Monsignor Gaume
lunedì 22 giugno 2020
20 giugno 2020 – Siate soldati della preghiera attraverso il Santo Rosario
Festa del Cuore Immacolato di Maria
La Beata Vergine Maria dice: “Cari figli, giungo a voi cosi come Gesù, nato Incarnato, mi invia ad invocare i vostri sforzi di preghiera per la realizzazione della Vittoria del Mio Cuore Immacolato. È a tal fine che vi chiedo di soffrire ogni cosa per la sconfitta di tutti i piani di Satana contro la Mia Vittoria, la quale è imminente nel mondo. L’avidità ha sostituito l’agenda dell’amore fraterno nel cuore di molti prominenti leader. Quella che è diventata una priorità riguardo alla parità dei diritti ha rimpiazzato la giusta ragione nella società in questi giorni”.Gli ultimi sforzi di Satana nel mondo si basano sull’amore di sé il quale si oppone al rispetto di sé e all’amore di Dio. Il suo primo comandamento è quello di amare se stessi sopra ogni cosa. Satana sta persino radunando anime dappertutto nel mondo per formare la sua banda malvagia di seguaci che stanno diventando sempre più visibili nei loro sforzi empi.”“Cari figli, vedete tutto ciò come l’ultimo appiglio di Satana prima della sua sconfitta finale. È il suo disperato tentativo di perseguire la vittoria. Siate fedeli alla Mia Chiamata ad essere soldati della preghiera attraverso il Santo Rosario. Abbraccerò i vostri sforzi.”
Leggi Efesini 6:10-17
Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio.
domenica 21 giugno 2020
I dolori del lavoro
La seguente linea temporale si basa sull'interpretazione del Libro dell'Apocalisse dei Padri della Chiesa antica così come fu loro consegnata, e quindi sulla loro lettura diretta dei Capitoli 19-21. Ciò è complimentato con gli insegnamenti magisteriali dei papi, le apparizioni approvate di Fatima e integrato dal "consenso profetico" di vari credenti credibili in tutto il mondo.
Gesù ha dato una bellissima analogia che si applica meravigliosamente ai nostri tempi:
Quando una donna è in travaglio, è angosciata perché è arrivata la sua ora; ma quando ha dato alla luce un bambino, non ricorda più il dolore a causa della sua gioia per il fatto che un bambino è nato nel mondo. Quindi anche tu ora sei nell'angoscia. Ma ti rivedrò e i tuoi cuori si rallegreranno e nessuno ti toglierà la gioia. (John 16: 21-22)
È facile per una madre che lavora afferrare il dolore del momento, le contrazioni angoscianti che precedono immediatamente la nascita. Allo stesso modo, è facile che la "Chiesa Madre" sia preoccupata dal duro lavoro del presente e dei futuri cataclismi, persecuzioni e incertezze. Mentre non annacqueremo qui ciò che lo stesso Nostro Signore ha avvertito (perché voleva che fossimo preparati, non spaventati), né vogliamo che il lettore mai perdere la concentrazione su dove siamo diretti. In definitiva, quello è il Paradiso; ma prima di allora, le Scritture e i Messaggi del Cielo, attraverso veggenti e veggenti scelti, parlano di una prossima Era di Pace, la "nascita" di tutto il Popolo di Dio quando le spade saranno battute in vomeri, il lupo si sdraierà con l'agnello. .. e un "periodo di pace" regnerà su tutta la terra, da costa a costa. Come ha affermato il cardinale Mario Luigi Ciappi, teologo pontificio di Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e San Giovanni Paolo II:
Sì, a Fatima è stato promesso un miracolo, il più grande miracolo della storia del mondo, secondo solo alla Risurrezione. E quel miracolo sarà un'era di pace, che non è mai stata realmente concessa prima al mondo. —9 ottobre 1994, Catechismo della famiglia dell'Apostolato, P. 35
Questa linea temporale è piena della realtà di molti dolori ma anche di vittorie, gioie e, in definitiva, pace. Questo perché, quello che stai per leggere, è la Passione della Chiesa che trova la sua fine, non nella morte, ma in una nuova risurrezione. Poiché è la madre della Chiesa, la Beata Vergine Maria, la "Donna vestita di sole che lavora per dare alla luce"[1] prendiamole la mano e chiediamole di camminare con noi attraverso questa linea temporale: insegnarci, consolarci e prepararci, non come semplici osservatori, ma come combattenti santi nella più grande battaglia della storia umana.
Quindi la legione di piccole anime, vittime dell'amore misericordioso, diventerà numerosa "come le stelle del cielo e le sabbie del mare". Sarà terribile per Satana; aiuterà la Beata Vergine a schiacciare completamente la sua testa orgogliosa. -St. Teresa di Lisieux, Manuale di The Legion of MaryP. 256-257
La grande tempesta
La cosa essenziale da capire è che questa fase della storia umana è che l'uomo "raccoglie ciò che ha seminato".
