lunedì 25 novembre 2019

Un Mondo secondo il Cuore di Dio


ELEVAZIONE 


Signore, un desiderio palpita nelle nostre anime: l'eterno! 
Si dice spesso che è necessario creare un «mondo nuovo». È possibile questo? In primo luogo, il creare non compete all'uomo; è proprietà esclusivamente Tua, Signore. E in secondo luogo, il nuovo, per quanto bello ce lo immaginiamo, dura poco; e col passare degli anni, quel «nuovo» diventa qualcosa di « vecchio ». 
Per questo, Signore, noi non vogliamo creare niente di nuovo, che, passato il tempo, possa trasformarsi in un museo di antichità. Noi non faremo niente. Soltanto una cosa: non ostacolare i tuoi progetti eterni, quelli che noi uomini, col nostro ribellarci, abbiamo impedito. 
Signore, siamo stanchi di mondi nuovi e di stili nuovi di  vita.  Desideriamo,  più  o  meno  coscientemente, un «mondo eterno» : quel mondo ideato da Te fin da quando hai pensato di creare l'uomo. Dobbiamo staccarci da quell'ansia di creare, che, come un'asfissia, è venuta soffocando tutti i tuoi tentativi di instaurare nel mondo il tuo regno per il darci la felicità eterna. E Tu sei cosi immensamente perfetto, Signore, che non passi sopra la nostra libertà per imporre i tuoi eterni desideri. 
Signore, dacci l'umiltà di star fermi. Insegnaci a lasciarti mettere in opera quel «mondo eterno» che instancabilmente vieni progettando su di noi. 

JOSÉ BARRIUSO 

IL CURATO D'ARS SAN GIOVANNI MARIA BATTISTA VIANNEY



Un piccolo pastore sotto il Terrore (1793-1794).  

* * * 
Ma erano prossimi i giorni della persecuzione sanguinosa. Tutti i sacerdoti che avevano rifiutato il giuramento erano esposti al pericolo di essere arrestati e giustiziati entro ventiquattro ore, senza possibilità di appello; coloro che avessero denunciato tali preti, avrebbero un compenso di cento franchi, e coloro che li avessero visitati avrebbero subito la pena della deportazione, a tenore delle leggi 24 aprile, 17 settembre, e 20 ottobre 1793. Malgrado queste minacce terrificanti, vi furono preti fedeli, che rimasero nelle vicinanze di Dardilly e che ricevettero ospitalità e rifugio nella casa Vianney, ove qualcuno celebrò anche la Santa Messa 9. Fu un miracolo se  il generoso benefattore, già in sospetto presso qualche giacobino, non pagò con la vita la sua santa audacia 10. La maggior parte di questi confessori della fede ricevettero asilo in Lione e nei sobborghi.  
Dei messi sicuri, mandati da Ecully, in determinati giorni visitavano le famiglie cattoliche, indicando ove la notte seguente sarebbero stati celebrati i divini misteri; i Vianney partivano alla sera silenziosamente, viaggiando nelle tenebre, ed il piccolo Giovanni Maria era felice di correre a questa festa, nonostante le sue deboli forze. «I suoi fratelli e le sue sorelle qualche volta trovavano la distanza esagerata, e si lamentavano, ma la pia madre poteva sempre incoraggiarli col nobile esempio del fratello e diceva: Fate come Giovanni Maria che ha sempre fretta» 11.  
Giunti al luogo stabilito, venivano ricevuti in una camera appena rischiarata da qualche raggio di luce, nella quale, vicino ad una tavola rustica, stava in preghiera uno sconosciuto che portava in fronte i segni di molto patire, ma che aveva nel suo sorriso qualche cosa di celeste. Era questi che colle braccia aperte si faceva ad incontrare i nuovi venuti, per poi ritirarsi nell'angolo remoto, ove venivano scambiate angosciose confidenze. Separato da una semplice tenda, il buon prete, con voce molto bassa) dava consigli, incoraggiamenti ed infine congedava i visitatori con l'assoluzione. Là, in quel ritrovo silenzioso che sembrava ancora più adombrato di mistero, si presentavano anche sposi a domandare che venisse benedetta la loro unione. Da ultimo era celebrata la S. Messa, supremo desiderio di tutti, grandi e piccoli. Il prete preparava sull'altare la pietra sacra portata da lui stesso, il Messale, il calice e molte particole, perché ben sapeva che in quella notte non sarebbe stato solo a comunicarsi. Vestitosi in fretta dei suoi paramenti increspati e consumati, davanti all'altare, fra un silenzio profondo, iniziava il rito religioso: «Salirò all'altare di Dio». Quale fervore nella sua voce, ma anche quale raccoglimento e quale profonda emozione  in tutti coloro che assistevano! Ben presto al mormorio sommesso delle parole sacre si univa il rumore dei singhiozzi: si sarebbe detto che fosse una Messa delle Catacombe prima della prigione e del martirio.  
E come si commosse in questi momenti solenni, in questi minuti indimenticabili l'anima del piccolo Vianney! Se ne stava inginocchiato tra sua madre e le sue sorelle e pregava come pregano gli Angeli: quando sentiva piangere, piangeva anche lui, commosso per la commozione degli altri. Poi, con un'attenzione ben superiore alla sua età, pure senza comprendere tutto, ascoltava le istruzioni che con voce grave venivano date dal sacerdote, divenuto un povero proscritto, che metteva a rischio la sua vita per la salvezza e l'amore delle anime.  
O forse non ha sentito la chiamata divina in queste riunioni notturne?  
Il Terrore raggiunse il colmo nel 1793, quando a Lione scorreva il sangue, e sulla Place des Terreaux la ghigliottina lavorava sempre. Allorché si seppe che la lista dei proscritti, presentata dal console Chalier, portava non meno di ventimila abitanti di Lione, nacque una rivolta popolare, che diretta, da Précy, portò sul patibolo lo stesso proconsole, lasciando rinascere fra i cattolici l'alba di migliori speranze; ed ecco invece che un'armata della Convenzione, al comando di Couthon e di Dubois-Crancé, pone lo stato d'assedio. Dall'8 agosto al 9 ottobre, l'energia di Précy assicurò la resistenza, ma infine si fu costretti a cedere, causa la carestia.  
Certo, un bambino di sette anni non poteva comprendere questi avvenimenti in tutta la loro portata: a lui però era giunto il rumore delle battaglie combattute in prossimità dei campi paterni. Dubois-Crancé si era stabilito con le sue truppe intorno a Limonest, ad alcuni chilometri al nord di Dardilly, ed i soldati della rivoluzione attraversavano con frequenza il villaggio 12. Ma più che dal rumore della guerra il fanciullo era inquieto per l'ostinato silenzio delle campane.  
La chiesa era ormai chiusa e sulle strade non si vedevano che i resti delle cappelle abbattute, o delle croci rovinate da uomini venuti da Lione. Anche nelle case private entrava l'odio alle cose sacre ed era stato necessario nascondere bene i crocifissi, le immagini di pietà e le piccole statue 13. Vi era insomma una cosa sola che non si era riusciti ad abbattere: il santuario dei cuori, almeno in coloro che erano cristiani ferventi. Giovanni Maria non aveva potuto separarsi dalla sua Santa Vergine, la voleva sempre con sé, con infinite precauzioni, e la portava anche nel campo, ben nascosta in una tasca del suo piccolo vestito.  

