venerdì 9 aprile 2021

Il Mio Gesù ha bisogno di uomini e donne di coraggio che, a esempio di Giovanni Battista, annuncino il Vangelo e difendano la Sua Chiesa.



Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 08/04/2021

Cari figli, i nemici di Dio agiranno sempre di più per silenziarvi. Voi, che siete del Signore, annunciate la verità. Il Mio Gesù ha bisogno di uomini e donne di coraggio che, a esempio di Giovanni Battista, annuncino il Vangelo e difendano la Sua Chiesa. Non incrociate le braccia. Sarete buttati fuori perchè amate e difendete la verità. Coraggio! La vostra ricompensa è nel Signore. Pregate. Cercate forze nell'Eucaristia e ovunque testimoniate la vostra fede. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello viene per voi. Avanti! Io vi amo e sarò sempre con voi. Questo è il messaggio che oggi vi trasmetto nel nome della Santissima Trinità. Grazie per averMi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Io vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Rimanete nella pace.

 


PARADISO


Pasqua è un tempo in cui la Mia morte sulla croce è contemplata correttamente. 

Mia amatissima figlia quanto Mi consoli nel Mio tempo di dolore. Come Mi dai l‟amore e il conforto che desidero dalle anime. Oh fossero unite tutte le anime e intrecciati i loro cuori con il Mio, la Sacra Famiglia di Dio sarebbe pienamente completa. Solo quando tutte le anime saranno salvate, sarà fatta la Volontà Divina del Padre Mio. 

Pasqua è un tempo in cui la Mia morte sulla croce è contemplata correttamente e la Mia risurrezione dai morti è pienamente riconosciuta per la libertà che porta all‟umanità. 

La Mia Risurrezione significa che anche tutti voi che Mi amate e proclamate la Mia Parola Santa potete essere risuscitati dai morti. 

Anche tutti coloro che sono morti in uno stato di grazia e con i favori del Padre Mio saranno elevati in gloria dalla morte, il giorno in cui vengo a giudicare. 

Essi si uniranno a coloro che sono vivi non solo nel corpo ma nello Spirito del Signore e saranno ricompensati  con la Vita Eterna. 
Molte persone non comprendono la Mia promessa. 

Tutti coloro i cui nomi sono contenuti nel Libro della Vita saranno elevati in corpo, mente e anima, privi di corruzione del corpo e in piena unione con Me. 

Tutti quelli che saranno scelti vivranno secondo la Volontà Divina del Padre Mio. 

Vivrete in amore, pace e armonia durante il Mio glorioso Regno sulla terra per 1000 anni. 

Vi unirete in gloria con la prima resurrezione dei morti. Quelle anime comprese la vostra amata famiglia e gli amici che sono ritenuti idonei a entrare nel Mio Nuovo Paradiso sulla Terra. 

Questa è la vita che tutti voi dovete cercare. Non dovete avere dubbi. 

Per quelle povere anime che non possono accettare la verità della Mia esistenza o la Mia promessa di giudicare i vivi e i morti, essi si strapperanno i capelli quando si troveranno di fronte al terribile destino che si presenterà davanti a loro, quando la verità sarà rivelata. 

Per i credenti dovete anche stare attenti. 

Molti di voi che non Mi amano abbastanza o danno tutto per scontato fanno l‟errore di credere che la Mia Misericordia ignori i peccati per cui non esiste alcun rimorso. 

La Mia Misericordia è abbondante, voglio profondere le Mie grazie sopra ogni peccatore. Ma ci sono coloro che si compiacciono nel falso presupposto, che la loro conoscenza dei Miei insegnamenti è sufficiente a salvarli. 

Essi sono indifferenti al Mio amore. Essi mancano di un cuore tenero, hanno poca umiltà nelle loro anime e credono che per certi peccati non valga la pena pentirsi. 

Questo modo di pensare è pericoloso e serve solo a rimuovere di più tali anime da Me. 

Non c‟è nessun peccato per quanto piccolo che possa essere ignorato. L‟assoluzione può essere data solo quando vi pentite. Potete solo pentirvi se siete esenti da orgoglio e umili di cuore. 

Rallegratevi figli Miei in questa Pasqua. Proprio come la Mia morte sulla croce vi ha dato il dono della salvezza, è stata la Mia Risurrezione dai morti che vi darà anche la vita eterna che è stata progettata da Mio Padre Eterno da così tanto tempo. 

Avete molto di cui rallegrarvi. Poiché la vita eterna promessa a voi significa proprio questo. Vita Eterna nel corpo, mente e anima. 

È importante che lottiate per questa nuova vita e che prepariate le vostre anime. 

Ogni sforzo sarà fatto da satana e dai suoi demoni per convincervi che la vita eterna nel Mio Nuovo Paradiso non esiste. E che la Mia Seconda Venuta è una menzogna. 

I sacerdoti, i membri del clero e i cristiani devoti saranno il primo obiettivo. 

Pregate, pregate, pregate il Padre Eterno affinché vi protegga con il Mio prezioso sangue in modo che nessuno di voi si allontani dalla verità. 

