mercoledì 8 gennaio 2020

QUALCOSA DI PIÙ SULLA MAGIA



Un Esorcista Racconta 


È un argomento vastissimo, trattato in tanti volumi da occupare una biblioteca e la cui pratica si trova in tutta la storia umana e presso tutti i popoli. Pure oggi sono molti quelli che cadono nei tranelli della magia. Anche tanti sacerdoti ne sottovalutano i pericoli: fiduciosi, giustamente, nella potenza salvifica di Cristo che si è sacrificato per liberarci dai lacci di Satana, non tengono in considerazione che mai il Signore ci ha detto di sottovalutarne la potenza, mai ha detto di sfidare il demonio o di cessare di combatterlo. Ha dato invece il potere di cacciarlo e ha parlato della lotta incessante con esso, che ci passa al vaglio Gesù stesso si è sottoposto alle tentazioni del maligno ; ci ha detto chiaro che non si può servire due padroni. 
La Bibbia ci stupisce per la frequenza con cui parla contro la magia e i maghi, sia nell'Antico sia nel Nuovo Testamento. Così ci mette in guardia; perché uno dei modi più comuni che il demonio usa per legare a sé l'uomo e per abbrutirlo è la magia, la superstizione, tutto ciò che rende a Satana un culto diretto o indiretto. Gli operatori di magia credono di poter manipolare forze superiori, che in realtà li asserviscono. 
Gli stregoni si credono padroni del bene e del male. Gli spiritisti e i medium si prodigano nell'invocazione degli spiriti superiori o degli spiriti dei defunti; in realtà si sono consegnati corpo e anima a forze demoniache, senza neppure rendersene conto, dalle quali sono usati sempre per un fine distruttivo, anche se tale fine non emerge subito. L'uomo staccato da Dio è povero e infelice; non riesce a comprendere il significato della vita e tanto meno quello delle difficoltà, del dolore, della morte. Desidera la felicità come la propone il mondo: ricchezza, potere, benessere, amore, piacere, ammirazione... E pare che il demonio gli dica: "Ti darò tutto questo, perché è in mio potere e lo do a chi voglio, se tu ti prostri davanti a me " Luca 4, 6 7. 
Ecco allora giovani e vecchi, donne, operai, professionisti, politici, attori, curiosi, in cerca della "verità" sul loro futuro. E una folla che ne trova pronta un'altra: maghi, indovini, astrologi, cartomanti, pranoterapeuti, sensitivi o veggenti di vario tipo. Costoro vengono avvicinati per caso, o per speranza, o per disperazione, o per prova; alcuni ne restano colpiti, altri legati, altri ancora entrano nei circoli chiusi delle sètte. 
Ma cosa c'è dietro tutto questo? Gli ignari pensano che sia solo superstizione, curiosità, finzione, frode; infatti c'è legato un grosso giro d'affari. 174  Ma nella maggioranza dei casi la realtà è un'altra. La magia non è soltanto una vana credenza, un qualcosa privo di ogni fondamento. È un ricorso alle forze demoniache per influenzare il corso degli eventi e per influire sugli altri a proprio vantaggio. Questa forma deviata di religiosità, che era tipica dei popoli primitivi, si è prolungata nel tempo e convive con le varie religioni in tutti i Paesi. Anche se in forme diverse, il risultato è identico: allontanare l'uomo da Dio e portarlo al peccato, alla morte interiore. 
La magia è di due specie: imitativa e contagiosa. La magia imitativa si basa sul criterio della somiglianza nella forma e nel procedimento, fondandosi sul principio che ogni simile genera un suo simile. Un pupazzo rappresenterà la persona che si vuole colpire e, dopo le opportune "preghiere di rito", conficcando degli aghi nel corpo del fantoccio, si colpirà la persona che il fantoccio rappresenta: questa avrà dolori o malattie nei punti del corpo attraversati dagli aghi nel pupazzo. La magia contagiosa si basa sul principio del contatto fisico, o contagio. Per influire su una persona, il mago ha bisogno dì qualcosa che le appartiene: capelli, unghie, peli, vestiti; anche una fotografia, meglio se a figura intera, ma sempre a volto scoperto. Una parte sta per il tutto; ciò che viene fatto a quella parte influirà su tutto l'individuo. Il mago svolgerà il suo lavoro con appropriate formule o rituali, in tempi determinati dell'anno e del giorno, con l'intervento degli spiriti che egli invoca per rendere efficace la sua opera. Abbiamo trattato questi argomenti parlando delle fatture; ma la magia abbraccia un campo assai più vasto delle semplici fatture, e più vasto del maleficio. 
In uno dei rituali di iniziazione alla magia nera, usati dai maghi dell'isola di Capo Verde, si afferma che il prescelto si troverà davanti, a un certo punto del rito, uno specchio in cui gli apparirà Satana per dargli "i poteri", mettendogli in mano le armi che dovrà usare. Le armi che il cristiano ha, contro il "Icone ruggente", sono la verità, la giustizia, la fede, la spada a doppio taglio della Parola di Dio. 11 mago invece avrà una spada vera e propria per colpire gli uomini; avrà poteri di distruzione, di maledizione, di veggenza, di preveggenza, di sdoppiamento, di guarigione ed altri ancora, secondo il male che è capace di fare, secondo come riuscirà ad ostacolare i piani di Dio, e secondo quello che è in grado di offrire al demonio: oltre se stesso, può offrire i suoi figli e anche altre persone, più o meno ignare, che a lui si rivolgono. 11 risultato per la vittima è che, come minimo, acquisterà una terribile avversione a tutto ciò che è sacro preghiere, chiese, immagini sacre..., con l'aggiunta di altri mali, molto variabili. 
Questo può accadere anche a chi ha commissionato il lavoro al mago, una volta offerto il "sacrificio", rappresentato da un'offerta, anche molto piccola, e consegnate le cose richieste magari rispettando certe regole suggerite: giro di sette chiese, candele da accendere in un certo modo, polveri da spargere, oggetti da portare addosso o da mettere addosso a qualche altro, e così via. In questo modo si contrae col demonio un legame più o meno pesante, con cattive conseguenze per l'anima e per il corpo. Molte volte sono venute da me mamme che in precedenza avevano portato i loro bambini da maghi, e avevano fatto portare loro addosso certe cose che, per gli inesperti potevano sembrare cianfrusaglie, ma che, per le conseguenze malefiche, si erano rivelate dei veri malefici. Se ci si colloca sul terreno del nemico si cade in suo potere, anche se si è agito "in buona fede" e solo la potente mano di Dio può liberare dai legami contratti. 
Le operazioni della cosiddetta alta magia vengono per lo più classificate in sacralizzazioni, consacrazioni, benedizioni, destituzioni, scomuniche, maledizioni. Si intende così trasformare gli oggetti o le persone in "simboli sacri" sacri a Satana, naturalmente. Il materiale magico viene "magnetizzato" in determinati momenti, che sono oggetto dell'astrologia magica. Ogni mago porta su di sé, o prepara per altri, dei "pentacoli", o "pantacoli" dal greco panta klea; in genere si tratta di medaglie i cui simboli sono "catalizzatori di energie". Essi hanno, secondo il mago, una particolare forza celeste. Altra cosa sono i talismani, che richiamano i particolari della persona che vorrebbero proteggere. 
La richiesta di talismani è una delle maggiori attrattive dei poveri clienti, che si sentono colpiti da sorte avversa, iella, incomprensione, mancanza d'amore, povertà; e sono ben lieti di pagare il prezzo, talvolta molto elevato, di questi portafortuna, che dovrebbero liberarli da tutti i loro guai. Invece si portano addosso una carica negativa tale da danneggiare non solo loro, ma anche i componenti della loro famiglia. Per preparare tutti questi oggetti, come per la maggior parte delle operazioni di magia, si fa largo uso di incenso. È un incenso offerto a Satana in chiara contrapposizione all'incenso che nel culto liturgico si offre a Dio. 
Altre forme di magia guidano alla fabbricazione di filtri o miscele che provocano suggestione o vessazione diabolica in chi, mescolati a cibo o bevanda, ingoierà gl'intrugli preparati dal mago. Il malcapitato si troverà in corpo non solo qualcosa di disgustoso, ma anche gli spiriti malefici invocati per la preparazione del maleficio. È noto il cosiddetto "filtro d'amore" che può imporre un orribile legame chiamato anche "legatura", in forza di potenze sataniche. 