Quando semineranno il vento, raccoglieranno il turbine. (Os 8: 7)
Diversi mistici hanno parlato di questo periodo di grande tribolazione che sta arrivando sulla terra e lo ha paragonato a una tempesta come un uragano.
... stai entrando in tempi decisivi, tempi per i quali ti sto preparando da molti anni.
Quanti saranno spazzati via dal terribile uragano che si è già scagliato contro l'umanità. Questo è il momento della grande prova; questo è il mio tempo, o figli consacrati al mio Cuore Immacolato. —La nostra signora a p. Stefano Gobbi, 2 febbraio 1994; con imprimatur Mons. Donald Montrose
Sai, piccola mia, gli eletti dovranno combattere contro il Principe delle Tenebre. Sarà una tempesta terribile. Piuttosto, sarà un uragano che vorrà distruggere la fede e la fiducia persino degli eletti. In questo terribile tumulto che si sta preparando, vedrai la luminosità della mia Fiamma d'Amore illuminare il Cielo e la terra con l'effusione del suo effetto di grazia che sto trasmettendo alle anime in questa notte oscura. —La nostra signora a Elizabeth Kindelmann, The Flame of Love of the Immaculate Heart of Mary: The Spiritual Diary (Posizioni Kindle 2994-2997); imprimatur del cardinale Péter Erdö
In effetti, anche la Scrittura usa questa metafora per descrivere un arrivo purificazione della terra attraverso una grande tempesta:
... un forte vento sorgerà contro di loro e, come una tempesta, li conquisterà. L'illegalità rovinerà tutta la terra e l'azione malvagia rovescerà i troni dei sovrani. (Wis 5:23)
Guarda, l'uragano del Signore, la sua ira, esplode, un temibile uragano, a esplodere sulle teste dei malvagi. L'ira del Signore non tornerà indietro finché non avrà compiuto e raggiunto il suo scopo. Negli ultimi giorni, lo capirai chiaramente. (Geremia 23: 19-20; La rivista Revised New Jerusalem, Study Edition [Henry Wansbrough, Random House])
Un'altra analogia che usano sia Gesù che San Paolo sono i "dolori del travaglio". Gesù li ha descritti come tali:
La nazione sorgerà contro la nazione e il regno contro il regno. Ci saranno potenti terremoti, carestie e piaghe da un luogo all'altro; e vedute meravigliose e potenti segni verranno dal cielo ... tutto questo non è che l'inizio delle fitte di nascita ... E poi molti cadranno, si tradiranno e si odieranno. E molti falsi profeti sorgeranno e porteranno molti fuori strada. (Luca 21: 10-11, Matteo 24: 8, 10-11)
Pertanto, la prima metà di questa Tempesta, sebbene permessa come amorevole "disciplina" di Dio in questo Tempo di Misericordia, non è la stessa dei castighi diretti dal Cielo, di per sé, ma l'uomo essenzialmente "lo fa da solo" (allo stesso modo un genitore amorevole permetterà a un bambino persistente di "toccare la stufa" per avvertirlo del pericolo):
Dio manderà due punizioni: una sarà sotto forma di guerre, rivoluzioni e altri mali; deve provenire dalla terra. L'altro verrà inviato dal Cielo. —Blessed Anna Maria Taigi, Profezia cattolica, P. 76
Ciò è stato previsto anche nelle apparizioni approvate a Fatima:
[La Russia] diffonderà i suoi errori in tutto il mondo, causando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. Il bene sarà martirizzato; il Santo Padre avrà molto da soffrire; varie nazioni saranno annientate. —Dal terzo segreto di Fatima, Il messaggio di Fatima, vatican.va
Dal punto di vista del papato, questi non sono semplici scontri della volontà umana, ma un lungo piano diabolico radicato nelle "società segrete" per rovesciare l'attuale ordine:
In questo periodo, tuttavia, i partigiani del male sembrano unirsi insieme e lottare con la veemenza unita, guidati o assistiti da quell'associazione fortemente organizzata e diffusa chiamata Massoni. Non stanno più nascondendo alcun segreto sui loro scopi, ora si stanno coraggiosamente ribellando contro Dio stesso ... ciò che è il loro scopo ultimo si costringe a vedere - vale a dire, il totale rovesciamento di tutto l'ordine religioso e politico del mondo che l'insegnamento cristiano ha prodotto e la sostituzione di un nuovo stato delle cose in conformità con le loro idee, di cui le basi e le leggi devono essere tratte dal semplice naturalismo. —POPE LEO XIII, Humanum Genus, Enciclica sulla massoneria, n. 10, 20 aprile 1884
È...