Il vostro amato Gesù Cristo, 

Redentore dell‟umanità. 

6 Aprile 2012


giovedì 8 aprile 2021

Lettere di Sant'Agostino

 


LETTERA 10 

Scritta dopo la precedente. 
Agostino spiega la difficoltà di convivere saltuariamente con  Nebridio, data la necessità di continui viaggi (n. 1-2). La vera  tranquillità si trova nel proprio intimo e nell'unione con Dio (n. 3). 

AGOSTINO A NEBRIDIO 

Come poter essere insieme? 

1. Nulla mai, nelle questioni da te mosse, mi ha tenuto, mentre vi  pensavo, così agitato come quello che ho letto nella tua ultima  lettera, in cui ci accusi di trascurare di adoperarci perché ci sia  possibile vivere insieme. Grave colpa, e, se non fosse falsa, assai  pericolosa! Ma poiché un ragionamento probabile sembra  dimostrarci che noi possiamo passare il tempo secondo le nostre  intenzioni qui piuttosto che a Cartagine od anche in campagna,  sono veramente incerto, o mio Nebridio, come debba comportarmi  con te. Ti si deve mandare il mezzo di trasporto che è più adatto  per te? Infatti il nostro Luciniano garantisce che in lettiga coperta tu  puoi viaggiare senza danno. Ma penso che tua madre, dal momento  che non sopportava la tua assenza quando eri sano, la sopporterà  molto meno adesso che sei malato. Verrò io in persona da voi? Ma  qui ci sono alcuni che non potrebbero venire con me e che non ritengo lecito abbandonare. Tu infatti puoi dimorare piacevolmente  anche in compagnia del tuo spirito; si richiede invece un grande  sforzo perché essi possano fare la stessa cosa. Dovrò forse andare  e tornare frequentemente e stare ora con te ora con loro? Ma  questo non è né vivere insieme né secondo i nostri progetti! Infatti  il viaggio non è breve, ma addirittura tanto lungo che addossarsi  spesso la fatica di compierlo non significherebbe aver raggiunto la  desiderata tranquillità. A ciò si aggiunge l'infermità del mio corpo,  per cui anch'io - come sai - non sono in grado di fare ciò che voglio  se non cesso assolutamente di voler fare più di quello che posso. 


La tranquillità dell'anima necessaria alla meditazione. 

2. Pertanto pensare per tutta la vita a partenze che tu non possa  compiere tranquillamente ed agevolmente non è da uomo che pensi  a quell'ultima e sola che si chiama morte, alla quali anzi tu  comprendi che bisogna unicamente pensare sul serio. È ben vero  che Dio concesse ad alcuni pochi, che volle fossero i reggitori delle  chiese, non solo di attenderla intrepidamente ma anche di  desiderarla ardentemente e di sobbarcarsi senza alcuna  inquietudine alle fatiche di affrontare quelle altre; ma né coloro che  a siffatti ministeri sono trascinati dal desiderio dell'onore mondano,  né d'altra parte a quelli che, pur essendo privati cittadini,  desiderano una vita affaccendata, reputo sia concesso questo bene  così grande, di raggiungere, in mezzo agli strepiti e agli affanni  delle riunioni e andirivieni, quella familiarità con la morte che noi  cerchiamo: nella tranquillità infatti sarebbe stato possibile sia agli  uni che agli altri di indiarsi. Se invece questo è falso, io sono, per  non dire il più stolto, certo il più indolente di tutti gli uomini, io che,  se non raggiungo una tranquillità priva di preoccupazioni, non sono  capace di gustare ed amare quel bene genuino. Credimi, occorre un  grande isolamento dal tumulto delle cose passeggere perché si  realizzi nell'uomo un'assenza completa di timore non dovuta a  insensibilità, audacia, desiderio di vanagloria e superstiziosa  credulità. Di qui infatti deriva anche quel solido gaudio, da non  paragonarsi neppure minimamente con nessun altra gioia. 


La tranquillità è nell'anima unita a Dio. 

3. Che se un tal genere di vita non è realizzabile nella condizione  umana, perché questa tranquillità qualche volta si verifica? Perché  si realizza tanto più frequentemente quanto più ciascuno adora Dio 
nei penetrali del suo spirito? Perché per lo più una siffatta  tranquillità perdura anche nell'agire umano, se da quei penetrali si  passa all'azione? Perché talvolta, quando parliamo, non sentiamo la  paura della morte e, quando non parliamo, la desideriamo persino?  Lo dico a te, giacché non direi questo a chiunque; lo dico a te, di cui  ben conosco i progressi verso le cose superne; tu, pur avendo  frequentemente sperimentato quanto piacevolmente viva l'animo  quando muore all'amore del corpo, vorrai dunque negare che tutta  la vita dell'uomo possa diventare intrepida, così da essere a buon  diritto chiamata saggia? Oppure oserai affermare di aver mai  provato un simile stato d'animo, che è conforme a ragione, eccetto  quando ti raccogli nel tuo dramma interiore? Così stando le cose, tu  vedi che non rimane altro se non che anche tu decida con me in  modo che possiamo vivere insieme. Infatti come bisogni agire con  tua madre, che certo tuo fratello Vittore non abbandona, tu lo sai  molto meglio di me. Non ho voluto scriverti altro per non distoglierti  da questo pensiero. 