La Bibbia ci parla per la prima volta del demonio quando tenta i progenitori sotto forma di serpente. Nella mitologia il serpente è sempre implicato con gli emblemi della conoscenza. In Egitto la maga Iside è colei che conosce i segreti delle pietre, delle piante, degli animali; conosce i mali e i loro rimedi, per cui può rianimare il cadavere di Osiride. Il serpente è rappresentato annodato su se stesso e con la coda in bocca, come emblema del CIELO eterno della vita. Si pensi anche al serpente boa imperatore degli Incas o al boa divino degli Indiani. 
Nel Voudoo il serpente androgino Danbhalah e Aida Wédo ispira i suoi adepti con una certezza e precisione che da risultati stupefacenti in qualsiasi ora del giorno o della notte. Questo serpente afferma di conoscere tutti i segreti del Verbo creatore mediante la "lingua magica", magnificata dalla musica sacra. 
Si tratta di una magia haitiana, di origine africana, che insieme alla magia africana originaria e a quella importata in Sud America particolarmente in Brasile, col nome di "macumba", ha una grande potenza malefica. Già ho ricordato che i malefici più forti che ho avuto occasione di esorcizzare provenivano dal Brasile o dall'Africa. 
La civilizzazione moderna ha fuso, ma non cambiato, certi costumi; per cui coabitano insieme scienza e magia, religione e antiche pratiche. Ancora oggi, specie nelle nostre campagne, c'è gente religiosissima che ricorre a santoni uomini o donne per risolvere le sue difficoltà più svariate: dalle malattie al malocchio, dalla ricerca di un lavoro alla ricerca di un marito. Sono sante persone "che vanno sempre in chiesa"; ancora oggi si trovano mamme che, in buona fede, insegnano alle figlie i gesti e il rito per togliere il malocchio, la notte di Natale; o legano al collo dei figli catenine con crocifissi o medaglie benedette, e ci mettono insieme "peli di tasso", o "denti di lupo", o "cornetti rossi"; tutti oggetti che, anche se non sono stati "caricati" di negatività con riti magici, legano al demonio per il peccato di superstizione. 
Alla magia è sempre accompagnata la divinazione: voler conoscere il nostro futuro attraverso vie storte. Basti pensare al diffusissimo uso di farsi leggere le carte, ossia di farsi predire il futuro dai tarocchi, che sono il mezzo di divinazione prevalentemente usato da maghi e indovini. Pare che l'origine dei tarocchi risalga al XIII secolo, ad opera degli zingari, che avrebbero condensato in questo "gioco" il loro potere di predire il futuro. Alla base c'è la dottrina esoterica che fissa lo schema di corrispondenza fra l'uomo e il mondo divino. Non mi ci fermo; dico solo che l'ingenuo, abbagliato da come è stato rivelato con esattezza il suo passato, ne esce con angoscia e diffidenza o vane speranze, spesso con sospetti nei confronti di parenti o amici, e soprattutto con una certa forma di dipendenza da chi gli ha letto le carte, che lo accompagnerà anche in seguito. Tutto questo potrà causargli stati di paura, rabbia, incertezza; avrà il desiderio di ricorrere a pratiche magiche, o di fornirsi di talismani che gli neutralizzino quel nemico interiore che lui stesso si è procurato e che gli causa malattie, sfortuna... 
La peggiore magia di origine africana è basata sulla stregoneria uritchcraft, che è la pratica di chi vuole far del male agli altri attraverso vie magi che; e sullo spiritismo, attraverso cui si intende mettersi a contatto con lo spirito dei defunti o con gli spiriti superiori. Lo spiritismo è noto in tutte le culture e popoli. Il medium fa da intermediario tra gli spiriti e gli uomini, prestando la sua energia voce, gesti, scrittura... allo spirito che vuole manifestarsi. Può accadere che questi spiriti evocati, che sono sempre e solo demoni, si impossessino di qualcuno dei presenti. La Chiesa ha sempre condannato le sedute spiritiche e la partecipazione ad esse. Non è consultando Satana che s'impara qualche cosa di utile. 
Ma è proprio impossibile evocare i morti? Sono sempre e solo i demoni ad apparire nelle sedute dei medium? Sappiamo bene che questo dubbio nei credenti dipende da una sola eccezione. La Bibbia ci riporta un unico caso, quando Saul si rivolse ad una medium e le impose: "Su, praticami la divinazione per mezzo di negromanzie, evocandomi colui che ti dirò" 1 Samuele 28,8. Effettivamente comparve Samuele, che era morto non molto prima. Iddio ha permesso questa eccezione, ma si noti l'urlo di stupore della medium e più ancora il duro rimprovero di Samuele: "Perché mi hai molestato invocandomi?" 1 Samuele 28,15. I morti vanno rispettati e non molestati. Essendo l'unico caso in tutta la Bibbia, ne notiamo L'eccezionalità. Condivido in proposito quanto scrive uno psichiatra ed esorcista protestante: "È puro egoismo e crudeltà cercare di restare aggrappati ai nostri defunti o volerli richiamare tra di noi. Ciò di cui hanno bisogno è della liberazione eterna, e non di essere nuovamente impastoiati tra le cose e la gente di questo mondo " Kenneth McAll, Fino alle radici, Ancora, pag. 141. 
Molti vengono ingannati per la loro mancanza di fede e per la loro ignoranza. L'uso di certe danze, canti, costumi, candele, animali, che sono necessari in vari rituali di magia Voudoo o della macumba, dal punto di vista etnico e folkloristico può presentarsi interessante. Quattro candele ai quattro angoli di una strada, o un triangolo di candele di cui una con la punta rivolta in basso, possono sembrare un gioco o un'innocua superstizione. È ora di aprire gli occhi. Invito soprattutto i sacerdoti. Sono evocazioni di spiriti malefici che potranno disturbare questo o quello, ma hanno sempre come fine ultimo di distaccare la vittima da Dio, di condurla al peccato, all'angoscia, all'alienazione, alla disperazione. 
Mi è stato chiesto se, attraverso la magia, si possono colpire anche comunità di persone. La mia risposta è sì; ma questo argomento da solo meriterebbe uno studio a parte. Anche qui, come in tutto il mio libro, mi accontento di accennare le cose. È possibile che il demonio si serva di una persona per colpire gruppi anche numerosissimi, che possono addirittura prendere in mano il potere di una nazione, o influire su più nazioni. Credo che, nei nostri tempi, sia il caso di uomini come Carlo Marx, Hitler, Stalin. Le atrocità commesse dai nazisti, gli orrori del comunismo, gli eccidi di Stalin, ad esempio, raggiunsero una perfidia veramente diabolica. Fuori dal campo politico, non esito a vedere un veicolo di Satana in certe musiche e in certi cantanti, che coinvolgono piazze gremite in una frenesia che può raggiungere punte di estrema violenza o volontà distruttiva. 
Ma vi sono anche altri casi più facilmente controllabili e più facilmente guaribili anche se le possessioni collettive sono sempre molto pesanti da rimediare, in cui sono state colpite scolaresche, gruppi di vario genere, comunità svariate, ad esempio, comunità religiose. È incredibile l'abilità del demonio nel riuscire ad ingannare, a far penetrare gli errori peggiori in interi gruppi. C'è chi sostiene che è più facile ingannare una folla che ingannare una singola persona. Certo il demonio può colpire gruppi anche molto numerosi; quasi sempre però notiamo in questi fatti un consenso umano, una colpa umana di libera adesione all'opera satanica: per interesse, per vizio, per ambizione, per tanti possibili motivi. 
L'aspetto dell'influenza del demonio su collettività è uno dei più dannosi, dei più potenti. Perciò vi insistono particolarmente gli ultimi pontefici. Mi riferisco al discorso di Paolo VI del 15 novembre 1972 e a quello di Giovanni Paolo II del 20 agosto 1986. 
Satana è il nostro peggior nemico e tale resterà fino alla fine dei tempi, per cui usa della sua intelligenza e dei suoi poteri per ostacolare i piani di Dio, che vuole invece la salvezza di noi tutti. La nostra forza è la croce di Cristo, il suo sangue, le sue piaghe, l'obbedienza alle sue parole e alla sua istituzione, che è la Chiesa. 

