giovedì 24 agosto 2023

La vostra preghiera è così importante e preziosa! È ciò che abbatterà il diavolo e le sue macchinazioni e il suo dominio malvagio!

 



16 agosto 2023

Figlia mia. Tempi bui vi attendono, ma non temete, figli della terra, perché se pregate e rimanete profondamente e sinceramente nascosti in Gesù, mio Figlio che vi ama, credendo veramente in LUI, vostro Salvatore e Redentore, e difendendolo in ogni momento, allora non avete nulla da temere.

Il Padre, Dio, l'Altissimo, tiene la sua mano benedicente, amorevole e protettrice di Padre su di voi, su coloro che sono veramente con Mio Figlio e che hanno messo LUI al primo posto nella loro esistenza e sono veramente fedeli e devoti a LUI.

Non temete nulla, figli miei amati, perché io, il vostro Padre che è nei cieli, sono sempre con voi attraverso Gesù, il mio Figlio divino che si è fatto uomo per voi. Amen.

La mia mano protettrice è su di voi, quindi non temete, perché se siete veramente fedeli a mio Figlio, il maligno non potrà sfidarvi.

Le mie sante schiere di angeli, guidate dal Santo Arcangelo Michele (che si inchina), sono pronte e combattono per voi, per coloro che sono veramente nascosti in Mio Figlio e pregano per la protezione, la guida e le mie benedizioni.

Figlioli, la vostra preghiera è così importante e preziosa! È ciò che abbatterà il diavolo e le sue macchinazioni e il suo dominio malvagio!

Ogni potere viene tolto a lui, il principe delle tenebre, QUANDO si prega per una fede sincera, onesta e profonda!

Siate dunque consapevoli del potere della vostra preghiera, ma non usatela in modo egoistico. Chi prega egoisticamente non ha capito.

Quindi chiedete e supplicate lo Spirito Santo, il mio Spirito Santo, perché LUI vi darà chiarezza e illuminazione e vi manterrà sul vero cammino verso Gesù Cristo, vostro Signore e Salvatore.

Pregate, figlioli, e supplicate anche Me, il vostro amorevole Padre Celeste. La mia mano protettrice è su molti di voi, ma desidero che TUTTI i miei figli mi chiedano questa protezione.

Quindi chiedete, pregate e supplicate.

I tempi non stanno migliorando e le macchinazioni più oscure stanno avvenendo in silenzio. Non c'è nulla che possiate fare al riguardo. Sono già state decise e "sanzionate" dalla rete malvagia del diavolo. Ma, figli amati che siete, la vostra preghiera possiede questo potere! Attraverso la vostra preghiera, anche questi mali già adottati vengono vanificati (contrastati) e non si realizzano! Il loro potere malvagio è tolto dalla vostra preghiera!

Usate quindi il potere della vostra preghiera e pregate, pregate, pregate.

Io, vostro Padre Celeste, vi do questo messaggio oggi, perché l'orrore si abbatterà sulla vostra terra, ma la misura della devastazione in tutti i settori dipende dall'intensità delle vostre preghiere. Amen.

Usate la preghiera perché è l'arma in questo tempo della fine. Amen.

Il Padre vostro che è nei cieli, con Maria, la vostra Madre celeste. Amen.


---


Figlia mia. Il Padre ha parlato. Usate la preghiera e non vacillate mai. La vostra preghiera è l'arma di questi tempi finali, e la vostra preghiera vi mantiene forti, vi cambia e vi dà la forza necessaria per perseverare. Amen.

Tiene lontano il peggiore dei mali e ti protegge! Invocate la protezione del Padre! Chiedete allo Spirito Santo chiarezza e illuminazione affinché possiate capire!

Gesù è con voi.

Mettetevi ogni giorno sotto il mio manto materno di protezione e portate a Me tutti i vostri cari. Li proteggerò dalle tentazioni del nemico maligno, soprattutto nell'ora della morte. Amen.

Dì ai bambini, figlia mia: chi prega rimane forte.

Ti amo molto. Ti amo molto.

La tua e la tua Madre in cielo.

Madre di tutti i figli di Dio e Madre della salvezza. Amen.

MARIA DEBELLATRICE DELLE ERESIE

 


Maria e gli Eutichiani   

  

   Stante l'universale e ferma credenza dei fedeli nella Divina Maternità di Maria SS. ma, non  reca meraviglia che in tutto il mondo, cattolico si levasse un grido di santa indignazione  quando Nestorio, con la sua lingua rigonfia di veleno, osò lanciare la immonda sua bava  contro la Beatissima sempre Vergine Maria, tentando di strapparLe dall'augusta fronte il  glorioso diadema di Madre di Dio. 

Ma, purtroppo, anche dopo la condanna del Concilio di Efeso, Nestorio non cessò di  diffondere la sua eresia. E i santi Padri, da parte loro, non cessarono mai dal combattere la  perversa dottrina. 

Se non che, tra coloro stessi che combattevano Nestorio, vi fu anche chi cadde in nuove  eresie. Tra questi, in modo speciale, va ricordato un certo monaco di nome Eutiche. 

Eutiche nacque a Costantinopoli nel 378. Ancora giovane di età, abbracciò la vita Religiosa in  un Monastero situato nei dintorni della città natale. Ebbe come maestro un certo Massimo,  acerrimo avversario del nestorianismo, e seppe infondere nel discepolo l'odio contro l'eresia.  Divenuto Sacerdote ed eletto Superiore del suo Monastero, Eutiche si gettò a capofitto nelle  controversie dottrinali del tempo, mentre la prudenza avrebbe dovuto suggerirgli il silenzio,  data la sua scarsa conoscenza teologica. Comunque, al tempo del Concilio di Efeso, dove  Nestorio venne condannato, si unì ai Monaci della capitale e guidato dall'abate Dalmazio,  appoggiò S. Cirillo di Alessandria. 

Morto Dalmazio, Eutiche divenne una delle più nobili figure del Monachismo. Il suo prestigio  si accrebbe ancor più quando salì al potere, come ministro dell'imperatore, un certo Crisafio,  che egli aveva tenuto al Battesimo. 

Però questo stroncatore di eretici, non era un ortodosso puro...!  

Eutiche infatti finì per iscrivere tra i nestoriani tutti coloro che professavano due nature in  Gesù Cristo, dopo l'unione. 

All'opposto di Nestorio, Eutiche insegnava che in Cristo esistevano sì due nature complete,  ma solo prima della unione della umanità con la divinità. Dopo il mirabile connubio, non  rimase che la natura Divina. L'umanità di Cristo non sarebbe quindi stata della stessa natura  degli altri uomini, e Maria fu solo veicolo, non generatrice del Corpo del Signore (Enciclp.  Catt.). 

Chi intuì la nuova eresia, fu Eusebio, Vescovo di Dorilea (in Frigia), già amico di Eutiche.  Provò il buon Vescovo di richiamare l'amico a migliori consigli, ma Eutiche si mostrò sempre  irremovibile: e fu allora che Eusebio si decise di denunciarlo alla Chiesa. 

In un Concilio, raccolto in Costantinopoli, di 32 Vescovi, Eutiche fu invitato dai Padri a  giustificarsi; ma per sei giorni non comparve, allegando pretesti di età e di salute. Finalmente  si presentò e, dietro richiesta, fece aperta dichiarazione della sua dottrina: «Credo in Cristo  due nature prima dell'Incarnazione; una sola dopo l'Incarnazione». Duplice bestemmia: una  col dire che Cristo esistette anche prima della Incarnazione del Verbo, come semplice uomo,  e con questo è negata la Divina Maternità di Maria; l'altra nel dire che dopo l'Incarnazione, in  Cristo non esiste la natura umana, e con questo si viene a negare la redenzione del mondo. 

I Vescovi presenti, con tutta la paternità e dolcezza, cercarono di persuadere Eutiche,  presentandogli e spiegandogli la dottrina cattolica, ma Eutiche, irremovibile, si rifiutò di  accettarla. Fu allora che i Padri del Concilio lo scomunicarono, lo deposero dal Sacerdozio e  dalla carica di Superiore del suo Monastero (Mauri Lez. St. ecc, P. 1. p. 219). 

Nel 449, con mille intrighi, l'eresiarca riuscì a farsi riabilitare presso l'Imperatore con  l'appoggio di Crisafio, ma fu un successo di breve durata. Nel 451, nel Concilio di Calcedonia,  mentre i suoi scritti furono gettati nel fuoco e Crisafio condannato a morte, Eutiche fu  nuovamente condannato e cacciato dal suo Monastero (Enciclp. Catt.). 

