai?".
"Alla fabbrica di ... ".
"Fin là? Mi pare un po' distante".
"Eh, abbastanza, padre".
"Quanto c'impieghi?".
"Circa un'ora".
"E perché non prendi il tram?".
"Preferisco andarvi a piedi".
"Non sai che il tempo è oro? Ti par poco un'ora di cammino? Quando arrivi alla fabbrica sei già stanca".
"Ha ragione, padre; ma vado sempre a piedi, tutti i giorni".
"Economia sbagliata, figliuola. Risparmi lire e ci rimetti di scarpe, di salute, di tempo".
"Ma io non lo faccio per economia".
"E perché allora?".
"Perché ... Vuole proprio che glielo dica?".
E con un leggero rossore l'operaia soggiunse:
"Per le vie della città, ancora immersa nel sonno, non faccio che dire il Rosario, ripetendo le Ave Maria. Le semino a centinaia le mie povere Ave Maria, a destra e a sinistra. Spero che la Madonna metta il buon seme in qualche cuore che ne ha bisogno e che non sa pregare".
Don Giovanni rimase ammirato e commosso.
"Se questo è il motivo - disse dopo una pausa - credo che valga la spesa di consumare un più di tempo e di scarpe. Fa' pure così, figliuola. Dio ti benedica. Spargi ogni mattina il buon grano delle tue Ave Maria; qualche cosa spunterà. Il seme non cade sempre sulla polvere della via o sul marciapiede o sulle spine ... "».
Impariamo dai Santi
Questi sono due piccoli episodi edificanti e istruttivi per tutti. Con il Rosario, con le Ave Maria noi possiamo operare il bene senza che nessuno ci veda o se ne accorga.
Ogni Ave Maria è grazia che purifica, che illumina, che sostiene, che conforta. Quanto tempo non perdiamo noi per le strade? sui pullman? nelle file di attesa alle poste o al negozio? ... Che cosa costerebbe sgranare la coroncina e dire un po' di Ave Maria?
Così facevano i santi, nostri modelli. Pensiamo, ad esempio, al beato Carlo de Foucauld che recitava il Rosario fra le dune del deserto; a santa Bernardetta Soubirous, che riempiva l'infermeria, dove era ricoverata, con la recita ininterrotta di Rosari; a san Massimiliano Maria Kolbe che pregava con il Rosario sui treni e sulle navi, nei viaggi e stando ricoverato in sanatorio; a san Pio da Pietrelcina che sgranava la corona del Rosario anche nei viali dell’orto del convento, salendo e scendendo le scale. Erano davvero instancabili, i santi, nel seminare grazie sui loro passi con la corona del Santo Rosario!
Se ci impegniamo, possiamo anche noi diventare seminatori di Ave Maria sui nostri passi ovunque ci troviamo, sgranando la coroncina del Rosario. E sarebbe una piccola semina di grazie dappertutto, per le strade, sui pullman, alle poste e al negozio ... Semina silenziosa e santa, semina di grazie e di benedizioni per noi e per gli altri ... Impariamo dai santi e mettiamo in pratica.
Padre Stefano Manelli
In cammino verso Emmaus
Siamo, con te, Maestro,
come i discepoli in cammino verso Emmaus,
in cammino sui sentieri della storia.
Ci fai scoprire il senso vero del nostro vivere,
ci inviti a restare con te,
a spezzarci con te,
a rimanere nella tua casa per scoprirti amore che si dona.
Ti cerchiamo Maestro,
vorremmo incontrarti nelle piccole cose della nostra vita,
raggiungerti tutte quelle volte in cui ci sembri lontano.
E invece tu ci sei, da sempre.
Noi ti cerchiamo, affannati, in tante parti ed invece tu sei qui,
tu ci abiti, in quel luogo che noi conosciamo così poco di noi:
il nostro cuore.
Un cuore affannato, distratto, stanco,
che noi abbiamo trasformato in pietra.
Tu invece lo conosci e ne hai compassione..
conosci noi, le nostre paure, i nostri limiti,
le nostre incoerenze, le nostre debolezze...il nostro peccato.
Ci accogli così, senza chiederci niente,
ti fai nostro compagno di strada..ti fai pane per noi...
Ti preghiamo Signore, fa che lo stare davanti a Te,
Ti faccia crescere in noi,
così che possiamo donarTi ai nostri fratelli.
Ci proponi la tua amicizia,
la tua Parola, anche il tuo silenzio ci parla
e ci interpella nel profondo.
