domenica 12 luglio 2026

Premessa del Padre 45 - Parte 3, Messagio di Giovanni nel luogo santo

 


Il 22.02.2024 nel luogo santo


messaggio di Giovanni


 

Figlia Mia. Io, il tuo Giovanni sono qui oggi con te, per dire a te e ai figli della terra quanto segue:

 

Anche se il tempo è difficile, figli Miei, non disperate mai.

 

Alla fine del tempo, amati figli, le prove della vostra FEDELTÀ saranno difficili e pesanti e la vostra perseveranza verrà messa a dura prova.

 

Io vidi questo tempo in anticipo, amati figli. Vidi come nella grande oscurità del tempo finale i figli del Signore soffrivano. Sulla terra venne la miseria e si diffuse a macchia d'olio.

 

Era un tempo difficile. Molto era in rovina, distrutto.

 

Vidi tanto, tantissimo andare in fiamme, bruciare, era danneggiato, appariva bombardato.

 

Vidi carri armati, vidi soldati, vidi molti di loro tristi con visi segnati dalla sofferenza -e dalla compassione- …

 

Vidi, come questi soldati erano scioccati e sconvolti per le loro azioni di assalto e distruzione ordinate e comandate dai tavoli dei politici lontani dai luoghi di guerra.

 

Vidi che la c'erano solo pochi sopravvissuti, molti soldati venivano trasportati in ospedali militari per essere curati.

 

Per essere sincero devo dire che appariva come la terza guerra mondiale e allo stesso tempo sembravano anche immagini della Seconda guerra mondiale.

 

Vidi che da una piccola penisola grandi missili d’attacco e di distruzione vennero indirizzati verso una grande potenza. Questo paese era così piccolo che nessuno se l’aspettava.

 

Vidi che missili di questo tipo furono diretti soprattutto su zone asiatiche, in parte tra loro, in parte sull’Europa e in parte verso l’America.

 

Vidi come i popoli, - a causa dei loro leader, NON per loro volontà - erano stati coinvolti nelle guerre e vedi che la maggioranza degli abitanti -sia dei paesi aggressori che di quelli aggrediti- non se l’aspettavano.

 

Vidi soprattutto in Europa che gli abitanti continuavano la loro vita quotidiana senza la benché minima idea e vidi come il Padre e il Figlio e la Madre e i Santi e gli Angeli davano avvertimenti dal Cielo, ma che tantissimi non li volevano ascoltare.

 

Vidi come queste meravigliose istruzioni e avvertimenti, donanti protezione, cadevano su terreni aridi e sterili e vedi anche che erano i “piccoli”, di cui il Padre si serviva, ad accettare in cuori fecondi questi messaggi dal Cielo, come questi che Io, il vostro Giovanni, oggi vi dono.

 

Vidi che la Parola del Signore veniva diffusa grazie ai “piccoli”, umili “cuori” e vedi come sempre più gruppi di preghiera si formavano e si univano fra loro in tutto il mondo.

Vidi che la Parola del Padre brillava in questi piccoli permettendo loro di diventare grandi davanti al Signore e al Padre. Vidi che il Padre e il Figlio con la Santissima Madre Maria parlava a questi figli e poneva su e in loro la Sua speranza e gioia.

 

Io vidi come questi figli venivano protetti nonostante tutta la sofferenza che opprimeva la terra e vedi che questi figli erano elevati anche se vivevano ancora sulla terra.

 

Vidi tutto questo e lo scrissi su un libretto per ordine dell'Angelo. Dopo però Egli Mi ordinò di mangiarlo e ingoiarlo e Io lo feci in modo da poterlo riferire a voi, che siete il vero popolo del Signore, quando questo tempo sarebbe giunto.

 

Figli Miei. Io, il vostro Giovanni, oggi vi dono questo messaggio perché il tempo è ora. Sarete coinvolti in molte guerre ed esse porteranno allo scoppio della terza guerra mondiale.

 

Io desidererei potervi dare notizie più belle, ma voi -l’umanità- a causa della vostra apostasia avete evocato questo tempo.

 

Avete eletto politici che vi hanno venduto e avete concesso potere a coloro che si sono associati al diavolo.

 

Dovete pregare perché, se non pregate, questi tempi diverranno tremendi!

 

Sfruttate la potenza della preghiera, amati figli.

 

Io, il vostro Giovanni, vidi l'anticristo e molto presto anche voi lo vedrete e beato chi ha preso sul serio tutti gli avvertimenti del Cielo e ha accettato e messo in pratica la Parola del Cielo che viene data unicamente dal Padre, per mezzo SUO, per mezzo di Gesù e della Santissima Madre Maria e per mezzo Nostro, i Suoi “aiutanti” (Santi e santi Angeli)!

 

Figli cari. Io, il vostro Giovanni tornerò.

 

Chi non è pronto, andrà perduto come gli insetti che io vidi.

 

Convertitevi dunque e siate pronti, pregate e supplicate per l'accorciamento e la mitigazione, figli Miei, altrimenti non sarete in grado di resistere al tempo della fine. Amen.

 

Io, il vostro Giovanni, vi dono oggi questo messaggio in modo che sappiate ciò che vi aspetta. Amen.

 

Il tuo e vostro Giovanni. Apostolo e “prediletto” di Gesù. Amen.

 

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Figlia Mia. Il tempo è agitato. Ascoltate e mettete in pratica ciò che è scritto.

 

Il tuo e il vostro Antonio Maria Claret. Amen.

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L'Avvertimento si avvicina, figlia Mia, siate pronti.

 

 Il tuo e vostro Gesù. Amen.

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La Mia santa spada proteggerà coloro che Mi pregano.

 

Il tuo è il vostro Michele. Al servizio del Padre. Amen.

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Note e spiegazioni

 

Mentre Giovanni parlava Egli mi mostrò parti di ciò che Egli vide. Dopo aver ricevuto il messaggio Egli insieme al Padre Mi diede ulteriori spiegazioni.

 

Egli mi mostrò una cartina geografica del mondo col focus sull'asia:

 

La penisola era come divisa in due (Corea) ed entrambe le parti possedevano missili. Una delle due inaspettatamente li diresse contro il Nord America (USA).

 

Vidi due grandi potenze (Russia e Cina) e l’orientamento dei loro missili cambiò: prima erano rivolti entrambi contro l'Europa, poi li rivolsero una contro l'altra, vidi anche gli orientamenti dei missili da parte della Cina contro gli USA.

 

In mezzo ci stava un altro paese (La Mongolia) che aveva grande paura di essere un obiettivo e che in caso di necessità aveva anch'essa pronti i suoi missili per difendersi.