Anche in questa eresia, è la Beatissima Vergine Maria che viene intaccata nella sua Divina  Maternità; ma sarà proprio Essa che interverrà ancora una volta a sgominare l'eresia e a far  risaltare la verità. 

La condanna di Eutiche, fu il trionfo di Maria Vergine, e, per Lei, la Chiesa diffuse  maggiormente le glorie della Madre di Dio, che si mostrò, come sempre, distruggitrice  dell'errore e difesa della verità. 

Ecco infatti i santi Padri che, esprimendo il pensiero della Chiesa, con i loro scritti diffondono  gl'insegnamenti della fede. 

Fra i tanti, citiamo Tertulliano, figura di primo piano fra i rappresentanti del pensiero cristiano  latino nei primi secoli. Quando parla di Gesù Cristo che ha preso la nostra carne da Maria,  così si esprime: «Dio volle strappare dagli artigli infernali l'immagine sua e la sua somiglianza  impressa nella natura umana... Eva, cacciata dal Paradiso, fra i dolori generò un figlio  fratricida: Maria Vergine, per contrario, diede alla luce Colui che, con la sua morte, avrebbe  un giorno salvato Israele, suo fratello e suo uccisore» (De carn. Chr. 17.32). 

Ma come avrebbe potuto Tertulliano chiamare Israele fratello di Gesù Cristo, senza  ammettere in Cristo la natura umana? Se l'uomo doveva riparare l'offesa fatta a Dio, come  avrebbe potuto Gesù Cristo salvare Israele, cioè l'umanità intera, se non era un vero uomo?  Non diversamente si esprime S. Anselmo Cantuariense: «Si ammiri quell'Unigenito Figliuolo  consustanziale di Dio Padre, coeterno, Coonnipotente, di sua sostanza! Ora questi, come  unico a sé, non volle il Divin Genitore che rimanesse unicamente suo; ma volle che quel  medesimo divenisse, con tutta verità, Unigenito e Figlio naturale della Vergine: non nel senso  che fossero due, uno Figlio di Dio e l'altro Figlio di Maria; ma quello stesso che è Figlio di Dio  Padre, fosse pure Figlio di Maria, e quegli che è Figlio di Maria, sia Figlio di Dio» (De excell.  B. V. c. 3). 

Non meno bello e chiaro è il commento che S. Ambrogio fa sulle parole del Profeta Isaia  «Flos de radice eius ascendet». (c. 2.1). Dice il Santo Dottore che «Maria è la radice e Gesù  il fiore». Giustamente si chiama Maria Radice da cui venne Gesù Cristo, che tolse il fetore  delle mondane brutture ed infuse un profumo di vita eterna. E con la figura del fiore che,  attraverso lo stelo, è unito alla radice, S. Ambrogio vuole farci conoscere l'intima unione che  esiste tra il Cristo e la Vergine sua Madre. La Beatissima Maria produce il fiore bellissimo dei  campi, e questo moltiplica sulla terra rose e gigli. 

Cosa poteva dirsi di più per esprimere che in un solo e medesimo decreto si dichiari l'unione  della Vergine con Cristo nella grande opera della santificazione del mondo? 

«A questa grande opera, dice il celebre Abate di Preneste, era necessaria la radice di Iesse,  dalla quale doveva nascere quel frutto che, gustato, non recasse la morte, ma ridonasse la  vita» (In Deip. Ann.). 

A queste affermazioni, si potrebbero aggiungere i detti di altri Padri e Dottori Ecclesiastici, dei  quali si è parlato confutando le precedenti eresie. Tutti sono concordi nell'esporre la dottrina  della Chiesa, e cioè che dalla Maternità Divina della Vergine Maria scaturisce la verità:  «Cristo è vero Dio e vero Uomo»! 

Ora se noi troviamo che i Padri presentano Maria SS. ma come opera coordinata ab aeterno  al Divin Salvatore, e, come Lui, così la Vergine uscita dalle mani di Dio per la riparazione e  salute del genere umano, ben si comprende perché la Chiesa Cattolica sia tanto propensa ad  onorare ed esaltare Maria, e come dopo Gesù, riporre in Lei ogni sua speranza. 

Su l'esempio della Chiesa, cerchiamo anche noi di onorare ed ossequiare la Madre di Dio  quanto più possiamo, ed in ogni nostra necessità, ricorriamo a Lei e riponiamo nel suo Cuore  materno la nostra fiducia. 

     Indubbiamente dobbiamo compassionare Eutiche, che fu più ignorante che colpevole.  Ebbe il gravissimo torto di volersi occupare di teologia, nonostante la sua impreparazione; e  giustamente S. Leone Papa disse di lui: «Fuit multum imprudens et nimis imperitus» (Epis.  28). 

P. AMADIO M. TINTI 


LE TRE ORE D ’AGONI’A SULLA CROCE

 


Dal libro- La Passione del Signore riferita da Lui – Suor Beghe 


Io sono Crocifisso nuovamente a causa dell ’apostasia del mondo. Attualmente sono nella fase finale della mia agonìa e la mia anima è ne più grande dolore. Ho male nella profondità della vita creata e il mio Spirito è triste di quel dolore incalcolabile e profondo della profondità delle età. Ho male dall’inizio della creazione fino al rinnovamento della creazione e il dolore che ha inondato l’anima del Redentore durante la sua agonìa mortale è stato così grande, che nessun dolore umano l’uguaglierà mai. Il dolore che ha inondato l’anima divina ha offuscato la terra ed è la causa di quell’oscuramento della luce divina così grande, che la luce materiale perse la sua luminosità e gli astri persero anch’essi il loro splendore. Se l’anima divina fu tanto provata dall’altezza, la larghezza e la profondità del male è perché bisognava che si perdesse in quella profondità per riscattarlo; ed è stato in quello stato di perdizione che il Salvatore si è lamentato sulla Croce dell’abbandono di Dio. 

Io mi sono distaccato in seguito da solo da quella perdizione e l’energia che ho dovuto adoperare nella mia anima per strapparla dal suo fardello fu insospettata dagli uomini e ignorata da loro stessi che assistevano al mio tormento. Mi sono sollevato dalla massa dei peccati nella quale a mia anima era seppellita e quello sforzo spirituale valse da essere solo la remissione d’un numero incalcolabile di anime. 

L ’anima divina non fu risparmiata da tutti i dolori possibili, i quali vennero risentiti ognuno al proprio parossismo. Dio, nella persona di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, ha sofferto ciò che ogni essere ed ogni creatura hanno sofferto, soffre e soffrirà fino alla fine della sofferenza nella creazione. In quelle tre ore di mortale agonìa, ho portato l’agonìa di tutte le creature mortali ed ho provato le angosce di ognuno. Sono stato sprofondato nello spavento, nel terrore, nel più grande isolamento che ci sia: nel dolore  fisico più acuto e nella più accentuata sofferenza dell’anima. Ho sofferto la paura più angosciosa alla prospettiva della caduta della mia anima negl’Inferi e della sua separazione dal mio Spirito. Ho sofferto della separazione della mia anima dal mio Spirito durante il tempo della mia discesa agl’Inferi, perché solo la vera morte dell’anima divina poteva aver ragione della morte delle anime. Poiché, come ho accettato di morire nel mio corpo per strappare i corpi al decadimento e alla morte, così ho accettato ugualmente di morire nella mia anima per strappare le anime alla morte eterna. 

E ’ per volontà mia propria che mi sono risuscitato alla vita corporale nella gloria e per mia propria volontà che ho strappato la mia anima alla morte eterna, alla quale essa era votata a causa della grandezza, dell’altezza, della larghezza e della profondità dei peccati, dei quali aveva accettato di assumere la responsabilità. 

I demoni che attorniavano la Croce del mio supplizio giovano della loro vittoria che credevano acquisita a motivo della nerezza mai uguagliata della mia anima. Ho sofferto dell’onta e del più terribile decadimento nella mia anima, e quando infine arrivò il momento della unione ritrovata con il mio Spirito, dopo la resurrezione della mia anima, io fui nella gioia divina più accentuata, perché quella felicità dell’unione di Dio con l’anima e il corpo di Dio è la gioia e la felicità divina più grande. Lo spirito e l’anima sono creati al fine d’unirsi in una simbiosi simile a nessun’altra e l’unione dello Spirito di Dio e dell’anima divina è la più grande e la più straordinaria simbiosi di ciò che è. L’unione dell’anima creata e dello spirito non creato è talmente squisita, talmente esemplare e talmente luminosa, che essa ingloba tutto in sé e l’unione degli spiriti creati e quella delle anime create trova in essa la propria felicità.  