* * *  
Canonico FRANCESCO TROCHU 

NON DIMENTICHIAMOLI


QUESTA PREGHIERA È DI GRANDE SOLLIEVO ALLE ANIME PENANTI


Signore Nostro Gesù Cristo, per il Divin Sangue
che versasti per il terrore mortale da Te provato
nell’orto del Getsemani, Ti imploro di liberare le
anime dei Tuoi fedeli, specialmente le più dimen-
ticate, dai tormenti delle fiamme del Purgatorio e
di condurle al posto che hai loro preparato nel
Tuo Splendore perché possano glorificarTi e
lodarTi in eterno. 
Padre Nostro, Ave Maria, Eterno Riposo




I doni profusi dallo Spirito Santo su PADRE PIO



I doni descritti da Isaia e da San Paolo 

Nel Vecchio Testamento Isaia, nel suo libro, così poeticamente descrive i doni dello Spirito Santo: 

“Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di pietà, e di timore del Signore.” (Isaia 11:1-3) 
 
Nel Nuovo Testamento, San Paolo parla più specificamente dei Doni dello Spirito Santo: 
 
“E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune: 
 
a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza;  

a un altro, invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio della scienza; 
 
a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; 
 
a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell’unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; 
 
a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; 
 
a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l’interpretazione delle lingue." (San Paolo 1 Corinzi 
12,7-11) 

Più avanti nello stesso capitolo San Paolo scrive:  

“Aspirate ai carismi più grandi! E io vi mostrerò la via migliore di tutte.” (1 Cor 12,31) 
 
“La via migliore di tutte è spiegata nel capitolo seguente, dove San Paolo dichiara esplicitamente le tre virtù teologiche: 

« Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità! » (San Paolo 1 Corinzi, 13:13) 

In realtà, il numero dei doni che può dare lo Spirito Santo non è limitato ai sette doni di cui parla Isaia, nè ai nove carismi e alle tre virtù teologali di cui parla San Paolo. Questi doni posso essere al di là di ogni numero, perchè i doni sono regalati da Dio, che è infinito. Ecco perchè l'elenco dei doni ricevuti da padre Pio è straripante, strabocchevole, e gigantesco. 

Il numero dei doni ricevuti da Padre Pio include come minimo: Sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio.  Sapienza, scienza, fede, guarigioni, miracoli, profezia, discernimento spiriti, parlare lingue, interpretare lingue. Fede, speranza, carità. E ancora molti altri. 