 

Anche i nomi Giappone e Taiwan furono menzionati.

 

Io vidi molti altri paesi che avviavano e direzionavano i loro missili.

 

Vidi come sempre più paesi erano coinvolti nella guerra.

 

La maggioranza dei soldati e il normale popolo non volevano la guerra. Ci fu così tanta distruzione, morte, sofferenza e cordoglio. Tutto era stato iniziato dai più alti leader politici.

 

Fu veramente spaventoso per me vedere quanto gli europei e gli americani si sentivano sicuri… e non videro arrivare questa guerra.

 

Questa guerra mi fu mostrata per mezzo di varie immagini. La guerra veniva combattuta in modi diversi: come durante la Seconda guerra mondiale con carri armati e al fronte, con missile a lungo raggio e con nuovissima tecnologia che grazie al premere di un bottone poteva colpire molto lontano da dove era dato l’ordine; era un misto di tecniche vecchie e nuove.

 

La sofferenza dei soldati, impressa sui loro volti, era dovuta a moltissimi fattori: da una parte il popolo normale non voleva la guerra e anche loro i soldati, molti di loro, non la volevano, d’'altra parte a causa della grande mescolanza di diversi popoli e della migrazione e globalizzazione molte persone del proprio paese come parenti e amici si trovavano nei paesi da loro attaccati. L’orrore per le loro azioni, ordinate dai guerrafondai, la costernazione per la sofferenza, la morte, la miseria che essi avevano causato alle persone che la vivevano, in parte familiari e in parte amici, era per loro sconvolgente e tremendo.

 

Morirono molte persone. Ci fu una calma spaventosa…

 

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È importante che noi preghiamo, che supplichiamo molto e ardentemente il Padre perché mitighi e abbrevi il tempo.

 

Preghiamo insieme per la conversione dell'umanità e rivolgiamo quotidianamente 7 Ave Maria (messaggio 1393) al Padre in modo che possiamo restare preservati dal peggio.

 

Preghiamo per i nostri cari altre tre Ave Maria (messaggio 1394) e supplichiamo per la loro conversione e protezione.

 

La “fine “sarà atroce se non preghiamo.

 

Dobbiamo renderci sempre conto della potenza della preghiera. il Padre non lascia soli noi, i Suoi fedeli e devoti figli.

 

Qualsiasi cosa accada abbiamo la Sua promessa, ma a tutti noi ci aspettano dure prove.

 

Le indicazioni per “superare” questo tempo, per perseverare e resistere ci furono e ci vengono donate in questi messaggi della preparazione.

 

Restiamo dunque vigili, in preghiera e atteniamoci alle indicazioni del Cielo.

 

Maria per la divina preparazione dei cuori con Giovanni e Dio Padre. Amen

LIBERTÀ GRAZIA E DESTINO

 


LE FORME DELL'ATTO LIBERO


L'atto libero ha una struttura speciale. All'inizio c'è l'unità dell'«io» in se stesso. Nel corso dell'azione, questa unità dell'«io» si dissocia; appare un fattore d'iniziativa, che lo distanzia in relazione all'essere che lo circonda e in relazione al suo proprio essere e alle sue capacità. Poi questo «io» considera le diverse alternative che si presentano a lui; si decide per una di esse; si lancia in essa per realizzarla, e nella realizzazione dell'atto recupera l'originaria unità, che si riveste ora, però, di una tensione sperimentata, e inoltre di un nuovo contenuto.

Questo processo può assumere forme diverse. A volte, si realizza in modo tale che, nell'aspetto dell'esperienza interiore, il fattore d'iniziativa cerca di elevarsi al di sopra di una data situazione e del proprio essere, lasciando sotto i diversi fattori che lo ostacolano, come gli istinti, le disposizioni, l'utilità, l'inclinazione, per ottenere una visione d'insieme e una valutazione indipendenti. Quest'esperienza di libertà esiste sempre in maggiore o minore misura; ma si verifica soprattutto in quelle nature in cui predominano l'intelligenza e la volontà: è l'esperienza della scelta. Il suo caso limite è la possibilità di disporre di sé stessi e di ciò che è esterno indipendentemente, «indifferentemente», in relazione a tutti gli ostacoli. A questa forma di libertà si oppone un'altra, che si verifica nelle nature creative o emotive. In questo caso l'esperienza del processo è fatta in modo tale che il fattore d'iniziativa cerca di penetrare, attraverso gli strati superficiali, fino all'interno e all'essenziale, sia del proprio essere vitale, sia della situazione, per trovare la più adatta possibilità di supporto e di realizzarla. La tendenza del processo è, quindi, quella di raggiungere l'essenza intrinseca e di fare dell'atto l'espressione di essa. Il suo caso limite si rivela in questo sentimento: «Io non posso agire diversamente; è così che sono pienamente io stesso». Non si deve confondere tale comportamento con il procedimento obbligatorio per necessità o per abitudine. Questo si basa anch'esso in un certo scomparire del proprio «io» e in un'azione, di cui abbiamo già parlato, ma qui, tutto è orientato verso «dentro», invece che verso «l'alto».

Non si possono separare categoricamente le due forme attraverso le quali si realizza la libertà. Prevarrà l'una o l'altra a seconda della disposizione dell'agente. In ogni caso, quella che prevarrà sarà sempre accompagnata dalla forma contraria. Se non fosse legata alla natura personale, la scelta sarebbe separata dalla realtà viva e sarebbe arbitraria; senza la mobilità della scelta, l'espressione personale dipenderebbe dalle necessità fatali dell'essere. Le due forme dell'atto costituiscono i poli di un fenomeno vitale d'insieme, ma che si caratterizza, come succede sempre nell'esistenza concreta, per un aspetto dominante o per un altro. Trovo, dunque, nella mia esperienza personale, una forma di procedere che si distingue chiaramente dalle altre, e che, inoltre, è designata dalla coscienza universale con un nome specifico: la libertà. È una cosa così peculiare che arriva a riempire di inquietudine il pensiero critico. Contro la sicurezza confidante dell'esperienza che l'afferma, sorgono ragioni così potenti, che si arriva a dubitare perfino della sua possibilità e verosimiglianza. Tuttavia, appena l'uomo, turbato e oppresso dalla discussione, ritorna a sé stesso, lo sa perfettamente: «Nonostante tutto, questo è così! Nonostante tutto, io sono libero!» È certo che non sempre procedo come essere libero. Molte volte non uso la libertà; in altri casi, solo in parte, ma in molti altri, però, sono nettamente e assolutamente libero. Nella misura in cui agisco in questo modo, ho coscienza che il mio modo di agire procede realmente da me stesso; che è da me stesso che esso emana; che potrei agire diversamente anche, e in tal caso, sarei io stesso a volerlo. So che esiste in me un fattore capace di produrre fatti, senza essere mosso da nessun'altra causa: l'«iniziativa», capacità di cominciare, facoltà di realizzare l'atto.