Fa che anche il nostro cuore si faccia ardente,
e sappiamo riconoscerti sempre sulle strade della vita.
Vi ricordo che voi pregate poco gli Angeli, poco li invocate. Essi fanno molto per voi. Essi combattono il male.
Sono con voi figli miei, in mezzo a voi.
Vi ricordo che voi pregate poco gli Angeli, poco li invocate. Essi fanno molto per voi. Essi combattono il male.
Pregate le legioni degli Angeli e il Signore Gesú, che combattano il male. Dì a tutti di pregare cosí: «Legioni di esseri perfettissimi di Dio, Angeli, Arcangeli, Cherubini, Serafini,
Principati, Podestà, in tutta la vostra luce e la vostra maestà, con a capo nostro Signore, combattete il male che spesso ci minaccerà.
Esseri perfettissimi, esseri di bontà, proteggete dal maligno questa umanità».
18 Maggio 1986
Il dramma della fine dei tempi
Una parola al lettore
( Primo articolo marzo 1885 )
I
Abbiamo considerato la Chiesa nel passato e nel presente; non l'abbiamo ancora contemplata in futuro.
Dio ha voluto che i destini della Chiesa del suo Figlio unigenito fossero mappati in anticipo nelle Scritture, così come erano stati mappati dal suo stesso Figlio; quindi li cercheremo nei documenti della nostra opera.
La Chiesa, dovendo essere simile in tutto a Nostro Signore, soffrirà, prima della fine del mondo, una prova suprema che sarà una vera Passione. I particolari di questa Passione, in cui la Chiesa manifesterà tutto l'immenso amore del suo divino Sposo, sono quelli che sono esposti negli ispirati scritti dell'Antico Testamento e del Nuovo Testamento. Li faremo passare davanti agli occhi dei nostri lettori.
Non abbiamo intenzione di spaventare nessuno affrontando un simile argomento. Diremmo di più: ci sembra di poter rilevare, insieme ai grandi insegnamenti, grandi consolazioni.
II
È certamente uno spettacolo triste vedere come l'umanità, guidata dallo spirito del male, cerchi di annegare e di annientare la Chiesa, la sua madre e guardiana divina. Ma da questo spettacolo nasce una luce che ci mostra tutta la storia nella sua vera luce. L'uomo è agitato sulla terra; ma è spinto da forze che non sono della terra. Sulla superficie della storia, l'occhio scorge gli sconvolgimenti degli imperi, delle civiltà che si fanno e si spezzano. Sotto sotto, la fede ci fa seguire il grande antagonismo tra Satana e Nostro Signore; ci fa testimoniare l'astuzia e la violenza che lo Spirito impuro usa per entrare nella casa da cui Gesù Cristo lo ha espulso. Finalmente vi entrerà di nuovo, e vorrà eliminare Nostro Signore da essa. Allora i veli si strapperanno, l'innaturale si manifesterà ovunque; non ci sarà più una politica a sé stante, ma si dispiegherà un dramma esclusivamente religioso, che abbraccerà tutto l'universo.
Ci si può chiedere perché gli scrittori sacri abbiano svelato così bene le vicissitudini di questo dramma, quando occuperà solo pochi anni. È perché sarà la conclusione di tutta la storia della Chiesa e del genere umano; è perché farà emergere, con una brillantezza suprema, il carattere divino della Chiesa.
D'altra parte, tutte queste profezie hanno l'innegabile scopo di rafforzare le anime dei fedeli nei giorni della grande prova. Tutti gli shock, tutte le paure, tutte le seduzioni che poi li assaliranno, essendo stati così accuratamente previsti, formeranno altrettanti argomenti a favore della fede che è stata combattuta e messa al bando. La fede sarà rafforzata in loro, proprio attraverso ciò che dovrebbe distruggerla.
Ma noi stessi dobbiamo trarre abbondanti frutti dalla considerazione di questi strani e spaventosi eventi. Dopo averne parlato, Nostro Signore disse ai suoi discepoli :
"Vegliate dunque, e pregate in ogni momento, affinché siate degni di evitare tutti questi mali che stanno arrivando e di stare davanti al Figlio dell'uomo.
Così l'annuncio di questi eventi è un monito solenne al mondo: "Vegliate e pregate, per non essere tentati. Sapete che d'ora in poi la seduzione funziona nelle anime, che il mistero dell'iniquità compie la sua opera, che la fede è considerata un rimprovero. È giunta l'ora della notte, l'ora del potere delle tenebre: guardate che la vostra lampada non si spenga, pregate che il torpore e il sonno non vi vedano.