... lo spirito del cambiamento rivoluzionario che da tempo disturba le nazioni del mondo ... —POPE LEO XIII, Lettera enciclica Rerum Novarum: loc. cit., 97.
Infine, San Giovanni si riferisce a questi sconvolgimenti come contenuti nei "sigilli" che devono essere aperti dall '"Agnello che fu ucciso" ...
19 giugno 2020 – Oggi invito tutti a entrare nel Mio Sacro Cuore
Gesù dice: “Sono il vostro Gesù, nato Incarnato. La mia pace sia con voi. Oggi invito tutti a entrare nel Mio Sacro Cuore e ad affidarsi alla gioia e alla pace di questo vascello di Puro Amore. Non comportatevi mai come se non aveste mai sentito parlare del Santo Amore (Holy Love). Dal momento in cui leggete soltanto un Messaggio*, dovreste dedicarvi ad una vita nel Santo Amore.”“Preoccupatevi con questo impegno ad essere Santo Amore agli altri. Quando fate questo, il Mio Cuore risplende d’amore per voi. Così tanti mi deludono in molti modi. Voi, Miei cari figli, dovete fare la differenza e guarire il Mio Cuore Addolorato con i vostri sforzi nella preghiera e nel sacrificio. I vostri sforzi fanno piovere grazia sopra un mondo non convinto nell’amore.”
*I Messaggi dell’Amore Santo e Divino dati dal Cielo al Visionario Americano, Maureen Sweeney-Kyle.
Leggi 1 Corinti 13:4-7,13
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta […] Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!
Apparizioni Mariane
Gietrzwald
Il 27 giugno 1877 Maria apparve a Gietrzwald, in Polonia, 160 volte, a due bambine di dodici e tredici anni, vicino alla chiesa parrocchiale del posto.
La Vergine, parlando polacco, in quel tempo lingua proibita dalle autorità tedesche, si presenta come l’Immacolata Concezione. Chiede la recita del rosario ed annuncia
che presto cesseranno le persecuzioni religiose, poiché le autorità avevano incarcerato il parroco e davano multe a chi andava in pellegrinaggio.
L’8 settembre la Vergine benedì l’acqua di una fonte vicina al luogo delle apparizioni, assicurando che avrebbe avuto poteri curativi per gli ammalati. L’8
settembre dello stesso anno ci fu l’assembramento di mezzo milione di persone che chiesero la liberazione della Polonia. Altre persone (almeno tre) videro la Madonna. Attualmente ogni anno si radunano circa 100.000 persone
nel giorno della festa. Le due veggenti presero i voti. Le apparizioni furono riconosciute come autentiche l’11 settembre 1977 dall’allora cardinal Carol Wojtyla (futuro Giovanni Paolo II).
Padre Angel Peña
Cristiani, musulmani, ebrei, hanno lo stesso Dio? NO!
MONOTEISMO E TRINITA'
l - Per i Maomettani
San Tommaso d'Aquino, che per loro ha scritto la "Summa contra Gentiles", ha affermato: «Coloro che introdussero sètte erronee, procedettero per vie del tutto contrarie alla fede, come è evidente nel caso di Maometto, il quale allettò i popoli con la promessa di piaceri carnali, ai quali loro sono già propensi per la concupiscenza della carne» ...
«
«Inoltre, a lui, inizialmente, non credettero degli uomini pratici delle cose divine ed umane, ma bestiali abitanti del deserto, del tutto ignari delle cose di Dio, e servendosi, poi, del loro numero, egli costrinse gli altri ad accettare la sua legge con la forza delle armi. E neppure ebbe anteriormente la testimonianza dei profeti precedenti, anzi, egli guasta tutti gli insegnamenti del Vecchio e del Nuovo Testamento con racconti favolosi, come risulta dalla lettura della sua legge».
«Ecco perché, con astuzia, egli proibisce ai suoi seguaci di leggere i libri del Vecchio e del Nuovo Testamento, per non essere tacciato di falsità. Perciò, è evidente che coloro che credono in lui compiono (oggettivamente) un atto di leggerezza»6•
Per questo, San Tommaso nega ogni parentela tra il nostro Dio - che è vero! - e il loro - che è falso - anzi, inesistente! .. Per San Tommaso, i Maomettani sono i peggiori "infedeli", mentre gli Ebrei egli li chiama "increduli", non avendo creduto a Cristo, Re e Messia.
Tutti coloro che obbediscono a questa bestia dovranno scomparire da me, perché non avranno più una parte con me, ma con il mio nemico.
Maria de Jesus Coelho 18-06-2020
Sì, figlia mia, scrivi: Io sono il tuo Dio, il tuo salvatore.
Sono venuto con il mio amore per darvi un altro messaggio che viene dal mio Sacro Cuore al vostro. Sono venuto a parlarvi di tutto quello che vi darò perché impariate tutto quello che sono venuto a dare dal mio Cuore al vostro.