Ci sono due sintomi particolari, costantemente percepibili, che ci indicano anche l'esistenza di tale possibilità, di questa autentica capacità di iniziare: la coscienza del dovere e la coscienza della responsabilità. Della prima parleremo più avanti.

Ci occuperemo ora solo della seconda, di quel sapere peculiare che mi dice: «Partecipo alle cose che faccio in un modo che trascende e, ancor più, si differenzia essenzialmente da tutte le altre. Non devo solo sopportare le conseguenze dell'azione, come in tutto ciò che faccio; devo anche rispondere del fatto stesso di averla prodotta. Sono responsabile delle sue conseguenze, buone o cattive. E questa responsabilità non è meramente esterna e giuridica; è anche interna, che tocca il nucleo del mio essere. Il significato e il peso dell'azione ricadono su di me. Più esattamente: l'atto stesso rivela che il suo significato era già precedentemente fondato in me. Tramite l'azione mi sottometto a una certa regola (di cui parleremo dopo con maggior dettaglio) – la norma del buono e del giusto, e da essa si determina il senso della mia persona».

Ciò non significa, contrariamente a quanto afferma lo psicologismo, l'oggettivazione di una struttura psicologica, come accadrebbe se determinati modi di procedere, essenziali per la continuità della persona, ricevessero il carattere di obbligatorietà assoluta proiettandosi in ciò che è sovrapersonale. Né significa ciò che ci dice il sociologismo: l'effetto di interessi sociali, per cui un determinato atteggiamento che reprime i desideri dell'individuo gli viene inculcato come buono.

Si tratta, al contrario, di un dato primordiale, il cui apparire si può verificare nei gradi più semplici della coscienza, sia nella storia collettiva che in quella individuale. La verità è inversa: la vita dell'uomo è soggetta a condizioni superiori che trascendono la persona stessa, e non può svilupparsi se la persona non le obbedisce, così come la collettività impone giustamente certe esigenze all'individuo, non semplicemente perché essa così si determina, ma perché sono valide di per sé. L'espressione «sono responsabile» è significativa. Ci dice: «Io sono interrogato e devo rispondere, o, meglio ancora, assumere la risposta, cioè devo rispondere in modo tale che io stesso entri nella mia risposta, che questa si appoggi su di me».

Qui si rivela, anche se solo sotto un altro aspetto, ciò che è stato esposto sopra. Che cosa costituisce l'oggetto della domanda? Essenzialmente non si chiede quale sia il fatto risultante dalla mia azione, né quale sia la sua causa determinante, ma, soprattutto, chi l'ha prodotta, chi ha agito. E ancora: per quali motivi, con quale intenzione, partendo da quale stato d'animo ha agito l'individuo. Questa domanda non potrebbe mai essere rivolta a una cosa inanimata, né, in questo senso, a una pianta o a un animale. In altri termini: non potrebbe essere rivolta a un essere anonimo. La domanda non ha senso se non quando la risposta può essere: «Io». Ma da dove viene la domanda? Chi può formularla? Nulla che sia anonimo, ancora una volta, perché un essere anonimo non può interrogare. Né l'«esistenza» nel suo insieme. Nemmeno «la norma», o «l'idea». Questa è valida, ma manca di iniziativa. Le manca un «volto»: la capacità di rivolgersi a qualcuno, di rivolgergli la parola. Tuttavia, la norma è inclusa in ciò che interroga, perché solo da essa può procedere il diritto. Da qui si deduce che unicamente un «io», che, nella sua realtà è identico alla norma, cioè Dio, può formulare la domanda alla quale l'altro «io» deve una risposta. La responsabilità esiste essenzialmente in relazione a Dio. E così si manifesta ciò che più tardi sarà oggetto di una discussione più complessa: la libertà dell'uomo è essenzialmente libertà di fronte a Dio.

ROMANO GUARDINI 


IL PREZIOSISSIMO SANGUE SOLLEVA LE ANIME PURGANTI

 


Dio, giusto giudice, trattiene nel purgatorio quelle anime che partirono da questo mondo non perfettamente purificate; solo quando si sono liberate dalle scorie dei loro peccati le ammette alla gioia eterna del paradiso. Ma, da Padre pieno di amore qual'è, desideroso di vederle presto liberate da tante pene, mette nelle nostre mani il prezzo della loro liberazione. Quale conforto, quale refrigerio, quale sollievo offre a quelle anime il Sangue Preziosissimo di Gesù!

In molti modi si può applicare alle anime del purgatorio il Sangue di Gesù, ma quanto è più efficace se si applica per mezzo del sacrificio della Messa! Quante anime si possono liberare da quel carcere di dolore con una sola Messa! Com'è possibile dunque non sentire il dovere di aiutarle? Quante volte il Signore ha fatto vedere, ad anime privilegiate, altre anime che festanti salivano al cielo dal purgatorio, proprio mentre durante la Messa si offriva il Sangue divino per loro!

Dobbiamo prenderci a cuore la liberazione delle anime che soffrono in purgatorio. La carità non va esercitata solo verso i fratelli dell'al di qua, ma anche verso i fratelli bisognosi dell'aldilà. Se grazie a noi arriveranno in paradiso prima del tempo prefissato, certo non si dimenticheranno di chiedere a Dio misericordia e ogni altra grazia a nostro vantaggio.

Fioretto: Fa celebrare una S. Messa per tutte le anime del purgatorio.

ESEMPIO Quando era ancora studente a Colonia, il Beato Enrico Susone fece con un altro frate il patto che, morendo uno dei due, l'altro avrebbe celebrato la Messa, potendolo, ogni lunedì in suffragio dell'anima dell'amico, e questo per un anno.

Morto l'amico, il Beato Enrico fece per lui molte preghiere, ma non celebrò le Messe. Un giorno l'amico defunto gli apparve lamentandosi per l'infedeltà alla promessa. Al Beato Enrico che lo rassicurava dicendogli di aver sempre pregato per lui, l'altro rispose: "Sangue, Sangue, Sangue domando! Perché non hai celebrato le Messe che mi avevi promesso e che sono tanto preziose per noi?".

Il Beato Enrico allora comprese e si scusò. Provvide poi a celebrare regolarmente le Messe che liberarono l'amico dalle pene del purgatorio.


