mercoledì 6 novembre 2019

NON DIMENTICHIAMOLI



La preghiera per i nostri cari defunti 
è un bisogno del cuore, 
è un dovere che noi abbiamo verso coloro 
che in vita ci amarono tanto 
e ci fecero del bene.

 Caterina da Genova


 “...sconforto per la loro indifferenza in vita...” 

“Di grande conforto per le Anime del Purgatorio è il pensiero della dolorosa Passione di nostro Signore Gesù e del Mistero Eucaristico, poiché sentono di essere state redente dal suo sacrificio e di aver ricevuto, con la s. Comunione da vive, e di continuare a ricevere, attraverso la comunione della Chiesa militante, tantissime grazie. Altrettanto grande è il loro sconforto al pensiero di essere state così indifferenti in vita di fronte a queste due immense prove dell’amore di Gesù per ognuna di loro”.
O mio Signore e mio Dio, tu moristi in Croce per me. Quante volte ti donasti a me nell’Ostia consacrata e quante volte ti ricevetti con poca o nessuna gratitudine e come cosa dovutami.
Propongo, o mio grande e santo Dio, di non offenderti nuovamente. O mio Salvatore, donami il tuo perdono e il tuo amore. O mio Dio abbi pietà di me e dei miei fratelli che soffrono nella Chiesa purgante.
O Maria, Madre di Dio e di tutti gli uomini, con la Tua potente intercessione vieni in aiuto ai nostri fratelli del Purgatorio.
Padre Nostro, Ave Maria, Eterno Riposo


MESSAGGIO DELLA SANTISSIMA VERGINE MARIA ALLA SUA AMATA FIGLIA LUZ DE MARIA 3 NOVEMBRE 2019



Amati figli del Mio Cuore Immacolato:

CIASCUNO DEI MIEI FIGLI FA PARTE DELLA MIA CORONA.
VOI “SIETE GLI APOSTOLI DEGLI ULTIMI TEMPI”, CHE HO GUIDATO A MIO FIGLIO E AL TRIONFO FINALE, QUANDO “LA VOLONTÀ DIVINA SI COMPIRÀ SULLA TERRA COME SI COMPIE IN CIELO”

(Cfr. Mt 6,10).

Quindi dovete mantenervi fedeli, saldi e convertiti, cosicché la confusione causata delle tempeste di questo momento, non vi porti ad altre acque.
Il demonio si sta dando da fare per introdurre la mancanza di fiducia, gli intrighi, la divisione e soprattutto per ingrandire l’ego nei Miei figli, perché
in questo modo sa di vincere.

LE MIE PAROLE SONO DIRETTE A TUTTO IL POPOLO DI MIO FIGLIO PERCHÉ SI MANTENGA IN ALLERTA RIGUARDO ALL’IMMINENTE PROSSIMITÀ DELL’AVVERTIMENTO ED IO NON VOGLIO CHE VI TROVI LONTANI DALLA VIA ALLA QUALE SIETE STATI CHIAMATI, IN DIFFERENTI MINISTERI, AL SERVIZIO DI MIO FIGLIO.

Il demonio ha causato un’erosione in coloro la cui vita è centrata in Mio Figlio, perché, in un modo o nell’altro, si integrino nel mondo che li sta assorbendo e vi trovino consolazione, finché non raggiungerà il suo scopo.

Figli del Mio Cuore Immacolato, che in voi non si sazi la sete di anime!
Mentre gli eserciti del male stanno invadendo la mente dell’umanità per portarvi a fare quello che è contrario all’operare e all’agire di Mio Figlio, voi continuate a rimanere centrati nell’Amore che si sprigiona dai Nostri Sacri Cuori.

Le prove non saranno facili, ma il rimanere al servizio di Mio Figlio farà sì che i demoni si allontanino più in fretta da coloro che si mantengono in stato di Grazia e che sono il mezzo per far giungere le richieste Divine al maggior numero possibile di anime, quelle che in questo momento sono confuse.

Il Mio Divino Figlio desidera che rimaniate al Suo fianco, ESSENDO IN OGNI MOMENTO MESSAGGERI DI PACE.

Amati figli del Mio Cuore Immacolato, dovete vivere in Mio Figlio, non negli affanni passeggeri, non nelle distrazioni: voi siete stati convocati per chiamare i vostri fratelli alla VERA VIA, LA VIA VERSO MIO FIGLIO. VOI SIETE CHIAMATI AD ADORARE IL DIO UNO E TRINO (Cfr. Gv 4,24).

Non allontanatevi dalla preghiera, non dimenticate le Mie richieste, non siate tiepidi in questo momento così trascendente, non permettetevi di essere giudici dei vostri fratelli, siate umili e saggi.  

Dovete piegare umilmente le ginocchia davanti a Mio Figlio e se volete essere liberi, ma liberi veramente, quella libertà la troverete in Mio Figlio.

La confusione si sta generalizzando ed il popolo di Mio Figlio sta vacillando per mancanza di FEDE e di CONOSCENZA. Non sono pochi quelli che si sono allontanati dalla VERA VIA.

QUANTO DOLORE NEL SACRO CUORE DI MIO FIGLIO A CAUSA DELL’ABBANDONO IN CUI LO IMMERGONO COLORO CHE ACCOLGONO NOVITÁ SENZA SENSO!
MIO FIGLIO VIVE IN VOI, È DIO DEI VIVI, NON DEI MORTI.

(Lc 20, 38).

È per quello che la terra continuerà a tremare sempre di più, a causa della confusione che ha fatto decadere spiritualmente l’uomo.

FIGLI, DIGIUNATE, NON SOLO DAGLI ALIMENTI, MA DAI SENSI, PRINCIPALMENTE DALLA LINGUA ED IMPEGNATEVI AD USARLA PER LA PREGHIERA, CHE È URGENTE PER IL POPOLO DI MIO FIGLIO; PREGHIERA E PRATICA DELLA PREGHIERA E NON DIMENTICATE LE OPERE DI MISERICORDIA. (Mt 25,35-46).

Non potete dare quello che non avete, non potete essere amore se non avete in voi l’amore, non potete portare il perdono se non perdonate, non potete dare consolazione se in voi non c’è la pace interiore. Voi siete quello che siete e date quello che vive e palpita dentro di voi.

LA PESTE STA AVANZANDO FIGLI MIEI, STA AVANZANDO E SI STA TRASFORMANDO IN PANDEMIA, CAUSANDO TERRORE E SPAVENTO.