Sì, figlia mia, tutto deve accadere e il peggio delle mie cose accadrà, è già nelle mie chiese, perché è già iniziato e tutti coloro che obbediscono a questa bestia dovranno scomparire da me, perché non avranno più una parte con me, ma con il mio nemico.
Ora tutto è come vi è stato detto, perché mentre non ha fatto sparire tutti dalla mia chiesa, non si è fermato con questo virus, che è quello che è successo per fare tutto come si voleva.
Figli miei, non scoraggiate tutti coloro che sono con me, perché molto presto vi porterò via da qui e vi metterò in un luogo sicuro, in modo che non soffriate con quei nazisti che verranno da voi cercare di segnarti, di appartenere a quel diavolo che è lì ben travestito come buono. Non dubitare di quello che ti ho detto molto tempo fa, che tutti lo stanno coprendo per stare meglio, ma tutto deve uscire un po', perché tutto deve succedere.
Le profezie sono a posto con i messaggi che ti vengono dati. Ora state attenti, perché tutto sarà contaminato dalla bestia, perché è una festa, perché non sa quello che sto facendo, perché tutti pensano che sto dormendo e non so cosa c'è nella testa dei Miei figli, perché nulla accade senza che Io sappia e lì è, il primo è già capitato di vedere i Miei figli come do tutto quello che sapete prima che tutto accada, così è scritto.
Parlo a tutti e apro il Mio Cuore a questa figlia per darvi tutto ciò che ho al momento giusto, ma molti già lo sanno, perché per tutti coloro che sono nelle Mie cose, ho dato tutto perché i Miei figlioli, non si sbagliassero, perché Mi state piacendo.
Io sono il tuo Dio, il tuo Salvatore, ti amo, il tuo Dio, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Amen.
Parole della Regina del cielo alla carissima figlia, che l'informano come debba amare e lodare il Figlio con la Madre.
Le Rivelazioni Celesti di Santa Brigida di Svezia
Io sono la Regina del Cielo. Tu ti preoccupi come debba lodarmi. Abbi per certo che
ogni lode fatta al Figlio mio è una lode per me. Chi disonora Lui, disonora me; perché
tanto fervidamente io l'ho amato ed Egli ha amato me, che fummo quasi un cuor solo. Ed
Egli ha amato me, vaso di terra e mi ha tanto onorata da esaltarmi al di sopra degli Angeli.
Così dunque devi tu lodarmi.
Benedetto sii tu, Dio Creatore di tutte le cose, che ti sei degnato di scendere nel
grembo della Vergine Maria. Benedetto sii tu, Dio, che volesti che ciò accadesse
senz'alcun danno della Vergine Maria e ti sei degnato di prendere da Lei immacolata
carne, senza peccato. Benedetto sii tu, Dio, che venisti incontro alla Vergine nel gaudio
della sua anima e di tutti i suoi sensi, e da Lei nascesti nel gaudio di tutto il suo corpo
senza peccato. Benedetto sii tu, Dio, che dopo la tua Ascensione con frequenti
consolazioni facesti gioire la Vergine Maria Madre tua e tu stesso consolandola la visitasti.
Benedetto sii tu, Dio, che hai assunto in cielo il corpo e l'anima della Vergine Maria Madre
tua e con grande onore l'hai collocata al di sopra degli Angeli presso la tua Divinità. Per le
preghiere di Lei, abbi pietà di me.
Gesù, che hai avuto un cuore di fanciullo
Insegnaci ad amare la Madre tua come tu l'hai amata! In questo amore, avevi messo tutto il fervore del tuo cuore di fanciullo; e quando hai avuto un cuore di uomo le hai mostrato
sempre un amore filiale, più maturo e più virile, ma non meno ardente. Amavi in Maria non solamente colei che ti aveva messo al mondo, ma sopratutto colei che compiva perfettamente la volontà del Padre
celeste, con una purezza immacolata e un dono senza riserva.
Che lo slancio del tuo Cuore trascini il nostro! Aiutaci ad amare Maria con la freschezza di un cuore di fanciullo e con l'ammirazione più ragionevole di un cuore di
adulto! Poiché ce l'hai donata per Madre fa' che ci uniamo ad essa con i legami di un tenero affetto sì che possiamo rivivere 1'intimità di Nazaret! Poiché hai conferito a Maria un compito
così elevato nell'opera della nostra salvezza, ispiraci una grande devozione a suo riguardo e sviluppa la nostra vita spirituale nel suo clima materno!
Concedici di penetrare pienamente nel mistero della Vergine, per rendere il nostro cuore simile al tuo!
Guardate le rivolte che ci saranno nel mondo e guardate i cieli che non saranno più gli stessi.