Don Gabriele Amorth

MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO A LUZ DE MARIA 5 GENNNAIO 2020



Popolo di Dio:

L’Amore del Nostro Re e Signore Gesù Cristo per i Suoi figli è infinito, così come è infinita la Sua Misericordia ed infinita è la Sua Giustizia.

IN OCCASIONE DELLA CELEBRAZIONE DELL’EPIFANIA DEL SIGNORE, È NECESSARIO CHE PROPONIATE A VOI STESSI DI FARVI UN REGALO: QUELLO DELLA PACE E DELL’UNITÀ, COSICCHÈ, COME POPOLO DI DIO, POSSIATE RESISTERE.
COSA VEDE L’UOMO DENTRO DI SÈ? LA ZIZZANIA CHE GLI È CRESCIUTA DENTRO?

La ribellione contro la Trinità Sacrosanta porta l’uomo fuori strada e ad usurpare quello che non è suo.

Avete visto i vostri fratelli saccheggiare le Chiese, profanare il Nostro Re presente nell’Eucaristia! Allo stesso modo, gli stessi uomini, nei momenti di carestia, saccheggeranno tutto quello che si trovi sulla loro strada.

Voi non state ancora vivendo quello che sarà il cruento il passaggio delle tenebre dell’uomo sulla terra. Gli uomini saranno come uccelli rapaci e la parte catastrofica di questa generazione sarà: uomo contro uomo.

Popolo di Dio, STAI ATTENTOle aquile volano alto e dalle alture individuano la loro preda, ma non sempre raggiungono il loro obiettivo. 
STAI ATTENTO POPOLO DI DIO, IL SIMBOLO DELLA LIBERTÀ CADRÀ, PRESAGIO DI QUELLO CHE SUCCEDERÀ A QUESTA NAZIONE.

Questa nazione sarà una nuova nazione, dopo essere stata purificata, risorgerà dalle sue ceneri.

Gli uomini emigreranno in cerca di sicurezza, ma sarà difficile che la trovino quando tra le nazioni ci si sta disputando il potere mondiale. 

Popolo di Dio, è per questo che sto chiedendo a ciascuno di voi di emendarsi prima personalmente e quindi di farlo tutti assieme. SOLO UNITI SCHIVERETE GLI ORRORI DI QUELLO CHE STA DAVANTI ALL’UMANITÀ.

Dal suo stesso patire l’uomo imparerà unicamente che non potrà ristabilirsi, ma dovrà iniziare daccapo con una terra in rovine e per poter sussistere, dovrà supplicare che la Manna sia inviata dall’Alto.

Non siate scettici, appellatevi alla Misericordia Divina affinché nei momenti di dolore, il Nostro Re e Signore Gesù Cristo e la Nostra Madre e Regina, accorrano in fretta.

Pregate, dovete pregare, dovete essere persone che pregano con il cuore, con le potenze e con i sensi fusi AI SACRI CUORI E QUINDI VIVIATE LA PRATICA DELLA PREGHIERA NELLA VOSTRA VITA PERSONALE, OFFRENDO IL FRUTTO DELLA PREGHIERA AI VOSTRI SIMILI.

Popolo di Dio, è urgente che PREGHIATE PER LA PACE MONDIALE.
IL FILO SI È ROTTO E L’AVANZARE DELLA TEMPESTA NON SI ARRESTERÀ, MA IL POPOLO DI DIO DEVE PREGARE ED OFFRIRE SENZA VENIRE MENO.

