domenica 30 agosto 2020

La dottrina della Croce, è la dottrina perfetta della fede e dell’amore ed è con queste due armi, che l’anima si prepara ad affrontare questi tempi difficili della tribolazione.



Messaggio di Nostro Signore Gesù Cristo, ricevuto da Discipulo
il 19 settembre 2018 – Città del Messico

Amati figli Miei:
Desidero parlarvi, con grande tristezza nel Mio Cuore, di qualcosa che sta succedendo nel mondo ed è che molti dei Miei figli non si rendono conto del grave pericolo che sta correndo la vostra Fede, quando coloro che sono consacrati a Me, che dovrebbero stare uniti a Me nella fedeltà per l’eternità, Mi stanno tradendo e stanno venendo meno ai loro voti, stanno commettendo ogni genere di peccati di impurezza e si stanno allontanando ogni giorno di più dalla Grazia che loro stessi dovrebbero trasmettere ai Miei figli, per renderli forti nella Fede e nell’Amore.

La dottrina della Croce, è la dottrina perfetta della fede e dell’amore ed è con queste due armi, che l’anima si prepara ad affrontare questi tempi difficili della tribolazione.

Dovrete attraversare una grande prova, la tribolazione e la persecuzione, quale mezzo di purificazione! 
​Quando un consacrato si allontana da Me e preferisce spartire totalmente la sua vita, andando in cerca di un’altra strada, cercando di giustificarsi si burla del Ministero del consacrato che ha ricevuto e quindi Mi è infedele.
E per questo divento triste e Mi fa male ​al Cuore, perché amo tanto i Miei figli e non voglio che si perdano, perché un consacrato non cessa di esserlo, nemmeno dopo la morte, gli rimane il Sigillo indelebile della Mia Grazia, dovuto alla confessione di Fede e al suo impegno totale ed assoluto con Me.

In altre parole, questo tradimento del loro ministero, significa che priveranno i Miei figli della spiegazione della vera conoscenza, che Io conferisco ai sacerdoti mediante il dono dello Spirito Santo, di modo che possano spiegare le Sacre Scritture ed i Miei figli possano capirle.  

Siccome la Mia è una Dottrina di virtù e di purezza, quando loro cominciano ad introdurre dottrine errate ed estranee a quello che Io desidero, confondono i Miei figli, che di conseguenza non sanno più che decisione prendere!

E la decisione che ciascuno prenderà, secondo il suo libero arbitrio, sarà decisiva per la perdizione, nel castigo eterno o per la Salvezza, nell’eternità con Me nel Cielo.
Figli Miei, è necessario che comprendiate che in questi tempi, l’unica cosa che vi sosterrà, è la vera Fede e il vero amore in Me, è la vita di sacrificio, di penitenza e di preghiera!
La forza dell’amore e della fede fortificheranno le volontà cosicché, quando ai Miei consacrati si presenteranno gli attacchi sottili del nemico, potranno affrontarli con coraggio e senza paura.

Questo tempo di oscurantismo sta colpendo molte anime.   
Quelli che hanno fiducia nelle Mie Parole, sono quelli che Mi seguono fedelmente attraverso il Magistero della Chiesa, conservando la Sana Tradizione e la Vera Dottrina, che Io volli stabilire nella Mia Chiesa, ma ora nella Mia Chiesa, coloro che hanno usurpato gli alti ranghi, sono molto permissivi con peccati gravissimi contro la purezza.  

Io vi avevo avvertito che lo spirito di Jezabel ​avrebbe potuto colpire i Miei consacrati, perché quando abbandonano la vita di preghiera e quando non ne vogliono sapere della virtù e della purezza, diventano una facile preda.
Portati dalle loro basse passioni, a causa della mancanza di preghiera, di una vita di penitenza e di sacrificio, commettono grandi aberrazioni, facendo sbagliare strada a molti dei Miei figli, che preferiscono allontanarsi dal cammino della Chiesa, perché non vi trovano la verità, ma qualcosa di occulto e tenebroso ed il peccato nella sua peggiore manifestazione.

Questo è il modo in cui si condanna un’anima, di sua propria volontà.

Prendono decisioni senza pensarci, senza consultarmi, senza andare in cerca della Mia Sapienza, senza cercare il Mio Consiglio.
​Tristemente, il luogo dove vennero stabilite le leggi della Chiesa, ora è usurpato nello svolgimento di queste funzioni da falsi pastori, che preferiscono il lusso ed il piacere invece di cercare la Mia Gloria.
In realtà non hanno mai cercato la Mia Gloria, ma la loro gloria, il loro benessere.

Io annullerò tutta la conoscenza che hanno acquisito nelle grandi università cattoliche e nei seminari di formazione, perché hanno ricevuto una debole formazione, priva dei fondamenti principali della Fede, perché si è voluto attualizzare mediante la giustificazione, tutto quello che va d’accordo con il mondo.
E siccome il mondo è anche nemico dell’anima, molti dei Miei figli vengono portati alla perdizione e all’errore.
Pertanto, quando questa persecuzione e questa tribolazione avranno inizio nella Mia Chiesa, molti consacrati saranno confusi e non sapranno che decisione prendere. Manifesteranno anche pubblicamente le loro preferenze sessuali, tradendomi e dimenticando il Santo Sacrificio, il valore che rappresenta e dimenticandosi anche dell’atto di consacrazione che fecero di fronte a Me per tutta la vita.