L ’anima divina, che era dimorata senza la minima contaminazione, senza la minima macchia, senza la minima ombra, né la minima imperfezione, durante la passione così crudele fu inabissata e annerita in modo tale, a causa del carico dei peccati del mondo preso su di sé, che essa subì gli assalti furiosi dei demoni e la loro carica depravata in proporzione alla colpa. Orbene, la colpa di cui quell’anima bella si era caricata era così grande, che l’odio e la collera dei demoni furono decuplicati, tant’è vero che essi odiano le loro vittime secondo la misura delle loro cattive azioni. 

E ’ così che Dio abbandonò la mia anima alla sua sorte e che Dio si risuscitò egli stesso alla vita dell’anima al fine di riunirla alla vita del suo Spirito, quando la pena fu scontata e la sua giustizia ne fu soddisfatta. 


PIANIFICAZIONE FAMILIARE NATURALE, L'ATTO SESSUALE CONIUGALE E LA PROCREAZIONE

 


 I FRUTTI MALVAGI DELLA PIANIFICAZIONE FAMILIARE NATURALE


Condizioni mediche, pericolo per la madre o per il bambino, non giustificano la continenza.


La continenza onorevole può essere praticata anche se la moglie ha una condizione medica in cui la gravidanza metterebbe in pericolo la sua vita. Se il marito e la moglie decidono di avere rapporti, devono farlo con l'intenzione di generare figli se Dio vuole che abbiano figli ed essere pronti a rischiare la vita della madre; infatti, né l'aborto, né la contraccezione, né la PFN sono permessi in caso di problemi medici da parte della madre.

Papa Pio XI, Casti Connubii (n. 64), 31 dicembre 1930: Per quanto riguarda l'"indicazione medica e terapeutica" alla quale, usando le loro stesse parole, abbiamo fatto riferimento, Venerabili Fratelli, per quanto possiamo compatire la madre la cui salute e persino la vita sono messe a repentaglio nell'adempimento del dovere assegnatole dalla natura, tuttavia, quale potrebbe mai essere una ragione sufficiente per scusare in qualsiasi modo l'omicidio diretto dell'innocente? È proprio questo il caso in cui ci troviamo. Che sia inflitto alla madre o al bambino, è contrario al precetto di Dio e alla legge di natura: "Non uccidere". La vita di ciascuno è ugualmente sacra e nessuno ha il potere, nemmeno l'autorità pubblica, di distruggerla... I medici retti e abili si sforzano in modo encomiabile di custodire e preservare la vita sia della madre che del bambino; al contrario, si dimostrano indegni della nobile professione medica coloro che includono la morte dell'uno o dell'altro, con la pretesa di praticare la medicina o per motivi di pietà fuorviante... La Santa Madre Chiesa comprende molto bene e apprezza chiaramente tutto ciò che viene detto riguardo alla salute della madre e al pericolo per la sua vita. E chi non si addolora al pensiero di queste cose? Chi non è pieno della più grande ammirazione quando vede una madre che rischia la sua vita con eroica fortezza, per preservare la vita della prole che ha concepito?  Dio solo, tutto generoso e misericordioso com'è, può ricompensarla per l'adempimento dell'incarico assegnatole dalla natura, e sicuramente la ripagherà in misura piena e sovrabbondante".

Se la vita della moglie è minacciata dalla nascita di figli, allora o ci si astiene del tutto dall'atto coniugale con un'onorevole continenza, oppure lo si fa con la speranza di un concepimento se Dio vuole che abbiano figli, essendo pronti a sopportare le conseguenze dell'eventuale morte della madre.


Gli uomini che volgono lo sguardo verso di Me non lo distolgono più.

 


Messaggio di Gesù a Suor Beghe


L'amore del Sacro Cuore


Guarda il Mio Cuore fiammeggiante e le ferite ardenti delle Mie mani. Porto il mondo e ogni uomo nell'interno delle mie ferite.

Brucio d'amore e di bontà e infiammo d'amore e di bontà coloro che bruciano in esso. Gli uomini che volgono lo sguardo verso di Me non lo distolgono più. Li tengo prigionieri e la mia prigione d'amore e di libertà soprannaturale è una delle promesse divine più squisite e pacificanti.

Verrò presto e brucerò le anime con il mio ardore. Distruggerò il male con il fuoco e ripristinerò il bene con il fuoco. Brucio d'amore e il mio amore incandescente non risparmierà nulla: brucerà il mondo dentro e fuori le anime, non tarderà.

Io sono il Re, l'Onnipotente, il Glorioso, l'Amore Ardente. Verrò presto e la mia potenza precederà la mia gloria. La mia potenza e la mia gloria seguiranno. La mia gloria farà inchinare ogni creatura e il mio amore le innalzerà tutte. Io sono il Signore e sono il Re. Io sono l'unico Re e davanti a Me tutti i re e i principi della terra chineranno il capo e piegheranno il ginocchio.

Regnerò presto e il mio Regno è vicino. Porto il mondo nelle mie ferite e non mi sono ferito a morte per perderlo. Il mondo non mi rifiuterà più e il mondo farà ammenda. Il mondo si batterà il petto e non parlerà più per bestemmiare o per ferire il mio cuore saturo di ferite e di sofferenza.

29 ottobre 1989


Le Profezie e le Rivelazioni di Santa Brigida di Svezia

 


Le parole della Vergine Maria per consigliare alla sposa di amare il Figlio sopra ogni cosa e di come ogni virtù e dono di grazia sia contenuto nella gloriosa Vergine.


Capitolo 42

La Madre di Dio parlò: "Ho avuto tre cose con cui sono piaciuta a mio Figlio:  In primo luogo, l'umiltà, in modo tale che nessuna creatura creata, sia angelo che uomo, era più umile di me. In secondo luogo, avevo l'obbedienza, perché mi sforzavo di obbedire a mio Figlio in ogni cosa. In terzo luogo, avevo una carità speciale.

Per questo motivo sono stata onorata tre volte da mio Figlio: In primo luogo, sono stata resa più onorevole degli angeli e degli uomini, in modo che non c'è virtù in Dio che non risplenda in me, sebbene egli sia la fonte e il principio di tutte le virtù e il Creatore di tutte le cose; ma io, tuttavia, sono la creatura a cui ha dato più grazia di tutte le altre. In secondo luogo, per la mia obbedienza ho ricevuto un potere tale che non c'è peccatore così impuro che non riceva il perdono se si rivolge a me con volontà e proposito di emendarsi e con cuore contrito per i suoi peccati. In terzo luogo, per la mia carità, Dio è così vicino a me che chi vede Dio vede me, e chi vede me può vedere la Divinità e l'Umanità in me e me in Dio come in uno specchio. Perché chi vede Dio vede tre persone in lui, e chi vede me vede, per così dire, tre persone. La Divinità, infatti, mi ha racchiuso in sé in anima e corpo e mi ha riempito di ogni virtù, così che non c'è virtù in Dio che non risplenda e non appaia in me, sebbene Dio stesso sia Padre e datore di tutte le virtù. Infatti, come avviene per due corpi uniti, che tutto ciò che un corpo riceve lo riceve anche l'altro, così Dio ha fatto con me.

Non c'è dolcezza che non si trovi in me. È come chi ha una noce dolce e ne dà una parte a un altro. La mia anima e il mio corpo sono più limpidi del sole e più puri di uno specchio, e come nello specchio si vedono tre persone se vi si avvicinano, così anche il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo possono essere visti nella mia purezza, poiché una volta avevo mio Figlio nel mio grembo con la sua Divinità. Ora si vede in me con la sua Divinità e la sua Umanità come in uno specchio, perché sono stata glorificata con l'onore e la gloria della risurrezione. Perciò tu, sposa di mio Figlio, sforzati di seguire la mia umiltà e non amare altro che mio Figlio".


Ho dato a tutti il diritto di vivere equamente, ma i "Caini" hanno invaso la terra.