Trevignano Romano, 16 giugno 2020
Cari figli, grazie per essere qui nella preghiera e per aver ascoltato la mia chiamata nel vostro cuore. Figli miei, Gesù presto sarà con voi, fatevi trovare con le lampade accese, cosi come i vostri cuori e con i vostri occhi vedrete la meraviglia di una nuova vita. Figli, abbiate ancora un pò di pazienza, il male sta per essere sconfitto da questa terra. Tutto ciò che è stato distrutto su questa terra sarà rinnovato, compresa la Chiesa e la fede. Quanta gioia proverete nel vostro cuore! Figli, Pregate, pregate, pregate tanto e Io vi starò sempre accanto. Guardate le rivolte che ci saranno nel mondo e guardate i cieli che non saranno più gli stessi. Ora vi lascio con la mia santa benedizione, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
«La verità vi farà liberi» (Gv 8, 32)
Finalmente la verità di essere figli si trasforma nella libertà dei figli.
Nessuno è più libero di un figlio nella casa del padre! È la libertà che ammiriamo in Gesù quando constata:
«Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato.
Io sapevo che sempre mi dai ascolto»
(Gv 11, 41-42).
È la libertà di colui che può dire in tutta sicurezza:
«Tutto quello che il Padre possiede è mio»
(Gv 16, 15).
È la libertà di chi sa di godere le compiacenze del Padre e di poter disporre fino in fondo della sua onnipotenza:
«Tutto mi è stato dato dal Padre mio»
(Mt 11, 27).
È la libertà di chi può stringersi al seno del Padre, esclamando:
«Io e il Padre siamo una cosa sola»
(Gv 10, 30).
In questa stessa libertà siamo chiamati a vivere anche noi, appunto per aver accolto Gesù che ci ha posti nella verità di figli.
Ma per sentirsi liberi non basta sapere chi è Gesù; occorre vivere come Lui, come il Figlio, con i suoi sentimenti, i suoi ideali, il suo amore, la sua comunione al Padre.
Quando vivremo da figli di Dio, saremo «liberi davvero» (Gv 8, 36).
Il Padre non ci ha mandato il suo Unigenito perché imparassimo a vivere da figli di Dio?
Tutta la verità sul nostro agire sta qui: vivere con l’amore di un figlio verso il Padre.
Qui si trova la massima realizzazione, il bene sommo, la liberazione dalle ‘tenebre’ del peccato e della paura.
Nel suo storico pellegrinaggio giubilare in Terra Santa (febbraio 2000), Giovanni Paolo II, durante la Celebrazione della Parola sul Sinai ha manifestato la sua gioia di essere pellegrino sul Monte «che si erge come monumento maestoso a ciò che Dio ha qui rivelato»:
«Qui ha rivelato il suo nome! Qui ha dato la sua Legge, i dieci Comandamenti dell’Alleanza!...
Dio si rivela in modi misteriosi. È il Dio che è al contempo vicino e lontano; è nel mondo, ma non di esso. È il Dio che viene ad incontrarci, ma che non sarà posseduto. Egli è “IO SONO COLUI CHE SONO”, il nome che non è alcun nome! IO SONO COLUI CHE SONO: l’abisso divino nel quale essenza ed esistenza sono una cosa sola!».
La rivelazione ‘oscura’ che Dio fa di sé sul monte Sinai «trova il suo compimento in un’altra montagna, il Monte della Trasfigurazione, dove Gesù appare ai suoi Apostoli risplendente della gloria di Dio»:
«Ora Egli ci ordina di ascoltare Suo Figlio perché “nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare” (Mt 11, 27). In tal modo, impariamo che il vero nome di Dio è PADRE! Il nome che supera tutti gli altri nomi: ABBÀ! (cf. Gal 4, 6). In Gesù apprendiamo che il nostro vero nome è FIGLIO, FIGLIA! Impariamo che il Dio dell’Esodo e dell’Alleanza rende libero il suo Popolo perché è costituito da figli e figlie, creati non per la schiavitù, ma per “la libertà della gloria dei figli di Dio” (Rm 8, 21)».
Proprio per questa scoperta-rivelazione le persone che si aprono a Dio, che ascoltano la voce del suo Figlio prediletto, sono consapevoli di essere legate «non da una moltitudine di prescrizioni, ma interiormente dall’amore».
E la libertà che sperimentano e che Gesù è venuto a portare è la capacità «di amare, di scegliere ciò che è bene in ogni situazione, anche quando farlo è un peso». Ed è possibile perché non si vive per delle prescrizioni impersonali, ma mossi dall’amore.
La nostra libertà è questa ed è infinita, perché l’amore che ci muove è lo Spirito Santo, l’Eterno Amore.
GESU’ AL CUORE DELLE MAMME
Un brillante al buio Ogni anima è un mondo a sé, che, sembra avere identità con le altre
anime e non l'ha, come non l'ha una stella con un meteorite. È un assurdo, figlia mia, capire un'anima, specialmente se si trova innestata dalla Grazia in un particolare disegno di Dio.