TRATTATO SULL’INFERNO


Parole dall’inferno che guidano al Cielo

Luce e tenebre si fanno concorrenza, ma non su un piano di parità, perché la luce è più forte delle tenebre: la luce può scacciare le tenebre, ma le tenebre non possono spegnere la luce. Anche Gesù e il diavolo si fanno concorrenza e anche in questo caso i due rivali non sono su un piano di parità: Gesù, Figlio eterno dell' eterno Padre, è più forte del suo nemico; Gesù può sconfiggere il diavolo, ma il diavolo non può nulla contro di Lui. Il vangelo ci testimonia che Gesù in molte occasioni ha scacciato il diavolo e che ha trasmesso questo potere alla sua Chiesa: "Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni (Mt 10, 8). La Chiesa, dunque, non solo può, ma deve continuare la battaglia iniziata dal suo Signore contro il potere del demonio. Lo fa con la predicazione del vangelo, lo fa con l'amministrazione dei sacramenti, lo fa con la sua azione pastorale e lo deve fare, quando occorre, anche con gli esorcismi. Nulla di nuovo fin qui. Ma ciò che può sorprendere in queste pagine è che il diavolo, su comando di un esorcista, si sia messo a dire la verità. Ma il diavolo non è definito da Gesù il "padre della menzogna" (Gv 8,44)? Certo, tale era e tale resta! Ma Gesù e "la Verità" (Gv 14, 6) e Gesù-Verità può costringere il diavolo-menzogna a collaborare alla riscoperta di un vangelo da tanti oggi purtroppo dimenticato o rifiutato. In questa nostra epoca il diavolo sta cantando vittoria a squarciagola: le sue strade sono molto più battute di quelle del Signore; trova le porte spalancate in tutti i campi, mentre per Gesù troppi cuori sono chiusi; ha quasi tutte le leve del potere in mano, mentre il vangelo sta sempre più perdendo terreno; la menzogna e il vizio dilagano, mentre la verità e la virtù sembrano morte e sepolte. Mai l'umanità è scesa tanto in basso. Già nel '52 il Papa Pio XII affermava: "Il mondo di oggi corre verso la propria rovina è tutto un mondo che bisogna rifare dalle fondamenta". E sei anni prima, con lucida analisi, si era così espresso: "L'oggetto contro il quale l'avversario dirige oggi i suoi assalti, aperti o dissimulati, non è più, come ordinariamente nel passato, l'uno o l'altro punto particolare della dottrina o della disciplina, ma piuttosto l'insieme della dottrina e della morale cristiana fino alle estreme conseguenze. In altri termini, si tratta di un assalto totale". Ma con profondo dolore bisogna aggiungere che se in passato gli assalti alla Chiesa provenivano prevalentemente dall' esterno, oggi sempre più spesso vengono anche dal suo interno. Il diavolo che ieri ha fatto crocifiggere il Cristo, cerca oggi di crocifiggere la Chiesa e lo fa in buona parte per mezzo di nuovi Giuda: figli e ministri della stessa Chiesa. Durante un esorcismo il diavolo ha svelato la sua terrificante strategia: "Ci saranno molti apostati e io mi servirò di molti preti per costruire la mia chiesa". Parola di diavolo? Sì, certo, ma anche parola di Papa. Paolo VI, in un primo tempo così ben disposto verso il dialogo col mondo e verso la riforma della Chiesa, nel '68 ha dovuto amaramente riconoscere: "La Chiesa si trova in un'ora inquieta di autocritica, si direbbe meglio di autodemolizione. E' come un rivolgimento acuto e complesso che nessuno si sarebbe atteso dopo il Concilio. La Chiesa quasi quasi viene a colpire se stessa". E quattro anni dopo ha confessato di avere la sensazione "che da qualche parte sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio" Nel 1981 Giovanni Paolo Il con altrettanto coraggio ha riconosciuto il baratro in cui la Chiesa è stata precipitata da alcuni suoi figli e ministri: "Bisogna ammettere realisticamente e con profonda e sofferta sensibilità che i cristiani, oggi, in gran parte, si sentono smarriti, confusi, perplessi e perfino delusi; si sono sparse a piene mani idee contrastanti con la verità rivelata e da sempre insegnata; si sono propalate vere e proprie eresie, in campo dogmatico e morale, creando dubbi, confusioni, ribellioni; si è manomessa la liturgia; immersi nel relativismo intellettuale e morale, e perciò nel permissivismo, i cristiani sono tentati dall'ateismo, dall'agnosticismo, dall'illuminismo vagamente moralistico, da un cristianesimo sociologico, senza dogmi definiti e senza morale oggettiva". Certo, il diavolo non è l'unico responsabile di questo disastro, ma ne è il primo e principale istigatore, colui che disturba le menti degli uomini e le porta a confondere la verità con l'errore, il bene col male; colui che inaridisce i cuori e indebolisce le volontà. E così, per l'azione corrosiva e martellante di questo nemico invisibile, anche molti cristiani, da figli di Dio quali erano, si ritrovano ad essere povere larve di umanità, vermi striscianti, impantanati nel fango di una vita senza Dio e contro Dio. E la risposta di molti pastori di anime davanti a questo disastro è solo quella del silenzio sull' esistenza e sull' azione nefasta del diavolo. Alcuni altri poi, pastori rinnegati, traditori del Signore e della loro missione, assassini di anime e nemici della verità, più ostinati nel demolire il regno di Dio che impegnati a edificano ... del diavolo negano perfino l'esistenza... con sua grande soddisfazione. Dunque, tace (o nega) chi dovrebbe parlare. Ma Gesù ci assicura: "Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre" (Lc 19, 40). Parafrasando queste parole si sente affiorare una promessa ancora più sconcertante: "Vi dico che, se molti miei discepoli, se molti pastori che io vi ho dato taceranno, grideranno i demoni". E' la rivincita di Gesù che obbliga il diavolo a parlare di se stesso e contro se stesso, a svelare le sue perfide strategie, a metterci in guardia contro il pericolo che corriamo, a predicare il vangelo, soprattutto ciò che del vangelo è oggi taciuto o travisato. E' una strategia dell' amore di Gesù che si serve anche del diavolo per mantenere fede alla sua promessa: "Le porte dell'in- ferno non prevarranno contro la mia Chiesa" (cfr.: Mt 16, 18). In un esorcismo il diavolo ha dichiarato: "Sappiamo che non riusciremo mai a eliminare la Chiesa, ma non lasceremo nulla di intentato per procurarle tutto il male possibile". Sì, il diavolo sogna per la Chiesa tutto il male possibile, ma il Signore, che nella sua infinita e misteriosa sapienza sa trarre il bene anche dal male, lo obbliga a parlare e a gettare la maschera, lo costringe a svelare dove e quali trappole ha nascosto sul nostro cammino. Ci sono state e ci sono perfino anime sante a cui il Signore ha riservato una sorte, umanamente parlando, sventurata: tormentate per anni o per decenni dalla presenza diabolica, hanno sopportato per la gloria di Dio e per la redenzione dell' umanità sofferenze fisiche e spirituali inaudite. Vittime di una tormentosa ossessione diabolica furono  ad esempio la beata Mjriam von Abellin (suora carmelitana), Marie des Vallées (1590-1656), il beato Niklaus Wolf, Antoine Gay (1790-1871) e Suor Maria Maddalena della Passione (1845- 1921), fondatrice delle Suore Compassioniste e morta in concetto di santità. Furono anime ripiene di un Dio che spesso sembrava ostile, indifferente, o lontano da loro e contemporaneamente tormentate dalla presenza straziante del demonio. Dalla loro bocca il diavolo è stato costretto a parlare e a fare il gioco di Dio: dire quelle verità che mai avrebbe voluto ricordarci. In queste pagine abbiamo appunto una testimonianza di questo genere: Heinrich Kreuzer ha raccolto e ci ha riportato quanto il diavolo, con infinita rabbia, ha dovuto dire in diversi esorcismi per il nostro bene. Perché non approfittarne? Perché non meditare attentamente le parole di questo insolito predicatore? Mi auguro che questo scritto trovi ampia divulgazione per offrire al più largo numero possibile di persone delle riflessioni che... vengono dall'inferno, ma ... possono guidare al paradiso.