Ma alzate la testa al cielo, perché l'ora della redenzione è vicina; perché la prima luce del giorno splende sulle tenebre della notte.
III
Dopo aver parlato degli insegnamenti, diciamo un po' di parole di conforto.
Mai il male è stato così scatenato; e allo stesso tempo più contenuto nella mano di Dio. La Chiesa, come Nostro Signore, sarà data senza difesa ai carnefici che la crocifiggeranno in tutti i suoi membri; ma non permetterà loro di rompere le sue ossa, che sono gli eletti, così come non permetterà loro di rompere quelle dell'Agnello Pasquale disteso sulla croce.
La prova sarà limitata, abbreviata, a causa degli eletti; e gli eletti saranno salvati; e gli eletti saranno tutti veramente umili.
Infine, il processo si concluderà con un trionfo inaudito della Chiesa, paragonabile a una risurrezione.
In quei tempi, e anche nei preludi della crisi suprema, la Chiesa vedrà come si convertono i resti delle nazioni. Ma il suo conforto più vivo sarà il ritorno degli ebrei. Gli ebrei si convertiranno, ancora prima, già durante il trionfo della Chiesa; e San Paolo, che annuncia questo grande evento, non può che essere colmo di gioia nel contemplarne le conseguenze.
Come si vede, possiamo qui applicare alla Chiesa la parola dei Salmi: "Secondo la grandezza delle afflizioni che hanno riempito il mio cuore, le tue consolazioni, o Signore, hanno reso felice la mia anima" 5.
Padre Emmanuel André
lunedì 25 maggio 2026
La fede in Dio come Origine della Creazione
L'Origine della Creazione E' Dio
Io Sono l’Origine di tutte le cose e se volete negare l’Origine, non Mi riconoscete come la Forza creante e di conseguenza nemmeno la Mia potente Entità, la Quale può far sorgere da Sé ciò che vuole. Allora credete che tutto il Creato sia sorto da sé senza l’Intervento di una Potenza la Quale ha una Volontà. Quindi non credete nemmeno ad uno Scultore e Conservatore di ciò che vi è visibile, ma considerate la natura come anche ogni altra Creazione come prodotti, che sono sorti da sé stessi e che perciò non sono sottoposti ad una Potenza determinante, che quindi non vengono governati da nessuna Volontà. E questo punto di vista totalmente errato vi rende impossibile credere in un Essere Che sta in n abissalm contatto con ciò che ha creato tramite la propria Potenza e Forza, perché se non riconoscete l’Origine della Creazione, non cercherete nemmeno nessun contatto con il Creatore, quindi non Lo amerete né Lo temete e non lavorerete mai su di voi per avvicinarvi a Lui.
Con la fede vi manca anche l’amore ed anche la fede nella Verità, perché non invocate il Creatore del Cielo e della Terra, il Quale Solo può trasmettervi tutto ciò che vi manca. Senza la fede in Me non vi avvicinate alla Verità e credere in Me, significa riconoscere Me come Creatore del Cielo e della Terra, considerare voi stessi come Miei prodotti che sono indissolubili da Me persino, quando sembra che stiano isolati nella Creazione.
Io Sono da Eternità in Eternità e tutto ciò che è sorto da Me, è imperituro, quindi pure eterno nella sua sostanza ur. La forma visibile però non rimane sussistente in eterno, è peritura, anche se passano dei tempi infiniti finché tutto il visibile non si sarà spiritualizzato. Questa forma visibile è bensì peritura per l’occhio umano appena ne sfugge lo spirituale, per vivificare nuove forme visibili allo scopo del continuo sviluppo. Se Mi riconoscete come l’Origine di tutte le cose allora sapete anche, che tutta la Forza che è defluita da Me, deve rifluire a Me, che quindi la periturità apparente della Creazione è il processo di riconquista del creato, che non Mi ha voluto riconoscere come Creatore e Conservatore, che quindi ha isolato sé stesso ed ha cercato di spezzare il collegamento con Me.