GUARDATE COME SATANA STA PRENDENDO PIEDE NELLE FAMIGLIE, GUARDATE COME SONO IN LOTTA I PADRI CON I FIGLI.
LA MAGGIOR PARTE DELLE SCUOLE SONO DECADUTE NELLA MORALE, I LUOGHI DI LAVORO SONO CAMPI DI BATTAGLIA, LE COMUNITÀ SONO INONDATE DALL’INVIDIA E COSA STA SUCCEDENDO ALL’UOMO, NEL SUO INTERIORE?...

Riparate, di fronte a tanta disobbedienza, a tanta invidia, superbia e menzogna, di fronte a tanti aspetti nefasti e siate l’opposto di quello che è mondano: siate amore e mettete in pratica le Beatitudini (Cfr. Mt 5,3-12).

È urgente che il Popolo del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, continui a prepararsi cosicché non vacilli. Il Timone della Chiesa del Nostro Re e Signore sta soffrendo. Roma sarà attaccata.

Popolo di Dio, la terra si sta muovendo violentemente a partire dal suo interno e sulla sua superficie ci saranno grandi terremoti, pertanto è necessario che VI PREPARIATE, PER POTER AIUTARE I VOSTRI FRATELLI.  

LA TERRA TREMERÀ CON FORZA, MENTRE L’UOMO MINACCERÀ L’UOMO E MENRE LE NAZIONI SI ATTACCHERANNO.

Il tempo che non è più tempo ha raggiunto l’umanità.

Le profezie si compiranno una ad una e…. se non volete che il male si impadronisca di voi e vi riduca a sua preda, dovete mantenere la Pace interiore. È IL MOMENTO DEL PERDONO, DEL PENTIMENTO, DI VIVERE L’AMORE DIVINO IN CIASCUNO DI VOI.
NON SIATE INDIFFERENTI!  

NOI, ESERCITI CELESTI, ACCOMPAGNIAMO IL POPOLO DI DIO NELLE SUE PROVE.
NOI RIMANIAMO VICINI A CIASCUNO, NON TEMETE. FATE IN MODO DI SEMINARE LA PACE NEL VOSTRO CUORE, FATE IN MODO DI AVERE UNA MENTE LIMPIDA, UN PENSIERO PERSEVERANTE NELLA FEDE. SIATE CREATURE DI PACE.
CONSACRATEVI AI SACRI CUORI E RIMANETE FEDELI ALLA TRADIZIONE DELLA CHIESA.

Vi benedico.

CHI È COME DIO?
NESSUNO È COME DIO!

San Michele Arcangelo

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO


COMMENTO DI LUZ DE MARIA

Fratelli:

Il nostro amato San Michele ci reitera la benedizione che riceviamo continuamente dal Cielo, tutto il Cielo ci sta guardando in questo momento, che è quello del compimento di quanto è stato profetizzato.

Noi abbiamo bisogno delle armi della Fede, della pace, dell’unità, della sincerità, della pazienza, della speranza e della carità reciproca.

Siamo adoratori del Santissimo Sacramento, in ogni momento e ovunque ci troviamo affinché la pace non ci abbandoni e preghiamo anche i nostri Protettori e Compagni di Cammino, le Legioni Celesti, di non abbandonarci.

Amen.

Geremia



Inno al creatore

12 Il Signore potente ha formato la terra,
con la sua sapienza ha creato il mondo,
ha disteso il cielo con la sua intelligenza.
13 Al suo comando
le acque si accumulano in cielo.
Egli fa salire le nuvole
dall'estremità della terra,
scatena temporali con lampi e pioggia
e sprigiona il vento impetuoso.
14Allora tutti gli uomini
restano stupiti, non capiscono.
Quelli che fabbricano idoli
provano grande vergogna
perché le loro statue
risultano false, prive di vita.
15Sono oggetti inutili,
degni solo di disprezzo.
16Il Signore li farà sparire,
quando se li troverà davanti.
Il Dio di Giacobbe non è come quelli!
Egli ha fatto ogni cosa,
e ha scelto Israele come suo popolo.
Il suo nome è: il Signore dell'universo.

