lunedì 19 gennaio 2026

L’essere primo creato – Il portatore di Luce – La caduta da Dio

 


Gesù Cristo come Uomo e come Dio 


Il vostro intelletto afferra come uomo la più profonda Verità soltanto fino ad un certo grado, perché il puramente spirituale lo si può spiegare soltanto spiritualmente, questa spiegazione viene da voi accolta dallo spirito in voi ed anche condotta dall’anima all’intelletto, ma questo è ancora troppo aggravato terrenamente, e perciò non è in grado di penetrare così profondamente in un sapere spirituale, che gli sia tutto chiaro. Ma il Mio Spirito si annuncia ciononostante tramite la scintilla spirituale in voi, e chi ha l’amore, afferra anche il senso di ciò che Io gli annuncio:

La Mia Volontà di formare era ultragrande, la Mia Forza invincibile, ed ho trovato la Mia Beatitudine nella Realizzazione dei Miei Pensieri e Piani. E questa Beatitudine Si voleva comunicare, il Mio Amore voleva donarSi, Io volevo, che oltre a Me dovesse gioire ancora un essere, che Mi rendesse indicibilmente felice. Ho percepito il Mio Stare da Solo come un Ammanco, che potevo eliminare in ogni momento, appena Io lo volevo. E Mi volevo ritrovare in un essere, che doveva essere legato strettamente con Me, che volevo formare come Specchio di Me Stesso, come la Mia Immagine, per poter preparargli illimitate Beatitudini e così aumentare anche la Mia Beatitudine. Io volevo creare un tale essere e questa Volontà bastava, perché la Mia Volontà era Forza ed agiva sempre nell’Amore e nella Sapienza. 

L’essere da Me esternato ora era ben la Mia Immagine, ma esso non poteva vederMi, perché, se avesse potuto contemplarMi, sarebbe svanito dalla Beatitudine, perché nessun essere potrebbe sopportare la Mia Vista, perché ogni essere, anche la più perfetta Immagine di Me Stesso, è sempre soltanto un prodotto della Mia Forza d’Amore, mentre Io Sono la Forza d’Amore Stesso, ed irradio tutto in incomparabile Vigore, ma per questo non Ero visibile dall’essere da Me esternato. Ma in questo essere Mi ero creato un vaso, nel quale la Mia Forza d’Amore poteva scorrere ininterrottamente, un essere, che riceveva da Me anche la Mia Volontà di formare, la Mia Forza, la Mia Sapienza ed il Mio Amore in ultramisura mediante il costante Afflusso della Mia Forza. Ora poteva quindi percepire la stessa Beatitudine, poteva manifestarsi nella sua Forza secondo la sua volontà, poteva essere attivo nel modo creativo, per la propria felicità, e quindi aumentare costantemente la Mia Beatitudine, perché la Mia Forza rendeva questo essere in grado di farlo, ed Io gioivo della sua felicità. 

Ed ora da quell’essere procedevano innumerevoli esseri simili. Erano tutti figli del Mio Amore, nella Luce raggiante, nella più sublime perfezione, perché dall’Immagine da Me creata, di Me Stesso e del Mio infinito Amore, poteva sorgere sempre soltanto qualcosa di sublimemente perfetto, perché la Volontà di ambedue era uguale, l’Amore di noi due si ritrovava negli esseri creati, perché non esisteva nulla d’imperfetto, fintanto che operava la Mia Volontà ed il Mio Amore mediante quell’essere primo creato. Era un Mondo Spirituale pieno di Luce, c’erano degli spiriti creati Ur in gran numero, la Mia Forza affluiva illimitatamente all’essere, che Io Mi ero scelto come portatore di Luce e Forza. 

E l’essere stesso era ultrabeato, ma Io volevo ancora aumentare anche questa beatitudine; volevo, che non fosse legato alla Mia Volontà, ma doveva essere attivo per la propria volontà che, se l’essere era e rimaneva perfetto, era la Mia Volontà. L’essere che era creato da Me, non era capace di nessun’altra volontà. Ma Io volevo, che potesse operare ed agire liberamente, perché soltanto questo era il marchio di un essere divino, che l’amore in lui era cosi potente, che questo è determinante per una volontà orientata ugualmente come la Mia. Io volevo ricevere questo amore dal Mio essere primo creato, che doveva però anche apportare all’essere contemporaneamente la più sublime perfezione, in modo che non operava più come essere creato secondo la Mia Volontà, ma era entrato nella Mia Volontà per amore, doveva godere dell’illimitata Beatitudine. Ma per poter sostenere questa prova di volontà e d’amore, si doveva muovere nella totale libertà della volontà. Ed esso non Mi vedeva, ma Mi riconosceva, perché stava nella Luce. Ma esso vedeva gli innumerevoli esseri, che la sua volontà aveva fatto sorgere, e sentiva sé stesso come il loro procreatore, benché sapesse che aveva tratto la Forza da Me.

 E l’essere Mi invidiava la Forza. Come lui stesso era contemplabile dagli esseri da lui creati, era anche consapevole dell’Origine da Me, ma pretendeva per sé il diritto di dominio su questi esseri, presentando sé stesso a loro come la Fonte di Forza, come l’unica Potenza che potesse creare. Mi ha per così dire disdetto l’amore, per poter regnare. Questo processo è incomprensibile per voi uomini, che un essere che riconosce sé stesso, poteva smarrirsi in un pensare totalmente sbagliato, ma la libera volontà spiega questo, che, per poter entrare in azione, poteva scegliere anche in modo negativo, ma non era obbligato a scegliere. 

Il portatore di Luce e Forza vide da un lato la dimostrazione della Forza guidata attraverso lui, ma non vide la Fonte della Luce Stessa. Quindi erigeva sé stesso da dominatore sui suoi spiriti creati e cercava di presentare anche a loro Me Stesso come non Esistente. Ora cercava di trasferire su di loro la sua volontà distolta da Me. Ed ora venne il momento della decisione, la dimostrazione della loro perfezione, anche per quegli esseri creati dal portatore di Luce con l’utilizzo della Mia Forza. In tutti questi esseri c’era la Mia Forza, erano pienissimi di Luce ed ardevano d’amore per Me, il Quale loro invero non potevano vedere, ma bensì riconoscere. Erano rivolti nell’amore anche al loro genitore, perché la Forza che li aveva creati, era Amore, che fluiva attraverso l’essere primo creato e che l’aveva reso capace di creare. Ora quest’amore doveva decidersi, e si è diviso. 

Si è creato una insanabile confusione tra lo spirituale, che si sentiva spinto alla decisione. Ma era anche di nuovo comprensibile, dato che la Mia Forza d’Amore agiva come Luce, che la spinta verso la Fonte UR della Forza in molti esseri era più forte, che l’amore diminuiva per colui che si separava da Me e spingeva con rafforzata potenza verso di Me, perché la Luce in loro era la conoscenza, che Io Ero l’Amore dall’Eternità. Ogni essere aveva bensì la conoscenza, ma anche la libera volontà, che non era legata a causa della conoscenza, altrimenti sarebbe stata non-libero. Ed il mondo spirituale si spaccava. L’essere oltre a Me aveva il suo seguito, come lo avevo anch’Io Stesso, benché non Fossi contemplabile. Ma la Mia Forza agiva così vigorosa, che molti esseri si distoglievano da colui, che voleva mettersi contro di Me. La loro volontà rimase ben orientata, mentre il portatore di Luce con il suo seguito orientava erroneamente la volontà, quindi si sono separati da Me nella volontà, e questo significava la precipitazione nell’abisso. 

