domenica 23 febbraio 2020

A quale destino va incontro il mondo?



Se voi sapeste a quale destino andate incontro, non desiderereste più il mondo per nessun  minuto con tutti i suoi beni, perché li perderete tutti e vi dovete accontentare del poco che vi rimane, dopo ore nella miseria ed oppressione più estremi. E malgrado ciò non può esservi  risparmiato, perché il tempo della fine è davanti a voi e perché dapprima dovete liberarvi di tutto  ciò che appartiene al mondo e quindi anche a colui che è il signore di questo mondo. Ma appena vi  predisponete giustamente verso di Me, vostro DIO e CREATORE dall’Eternità, allora la vita sarà  ancora sopportabile per voi. Ma chi ha questa giusta predisposizione verso di ME, la ferma fede,  che IO lo posso aiutare in ogni miseria? Chi si affida a ME totalmente, e chi è disposto, di dare la  sua vita per il prossimo? Perché questa sarà la vostra sorte, che vi decidiate liberamente, di prendere  su di voi anche la morte, per salvare la vita al prossimo! Ma questo non sarà il vostro danno, perché  perderete bensì la vita su questa Terra, ma con sicurezza vi conquisterete ora la Vita eterna, che  non vi potrà più prendere nessuno.

Perciò non temete, qualunque cosa voglia avvenire, e credetelo fermamente, che continuerete a  vivere e provvedete perciò, che possiate lasciare la vita terrena in uno stato, che vi procura la Vita  eterna nell’Eternità. Perché anche la vita su questa Terra sarà finita poco dopo, ed allora avrà luogo  la grande resa dei conti. Le Porte nel Regno dell’aldilà verranno chiuse, e vi saranno sulla Terra  soltanto coloro che sono caduti sotto a Satana ed i Miei fedeli. I primi verranno di nuovo relegati  nella materia, e gli ultimi saranno da ME rimossi, vivi nel corpo, per vivere sulla Terra riformata.

E perché a tali dissoluzioni della Terra IO mando prima degli Avvertimenti ed  Ammonimenti, allora anche la catastrofe della natura precedente deve essere considerato un  tale preavviso al quale seguirà molto certamente la fine. Con ciò IO termino un periodo terreno,  perché gli uomini non usano la vita terrena per la maturazione delle loro anime, ma IO voglio  ancora salvare ciò che si lascia salvare. Perché IO vi amo tutte, Mie creature, ed IO non voglio la  vostra rovina, ma la vostra liberazione dalle catene di colui che ha la colpa della vostra caduta. Ma  IO non posso stimolarvi a questo contro la vostra volontà, di vivere secondo la Mia Volontà e di  condurre una vita, che vi garantisce una Vita eterna. IO devo sempre lasciare la precedenza alla  vostra volontà e secondo questa volontà, sarà anche la vostra sorte.

Ma dato che questo tempo è già previsto dall’Eternità, quando avrà luogo un Giudizio, avevate  tutta l’occasione di cambiare, che non dovreste far parte delle vittime di questo Giudizio. Ma in  questo vi manca la fede, e così la fine sorprenderà anche voi e vi troverà totalmente impreparati. Ed  IO non posso fare di più, che mandarvi ancora prima un serio Avvertimento, un avvenimento della  natura, che nella sua dimensione è così imponente, che fa scaturire i più grandi spaventi ed in  questo dovete riconoscere la severa Voce del vostro DIO e CREATORE. Ma fino alla fine la libera  volontà dell’uomo decide la sua sorte, perché né IO né il Mio avversario usiamo la costrizione. Ma  il Mio avversario avrà da registrare dei successi maggiori, e non se ne può rallegrare, perché IO gli  toglierò di nuovo al suo potere ciò che gli appartiene, per generarlo nella dura materia, in modo che  perda comunque in forza, più procede lo sviluppo verso l’Alto, che causerà anche che degli esseri  che gli sono sfuggiti totalmente giungano sempre alla Luce, e ritornino nella CASA del PADRE,  dove hanno avuto una volta la loro origine.

Amen.

Bertha Dudde 20 luglio 1965

I SEGNI DI DIO



I PROFETI 

Anche molti profeti dell'Antico Testamento sono stati accompagnati in vita da prodigi ed eventi straordinari che hanno avvalorato la loro predicazione, dimostrando che la loro azione era ispirata dal Signore.

DAVIDE 


[32]Davide disse a Saul: «Nessuno si perda d'animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo».  
[33]Saul rispose a Davide: «Tu non puoi andare contro questo Filisteo a batterti con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d'armi fin dalla sua giovinezza».  
[34]Ma Davide disse a Saul: «Il tuo servo custodiva il gregge di suo padre e veniva talvolta un leone o un orso a portar via una pecora dal gregge.  
[35]Allora lo inseguivo, lo abbattevo e strappavo la preda dalla sua bocca. Se si rivoltava contro di me, l'afferravo per le mascelle, l'abbattevo e lo uccidevo.  
[36]Il tuo servo ha abbattuto il leone e l'orso. Codesto Filisteo non circonciso farà la stessa fine di quelli, perché ha insultato le schiere del Dio vivente».  
[37]Davide aggiunse: «Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell'orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo». Saul rispose a Davide: «Ebbene và e il Signore sia con te».  
[38]Saul rivestì Davide della sua armatura, gli mise in capo un elmo di bronzo e gli fece indossare la corazza.  
[39]Poi Davide cinse la spada di lui sopra l'armatura, ma cercò invano di camminare, perché non aveva mai provato. Allora Davide disse a Saul: «Non posso camminare con tutto questo, perché non sono abituato». E Davide se ne libero'. 
[40]Poi prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nel suo sacco da pastore che gli serviva da bisaccia; prese ancora in mano la fionda e mosse verso il Filisteo. 
[41]Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva.  
[42]Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell'aspetto.  
[43]Il Filisteo gridò verso Davide: «Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone?». E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dei (Chi e' protetto dal Signore non deve temere alcuna maledizione satanica,NDA xxix ).  
[44]Poi il Filisteo gridò a Davide: «Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche».  
[45]Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l'asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d'Israele, che tu hai insultato.  
[46]In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e staccherò la testa dal tuo corpo e getterò i cadaveri dell'esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele.  
[47]Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché il Signore è arbitro della lotta e vi metterà certo nelle nostre mani». 
[48]Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse prontamente al luogo del combattimento incontro al Filisteo.  
[49]Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s'infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.  
[50]Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra e lo colpì e uccise, benché Davide non avesse spada.  
[51]Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga. (1 Samuele 17,32 seg.) 