martedì 7 gennaio 2020

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie


Quarta apparizione, martedì 16 maggio 

La vita di Adelaide si fa pesante, come accadde a tutti i veri veggenti. 
Nel pomeriggio Adelaide va all'oratorio dove suor Concetta la interroga sulle apparizioni. 
Riporto l'interrogatorio dal Cortesi (Storia dei fatti di Ghiaie, o.c., pp. 29 — 30): 
"... Suor Concetta l'intrattiene amorevolmente in conversazione  confidenziale e si fa narrare la storia ed il contenuto delle sue  visioni: Adelaide, in un ambiente amico e quieto, chiacchiera con  chiarezza... 
Dimmi un po' è proprio vero che tu vedi la Madonna? non dire  bugie, perché con esse faresti ridere il diavoletto, e poi... ricordati che stai  preparandoti alla Prima S. Comunione. 
Sì, è vero che la vedo. 
- Dimmi per bene come hai fatto a vederla la prima sera? 
Io stavo raccogliendo fiori da portare all'altarino della Madonna della  mia Nunziata e mi sono impaurita e sono diventata tutta "morèla", ma la Madonna mi ha detto: "Non temere, che io sono la Madonna e verrai qui in  questo posto per tante sere così (e, ciò dicendo, la bambina presentò alla suora nove dita), sempre a quest' ora". 
 Quante erano le ore? 
Erano sei ore. 
 Come fai a dire che eri diventata "morèla" dal momento che non puoi vederti in faccia? 
Me l'ha detto la Severa che io ero diventata "morèla". 
Com'è vestita la Madonna? 
Di bianco con manto celeste. 
- E sulla testa che cosa aveva? 
Una cosa così, rotonda (e indicò colle mani una specie di diadema). 
- Di che colore era? 
 Come i chiodellini dei miei zoccoletti; e si levò uno zoccoletto mostrando le borchiette di ottone... 
Che cosa aveva nelle mani la Madonna? 
Gesù Bambino e la corona. 
Com'era Gesù Bambino? Grande o piccolo? 
 È piccolo così; e indicò colla mano un' altezza di circa 50 cm. da terra. 
Rideva Gesù Bambino? 
No, eh! non rideva. 
- Com'era vestito? 
È vestito di rosa. 
Che cosa aveva nelle mani Gesù Bambino? 
La corona. C'è anche S. Giuseppe. 
Ma va!, Possibile S. Giuseppe? Sarà stato tuo papà. - No, eh!, non ha la barba mio papà. 
Com'era vestito S. Giuseppe? 
Di caffè. 
- E nelle mani che cosa tiene? 
Il bastone. 
 Allora tu li vedi tutti e tre? 
 Sì, io li vedo tutti e tre. 
 Come fai a dire che viene la pace? 
- Me l'ha detto la Madonna. 
 Quando? 
- Me l'ha detto ieri sera. 
 Come ha fatto la Madonna a dirtelo? 
 Io, quando l'ho vista, le ho detto così: "Tu Madonna, quando finisce la guerra? Quando viene la pace?" e la Madonna mi  ha risposto: "Di qui a due mesi, se la gente prega e fa penitenza". 
 Proprio due mesi t'ha detto la Madonna? Non avrai sbagliato a capire? Non avrà detto due anni? 
 No, eh! Mi ha detto proprio due mesi la Madonna. 
 E la domenica, nella seconda apparizione, che cosa ti ha detto la Madonna? 
 Mi ha detto che quando io sarò grande andrò suora, ma  dovrò patire tanto e tanto, ma di non piangere, perché, dopo, mi  porta in paradiso con Lei. 
 Come ti parla la Madonna: in italiano o in bergamasco? 
Parla come me, in bergamasco. 
Vuoi bene tu, alla Madonna? 
 Sì, molto. Quando io ritorno a casa dall'asilo, per la strada recito sempre il Pater e l'Ave Maria. 
Ma come fai? Sei colle compagne. 
 Esse parlano e giocano, ma io dico il Pater e l'Ave Maria. 
Come fai a capire, a sentire l'arrivo della Madonna? 
 Io vedo passare due uccellini bianchi e capisco che dopo arriva la Madonna. 
Quante volte hai visto la Madonna? 
- Tante volte così -; e mostrò tre ditini. 
E questa sera? 
È quella così -; e mostrò quattro dita. 
Quante volte la dovrai vedere ancora? - Ancora tante  volte così -; e mostrò cinque dita". 
Il documento ha un notevole valore storico. Infatti ci  mostra che il 16 maggio anche i minimi particolari delle prime apparizioni erano già fissati nella mente di Adelaide. 
Prima delle ore 18, la bambina ritorna a casa con Itala e Giulia, e deve insistere perché la lascino andare all'incontro con  la Vergine Maria. 
Arrivata sul posto, dopo poco entra in colloquio con la Vergine, ma le sue parole non sono percepibili. Maria osserva  gli occhi di Adelaide e le paiono due soli: essa ammiccava  spesso, come uno cui dolgano gli occhi. 
Adelaide così scrive: 
"In questa apparizione per essere puntuale al mio orario dovetti insistere molto presso la gente che affollava la mia casa  perché tutti insistevano a farmi credere che erano le ore cinque  mentre io in cuore sentivo che era l'orario datomi dalla Madonna. 
Alle mie insistenze di lasciarmi libera, un uomo mi prese in braccio e mi portò sul posto delle apparizioni. 
Come le altre sere il punto luminoso, preceduto dalle colombine apparve e la Madonna con Gesù Bambino e S. Giuseppe si manifestò di nuovo. I loro vestiti erano come il giorno  precedente. La Madonna mi fece un sorriso poi con volto addolorato mi disse: "Tante mamme hanno i bimbi disgraziati per i loro  peccati gravi; non facciano più peccati e i bimbi guariranno". 
Chiesi un segno esterno per soddisfare al desiderio della gente. Essa mi rispose: "Verrà anche quello a suo tempo. Prega per  i poveri peccatori che hanno bisogno della preghiera dei bambini". 
Così dicendo si allontanò e disparve".

Severino Bortolan 

LETTERA APERTA AL CLERO ED AI FEDELI



In seguito ai recenti tragici avvenimenti nella Chiesa, è mio grave dovere scrivere queste righe per mettere in guardia clero e fedeli che rischiano seriamente di essere fuorviati ed ingannati.
L'Esortazione apostolica post-sinodale 'Amoris laetitia' di Papa Francesco rappresenta infatti un vero e proprio oggettivo attentato alla Fede ed alla santità dei Sacramenti del Matrimonio, della Penitenza e della SS. Eucaristia, poiché apre la porta al soggettivismo, al relativismo ed alla famigerata 'morale della situazione' e della 'gradualità' già condannate dal Magistero della Chiesa.
E questo, dopo l'entrata in vigore delle disastrose nuove norme canoniche sui processi di dichiarazione di nullità matrimoniale, che a dirla in breve tra snellimenti, facilitazioni, abbreviazioni, delega di vescovi a 'giudici monocratici' e privazione delle garanzie della doppia sentenza conforme, hanno introdotto una specie di 'divorzio cattolico' , tanto da chiedersi se non abbiano trasformato la Chiesa cattolica in una specie di Las Vegas clericale.
Sia i suddetti nuovi canoni che questa Esortazione postsinodale però, non sono che le ultime delle tante picconate inferte in questi ultimi 50 anni contro il Depositum Fidei, a cominciare dall'infausto Concilio Vaticano II.
A partire dall'elezione di Papa Giovanni XXIII abbiamo assistito ad un crescendo continuo di attacchi - indiretti e, speriamo, non voluti, ma purtroppo terribilmente efficaci - contro la dottrina costante della Chiesa, spesso portati avanti dagli stessi Papi con interventi a livello di pastorale (p. es. le riunioni interreligiose ed ecumeniche di Assisi) , disciplina canonica (nuovo Codice del 1984 elaborato per introdurvi le famigerate 'novità' del Vaticano II) e sacramentale (nuovo Rito della Messa del '69 in chiave filoprotestante, profanazioni continue causate dalla Comunione sulla mano, ministri straordinari dell'Eucaristia che si sostituiscono indebitamente al Clero, ecc.).
Ho descritto tutto questo, e molto altro, nel mio libro '1962 – Rivoluzione nella Chiesa', pubblicato alcuni anni fa, ragion per cui non mi ripeterò in questa sede.

Ora però dopo aver per 50 anni ripetutamente contraddetto, seppur in modo indiretto, il costante ed universale Magistero della Chiesa anteriore al Vaticano II in ciò che è legato ai dogmi della Fede, adoperando le armi del dialogo interreligioso, del falso ecumenismo, della libertà religiosa e della collegialità episcopale, ora con il Pontificato di Papa Francesco è giunto il turno delle verità della morale rivelata e di quella naturale.
E non poteva che essere così, visto che è la dottrina dogmatica a fondare la morale, per cui alla distruzione della prima non poteva che far seguito quella della seconda: era solo questione di tempo, viste le premesse.
Oggi, dunque, ci siamo: ciò che ancora restava in piedi del Cattolicesimo viene attaccato e scardinato sotto gli occhi allibiti di coloro che non avevano compreso abbastanza la gravità dei precedenti cambiamenti 'conciliari', ed ancora speravano che la Rivoluzione del 1962 potesse essere arrestata ad un certo punto della sua avanzata, che insomma si potesse 'conservare' nello stadio raggiunto con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
Poveri 'conservatori' illusi...