Sac. Enzo Boninsegna Verona, 6 maggio 1994

IL PANE DELLA VITA




Signore Gesù, Tu sei il Pane vivo, Tu sei il 
pane di Dio, Tu sei il Pane disceso dal cielo, 
Tu sei il Pane per essere mio cibo. Quando 
mi accosto a Te nella comunione, fa’ che 
comprenda la profondità di questo mistero! 
Tu sei sempre pronto ad incontrarmi: fa’ 
che io cammini verso di Te, fa’ che io 
permetta di essere attratto da Te. Fa’ che ci 
sia sempre in me un’assoluta disponibilità, 
perché Tu possa travolgermi con la forza 
del tuo amore, e da questo mondo 
condurmi al Padre. Quando vieni a me nella 
comunione, illuminami per capire che mi 
sto sottomettendo alla tua azione divina.  

Donami la capacità di scoprire di essere 
faccia a faccia con il mistero del tuo amore 
per me. Fammi comprendere la tua 
chiamata, quella vocazione personale, 
ineffabile e misteriosa, a divenire una “cosa 
sola con Te e il Padre”. Radica in me la 
convinzione di appartenere a Te, di essere 
tuo possesso. Conferma in me il tuo dono, 
il dono completo di Te stesso a me! Si, o 
Signore, voglio appartenere a Te, così da 
poter dire con l’apostolo Paolo: “Nono sono 
più io che vivo, ma è Cristo che vive in 
me”. 

domenica 24 novembre 2019

TRATTATO DELLO SPIRITO SANTO



Riassumendo; il genere umano, interrogato sul mondo soprannaturale, risponde con tre atti di fede: Io credo e ho sempre creduto all* esistenza di un mondo superiore: credo e ho sempre creduto al governo del mondo inferiore, non per le leggi immutabili, ma per l’azione libera di agenti superiori; Io credo e lio sempre creduto che in certi casi, Dio interviene da se medesimo, o per via dei suoi agenti, in un- modo eccezionale, nel governo del mondo infe­riore, cioè dire ch’egli sospende, o modifica le leggi delle quali egli è autore, e che fa miracoli; Io credo in particolare, aggiunge il mondo moderno, nell'eletta dell’umanità, cioè che io son nato per virtù (l’un miracolo. La mia esistenza tutta quanta riposa sulla fede nella risurrezione di un morto, e la mia civiltà ha per piedistallo un sepolcro.
Per tacciare d’errore questa fede costante, univer­sale, invincibile, occorre provare che il genere umano, dalla sua origine sino ai dì nostri, è colpito da una triplice follia. Follia l’aver creduto all’esistenza d’un mondo soprannaturale ; follia 1’ aver creduto all’ in­fluenza degli esseri superiori sugli inferiori; follia l’aver creduto che il Legislatore supremo è libero di modi­ficare le sue leggi, o di sospenderne il corso. Queste tre operazioni di pietà filiale, compite religiosamente, e l’uman genere debitamente convinto di essere stato sempre colpito di demenza; ne rimane una quarta: chi nega il soprannaturale dovrà provare, che egli mede­simo non è pazzo.