Voi siete stati allertati dalla Casa Paterna ed avete ricevuto gli insegnamenti riguardo ai medicamenti naturali per combattere queste malattie contagiose. PER PREVENIRE IL CONTAGIO, PREPARATE L’OLIO DEL BUON SAMARITANO. (1)

Pregate Popolo di Mio Figlio, pregate. I vulcani continueranno ad attivarsi, uno dopo l’altro.

Pregate per il Messico, il suo suolo tremerà, i Miei figli patiranno.
Questo Mio Popolo verrà scosso violentemente ed Io desidero che rimanga in allerta, preparato sia spiritualmente che con alimenti e medicamenti; i loro vulcani si risveglieranno con furia.

Pregate Popolo di Mio Figlio, pregate per il Cile.
Questa nazione passerà dall’agitazione dell’uomo contro l’uomo ad essere scossa dalla natura.
Consacrate il Cile ai NOSTRI SACRI CUORI, VOI FIGLI MIEI, CONSACRATE IL CILE.

Pregate Popolo di Dio, pregate per la Colombia. È minacciata dalla forza dell’uomo armato. È URGENTE CHE VOI FIGLI CONSACRIATE QUESTA NAZIONE AI NOSTRI SACRI CUORI, SOLLECITATE I MIEI FIGLI PREDILETTI DI AIUTARVI IN QUESTA RICHIESTA.
Questa nazione patirà, la sua terra verrà scossa con forza.

Pregate Popolo di Dio, pregate e consacrate ogni nazione del mondo ai Nostri Sacri Cuori. È imprescindibile che ogni Paese sia protetto dalla Consacrazione. Il male sta avanzando con destrezza.
La Chiesa di Mio Figlio non deve venire meno, ma mantenersi forte nella Fede, nella speranza e nella carità.

Il corpo mistico di Mio Figlio non deve diventare un popolo di tiepidi, dovete crescere, dovete essere spirituali, al fine di consolidare la Fede. Alimentatevi con la spiritualità, non vivete una falsa religiosità, ma siate veri e crescete come Mio Figlio vi invita a fare.  

Ricevete il MIO AMORE DI MADRE.

SIATE SALDI NELLA FEDE.
LE PROVE SONO PESANTI, FIGLI MIEI, PERÒ NON DIMENTICATEVI CHE DIO È ONNIPOTENTE.

PREGATE IL SANTO ROSARIO E NON DIMENTICATEVI DI ADORARE MIO FIGLIO E DI RICEVERLO.

Vi amo.

Mamma Maria

AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO



COMMENTO DI LUZ DE MARIA

Fratelli:

La nostra Madre Santissima di fronte alla sofferenza dell’uomo a causa dell’uomo e della natura, viene per dare l’allerta ai Suoi figli. Ci dà la Sua Parola e continua a sostenere il Braccio del Padre Celeste per fare in modo che l’umanità abbia un’ulteriore opportunità per convertirsi.

Lei ci sollecita:

A CONSACRARE IL MONDO INTERO AI SACRI CUORI E QUESTA CONSACRAZIONE IMPLICA ANCHE LA NOSTRA, IN QUANTO NOI SIAMO FIGLI DEL FIGLIO E DELLA MADRE.

Quando si consacra, ogni persona deve avere la consapevolezza di quello che significa la consacrazione per la propria vita, in quanto aumenta la soggettiva responsabilità spirituale.

Nella Sua sollecitudine, la Madonna, facendo eco alle richieste di Suo Figlio, ci chiede che siamo l’essenza del cristiano: AMORE PER DIO E PER IL PROSSIMO.

Rimaniamo sotto il Manto Benedetto della Madonna, cosicché non abbiamo paura e niente ci angosci, perché Lei, LA REGINA DEI CIELI E DELLA TERRA, È CON NOI.

Amen.

TRATTATO SULL’INFERNO



A PROPOSITO DELL'INFERNO...

Tratto dal libro: (COLUI CHE PARLA DAL FUOCO), a metà giugno su questo sito. Gesù alla messaggera del Sacro Cuore, Josefa Menendez...

L'ENTRATA NELLE TENEBRE DELL'AL DI LÀ. 4 marzo - 15 aprile 1922

Non dimenticare, figlia mia, che tutto quello che accade rientra sempre nei disegni di Dio (S. Maddalena Sofia a Josefa - 14 marzo 1922).