Per l'esame dei punti più distruttivi della 'Amoris laetitia' unisco a questa mia lettera due documenti:
- il primo è la recente importantissima dichiarazione ufficiale di S.E. mons. Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare di Astana (Kazakhstan), molto noto sia in Europa che negli USA, sulla suddetta Esortazione, una dichiarazione assai articolata e di esemplare chiarezza;
- il secondo, sempre a questo riguardo, è uno studio sintetico pubblicato dal prof. Roberto de Mattei. Entrambi sono presenti in allegato, in formato PDF.

Da parte mia qui, come premessa, mi limiterò a sottolineare in particolare, a causa della sua estrema gravità, il carattere oggettivamente blasfemo del n. 303 della suddetta Esortazione, il quale così recita:
“ A partire dal riconoscimento del peso dei condizionamenti concreti, possiamo aggiungere che la coscienza delle persone dev’essere meglio coinvolta nella prassi della Chiesa in alcune situazioni che non realizzano oggettivamente la nostra concezione del matrimonio. Naturalmente bisogna incoraggiare la maturazione di una coscienza illuminata, formata e accompagnata dal discernimento responsabile e serio del Pastore, e proporre una sempre maggiore fiducia nella grazia. Ma questa coscienza può riconoscere non solo che una situazione non risponde obiettivamente alla proposta generale del Vangelo; può anche riconoscere con sincerità e onestà ciò che per il momento è la risposta generosa che si può offrire a Dio, e scoprire con una certa sicurezza morale che quella è la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessità concreta dei limiti, benché non sia ancora pienamente l’ideale oggettivo. [...]”

Dunque secondo la 'Amoris laetitia' Dio autorizzerebbe l'adulterio e la fornicazione “per il momento”, poiché “quella è la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessità concreta dei limiti” .
Una vera e propria blasfemia, messa nero su bianco senza alcuna vergogna, che spingerà, assieme agli altri punti fuorvianti di questo documento, i fedeli ad addormentarsi nel peccato mortale: perché tale rimane, e sempre rimarrà, ogni peccato contra sextum, nonostante i sofismi del clero neomodernista.

Insomma, al comando netto e chiaro di Nostro Signore Gesù Cristo all'adultera : “Va' e non peccare più” (Gv 8, 1-11), Papa Bergoglio sostituisce ora la propria esortazione postsinodale : “Va', e non preoccuparti del peccato, perché l'adulterio è la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessità concreta dei limiti ”…
E' di fatto (prescindendo dalle intenzioni, ma i fatti son questi) una Esortazione a delinquere, che sarebbe stato più consono chiamare “Adulterii laetitia” o “Fornicationis laetitia”.
E' la diffusione di una falsa idea di misericordia divina, una vera e propria contraffazione, poiché la vera, e per noi consolante, Misericordia di Dio esige la rinuncia al peccato, subito, senza 'se' e senza 'ma'.
E' un attentato simultaneo diretto contro tre Sacramenti: quello del Matrimonio, di cui in pratica viene negata l'indissolubilità; quello della Penitenza o Confessione, visto che saranno impartite dai sacerdoti assoluzioni sacrileghe e nulle per mancanza di pentimento sincero da parte dei penitenti che non vogliono abbandonare il loro stato di peccato mortale ; e quello della Santissima Eucaristia, poiché il Santissimo Corpo di Cristo verrà distribuito sacrilegamente a fedeli non pentiti, non validamente assolti ed in peccato mortale.
Senza contare il fatto che questi stessi falsi principi tipici della 'morale della situazione' e della 'gradualità' potranno essere applicati a qualsiasi tipologia di peccato, lasciando all'arbitrio di preti e fedeli ogni giudizio: è la distruzione atomica del concetto stesso di Chiesa Cattolica in quanto Mater et Magistra, che senza un intervento di Dio (che però ci sarà, perché è di Fede che le porte dell'Inferno non prevarranno) finirebbe così per dissolversi in una miriade di chiesuole e gruppuscoli ognuno con la sua dottrina, morale e prassi particolari, come già puntualmente avvenuto, ad esempio, nel mondo protestante.
Una cosa è sicura: questa Esortazione postsinodale con tutta la sua falsa 'misericordia' che pretende di rassicurare il peccatore facendolo permanere nel suo stato di grave ribellione a Dio, convoglia clero e fedeli attraverso quella porta e su quella via larghe e spaziose che conducono alla dannazione eterna (Mt 7, 13).
Ci creda o no il clero neomodernista.

* * *
Ma a questo punto, in primis et ante omnia, Papa Bergoglio dovrà ovviamente - mi si perdonerà l'ironia - provvedere al più presto alla de-canonizzazione, tanto per cominciare, di un San Giovanni Battista che alla luce della suddetta 'Esortazione', risulterebbe colpevole di durezza di cuore nei confronti di Erode Antipa ed Erodiade, avendone pubblicamente condannato l'adulterio.
Quello del Santo Precursore sarebbe stato infatti, secondo la suddetta 'Esortazione', un "atteggiamento che pretende di risolvere tutto applicando normative generali o traendo conclusioni eccessive da alcune riflessioni teologiche" (AL 2), dimenticando che nei confronti degli adulteri si esige " un attento discernimento e un accompagnamento di grande rispetto, evitando ogni linguaggio e atteggiamento che li faccia sentire discriminati e promovendo la loro partecipazione alla vita della comunità." (AL 243).
Come dunque poteva, San Giovanni, "sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni “irregolari”, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone" ?
Ma è evidente: è perché in lui si verificava "il caso dei cuori chiusi, che spesso si nascondono perfino dietro gli insegnamenti della Chiesa «per sedersi sulla cattedra di Mosè e giudicare, qualche volta con superiorità e superficialità, i casi difficili e le famiglie ferite»" (AL 305).
E soprattutto perché San Giovanni, evidentemente, non sapeva che "non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta “irregolare”vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante." (AL 301).
E la finisco qui, per non passare dall'ironia all'invettiva.