Monsignor GAUME

SUPREMO APPELLO



... Nessuno vi ha amati più di Me; nessuno vi ha amati quanto Me. Sfido tutti coloro che vi contendono all'amor mio. Chi di essi ha dato il sangue per voi? Chi di loro ha passato trent'anni in una bottega di operaio, per amor vostro? Chi di loro ha predicato una dottrina così pura, così disinteressata, così sociale, così alta ed accessibile a tutte le classi, chi meglio di Me vi ha difesi nei vostri interessi e tutelato i vostri diritti? Chi di loro ha agonizzato tre ore sopra una Croce a conferma dei suoi insegnamenti, con le braccia ancora aperte ad accogliere e a perdonare, ad affratellare tutte le genti? Chi di loro si è fatto « Pane » per voi, soddisfacendo a quei vitali interessi che sono i più imperiosi nell'esistenza di un uomo, la vita dell'anima, vita eterna, vita immortale, vita felice? Chi, chi mai può raggiungervi fino « al di là » per assicurarvi il possesso di un Regno beato e pacifico, dopo le inevitabili e spesso sanguinose lotte di quaggiù?
Aprite gli occhi, figliuolini miei, miei, si, ché a tutti posso rivendicarvi. Chi vi ha amati più di Me, chi ha fatto per voi quanto Me?

Le Profezie di Teresa Neumann



La madre 

Anna Grillmeier, la madre di Teresa, era nata nel 1874 non lontano da Konnersreuth e si era sposata a 23 anni. Il suo matrimonio col sarto Ferdinand Neumann era stato allietato dalla nascita di ben undici figli, uno dei quali, Engelbert, morì piccino. Anna era una donna solida, robusta, non molto alta: la figlia Teresa le assomigliava molto fisicamente e anche per le doti di carattere. Tra madre e figlia il rapporto fu infatti sempre molto stretto e affettuoso. Anna Neumann aveva humor, era intelligente, devota, laboriosa, ed era molto amata e rispettata da tutti i suoi figli. Anni Spiegi racconta che quando scoppiò la seconda guerra mondiale parecchi dei suoi figli e dei suoi generi furono richiamati sotto le armi e combatterono su molti fronti. 
Lei si era procurata una carta geografica e con spilli segnava le varie posizioni al fronte: si teneva quotidianamente informata tramite i bollettini radiofonici. Quando il partito volle assegnarle la croce al merito che veniva attribuita alle madri, lei rifiutò: «Non ne ho bisogno! 
Ho messo al mondo i miei figli per il Signore, non per Hitler!».  
I fatti straordinari di cui era protagonista sua figlia Teresa furono da lei accettati coraggiosamente, ma non le resero certo facile la vita. Per decenni dovette confrontarsi, oltre che con le polemiche di cui abbiamo già parlato, anche con i numerosissimi visitatori che volevano vedere Teresa, cosa che non le riusciva né facile né gradevole. Se però si rendeva conto di un autentico bisogno, era subito pronta ad aiutare e a mettersi a disposizione. Anche in questo Teresa (e la sorella Ottilia, che le somigliava molto) era simile alla madre. Anna Neumann morì a 75 anni nel 1949, prima del marito. 

Il padre 

Ferdinand Neumann era sarto ed era nato nel 1873 a Konnersreuth. Era alto, magro, riservato, di poche parole. Amava molto la sua famiglia ed era profondamente rispettato e ubbidito dai figli, sebbene raramente li punisse. Sopportava la povertà dignitosamente e con estrema discrezione. Capitava per esempio che non sempre il suo lavoro gli venisse pagato, lui però non chiedeva mai nulla, perché esigere un pagamento era considerato una vergogna. Nella 
famiglia Neumann regnava un’atmosfera affettuosa e serena. Ferdinand era un uomo deciso e sicuro di sé, e quando diceva no, non cambiava mai idea. Di questa fermezza di carattere diede prova anche in occasione dei controlli per il digiuno di Teresa, come abbiamo già avuto occasione di vedere. Soffrì molto, essendo persona estremamente onesta e retta, delle polemiche che sorsero intorno alla figlia e dei sospetti di imbroglio che circondarono la faccenda del digiuno. Protesse sempre Teresa, sia dal punto di vista morale che pratico e concreto, e quando era necessario sapeva essere duro e deciso. Morì nel 1959 a 86 anni, dopo breve malattia che accettò con molta tranquillità e rassegnazione. 