 


          Grazie e benedizioni siano date in ogni momento a te, figlio mio, e agli uomini e alle donne di buona volontà. Io Gesù ti benedico, affinché il tuo lavoro sia corretto e degno, come gli altri che vivono adorando Me. Io sono ciò che sono, la forza e la resistenza di tutti coloro che mi cercano, perché la mia Luce cammina accanto a un figlio o a una figlia solo quando si dona interamente a Me. Faccio brillare il loro corpo come le stelle del cielo. Così è per tutti coloro che mi lasciano entrare nel loro cuore. Come il Padre mio mi ha glorificato, ora voglio anche dare a tutti ciò che meritano, di avere una parte con Me. Non ci sarà più nessuno che me li ruba, perché la scelta è mia.

          Bento, figlio mio, per un buon servizio che una persona fa, è suo diritto ricevere il suo stipendio, pagato secondo le sue necessità, e non dare quello che basta appena per vivere. Chiunque faccia questo la pagherà cara. Chi si è arricchito a spese dei poveri soffrirà, e la sua punizione non è buona. Nessuno mi inganna. Se non sei stato giusto con i tuoi servi, ancor meno sarai trattato al momento del Mio giudizio, perché la mia giustizia inizia da dove avete lasciato, indipendentemente da come avete fatto.

          Figli del mio Cuore, vedo sempre quanto soffrite per sopravvivere su una Terra in cui i grandi imprenditori cercano solo di accumulare fortune per se stessi, dimenticando che i miei occhi vedono tutto e le mie orecchie sono attente a sentire ciò che dicono. Colui che si nasconde dietro un muro per non essere disturbato dai suoi dipendenti dovrà spiegarmi: perché io, figlio di Dio, ho camminato tra i poveri e voi, figli ingrati, pensate solo alle vostre ricchezze, sapendo che non avrete nulla quando verrà il momento di fare i conti con me?

          Coloro che oggi sperperano ciò che hanno rubato alla povertà, domani grideranno per la fame.  Ho dato a tutti il diritto di vivere equamente, ma i "Caini" hanno invaso la terra. Sono peggio degli scorpioni. Il loro pungiglione è mortale e affama chi vive nelle baraccopoli, nelle paludi e sotto i ponti. Ora i loro cani e gatti possono avere un buon veterinario, del buon cibo, non importa quanto costi. Gli animali domestici devono essere trattati come le persone; gli ospedali possono fare a meno dei medici. Non c'è bisogno di letti per coloro che soffrono; vivono nei corridoi, sul pavimento. Quello che i bambini ingrati spendono ogni giorno per il costo di un animale sarebbe sufficiente per aiutare molte persone povere che non possono permettersi di comprare le medicine. È così che vedo quotidianamente la sofferenza dei miei figli. Ma poiché tutto ciò che è stato scritto deve compiersi, io Gesù devo solo lamentarmi e dire tutta la verità attraverso questi miei messaggi che trasmetto a questo mio figlio. Chi non viene trovato degno di un lavoro equo riceverà ciò che ha seminato. La mia rabbia non è vendetta, ma giustizia, perché Io sono Giusto.

          Grazie, figlio del mio Cuore. La mia Luce rimane in te. Rimani con la Mia Pace.

GESÙ

15/07/1995

La Sacra Famiglia a Nazareth - Ven. Anne Catherine Emmerick

 


Secondo le visioni del  

Ven. Anne Catherine Emmerick 


LA VITA DI GESÙ CRISTO E DELLA SUA SANTISSIMA MADRE 

(Dalla nascita di Maria Santissima alla morte di San Giuseppe).


La Sacra Famiglia a Nazareth 


Nella casa di Nazareth c'erano tre divisioni. La più grande e la più ordinata era quella di Maria, dove Giuseppe e Gesù si recavano per la preghiera comune.  Quando pregavano, stavano con le mani giunte sul petto e pregavano ad alta voce. Spesso li ho visti pregare alla luce di una lampada con diversi stoppini. Sul muro c'era un candelabro dove brillava una luce.  A parte questi casi, ognuno stava nel proprio scompartimento. Giuseppe lavorava nella sua bottega: l'ho visto fare dei listelli, intagliare bastoni e piallare il legno, o portare dei sostegni. Gesù lo aiutava in questo lavoro. Maria era di solito occupata a cucire e tessere con i bastoni, seduta a gambe incrociate e con un cesto di attrezzi da lavoro a portata di mano. Ciascuno dormiva in un luogo separato. Il giaciglio era costituito da coperte che venivano arrotolate al mattino. 

Ho visto Gesù fare ogni tipo di lavoro per i suoi genitori, in casa e per strada, aiutando tutti coloro che avevano bisogno, con gentilezza e grazia. Quando non aiutava Giuseppe, si dedicava alla preghiera e alla meditazione. Era un modello per tutti i bambini di Nazareth, che gli volevano bene e si guardavano bene dal disprezzarlo. I genitori, quando i loro figli si comportavano male, dicevano: "Cosa dirà il figlio di Giuseppe quando verrà a sapere del tuo comportamento... Vuoi farlo arrabbiare? A volte portavano i figli davanti a Gesù per rimproverarli, chiedendogli di dire loro di non fare questo o quello. Gesù accoglieva queste lamentele con semplicità infantile e, pieno di benevolenza, diceva loro cosa dovevano fare. A volte pregava con loro, chiedendo a Dio la forza di correggersi, convincendoli a migliorarsi e a chiedere perdono ai genitori, riconoscendo le loro colpe. 

A circa un'ora di viaggio da Nazareth, verso Sepphoris, c'era un villaggio chiamato Ofna, dove vivevano i genitori di Giovanni e Giacomo il Maggiore al tempo di Gesù Cristo. Questi bambini incontravano spesso Gesù, finché i loro genitori non si trasferirono a Betsaida e divennero pescatori. A Nazareth viveva una famiglia, imparentata con Gioacchino, essena, con quattro figli: Cleofa, Giacomo, Giuda e Giafet, alcuni più grandi e altri più giovani di Gesù. Questi erano anche compagni d'infanzia di Gesù e i loro genitori si univano alla Sacra Famiglia quando si recavano alle feste del tempio a Gerusalemme. Questi quattro fratelli furono poi discepoli di Giovanni Battista e, dopo la morte del Precursore, divennero discepoli di Gesù Cristo. Quando Andrea e Saturnino attraversarono il Giordano, rimasero tutto il giorno con Gesù e poi andarono, come discepoli di Giovanni, alle nozze di Cana. Cleopa è lo stesso uomo che, in compagnia di Luca, ebbe l'apparizione di Gesù a Emmaus. Era sposato e viveva a Emmaus. Sua moglie fu poi aggiunta alle sante donne della comunità cristiana. 

