martedì 16 marzo 2021

DIO CHE AMA IL MONDO

 


PRESENZA DELLA TRINITÀ NEL MONDO  

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Se ci si lascia guidare da questi testi, la coerenza dello schema circolare ci conduce irresistibilmente da Cristo verso il Padre. Tuttavia, prima di riconsiderare più ampiamente il movimento di ritorno nei capitoli seguenti, occorre ancora soffermarsi un po‘ sul movimento di uscita. Per il modo in cui dovremo ben presto parlare del comportamento del cristiano in questo mondo, è fondamentale focalizzare bene il modo in cui Dio stesso si comporta, se così si può dire, al cospetto del mondo.  Si può partire qui da una semplice constatazione. Tommaso è, come si sa, un frequentatore abituale della Bibbia, specialmente della letteratura sapienziale 168 . Ora, tra le numerose citazioni del libro della Sapienza che ritornano spesso sotto la sua penna, questa è una delle più frequenti: «Tu ami tutti gli esseri e nulla disprezzi di quanto hai creato; poiché se avessi odiato qualcosa, non l‘avresti neppure creato. Come potrebbe sussistere una cosa se tu non l‘avessi voluta? Come conserverebbe l‘esistenza se tu non l‘avessi chiamata all‘esistenza?» 169  Tommaso ama dunque citare queste parole e quando si chiede: Dio ama tutte le cose?, senza esitare risponde:  «Dio ama tutto ciò che esiste. Infatti tutto ciò che esiste è buono per il solo fatto che esiste, poiché l‘essere è in se stesso un bene così come ogni perfezione che esso può avere. Dato che la volontà di Dio è la causa di ogni cosa, ogni cosa allora non ha essere né perfezione se non nella misura in cui è voluta da Dio. Dio dunque vuole bene ad ogni esistente e, poiché amare qualcuno non è nient‘altro che volergli bene, è evidente che Dio ama tutto ciò che è.  Ma questo amore non è come il nostro... L‘amore, mediante il quale vogliamo del bene a qualcuno, non è la causa della sua bontà; è al contrario la sua bontà che, vera o supposta, provoca l‘amore con il quale vogliamo conservargli il bene che possiede e perfino aumentarlo, facendoci impegnare in questo. L‘amore di Dio invece è la causa che infonde e crea la bontà negli esseri» 170 .  Non è possibile esprimere più semplicemente e più vigorosamente la differenza tra l‘amore di Dio e il nostro. Ciò che l‘amore più folle si rivela impotente a realizzare per l‘essere più amato, Dio lo fa per ciascuno di noi. Come un sole farebbe sbocciare il fiore anche senza seme e senza acqua, l‘amore di Dio fa sorgere l‘essere dal niente, lo serba nell‘esistenza e lo ricolma della sua bontà in ogni istante. Sicché la creazione non è un atto senza continuazione. Dio non si disinteressa di questo mondo che ha fatto. Tanto la fede quanto la ragione ci obbligano ad ammettere che le creature sono conservate nell‘essere da Dio:  «L‘essere delle creature dipende a tal punto da Dio che esse non potrebbero sussistere e sarebbero ridotte al niente se, mediante l‘operazione della potenza divina, non fossero mantenute nell‘essere» 171 . Ciò si spiega facilmente se ci si ricorda che Dio non è soltanto causa del divenire di ogni essere ma, nel modo più diretto e intimo, del l‘essere stesso 172 . La conclusione s‘impone da sola, senza però alcun bisogno di immaginare un nuovo intervento divino: «La conservazione delle cose operata da Dio non suppone una nuova azione da parte sua, ma soltanto che continui a donare 173  Senza insistervi molto, dato che la cosa ora dovrebbe essere evidente, bisogna tuttavia dire che ritroviamo all‘opera in questo contesto del governo divino — o della Provvidenza: i termini sono quasi sinonimi — le tre Persone così come le abbiamo scoperte nella prima creazione delle cose. Quando Tommaso trova in san Giovanni (5, 17) la parola di Cristo: «Il Padre mio è all‘opera fino ad oggi e anch‘io opero», commenta senza timore: «Perciò come il Padre mio, pur avendo istituito in principio l‘universo, opera tuttora, mantenendolo e conservandolo con un‘unica operazione, così anch‘io opero; poiché sono il Verbo del Padre, per il quale egli opera ogni cosa... Perciò come intervenne nella prima istituzione delle cose mediante il Verbo, così opera nella loro conservazione. Anch‘io opero, perché sono il Verbo del Padre per mezzo del quale tutte le cose sono prodotte e conservate nell‘essere» 174 . [Tommaso sembra che non perda nessuna occasione per sottolineare la costanza di questa azione del Verbo. Così quando spiega le parole di Gesù: «Io lascio il mondo e vado al Padre», crede utile precisare che si tratta solo di una  partenza fisica e non di un abbandono del mondo]. «Lo lascia non già sottraendogli la provvidenza del suo governo, poiché egli governa sempre il mondo insieme col Padre, e rimane sempre con i suoi mediante il conferimento della sua grazia» 175 . La stessa cosa vale per lo Spirito Santo. Quando Tommaso parla del modo in cui «le persone divine, a causa della loro stessa processione, hanno una causalità riguardante la creazione delle cose» e di ciò che appartiene a ciascuna di esse per appropriazione, precisa in questo modo il ruolo dello Spirito Santo: «governare come Signore e vivificare ciò che è creato dal Padre e dal Figlio». Se questo ruolo gli spetta, «è perché gli si attribuisce la bontà, a cui appartiene il condurre, governandole, le cose verso i loro propri fini, e il vivificare: infatti la vita consiste in un certo movimento interiore; ora, il primo movente degli esseri è il fine e la sua bontà» 176 .  Questo insegnamento fa eco esattamente ad un grande testo della Somma contro i Gentili al quale occorrerà riferirsi quando parleremo dello Spirito Santo:  «Giacché il governo del mondo è simile ad un certo moto mediante il quale Dio regge e guida tutte le cose verso i loro propri fini, e se è vero che l‘impulso e la mozione spettano allo Spirito Santo in quanto è amore, è giusto allora attribuire allo Spirito Santo il governo dell‘universo e la sua propagazione» 177 . Tale dottrina della creazione e della presenza permanente del Verbo «che sostiene l‘universo con la potenza della sua parola» 178 , induce Tommaso ad esaminare en passant una di quelle supposizioni impossibili che gli storici molto frequentemente ritrovano presso i mistici: «Se Dio ritirasse la sua potenza un solo istante dalle realtà create, queste sarebbero tutte ridotte al niente e cesserebbero di esistere». Egli attribuisce ad Origene (ma si dovrebbe trattare piuttosto di Giovanni Scoto Eriugena) un paragone suggestivo: se si smette di parlare, non si ha più voce; come pure: se Dio smettesse di pronunciare il suo Verbo, l‘effetto del Verbo terminerebbe immediatamente e non si avrebbe più l‘universo creato 179 .  Tommaso non si lascia intimidire da questa supposizione, ma la considera più un dettaglio. Bisogna ammettere che Dio potrebbe ridurre al nulla gli esseri che ha fatto, poiché egli non ha creato per una necessità di natura. Dato che tutto dipende dalla sua libera volontà, è necessario ammettere che niente lo obbliga a sostenere ciò che ha creato, così come niente lo obbligava a creare. Egli non avrebbe bisogno nemmeno di una nuova azione: sarebbe sufficiente che cessasse di agire 180 Ma qui il carattere impossibile della supposizione riprende i suoi diritti e infatti subito Tommaso corregge il tiro: «Assolutamente niente è ridotto al niente», visto che un simile annientamento non servirebbe affatto alla manifestazione della potenza di Dio, anzi vi si opporrebbe perché è nella conservazione degli esseri che la potenza e la bontà di Dio si esprimono al massimo 181 .  A volte si è avanzato il sospetto che Tommaso insegnasse una concezione dell‘immutabilità divina secondo la quale Dio sarebbe indifferente alla sua creazione. In effetti però dice che «(se) le creature hanno una relazione reale con Dio.., non si dà relazione reale di Dio nei confronti della sua creatura» 182 . Qui è necessario prevenire l‘equivoco che potrebbe derivare da una cattiva lettura di questa frase, se cioè la si comprendesse in un senso puramente psicologico, mentre di fatto enuncia un‘asserzione metafisica incontestabile. Essa significa semplicemente che «Dio è al di fuori dell‘intero ordine del creato (cum... Deus sit extra totum ordinem creaturae. . )»; egli conferisce la consistenza, mentre il contrario non è vero e la relazione è necessariamente dissimmetrica. L‘immaginazione non ha niente a che vedere qui, e se si volesse implicare realmente Dio nella sua creazione (fargli condividere le nostre sofferenze, per esempio, come oggi tentano di fare molti teologi), ci si fabbricherebbe un idolo supplementare, niente di più 183 . Questo dio non sarebbe Dio. Lungi dall‘essere estraneo alla sua creazione, il Dio di Tommaso è personalmente presente ad ogni essere più intimamente di quanto lo sia questo essere a se stesso. Più di una volta il lettore esperto non può fare a meno di pensare a sant‘Agostino ai quale Tommaso deve tanto: «E tu eri più dentro in me della mia parte più interna e più alto della mia parte più alta» 184 . Tommaso non ha certo il genio letterario di Agostino, eppure non dice altro, e la lettura delle sue pagine sulla presenza attiva di Dio nella sua creazione è proprio fatta per p rovocare l‘adorazione ammirativa che deriva dal provato sentimento di questa presenza.  Questo sentimento non può che ampliarsi quando ci si rende conto a che punto il Dio di Tommaso non abbia niente in comune con il principio impersonale del deismo che non si occupa del mondo. Si tratta proprio del Dio-Trinità della Bibbia attivamente implicato nella sua creazione. Non solo egli ne è l‘origine assoluta e il costante sostegno, ma l‘ama con l‘amore con cui ama se stesso:  «Il Padre non ama soltanto il Figlio mediante lo Spirito Santo, ma anche se stesso e noi; poiché‘... amare, in senso nozionale, non evoca solamente la produzione di una Persona divina, evoca anche la Persona prodotta per modo di amore, e l‘amore dice rapporto alla cosa amata. Per questo come il Padre esprime se stesso e ogni creatura tramite il Verbo che genera, dato che il Verbo generato da solo è sufficiente a rappresentare il Padre e ogni creatura; così pure, il Padre ama se stesso e ogni creatura mediante lo Spirito Santo, visto che lo Spirito Santo procede come amore da questa bontà originaria a causa della quale il Padre ama se stesso così come ogni creatura. In questo modo si evoca anche come in secondo piano, nel Verbo e nell‘Amore procedente, un rapporto alla creatura, poiché la verità e la bontà divine sono principio della conoscenza e dell‘amore che Dio ha per le creature» 185 .  Non ci si sorprenderà di ritrovare un insegnamento simile a proposito della persona del Figlio. San Tommaso lo propone in un suo commento dell‘espressione di san Paolo agli Efesini (1, 6): «La grazia che ci ha dato nel suo Figlio diletto»:  «È importante considerare come alcuni sono amati in se stessi e altri a causa di un altro. In effetti, quando io amo veramente qualcuno, lo amo con tutto ciò che lo concerne. Così quando siamo amati da Dio ciò non è dovuto (direttamente] a causa di noi stessi; siamo amati a causa di colui che è il Prediletto del Padre. Per questo l‘Apostolo aggiunge nel suo Figlio diletto, a causa del quale ci ama nella misura in cui gli assomigliamo. L‘amore infatti è fondato sulla somiglianza... Ora il Figlio è per natura simile al Padre, e perciò è amato in se stesso e in primo luogo; egli è per natura e nel modo più eccellente il Prediletto del Padre. Quanto a noi, siamo figli per adozione nella misura in cui siamo conformi al Figlio [per natura]; è per questo che abbiamo una certa partecipazione all‘amore di Dio» 186 .  La lettura di alcuni testi raccolti in questo capitolo dovrebbe essere sufficiente a mostrare la coerenza della visione del mondo e di Dio che se ne ricava. Tommaso non può parlare di creazione senza mostrare le tre Persone all‘opera, così come non può parlare della presenza di Dio nella sua creazione senza indicare il suo coronamento in Cristo. Né inoltre può parlare della creazione nell‘essere senza parlare della salvezza, cioè della ricreazione nell‘amore. Questa costanza e questa insistenza non sono arbitrarie e questi legami sono dappertutto presupposti, anche quando non sono esplicitamente evocati. Questi, dato che entrano a titolo strutturale nella costruzione stessa della Somma, non possiamo dimenticarli. 