Profezia: Io ti libererò (Russia) e ti porrò alla testa di numerose nazioni Tra breve la terra tremerà e il cielo, con un boato scomparirà

 


(La nostra Santa Madre.)

la pace sia con voi;

dì ai Miei figli della Russia che li formerò spiritualmente Io Stessa; Io sono la loro Madre; Io sono la Donna dell’Apocalisse; Russia, figlia Mia, sii paziente; il lezzo della morte non si spanderà più, infatti presto le tue sofferenze finiranno perché il Signore, nella Sua Misericordia ritirerà il sudario di morte che ti ha ricoperta per tanti anni; Russia, figlia Mia, i tuoi occhi vedranno presto il tuo Re, il tuo Salvatore, in tutto il Suo Splendore, Lui che è conosciuto con i Nomi di: Fedele e Verace; il tuo Re è sulla strada del Suo ritorno; Russia, ascoltaLo:

(È Nostro Signore che parla.)

coloro che sono lontani verranno e si pentiranno; essi ricostruiranno la Mia Chiesa e Io, da parte Mia, ungerò ogni cuore; e, come uno che esce dal sonno, la Russia si risolleverà, palpitante d’impazienza d’essere consumata da Me; Io ti libererò e ti porrò alla testa di numerose nazioni;1 gli stranieri sentiranno il cuore venir meno vedendo la tua bellezza; la tua mano destra sarà nella Mia Mano; Io ti innalzerò altissima, al di sopra di tutti e in te Mi compiacerò; con delizia e grande gioia, il tuo Creatore esporrà la tua bellezza al Suo popolo,2 ai Suoi angeli e a tutti i Suoi santi; e i cieli esprimeranno apertamente la loro gioia; la volta del cielo proclamerà la Mia gloria ai quattro angoli della terra;

Russia …. tu eri morta e Io Mi sono rivestito di sacco per manifestare il Mio dolore e, come un padre desolato per il suo piccolo, Me ne sono andato, prostrato, in preda al Mio dolore; ora, Io ti ho scelta fra numerose nazioni perché, attraverso di te, manifesti la Mia Gloria;

la tua Santa Madre, presto, farà crollare il trono di Satana e schiaccerà la testa del Serpente; immediatamente finirà lo sterminio dei bambini e la vedovanza; il dragone sarà consegnato al suo destino e il mondo avrà un periodo di pace; la Madre di tutta l’umanità alla fine trionferà e Io, il Signore vostro Dio, trionferò in ogni nazione, in ogni cuore e in ogni razza;3

(Più tardi:)

figlia Mia, il mondo quotidianamente Mi offende perché manca di rispetto alla Mia Santità; essi fanno cattivo uso della libertà che Io ho loro concesso, distruggendosi; questa generazione è diventata sgradevole ai Miei Occhi; essi ricambiano male col male, ecco perché Io non risparmierò questa generazione; nessuno può dire che Io non l’avevo avvertita, nessuno può dire che non sono stato paziente;

tra breve la terra tremerà e il cielo, con un boato scomparirà lasciando tutti immersi in una assoluta tenebra e con grande violenza gli elementi della terra, le montagne e le isole si incendieranno e si consumeranno; ogni filo d’erba si incenerirà e tu generazione, starai dinanzi a Me disarmata; tu hai nella tua bocca il potere di gridare a Me il tuo pentimento; ma tu preferisci essere senza riparo ed errare nel peccato, tu preferisci vivere nei deserti,

Signore, io sento che il Tuo Sacro Cuore è addolorato. Tu mi dirai, invece, di rammaricarmi per i miei fratelli e le mie sorelle. Sì, lo faccio, ma sento anche dolore per la Tua tristezza e perché il Tuo Cuore è lacerato. Con la Tua Grazia, mio Signore, puoi rendere ognuno di noi gradito ai Tuoi Occhi. Tu puoi prepararci a fare la Tua Volontà. A me che, come Tu dici, sono l’ultima tra gli ultimi, è stata affidata questa Missione, per la Tua Grazia; perché non agli altri? A me è stato dato un dono gratuito, la Tua Grazia. Perché anche gli altri non possono riceverla?

sei audace, Vassula, nell’inquisire la Mia Sapienza;4

Forse oso troppo, ma è perché so cosa sente il Tuo Cuore. Non ti è gradito punirci, né di umiliarci.

ogni cosa che viene dalla terra alla terra ritorna;5 i peccati della tua generazione hanno trafitto tutta l’Eternità, essi hanno trafitto il Mio Cuore; prega e intercedi, Mia Vassula, in quanto c’è ancora tempo perché Io possa segnare altre anime col Mio Sigillo prima del Mio Giorno; poiché, in quei giorni, soffriranno sia i buoni che i cattivi;


1 Sul piano spirituale penso.
2 La Voce di Gesù era allegra e il Suo viso rifletteva la Sua gioia. Egli aveva l’aria di un padre che solleva in aria suo bambino.
3 Quest’ultimo passaggio vuol significare che tutti i popoli del mondo riconosceranno Gesù come il Cristo, l’Agnello. Allusione a Ap. 6, 15-16.
4 Gesù ha pronunciato queste parole con maestà.
5 Ho capito che noi ci stiamo autodistruggendo con la nostra apostasia.

9 Settembre, 1992

Signore, Tu che sei la risurrezione e la vita, dammi te stesso perché io possa ritornare ad essere in Te, da Te e per Te.

 


Dal libro «Frutti di preghiera»


La morte è la resa dell’uomo davanti a

Dio, che, con la distruzione del suo essere, gli

dice: Tu solo sei da Te stesso, e quello che non

sei Tu, non è altro che quello che Tu vuoi che

sia, in tempo, in realtà e in essere. (8-5-70) 


Un uomo morto sta dicendo a Dio con

la propria distruzione, in dimostrazione della

sua totale impotenza: Tu solo sei. (8-5-70) 


La superbia dell’uomo finisce con e nel-

la propria distruzione il giorno della morte, sot-

tomettendosi a Colui che È, in manifestazione

del suo nulla davanti al Tutto, che per essere

tutto, si è in sé e da se stesso la risurrezione e

la vita. (8-5-70) 


Grazie, Signore, per il riposo che mi dai,

nel sapere che un giorno, con la mia morte, io

sarò una dimostrazione visibile del fatto che Tu

solo sei, e che io non sono. (8-5-70) 


Il giorno in cui l’uomo disse a Dio di «no»,

morì; e con la sua morte, in resa totale, gridò in

maniera rabbrividente: Tu solo sei, e tutto quello

che non sei Tu a Te è sottomesso. Io oggi lo di-

mostro con la mia distruzione e fallimento totale,

poiché, se Tu non mi risusciti, nulla ormai sono

capace d’essere o di fare. (8-5-70) 


Madre Trinidad de la Santa Madre Iglesia


La Madre che è il filo che unisce il Cielo e la Terra (Cielo, Purgatorio, Inferno)

 


Verso le 21:00, ho perso improvvisamente tutte le energie del corpo e sono crollata. A malapena, sostenuta da altri, sono riuscita a salire le scale fino alla mia stanza, ma continuavo a lottare con dolori lancinanti. Poco dopo, sono entrata in un'estasi e ho visto il Cielo, il purgatorio e l'inferno. E mi è stato permesso di soffrire i dolori del purgatorio e dell'inferno. Nel mondo secolare, le persone spesso usano l'espressione: la differenza tra il cielo e la terra. Sì. Era una differenza inconcepibile!