Quindi il portatore di Luce, l’essere più luminoso esternato da Me, è diventato il Mio avversario, mentre quello che era proceduto da lui, che ha creato la Volontà d’Amore di ambedue, si è rivolto in parte a Me, in parte a lui, secondo l’ardore d’amore, di cui era colmo. Perché con il momento della separazione del portatore di Luce da Me, si creò anche negli esseri un desiderio impreciso per un polo consolidato. La libera volontà cominciava a svilupparsi, loro non venivano influenzati in modo costrittivo né da Me né dal Mio avversario, ma soltanto irradiati dalla Forza di noi due, che voleva conquistare ogni essere per sé. La Mia Corrente di Forza era soltanto Amore, e questo toccava gli esseri in modo così forte, che Mi riconoscevano, senza vederMi, ma potevano anche riconoscere il cambiamento della volontà dell’essere primo creato. Ma dato che potevano contemplare questo essere, molti lo seguivano, cioè, si sono subordinati alla sua volontà e quindi tendevano via da Me. 

Ma degli esseri creati Ur si sentivano ugualmente figli Miei, e Mi sono rimasti fedeli nella libera volontà, soltanto il numero di costoro era molto inferiore. Questi erano gli esseri primi creati, che sono sorti dalla più beata volontà di formare del Mio portatore di Luce e la Mia Forza d’Amore che gli affluiva incommensurabilmente. Ed anche questi esseri possedevano questa Forza d’Amore che li spingeva ininterrottamente verso di Me, perché ora riconoscevano l’oramai volontà del loro genitore come errata e perciò si sono distolti da lui. Anche per gli altri esseri questa conoscenza sarebbe stata possibile, ma hanno seguito ciecamente colui, che potevano contemplare, e la loro volontà veniva rispettata e non influenzata da Me in nessun modo, perché questa decisione di volontà doveva avvenire, per formare il creato nella perfezione autonoma. L’essere, che Mi ha abbandonato, ha trascinato con sé un grande seguito nell’abisso, perché allontanarsi da Me significa tendere verso l’abisso, di andare incontro ad uno stato totalmente opposto, che significava quindi oscurità ed impotenza, assenza di conoscenza e forza. Mentre invece i Miei figli rimanevano nella Luce più splendente e Forza incommensurabile, nella Beatitudine.

Dopo questa caduta di Lucifero, del portatore di Luce, la sua forza era spezzata, non poteva più attivarsi nel creare e formare, benché Io non gli sottraevo la Forza, perché era la Mia creatura. Il suo potere e forza era il suo seguito, sul quale dominava come principe delle tenebre. Ma sono anche i Miei prodotti d’Amore, che Io non lascio in eterno al Mio avversario. Finché questi esseri portano in sé ancora la sua volontà, gli appartengono; ma appena Mi riesce di rivolgere la loro volontà verso di Me, lui li ha perduti, e quindi la sua forza diminuisce nella stessa misura, quanto Io tolgo ciò che gli è succube, dal suo potere, che però questo premette sempre la libera volontà dell’essere. E questo è lo scopo del Mio Piano di Salvezza dall’Eternità, di essere sostenuto nel modo più fervente ed amorevole da tutti gli abitanti del Regno della Luce, dai Miei Angeli ed Arcangeli, perché tutti loro sono i Miei collaboratori che si sforzano di restituire ai fratelli caduti la Beatitudine, che si sono giocati una volta volontariamente. E quest’Opera della Liberazione riuscirà, anche se richiede dei tempi eterni, finché l’ultimo spirituale una volta caduto non ritorni a Me, finché anche il Mio primo essere proceduto dal Mio Amore non si avvicini di nuovo a Me nel desiderio del Mio Amore, finché ritorni anche questo pentito nella Casa del Padre, che ha abbandonato una volta liberamente. 

Amen

28. febbraio 1953

L’Anima di ogni Apostolato

 


Che cosa è la Vita interiore?


Settima Verità. – Devo seriamente temere di non avere il grado di vita interiore che Gesù esige da me:  

1) se tralascio di accrescere la sete di vivere di Gesù, sete che mi dà il desiderio di piacere in tutto a Dio ed il timore di dispiacergli in qualche modo. Ora questo avviene certamente se non faccio più uso dei mezzi che sono la preghiera del mattino, la Messa, i Sacramenti e l’Ufficio, gli esami di coscienza, particolare e generale, la lettura spirituale, oppure se per mia colpa essi non m’apportano più alcun profitto;  

2) se non ho più quel minimo di raccoglimento che mi permetta, durante le mie occupazioni, di conservare il mio cuore in una purità e generosità sufficiente perché non sia soffocata la voce di Gesù, che mi mette in guardia dai fattori di morte che si presentano e m’invita a combatterli. Questo raccoglimento mi verrà a mancare, se io non uso i mezzi atti ad assicurarlo: e cioè vita liturgica, giaculatorie specialmente in forma di supplica, comunioni spirituali, esercizio della presenza di Dio, ecc.  

Se manca questo raccoglimento, i peccati veniali verranno a pullulare nella mia vita, senza che nemmeno me ne renda conto. Per nasconderli, o perfino per non lasciar trasparire uno stato ancor più lacrimevole, l’illusione si servirà dell’apparenza di una pietà più speculativa che pratica, dello zelo per le opere d’apostolato ecc. Il mio accecamento sarà colpevole perché, con la mancanza del necessario raccoglimento, io ne avrò posta e mantenuta la causa.  


Ottava Verità. – La mia vita interiore sarà proporzionata alla custodia del cuore: «Con ogni cura custodisci il tuo cuore, perché da ciò procede la vita» (Pv. 4, 23).  

La custodia del cuore altro non è che l’abituale o almeno frequente sollecitudine di preservare tutti i miei atti, man mano che si presentano, da tutto ciò che potrebbe viziarli nel loro movente o nella loro esecuzione.  

Sollecitudine calma, tranquilla, senza sforzo, ma anche energica e basata sul ricorso filiale a Dio. 

Questo è più un lavoro del cuore e della volontà che non della mente, la quale deve rimanere libera per compiere i suoi doveri. Lungi dal contrastare l’azione, la custodia del cuore la rende più perfetta, regolandola secondo lo spirito di Dio e mettendone a fuoco i doveri di stato.  

Tale esercizio lo si può praticare in ogni momento; è come lo sguardo del cuore sulle azioni presenti ed un’attenzione moderata sulle diverse parti di un’azione che si sta compiendo. E’ l’osservanza esatta del motto «Age quod agis» (fai con cura quel che devi fare). Simile a vigile sentinella, esercita la sua vigilanza su tutti i movimenti del cuore, su tutto ciò che passa nel suo interno – impressioni, intenzioni, passioni, inclinazioni – insomma su tutti i suoi atti interni ed esterni, pensieri, parole, azioni.  

La custodia del cuore esige un certo raccoglimento che non può realizzarsi in un’anima dissipata. 

Soltanto con la frequenza di questo esercizio se ne acquista l’abitudine.  