di P.Tito S. Centi  e P. Angelo Z.

IL MIO DONO A GESU' PER SALVARE LE ANIME


 

Avrete segni di dolore ma anche un segno di molta gioia. Sarà presto, figli.

 


Madre della Pietà a Piedade dos Gerais (MG – Brasile)


Cari figli,
oggi desidero affidare a Gesù, insieme a voi, ogni battaglia che l’umanità sta attraversando in questo tempo di lotte, tempo di battaglie, tempo in cui i cuori devono essere più fraterni, più umani, più sereni, più responsabili nel vivere veramente la volontà del Padre.

Allora offriamo a Dio questo mondo, chiediamo a Gesù di effondere il suo cuore santo e misericordioso sull’umanità, anche su quelli che non sono timorati, che non sono fedeli. Dobbiamo sempre chiedere a Dio la guarigione di tutti quelli che sono malati e anche di quelli che sono sani: la guarigione spirituale, la guarigione fisica. Chiediamo a Gesù di camminare davanti a noi. Se dobbiamo seguire le sue orme, che Egli cammini davanti di noi, che ci insegni a camminare. In questo momento in cui il mondo vive una valle di lacrime, spesso gli uomini si perdono, ma Gesù è la nostra Via. Nessuno si perde quando Gesù è alla guida. Chiediamo allora a Gesù di camminare davanti di noi, di camminare con noi.

Non è tempo di discordia, non è tempo di divisione, non è tempo di causare ancora più tribolazione sulla Terra: è tempo di pace, è tempo di serenità, è tempo di pentimento, è tempo di crescita. Ciò di cui abbiamo bisogno oggi è avere mitezza nell’anima, avere un’anima bella, mite, umile, come Gesù Cristo desidera.

Io sono qui come Madre della Pietà in un momento in cui il mondo ha bisogno della pietà divina, della misericordia divina, di compassione, in un tempo quaresimale. L’umanità ha dimenticato la quaresima, pensa alla sofferenza e non pensa a Colui che è la vittoria, a Colui che è la grazia, il rifugio, la salvezza, il nostro Salvatore.

Dobbiamo pensare alle cose che portano frutto, dobbiamo tendere le mani in un momento così delicato in cui molti stanno affogando nella sofferenza, nella malattia, nella tristezza profonda. Molti non hanno la forza per riuscire a vincere queste prove, per riuscire a vincere questi ostacoli. Gesù ha detto: “Non siete soli, non vi lascerò soli, avete bisogno di me, sono con voi”. Ecco perché oggi vogliamo affidarci.

Abbiamo già ascoltato tante catechesi, figli! Se ci pensate, è da tanti anni che la Madre della Pietà viene a portarvi la Parola di Dio, riflessioni bellissime, preghiere profonde. Ho un grande zelo per questo giardino di Dio. Ma l’umanità molte volte non riesce a nutrirsi di questa Parola, a costruire un mondo migliore, un mondo più fraterno.

Oggi quanti preferiscono nascondersi nei propri errori, e sono sempre più malati. Anche chi soffre spiritualmente: devi guarire la tua ferita, non alimentarla! A volte l’uomo è talmente preso dalla malattia che si dimentica della guarigione e si fa prendere dalla paura, dalla ribellione, dalla persecuzione. Non riesce più a stare unito alle altre persone, la sua mente diventa debole, i suoi pensieri diventano fragili.

È tempo di forza, non di debolezza. È tempo di essere forti, è tempo di conoscere che Gesù non abbandona, Gesù è nella brezza leggera. Quando vedi che sta arrivando una tempesta per distruggerti, Egli è la brezza leggera che ti rialzerà, che ti solleverà.

Il mondo è dentro una tempesta, chiediamo a Gesù la guarigione, la liberazione, l’esorcismo di tutta l’umanità. Egli è la grande Via, è il grande Signore, è la grande felicità, è la grande luce insieme allo Spirito Santo.

Vi state avvicinando alla festa di San Giuseppe, al grande giorno di questo santo forte, guerriero di Cristo, che ha amato, ha obbedito, è stato sereno e mite, è stato capace di avere uno zelo profondo per il Dio Bambino. Allora chiedete a San Giuseppe di insegnare anche a voi ad avere zelo per la vostra famiglia, zelo per la vostra comunità, zelo per la vostra fede. Non è tempo di divisione, è tempo di unione, è tempo di unità, è tempo di silenzio, è tempo di camminare sempre seguendo questa luce, seguendo lo Spirito Santo. Vieni Spirito Santo! Vieni Spirito Santo! San Giuseppe ha sempre invocato lo Spirito Santo: vieni Spirito Santo!