Davide possiede un carisma tutto particolare: la costante comunione con Dio. Non compie prodigi miracolosi a cui siamo abituati a pensare, anche se l'uccisione di Golia (simbolo evidente del demonio e della sua forza bruta, beffarda e crudele) rimane un chiaro esempio di "intervento soprannaturale". Davide stesso, pur coraggioso e lottatore,  replica a Golia con le seguenti parole: "Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l'asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d'Israele, che tu hai insultato. In questo stesso giorno, il Signore ti fara' cadere nelle mie mani. Io ti abbattero' e stacchero' la testa dal tuo corpo e gettero' i cadaveri dell'esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra sapra' che vi e' un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine sapra' che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perchè il Signore e' arbitro della lotta e vi mettera' certo nelle nostre mani" (1 Samuele 17,45 seg.). Cioe' affida la sua lotta a Dio per il cui  e nel cui nome combatte. I Salmi di Davide costituiscono una splendida preghiera di totale fiducia in Dio in ogni situazione (es. Salmo 18, che e' anche un salmo potentemente esorcistico). Da Davide, combattente di Dio che, affidandosi costantemente al Signore mediante la preghiera -"..Davide consulto' il Signore chiedendo: "Devo andare contro i Filistei? Li metterai nelle mie mani?" (2 Samuele 5,19)- sconfisse tutti i nemici, succedera' il Messia che vincera' il demonio solo con la preghiera e l'obbedienza al Padre fino alla morte in Croce. 

Anche se commette una disubbidienza,  Davide c'insegna a porre sempre la fiducia esclusivamente in Dio. Ciascuno di noi deve imparare da Davide la costante comunione col Signore che tutto può. La Madonna ci richiama a questo comportamento - "Cari figli! In questi giorni vi invito in particolare ad aprire il vostro cuore allo Spirito Santo. Lo Spirito Santo, particolarmente in questi giorni, opera per mezzo di voi. Aprite il cuore e abbandonate la vostra vita a Gesù, affinché egli operi per mezzo dei vostri cuori e vi fortifichi nella fede. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!" xxx . (Medjugorje- Giovedì 23.5.1985) 

[10]Ma dopo che Davide ebbe fatto il censimento del popolo, si sentì battere il cuore e disse al Signore: «Ho peccato molto per quanto ho fatto; ma ora, Signore, perdona l'iniquità del tuo servo, poiché io ho commesso una grande stoltezza».  
[11]Quando Davide si fu alzato il mattino dopo, questa parola del Signore fu rivolta al profeta Gad, il veggente di David:  
[12]«Và a riferire a Davide: Dice il Signore: Io ti propongo tre cose: scegline una e quella ti farò».  
[13]Gad venne dunque a Davide, gli riferì questo e disse: «Vuoi tre anni di carestia nel tuo paese o tre mesi di fuga davanti al nemico che ti insegua oppure tre giorni di peste nel tuo paese? Ora rifletti e vedi che cosa io debba rispondere a chi mi ha mandato».  
[14]Davide rispose a Gad: «Sono in grande angoscia! Ebbene cadiamo nelle mani del Signore, perché la sua misericordia è grande, ma che io non cada nelle mani degli uomini!».  
[15]Così il Signore mandò la peste in Israele, da quella mattina fino al tempo fissato; da Dan a Bersabea morirono settantamila persone del popolo.  
[16]E quando l'angelo ebbe stesa la mano su Gerusalemme per distruggerla, il Signore si pentì di quel male e disse all'angelo che distruggeva il popolo: «Basta; ritira ora la mano!». 
Ora l'angelo del Signore si trovava presso l'aia di Araunà il Gebuseo.  
[17]Davide, vedendo l'angelo che colpiva il popolo, disse al Signore: «Io ho peccato; io ho agito da iniquo; ma queste pecore che hanno fatto? La tua mano venga contro di me e contro la casa di mio padre!». 
[18]Quel giorno Gad venne da Davide e gli disse: «Sali, innalza un altare al Signore sull'aia di Araunà il Gebuseo». 
[19]Davide salì, secondo la parola di Gad, come il Signore aveva comandato.  
[20]Araunà guardò e vide il re e i suoi ministri dirigersi verso di lui. Araunà uscì e si prostrò davanti al re con la faccia a terra. 
[21]Poi Araunà disse: «Perché il re mio Signore viene dal suo servo?». Davide rispose: «Per acquistare da te quest'aia e innalzarvi un altare al Signore, perché il flagello cessi di colpire il popolo».  
[22]Araunà disse a Davide: «Il re mio Signore prenda e offra quanto gli piacerà! Ecco i buoi per l'olocausto; le trebbie e gli arnesi dei buoi serviranno da legna.  
[23]Tutte queste cose, re, Araunà te le regala». Poi Araunà disse al re: «Il Signore tuo Dio ti sia propizio!».  
[24]Ma il re rispose ad Araunà: «No, io acquisterò da te queste cose per il loro prezzo e non offrirò al Signore mio Dio olocausti che non mi costino nulla». Davide acquistò l'aia e i buoi per cinquanta sicli d'argento;  
[25]edificò in quel luogo un altare al Signore e offrì olocausti e sacrifici di comunione. Il Signore si mostrò placato verso il paese e il flagello cessò di colpire il popolo. (2 Samuele 24,10 seg.) 