«Quo vadam ed ad quid?» Dove sto andando e a che scopo? Cosa farebbe Gesù, come si comporterebbe al mio posto? Cosa mi consiglierebbe? Cosa mi chiede in questo momento? Tali sono le domande che vengono spontaneamente in mente all’anima avida di vita interiore.  

Per l’anima che va a Gesù mediante Maria, questa custodia del cuore acquista un carattere ancor più facilmente affettivo e ricorrere a questa buona Madre diviene un bisogno incessante del suo cuore.  


Nona Verità. – Gesù Cristo regna nell’anima quando essa aspira ad imitarlo seriamente, in ogni cosa e con affetto. In questa imitazione vi sono due gradi:  

1) L’anima si sforza di diventare indifferente alle creature in se stesse, siano esse conformi o contrarie ai suoi gusti. Sull’esempio di Gesù, in tutte le cose non accetta altra legge che la volontà di Dio: «Sono disceso dal Cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha inviato» (Gv. 6, 38).  

2) «Cristo non cercò la propria soddisfazione» (Rom. 15, 3). L’anima tende più volentieri a ciò che è contrario e ripugna alla natura. Essa allora mette in pratica l’ «agendo contra» di cui parla Sant’Ignazio nella celebre meditazione sul Regno di Cristo12, è l’azione contro la natura per andare di preferenza a ciò che imita la povertà del Salvatore e il suo amore per le sofferenze e le umiliazioni. Allora l’anima, secondo la parola di San Paolo, conosce veramente Cristo: «Didicistis Christum» (Ef. 4, 20).  


Decima Verità. – In qualunque stato io mi trovi, se voglio pregare e diventare fedele alla sua grazia, Gesù mi offre tutti i mezzi per ritornare ad una vita interiore che mi restituisca la sua intimità e mi permetta di sviluppare la sua vita in me. Allora, nel progredire, l’anima non cesserà di possedere la gioia anche in mezzo alle prove e si realizzeranno in lei quelle parole di Isaia: «Allora la tua luce spunterà come l’aurora, presto verrà la tua guarigione, ti preverrà la tua giustizia e la gloria del Signore ti proteggerà. Allora tu pregherai e il Signore ti risponderà; appena alzerai la voce, egli dirà: Eccomi! (...) E il Signore ti darà eterno riposo e inonderà la tua anima di splendori, e darà vigore alle tue ossa, e tu sarai come un giardino irrigato e come una fontana di acqua viva alla quale non mancheranno mai zampilli» (Is. 58, 8-11). 

 

Undicesima Verità. – Se Dio mi chiede di applicarmi non solo alla mia santificazione, ma anche alle opere di apostolato, dovrò prima di tutto formarmi nell’anima questa ferma convinzione: Gesù deve e vuole essere la vita di queste opere.  

I miei sforzi, da soli, non sono nulla, assolutamente nulla: «Senza di me non potere far nulla» (Gv. 15, 5); essi non saranno né utili né benedetti da Dio, se non li unisco costantemente all’azione vivificante di Gesù mediante una vera vita interiore. Essi diventeranno allora onnipotenti: «Tutto posso, in Colui che mi dà forza» (Fil. 4, 13). Ma se questi sforzi provenissero da un’orgogliosa autosufficienza, dalla fiducia nei miei talenti e dal desiderio del successo, i miei sforzi sarebbero rigettati da Dio. Non sarebbe infatti una sacrilega follia da parte mia, se volessi rubare a Dio, per farmene bello, un poco della sua gloria?  

Ben lungi dal rendermi pusillanime, tale convinzione sarà la mia forza. E come mi farà sentire il bisogno della preghiera per ottenere questa umiltà, tesoro per l’anima mia, sicurezza dell’aiuto di Dio e caparra di successo per le mie opere!  

Penetrato dall’importanza di questo principio, mi esaminerò coscienziosamente nei giorni di ritiro, per verificare se non si è indebolita la convinzione che la mia azione è nulla quando è sola ma è forte quando è unita a quella di Gesù Cristo, se escludo spietatamente ogni compiacenza, ogni vanità ed ogni ripiegamento su me stesso nella mia vita di apostolo, se mi mantengo in un’assoluta diffidenza di me stesso, e se prego Dio di vivificare ogni mia opera e di preservarmi dall’orgoglio, ch’è il primo e principale ostacolo al suo aiuto.  

Questo credo della vita interiore, una volta divenuto per l’anima la base della sua esistenza, le assicura fin da questa vita una partecipazione alla felicità celeste.  

Vita interiore, vita di predestinati. Essa corrisponde al fine che Dio si è proposto nel crearci13, ma corrisponde anche al fine dell’Incarnazione:  

«Dio inviò nel mondo il Suo Figlio unigenito, affinché viviamo per Lui» (1 Gv., 4, 9).  

E’ uno stato di beatitudine: «Il fine della creatura umana consiste nell’unirsi a Dio; in questo infatti consiste la sua felicità» (San Tommaso d’Aquino).  

Al contrario delle gioie mondane, se fuori ci sono le spine, dentro ci sono le rose. «Come sono da compiangere i poveri mondani!», esclamava il santo curato d’Ars. Essi portano sulle spalle un mantello foderato di spine e non possono fare una mossa senza pungersi. I veri cristiani invece portano un mantello foderato di pelle di coniglio. «Si guarda la Croce, ma non si vede l’unzione» (San Bernardo).  

E’ uno stato celeste in cui l’anima diventa un cielo vivente14. Con santa Margherita Alacoque si può dire: «In ogni tempo posseggo e in ogni luogo porto il Dio del mio cuore e il cuore del mio Dio».  

E’ il principio della beatitudine: «Una certa qual anticipazione dell’eterna beatitudine»15. La grazia è il Cielo in germe.  

Dom Jean-Baptiste Gustave Chautard  


Preghiera per ottenere Consolazione

 


MIO DIO, fa che io non dimentichi mai che, su questa terra, i momenti di consolazione sono un semplice sollievo e niente di più. Il loro unico scopo quaggiù è prepararci per l’azione e per la sofferenza. Ti prego, o mio Dio, di concedermeli di tanto in tanto, altrimenti mi occuperò del mio lavoro quotidiano con spirito arido; ma non permettere che io mi adagi in essi. Fa che li usi per il fine per cui Tu me li dai. Possano essi condurmi sempre più avanti nel pensare e desiderare il Paradiso. 

John Henry Newman

Ascoltate i Miei veri profeti, seguite le Mie indicazioni, la Mia Parola è una e non può essere cambiata.

 


Carbonia 17 gennaio 2026

Mia amata figlia, il tuo cuore Mi appartiene, la tua carità è in Me, voglio deliziarti di Me, tienimi aperto il tuo cuore perché Io possa dimorare in te, sempre!!!

La Sardegna avrà un posto d’onore nel Mio Progetto perché i Miei figli Mi hanno risposto in totus tuus: …avete preferito seguire il Dio Amore, avete rinunciato alla vostra vita nel mondo, …nonostante le derisioni siete rimasti fermi alla chiamata, avete sofferto, ma non Mi avete abbandonato nemmeno quando nel vostro cuore nasceva il dubbio se continuare o no.