Chiedete anche voi allo Spirito Santo di illuminarvi in questo tempo in cui il Brasile ha bisogno di liberazione, di guarigione. Quando una nazione si vede perduta, deve chiedere allo Spirito Santo di illuminarla. E a volte è in mezzo ai momenti difficili che la luce arriva in un modo così bello, schiarendo le tenebre, aprendo strade, portando risposte. Non è nel modo in cui volete che avrete una nazione forte, in questo modo avrete una nazione sempre più fragile, sempre più divisa. La vostra nazione ha un popolo di preghiera, ma ha bisogno di pregare e seguire Cristo nei suoi insegnamenti, in questa luce che Egli ci chiede di invocare.

Che San Giuseppe sia il grande intercessore della presenza dello Spirito Santo nelle famiglie, nelle comunità, in tutto il popolo di Dio, perché il demonio vuole la guerra, vuole la divisione, la confusione, la paura, vuole che voi tutti viviate nel terrore, mentre Gesù è Colui che calma le tempeste. È difficile? Sì. Non si può negare. Il mondo intero sta vivendo un momento difficile. Ma il mondo ha una parola bellissima, un insegnamento bellissimo: la Parola di Dio.

È il momento di respirare questo Cristo che vive in te, di imparare a vivere con questo Cristo che vive in te. Quanti solamente lo cercano, ma non permettono a Cristo di vivere in loro! Diciamo con gioia: “Voglio che Cristo viva in me. Non voglio solo cercarlo, voglio che Cristo viva in me. Voglio respirare questo Cristo che è pace, questo Cristo che è fraternità, questo Cristo che è amore, questo Cristo che è alleanza: alleanza di amore, alleanza di perdono. Voglio vedere non solo il Brasile ma il mondo intero nella pace di Dio. Che la pace di Dio sia in ogni angolo di questa terra, in tutti i cuori dei figli di Dio. Voglio questa pace, questa unità bellissima con Gesù, voglio respirare questo Cielo di amore.” Che cosa bella, figli! Nel momento del dolore abbiamo Cristo che è la nostra speranza viva. Non è una speranza morta, è una speranza viva.

Oggi siamo qui per affidare il mondo a Gesù, e io vorrei farvi una richiesta di Madre: pregate con più fede. È questo che sta mancando nel cuore dei miei figli. Non pregare solo ripetendo delle parole, ma pregare con fede, sapendo che Dio può, che Dio guarisce, che Dio libera. Pregare con fede è una cosa molto bella perché la prima guarigione è che tu voglia la tua guarigione.

Stai corrispondendo alla volontà di Dio come è necessario fare, sei umile come è necessario esserlo? Quando parli della tua famiglia e della tua comunità, ne parli con amore o con odio? Perché una famiglia può essere piena di problemi, ma anche in quel caso devi parlare con amore di quella famiglia, mai con odio. L’odio distrugge, l’amore costruisce. Quando parli della tua vita, della tua religiosità, parli con lo Spirito Santo, con la certezza che Dio agisce nei suoi figli: nei missionari, nei padri, nelle madri, in tutta la Santa Chiesa. Dio agisce. Dobbiamo sempre credere che Dio agisce!

Il nemico cerca sempre di abbatterti, facendoti vedere che non c’è più niente da fare, che non c’è più soluzione, che non c’è più modo di correggere questa Terra. Ma Dio ti mostra che c’è la misericordia, che c’è una tavola di salvezza, che dobbiamo credere. Se restiamo uniti, tenendoci per mano spiritualmente – perché oggi tutti devono difendersi dalle sofferenze presenti – possiamo essere un’alleanza, toccare gli altri spiritualmente, percepire quanto Dio agisce sulla Terra.

Allora oggi voglio affidare questo mondo malato a Gesù, voglio chiedere a Gesù la guarigione della Terra, degli uomini, perché se l’uomo non si converte la tendenza sarà quella del continuo sorgere di nuove tempeste, di nuove sofferenze, di nuove malattie, sempre più dolorose. E io vi amo, figli. Una Madre, quando ama il suo giardino, non vuole che esso si contamini con le erbacce distruttrici, quando una Madre ama il suo giardino se ne prende cura fino alla fine, perché una Madre ama.

Allora prega con più fede, prega con il desiderio di vedere un mondo migliore. Il mondo è molto malato, è molto triste, molto sofferente. E voi volete un mondo di pace. Dovete avere questo desiderio. Tutto quello che desiderate e invocate lo otterrete. Dio vi sta ascoltando. Gesù è in mezzo a noi, cammina con noi, non è mai stato così presente in mezzo a noi come lo è in questo momento di dolore. Nei momenti di dolore, Egli porta tutti in braccio. Sei in difficoltà? Egli ti porta in braccio. Allora senti Gesù, senti l’amore di Gesù. E cerca la conversione. La risposta per la guarigione dell’umanità è la conversione dell’umanità.

Con grande affetto voglio darvi la mia benedizione.

in questo momento la Madonna benedice tutti

Cari figli,
benedirvi è un dono che la Madre riceve dal Cielo: il dono di essere benedetta e di poter benedire. Vi ho benedetti con molto amore, con molta gioia. In un tempo triste sulla Terra, Dio mi concede la benedizione di poter benedire i figli. Vi ho benedetti con molta gioia. La certezza di un mondo nuovo è nel cuore di ogni figlio che è timorato di Dio, che lotta e cerca la propria conversione, che permette realmente al piano di Dio di realizzarsi.

Auguro a tutti voi questa pace, questa pace che viene dall’Alto. Questa pace che viene da Dio. Procedete saldi, chiedendo la conversione dell’umanità. Pregate con fede, con fede vera. E Dio vi ascolterà, avrete segni di dolore ma anche un segno di molta gioia. Sarà presto, figli. Pertanto pregate e supplicate Dio per questa grazia.

Chiedo a Gesù di benedire questi bei fiori che mi avete offerto, per la guarigione e la liberazione dei malati nel corpo e nell’anima.

Faccio gli auguri a tutti i festeggiati di oggi. Che Gesù vi conceda un grande dono: la pace.

E che San Giuseppe ottenga molta pace per gli uomini, che stanno vivendo una guerra interiore molto grande. Che San Giuseppe calmi questi cuori malati.

Ecco la Serva del Signore, Maria l’Immacolata Concezione, Madre della Pietà. Il Signore mi chiama.


 

L'umanità deve sapere che la più grande punizione che l'attende è l'assassinio di ciascuna di queste creature attraverso la cultura della morte, l'aborto.

 


MESSAGGIO PRIVATO DATO NEL 2010

AUTORIZZATO ALLA PUBBLICAZIONE NEL LUGLIO 2018


MESSAGGIO DI NOSTRA SIGNORA, LA SANTISSIMA VERGINE MARIA,

 PER L'ARGENTINA


"Figlio mio, quando l'Angelo Gabriele annunciò la venuta di Mio Figlio Gesù attraverso di Me, sentii un grande tremore in tutto il mio essere nel sapere che avrei portato al mondo una vita che avrebbe cambiato la storia e il corso dell'umanità per sempre, la gioia fu così grande che la mia piccola umanità si arrese totalmente alla Volontà del Dio Eterno, Non c'è stato alcun dubbio o domanda davanti a tale miracolo, ma un Sì totale al Dio della Vita Piena ed Eterna senza preoccuparsi delle conseguenze, di quello che avrebbero potuto dire i miei parenti o i vicini, anzi, ho solo deciso di portare con me un dono così bello e inestimabile in silenzio, meditando ogni parola annunciata dall'Angelo.

 D'altra parte, oggi, le mie povere giovani e piccole madri, davanti a tale annuncio che saranno portatrici di vita, tale azione le travolge e decidono il destino delle piccole vite verso la morte, quando furono affidate per essere portate alla casa del Padre attraverso mio Figlio Gesù.

Osano prendere il posto di Dio dicendo che sono figli indesiderati, che sono creature impensate e che sono solo un peso per la loro vita terrena e che metterli al mondo è un fastidio per i loro piani ed è allora che preferiscono la loro morte piuttosto che permettere loro la vita.