Il Cielo—È il Paradiso

Innumerevoli angeli stanno eseguendo una sinfonia e un coro belli e maestosi per accogliere le anime che stanno entrando in Cielo. Inoltre, numerosi Santi le accolgono con grandi acclamazioni. Gesù le aspetta a braccia aperte e la Beata Madre tende le mani per abbracciarle. Dio Padre sorride, esprimendo un benvenuto con i Suoi occhi. San Giuseppe le saluta anche con gioia.

È un luogo dove non c'è gelosia o invidia. Tutti praticano l'amore reciproco. È traboccante di amore, pace e gioia. È un luogo di banchetto celeste dove non si diventa mai affamati anche senza mangiare. La Beata Madre ha preparato corone di fiori e le sta mettendo su tutti.

Stanno ballando tenendosi per mano. Nel giardino fiorito del paradiso, Gesù e la Beata Madre sono insieme a sollevare il suo manto e tutti stanno entrando all'interno del manto. Tutti sono umili gli uni verso gli altri e mantengono l'ordine per evitare di disturbare gli altri. I loro volti sono pieni di sorrisi e sono bellissimi.


Purgatorio—Il luogo per espiare i peccati commessi nel mondo

È un luogo dove si deve camminare nelle terribili fiamme del fuoco. Lì, si compiono le penitenze incompiute di questo mondo e ci si purifica. È un luogo dove coloro che sono morti nella grazia di Dio ma hanno ancora riparazioni incompiute devono camminare da soli per completare l'espiazione. Quando sono completamente purificati, vengono sollevati in Cielo con l'aiuto della Beata Madre e il sostegno degli angeli.

Il processo può essere accelerato, se noi in questo mondo preghiamo per loro. Se offriamo Messe per loro, possono essere sollevati in Cielo ancora più velocemente. Quando li aiutiamo con sacrifici e penitenze per loro, possono entrare in Cielo più rapidamente. Sarà troppo tardi per pentirsi di non aver offerto dolori con grazia mentre si viveva in questo mondo. Quindi, mentre si vive in questo mondo, si deve offrire costantemente amore attraverso sacrifici per gli altri.


Inferno—Il mare del fuoco eterno dal quale non si può mai uscire una volta che ci si cade.

Quando gli angeli legano le mani delle anime condannate e le lasciano cadere, i diavoli le afferrano violentemente. Poi, cadono nelle fiamme del fuoco. È un luogo di perdizione dal quale non si può uscire per sempre. È inutile, per quanto ci si possa pentire duramente e lottare. È un mare di fuoco pieno di odio. Chi prenderà le loro mani?

Le persone lottano come una persona che annega e cerca di afferrare anche una paglia, ma corrono solo nel fuoco che diventa sempre più caldo, strappandosi e graffiandosi a vicenda, e cercando di prendersi il cibo l'un l'altro, ma tutto il cibo brucia nel fuoco e nessuno può mangiare nulla, il che le fa ringhiare più arrabbiate l'una con l'altra.

I vermi rosicchiano le parti con cui le persone hanno commesso peccati, il che fa sentire alle persone così tanto dolore. Per quanto duramente cerchino di scrollarsi di dosso i vermi, non cadono mai né muoiono. Con i loro occhi sporgenti, diventano diavoli orribili. Era una scena terribile che non potevo guardare con gli occhi aperti.


LA BEATA MADRE: Figlia, li hai visti? Il filo che collega il Cielo e la terra insieme sono io, tua Madre. Il mio Cuore fa così tanto male, perché gli errori abbondano ovunque nel mondo e il diavolo sta tentando anche i miei figli scelti per essere infettati e impantanati negli errori oltraggiosi.

Ecco perché intendo diffondere la mia voce ai figli del mondo attraverso di te. Voglio far loro riconoscere la luce che viene continuamente da mio Figlio Gesù e comprendere il mio amore e così uscire dalla trappola di oscurità in cui stanno cadendo ora.

Mia piccola figlia, che gioisce nel soffrire dolori per mio Figlio Gesù e per me! Fa così male al mio Cuore, perché numerosi figli che sono stati chiamati in Cielo stanno camminando verso il purgatorio e l'inferno.

Anche alcuni dei miei sacerdoti, che amo così tanto da poterli mettere nei miei occhi senza farmi male, stanno andando verso il purgatorio e l’inferno. Voglio salvarli attraverso di te. Quando sopporti e offri bene le sofferenze, stai curando le mie ferite con olio profumato.

Julia: Ma Madre, sono così incapace. Molte volte non soddisfo il tuo Cuore e trovo difficile rinunciare completamente a me stessa per te. Aiutami. Oh, mia Madre! Nostro scudo e nostra consolatrice! Mi affido completamente a te, così debole, affinché la tua volontà possa essere compiuta.

LA MADRE BENEDETTA: Anche in questo preciso momento, numerose anime stanno camminando verso l’inferno. Desidero salvarle attraverso i tuoi sacrifici e le tue sofferenze. Vuoi prendere parte ai dolori?

Julia: Sì, Madre! Quanto è gioioso soffrire i dolori con te per la conversione di molte anime! Prima di conoscerti, ero così infelice e così miserabile. Ma ora ringrazio il Signore e te per avermi permesso di prendere parte alle sofferenze, sebbene sia la più indegna al mondo.

LA MADRE BENEDETTA: Ora, mia cara figlia! Mia amata figlia che chiede più sofferenze! Ora stai soffrendo dolori. Ma figlia! Io soffro dolori ancora più grandi dei tuoi.

Julia: Dovresti tu, Madre misericordiosissima, soffrire tutti quegli enormi dolori? Madre! Lasciami ricevere tutti quegli enormi dolori.