La fede di Davide nel Signore e la sua costante fiducia in Lui, oltre a regalarci splendidi passi biblici e preghiere (quante volte in esorcismo abbiamo provato l'efficacia di tali Salmi!) che c'insegnano con quale "metodologia" dobbiamo accostarci al Signore, ci rendono edotti sull'importanza di tale atteggiamento nei confronti di Dio. Anche nella vita quotidiana possiamo e dobbiamo vivere in comunione col Signore e con la Madonna e quindi sentirne, come Davide, la presenza. Come? Qualcuno si chiedera'.  Con la preghiera  del cuore (soprattutto il Rosario individuale e familiare), con  i Sacramenti e con la meditazione in famiglia della Bibbia xxxi . Allora ci accorgeremo, come Davide, che gli "accadimenti" quotidiani si muoveranno nel senso voluto da Dio che, grazie soprattutto alla preghiera di lode, di richiesta e di ringraziamento, ci agevolera', pure se tra mille difficolta', in ogni cosa che possa servirci per l'anima e per il corpo; anche se molte volte, di primo acchito non lo comprendiamo. Senza fede in Dio Davide non avrebbe mai potuto abbattere il demonio- Golia.   
"Cari figli! Vi voglio invitare ad incominciare, da oggi, a vivere una nuova vita. Cari figli, voglio che comprendiate che Dio ha scelto ognuno di voi nel suo piano di salvezza per l'umanità. Voi non potete capire quanto grande sia la vostra persona nel disegno di Dio. Perciò, cari figli, pregate affinché nel pregare comprendiate ciò che poi dovete fare secondo il piano di Dio. Io sono con voi perché possiate tutto realizzare. 
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!"(Messaggio della Madonna-Medjugorje 25.1.1987). 

Padre Jozo, regalando le immagini della Madonna di Medjugorje, ha fatto coniare sul retro, ricavandole dai messaggi della Madonna di Medjugorje,  le seguenti parole: "Ti regalo l'arma contro il tuo Golia. Ecco i tuoi 5 sassolini: 
La preghiera con il cuore: il Rosario (soprattutto familiare come dicono i veggenti xxxii , NDA); 
L'Eucarestia (centro dell'universo e della Chiesa, NDA); 
La Bibbia; 
Il Digiuno;  
La confessione mensile. 

di Arrigo Muscio

VI PRESENTO L'AMORE



IL FONDAMENTO


Applicazione alla Trinità Divina.

E ora applichiamo a Dio queste tre considerazioni.
1) Dio pensa un pensiero e questo pensiero è parola.
2) La parola è generata e quindi si chiama Figlio.
3) Questa parola o questo Figlio è personale.
Dio pensa un pensiero, cioè, pensa una parola.
Ma questa parola non è come la nostra molteplice, perché Dio non pensa un pensiero  dopo l'altro. Nella mente di Dio, i pensieri non nascono per morire e non muoiono per rinascere. Tutto è presente a Dio, in un istante. In lui, c'è soltanto una parola.
Questo pensiero o questa parola è infinita ed è uguale a Dio stesso che è unico e  assoluto. Esso è il primogenito dello spirito di Dio; una parola da cui derivano tutte le  parole umane; una parola di cui le cose create sono sillabe o lettere spezzate; una  parola che è la sorgente di tutta la sapienza che splende nel mondo. Le ultimissime  scoperte scientifiche, le nuove dottrine relative all'immenso espandersi dei cieli, le  scienze biologiche, fisiche, chimiche, le scienze più elevate della metafisica, della filosofia e della teologia, tutto l'insieme di queste conoscenze ha la sua sorgente nella  parola che Dio eternamente pensa.
L'infinito pensiero di Dio prende nome di Figlio, perché è generato, essendo una  realtà vivente. Ciò che invece è fatto non può chiamarsi figlio, perché è una cosa non vivente.
Il pensiero o la parola di Dio non viene dal mondo esterno; ma è generato in lui in  modo molto più perfetto del modo con cui la parola Giustizia è generata dal mio  spirito.
Ripeto ancora: dare la vita non è limitato agli essere umani. Dice la Scrittura Santa,  riferendo le parole di Dio:
— Io che faccio gli altri capaci di generare i figli, non sarò capace di generare? Io che  dò la capacità generativa agli altri, sarò sterile?
La prima sorgente di ogni nascita è Dio, la cui parola, quindi, con linguaggio umano,  prende nome di figlio. Come nell'ordine umano, il principio d'ogni generazione è chiamato padre, così anche nella Trinità, il principio di ogni generazione è chiamato Padre e il generato è chiamato Figlio, perché è la perfetta immagine e somiglianza  del Padre.
Se un padre terreno può trasmettere al figlio la nobiltà del suo carattere e i delicati  lineamenti della sua vita, molto più il padre celeste può comunicare al suo eterno  figlio tutta la sua nobiltà, tutta la perfezione e l'eternità del suo essere.
Per ultimo, questa parola, o questo figlio, generato da Dio eterno, è personale. Il pensiero di Dio non è dozzinale o banale; ma raggiunge gli abissi di tutto ciò che è conosciuto o che può essere conosciuto. In questo pensiero, Dio mette se stesso tanto  intieramente da essere vivente come è vivente lui. Se l'ingegno umano può mettere  tutta la sua personalità in un pensiero, in un modo più perfetto Dio può mettere se  stesso in un pensiero che sia conscio di se stesso e quindi sia una persona divina.
Il padre non esisteva prima e poi pensava. Dall'eternità Dio è spirito pensante e  quindi dall'eternità il figlio è pensato. In Dio, non vi sono successioni, ma tutto è  presente in modo eterno. In Dio, niente è nuovo e niente è perduto. Ecco perché il  Padre, contemplando la propria immagine, la propria parola, il proprio Figlio, può  dire nell'estasi della prima e reale paternità:
— Tu sei mio Figlio; oggi io ti ho generato.
Oggi significa eternità, la quale è una durata indivisibile, senza principio e senza fine. Rifatevi indietro alle origini del mondo; ammucchiate secoli su secoli, età sopra età,  ere sopra ere: la parola era con Dio. Andate indietro prima della creazione degli  angeli, prima che l'arcangelo Michele riportasse la grande vittoria: la parola era con  Dio.
Ecco perché l'evangelista S. Giovanni comincia il Vangelo con le parole: in principio  era il Logos (il Verbum o il Verbo o la Parola). E il Verbo era con Dio, e il Verbo era  Dio.
Come i miei intimi pensieri li manifesto con le parole, così la parola di Dio si  manifestò con l'incarnazione: il Verbo si fece carne e mise la tenda fra di noi.
Questo Verbo è la seconda persona della Trinità, colui che abbraccia il principio e il  fine di tutte le cose, che esistette prima della creazione, che fu a capo della creazione  come re dell'universo, che si fece carne a Betlemme e sulla Croce, che dimora con la  sua divinità e umanità nell'Emanuele Eucaristico.
Il venerdì santo di venti secoli or sono, non segnò la fine del Verbo di Dio, come non  ne segnò il principio.
Gesù Cristo ha una preistoria; ma non una preistoria da studiarsi sugli strati della  terra o nelle caverne, nel fango o nella polvere delle prime età; ma nel seno del suo  eterno padre. Egli solo portò la preistoria alla storia. Egli solo ha diviso gli eventi umani in due periodi: prima e dopo la sua venuta.
Se noi volessimo rifiutare che il Verbo si fece carne e che il figlio di Dio si fece  uomo, come potremmo fissare le date della nostra storia?