* * *
Come infine comportarsi in pratica? La dottrina cattolica insegna che è doveroso opporsi ad ordini o consigli che conducono al peccato contro la fede o contro la morale, e che dunque mettono a rischio la salvezza eterna delle anime, anche se per caso venissero dal Papa (il quale potrebbe anche sbagliare, poiché l'infallibilità gli è garantita solo quando egli intende definire solennemente un dogma di fede o di morale, oppure quando ripete la dottrina di sempre).
Ad esempio, San Tommaso d'Aquino nella sua 'Summa Theologica' scrive che «essendovi un pericolo prossimo per la fede, i prelati devono essere ripresi, perfino pubblicamente, da parte dei loro soggetti. Così San Paolo, che era soggetto a San Pietro, lo riprese pubblicamente, a motivo di un pericolo imminente di scandalo in materia di fede. E, come dice il commento di Sant’Agostino, “lo stesso San Pietro diede l’esempio a coloro che governano, affinché essi, se mai si allontanassero dalla retta strada, non rifiutino come indebita una correzione venuta anche dai loro soggetti” (ad Gal. 2, 14)» (II-II 33, 4, 2).
E San Roberto Bellarmino precisa: «Com’è lecito resistere al Pontefice che aggredisce il corpo, così pure è lecito resistere a quello che aggredisce le anime o perturba l’ordine civile, o, soprattutto, a quello che tenta di distruggere la Chiesa. Dico che è lecito resistergli non facendo quello che ordina e impedendo la esecuzione della sua volontà: non è però lecito giudicarlo, punirlo e deporlo, poiché questi atti sono propri di un superiore» ('De Romano Pontifice', in 'Opera omnia' , Milano 1857, vol. I, lib. II, c. 29).

Don Andrea Mancinella (della Diocesi di Albano)

Eremo di Salisano, 26 aprile 2016


Le porte degli Inferi non prevarranno!

...PER UNA RICCHEZZA DI FRUTTI



“Frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà,
fedeltà, mitezza, dominio di sé”.
(Gàlati 5,22)

Grazie a te, Spirito Santo, 
siamo resi figli adottivi
e possiamo chiamare Dio con il nome di Papà.
Tu vieni in aiuto alla nostra debolezza 
e intercedi per noi,
perché non siamo più schiavi 
delle nostre passioni, ma liberi.
Vieni, Spirito Santo, e trasforma i nostri cuori, rendi feconda e ricca la nostra vita.
Soffio di vita, 
insegnaci l’amore vero e gratuito, 
che sa perdonare e ricominciare ogni giorno. Apri i nostri occhi 
e donaci stupore e gioia,
per riconoscere ciò che è bello 
nella coppia e nei figli.
Fa’ di noi uno strumento della tua pace, affinché cresca in famiglia 
la comprensione, l’armonia, l’unità.
Spirito creatore, 
donami la sapienza del cuore: 
che io non cerchi me stesso 
ma il bene degli altri.
Rafforza in me la carità e la bontà:
che io possa rispondere al male con il bene. Accresci in me una robusta pazienza:
che io sappia seminare e attendere i frutti. 
Amen.

Pregare bene



Miei piccoli figli,

accade che taluni si pongano delle domande sulla preghiera e siano persuasi che pregare bene sia cosa difficile, ma non è affatto vero. Sono infatti convinti di pregare male e per questo credono di non essere ascoltati, ma non è così.

Per prima cosa non pensiate, nel pregare, di imitare qualcuno che secondo voi prega bene.

No, tutti sono in grado di pregare bene, esprimendo semplicemente se stessi. Ognuno ha un carattere diverso e questo influisce su tutto quello che fa, anche sulla preghiera. Quello che vi dico è di essere veri, cioè come siete. Non dimenticate che, nella preghiera, vi rivolgete al Dio che chiamate Padre, a Gesù che chiamate Fratello, a me che chiamate Mamma. Quando pregate, vi rivolgete ai vostri Familiari del Cielo e questo esige spontaneità e libertà d’espressione del cuore. Questo per quanto riguarda la preghiera personale, che, anche se precostituita come il Santo Rosario, assume in ciascuno delle caratteristiche diverse.
Nella preghiera comunitaria, invece, bisogna essere attenti all’unione degli oranti, perché tante voci siano una sola voce e tanti cuori siano un cuore solo davanti a Colui che si prega.

Taluni dicono le preghiere del Rosario, ma non pregano né me né Dio: fanno una ripetizione meccanica delle formule, ma il loro cuore rimane lontano. Il Cielo è presente per ascoltarli, ma loro sono assenti all’incontro, perché il loro cuore non si innalza, ma rimane ancorato alle faccende e preoccupazioni in cui sono immersi.

Dice Gesù: “Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.” (Matteo 6,21) Lasciatevi giudicare da questa Parola. Dov’è il vostro tesoro? E’ forse legato alle cose materiali e non riesce a distaccarsene?

Se pregate me, volgete il vostro cuore verso di me e rimanete nella mia presenza fino a che non avete terminato la preghiera. Le distrazioni ci saranno e non dovete turbarvi, ma piuttosto allontanarvi pacificamente da esse per ritornare alla preghiera. La preghiera è un incontro: pensate a due persone che si amano e che si trovano insieme. Così quando venite a me, datemi il vostro cuore con tutti gli affanni che contiene. Sì, datemi il vostro cuore e fidatevi di me, perché sono vostra Mamma e so bene di cosa avete bisogno. Affidatemi le intercessioni e date disponibilità a servire il Signore. Non sono necessarie tante parole, perché io vi conosco più di quanto voi conosciate voi stessi.

Volgete il vostro cuore a me quando mi pregate, altrimenti pregherete l’aria e non riceverete, perché molti sono i buoni frutti della preghiera e sono a vostra disposizione.

Se, invece, vi accostate e rimanete uniti a me, troveranno ristoro le anime vostre, perché io vi abbraccio e vi dono il mio Cuore. Tra me e voi ci sarà scambio d’amore: un meraviglioso scambio in cui la mia grazia e i vostri bisogni si uniscono e molti sono i benefici che ricevete.

Forse potrete sentire le anime vostre che si nutrono, così come un bimbo allattato da sua mamma sente la dolcezza di essere nutrito da colei che lo ama. Forse non riuscirete a sentire questo fluire di vita che penetra in voi, ma vi assicuro che ogni preghiera in cui c’è il contatto del vostro cuore con il mio Cuore, voi siete nutriti dell’Amore del mio Cuore Immacolato.

Quando pregate cercate di correggere i vostri difetti e questa è cosa buona, ma non siate troppo severi con voi stessi. Io sono una Mamma Buona e vi amo, ciascuno come siete.

Sarà l’Amore a trasformarvi, non certo i vostri sforzi, anche se sono apprezzabili.