Chi Mi riconosce, cerca anche di rimanere unito con Me; crede in Me e tramite la fede diventa sapiente. Lui sa che la Creazione, tutto il visibile, è soltanto il mezzo allo scopo, che però non rimane eternamente esistente, perché è solamente l’involucro dello spirituale immaturo che deve giungere alla maturità. Ma chi non ha nessun contatto con l’Infinito, chi riconosce bensì la Creazione ma non il suo Autore, il suo intelletto non sonderà mai l’Origine e la meta della Creazione. Si crede sapiente ed è cieco nello spirito. Ed il suo pensare è errato, gli manca la fede in Me come Creatore e Conservatore di tutte le cose, e senza questa fede non può collegarsi con Me e quindi nemmeno fondersi con Me come la Forza Primordiale, cosa che è l’ultima meta di tutto ciò che vi è visibile.
Amen
12. giugno 1943
La vera vecchiaia non è un fatto di natura, ma di spirito, di sapienza, saggezza, intelligenza, luce. Gesù visse solo trentatré anni e salvò il mondo intero.
LIBRO DELLA SAPIENZA
8Vecchiaia veneranda non è quella longeva, né si misura con il numero degli anni;
Il frutto dona la completezza di una vita, non i suoi anni. Infatti vecchiaia veneranda non è quella longeva, né si misura con il numero degli anni.
La vera vecchiaia non è un fatto di natura, ma di spirito, di sapienza, saggezza, intelligenza, luce. Gesù visse solo trentatré anni e salvò il mondo intero.
La vera longevità non è data dalla natura, ma dalla sapienza. La pesantezza di una vita non è dal numero degli anni, ma dalla grandezza della sapienza.
Quanto più è pesante la sapienza nel nostro cuore e nella nostra anima, tanto più è grande la nostra longevità spirituale.
MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI
ECCO CHE TUTTO CROLLA
GESÙ: Con la vostra indifferenza nei Miei confronti, state per meritare l'ultima piaga inflitta al Faraone e al suo popolo, al tempo di Mosè. E voi non siete ancora usciti dalla vostra schiavitù del Male, che vi ordina ogni giorno di fare la sua volontà di Dominatore.
Indifferenti alla Mia Chiamata, voi gli obbedite e finite per seguirlo.
Per uscire dalle sue grinfie, sarà necessario colpirvi; resistete alla tentazione, perché il Tentatore vi presenta ogni giorno la sua serie di promesse e tutti i suoi trionfi di ambizione, che non smettono di brillare ai vostri occhi, che immediatamente li bramano.
Diventate così figli capricciosi che non sanno porre limiti o fare scelte e che spendono più di quanto i propri averi consentano. Voi non resistete e il Maligno, che cerca la vostra rovina, vi costringe a servirvi persino di ciò che dovrebbe essere riservato solo alle vostre vere necessità, come ad esempio il cibo. È così per l’uomo del popolo che l’ambizione porta alla rovina. E, peggio ancora: è così per gli uomini di Stato e per le classi sociali più elevate, a causa degli impegni taciti, perché tutto parte o svanisce nel fumo, in impegni e spese inutili. Per ristabilire anche una sola situazione, distruggono un intero insieme di quegli impegni. Per loro, conta solo l’Orgoglio del Potere.
Dov’è finito il tempo della condivisione?
Dove avete lasciato il rispetto per gli altri?
Voi piangete la vostra sorte e non vedete colui che non mangia, affamato, e che a malapena riesce a stare in piedi, grazie alla scodella di minestra data dai fratelli che hanno messo in comune i loro piccoli beni, per condividere equamente, perché si accontentano di mangiare la stessa minestra, con la stessa gioia.
Andranno allora a ribellarsi contro una sorte che vi sembra “naturale”? I senza-soldi sono i senza-tetto. Non cercateli altrove se non per strada, al freddo dell’inverno. Esistono ovunque, in tutte le Nazioni che disprezzano il debole e il povero. E Io, Io vi ripeto: beati i poveri di spirito, cioè coloro che non hanno il cuore aggrappato alle ricchezze, a loro appartiene il Regno dei Cieli.
Coloro che fanno le leggi attuali distruggono la Legge di Dio. Si seppelliscono nella putrefazione e distruggono le fondamenta dei loro paesi.
Ogni fondamento poggia su Dio.
Ed ecco che tutto crolla, e ancora una volta direte: «Dov’è Dio, che non reagisce a un simile disastro?
Ma in quel giorno non avrete altro da fare che un unico gesto, e la verità è che lo farete, nonostante il vostro orgoglio smisurato: piangerete in ginocchio, per vedere il Cielo aprirsi. Contro la vostra stessa volontà, vi ritroverete in ginocchio, perché sarà in un immenso bagliore di fuoco, blu come il Mantello della Mia Santa Madre, in un frastuono assordante, perché il bagliore succederà alla luce, che verrà la risposta:
«Io sono presente e, contro la vostra stessa volontà, vengo a salvarvi!»