Ed eccoci ora ad un periodo che è forse il più misterioso di tutta la vita di Josefa. Sembra a prima vista che la sua resistenza alla chiamata di Nostro Signore le abbia attirato un castigo. Ma su questa oscura trama si delinea ben presto un disegno ben diverso, che manifesta la predilezione divina intenta a profittare di un istante di debolezza per far progredire rapidamente l'opera sua in lei e per mezzo di lei. Mentre viene concesso al demonio un più ampio potere e gli stessi abissi infernali sembrano aprirsi davanti a Josefa, immersa in una sofferenza mai provata finora, Gesù la stritola nel dolore e, nello stesso tempo, scava nell'anima sua profondità di fede, di abbandono, di umiltà, che nessuno sforzo personale avrebbe mai realizzato. Il Maestro divino si è riservato questo compito nell'ora da Lui voluta e con mezzi che oltrepassano ogni umana previsione. * * * Santa Teresa, in una pagina mirabile, ha descritto la sua discesa nell'inferno che le lasciò nell'anima tracce incancellabili. Josefa ha più volte steso per obbedienza la relazione delle sue lunghe discese nell'abisso del dolore e della disperazione. Questa documentazione, altrettanto impressionante che semplice, si ricollega, dopo quattro secoli, alla descrizione classica della grande contemplativa di Avila. Ha la medesima risonanza di sofferenza e di contrizione, di amore riparatore e di zelo ardente. Il dogma dell'inferno, così spesso combattuto o semplicemente taciuto da una spiritualità incompleta, con danno reale delle anime e perfino con pericolo della loro salvezza, viene così rimesso in luce. Chi potrà dubitare dell'esistenza di una potenza infernale accanita contro Cristo e il suo Regno leggendo in queste pagine ciò che Josefa ha visto, inteso e sofferto? Chi potrà inoltre, misurare il merito riparatore di quelle lunghe ore trascorse in quella prigione di fuoco?... Josefa, che vi si crede imprigionata per sempre, testimone degli sforzi accaniti del demonio per rapire eternamente le anime a Gesù Cristo, sperimenta il dolore dei dolori, quello di non poter più amare. Qualche estratto dei suoi scritti potrà giovare a molte anime, che debbono risalire un pendio e, soprattutto, sarà un richiamo dell'amore per quelle che decideranno di non risparmiare nulla per strappare le anime alla perdizione... Fu nella notte dal mercoledì al giovedì 16 marzo che Josefa conobbe, per la prima volta, questa misteriosa discesa nell'inferno. Già fin dal primo lunedì di Quaresima, 6 marzo, poco dopo la scomparsa di Nostro Signore, voci infernali l'hanno a più riprese dolorosamente impressionata. Anime cadute nell'abisso vengono, senza che ella le veda, a rimproverarle la sua mancanza di generosità. Ne rimane sconvolta... Ode grida di disperazione come queste: «Sono per sempre là dove non si può più amare... Quanto breve è stato il piacere! e la disgrazia è eterna... Che mi resta?... Odiare con odio infernale e questo per sempre!». «Oh, - scrive - sapere la perdita di un'anima, e non poter ormai far nulla per lei!... Sapere che per tutta l'eternità un'anima maledirà Gesù e che non c’è più rimedio!... neppure se potessi soffrire tutti i tormenti del mondo... Che terribile dolore!... Sarebbe meglio mille volte morire che essere responsabili della perdita di un'anima». La domenica 12 marzo scrive alla sua Superiora, lontana per qualche giorno dai Feuillants per un viaggio verso Roma.
«Madre mia, se sapesse con quanta pena vengo a lei! Dal 2 marzo non ho più nessuno dei miei gioielli (così chiama la corona di spine e la croce di N. Signore) perché un'altra volta ho ferito Gesù, tanto buono per me. Tuttavia spero che anch'Egli un'altra volta avrà compassione di me: ma intanto ora la pago ben cara perché dalla notte del primo venerdì la più grande sofferenza ha sostituito il demonio, dopo avermi battuta, è scomparso e mi ha lasciata libera... Non posso esprimere ciò che ho provato nell 'anima mia quando mi sono accorta di essere viva e di poter ancora amare Dio! «Per evitare quest'inferno, quantunque abbia una gran paura di soffrire, non so che cosa sarei pronta a sopportare! Vedo chiaramente che tutti i patimenti terreni sono un nulla a paragone del dolore di non poter più amare, poiché laggiù non si respira che odio e sete della perdita delle anime». Da allora Josefa sperimenta spesso questo strazio misterioso in quei lunghi soggiorni nel tenebroso «al di là». Le discese vengono ogni volta preannunziate dai rumori di catene e dalle grida lontane che si avvicinano, la circondano, l'assediano. Essa tenta di fuggire, di distrarsi, di lavorare per sottrarsi a questa furia diabolica che finisce però con abbatterla. Ha appena il tempo di rifugiarsi nella sua cella, e tosto perde coscienza delle cose circostanti. Dapprima, si trova gettata in quello che chiama «luogo buio» di fronte al demonio, che trionfa su di lei e sembra credere di averla in suo potere per sempre. Egli ordina imperiosamente che sia gettata al suo posto e Josefa, legata strettamente, cade nel caos di fuoco e di dolore, di odio e di disperazione. Riferisce tutto questo semplicemente e oggettivamente, come ha visto, inteso, sperimentato. All'esterno solo un leggero sussulto dava indizio di tali misteriose discese. Nell'istante stesso il corpo di Josefa diventava del tutto  floscio, senza consistenza, come quello di chi, da pochi momenti, non ha più vita. Il capo, le membra, non si sostengono più, mentre il cuore batte normalmente: essa vive come senza vivere! Questo stato si prolunga più o meno, secondo la volontà di Dio che l'abbandona così all'inferno, e tuttavia la custodisce nella sua sicurissima mano. Nel momento da Lui voluto un altro impercettibile sussulto, e il corpo accasciato riprende vita. Ma non è ancora liberata dalla potenza del demonio in quel luogo buio dove la ricolma di minacce. Quando infine la rilascia ed essa a poco a poco riprende contatto con i luoghi e le persone che la circondano: «Dove  sono... e voi chi siete? vivo ancora?», chiede. I suoi poveri occhi cercano di ritrovarsi in un ambiente che le sembra così lontano nel passato. Talvolta grosse lacrime scorrono dai suoi occhi silenziosamente, mentre il volto porta l'impronta di un dolore che non si può esprimere. Riconquista alla fine il senso pieno dell'attuale realtà e non è possibile esprimere l'emozione intensa da cui viene pervasa quando, ad un tratto, comprende di poter ancora amare! Lo ha narrato più volte con semplicità incomparabile: «Domenica 19 marzo 1922, terza domenica di Quaresima. Sono nuovamente discesa in quell'abisso e mi è sembrato dimorarvi lunghi anni. Vi ho molto sofferto, ma il maggior tormento è di credermi per sempre incapace di amare N. Signore. Cosicché quando ritorno alla vita sono pazza di gioia. Mi pare di amarLo come mai L'ho amato e di essere pronta a provarglieLo con tutte le sofferenze che Egli vorrà. Mi sembra soprattutto di stimare ed amare pazzamente la mia vocazione». E, un po' più sotto aggiunge:
«Quello che vedo laggiù mi dà un gran coraggio per soffrire. Comprendo il valore dei minimi sacrifici. Gesù li raccoglie e se ne serve per salvare anime. Accecamento grande è quello di evitare la sofferenza, anche nelle cose più piccole, poiché, oltre ad essere molto preziosa per noi, serve a preservare molte anime da così grandi tormenti». Josefa ha tentato, per obbedienza, di narrare qualche cosa di quelle discese all'inferno, così frequenti in quel periodo. Tutto non può essere raccontato qui, ma qualche altra pagina servirà d'insegnamento prezioso. Esse inciteranno le anime a consacrarsi ed a sacrificarsi per la salvezza di quelle che ogni giorno e ad ogni ora sono sull'orlo dell'abisso. «Quando arrivo in quel luogo - scrive domenica 26 marzo - odo grida di rabbia e di gioia satanica perché un'anima di più viene a sprofondarsi tra i tormenti... In quel momento non ho più coscienza di essere scesa altre volte nell'inferno: mi sembra sempre che sia la prima volta e mi sembra di esservi per l'eternità, ciò che mi fa tanto soffrire, poiché ricordo che conoscevo ed amavo Nostro Signore... che ero religiosa... che Dio mi aveva fatto grandi grazie e dato numerosi mezzi per salvarmi. Che cosa ho dunque  fatto per perdere tanti beni?... Perché sono stata così cieca?... Ed ora non c’è più rimedio... Mi ricordo pure delle mie comunioni, del mio noviziato. Ma ciò che mi tormenta di più è il ricordo che amavo tanto il Cuore di Gesù! Lo conoscevo ed era tutto il mio tesoro... Non vivevo che per Lui... Come vivere ora senza di Lui?... senza amarLo?... circondata da tante bestemmie e da tanto odio? «L'anima mia rimane oppressa e schiantata a tal segno da non potersi esprimere perché è indicibile». Spesso anche assiste agli sforzi accaniti del demonio e dei suoi satelliti per strappare alla misericordia divina qualche anima che Dio è sul punto di  conquistare. Si direbbe che, nei disegni di Dio, le sue sofferenze siano il riscatto di quelle povere anime, che le dovranno la grazia vittoriosa dell'ultimo istante. «Il demonio scrive giovedì 30 marzo è più furioso che mai perché vuole perdere tre anime. Ha gridato rabbiosamente agli altri: «- Che non sfuggano!... se ne vanno... su! su! tenete fermo!».
«Udivo grida di rabbia che rispondevano di lontano». Per due o tre giorni consecutivi Josefa fu testimone di questa lotta. «Ho supplicato Nostro Signore di fare di me tutto ciò che vorrà perché quelle anime non vadano perdute -scrive di ritorno dall'abisso sabato 10 aprile. - Mi sono rivolta anche verso la Madonna che m'infonde una gran pace, perché mi sento disposta a soffrire qualsiasi cosa per salvarle. Credo che Ella non permettera al demonio di riportare vittoria». Il 2 aprile, domenica di Passione, scrive  nuovamente:  «Il  demonio  gridava:  «- Non lasciatele andare... State attenti a tutto quello che può turbarle... che non sfuggano!.. fate in  modo  che  si  disperino...»  «Era  una  confusione  orribile  di  grida  e  di  bestemmie.