Come una pietra preziosa, splendida nei riflessi di luce che riceve dal sole, vista in penombra può apparire un misero sassolino, così l'anima,
giudicata nella penombra dei criteri umani o materialistici, può apparire uno sconcerto nevrastenico, nelle sue manifestazioni più spirituali. Per questo è detto nella Sacra Scrittura che Dio solo scruta
le reni e i cuori (Ger 20,12).
Il Rosario, arpeggio d'amore Ti piace il suono dell'arpa? Ti piace quel dolce e morbido snodarsi di suoni sotto il tocco delle dita, che passano di corda in corda, carezzandole quasi? Il Santo Rosario è l'arpa dell'anima:
i grani della corona sono corde che si toccano e vibrano in toni diversi e melodiosi, secondo il mistero che si contempla. Tono dolce nei misteri gaudiosi; flebile nei misteri dolorosi; arpeggio vibrante di amore nei misteri
gloriosi. Recitate il Santo Rosario insieme, tutti di casa, con arte di amore, ed ai tocchi delle vostre arpe risponderanno le armonie dei cieli stellati che osannano alla Potenza, alla Sapienza, all'Amore Infinito di
Dio.
Tu prega: la tempesta svanirà Sii prudente, ma non aver timore, perché io sono il padrone dei cuori, dei tempi e della vita. Io ti tutelerò e ti tutelo, vinco la riluttanza e l'ingratitudine degli uomini quando voglio. Sii
però ferma a non rinunziare alla tua materna autorità e dignità per non essere né sopraffatta né schiava, quando difendi il bene della tua casa.
Vinci tuo marito con l'amorevolezza e la bontà, compatendo la sua miseria. Vinci i tuoi figli con l'affettuosità e il ragionamento,
vincili soprattutto con la preghiera, e le tempeste svaniranno come si dileguano le nubi di una procella.
don Dolindo Ruotolo
18 giugno 2020 – Abbiate fiducia nella mia Provvidenza
Ancora una volta, vedo una Grande Fiamma che ho conosciuto essere il Cuore di Dio Padre. Egli dice:
“Figli, affidate ogni giorno del tempo alla Mia cura. In questo modo, renderete grazie costantemente per la Mia Volontà nella vostra vita. Più di questo non chiedo. Abbiate fiducia nella mia Provvidenza. La via della fiducia è nell’amore.”
Leggi Salmo 5:12-13
Gioiscano quanti in te si rifugiano, esultino senza fine. Tu li proteggi e in te si allieteranno quanti amano il tuo nome. Signore, tu benedici il giusto: come scudo lo copre la tua benevolenza.
Santi Martiri del I – II e III Secolo
Dalla Gerarchia Cardinalizia di Carlo Bartolomeo Piazza
e dalle Rivelazioni Private della mistica Maria Valtorta
Martirio e morte del piccolo Castulo e S. Messa di S. Paolo al Tullianum.
***
Mentre essi cantano sono entrati anche dei soldati romani e dei carcerieri, i quali montano anche la guardia perché non entrino persone nemiche.
Paolo si appresta al rito.
“Tu sarai il nostro altare” dice a Castulo. “Puoi tenere il calice sul tuo petto?”
“Sì”.
Viene steso un lino sul corpicino del bimbo e sul lino sono appoggiati 9 il calice e il pane.
E assisto alla Messa dei martiri che viene celebrata da Paolo e servita dai due preti chel’accompagnano. Però non è la Messa come è ora45. Mi pare che abbia parti che ora non ha e non abbia parti che ora ha. Non ha epistola, per esempio, e dopo la benedizione: “Vi benedica il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo” (dice così) non ha altro46. Però dal Vangelo alla Consacrazione sono uguali a ora. Il Vangelo letto è quello delle Beatitudini47.
Vedo il lino palpitare sul petto di Castulo il quale, per ordine di Paolo, tiene fra le dita la base del calice perché non cada.
Vedo anche che quando Paolo dice: “Questa consacrazione del Corpo...” un fremito di sorriso scorre sul volto piagato del piccolino e poi la testolina si abbatte subito con una pesantezza di morte che sempre cresce.
Plautina ha come un sussulto ma si domina. Paolo procede come non notasse nulla. Ma quando, franta l’Ostia, sta per curvarsi sul piccolo martire per comunicarlo per primo con un minuscolo frammento, Plautina dice: “È morto”, e Paolo sosta un attimo, dando poi alla matrona il frammento destinato al bambino, che è rimasto con le ditine serrate sul piede del calice nell’ultima contrazione, e glie le devono sciogliere per poter prendere il calice e darlo agli altri.