All'età di otto anni Gesù si recò per la prima volta a Gerusalemme con i suoi genitori e da allora si recò anno dopo alle feste del tempio. Gesù aveva suscitato curiosità fin dalla sua prima apparizione nel tempio, tra i suoi amici e tra gli scribi e i farisei del tempio. Tra i parenti e gli amici di Gerusalemme si parlava di quel bambino saggio e pio, figlio di Giuseppe, definendolo ammirevole, proprio come qui tra noi si parla di questo o quel bambino pio o modesto di una famiglia contadina durante i pellegrinaggi annuali o negli incontri tra conoscenti. Così Gesù, quando aveva dodici anni e stava nel tempio, aveva diversi amici e conoscenti a Gerusalemme, e i suoi genitori non si stupivano di non vederlo quando usciva da Gerusalemme, perché dalla prima alla quinta volta che si recava al tempio si univa sempre ai figli di altre famiglie in cammino verso Nazaret. Questa volta Gesù si separò dai suoi compagni quando raggiunse l'Orto degli Ulivi, e loro pensarono che lo facesse per raggiungere i suoi genitori, che lo seguivano. Gesù si diresse verso la parte della città che si affaccia su Betlemme e si recò in quella locanda dove si fermò la Sacra Famiglia mentre si recava al tempio per la Presentazione. I suoi genitori pensavano che sarebbe stato con quelli che andavano a Nazareth, e loro pensavano che si sarebbe allontanato da loro per raggiungere i suoi genitori. Ma quando arrivarono a Gofna e notarono che Gesù non era con i viaggiatori, Maria e Giuseppe furono terrorizzati.  Tornarono immediatamente a Gerusalemme, chiedendo del bambino a parenti e amici lungo la strada; ma non riuscirono a trovarlo da nessuna parte, perché non si era fermato dove di solito si fermava quando andava al tempio.  Gesù passò la notte nella locanda vicino alla porta di Betlemme, dove lui e i suoi genitori erano conosciuti. Si unì ad altri giovani e andò in due scuole della città. Il primo giorno andò in una scuola e il secondo nell'altra. Il terzo giorno andò al mattino in una scuola del tempio e nel pomeriggio al tempio stesso, dove finalmente lo trovarono i suoi genitori. Queste scuole erano di vario tipo, e non solo per imparare la legge e la religione: si insegnavano varie scienze, e l'ultima di queste era accanto al tempio, ed era quella da cui uscivano i leviti e i sacerdoti. Con le sue domande e le sue risposte, il Bambino Gesù stupì a tal punto i maestri e i rabbini di queste scuole e li impressionò a tal punto che essi decisero a loro volta di umiliare il Bambino con i rabbini più dotti nei diversi rami dell'apprendimento umano. A questo scopo avevano cospirato i sacerdoti e gli scribi, che in un primo momento si erano compiaciuti della preparazione del Bambino Gesù, ma poi erano stati mortificati e volevano vendicarsi. Questo avvenne nella sala pubblica, situata nel vestibolo del tempio, di fronte al Santo dei Santi, nell'area circolare, da dove poi Gesù insegnò al popolo. Vidi il Bambino Gesù seduto su una grande sedia, che non riempì, e intorno a Lui c'era una folla di ebrei e di anziani in paramenti sacerdotali. Ascoltavano con attenzione e sembrava che fossero tutti arrabbiati con Lui e a volte pensavo che lo avrebbero maltrattato. Sulla sommità della cattedra c'erano teste brune come cani, che nelle parti superiori brillavano e scintillavano. Tali figure e teste si trovavano su diversi lunghi tavoli da cucina ai lati di questa parte del tempio, che erano pieni di offerte. L'intero spazio era così grande e ampio e così affollato di persone che non sembrava di essere in un tempio. Poiché nelle altre scuole Gesù, nelle sue risposte e spiegazioni, aveva addotto ogni genere di esempi tratti dalla natura, dalle arti e dalle scienze, qui si erano riuniti insegnanti di tutte queste materie. Quando cominciarono a interrogare e a discutere con Gesù in particolare su questi argomenti, Egli disse che ciò non apparteneva al luogo del tempio; ma che desiderava soddisfarli anche in questo perché era la volontà del Padre suo. Non capendo che stava parlando del Padre celeste, pensarono che Giuseppe gli avesse detto di sfoggiare tutto il suo sapere davanti ai sacerdoti. Gesù cominciò a rispondere e a insegnare la medicina, descrivendo il corpo umano e dicendo cose che nemmeno i più esperti del settore conoscevano. 

Parlò anche di astronomia, architettura, agricoltura, geometria e matematica. Poi passò alla giurisprudenza. In questo modo applicò tutto ciò che offriva in modo così bello alla legge, alle promesse, alle profezie, al tempio e ai misteri del culto e del sacrificio, che alcuni furono molto ammirati, mentre altri si vergognarono e si dispiacquero.  Così discutevano, fino a che tutti inveivano ed erano molto irritati, soprattutto quando sentivano cose che non avevano mai saputo o capito prima, o che interpretavano in modo molto diverso. 

Gesù stava insegnando da alcune ore quando Giuseppe e Maria entrarono nel tempio e chiesero ai leviti che li conoscevano il loro Figlio.  Risposero che si trovava nel cortile con gli scribi e i sacerdoti e, poiché questo luogo non era accessibile a loro, mandarono un levita a prendere Gesù.  Ma egli disse loro che voleva prima finire il suo lavoro. Il fatto che non fosse venuto addolorava molto Maria; era la prima volta che faceva capire loro che per lui c'erano altri comandi oltre a quelli dei suoi padri terreni. Continuò a insegnare per non meno di un'ora e, quando tutti furono confutati, confusi e in fuga con le loro domande capziose, lasciò la stanza e andò nella sala di Israele e delle donne. Giuseppe, timido, taceva, pieno di ammirazione. Maria gli si avvicinò dicendo: "Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io ti abbiamo cercato con tanto dolore". Gesù, ancora molto serio, disse: "Perché mi cercavate? Non sapevate che dovevo essere nelle cose del Padre mio?...". Non capirono e tornarono subito da Lui. Coloro che avevano udito tali parole rimasero stupiti e lo fissarono. Io ero pieno di paura: mi sembrava che stessero per mettergli le mani addosso, perché erano pieni di rabbia contro il Bambino. Mi meravigliai che lasciassero partire tranquillamente la Sacra Famiglia, perché gli fecero largo tra la folla che si accalcava nel luogo. L'insegnamento di Gesù suscitò l'attenzione degli scribi: alcuni di loro annotarono i suoi discorsi come qualcosa di straordinario e ne fecero ogni sorta di commenti e mormorazioni. Ma tutto ciò che accadeva nel tempio lo tenevano per sé, stravolgendo le cose e chiamando il Bambino un intruso e un temerario, che avevano corretto: che senza dubbio aveva molto talento, ma che erano cose che andavano pensate meglio. 

Ho visto la Sacra Famiglia lasciare di nuovo Gerusalemme e unirsi a due donne e ad alcuni bambini che non conoscevo, ma che sembravano essere di Nazareth.  Passarono per vari luoghi intorno a Gerusalemme, lungo varie strade, attraverso il Monte degli Ulivi, fermandosi qua e là, nei bei luoghi verdi di ricreazione, e pregando con le mani giunte sul petto. Li ho visti attraversare un grande ponte su un ruscello. Il camminare e il pregare del gruppetto mi ha ricordato vividamente un pellegrinaggio. 


Si sta facendo tardi. Il mondo è coperto dalle tenebre. Molti si sono persi, accecati dalle ricchezze di questo falso mondo.

 


Messaggio di Nostra Madre tramite Maria delle Filippine 


Madre Maria: Il seme [= cioè l'immagine di Dio - siamo creati a immagine di Dio e dobbiamo sviluppare questa immagine in noi stessi] è già stato piantato in ognuno di voi. Ma è una gara. Se comprendete bene questa parola, sapete che la vittoria ci è stata data.

Lo spirito di paura è grande se vi concentrate sull'assenza di Visione Divina [Sembra che il veggente sia preoccupato di non ricevere più Visioni].

Se prestate attenzione al rumore delle onde mentre infuria la tempesta, sì, vi girerete e rigirerete in tutte le direzioni, vi stancherete e alla fine annegherete. Ma se vi concentrerete su Mio Figlio, vi aiuterò a ottenere di più, nelle profondità dell'oceano della Misericordia e della Grazia, dell'Amore e della Luce.

Nelle profondità dell'insondabile Misericordia di mio Figlio si trova la vostra più grande pace in questi tempi. La fiducia in Lui, nella Sua Misericordia è la vostra pace più grande in questi tempi. La fiducia è qualcosa che dovete stabilire fermamente nel profondo della vostra anima.

Non è stato un caso che da bambini siate stati invitati alla Messa e al Rosario, e poi portati a varie novene dopo la Messa. Dio aveva previsto ogni mancanza d'amore nel cammino della vostra anima verso di Lui. Nelle vostre lotte, siete stati poi condotti alla devozione alla Divina Misericordia di Gesù (più di dieci anni fa). Non è un caso che l'anno scorso siate stati finalmente introdotti alla devozione a Dio Padre. Come le ha detto un amico, queste sono "divinità", coincidenze divine. Riflettete per un momento sul vostro cammino.

Infine, non è una coincidenza che siate stati invitati a recarvi in pellegrinaggio al Santuario della Croce Luminosa della Grazia. Anche la sua ubicazione è una divinità a causa del luogo, Agdangan [*], il mezzo, la Scala - e quando siete saliti in questo edificio a forma di calice, vi siete ritrovati benedetti mille volte. Questo santuario è una benedizione infinita per l'umile Paese delle Filippine. Risplenderà perché la sua purezza e la modesta dolcezza della sua struttura sono gradite al Padre! Questo santuario deve essere usato per accelerare la trasformazione dei figli di Dio.

È un'opera dedicata al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo e, mentre tornate segnati dalla mia benedizione materna, ora diventa luce in ognuno dei miei figli che hanno fatto l'esperienza di andarci fisicamente. Non meravigliatevi dei doni che avete ricevuto, perché non siete gli unici [anche altri pellegrini]. Questi doni vi aiutano a essere strumenti di guarigione, di salvezza e di ricostruzione della Chiesa vivente.