Improvvisamente, emettendo urla di rabbia, gridò: «- Poco importa! Me ne restano ancora due! Togliete loro la fiducia!». «Compresi che una di quelle anime gli era sfuggita per sempre!». «- Presto, presto! - ruggiva; - che le altre due non vi sfuggano! Afferratele... che si disperino! Presto... ci scappano!». «Allora nell'inferno si udì un digrignare di denti e con un furore indescrivibile il demonio ruggì: «- Oh, potenza... potenza di questO Dio!... che ha più forza di me... Me ne resta una; e quella non me la lascerò scappare!...». «L'inferno non fu più che un grido solo di bestemmia, confusione di gemiti e di lamenti. Compresi che quelle anime si erano salvate! Il mio cuore ne fu pieno di gioia, benché nell'impossibilità di fare un solo atto di amore... Tuttavia non provo quell'odio verso Dio che hanno le anime infelici che mi circondano, e quando le odo bestemmiare e maledire, ne sento un tale dolore che sopporterei qualsiasi patimento perché Dio non sia così offeso e oltraggiato. Soltanto ho paura di diventare anch'io, col tempo, come quegli altri. Ciò mi tortura, perché ricordo quanto L'ho amato e quanto era buono verso di me! «Ho molto sofferto - continua - specialmente in questi ultimi giorni. Sentivo come un rivolo di fuoco passarmi dalla gola e attraversarmi tutto il corpo, mentre avevo la persona stretta tra assi infuocate, come ho già detto altra volta. Mi sembra allora sentirmi uscire gli occhi dall'orbita come se fossero strappati, i nervi stirati; il corpo piegato in due non può muoversi e un odore fetido invade tutto 1~~ E tuttavia questo è nulla in paragone di quello che prova l'anima che conoscendo la bontà di Dio si trova obbligata ad odiarlo, sofferenza tanto più grande se essa lo ha molto amato». Altri misteri dell'al di là stanno per rivelarsi a Josefa. In questa stessa epoca, Quaresima 1922, mentre giorno e notte porta il peso di tali persecuzioni, Dio la mette in contatto con un altro abisso di dolore, quello del purgatorio.

NOTA: Questo intollerabile odore avvolgeva Josefa al termine di queste discese all'inferno, come pure nei rapimenti e nelle persecuzioni diaboliche: odore di zolfo e di carne putrida e bruciata, che restava percepibile attorno a lei, dicono i testimoni, per lo spazio di un quarto d'ora o mezz'ora: essa però ne serbava molto più lunga.

