sabato 19 giugno 2021

Conversazioni Eucaristiche

 


Sede a dextris meis (Ps. 109). 


1. Come in Cielo il Divin Padre accolse e fe’ sedere alla sua destra nel Trono della sua gloria la sacrosanta Umanità di Gesù, così questo  amorosissimo Signore essendosi costituito Sacramentato sui nostri altari,  quasi in altrettanti troni di amore, accoglie benignamente chiunque a Lui si  presenta con amore e riverenza, e lo fa sedere al suo fianco, perchè abbia  campo e comodo di contemplarlo e di conversare con Lui: Sede a dextris  meis!… Ah Signore, io resto sbalordito ed attonito a tanta benignità ed  umiltà vostra! Temerei d’illudermi se non sapessi che Voi state qui apposta  per avere in vostra compagnia gli uomini da Voi amati e redenti. Ma che vi  piaccia di trattarci con tanta famigliarità ed amorevolezza da comandarci di  sedere quì alla vostra destra, questa è una degnazione che sorpassa i limiti.  Oh carità e magnanimità ineffabile del mio Sacramentato Signore! Con  quanta confidenza vi degnate di ammettermi alla Sovrana Udienza vostra!… 

2. Non fanno così i Grandi e i Principi di questo mondo! Costoro aprono  le loro sale soltanto al ricevimento dei loro particolari amici ed invitati una o  due volte al mese; ma Voi ci tenete sempre spalancate le porte del vostro  Salon-Gabinetto, che è il Sacrario, il Sancta Sanctorum, dove Voi  nell’Eucaristia ci aprite il Cuor Vostro in atto di accoglierci tutti uomini e  donne, ricchi e poveri, amici e nemici. Bene, Gesù mio, con riverente  sommissione, mi accosto al vostro altare; vi obbedisco e mi seggo qui  d’accanto a Voi. Sono tanto sopraffatto dalla graziosa vostra amorevolezza,  che non trovo parola per esprimervi, come vorrei, l’amorosa gratitudine del  mio animo. Aveva tante cose da dirvi e da raccomandarvi, altre da umiliare  alla vostra approvazione e tante grazie da dimandarvi per me e per altri… ma  che volete? sono tanto stupefatto, che non ne trovo più il filo, nè mi ricordo  più di niente. Compatitemi o mio Divin Salvatore, compatite alla mia debole  mente! Ma, giacchè non so esprimervi i bisogni e i desiderî dell’anima mia,  Voi, che me li leggete nel cuore, esauditeli egualmente. Permettete che  intanto mi limiti a chiedervi una grazia sola. Concedetemi di poter passare la  maggior parte della mia vita, anzi tutta la vita mia, qui nella Casa Vostra accanto a Voi per conoscere ed intendere meglio il piacere vostro, i vostri  desiderî, e quindi appagarli: Unam petii a Domino, hanc requiram, ut  inhabitem in Domo Domini omnibus diebus vitae meae; ut videam voluptatem  Domini… 

3. O anima mia, confidenza e coraggio! Il Signore è quì di persona al tuo fianco; e se vedrà che li tuoi persecutori e nemici tentino di sopraffarti e  d’abbatterti, Egli, nel giorno del suo furore, li disperderà e gli annienterà: 

Dominus a dextris tuis; confregit in die irae suae reges. Per ciò magnifica il  tuo Signore; esulta in lui che è il Salvatore tuo; ringrazialo di avere  riguardato alla bassezza, viltà e povertà della sua creatura, per beneficarti in  misura così sovrabbondante ed eccellente da poterti fare sperare d’essere per  lui beata. Oh quante anime invidieranno alla tua sorte! Ah dunque ripeti: 

Magnificat anima mea Dominum, et exultavit spiritus meus in Deo salutari  meo; quia respexit humilitatem ancillae suae! 

4. Anime sorelle, che meco amate Gesù Sacramentato, venite, et videte Regem nostrum, tutto umiltà ed amore in questa sua Sede da lui inventata e  stabilita per custodire e diffondere ne’ cuori nostri il fuoco della divina sua  carità. 