FULTON J. SHEEN

Questo periodo oscuro terminerà con i tre giorni di buio!



Quando la luce della terra si spegnerà, sarà il segno che Dio Padre ha portato completamente a se Suo Figlio. La visione che ti mostrammo figlia Mia, delinea il tempo, in cui voi vivete oggi. Dio Padre prende da questa terra il Suo Figlio sanguinante e inchiodato alla croce, il Gesù sofferente per voi peccatori e ciò segna la caduta della vostra terra e il diavolo sale al trono della terra. Questo periodo oscuro finirà nei tre giorni di buio, che vi furono predetti, e Gesù, scendendo dall’alto del cielo, libererà la terra dal male. Il tempo glorioso sarà annunciato per TUTTE le anime FEDELI a Gesù e il passaggio nel Suo Nuovo Regno durerà soltanto un attimo. È questo momento che vi cambierà completamente. Egli vi guarirà e vi libererà da ogni peso. Sarete come nuovi figli del Signore e tutto ciò succederà in questo appena impercettibile momento.
Figli Miei. Non abbiate paura, perché vi aspetta un tempo meraviglioso. La sofferenza della vostra odierna terra sarà dimenticata, perché la gloria del Padre vi riempirà con massima gioia, è profondissima pace. Non ci saranno più preoccupazioni né paure, ansie, dubbi causati dal diavolo a dominare la vostra vita. Nel Nuovo Regno del Signore, infatti, sarete figli felici e soddisfatti e il male là non ci sarà più.
Figli Miei. Prendete sempre nuovamente in mano queste Nostri messaggi e lasciate che essi tocchino i vostri cuori. Noi amiamo ciascuno di voi e v’indichiamo qui la via per trovare Dio Padre, Gesù, e il Suo Nuovo Regno. Restateci fedeli e non andate perduti perché il male non ha ancora giocato la sua ultima carta e questa non appena sarà giocata, porterà sulla vostra terra e su di voi, sofferenza ancora peggiore.
Figli Miei. Pregate! Pregate tanto e pregate sentitamente! La vostra preghiera è ascoltata ed esaudita e molte anime si convertiranno ancora a Mio Figlio. Dopo i tre giorni di buio, verrà sulla vostra terra una luce a voi sconosciuta. Questo è il segno che la battaglia è terminata e che Gesù ha vinto. Noi vi amiamo e Ci occuperemo di ciascuno di voi. Siate completamente con Noi, con Gesù e Dio Padre.
Figli Miei. Il Nostro amore per voi è infinitamente grande e tutti preghiamo per voi, per le vostre famiglie affinché abbiate la forza, l’energia e la perseveranza. Preghiamo per la protezione vostra e dei vostri amati e siamo sempre qui con voi. Credete in Noi, abbiate fiducia in Noi, perché il Cielo intero è pronto per voi!
In profondo e sincero amore,
la vostra Mamma Celeste, i Santi della comunità dei Santi, i santi Angeli di Dio, così come Dio Padre e Gesù, che sono anche loro qui. Amen.

LETTERE D'UN EREMITA






 di J. E. DE CAMILLE

ALLA VERGINE DEL ROSARIO DI POMPEI



per impetrare il suo amore ed il suo patrocinio in vita ed In morte.