​Allora, Io, li reclamerò in modo durissimo nel Giorno dell’Illuminazione delle Coscienze, che sarà …. l’ultima… opportunità… … per poter decidere il cammino che seguiranno.
Il bene o il male, la via dell’inferno o la via della Gloria con Me!
​Poi chiamerò ogni consacrato e gli chiederò conto di ciascuna delle sue azioni!
​Le pecore desolate che vengono a pregare e a piangere davanti alla Mia Presenza, riceveranno giustizia e la terra intera attraverserà una Notte Oscura di tenebre spirituali. E questo sta già succedendo, con i gravi accadimenti che stanno accadendo e che colpiranno l’America Latina, uno dopo l’altro, ogni volta più forti.
Ogni volta nel cielo vedrete segnali che vi staranno preparando per gli accadimenti più forti, nel corso dei quali tutta l’umanità sarà purificata, mediante il dolore, la tragedia e la sofferenza.
​Così farò in modo che molti dei Miei figli tornino sulla retta via.

Questa è l’intenzione nel manifestare la Mia Volontà in questi ultimi tempi e tutto viene permesso da Mio Padre, che È Amore e Giustizia.
E davanti a Lui, davanti al Suo Sguardo, niente e nessuno può sfuggire.

Tutti siete sottoposti alla Legge della Grazia, dell’Amore e della Fede!​
Per questo vi dico: rimanete in questa virtù, perché l’amore vi salverà dalla condanna!
Amate la Mia Croce e non disprezzatela, abbracciatela ogni giorno e manifestate la vostra Fede, con veri atti di pentimento, con sincerità di cuore, perché Io ascolto i cuori onesti e sinceri, ma non ascolto i cuori altezzosi e superbi che credendo di avere padronanza su tutto, sull’autorità, sulla conoscenza, ma si sono dimenticati di dare Gloria a Me e per questo un giorno i vermi li mangeranno e non saranno più su questa terra dei viventi.

Ma la stirpe nuova, quella che ho scelto, la Mia razza fedele, la razza di Abramo, la discendenza di Isacco e di Giacobbe e di tutte le discendenze che sono creditrici delle Promesse, torneranno ad insediarsi in quel Cielo Nuovo ed in quella Terra Nuova, nei quali la felicità inonderà il cuore dei Miei figli.

Non confondetevi, c’è solo una Via … Io Sono la Via, la Verità e la Vita…
Pentitevi, perché prontamente grandi flagelli colpiranno l’Europa e prima che  “L’Intelligence” ed i governi reagiscano, a sorpresa si sarà stabilito il Nuovo Ordine Mondiale, che annuncerà grandi cambiamenti in campo economico, in quello politico e in quello militare. ​
Capite figli Miei?  Che questo dominio universale ora pretende di eliminare tutto quello che è sacro e togliermi dalle anime che sono fedeli e che nonostante tutte le varie sofferenze, conservano una fedeltà incrollabile?
​Sono stati marcati con il Sigillo del Mio Sangue e questo non li toglierà mai dalla Mia Mano e dal Mio Cuore.   
Ora lego tutti i Miei figli con una Grande Catena d’Amore e di Fede al Mio Sacro Cuore, cosicché siate protetti nelle tribolazioni spirituali e nei momenti critici che la Chiesa ed il mondo dovranno attraversare.  
Io Sono Gesù il Buon Pastore.
Shalom


MISTICA CITTA’ DI DIO



INTRODUZIONE ALLA VITA DELLA REGINA DEL CIELO


Le ragioni per cui è stata scritta ed altre avvertenze relative.

 1. Venendo qualcuno a sapere (se mai lo saprà) che una semplice donna come me - la più indegna per condizione, ignoranza, debolezza e per le sue colpe - ardisca e si ac-cinga a scrivere di cose divine e soprannaturali, non mi farà affatto meraviglia se, ciò considerando alla cieca e senza riflettervi, costui mi taccerà di audace, di leggera e di presuntuosa. Tanto più in questi ultimi secoli in cui la santa Chiesa nostra madre abbonda di maestri e personaggi dottissimi ed è così ricca della dottrina dei santi Padri e Dottori! A maggior ragione in un momento tanto inopportuno, in cui le anime che seguono la vita spirituale, benché dirette da persone zelanti, prudenti e sagge, sono turbate e fluttuanti, essendo questo un cammino considerato dal mondo come sospetto e pericoloso, più di ogni altro della vita cristiana! D'altra parte nell'Opera stessa e nel suo tentativo non si trova racchiusa la giustificazione, poiché ci sono cose così elevate e superiori ai nostri desideri e così sproporzionate alle forze umane che il tentarvi o nasce da mancanza di giudizio o si fa di sicuro in virtù di un'altra causa maggiore e più potente.

 2. Invero noi, come fedeli figli della santa Chiesa, dobbiamo confessare che tutti i mortali, non solo con le loro forze naturali ma anche con quelle della grazia comune e ordinaria, sono incapaci e ignoranti e muti per un'impresa così difficile. Quale impresa ordunque? Quella di spiegare o scrivere gli arcani misteri e i magnifici prodigi che il braccio potente dell'Altissimo operò in quella creatura che, per farla sua madre, rese mare impenetrabile delle sue grazie e dei suoi doni depositando in lei i maggiori tesori della sua divinità. Perché meravigliarsi se la nostra ignoranza e debolezza si riconoscono inadeguate, quando gli stessi spiriti angelici si confessano balbuzienti per parlare di cose tanto superiori alla loro stessa mente e capacità? Perciò la vita di questa Fenice delle opere di Dio è libro tanto chiuso che non si troverà tra le creature né in cielo né in terra chi degnamente sia in grado di aprirlo. Può farlo solamente quello stesso potente Signore che la formò più eccellente di tutte le creature, nonché la medesima Signora, regina e madre nostra, che fu capace di ricevere doni così ineffabili e degna di conoscerli: quanto, quando e come manifestarli, sarà compito del suo Figlio unigenito; sta a lui scegliere strumenti proporzionati e più idonei per la sua gloria.