LA MADRE BENEDETTA: Attraverso i dolori che tu ed io soffriamo, i figli che sono stati intrappolati negli errori saranno salvati e le anime che si sono sporcate potranno essere purificate dalla loro impurità dal Prezioso Sangue di mio Figlio Gesù e salvate da miracoli straordinari.

Julia: Madre, mi offro a te veramente e completamente.

LA MADRE BENEDETTA: Figlia! Mia figlia che deve soffrire! Anche se tutti i tuoi sacrifici e le tue penitenze sono pesanti in questo mondo, io terrò le tue mani e, quindi, non preoccuparti. Starò al tuo fianco.

Julia: Madre! Sono così inadeguata. Come posso desiderare grandi cose? Se molte anime possono essere consacrate al Signore dal mio andare all’inferno, ci andrò volentieri. Desidero offrire i miei dolori con amore e gioia secondo la tua volontà, per salvare anche solo un’anima in più.

LA MADRE BENEDETTA: Sì, figlia mia! Ecco perché ti amo così tanto. Un cuore così scorrerà nel mondo e i ciechi spirituali apriranno gli occhi e le anime malate torneranno. Ma, se rifiutano di accettare le mie parole, non potrò fare nulla per loro dopo la loro morte. La ragione è che, in quel momento, la giustizia di mio Figlio Gesù dovrà essere realizzata. Così, i malvagi si vergogneranno e si pentiranno, ma sarà troppo tardi.


Terribili Dolori dell’Inferno

Nell’inferno, si deve gridare in una disperazione indescrivibile, sopportando una sofferenza così intensa che va oltre l’immaginazione delle menti umane in questo mondo. Le anime condannate separate da Dio si lamentavano e gridavano in molti modi diversi sotto il giusto giudizio di Gesù.

La Madre Benedetta soffre infinitamente dolori e ci chiama, noi suoi figli del mondo, per impedirci di andare nella tana maledetta al giudizio finale dove le anime condannate si pentono e lottano invano. Praticando le Cinque Spiritualità e rispondendo con "Sì", “Amen” alla chiamata della Madre Benedetta, tutti dobbiamo essere pronti ad andare in Cielo.

24 luglio 1988


GESU’ OSTIA

 


All’incredulo perché sia meno scettico, e al sacerdote perché sia meno tiepido.


A San Tommaso d'Aquino (1225-1274) generazioni di cristiani devono l'ufficio e la liturgia della festa del Corpus Domini. I suoi versi, con i quali la Chiesa esprime in modo solenne la propria devozione al mistero eucaristico, rivelano la sapienza del sommo teologo, la sensibilità dell'eccelso cantore, l'amore del mistico appassionato.

Assetato di conoscenza, rapito da questo mistero, lo vive intensamente. I testimoni giurati del processo canonico ricordano la sua Messa quotidiana seguita da un ringraziamento speciale: l'assistere ad un'altra Messa! Diverse volte viene sorpreso dai confratelli ai piedi del tabernacolo (quivi recatosi a pregare, nel cuore della notte, all'insaputa di tutti), sollevato a circa un metro da terra: tanto la sua anima desidera elevarsi a Dio, che trascina pure il corpo!

Posto dinanzi alla divina presenza, i suoi sensi corporei si smarriscono. Quando celebra la Messa gli capita, non di rado, di non riuscire a proseguire. A questo proposito, si racconta di un caso straordinario: «Così avvenne una volta a Napoli, il 26 marzo 1273, domenica di Passione. Mentre egli diceva la messa alla presenza di molti soldati, restò così assorto nella contemplazione del grande sacramento, che sembrava un uomo ammesso all'intima partecipazione dei misteri divini e ad un tempo della passione umana di Cristo.

Così poteva dedursi dalla sua prolungata astrazione di mente e dall'onda fluente delle sue lacrime. Tanto che prolungandosi quel suo stato, alcuni confratelli, pieni di ammirazione, gli si avvicinarono e lo toccarono per riscuoterlo dall'incanto, perché proseguisse la celebrazione della messa. Dopo la comunione e la conclusione della messa, i confratelli e alcuni soldati che gli erano familiari gli si fecero attorno e lo pregarono: "Maestro, rivelateci che cosa vi è accaduto in quel rapimento, se credete che possa servire per la nostra edificazione". Ma Tommaso si schermì: "Non posso, non posso parlare"».

Tutto il suo insegnamento intorno a questo mistero è frutto dell'intimo e gioioso amore per Gesù Eucaristico. Nel Concilio di Firenze (1439) e nel Concilio di Trento (1545-1563) sono sue non poche espressioni per definire la dottrina cattolica e difenderla dagli errori.

Una famosa preghiera, che San Tommaso recita quando riceve il Viatico, e tramandataci dai presenti, è la sintesi di tutta una vita trascorsa per conoscere, amare e annunciare Cristo presente nel mistero eucaristico: «Ricevo te, prezzo della redenzione dell'anima mia, ricevo te, viatico del mio pellegrinaggio, per il cui amore ho studiato, vegliato, lavorato. Te ho predicato e insegnato. Niente ho mai detto contro di te: ma se avessi detto qualcosa senza avvedermene, non mi ostino nel mio modo di sentire; se in ciò che ho insegnato e scritto di questo sacramento e degli altri misteri vi è qualcosa di mal detto, tutto rimetto alla correzione della Santa Chiesa Romana, nella cui obbedienza ora lascio questa vita».

Obbediente sino alla morte, come Gesù!


L'amore sgorga dalle piaghe

 


IL MISTERO DEL SANGUE DI CRISTO


O mio Gesù, dilata il cuore, la mente, e lo spirito, o meglio seppelliscimi in questo tuo incendio di carità, consumami in esso!

L'amore tuo sgorga dalle tue piaghe, attrae dal Tabernacolo e scende dal tuo regno, fluisce dalle tue parole, traspira dal tuo amplesso, trabocca dal tuo Cuore, lo fai perfino salire da' miei peccati e dalla mia miseria, lo raddoppi con l'unione, lo perenni col tuo dominio in me, di me stessa! O prodigi della Divina Passione di Gesù!

Perchè questo amore soavissimo, che è frutto del tuo Sangue e frutto della tua Passione, non può tradursi in voce melodiosa che inviti tutti a' piè della tua croce, o mio dolce Gesù? q. 30: s.d.