O Maria, Madre Immacolata di Gesù e Madre mia dolcissima, Regina del santo Rosario, Tu che ai giorni nostri ti sei degnata di scegliere a tua dimora la Valle desolata di Pompei, qual novella Sionne, donde illumini i popoli della luce delle grazie e delle misericordie tue; deh! volgi verso di me i tuoi occhi pietosi, e mi riconosci tuo servo e figliuolo che Te ama, e a Te grida: Madre di misericordia!
Accorri benigna ai miei gemiti, ai miei clamori: i passi tuoi immacolati mi schiuderanno il sentiero della purezza e della pace.
Suoni alle mie orecchie la tua soavissima voce, o dolce Signora mia, perchè Tu non hai che parole di vita. Apri le tue mani piene di grazie, e il tuo servo indegnissimo, che Te chiama, aiuta perdonando; e scampalo ognora dalle insidie del Coronavirus e dei suoi nemici.
Stendi sino a me quelle dolci catene della tua Corona, con le quali avvinci i cuori più duri; e il cuor mio ribelle stringi a Te, sì che, da Te più non si parta.
O Rosa d'inviolata purezza, con la fragranza dei tuoi verginali profumi traimi all'amore del Paradiso.
O cara Rosa del Signore, io sospiro a Te di amore e di dolore. Deh, inteneriscimi col tuo pianto; compungimi con la tua compassione; trafiggimi coi tuoi dolori; rinvigoriscimi con la tua grazia. O Maria, Madre di grazia, prega per me. Prendi me per tuo servo.
Fa che io sempre confidi in Te; sempre io pensi a Te; sempre io chiami Te; sempre io serva a Te; sempre io ami Te. Per Te io viva, per Te io operi, per Te patisca, per Te muoia.
E nell' ora della morte liberami dal demonio, e conducimi per mano a Gesù tuo Figliuolo e mio Giudice.
O Cuore immacolato della Madre di Dio, fonte inesausto di bontà, di dolcezza, di amore e di misericordia, ricevi il mio cuore. Rendilo; simile al Cuore tuo. Purificalo con la tua intercessione, santificalo col tuo amore, distaccalo dall'amore delle creature. E quel fuoco divino che accende il tuo Cuore, accenda pur anco il mio nel tempo e nella eternità. Così sia.
Un'Ave al Cuore immacolato di Maria.
Dolce Cuore di Maria, siate la salvezza mia.
Rifugio dei peccatori, pregate per noi.


Memorare alla Vergine di Pompei.
Ricordati, o pietosissima Vergine del Rosario di Pompei, non essersi udito mai, che alcuno dei tuoi devoti, il quale abbia col Rosario invocata la tua assistenza o implorato il tuo soccorso, sia rimasto abbandonato. Io, animato da tal confidenza, a Te vengo, o Madre della Misericordia, Vergine delle vergini, potente Regina delle Vittorie. Peccatore gemente, eccomi prostrato ai tuoi piedi imploro pietà, ti chieggo grazia. Deh! non disprezzar le mie suppliche, o Madre del Verbo; ma pel tuo sacratissimo Rosario, per la predilezione che mostri al tuo Santuario di Pompei, benigna ascoltami ed esaudiscimi. Così sia..

Si ripeta tre volte: Regina sacratissimi Rosarii, ora pro nobis.


La Stolta Superbia e Soave Umiltà



L’ANTICRISTO


“Caratteristiche”

Nell’Inferno, nel maledetto regno dei demoni, “regno senza sosta e senza fine, senza limite di astuzia e cattiveria, - dove si gode di nuocere a Dio e agli uomini, - ed è loro respiro il nuocere, il loro doloroso godimento, unico ed atroce, si è raggiunta, con perfezione diabolica, la fusione degli spiriti, uniti in un solo volere: “nuocere”. Satana è furbissimo e non si nuoce. Egli mira ad estendere, non a ridurre il suo regno nei cuori. La sua vita è rubare e turbare, nuocere, mentire e offendere; rubare anime a Dio e pace agli uomini; nuocere alle creature per dare dolore al Creatore, mentire per traviare; offendere per godere, turbare perché egli è disordine. Non può mutare, è immortale nel suo essere, invariabile nei suoi metodi” (Poema 4°, p. 938).
Invece della pace, “avete delle soste che non sono altro che pause tra l’una e l’altra carneficina, per dare tempo ai vostri spiriti venduti a Satana, d’imparare da lui nuove dottrine di morte e nuovi strumenti di distruzione: morte alle anime e morte ai corpi, distruzione di spiriti e distruzione di cose. La vostra crescita in Satana è impressionante. Fra poco avrete raggiunto la maturità in cui egli nulla più avrà da insegnarvi. Allora l’Inferno potrà partorire il suo figlio, l’Anticristo, perché i tempi saranno maturi e gli uomini avranno meritato di conoscere l’orrore che precede la fine” (Quad. ‘43, p. 418).
“Ora siamo nel periodo che chiamo dei “precursori dell’Anticristo”: poi, verrà il periodo dell’Anticristo, precursore di Satana. L’Anticristo sarà aiutato dai due satelliti di Lucifero, le due Bestie dell’Apocalisse” (Id. p. 288).
“Se la prima Bestia può essere equiparata al potere civile ossia politico, geloso, spesso avversario di santa Madre Chiesa, la seconda Bestia è come la scienza puramente naturale. Se la Potenza profana genera ribelli a Dio, la scienza produce miscredenti: corrompe, senza produrre ribellione, un numero infinito di aderenti che trae a perdizione. Quanti si perdono per superbia della ragione che loro fa disprezzare la fede e uccidere l’anima con l’orgoglio che separa da Dio! Una sola scienza è indispensabile: conoscere Dio e servirlo. Vi preoccupate di aumentare il sapere umano a detrimento del sapere divino, della fede (Logica umana della ragione, opposta alla logica divina dell’amore).
“Quando verrà il tempo, molte stelle saranno travolte dalle spire di Lucifero che per vincere ha bisogno di diminuire le luci delle anime” (Quad. ‘43, p. 260). Ciò potrà avvenire, perché non solo i laici, ma anche gli ecclesiastici hanno perduto e perdono sempre più quella fermezza di fede e di carità, di fortezza e di purezza, di distacco dalle seduzioni del mondo, necessarie per rimanere nell’orbita della Luce di Dio. Le stelle sono i miei ministri che ho definito “Luce del mondo”. Studio dell’acuta malizia di Satana è di spegnare, travolgendoli, questi luminari che sono luci riflettenti la mia Luce sulle genti. Se con tanta luce che la Chiesa Gerarchica emana ancora, le anime stanno sempre più sprofondando nelle tenebre, quanta tenebra schiaccierà le turbe, quando molte stelle si spegneranno nel Cielo della Chiesa!
Satana lo sa e semina i germi che indeboliscono il sacerdozio, onde poterlo travolgere in peccati, non tanto di sensi, quanto di pensiero. Nel caos mentale, sarà facile per lui provocare il caos spirituale. Nel caos dottrinale i deboli, dinnanzi alle fiumane di persecuzioni, commetteranno peccati di viltà, rinnegando la fede. Non perirà la Chiesa, perché io sono con essa, ma conoscerà ore di tenebre e di orrore, simili a quelle della mia Passione, moltiplicate nel tempo, perché così deve essere. Deve essere che la Chiesa patisca quanto ha sofferto il suo Fondatore  prima di morire per risuscitare in forma eterna. Deve essere che la Chiesa soffra molto più a lungo, perché la Chiesa, nei suoi membri, non è perfetta come il suo Capo e Creatore. Se Io ho sofferto delle ore, essa deve soffrire settimane e settimane di ore. Come sorse perseguitata ma alimentata da potere soprannaturale nei primi tempi, così, negli ultimi tempi, sussisterà e resisterà nei suoi figli migliori alla marea satanica e alle battaglie dell’Anticristo. Selezione dolorosa, ma giusta! E’ logico che in un mondo, in cui tante luci spirituali saranno spente, si instauri palesemente il breve, ma pauroso regno dell’Anticristo generato da Satana, come Cristo fu generato dall’Amore (Spirito Santo) e dalla Purezza (l’Immacolata). Così l’Anticristo, figlio di Satana, sarà il frutto dell’Odio e della triplice impurità” (Quad. ‘43, p. 152).
“Guerre, fame, pestilenze, strumenti di omicidio bellici, superiori alle belve dell’Apocalisse, terremoti, segni del cielo, chiamate miracolose a vie mistiche di piccole anime mosse dall’Amore, persecuzioni contro i miei seguaci, altezze di anime e bassezze di corpi, nulla manca dei segni per cui può parervi prossimo il momento della mia Ira e Giustizia. Nell’orrore che provate esclamate: “Il tempo è giunto, più tremendo di così non può essere!” Chiamate a gran voce la fine che vi liberi. La chiamano i buoni che non possono più oltre vedere il male trionfare sul bene. Piano, eletti miei! Ancora un po’ e verrò! La somma di sacrificio necessaria a giustificare la creazione dell’uomo e il sacrificio del Figlio di Dio non è ancora compiuta. Non è ancora terminato lo schieramento delle mie coorti e gli Angeli non hanno ancora posto il glorioso sigillo su tutte le fronti di coloro che hanno meritato di essere destinati alla gloria.
Mai, come ora, mi sono ingegnato per tornare fra voi con la parola mia a radunare la schiera dei miei eletti per partire con loro e con i miei Angeli a dare battaglia alle forze occulte che lavorano per scavare all’Umanità le porte dell’Abisso.
L’obbrobrio della Terra è tale che il suo fumo, di poco dissimile da quello che sprigiona l’Inferno, sale sino ai piedi del trono di Dio con sacrilego impeto.
Grande è l’orrore di ora, ma quando e quanto ha ancora da aumentare per essere l’Orrore dei tempi ultimi! Se veramente sembra assenzio mescolato al pane e al sonno dell’uomo, molto altro assenzio deve ancora gocciare sulle vostre tavole e sui vostri giacili prima che abbiate raggiunto l’amarezza totale che sarà, negli ultimi giorni, la compagna di questa razza creata e salvata dall’Amore, ma che si è venduta all’Odio.
“Questi sono dunque i prodromi precursori di colui che può chiamarsi: il Male incarnato, il Figlio di Satana. Pensateci!” (Quad. ‘43).