Ahimè, le mie piccole creature che compiono tali atti, povere loro che non riparano davanti ad un tale crimine, ma lo dicono come un atto di coraggio e il sentimento di colpa è cancellato nei vostri cuori davanti a tali aberrazioni, così cercano di evitare che io li accusi incessantemente, povere voi mie ragazze perché non fate altro che condannarvi eternamente e quelle piccole anime che avete disprezzato e gettato via come un rifiuto saranno quelle che giudicheranno le vostre azioni davanti al Trono Eterno.

Voi dite di essere coraggiosi e di avere il diritto di disporre dei vostri corpi come volete, ma io vi dico ora che le vostre azioni sono vili agli occhi di Dio perché ogni volta che uccidete questi piccoli lo fate come se fosse mio Figlio stesso, ripetete ogni scena della Passione, infliggendo ferite sanguinanti al Suo Sacro Cuore. Imparate, figlie mie, da questa Madre Celeste che non disprezza nessuno dei suoi figli, qualunque sia la loro condizione o colore, ma li riceve tra le sue braccia così come sono. Questa Madre, allo stesso modo va alla ricerca di voi, ragazze mie, vedendovi perse e intrappolate nelle reti del mio nemico, attraverso le quali ha avvelenato i vostri cuori con i cosiddetti tempi moderni, anzi ha fatto di voi dei morti viventi.

Come Madre che ha difeso suo Figlio e continua a farlo davanti alle ingiustizie del mondo, vi invito ad essere madri coraggiose nel pentirvi di tali azioni e pensieri, così come quelle madri che non hanno ancora ricevuto la buona notizia nel difendere quei piccoli che riempiranno le vostre vite quando verranno al mondo. Figlie mie, non sentite dentro di voi e nei vostri cuori qualcosa di speciale quando vedete i miei piccoli nel grembo delle loro madri? Questo sentimento è l'assenza di vita in te e il disprezzo che hai avuto per essa, poiché la vita è unita in tutta la creazione, la mancanza di uno dei miei piccoli porta ogni cuore a percepire un vuoto inaudito che accusa ogni anima prima di un tale atto commesso.

  Voi uomini e padri, siete così responsabili del cammino intrapreso da queste donne, perché non siete stati capaci di difendere questi piccoli, i Miei piccoli, ma avete sostenuto le loro orrende idee. Poveri piccoli, come ho parlato alle mie figlie lo faccio a voi, pentitevi prima che sia troppo tardi e che la giustizia cada con un peso inaudito sulle vostre teste. Non copritevi le orecchie e non chiudete i vostri cuori davanti a questa voce celeste, non fuggite come soldati codardi davanti alla battaglia ma affrontate i vostri errori con fermezza e correggetene almeno una parte e così salverete le vostre vite.

Le vostre anime sono appese a un filo nel cadere nel fuoco eterno, dove c'è solo pianto e stridore di denti. Proprio come voi avete preso la decisione di disporre della vita dei miei figli, il Mio amato Figlio disporrà della vostra se i vostri cuori non risponderanno alla chiamata del Suo Santo Amore. Perché l'umanità deve sapere che la più grande punizione che l'attende è l'assassinio di ciascuna di queste creature attraverso la cultura della morte, l'aborto. Il tuo paese, piccolo mio, è in quella cultura e ogni giorno sprofonda di più nel pantano della putrefazione e della morte, da cui non può uscire perché lo afferra con forza prendendo tutto il corpo.

 Questo popolo che pretende di essere all'avanguardia tra i paesi moderni del mondo, sta solo cadendo nelle bugie del mio nemico che cerca solo di eliminare e cancellare ogni traccia della razza umana. Aprite gli occhi e vedete, figli miei, quanto siete caduti in basso, guardate dove vi trovate e alzate gli occhi al cielo e lì troverete una donna vestita di azzurro, in piedi, che tende la sua mano perché possiate stringerla forte e uscire dal luogo oscuro dove siete sprofondati. Questa donna celeste sono Io, Miriam, l'Immacolata del Signore che va costantemente in soccorso delle piccole anime che hanno ancora la speranza di essere salvate dal fuoco eterno.

Quando ognuna di queste creature di Dio viene uccisa, il Cielo stesso e tutto ciò che è in esso trema, chiedendo che la Giustizia si scateni con tutta la sua furia e non ritardi più la sua attesa sulla terra, ma se non fosse per questa Madre insieme al suo fedele gregge che implora il Dio della Misericordia di trattenere la Sua Santa Giustizia, il mondo attuale non esisterebbe, le continue suppliche davanti al Mio Figlio prediletto, Dio Padre e Dio Spirito Santo fanno allungare il tempo meritato per chiedere all'uomo di rendere conto delle sue azioni, anche se è solo per un istante; Quell'istante è l'opportunità che oggi vi si presenta come ultima risorsa di salvezza per tutta l'umanità corrotta dal peccato, contaminata da ogni tipo di aberrazioni peggiori dei tempi di Sodoma e Gomorra.

Ogni anima che viene mandata nel mondo nelle mani dei suoi genitori, deve essere educata sulla via della santità e non sulla via delle cose mondane, consegnandole alle fauci di Satana che non si dà pace nel far cadere voi, piccoli miei, nelle profondità eterne. Ecco perché vengo costantemente nel mondo per avvertirvi del pericolo che vi perseguita senza sosta e vi rende preda del peccato che fa dei vostri cuori una prigione di voi stessi, peccato che si deposita nei vostri cuori fino al punto di disprezzare la vita stessa e specialmente quella dei bambini.

 Tenete presente che queste creature sono in Cielo davanti al Trono del Padre Eterno implorando per i loro genitori terreni, chiedendo per le loro povere anime perdono e clemenza alla Divina Misericordia, affinché il meritato giudizio non si scateni su di loro, anche in Cielo queste piccole anime perdonano i loro genitori che hanno commesso un tale omicidio contro di loro, ma è l'amore di Dio Padre che abita nei loro piccoli cuori facendoli non giudicare per i loro cattivi atteggiamenti, ma piuttosto implorano per i loro genitori.

 Ma quando le anime che sono state chiamate ad essere padri e madri si convertono e si pentono riparando tali azioni, sono salvate dalla condanna del dolore eterno, dovete sapere che sono i vostri figli che implorano la vostra salvezza, sono quelli che avete disprezzato fino alla morte che implorano per voi.

 D'altra parte, i genitori che non si pentono e rimangono convinti che l'azione compiuta sia corretta e che nulla può farli cambiare nel loro pensiero per ciò che è stato eseguito, influenzando altre persone ad essere complici di loro stessi e che con totale libertà e volontà decidono di far parte della cultura dell'esercito della morte, sono questi figli che chiederanno giustizia per loro.

 Con molto dolore, questa Madre insieme a questi piccoli, non possiamo più fare nulla per le anime che hanno preferito morire per sempre invece di vivere tutta l'eternità. Il Dio Eterno ha permesso all'uomo di scegliere il cammino che gli sembrava giusto, il Paradiso o le questioni del mondo che li portano alla perdizione della loro vita, questa scelta si chiama Libero Arbitrio. Il libero arbitrio che permette all'uomo di scegliere di corrispondere e amare il suo Dio in modo volontario e non imposto. Perché il Dio dell'Amore non vuole dall'uomo un amore forzato dalla paura, ma un amore che nasce dallo stesso cuore disposto ad accettare di sua spontanea volontà il Santo disegno dell'Altissimo. Vale a dire, l'amore ricambiato dall'amore.

Ritornate piccoli alle mie braccia materne e non temete di rifugiarvi in esse, non temete per i vostri peccati perché questa Madre è la vostra avvocata che intercede presso la Santissima Trinità.

 Se la tua gente decide di essere complice della cultura della morte dei miei figli permettendo che il loro sangue scorra nelle strade, le loro mani ne saranno macchiate e sarà una prova sufficiente di colpevolezza davanti al Dio amoroso. Pertanto, non potrò intercedere davanti alla mano della giustizia che sta per essere scatenata sugli abitanti di questa terra.

 Nello stesso modo in cui hanno trattato e continuano a recidere tali atti sulle mie creature, saranno trattati con la stessa violenza e disprezzo facendo loro vedere ciò che non hanno voluto vedere.

Mio Figlio diletto ed io, Maria, vostra Madre, non sappiamo più come farvi svegliare dalla morte in cui vivete, svegliatevi dal sonno profondo che le tenebre vi hanno avvolto con forti catene di follie peccaminose, svegliatevi perché questa Madre sta cedendo alla Giustizia Celeste per reclamare la vostra semina e se il raccolto non è favorevole agli occhi del Cielo, poveri voi figli miei, il dolore che dovrete attraversare sarà grande, sarà la separazione della pula dal grano che porta frutto. Il grano sono i miei soldati, difensori della vita che hanno custodito fino a quando hanno ceduto la loro, sono i vostri meriti in Mio Figlio Gesù che faranno la continuità dell'umanità sulla terra, sarete i vincitori dell'Agnello, meritevoli ed eredi della nuova terra.