VERGINE IMMACOLATA

 


Santissima Vergine immacolata e Madre mia Maria, a te che sei la madre del mio Signore, la regina del mondo, l'avvocata, la speranza, il rifugio dei peccatori, ricorro oggi, io che sono il più miserabile di tutti. Ti venero, o gran Regina, e ti ringrazio di quante grazie mi hai fatto finora, specialmente di avermi liberato dall'inferno, tante volte da me meritato. Io ti amo, Signora amabilissima, e per l'amore che ti porto, prometto di volerti sempre servire e di fare quanto posso acciocché tu sii amata anche dagli altri. Io ripongo in te tutte le mie speranze, tutta la mia salute. Accettami per tuo servo e accoglimi sotto il tuo manto, o Madre di misericordia. E giacché sei così potente con Dio, tu liberami da tutte le tentazioni; oppure ottienimi forza di vincerle sino alla morte. A te domando il vero amore a Gesù Cristo. Da te spero di fare una buona morte. Madre mia, per l'amore che porti a Dio, ti prego di aiutarmi sempre, ma più nell'ultimo punto della mia vita. Non mi lasciare fintanto che non mi vedrai già salvo in cielo a benedirti e a cantare le tue misericordie per tutta l'eternità! Amen. 

PADRE PIO


Affrettatevi dunque, perché gli ultimi istanti della Mia Misericordia si stanno esaurendo; e quello che verrà dopo il Mio Avvertimento e Miracolo, sarà la Mia Giustizia ed essa, non conoscerà più Misericordia.

 


APPELLO DI GESÙ DELLA DIVINA MISERICORDIA | Messaggio a Enoch, Lunedì 4 Aprile 2021


UMANITÀ PECCATRICE, SONO IL VOSTRO GESÙ DELLA MISERICORDIA, CHE ATTENDE PER VOI FINO AL COMPIMENTO DELL’ULTIMO SECONDO; VI STO ASPETTANDO CON LE MIE BRACCIA APERTE, PERCHÉ BEN SAPETE CHE NON VOGLIO VEDERVI MORIRE ETERNAMENTE!


Popolo Mio, la Mia Pace sia con voi

Figli miei, state già vedendo giorni funesti, le cattive notizie vi accompagneranno attraverso il vostro passaggio nel deserto della purificazione. Io sono il vostro Gesù della Misericordia, che con le braccia aperte attende il ritorno delle sue pecorelle smarrite. Correte figli perduti, non rimandate fino all’ultimo momento la vostra conversione, perché forse non potrete più raggiungere la Barca della Mia Misericordia

Non si era mai visto così tanta malvagità e tanto peccato sulla terra, come accade con questa generazione di questi ultimi tempi; peccato e malvagità che spaventa addirittura gl’inferi stessi.

Questa è la generazione nella quale più anime si sono condannate e continueranno a condannarsi per il modernismo, l’apostasia, e soprattutto per il distacco da Dio. Col passare dei giorni, il male e il peccato si intensificano, perché il peccato è diventato un’abitudine per questa umanità ingrata.

È per questo che sto riversando la Mia Misericordia con maggiore abbondanza, sperando che gran parte dell’umanità si risvegli e ritorni all’Amore e alla Misericordia di Dio. Mi fa male e mi rattrista vedere come le generazioni che nascono e crescono sono già segnate dal sigillo del male e del peccato; La mancanza di amore e di carità degli uomini di questi ultimi tempi è un affronto al Mio Amore e alla Mia Misericordia.

I valori morali e spirituali sono in declino perche, manca il dialogo, la comprensione e soprattutto per l’assenza di Dio nella maggior parte delle case e famiglie. Soffro nel vedere questa realtà in molte famiglie oggi, dove i pastori della casa non assumono con responsabilità e impegno il sacro dono di amare, guidare ed educare i loro figli, in conformità con l’insegnamento e l’adempimento dei Miei Santi Precetti.

Il mio Decalogo di Amore è dimenticato e distrutto quotidianamente dalla stragrande maggioranza dell’umanità; è per questo che le case, le famiglie e le società oggi vanno alla deriva. La mancanza di amore e di Dio, nel cuore di questa umanità è la causa della sua decadenza morale e spirituale.

I miei Santi Precetti sono un Decalogo d’Amore, sono la Legge che Dio vi ha dato affinché possiate vivere in armonia con Lui e con i vostri fratelli. Il mancato adempimento dei miei Precetti è oggi la causa di tanta malvagità, peccato e ingiustizia.

Ritorna a Me, umanità ingrata e peccatrice; riprendete pastori della Mia Chiesa e pastori della casa, l’insegnamento e il compimento dei Miei Precetti; affinché il peccato e la malvagità cessino di regnare in questo mondo!