3.      Io avrei ben giudicato che tali sarebbero stati i maestri e gli uomini santi della Chiesa cattolica o i dottori delle scuole che ci hanno tutti insegnato il cammino della verità e della luce. Ma i giudizi dell'Altissimo e i suoi pensieri sovrastano i nostri come il cielo sovrasta la terra e nessuno ha potuto conoscere il suo pensiero né è stato mai suo consigliere. Egli tiene il peso del santuario nella sua mano e pondera i venti. Egli calcola l'estensione dei cieli con le palme delle sue mani e con l'equità del suo santissimo consiglio dispone tutte le cose con peso e misura, dando a ciascuna un luogo e un tempo opportuno. Egli dispensa la luce della Sapienza, per la sua giustissima bontà la distribuisce e nessuno può salire al cielo per acquistarla, né trarla dalle nubi, né conoscere le sue vie, né investigare i suoi sentieri occulti. Egli solo la custodisce in se stesso e, come effluvio ed emanazione della sua immensa carità, candore della sua eterna luce, specchio senza macchia e immagine della sua bontà eterna, la trasfonde attraverso le anime sante alle nazioni, per formare con essa amici dell'Altissimo e costituire profeti. Il medesimo Signore sa per quale causa e a qual fine risvegliò, chiamò e sollevò, dispose e incamminò, obbligò e costrinse me, la più vile creatura, a scrivere la vita della sua degna Madre, regina e signora nostra.

Suor Maria di Gesù
Abbadessa del Monastero dell’Immacolata di Agreda 

La Repubblica Mondiale della Massoneria sarà governata dai Sionisti



Il Mistero dell’Iniquità

B) La Rivoluzione Francese ed il Regno del Terrore: i figli della Massoneria


La Rivoluzione ed il periodo del Terrore in Francia furono opera  della massoneria. Lord Acton, nel suo Essay on the French Revolutioni [“Studio sulla Rivoluzione Francese”], scrisse: “La cosa più terrificante  non è il tumulto in sé e per sé, ma il progetto che c’era dietro. Tra il  fumo e le fiamme della rivoluzione, scovammo le prove di un complotto  architettato da una qualche organizzazione. I perpetratori di tutto ciò  rimangono cautamente nascosti e ignoti, ma sin dall’inizio non vi fu  alcun dubbio sulla loro esistenza.”191

La Rivoluzione Francese fu interamente opera della Massoneria.  Nella sessione del 1 luglio 1904 della Camera dei Deputati, il Marchese  de Rosambo accusò la Massoneria d’aver pianificato e portato a  compimento la rivoluzione. A queste parole rispose il massone Jumel:  “Ne siamo fieri!” De Rosambo allora accusò la Massoneria d’essere  stata “la sola artefice della Rivoluzione”, e Jumel rispose: “Non solo lo  riconosciamo, ma lo proclamiamo a gran voce!”192 Come abbiamo visto,  quindi, tutte le figure più importanti che contribuirono al sollevamento  politico, sociale e religioso della Rivoluzione Francese furono massoni. Fu in nome di quegli stessi principi di libertà, eguaglianza, giustizia  e democrazia che gli assassini della Massoneria rovesciarono la  Monarchia e presero il controllo del governo francese. Voltaire e gli  Enciclopedisti avevano preparato la strada, manipolando l’opinione  pubblica e diffondendo il malcontento tra le masse. Il duca d’Orleans,  membro della setta massonica degli Illuminati, ideò una finta carestia  di grano, comprandone egli stesso una grande quantità, in modo che “la gente potesse indirizzare le proprie rimostranze contro Re Luigi  XVI, credendo che fosse il Re la causa di questa carestia. Ma in realtà  erano stati gli Illuminati ad aver sparso la falsa notizia che il Re aveva  intenzionalmente causato una carestia di grano.”193

Il macellaio massone Marat, dimostrando un’ipocrisia senza limiti,  ottenne il suo seguito appellandosi agli oppressi e agli sfruttati, usando  parole come: “Alzatevi, o voi sfortunati della città, voi lavoratori senza  lavoro, voi miserabili che dormite sotto i ponti, voi mendicanti che  affollate le strade, voi accattoni senza cibo né riparo, voi vagabondi,  storpi e sgualdrine… tagliate i pollici agli aristocratici che cospirano  contro di voi; tagliate la lingua ai preti che vi hanno insegnato la  servitù.”194 Quest’uomo, Marat, nel 1792 era già conosciuto come “il  mostro”.

Marat credeva in una “giustizia rivoluzionaria,” e riteneva assurdo  concedere un giusto processo a chi era stato accusato. Danton la pensava  come lui, e infatti non ordinò processi ma veri e propri massacri.  Quando Luigi Filippo espresse il proprio ribrezzo dinanzi ai “massacri  di settembre”, il massone Danton rispose: “sapete chi ha dato l’ordine  per quei massacri di settembre, per i quali inveite così violentemente e  irresponsabilmente? … Sono stato io!”195 Se non tutte, la maggior parte  delle vittime dei massacri del 2-3 settembre furono membri del clero. Il  loro “crimine” era stato quello d’essersi rifiutati di rompere con il Papa.  I primi 119 vennero pugnalati o picchiati a morte. Altri 300 vennero  massacrati a fil di spada nel cortile dell’“abbazia”. I canali di scolo nelle  strade lungo la Senna erano letteralmente ricoperti di sangue. Quella  tra il 2 ed il 3 settembre 1792 venne chiamata “la notte dei lunghi  coltelli.” L’eccidio continuò per altri quattro giorni. Gli assassini erano  stati pagati dal fondo pubblico di Parigi, amministrato dalla Comune.196  Solo 30 delle 1.400 vittime di quei giorni furono aristocratici.