 Argentina, invito i vostri governanti a non commettere un tale crimine, perché vedranno davanti ai loro occhi come le loro ricchezze crollano e rimane solo cenere, perché i loro tesori sono macchiati dal sangue dei miei innocenti.

  Torna in te e piega le tue ginocchia e sarai perdonato, non è ancora troppo tardi. Invito la tua gente a non essere complice delle azioni dei loro padroni, perché se lo faranno, il tuo sangue sarà richiesto come atto di giustizia, ma se difenderanno i miei indifesi con coraggio e audacia, sarò io stesso a prenderli per mano e presentarli alla Casa del Padre e incoronarli con i più bei fiori del mio Giardino Celeste.

Mio figlio fa l'ultima chiamata attraverso Sua Madre, fermatevi popolo argentino e non insistete a disporre del vostro Dio quando lo richiedete, ascoltate la Mia voce ed Io vi guiderò dalla vostra cecità in cui vi trovate e vi condurrò alla Luce Eterna, il Mio Gesù, che vi darà la visione affinché non cadiate davanti agli ostacoli posti dal principe delle tenebre.

 Ai miei piccoli e fedeli del Signore, siate forti e non temete, perché io sono con voi e non vi abbandono mai, continuate a combattere come avete fatto perché presto colui che si è dedicato a maltrattarvi e perseguitarvi sarà sconfitto insieme ai suoi e il premio saranno le fiamme che non si spengono mai. Andate avanti, piccoli miei, e camminate sicuri sapendo che io sto marciando davanti a voi sparpagliando il cammino perché possiate camminare senza paura. Vi do la mia benedizione nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Grazie per avermi ricevuto nei vostri cuori.

 Tua madre Maria.

Lunedì 19 luglio 2010: ore 18:30.


Una guarigione portentosa.

 


TESORI DI RACCONTI

Una vedova madre di quattro figli abitava uno dei sobborghi di Mons. Essa vi teneva un piccolo magazzino aperto da molto tempo la festa e i giorni di lavoro. La maggiore delle figlie, dell'età di 17 anni, cadde malata nell'inverno del 1879. Tutti i rimedi furono esauriti, e il medico finì col dichiarare alla madre che non rimaneva alcuna speranza di salvarla.  

La giovane figlia aveva udito parlare di guarigioni concesse a quelli che promettevano di rispettare i giorni santi, e diceva fra sé che Iddio avrebbe potuto guarire anche lei, se sua madre avesse acconsentito a chiudere il suo piccolo magazzino la domenica.  

- Perché non chiudereste voi, come fanno tanti altri in questa città? disse ella a sua madre; io nutro fiducia che Iddio mi guarirebbe.  

- Povera figlia, rispose la madre, è impossibile, la domenica è uno dei migliori miei giorni di vendita, ho troppe spese per voi quattro, perché possa rinunziarvi, io scontenterei le migliori mie clientele.  

Lo stato della giovane peggiorava. Un giorno in cui la madre sembrava molto inquieta:  

- Se aveste condisceso a chiudere la domenica, disse l'inferma, a quest'ora forse sarei guarita.  

- Ebbene, te lo prometto, chiuderò la domenica, disse la madre. - Venne tuttavia la domenica e il negozio non si chiuse. Alcuni giorni dopo la figlia, sentendosi peggio, gridò:  

- Cara madre, io mi sento al termine delle mie forze, io me ne vo: bisognerà dunque darvi l’ultimo addio! Ah! se aveste voluto chiudere il vostro magazzino la domenica, mi pare che avrei potuto scampare alla morte.  

- No, rispose la madre, non ti lascerò morire per colpa mia, lo chiuderò, lo giuro a Dio!  

- Un grande miglioramento si manifestò subito. Il magazzino è rimasto chiuso da quel giorno tutte le domeniche; e, con meraviglia di tutti, la giovane, già sfiduciata dai medici ricuperò la salute, mentre mai il commercio di sua madre aveva prosperato quanto dopo quel giorno. 

DON ANTONIO ZACCARIA 

lunedì 15 marzo 2021

PENSACI BENE - C'E’ UN INFERNO PRONTO

 


Morto in peccato mortale, ecco subito il giudizio e l'inferno, per l'eternità! L'inferno! Non ci si vuol pensare. Si giunge finanche a parlarne per ischerzo. Ma intanto quel fuoco è là. Quei dannati sono là a soffrire. Pensa che tra essi è già preparato un posto anche per te, se non fai in tempo a convertirti. Provati a tenere un dito sopra la fiamma d'un cerino. Impossibile! E nell'inferno? Il nostro fuoco è un dono di Dio. Quello dell'inferno è acceso dalla sua giustizia. I dannati vi sono immersi interamente, come pesci in un mare di fiamma. Per quanto tempo? Per sempre. Quale disperazione! Il dannato pensa che poteva evitarlo. Ci voleva così poco per fare una buona confessione. Ma non ha voluto. Oh, se ora avesse pochi minuti di tempo per farlo! Ma il tempo è finito. Iddio tante volte l'aveva invitato al perdono. Ma non ascoltò quella voce. « Mi sono dannato per colpa mia! », dovrà dire in eterno. Sente ch'era fatto per Dio, ed ora comprende che cosa ha perduto. L'inferno dell'inferno è la perdita di Dio, del suo paradiso. Affacciati spesso sull'inferno da vivo, per non caderci quando sarai morto. Ricordati: ogni più dura penitenza è nulla di fronte a quel fuoco. Se un dannato potesse uscirne! Che cosa farebbe per non ricadervi! Quali penitenze non abbraccerebbe!


Avvertimento contro le vaccinazioni mondiali.


Prima di tutto pregate in gruppo. Pregate per quelle persone che sono degli ardenti seguaci di Satana. La preghiera aiuterà a evitare alcune di queste catastrofi. Fate attenzione alle atrocità che cercheranno di infliggere attraverso la vaccinazione. Non abbiate nessuna fiducia in un improvvisa iniziativa globale di vaccinazione che nelle sue intenzioni può sembrare un’opera sociale. State in guardia: paese dopo paese essi cospirano per avere il massimo numero di persone sotto il loro controllo.


Non abbiate paura perché Io proteggerò i Miei discepoli che Mi invocheranno. Pregate anche per le anime coraggiose tra di voi che hanno cercato di propagare la verità: molte di queste persone sono messe in ridicolo ma per la maggior parte dicono la verità.

Estratto 26 Novembre 2010

Presto, assisterete alla vaccinazione globale, di cui vi parlai nel 2010

 


Mia amatissima figlia, ora presta attenzione alla Mia Promessa. Io verrò ancora ad annunciare un nuovo inizio, un nuovo mondo senza fine. Tutti coloro che accetteranno la Grazia di Dio, quando Io avrò versato la Mia Misericordia sul mondo intero, faranno parte del Mio Regno.

Io ho dato all’umanità ogni segno, ogni avvertimento ed ogni Grazia, per preparare la propria anima. Alcuni hanno ascoltato la Parola di Dio, così com’è stata stabilita nei Sacri Vangeli, e ne hanno tenuto conto. Altri hanno udito e visto la Verità, ma rifiutano di accettarla. Ecco, verrà presto il giorno, in cui, verrà rivelata l’intera Verità e la prova di Chi Io Sono realmente, ed ai peccatori verrà concesso il tempo necessario, per prendere la loro decisione, secondo il proprio libero arbitrio. Nessuno di voi sarà costretto ad accettare la Mia Misericordia, poiché solo voi potete prendere una tale decisione. Gli altri rifiuteranno di rendere testimonianza alla Verità, anche quando la comprenderanno chiaramente. Tristemente, costoro andranno perduti. Altri avranno bisogno di tempo, prima di prometterMi la loro fedeltà, ma il periodo che seguirà l’Avvertimento sarà breve.

Io vengo ad informarvi sugli eventi che vi riveleranno i segni di questi tempi e della Mia Presenza, in questa Missione. Le tempeste saranno visibili in molte nazioni e dureranno per settimane. Presto sarete testimoni della vaccinazione globale, di cui vi parlai nel 2010. La Mano di Dio, nella Sua Divina Giustizia, sarà visibile, quando Egli permetterà che le tentazioni siano poste di fronte a coloro i quali Lo servono, nella Mia Chiesa. Io attenderò che queste e tutte le altre profezie si siano manifestate, e a quel punto verrà l’Avvertimento. Esso avverrà poco prima del Gran Giorno, quando la Mia Promessa di ritornare, sarà finalmente compiuta.