Molte anime vengono ad implorare i suoi suffragi e i suoi sacrifici con espressioni di profonda umiltà. Dapprima ne resta impressionata: poi si abitua poco a poco alle confidenze di quelle anime penanti. Le ascolta, domanda il loro nome, le incoraggia e si raccomanda con fiducia alla loro intercessione. I loro insegnamenti sono preziosi e degni di essere raccolti. Una di esse, venendo ad annunziarle la sua liberazione dice: «L'importante non è l'ingresso in religione, ma l'ingresso nell'eternità!». «- Se le anime religiose sapessero come bisogna scontare qui le piccole carezze prodigate alla natura...», diceva un'altra chiedendo preghiere. «- Il mio esilio è terminato, ora salgo all'eterna patria». Un sacerdote diceva: «Quanto infinita è la bontà e la misericordia divina che degna servirsi delle sofferenze e dei sacrifici di altre anime per riparare le nostre grandi infedeltà. Quale alto grado di gloria avrei potuto conquistare se la mia vita fosse stata diversa!». Un'anima religiosa, entrando in cielo, confidava ancora a Josefa: «- Come si vedono diversamente le cose terrene, quando si passa all'eternità! Le cariche non sono niente agli occhi di Dio: solo conta la purità d'intenzione con cui vengono adempiute, anche nelle più piccole azioni. La terra e tutto ciò che contiene sono poca cosa... tuttavia quanto è amata!... Ah, la vita, per lunga che sia, è nulla in paragone dell'eternità! Se si sapesse ciò che è un istante solo passato in purgatorio e come l'anima si strugge e si consuma per il desiderio di vedere Nostro Signore!». Anche altre anime, sfuggite per misericordia divina all'estremo pericolo, venivano a supplicare Josefa di affrettare la loro liberazione. «Sono qui per l'infinita bontà di Dio, - diceva una di esse - perché un orgoglio eccessivo mi aveva portata sull'orlo dell'inferno. Tenevo sotto i piedi molte persone: ora mi precipiterei ai piedi dell'ultimo dei poveri! «Abbi compassione di me, fa' degli atti d'umiltà per riparare il mio orgoglio. Così potrai liberarmi da questo abisso. «- Ho passato sette anni in peccato mortale - confessava un'altra - e sono stata tre anni ammalata. Ho sempre rifiutato di confessarmi. Mi ero preparato l'inferno e ci sarei caduta se le tue sofferenze di oggi non mi avessero ottenuto la forza di rientrare in grazia. Sono ora in purgatorio e ti supplico, poiché hai potuto salvarmi: liberami da questa prigione tanto triste!» «- Sono in purgatorio per la mia infedeltà non avendo voluto corrispondere alla chiamata di Dio, veniva a dirle un'altra anima. - Dodici anni ho resistito alla vocazione e ho vissuto in gran pericolo di perdermi, perché per soffocare il rimorso mi ero data in braccio al peccato. Grazie alla bontà divina che si è degnata di servirsi delle tue sofferenze ho avuto il coraggio di tornare a Dio... e ora fammi la carità di liberarmi di qui!». «- Offri per noi il sangue di Gesù - diceva un'altra nel momento di lasciare il purgatorio. Che sarebbe di noi se non ci fosse nessuno per sollevarci?». I nomi delle sante visitatrici, sconosciuti a Josefa, ma accuratamente annotati, con la data e il luogo della morte, furono a sua insaputa controllati minuziosamente più di una volta. La Quaresima stava per terminare in queste alternative di dolori e di grazie austere. Come avrebbe potuto Josefa, senza un aiuto speciale di Dio, sostenere tali contatti con l'invisibile e condurre nello stesso tempo la sua consueta, uniforme vita di lavoro e di dedizione? Eppure era questo lo spettacolo di virtù che il suo amore eroico offriva quotidianamente al Cuore di Colui che vede nel segreto, mentre chi la circondava non poteva non ingannarsi circa il valore di quelle giornate sempre uguali all'esterno, spese tutte nel compimento del dovere. Due fatti sono da segnalarsi negli ultimi giorni di quella settimana santa. La sera del giovedì santo, 13 aprile 1922, Josefa scriveva: «Verso le tre e mezzo mi trovavo in cappella quando davanti a me vidi qualcuno vestito come Nostro Signore, ma un poco più alto di statura, molto bello, con un'espressione di pace nella fisionomia che attraeva. Indossava una tunica di colore rosso violaceo scuro. In mano aveva una corona di spine simile a quella che Gesù mi portava nel passato». «- Sono il Discepolo del Signore - disse. - Sono Giovanni l'Evangelista e ti porto uno dei gioielli più preziosi del divino Maestro». «Mi diede la corona ed egli stesso me la posò sul capo». Josefa lì per lì fu turbata da questa apparizione inaspettata, ma a poco a poco si rassicurò sentendosi pervasa da una dolce pace. Si fece ardita e osò confidare al celeste visitatore l'angoscia che l'opprimeva per tutto ciò che il demonio le faceva soffrire. «- Non temere. L'anima tua è un giglio che Gesù custodisce nel suo Cuore», le risponde l'Apostolo vergine. Poi continua: «Sono stato mandato per rivelarti qualcuno dei sentimenti che traboccavano dal Cuore del Maestro in questo gran giorno. «L'amore stava per separano dai suoi discepoli dopo di averlo battezzato con un battesimo di sangue. Ma l'amore lo spingeva a rimanere con essi e l'amore gli fece inventare il sacramento dell'Eucaristia.
«Quale lotta sorse allora nel suo Cuore!! Come si sarebbe riposato nelle anime pure! Ma quanto la sua passione si sarebbe prolungata nei cuori contaminati! «L'anima sua esultava all'avvicinarsi del momento in cui sarebbe ritornato al Padre, ma come fu stritolata dal dolore vedendo uno dei Dodici, scelto da lui, tradirlo a morte e, per la prima volta, rendere inutile il suo sangue per la salvezza di un'anima! «Il suo Cuore si consumava di amore, ma la poca corrispondenza delle anime da Lui tanto amate immergeva questo stesso amore nella più profonda amarezza... E che dire dell'ingratitudine e della freddezza di tante anime consacrate?» «Così dicendo, disparve in un lampo». Questa celeste apparizione consolò Josefa un istante, ricordandole l'invito alla riparazione che dall'Eucaristia si rivolge alle anime consacrate. Ma la sera stessa la corona di spine spariva, lasciandola in un'ansiosa perpLessità. Il demonio semina il dubbio e l'inquietudine nell'anima della sua vittima. Una domanda assillante si presenta al suo spirito: sono zimbello d'illusione e menzogna? Tutte queste visioni dell'al di là sono fantasmagorie delle mia immaginazione?... il prodotto di una natura squilibrata o di una incosciente suggestione? Tali punti interrogativi non si presentavano soltanto a lei. Niente in questa creatura può, neppure da lontano, fisicamente o moralmente, dare motivo a incertezze. Tuttavia la prudenza che la circonda veglia senza posa e aspetta un segno autentico che permetta di discernere e di affermare in lei l'azione diretta del demonio. Dio sta per darlo, troncando ogni dubbio. Il sabato Santo, 15 aprile, verso le quattro del pomeriggio, dopo aver trascorso i due giorni precedenti in dolorosi combattimenti, ode, mentre è occupata nel cucire, i rumori che preannunziano l'inferno. Sostenuta dall'obbedienza resiste con la più grande energia per sottrarsi al demonio che si avvicina e infine l'atterra. Allora, come sempre, il suo corpo sembra restare inanimato. Inginocchiate vicino a lei, le Madri pregano chiedendo al Signore di non lasciare incertezze sul mistero che si svolge sotto i loro occhi. Improvvisamente, al lieve sussulto abituale, si accorgono che Josefa sta per riprendere vita. Il suo viso disfatto lascia intuire ciò che ha visto e sofferto. Ad un tratto, portando vivacemente la mano al petto grida: «Chi mi brucia?». Ma non vi è nessun fuoco lì. L'abito religioso è intatto. Si spoglia rapidamente; un odore di fumo acre e fetido si diffonde nella cella e si vede bruciarle addosso la camicia e la maglia! Una larga ustione resta «vicino al cuore», come dice lei, attestando la realtà di  quel  primo attentato di  Satana. Josefa ne  è  sconvolta:
«Preferisco partire - scrive nel primo momento - che essere più a lungo lo zimbello del demonio!». La fedeltà divina nel manifestare tangibilmente la potenza diabolica sarà di conforto nei mesi seguenti. Dieci volte Josefa sarà bruciata: questo fuoco lascerà tracce non solo sugli abiti, ma ancor più sulle sue membra. Piaghe vive, lente a chiudersi, imprimeranno sul suo corpo cicatrici che ella porterà con sé nella tomba. Vari oggetti di biancheria bruciati si conservano ancora e attestano la realtà della rabbia infernale e il coraggio eroico che sostenne quegli assalti per rimanere fedele all'opera di Amore.

martedì 5 novembre 2019

PREGHIERE CHE SCONFIGGONO I DEMONI



AFFRONTARE LE TATTICHE DEL NEMICO 
             
Non dobbiamo ignorare le tattiche del diavolo. Siamo in grado di superare tutti gli schemi del diavolo. Il diavolo è un cospiratore. Una congiura è un piano, progetto o programma di azione. La Bibbia parla delle insidie del diavolo (Efesini 6:11). Una insidia è un trucco o una trappola. Una trappola è un inganno. 
                