Figli Miei, amati del Mio Sacro Cuore, prescelti per un ministero sacerdotale, ecco che in verità vi dico: ascoltate i Miei veri profeti, seguite le Mie indicazioni, la Mia Parola è una e non può essere cambiata.

Il Mio Calice è versato, il Mio Santo Spirito già aleggia nei cuori di coloro che Mi ascoltano e Mi seguono.

Vi sto mettendo alla prova, non esordite con i vostri verdetti personali perché non sono i Miei!

Allontanatevi da chi vi propone cose diverse dalle Mie: chi vuole stare con Me deve seguire Me e nessun altro.

  • Spegnete la tv
  • Prendete in mano la Bibbia e istruitevi della Mia verità
  • L’ora del digiuno è giunta, la grande tribolazione è iniziata, preparatevi al Grande Giorno.

Dio Padre nella Sua Magnificenza griderà il Suo Basta a questa Umanità incredula e perversa,

  • è l’urlo di Chi vi ha creati, o uomini!
  • è l’urlo possente del vostro Creatore!
  • è ora di mettere buono su tutte le cose!
  • il grano verrà separato dalla pula!

L’uomo deve tornare a Me come Io l’ho creato per Me.

Regina della Famiglia



Apparizioni a Ghiaie 


Prima apparizione, sabato 13 maggio 

Le apparizioni iniziarono il 13 maggio, di sabato, giorno  sacro alla Madonna, anniversario della prima apparizione della  Vergine a Fatima. 
La bambina Adelaide Roncalli, di sette anni, con la sorella  Palmina di sei e alcune amichette, tra cui Elisabetta Masper, detta  Bettina, di dieci, e Severa Marcolini, pure di dieci, andava a raccogliere fiori per portarli davanti ad una immagine della  Madonna. L'allegro gruppetto arrivò ai campi del sig. Colleoni. 
Adelaide, bimba vivace, con una grande voglia di giocare, come tutte le bambine della sua età, non pensava certo alle coincidenze di quel giorno, né che si stava recando, in quel luminoso  pomeriggio del mese dei fiori, ad incontrare la Madre di Dio. 
Qualche anno più tardi, Adelaide così descriverà nel suo quaderno quell'incontro: 
"13 maggio - Io andavo a cogliere i fiori per la Madonna  che c'è a metà scala per salire in camera in casa mia. Avevo colto margherite e le avevo messe in una cariola che aveva fatto  mio papà. Vidi un bel fiore di sambuco ma era troppo alto perché  lo potessi cogliere. Stetti ad ammirarlo, quando vidi un puntino  d'oro, che scendeva dall'alto e si avvicinava a poco a poco alla  terra e man mano si avvicinava si ingrandiva e in esso si delineò  la presenza di una bella Signora con Gesù Bambino in braccio e  alla sua sinistra S. Giuseppe. Le tre persone erano avvolte in tre cerchi ovali di luce e rimasero sospese nello spazio poco distante dai fili della luce. La Signora bella e maestosa indossava un vestito bianco e un mantello azzurro: sul braccio  destro aveva la corona del rosario composta da grani bianchi:  sui piedi nudi aveva due rose bianche. Il vestito al collo aveva  una finzione di perle tutte uguali legate in oro a forma di collana. I cerchi che avvolgevano le tre persone erano luminosi con  sfumature di luce dorata. 
Al primo momento ebbi paura e feci per scappare, ma la Signora mi chiamò con voce delicata dicendomi: "Non scappare  che sono la Madonna". Allora mi fermai fissa a guardarla, ma  con senso di paura. La Madonna mi guardò, poi aggiunse:  "Devi essere buona, ubbidiente, rispettosa col prossimo e sincera: prega bene e ritorna in questo luogo per nove sere sempre  a quest'ora". 
La Madonna mi guardò per qualche istante poi lentamente si allontanò senza voltarmi le spalle. Io guardai finché una nuvola biancastra li tolse al mio sguardo. Gesù Bambino e S.  Giuseppe non parlarono mi guardarono solo con espressione  amabile". 
I testimoni più vicini ai fatti di questa giornata furono Elisabetta Masper e Severa Marcolini. Per la loro qualità di testimoni privilegiati, le due bambine verranno interrogate più tardi  dal curato di Ghiaie don Italo Duci. 
Bettina s'accorse per prima dell'estasi di Adelaide.  Chiamò Severa, la quale vide Adelaide livida in viso, "morela",  cogli occhi fissi in alto, immobile. La chiamò, la scosse per un braccio. Adelaide non si mosse, né rispose. 
Arrivò la sorella Palmina: vide Adelaide in quello stato, prese paura e corse a casa a dire alla mamma: - Adelaide è morta  in piedi. 
La mamma rispose in modo sbrigativo: - Se è in piedi,  non è morta. Dì ad Adelaide che venga a mangiare la minestra.  Adelaide uscì dall'estasi dopo dieci minuti. 
Bettina e Severa ritornarono a casa con Adelaide seduta sulla carriola. 
Le bambine incuriosite chiesero ad Adelaide, lungo il breve tragitto, che cosa le fosse accaduto, ma lei in un primo momento non rispose. 
Mentre Bettina si era allontanata, rimasta sola con Severa, Adelaide con fatica, lentamente, le disse di avere visto la Madonna. Severa, incredula, pretese che Adelaide giurasse e  questa l'accontentò. Dopo Severa, fu Bettina che venne a sapere la  grande notizia. 
Rientrata in casa Adelaide non parlò con la mamma di ciò che le era accaduto. La cena si svolse tranquilla e, dette le preghiere, andò presto a letto. 
Se Adelaide non parlò in famiglia, non altrettanto fecero le sue amiche, e così la voce cominciò a diffondersi nel paese. 
Intanto Adelaide, passato lo spavento della prima apparizione, attendeva con gioia l'appuntamento che la bella Signora le  aveva dato per il giorno dopo.

Severino Bortolan 

domenica 18 gennaio 2026

Del perché Gesù Cristo dev’Essere riconosciuto

 


Gesù bussa alla tua porta ! 