Svegliatevi dal sonno, figli miei, perché il nemico attacca di notte e può soffocarvi nel sonno. Riempite la vostra lanterna con l'olio santo di una vita vissuta nel servizio fedele al Signore, la Sua venuta è così vicina.

Fate in modo che tutte le vostre azioni pongano sempre più l'accento su mio Figlio con grande fiducia, nella Visione di una Nuova Gerusalemme sulla terra. Trattenete [dentro di voi] questa Visione ancora un po'. E nella vostra divina pazienza, comincerete a vedere il Santuario nella sua piena luce!!!! [La Madonna intende dire che il Santuario della Croce Luminosa della Grazia è un segno della Nuova Gerusalemme in terra - il che sottolinea la forza di conversione che un luogo di pellegrinaggio irradia].


PAUSA


Nostro Signore: La più umile di tutte le creature è mia Madre! Nel tuo viaggio di ritorno al Padre, lei è sempre stata rivolta verso di te fin dall'inizio.

Io: Sì, recitare il Santo Rosario è la mia vitamina quotidiana!

Nostro Signore: E la sua missione è quella di avvicinarti alla fonte di acqua viva che sono io. Bevendo la mia presenza, non avrai mai sete. Al contrario, all'inizio sentirai un ruscello che scorre, che ora è diventato, grazie al tuo sforzo costante, un grande oceano infinito di grazia.

C'è una nuova sete in voi, la sete di riportare tutto alla fonte. Vivendo nello Spirito, il tuo santuario si infiamma nel mio Amore [qui il santuario = l'anima]. Io vi amo. Noi vi amiamo. Continua a tendere la mano e a sforzarti di riportare tutto a me.

Io: Dammi le grazie e la tua tenera misericordia di giorno in giorno mentre mi sforzo di avvicinare le anime a te. Tante persone sono stanche e assetate, e sento che il tempo ci spinge ad avere fretta, fretta, fretta. Ciò che mi preoccupa è che mi ci è voluto tanto tempo per arrivare dove sono, e che sto ancora cadendo, che mi sento ancora debole.

Detto questo, dimostrerò a tutti che il modo più semplice e sicuro per raggiungerti è attraverso tua Madre. E che il modo per fidarsi di te è conoscerti più intensamente, vivendo la via crucis, attraverso la grazia, l'umiltà, un amore più profondo... Permettimi di rispondere secondo la profondità in cui hai immerso la mia anima, di vivere nella vera carità, un'intensa vita di preghiera, di praticare e vivere la fiducia che mi hai portato, mentre accolgo il rinnovamento del regno del Padre per testimoniarlo.

Madre Maria: Si sta facendo tardi. Il mondo è coperto di tenebre. Molti si sono persi, accecati dalle ricchezze di questo falso mondo. Gli spiriti maligni sono riusciti a intrappolare molti dei miei figli, sacerdoti consacrati, nei peccati della carne! Molti sono caduti! La Chiesa di San Pietro è già stata eclissata dal male. Pregate molto, pregate sempre per mio figlio Benedetto. Anche lui deve essere santo!

Pregate, perché tanti vostri fratelli e sorelle hanno bisogno di protezione e di preghiere di intercessione.

[Per questo Maria delle Filippine ha scritto il seguente elenco di preghiere: la preghiera a San Benedetto, la preghiera a San Michele, il Santo Rosario, la Coroncina della Divina Misericordia, la preghiera al Prezioso Sangue, il Gloria al Padre, la preghiera all'Angelo Custode, la preghiera al Sacro Cuore, le preghiere di consacrazione, le preghiere di guarigione e altre...].

Si sta facendo tardi. Il compito di rievangelizzare e ricostruire il Santuario [qui il Santuario = la Chiesa] è ORA. Affrettatevi figli miei ed entrate nel mio Cuore Immacolato perché possa avvolgervi nella sua Pace e nel suo Amore.

Si sta facendo tardi. La notte è più scura e molti, molti dei miei figli devono convertirsi in fretta perché il tempo è poco e più i miei figli ritardano la loro trasformazione spirituale, più è difficile per loro salire il Calvario - la distanza che devono percorrere è più lunga. Ma il Padre è ancora, in questi tempi, così buono con tutti i suoi figli perduti. Per percorrere la grande distanza che è necessaria per la vostra crescita nello Spirito, l'accesso a una maggiore abbondanza di misericordia e di grazia è stato permesso per questi tempi - e con un semplice mezzo - fiducia - fiducia - fiducia. Confidate nella misericordia di mio Figlio.

La superstrada che vi è stata aperta è la Divina Misericordia di mio Figlio, così aperta e fluida che potete muovervi più rapidamente, come se aveste lottato tanto e a lungo e duramente come i vostri predecessori. Grazia stupefacente! Meravigliosa Misericordia!

Ricordate che in questi tempi avete un collegamento accelerato per raggiungere il Cielo attraverso due devozioni: la Divina Misericordia e il Rosario a Dio Padre.

15 giugno 2011

Il Dogma dell'Inferno.

 


Del supplizio dell'Inferno 


Il terribile tormento del fuoco primeggia nella Scrittura, ove si tratti dell’Inferno, da essa chiamato  stagno di zolfo e di fuoco, la geenna del fuoco, il fuoco eterno, la fornace ardente ove il fuoco non  estinguerassi giammai. Ma questo fuoco, acceso dalla divina Giustizia, sarà di efficacia  incomparabilmente superiore a quella di tutte le fornaci e di tutti gl'incendii del mondo. Ahimè, chi  potrà intendere come sia possibile il sopportarlo? Eppure vi si dovrà dimorare in eterno! Chi di voi, domanda il Profeta, potrà abitare nel fuoco divorante, tra gli ardori sempiterni? 

   Il fatto seguente, accaduto nel 1604, venne raccontato al padre Andrada, missionario gesuita in  Giappone, da quel medesimo che ne fu testimonio e parte. Era questi fra Riccardo, religioso  francescano, martirizzato poi colà stesso nel 1626 col tormento del fuoco. Ed in pruova dello  straordinario fatto mostrava il proprio abito, vestito appunto in conseguenza di quello. Egli dunque,  giovine ancora, ebbe la disgrazia di praticare con un reo compagno, dal quale trascinato per la via  del vizio, smise ogni pratica di pietà, salvo che recitava tutte le sere tre Ave. Una volta i due si erano  trattenuti fino a tarda notte, in una casa di peccato, e Riccardo, non potendo menarne seco il  compagno peggiore di lui, si ridusse da solo a casa, dove recitata la solita preghiera, si pose a letto.  Ed era già immerso nel primo sonno, quando ripetuti colpi lo fecero destare di soprassalto; riguarda  egli, e senza che l'uscio si fosse aperto, si vede innanzi un giovane, che riconosce per l'amico suo.  Sì, certo, son io, disse colui con voce spaventevole, son io, morto e dannato. All'uscire da quel  covo, rimasi pugnalato, e tu ne troverai disteso alla soglia il mio corpo. L'anima è nell'Inferno, e tu  vi saresti meco, se non fossero state le tue preghiere alla santissima Vergine. Ahi che io sono molto  più di te infelice! Mira! E così dicendo, aperte le vesti, si mostra tutto in fiamme e dispare. Riccardo  allora, sciogliendosi in lacrime, balzò a terra, rese grazie a Maria, domandò perdono de' suoi peccati  e promise di mutar vita. In questi pensieri ode la campana dei Padri di S. Francesco suonare a  mattutino, e tosto esclama: Là Dio mi chiama ad espiare le mie colpe! E di fatto corre difilato al  Guardiano del convento, supplicando dì esservi ricevuto. Ma perché, a cagione della conosciuta sua  mala vita, non si voleva esaudire, egli narrò il recente fatto; e due religiosi, andati alla via segnata,  trovarono realmente il cadavere dell'infelice, nuotante nel proprio sangue, tutto nero e di orribile  aspetto in volto. Con ciò Riccardo fu accolto nell'Ordine, dove condusse una vita esemplare, ed  andato a predicare il Vangelo nelle Indie passò al Giappone, dove incontrossi col padre Andrada, e  con tanto zelo affaticò, da meritare in ricompensa la beata corona del martirio. 