Dovrete avere fiducia nella Mia Bontà, nel Mio Amore e nella Mia Misericordia. Se lo farete, sarete sufficientemente forti da affrontare qualsiasi prova compresi gli insulti che verranno scagliati contro di voi nel Mio Nome, mantenendo però la grazia di rimanere leali alla Mia Sacra Parola. Permanete nella pace e nella speranza, poiché il Mio Amore per voi, così come il vostro amore per Me, distruggerà il male che si é impossessato delle anime di coloro che si sono separati da Me.

Il vostro Gesù

3 Ottobre 2014

Restate in piedi e combattete questo attacco, bambini. Combattete contro questa guerra dei nemici delle vostre anime e sguainate le vostre spade.

 


Svegliarsi

LUNEDÌ 15 MARZO 2021

Il nemico cerca di logorare il Mio popolo. Egli desidera logorarvi in modo che abbandoniate i vostri posti, figli Miei. Se riuscirà a farvi addormentare, il vostro lavoro sarà annullato e alcuni di voi saranno di nuovo condotti nel mondo.

Restate in piedi e combattete questo attacco, bambini. Combattete contro questa guerra dei nemici delle vostre anime e sguainate le vostre spade. Abbatti i pensieri del sonno in questo tempo pericoloso. Un soldato dorme durante il calore della battaglia?

Svegliatevi, risvegliate i Miei preziosi - il vostro nemico si è insinuato mentre eravate inconsapevoli. Egli cerca di fermare il vostro lavoro per Me.

Glynda

LA VITA DI SAN BENEDETTO

 


L'anfora vuota riempita d'olio

Terminata la riprensione, insieme a tutti i fratelli si raccolse in preghiera. Nel  luogo stesso ove pregavano c'era un'anfora di terracotta, vuota e coperta. Mentre  il santo insisteva nella supplica, il coperchio dell'anfora cominciò a sollevarsi per  l'olio che cresceva: e crebbe a tal misura che, rimosso il coperchio, traboccò dai  bordi del recipiente fino ad inondare il pavimento.

A quella vista Benedetto terminò la preghiera e nello stesso istante finì di fluire  anche l'olio. Approfittò di questo per ammonire, con più persuasivi argomenti, il  monaco disobbediente, perché imparasse ad avere più fiducia ed umiltà.

Il monaco così salutarmente corretto era pieno di confusione, perché  Benedetto aveva comprovato con un miracolo quell'onnipotenza di Dio alla quale  si era richiamato nel rimproverarlo. Nessuno in seguito osò più dubitare di quello  che prometteva, dopo aver visto che, nello spazio di pochi istanti, in cambio di un  vaso di vetro quasi vuoto, aveva procurato un'anfora colma d'olio.

Libro II° dei "Dialoghi" di San Gregorio Magno

Ecumenismo massonico luciferino

 


ASSISI - BIS

24 Gennaio 2002

I rapporti tra Chiesa cattolica e Islam sono tornati alla ribalta di nuovo dopo l'annuncio di Giovanni Paolo II per una seconda riunione con “i rappresentanti delle altre religioni del mondo” per “un incontro di preghiera per la pace”, come l'aveva già fatto il 27 ottobre 19861. Le considerazioni che faremo in questo nostro articolo, hanno la loro importanza, in questo tempo post-conciliare, in cui si taccia di “integralismo” la Fede di chi è ancora cattolico e rimane nella sua pietà religiosa di ante Vaticano II. 


11 SETTEMBRE 2001 

Gli avvenimenti che sono venuti dopo quell'11 settembre 2001 ci hanno fatto ricordare, tra l'altro, anche quella celebre frase: “il XX° secolo sarà religioso”, ma non certo nel modo d'Assisi, anche se molti lo credono un gesto legittimo, data la grave situazione politicasociale in cui si trova tutto il genere umano. Comunque, io non credo che sarà davvero quello spettacolo di Assisi, con quelle 12 religioni (?), a manifestare al mondo il viso autentico dell'uomo religioso! Si può davvero dubitarne!.. Il gesto di Giovanni Paolo II non è scevro di ambiguità di fondo mediatico. Ed è senz'altro un po' anche spettacolo questo caos di religioni che si attaccano al carro trionfale del Papa! Ma al di là di questa impressione che non pochi hanno, al di là di ogni preconcetto del fatto, questo gesto papale muove un inquietante problema di teologia e di pastorale che non va minimizzato. Il Papa l'aveva comunque, già detto in un suo discorso alla Curia di Roma il 22 dicembre 1986, quando manifestò "l'unità radicale, basilare e determinante del genere umano”, per cui - secondo Lui - in questa prospettiva, le religioni non cristiane sarebbero come delle “limitazioni dell'unico disegno divino di salute”.

Secondo Giovanni Paolo II, cioè, l'unità del genere umano fu immediatamente e di fatto soprannaturale; tutte le religioni, perciò, sarebbero in qualche modo - che lo sappiano o che l'ignorino, che l'accettino o che lo rifiutino - delle manifestazioni incomplete del Mistero cristiano. È facile pensare, qui, che questa linea teologica è un tutt'uno con la teoria del “cristiano anonimo” dell'eretico gesuita Karl Rahner, per il quale ogni uomo sarebbe un “cristiano”, anche se egli lo ignora. In ogni uomo, quindi, ci sarebbe, preesistente, un germe già soprannaturale. Se questo fosse vero, però, ci potremmo chiedere: che cosa ha da dire, allora, il predicatore del Vangelo?.. e quale “Buona Novella” dovrebbe apportare al mondo?.. e di quale “novità” la Fede cristiana sarebbe segno efficace? E se tutti gli uomini sono già “cristiani”, anche senza saperlo, perché, allora, Gesù ha insistito per la nostra conversione? E la nuova nascita, quella che viene dall'Alto e dallo Spirito Santo, ha ancora un senso in questo nuovo quadro di teologia? E l'infusione della Grazia Santificante, vera partecipazione alla vita trinitaria, quale utilità avrebbe in questa nuova versione teologica?.. Son domande imbarazzanti, certo, ma che non hanno ancora avuto alcuna risposta. Rimane, perciò, sempre valida la verità del Vangelo: “chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo. Chi non crederà, sarà condannato” (Mc. XVI, 16). Mentre sul piano pastorale ogni tentativo di spiegare sarebbe inadeguato e inaccettabile. Infatti: se tutte le religioni si uniscono, nessuna di esse può pretendere di liberarsi da quello che Cristo chiama “la verità tutt'intera” (Jo. V, 13), perché ciascuno si presenta ad Assisi come “una parte” di verità, come “un modo” di incarnare la verità spirituale universale. Ma allora, come si potrà esigere che la gente abbandoni la sua vita privata, le sue convinzioni personali, i suoi punti di vista particolari, per proclamare delle verità parziali? Forse che l'appartenere a una religione si realizza a tappe, come l'immagina anche il card. Ratzinger? E un cattolico, può essere una mezza fede o averne solo un quarto? Così, allora, si cadrebbe nel soggettivismo; ma allora, il giudizio sgorgherebbe delle proprie impressioni, dalle proprie opinioni, che poi volano via!.. Può, forse, l’“esperienza spirituale privata” rimpiazzare la Fede, così da poter dire: “ciascuno ha la sua fede”! o anche: “ciò dipende dalle varie fedi”?.. Un tale procedere farebbe sparire l'Assoluto per una credenza tutta relativa, o non potrebbe essere che un punto di vista tra tanti altri!.. Quindi, il raduno di Assisi, sia quello del 1986 che quello del 2002, non può essere che un segno negativo, anzi, un segno di morte: ossia, l'abbandono, da parte delle religioni, dell'Assoluto, che solo giustifica la loro esistenza, il che, per il cattolico, sarebbe perdere l'unica via della salvezza! L'Assoluto del cristiano, infatti, è il Dio d'Amore, venuto per salvare chi era perduto, donando la propria vita per riscattare l'uomo dal peccato. È questo che distingue il Dio vero dagli altri “dei”, o demoni, come lo afferma la stessa Sacra Scrittura: “... omens dii Gentium daemonia” (Salmo 95). Ora, qesto, è ancora peggio che protestantizzare la Chiesa cattolica! Ma direi di più: la si sta dissolvendo, per arrivare a formare quella “Super-Ecclesia Universale”, voluta dall'ebraismo massonico, e già in esecuzione dagli USA! Da ricordare: la preparazione a questa fusione delle religioni si iniziò con Paolo VI. Prima, col concedere al clero di vestirsi col clergimen protestante; poi, si passò a permettere, tacitamente, un vestirsi da borghese, anche in maglione, al fine di sopprimere la separazione tra prete e laico; il prete non guida più, predisseguo! In seguito, si mise una tavola al posto dell'altare, come fu fatto nella Riforma protestante nel 1548, dall'arcivescovo Thomas Cranmer e questo perché l'altare richiamava il Santo Sacrificio, mentre la tavola, richiama la Cena e introduce questa grande inversione: il prete che celebra la Messa con la faccia verso il popolo, voltando la schiena a Dio! L'umanismo di Paolo VI era anche questo! Seguì subito la soppressione del “latino”. La Chiesa cattolica di rito latino, così perse la sua unità e la sua immutabilità della sua dottrina. La Chiesa cattolica, così, entrò nell'area della “democrazia universale”! Infatti, le “traduzioni” variano da paese a paese, e questo fu persino imposto! Mentre il latino era l'unico mezzo per far comunicare assieme tutti i fedeli e tutte le Nazioni nella stessa Fede, senza il latino, invece, la Chiesa fu sfasciata in molte “sètte” e in molte “chiese di base”, che furono veri scismi!.. Dopo tutto questo fu più facile dar battaglia ai dogmi, vale a dire alle Verità rivelate! Per far piacere ai protestanti si è attaccato, soprattutto, il Culto dell'Eucarestia, perché i protestanti non credono, in maggioranza, alla “Presenza Reale”. E così, i tabernacoli furono rimossi dall'altare e portati in luoghi sempre più separati, come pure furono aboliti tutti i segni di adorazione (genuflessioni, inchini, incensazioni...) e tutte le azioni di grazie!.. Alla fine ecco arrivare la “nuova Messa”! Ma a stendere la “nuova liturgia” vennero chiamati cinque protestanti (cosa mai vista nella Chiesa cattolica!): due anglicani (uno, inglese; l'altro, americano), un membro della Federazione Mondiale Luterana; un membro del Consiglio Mondiale delle Chiese, e un luterano di Taizé. Alla fine del lavoro, Paolo VI volle persino essere fotografato in mezzo a loro! Alla sua destra aveva Frère Max Thurian, di Taizè. Ora, questo, provava che Paolo VI aveva fatto del suo meglio per protestantizzare la Messa cattolica, anche se fece di tutto per nascondere il suo gioco, secondo la sua tattica abituale dei due passi in avanti e uno indietro!.. Il passo in avanti fu la “Institutio generalis”, d'ossatura prettamente protestante. Basta leggere il primo testo di Paolo VI: “La CENA del Signore, o messa, è l'assemblea o l'assembramento del popolo di Dio che si riunisce assieme, sotto la presidenza di un prete, per celebrare il MEMORIALE DEL SIGNORE”. È chiaro: la Messa non sarebbe più altro che una cerimonia comunitaria, e non più il SACRIFICIO incruento della Croce, con la PRESENZA di Nostro Signore nell'OSTIA! Il “passo indietro” di Paolo VI - dopo il deciso intervento dei cardinali Bacci e Ottaviani - Paolo VI lo fece nel “Proemio”, dove aggiunse un larvato Santo Sacrificio, ma senza cambiare altro nel contenuto della Messa. Un “contenuto”, comunque, che “s'allontana in modo impressionante, nell'assieme, come nel dettaglio, dalla teologia cattolica della Santa Messa”2.