René Vuilleumier

Geremia



Gesto simbolico: la brocca spezzata

1 Così disse il Signore a Geremia: «Va' a comprarti una brocca di terracotta; prendi con te alcuni anziani del popolo e alcuni sacerdoti, 2ed esci nella valle di Ben-Innòm, che è all'ingresso della porta dei Cocci. Là proclamerai le parole che io ti dirò. 3Riferirai: Ascoltate la parola del Signore, o re di Giuda e abitanti di Gerusalemme. Così dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Ecco, io manderò su questo luogo una sventura tale che risuonerà negli orecchi di chiunque l'udrà, 4poiché hanno abbandonato me e hanno reso straniero questo luogo per sacrificarvi ad altri dèi, che né essi né i loro padri né i re di Giuda conoscevano. Essi hanno riempito questo luogo di sangue innocente; 5hanno costruito le alture di Baal per bruciare nel fuoco i loro figli come olocausti a Baal, cosa che io non avevo comandato, di cui non avevo mai parlato, che non avevo mai pensato.
6Perciò, ecco, verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali questo luogo non si chiamerà più Tofet e valle di Ben-Innòm, ma valle della Strage. 7In questo luogo farò fallire i piani di Giuda e di Gerusalemme. Li farò cadere di spada davanti ai loro nemici e nelle mani di coloro che vogliono la loro vita, e darò i loro cadaveri in pasto agli uccelli del cielo e alle bestie della terra. 8Ridurrò questa città a una desolazione e a oggetto di scherno; quanti le passeranno vicino resteranno sbigottiti e fischieranno di scherno davanti a tutte le sue ferite. 9Farò loro mangiare la carne dei propri figli e la carne delle proprie figlie; si divoreranno tra loro per l'assedio e per l'angoscia che incuteranno loro i nemici e quanti vogliono la loro vita.
10Tu, poi, spezzerai la brocca sotto gli occhi degli uomini che saranno venuti con te 11e riferirai loro: Così dice il Signore degli eserciti: Spezzerò questo popolo e questa città, così come si spezza un vaso di terracotta, che non si può più aggiustare. Allora si seppellirà persino in Tofet, perché non ci sarà più spazio per seppellire. 12Così farò - oracolo del Signore - riguardo a questo luogo e ai suoi abitanti, rendendo questa città come Tofet. 13Le case di Gerusalemme e le case dei re di Giuda saranno impure come il luogo del Tofet: tutte le case, sulle cui terrazze essi bruciavano incenso a tutto l'esercito del cielo e facevano libagioni ad altri dèi».
14Quando Geremia tornò dal Tofet dove il Signore lo aveva mandato a profetizzare, si fermò nell'atrio del tempio del Signore e disse a tutto il popolo: 15«Dice il Signore degli eserciti, Dio d'Israele: Ecco, io manderò su questa città e su tutte le sue borgate tutto il male che le ho preannunciato, perché essi si sono intestarditi, rifiutandosi di ascoltare le mie parole».