Vi deve sempre di nuovo essere indicato che non potete passare oltre a Gesù Cristo, che dovete riconoscere la Sua Opera di Redenzione, se volete essere liberati dalla vostra colpa primordiale, se una volta volete essere di nuovo accolti nel Regno di Luce e della Beatitudine. Dovete trovare Lui, il divino Redentore, durante la vostra vita terrena, per essere liberati da questa colpa, perché Lui ha preso questa colpa su di Sé ed ha percorso la via verso la Croce, Egli ha sofferto per voi ed Egli è morto una morte tormentosa per via della vostra colpa primordiale. Se non accettate la Sua Redenzione, allora rimanete aggravati con la grande colpa della caduta di una volta da Dio ed entrate non redenti nel Regno dell’aldilà. Ma anche allora avete la grande Grazia, che Egli vi accetti ed estingua la vostra colpa di peccati, se invocate Lui nella libera volontà, che Egli voglia liberarvi dall’oscurità. Ma nell’aldilà è molto più difficile giungere alla conoscenza, che il peccato vi trattiene nell’oscurità e che prima dovete aver trovato il Perdono dei vostri peccati, se volete salire in Alto e trovare l’ingresso nel Regno di Luce. Senza Gesù Cristo non esiste nessuna Redenzione. Per questo motivo a voi uomini sulla Terra viene sempre di nuovo guidato davanti agli occhi la Grande Opera di Redenzione dell’Uomo Gesù, nel Quale Dio Stessi Si E’ incorporato, perché il Suo grande Amore voleva estinguere per voi la colpa e perciò questo Amore ha preso Dimora nell’Uomo Gesù, il Quale ha sofferto indicibilmente ed è morto sulla Croce, perché l’Amore in Lui lo ha spinto, perché voleva riscattare il Suoi fratelli caduti di nuovo Beatitudine, perché voleva aiutarli a ripercorrere la via verso il Padre, dal Quale si erano staccati nella libera volontà ed è stata questa la grande colpa, che loro stessi non erano in gradi di estinguere, che li ha tenuti separati dal Padre per un tempo infinitamente lungo e che può soltanto essere tolta attraverso Gesù Cristo dagli uomini, che riconoscono Lui e la Sua Opera di Redenzione e quindi anche Dio Stesso in Lui. Quello che è possibile verrà fatto ancora nell’ultimo tempo prima della fine, affinché gli uomini prendano conoscenza della grande Opera di Redenzione dell’Uomo Gesù. perché entrare non redenti nel Regno dell’aldilà dopo la morte del corpo significa profonda oscurità ed una via di sofferenza oltremodo dolorosa nel Regno spirituale, finché anche quest’anima avrà trovato il divino Redentore e Gli chiederà la Misericordia. Ogni anima Lo può trovare, ma può anche sprofondare nell’abisso, quando si oppone a tutti gli sforzi degli esseri di Luce e non accetta da loro nessun insegnamento, quando, come sulla Terra, si chiude ad ogni conoscenza migliore, quando la sua volontà non è rivolta verso l’Alto, quando la sua resistenza non cede e gli sforzi degli amici spirituali sono vani. Allora l’anima rimane aggravata con la sua colpa primordiale e sprofonda di nuovo nell’abisso, per ripercorrere un rinnovato cammino sulla Terra, ma di nuovo il percorso attraverso tutte le Opere di Creazione, dalla dura materia attraverso il regno vegetale ed animale su fino all’uomo. Passeranno di nuovo tempi infiniti, finché comincerà di nuovo il percorso terreno come uomo, per trovare la Redenzione nella libera volontà dalla sua colpa. Gesù ha portato il Sacrificio della Croce per i peccati dell’umanità ed a tutti gli uomini sono accessibili le Grazie dell’Opera di Redenzione, tutti gli uomini possono essere liberati dalla loro colpa, se soltanto prendono la via verso la Croce, se riconoscono Gesù Cristo come il Figlio di Dio, nel Quale l’Eterna Divinità Stessa Si E’ manifestate, ed ora Gli chiede il Perdono della sua colpa, per la quale l’Eterno Amore Si E’ sacrificato in Gesù. Perciò viene sempre e sempre di nuovo portato agli uomini un sapere secondo la Verità su Gesù e la Sua Opera di Redenzione, affinché gli uomini imparino a conoscere del perché Lo devono riconoscere, perché devono supplicare il Suo Perdono e perché viene preteso da loro il riconoscimento di Dio in Gesù. Agli uomini viene spiegato da Dio il procedimento della caduta degli spiriti e le conseguenze, che possono essere sospese solo da Gesù Cristo, perché in Lui c’Era l’Amore, il Solo che poteva estinguere quella grande colpa di peccato. Perciò gli uomini vengono di nuovo a conoscere la Verità, affinché prendano liberamente la via verso la Croce ed entrino sul Ponte nel Regno di Luce, perché Gesù Cristo attraverso la Sua morte sulla Croce ha aperto la Porta ed Egli Stesso introduce attraverso questa Porta le anime che Lo riconoscono e si servono delle Grazie dell’Opera di Redenzione, che Egli ha acquisito tramite la Sua morte sulla Croce per l’umanità empia; perché Lui E’morto per tutti gli uomini del passato, del presente e del futuro, ma Egli dev’essere riconosciuto ed il Perdono dalla colpa di peccato dev’essere richiesto da ognuno che crede in Lui e che vuole diventare beato. 

Amen

23. settembre 1962

Ti arrossirai della tua infedeltà a DIO ed in lui confiderai

 


Non ti meraviglierai affatto delle tue debolezze, ma riconoscendoti per quella che tu sei, ti arrossirai della tua infedeltà a DIO ed in lui confiderai, abbandonandoti tranquillamente sulle braccia del celeste Padre, come un bambino su quelle della propria madre (AP). 

SAN PIO DI PIETRELCINA 

Le Chiese d’oggi

 


Raffaele, l'Angelo di Dio e di Maria Regina degli Angeli:

«... Maria è apparsa a Garabandal, in Spagna e ha chiesto ancora una volta, come a Fatima, preghiera e sacrificio... L'AVVERTIMENTO SARÀ INVIATO PER PURIFICARE I CUORI DEI SUOI FIGLI IN PREPARAZIONE AL MIRACOLO, che sarà un Miracolo più grande del Miracolo del Sole a Fatima. Se questo sarà respinto, tutto sarà perso. Se sarà respinto, nessun'altra mano potrà salvare il mondo, perché non vi è nessuno più grande di Maria tranne la Santissima Trinità. Come supplica il Cuore di Maria per i Suoi figli! Come brama vederli prostrati ai piedi del Suo Grande Figlio, perché soltanto allora potrà essere fermato il Castigo.

Potete abbandonare la speranza per i vostri figli, voi genitori del mondo?

Quanto molto meno Maria può abbandonare la speranza per voi, poiché siete tutti Suoi figli! Solo pochi presteranno attenzione all'Avvertimento. Solo pochi. E il Miracolo sarà testimoniato da migliaia di persone, ma solo pochi ricorderanno. Il segno del Miracolo sarà teletrasmesso in tutte le parti del globo. Sarà creduto? Solo da pochi.

Se accadrà, cosa ne sarà del Castigo? Si rivolgeranno a Dio gli uomini nella loro angoscia, solo per dimenticare di nuovo in breve tempo? STOLTI MORTALI, POICHÉ QUESTA È L'ULTIMA MISERICORDIA DI DIO PRIMA DELLA TRIBOLAZIONE, come scritto nella Sacra Bibbia, LA TRIBOLAZIONE ALLA QUALE SOLO POCHI SOPRAVVIVERANNO. Milioni moriranno. Milioni saranno ingannati da Satana nel perdere le loro anime immortali! Un terzo del mondo sarà distrutto dalla guerra, un terzo dalla pioggia radioattiva e un terzo dalla malattia...».

 

Maria la Madre di Dio

«... LA FINE DEI TEMPI SI AVVICINA, ma gli uomini sono troppo affaccendati per vederla sopraggiungere. Tu hai aperto gli occhi tempo fa e Dio ti ha aiutata a comprendere, in parte, la profezia che è stata scritta in relazione a questi ULTIMI GIORNI. Ora comprenderete TUTTA la profezia perché la spiegheremo in un linguaggio semplice, facile da capire. Le nostre parole non sono come le spiegazioni degli uomini, perché gli uomini non sono capaci di capire la mente di Dio. Non permettete mai che queste parole siano cambiate perché perderebbero il loro significato.
All'inizio della Rivelazione di Giovanni, alle Chiese è stato detto che Dio pensa a loro. Queste chiese sono le chiese di oggi... La prima chiesa è quella degli Inglesi. La seconda è quella di Europa, escluso Roma. La terza chiesa è la chiesa d'Asia. La quarta chiesa è la Chiesa Cattolica. La quinta chiesa è la Chiesa Protestante d'America. La sesta chiesa è la Chiesa Mormone. La settima chiesa è la Chiesa dei Testimoni di Geova.