 Il combattimento coinvolge tattiche e strategie. I più grandi generali sono grandi tattici e strateghi. Non si può vincere senza una strategia. Non permettere al nemico di pianificare strategie contro di te. Supera e distruggi le sue strategie attraverso la preghiera. Le trappole e insidie sono nascoste. La gente cade nelle trappole inconsapevolmente. Ci siamo liberati dal laccio dell'uccellatore. 
Un uccellatore è un cacciatore. Satana è il cacciatore delle anime. Siamo in grado di liberare noi stessi e gli altri attraverso la preghiera. 
                
 La tattica principale del nemico è l'inganno. Egli è un bugiardo e il padre della menzogna. La Parola di Dio espone le tattiche del nemico. Dio è luce, e la Sua Parola è luce. La luce espone il nemico e strappa via l'oscurità. 
                
 Moltitudini di persone sono ingannate dal nemico. Ci sono schiere di spiriti menzogneri e ingannatori che lavorano sotto l'autorità di Satana. Questi spiriti comprendono il delirio, l'inganno, la menzogna, la seduzione, l'accecamento, l'errore e l'inganno. La nostra preghiera può spogliare il potere di questi spiriti ingannatori e fare in modo che gli occhi della gente si aprano. 
                
Davide pregò contro i nemici complotti dei malvagi. I Salmi sono pieni di riferimenti ai piani dei suoi nemici per rovesciarlo. Le sue preghiere erano la chiave per distruggere questi piani e portargli liberazione. Davide pregò che i suoi nemici fossero dispersi, confusi, esposti, e distrutti. 
                
Le lotte di Davide erano contro nemici naturali. Dietro a questi nemici naturali vi erano quelli spirituali che si opponevano al regno davidico. Gesù doveva venire da questa linea e sedersi su questo trono. Davide stava combattendo qualcosa che va oltre il naturale. Attraverso lo Spirito Santo era in lotta con le potenze delle tenebre che sono state poste contro l'arrivo del regno di Dio. 
                
Questi poteri sono stati manifestati anche attraverso Erode, che ha tentato di uccidere il Messia che stava per venire. Erode è stato guidato da spiriti di paura e omicidio. E' stato usato da Satana per tentare di interrompere il regno futuro. Tuttavia, lo Spirito Santo era già stato sciolto attraverso le preghiere di Davide, e il trono di Davide era al sicuro. 

Molte di queste preghiere di guerra sono tratte dai salmi di David. Gesù è il Figlio di Davide. Siede sul trono di Davide. 
Le preghiere profetiche di Davide erano armi contro il tentativo del nemico di fermare il seme promesso. Le vittorie di Davide in preghiera aprirono la strada perchè il suo trono continuasse. Il trono della malvagità non è riuscito a superare il trono della giustizia. 
                
Dio insegnò Davide. È diventato il re guerriero. Le sue vittorie hanno fatto in modo che il suo regno si stabilisse. La sua vittoria sulla casa di Saul è arrivata dopo una lunga guerra (2 Sam. 3.1). Non scoraggiatevi nella preghiera. Continua a pregare. Potrai diventare più forte, e il nemico diventerà più debole. 
                
 David ha consumato i suoi nemici (Sal 18:37-40). Egli non si voltò fino a quando non furono distrutti. Dobbiamo vedere i nostri nemici spirituali completamente distrutti. Dobbiamo perseguire il nemico. Perseguire significa seguire al fine di superare o catturare. Significa inseguire con intenzioni ostili. Non possiamo essere passivi quando si tratta di guerra. 
                
Le vittorie di Davide prepararono la strada per Salomone. Salomone godette di pace e prosperità. Il nome di Salomone significa "pace". La pace è la parola shalom ebraica. Shalom significa "pace, prosperità, favore, salute e benessere." Le tue vittorie contro il nemico rilasceranno "shalom". 
Potrai sperimentare maggiori livelli di pace e prosperità. 

PARADISO



Il Paradiso, creato da Mio Padre per i suoi figli, deve essere finalmente restituito loro in tutta la sua gloria originaria. 

Mia amata figlia prediletta, quando il Verbo si è fatto Carne, attraverso la Mia nascita, questo ha significato che la Santa Parola di Dio si era materializzata, come profetizzato nel Libro di Mio Padre. 

La Parola di Dio è molto chiara e non cambia. Durerà per l‟eternità. Chiunque fa a pezzi la Parola di Dio e la modifica come piace a lui o ad altri, è colpevole di eresia. Quando Io sono venuto al mondo, i figli di Dio – e in particolare i Suoi eruditi servi nei Suoi Templi sulla Terra – conoscevano le profezie contenute nel Libro di Mio Padre. Non era un segreto che Mio Padre avrebbe mandato il Suo Messia per redimere l‟umanità e questo fatto è stato insegnato nei templi e incluso in ogni lettura delle Sacre Scritture. Tutto ciò che viene dal Padre Mio, è Verità. Egli non mente. La Parola di Dio è scolpita su pietra. Quello che Mio Padre ha detto all‟inizio accadrà. Ciò che ha promesso si compirà, a prescindere dal fatto che l‟umanità lo accetti o meno. 

Mio Padre ha dato al mondo la Sua Parola, quindi la Sua Carne, attraverso la Mia nascita – il Suo unico Figlio Gesù Cristo – e poi ha promesso all‟uomo la Salvezza Eterna. Ogni Parola contenuta nella Sacra Bibbia, come è stata data nella sua forma originale, compreso il Libro della Rivelazione, è la Verità. Pertanto, la Promessa di Mio Padre al mondo che avrebbe mandato di nuovo Suo Figlio, stavolta solo per giudicare i vivi e i morti, non deve mai essere respinta. Il periodo precedente questo Grande Giorno sarà turbolento e i dettagli del periodo che porta alla Mia Seconda Venuta sono contenuti nel Libro dell‟Apocalisse, come dettato a Giovanni dall‟Angelo del Signore. 