Umanità peccatrice, sono il vostro Gesù della Misericordia, che attende per voi fino allo scoccare dell’ultimo secondo; vi sto aspettando con le braccia aperte, perché ben sapete che non voglio vedervi morire eternamente.

Affrettatevi dunque, perché gli ultimi istanti della Mia Misericordia si stanno esaurendo; e quello che verrà dopo il Mio Avvertimento e Miracolo, sarà la Mia Giustizia ed essa, non conoscerà più Misericordia.

Figlioli prodighi, non temete, se vi pentite del cuore dei vostri peccati e ritornate a Me, vi assicuro che vi perdonerò e rimetetrò i vostri peccati, per quanto grandi essi siano. Non dimenticate che Ion sono più Padre che Giudice; correte dunque, per poter raggiungere la Barca della Mia Misericordia.

Vostro Padre, Gesù d’Infinita Misericordia


VITA PRIMA DI SAN FRANCESCO D'ASSISI

 


FAMA DEL BEATO FRANCESCO. CONVERSIONE DI MOLTI A DIO. COME LA SUA ISTITUZIONE FU CHIAMATA  " ORDINE DEI FRATI MINORI ".  FORMAZIONE DI COLORO CHE Vl ENTRAVANO


382 36. Il valorosissimo soldato di Cristo passava per città e castelli annunciando il Regno dei cieli, la pace, la via della salvezza, la penitenza in remissione dei peccati; non però con gli artifici della sapienza umana, ma con la virtù dello Spirito (1Cor 2,4). Poiché ne aveva ricevuto l'autorizzazione dalla Sede Apostolica, operava fiducioso e sicuro, rifuggendo da adulazioni e lusinghe. Non era solito blandire i vizi, ma sferzarli con fermezza; non cercava scuse per la vita dei peccatori, ma li percuoteva con aspri rimproveri, dal momento che aveva piegato prima di tutto se stesso a fare ciò che inculcava agli altri. Non temendo quindi d'esser trovato incoerente, predicava la verità con franchezza, tanto che anche uomini dottissimi e celebri accoglievano ammirati le sue ispirate parole, e alla sua presenza erano invasi da un salutare timore.

383 Uomini e donne, chierici e religiosi accorrevano a gara a vedere e a sentire il Santo di Dio, che appariva a tutti come un uomo di un altro mondo. Persone di ogni età e sesso venivano sollecite ad ammirare le meraviglie che il Signore di nuovo compiva nel mondo per mezzo del suo servo. La presenza o anche la sola fama di san Francesco sembrava davvero una nuova luce mandata in quel tempo dal cielo a dissipare le caliginose tenebre che avevano invaso la terra, così che quasi più nessuno sapeva scorgere la via della salvezza. Erano infatti quasi tutti precipitati in una così profonda dimenticanza del Signore e dei suoi comandamenti, che appena sopportavano di smuoversi un poco dai loro vizi incalliti e inveterati.

384 37. Splendeva come fulgida stella nel buio della notte e come luce mattutina diffusa sulle tenebre; così in breve l'aspetto dell'intera regione si cambiò e, perdendo il suo orrore, divenne più ridente. E’ finita la lunga siccità, e nel campo già squallido cresce rigogliosa la messe. Anche la vigna incolta comincia a coprirsi di fiori profumati e a maturare, per grazia del Signore, i frutti soavi di bontà e di bene. Ovunque risuonano azioni di grazie e inni di lode, e non pochi, lasciate le cure mondane, seguendo l'esempio e l'insegnamento di san Francesco, impararono a conoscere amare e rispettare il loro Creatore. Molti, nobili e plebei, chierici e laici, docili alla divina ispirazione, si recavano dal Santo, bramosi di schierarsi per sempre con lui e sotto la sua guida. E a tutti egli, come ricca sorgente di grazia celeste, dona le acque vivificanti che fanno sbocciare le virtù nel giardino del cuore. Artista e maestro di vita evangelica veramente glorioso: mediante il suo esempio, la sua Regola e il suo insegnamento, si rinnova la Chiesa di Cristo nei suoi fedeli, uomini e donne, e trionfa la triplice milizia degli eletti.

385 A tutti dava una regola di vita, e indicava la via della salvezza a ciascuno secondo la propria condizione.

386 38. É ora il momento di concentrare l'attenzione soprattutto sull'Ordine che Francesco suscitò col suo amore e vivificò con la sua professione. Proprio lui infatti fondò l'Ordine dei frati minori, ed ecco in quale occasione gli diede tale nome. Mentre si scrivevano nella Regola quelle parole: "Siano minori", appena l'ebbe udite esclamò: "Voglio che questa Fraternità sia chiamata Ordine dei frati minori". E realmente erano " minori "; " sottomessi a tutti " e ricercavano l'ultimo posto e gli uffici cui fosse legata qualche umiliazione, per gettare così. le solide fondamenta della vera umiltà, sulla quale si potesse svolgere l'edificio spirituale di tutte le virtù.