La corrispondenza degli astri



1. Ora però alza il tuo sguardo dalla Terra al sole, il quale è una fedele immagine dei rinati! Guarda bene, e ti accorgerai presto che talvolta si trovano delle macchie sulla sua cintura. Vedi, in natura, come voi dite, queste sono eruzioni dall’interno all’esterno, simili ai vulcani della Terra, e sono corrispondenti eruzioni della Collera della Divinità e piccole tracce della Sua Potenza onnidistruttiva. Tale Potenza, secondo la natura del mondo, si fa sempre parzialmente riconoscere sulle terre con grandi o piccole tempeste, a seconda della grandezza delle macchie; tuttavia in tali manifestazioni l’Amore diventa sempre tanto più attivo e attenua di nuovo tutto con l’acqua della Misericordia, e sul sole attenua di nuovo tutto con grandi flutti torrenziali dal mare senza sponde della Sua Grazia misericordiosa. E vedi, così tutto viene riportato nel massimo Ordine, e al di fuori di questo Ordine, in cui Io sono l’eterno Amore Stesso fin dall’eternità delle eternità e dal quale e nel quale fu fatto tutto ciò che esiste, nulla può sussistere né sorgere; e chi in base alla propria libertà esce da quest’Ordine, quegli agisce contro l’Amore e contro la Vita, e andrà eternamente in rovina.

2. Ora hai visto il sole e l’hai compreso secondo la sua natura, che è e deve essere semplice, affinché possa sussistere per lo scopo per il quale esiste e deve esistere dall’Ordine dell’Amore.

3. Poi volgi invece i tuoi occhi alla rinascita dello spirito, e al popolo di Dio, e alla legge dell’Amore, e alla vita della libertà nella luce della Grazia dalle acque della Misericordia, e il sole starà svelato davanti ai tuoi occhi, e nessuna piega in esso dovrà restarti nascosta!

4. Ma vedi, anche il sole ha ugualmente i suoi poli, dai quali tutta la loro luce e tutto il loro calore dal centro della quiete della Grazia si riversano sull’intera sua circonferenza; e se il sole non avesse la quiete dei poli, non avrebbe neanche luce. Poiché vedi, la quiete è assolutamente necessaria per ricevere la luce e il calore, e deve essere simile alla quiete dell’Amore in Dio; solo dalla quiete viene la ricettività per la vita e per la luce.

5. E vedi, quando l’aria è quieta, è anche nitido e sereno sulla Terra; ma se venti impetuosi soffiano in diverse direzioni, presto arrivano delle nuvole nere e oscurano la luce.

6. Le vostre brame sono simili ai venti; a causa di esse voi venite circondati da preoccupazioni di ogni genere, che impediscono il fluire in voi della luce di Grazia, come le nuvole che, sospinte dai venti, impediscono ai raggi del sole di cadere sulla Terra.

7. Perciò voi non dovete affatto preoccuparvi, bensì tutte le vostre brame e le conseguenti preoccupazioni dovete indirizzarle a Me e affidarle a Me, affinché abbiate quiete e Io possa costantemente fluire in voi.

8. E vedi, come la Terra ruota regolarmente attorno alla sua quiete polare nel Mio Ordine, che è prodotto dalla Potenza del Mio Amore, affinché nessuna parte resti senza illuminazione, così anche tutte le vostre azioni devono scaturire originariamente dal Mio Amore che è in voi, e successivamente secondo la vostra capacità attraverso la Parola dell’eterno Amore, data nella Legge della Grazia e della Misericordia. E come la notte ristora la Terra, così voi sarete ristorati dall’Amore, e come il giorno della Terra sarete illuminati mediante la luce dal sole di Grazia.

9. Voi dovete essere simili all’inverno, che è freddo nella sua quiete, ma proprio per questo tanto più atto a ricevere il calore fin nelle più profonde profondità della Terra. E da chi è arrivato l’inverno, da lui arriverà anche la primavera, la quale è simile alla prima vita dell’Amore in voi; e arriverà l’estate in pienissima energia dalla vita dell’Amore, che in voi è diventato forte mediante la Grazia; e arriverà il quieto autunno con i frutti delle opere dell’Amore e della Grazia, nel quale voi allora, totalmente rinati, entrerete nella vita del sole a contemplare il Volto del vostro Padre santo e a brillare come il sole a tutto il mondo, mediante la forza grande della Grazia, dell’Amore e della Misericordia del vostro santo e ottimo Padre.

10. Chi però non è simile alla luna, e non diventa simile alla Terra, non può neanche diventare simile al sole, bensì è simile ad una cometa, che non ha stabilità neanche minimamente, e tutto il suo essere è rubato agli efflussi di Grazia dei soli, e la sua traiettoria è disordinata come le vie dei ladri e dei briganti, ed essa viene spinta dal timore della luce da una profondità all’altra dei mondi, e non troverà mai più una quiete per l’eternità; e la luce la perseguiterà in tutte le sue vie e illuminerà la sua nullità.

11. E ancora le succederà alla fine come alle stelle cadenti, che vengono gettate fuori dalla Grazia e cacciate a causa della loro nudità, e vengono consumate per il furto della Grazia; infatti la luce rubata le annienterà eternamente, e in seguito esse non saranno più, come quei frutti degli alberi che spuntano alla luce troppo presto prima ancora che l’amore li abbia resi saldi; e poiché essi non hanno saldezza, avendo troppo poco legame d’amore, così diventano sempre più deboli, cadono poi dall’albero e vengono calpestati e distrutti.