R. P. SCHOUPPES S.J. 

SUPPLICA AI SANTI ANGELI

 


Gesù, Signore nostro, Tu hai trascorso la notte precedente la tua Passione nell'orto degli ulivi e hai visto passare davanti ai tuoi occhi i peccati di tutti gli uomini di tutti i tempi; questo peso ti ha schiacciato e ti ha fatto sudare Sangue.

I discepoli dormivano, non avevano la forza di vegliare con Te in quelle ore tremende di angosciosa agonia. Soltanto il Padre tuo si è lasciato commuovere, e ti ha mandato il suo Angelo a confortarti e a darti forza in quell'ora di estremo dolore.

Signore, guarda alle anime dei nostri fratelli e delle nostre sorelle che sono in purgatorio: esse soffrono molto di più di quanto una persona possa soffrire in questo mondo.

Tu vuoi che noi abbiamo compassione di queste povere anime, come il Padre ha avuto compassione di Te nell'orto degli ulivi; è per questo che ci inviti a pregare per loro, a offrire sacrifici, soprattutto la Santa Messa, a vegliare con loro e perfino a mandare il nostro Angelo custode perché porti a loro forza e conforto per i meriti del tuo Preziosissimo Sangue.

Gesù, ricorda il tuo abbandono nell'orto degli ulivi, ricorda il conforto che hai avuto dallAngelo inviato dal Padre tuo. Insegnaci dunque ad essere misericordiosi e santi perché Dio è Santo, e ricolma le povere anime dello stesso conforto che Tu hai ricevuto nell'orto degli ulivi.

Maria, Regina degli Angeli, abbi pietà dei tuoi figli che soffrono in purgatorio e manda i tuoi Angeli in loro aiuto; sono anch'essi figli del tuo amore e del tuo dolore.

San Michele Arcangelo, San Gabriele Arcangelo, San RaffaeleArcangelo e voi tutti cori angelici, Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Principati, Virtù e Potestà, voi tutti Angeli e Arcangeli, in nome di Dio e in nome della nostra Madre celeste Maria, accorrete in aiuto delle anime dei nostri fratelli e sorelle che sono in purgatorio: soffrono grandi pene ed hanno sete dell'eterno Dio più che il cervo della fonte d'acqua. Confortateli e portateli un passo più avanti sulla via della Patria del Cielo. Amen.


(Io sono l'Amore e l'Amore accetta tutto)

 


Messaggio ricevuto l'11 agosto 2023

Mia cara figlia scrivi, Io sono il tuo Dio, il tuo Salvatore. Sono venuto con il mio amore per darti un altro messaggio che viene dal mio cuore di Padre, Figlio e Spirito Santo. Sì, figlia mia, sono venuto a darti tutto ciò che è necessario per il bene delle tue anime, tutto ciò che ho per i giorni a venire. Non temere quello che ti accadrà, perché ho preparato tutto, un Padre si prende sempre cura dei suoi figli. Molti non capiscono come porterò i miei figli al luogo promesso, ma questo dipende da me, perché ho fatto tutto. Sono un Padre esemplare, nulla è sfuggito alla mia cura e l'ho fatto per opera del mio Spirito Santo. Quindi non temete quando vi dico che ho preparato tutto.

Sono stato io a creare il mondo, e nulla è rimasto non detto e non fatto. Molti non capiscono come ho creato il mondo, ma non posso dire nulla, perché ho fatto tutto io e non possono fare nulla. Voglio il meglio per voi e chiedo a tutti di credere nelle mie parole. Sì, figlia mia, so tutto. Non è facile lavorare per Me, Io capisco quello che succede nelle vostre vite. Accettate tutto con Amore, Io sono l'Amore e l'Amore accetta tutto. Voglio che tu dia a tutti i miei figli quello che ho nel mio cuore, tutto viene dal mio Sacro Cuore. Voglio che comprendiate che sono venuto con il mio Amore per dare e per spiegarvi ciò che sta accadendo, affinché tutti sappiano che vengo a togliervi dalla prigionia che Satana ha preparato per voi.

Sono venuto a portare via quelli che mi obbediscono, perché sono quelli che mi ascoltano, ma quelli che non vogliono ascoltarmi li lascerò indietro. In questo modo vedranno come un Padre lavora per l'obbedienza, perché tutti devono obbedire a Me, affinché Io li ascolti. Io sono un Padre e a un Padre bisogna sempre obbedire finché si cammina in questo mondo, ma molti non sono così perché oggi i figli sono disobbedienti, non hanno amore per i genitori, tutto sta cadendo. Il mondo che ho creato sta cadendo perché mi disobbediscono in tutto, e la mia Chiesa sta cadendo perché fanno tutto a modo loro. Se mi obbedissero, il diavolo non avrebbe alcun potere, ma gli hanno dato la forza di mettere le mani in tutto e tutto si è contaminato.

Mi aspetto più amore e obbedienza dai miei figli, ma sono pochi quelli che me la danno, quindi ascoltatemi figli miei, prima che sia troppo tardi. Presto porterò via quelli che mi aspettano e quelli che non mi aspettano saranno scoraggiati, perché non mi ascoltano e non vogliono sapere di me quando do loro un messaggio. Non mi prestano attenzione, dicono che queste cose sono fatte dai miei figli (come Maria) che lavorano per amore mio. Io sto aspettando chi lo vuole e vi do il mio invito, ma non avete più molto tempo per aspettare.

Io sono Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.

Maria De Jesus Coelho

 


mercoledì 23 agosto 2023

Fedeltà alla verità

 


Lettera del nostro Signore e nostro Dio tramite  Suor Beghe: Fedeltà alla verità - 19 agosto 2023


Miei cari figli,     

       Il mio Amore vuole la pace, la pace delle anime e degli esseri, ma il mondo non la vuole. Il mondo è guidato dal materialismo. Gli uomini che non servono Dio sono le sue guide e Satana li guida.

       Figli miei, non lasciatevi ingannare. I vostri governanti non vi amano, amano se stessi ed escludono da ogni potere coloro che non sono dalla loro parte. I governi vanno e vengono, ma pochi sono buoni. Ma voi, figli miei, siate buoni, non siate come quelli che vi governano. Amatevi gli uni gli altri, fate del bene intorno a voi, crescete nella bontà e nella santità e credetemi, la vostra anima sarà presto con Me in Paradiso. Non è questo che desiderate? Sognate di essere con la Mia Santissima Madre e i Santi nel Mio Cielo, nella Mia Casa eterna!

       Dedicatevi a voi stessi e ci riuscirete. Siate buoni e ci riuscirete. Siate fedeli e ci riuscirete.

       Che cos'è la fedeltà? È seguire gli innovatori, gli errori, i traditori, i malvagi che sono come lupi travestiti da pecore? Figli miei carissimi, capite che ho voluto questo sito per esservi vicino, per istruirvi, perché da più di una generazione non conoscete quasi più la vostra fede, la vostra dottrina, il vostro Signore! Troppi sacerdoti - mentre ci sono sempre meno vocazioni - predicano una dottrina distorta, mancano di fermezza nella fede, propagano errori perché essi stessi sono stati formati secondo un cosiddetto spirito moderno, che non corrisponde o non corrisponde più alla fede dei tempi antichi.

       San Paolo non vi ha forse avvertito dei pericoli degli ultimi tempi? Rileggete la sua seconda epistola a Timoteo, capitolo 3. E più avanti dice: "Verrà il tempo in cui gli uomini non sopporteranno più la sana dottrina, ma invece, secondo le loro passioni e i loro pruriti, si daranno maestri in abbondanza, distoglieranno l'orecchio dalla verità e si convertiranno alle favole". (2 Tm 4, 3-4). E non ho forse detto Io stesso: "Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?" (Lc 18, 8). Figli miei, fratelli miei, quanto sono gravi queste parole! Non vi rendete conto della loro gravità? Senza fede, il Paradiso vi è precluso; senza fede, siete consegnati al diavolo! Senza la fede, la vera fede, la fede della bontà, del rispetto, della carità, la fede che vi fa dimenticare voi stessi per mettere Dio al primo posto in tutto, assolutamente in tutto, senza questa fede devota e costante, coraggiosa e realistica, senza questa fede unica e immutabile, sarete travolti dalle onde del cosiddetto moralismo, del conformismo e infine della decadenza eterna.

       Sì, figli miei, la mia religione è fatta di coraggio, di dimenticanza di sé, di sacrificio e di tenacia, perché la Verità è unica mentre le bugie sono tante.