Il pastore Naber 

Insieme ai famigliari, padre Naber è una delle figure fondamentali nella vita di Teresa Neumann. Fu per ben cinquant'anni parroco a Konnersreuth e vide crescere generazioni e generazioni. Persona di assoluta integrità e onestà, testimoniò per decenni dell'autenticità dei fenomeni di Teresa, che aveva conosciuto a undici anni e che segui fino alla morte.  
Nei confronti degli eventi straordinari di cui per decenni fu testimone, il suo atteggiamento fu sempre questo: «Fin da principio mi sono proposto questa direttiva: osservare scrupolosamente gli eventi straordinari, caso mai si fosse verificata qualche trasgressione alla dottrina e alla morale ecclesiastica; in caso affermativo, intervenire senza esitazione; in caso contrario lasciare che le cose seguano il loro corso, per non intralciare sconsideratamente i piani del Signore». Nei confronti di quanto avveniva a Konnersreuth fu sempre prudente, ma non ebbe mai paura di dare piena testimonianza della verità. Fu legato da calda amicizia a Teresa Neumann, fu finché visse il suo consigliere spirituale, ogni giorno le portò la comunione, per anni riferì al vescovo di Ratisbona lo svolgersi dei fatti.  
Il clamore che venne a crearsi intorno a Konnersreuth coinvolse ampiamente anche lui, perché egli era continuamente chiamato in causa: inutile dire per esempio che molte delle conversioni che avvenivano in casa di Teresa si completavano poi in chiesa, al suo confessionale. Piccolo di statura, magro, all' apparenza fragile, padre Naber era in realtà una personalità forte e coraggiosa; Teresa aveva un enorme rispetto di lui e tutto il paese gli era devotissimo.  
Per cinquantaquattro anni frequentò quotidianamente casa Neumann, che del resto si trova proprio di fronte alla chiesa, e fu testimone di tutto quanto Teresa visse. Per trentacinque anni Maria, sorella di Teresa e appena un anno più giovane di lei, gli fece da governante. Dopo la morte di Maria, che mancò neppure un anno dopo Teresa, rimase solo. Mori nel 1967, a 96 anni. 
Il suo Diario, che è stato pubblicato di recente, è una fonte preziosa di notizie su Teresa Neumann. 