12. Ora vedi, qui hai svelati davanti a te i soli, le terre, le lune, le comete e le stelle cadenti, secondo tutta la loro essenza e secondo tutto il loro significato, e così anche ogni e ciascuna singola parte, dalla più grande alla più piccola!

13. Lo Spirito dell’Amore e della Grazia è in voi e lo è in ogni Sapienza. Chi lo ode, quegli scruterà tutto nella profondità delle profondità; ed egli interrogherà i morti, ed essi gli risponderanno, ed egli penetrerà con lo sguardo i viventi, e il loro amore lo ristorerà e la loro luce lo estasierà; ed egli porrà il suo orecchio alla Terra, e l’erba gli racconterà i misteri dell’Amore, e il suolo gli svelerà le sue profondità, e le montagne ubbidiranno alla sua voce, e il suono delle sue parole penetrerà il midollo della Terra. E se egli guarderà il mare, i raggi dei suoi occhi illumineranno tutte le sue gocce e attraverseranno ogni granello di sabbia; e gli spiriti, se dentro ad essi ancora attendono nel giudizio, accorreranno alla luce dei suoi occhi nello stesso modo in cui di notte i pesci e i vermi del mare e delle acque accorrono a una fiaccola tenuta in superficie, ed essi si lasceranno prendere per essere liberati dalle carceri dell’eterna notte, e riconosceranno l’Amore, e calmeranno la loro sete alle acque della Misericordia, e cresceranno, dapprima debolmente, con il vigore e la forza provenienti dall’Amore del Padre e della Parola, la quale è l’Amore nel Padre, e dello Spirito, il quale è la Forza in Entrambi.

14. E vedi, tutto questo e molto di più ancora vi insegnerà il Mio Spirito, se udrete la Sua Voce! Però la Sua Voce non è rumorosa, bensì molto silenziosa, ma proprio per questo compenetra tutto, come il calore dell’Amore, e come la luce della Grazia, e come la Forza dell’Amore misericordioso del vostro Padre santo.

JAKOB  LORBER

Chi è don Luigi Villa?



Il legame quasi di predilezione con Pio XII, bruscamente, si trasformò in quello iniziale della letale politica:
«ignoratelo e fatelo ignorare»!
Ecco due fatti che illustrano questi due diversi atteggiamenti.

Un giorno, don Villa chiese e ottenne subito un’udienza col Santo Padre, l’Angelico Pio XII. Questa avvenne in una grandiosa sala, gremita di persone. Fatto chiamare don Villa, e trovatosi di fronte a lui, dopo un breve scambio di parole, Pio XII gli prese le mani nelle sue e lo abbracciò, davanti a tutti, come a significare la sua predilezione per questo Sacerdote al quale, in segreto, Egli aveva affidato un compito grave che mai fu affidato ad altro Sacerdote.

Come fu diverso, invece, anni dopo, l’incontro tra don Villa e Paolo VI.
Il 14 luglio 1971, una Religiosa del suo Istituto “Operaie di Maria Immacolata”, Suor Natalina Ghirardelli, fu ricevuta in “udienza privata” da Paolo VI, il quale voleva congratularsi con Lei, per il ritratto che la Suora-pittrice gli aveva fatto e che fu offerto al Papa, in occasione del 50° anniversario del Suo Sacerdozio (1970).
Don Villa accompagnò a Roma Suor Natalina come suo Padre Superiore.  All’entrata del salone dei ricevimenti, dove, in mezzo, sedeva il Papa, don Villa notò che Paolo VI guardò subito la sua Suora-pittrice con occhi quasi da innamorato, e continuò poi a rimirarla, stringendole e tenendole le mani per tutto il tempo dell’udienza.
Don Villa, a fianco della Suora, non fu mai degnato di uno sguardo da parte di Paolo VI, neppure per un istante. Al gesto di don Villa di voler offrire al Papa alcuni suoi libri, Paolo VI, sempre senza guardarlo, fece un gesto con la mano sinistra al suo segretario mons. Pasquale Macchi, che si avvicinò e prese i libri, senza che il sacerdote potesse dire una sola parola. Alla fine del colloquio, Paolo VI benedì la Suora e le consegnò una Corona del Rosario, mentre a don Villa diede il borsellino del Rosario, sempre senza guardarlo. E continuò ancora a non guardarlo neppure quando, insieme alla sua Suora, si avviò verso l’uscita.
In quell’occasione, don Luigi comprese che quel gesto inconcepibile di Paolo VI verso di lui, era come un segnale dell’inizio della sua “Via Crucis”. Come infatti avvenne!

a cura dell’Ing. Franco Adessa

Preghiera Portare il cielo alla terra



I DUE LINGUAGGI DELLA PREGHIERA


Pregare nello Spirito Santo

Nel libro di Giuda troviamo: 

Giuda 1:20 
Ma voi, carissimi, edificando voi stessi sulla vostra  santissima fede, pregando nello Spirito Santo....... 

Paolo scrisse:

Efesini 6:18 
pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di  supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo con ogni  perseveranza e preghiera per tutti i santi. 

La domanda che giunge è questa: possiamo pregare nello  spirito nel nostro linguaggio naturale? Si, possiamo. 
Sappiamo che stiamo facendo questo quando ascoltiamo noi  stessi pregare cose che non potevamo conoscere. 

La prima volta che questo mi è accaduto stavo pregando con  una collaboratrice quando ho incominciato, con forza, a  comandare ai segni di un fallimento di venire rimossi. Non  sapevo che nel naturale lei potesse essere stata coinvolta in  una bancarotta. Quando ho finito di pregare, ho guardato tutti  gli altri singolarmente. Stavo pensando: "Che significa questa  preghiera se non c'è alcun fallimento." Le sue prime parole  sono state: "Non sapevo che fossi a conoscenza della  bancarotta."