Dire di accettare una parte del libro di Mio Padre e non l‟altra, è negare la Parola di Dio. Non potete accettare una parte della Verità e dichiarare che il resto della Parola di Dio sia una menzogna. Il Libro della Verità è stato predetto a Daniele e poi dato a Giovanni Evangelista suddiviso in parti. Molto di ciò che è contenuto nel Libro dell‟Apocalisse deve ancora svolgersi. Molte persone temono i suoi contenuti e, per questo, cercheranno di negarlo, poiché la Verità è una pillola amara da ingoiare. Eppure, la Verità, quando è accettata, è qualcosa che potete comprendere molto più facilmente, perché con essa viene la chiarezza. Chiarezza significa che vi potete preparare molto più volentieri, con la pace nell‟anima e la gioia nel cuore, perché sapete che Io vengo a rinnovare il mondo. Sapete che il Paradiso, creato dal Padre Mio per i Suoi figli, deve essere finalmente restituito loro in tutta la sua gloria originale. 

Nessun uomo può veramente comprendere il Libro dell‟Apocalisse, perché non tutti gli eventi sono descritti nei dettagli o in successione, né devono intendersi così. Ma sappiate questo. Potete essere sicuri che questo è il periodo in cui il regno di satana muore e, man mano che si avvicina alla fine, egli infliggerà ogni tipo di punizione su di Me. Lo farà infiltrandosi nella Mia Chiesa sulla Terra dal di dentro. Egli Mi ruberà le anime e profanerà il Mio Corpo, la Santa Eucaristia. Ma Io sono la Chiesa e Io guiderò il Mio popolo. Satana non Mi può distruggere, perché questo è impossibile. Egli può, tuttavia, distruggere molte anime con l‟inganno di far credere loro che lui è Me. 

Proprio come il mondo è stato preparato per la Mia Prima Venuta, così anche adesso si sta preparando per la Mia Seconda Venuta. Coloro che si oppongono a Me, ai Miei sforzi per salvare le anime, e che abbracciano i Miei nemici, sappiano questo. Voi non potrete mai sconfiggere la Potenza di Dio. Voi non potrete mai distruggere la Parola. Voi non potrete mai profanare il Mio Corpo e pretendere di rimanere in piedi. 

Quando le profezie che sono contenute nel Libro dell‟Apocalisse saranno rivelate, non dovrete mai disperare, poiché siate certi che l‟Amore di Dio per i Suoi figli è tale che Egli tratterà i Suoi nemici severamente e si impegnerà a fondo per portare tutti i Suoi figli, che riconoscono Me, il Suo unico Figlio, nel Suo Divino Rifugio di Pace. E mentre i nemici di Dio ruberanno le anime di molti, attraverso una patina di fascino e di inganno, molte persone disprezzeranno la Vera Parola di Dio. 

Coloro che sono benedetti con il dono dell‟intelletto non temano i Miei nemici ma l‟Ira di Dio, che si abbatte su quelli che cercano di rubare le anime di coloro che non sono coscienti di ciò che sta succedendo. 

L‟Amore di Dio è Onnipotente e la Sua Fedeltà alla sopravvivenza di ogni persona è infinita. Ma la Sua Punizione verso i Suoi nemici è tanto feroce quanto definitiva. 

Il vostro Gesù. 

16 Marzo 2014



La Battaglia Finale del Diavolo



“Da qualche parte il fumo di satana è entrato nel Tempio di Dio.”

... Papa Paolo VI, udienza 
Papale del 30 giugno 1972.

“Dobbiamo ammettere realisticamente e con profonda sofferenza, 
che i Cristiani oggigiorno si sentono smarriti, confusi, perplessi ed 
anche delusi; vengono diffuse tante idee che si oppongono alla verità 
così come è stata rivelata e insegnata da sempre; vere e proprie 
eresie si sono diffuse nelle aree del dogma e della morale, creando 
dubbi, confusioni e ribellioni; la liturgia è stata alterata; immersi 
in un relativismo intellettuale e morale e quindi nel permissivismo, 
i Cristiani sono tentati dall’ateismo, dall’agnosticismo, da un 
illuminismo solo vagamente morale e da una cristianità sociale priva 
di dogmi o di una moralità obbiettiva.”

... Papa Giovanni Paolo II, 
L’Osservatore Romano del
7 febbraio 1981.

“Lei [Nostra Signora di Fatima] mi disse che il diavolo è in 
procinto d’ingaggiare l’ultima e decisiva battaglia contro la Beata 
Vergine. E la battaglia decisiva sarà quella finale, durante la quale 
una parte sarà vittoriosa e l’altra soccomberà. Da questo momento 
in poi dovremo scegliere da che parte stare: o con il Signore o con il 
demonio. Non c’è altra possibilità.”

... Suor Lucia di Fatima, in 
un’intervista a Padre Fuentes 
del 26 dicembre 1957.

“Il Messaggio di Fatima è rivolto ad ogni essere umano.”

... Papa Giovanni Paolo II,
13 maggio 1982.

“Il [Terzo Segreto di Fatima] non ha nulla a che vedere con 
Gorbaciov. La Beata Vergine Maria ci stava mettendo in guardia 
contro la minaccia dell’apostasia nella Chiesa.”

... Cardinale Oddi, frase riportata dal 
settimanale Il Sabato del 17 marzo 1990.

“Supponiamo, caro amico, che il Comunismo [uno degli “errori 
della Russia” menzionati dal Messaggio di Fatima] sia solo il più visibile 
degli strumenti di sovversione usati contro la Chiesa e le tradizioni della 
Rivelazione Divina … Sono preoccupato per i messaggi della Beata 
Vergine a Lucia di Fatima. Questo insistere di Maria riguardo ai 
pericoli che minacciano la Chiesa è un avvertimento divino 
contro l’atto suicida di alterare la Fede nella Sua Liturgia, 
la Sua Teologia e la Sua anima... Sento tutto intorno a me questi 
innovatori che desiderano smantellare la Sacra Cappella, distruggere la 
fiamma universale della Chiesa, rigettare i suoi ornamenti e farla sentire 
in colpa per il Suo passato storico…Verrà un giorno in cui il mondo 
civilizzato negherà il proprio Dio, quando la Chiesa dubiterà come dubitò 
Pietro. Sarà allora tentata di credere che l’uomo è diventato Dio. Nelle 
nostre chiese, i Cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio 
li aspetta. Come Maria Maddalena, in lacrime dinanzi alla tomba vuota, 
si chiederanno: ‘Dove Lo hanno portato?’ ”

... Cardinale Eugenio Pacelli (il futuro Papa 
Pio XII) all’epoca in cui era ancora Segreta-
rio di Stato di Papa Pio XI. Brano riportato 
dal libro Pius XII Devant L’Histoire, pp. 52, 53.