SR. M. ANTONIETTA PREVEDELLO


Il Mio Segno è già stato dato

 


Figlio Mio, chi cerca di rafforzarsi nella Mia Fiamma d’Amore è sano e forte come tutto ciò che c’è di più bello. Basta solo non lasciare spazio a chiunque non conosca il valore di questa Mia Misericordia. In tempo di guerra, il comando proviene da uno solo, e i suoi ordini vengono eseguiti alla lettera per sconfiggere l’avversario; altrimenti, si perde la battaglia. Ho scelto i Miei servitori perché sono forti e perseveranti. Non c’è nulla di sbagliato in coloro che ho scelto. Ho affidato a ciascuno la propria missione nella lotta per un mondo migliore, e non permetterò a chi ostacola di fingere di essere esperto. Questi cercano solo di vedere le cose dal loro punto di vista, volendo svolgere un compito al quale non sono stati chiamati.

Bento, mio caro figlio, nel Giudizio Universale coloro che difendono i Miei diritti saranno riconosciuti per l’opera giusta che hanno svolto all’interno della Mia Chiesa. Per questo ho creato queste anime, senza che la bestia potesse imprimervi il proprio marchio, poiché la loro linea è già diversa. Essi si limitano a una rappresentazione, per affermare che è completa e che è stata data da Giovanni Paolo II. Tuttavia, egli non ha autorizzato ciò che stanno facendo. L’ordine parte proprio da qui. Questi sono coloro che non ammettono le persone che Io, Gesù, ho scelto, perché altrimenti la bomba esploderebbe nelle loro mani. È già stato detto e scritto: in questi tempi la figura del devastatore avrebbe messo i padri contro i figli, i figli contro i loro padri, la suocera contro la nuora (Mc 13,12) e regno contro regno.

 Ah! Figli miei, vorrei aver cambiato il corso della storia, ma tutto ciò che è già stato scritto non può fallire, perché «il cielo e la terra passeranno, ma le Mie Parole non passeranno» (Mt 24,35). Per questo Sono l’Unico Giusto. Il re della menzogna, invece, cambia continuamente. Coloro che lo seguono non si inginocchiano più davanti a Me e non si confessano nemmeno, per non dargli la soddisfazione di raccontargli i propri errori. Ma tutta la loro sporcizia è custodita presso di Me. Dalla pentola che hanno sporcato, dovranno mangiare il pane impastato dal diavolo. Il significato di queste parole, quando le sentiranno, lo capiranno subito; o anche leggendole, quando saranno pubblicate, proveranno brividi, sapendo che la loro ora sta per arrivare. L’uguaglianza che non hanno mai ammesso è perché la testa di ciascuno era coperta da un panno e non possono vedere nient’altro. Le tenebre saranno solo per loro, e coloro che Mi hanno onorato non soffriranno nulla, perché in quel giorno che sta per arrivare, i Miei Angeli saranno lì a confortare il Mio popolo, e la punizione per i manipolatori sarà come quella del diluvio. Solo che questa volta sarà con fuoco divorante. I fiumi si riempiranno di sangue e le acque non potranno fare nulla per rinfrescare il loro corpo, perché anche loro saranno in ebollizione, come una pentola sul fornello per scaldare l’acqua. Così sarà questo momento che si sta avvicinando.

Il Mio Segno è già stato dato, ma solo i Miei eletti lo stanno vedendo. Coloro che sono fuori dalla Mia Via, nulla può farli cambiare idea.

Grazie, figlio mio, per la tua pazienza, nonostante tutte le persecuzioni che subisci, ma la tua ricompensa è già in arrivo. Rimani nella Mia Pace.

Gesù

22/11/1995


La vaccinazione globale: una delle forme più malvagie di genocidio mai viste dalla morte degli Ebrei sotto Hitler.

 


CASTIGHI

Mia amata figlia prediletta, quanto può sconvolgerti la Verità. Anche se accetti la Mia Santa Parola, è solo quando si materializzano le profezie che ti sono state rivelate, che comprendi l‟importanza di questa Missione per salvare l‟umanità. 

L‟introduzione di un vaccino mondiale destinato ai lattanti e ai bambini, sarà una delle forme di genocidio più malvagie mai viste dalla morte degli Ebrei sotto Hitler. 

Questo piano malvagio sarà possibile perché molti dei vostri governi hanno obbligato i loro popoli ad accettare i cambiamenti nelle loro leggi, dando loro il potere di applicare leggi contro i vostri bambini innocenti. 

Ricordate che l‟unica cosa che ha impedito a Mio Padre di porre fine al mondo, è l‟amore di quei servi fedeli tra voi. 

Mio Padre, a causa del Suo Amore per ogni bambino e per ogni Sua creatura, ha trattenuto la Sua Mano. Ora è giunto il momento per sciogliere finalmente i tempi, in modo che il mondo che ha creato per amore e secondo la Sua Divina Volontà possa continuare in pace. 

Distruggerà ormai coloro che commettono queste malvagità sui Suoi figlioli. Egli non sopporterà più a lungo questo male e ora la Sua Mano colpirà con i castighi. 

La Sua Collera si manifesterà presto in un mondo che sarà sorpreso per la grandezza della punizione che si abbatterà sulla terra. 

Quelli tra di voi che sono responsabili delle terribili sofferenze inflitte ai vostri connazionali e ai vostri concittadini, sappiate questo. 

Sarete colpiti alla fine col flagello della malattia, allora quelli di voi che rendono omaggio al malvagio unico gruppo mondiale saranno spazzati via prima che inizi la Battaglia dell‟Armageddon. 

Non sarete più tollerati dal Padre Mio ed Egli non vi permetterà di infierire più a lungo sui Suoi figli. Guai a quelli di voi che provocano la Sua rabbia in questo momento. 

Il tempo è giunto per Mio Padre di provarvi che il Suo Potere durerà sempre. Le vostre teorie sulla vostra creazione, che sono errate, vi saranno finalmente mostrate per quello che sono. La Verità, annunciata dal Profeta Daniele, come promesso nel Libro della Verità, vi sarà finalmente svelata. 

Moltissime persone non conoscono la Verità di Dio. Molte anime ben intenzionate non cercano altro nella loro vita che l‟eccitazione. Molti sprecano il tempo che è stato accordato loro sulla terra, poiché ignorano la Verità dell‟Esistenza di Dio. 

Ora verrà presentata la Verità. È giunto il momento della resa dei conti. 

Mio Padre farà prendere coscienza della Verità al mondo. Coloro che ignoreranno la Verità, si negheranno l‟accesso al Mio Nuovo Regno sulla terra. 

Invece di vivere una vita gloriosa ed eterna, piena di meraviglia, di gioia, di amore e di prosperità, saranno gettati a marcire nelle profondità dell‟inferno. 

Esorto tutti i figli di Dio a tener conto di questo Avvertimento. 

Può essere dura. Molti di coloro che dicono: “Questo non proviene da Dio poiché egli è Misericordioso” devono ascoltare questo. 