La Chiesa d'Inghilterra ha lasciato la Chiesa Cattolica... Finché non ritorna non può essere salvata. La seconda chiesa è quella d'Europa.

Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia e Germania dell'Est sono ora schiave della Russia e i Cristiani sono stati e sono ancora torturati e uccisi.

I cristiani asiatici sono nella terra di Satana, perché i Comunisti Cinesi hanno ucciso molti dei più grandi testimoni di Cristo. L'insegnamento di Balaam è l'insegnamento di Budda. Anche il Giappone è in questa difficoltà e l'India, l'Indocina, il Vietnam e altri paesi.

La Pietra Bianca (Apocalisse 2,17) è una nuova profezia e il nuovo nome è Maria, la Madre di Dio. Il nuovo nome è la Vergine Santissima, la Regina del Cielo. Solo quelli che ricevono e ACCETTANO il nome di Maria: questo è il significato dell'ultima frase.

La Chiesa Cattolica ha permesso a Jezebel, il NUOVO insegnamento dei seminari, di penetrare nella chiesa e l'eresia è la peggiore nella storia della Chiesa Cattolica. Quelli che accettano i nuovi insegnamenti commettono adulterio ogni volta che usano il controllo delle nascite. Il letto del matrimonio è diventato impuro a causa di questa «nuova moralità». Quelli che non seguono questi insegnamenti non avranno nessun altro peso eccetto quello di addolorarsi perché la Chiesa è caduta. Essi, che vincono e tornano sulla retta via, diverranno il Popolo Eletto da Dio DURANTE I MILLE ANNI DI PACE.

LA STELLA DEL MATTINO È MARIA E GESÙ, PERCHÉ STARANNO INSIEME SULLA TERRA PER GOVERNARE GLI UOMINI CON LA VERGA DI FERRO O L'AMORE FORTIFICATO DALLA GIUSTIZIA.

La Chiesa Protestante d'America è morta perché è stata tagliata dalla vigna (la Chiesa Cattolica) e i rami sono senza radici. LA CHIESA CATTOLICA È LA VERA CHIESA DI DIO, POICHÉ FONDATA DA CRISTO.

Ma la Chiesa è decaduta. Solo pochi mantengono gl'insegnamenti corretti. Dio sa che vi sono alcuni Protestanti che sono veri Cristiani. Ed essi saranno salvati. La Chiesa Mormone è una piccola ma vera Chiesa di gente devota (1). La porta che fu aperta è quella del lavoro accanito, poiché i Mormoni lavorano sodo e hanno reso fiorito il deserto... I Mormoni non hanno cambiato la loro fede. Essi non saranno puniti dalle tribolazioni. Il nuovo nome è MARIA MADRE, che è la Città di Dio. I Testimoni di Geova credono che nessun altro guadagnerà il Cielo. Credono di essere ricchi della vera conoscenza di Dio, ma sono poveri, perché non conoscono la Mente di Dio come dicono. Sono persone senza entusiasmo. Credono, con aria da sufficienza, di essere i soli a comprendere Dio. E leggono senza la mente avida di sapere, che porterebbe la vera conoscenza. DIO CANCELLERÀ QUESTA CHIESA DALLA TERRA e gli unici a sopravvivere saranno quelli che ascoltano e credono alla Verità.

Le chiese devono essere giudicate più duramente di quelle fuori dalla Chiesa, perché conobbero Dio ma non seguirono le Sue parole. Gesù venne a fondare la Sua Chiesa in terra con lo solo scopo di salvare le anime. Le chiese ora sono solo interessate ai propri membri e viene fatto poco per diffondere le parole di Cristo, eccetto nelle missioni estere. Mentre la messe più grande e più vicina è in patria.

Questo si deve affermare: ogni uomo, donna e ragazzo sarà giudicato secondo la conoscenza di Dio, del Suo cuore e dei Suoi desideri. E non solo in base alla fede, ma secondo le sue buone opere».

Ora cominciamo a credere che Dio è veramente giustissimo ed Egli darà a ciascuno secondo le Sue parole. Questo si deve affermare: ogni uomo, donna e ragazzo sarà giudicato secondo la conoscenza di Dio, del Suo cuore e dei Suoi desideri. E non solo in base alla fede, ma secondo le sue buone opere».

Maria, la Madre di Dio..


Margherita Sampair

MATERNITÀ E SPIRITO - Anatomia e fisiologia femminili

 


MATERNITÀ E SPIRITO


Anatomia e fisiologia femminili,

Nella donna, gli organi destinati alla riproduzione si trovano situati e accuratamente protetti nella regione così chiamata sacrale o pelvica.


PELVI.

Un insieme di ossa (sacro, coccige e iliache) intimamente unite tra loro forma la pelvi, una specie di bacino o vasca ossea, destinata a proteggere gli organi genitali e, successivamente, il bambino durante la gestazione.

Così come l'uomo ha spalle larghe e pelvi stretta, così la donna ha spalle strette e pelvi molto più corta e larga, capace di contenere una creatura durante i lunghi mesi della gravidanza, e, in seguito, permetterle l'uscita nel mondo esterno durante il parto.


UTERO.

Costituisce l'utero, una piccola sacca con la forma e le dimensioni approssimative di una pera; possiede spesse pareti muscolari ed è posizionato con la parte più larga verso l'alto, tra la vescica e la parte dell'intestino denominata retto.

La membrana che riveste l'utero al suo interno si chiama mucosa uterina.

Questo meraviglioso organo che la Divina Provvidenza ha scelto come nido dove si sarebbe formato il futuro essere ha tre aperture molto piccole: due ai lati, in alto, che comunicano con le tube di Falloppio, e una in basso, che comunica con la vagina.


MESTRUAZIONE.

Ogni mese lunare (28 giorni) circa, la membrana interna dell'utero diventa spessa e vellutata.

Diventa di un viola vivo e presto inizia a secernere attraverso il suo piccolo orifizio inferiore che la comunica con la vagina un flusso sanguigno che porta con sé vari microrganismi e tessuti non utilizzati nella fecondazione.

Ciò avviene con maggiore o minore regolarità e con maggiori o minori fastidi; a meno che l'organismo non sia malato o si sia verificata una gravidanza.

In questi casi si sospende la mestruazione.

C'è chi dice, poetizzando, che la mestruazione è il pianto di un utero che non ha potuto essere fecondato.


OVAIO.

Due piccole ovaie, delle dimensioni e della forma di una mandorla, sono situate sopra l'utero, una su ciascun lato, a breve distanza da esso e comunicanti con esso attraverso le tube di Falloppio.

Questi corpuscoli secernono alcuni ormoni che regolano la maggior parte delle funzioni femminili, inclusa quella dell'assimilazione, il sistema nervoso, ecc.

Nella loro parte esterna le ovaie sono coperte di piccole cicatrici, tracce delle aperture che produce l'ovulo aprendosi la strada nel suo cammino verso le tube e l'utero.