“Nel terzo segreto si profetizza, tra le altre cose, che la grande 
apostasia nella Chiesa partirà dalla sua sommità.”

... Cardinale Mario Luigi Ciappi, teologo 
personale di Papa Pio XII, Giovanni XXIII, 
Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo 
II. Frase riportata dalla rivista Catholic del
marzo 2002.

“Non resistere all’errore è approvarlo, non difendere la verità è ucci-
derla. Chiunque manca di opporsi ad una prevaricazione manifesta può 
essere considerato un complice occulto.”

… Papa San Felice III (483-492 
D.C.)

Padre Paul Kramer

SUPREMO APPELLO


... Lasciate che i pargoli vengano a Me ... Lasciate che i deboli vengano a Me! Se qualcuno è debole, il suo posto è accanto a Me, dentro di Me. I forti possono camminare da sé, e basta loro un mio sguardo, un mio cenno - son sicuro di essi - ma i deboli, gl'incerti, i vacillanti, vengano a Me, si stringano a Me. Io li rivestirò della mia forza, Io mi manifesterò ad essi. Il Padre mio ha tanto amato il mondo che gli ha dato il suo Unigenito ... Io ti ho tanto amata che mi son dato a te. Perché eri debole ho avuto compassione di te; di te, piccola anima che scrivi o che leggi. Quel che dico a un'anima debole, lo dico a ciascuna anima debole. Lasciatevi portare da Me, rimanete sulle mie braccia, riscaldatevi al mio Cuore. Dissetatemi col vostro amore confidente, o miei rondinini, non vi allontanate dalle mie ali. Il mio sguardo è su voi, vi seguo e vi abbraccio tutti e ciascuno, vi conosco, vi chiamo per nome mentre ancora non siete comparsi sulla scena della vita ... Io vi ho amati il Primo! Il mio Cuore ha palpiti quasi di strazio, perché c'è chi spia il vostro ingresso nel mondo per farvi deviare, prima ancora che le vostre tenere menti discernano bene il vero dal falso, per abbacinarvi e saturarvi di odio! Non udite i singulti del mio Cuore? Sono Io il Padre vostro, Io che vi ho dissetati col mio Sangue, vi ho preparato una Mensa con le mie Carni, vi ho aperto un asilo nel mio Cuore squarciato. La verità è sempre dalla parte dell'amore. Non c'è prova più grande d'amore che dare la vita per i propri figli. E questa prova lo vi ho dato, prima ancora che esisteste. Venite a Me ... Venite a Me! Io sono la Via, la Verità, la Vita!


IL SORRISO DI PADRE PIO



LA BELLEZZA DI PADRE PIO

Era bello, eh!
Una notte, a San Giovanni Rotondo, sognai Padre Pio nella gloria dei cieli. Ripetere come era il colore di quel cielo, e quale era il volto di Padre Pio trasfigurato, è oltre le nostre forze. La mattina seguente, in sacrestia, subito gli dissi: «Padre, questa notte vi ho visto nella gloria dei cieli; perdonatemi, ma ora per me siete brutto!». Egli, guardandomi e sorridendo, rispose: «Sono brutto, eh!».
«Si - replicai - perdonatemi, siete brutto».
Un anno dopo, in convento, nel corridoio che conduceva alla cella, improvvisamente egli alzò il volto verso di me, mi guardò e sorridendo mi disse: «Era bello, eh!».
Settimio Manelli - «Casa Sollievo della Sofferenza»

“Signore, insegnaci a pregare!”



(Scuola di preghiera nella Divina Volontà) 

Pregare con le stesse intenzioni, riparazioni ed amore di Gesù 

Stavo pensando alle Ore della Passione scritte e come sono senza indulgenza, e quindi chi le fa non guadagna, mentre ci sono tante preghiere arricchite di tante indulgenze. 
Mentre ciò pensavo, il mio sempre amabile Gesù tutto benignità mi ha detto: “Figlia mia, con le preghiere indulgenziate si guadagna qualche cosa. Invece, le Ore della Passione, che sono le stesse mie preghiere, le mie riparazioni e tutto amore, sono uscite proprio dal fondo del mio Cuore. Hai forse dimenticato quante volte mi sono unito a te per farle insieme e ho cambiato i flagelli in grazie su tutta la terra? Quindi, è tale e tanto il mio compiacimento, che invece dell’indulgenza do (all’anima) una manata d'amore, che contiene prezzi incalcolabili d’infinito valore. E poi, quando le cose sono fatte per puro amore, il mio Amore vi trova il suo sfogo, e non è indifferente che la creatura dia sollievo e sfogo all’Amore del Creatore”. (Vol. 11°, 06.09.1913).  

Raccolta di preghiere della Serva di Dio LUISA  PICCARRETA

a cura di D. Pablo Martín

LA MISERICORDIA DIVINA NELLA MIA ANIMA



21.XII.1935. Una volta il confessore mi disse di andare a vedere una casa e controllare se era la stessa che avevo visto in visione. Quando andai col mio confessore a vedere quella casa, o meglio quelle macerie, a colpo d'occhio riconobbi che tutto era tale e quale l'avevo visto in visione. Quando toccai le tavole che erano inchiodate in sostituzione della porta, in quel preciso momento ebbi come un lampo, una forza penetrò nella mia anima dandomi la certezza assoluta; mi allontanai presto da quel luogo, con l'anima piena di gioia. Mi sembrava che una forza m'inchiodasse a quel luogo. Gioii enormemente avendo visto la piena corrispondenza dì quelle cose con quelle che avevo visto in visione. Quando il confessore parlò della sistemazione delle celle e di altre cose, conobbi tutto identico a come mi aveva detto Gesù. Sono oltremodo lieta che Iddio operi per mezzo di lui, ma non mi stupisco affatto per questo, che Iddio gli dia tanta luce, dato che in un cuore puro ed umile abita Iddio che è la luce stessa e tutte le sofferenze e le contrarietà esistono affinché sia manifestata la santità di un'anima. Quando tornai a casa, entrai subito nella nostra cappella, per riposare un momento ed all'improvviso udii nell'anima queste parole: « Non aver paura di nulla, Io sono con te; queste questioni sono nelle Mie mani e Io le realizzerò secondo la Mia Misericordia, e niente si può opporre alla Mia volontà ». 

Diario di Santa Sr. Faustina Kowalska