Entreremmo in un vero ginepraio se avessimo spazio, quì, per trattare sul contenuto di quella “nuova Messa” di Paolo VI, imbevuta di naturalismo calvinista, (come: “questo pane, frutto della terra e del lavoro dell'uomo” ... “questo vino, frutto della vigna e del lavoro dell'uomo”), e di auto-critica da democrazia popolare (“confesso ai nostri fratelli”... ) ecc... Comunque, questo, - a Dio piacendo! - lo documenteremo in un altro specifico libro sulla Santa Messa! Però, anche qui, bisogna pur riconoscere che Paolo VI riuscì nel suo intento di “Riforma protestante” perché lo stesso “Osservatore Romano” del 13 ottobre 1969 ebbe a scrivere: “La riforma liturgica ha fatto un passo notevole in avanti: essa si è avvicinata alle forme liturgiche della Chiesa luterana”: perfetto! Quindi, per Paolo VI, non erano più i protestanti che si dovevano convertire al cattolicesimo, ma erano i cattolici che si dovevano “protestantizzare”!.. Ora, questo, è proprio quello che l'ebraismo massonico voleva; indebolire la Fede; dividere la Chiesa in chiese nazionali in sètte, come lo sono i protestanti... perché così sarebbe stato più facile integrarle in una “Super-Ecclesia” di tutti le religioni. Ma è anche un'opera luciferina, già sognata da Lutero: “L'ora verrà, in cui noi potremo celebrare insieme la Cena di Gesù Cristo”! Il che significa che, in quel momento, la vera Chiesa di Cristo avrebbe finito di esistere! E questo dovrebbe essere proprio il risultato dell'ecumenismo in atto!


UN ECUMENISMO MASSONICO 

A conferma di ciò, cito un estratto dal periodico “HUMANISME” del “Centro di Documentazione del Grand'Oriente di Francia”3: “... Non è il patibolo che attende il Papa, ma la proliferazione delle chiese locali che si organizzano democraticamente, rifiutando le barriere tra clerici e laici, creando dei loro propri dogmi, vivendo in una completa indipendenza dai rapporti con Roma”. Il che significa: confondersi, in piena anarchia, con le sètte protestanti. Collegialità nazionali che approdano in una religione sintetica, la famosa O. R. U. (Organizzazione delle Religioni Unite). Un'altra conferma la si può avere anche da un’altra rivista massonica, il “SIMBOLISMO”4, dove si legge: «Non lasciamo dire, miei fratelli, che la framassoneria è l'AntiChiesa; questo non è che una frase di Circostanza; fondamentalmente, la framassoneria vuole una “Super-Ecclesia” che le riunirà tutte». E così la Chiesa cattolica sarà anch'Essa alla pari con le altre religioni! Per questo, Paolo VI, il 23 giugno 1970, fece questa dichiarazione: «... mentre che i contatti con i rappresentanti delle altre religioni si fanno più frequenti, specialmente con i giudei, i musulmani e i buddisti, un dialogo difficile, complesso e delicato (però condannato da tutti i Papi! - ndr.) si annoda anche con diversi rappresentanti dell'Umanismo». Ora, questo umanismo non è altro che una delle tante maschere con cui si trasforma la framassoneria! Ebbene di questo “Umanismo Umanitario” si tenne, a Bièvres, l'8 aprile 1970, una viva Sessione. In “Carrefour” del 17 marzo 1971, c'era questa informazione: «La riunione ecumenica di Montgeron, con l'accordo dell'Arcivescovo di Parigi, ebbe come simbolo la croce, la mezzaluna, una iscrizione ebraica e lo stemma con falce e martello»!.. Ancora: nel maggio 1970, a Ginevra, s'era tenuto un altro Congresso per la “Organizzazione delle Religioni Unite”, durante il quale, tutti i congressisti si riunirono nella cattedrale San Pietro per pregare insieme, perché “i credenti di tutte le religioni erano invitati a coesistere nel culto del medesimo Dio”. Il che significava chiaramente che i cristiani devono rinunciare a credere nella SS, Trinità e in Gesù Cristo, la seconda Persona della SS. Trinità, che s'è incarnato per portarci la Rivelazione e, mediante essa, salvarci! Un tradimento della nostra Fede, quindi! In effetti, per mettere insieme il Giudaismo, l'Islamismo e il Cristianesimo, bisognerebbe credere che Cristo ha mentito quando ci ha detto: “Chi ha visto Me, ha visto il Padre”; “Nessuno viene al Padre se non per Me”5; “Chiunque nega il Figlio, non ha più il Padre”6; “Io e il Padre siamo Uno”7... Di conseguenza, è falso affermare che il Giudaismo, l'islamismo hanno lo stesso Dio come noi cristiani!.. come pure è errato far credere che i Giudei e i musulmani, senza convertirsi, possono essere in comunione con noi cristiani nel culto di un medesimo Dio!.. Perciò, per realizzare un ecumenismo “Super-Confessionale”, bisogna sopprimere tutti i dogmi della nostra religione cattolica! Il che sarebbe un autentico tradimento della nostra Fede! Eppure fu Paolo VI che ha permesso il Congresso di Bruxelles (settembre 1970) in cui si cercò proprio di abbattere i dogmi della Chiesa cattolica. Quel Congresso era presieduto dal card. Suenens, massone (che, poi, fu anche invitato da un rabbino della loggia B'naîBrith, nemica dichiarata della Chiesa!); ed era animato dall'eretico domenicano, padre Schillebeekx, il quale dichiarò che “la teologia deve ridursi a un umanesimo sociale”. Basta dogmi, quindi! Per questo, Paolo VI aveva già sostituito il “docete” (=insegnate) di Cristo, con il “dialogo”, che met-te tutto in stato di “ricerca”, ma che è un eretico pretesto per poter attaccare e demolire ogni dogma, uno dopo l'altro; per cui anche la Chiesa cattolica potrà entrare nella “CHIESA UNIVERSALE”8. Una Chiesa Universale, però, che sarà forzatamente nelle mani del “GOVERNO MONDIALE”, quello che stanno già preparando con questa “inutile” e “criminale” guerra che è in corso, mascherata con l'islamico “terrorismo”!.. Ma noi di Chiesa Viva combattiamo per questo: in difesa della nostra vera Fede, che il nemico-demonio vuol mescolare con le altre religioni e annullarla per sempre! Il “Nuovo DIRITTO CANONICO” scomunica più nessuno, (come già l'aveva voluto Paolo VI!): non più scomuniche per la “massoneria”, ben vista ormai anche dalla Gerarchia attuale; non più scomunica per gli apostati, per gli eretici, per gli scismatici..., e si arriverà anche a una generale amnistia per tutti gli scomunicati del tempo passato, come Lutero, Calvino, Huss, ecc., quando ci sarà (ben presto!) quella “SUPER-CHIESA” senza dogmi, senza Messa, senza alcun impegno di Fede!..