Gli assassini non si limitarono ad un “semplice” eccidio. Guidati dal  massone Maillard, i rivoltanti aggiunsero torture, stupri e addirittura  il cannibalismo alla loro normale lista di orrori. Alla principessa di  Lamballe fu intimato di giurare odio eterno al Re e alla Regina. Al suo  rifiuto, venne passata a fil di spada e quindi “mentre ancora batteva  nel suo corpo, le strapparono il cuore dal petto e lo divorarono; le  strapparono braccia e gambe e le fecero sparare da un cannone. Gli  orrori che vennero perpetrati sul suo cadavere, ormai smembrato,  furono indicibili e rimasero in qualche modo oscurati dal fatto che, per  descriverli, i dottori usarono il latino medico.”197 Quel che fu fatto a questa sfortunata principessa è identico a ciò che avveniva “sugli altari  dell’impero azteco, in Messico.”198 Durante il processo a Danton e ad  altre 13 persone, il massone Couthon, membro del Comitato di Sicurezza  Pubblica, affermò: “Andiamo ai piedi del grande altare e partecipiamo  alla celebrazione della Messa rossa.”199 Si riferiva ovviamente alle  esecuzioni con la ghigliottina. 
La “giustizia” e la “libertà” massoniche provocarono una macabra  trasformazione della città di Parigi. “Vidi Parigi, in quei giorni di  crimini e lutti,” avrebbe poi ricordato Joseph Broz, “dall’espressione  stupefatta delle persone avresti detto che quella città era stata colpita  da un’epidemia mortale. Solo le risate di qualche folle cannibale  rompevano quel silenzio mortale.”200 Dal 10 giugno al 27 luglio 1793,  nella sola Parigi, vennero ghigliottinate più di 1.850 persone.

Durante il processo a Danton e ai suoi fedelissimi, venne negato loro  il diritto di chiamare a propria difesa dei testimoni. Il massone SaintJuste, “l’angelo della morte”, si giustificò affermando che: “il pubblico  ministero ci ha appena informati che le resistenze degli accusati lo  hanno costretto a sospendere il loro processo finché la Convenzione non  avrà trovato misure adeguate... Non servono altre prove, la resistenza  mostrata da questi miserabili è il riconoscimento stesso della loro  colpa.”201 Gli accusati vennero quindi considerati colpevoli, e la loro  insistenza affinché potessero difendersi dalle accuse venne considerata  come un riconoscimento della propria colpevolezza!

Per velocizzare e rendere più efficiente l’eccidio in corso, il massone  Couthon, sempre in nome del Comitato per la Sicurezza Pubblica,  “presentò alla Convenzione la legge del 22 Prairal, la quale, per la  prima volta, prevedeva la possibilità di eseguire le condanne a morte  senza alcun bisogno di un processo: sarebbe bastata la semplice accusa  da parte del Tribunale Rivoluzionario. Questa legge era stata ideata da  Robespierre...”202

Una persona poteva perdere la testa per certi “crimini,” che lo  rendevano immediatamente un “nemico del popolo.” Tra questi  ricordiamo: 

1. Chi avrà cercato di diffondere il pessimismo tra le masse, per  aiutare le imprese dei tiranni alleati contro la Repubblica; 

2. Chi avrà cercato di ingannare l’opinione pubblica,  impedendo l’illuminazione del popolo, depravandone la  morale, corrompendo la coscienza nazionale ed ostacolando la forza e la purezza dei principi rivoluzionari e repubblicani o arrestandone il progresso;

3. Tutti coloro… che con qualsiasi strumento o sotto qualsiasi  forma abbiano attentato alla libertà, all’unità e alla sicurezza  della Repubblica, o cercato di impedirne il progresso. 

La pena per tutti i crimini la cui giurisdizione apparteneva al  Tribunale Rivoluzionario era la morte. (Questo tipo di “legislazione”  divenne la norma nella Giustizia Rivoluzionaria di Lenin e nel codice  penale sovietico, come illustrato dettagliatamente dal libro Gulag  Archipelago di Alexander Solzhenitsyn; essa è tornata in auge nella  legislazione Federale anti-terrorismo promulgata negli Stati Uniti dopo  l’11 settembre ed è presente, anche se quasi nascosta, nel Trattato di  Lisbona dell’Unione Europea.)

Durante la Rivoluzione Francese, la religione Cattolica venne del  tutto soppressa. Persino partecipare alla Messa divenne un crimine  passibile di pena capitale. Simone-Jude Masse venne giustiziato per  aver partecipato ad una Messa Cattolica. Ecco come Robespierre difese  il periodo del Terrore: “Dicono che sono un tiranno, ma al contrario  sono uno schiavo. Sono lo schiavo della Libertà, un martire vivente  della Repubblica...”; e ancora: “Senza il governo rivoluzionario la  Repubblica non potrà farsi più forte. Se verrà sconfitta oggi, la libertà  non ci sarà domani.”203