Poi, distribuita la Comunione, la Messa ha termine. Paolo si spoglia delle vesti e ripone queste e il lino e il calice e la teca delle ostie in una sacca che porta sotto il mantello. Poi dice:
“Pace al martire di Cristo. Pace a Castulo santo”.
E tutti rispondono: “Pace!”
“Ora lo porterò altrove. Datemi un manto, ché ve lo avvolga. Lo porterò senza attendere la sera. Questa sera verremo per Fabio. Ma questo... lo porterò come un bambino addormentato. Addormentato nel Signore”.
Uno dei soldati dà il suo mantello rosso; e vi depongono il piccolo martire e ve lo avvolgono, e Paolo se lo prende in braccio (a sinistra) come fosse un padre che trasporta altrove il figlioletto dormiente, col capo curvo sulla spalla paterna.
“Fratelli, la pace sia con voi, e ricordatevi di me quando sarete nel Regno”. Ed esce benedicendo.
Dice Gesù:
«Non è Vangelo, ma voglio che sia considerato uno dei “vangeli della fede”48 13 per voi che temete.
Anche delle persecuzioni temete. Non avete più la tempra antica. È vero. Ma Io sono sempre Io, figli. Non dovete pensare che Io non possa darvi un cuore intrepido nell’ora della prova.
Senza il mio aiuto nessuno, anche allora, avrebbe potuto rimanere fermo davanti a tantosupplizio. Eppure vecchi e bambini, giovinette e madri, coniugi e genitori, seppero morire, incuorando a morire, come andassero a festa. E festa era. Eterna festa!
Morivano, e il loro morire era breccia nella diga del paganesimo. Come acqua che scava e scava e scava e rompe lentamente ma inesorabilmente le più forti opere dell’uomo, il loro sangue, sgorgando da migliaia di ferite, ha sgretolato la muraglia pagana e come tanti rivoli si è sparso nelle milizie di Cesare, nella reggia di Cesare, nei circhi e nelle terme, fra i gladiatori e i bestiari, fra gli addetti ai pubblici bagni, fra i colti e i popolani, dovunque, incessabile e invincibile.
Il suolo di Roma è imbibito di questo sangue e la città sorge, potrei dire che è cementata col sangue e la polvere dei miei martiri. Le poche centinaia di martiri che voi conoscete sono un nulla rispetto ai mille e mille ancora sepolti nelle viscere di Roma e agli altri mille e mille che bruciati sui pali nei circhi divennero cenere sparsa dal vento, o sbranati e inghiottiti da fiere e da rettili divennero escremento che fu spazzato e gettato come concime.
Ma se voi non li conoscete, questi miei eroici sconosciuti, Io li conosco tutti, e il loro annichilimento totale, sin dello scheletro, è stato quello che ha fecondato più di qualunque concime il suolo selvaggio del mondo pagano e lo ha fatto divenire capace di portare il Grano celeste.
Ora questo suolo del mondo cristiano sta ritornando pagano e germina tossico e non pane. È perciò che voi temete. Troppo vi siete staccati da Dio per avere in voi la fortezza antica.
Le virtù teologali sono morenti là dove già non sono morte. E quelle cardinali neppure le ricordate. Non avendo la carità, è logico non possiate amare Dio sino all’eroismo. Non amandolo,
non sperate in Lui, non avete in Lui fede. Non avendo fede, speranza e carità, non siete forti, prudenti, giusti. Non essendo forti, non siete temperanti. E non essendo temperanti, amate la carne più dell’anima e tremate per la vostra carne.
Ma Io so ancora fare il miracolo. Credete pure che in ogni persecuzione i martiri sanno esser tali per aiuto mio. I martiri: ossia coloro che mi amano ancora. Io, poi, porto il loro amore alla perfezione e ne faccio degli atleti della fede. Io soccorro chi spera e crede in Me. Sempre. In qualunque evenienza.
Il piccolo martire che resta con le manine strette al calice,
anche oltre la morte, vi insegna dove è la forza. Nell’Eucarestia. Quando uno si nutre di Me, secondo il detto di Paolo49 14, non vive più per sé ma vive in lui Gesù. E Gesù ha saputo sopportare tutti i tormenti, senza flettere. Perciò chi vive di Me sarà come Me. Forte.
Abbiate fede.»
A cura di Mario Ignoffo
Chi è don Luigi Villa?
Giovanni Paolo II a Brescia
Ma vi era chi non accettava la resa! L’unica soluzione, senza dover entrare nel merito degli argomenti sollevati da don Villa, era quella mettere in campo tutto il peso dell’Autorità Papale! Solo una visita a Brescia del Papa poteva risollevare la sorte della “causa di beatificazione” di Paolo
VI. E così, fu annunciata la visita a Brescia di Giovanni Paolo II, per i giorni 19-20 settembre 1998. L’occasione era data dalla beatificazione del bresciano Giuseppe Tovini, alla quale, però, veniva associata la “causa di beatificazione” di Paolo VI.