387 E davvero su questa solida base edificarono, splendida. la costruzione della carità. E come pietre vive, raccolte, per così dire, da ogni parte del mondo, crebbero in tempio dello Spirito Santo. Com'era ardente l'amore fraterno dei nuovi discepoli di Cristo! Quanto era forte in essi l'amore per la loro famiglia religiosa! Ogni volta che in qualche luogo o per strada, come poteva accadere, si incontravano, era una vera esplosione del loro affetto spirituale, il solo amore che sopra ogni altro amore è fonte di vera carità fraterna. Ed erano casti abbracci, delicati sentimenti, santi baci, dolci colloqui, sorrisi modesti, aspetto lieto, occhio semplice, animo umile, parlare cortese, risposte gentili, piena unanimità nel loro ideale, pronto ossequio e instancabile reciproco servizio.

39. Avendo disprezzato tutte le cose terrene ed essendo immuni da qualsiasi amore egoistico, dal momento che riversavano tutto l'affetto del cuore in seno alla comunità, cercavano con tutto l'impegno di donare perfino se stessi per venire incontro alle necessità dei fratelli. Erano felici quando potevano riunirsi, più felici quando stavano insieme; ma era per tutti pesante il vivere separati, amaro il distacco, doloroso il momento dell'addio. Questi docilissimi soldati non anteponevano comunque nulla ai comandi della santa obbedienza; vi si preparavano anzi in anticipo, e si precipitavano ad eseguire, senza discutere e rimosso ogni ostacolo, qualunque cosa veniva loro ordinata.

388 Da cultori fedeli della santissima povertà, poiché non possedevano nulla, non s'attaccavano a nessuna cosa, e niente temevano di perdere. Erano contenti di una sola tonaca talvolta rammendata dentro e fuori, tanto povera e senza ricercatezze da apparire in quella veste dei veri crocifissi per il mondo, e la stringevano ai fianchi con una corda, e portavano rozzi calzoni. Il loro santo proposito era di restare in quello stato, senza avere altro. Erano perciò sempre sereni, liberi da ogni ansietà e pensiero, senza affanni per il futuro; non si angustiavano neppure di assicurarsi un ospizio per la notte, anche se pativano grandi disagi nel viaggio. Sovente, durante il freddo più intenso, non trovando ospitalità, si rannicchiavano in un forno, o pernottavano in qualche spelonca.

389 Di giorno, quelli che ne erano capaci, si impegnavano in lavori manuali, o nei ricoveri dei lebbrosi o in altri luoghi, servendo a tutti con umiltà e devozione. Non volevano esercitare nessun lavoro che potesse dar adito a scandalo, ma sempre si occupavano di cose sante e giuste, oneste e utili, dando esempio di umiltà e di pazienza a tutti coloro con i quali si trovavano.

390 40. Amavano talmente la pazienza, che preferivano stare dove c'era da soffrire persecuzioni che non dove, essendo nota la loro santità, potevano godere i favori del mondo. Spesso, ingiuriati, vilipesi, percossi, spogliati, legati, incarcerati, sopportavano tutto virilmente, senza cercare alcuna difesa; dalle loro labbra anzi non usciva che un cantico di lode e di ringraziamento.

391 Non cessavano quasi mai di pregare e lodare il Signore; esaminando ogni loro azione, ringraziavano Dio per il bene fatto e piangevano amaramente per le colpe e negligenze commesse. Quando poi nella preghiera non avvertivano la usuale dolcezza, si credevano abbandonati da Dio. E per non lasciarsi sorprendere dal sonno durante la loro lunga preghiera, adoperavano diversi espedienti: alcuni si aggrappavano a delle funi, altri si servivano di cilizi di ferro o di legno. Se talvolta pareva loro di essere stati meno sobri del solito, per aver preso cibo e bevanda a sufficienza, oppure di aver oltrepassato sia pur per poco la misura della stretta necessità per la stanchezza del viaggio, si punivano aspramente con una astinenza di parecchi giorni. Si studiavano infine di domare gli istinti della carne con tal rigore, da non esitare spesso a tuffarsi nel ghiaccio e a martoriare il corpo tra i rovi acuminati rigandolo di sangue.

392 41. Avevano tanto disprezzo per i beni terreni, che a stento sopportavano di accettare le cose più necessarie per vivere e, disabituati ormai da lungo tempo a qualsiasi comodità corporale, affrontavano senza paura alcuna le più dure privazioni.

393 Ma mentre erano così severi con se stessi, il loro contegno era sempre garbato e pacifico con tutti; e attendevano solo a opere di edificazione e di pace, evitando con grande cura ogni motivo di mal esempio. Parlavano solamente quando era necessario, né mai dicevano parole scorrette o vane. In tutta la loro vita e attività non si poteva trovare nulla che non fosse onesto e retto. Dal loro atteggiamento traspariva sempre compostezza e modestia; e mortificavano talmente i propri sensi che non vedevano né sentivano se non quello che era essenziale e doveroso: sguardo rivolto a terra e mente fissa al cielo. Gelosia, malizia, rancore, diverbi, sospetto, amarezza non trovavano posto in loro, ma soltanto grande concordia, costante serenità, azioni di grazia e di lode.