La cosa più raccapricciante è che l’eccidio non fu il risultato di  una crisi politica, bensì di un progetto ben preciso e pianificato in  anticipo.204 “Taine afferma che il Terrore provocò quasi mezzo milione  di morti solamente nelle 11 province Occidentali della Francia. Oggi  sappiamo che i rivoluzionari erano determinati a ridurre la popolazione,  perché ritenevano che il suo numero non fosse sostenibile. Courtois,  riferendosi a dei documenti scoperti nell’abitazione di Robespierre,  parlò di un piano per eliminare tra i 12 ed i 15 milioni di Francesi. Uno  degli illuministi Francesi, Gracchus Babeuf, disse che lo spopolamento  era indispensabile. Proudhon confermò che il Terrore faceva parte  del progetto di spopolamento concepito da Marat e Robespierre.  Carrier, uno degli artefici del Regno del Terrore, affermò: ‘Dobbiamo  trasformare la Francia in un cimitero, se vogliamo rigenerarla come  vogliamo noi.’ Laranelliere-Lipeaux riportò che Jean Bon Saint-Andre aveva affermato che per poter instaurare con sicurezza la Repubblica in  Francia, la popolazione andava ridotta della metà.”205

Ancor più spaventoso è il fatto che la Rivoluzione non fu solo  premeditata da Robespierre e dai suoi compagni massoni, ma che la  perpetuazione della Rivoluzione fosse essa stessa l’obiettivo dichiarato  della Massoneria. La circolare del Gran Consiglio dell’Ordine Massonico,  inviata a tutte le logge del mondo per prepararsi al centenario della  Rivoluzione, riportava che: “la Massoneria, che ha preparato la  Rivoluzione del 1789, ha il dovere di continuare il proprio lavoro.”206

Il Gran Maestro Pinkerneil ci assicura che anche al giorno d’oggi “la Massoneria non è cambiata.”207

Fu grazie all’azione di Voltaire e del suo partito, che “la Massoneria  si diffuse rapidamente tra le classi più agiate di Francia e ovunque si  estendesse in Europa l’influenza degli infedeli Francesi... Essa cominciò  ad estendere la propria influenza in ogni singolo ufficio governativo. Le  promozioni e la carriera nell’esercito, nella marina, nei posti pubblici,  nei tribunali e persino l’ottenimento dei ricchi privilegi ‘in commendam’  della Chiesa, divennero di fatto impossibili se non si apparteneva alla  Massoneria...”208 Negli scritti di Delassus, Dillon, Deschamps e altri, si  scopre che Voltaire era entrato a far parte della Massoneria all’età di 25  anni, mentre si trovava in esilio in Inghilterra dov’era dovuto rifugiarsi  tra il 1726-1727 ed il 1728. Fu proprio in questo periodo (a cavallo tra  il 1720 ed il 1730), che la Massoneria venne introdotta in Francia, sotto la guida dei gran maestri inglesi.209

Padre Paul Kramer,

IL MANOSCRITTO DEL PURGATORIO



Il 15 febbraio 1874 dovette subire il primo colloquio... E fu così che fino al novembre del 1890 fra l'anima di Suor Maria Gabriella e Suor Maria della Croce si ebbero le misteriose relazioni



14 OTTOBRE. - Durante il mio ringraziamento.
La più piccola infedeltà da parte vostra, la più piccola dimenticanza, la minima indifferenza per Gesù, è molto sentita da Lui, e causa maggior dolore al suo Cuore sì buono, sì amante, che non un'ingiuria da parte di un nemico. Vigilate dunque con grande diligenza su voi stessa; non perdonatevi nulla. Possa Gesù venire a riposarsi con gioia nel vostro cuore, affinché Lo risarciate di tutte le amarezze, che il mondo Gli dà. Agite con Lui come col migliore dei padri, col più affettuoso degli sposi. ConsolateLo, riparate col vostro amore, con le vostre tenerezze, le ingiurie che riceve ogni giorno. Dovete far vostri gl'interessi della sua gloria di gran cuore. Dimenticate voi stessa dinanzi a Lui e siate certa, che così facendo, i vostri propri interessi diverranno i suoi ed Egli farà per voi più che se ve ne occupaste voi stessa.

16 OTTOBRE. - Una persona ha un bel fare intorno alle anime che le sono affidate, riprenderle, cercar d'infondere in loro un po' più di pietà: non vi riuscirà che proporzionatamente alla sua interiorità. Solo il di più della sua pietà riverserà nei loro cuori; nel caso contrario, se ella non è quale dovrebbe essere, se non è unita con Gesù, le sue parole giungeranno agli orecchi, ma non al cuore, i suoi sforzi non saranno benedetti. Considerate se è cosa buona l'essere uniti a Gesù...
Si, non è vero?... Ed è in questo solamente la vera felicità della terra.

SUOR MARIA DELLA CROCE


KIRIE ELEISON - Preghiera contro il maleficio



Kirie eleison. Signore Dio nostro, o sovrano dei secoli, onnipotente e onnipossente, tu che  hai fatto tutto e che tutto trasformi con la tua sola volontà; tu che a Babilonia hai  trasformato in rugiada la fiamma della fornace sette volte più ardente e che hai protetto e  salvato i tuoi santi tre fanciulli. 
Tu che sei dottore e medico delle nostre anime: tu che sei la salvezza di coloro che a te si  rivolgono, ti chiediamo e ti invochiamo, vanifica, scaccia e metti in fuga ogni potenza  diabolica, ogni presenza e macchinazione satanica, e ogni influenza maligna, ogni  maleficio o malocchio di persone malefiche e malvagie operati sul tuo servo [nome]. 
Fa' che in cambio dell'invidia e del maleficio ne consegua abbondanza di beni, forza,  successo e carità; tu, Signore che ami gli uomini, stendi le tue mani possenti e le tue braccia  altissime e potenti e vieni a soccorrere e visita questa immagine tua, mandando su di essa  l'Angelo della pace, forte e protettore dell'anima e del corpo, che terrà lontano e scaccerà  qualunque forza malvagia, ogni veneficio e malia di persone corruttrici e invidiose; così  che sotto di te il tuo supplice protetto con gratitudine ti canti: “Il Signore è il mio  soccorritore e non avrò timore di ciò che potrà farmi l’uomo”. 
E ancora: “Non avrò timore del male perché tu sei con me, tu sei il mio Dio, la mia forza, il  mio Signore potente, Signore della pace, padre dei secoli futuri”. 
Sì, Signore Dio nostro, abbi compassione della tua immagine e salva il tuo servo [nome] da  ogni danno o minaccia proveniente da maleficio, e proteggilo ponendolo al di sopra di  ogni male; per l'intercessione della più che benedetta, gloriosa Signora la Madre di Dio e  sempre Vergine Maria, dei risplendenti Arcangeli e di tutti i tuoi santi. 
Amen.