Ma don Villa non si perse d’animo e, in data 15 agosto 1998, scrisse una lunga lettera al Segretario di Stato, card. Angelo Sodano, in cui chiedeva esplicitamente di annullare la visita a Brescia del Papa. La ragione era la diffusione ormai raggiunta dal libro “Paolo VI beato?” e le lettere entusiaste che gli erano pervenute da personaggi influenti del mondo della magistratura e della cultura. Ma la ragione più grave era il danno che la Chiesa avrebbe subìto da un atteggiamento papale incurante dei fatti inquietanti e delle crude realtà riportate e dimostrate nel libro di don Villa.
Nella lettera, don Villa riconosceva i toni forti del suo libro, e le difficoltà di un clero non abituato a questo linguaggio, ma chiariva che questa era solo la “violenza dell’amore” per la Chiesa e che questa “violenza” era un dovere quando erano in gioco i valori altissimi della Fede: «Chi ama veramente la Chiesa non può non alzare la voce quando la vede allo sbando. Diversamente, sarebbe vigliaccheria il preferire il silenzio alla protesta! Come è vigliaccheria la mancanza di coraggio e di sensibilità nel non voler appoggiare chi combatte, in prima linea, la “Buona Battaglia” per la Fede!
Il mio libro, perciò, è sconsigliabile solo a chi ha poco amore alla Verità, a chi è ammalato di superficialità, a chi si illude di accontentarsi dietro il paravento di un equivoco “Vogliamoci bene!”.
Il mio, dunque, fu solo il “coraggio” di chi si sente libero (“La verità vi farà liberi” Jo. 8, 32) per essere veramente responsabile. Certo, è un mestiere duro, oggi, quello del coraggio! Eppure è essenziale, anche se è sempre un rischio che si deve correre! Se Cristo non avesse avuto il “coraggio” di parlare chiaro e anche di sferzare gli avversari (Farisei, Scribi, Dottori della legge, Sommi Sacerdoti!) sarebbe morto, anche LUI, in un letto!». Poi proseguiva: «Eminenza! Gesù li ha rimproverati, dunque, per la loro grave infedeltà, a livello pastorale. E li ha rimproverati proprio per quella loro “tolleranza” dannosa che avevano verso alcuni perturbatori della fede, lasciandoli operare indisturbati, per cui si rendevano corresponsabili di quei loro errori che portavano fuori strada i fedeli.
Ora, non è la storia di Paolo VI questa? Forse che Paolo VI non ha lasciato libero corso a tutti i progressisti, più o meno eretici, lasciandoli sradicare la fede fin dalle fondamenta?
E così, la Chiesa d’oggi sembra aver bruciato, dietro di sè, persino le tracce della sua civiltà cristiana! Il sottoscritto, perciò, con questo suo libro, ha tentato di levare la maschera per guardar dentro nello specchio della verità! E questo perché nessuno ha il diritto di chiudere gli occhi su ciò che è avvenuto nella Chiesa per colpa di un Papa che ora si vorrebbe addirittura mettere sugli Altari!».
E ancora: «Per questo, Eminenza, Le ripeto: come potrà il Papa (Giovanni Paolo II), fare ancora dell’apologia, sia pure retorico-accademica, di un Paolo VI, dopo quello che ho scritto e “documentato” su di Lui, e dopo la “lettera” che ho inviato a tutto l’E-piscopato Italiano - un mese fa! - in cui riportavo la “foto di Paolo VI” con la Sua mano sinistra che mostra ben marchiata, la “Stella a cinque punte”, o “Pentalfa massonico”, così come era stata scolpita sulla “prima formella” originale, quale figurava su la “Porta di bronzo” della Basilica di San Pietro, in Roma, e come apparve anche riportata sull’Inserto speciale dell’Osservatore Romano del 25 sett. 1977?».
La lettera terminava con queste parole: «Nella speranza, ferma e soprannaturale, che questa mia doverosa “richiesta” sia da Vostra Eminenza accolta benignamente, proprio per l’amore che porto alla Santa Chiesa, mia Madre, La prego di gradire anche il mio sacerdotale rispetto in C. J. Et M.».
Ma la richiesta non venne accolta e Giovanni Paolo II si recò a Brescia per risollevare le sorti della “causa di beatificazione” di Paolo VI. Allora, don Villa, dopo circa un anno, nel dicembre 1999, pubblicò un secondo libro su Paolo VI dal titolo: “Paolo VI, processo a un Papa?”, che era semplicemente la continuazione del primo libro. Anche questo nuovo libro fu inviato al Papa, ai Cardinali, ai Vescovi e a gran parte del clero italiano.
La reazione, questa volta, fu molto più moderata.
a cura dell’Ing. Franco Adessa
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