Ecco i princìpi con i quali Francesco educava i suoi nuovi figli, e non semplicemente a parole, ma soprattutto con le opere e l'esempio della sua vita.

FUGGITA DA SATANA

 


MICHELA

 

La mia lotta per scappare dall'Inferno


Il rito della messa nera

 La celebrazione sembrava ricalcare, più o meno, la Messa cattolica. Soltanto che tutte le invocazioni avevano per oggetto il diavolo anziché Dio .La benedizione era «nel nome del nostro grande dio Satana»; la gloria si elevava al dio «signore degli inferi»; il credo era nell'unico dio Satana»; invece della consacrazione c'era la dissacrazione (in questo momento veniva sempre sgozzato un uccello nero, il cui sangue veniva versato nel calice); Il padre nostro da santificare era sempre quello infernale; nel commiato finale si rendeva grazie a «Satana dio».

Le frasi del rito erano in latino. Le poche parole che pronunciavano in italiano mi sembravano delle esclamazioni spontanee, del tipo: «Tu ci hai maledetti, ma noi malediciamo te. Tu pensi di averci distrutto, ma non ci hai distrutto. Le nostre legioni sono più potenti dei tuoi angeli». Al momento del sacrilegio della comunione, il Sacerdote poggiò sulla testa di ognuno - saltando me - una croce, che lui teneva dalla parte più corta, e pronunciò una formula. Quindi ciascuno prese un'ostia dal vassoio, la intinse nel calice e la ingoiò. Al termine il Sacerdote bevve tutto ciò che era rimasto nel calice e bruciò in un braciere tutto quello che era opportuno far scomparire, dal corpo dell'uccello a una serie di immaginette sacre che erano state sfregiate a un certo punto della cerimonia.

Un'annotazione. Proprio ripensando a queste scene, quando ho letto il noto libro II codice da Vinci sono rimasta turbata dalla descrizione di un rituale che la protagonista Sophie Neveu vede svolgere un sabato notte nel sotterraneo del castello di suo nonno Jacques Saunière. Ne ho recuperato un brano: «La stanza era una sorta di grotta, una sala dalle pareti non levigate, che pareva ricavata dal granito della collina. L'unica illuminazione proveniva dalle torce infilate in anelli alle pareti. Alla loro luce, una trentina di persone formava un cerchio nel centro della stanza... Gli uomini indossavano lunghe tuniche nere e portavano maschere dello stesso colore... Tutti coloro che facevano parte del cerchio si dondolavano avanti e indietro e cantavano in tono reverente, rivolti verso qualcosa sul pavimento dinanzi a loro... Il canto diveniva più veloce. E più forte. Tutti i partecipanti avevano fatto un passo verso l'interno e si erano inginocchiati... Poi, con un improvviso boato, l'intera stanza le era parsa esplodere nel momento dell'orgasmo».

L'intera cerimonia sarà durata due ore, non di più. Al termine la Dottoressa mi fece nuovamente coprire gli occhi e mi riportò a casa sua. Seguendo fino in fondo la regola che mi era stata data, non le ho chiesto niente. Ho dormito con lei e anche per tutta la domenica siamo rimaste in casa. Il lunedì abbiamo ripreso la consueta terapia e l'intera settimana l'ho poi trascorsa come al solito, alternando il lavoro agli incontri con lei. Nei sabati seguenti mi ha nuovamente proposto di accompagnarla e io accettavo di slancio. Il rito era ogni volta simile e si concludeva sempre con il rogo di tutto ciò che era stato utilizzato durante la messa nera.

Durante una seduta agli inizi di agosto, la Dottoressa mi chiese cosa ne pensassi di quelle cerimonie. Io le risposi che ero molto affascinata da tutto ciò che avevo visto e allora lei proseguì: «Ti piacerebbe entrare a far parte a pieno titolo della setta? Il Sacerdote è molto contento di te ed è d'accordo nell'accoglierti. Nel caso, sarei io la tua responsabile e ti seguirei in ogni momento». Io non aspettavo altro! Lo sentivo come un riconoscimento di valore, come uno straordinario premio: ero addirittura stata ritenuta degna di far parte di un mondo così segreto ed esclusivo.

LA CROCE IN CIELO VI MOSTRERÀ LA MIA POTENZA.

 


Carbonia 06.04.2021 –  ore 22.18

Maria: Maria Santissima viene a te, o stella dell’Amore.
Figlia mia, hanno messo a soqquadro il mio nome Immacolato per svenderlo al miserabile nemico, … Satana!
La Chiesa terrena ha disobbedito alle Leggi di Cristo Signore e mostra la sua ascesa nelle mani di Satana.

Dio Padre: Dio che vede il male all’interno della sua Chiesa, dice: Sono pronto, contate le ore, o uomini, il vostro Dio interviene per mettervi alla prova, sarete capaci di risponderGli?