E voi non sentirete più le grida di disperazione, di fronte alla Terra che canta la Mia Gloria, e al Cielo che discende per unirsi ai figli di Dio.
È la Vittoria del Bene contro il Male.
Infatti, i figli prodighi tornano alla Casa del Padre. Il Padre viene loro incontro e dà loro la parte dei Suoi beni. Infatti, ogni Paese riceverà la stessa parte. Amen.
Voi dovete preparare già questo Tempo, perché tutto opera per farvi entrare nel Mio Tempo.
Il Cielo e la Terra sono pieni della Mia Gloria, perché ecco
la Nuova Terra e i Nuovi Cieli.
Parola del Signore.
14 marzo 2005
JNSR
SOLITUDINE DI DIO
CHI COME DIO?
I I I
SOLITUDINE DI DIO
I cristiani conoscono il segreto dell'unità di Dio. La solitudine divina è una società, la gloria dello spirito umano risiede proprio nell'aver potuto giungere alla nozione dell'unità di Dio. Ciò che gli ha fatto conoscere la rivelazione è il fatto che l'interno di questa unità si presenti in sublime vita trinitaria.
Sapendo per fede che Dio è Uno in tre persone distinte e che ciascuna delle tre è integralmente Dio, noi deduciamo che l'Uno, non avendo relazione prima con nessun altro che non fosse Se stesso, trova in Sé stesso tutta la società. E il fatto che Dio sia eternamente Se stesso per Se stesso Lo pone, se così possiamo esprimerci, costantemente di fronte a Se stesso. Se esiste uno sguardo di Dio verso Dio (tutte le parole qui devono essere prese analogicamente: lo sguardo, il volto, ecc.), quello sguardo —che non può essere che d'amore, perché l'Amabile è il suo unico oggetto —non può essere meno Dio di Colui che guarda e che è necessariamente tutto intero nel suo sguardo, o come Colui che è guardato. L'amore del Padre e del Figlio è così esaustivo di tutta la divinità che è anche una Persona divina.
Queste spiegazioni, però, ci illuminano solo, dal punto di vista metafisico, sulla corrente circolare propria della Trinità (circumincessione). Quando è in gioco la Creazione ex nihilo, un mondo dove le parti che compongono un tutto non sono più uguali a quel tutto, allora vediamo bene che il numero è il contrario di ciò che sembrava essere in Dio. È ciò che divide, ma ha, tuttavia, il suo principio nella Trinità. È che Dio, in cui tutta la vita è società nella sua viva solitudine, non ha avuto orrore di far sorgere dal nulla questo numero che Lui non è. Ma è proprio ciò che Lui è, che il numero potrà negare della contingenza degli esseri che sono solo per Dio e che, per sé stessi, non sono: da qui la limitazione fisica o intellettuale, la vulnerabilità esistenziale di tutti loro.
— «Io ho detto: voi siete dèi» (Salmo LXXXI, 6), ma voi siete dèi, al plurale, unicamente ed esclusivamente perché Io l'ho detto e perché il mio Verbo vi ha fatti. Il mio Verbo si è rivolto al nulla, e l'essere ripercorso dal nulla ha pronunciato una parola, che è la parola di Dio, ma limitata come principio e fine, che è effettivamente un «io sono» come il Verbo di Dio, ma che acquista suono o forma concreta solo subendo l'urto del nulla.
Tutto ciò che per il potere di Dio si solleva dal nulla deve la sua esistenza solo a quello sguardo che Dio passa su di esso. «E lo Spirito di Dio si muoveva sulle acque» (Gen., 1, 2). Tutte le ricchezze dell'essere che sono in Dio, nella solitudine abitata dall'Ego sum qui sum, fanno sì che il riflesso che da esse riceve il nulla conferisca al cosmo una suggestiva varietà di infinito. Tutto ciò che Dio è, in relazione a Se stesso, tradotto in questo linguaggio divisorio della natura creata, non cessa di proclamare la Sua gloria.
—Io sono colui che sono. Ma solo Io sono e solo Io voglio. La mia liberalità vuole che altri siano al mio invito e sovrabbondino e si moltiplichino.