Don Leonardo Maria Pompei

SAN GIUSEPPE: IL PIÙ SANTO DEI SANTI



I PAPI E SAN GIUSEPPE 

Papa Benedetto XIII , nel 1725, fissò definitivamente la festa dello sposalizio di Giuseppe e Maria il 23 gennaio. Lo stesso Papa, il 19 dicembre 1726, fece introdurre il nome di san Giuseppe nelle litanie dei santi. 

Papa Pio IX , volendo porre la Chiesa sotto la speciale protezione di san Giuseppe lo nominò patrono della Chiesa universale l’8 dicembre del 1870, con l’enciclica Quemadmodum Deus. Erano tempi molto difficili, infatti il Papa era prigioniero nel suo palazzo in Vaticano. Alcune settimane prima, le truppe piemontesi si erano impossessate di Roma. Lo stesso giorno della proclamazione di san Giuseppe come patrono della Chiesa, i fedeli di Roma, che avevano assistito alla cerimonia, vennero insultati e maltrattati all’uscita dal tempio. La stessa notte, sotto le finestre del Vaticano, alcuni personaggi inquietanti gridarono: A morte il Papa! 

Lo stesso Papa, nel suo Breve Inclytum Patriarcham, del 7 luglio del 1871, dice: L’illustre patriarca, il beato Giuseppe, venne scelto da Dio preferendolo a qualsiasi altro santo perché fosse sulla terra il castissimo e vero sposo dell’Immacolata Vergine Maria e il padre putativo del suo unico Figlio. Ed al fine di permettere a Giuseppe di compiere alla perfezione una missione così sublime, lo colmò di favori assolutamente singolari. Per questo, è giusto che la Chiesa cattolica, ora che Giuseppe si trova coronato di gloria e di onore in cielo, lo circondi di magnifiche manifestazioni di culto e lo veneri con un’intima e affettuosa devozione.  

Leone XIII , nella enciclica Quamquam pluries, del 15 agosto 1889, afferma: le ragioni per le quali il beato Giuseppe deve essere considerato speciale patrono della Chiesa e per le quali, a sua volta, la Chiesa attende moltissimo dalla sua tutela e patrocinio, nascono principalmente dal fatto che egli è lo sposo di Maria e il padre putativo di Gesù... Giuseppe, ai suoi tempi, fu il custode legittimo e naturale, capo e difensore della Sacra Famiglia... è, pertanto, conveniente e sommamente degno del beato Giuseppe che, come allora era solito tutelare santamente in ogni momento la famiglia di Nazaret, così protegga ora e difenda col suo celeste patrocinio la Chiesa di Cristo. 

Pio XI dichiarò il 19 marzo del 1935: Giuseppe è colui che tutto può vicino al divino Redentore e alla sua divina Madre, in una maniera e con un’autorità che superano quelle di un semplice depositario. Il 19 marzo del 1938 diceva: L’intercessione di Maria è quella della madre, non vediamo che cosa il suo divino Figlio potrebbe negare a tale madre. L’intercessione di Giuseppe è quella dello sposo, quella del padre putativo, quella del capo famiglia; non può non essere onnipotente, poiché niente possono negare Gesù e Maria a Giuseppe, ai quali egli consacrò tutta la sua vita e al quale realmente essi furono debitori di tutti mezzi della loro esistenza terrena. 

Papa Benedetto XV introdusse il nome di san Giuseppe nelle invocazioni dopo l’Esposizione del Santissimo Sacramento.  

Pio XII nel 1955 designò il primo maggio come festa di san Giuseppe lavoratore, raccomandando tutti gli operai del mondo al suo patrocinio. 

Giovanni XXIII era molto devoto a san Giuseppe, che nominò patrono del concilio Vaticano II e stabilì che si includesse il suo nome nel canone della messa. 

Paolo VI disse: San Giuseppe fu un uomo povero, onesto, laborioso, ma possiede una insondabile vita interiore. San Giuseppe è un uomo impegnato tutto per Maria e per Gesù. Per lui i lavori, le responsabilità, i rischi, gli affanni della piccola e singolare famiglia. Per lui il servizio, per lui il lavoro; per lui, il sacrificio nella penombra del quadro evangelico, nel quale amiamo contemplarlo e sicuramente, a ragione, chiamarlo felice e beato... san Giuseppe è il modello degli umili che il cristianesimo eleva a grandi destini; san Giuseppe è la prova che per essere buoni ed autentici seguaci di Cristo, non si ha bisogno di grandi cose, ma soltanto di virtù comuni, umane, semplici però vere e autentiche (Omelia del 19 marzo 1969). 

“San Giuseppe è l’uomo giusto, che porta con sé tutto il patrimonio dell’antica Alleanza” (Redemptoris custos 32). 

P. ÁNGEL PEÑA

Dialogare? Costruire ponti? Il Vangelo cosa dice?