Il Miracolo è nel mondo, ma il mondo non lo vuole vedere, segue il maledetto avversario di Gesù e si prostra a lui.

Con questo mio dire vengo a richiamarvi ancora, o uomini, state seguendo la Morte, non vi risolleverete più dalla sofferenza, il Male vi sta risucchiando in sé.

Siamo alla fine di un tempo vecchio, il suono del corno è per essere avvertito da tutti gli uomini!

Dio cavalca il suo cavallo bianco, … al suo seguito il suo Esercito celeste.
Diointervieneper dire Basta a questa Umanità peccatrice che non vuole stare più con il suo Dio Creatore ma bensì con colui che è la morte eterna.

Partecipate alla vostra stessa fine, o uomini, state anticipando la vostra morte! Siete divenuti stolti, credete alla Menzogna e non vi accorgete del suo gioco maledetto su di voi che siete divenuti ormai suoi schiavi.

La mia venuta, attraverso la Croce in cielo,
vi mostrerà la mia Potenza.

Non sarete capaci di dare delle spiegazioni
perché sarà chiaro che è il “segno” del Figlio di Dio!

La Barca di Pietro è affondata, la lampada è spenta, la tenebra abbranca i miei figli incapaci di vedere oltre il loro naso.
Poveri sacerdoti miei, piegati al volere del nemico, … che ne sarà di voi?

Sono Io, Gesù, il Maestro, il vero Dio!

In verità vi dico: rinnegate Satana e tornate a Me prima che il cielo si illumini di Me.

LA VOLONTÀ DI DIO O STRADA REALE E BREVE PER ACQUISTAR LA PERFEZIONE

 


Che non si può far contro e resistere alla volontà di Dio. 

Se non basta tutto questo a persuadere un cuore a lasciare sé stesso e moderare i suoi desideri,  consideri che, se non vuol volentieri conformarsi con la volontà divina, non potrà fare contro di  essa, né resisterle: poiché, quantunque non voglia, deve portar l'infermità che Dio gli manda, e il  travaglio che gli dà, e la necessità con la quale lo visita. Quanto dunque é meglio accettar di buona  voglia quello che ci può recar dispiacere, cavar guadagno dalla necessità, e acquistarsi Dio per  amico a così buon mercato e senza nessuna spesa, che non il far resistenza a quello, contro cui non  potremo resistere? I vasi e tutti gli apparati dell'altare di Dio e del tabernacolo comandò Iddio che  fossero involti di ammanti di color celeste, affinché i portatori non avessero curiosità di sapere  quello che portavano, ma intendessero che quella era livrea di Dio e che era cosa del culto divino,  senza differenza di una cosa all'altra, Per cui se ne andavano quelli tutti contenti e portavano il loro  peso senza disturbo. Se dunque noi vogliamo con gusto portare le pesanti cariche di questa vita, che  necessariamente dobbiamo portare, non dobbiamo attendere ad altra cosa; né aver curiosità di saper  altro, se non che ci vengano dal Cielo e dalla mano di Dio, e che sono di suo servizio e di suo gusto,  né dobbiamo aver alcun riguardo alla comodità o gusto nostro. 

   Consideriamo ancora che sì nell'inferno come nel purgatorio non abbrucierà altra legna che quella  che avrà radunato la volontà propria; e ancorché uno si salvi, tutto quello che avrà fatto di propria  volontà, tutto deve essere prima abbruciato dal fuoco del purgatorio. Di modo che non è già cosa  solamente dovuta, né solamente soave, né solamente utile il non fare la nostra volontà, ma è anche  cosa necessaria. E oltre tutte le ragioni e allettamenti efficaci per muoverei a impiegarci di proposito  a questo esercizio di adempire la volontà di Dio e di conformarci ad essa, concorre anche la forza e  la necessità, che ci obbliga sotto pena di male, poiché non solo militano, in far la volontà di Dio,  tutte le sorta di beni che ci invitano, ma nel contrario concorrono unitamente insieme tutte le sorta  di mali, cioè le colpe, le pene, gli errori, i timori, i pericoli, il purgatorio, 1'inferno, causa dei quali è  la nostra stessa volontà. Sicché nelle cose anche lecite dobbiamo di essa tremare, non sapendo ciò  che sia bene per noi. 

   Possiamo ricordarci di Lot, quanto male gli cagionò il suo gusto e 1'elezione che fece per propria  volontà della terra, nella quale doveva abitare, sebbene fosse cosa lecita, e gli fosse domandata da  Abramo suo zio. Questi, che era gran santo, non volle eleggere, né cercare nulla per sé, ma  giudicando che per la quiete e la pace bisognava che egli e Lot, suo nipote, si separassero, lasciò al  nipote la scelta del sito dove voleva vivere, riserbando per sé l'altra parte: ancorché fosse peggiore,  umiliandosi così e cedendo le sue ragioni a chi era minore di bisogno, e da chi doveva essere  rispettato. Fece Lot la scelta, ma gli sortì tanto male il far la propria volontà che in breve fu preso e  fatto schiavo, e forzato a fuggire di là, dove aveva eletto di vivere, e perdendo la sua casa e la sua  moglie, vide cose molto lagrimevoli, e gli successero altre grandi disgrazie. 