Dio pensa con compiacenza a tutto ciò che, non essendo Lui, prima di essere non esiste, e a cui la sua compiacenza dà un essere. La Creazione sarebbe la narrazione di tutto ciò che piace a Dio che sia ciò che non è Dio. Ogni creatura, angelo o filo d'erba, fiore o stella, infusorio o genio, ha questo di fatale: il suo essere porta un rovescio di non essere, oppure, pur avendo l'essere, non è l'essere stesso. La creatura ha l'essere nello sviluppo di un numero e solidalmente con gli altri esseri; è causata e, perciò, ha un inizio che a sua volta è indirettamente causante nella misura in cui fa iniziare qualcos'altro diverso da essa, generandola o determinandola, a meno che non sia causa della sua soppressione e della sua morte, del suo annientamento.
Infine, perché Egli è «singolare» e nessuno può essere «come Lui», Dio ci concede, oltre all'essere, una personalità; ed è perché Egli è indivisibile che questo Dio imprime, come un sigillo, un'individualità a tutto ciò che è concreto. Così, non c'è nulla nella Sua opera che non sia reale, perché procede da Lui, anche se è inciso nel nulla — questo unico «fuori» di Sé che è stato possibile e che è diventato l'universo. Se, infatti, l'Essere occupasse tutto, cosa potrebbe esserci fuori di Lui? Ripeto: il non essere, perché non è nulla. Ed ecco che lo Spirito di Dio, immaginando questo non essere, lo rende come un caos e ne fa la matrice di tutti gli esseri possibili ai quali vuole attribuire l'esistenza.
E così, se una creatura si presentasse di fronte a Lui per contestargli che nella Sua divinità è solo, conoscerebbe la risposta più semplice e il cui enunciato basta per confondere l'impostore, per abbatterlo nel suo vuoto sostanziale: «Chi è come Dio?» Questa risposta, lo vediamo, è un'εἰρωνεία come Dio le ama, ed è anche il nome di un arcangelo. Ma ciò che rende possibili le creature è proprio, è unicamente, non essere Dio, non esserlo ciascuna in modo singolare. Micael? E l'ordine, che la perversione dello spirito si vantava di perturbare, è sempre ricondotto alla sua divina purezza (!).
Solo tu sei Dio. L'adorazione della tua solitudine è il primo gesto di un'anima che ti conosce, creata a tua immagine e somiglianza, fedele al primo dei tuoi comandamenti. Tu sei l'unico e tu sei il Santo.
La solitudine di Dio è la sua santità. È la santità che lo rende uno, che lo pone a parte, è la trascendenza dell'essere. Se la bontà di Dio è eminentemente tutto il bene che risiede nella sua opera, lo è più profondamente della misura in cui Dio l'ha incorniciata, allo stesso modo in cui Egli è più profondamente gli esseri di loro stessi. E, tuttavia, Dio rimane in una solitudine inviolabile e la nostra gioia sta proprio nel fatto che sia così, nella sua realtà, semplicità e esistenza propria. La nostra felicità, che lo sappiamo o no, risiede nel fatto che il Santo dei santi sia riservato, che ci sia solo uno che può avvicinarsi a lui, perché ha la santità di Dio, la sua purezza, la sua unità — il vero sommo sacerdote, Gesù Cristo.
La solitudine di Dio è la sua purezza. Essere solo Lui perché è l'Uno; e tutto il bene ha qui la sua radice, così come tutta la verità, che stabilisce che una cosa è unicamente ciò che è e solo quello. Senza questa purezza di Dio ci sarebbe solo confusione nella sua opera, mai la luce sarebbe stata separata dalle tenebre come è scritto, come il più piccolo sillogismo attesta e come, nelle proporzioni delle cose fisiche e nel gioco dei numeri e dei valori, la bellezza lo manifesta ancora più meravigliosamente.
Come si potrà esprimere questa purezza nel dominio della moralità, questa separazione dal male che spezzerebbe l'unità dell'anima? Fino a che punto permette, per così dire, di toccare la natura di Dio? È attraverso di essa che qualcosa della trascendenza divina diventa quasi sensibile. Si comprende che i santi della terra si siano lanciati su questa virtù. Potrebbe prendere questo nome: Dio solo. Non ha altro significato, altra giustificazione, altro motivo per mantenersi in un mondo esterno a Dio.
Viene in linea retta dalla sua solitudine. Non spezza il raggio, non mescola l'essere e il non-essere, li conserva sapientemente distinti, come la luce e le tenebre, la notte e il giorno. Ha uno sguardo puro: tutto ciò che è adorabilmente spontaneo, segno di prima libertà, di sincerità infinita... Betlemme.
Ma, questo bambino è Dio.
ST ANIS LAS FUMET









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