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1 Cfr. “L'Osservatore Romano”, 27-28 gennaio 1986.

2 Cfr: “Lettera” dei cardinali Bacci-Ottaviani a Sua Santità Paolo VI; dal titolo “Breve Esame Critico del Novus Ordo Missae”.

3 Cfr. Novembre-Dicembre 1969, p. 72.

4 Cfr. Maggio 1962. È citata in “Restauration chrétienne” di Montréal, Vol. I, 1967.

5 Cfr: Gv. VIII, 6-9.

6 Cfr. San Gv. I.a Lettera, 2-23.

7 Cfr. San Gv. XIV, 11-30.

8 È una “mens” che è ormai congestionata in molte teste di frati e di preti. A Bordeaux, (Francia) per esempio, i Francescani hanno già una loro Rivista del titolo: “Apostolat de l'Eglise Universelle”.

“Chiesa Viva”   ***  Marzo  2002

sac. dott. Luigi Villa

ORE DI RIPARAZIONE NOTTURNE

 


ORE DI RIPARAZIONE NOTTURNE 


Passi: 

I. Coroncina dell'amore 

II. Meditazione dell'ora notturna. (uno al giorno) 

III. Preghiera conclusiva (vedi ultima preghiera alla fine) 

 

I. CORONCINA DELL'AMORE 

Sui grani del rosario: 

Sulle perline grandi: 

Sacri Cuori di Gesù e Maria, siate il nostro amore e la nostra salvezza. 

 

Sulle perline piccole (10 volte): 

Gesù e Maria vi amo. Salvare le anime. 

 

Alla fine del rosario, ripetere tre volte: 

Sacri Cuori di Gesù e Maria, fate che io vi ami sempre di più. 


4. MEDITAZIONE DELLE ORE NOTTURNE 


4. Riparare le anime spente nella mediocrità e nella superficialità. 

Gesù dice: 

Figlia mia: lasciami entrare nel tuo cuore, desidero sentire il calore del tuo piccolo amore per Me. Desidero che lasciate i vostri compiti abituali e vi occupiate dei miei, facendo riparazione in quest'ora notturna perché c'è molta sofferenza che il mio Sacro Cuore sopporta. La crudeltà e l'ignominia degli uomini è grande. La desolazione nel mio Santo Tempio è grande. C'è molta incredulità nelle cose di Dio. C'è molta accidia spirituale, poiché molte anime non vogliono sapere di Me, si turbano quando sentono parlare di un certo Gesù che ha trasformato la storia dell'umanità, che è venuto nel mondo non per abolire la legge ma per perfezionarla, che è sceso sulla terra per restaurare il suo Regno di pace e di giustizia. 

Amati figli, nel vostro cuore trovo compiacimento perché mi avete aperto le porte per entrare, per prenderlo come Mio Trono, come Mio possesso, ma questa felicità non è completa perché molte anime chiudono il loro cuore al Mio Amore Divino; le faccende del mondo le disperdono dalle delizie del Cielo. Il cielo è aperto a tutte le anime dal cuore puro. Cielo aperto per tutte le anime che hanno saputo ascoltare la Mia voce. Cielo aperto per tutte le anime che hanno vissuto in santità, in coerenza con la Mia Parola. Cielo aperto per tutte le anime che hanno deciso di seguire le orme del Crocifisso. 

Ho altre pecore fuori dal mio ovile che sprecano le delizie del cielo e bramano le briciole che il mondo offre; cessano di rivestirsi delle vesti della grazia per coprire il loro cuore con gli stracci del peccato, lasciano gli stretti sentieri per camminare nel lassismo della vita. 

Ripara, dunque, in questa notte che tutti gli uomini possano aprire i loro cuori e permettermi di regnare nella loro vita come loro Signore.  Fai riparazione perché l'umanità capisca che la vita senza Dio non è vita, è un deserto arido, assetato d'acqua, è un giardino di rose e fiori appassiti. 

Alza le mani al cielo e implora misericordia per queste anime spente nella mediocrità e nel superficialismo, a causa della loro durezza alle mie manifestazioni d'amore. 

Chiedete con insistenza affinché reagiscano in tempo; affinché raccolgano, come pioggia fresca, le mie grazie e le mie benedizioni.


Anima della riparazione: 

Amato Gesù: Ti ringrazio infinitamente per aver suscitato nel mio cuore un grande desiderio di riparazione, in quest'ora notturna, perché veramente ci sono molte anime dalla dura cervice, perché dicono di amarti ma il loro amore è solo parole, dalle labbra all'esterno perché i loro cuori non hanno aperto le loro porte per accoglierti; i loro cuori sono imbrattati di peccato, odorano del mondo.  Amato Gesù, tu mi onori questa notte perché non tieni conto della mia debolezza, ma mi spingi ad amarti, a purificarti, a purificarti, a purificarti, a purificarti, a purificarti. 

il mio cuore da ogni macchia e offrirti un omaggio di adorazione perché tu sei il mio Signore, il Proprietario della mia vita, la ragione della mia esistenza, l'Incanto del mio povero cuore. 

Come hai tolto il velo che oscurava la luce dei miei occhi, fai lo stesso con i ciechi spirituali; sigilla i loro cuori affinché sentano il bisogno di venire a Te, di unire il battito del loro cuore al tuo, di lubrificare le porte arrugginite delle loro anime con l'olio benedetto del tuo Amore Divino e spalancarle, affinché tu possa entrare come il Re della più alta stirpe, come il figlio della stirpe di Davide, per regnare nelle loro vite; Vite che saranno trasformate, rinnovate; vite che non saranno mai più le stesse perché tu stesso le hai prese come morbida argilla nelle tue venerabili mani e hai dato loro un tocco di distinzione, di grazia. 

Come non accompagnarti, in quest'ora notturna di riparazione, se sei il mio Dio e il mio Tutto. 

Come non accompagnarvi in questa ora notturna di riparazione, se vi siete offerti come Vittima Divina per tutta l'umanità. Come non accompagnarvi, in quest'ora notturna di riparazione, se vi siete dati con tutto e in cambio della vostra estrema generosità ricevete disprezzo. Come non accompagnarti, in quest'ora notturna di riparazione, se mi comunichi i tuoi sentimenti, le tue emozioni, il tuo dolore di voler entrare nel cuore di tutti gli uomini e non trovare un posto degno per riposare. 

Cuore agonizzante del mio Gesù: eccomi ad alleviare la tua sofferenza con la mia preghiera, con la mia costante supplica al Padre.  Scarica su di me la tua tristezza, trafiggi il mio cuore e feriscilo con l'amore, perché io voglio solo amarti, adorarti e glorificarti.