   Che potrà rispondere a tutto questo la malizia umana? Dire che non vuol far quello che per mille  obblighi e titoli deve a Dio, questo è il peggior termine del mondo. Dire che non vuole l'onore che  in ciò si ritrova, è la maggior villania e il più grande disprezzo di Dio. Dire che non vuol gustare la  dolcezza e il contento che in ciò si contiene; qual cosa più da disperato e quale stoltezza maggiore?  Dire che non vuole il suo vantaggio e la sua utilità, qual maggiore prodigalità e spreco? Voler  resistere a Dio e scegliere per meglio il pentirsi poi e patire le pene del purgatorio, piuttosto che  voler dar gusto al Creatore, qual maggior ingratitudine e sfacciataggine? Finalmente colui che con  tutte le ragioni che abbiamo dette non resterà persuaso, non ha che dire con la lingua, come lo dice  con l'opera, che né per bene, né per male, vuol far quello che piace a Dio: sicché non può trovarsi  maggior bestemmia.

Questo chiunque consideri (ch'io lo prego per il sangue prezioso di Gesù Cristo), chiunque avrà  dato un'occhiata a questi discorsi, e di grazia ponderi bene tutte le ragioni addotte: e se non gli  faranno forza, lo prego che torni a rileggerle, e se questo ancora non basterà, faccia alquanto di  orazione sopra di loro, servendosene per punti di meditazione, e con l'intimo del cuore domandi a  Dio lume e forza di conoscere questa verità e di abbracciarla. 

P. EUSEBIO NIEREMBERG, S. J. 

Vi saranno quelli che abiteranno nella Gerusalemme del cielo, dove si gusterà la gioia eterna e quelli che andranno nelle tenebre e nel buio per sempre.

 


LIBRO DEL PROFETA GEREMIA

18In quei giorni la casa di Giuda andrà verso la casa d’Israele e verranno insieme dalla regione settentrionale nella terra che io avevo dato in eredità ai loro padri.

Ecco un’altra profezia misteriosa che mai si è compiuta sulla terra in senso letterale. Mai Giuda e Israele sono ritornati in unità.

In quei giorni la casa di Giuda andrà verso la casa d’Israele e verranno insieme dalla regione settentrionale nella terra che io avevo dato in eredità ai loro padri.

In senso spirituale questa unità si compie perennemente nella Chiesa, ma essa stessa è un corpo diviso in tante parti. Anch’essa è lacerata, frantumata.

È come se essa stessa fosse un segno della lacerazione che è avvenuta già nel cielo con il terzo degli angeli precipitati nell’inferno.

Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli. Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:

«Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, perché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto grazie al sangue dell’Agnello e alla parola della loro testimonianza, e non hanno amato la loro vita fino a morire. Esultate, dunque, o cieli e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è disceso sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo».

Quando il drago si vide precipitato sulla terra, si mise a perseguitare la donna che aveva partorito il figlio maschio. Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, perché volasse nel deserto verso il proprio rifugio, dove viene nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo, lontano dal serpente. Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Ma la terra venne in soccorso alla donna: aprì la sua bocca e inghiottì il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca.

Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a fare guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che custodiscono i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

E si appostò sulla spiaggia del mare (Ap 12,1-18).

Ma anche come segno di quella separazione eterna che avverrà nell’umanità. Tutta la creazione intelligente dal futuro immortale sarà divisa per sempre.

Vi saranno quelli che abiteranno nella Gerusalemme del cielo, dove si gusterà la gioia eterna e quelli che andranno nelle tenebre e nel buio per sempre.

Allora cosa vuole rivelarci il Signore con questa profezia? Essa contiene e manifesta il suo desiderio, la sua volontà, il suo progetto di salvezza.

Dio è uno. Uno è l’universo. Una è l’umanità. Uno vuole che sia il suo popolo. L’unità che regna in Lui vuole che regni anche sulla terra.

Il corpo della Chiesa vuole che sia perfetta immagine del suo ministero trinitario: una sola natura nella quale vivono di comunione eterna le Tre Persone Divine.

Un solo corpo, una sola natura spirituale nella quale dovranno vivere in comunione tutte le persone che sono rigenerate e divenute suoi figli.

Ogni Persona nella Trinità vive in essa tutta la ricchezza della sua Verità eterna ed è questa la sua forza ed anche la sua comunione.

Ogni persona nella Chiesa deve vivere la ricchezza della sua verità e della sua unicità, perché è questa la sua forza ed anche la sua comunione.

Non c’è comunione dove la persona è mortificata, spenta, privata dei suoi doni di grazia e verità che sono unici e che arricchiscono il corpo di Cristo Signore.

La comunione non è mettere insieme degli uguali, negli uguali non vi è comunione, non vi è vita. La comunione è nella diversità, nella specificità.

MOVIMENTO APOSTOLICO CATECHESI

PER LE ANIME DEI NON CREDENTI