5. O Gesù, Sposo e Re dell’anima mia, quando sarà che mi vedrò tutto vostro? Già sentomi tutto esultare in Voi, Dio mio: cor meum, et caro mea  exultaverunt in Deum vivum! Io sento che vi voglio amare, ma non so come  fare a sapervi almeno contraccambiare. Sento che voglio essere tutto vostro  senza riserva, ma non so come fare a riuscirvi. Altro che Voi potete operare  in me quello che mi fate desiderare secondo le brame del Cuor Vostro. Deh,  Signor mio, per l’onore e la gloria della Maestà Vostra, purificate l’anima mia,  immergendola nel mare infinito della vostra purità; adornatela di quelle virtù  che vi sono più care, e rendetela degna di Voi; acciocchè quando scenderete  da quest’altare ad abbracciarla, la trovate quale la desiderate. Voi mi avete  chiamato qui alla vostra Corte, al vostro personale servizio, alla vostra  amorosa e graziosa confidenza, per mettermi a parte del più grande secreto  del vostro amore, che è il Mistero Divino Eucaristico, nel quale vivete per me.  Ah, Gesù mio, quanto vi debbo per questa sì singolare predilezione! Dunque  appartengo a Voi? Sì; sono e voglio essere unicamente e per sempre vostro!  Nessuno ardisca mai più di segregarmi da Voi. Comandate Voi alle creature  che mi lascino, e non mi sturbino dal vostro servizio ed amore, dalla vostra amabilissima conversazione. Allora potrò procedere speditamente nella via  della salute e della perfetta verità: allora non devierò mai più dalla verità, e  perverrò alla vita, cui Voi stesso che siete Via e Verità direttamente  conducete. 

6. Domine Deus virtutum, exaudi orationem meam! Io non vi domando altro che quello che piace a Voi. Voglio l’amore perfetto del vostro Divin  Cuore, in questo vivere e da questo imparare a corrispondervi come meglio e  più che vi piace. Voglio esservi amico, compagno, adoratore fedele. Tutt’i  momenti che avrò liberi voglio passarli quì accanto a Voi. Oh quanto si sta  bene in conversare con Voi! Oh quanto si sta meglio e si gode di più stando  quì con Voi che con gli amici e i grandi del mondo! Sì: melior est dies una in  atriis tuis super milia!… E per ciò preferisco di stare quì umiliato con Voi,  piuttosto che vivere in mezzo al fasto degli uomini: elegi abjectus esse in  Domo Dei mei, magisquam habitare in tabernaculis peccatorum. Con Voi si  gode la pace e la gioia dello spirito! l’anima si impingua di grazia e riceve  pegni sicuri e frequenti della gloria che le tenete preparata in Paradiso: sicut  adipe et pinguedine repleatur anima mea… gratiam, et gloriam dabit Dominus. 

7. O Gesù mio, quì con Voi io godo anticipato un Paradiso! È troppo il diletto che mi fate gustare con la vostra compagnia; e non può essere che  una emanazione di quelle esuberanti delizie che Voi stesso dite di godere  stando tra noi poveri figli di peccato: deliciæ meæ esse cum filiis hominum!  Ah, che Voi siete più innamorato di noi miserabili, che noi di Voi! Sì, così è.  Altrimenti come potreste tollerare che tante ore del giorno e della notte noi vi  lasciassimo solo, senza che neppur uno rimanga a tributarvi il dovuto  omaggio di servitù e di amore?… Anche abbandonato da noi, Voi godete di  starci aspettando sull’altare in tante e tante Chiese! 

8. O anime innamorate del mio Gesù, che vi siete consacrate alla perpetua adorazione di Lui nell’Eucaristico Sacramento, io v’invidio e mi  unisco spiritualmente con voi. Vorrei trovarmi con voi anche personalmente  di giorno e di notte in tutte le chiese del mondo, dove Gesù Sacramentato è  lasciato solo, e con voi, e con gli angeli suoi adorarlo, benedirlo, ringraziarlo  ed amarlo per coloro che lo dimenticano. Vorrei avere nel mio cuore il cuore  di tutti i Beati, e col mio formarne uno solo per compensarvi delle  indifferenze e dell’abbandono de’ mondani. Oh potesse il mio cuore battere  l’ultimo palpito, ed esalare l’estremo respiro nel Cuor vostro, o mio amabilissimo Gesù! Allora squarciandosi dinanzi a me le specie eucaristiche,  potrò vedervi qual siete: sicut es, speciosus forma præ filiis hominum, totus  amabilis, totus desiderabilis!… Ma allora Voi mi apparirete in Maestà di  Giudice; ed oh! se in conspectu tuo non justificabitur omnis vivens, che sarà  allora di me misero? 

9. Deh, Signore e Salvatore mio caro, non intres in judicio cum servo tuo! 

Conducetemi adesso per la via diretta che mette capo alla Vita Eterna,  affinchè allora non abbiate a trovare in me nulla di sconcio e di colpevole da  condannare! Accrescete in me la vostra grazia: adauge in me fidem, spem, et  charitatem, acciocchè non abbia mai più a disgustarvi. E se prevedete ch’io  abbia da tornare ad offendervi anche lievemente, fatemi morire quì ai vostri  piedi ora che spero di starvi in grazia. Non più mi fido di vivere lungi da Voi,  perchè se non isto unito con Voi, sono capace di… 

10. O Maria, o Giuseppe, Voi che viveste sempre uniti a Gesù, che fu tutto e l’unico amor vostro, tenetemi a Lui congiunto nunc, et in hora mortis, amen! 

Francesco Spinelli

Nessun commento:

Posta un commento