La Battaglia Finale del Diavolo



Il cuore della questione

Come reagireste se scopriste che gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, gli scandali sessuali che stanno scuotendo la Chiesa Cattolica e la gravissima crisi economica degli ultimi 3 anni sono tutti eventi legati profondamente tra loro?
Questo legame appare chiarissimo se si analizzano tali eventi alla luce del Messaggio di Fatima. Questo Messaggio è la chiave per comprendere la nostra storia contemporanea e quali saranno gli sviluppi del nostro prossimo futuro, che potrebbe avere in serbo per l’umanità una pace profonda e duratura, ma anche morte e distruzioni incalcolabili e mai viste prima.
C’è stata data una scelta; abbiamo due percorsi da scegliere, davanti a noi: il primo ci è stato consegnato a Fatima dal Cielo, mentre l’altro è stato creato dalla follia umana e dagli intrighi del demonio. Il primo ci porterà alla salvezza, sia in terra che in Cielo; il secondo, invece, ci porterà a sofferenze indicibili in un futuro prossimo e, per molti di noi, ad una sofferenza orribile per tutta l’eternità.
Quest’edizione rivista e ampliata de La battaglia finale del diavolo affronta ed esamina quelle due scelte, spiegandole entrambe nel modo più semplice e dettagliato possibile.
Quando apparve più di 90 anni fa a Fatima, in Portogallo, in una serie di apparizioni rese autentiche da un miracolo pubblico senza precedenti nella storia dell’umanità, la Madre di Dio ci dette un avvertimento. Da quel momento, le profezie contenute nel Messaggio di Fatima, pubblicate fino ad oggi, si sono tutte avverate alla lettera – ad eccezione di una sola: “molte nazioni verranno annientate”. La Madonna di Fatima ci aveva avvertito, con grande tristezza, che questa sarebbe stata una delle conseguenze se avessimo ignorato o disprezzato le Sue richieste.
Le apparizioni di Fatima sono state riconosciute come autentiche da una serie di Papi, e sono ora commemorate nel Messale Romano (il libro base del culto Cattolico) per decreto di Papa Giovanni Paolo II. Eppure, in ciò che sembra un vero e proprio mistero d’iniquità, le semplici richieste della Vergine rimangono inascoltate per esplicita decisione di alcuni tra i più importanti prelati della Chiesa Cattolica. Il risultato, proprio come predisse la Madonna, è un peggioramento della già profonda crisi della Chiesa e del mondo, accompagnato da una sensazione sempre più forte, persino tra i non Cattolici, dell’imminente arrivo di un’apocalisse.
Fatima rimane tuttora l’Unica Soluzione che possa salvare l’umanità – e quindi ciascuno di noi – dall’altrimenti inevitabile disastro che sta per abbattersi sul nostro mondo, ADESSO.
La soluzione predetta a Fatima viene opposta con tenacia da alcune persone. Alcuni tra loro sono semplici “utili idioti”, come li chiamerebbero i nemici di Fatima, mentre altri sono semplicemente ignoranti o malinformati sulla vicenda. Esiste tuttavia un nucleo forte di persone, assai intelligenti e preparate, che si pongono deliberatamente in contrapposizione alla Madonna di Fatima e al Suo piano Divino per la pace.
Questa loro opposizione è tanto REALE quanto FOLLE, a maggior ragione in quanto quegli stessi potenti prelati dei giorni nostri, che si oppongono al progetto di pace della Madonna di Fatima, furono avvisati personalmente da Nostro Signore Gesù Cristo! Questa loro opposizione, infatti, attirerà su di essi la stessa sventura che accadde a Luigi XVI, il re Francese deposto e ghigliottinato nel 18° secolo.
La visione pubblicata dal Vaticano il 26 giugno 2000, che mostra il vescovo vestito di bianco e gli altri vescovi mentre vengono uccisi da una banda di soldati, profetizza esattamente il tipo di castigo che attende il Papa ed i prelati del Vaticano, che tuttora si ostinano a non obbedire le richieste del Messaggio di Fatima. È quindi anche per un atto di carità nei loro confronti, per cercare di salvarli, che questo libro continua ad essere pubblicato.
Alcuni lettori potrebbero obiettare che prelati ecclesiastici di 
questo genere non possono esistere davvero, e che non potrebbero mai essere così stupidi. È proprio per questo motivo che questo libro spiega i motivi e i moventi dietro alle azioni dei nemici di Fatima, esaminando dettagliatamente le loro pubblicazioni ed i loro scritti in materia.
Questo libro ci insegna anche che non siamo solo dei meri spettatori, in questa vicenda così drammatica e importante, perché abbiamo tutti un ruolo da giocare, assegnatoci direttamente dalla Regina del Cielo. La battaglia finale del diavolo ci mostra cosa deve essere fatto e cosa possiamo fare per impedire i disastri che incombono su di noi, prima che essi raggiungano un livello oltre il quale le nostre capacità umane non potranno più fermarli.
Sin dalla prima edizione di questo libro – e fondamentalmente grazie ad esso – sono accaduti molti eventi che ci hanno portato assai più vicini alla fine di questa crisi. Sono state messe in circolazione quasi 200.000 copie de La battaglia finale del diavolo ed il suo contenuto ha convinto molte persone, di ogni estrazione sociale, che Fatima è l’unica soluzione.
Questa seconda edizione incorpora alcuni sviluppi cruciali, avvenuti negli ultimi 7 anni, che rappresentano ciascuno una grande vittoria per le forze che ricercano la verità.
I fatti contenuti in questo libro provano, in modo incontrovertibile, che l’apparato Vaticano – a partire perlomeno dal Segretario di Stato – continua a nascondere gli elementi essenziali del Terzo Segreto di Fatima, mentre afferma al contempo di averlo rivelato integralmente; continua inoltre a rifiutarsi di obbedire all’ordine della Madonna e del Signore affinché il Papa ed i vescovi Cattolici consacrino collegialmente la Russia al Cuore Immacolato di Maria, mentre afferma al tempo stesso di aver già obbedito a tale ordine.
Questa disobbedienza e questo inganno stanno sottraendo all’umanità le grazie del Signore, e ci condurranno in un futuro prossimo – se così vorrà il Signore – all’ “annientamento di molte nazioni”, così come alla Grande Apostasia e all’Apocalisse del Nuovo Governo Mondiale, con un’unica Religione Mondiale ai comandi dell’Anticristo.
La Madre di Dio è venuta sulla terra avendo bene in mente le nostre misere condizioni, e con la sollecitudine di una madre Ella ci ha offerto una via di speranza – la via scelta da Dio per la nostra epoca. Per questo non è possibile capire lo stato della Chiesa e del mondo di oggi senza prima capire cos’è successo a Fatima.
Nel compimento del Messaggio di Fatima risiede la fine delle crisi del mondo e della Chiesa. Il rifiuto di ciò che comporta il Messaggio, invece, è sostanzialmente alla base di queste due crisi e al loro continuo propagarsi.
Gli eventi di Fatima rappresentano un punto focale Divino nella battaglia che si sta combattendo oggigiorno per la Chiesa ed il mondo. Entrambe queste due crisi hanno il proprio fondamento sulle verità divine, riassunte con soprannaturale concisione proprio dalle apparizioni di Fatima.
Bisogna anche comprendere gli strani e sistematici tentativi, da parte di alcuni elementi del clero Cattolico, di ostacolare il compimento degli imperativi divini contenuti nel Messaggio di Fatima, tra i quali: il trionfo della Madonna, che avverrà grazie alla Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria; la miracolosa conversione della Russia al Cattolicesimo, ed il susseguente periodo di pace, profondo e duraturo, per tutta l’umanità.
L’importanza centrale che rivestono queste apparizioni nello schema degli eventi mondiali di questi ultimi tempi è resa ancor più evidente dai recenti e frenetici tentativi di alcuni esponenti del Vaticano di “smontare” e “smitizzare” Fatima. Le pagine che seguono contengono le prove di questa campagna contro Fatima, intrapresa da prelati tra i più eminenti in Vaticano, che dimostrano come costoro siano largamente responsabili del’attuale crisi della Chiesa e del mondo, alla quale tutti noi siamo purtroppo costretti ad assistere.
Questo libro risponde alle critiche giunte alla sua prima edizione, ma esso continua tuttavia ad attribuire la responsabilità MORALE oggettiva della situazione ad alcuni potenti prelati e altre personalità influenti del Vaticano.
A coloro che affermano che il nostro tentativo di smascherare questa campagna contro Fatima sia scandaloso, possiamo solo replicare usando le parole stesse della Beata Vergine Maria: “Se le Mie richieste verranno esaudite, la Russia sarà convertita e vi sarà pace; altrimenti, essa diffonderà i suoi errori in tutto il mondo, causando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni verranno martirizzati; il Santo Padre soffrirà molto; molte nazioni verranno annientate”.
La Russia non è stata convertita. Gli errori della Russia, tra cui l’olocausto dell’aborto “legalizzato”, si sono diffusi in tutto il mondo. Oggi persino chi non crede o non è Cattolico vive con la paura dell’annientamento della propria nazione. Per rifarci alle parole di Papa San Gregorio Magno, è meglio che sorga lo scandalo piuttosto che la verità venga nascosta – specialmente quando, come in questo caso, la verità può evitare il disastro globale.
Sottoponiamo quest’opera al giudizio del Papa nonché al vostro, in quanto lettori. Sottoponiamo inoltre questo libro all’opinione pubblica, perché innumerevoli suppliche private, indirizzate negli ultimi 40 anni alle più alte autorità della Chiesa Cattolica, si sono rivelate infruttuose. 
Nel frattempo, la burocrazia del Vaticano che circonda il Papa continua a renderlo effettivamente incapace di rispondere alle suppliche che gli vengono rivolte dal clero e dal mondo laico. Come dimostra lo scandalo dell’insabbiamento degli abusi sessuali da parte dei sacerdoti, perpetrato per decenni da alcuni vescovi, l’unico modo con cui i Cattolici possano veder sanate finalmente le gravi problematiche che affliggono la Chiesa Cattolica odierna, è attraverso una discussione pubblica.
I motivi che ci hanno spinto a presentare questo libro sono i tanti figli leali della Chiesa, che conoscono ed amano la propria Fede e che credono in coscienza che l’attuale comportamento di alcuni pastori della Chiesa sia gravemente errato, come i recenti avvenimenti nella Chiesa Cattolica dovrebbero dimostrare inequivocabilmente ad un qualsiasi osservatore imparziale.
Se il lettore ritiene che abbiamo commesso un errore o una qualsiasi ingiustizia, in ciò che abbiamo scritto, per la nostra salvezza e per quella della Chiesa è suo dovere correggerci legittimamente e basandosi sui fatti, non con semplici invettive o critiche senza fondamento. Ma se invece il nostro atto di denuncia è fondato e convincente, allora il lettore ha un altro obbligo nei confronti di Dio, di se stesso e dei suoi fratelli Cristiani: il dovere di agire sulla base delle prove che presentiamo – e di farlo adesso, mentre c’è ancora tempo.
Come disse Suor Lucia (†2005), l’ultima veggente di Fatima, a proposito del Messaggio di Fatima:Il diavolo è in procinto d’ingaggiare l’ultima e decisiva battaglia contro la Beata Vergine. E la battaglia decisiva sarà quella finale, durante la quale una parte sarà vittoriosa e l’altra soccomberà. Da questo momento in poi dovremo scegliere da che parte stare: o con il Signore o con il demonio. Non c’è altra possibilità.