Non è possibile perché, come dice il Vangelo, o si è con Cristo, anche inconsapevolemente, o si è contro di Lui.
Dopo l’agghiacciante distruzione di un Crocifisso (a Lizzano – BO), fatta tra bestemmie, urla e alcool…
è necessario riflettere sulla cristianofobia in Italia,
sulle cause che la stanno accrescendo, sui rimedi.
Una soluzione? Roma, appena fondata, nel VI sec. A.C., costruisce mura.


Dialogare? Costruire ponti?

San Giovanni Bosco disse: «L’unica vera lotta nella storia è quella pro o contro la Chiesa».
Mentre il papa santo chiarì: «Ci troviamo di fronte ad uno scontro immane e drammatico tra il male e il bene… non solo “di fronte”, ma necessariamente “in mezzo”… tutti siamo coinvolti… con l’ineludibile responsabilità di scegliere».

Per diversi anni ho riflettuto su un atteggiamento ecclesiastico che possiamo definire con due slogan: «Cercare ciò che unisce e non ciò che divide» e «costruire ponti e non muri».
Traduco: si può dialogare con la modernità; il Mondo non è pregiudizialmente ostile ai cattolici; gran parte della cultura contemporanea è neutrale, rispetto al Vangelo.
C’è quindi la possibilità, se non di evangelizzare il secolo, per lo meno di dialogarci.

Con il passare del tempo mi sono convinto che questo atteggiamento sia eccessivamente ottimista e, forse, un po’ ingenuo. E mi sono accorto che la soluzione del problema era già data in una lapidaria affermazione evangelica: «Chi non è con me è contro di me» (Mt 12, 30; Lc 11, 23).
Parlando con alcuni amici, scettici riguardo alla mia risoluzione, mi è stato fatto notare che nel Vangelo di Marco la frase era diversa: «Chi non è contro di noi è per noi» (Mc 9, 40).
C’è, dunque, chi non è contro di noi, la neutralità nei confronti del Vangelo è possibile. Non solo: San Paolo afferma che possiamo trovare qualcosa di buono dappertutto: «Vagliate tutto e tenete ciò che è buono» (1Ts 5, 21).

Purtroppo queste citazioni non permettono di sostenere la costruzione di ponti. Partiamo dalla prima. Essa è semplicemente una riproposizione della frase di Matteo e di Luca: non ammette una neutralità. Anche per Marco è necessario schierarsi: con Cristo o contro di Lui. Chi non è con Cristo non è neutro: è contro di lui; chi non è contro Cristo non è neutro, è con lui. Cristo divide, chiede di prendere posizione, non ammette neutralità.
La stessa cosa vale per san Paolo, il quale invita a vagliare tutto e a tenere ciò che è buono, integralmente buono; non ciò che ha una parte buona. Ricordiamo, infatti, che l’errore ha sempre una parte di verità; e che l’eresia non consiste nel rigetto totale della Verità, ma solo di una sua parte.
Ammettere una possibile neutralità nei confronti del Vangelo, inoltre, significa sminuirne l’importanza. L’incarnazione di Cristo ha diviso la storia in prima (a. C.) e un dopo (d. C.); allo stesso modo, ha diviso in due l’umanità e la cultura. È stato un avvenimento così importante che necessariamente richiede che si prenda posizione nei suoi confronti.
Sono confortato, nella mia posizione, da due importanti santi della Chiesa che hanno messo in evidenza il significato meta-storico dell’affermazione evangelica. In quella breve frase, infatti, è condensato un intero trattato di teologia della storia e la chiave di lettura per capire il rapporto tra Vangelo e modernità.
Partiamo da san Giovanni Bosco, che ha scritto: «L’unica vera lotta nella storia è quella pro o contro la Chiesa di Cristo». È questa lotta che permette di capire tutta la storia dell’umanità, perlomeno degli ultimi cinquecento anni; ed è la storia del conflitto tra la Chiesa di Cristo e il Mondo.

Anche Giovanni Paolo II, nell’Evangelium Vitae, ha dato una lettura meta-storica del conflitto tra la luce di Cristo e le tenebre.
Nei brani che seguono, il papa polacco sottolinea le implicazioni per la difesa della vita di questo scontro; ma non manca uno sguardo più profondo: «Questo orizzonte di luci ed ombre deve renderci tutti pienamente consapevoli che ci troviamo di fronte ad uno scontro immane e drammatico tra il male e il bene, la morte e la vita, la “cultura della morte” e la “cultura della vita”. Ci troviamo non solo “di fronte”, ma necessariamente “in mezzo” a tale conflitto: tutti siamo coinvolti e partecipi, con l’ineludibile responsabilità di scegliere incondizionatamente a favore della vita (§ 28). […] Nelle prime ore del pomeriggio del venerdì santo, “il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra… Il velo del tempio si squarciò nel mezzo” (Lc 23, 44.45). È il simbolo di un grande sconvolgimento cosmico e di una immane lotta tra le forze del bene e le forze del male, tra la vita e la morte. Noi pure, oggi, ci troviamo nel mezzo di una lotta drammatica tra la “cultura della morte” e la “cultura della vita”. Ma da questa oscurità lo splendore della Croce non viene sommerso; essa, anzi, si staglia ancora più nitida e luminosa e si rivela come il centro, il senso e il fine di tutta la storia e di ogni vita umana (§ 50). […] Maria aiuta così la Chiesa a prendere coscienza che la vita è sempre al centro di una grande lotta tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre (§ 104)».