OVULAZIONE.

La deposizione ovulare, o ovulazione, consiste nella liberazione di uno o più ovuli che, saltando dall'ovaio, cadono o sono attratti dalle contrazioni ritmiche delle estremità superiori delle tube di Falloppio.

Secondo le esperienze moderne (che confermano la tesi dei dottori Ogino e Knaus), l'ovulazione ha luogo dal sedicesimo giorno al dodicesimo prima della mestruazione.

Se l'ovulo – cellula femminile – nel suo cammino verso l'utero incontra uno spermatozoo – cellula maschile – si verifica la gravidanza e, conseguentemente, non compare la prossima mestruazione.

Se entrambe le cellule non si incontrano, l'ovulo arriva all'utero e viene espulso insieme al flusso mestruale.


TUBE DI FALLOPPIO.

La funzione delle tube (chiamate anche ovidotti) è mettere in comunicazione ciascuna delle ovaie con l'utero.

Sono due canali che, nella loro parte superiore, la più vicina all'ovaio, hanno la forma di imbuto.

Ricevono e assorbono gli ovuli maturi e li trasportano con le loro contrazioni ritmiche fino all'utero.


VAGINA E VULVA.

Come già abbiamo detto, l'utero sbocca, dalla sua parte inferiore, in un canale chiamato vagina, che, a sua volta, termina con un orifizio esterno chiamato vulva.

A questo orifizio esterno, la vulva, arriva anche il meato urinario (uretra) attraverso il quale esce l'urina proveniente dalla vescica.

La funzione principale della vagina è ricevere gli spermatozoi (cellule maschili) che sono depositati lì in numero di diversi milioni durante il rapporto coniugale.


RETTO.

Si chiama retto, a causa della sua forma, l'ultima parte dell'intestino.

La sua direzione è verso l'alto e verso il lato del cuore; cosa che si deve tenere in considerazione quando si somministrano clisteri.

***

Dr. Luís H. Amadeo Mau e Pe. Fernando Alvarez 


«IL SIGNORE VI RICOMPENSERÀ»

 


LEGGENDA PERUGINA

( COMPILAZIONE DI ASSISI )


47. Una notte che non riusciva a dormire per i dolori, preso da compassione e pietà, disse ai compagni: «Carissimi fratelli e figli miei, non abbiate fastidio e pena nell’assistermi in questa malattia. Il Signore vi renderà in questo mondo e nell’altro il frutto delle fatiche che avete durato per me, suo servo. Egli vi rimeriterà anche di quello che vi tocca tralasciare per accudire a me. Anzi, per questo servizio che mi rendete, riceverete una ricompensa maggiore di quella data a chi si impegna per il bene di tutto l’Ordine.

Ditemi: – Noi facciamo delle spese per te, ma al tuo posto sarà Dio il nostro debitore! 

–».

Così parlava il padre santo, allo scopo di incoraggiare e stimolare la fiacchezza e debolezza di spirito dei compagni, affinché, provati dalla stanchezza, non avessero a dire: «Ecco, non riusciamo più a pregare e nemmeno a sopportare questa fatica!». E presi da scoramento e noia, non perdessero il merito di quella fatica.

VERGILIO GAMBOSO


IL TEMPO DELLA TRIBOLAZIONE - CONFIDATE NELLA GIUSTIZIA DIVINA.

 


Messaggio della Madonna - Maria, piena di grazia

La nascita del nuovo mondo - Parole della Madonna


Festa dell'Assunzione di Maria, Madre di Dio


Cari figli, con tanto amore e affetto vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Uniti alla Santissima Trinità, insieme otterremo la vera pace nel mondo.

Figli miei, miei piccoli, la santa parola di Dio ci viene rivelata oggi, in questo giorno in cui commemorate il momento in cui fui portata dagli angeli in cielo. Un giorno non lontano, voi, dopo aver deciso di convertirvi, arriverete in cielo dove troverete la vera felicità.

In cielo c'è solo gioia, pace, felicità. È qui che Dio ha il Suo Trono da dove scorre nella vostra vita.

Egli vuole che tutti capiscano che dove c'è peccato, non c'è il Regno di Dio.

Il Regno di Dio è dove regna l'amore, Dio è Amore.

Dio vuole che l'uomo rude diventi mite e umile di cuore, per diventare come un agnello e guadagnarsi la via nel Suo Regno d'amore.

Dio nel Suo Regno è circondato da angeli che Lo servono con dolcezza, con grande armonia. Egli vuole che l'uomo si offra maggiormente al Suo servizio, non perché ha bisogno dell'uomo, perché Dio non ha bisogno di nessuno, non ha bisogno di nulla, ma vuole che gli uomini traggano beneficio dalla Sua presenza nella vita di ciascuno.

Quindi tutti devono convertirsi per diventare parte del Regno di Dio, fin da qui sulla terra.

Cari figli, sappiate che quando sono arrivata in Paradiso, ero felicissima e la mia prima richiesta a Dio è stata che un giorno portasse in Paradiso i miei poveri figli che sono sulla terra e Dio Padre mi ha detto che un giorno, non lontano, li avrebbe portati dopo che il mondo fosse stato purificato dai loro peccati.

Questo è successo molto tempo fa, quando sono arrivata in cielo, ora sono passati molti, molti anni sulla terra e l'umanità sta vivendo l'annuncio del Regno di Dio, la purificazione è vicina, sta arrivando in breve tempo, il Purificatore, lo Spirito Santo. Egli purificherà il mondo con il fuoco che brucia i peccati dei cuori pentiti.

Per purificare il mondo, i peccatori soffriranno; soffriranno insieme i buoni e i cattivi. Molte sofferenze e molti non saranno pronti.

Anche oggi, dopo tanti messaggi attraverso vari veggenti, il mondo non ha ancora la vera fede per prepararsi. L'uomo ha bisogno di convertirsi, un grande segnale sarà dato al mondo e in questo giorno il numero dei morti sarà enorme, perché non c'è stata una preparazione adeguata, è mancata la fede e c'è stata più ribellione, l'umanità non ha pregato come avrebbe dovuto, non ha amato veramente la sua vita, ha schiacciato troppo la Grazia di Dio e non ha cercato di essere nella Grazia di Dio.

Figli miei, crescete spiritualmente, preparatevi ad amare Dio sopra ogni cosa, correggete il vostro comportamento, amatevi gli uni gli altri, ascoltate i consigli della vostra Madre Celeste che vi ama tanto.

Questo è ciò che vi rivelo oggi, questo messaggio per la vostra conversione.

Pregate, pregate, pregate per il Santo Padre Papa Benedetto XVI, per tutto il clero, per i sacerdoti e le suore, per tutta l'umanità.

Pregate per gli atei e i pagani, chiedendo sempre a Dio la loro salvezza, la conversione di tutti.

Pregate per la Santa Chiesa fondata da Gesù Cristo, tutti i cristiani devono unirsi in questo tempo di conflitti, sia nella Chiesa che nel mondo, con tante guerre, malattie, fame e disastri naturali.

Vi amo moltissimo e vi copro con il manto del Mio Amore.

Pregate per la vostra patria, il Brasile, grandi sofferenze si avvicinano per voi, pregate, pregate, pregate.