       Vi amo, ve l'ho detto e ve lo dirò sempre, ma l'amore è esigente, è combattivo come la tigre che difende i suoi cuccioli. Durante la mia presenza fisica sulla terra, sono stato criticato, sono stato rinnegato, gli scribi e i farisei mi hanno rifiutato, sono stato quasi linciato, ho dovuto nascondermi più volte, ma il mio insegnamento non è mai cambiato perché la Verità non può cambiare con i venti. La mia Verità è una, intangibile e invariabile; ciò che era vero ieri è vero anche oggi.

       Se alcuni di voi pensano che la modernità sia un bene perché è così che fa il mondo, tranne qualche arretrato, amante del passato, ripensateci, perché ho detto: "In verità, prima che il cielo e la terra passino, non una virgola, non un puntino sulle "i" passerà dalla Legge, finché non sia tutto compiuto". (Mt 5,48). E quindi, ciò che è stato insegnato dal Mio giorno fino al vostro rimane. Il Medioevo vide fiorire il cristianesimo anche nelle famiglie più remote. Carlo Magno fece battezzare tutto il suo esercito, e non c'era da rifiutare; San Luigi fece regnare la carità in tutto il suo regno; Luigi XVI offrì la sua vita sul patibolo per la salvezza del suo popolo. Sì, Luigi XVI è un re martire, ed è ora nel Mio Cielo, insieme a sua moglie Maria Antonietta, che è morta anch'essa di morte santa, riscattando così tutte le sue debolezze e le sue apparenti frivolezze. Il vostro Paese ha una bella storia cristiana, ma attualmente viene rifiutata. Le chiese sono vuote, la santa messa di duemila anni fa è stata praticamente vietata, i cristiani non hanno più guide e la fede di tutti i vostri santi si sta perdendo o si sta erodendo.

       Figli miei, tornate alla fede ardente dei vostri padri, alla fede di un tempo come canta un inno, alla riverenza davanti al Santissimo Sacramento, all'inginocchiarsi nella casa di Dio, al silenzio del raccoglimento perché la Maestà di Dio è mirabile e ineguagliabile.

Tornerò sulle risposte alle vostre domande, sono felice che me ne abbiate poste tante, e dovete essere davvero dei buoni e ferventi cristiani, mossi da una grande fede e desiderosi di essere uniti a Me per l'eternità.

       Vi amo, vi custodisco, sono al vostro fianco.

       Vi benedico, nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia.


Il Signore Gesù Cristo, Amore e Verità


LA VERGINE MARIA negli scritti di Luisa Piccarreta



 La Maternità di Maria rappresenta la Paternità del Padre Celeste e possiede la sua Onnipotenza 

“… La Vergine,  con la sua Maternità, che adombra la Paternità del Padre Celeste e rinchiude la sua   Potenza, per compiere la sua missione di Madre del Verbo Eterno e di Corredentrice del genere umano 

(…) Quando guardai il sole, che con tanta luce solo Adamo ed Eva godevano, guardai pure tutti i viventi  e, vedendo che quella luce doveva servire a tutti, la mia Paterna Bontà esultò di gioia e restai glorificato  nelle opere mie. Onde così feci con la mia Mamma: la riempii di tanta Grazia che può dare grazie a tutti  senza esaurire una sola. Così feci per la mia Umanità: non c’è bene che non possieda; in Essa è  racchiuso tutto e la stessa Divinità, per darlo a chi ne vuole. Così ho fatto per te: ho racchiuso in te la  mia Volontà e con Essa ho racchiuso Me stesso, ho racchiuso in te le sue conoscenze, i suoi segreti, la  sua luce…” (17°, 4-5-1925) 

Seconda risposta

 


Lettera di nostro Signore e nostro Dio tramite sorella Beghe: seconda risposta - 19 agosto 2023


Seconda risposta


Miei carissimi figli che vi affidate a Me.

       Vi amo con l'amore di un Dio e questo Amore è quello del Sacro Cuore di Gesù, Dio e Uomo.

        Chi siete voi, Miei cari? Siete fatti, creati a immagine e somiglianza di Dio che conoscete perché "Chi ha visto me ha visto il Padre" (Gv 14,9), e conoscete Me.

        Siate miei come Io sono vostro e amatemi come amate la persona più cara e anche di più! Io sono vostro totalmente, intensamente, meravigliosamente, e voi non vi rendete conto di questo Amore, lo rispondete solo di tanto in tanto, nella Messa e anche durante le vostre preghiere quotidiane, ma così spesso vi perdete nelle vostre attività quotidiane... Amatemi mentre lavorate, mentre respirate, mentre dormite, mentre vegliate e pensate continuamente ai vostri cari. Io sono vostro e voi siete miei, il nostro amore è permanente perché sono sempre al vostro fianco. Non dimenticatelo, non dimenticatevi di Me, portatemi con voi in tutte le vostre attività perché Io sono con voi in ogni momento e qualunque cosa accada.

        Figlioli, voglio rispondere alle vostre domande e ne ho scelte alcune.

        La preghiera. Che cos'è la preghiera? Non si può pregare qualcuno che non si conosce. Se dovete chiedere un favore a qualcuno, glielo chiedete di persona e lui vi risponde allo stesso modo. Se volete vedere un amico o stare in compagnia di una persona a voi cara, lo fate e vi scambiate le idee: parlate di ciò che vi passa per la testa e ascoltate ciò che l'interlocutore ha da dire. È uno scambio, può essere serio o gioioso, può essere fatto di domande, risposte, momenti a cuore aperto e si è felici del tempo trascorso insieme. Questo è il rapporto che il Sacro Cuore ha con i suoi fedeli, e più è frequente, più è intenso.

       Preghiera è la parola comunemente usata per definire la relazione tra il mio Sacratissimo Cuore e la sua creatura, ma va oltre il suo sinonimo, che è chiedere. Sì, certo, spesso mi chiedete aiuto per superare le vostre debolezze e i vostri difetti, per risolvere un problema nella vostra vita terrena, ma preghiera significa anche quel cuore a cuore tra Dio e voi, quei momenti di preghiera silenziosa in cui vi mettete davanti a Lui, in tutta innocenza e abbandono. Allora riempio la vostra anima con le mie grazie, vi guardo e vi sorrido.

      Ho avuto questi momenti di relazione ineffabile costantemente con mia Madre Maria, con Giuseppe, mio padre adottivo, con i miei santi e con tutti i miei fedeli che mi cercano e vogliono fare la mia volontà prima della loro. Sì, questa è la preghiera, vi amo teneramente e così pienamente che anch'io cerco la vostra compagnia.

       Vi amo, vi amo e vi amerò sempre.

       Comunione con il Corpo Santo di Cristo Sofferente. La Santa Comunione è l'accoglienza del Corpo sofferente di Cristo che, essendo eterno, è sempre vivo e glorioso. Sulla terra mi sono fatto vedere trasfigurato, in compagnia di Mosè ed Elia, e questo durante la mia vita terrena.

       Quindi dovete credere che sulla Croce, sofferente e pronto a morire in grandi e crudeli sofferenze per redimere le anime a Dio, ero Dio e quindi anche Eterno e Glorioso nell'Eternità della Mia Presenza Reale e Permanente. La comunione con il mio Corpo santissimo, eterno e di tutti i tempi, è un atto santo, profondamente grandioso e redentivo.

       Mia Madre, le sante Donne, San Giovanni, ai piedi della mia Croce, non furono né negligenti né irrispettosi. Mi hanno assistito, mi hanno consolato, hanno sofferto con me e sono stati profondamente uniti a questo atto divino di redenzione del mondo. Ma sono Io che ho sofferto, che mi sono donato, che ho compiuto tutto perfettamente e che, in un momento che ho scelto, ho esalato l'ultimo respiro dopo aver manifestato la forza della mia vita con un grande grido.

       Quando fate la Comunione, pensate alla Redenzione che vi ho dato. La mia Vita che state per ricevere in voi è Vita eterna. Vi do la mia Vita perché scorra in voi e vi santifichi e perché possiate essere con me in cielo alla fine dei vostri giorni. E mentre camminate verso il banco della comunione, pensate a Me, alla mia Croce, senza tener conto delle persone che vi circondano, e se non c'è un banco, inginocchiatevi lo stesso e ricevete la mia Vita con il massimo rispetto, nella vostra bocca; siete responsabili per voi stessi, non per gli altri.

       Vi benedico e per oggi è tutto.

       Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia.

Il vostro divino e tenero Maestro