Giovanni Paolo II scrive di una immane lotta tra le forze del bene e le forze del male, tra la luce e le tenebre; e della «l’ineludibile responsabilità» di schierarsi dalla parte del bene e della luce.
Chi non prende posizione, semplicemente, permette che il male accada e si diffonda; quindi, nuovamente, chi non è per Cristo è inevitabilmente contro di Lui.

C’è poco da illudersi, siamo in guerra. È una guerra totale, senza quartiere, nella quale non ci sono neutrali o indifferenti. Abbandoniamo le ingenuità e le favole disneyane, accettiamo la realtà.
di Roberto Marchesini
da: https://www.lanuovabq.it/it/il-vangelo-non-ammette-neutralita

Vedevo Dio sdegnato



Beata Elisabetta Canori Mora

Proseguo quello che ho tralasciato del giorno 26 gennaio; fino dal giorno 25, fui invitata dai suddetti angeli, ma un certo incognito timore mi arrestò, e non potei proseguire il viaggio; mi mancò il coraggio di inoltrarmi in quel tenebroso luogo; ma il giorno 26, come già dissi, fui per comando di Dio obbligata ad inoltrarmi.
Dirò ancora qual fu la cagione del mio gran spavento, che ho nei passati fogli occultato, non fu il vedere tanta rovina, ma bensì il vedere Dio sdegnato. Ecco come fu.
Una forza imponente in un baleno mi condusse in luogo altissimo, solitario, dove mi si fece vedere Dio sotto l’immagine di forte gigante adirato al sommo, contro quelli che lo perseguitano. Le sue mani onnipotenti erano piene di fulmini, il suo volto era ripieno di sdegno: la sola sua vista bastava ad incenerire l’intero mondo. Non vi erano né Angeli né santi che lo circondassero, ma solo il suo sdegno lo circondava da ogni intorno.
Che terrore, che spavento! questa vista durò un sol momento, ma se altro momento fosse durata, io sicuramente sarei morta. Se un solo momento mi ha cagionato tanto male, che ormai sono sei giorni adesso che scrivo e ancora soffro cagionevole il mio corpo, le potenze dell’anima mia sono ancora istupidite per lo spavento che mi cagionò vista sì spaventosa. Ah, mio Dio, non sia mai più che vi abbia a vedere così sdegnato, per i meriti di Gesù, vostro Figliolo, e per i meriti della sua SS. Madre, placate il vostro sdegno, perdonateci, per carità!

AVVISI DALL'ALTRO MONDO SULLA CHIESA DEL NOSTRO TEMPO



Bonaventura Meyer

Prudenza nel giudizio 



E = Esorcisti  
B = Belzebù

E: Nel nome…! 

B: È vero che c’è della gente che agisce in buona fede e pensa che viene effettivamente dal Papa e non sa che esiste un sosia. Non sa nemmeno che è peccato se si riceve la comunione sulla mano. Non vuole neppure uscire dalla fila per non dare nell'occhio. Non sa per esempio ciò che è scritto in questo libro «Avvisi» e quello che è stato detto per mezzo di veri graziati, cioè che non si deve ricevere la comunione sulla mano. In tale caso non è peccato grave per queste persone. Non hanno colpa se il sacerdote lo fa così. Poi c’è anche questo: in molte chiese, quando la gente vuol fare la genuflessione e ricevere la comunione in bocca questa viene negata dal sacerdote. Anche qui il peccato non pesa così gravemente. Ciò viene giudicato individualmente da Dio, da QUELLO IN ALTO (mostra in alto) e dal cielo stesso. Non si può dire semplicemente di quelle anime: queste vanno all’inferno perché fanno la comunione nella mano, allorché non sanno che essa non viene desiderata dall’ALTO. Questi agiscono in ubbidienza e pensano che il permesso venga dal Papa, perché non sanno che esiste un sosia e che ci sono Cardinali infedeli. Camminano sotto la bandiera dell'ubbidienza. Intendo naturalmente che, se capita a questi cristiani leggere fogli da carismatici, magari da sacerdoti, i quali dicono che non si può fare questo o che non si dovrebbe farlo, ed essi ne avrebbero la conoscenza intima, - che riceveranno poi certamente dall’ALTO - e ciò malgrado agiscono contrariamente e pensano semplicemente: a me non me ne importa che io riceva la comunione nella bocca o in mano, questo non ha nessuna importanza: allora è un’altra cosa. Allora è per forza un peccato. Questo dobbiamo dirlo ancora. Dipende sempre individualmente dal caso. La stessa cosa vale anche per la santa messa. La messa tridentina viene considerata da QUELLI IN ALTO, dal cielo (mostra in alto) come la messa prediletta. Ma bisognerebbe dire a molti sacerdoti che non possono eccitare la gente e dire: Se non viene celebrata la messa tridentina è meglio che non ci andiate più affatto... fate una messa a casa per voi soli. Questo non è giusto. Un tale sacerdote non è un buon pastore. Perché abbiamo già detto prima: È vero che è una grande perdita di grazie, ma la messa, secondo il nuovo rito, finché viene celebrata con piena fede ed in parte in ubbidienza al Vescovo, porta ugualmente molti frutti. Anche se non ha la pienezza delle grazie come la messa tridentina, porta ugualmente dei frutti. Se la gente rimane in casa e crede di poter aprire il messale, ritenendosi caso mai migliori e più elevati degli altri, questo non è giusto. Ci sono anche dei cristiani tradizionalisti che si elevano al di sopra dei modernisti. Questo non lo vogliono quelli IN ALTO (mostra in alto). Pensano nel cielo che questo è da farisei, e questo non è permesso. LEI lascia detto che ci sono anche molti «tradizionalisti», che sono farisei... ma non vogliamo più parlare.