Vi benedico nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, la Madre di Gesù Cristo Salvatore del mondo,

Maria, l'Immacolata Concezione.


15 agosto 2008

Darly Chagas

Certe spogliazioni subìte con rassegnazione hanno il valore di un martirio.

 


Dice Gesù: 

«… Dio vuole che alla risurrezione finale anche le vostre carni splendano di luce e di bellezza soprannaturale ed eterna. Splendano per le opere sante compiute nella vita della terra, per le opere compiute seguendo gli impulsi dell’anima mossa da Dio. 

Se sapeste che grazia grande è ogni venuta di Dio-Amore! Se lo comprendeste, direste ad ogni istante: “Vieni, Signore Gesù! Vieni a guidare l’anima mia! Sii il mio Re e il mio Maestro”. Se lo sapeste, segnereste ogni incontro, ogni venuta, fra i giorni fausti della vostra vita di uomini. E in verità nessun avvenimento è tanto fausto quanto quello in cui Io entro col mio amore nel vostro cuore per salvarvi e condurvi, oltre la vita, alla Vita vera, eterna e beata. 

Quando per vostra incuria voi avete lasciato passare oltre il vostro Maestro, afflitto per la vostra inerzia spirituale; quando il rimorso, grido della coscienza che non tace mai completamente, neppure nei più depravati, desta la vostra anima che avete intontita nella tiepidezza e nella materialità, siate solleciti ai ripari. Cercate subito Iddio. 

Pensate che senza Dio si erra su vie di morte sino a perire in eterno. Pensate anche che Dio è pietoso ed ha viscere di carità per voi. Egli sente subito il vostro grido che lo richiama e, se anche per vostro castigo sta nascosto qualche tempo, non sta lontano. Voi non lo vedete, ma Egli è già presso a voi col suo cuore di Padre che perdona al figlio sviato e anela di stringerselo al cuore. 

Cercate subito Iddio. Superate le guardie di ronda: le insidie che il Nemico scagliona lungo la via per impedire che un’anima gli sfugga per ricoverarsi in Dio. Lasciate pure che per vendetta vi spogli, Satana invidioso e crudele. 

Meglio per voi entrare nudi di umanità nella vita eterna, ma ricchi soltanto di ricchezze spirituali, che accompagnati alle soglie di Dio da affetti, onori, gioie terrene, per essere buttati fuori perché avete già avuto tutto e non meritate altro, avendo preferito avere questo “tutto”, che cade e vi trascina nel cadere, all’unica cosa necessaria ad aversi: la moneta per entrare nella Vita eterna, accumulata con fatiche, sforzi, pazienza spirituale, piccioli santi raggranellati ora per ora obbedendo alla mia Legge per amore mio, perle mistiche ottenute col dolore sofferto per amore, rubini eterni creati dal vostro voler essere miei figli, contro le voci della natura carnale, contro gli scherni e le vendette del mondo, contro le seduzioni e le ire di Satana, volute vincendo se stessi e i nemici di se stessi: uomini o demoni che siano, volute stritolando la carne pur di far trionfare lo spirito che vuole seguire la Volontà di Dio, volute sino a sudare sangue vivo come Io davanti alla più forte tentazione, alla più forte paura, alla più forte Volontà divina che uomo abbia potuto subire. 

Se sapeste cosa è un vostro “no” detto alle forze della carne, degli affetti, delle ricchezze, degli onori, per essere fedeli a Colui che vi ama! Se sapeste cosa è esser pronti a lasciarsi togliere anche le cose care pur di essere tutti di Dio! 

Certe spogliazioni, subìte con rassegnazione se non con giubilo, poiché si può giubilare ancora per la salute immolata secondo i fini di Dio, ma non si può giubilare su una tomba che si chiude su un padre, una madre, uno sposo, un figlio, un fratello - sono stato Uomo fra gli uomini Io pure e ricordo cosa è non udire più una voce cara, non vedere più la casa animata da un parente e vuota la dimora di un amico della sua presenza - certe spogliazioni subìte con rassegnazione hanno il valore di un martirio, Maria, ricordalo. Lo hanno come lo ha quello della vita offerta per l’avvento del mio Regno nei cuori, delle febbri, delle malattie subìte perché cadano le febbri delle anime e le malattie degli spiriti. 

E l’uno e l’altro martirio avranno il premio del martirio: la stola porpurea di coloro che sono venuti a Me attraverso una grande tribolazione, teoria di fuoco che seguirà l’Agnello insieme alla candida teoria dei vergini, la seconda alla mia destra, la prima alla mia sinistra perché veramente questi eroi dello spirito sono i figli del mio Cuore squarciato da un martirio d’amore, come i primi sono i nati di Maria che più somigliano alla Madre e al Figlio della Madre, sono coloro che vissero in veste d’uomini con sentimenti d’angeli: oltre la carne e il sangue. 

Con ogni vostro mezzo, con santa audacia, cercate il Signore. Cercatelo per riparare la pigrizia di prima. 

E una volta trovatolo, non separatevi più da Lui. 

In Lui è il Bene che non muore. In Lui è la Vita e la Verità. Se starete in Lui non perirete. Se vivrete in Lui non morrete, non conoscerete errori. Come barca che entra sicura nel porto perché il suo pilota l’ha saputa condurre, voi, guidati dal Cristo, entrerete nel porto della Pace. Io ve lo dico, Io che non mento. 

Non rinnegatemi mai, figli che amo. Siate fedeli a Me ed Io vi darò la gloria.» 

DA: I QUADERNI DEL 1943 


CHIEDIAMO LA GUARIGIONE SPIRITUALE

 


O Spirito Santo, Tu sei Signore e dai la vita. Al Battesimo mi fai rinascere alla vita divina, mi dai la grazia che mi rende santo e figlio del Padre Celeste.

Il peccato che commetto uccide o ferisce, come una malattia, questa mia vita divina.

Nel sacramento della Penitenza, mi risusciti a questa vita o mi risani: fai risplendere la grazia del Battesimo.

Perché la mia salute spirituale donata o riacquistata sia stabile e piena ho bisogno di Te, Medico Divino e medicina sicura.

Vieni, o Spirito di vita e di santità.

O Spirito Santo, forza dall'alto, spezza ogni catena del peccato, taglia alla radice ogni tendenza cattiva, fammi resistere alle tentazioni, proteggimi dal maligno, rendimi immune dal clima corrotto di questo mondo in cui sono costretto a vivere.

Con la tua luce: fammi vedere sempre la strada giusta da percorrere.

Con la tua azione: fammi crescere e maturare nella perfezione; educami alla preghiera, al sacrificio, all'acquisto delle virtù, alla fedeltà alla mia vocazione.

Vieni, o Spirito di vita e di santità.

O Spirito Santo, con la tua presenza: fa' che il mio amore al Padre e ai fratelli non venga mai meno.

Con i tuoi doni e i tuoi carismi: fa' che io dia gloria al Padre, edifichi la Chiesa, testimoni la gioia della mia fede dinanzi al mondo.

Con la tua potenza: fa' risplendere in me la grazia e la santità del Battesimo, perché sia sempre degno e preparato per la vita e la felicità eterna.

Vieni, o Spirito di vita e di santità.

Grazie, o Spirito Santo, perché risani la mia anima, mi dai la salute spirituale.