È giunto il momento di dividere la pula dal grano. Quel giorno è molto vicino. Qualsiasi scelta fatta dall‟uomo sarà la sua scelta finale. 

Mio Padre rispetterà sempre il libero arbitrio fino all‟ ultimo giorno. Il Giorno del Giudizio. 

Il tuo Gesù. 

10 Novembre 2012

sabato 11 luglio 2026

IL PREZIOSISSIMO SANGUE INFIAMMA LA CARITA'

 


Per salvarci, il Figlio di Dio è sceso dagli splendori di gloria che aveva in cielo con il Padre e con lo Spirito Santo, è venuto sulla terra e si è fatto simile a noi.

Con noi ha condiviso gioie e dolori. Non basta; col suo Sangue ci ha redenti. Un giorno disse: "Io offro la mia vita per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso" (Gv 10, 17-18).

Dunque, la vita non l'hanno tolta a Gesù contro la sua volontà, ma l'ha donata lui liberamente, per amore.

Come potremo, davanti a questa certezza di fede, non sentire un grande amore per il Figlio di Dio che si è fatto Figlio dell'uomo e fratello nostro? Saremo più ingrati degli animali che sentono e dimostrano riconoscenza per i loro benefattori?

Se non ci sentiamo animati da un forte amore per il Signore Gesù è perché non riflettiamo abbastanza alle tante meraviglie operate dal suo amore a vantaggio nostro e pagate con il suo sacrificio.

Domandiamoci spesso: Perché tanto Sangue? Perché Gesù ha voluto accettare tanto dolore? La risposta della fede è semplice e consolante: Gesù ha voluto soffrire e morire per liberarci dal potere di Satana e donarci il paradiso.

E anche se ora Gesù è asceso al cielo ed è alla destra del Padre, a godere la gioia e la gloria che ha meritato per sé, ha lasciato alla Chiesa l'inestimabile dono del suo Sangue perché noi possiamo attingervi a nostro vantaggio e raggiungerlo in paradiso.

Fioretto: Recita attentamente l’Atto di carità".

ESEMPIO Trovandosi S Francesco Caracciolo vicino alla morte, dopo aver fatto con profonda umiltà la confessione generale e dopo aver ricevuto gli ultimi sacramenti, preso in mano il Crocifisso ripeteva: "Sangue di Gesù che sei stato sparso per me, tu sei mio; lo voglio, Signore, dammelo, che è mio, non negarmelo". E baciando le sante piaghe di Gesù continuava: "Sangue Preziosissimo del mio Gesù, tu sei mio e solo per te e con te io spero di salvarmi". E con questi sentimenti serenamente spirò.

ATTO DI CARITA’ Mio Dio, ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa, perché sei bene infinito e nostra eterna felicità; e per amor tuo amo il prossimo come me stesso e perdono le offese ricevute. Signore, che io ti ami sempre più.


PRENDI LA TUA CROCE E SEGUIMI

 


Gesù

Stesso giorno

(in Santa Ana di Cala Cala, quando pianse il Cristo di Limpias)

La Croce, figlio mio, è lo stendardo del Mio regno contro il principe del mondo; in essa Io ho voluto lasciare impresso, con il Mio proprio sangue, il segno indelebile dei Miei. Il Mio Amore, che si sacrificava per amore degli uomini, contro il segno dei mondani: l'amore contro i piaceri, contro le ricchezze e gli onori del mondo.

In questo segno, i Miei fedeli Mi riconoscono; infiammati dal Mio Amore, gioiosi Mi seguono. 

Con esso combattono, con esso trionfano sull'inferno, sul mondo e su se stessi. Con esso conquistano il regno.

Ascoltami! Avevano pronunciato contro di Me la sentenza di morte e si preparava frettolosamente tutto il necessario per l'esecuzione della Croce. Essa Mi stava già aspettando. 

Legato, versando sangue dalle Mie piaghe e dalle frustate, i Miei nemici Mi portarono dove era la Croce; al vederla, con il cuore incendiato d'amore, ho esclamato: Salve, o Croce sempre amata, desiderata senza sosta e preparata per Me, da tanto tempo! Per te, o Croce santa, vincerò! Per te trionferò, per te regnerò!

E stringendola a Me, la coprivo con le Mie lacrime, la bagnavo con il Mio sangue. Poi l'ho appoggiata sulle Mie spalle, mentre il mondo guardava e il cielo contemplava.

Ho camminato così con grande fatica, circondato dai giudei e dai gentili, portando la Mia propria Croce fino alla cima.

Così come ho fatto Io, figlio Mio, devi fare anche tu: prendi la tua Croce, seguimi, i tuoi occhi sempre fissi nei Miei, e cammina con animo forte e cuore aperto, senza voltarti né a destra, né a sinistra.

Non dimenticare il Mio segno, non lasciare senza protezione il Mio stendardo, preparati a vincere o a morire alla sua ombra, sicuro che, tu viva o muoia, parteciperai alla Mia vittoria.

Felice colui che abbraccia la Croce con amore e la porta con fedeltà. La Croce lo fa essere unito a Me, non lo schiaccia, ma lo sostiene; non gli è d'ostacolo, ma gli apre il cammino della santità e del trionfo.

Per questo, figlio Mio, se vuoi vincere con Me, devi rimanere unito a Me, sotto la Croce e spirare abbracciato ad essa. La Croce è la sapienza degli Apostoli, il trofeo dei Martiri, la gloria dei Confessori, la difesa delle Vergini, la santificazione dell'angoscia, la custode della gioventù, l'accusatrice dei mondani, l'immagine dei religiosi, il rifugio e la consolazione di tutti i disperati.

Nella Croce c'è la salvezza, nella Croce c'è la vita, nella Croce, la difesa contro i nemici. In essa si trova la somma virtù e la perfezione della santità. Qui, unito alla Croce, costituirai una società con gli angeli che, circondandoti, ti proteggeranno, combatteranno con te e nello stesso tempo lavoreranno, come te, ad estendere il Mio Regno.

Non venga meno il tuo cuore, quando incontrerai le difficoltà. Guarda Me, il Figlio di Dio, innocente, che porto la Croce davanti a te e per amore. Non sottrarti a portare la tua dietro a Me e per amor Mio. Lo stesso amore, che Mi rese dolce una Croce tanto amara, addolcirà anche la tua.

Prega spesso, perché con la grazia santificante, tu possa meritare la Croce, che è ignoranza per coloro che periscono e sapienza per quelli che si salvano. È supplizio per i Miei nemici, è pegno consolatore della eterna beatitudine, per i discepoli del Mio Cuore.

Catalina Rivas