Padre Paul Kramer e il
Team editoriale della The Missionary Association
Natale 2009

Dio Padre, mostra Misericordia a coloro che negano Tuo Figlio



O Dio, mio  Eterno Padre,  
Ti chiedo di mostrare Misericordia a coloro che negano Tuo Figlio. 
Ti supplico per le anime di coloro che cercano di distruggere i Tuoi profeti. 
Ti prego per la conversione delle anime che si allontanano da Te,  
e Ti chiedo di aiutare tutti i Tuoi figli a preparare le loro anime e a cambiare 
le loro vite, secondo la Tua Divina Volontà, nell’attesa della Seconda Venuta 
del tuo Figlio diletto, Gesù Cristo. 
Amen. 

LA MISERICORDIA DIVINA NELLA MIA ANIMA



 21.XII.1935. Una volta il confessore mi disse di andare a vedere una casa e controllare se era la stessa che avevo visto in visione. Quando andai col mio confessore a vedere quella casa, o meglio quelle macerie, a colpo d'occhio riconobbi che tutto era tale e quale l'avevo visto in visione. 
Quando toccai le tavole che erano inchiodate in sostituzione della porta, in quel preciso momento ebbi come un lampo, una forza penetrò nella mia anima dandomi la certezza assoluta; mi allontanai presto da quel luogo, con l'anima piena di gioia. Mi sembrava che una forza m'inchiodasse a quel luogo. Gioii enormemente avendo visto la piena corrispondenza dì quelle cose con quelle che avevo visto in visione. 
Quando il confessore parlò della sistemazione delle celle e di altre cose, conobbi tutto identico a come mi aveva detto Gesù. Sono oltremodo lieta che Iddio operi per mezzo di lui, ma non mi stupisco affatto per questo, che Iddio gli dia tanta luce, dato che in un cuore puro ed umile abita Iddio che è la luce stessa e tutte le sofferenze e le contrarietà esistono affinché sia manifestata la santità di un'anima. Quando tornai a casa, entrai subito nella nostra cappella, per riposare un momento ed all'improvviso udii nell'anima queste parole: « Non aver paura di nulla, Io sono con te; queste questioni sono nelle Mie mani e Io le realizzerò secondo la Mia Misericordia, e niente si può opporre alla Mia volontà ». 

Diario di Santa Sr. Faustina Kowalska