Ognuno mi ami come è capace e non pretenda da sè stesso di amarmi come mi ama qualcun altro. Vi accorgete, figli miei, come la tentazione dell’avversario è sempre diretta a portarvi fuori strada? Siete chiamati a perfezionare voi stessi nella vostra unicità.

Ognuno mi ami come è capace. La preghiera è amore, anzi è
scambio d’amore.

Vi amo e vi benedico. Pregate senza stancarvi. Pregate per tutti.

Maria, Mamma di Gesù e Mamma vostra.

PADRE PIO E IL DIAVOLO



Gabriele Amorth racconta...


Tradimenti 

In un'occasione specifica, il 24 febbraio 1939, un'altra lettera avverte: questa sera  mentre state a cena Padre Pio aprirà la Chiesa. É l'ora di cena. Dopo alcuni bocconi, Padre  Pio avverte il padre vicario che deve assentarsi ed esce. Racconta padre Raffaele: «Salgo su nel corridoio; mi levo i sandali e a piedi nudi - faceva freddo - vado dietro la porta del coro per assicurarmi che Padre Pio fosse ancora là; e con mia somma sorpresa e grande umiliazione sento che il povero Padre, tanto calunniato da anime vendute al diavolo, si disciplinava dicendo il Miserere a voce abbastanza chiara... Dopo osservo dal finestrino della stanzetta a fianco del coro per vedere se nel piazzale vi fosse qualche persona; ma non vi era anima vivente. Allora mi persuado essere opera puramente diabolica, all'unico scopo di diffamare il Padre». 

Ma le voci e le calunnie fecero premio sull’evidenza. Si decise di installare dei microfoni,  per controllare che cosa accadeva nella celletta di Padre Pio, e nella foresteria, la stanzetta  dove il religioso riceveva privatamente figli e figlie spirituali. Secondo la relazione stesa per  la Positio da padre Amedeo Fabrocini, Provinciale di Foggia, «furono collocati due soli microfoni, uno nella cameretta n. 5 di Padre Pio, l'altro nel parlatorio o foresteria (una stanza presso la porta d'ingresso del convento). L'idea di collocare i microfoni venne in mente al padre Giustino Gaballo (il confratello incaricato dell'assistenza a Padre Pio, compito che in realtà assolveva con fraterna dedizione), che l'effettuò segretamente con la collaborazione del fratello non chierico fra Masseo Cannilo. Il padre Giustino e il suo collaboratore, non essendo demoni" non si permisero mai, per quanto mi consta, di registrare una confessione sacramentale (ma su questo punto le opinioni, a cominciare da quella di Padre Pio, sono  molto diverse. N.d.A.): a essi interessavano solo i colloqui del Padre con le tre "pie donne" e quanto gli andava a riferire settimanalmente (precisamente ogni sabato) il comm. Battisti, delegato amministrativo di Casa Sollievo della Sofferenza. Alla domanda che cosa volessero dirmi, padre Giustino rispose che il giorno precedente aveva segretamente registrato una conversazione di Padre Pio con le “pie donne", tenuta privatamente nella foresteria, e avendovi appreso con dolorosa sorpresa cose gravi, era necessario che io l'autorizzassi di continuare a registrare tali colloqui riservati. Alle mie insistenze di volermi prima riferire che cosa precisamente avessero rilevato, non risposero. Quando, innervosito dal loro silenzio, esclamai: “Per amor di Dio, spiegatevi... ho diritto di sapere... perché allora siete venuti da me?”, intervenne padre Emilio: “Si tratta di un bacio”. “Bacio... ma di che natura?” soggiunsi. 
Un’alzata di spalle fu la risposta. Riprese la parola padre Giustino: “Ripetiamo che siamo venuti perché ci autorizzi a continuare a registrare i colloqui riservati di Padre Pio. É assolutamente necessario". 

“Non posso permetterlo”, risposi. 

“Allora” ribatté con tono serio “tenga per certo che poiché il nome di Padre Pio ha risonanza dovunque, di tutte le gravissime conseguenze che deriveranno dalla negata autorizzazione, lei ne porterà le tremende responsabilità di fronte all’Ordine, alla Chiesa, al mondo”.» 

L’iniziativa di padre Giustino «fu fatta propria da un’alta autorità romana», di cui padre  Amedeo ignora l'identità. 

Padre Amedeo ebbe l’ordine di mettersi a disposizione di padre Umberto Terenzi,  rettore del Santuario del Divino Amore, e si recò a trovarlo una sera a Roma. 

«... Disposto il nastro su un registratore, vi si sedette accanto e m’invitò a fare altrettanto, dicendo: “Ora ascoltiamo questa conversazione di Padre Pio... in silenzio... e dopo i commenti”. 
L’apparecchio mandava un sottilissimo filo di voce; per quanto io tenessi vicino l’orecchio, non riuscii a cogliere che qualche parola isolata, mai una frase di senso completo. Lui invece sembrava che capisse tutto. A un certo punto mi fece notare: “Ecco, qui c’è un bacio”. Si ascoltò più volte la registrazione; ma sempre con lo stesso risultato, per me. Staccato lo spinotto dalla presa di corrente lui esclamò sdegnato: “Cose gravi, padre mio, cose tristi... Costituiranno una spina per la Chiesa. Quale delusione e quale scandalo per innumerevoli anime... e anche per me che gli ero affezionatissimo. Ma è necessario affrontare subito la brutta faccenda, con provvedimenti severi, efficaci. Anche il confessore di Padre Pio avrà quello che si merita: verrà esiliato in Africa”.» 

Don Terenzi agiva, disse, «per mandato ricevuto dal Sant'Uffizio (allora retto dall'arcivescovo Parente, perché assente il cardinale Ottaviani). Tutto quanto dispongo, lo stabilisco di accordo con la Suprema Congregazione». Ricordiamo che fu Padre Pio a  chiedere che finisse l'esilio di padre Giustino. Riferisce padre Carmelo, durante questo episodio: «Nel 1964 ebbi un incontro con S. Eminenza: argomento del colloquio Padre Pio. A un dato punto della conversazione riguardante l'uso dei registratori, l'eminentissimo a bruciapelo mi domandò: “Padre Carmelo, poi come mai Padre Pio volle vicino a sé Padre Giustino, chiedendone tramite voi il ritorno da Malta?”. Mi sentii umiliato e mortificato, comprendendo la gravità di quell'interrogativo, e abbozzai una risposta: “Eminenza, ma prima padre Giustino voleva bene a Padre Pio, poi...” stavo per continuare quando il cardinale, riprendendosi e rispondendo da se stesso al suo interrogativo, scandì: “Già, del resto anche Gesù ebbe il suo Giuda nel collegio apostolico!... Così pure Padre Pio ha avuto il suo Giuda”». 

MARCO TOSATTI